Michigan Weather, Quadrille #162

Michigan Weather, Quadrille #162

Posted on  by Colleen M. Chesebro

The gales of Autumn swirl leaves of gold
on streets darkened by rain, sleet falls cold

grasses shiver in the wind, waves of emerald green
colored leaves dapple this pastoral scene

wind chimes dance as a bell tolls the hour
Michigan weather most dour

© Colleen M. Chesebro

Many thanks to Kim from Writing in North Norfolk, and dVerse, where we were to include the word “bell” in our 44 word, quadrille. 

I had fun with end rhymes and the more I use them, the more comfortable I feel. It’s a cold, windy/rainy day in Michigan. 

Colleen M. Chesebro è cresciuta in una grande città del Midwest. Desiderosa di farsi strada nel mondo, si è unita alla United States Air Force dopo la laurea per girare il mondo e ritrovare se stessa. Ad oggi, quella ricerca continua. 💜 Oggi è una poetessa del Michigan che ama creare poesie sillabiche, narrativa flash e narrativa e saggistica creativa. Colleen sponsorizza una sfida settimanale di poesia, chiamata #TankaTuesday, su wordcraftpoetry.com, in cui i poeti imparano a creare forme tradizionali e moderne di poesia sillabica. 💜 La poesia sillabica di Colleen è apparsa in “Hedgerow, a Journal of Small Poems” e in “Poetry Treasures” e “Poetry Treasures 2: Relationships”, tra cui molte altre pubblicazioni online. Ha anche ricevuto numerosi premi per i suoi pezzi di narrativa flash dagli eventi annuali del rodeo di Carrot Ranch.com. 💜 Colleen ha creato Unicorn Cats Publishing Services per assistere poeti e autori nelle loro esigenze di pubblicazione di libri. 💜 Quando non scrive poesie o crea racconti, la troverai a scavare nel suo giardino o a giocare con i suoi due gatti unicorno, Chloe e Sophie. Quasi tutti i giorni puoi trovarla mentre scrive poesie su wordcraftpoetry.com. 💜

QUEL VOLO PER PIETROBURGO, di Silvia De Angelis

Federico ha deciso di prendersi un periodo di riposo dal suo estenuante lavoro d’agente segreto, o per meglio dire di vera e propria spia, che svolge alla DIA.
E’ stanchissimo di dover intraprendere missioni pericolose, anche se molto ben retribuite ….e poi quel continuo “giramondo” che non dà tregua, è stressantissimo.
Ebbene si,  ogni tanto rilassarsi fa bene, riposare e vivere l’andare di vita, da un’ottica completamente diversa.
La compagna di Federico (Penelope) è una bella ragazza, che svolge il lavoro di interprete, presso l’aeroporto di Malpensa, ed è felicissima che “il suo uomo” abbia deciso di dedicarle maggior tempo e attenzione.
In una calda sera d’agosto, i due si trovano in un elegante ristorante alla moda, gustando un piatto tipico del locale, quando improvvisamente, un losco individuo, si avvicina, al loro tavolo, intimando di seguirlo con la minaccia d’un’arma.
Presi alla sprovvista, i due fidanzati, si vedono costretti ad ubbidire a quell’insulso ordine che li conduce, poi, all’interno d’un autovettura, che sfreccia a tutta velocità. 
Si ritrovano storditi, e imbavagliati in uno scantinato semibuio. Un tavolo vicino a loro, con una brocca d’acqua irraggiungibile, aumenta la loro sete.
Federico fa di tutto per tranquillizzare, con sguardi e qualche mormorio, la ragazza, visibilmente impaurita dall’imprevista situazione che li ha coinvolti.
L’uomo suppone, che alla base del loro rapimento, vi sia una futura  contrattazione per  un evolutissimo computer, in grado di percepire anticipatamente lo sviluppo, nel corpo umano, di qualsiasi malattia o virus.
Federico, a un tratto, sente lo scandire di passi e cerca di far rumore, battendo con forza i piedi in terra ed ecco introdursi, da una minuscola grata, una piccola mano.
Il nostro protagonista cerca di fare ancora più rumore, e gli appare lo sguardo
d’un bambino. Con tutta la sua disperazione, l’uomo, prova a mostrare di essere legato, e cerca di avvicinarsi alla sua compagna, per far capire al piccolo, che sono in due ad essere prigionieri.
Trascorre qualche altro giorno, ma non succede nulla e la speranza che il bambino possa aver dato un qualsiasi allarme, vanifica nel nulla.
La fortuna sembra girare dalla parte dei nostri prigionieri, infatti Federico sente un
rumore greve sul pavimento….è un coltello precipitato dallo spiraglio da cui entra
anche la luce del giorno. Velocissimo, l’uomo, fa di tutto per afferrarlo, e dopo qualche sforzo, andato a male, riesce nel suo faticoso intento.
Riesce a liberare sé stesso, e la sua compagna, e dopo aver segato i perni della grata,
quasi consumata della finestra, riesce a penetrarvi e a sgattaiolare all’aria aperta.
I due fuggono all’impazzata, senza rendersi ne anche conto, della località in cui si trovano, ma nei pressi trovano un taxi e dànno le indicazioni per tornare a casa.
Il conducente dell’auto, purtroppo, sembra avere altre intenzioni…infatti, minacciandoli, con un’arma, intima loro di scendere, e li conduce in un seminterrato.
Appare loro un tipo poco raccomandabile, che interroga Federico sull’esistenza,
di quel certo server, in grado di captare in anticipo l’esistenza di malattia e dove
esso sia reperibile. Inaspettatamente Penelope spruzza lo spray al peperoncino
sui due uomini, che, storditi cadono a terra, e nostri prigionieri riescono ancora
a darsi alla fuga.
Finalmente dopo le varie peripezie la coppia riesce a raggiungere l’abitazione
di Federico, che stanchissimo invita la compagna, a riposare, dopo le spiacevoli
disavventure.
Il mattino seguente, il nostro agente segreto, sbigottito, non trova la presenza
di Penelope, e dopo averla cercata per l’intero appartamento, nota che è stata
aperta la cassaforte, contenente  i carteggi segreti sulla costituzione del
nuovo server sulle malattie.
Furioso si reca a casa della donna, ma di lei non vi sono tracce. D’istinto si reca
all’aeroporto per vedere se Penelope, è in attesa di prendere un volo, e fuggire
verso la Russia che la ripagherà profumatamente in cambio dei preziosi  dati.
Alle informazioni dell’aeroporto gli viene comunicato che la donna ha preso un
volo per Pietroburgo qualche ora prima…
Purtroppo gli studiosi, e i tecnici, si vedranno costretti e rielaborare completamente i presupposti, e tutti  gli elementi relativi alla costruzione di quella sofisticata macchina, perché l’aereo, ove viaggiava Penelope, è stato vittima di un attentato ed è precipitato nell’oceano.
@Silvia De Angelis








10° Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay con Guainy

Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay, direttore Hever Barrios

Foto : Dyricel

Altri due artisti ospiti del Decimo Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay.

Il Festival della Canzone di Punta del Este Uruguay ha ospiti internazionali. Si svolge per 3 giorni consecutivi e al termine del 3° giorno viene annunciato il vincitore. Anche il voto virtuale  viene considerato, tramite Instagram e Facebook, sulle sue pagine  il  24/25/26 ottobre p.v.

Afferma Guainy: “È una festa meravigliosa, di fratellanza e talento, dove l’Arte, nel formato della “Musica” è presente, per il piacere di tutti, nella cornice di un bellissimo ambiente “Naturale” Spa tradizionale, ampiamente riconosciuta nel mondo com’è Punta del Este Uruguay. Vi auguriamo con tanto amore, tanto successo e felicità.
Ringrazio sinceramente Dyricel per tutte le informazioni fornite e per il suo impegno profuso. È nata a Panama, ma è innamorata di Punta del Este, della sua gente e dei suoi incredibili paesaggi.

ALEXIS CHAPA
Stati Uniti d’America

Biografia

Alexis Chapa è una cantautrice di una piccola città chiamata Sullivan City, nello stato americano del Texas.

Ha iniziato la sua carriera molto giovane all’età di 14 anni nel reality show “La Voz Kids” e poi è apparsa di nuovo in televisione all’età di 16 anni nel reality show “American Idol”.

Da allora, Alexis è stata in tournée, scrivendo musica e persino completando la sua formazione universitaria con una laurea e un master in economia aziendale.

Lavorando con vincitori di premi Grammy come Mark Hudson, John Secada e Pj Bianco, Alexis ha continuato a scrivere ed eseguire la propria musica nel genere pop.

Ora, a 23 anni e al suo secondo tour in Uruguay, Alexis continua una carriera bilingue, pubblicando musica in inglese e spagnolo.

Alexis spera di ispirare tutti sul fatto che, indipendentemente da dove vieni, puoi comunque realizzare i tuoi sogni, anche se vieni da una città con uno stop light come lei.

Alexis ha rappresentato gli Stati Uniti nell’edizione 2018 del Festival Internazionale della Canzone – Punta del Este, avendo avuto un’ottima partecipazione, motivo importante per la sua presenza come Guest Artist nella 10° Edizione dell’evento.


CARLO QUINTANA
Messico

Biografia

Carlos Quintana, cantautore 24enne di Guadalajara, nato a Guadalajara, Jalisco, Messico.

All’età di 14 anni scopre la sua passione per la musica innamorandosi per la prima volta; da lì ha iniziato a comporre canzoni e ora le canzoni e la musica sono diventate l’amore della sua vita.

Il 23 ottobre 2021 ha pubblicato il suo primo materiale discografico intitolato “Seguir En Pie”. Il single ha una dedica speciale a genitori, fratelli, amici, figli, partner, per tutte quelle persone che sono sempre lì per illuminare la vita con la loro luce e incoraggiarci ad andare avanti.

La canzone “Follow Your Dreams” è come una bandiera alzata in cui Carlos vuole esprimere la sua convinzione che i sogni sono possibili da realizzare, non importa quanto siano grandi e che con il lavoro e la perseveranza, non ci sarà nulla che non possa essere realizzato.


Los artistas invitados en el Décimo Festival internacional de la Canción Punta del Este Uruguay.

El Festival de la * Canción de Punta del Este Uruguay* cuenta con invitados internacionales. Se realiza durante 3 días consecutivos, al cierre del 3er día, se da a conocer el tema ganador. Se considera también el voto virtual, por Instagram y fecebook, en las páginas del mismo. Los días 24/25/26 de octubre.
“Es una fiesta maravillosa, de camaradería y talento, dónde el Arte, en el formato de ” La Música” se hace presente, para placer de todos , en el marco de un bello entorno ” Natural” Balneario tradicional, ampliamente reconocido en el mundo., Cómo es Punta del Este Uruguay. Les deseamos con mucho amor, mucho éxito y felicidad.
Agradezco con el corazón a Dyricel por toda la información entregada y si amorosa predisposición. Ella es nacida en Panamá, pero enamorada de Punta del Este, su gente y sus increíbles paisajes.”
Guainy

  • ALEXIS CHAPA
    Estados Unidos

Biografía

Alexis Chapa es un cantautora de un pequeño pueblo llamado Sullivan City en el estado de Texas de los Estados Unidos.

Inició su carrera muy joven a los 14 años en el reality show “La Voz Kids” y luego apareció nuevamente en la televisión a los 16 años en el reality show “American Idol”.

Desde entonces, Alexis ha estado de gira, escribiendo música e incluso completando su educación universitaria con una licenciatura y una maestría en administración de empresas.

Al trabajar con ganadores de premios Grammy como Mark Hudson, John Secada y Pj Bianco, Alexis ha seguido escribiendo e interpretando su propia música en el género pop.

Ahora, a los 23 años y en su segunda gira en Uruguay, Alexis continúa una carrera bilingüe, lanzando música en inglés y español.

Alexis espera inspirar a todos a que, sin importar de dónde vengas, aún puedes lograr tus sueños, incluso si vienes de una ciudad de un sólo semáforo, como ella.

Alexis representó a EE.UU en la edición 2018 del Festival Internacional de la Canción – Punta del Este, habiendo tenido una excelente participación,  importante motivo para su presencia como Artista Invitada el la 10 Edición del evento.


  • CARLOS QUINTANA
    México

Biografía

Carlos Quintana, cantautor tapatío de 24 años, nacido en Guadalajara, Jalisco, México.

A la edad de 14 años descubriría su pasión por la música cuando por primera vez se enamoró; a partir de ahí comenzó a hacer canciones y ahora, las canciones y la música se convirtieron en el amor de su vida.

El 23 de Octubre del 2021 estrenó su primer material discográfico titulado “Seguir En Pie”. El sencillo tiene una especial dedicatoria hacia los padres, hermanos, amigos, hijos, pareja, para todas aquellas personas que siempre están ahí para iluminar con su luz la vida e impulsan a seguir adelante.

La canción “Sigue Tus Sueños” es como una bandera alzada donde Carlos quiere expresar su convicción de que los sueños son posibles de concretar, sin importar lo grandes que sean y que con trabajo y perseverancia, no habrá nada que no se pueda alcanzar.

