Controluce: ”giornata della memoria”, ovvero l’olocausto, ovvero le nefandezze di cui siamo capaci. Giornata della memoria nel secchio

Date: 27 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 27 gennaio 2023

La farfalla della gentilezza

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«Donne e bambini si tolgano le scarpe, prima di entrare nella baracca. Infilate le calze nelle scarpe. Quelle dei bambini dentro i sandali, le scarpe o gli stivaletti. Ordine, mi raccomando». E di nuovo: «Portate nei bagni gioielli, documenti, denaro, asciugamano e sapone… Ripeto…». Dentro la baracca femminile c’è la parrucchiera; nude, le donne vengono rasate a zero, alle più anziane tolgono la parrucca. È un momento strano, psicologicamente: le addette hanno poi sostenuto che di solito quella rasatura ante mortem convinceva le vittime che davvero sarebbero andate a lavarsi. Le più giovani si tastavano il cranio e, sentendo qualche punta ispida, capitava che chiedessero un ritocco. Solitamente dopo la rasatura le donne erano più tranquille, tutte o quasi lasciavano la baracca con in mano un pezzo di sapone e un asciugamano piegato. Tra le più giovani qualcuna piangeva le belle trecce perdute. Perché le rasavano? Per illuderle? No, perché la Germania aveva bisogno dei loro capelli. Erano materia prima… Ho chiesto a diverse persone che cosa se ne facessero, i tedeschi, della montagna di capelli che rasavano a quei cadaveri ancora in vita. Tutti i testimoni riferiscono che cumuli enormi di capelli neri, biondi e color dell’oro, di riccioli e di trecce venivano sottoposti a disinfezione, pressati nei sacchi e spediti in Germania (…)

Nude, le vittime vengono condotte a uno sportello, la «cassa», dove sono invitate a consegnare documenti e preziosi. E la solita voce ipnotica grida: «Achtung! Achtung! Chiunque venga scoperto a nascondere gioielli verrà ucciso! Achtung!».

Qui, alla «cassa», la svolta decisiva – qui finisce la tortura della menzogna che tiene le vittime in uno stato ipnotico di incertezza, in un delirio febbrile; nell’arco di qualche minuto si passa dalla speranza alla disperazione, da visioni di vita a visioni di morte. La tortura della menzogna era un elemento chiave nella catena di montaggio della morte, facilitava il lavoro delle SS. Ma quando sopraggiungeva l’atto finale, l’ultimo saccheggio di quei cadaveri ambulanti, la musica cambiava. E allora i tedeschi spezzavano le dita per strappare gli anelli alle donne, o laceravano loro i lobi per portarsi via gli orecchini.

Il tragitto dalla «cassa» al luogo dell’esecuzione richiede qualche minuto in tutto. Spronate dai colpi, stordite dalle grida, le vittime arrivano su un terzo piazzale e per un istante si fermano, interdette.

Il silenzio sopraggiungeva quando le porte delle camere a gas venivano chiuse. E le grida ricominciavano quando arrivava un nuovo lotto di donne.

Due, tre, quattro, anche cinque volte al giorno. Perché Treblinka non era un semplice luogo di morte. Era una fabbrica di morte, una catena di montaggio improntata a quelle della moderna produzione industriale su larga scala.

***

Queste parole sono di Vasilij Grossman, scrittore e giornalista sovietico, che nel 1944 entrò nel campo di sterminio di Treblinka, dove poté toccare con mano la ferocia nazista.

Non occorre aggiungere altro.

🦋 La farfalla della gentilezza 🦋

(La citazione è tratta da: Vasilij Grossman, L’inferno di Treblinka, Adelphi, 2013)

Ho preferito cominciare con questa condivisione della mia amica blogger della ” La farfalla della gentilezza”, uno dei tanti che raccontano l’orrore e mi lasciano inorridita, stupefatta, per questa umanità che si perpetra nell’orrore e poi ricorre alla ” giornata della memoria” per sgrullarsi un pò di sensi di colpa, alla fine chi non ha proprio colpa ha questi sensi di colpa, completamenti sconosciuti alle menti più abbiette nate su questo pianeta. Nei campi di concentramento prestarono servizio 55.000 guardie, circa 5000 erano donne. Una follia collettiva, che mi spaventa da morire, nessuno si mosse a pietà? forse qualcuno lo fece, ma il risultato furono morti e morti senza distinzioni, fame, torture, violenze, esperimenti, docce di gas, uomini e donne disumanizzati, perseguitati ridotte a larve, scheletri, giorno per giorno. La speranza morta per tanti, il dolore, la sofferenza. Raccontare, ricordare, raccontare di nuovo e poi? Personalmente ricordare mi fa male, troppe cose ho letto, troppe testimonianze di questo orrore!

Oggi è la giornata della memoria, una delle tante dove l’umanità, non ha nulla di umano.Gli uomini non hanno memoria delle loro nefandezze, tanto è vero che non le ricordano, continuano a farle e nel momento in cui le fanno le innalzano a patriottismi, guerra, con la scusa, c’è una scusa? L’uomo è l’animale più pericoloso, in assoluto della terra. L’ uomo, di cui parlo, ha solo una legge, potere e soldi, al di sotto e al di sopra non esiste altro dio che questo, potere, denaro e speculazione, un uomo per cui ” l’altro non conta” solo carne da macello.

Non avevo mai visto un carro di bestiame

e lì il mio inferno.

Un orrore di corpi morti su corpi vivi.

L’odore nauseabondo di umanità bruciata,

cadaveri vivi con piaghe marciscenti.

Ce l ho con te, mio Dio!

Dove sei!

Perchè questo male!

Ho fame ma, non lo posso dire,

ho sete ma,sto zitta,

ho dolore ma,sono in silenzio.

Dio mio!

Bambini come frecce lanciati in cielo,

senza vita sulla terra come un fiore triste

che ha perso la corolla di pochi stracci

e pochi anni!

Vivere ma, sei morta di mille morti

e non vorresti il respiro.

Ho la testa bassa, il mio cranio nudo

e io sono donna o sono uomo,

un umanità indistinta,

senza nome,

senza sesso, carne da macello ,

marchiata come bestie.

Le lacrime scavano solchi profondi

ma,il dolore urla muto disperato,

ce l’hai tutto negli occhi e nell’orrore

senza fine.

Sai ti ho pregato Dio!

Ho chiesto di te!

forse troppo debole per sentirti,

forse le nostre urla ti hanno distratto

dalle nostre preghiere.Iris G. DM

Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento

Ho il volto pallido della morte

di chi viaggia in piedi,

assiepata come bestiame,

lercia di letame.

Ho il seno sporco di latte

sangue che scivola tra le gambe,

le mie braccia chiudono

la mia creatura senza respiro.

Ho il volto del terrore,

ho l’odore nauseabondo di fumo nero oleoso.

La mia identità un numero impresso nelle carni.

Hanno rasato la mia testa,

la mia testa!

Non ho capelli,

sono vestita della mia pelle troppo grande,

i miei piedi strusciano nel fango,

il mio corpo solo fango,

i miei occhi vedono solo cadaveri

che camminano,

sono un pigiama a righe

che veste un mucchio d’ossa scarnificate

da lacrime e dolore. Shoah. Iris G. DM

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 27 gennaio 2023

Controluce: la finestra di Overton e gli insetti.

Date: 23 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 23 gennaio 2023. Roma

La “finestra di Overton” spiega come si manipolano le masse

Joseph Overton era un sociologo americano. Morto giovane, a 43 anni. Nel 2003 si schiantò a bordo di un aereo ultraleggero da lui stesso pilotato, in circostanze non del tutto chiare.

Ha avuto una certa notorietà postuma per la sua teoria di ingegneria sociale, denominata appunto “The Overton Window”, la finestra Overton. Nei suoi studi cercava di spiegare i meccanismi di persuasione e di manipolazione delle masse, in particolare di come si possa trasformare un’idea da completamente inaccettabile per la società a pacificamente accettata ed infine legalizzata.