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http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/10/20/10-festival-internazionale-della-canzone-punta-del-este-uruguay-con-guainy/

10° Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay con Guainy

il silenzio, di Stefano Polo

Il silenzio entra freddo in questa stanza
come se fosse vuota, priva di vita
senza amore ma neppure odio…
Ti senti vuoto
nessun suono emana il tuo cuore
vie vuote dentro il tuo animo freddo
come il primo gelo d’inverno.
L’indifferenza è dentro te
come se si fosse impadronita del tuo animo
incatenandolo ad una fredda porta…
Ma un giorno il sole dentro di te riappare
l’indifferenza all’improvviso scompare
dentro di te l’animo freddo si scalderà
e l’amore tornera’.

Ancora due mie parole su Berlusconi…

E se senti i suoi fedelissimi o quelli che almeno un tempo erano sul suo libro paga ti fanno sentire coglione,  ti rassicurano, cercano di illuminarti d’immenso, di convincerti che sei tu il poveretto che non capisce niente e ti confermano che Berlusconi è un uomo di pace, che vuole iniziare una trattativa con Putin, che lui può veramente fare qualcosa per convincere il russo a terminare le ostilità. Sei tu che non capisci cosa c’è dietro, il gioco di sponda raffinatissimo, la mossa geniale del cavaliere. Avessi io la loro abilità nel salvare capra e cavolo! Avessi io la faccia tosta nel negare l’evidenza dei fatti! Sono io che sono stupido, che sono fisso. L’ho sempre detto che per stare bene in Italia bisogna accettare i compromessi, che per stare comodi bisogna essere accomodante!  Naturalmente tutti i suoi fedelissimi, i suoi yes men invece di farlo ravvedere, di consigliarlo, di rabbonirlo, rafforzano ancora di più le sue convinzioni, alcune volte inasprendo ulteriormente lo scontro ed esacerbando gli animi. Ne sono una controprova quegli applausi dei suoi parlamentari ai suoi discorsi. Nessuno dei suoi fedeli trova il coraggio, la determinazione di dirgli a chiare lettere: “ti stai sbagliando. Stai imboccando una strada che non porta a niente. È estremamente deleterio per l’immagine della nazione quello che stai dicendo”. Ma d’altronde a chi spetta l’ingrato compito di correggerlo? Qualcuno ha detto che i figli del cavaliere sono costretti a fare i genitori del proprio genitore, ma senza conseguire finora i risultati sperati. Insomma bisogna guardarsi bene dal criticare negativamente Berlusconi. Lui è inattaccabile, inossidabile, invincibile. Che poi la dicotomia dire/fare quando si è ai vertici della politica nazionale non esiste: dire una cosa grave significa fare una cosa grave. Berlusconi non era al bar dello sport quando ha fatto quelle esternazioni (con tutto il rispetto dei bar dello sport). Sapeva benissimo che la stragrande maggioranza della sua vita è pubblica, sotto i riflettori. E se non ha valutato adeguatamente le conseguenze significherebbe che non è più idoneo per la politica. Se invece molto più probabilmente aveva calcolato, ponderato tutto la cosa è ancora più grave. Ogni atto linguistico in politica ha un’enorme perlocutorietà, ha delle grandi ripercussioni pratiche. Certi suoi fedelissimi lo difendono a spada tratta, con le unghie. Continuano imperterriti l’opera di rimozione a tratti oppure di manipolazione. Tutto ciò mi stupisce, mi allibisce, mi lascia basito. In fondo mezza Italia deve molto a Berlusconi, soprattutto i vip, che hanno spesso iniziato a calcare le scene del mondo dello spettacolo nelle sue reti televisive, soprattutto sondaggisti e giornalisti che hanno lavorato o lavorano per lui. Io sono un povero ritardato mentale che non sa cogliere i nessi e le sfumature, che vede degli errori/orrori nelle strategie comunicative e politiche dove ci sarebbero lungimiranza e un’iniziativa di carattere internazionale. Così Berlusconi diventa un santo, un eroe o almeno viene configurata e ventilata la possibilità che a pieno diritto possa esserlo. Sono io che sono duro di comprendonio e magari per queste mie parole per alcuni berlusconiani troppo polemiche o sarcastiche oltre a quelle di ieri, espresse proprio in questo blog, sono anche perseguibile legalmente. L’importante è farla pagare a chi si oppone, a chi critica, a chi si mette contro. Fondamentale è farla pagare cara a chi la pensa diversamente. L’importante è rigirare la frittata, difendere l’indifendibile. Ah se fosse legale ciò che è legittimo e se fosse illegale ciò che è illegittimo! Che mondo migliore che sarebbe! A volte per non arrampicarsi troppo sugli specchi sarebbe da dire una cosa sola: “scusate, ho sbagliato”. La questione di fondo è che le persone comuni non dovrebbero lasciarsi abbindolare, lasciarsi persuadere da Berlusconi e neanche dai suoi fedelissimi. Dovrebbero sempre vedere da che pulpito viene la predica e la propaganda. Intanto le polemiche sterili non aiutano il Paese. Se le dichiarazioni berlusconiane sono state solo un gioco non è stato un gioco innocente! È stato un gioco al massacro per il governo che deve nascere, per l’Italia intera. Che siano frutto di razionalità e non siano dei vaniloqui di un anziano può benissimo darsi, ma vorrei comunque sapere Berlusconi a quale titolo si è arrogato questo diritto di  creare scompiglio? E soprattutto a quale pro? Non si può lasciar correre come se non fosse accaduto niente. È successo molto in questi giorni e tutto ciò che è successo a mio modesto avviso non si può giudicare che negativamente. Anche gli errori, le provocazioni, le sparate fatte di proposito sono errori, anzi se fatte apposta sono di una gravità maggiore.  Qualcuno obietterà dicendo che è la solita sceneggiata all’italiana, che è un colpo di teatro, che il cavaliere sa benissimo quel che fa. Invece io nutro dei seri dubbi. Penso che c’è il rischio di finire alla deriva, di sprofondare nell’abisso. Finisce così per essere tutto delegato al livello di sopportazione della Meloni, ma ancora una volta bisogna chiedersi fino a che punto sono tollerabili le dichiarazioni del cavaliere. Dopo la pandemia, la guerra, il rincaro dei prezzi, la grande crisi economica, l’enorme debito pubblico, l’instabilità politica ci mancavano anche le bizze senili del cavaliere (a mio avviso gli audio sono molto eloquenti e inequivocabili). Sarà un grande giorno per la democrazia quando il cavaliere si ritirerà a vita privata. Ormai il cavaliere deve rassegnarsi perché ha fatto il suo tempo, almeno nella politica italiana. Sono disposto a sopportare tutto il bailamme che faranno le sue televisioni e tutti i mass media quando si ritirerà (tanto non la guardo la televisione, ma al massimo mi tocca ascoltarla sottofondo perché la guardano i miei familiari). Lunga vita al cavaliere, ma a casa sua! Senza odio né rancore.

Circolo di Lorca di Frank Stanford

Poeta americano da riscoprire

Avatar di almerighialmerighi

Frank Stanford poeta ed editore (1948 – 1978)

Quando prendi la strada perduta
arrivi alla neve
e quando trovi la neve
ti metti in ginocchio
come un cane malato
che mangia l’erba dei cimiteri
per venti secoli.

Quando prendi la strada perduta
trovi la donna
che non ha paura della luce
che può uccidere due cazzi in una volta sola
luce che non ha paura dei cazzi
e cazzi che non possono chiamare nella neve.

Trovi amanti che hanno ascoltato che
gli stessi galli cantano
per venti secoli
Galli che hanno ingoiato pietre
dalle tracce l’uno dell’altro
ma non si sono mai incontrati
da nessuna parte per strada.

Quando prendi la strada perduta
Trovi le piume luminose del mattino
Disposte in proporzione alla neve e alla luce
E quando la neve si perde per strada
Allora il vento caldo potrebbe soffiare da sud
E c’è tristezza nel letto per venti…

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TRE IMPORTANTI BLOG CURATI DA PIER CARLO LAVA, di Silvia De Angelis

Un modo costruttivo, e creativo, quello di Pier Carlo Lava ex direttore vendite e marketing, quello di interessarsi vivamente alle problematiche di Alessandria la sua città natale, illustrandole e inviandole alle varie autorità comunali del luogo con i relativi suggerimenti alfine di sollecitarne la soluzione.  

Cosa non semplice, ma che in qualche modo sottolinea, con insistenza, i vari disagi cui sono sottoposti i cittadini, sempre in attesa di miglioramenti dell’habitat ove trascorrono la loro vita.

Ma non si ferma qui l’attività di Lava… diventa blogger attivissimo, con la creazione sul web, di tre importanti blog: “ALESSANDRIA TODAY” https://alessandria.today/ “Alessandria online”

https://alessandriaonline.com/ e “ ALESSANDRIA POST” https://piercarlolava.blogspot.com/ nei quali  oltre a dialogare sulle tematiche della città di Alessandria, si parla di tutti quegli avvenimenti artistici e folcloristici che ruotano intorno all’urbe e non solo.

Cenni di politica, pubblicazione di poesie di autori vari e avvenimenti d’attualità riguardanti il nostro paese, contribuiscono a dare una grande visibilità alle due testate, sempre aggiornatissime sul web.

Molti autori si sono uniti a questa iniziativa mettendo in evidenza le loro variegate opere, sui due blog, che nel giro di poco tempo, hanno raggiunto tantissime letture, per il grande interesse che hanno suscitato i vari articoli contenuti nelle pagine.

Dunque facciamo i nostri complimenti a questo instancabile blogger, che giornalmente riesce a catturare la nostra attenzione con i suoi avvincenti post.

@Silvia De Angelis

Leggi post di cultura, società, territorio e ambiente ai seguenti link: 

https://deangelisilvia.blogspot.com/?m=1

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

https://alessandria.today/

https://alessandriaonline.com/

Lucia Triolo: il vecchio e la salma

Quel vecchio ha comprato un mazzo di fiori
e ora veglia la propria salma.
Il vecchio
e la morte.

Sorpresa, è sorpresa!
O no?

Una maschera vaga dal volto alla salma. 
Il vecchio lascia che scorra
una maschera morta,
tagliata in mille pezzi  
prima e dopo essere stata indossata.

Menzogna, è menzogna!
O no?

maschere
sanno aspettare le maschere,
gettano gli orizzonti dietro le nostre spalle,
non indossano i disastri.

Fuga, è fuga, è fuga!
O no?

Five Simple Steps to Developing Your Leadership Skills, di Michael Van Eaton

Five Simple Steps to Developing Your Leadership Skills

Become a better listener. Influential leaders are active listeners who build on criticism and advice. Additionally, attentive listeners can detect non-verbal signs. If you’re looking to improve your listening skills, consider taking an online leadership course.

If you’ve ever watched someone who struggles to listen, you may have noticed that they are frequently preoccupied, don’t pay attention, and are quick to fill the quiet with their own thoughts. As a result, you can find yourself at a loss for words or unprepared to react in such circumstances. In these situations, practical listening abilities will enable you to handle conflict, interact with people, and build bonds with them.

Effective listening is a skill that can only be learned via emotional self-control and empathy. This implies that you must disengage from your emotions and concentrate on the other person. It would be ideal if you made an effort to put yourself in the other person’s position and listened to them without passing judgment.

You may grow as a leader by passing down responsibility and power. You may avoid becoming overwhelmed by work and have more time for other essential duties. It’s interesting to note that delegating raises job happiness. Four studies found that when tasks were outsourced by managers, workers were more pleased. All facets of life can be explained by the board’s fundamental logic.

You must be aware of the abilities and passions of your team members in order to allocate responsibility successfully. For instance, whereas some people enjoy social duties, others enjoy gathering information and writing reports. Similar to this, brainstorming meetings and policy creation should include those who like personal engagement. By doing this, you may make use of their interests and skills. It is advisable to start at the lowest level and work your way up when distributing power. Delegation prevents a chain of responsibility and referrals via various groups and departments, which boosts efficiency and effectiveness.

You may acquire the abilities you need to lead more successfully by taking an online leadership course. Naturally, this kind will assist you in growing your self-awareness and self-confidence, two traits that a strong leader must possess. Additionally, it will get you ready for a day when people will look to you to set an example.

Look for short courses that concentrate on particular leadership topics to help you strengthen your leadership abilities. You may get the information you need to become a better leader, for instance, by taking brief courses in communication, leadership and management, HR management, and soft skill development. These fast online courses might assist you in picking up new abilities rapidly.

It may seem challenging to develop your decision-making abilities as a leader, but there are actions you can take to make more rational choices. Making an assessment of your circumstance is the first step. Consider what the situation now is lacking, what may be improved, and possible solutions. Once you have this knowledge, you may start coming up with solutions on your own.