Tecniche affinate, gli esperti di pubblicità e marketing ben le conoscono e sempre di più vengono applicate su scala globale dai think tank dell’economia e della politica per orientare il modo di pensare e le inclinazioni dell’opinione pubblica.

In fondo è lo schema tipico delle dittature. Ci si chiede infatti, spesso a posteriori, come interi popoli, non solo e non sempre a seguito di pressioni violente, abbiano potuto a un certo punto trovarsi a pensare tutti nello stesso identico modo e a condividere supinamente stili di vita prima nemmeno immaginabili, per ritrovarsi infine rinchiusi in una caverna di prigionia, come nella fiaba del Pifferaio Magico.

Eppure è successo e succede. Anzi nell’era di internet e dell’intelligenza artificiale – che ai tempi di Overton era appena agli albori – si sono spalancati nuovi sconfinati orizzonti, dove paiono materializzarsi scenari degni dei romanzi distopici di Orwell e Benson, dominati da invisibili grandi fratelli e padroni del mondo.

PROGRESSIONE A TAPPE

Sia chiaro che Overton non era un moralista, né uno strenuo difensore di principi non negoziabili su frontiere di lotta contro il relativismo etico. Neppure può essere ascritto tra i propugnatori di tesi “libertarie” per cui, dal momento che non esiste alcuna legge naturale, all’individuo tutto è concesso rispetto a se stesso e tutto può divenire lecito. Semplicemente Overton studia il percorso e le tappe attraverso le quali, ogni idea, sia pur assurda e balzana, può trovare una sua “finestra” di opportunità. Qualunque idea, se abilmente e progressivamente incanalata nel circuito dei media e dell’opinione pubblica, può entrare a far parte del mainstream, cioè del pensiero diffuso e dominante. Comportamenti ieri inaccettabili, oggi possono essere considerati normali, domani saranno incoraggiati e dopodomani diventeranno regola, il tutto senza apparenti forzature.

Secondo Overton questa progressione è scandita da una precisa sequenza che può essere sintetizzata nelle seguenti fasi. 

1 Impensabile E’ il momento in cui la “finestra” si apre. L’idea e i comportamenti annessi risultano impresentabili, suscitano generale repulsione, sono oggetto di divieto. Però se ne comincia a parlare … e, senza che nessuno se ne renda conto, se ne parla sempre di più. Il tam tam è partito e l’idea è pronta per il passaggio successivo.

2 Divieto, ma con qualche eccezione A questo punto si apre il dibattito. La “finestra” resta confinata nel campo delle trasgressioni non ammesse. Tuttavia… non si può generalizzare. In alcuni casi occorre considerare le motivazioni e l’idea, per quanto estrema, radicale e inopportuna può trovare spazio, quanto meno a livello di provocazione.

3 Accettabile “Io non lo farei mai, ma perché impedirlo ad altri?” Sia pur con i dovuti distinguo la “finestra” entra nella sfera del socialmente rilevante. Nei salotti televisivi scendono in campo esperti a vario titolo. L’opinione pubblica sospende il giudizio, si sposta verso posizioni più “soft” all’apparenza neutre. 

4 Ragionevole A questo punto l’idea ha già perso quasi del tutto l’iniziale carico eversivo. “Non c’è nulla di male”. E’ più che comprensibile,  normale, assolutamente normale… anzi necessario, “bisogna creare le condizioni affinché…”

5 Diffuso La “finestra”, salita ad un nuovo stadio,  raccoglie crescente consenso politico e nel contempo può far aumentare i consensi alla politica. Rappresenta ormai un sentire comune ampiamente condiviso, che si specchia nella cultura popolare (testimonials, cantanti, attori, programmi televisivi ecc.)

6 Legale  L’idea viene ufficialmente recepita nell’ordinamento dello Stato. L’obiettivo è raggiunto.

CANNIBALI, PERCHÉ NO?

La “finestra di Overton” non è progressista, né reazionaria. Lo schema funziona allo stesso modo sia che gli imput arrivino da destra, dal centro o dalla sinistra.  

Qualche tempo fa il regista russo Nikita Mihalkov, ispirandosi alla Overton Window, ha ipotizzato gli spostamenti della “finestra” su un’idea oggi ritenuta totalmente estrema (…ma neanche troppo): quella del cannibalismo. Inaccettabile ai più, persino orripilante. Passata alla seconda tappa, la narrazione impercettibilmente cambierà: chiamare i mangiatori di carne umana “cannibali” è una semplificazione, meglio sarebbe parlare di “antropofaghi”. In alcuni casi il fenomeno, diffuso sin dall’antichità e radicato in alcune culture, trova spiegazione in lunghi periodi di carestia e forse anche in una predisposizione su base genetica.

Se un gruppo di pressione o una lobby riuscirà a far spostare la “finestra” in avanti, avremo un ritratto dei precedenti “cannibali” quasi edificante. Nei dibattiti qualche studioso comincerà a chiamarli “antropofili” (amanti del genere umano). Questa abitudine alimentare non va criminalizzata – si dirà –  è un’opzione possibile e in fondo naturale, fatte salve le precauzioni igienico-sanitarie, a condizione che non si provochi un danno permanente a terze persone e che queste siano consenzienti. E così via di seguito…  

RANE BOLLITE

Per restare in tema già Noam Chomsky, filosofo anarchico contemporaneo, aveva declinato in termini sociologici il cosiddetto “principio della rana bollita”, prendendo spunto dai  risultati di un vecchio esperimento scientifico ottocentesco.

Se si butta una rana in un contenitore di acqua bollente, l’anfibio, come tocca l’acqua, spicca un salto fulmineo e quasi sempre riesce ad uscirne vivo. Se si mette nell’acqua fredda e si riscalda molto lentamente il contenitore fino ad ebollizione, la rana finisce bollita senza mostrare alcun segno di reazione e senza tentare di venirne fuori.    

“Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni – sostiene Noam  Chomsky – ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e oggi ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute”.

Proprio come la “rana bollita”, cotta a puntino, mentre sguazzava tranquilla nella sua acqua sempre più tiepida.

https://www.nichelino.com/news/index.php/approfondimenti/33-etica/2862-la-finestra-di-overton-spiega-come-si-manipolano-le-masse.

Vorrei che la vostra attenzione si incentrasse su questo articolo e poi potete fare mente locale su quello che succede ogni giorno, quando in qualche modo ci fanno un lavaggio del cervello. Falso? Non credo perchè quando decidono di indottrinare, spaventare, spersonalizzare, in ogni social, tv, giornale, si parla sempre e solo della stessa cosa. Mi viene la nausea!

Il termine “finestra di Overton” è stato coniato da Joseph P. Overton che affermò che qualsiasi idea politica dipende principalmente dalla sua posizione rispetto a ciò che è accettato dall’opinione pubblica piuttosto che dalle preferenze personali del politico che la propone. Allora il compito della finestra di Overton è fare accettare al popolo determinate idee, e poi il politico può finalmente far accettare quello che a priori voleva ed era prima inaccettabile.

Potere e politica, il potere sta alla politica, come la politica sta al potere

Lo spazio all’interno della curva è la finestra di Overton. Tanto più centrale sarà una proposta, tanto più facilmente verrà accettata. Se la proposta è verso la periferia sarà accettata, ma con qualche resistenza. Le proposte appena al di fuori della finestra sono controverse e non saranno accettate subito, ma potrebbero essere accettate in un secondo momento, allo spostarsi della finestra. Le proposte in posizioni estreme rispetto alla finestra di Overton sono considerate inaccettabili.

https://blog.inbreve.biz/finestra-di-overton/embed/#?secret=6ZaLmgTrHe#?secret=qRt0Yyt5yQ

In parole semplici vuol dire che un poco alla volta, attraverso vari messaggi, buttasti cosi con nonchalance, si comincia a parlare , discutere, a fare dibattiti su ciò che prima era impensabile ed inaccettato. L’idea viene lanciata attraverso dei stadi, senza pressione, giusto per dire…Ad esempio, per i primi gruppi per i diritti gay era impensabile proporre l’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, perché prima era necessario far accettare l’idea dell’omosessualità, poi convincere le persone che l’omosessualità non era una minaccia per la società e via dicendo. Alla fine è stato sdoganato tutto questo. Quando ad esempio ci fu l’attacco alle torre gemelle, il governo americano cambiò la legge sulla privacy. Le persone si trovano a cambiare idea senza neanche accorgersene, una psicologia di massa ben addestrata. Su questo ci sarebbe da parlare tanto, ma ora vorrei parlare di insetti, personalmente mi fanno schifo. Se penso ad un grillo, uno scarafaggio, mi viene da gridare per la repulsione. Nel mio precedente articolo parlavo proprio della farina di grillo o di altre immangiabili nauseanti creature che dovremmo mangiare perchè ci farebbero bene.

CONTROLUCE: Gradite, per caso, una buona lasagna con farina di grillo?, di Marina Donnarumma https://alessandria.today/2023/01/16/controluce-gradite-per-caso-una-buona-lasagna-con-farina-di-grillo/

Per chi volesse leggere l’articolo ho messo il link.

Cosa succede ora? Da un pò di tempo si sente parlare degli insetti che dovrebbero risolvere la fame nel mondo, se pensate che 100 grammi di farina di grillo, costa circa dieci euro, mi domando come farebbe tutta la povera gente a sfamarsi a questo prezzo.

Hanno cominciato, poco alla volta ad aprire finestre. Molti italiani si sono inalberati, per qualcuno la cosa è indifferente, per qualcuno è accettabile. Tra qualche anno ci saranno molte persone favorevoli e la consiglieranno per stare in salute. La maggior parte della gente quindi, per ora, ha reagito con ” che schifo!”, alt! I social sono passati all’attacco, senza dire che la farina di grillo fa schifo, dicono semplicemente che ci sono dei coloranti a base di insetti, ad esempio la cocciniglia, che colora di rosa vari alimenti, che nel caffè sono anni che ci sono scarafaggi, e vengono tostati insieme ai chicchi di caffè. Quindi come possiamo inorridire se nel caffè tostato ci sono scarafaggi? Ovvio che no! Non possiamo schifarci e da ora in poi ne usciranno di chicche simili!

Poi si parla molto di un marchio a livello nazionale e non solo, un marchio ultimamente molto calunniato, per le farine che adopera e ultimamente, gira la voce che nella farina e nella pasta adopereranno la farina di insetto. Affermo che sono solo voci, non so se ci sia qualcosa di vero, ma se non lo fosse, dovrebbeto difendere il proprio marchio. Riporto questa cosa, perchè letta e ascoltata nei social, ma è vero? Lascio a voi tutti giudicare, ma qua i giudizi non sono importanti, importante è dichiarare quello che contiene un alimento, sempre e comunque, in modo chiaro ed inequivocabile. Non giudicare , ma vedere con i propri occhi. A me, personalmente, il gusto degli insetti non piace, solo disgusto. A chi non è capitato di andare in moto e ingoiare un insetto? Un sapore, puah!

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 23 gennaio 2023

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 23 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 23 gennaio 2023

Quando nevica il paesaggio diventa incantato. Sembra uscito da una favola dove improvvisamente si possono incontrare fatine con la lucente bacchetta magica dalla quale fioccano meravigliosi fiocchi di bianca neve che cadono a terra, folletti e libellule dalle ali di cristallo che si depositano su piccolissimi laghetti di ghiaccio dagli argentei riflessi.

Uscire da casa con i miei “quattrozampeeunacoda” e salire, salire, salire, passo dopo passo, con loro che corrono su e giù per fermarsi improvvisamente, rotolarsi lasciandosi scivolare verso il basso arrivando sino alle mie caviglie, per poi improvvisamente rialzarsi e riprendere a correre a perdifiato facendo spostare la bianca neve è meraviglioso. La loro felicità è lì sotto i miei occhi. Sono loro le bellissime fatine, i meravigliosi folletti, saltando si trasformano in leggerissime, leggiadre libellule. Si levano verso l’alto e sembra spicchino il volo. Tutto attorno a me si riempie di gioia, di incantata magia. Poi si calmano, tutto torna in un silenzio assoluto, per poi ripartire e riempire di gioia il paesaggio soleggiato dai riflessi lunari. La neve è gioia, la neve è scorta di acqua per i mesi asciutti, la neve protegge le messi, la neve è purezza, candore, bellezza, la neve è tutto ciò che serve al creato per affrontare, proteggere, dissetare la vita.

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Articolo di Flavia Sironi 23 gennaio 2023

DAL QUARTIERE CRISTO A TASSAROLO PER DON CLAUDIO

Date: 23 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Alessandria online 23 gennaio 2023

Dal Quartiere Cristo a Tassarolo per Don Claudio Alessandria Quartiere Cristo: Il Quartiere Cristo si è mobilitato con Pullman e auto per Don Claudio il parroco che a luglio 2022 aveva lasciato la Parrocchia di San Giovanni Evangelista per quella di Tassarolo. Ieri pomeriggio oltre 60 parrocchiani hanno raggiunto il Paese di Tassarolo accolti dal Sindaco e dalla pro loco (che hanno preparato specialità con prodotti locali), assistito alla santa messa ed in serata partecipato alla cena tutti insieme con Don Claudio. Un momento emozionante dove Don Claudio ha rivisto e salutato i parrocchiani che hanno condiviso con lui 27 anni al Quartiere Cristo. Presenti anche il Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria Giovanni Barosini, il dott. Roberto Mutti, il Centro Incontro Cristo e la Soms. ” Vi ringrazio della vostra visita – ha detto Don Claudio dall’altare – l’amicizia che ci unisce è qualcosa di speciale, quando posso torno al Cristo per incontrare tanti amici, ho tanti bei ricordi , oggi mi avete fatto un bel regalo”. Presente anche don Giuseppe Bodrati parroco del San Giovanni Evangelista. La nutrita presenza di Alessandrini ieri a Tassarolo dimostra ancora di più il forte legame tra il Quartiere ed il parroco.

23 gennaio 2023

CULTURA

Ansima il vento di nord est

Date: 20 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Ansima il vento di nord est,

noci dal mallo pungente e scure mani,

ieri con me sull’orlo delle corolle,

una casa del cuore con un gallo banderuola,

avvicino alla fiamma,

l’ anima dal nuovo dolore,

si apre una strada dai fianchi di luna,

siamo rimasti solo in due,

senza dividerci le cose,

una smagliatura di sorriso, chissà perchè!

Non imparo questo luogo,

non conosco questa gente,

l’anima fugge da questo mondo infedele,

s’accendono le parole,

dove giacciono le ombre,

io ti amo senza saperlo, inconsapevolmente. Iris G: DM

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Iris G. DM 20 gennaio 2023. Roma

Cherofobia: la paura di essere felici.

Date: 20 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 20 gennaio 2023

La paura della felicità è chiamata cherofobia. Ma cosa è la cherofobia e cosa vuol dire essere cherofobici?  La parola cherofobia ha un’etimologia greca e deriva da kairós “ciò che rallegra” e fóbos “paura”. Il significato di cherofobia è quindi letteralmente ” avere paura della felicità. In psicologia è definita una forma d’ansia anticipatoria.  Per questo motivo il significato di cherofobia può essere espresso come la conseguenza di vivere la felicità come una minaccia da cui bisogna difendersi. La convinzione che è una sorta di corollario, nel senso che se vivi una felicità, piccola o grande, una grande tragedia ti aspetta dietro l’angolo. A volte le persone cherofobiche si sentono in colpa di essere felici, provano una sorta di ansia, perchè non pensano di meritarlo, e c’è sempre un riscontro negativo che prima o poi capiterà.