Second, you need to be able to recognize your emotions and communicate them in constructive ways. This is significant because feelings may influence choices. To keep their emotions from clouding their judgment, leaders must also possess emotional intelligence. You must also be conscious that you may occasionally require the advice of others and that not all of your decisions will be your own. To make the most excellent choice for the team, you should encourage team meetings and solicit information from others.

Omicidio a Carloforte

Omicidio a Carloforte

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Omicidio a Carloforte

Autore: Antonio Boggio

Editore: Piemme

Il prete di Carloforte, Don Antonio Moresco, viene trovato morto nella sua abitazione, tutto lascia pensare ad una caduta dalle scale, come afferma la relazione del medico legale. Il commissario Alvise Terranova, da poco tempo rientrato a Carloforte, non è convinto che si tratti di un incidente. Il giorno prima era stata trovata una scritta “la chiesa è in pericolo” sul muro della chiesa e in paese molti fedeli non erano contenti di Don Antonio, al punto che era stata organizzata una petizione per allontanarlo. Molte cose non quadrano ed il commissario Terranova è convinto che la morte del prete non sia stata una disgrazia. Il ricevimento di una lettera anonima, con l’indicazione del presunto colpevole, lo convince che i suoi sospetti sono giustificati e che l’indagine deve proseguire perché si tratta di omicidio. Ma non crede che il colpevole sia quello indicato nella lettera, crede che la verità sia ben diversa.

Un libro con una trama complessa, ben costruita, un finale inaspettato che affronta temi molto delicati e purtroppo molto comuni. Il testo prevede continui inserti della lingua reale parlata a Carloforte, che caratterizzano il racconto e amplificano l’efficacia dell’ambientazione. Il racconto del giallo vero e proprio include tutte le trame politiche, tradimenti, storie segrete che in realtà sono di dominio pubblico, un vulcano in eruzione di fatti e misfatti imprevedibile per quello che è da tutti considerato come un paese tranquillo dove non succede mai niente. E proprio tra queste storie segrete che sarà possibile per il commissario Terranova trovare quei piccoli appigli su cui fondare le sue ricerche che lo porteranno alla soluzione del caso. Terranova è un personaggio dalle intuizioni brillanti, appassionato di Jazz, di Tom Waits e delle buone letture, un poliziotto sensibile che sa quando affidarsi al cuore e mettere da parte la razionalità.

Superficie

Superficie

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Superficie
Autore: Olivier Norek
Editore: Rizzoli
Traduzione: Maurizio Ferrara
 
Noémie Chastaine, poliziotta della squadra antidroga parigina, durante la cattura di un pericoloso latitante, viene ferita al volto in modo devastante e permanente. Dopo una lunga degenza, Noémie toglie le bende dal suo viso. I contraccolpi psicologici sono fortissimi, non riesce ad accettare il suo volto, non può tenere in mano la pistola, fallisce le prove al poligono per essere reinserita al suo posto di capo squadra. Viene lasciata dal fidanzato, poliziotto come lei. Anche lui non riesce a superare l’orrore di quel volto deturpato e preferisce fuggire piuttosto che aiutare la fidanzata a sconfiggere i suoi demoni. Noémie viene trasferita nella provincia dell’Aveyrone, nel paese inesistente di Avalone, con il compito ufficiale di verificare se il commissariato locale deve restare aperto, in realtà è solo un modo, per chi deve decidere il suo futuro, di tenerla lontano dalla sua squadra. Noémie segue la sua indole e non si limita a svolgere i compitini con il minimo sforzo, ma si impegna al massimo in tutte le attività in cui è coinvolta. Avalone si rivelerà un paese molto meno tranquillo di quanto i capi non abbiano fatto credere a Noémie. Improvvisamente dal fondo di un lago artificiale emerge un fusto di plastica con dentro i resti di un bambino. Tutto cambia, sia per Noémie che per Avalone.
Un ottimo romanzo, uno dei migliori noir del 2022. Una trama ben costruita, ritmo sostenuto, ma la parte migliore sta nei dialoghi, serrati e diretti, oltre che nei profili psicologici dei personaggi, con le loro difficoltà, fragilità, tormenti e paure, resi con grande efficacia e realismo oltre che con un sottile umorismo, dosato a dovere. Il tema del libro, espresso chiaramente dal titolo, è che la verità per venire a galla deve essere ricercata in profondità, non basta fermarsi alle apparenze, ingannevoli e illusorie. Anche per conoscere sé stessi bisogna scavare a fondo del proprio animo.
https://robertoiovacchini.wordpress.com/2022/10/13/superficie/

 

Omicidio a Cap Canaille

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Omicidio a Cap Canaille
Autore: Christophe Gavat
Editore: Neri Pozza
Traduzione: Maddalena Togliani
 
Marsiglia è una città da sempre nota per il traffico di droga, con bande criminali che si affrontano in una guerra senza fine per il controllo del territorio. La città ha anche nelle vicinanze delle bellezze naturali incontaminate, come le meravigliose coste rocciose a strapiombo sul mare, luoghi adatti per incontri romantici, ma anche per suicidi o cruente esecuzioni.
Il comandante Henri Saint-Donat è a capo di una indagine complessa, che mette insieme una grossa partita di droga con un lungo elenco di rapine a furgoni blindati, fino al ritrovamento di un corpo nel portabagagli di una vettura. Tutti gli indizi portano a Marsiglia ad una serie di criminali che comunica tra di loro con messaggi tra telefoni cellulari intestati a nomi di famosi cantanti dell’opera, uno per tutti Maria Callas. C’è qualcuno che vuole vendetta e la vuole portare a compimento a Cap Canaille, in una di quelle scogliere meravigliose vicino a Marsiglia.
La donna ritrovata nel bagagliaio della vettura è una famosa rapinatrice di Francia, Mireille de Gounod, appassionata del lusso e grande organizzatrice di rapine. La donna era conosciuta molto bene da Henri Saint-Donat che l’aveva arrestata molti anni prima al termine di una rapina, rimanendone colpito dalla bellezza e dal fascino.
L’autore Christope Gavat è commissario della polizia francese, conosce alla perfezione i meccanismi delle indagini e le zone teatro del romanzo, ha costruito questo libro in cui azioni ed indagini si alternano e susseguono senza pause, raccontando sia le gesta e la mentalità dei criminali, sia le fatiche e le debolezze dei poliziotti, tra inseguimenti, indagini e ritmi di vita difficili e faticosi. Il personaggio più carismatico della storia, Mireille de Gounod viene raccontata solo dai ricordi di Henri Saint-Donat, che ha condiviso con lei momenti di vita intensi e toccanti che costituiscono una parte importante della storia.

https://robertoiovacchini.wordpress.com/2022/10/15/omicidio-a-cap-canaille/

LAUDE (29 aprile 1945) di S. Quasimodo – LAUDE (29 aprile 1945) di S. Quasimodo

FIGLIO 
-E perché, madre, sputi su un cadavere 
a testa in giù, legato per i piedi 
alla trave? E non hai schifo degli altri 
che gli pendono a fianco? Ah quella donna, 
le sue calze da macabro can-can 
e gola e bocca di fiori pestati! 
No, madre, fermati: grida alla folla 
di andare via. Non è lamento, è ghigno, 
è gioia: già s’attaccano i tafani 
ai nodi delle vene: hai sparato 
su quel viso, ora: madre, madre, madre!

MADRE 
-Sempre abbiamo sputato sui cadaveri,
figlio: appesi alle grate di finestre,
ad albero di nave, inceneriti
per la Croce, sbranati dai mastini
per un po’ d’erba al limite dei feudi.
E fosse solitudine o tumulto,
occhio per occhio, dente per dente,
dopo duemila anni di eucaristia,
il nostro cuore ha voluto aperto
l’altro cuore che aveva aperto il tuo,
figlio. T’hanno scavato gli occhi, rotto
le mani per un nome da tradire.
Mostrami gli occhi, dammi qui le mani:
sei morto, figlio! Perché tu sei morto
puoi perdonare: figlio, figlio, figlio!

FIGLIO 
-Quest’afa ripugnante, questo fumo
di macerie, le grasse mosche verdi
a grappoli agli uncini: l’ira e il sangue
colano giustamente. Non per te
e non per me, madre: occhi e mani ancora
mi bucheranno domani. Da secoli
la pietà è l’urlo dell’assassinato.

Il precedente articolo “Sul concetto di perdono” si concludeva con alcuni versi della bellissima poesia di Salvatore Quasimodo, “Laude”, che alcuni amici mi hanno chiesto di commentare. 

Questa lirica riporta alla memoria il tragico episodio di Piazzale Loreto col quale si chiudeva un capitolo oscuro della nostra storia: davvero una brutta pagina che, per il suo barbaro e bestiale rituale, ha indignato anche i partigiani. 

Che cos’era successo? Era successo che il 29 aprile 1945 i corpi di Benito Mussolini, di Claretta Petacci e di altri 15 gerarchi fascisti, nella notte, verso le 3:30, furono portati a Milano in Piazzale Loreto e tra le 10:00 e le 11:00 dello stesso giorno sette corpi furono issati dai pompieri e appesi a testa in giù alla pensilina di un distributore di benzina che si trovava in un angolo del piazzale. 

I corpi rimasero esposti per diverse ore tra insulti, sputi, oltraggi, lanci di ogni sorta di ortaggi e colpi di arma da fuoco, da parte di una folla inferocita, fino a che, per l’intervento delle autorità militari alleate, non furono trasportati all’obitorio. 

Nella lirica il poeta immagina un colloquio tra il figlio morto e la madre, ritratta mentre insieme alla folla infuriata lancia sputi e parole di disprezzo sul cadavere di Mussolini legato per i piedi e appeso a testa in giù alla “trave” della pensilina.

La madre non sputa sugli altri cadaveri e su quello della Petacci orrendamente sfigurato; sputa solo sul corpo di Mussolini che ritiene il principale responsabile dei danni arrecati al popolo italiano. Ma il figlio non accetta questo barbaro vilipendio dei cadaveri e invita la madre a fermarsi, a gridare “alla folla di andare via”

Ma la madre non dà segni di ravvedimento, non si arrende e giustifica quel suo “anomalo” comportamento in ricordo di un passato di dolore e di sofferenza, ancorché di vile ossequio al Potere, contrassegnato dallo spettacolo di tanti morti ingiustamente giustiziati (di incarcerati e di ammutinati “appesi alle grate di finestre, ad albero di nave”; di eretici “inceneriti”, bruciati vivi sui roghi per ordine della “Santa” Inquisizione; di tanta povera gente sbranata dai mastini per un po’ d’erba strappata dalla terra al limite dei feudi). 

E richiamando il figlio alla brutale realtà della Storia e alla impossibilità di un superamento dell’ancestrale legge del taglione, dopo duemila anni di sacrifici in nome di Cristo, non intende in alcun modo perdonare i suoi torturatori e sente dentro il proprio cuore, incoercibile, il bisogno di “trafiggere” il cuore di coloro che avevano trafitto il cuore del figlio attraverso la tortura (“T’hanno scavato gli occhi, rotto le mani per un nome da tradire”).

La parte finale della lirica si apre con la visione di un paesaggio spettrale, a fronte di una raggiunta (provvisoria ma illusoria) “giustizia” (“l’ira e il sangue colano giustamente”) e nella prospettiva di un futuro incerto, governato dalla violenza e dalla paura (“occhi e mani ancora mi bucheranno domani”), senza pace e ancora segnato dal sacrificio di tanti martiri che da secoli vanno incontro alla morte urlando inutilmente misericordia ai loro assassini.

La pace (Li Tien-Min) – LA PENNA DI LORENZ

Non importa che tu sia 
uomo o donna, 
vecchio o fanciullo, 
operaio o contadino, 
soldato o studente o commerciante, 
non importa quale sia 
il tuo credo politico 
o quello religioso; 
se ti chiedono qual è la cosa 
più importante per l’umanità, 
rispondi 
prima 
dopo 
sempre: 
la pace.

Ma quando finirà questa guerra “scellerata”, come l’ha definita recentemente il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella?

È l’interrogativo che noi tutti, quotidianamente, ci poniamo, di fronte alla brutale aggressione della Russia contro uno Stato sovrano, l’Ucraina, costretta a difendersi -e continua a farlo con portentoso orgoglio- grazie alle armi e agli armamenti inviati dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Giappone, dall’Australia e da quasi tutti i paesi europei.

Sono trascorsi ormai più di sei mesi dal 24 febbraio 2022 (giorno dell’aggressione) e ancora non si intravede alcuna via di uscita dal tunnel di questo assurdo ed insensato conflitto. 

Certo, la situazione è molto complessa e complicata, se neppure i numerosi appelli alla pace di Papa Francesco, l’autorità morale oggi più alta al mondo, sono riusciti a “piegare” il cuore di Putin e di Zelensky ad una sia pure provvisoria tregua. 

E non sarà sicuramente l’intervento di elementi esterni o la “discesa in campo” degli Stati Uniti o della Cina a decretare la fine di tanto inutile ed ingiustificabile spargimento di sangue, giacché senza la volontà delle due forze in campo (Russia e Ucraina), non sarà possibile arrivare ad alcun tipo di pace duratura. 