Da dove viene la cherofobia? Le cause

Perché a volte si ha paura di essere felici? Le cause di questo disagio psicologico tendenzialmente -ma senza generalizzare- rimandano alle esperienze infantili della persona, nelle quali un momento di felicità potrebbe essere stato seguito da un evento traumatico fisico o emotivo come una punizione, una delusione o anche una perdita importante.

‍Da queste esperienze ripetute e/o traumatiche, nelle quali emozioni come la rabbia, l’umiliazione e il dolore hanno spesso distrutto la gioia, si instaura automaticamente un’associazione distorta della relazione causale tra felicità e dolore, che si riattualizza continuamente nel presente. 

“Sì, certo, quanto più dall’alto, tanto più dolorose, le cadute” recita la novella “La paura d’esser felice” di Pirandello: queste stesse convinzioni appartengono a chi soffre di cherofobia. La persona potrebbe aver sviluppato un locus of control esterno e aver appreso a pensare che anche un evento positivo è solo “un colpo di fortuna” e che, qualsiasi cosa faccia, non si ripeterà.

In quest’ottica la cherofobia potrebbe essere assimilabile ad un meccanismo di controllo e di fuga dalle emozioni positive, vissute come momento di estrema vulnerabilitàhttps://www.unobravo.com/post/cherofobia-la-paura-di-essere-felici

CHEROFOBIA Iris G. DM

Mi rendo conto.che non riesco più a sognare, questo mi provoca insonnia e inquietudine, non riesco a farlo,

li ho tutti finiti, terminati,stop!

Non è cosi, davvero! I sogni li ho solo sognati, mi sono sforzata di tramutarli concretamente, ma in mezzo c’ero io, con la mia fragilità, le mie paure, le mie incompletezze, le mie insicurezze, la mia paura, ma lo chiamerei terrore di fare soffrire gli altri

Mi sono autocondizionata a soffrire, a provare dolore e sono consapevole che è diventato il mio stato normale, il mio modo di essere, perché, se per sbaglio , mi capita qualcosa di positivo, mi viene l’ansia e non so goderne, perché penso che poi mi accadrà qualcosa di terribile. Penso di non meritarmi di essere felice, oppure non la so riconoscere, non la riconosco più! Mi domando se sia già dentro di me e con il mio modo di fare nevrotico, adrenalinico, la lascio lì a morire. Quanti di noi sono cherofobici?paura della gioia,della felicità?

Quante volte è capitato che potevamo essere felici, e per il terrore, dico il terrore che poi ci capitasse qualcosa di veramente brutto, ci siamo ritirati sospettosi nella nostra conchiglia? Io sono così, anche tanti sono così, cosa ci succede? Siamo sicuri che la felicità ci porterebbe ad una sorta di crudele punizione. Una società malata e noi diventiamo malati, la chiamerei ” il mal di vivere”Montale dice, ” spesso il mal di vivere ho incontrato…” Il trauma dell’esistenza, ” il rivo strozzato”nulla fluisce come dovrebbe. La “foglia accartocciata”ci chiudiamo dentro di noi, in noi stessi e il ”cavallo che stramazza, non è la vita che ci abbatte?

Quale è la soluzione? Le soluzioni non ci sono, perché noi come umanità siamo irrisolti, egoisti, narcisisti, continuiamo ad avere fame, a farci la pancia grossa di tutto ciò che è esteriore. La fame continua ad esserci, l’infelicità, la paura, i pregiudizi, il domani, come sarà domani? Riuscirò a vincere questa paura e godere, riconoscere la felicità anche se puri e sfuggenti attimi?Tutto rimane come ieri, irrisolto, fragile, insicuro e domani?Domani passa e ieri già passato, nulla di nuovo, il nulla ci pervade, ” il mal di vivere” non si cura, non guarisce, come avere un cancro, la chemiovita, provoca effetti collaterali devastanti. Iris G. DM

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Articolo di Marina Donnarumma. Roma 20 gennaio 2023

Valentina M. Donini: ” Prevenzione della corruzione”. Strategie, sfide, obiettivi

Date: 17 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma . Roma 17 gennaio 2023

Ho avuto il piacere di intervistare la dottoressa Valentina M. Donini, normalmente ho l’abitudine di fare una mia introduzione, ma l’argomento è cosi complesso e importante che farò una conclusione alla fine dell’articolo. Un libro di grande spessore, non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque sia scandalizzato e offeso dalla corruzione che dilaga imperterrita.

TRAMA
La strategia di lotta e contrasto alla corruzione non può prescindere da una dimensione preventiva, che incida sui singoli e sulle organizzazioni. Se da una parte è indispensabile rendere le amministrazioni il più possibile efficienti, trasparenti e impermeabili ai fenomeni di natura corruttiva, dall’altra è necessario agire anche sulla consapevolezza etica dei dipendenti, per contribuire alla diffusione e condivisione di una cultura dell’integrità. Attraverso l’analisi dei principali interventi del legislatore, il volume, con una prefazione di Valentina Lostorto, presenta la strategia anticorruzione, proponendo una prospettiva non solamente giuridica in senso stretto, ma anche culturale. Vengono descritte, infatti, le misure preventive evidenziandone motivazioni e obiettivi, per avvicinare il lettore a istituti considerati lontani dal panorama socio-giuridico italiano, come ad esempio la tutela del whistleblower. Con uno sguardo comparatistico agli altri sistemi di legge e un’attenzione particolare al coinvolgimento della società civile, viene inoltre rimarcata la necessità di superare ogni logica burocratico-adempimentale, per sottolineare come la prevenzione della corruzione sia produttrice di valore pubblico, diretta cioè al miglioramento del livello di benessere collettivo.

Oggi, sul Manifesto, una mia intervista in cui cerco di spiegare perché secondo me non è una buona idea alzare il tetto del contante, perché le intercettazioni sono necessarie e perché è così importante la formazione, e soprattutto diffondere una cultura dell’integrità già dalla scuola materna. Perché dopo comincia a essere tardi!

Grazie a Roberto Rosano per avermi dato questo spazio. Valentina M.

  • Tu nasci come ricercatrice di diritto comparato, per questo motivo hai viaggiato molto. Cosa ti è rimasto di questa esperienza.

Ho iniziato a fare ricerca proprio nell’ambito del diritto comparato, e ne sono molto felice. Comparare diversi sistemi giuridici apre la mente e consente di superare stereotipi e pregiudizi. Inoltre, per comparare occorre prima studiare la cultura giuridica di un paese, e quindi è necessario conoscere la lingua, il contesto socio politico, l’evoluzione storica. E per fare questo è anche opportuno viaggiare, per avere una conoscenza diretta. Direi che la comparazione giuridica è un modo per affacciarsi su altri mondi e altre culture, ma poi è anche un metodo che rimane, pur studiando altre materie.

  • Infatti ora ti occupi di Prevenzione della corruzione.

Sì, nel corso degli anni i miei interessi si sono spostati, ma pur occupandomi di altro, il metodo comparatistico continua a fare parte dei miei “strumenti del mestiere”. Insegno prevenzione della corruzione alla Scuola Nazionale dell’amministrazione e anche in questa materia, visti contorni abbastanza flessibili della materia, un approccio comparatistico è fondamentale. Gli altri ordinamenti possono infatti rappresentare un interessante modello cui ispirarsi, per capire come risolvere alcuni problemi, quali soluzioni legislative adottare. Penso ad esempio a tutta la questione della tutela del whistleblower (il dipendente che segnala un illecito all’interno della sua amministrazione): l’istituto nasce nella cultura anglosassone, ma poi è stato esportato in altri paesi, e anche l’Italia, dopo un intenso dibattito (in cui la comparazione giuridica è stata fondamentale) ha adottato una normativa in materia recependo le più attuali tendenze internazionali.

  • Hai recentemente pubblicato il libro “Prevenzione della corruzione. Strategie, sfide, obiettivi” (Carocci 2022). Come è nata l’idea di questo libro?

Questo libro nasce dall’esigenza di fornire ai miei discenti (che sono tutti dipendenti delle pubbliche amministrazioni), ma anche a chiunque abbia interesse, un testo relativamente agile e semplice che riassuma tutta la strategia di prevenzione della corruzione che si è sviluppata in Italia negli ultimi 10 anni. Infatti, con l’introduzione della legge 190/2012, si è scelto di optare per un modello non solo repressivo, ma anche e soprattutto preventivo, per cercare di creare un contesto il più possibile sfavorevole alla corruzione. Ciò vuol dire che all’interno delle pubbliche amministrazioni si devono attuare tutta una serie di misure dirette a trattare il rischio di corruzione, creando un ambiente organizzativo funzionale ed efficiente, e quindi meno esposto a interferenze di natura corruttiva. Allo stesso tempo è opportuno aumentare la consapevolezza etica dei dipendenti, attraverso programmi di formazione e sensibilizzazione, in modo che siano in grado, se posti davanti a un “dilemma etico”, di comportarsi correttamente.
La rivoluzione degli ultimi dieci anni è quindi soprattutto di carattere culturale: non si deve intervenire più solo dopo che si è verificato il fatto di natura corruttiva, ma occorre mettere in atto una strategia preventiva per evitare che si verifichi la corruzione. A questo cambio di strategia corrisponde anche un cambio di definizione del concetto stesso di corruzione: oggi la corruzione non coincide più esclusivamente con il reato, una fattispecie quindi penalmente rilevante, ma la definizione si dilata fino a ricomprendere qualunque episodio di cattiva amministrazione, o maladministration.

  • . Un libro da leggere, meditare, ingoiare, il cammino è lungo, la corruzione tanta, insita direi quasi nel DNA, abbiamo qualche speranza?

La speranza ci deve essere, nonostante sia vero che la corruzione ruba il futuro alle giovani generazioni e in certo senso, come dice Raffaele Cantone, ruba anche la speranza di un futuro migliore. Eppure, è proprio dalle giovani generazioni che si deve partire, cercando di diffondere una cultura dell’etica e dell’integrità il prima possibile. D’altronde, secondo Gesualdo Bufalino, la mafia si poteva sconfiggere solo con un esercito di maestre elementari. Lo stesso vale anche per la corruzione, ma io anticiperei l’esposizione ai concetti basilari di interesse pubblico e rispetto dei beni comuni addirittura alla scuola materna, come d’altronde viene già fatto in altri paesi, attraverso dei programmi chiaramente pensati appositamente per bambini. È necessario intervenire presto, quando il bambino inizia a formare la sua coscienza e la sua consapevolezza etica, e dal momento che la sensibilità su questi temi varia a seconda del contesto familiare e socio-culturale, deve essere la scuola a prendersi carico di una reale diffusione della cultura dell’integrità che possa fornire i famosi anticorpi della legalità. Solo in questo modo il bambino di oggi diventerà domani un cittadino non solo consapevole e integro, ma anche in grado di dare il suo contributo nella lotta alla corruzione.
Quando penso a questo intervento formativo della scuola, però, non faccio riferimento alle poche ore di educazione civica che sono già previste, ma che spesso si limitano a trasferire nozioni, ma immagino a condivisione di valori e principi nella didattica quotidiana. Non mero trasferimento di conoscenza, ma condivisione di valori allo scopo di promuovere l’interiorizzazione di concetti spesso troppo lontani dalla nostra cultura. La cultura dell’integrità, in breve, non dovrebbe essere confinata nell’ora di educazione civica, ma dovrebbe essere promossa in tutto il curriculum scolastico, ogni volta che si propone in aula, un dilemma etica.

  • Questa attenzione verso le nuove generazioni forse deriva anche dal tuo essere madre?

Sicuramente. Credo che ogni genitore senta il dovere di fare tutto il possibile per lasciare ai figli un mondo migliore, anche se può sembrare un’utopia. Purtroppo, spesso domina una sensazione quasi di rassegnazione, come se ormai non si potesse più fare nulla, perché le cose vanno così, sono sempre andate così ed è inutile combattere contro i mulini a vento. Ecco, io credo invece che tutti noi abbiamo il potere di fare qualcosa, anche qualcosa di piccolo, ma che possa contribuire a cambiare questa sensazione di “inevitabilità” della corruzione. Perché in fondo dipende da noi.

Ringrazio la dottoressa Donini, che il suo libro sia un vero successo, grazie.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 17 gennaio 2023

Conclusione

Pensare a quando risalga la corruzione, mi viene da pensare che esiste praticamente da quando esiste l’uomo. Uno dei primi esempi di corruzione è del serpente nei confronti di Eva. Eva fu corrotta dal serpente, e indotta a trasgredire per assaggiare quel frutto che doveva essere proibito. Chi è corrotto trasgredisce le regole per il proprio benessere. Infatti la corruzione ha un solo fine il proprio benessere e il malessere degli altri. Dovunque ci giriamo regna corruzione, amministrazioni, uffici pubblici, università, esami pagati ai professori, scalate delle graduatorie, politici che pagano per il voto, anche le false promesse funzionano.

In tutto questo caos nauseante di corrotti e corruzione, ci sono quelli che si scandalizzano, si inalberano, ma chissà perchè la corruzione regna sovrana. La Donini suggerisce un educazione etica già dalla scuola materna, sono assolutamente d’accordo, la corruzione si sconfiggerebbe già dalle scuole elementari forgiando cittadini etici. Certo non tutti sarebbero tanto ligi, qualcuno comunque sfuggirebbe, ma vuoi mettere che la maggior parte avesse un educazione morale? La corruzione è intessuta come una stretta maglia nella nostra società, in ogni piega e tutto ciò ha effetti devastanti sul sistema economico, anche la speculazione è corruzione. Io non parlo da esperta, ma da semplice cittadina, da persona del popolo che sopporta un apparato burocratico, pesante, labirintico, cavilloso, una rete che ti trascina senza speranza. La speranza allora? Forse nelle nuove generazioni, opportunamente educate ai valori e all’empatia. Le pene per i corrotti sono contemplate, ma alla fine chi viene punito?

La legge è uguale per tutti? Capita che la legge è uguale solo per chi ha il potere della legge, la legge viene manipolata, manipolare a danno di un altra persona è semplicemente corruzione, non è nuova la corruzione dei giudici, delle banche.

” Una mano lava l’altra? Terribile questa cosa! La delinquenza si nutre e si ingrassa nella corruzione, mafia e politica, non ultimo lo scandalo del ” Qatar ”.Fino a che penseremo di avere sempre e solo il nostro tornaconto, la corruzione sarà sempre il modus operandi di ogni delinquente senza scrupoli. Più sarà macchinosa la burocrazia, più sarà intensa la corruzione, senza scrupoli, senza pietà, senza compassione, solo avidità. La corruzione non dipende solo da fattori sociali e culturali, disorganizzazione sociale, deficit di socializzazione, subculture devianti, miseria o altro, possono esserci fattori biologici, psichici e psicopatologici. Fin da piccoli abbiamo bisogno di educarci al rispetto, la

condivisione, la comprensione, lo scambio gratuito reciproco. Imparare a donare senza aspettare il ritorno, per il piacere di farlo.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 17 gennaio 2023

I laghi d’Endine, di Gaiano, d’Iseo, la valle del freddo e il sentiero Partigiano della Malgalunga. Flavia Sironi flasir59@yahoo.com

Date: 16 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 16 Gennaio 2023 Bergamo

Spesso, in compagnia delle mie tre care amiche o di Ezio detto lo zio dei cani e dei miei “quattrozampeeunacoda” adoro scendere dal mio colle e recarmi al lago di Endine.