Intanto la pioggia dei missili russi continua a cadere sulle martoriate città dell’Ucraina, tra l’indifferenza e la distrazione dell’opinione pubblica mondiale che ogni giorno è costretta a prendere dolorosamente atto della distruzione di città, di paesi e di villaggi: gravi ed insensati misfatti che, oggettivamente, allontanano e rendono sempre più difficile e problematico il raggiungimento della pace. 

La bellissima lirica del poeta cinese Li Tien-Min, nella sua semplicità e brevità, rispecchia l’aspirazione suprema del genere umano alla pace, “la cosa più importante”, da perseguire ad ogni costo, pur tra gli ostacoli e le difficoltà che ne rendono ardua e faticosa la conquista: una lirica, in conclusione, di grandissima attualità; un canto d’amore alla vita, pur nella consapevolezza delle difficoltà e delle amarezze che vanno affrontate e superate con dignità, con fiducia e con coraggio, senza alcun pregiudizio e senza alcuna distinzione di lingua, di genere, di politica o di religione.

Società e Letteratura – LA PENNA DI LORENZ

LA PENNA DI LORENZ

Il tema che mi propongo di affrontare, sia pure in maniera sintetica, è se sia la Letteratura ad influenzare la Società e le sue forme di convivenza umana, o se piuttosto non sia la Società ad influenzare la forma e il contenuto della Letteratura e delle arti in genere. 

Una questione antica e controversa, rispetto alla quale si potrebbe salomonicamente sostenere che Società e Letteratura siano elementi che si influenzano reciprocamente; se non che la questione è molto più complessa di quel che si immagina e non può essere risolta chiedendoci solo se la Società influenzi il poeta (e quindi la sua poesia) più di quanto il poeta influenza la Società: ciò che, in qualche misura, richiamerebbe alla memoria l’antica “quaestio” dell’uovo e della gallina. 

Si può affermare che è la Letteratura ad influenzare la Società quando, attraverso la lettura e l’analisi di romanzi, di poesie e di storie letterarie, si è portati a conformare la propria vita ai principi in essi espressi: principi che però fanno riferimento ad un’altra realtà, la quale esiste all’infuori del ristretto cerchio della famiglia del lettore, dei luoghi da lui frequentati, dei suoi amici e del suo mondo affettivo. 

I poemi di Omero e di Esiodo, per esempio, passando per i lirici e i tragici greci, informandoci sul modo di convivere dei Greci e su ciò che essi pensavano, hanno indubbiamente esercitato una grande influenza sulla vita sociale e spirituale del loro tempo. Sono stati questi poeti a sviluppare nuove idee sulla coesistenza degli uomini e ad “inventare” concetti come l’onore, il rispetto delle leggi, il senso dell’amicizia e il Thymòs (quel sentimento/legame spirituale che deve accompagnare le azioni degli uomini, soprattutto in battaglia). 

“L’ira funesta del pelide Achille” deriva -per citare un caso famoso- dal fatto che l’eroe greco si sente offeso nel suo onore perché Agamennone gli ha portato via la schiava a lui più cara, Briseide; è questo affronto a provocare la sua Ira e il ritiro dalla guerra, nella quale rientrerà solo per vendicare l’uccisione del suo migliore amico, Patroclo. 

Concetti come libertà, uguaglianza e fratellanza (che sono alle origini della Rivoluzione francese) trovano la loro sorgente negli scritti degli “Idèologues” e degli enciclopedisti francesi; ma prendiamo anche un’opera pittorica di Pablo Picasso molto famosa: Guernica, la città spagnola rasa al suolo il 26 aprile 1937 con un bombardamento di aerei tedeschi e italiani. 

In quest’opera, il grande pittore spagnolo, attraverso un linguaggio pittorico franto, fatto di immagini di brutale violenza e di morte, “riflettendo” gli orrori della guerra, in qualche modo induce (muove/spinge) l’osservatore (colui che guarda il dipinto) ad una riflessione sulla stupidità e sull’insensatezza di quest’ultima; ad apprezzare i valori della libertà e della pace e a guardare al futuro con occhi nuovi e con la speranza e l’augurio che questo passato, con le sue “nuvole di sangue salite dalla terra”, per dirla col Quasimodo, rimanga solo nella nostra memoria come monito ma anche come invito a costruire un futuro di pace, di giustizia e di democrazia. Ecco, allora, come anche la pittura può influire sulla vita sociale. 

Ciò premesso, penso però che l’influenza della Società, della vita sociale e della realtà sulle produzioni artistico-letterarie sia di gran lunga superiore a quella esercitata da queste ultime sulla vita sociale. Io parto, infatti, dal presupposto che l’Arte (la letteratura, la musica, la poesia, la pittura…) sia una delle forme con cui l’uomo conosce la realtà; o, per dir meglio, una delle forme del “rispecchiamento” del mondo esterno nella coscienza dell’ artista (poeta, scrittore, pittore, musicista) e nella sua opera; non si tratta però di un rispecchiamento, per così dire, meccanico o fotocopia, ma dialettico, di complementarità, ricco, vario ed aperto a tutti gli influssi e ad ogni tipo di apporto o di spinta propulsiva proveniente dal mondo esterno.

Nella poesia o nella letteratura, infatti, la vita reale non appare in tutta la sua verità effettuale; il poeta (o lo scrittore) parte, sì, dalla realtà, ma la rappresenta trasformandola in conformità al proprio modo di vedere e di pensare. In questo caso l’opera letteraria va vista come l’espressione e il riflesso dello spirito del tempo, ossia della vita sociale contemporanea. Analogo discorso si potrebbe fare per quanto riguarda, per esempio, l’Orlando furioso, opera nella quale le mirabili trame della fantasia ariostesca sono il rispecchiamento della splendida civiltà del Rinascimento e della sua nuova concezione del mondo incentrata sull’uomo, sul suo spirito critico e sul suo nuovo modo di guardare ai grandi temi della vita (l’amore, la libertà e la felicità). 

Quanto detto sopra può valere anche per altri movimenti letterari, come la Scapigliatura, il Verismo, l’Ermetismo… (le cui tematiche sono in qualche misura il riflesso di un particolare e ben determinato periodo storico) o per la complessità del mondo di oggi la quale si rispecchia in vario modo in moltissime opere di letteratura, di poesia, ma anche nel teatro, nel cinema, nella musica e in tutti quei sofisticati strumenti multimediali che la moderna tecnologia mette a nostra disposizione.

In conclusione, so bene che la vastità dell’argomento avrebbe richiesto un’esposizione più ampia e particolareggiata che sicuramente non sarebbe stato possibile “esaurire” in un articolo, il cui scopo, peraltro, vuole essere semplicemente quello di invitare il lettore ad un’analisi dei testi (letterari ed artistici in genere) prioritariamente alla luce e nella direzione del rapporto dialettico tra realtà sociale e produzione artistico-letteraria.

Alla giornalista Maria Grazia Di Mario il “Premio Minerva 2022” alla Carriera

Maria Grazia Di Mario – Duilio Paiano giornalista

Nella VI edizione del “Premio accademico internazionale di letteratura contemporanea L. A. Seneca” alla giornalista Maria Grazia Di Mario viene assegnato il “Premio Minerva” 2022.
La consegna del Riconoscimento, un’opera scultorea realizzata dall’artista Dino Bilancia, è avvenuta il 15 ottobre 2022 durante la cerimonia conclusiva del Premio letterario Seneca, presso il Castello normanno svevo di Sannicandro di Bari. Il Senato dell’Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche ha così motivato la scelta:

In riconoscenza agli Alti meriti per l’impegno e la capacità divulgativa, per l’amore verso la ricerca della notizia, la deontologia e il sapere, spaziando dal giornalismo alla letteratura in modo incisivo e personale e per aver saputo modulare la sua scrittura con toni distesi e accattivanti sulle pagine di narrazione del presente e con piglio innovativo riguardo all’ambito culturale letterario in cui i riconoscimenti ricevuti ne attestano l’ampia validità e il ricco bagaglio di conoscenze.

Premio Minerva 2022 alla Carriera per la sua vasta opera di giornalista e saggista, per la sua visione cosmopolita della notizia e i profondi legami con le origini e la sua storia personale, per il suo carattere entusiasta e la versatile professionalità a cui si devono i successi da lei siglati; per l’acume con cui ha saputo muoversi tra le pagine di quotidiani dalle ormai antiche origini contribuendo al mantenimento della pluralità e all’indipendenza dell’informazione legata alla grande tradizione del migliore giornalismo italiano.

Maria Grazia Di Mario oltre a un folto percorso giornalistico è impegnata in vari settori letterari.
Laureata in Lettere e filosofia presso La Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma in Giornalismo e Tecniche audiovisive presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Camerino e il diploma in Laboratorio di scrittura per la narrativa, la sceneggiatura e il fumetto.
È iscritta all’Albo dei Giornalisti pubblicisti e all’Albo dei professionisti. Corrispondente, inviato, caposervizio, caporedattore, direttore si è occupata di cronaca locale e nazionale, cultura, turismo e spettacolo, economia e politica.
Ha fondato case editrici e periodici nazionali e locali.
Insegna Giornalismo nelle scuole superiori presso la Dante Alighieri di Roma.
Attualmente collabora con le riviste letterarie Fili d’Aquilone, con il blog letterario Alla Volta di Leucade, il quotidiano L’Avanti online e con La Voce di New York.
Per l’ufficio stampa dell’Università La Sapienza di Roma (Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali) e dell’Accademia Polacca di Roma, si occupa di comunicazione per grandi eventi culturali e letterari. Dirige i magazine da lei fondati http://www.thefilmseeker.it, http://www.sabinamagazine.it e il periodico cartaceo Sabina, la più antica testata della provincia di Rieti e della Sabina.
Già vicedirettore del Cinecorriere e caposervizio presso il Radiocorriere TV edito dalla Rai, ha curato l’ufficio stampa delle trasmissioni di Canale 5 per molte trasmissioni tra cui La Corrida, condotta da Corrado.
Ha collaborato con testate nazionali quali Il Messaggero, redazione di Rieti e del Lazio, con articoli di grande impatto sociale inerenti la realtà del territorio; Avvenire; L’umanità, occupandosi di economia, politica, cultura e inchieste sociali; Paese Sera, cronaca, politica, attualità.

All’attività giornalistica, affianca quella di saggista e poetessa.
Nel 2013 pubblica il saggio Alberto Moravia Il Profeta Indifferente realizzato in sinergia con l’Archivio del Novecento dell’Università La Sapienza di Roma. Il saggio è tra i cinque finalisti del Premio Carver si classifica 2° al Premio Nabokov.
Suoi anche il saggio Roma di Moravia tra narrativa e cinema, il libro di poesia L’Attesa Infinita (di recente ha vinto un Premio Speciale ad Abano Terme) e La donna senza testa (vincitore del Premio ArgenPic e del Premio Letterario Mondiale Golden Aster Book).
Molte le sue interviste a importanti personaggi del mondo televisivo e cinematografico e a dirigenti Rai, tra i quali Nino Manfredi, Gigi Proietti, Piero e Alberto Angela, Paolo Villaggio, Pippo Baudo, Katia Ricciarelli, Raffaella Carrà e personaggi politici tra quali il Presidente della Repubblica Cossiga. È stata ospite in numerose trasmissioni Rai.
Intensa anche la sua attività di operatrice culturale
Nel 2014, dopo la morte del padre Angelo (poeta, scultore, etrusco-logo), fonda e dirige la Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario, occupandosi anche delle Relazioni Esterne e dell’Ufficio Stampa.
Grazie al suo impegno, la biblioteca viene riconosciuta dal M.I.B.A.C. e dalla Regione Lazio.

Attualmente sono in corso vari progetti ed eventi di tipo culturale e sociale in sinergia con numerose istituzioni pubbliche e presidi culturali, con l’intento di valorizzare la figura paterna e di stimolare la cre-scita del territorio.


Estratto Antologia Seneca 2022
Maria Teresa Infante

L’angelo di Marengo. Giuseppe Mayno. Il Bandito, di Liliana Angela Angeleri 

pubblicato da youcanprint

Non solo avventure ma una delicata storia d’amore con Cristina che sposerà. Un brigante gentiluomo con molti gesti di umanità, entrato in clandestinità suo malgrado, un bandito molto amato e ricordato anche dopo due secoli perché ha aiutato i poveri con il denaro frutto dei suoi furti alle persone abbienti. Giuseppe Mayno della Spinetta (sobborgo d’Alessandria), il bandito di Marengo, ha studiato in Seminario. Dopo alcuni anni, il governo obbliga, anche ai seminaristi, il servizio di leva. In un’osteria, Mayno subisce l’angheria di un sottotenente.