Il lago d’Endine ha un periplo di sedici chilometri, 11 dei quali lungo una ciclabile fra una natura che in alcuni tratti sembra uscita da un paesaggio fiabesco.

Ci sono a tratti canneti dove trovano riparo gli abitanti della zona quali: superbi cigni, aironi, e tante altre specie di uccelli.

Il lago ha acque dai riflessi dai colori della giada e dello smeraldo.

Ha pochissimi affluenti che sono piccoli torrenti quali: il Fossadone, il Torrezzo e lo Spirola. L’emissario unico è il fiume Cherio a regime torrentizio, che a Palosco sfocia nel fiume Oglio che a sua volta sfocia nel fiume Po.

La maggior parte dell’acqua la trae da sorgenti sotterranee.

Durante gli inverni particolarmente freddi le acque gelano, alcuni temerari pattinano sopra il ghiaccio.

I Comuni bagnati dal lago sono quattro: Endine Gaiano che dà il nome al lago ed è il più grande. Monasterolo del castello dove c’è un castello databile nell’alto medioevo. Ranzanico e Spinone al lago. Il lago è totalmente circondato dalle Prealpi Orobiche e i quattro paesi vi ci sono in parte arroccati.

Poco distante, lungo la statale che porta al lago d’Iseo, ovvero il lago Sebino, c’è la meravigliosa valle del freddo, un’area protetta che per la conformazione della montagna di tipo carsico vede fuoriuscire da alcune bocche un’aria fredda che permette di avere una flora tipicamente alpina come le stelle alpine.

Nel periodo invernale le correnti fredde che percorrono la valle entrano nelle buche per poi riaffiorare in superficie permettendo così il fenomeno delle alitazioni di aria fredda, raffreddando le rocce sottostanti. Perfino in estate le temperature possono essere di poco superiori allo zero gradi. Dette temperature fredde sono solo a livello del sottobosco.

Il lago d’Endine è di origine glaciale, come del resto tutti i laghi alpini.

Fino a circa centodiecimila anni fa, nel periodo pleistocene l’umano era ancora un essere sconosciuto, il lago d’Endine e il piccolissimo lago di Gaiano erano un unico lago che occupava quasi tutta la val Cavallina dove sono situati i due laghi.

Poco distante c’è il più famoso lago Sebino detto anche lago d’Iseo, che appartiene in parte alla provincia di Bergamo e in parte alla provincia di Brescia.

Se si sale lungo il bellissimo sentiero Partigiano Caslini Trovesi sopra il Comune di Bianzano verso la Malgalunga, c’è un punto dove in una giornata tersa si possono ammirare tutti e tre i laghi. Se ci si lascia andare e si lascia spazio alla fantasia si può pensare che tutti e tre siano un unico grande e meraviglioso specchio d’acqua.

I geologi, recentemente, hanno scoperto nel sottosuolo bacini di acque termali.

Tutta la provincia di Bergamo è ricca di acque sia termali che non.

In val Cavallina ci sono le importantissime Terme di Trescore, Comune capoluogo della valle e quelle di Gaverina.

A Predore, sulla costa Bergamasca del lago d’Iseo, ci sono tuttora ruderi delle antiche terme romane.

Il sentiero Caslini Trovesi era il tragitto che percorrevano i Partigiani Andrea Caslini, nome di battaglia Rocco e Angelo Trovesi, nome di battaglia Pirata, dalle loro abitazioni site in Scanzo Rosciate fino al rifugio della cinquantatreesima brigata Garibaldi chiamato Malgalunga.

Ogni anno, il primo sabato di maggio, a ricordo delle imprese eroiche della cinquantatreesima brigata Garibaldi, si organizza una camminata che parte da Scanzorosciate e arriva alla Malgalunga per un totale di trentatré chilometri su un dislivello complessivo di 1500 metri circa.

Io e i miei “quattrozampeeunacoda” abbiamo la possibilità di scorrazzare lungo questi magnifici percorsi, circondati da una natura incantata che lascia spazio ad una fervida fantasia e garantisce una notevole qualità della vita.

Articolo di Flavia Sironi. Bergamo 16 gennaio 2023

Controluce: gradite, per caso, una buona lasagna con farina di grillo?

Date: 10 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma Roma 10 gennaio2023

Quando ero piccola pensavo che i grilli parlassero, leggevo Pinocchio, questo grilletto saggio e carino, e mi piaceva molto.

Da adulta ho scoperto che i grilli mi facevano schifo, è capitato che mi saltassero vicino ed ho urlato per mezz’ora! Mi è capitato anche di schiacciarli, non volendo, quell’umore verdastro, un pò giallino, mi ha provocato un movimento tellurico allo stomaco. Conosco poche donne, che se gli salta un grillo addosso, non gridano. Vorrei fare una considerazione – Donne, se un grillo vi salta addosso, non urlate, mangiatelo direttamente!-.

A vederla così fa impressione ma si potrà scegliere se mangiarla o no… ma in tutto ciò che mangiamo ci sono già cose che nemmeno si possono immaginare, a cominciare dagli insetti. “Si chiama Acheta domesticus, ed è il nome scientifico del grillo domestico che a partire dal prossimo 24 gennaio arriverà sulle tavole degli europei. L’Ue ha infatti autorizzato l’immissione sul mercato della polvere di grillo sgrassata come nuovo alimento.

Di fatto si tratta di una farina ottenuta dal grillo essiccato che potrà essere utilizzata in numerosi alimenti, dal pane alle salse passando per i prodotto sostitutivi della carne.

Sono in molti però a considerare la farina di grillo inadatta alla nostra alimentazione, primi fra tutti gli italiani che, secondo Coldiretti, “non porterebbe mai a tavola gli insetti, considerati estranei alla cultura alimentare nazionale”. Sulla stessa linea anche Filiera Italia: “Mangi pure gli insetti chi ha voglia di esotico, ma è un gioco in malafede promuoverli per una dieta sostenibile in alternativa alla nostra”, le parole di Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia.

L’Unione europea ha approvato l’utilizzo di questa polvere in vari alimenti, tra cui pane, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei piatti a base di leguminose e di verdure, nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre o anche nelle bevande tipo birra, nei prodotti a base di cioccolato, negli snack diversi dalle patatine e nei preparati a base di carne, destinati alla popolazione in generale.

Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale comunitaria. E per un periodo di cinque anni, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, 24 gennaio 2023, è precisato nel provvedimento, solo la società Cricket One Co. Ltd è autorizzata a immettere sul mercato dell’Unione il nuovo alimento, salvo nel caso in cui un richiedente successivo ottenga un’autorizzazione per tale alimento.” @fanpage.it#itsitalybaby💙🇮🇹#wearedreamers#tommassinivirtualfamily

https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2023/01/05/farina-di-grillo-negli-alimenti-perche-lunione-europea-ha-dato-il-via-libera/embed/#?secret=Az53yIn1A3Questi uno dei tanti articoli al riguardo, vorrei suggerire, per tutti quei posti invasi da bacarozzi
avete presenti quelli neri cicciotti, non li ammazzate, allevateli, escogitate ricette, nel loro guscio non c’è un umore rivoltante, ma un nettare sublime, super proteico. Volete mettere una bistecca succulenta con una tale prelibatezza di bacarozzo? Avete presente un ristorante ” bacarozzo gourmet!” Poi quelli delle fogne, ben nutriti , in modo, come dire, ruspante? quelli ancora meglio. Poi che carini, che delicatezza, i grilli, li fanno morire congelati, una filiera controllata, appetitosa, gustosa. Addio parmigiana, addio ragù dal profumo sublime, crostate, ecc, facciamo tutto con la farina di grillo!. Questa cosa mi rivolta lo stomaco, di cosa può odorare la farina di grillo? come potrei adoperare una tale nefandezza? Ma chi ha partorito un conato di vomito, invece di una spiga di grano luminosa di sole?

Con la scusa del politicamento corretto che mira alla ” cancel culture” che sia culturale, tradizionale, culinaria, vogliono spiazzare millenni di bellezza e tradizioni? Ma chi la vuole la farina di grillo? Avete presente l’odore degli insetti in putrefazione? Pensate che abbiano un ottimo odore? Pensate che non aggiungano aromi e varie per aggiustare questa cosa che mi inorridisce? La cucina, come tutto si è evoluta. Pensate al vino, come lo facevano prima, i greci, i romani, un vino forte che addizionavano con miele ed altri ingredienti, fino alla sapienza di oggi, nel fare viticultura, vini nobili, sassicaia, amarone, tutta la pasticceria napoletana, siciliana, la pasta che noi amiamo e cuciniamo in infiniti modi, la pizza, la nostra amata pizza, patrimonio dell’umanità, la volete fare con farina di grillo?

Il grillo parlante di Pinocchio dice che dobbiamo ascoltare la coscienza, abituarci ad ascoltare! la mia coscienza dice viva la tradizione culinaria italiana, la farina, la farina di grano maturato al sole. Ci sono anche altre farine, ma tutte vegetali, quelle animali mi fanno schifo, gli insetti ancora di più

D’estate le zanzare non le paletto, le mangio, le formiche? anche quelle. I vermi, ma che boni! Mettete carte moschicida per le mosche, staccatele e mangiatele. A proposito, non vi ho detto che per un chilo di farina, ci vogliono ventimila grilli. ! 100 gr. di farina di grillo, pura per carità! costa la modica cifra di euro 8,14. se la fanno pure pagare bene, sta roba! Dovrebbero pagare profumatamente chi osa assaggiarla, intanto! Ma non fermiamoci qui, c’è la farina di scorpione, 100 gr. euro 14euro e su di lì, la farina di Tenebrio Molitor, vermi in pratica, 100 gr quasi 29 euro. Come avrete notato, sono prelibatezze che si pagano!

Non aggiungo altro, l’articolo si commenta da solo, vorrei terminare con ” Bon appetit”

Articolo di Marina Donnarumma Roma 10 gennaio 2023

Controluce: lo spirito di fine anno…

Date: 30 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 30 dicembre 2022. Roma

Oggi è 30 dicembre, un anno praticamente finito, un anno dove l’inflazione ha galoppato non solo a ritmo sostenuto, ma sta in bella corsa, ovviamente il traguardo non contempla la vittoria, ma lo sfinimento e la morte del cavallo.


Tutti parlano di tutto, tutti hanno la soluzione, tutti tuttologi esperti, laureti in quella facoltà dove si studia per obnubilare la gente. Mi viene in mente che è d’obbligo fare gli auguri, allora potrei cominciare con la pandemia, che ci ha spossato fisicamente e psicologicamente, a tutte le persone che hanno in fallimento le loro attività, che comunque sono protestati e con il fiato sul collo dello stato rapace.

A tutto un mondo di persone che sono rimaste senza lavoro, alle serrande chiuse, alle tasse che non finiranno mai di pagare e di contro l’esclusione totale a fare altro. Auguri a tutte le banche che fanno i loro interessi, si prendono gli interessi, leccano il culo ai ricchi e prendono a calci i poveri. Auguri ai poveri che non ce la faranno mai, perchè è giusto che siano destinati a sparire per sempre. Auguri a tutte le categorie che non hanno voce, auguri a tutte la corruzione che viaggia spedita in ogni ufficio, che sottrae milioni di euro e poi i disgraziati sono i poveracci che si arrabbattano per campare. Auguri a tutti quelli che prendono 600 800 euro al mese, che non ce la fanno ad avere una vita, non possono pagare un affitto, una macchina, e lavorano almeno 10 ore al giorno, senza che siano pagati gli straordinari. Auguri agli stipendi che non aumentano mai, ma il costo della vita è giusto che aumenti a dismisura. Auguri alle tasse che ci attanagliano, ci stringono, ci strangolano e a tutti quelli che si sono suicidati per la situazione economica

Auguri ai due clochard che hanno avuto una figlia e l’ hanno data in adozione perchè vivono per strada, auguri a chi non ha una casa e vive con la famiglia in macchina.

Auguri a chi muore di fame e sotto le bombe, alle donne uccise e negate per un velo, auguri a tutte le donne che non possono studiare.


Auguri a chi è malato e non ha soldi e non si può curare, auguri a tutta l’ingiustizia che regna e regnerà. Auguri a tutti quelli che hanno pagato una rata in ritardo e non si potranno permettere le rate di qualsiasi cosa. Auguri ai ragazzi che finiscono in carcere, che prendono farmaci per calmarsi e per dormire, auguri quindi a questa società di merda che non si domanda perchè c’è stato lo sbaglio, ma solo la punizione. A proposito non sapete che la permanenza in carcere si paga? Ebbene si, quando qualcuno si fa un periodo in carcere deve pagare le spese allo stato. Auguri a tutti gli imbonitori e alle false promesse, auguri al degrado della scuola e dei valori morali. Auguri a tutti quelli che bullizzano e continueranno a farlo indisturbati. Auguri a quelli che scrivono ” propio” invece di proprio, e a quelli che fanno della lingua italiana un infame minestrone. Auguri a tutti talk show monnezza, dove litigano, si insultano, e sono un ottimo esempio. Auguri a tutta la classe politica corrotta, che non sa come si vive nella normalità, che non sanno quanto costa una spesa, che hanno ville, barche, jet privati e di tutto di più.

Auguri alle foreste deforestate, bruciate, ai mari, fiumi ogni corso d’acqua inquinato, intossicato, impoverito. Auguri a tutti i mistificatori, mercificatori di sentimenti, ai narcisisti che invadono il mondo, ai trafficanti d’organi e degli esseri umani, agli spacciatori, agli assassini, agli adoratori del ”dio denaro”, ai papponi e alle prostitute, a tutti quelli che degli uomini fanno carne da macello. Auguri ai barboni sotto i ponti, agli immigrati che scappano dal degrado della loro terra, che contiene grandi ricchezze sfruttate dall’occidente.

Auguri ai ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre piu poveri, chi ha fame, sete e non frega un bel niente a nessuno. Auguri alle false parole vomitate da finti buonisti, che saccheggiano, approfittano di onlus a scapito dei disperati. Potrei continuare all’infinito, sicuramente ho scordato qualcosa e qualcuno si salva, ad esempio la povera terra, devastata, calpestata, rovinata dall’animale più avido, crudele, pericoloso ” l’uomo”.


Auguri a chi non ha voce, agli invisibili, a quelli che si svegliano la mattina all’addiaccio, tra l’indifferenza del mondo, auguri a chi è ancora capace di amare, e lo fa con il cuore.

Quindi auguri a chi il cuore ce l’ha, pochi di sicuro, ma sono i portatori di speranza. Auguri a chi crede ancora nei sogni, anche se non potrà realizzarli e auguri a chi i sogni non ce li ha, troppo occupati ad infilarsi nelle miniere di cobalto e lavorano 12 ore al giorno senza avere quasi da mangiare. Auguri a chi fa la guerra per un pezzo di terra, a tutte i mercanti d’armi che si ingrassano sulla morte. Auguri a chi muore, a chi morrà per una verità. Auguri ai grandi della terra, che in realtà sono piccoli e meschini Auguri a tutti noi, che possiamo essere orgogliosi di tutto quello che abbiamo fatto e facciamo. Auguri perchè ogni anno non cambia nulla, che siamo ad un passo dall’abisso, auguri al vicino a cui se vivi muori non importa. Auguri all’amore, alla carità, alla compassione, alla misericordia che sicuramente pochi hanno, che dire? L’amore salverebbe il mondo, ma beato chi ci crede.