Deve fuggire. Ritorna dopo tre anni. Durante la festa di nozze infrange la proibizione dell’uso delle armi da fuoco, imposta dagli occupanti francesi. Diventa capo di una banda agguerrita (200 uomini a piedi e 40 a cavallo), che dà parecchio filo da torcere alla gendarmeria imperiale che occupa il Piemonte. Ruba ai ricchi per aiutare i poveri. Giuseppe Mayno è anche un bandito burlone. Alcuni suoi tiri giocati alle autorità sono rimasti celebri. Un eroe popolare e come tale sa morire. I campi delle sue gesta sono il Piemonte, il Genovesato e la Lombardia.

https://www.mondadoristore.it/angelo-Marengo-Giuseppe-Liliana-Angela-Angeleri/eai979122142830/?fbclid=IwAR1rqy1VFpDki8_Wlqz3PnDHqiQYKR70Yat58yeOV-kOpxDm0lbjfWmdcJM

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Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay con Guainy

10°Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay

Altri due artisti ospiti del Decimo Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay.

Il Festival della Canzone di Punta del Este Uruguay ha ospiti internazionali. Si svolge per 3 giorni consecutivi e al termine del 3° giorno viene annunciato il vincitore. Anche il voto virtuale  viene considerato, tramite Instagram e Facebook, sulle sue pagine  il  24/25/26 ottobre p.v.

Afferma Guainy: “È una festa meravigliosa, di fratellanza e talento, dove l’Arte, nel formato della “Musica” è presente, per il piacere di tutti, nella cornice di un bellissimo ambiente “Naturale” Spa tradizionale, ampiamente riconosciuta nel mondo com’è Punta del Este Uruguay. Vi auguriamo con tanto amore, tanto successo e felicità.
Ringrazio sinceramente Dyricel per tutte le informazioni fornite e per il suo impegno profuso. È nata a Panama, ma è innamorata di Punta del Este, della sua gente e dei suoi incredibili paesaggi.

  • BRIELA SCOTT
    Colombia –

Biografia
Briela Scott è colombiana; cantante, cantautrice artista in evoluzione. Da un anno lavora al suo progetto musicale che mescola pop alternativo con altre influenze. La sua musica parla del carosello di emozioni che vivono gli adolescenti e dell’invito ad essere empatici con loro.
Nel mese di luglio ha pubblicato “In My Head”, una canzone che racconta l’esperienza che Briela ha avuto con una persona che ha troppo idealizzato e che in seguito si è resa conto che era completamente diversa da come la immaginava, quindi ha preferito avere l’idea nella sua testa, che aveva della persona e non com’era in realtà. “È voler rimanere un po’ nella tua testa per poter evitare le delusioni della realtà”, ha affermato. La canzone è sua; la produzione e il missaggio sono stati affidati a Juan Carlos “El Chato” Rivas e il mastering è stato eseguito da Carlos Silva al C1 Mastering. Il video di “In my Head” è stato registrato a Bogotá, in Colombia. L’idea era sua e del suo manager, e la società di produzione “Sunny Side” le ha dato il tocco artistico. Questo video nelle prime due settimane ha superato le 100mila riproduzioni sul suo canale.
Il suo prossimo singolo si chiama “Appetite”, lo ha registrato in inglese e francese e uscirà presto.

Parlando di Briela Scott, in realtà si chiama Gabriela González ed è nata il 21 maggio 2003 in Colombia. Fin da piccola ha avuto la preoccupazione di tradurre in musica tutte le idee che aveva in mente. Al pianoforte, ha tirato fuori tutto ciò che l’ha motivata, dalle esperienze personali alle influenze musicali.
È un’artista poliglotta e in evoluzione che ha lavorato con tutta la sua passione al suo progetto musicale. Ad oggi, ha composto circa 400 canzoni all’interno di pop alternativo con influenze di altri generi. Le sue canzoni sono principalmente incentrate sui giovani. Scrive per pianoforte e chitarra. Ha iniziato a comporre da sola a casa e le sue fonti di ispirazione sono tutto ciò che la circonda, storie personali, libri, serie, film, podcast, ecc. Gli piace fondere due o tre lingue in una singola canzone, perché trova molto sonoro mescolarle, allo stesso tempo è molto importante per lui essere in grado di raggiungere e comunicare il messaggio a persone diverse, quindi le diverse lingue sono il canale così come la musica, per raggiungere le persone. “Ogni lingua ha una vita diversa che dà alla canzone un’emozione. Quindi mi piace giocare con quelle emozioni che danno le lingue per creare qualcosa che mi rappresenti”, ha spiegato.
Dal 2021 lavora al suo progetto musicale sotto la produzione artistica del famoso produttore Juan Carlos “Chato” Rivas, bassista del leggendario gruppo rock colombiano “La Derecha” e primo direttore musicale di Shakira.

– LINDA HILL – Colombia


Biografia
LINDA HILL è un frutto maturo della terra di Antioquia. La sua bella voce, piena di sfumature e la sua incomparabile espressione interpretativa l’hanno resa una figura di spicco nel canto colombiano. La sua brillante carriera si può riassumere dicendo che LINDA è nata per avere successo, poiché da bambina è stata già premiata in diversi festival a livello locale, dipartimentale e nazionale. Ha studiato musica all’Istituto di Belle Arti di Medellin, all’Università di Antioquia e al CEFA Arts School. Ha studiato recitazione televisiva e doppiaggio all’accademia EFRAÍN ARCE ARAGÓN.
Ha fatto presentazioni nei più impegnativi palcoscenici nazionali ed internazionali, conquistando clamorosi successi. Ha realizzato nove opere discografiche in cui interpreta principalmente musica andina colombiana, boleri e musica di lode e adorazione.
LINDA HILL è una capofamiglia madre e lavora anche come insegnante di musica, tecnica vocale e strumentale.
A partire dal 1999 si è avventurata nel campo della composizione con temi sui ritmi andini colombiani che ha reso noti nelle sue registrazioni e presentazioni pubbliche più recenti.
È stata una giurata di qualificazione per diversi festival canori locali, nazionali e internazionali, poiché la sua eccellente carriera di cantante e la sua performance di pedagoga musicale la rendono adatta a promuovere nuovi artisti in questo campo.
PREMI E RICONOSCIMENTI COME INTERPRETE E COMPOSITORE:

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA CANZONE FRANCESE
INTERSCHOOLS CEFA, ROSARISTA E UPB MEDELLÍN TE CANTA.
ANTIOQUIA CANTA IN COLOMBIA, FESTIBELLO E FESTIBUGA
COTRAFA DEL VECCHIO BRANCO
SCIMMIA NUÑEZ
RAPPRESENTANTE PER LA COLOMBIA ALLA FIC PUNTA DEL ESTE URUGUAY CON LA CANZONE “HO DI NUOVO A VEDERE DIO”. NELLO STESSO ANNO, IN URUGUAY OTTIENE IL FRANCHISING FIC PUNTA DEL ESTE PER LA COLOMBIA, ESSENDO COSÌ DIRETTORE NAZIONALE DEL PUNTA DEL ESTE INTERNATIONAL SONG FESTIVAL – COLOMBIA CAPITOLO. Riceve il riconoscimento dalla POLIZIA NAZIONALE per la sua canzone “HE AGAIN TO SEE GOD” come canzone principale del film “HEROES ANONYMOUS” della Polizia Nazionale.
RICONOSCIMENTO, PREMIO E OMAGGIO DA PARTE DELLA NUOVA VOICE MUSIC AWARDS ACADEMY, ALL’ECCELLENZA E ALLA CARRIERA ARTISTICA PROFESSIONALE.
PREMIO DI PLATINO ALL’INTERNATIONAL HISPANIC VIDEO FESTIVAL CON LA CANZONE ¨HE VUELTO A VERA DIOS¨ E DIPLOMA ¨RADIOS DE CALIFORNIA¨ AL LATINO AMERICAN SONG FESTIVAL DELLA CALIFORNIA CON LA CANZONE ¨AMIGO MÍO¨ NOMINATO AI PREMI DELL’INTERNATIONAL SONG FESTIVAL DI LAS VEGAS USA. CON LE SUE COMPOSIZIONI “TIERRA PAISA” E “NECESITO DE TÍ” DOVE HA OTTENUTO IMPORTANTI RICONOSCIMENTI.
¨FESTIVEGAS DE ORO¨ CON IL BAMBUCO ¨TIERRA PAISA¨ NELLA CATEGORIA FOLCLORICA E ¨¨DIPLOMA A LA EXCELLENCIA¨ CON LA BALLATA ¨NECESITO DE Tͨ, NELLA CATEGORIA TEMI RELIGIOSI.
Nel 2021 ha ottenuto diversi riconoscimenti: DIPLOMA dall’EAN come MANAGER IN FORMULATION OF CULTURAL PROJECTS e DIPLOMA dal seminario in cultural management; Riconoscimento come RESPONSABILE CULTURALE della fondazione SÍNDROME DE TOURETTE a Tijuana in Messico; DIPLOMA dell’organizzazione FICPDE in URUGUAY come RESPONSABILE CULTURALE.
Fa parte dell’organizzazione del concorso nazionale di canti natalizi di Santa Rosa de Cabal. È regista e produttrice del programma radiofonico nazionale bolivariano “Cancionero Colombiano”, nonché regista e produttrice della televisione cristiana.

Ora Linda è presente nel progetto della sua produzione più recente, con la sua etichetta discografica LINDAHILL PRODUCTIONS.


Los artistas invitados en el Décimo Festival internacional de la Canción Punta del Este Uruguay.

El Festival de la * Canción de Punta del Este Uruguay* cuenta con invitados internacionales. Se realiza durante 3 días consecutivos, al cierre del 3er día, se da a conocer el tema ganador. Se considera también el voto virtual, por Instagram y fecebook, en las páginas del mismo. Los días 24/25/26 de octubre.
“Es una fiesta maravillosa, de camaradería y talento, dónde el Arte, en el formato de ” La Música” se hace presente, para placer de todos , en el marco de un bello entorno ” Natural” Balneario tradicional, ampliamente reconocido en el mundo., Cómo es Punta del Este Uruguay. Les deseamos con mucho amor, mucho éxito y felicidad.
Agradezco con el corazón a Dyricel por toda la información entregada y si amorosa predisposición. Ella es nacida en Panamá, pero enamorada de Punta del Este, su gente y sus increíbles paisajes.”
Guainy
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Foto : Dyricel

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22 ottobre 2022, giornata mondiale del cancro al seno. Pink Day

22 ottobre 2022, giornata mondiale del cancro al seno. Pink Day

Date: 19 ottobre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Pink Day: la giornata per la prevenzione contro il tumore al seno

articolo di Marina Donnarumma. Roma 22 ottobre 2022

ottobre 2019 street workout dedicato alle donne operate di tumore al seno

Nell’ottobre del 2019 partecipai a uno street workout particolare, dedicato alle donne operate di tumore al seno. Quel giorno fu memorabile ed emozionante, partecipe di tanto coraggio e testimonianze. Donne che si sono rimesse in gioco dopo paura e sofferenza, donne che vivono la vita con entusiamo e coraggio, che fanno sport duri e lavorano come tutte. Molte fanno sport duri come ad esempio il ” dragon boat” per riacquistare la forza nelle braccia.

Pink Day Street workout ottobre 2019

Oggi la donna è rosa, la donna è rosa tutti i giorni, come un alba e come tutte le albe che rinnovano il giorno. Fare prevenzione si può? Si può arrivare in tempo, se scopri in tempo, qualche volta è silente, ma le vittorie sono più frequenti delle sconfitte. Il cuore delle donne, la forza, il coraggio è rosa, colore fresco profumato come il più bel fiore che porta questo nome.

All-focus

Nell’ ottobre 2019, partecipai a Terracina, provincia di Latina, a questo street workout indimenticabile.

Street workout, io. Pink Day

A tutte può accadere, tutti siamo sotto lo stesso cielo, uniti possiamo sconfiggere questo mostro che si chiama cancro. Qualcuna non ce l ha fatta, ma questo non vuol dire che non ha combattuto fino all’ultimo respiro. Io ne ho conosciuta qualcuna, il ricordo ancora mi strazia, tutti abbiamo ricordi che ci devastano e ci fanno soffrire.

Questo racconto è tratto da una storia vera, ho scritto in prima persona perché ho cercato di essere lei ,non so se sono riuscita a capire fino in fondo lo stato d’animo di chi sa che sta per morire ma, una cosa l’ ho capita che il suo ricordo e coraggio dentro l’anima mia per sempre.

Vivevo fuori di me, ero io che mi osservavo. La realtà, solo il marchio delle dita sul nodulo del mio seno destro.

Non l’avevo più palpato, ma il peso delle dita era cosi intenso, che le sentivo ancora. Nonostante ci fosse stata l’attesa snervante delle analisi, mi avevano operata subito.

Ora, sentivo che sotto le fasciature il seno mi tirava, ce l’avevo ancora! Respirai di sollievo, mentre mio marito, mia madre, mi osservavano con apprensione in attesa che, io mi svegliassi dall’anestesia.

I loro volti erano pallidi e tirati ma, in quel momento mi venne da ridere perché pensai a come era il mio!

Andò tutto bene e pensai -mai più quelle squallide mura verdoline semi scrostate dall’odore ripugnante di antisettico e brodo di dado-.

-No!- dissi al dottore -non mi sottoporrò alla cura per non avere più le mestruazioni, sono giovane, ho un figlio solo e ne voglio un altro!- Il dottore espresse il suo disappunto io, però, mi sentivo forte e grossa come una leonessa.

-Mi sottoporrò ad ogni cura preventiva ,farò gli esami di routine ma, io voglio un altro figlio!-.

Tutto era andato bene, avevo sconfitto la bestia, potevo occuparmi di mio figlio, andare in palestra,

fare l’aperitivo con le amiche. Ora la vita aveva un sapore diverso, un odore migliore, entusiasta di vivere.

Dopo le notti insonni e il terrore iniziale, da cui mi svegliavo zuppa di sudore con gli occhi terrorizzati, era passato tutto..

L’estate e anche le cinque estati dopo, furono bellissime, mio figlio cresceva, adoravo il mare! L’unico neo,

bello grosso, mio marito.

Sempre più lontano da me e dai nostri dialoghi, non mi cercava più, eppure io, ero sempre quella di prima, due belle tette, capelli ricci scuri, lunghi.

Carnagione calabrese di cui ero orgogliosa e che testimoniava la mia origine..

MI specchiavo, ero sempre la stessa, forse più interessante, sempre ironica , divertente, mio marito sempre più impenetrabile. Amava gli amici eccessivamente e non so chi altri, tra di noi un mutismo che non riuscivo a spezzare.

Credo che ce l’avesse con mia madre, invadente, secondo lui. Anche secondo me ma, non riuscivo a dirle no e mi dominava con la sua personalità e, alla fine lui accettava tutto.

Che mia madre ci facesse la spesa, ci pagasse le vacanze, ovviamente insieme a lei,

ci comprasse la macchina nuova oppure nuovi mobili.

Questo era comodo ed io non riuscivo a liberarmi dalla forte e prepotente personalità di mia madre. Quando avevo qualche screzio con lei, per farle capire, per tutta risposta, mi portava a fare shopping e io dimenticavo il motivo della discussione.

Ogni sei mesi facevo i controlli di routine, e quel giorno non fu come tutti gli altri.

Il medico mi fece sedere e mi disse che avevo una macchia ai polmoni ed era necessaria una biopsia urgente. -Bisogna agire subito- mi disse -la chiamerò per l’imminente ricovero.

Ma come? Avevo fatto tutti i controlli preventivi e ora ?La prevenzione? Cosa è la prevenzione?.

Un abisso si era aperto dentro e fuori di me. Non so come uscii dallo studio del medico! Io stavo bene.

Stavo bene. Come era possibile? Ero morta mentre camminavo, muta, muta oh mio Dio, muta.

Non avevo voce eppure parlai con mio marito e con mia madre, avvisai le amiche più intime.

Essere ricoverata e operata tutt’uno.

Mi svegliai dolorante, non come la prima volta.

Mi toccai ,ero piena di tubicini, i capelli ce li avevo tutti e ancora non so perché. mi vennero in mente i capelli, i miei capelli. Ero distrutta! Ero incinta e avevano dovuto procurarmi un aborto terapeutico.

Avevo tentato anni per avere un altro figlio e ora morto come un pezzo abbondante del mio polmone..

Non mi veniva da ridere, però, continuavo a fare battute cretine. e dentro come stavo? .Non mi sentivo più ma ce l’avevo un cuore? E le lacrime che fine avevano fatto? Mi osservavo da fuori, il mio corpo, la mia famiglia e pensai- ce la farò! Supererò anche questo- Non feci i conti con la chemio. MI dissero – è necessario tutelarla, è di prassi, dobbiamo bruciare le eventuali cellule, dobbiamo bonificare-.

Cominciai a farla e vomitai, vomitai tutto quello che c’era da vomitare e anche di più per una settimana intera. Una settimana al mese, un mucchio di stracci maleodorante di vomito.

Cominciai a perdere i capelli, a ciuffi. I miei capelli belli, lunghi e ricci.

Mio fratello portò la macchinetta per rasare la testa, rasò anche la sua, i miei capelli ai miei piedi, ricci, lunghi , scuri da calabrese ai miei piedi, ci abbracciammo e non so per quanto tempo piangemmo.

La malattia ti impedisce tutto, anche di essere madre per quel mio unico figlio che mi vedeva vomitare per un intera settimana al mese e senza capelli.

Passò anche quello e comprai una parrucca e una bandana. Avevo perso anche le ciglia e le sopracciglia, avevo le ragadi e gli occhi con una congiuntivite perenne e chissà cos’altro!.

L’estate dopo andò meglio, mi sentivo forte fisicamente, avevo recuperato, non il rapporto con mio marito e pensavo seriamente a una separazione.

Pensavo di aver superato tutto, di nuovo effervescente, operativa, forte, ma qualche tempo dopo, fatti i soliti esami di routine, l’oncologo mi annunciò che avevo diverse macchie al fegato..

In quel momento volevo morire ma avevo un figlio, un figlio!.

Decisi di essere forte, forse avevo qualche altra alternativa?:Ormai la mia vita non si chiamava più vita ma ,sopravvivenza alla malattia! Passi le giornate in questa prospettiva,dopo questa sentenza. Decisero di non operarmi ma, di farmi cure alternative che funzionarono poco o nulla anche perché ormai non reggevo più la chemio, se non mi ammazzava il cancro l’avrebbe fatto la chemio.

Cominciarono a farmi il cortisone, divenni affamata, grassa, gonfia, i capelli radi e sottili.

Cominciavo a perdere ogni identità di donna, eppure volevo essere amata ,almeno abbracciata, consolata,

fare all’amore. Mio marito neanche mi toccava e la separazione che avevamo pensato ormai non se ne parlava più.

La mia vita era la mia malattia ma, anche di chi mi stava intorno. Pregavo tanto, tanto, andavo da sacerdoti, cercavamo nuove cure in tutta italia, all’estero ma, io ero sempre meno donna e più asessuata. Il dolore ti invade e ti pervade ma io sempre con le mie battute e la mia allegria sconsiderata e ironica.

Un giorno, d’estate, non mi sentii più le gambe, caddi per terra, sulla sabbia. Non mi feci male ma, capii che c’era qualcosa che non andava.

Tornammo a Roma ed ebbi l’ultima diagnosi, tumore al cervello inoperabile.

Ricominciarono con la chemio, il mio fisico non la sopportava più, gli occhi mi lacrimavano, vomitavo e mio figlio scappava lontano da me. Sarei scappata pure io se avessi potuto. Non riuscivo a comunicare neppure con mio figlio, giocare o fare i compiti con lui. Gli avrei voluto dire- parliamo ,vieni, poi non potrò più!-

Le dosi di cortisone aumentarono per ridurre la massa e io andai a trovare mia cugina, anche lei amavo tanto e mi stava vicina..

Quel giorno faceva l’albero di natale e io volli aiutarla ad annodare i nastri, non riuscivo ad annodarli, afare un semplice fiocco ma lei mi disse -sono bellissimi, li mettiamo sull’albero!-

MI portarono a ballare, amavo tanto farlo! Camminavo male, ero grassa, gonfia, avevo pochi capelli ma, volevo vivere e continuavo a fare le mie battute in dialetto calabrese..

Volevo essere abbracciata, un abbraccio d’amore, non lo avevo avuto più. Mio marito mi faceva da infermiere e io non so per quanto ancora riuscirò a scrivere , una lettera a mio figlio.

La leggerà quando sarà più grande e capirà quanto io l’abbia amato , da morire.Il mio unico, solo figlio.

Lo so che questo è il mio ultimo natale e questo è il mio ultimo giorno dell’anno, ho bisognodi essere imboccata, lavata, cambiata, alcune volte, non mi ricordo dove sono.

Il mio volto? Il mio volto è di una donna che è stata donna e ora è il volto di chi sta morendo di cancro e forse sarà un sollievo. La malattia ti annulla, diventi senza volto, diventi senza corpo, un ammasso dolorante e informe.

Ogni ora, ogni minuto non è vita ma, malattia, non è solo il dolore del corpo ma, il dolore dentro che è forte, strisciante, un dolore impenetrabile solo al dolore. Non puoi guardare nessuno, chiudi gli occhi, lo specchio di fronte al letto riflette un immagine in cui non ti riconosci, non ti ricordi ma, dentro sei ancora tu e nessuna malattia te lo può togliere.

Sono io, calabrese, dalla pelle sempre abbronzata, dai capelli lunghi, scuri, ricci e sto per morire.

Sono sola Dio,

sola davanti a te,

davanti agli uomini.

Sono sola e sono madre.

Mi piaceva anche essere donna!

Con la luce negli occhi e nei capelli.

Ora sono terra, sono fiore, cosa sono?

Forse ho vissuto invano

O forse ho solo vissuto ma,

volevo essere ancora madre,

volevo essere ancora donna.

Volevo essere solo essere.

Sicuramente col mio essere imperfetta.

Ho accettato non perché lo volessi,

perché è accaduto.

Non siamo dominatori della vita

Ma, solo dell’amore anche quello negato

per un solo abbraccio.

Lascio la vita ,

non perché lo voglio

ma, faccio ciò che è ineluttabile.

Non sono una dea,

sono una donna senza capelli,

sono una donna senza gambe,

senza braccia.

Sono senza volto

Ma, ho il volto di ogni donna che sta per morire

E vorrebbe vivere. Iris G. DM.

Dedicata a una mia, cara amica, sorella, mai ti dimenticherò, mai

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

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SU PORI APERTI, di Silvia De Angelis

Iridi metalliche e svilite

sul bordo d’una scarpata aliena.

Lascia trapelare mosse sfinenti

d’oscure carature

su viale ottuso.

Spilli di pioggia

perforano il tocco di libellula

nel sogno esausto.

E’ un monosillabo alla vita

a dare nuovo impulso a fiori di mimosa.

Lasciano azzittire il giallo

per esprimere la profumazione nuda

su pori aperti

a un’inedita rassegna

che impazzi su rumori

e fuochi ardenti alla finestra…

@Silvia De Angelis

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Festival Internazionale della Canzone di Punta del Este – Uruguay

Guainy presenta i cantanti partecipanti al 10 festival internazionale di Punta del Este Uruguay

Gli artisti ospiti del Decimo Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay.

Il Festival della Canzone di Punta del Este Uruguay ha ospiti internazionali. Si svolge per 3 giorni consecutivi e al termine del 3° giorno viene annunciato il vincitore. Anche il voto virtuale  viene considerato, tramite Instagram e Facebook, sulle sue pagine  il  24/25/26 ottobre p.v.

Afferma Guainy: “È una festa meravigliosa, di fratellanza e talento, dove l’Arte, nel formato della “Musica” è presente, per il piacere di tutti, nella cornice di un bellissimo ambiente “Naturale” Spa tradizionale, ampiamente riconosciuta nel mondo com’è Punta del Este Uruguay. Vi auguriamo con tanto amore, tanto successo e felicità.
Ringrazio sinceramente Dyricel per tutte le informazioni fornite e per il suo impegno profuso. È nata a Panama, ma è innamorata di Punta del Este, della sua gente e dei suoi incredibili paesaggi.

  • RINA JURADO
    Argentina

Biografia

Nata il 4 gennaio 1980 nella città del generale Pico, La Pampa; Trascorre tutta la sua vita in una città del nord della Pampa chiamata Parera.

Per più di undici anni ha studiato canto con la professoressa Gladys Martino, soprano del Teatro Colón.

Vincitrice di importanti premi e riconoscimenti nazionali:

“Rivelazione” al Festival Nazionale della Chitarra di Casilda (Santa Fe) nel 2003.
Tri-Chaco selettivo, Deraux, Buenos Aires.
Festival del pollame, Valle Santamaría de Punilla, Córdoba.
Il suo primo album si chiama “Vida de Estrella” diretto e prodotto da Hugo Casas registrato nel periodo 2008-2009 sotto l’etichetta UTOPIA.
Nel gennaio 2013, è stata convocata dal famoso artista Mario Álvarez Quiroga, per registrare una delle sue canzoni e partecipare al suo album come artista ospite.
Nel novembre 2016 è stata invitata come GUEST ARTIST a partecipare al PUNTA DEL ESTE INTERNATIONAL SONG FESTIVAL, facendo presentazioni sui migliori palcoscenici dell’Uruguay.
Nel novembre 2017 le è stato conferito il Premio REINA DEL PLATA come MIGLIORE SOLISTA FEMMINILE DEL PAESE, assegnato nella città di Buenos Aires.

Sempre nel mese di novembre è stata la vincitrice del Gala del Intérprete Argentino, rimanendo quell’anno come VINCITORE DEL SELETTIVO e quindi unica rappresentante argentina per il Festival Internazionale della Canzone di Punta del Este 2017, essendo finalista del concorso, tra più di 18 paesi in competizione.

Nel 2018 è stata la vincitrice dei premi ANTENA VIP della città di La Plata, Buenos Aires, SEÑAL LATINA e REINA DEL PLATA DE PLATINO, come miglior solista e interprete.

Lavora come Direttore del Coro della Scuola Elida Salas di Rancul, La Pampa.

Fa parte del trio vocale di successo “Las Puelchanas” premiato con l’onorificenza di “Menzione speciale” ai Cosquín Street Shows 2020.

Nel 2021 è stata convocata per rappresentare la Repubblica Argentina al Festival Internazionale della Canzone della Repubblica Dominicana che si terrà nell’ottobre 2022.


  • GABRIELA FRANCO
    Ecuador

Biografia

È nata a Guayaquil, Ecuador nel 1990 e fin da piccola era incline al canto. All’età di 6 anni  già saliva sul palco per mostrare il suo grande talento.

Ha studiato danza e recitazione. Suona la chitarra acustica, condizione che gli permette di avere un ottimo strumento per comporre le sue canzoni.

La sua formazione musicale è stata molto impegnativa e i frutti hanno cominciato a vedersi all’età di 17 anni. Da quel momento iniziò una nuova fase; la passione è diventata la sua professione e la sua grande motivazione nella vita.
Possiamo evidenziare tra i suoi successi la designazione in Spagna come «Ambasciatrice di progetti internazionali, con canti di imprenditorialità e solidarietà».

Ha partecipato con successo al programma “Yo Me Llamo Ecuador” impersonando Demi Lovato. È stata selezionata per il «Got Talent Spagna».
Dal 2010 ad oggi ha pubblicato 8 album, 2 EP e 36 singoli. Quest’anno sta completando le 15 canzoni dell’album dei suoi figli con Musicontigo dalla Spagna.

Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Solo per citarne alcuni: MBN 2009 “Best Screening Artist”, MBN 2010 “Best Promising Artist”; RADIO EXIT 2011 (Spagna) «Top 1 Artist»; RTU 2012 «Migliore Proiezione Nazionale»; ANIMA TV 2013 «Miglior proiezione internazionale»; MBN 2014 “Miglior artista in permanenza”; MBN 2015 “Miglior video”; Festival della Canzone Latinoamericana 2016 – California “International Excellence Award”; Viva la Música Festival – Spagna 2017, “Riconoscimento Speciale”; Festivegas Internazionale di Las Vegas; Festival latinoamericano della California; Premi d’oro sudamericani; Universong Spagna Festival 2022, tra gli altri.


Los artistas invitados Décimo Festival internacional de la Canción Punta del Este Uruguay.

El Festival de la * Canción de Punta del Este Uruguay* cuenta con invitados internacionales. Se realiza durante 3 días consecutivos, al cierre del 3er día, se da a conocer el tema ganador. Se considera también el voto virtual, por Instagram y fecebook, en las páginas del mismo. Los días 24/25/26 de octubre.

“Es una fiesta maravillosa, de camaradería y talento, dónde el Arte, en el formato de ” La Música” se hace presente, para placer de todos , en el marco de un bello entorno ” Natural” Balneario tradicional, ampliamente reconocido en el mundo., Cómo es Punta del Este Uruguay. Les deseamos con mucho amor, mucho éxito y felicidad.
Agradezco con el corazón a Dyricel por toda la información entregada y si amorosa predisposición. Ella es nacida en Panamá, pero enamorada de Punta del Este, su gente y sus increíbles paisajes.”
Guainy

RINA JURADO
Argentina

Biografía
RINA JURADO
Nacida el 4 de Enero de 1980 en la ciudad de General Pico, La Pampa; toda su vida transcurre en un pueblo del norte pampeano llamado Parera.

Durante más de once años estudió canto con la profesora Gladys Martino, soprano del Teatro Colón.

Ganadora de relevantes premios y reconocimientos nacionales:

“Revelación” en la Fiesta Nacional de las Guitarras en Casilda (Santa Fe) en el año 2003.
Selectivo Tri-Chaco, Deraux, Buenos Aires.
Festival de la avicultura, Valle Santamaría de Punilla, Córdoba.
Su primer trabajo discográfico  se llama “Vida de estrella” dirigido y producido por Hugo Casas grabado durante 2008-2009  bajo el sello UTOPIA.

En enero de 2013 fue convocada por el reconocido artista Mario Álvarez Quiroga, para grabar una de sus canciones y participar en su disco como artista invitada.

En noviembre de 2016, fue convocada como ARTISTA INVITADA  a participar del FESTIVAL INTERNACIONAL DE LA CANCION PUNTA DEL ESTE, haciendo presentaciones en los mejores escenarios de Uruguay.

En noviembre del 2017, fue galardonada con el Premio REINA DEL PLATA  como MEJOR SOLISTA FEMENINA DEL PAIS, otorgado en la Ciudad de Buenos Aires.

También en el mes de noviembre, fue ganadora de  la Gala del Intérprete Argentino, quedando ese año como GANADORA DEL SELECTIVO y por consiguiente, única representante argentina para el Festival Internacional de la Canción Punta del Este 2017, siendo finalista del certamen, entre más de 18 países en concurso.

En 2018 fue ganadora de los premios ANTENA VIP de la ciudad de La Plata Buenos Aires, SEÑAL LATINA,  y REINA DEL PLATA DE PLATINO, como mejor solista e intérprete.

Trabaja como Directora de Coro del Colegio Elida Salas de Rancul, La Pampa.

Forma parte del exitoso trío vocal “Las Puelchanas”  galardonadas con la distinción de “Mención  Especial” en los Espectáculos Callejeros Cosquín 2020.

En 2021 fue convocada para representar a la República Argentina en el Festival Internacional de la Canción República Dominicana a realizarse en Octubre 2022.


GABRIELA FRANCO
Ecuador

Biografía

Nació en Guayaquil, Ecuador en 1990 y desde muy pequeña se inclinó al canto. A los 6 años ya subía a los  escenarios a demostrar su gran talento.

Estudió danza y actuación. Toca guitarra acústica,  condición que le permite tener una gran herramienta al momento de componer sus canciones.

Su formación musical  ha sido muy exigente y los frutos se empezaron a ver a los 17 años. Desde ese momento comenzó una nueva etapa; la pasión se convirtió en su profesión y su gran motivación de vida.

Podemos destacar entre sus logros la designación en España como «Embajadora de Proyectos Internacionales, con canciones de emprendimiento y solidaridad».

Participó con éxito en el programa «Yo Me Llamo Ecuador» personificando a Demi Lovato.  Fue seleccionada para el «Got Talent España».

Desde el año 2010 a la fecha ha editado 8 álbumes, 2 Ep y 36 sencillos. En este año, se encuentra culminando las 15 canciones de su álbum infantil con  Musicontigo de España.

Ha obtenido muchísimos premios nacionales e internacionales. Sólo por citar algunos: MBN 2009 «Mejor Artista en Proyección», MBN 2010 «Mejor Artista Promesa»; RADIO EXIT 2011 (España) «Artista Top 1»; RTU 2012 «Mejor Proyección Nacional»; ANIMA TV 2013 «Mejor Proyección Internacional»; MBN 2014 «Mejor Artista en Permanencia»; MBN 2015 «Mejor Video»; Festival Latinoamericano de la Canción 2016 – California  «Premio a la excelencia internacional»; Festival Viva la música – España 2017, «Reconocimiento Especial»; Festivegas Internacional Las Vegas; Festival Latinoamericano California; Sudamerican Golden Awards; Festival Universong España 2022, entre otros.

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/10/18/guainy-annuncia-il-prossimo-festival-della-punta-del-este-uruguay/
http://alessandria.today/2022/10/18/festival-internazionale-della-canzone-di-punta-este-uruguay/

Foto : Dyricel

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Racconti: Lisa, milanese nata a Busto Arsizio, torna a casa dall’ufficio e… di Lorenzo Rossomandi – Scritti

foto pexels

Lisa, milanese nata a Busto Arsizio, torna a casa dall’ufficio e trova il marito seduto sulla poltrona e intorno a lui cinque suoi amici, di cui lei ne conosce un paio.

Lisa sorride e li saluta mentre, senza fermarsi, si dirige verso la cucina per mettere qualcosa, che evidentemente ha comprato nel tragitto di ritorno, nel frigo.

Poi si sofferma un po’ perplessa. Nessuno di loro ha ricambiato il saluto.

Si volta verso il marito, che continua a guardarla serio dalla poltrona, e gli chiede cosa succede.

Il marito le ordina di avvicinarsi.

Lei fa qualche passo verso di lui continuando a non capire. Il marito le chiede se la vita che stanno conducendo sia per lei soddisfacente. Lei rimane in silenzio continuando a non capire. Lui le dice che per quello che gli riguarda, la risposta è no! A lui non basta più essere un uomo che accetta il fatto di essere considerato al pari della moglie. Non tollera più che lei si rivolga a lui, essere superiore per intelligenza e forza, come se fosse una sua “pari”. Ma fortunatamente la legge è cambiata nella notte e lui può finalmente attuare ciò che la natura e Dio gli permette di fare.

Lisa rimane sbigottita. Come può suo marito parlare così? Il loro rapporto non è più quello di un tempo, la parola divorzio era già stata pronunciata due volte, ma adesso cosa stava succedendo?

Il marito le chiede seccamente se si sente disposta ad accettare la sua inferiorità e a portargli rispetto e sottomissione.

Lei non sa se ridere per lo scherzo o preoccuparsi seriamente.

Lui per tutta risposta tira fuori un frustino e una pistola. Le ordina di inginocchiarsi.

Lei si rifiuta.

Gli amici del marito l’accerchiano. Lei si sente persa, impotente e terrorizzata. Decide di accondiscendere per uscire da quella situazione per poi procedere con una denuncia.

Si inginocchia.

Lui riprende a parlare, le elenca tutte le trasgressioni che lei avrebbe commesso in quegli anni. Le gonne troppo corte, le risate troppo aperte, l’utilizzo dell’auto, il camminare in luoghi pubblici col volto scoperto. Il fatto di rivolgersi a lui senza il dovuto rispetto che dovrebbe essere di assoluta sottomissione e persino di adulazione.

Lui si alza.

Lei adesso è davvero paralizzata dalla paura.

Lui le gira intorno e chiede agli amici se secondo loro il comportamento della moglie sembra loro adeguato.

Un “No” viene pronunciato all’unisono. Poi il marito chiede loro se ritengono che lei possa essere recuperabile. Se secondo loro lei sarebbe mai potuta cambiare.

Ancora un coro di “No”.

Lui allora chiede loro se ritengono che sia in diritto di procedere come è giusto che sia.

Questa volta un coro di “Sì”.

Lui alza la pistola, la punta alla nuca della moglie e le spara.

Sconvolti?

A Milano tutto questo sarebbe accettabile?

Tranquilli e tranquille… Lisa è salva!

E lo sono tutte le donne occidentali.

Potete continuare a dormire serene e sereni. Questo è un problema di altre donne.

Donne che non meritano la nostra compassione e il nostro sostegno.

Ma cerchiamo di capire che chi si gira dall’altra parte perché il problema non lo riguarda si comporta come quel marito che “presume” la sua superiorità verso la moglie.

Perché i diritti umani ancora non sono stati dichiarati patrimonio dell’Unesco?

Eppure leggo la sua definizione: “L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni …”

Perché il mondo occidentale deve continuare a tollerare certe cose?

Cosa stiamo aspettando?

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Accosta…

Accosta…

Accosta alla mia carne il tuo dire

parole in suono

che sanno pelle sfiorare…

Accosta al tuo scrivermi un sospiro

ch’io possa discernerlo

nel battito denso di lettura…

Oh, cara, non tenere a freno

quel tuo dire che ti fa paura.

Così io nel leggerti

riempirò di terra buona

le trincee del mio cuore

lasciando che ogni tua parola

ne pervada di nuovo sangue lo spazio.

Oh, sai? Così distanza non sarà strazio

nel tempo di un gioco nuovo

di cui non sarò mai sazio.

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Voce sola e molteplice

Voce sola e molteplice.

Non è il viaggiare di queste parole un pianto,

non un lamento o un vago gioco di rimpianto.

Solo è un suono caldo che parte e si veste,

e si veste dei colori d’altri pianti e rimpianti

e raccoglie, in condivisa allegria,

d’altri sensi e d’altri occhi,

tracce di vita che non è più solo mia.

Oh il calore e l’amore d’ogni condivisa poesia!

Voce sola e molteplice al tempo stesso,

appartenenza di carne , anche, se leggi adesso.

Indicibile

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Basta chiudere gli occhi 23

Basta chiudere gli occhi 23

In linea retta verso il mare. Via Porta di Massa, ultimi sussurri di indaffarata allegrezza tra i radi studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia che sciamano all’imbrunire. Oh ci passerò ancora in quel chiostro, ma ora, sirena lontane mi portano al porto. Quanto amo vedere le navi attraccate, fantasmi beccheggianti e dormienti. Palermo, le Isole Eolie, bastimenti…ultimi traghetti imbarcano verso le isole del golfo. Più che partire mi piace sognare il viaggio. Oh no certo in quegli orribili grattacieli galleggianti che troneggiano più avanti all’imbarco del Municipio.

La mia passione sono le navi ferraglia in disuso. Mi avvicino più che posso. Lo scricchiolio delle gomene mi saluta. Gli oblò arrugginiti nascondono cabine in cui sostavano viaggiatori in disagio, per una qualche fuga o per lasciarsi alle spalle un tempo non buono. “Partene e’ bastimenti pe’ terre assaje luntane” mi risuona il canto antico dei migranti, le cui orme forse, ora calpesto ignaro. La città porto a quest’ora del tramonto un po’ mi inquieta.

E mi ritrovo nel labirinto di containers che sanno di terre e merci lontane…indecifrabili ed impossibili scritte mi danno esotica accoglienza. Cammino e osservo le colonne accatastate di queste enormi casse ferrose, palazzi senza finestre nell’improvviso silenzio, rotto dal mio passo lento. “Se deve prendere il traghetto per le isole è fuori strada” mi fa un finanziere garbato.

Come faccio a dirgli che sto vagando senza meta alla ricerca di anfratti che mi regalino bagliori d’altri spazi, d’altri tempi? “Credo d’essermi smarrito” m’esce con tono semplice e lui ad inanellarmi la corretta via, l’unica che lì dentro possa avere uno scopo, una meta: prendere una nave e partire.

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Sogna, di Franco Bonvini

Sogna, quelle immagini che passano
le bancarelle, le mura e il mercato
le passanti generose dei pomeriggi di luglio
generose di forme e colori
sono vere più del vero
più di questo cielo grigio di un ottobre preso a caso
spoglio d’ori e di lustrini.
Sogna quello che hai negli occhi
anche se non ricordan bene
quello che inventano sarà
e sarà sole sulle passanti splendide
e ombre sotto i seni
e poi vesti che si aprono
per un bagno dentro il lago
sogna carni mobili e vive.
Sarà vero quel che gli occhi riempie
e scambia il grigio con il rosa
e negli occhi pesa come un falso ma d’autore.

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Patrice Avella: “Modigliani, l’amore e Paris”, “Prevert, l’amore e Paris”, cura di Libera Mente-Laboratorio di Idee

Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
nel rispetto della normativa vigente contro la diffusione del Covid-19

INVITA
Alla presentazione dei libri di
Patrice AVELLA
Dai titoli
“Modigliani , l’amore & Paris ”
“Prévert, l’amore & Paris “

Venerdì 21 ottobre 2022 alle ore 18,00 presso
Il Salone dell’ex Taglieria del Pelo Fabbrica Borsalino, Via Riccardo Wagner, n. 38 – 15121 Alessandria

Sarà presente l’Autore
Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione

Il quale dichiara:
”L’associazione culturale Libera Mente Laboratorio di Idee, fin dalla sua nascita ha proposto dibattiti e presentazioni di libri.
Negli anni, con alcuni scrittori, si è creato un rapporto di amicizia e Patrice Avella è certamente uno di questi.
Con Patrice abbiamo già presentato due libri ma oltre a questo ha partecipato ad altre iniziative dell’associazione.
Oggi ci troviamo a presentare in contemporanea due libri che parlano di altrettanti grandissimi personaggi, Modigliani e Prevert, il loro legame con Parigi e il filo rosso dell’amore”

Patrizio AVELLA
Nato in Francia nel 1959, vive ormai in Maremma di fronte all’isola d’Elba a Piombino.
Journalist-food dal 2012 per la rivista di Paris La Voce, le magazine degli italiani in Francia per la rubrica Enogastronomia e Cultura.
In Francia ha avuto il Premio a Parigi del «Livre Européen et Méditérranéen» per il romanzo Rome Criminelle – tome un Caffè Sangue, nel 2012, per la categoria Roman et cinéma.
In Italia lo stesso libro ha un diverso titolo che è Piazza Fontana.
In collaborazione con il cinefilo Gordiano Lupi hanno scritto diversi libri insieme Pasta e Cinema, Piombino con Gusto, La Grande Abbuffata e A Tavola con gli Appiani sempre con le Edizioni Il Foglio Letterario di Piombino.
Il libro Modigliani, l’amore e Paris ha ricevuto il prestigioso Premio “Napoli Cultural Classic 2021.
Il libro di poesie e disegni in pointillisme col titolo Réminiscences ha ricevuto il Premio “Città di Castellamare di Stabia 2022” nella regione di Napoli.
In corso altri libri sui poeti francesi nella stessa collezione: Pasolini, l’amore e la sua Roma per l’inverno 2022, Saint-Exupéry, l’aviatore e il Piccolo Principe estate 2023, e Baudelaire, l’amour et Paris per l’estate 2024.
Il progetto è in corso di un Giallo storico durante il periodo del Rinascimento in Toscana è in corso per la primavera 2023 col titolo Giallo Appiani.

MODIGLIANI L’AMORE E PARIS –
Patrice Avella – Edizioni Il Foglio Letterario 2021

Un libro per fare una visita romantica di Paris e Livorno dove ha vissuto Amedeo Modigliani. Storia della pittura e delle donne che hanno ispirato il mitico artista toscano,Che ha vissuto nei quartieri della “Ville Lumière”, apprezzato la gastronomia delle Brasseries di Montparnasse.

Modigliani è uno. Modigliani è indivisibile.

La sua storia comincia e finisce con lui. E anche la sua pittura. Modigliani è l’unità dell’anima. Era un peccatore rovinoso, di quelli che bruciano e tutto consumano per arrivare al centro dell’anima.

Il colore rosso era l’emanazione di questo centro: per raggiungere l’ansietà dei rossi Modigliani ha vissuto sul bruciato. Ha peccato. Ha espiato. Ha peccato ancora. Le donne erano fuoco.

La pittura era fuoco. Parigi comme Babilonia la capitale del male. La vedeva rossa come i senesi la città del demonio. E rosse le facce delle donne dai cui occhi l’anima dipartiva alitava nell’aria arrossandola.

Quando Modigliani consumo’ l’ultimo rosso mori’ …
Critico d’arte R. Carrieri – 1950

Presentazione di
Prévert l’amore e Paris –
Edizioni Il Foglio Letterario – 2022

Prévert per me è un compagno dalla mia infanzia. Era uno dei miei sogni nel cassetto di fare un giorno un libro sul mio amico artista geniale.
In Italia, parlando del poeta francese, sono stato sorpreso che tante persone avevano imparato almeno una delle sue poesie a scuola e ne conservavano un bel ricordo allorché io pensavo che nessuno lo conoscevo. E quando facevo ascoltare la canzone delle Foglie Morte, tanti musicisti o cantanti, o altri artisti mi dicevano che era una favolosa canzone che amavano tanto da anni.
Però nessuno conosceva la vita di Jacques Prévert, dove aveva vissuto, chi aveva frequentato come amici come Picasso, famosi fotografi come Doisneau, artisti della musica come il suo compositore Kosma, attrice e attori famosi in Francia come Yves Montand, Jean Gabin, Michèle Morgan o Arletty, poca gente sa che Prévert era un sceneggiatore dei più grandi film del cinema francese famosi come quelli del genere del neorealismo italiano con grandi registi come Jean Renoir e Carné.

Films in italiano
IL PONTE DELLE NEBBIE QUAI DES BRUMES
MENTRE PARIGI DORME LES PORTES DE LA NUIT
AMANTI PERDUTI LES ENFANTS DU PARADIS
Dopo, sono giornalista alla rivista di Paris, LA VOCE, le magazine degli Italiani in Francia per la rubrica Storia della gastronomia, dunque in più di parlare dei quartieri di Parigi di Prévert da visitare, ho precisato anche i nomi delle famose Brasseries ancora esistente che frequentava Prévert e i famosi piatti da gustare con la loro storia come,
per rimanere nelle CREPES le famose crêpes Suzette e la loro origine
o la celebre Zuppa alle cipolle che ha anche lei origine… FIORENTINE.

IN PIU’

Da 75 anni, tutte le generazioni dei ventenni si sono innamorati delle poesie di Prévert dal suo libro edito nel 1946 e un fatto incredibile con l’effetto di modo di ogni generazione e dell’abbandono della passione per la letture delle poesie del mondo moderno.

Jacques Prévert, uno dei poeti più amati dalle giovani generazioni di tutti i tempi, è diventato famoso perché ha saputo rendere la sua opera, poesia, testi di canzoni e sceneggiature per i film e il teatro comprensibili a tutti al punto di diventare il poeta più letto e recitato in tutto il mondo per le sue opere sull’amore. Con parole semplici ha saputo offrire la magia di questo misterioso sentimento umano: l’amore che non ha bisogno di essere imprigionato. Questo è l’amore per Jacques Prévert.
come diceva lo scrittore Boris Vian, “la mia generazione aveva solo conosciuto la guerra” Ma anche oggi la libertà del linguaggio di Prévert sarebbe importante per le nuove generazioni. Con parole di una semplicità esemplare ci avrebbe insegnato a rivoltarsi con i suoi accenti di libertà. Non è un poeta che usa parole astratte, ma ci parla come un uomo del popolo, come un uomo di luce, di sole e d’amore. Il compositore Kosma, che non parlava bene il francese, non ha avuto nessuna difficoltà ad adat-tare le sue poesie alla musica delle sue canzoni.
Ha permesso di fare passeggiare le parole di Prévert nelle sue melodie per toccarci nel più profondo dei nostri cuori, di instal-larsi all’interno di noi, della nostra mente e darci coraggio di vi-vere con la bellezza e la purezza. Purtroppo oggi come oggi nes-suno ci parla con un linguaggio come il suo, che ci aiuta a capire chi siamo e come fare per vivere felici.
Un aneddoto per farvi capire il mio amore per Prévert malgrado tutto, mi riporta negli anni della Leva nell’esercizio militare francese dei miei ventenni. Ero uno dei pochi che frequentavo la biblioteca e non è che leggevo Bakunin ma letteratura francese come Emile Zola, Victor Hugo e il loro libri che parlavano della miseria del popolo e della contestazione. Ma niente di che come rivoluzionari pericolosi. E leggevo molto le opere di Prévert. Ho potuto leggere quasi alla fine del mio periodo militare il mio dossier personale. Sono stato molto sorpreso di leggere che ero un sotto ufficiale da sorvegliare perché avevo dei sentimenti sovversivi e antimilitaristi. Non sono mai stato a venti anni come oggi appassionati dall arte militaria o della guerra come uomo, pero’ non sono mai stato pericoloso. No, la ragione della mia sorveglianza era perché leggevo il poeta Jacques Prévert in continuazione e il mio capitano mi vedeva sempre con questo libro in mano! Un libro diventa sempre più pericolo che un fucile lo sapete bene voi o no ?

Prévert è un uomo come tanti, un uomo della strada, un uomo semplice che mette un braccio sulle spalle e quel gesto è pieno d’amore: un amore casualmente incontrato, riconosciuto, vissuto, divorato. In questo libro si descriverà la relazione con famosi amici frequentati dal poeta come: il pittore Picasso, il compositore Kosma, il cantante Yves Montand o il fotografo Desneau. Ma soprattutto si parlerà, all’interno di questo libro, della relazione privilegiata che il poeta ha avuto con le donne della sua vita sentimentale, in primis, ma anche della sua vita professionale, donne artiste che hanno avuto un ruolo essenziale nella sua creazione artistica. Prévert era il paroliere dei nostri amori, dei nostri timori, del nostro modo di vivere, delle nostre scelte di vita futura. Prévert ha fatto quello che siamo ancora oggi, quello che siamo diventati tutta la nostra vita. Ci ha dato la voglia di sognare di nuovo e della bellezza. “E non volermene se ti do del tu. Io do del tu a tutti quelli che amo, anche se non li ho visti che una volta sola. Io do del tu a tutti quelli che si amano, anche se non li conosco”.

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Poesia per Medellin di Carlo Bordini

Grandissimo Carlo Bordini

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Carlo Bordini, poeta e storico (1938 -2020)

In una foto degli scampati a un’inondazione
un uomo cammina nell’acqua che gli arriva al petto
un cane gli nuota accanto, ma si vede che l’uomo lo tiene accanto a sé con
::::::una mano
sulle spalle l’uomo ha una bambina
che tiene in una mano le scarpe dell’uomo
la bambina tiene una mano sui capelli dell’uomo
e guarda verso il piccolo cane con un’aria un po’ assorta
mi ricorda altre figure femminili
conosciute in Colombia
come se la vita fosse un gioco
da affrontare con leggerezza

*

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Tempo perso di Jacques Prévert

Non solo poeta d’amore

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Poeta francese (1900 – 1977)

Davanti alla porta dell’officina
l’operaio s’arresta di scatto
il bel tempo l’ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo e
strizza l’occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?

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