Buon fine anno e buon inizio a tutti.

Articolo di Marina Donnarumma Roma 30 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 23 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 23 dicembre 2022

Quando ho adottato i miei animali 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐈‍⬛🐈‍⬛🐈‍⬛sapevo bene a cosa andavo incontro😬. Sapevo che mi sarebbero costati un botto per dar loro cibo 🥣appropriato alle loro esigenze. Sapevo che dovevo spendere denaro💵 per il veterinario. Sapevo che la loro vita sarebbe durata un soffio😭. Sapevo che dovevo accudirli sino alla loro dipartita🌅. Sapevo che avrei dovuto accompagnarli sul ponte🌈 dell’arcobaleno e spesso essere io a decidere🤔😅 per loro, intravedere la strada per il loro bene anche se😭!!! Sapevo che avrei dovuto raccogliere i loro escrementi💩, lavarli se si rotolavano nella 💩. Sapevo che dovevo dedicare molto tempo per farli divertire🤣, devo dire però che mi diverto anche io a vivere libera in mezzo alla natura🥀🌹💐🌲🌳🍀. Sapevo che quando organizzavo le vacanze dovevo andare in luoghi dove sono accettati i cani 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺. Sapevo che dovevo lavare🚿, dopo averlo spazzato🧹, il pavimento tutte le mattine, pulire le loro ciotole, riempire quelle vuote di acqua🚿, rinunciare a leggere perché i gatti si sdraiano sul libro o sulla tastiera🎹 del computer, avere sempre e comunque gli abiti🎽👖👕 pieni di peli, fare ingoiare la pastiglia💊 a rischio di graffi, sapevo…… Quando decidete di adottare o acquistare un cane o un gatto pensateci molto, molto, molto bene. Se non ve la sentite, dopo aver considerato tutti i contro che sono davvero tanti, lasciate perdere perché un animale in casa è membro della famiglia e come tale và considerato. Non c’è niente di male a non avere cani e gatti 🐕‍🦺🐈‍⬛ con voi, c’è di male a scaricarli come rifiuti 😈dopo averli illusi di avere una famiglia . #sguardoanimalediflaviasironi #flaviasironi #sguardoanimale #camminacolcane #canifelici #caniliberi #canile #canili #gatti #gattile #gattidiinstagram #gattineri #gattorosso #gattonero #canidiinstagram

Havana 🐕‍🦺 Rosso 🐕‍🦺 Stampella 🐕‍🦺 Sandokan 🐕‍🦺 augurano a tutti gli amanti dei “quattrozampeeunacoda” un sereno Natale e un felice anno nuovo, ricchi di cose positive, tante adozioni di cani e gatti 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐈‍⬛🐈‍⬛🐈‍⬛ e una lunga felice vita a tutti i volontari del mondo.

Articolo di Flavia Sironi 23 dicembre 2022

CULTURA

Controluce: c’ era una volta…

Date: 23 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 23 Dicembre 2022.

La piccola fiammiferaia è una fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1848, nel quinto volume di Nye Eventyr (Nuove fiabe).

Ogni anno me la racconto, ogni anno la ricordo, ogni anno la racconto agli altri.

Mi ricordo mia nonna, con la crocchia stretta, aveva dei capelli lunghissimi, il suo enorme grembiule a quadri rosso, i suoi occhialetti, la poltrona dove si appisolava oppure sferruzzava, ma in occasione del Natale, prendeva il suo libro di fiabe e ci raccontava ” la piccola fiammiferaia”, quando imparammo a leggere, a turno la leggevamo, io ero l’unica a non esserci mai riuscita, quando arrivavo al primo fiammifero piangevo copiosamente. Questa cosa mi è rimasta e continuo a piangere, penso a chi non ha fatto nulla per la piccola, il passo frettoloso… Penso ai bambini che invece di stare sotto un albero a scartare i regali, sono nei campi profughi a morire di freddo, penso ai bambini nascosti nelle cantine per difendersi dalle bombe. I bambini che lavorano , che vengono stuprati, bambini che vengono venduti, bambini poveri, bambini tristi, bambini malati, bambini bullizzati, bambini assassinati.

Natale vuol dire nascita, non solo del bambino Gesù, ma dovrebbe anche essere la nostra nascita, per trasformarci in persone migliori, sensibile, empatiche. Amare è la parola magica, amare è la parola che risolve, amare è Natale. Questi ultimi anni sono stati duri per tutti, ed hanno tirato fuori la parte peggiore dell’umanità. Cosa siamo? siamo buoni e cattivi, nessuno è perfetto, la perfezione non la possediamo, però possiamo avere qualcosa a disposizione di tutti, l’amore, la nascita spirituale, non solo ricordiamo Gesù, ma ricordiamo che tutti noi possiamo fare, possiamo volere, con amore, con il cuore, ed è tutto completamente gratuito. BUON NATALE A TUTTI

La piccola fiammiferaia    

   

di H. C. Andersen

Era l’ultimo giorno dell’anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell’acqua, l’altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote. La bambina aveva molta fame e molto freddo. Sui suoi lunghi capelli biondi cadevano i fiocchi di neve mentre tutte le finestre erano illuminate e i profumi degli arrosti si diffondevano nella strada; era l’ultimo giorno dell’anno e lei non pensava ad altro! Si sedette in un angolo, fra due case. Il freddo l’assaliva sempre più. Non osava ritornarsene a casa senza un soldo, perché il padre l’avrebbe picchiata. Per riscaldarsi le dita congelate, prese un fiammifero dalla scatola e crac! Lo strofinò contro il muro. Si accese una fiamma calda e brillante. Si accese una luce bizzarra, alla bambina sembrò di vedere una stufa di rame luccicante nella quale bruciavano alcuni ceppi. Avvicinò i suoi piedini al fuoco… ma la fiamma si spense e la stufa scomparve. La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola ricoperta da una bianca tovaglia sulla quale erano sistemati piatti deliziosi, decorati graziosamente. Un’oca arrosto le strizzò l’occhio e subito si diresse verso di lei. La bambina le tese le mani… ma la visione scomparve quando si spense il fiammifero. Giunse così la notte. “Ancora uno!” disse la bambina. Crac! Appena acceso, s’immaginò di essere vicina ad un albero di Natale. Era ancora più bello di quello che aveva visto l’anno prima nella vetrina di un negozio. Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli… il fiammifero si spense… le fiammelle sembrarono salire in cielo… ma in realtà erano le stelle. Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte. La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c’ è un’anima che sale in cielo”. La bambina prese un’altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
– Nonna! – gridò la bambina tendendole le braccia, – portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l’oca arrostita e il bell’albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un’altra scatoletta, uno dopo l’altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
“Vieni!” disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell’anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto!

Per ogni bambino che soffre, una sconfitta dell’umanità.

Articolo di Marina Donnarumma 23 dicembre 2022

BUON NATALE A TUTTI

INFORMAZIONE

Per ” il ristorante che piace a me” vi presento:

Date: 19 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

le ”SCUDERIE DEI TEMPLARI” a San Felice Circeo in provincia di Latina, di Assunta Palombi e la figlia Milla Montalbano, sommelier della Fis .

Art. di Marina Donnarumma.

Date: 19 dicembre 2022. Articolo di Marina Donnarumma

Milla Montalbano e Assunta Palombi sono il volto dello splendido ristorante ” le scuderie dei Templari”, sponsorizzano una serie di iniziative per la rivalutazione del centro storico di San Felice Circeo, splendido borgo affacciato sul mare, con degustazione di prodotti artigianali. Tutto ciò che nasce all’interno del ristorante, viene fatto con estrema cura e tradizione, prodotti di eccellenza e di prima qualità, tutto fatto a mano come i tortelli, la pasta. Un ristorante che è una vera chicca, una perla in un centro storico . Liquore al mirto, limoncello fatto con cura da queste due splendide donne, che hanno una carica ed un energia come poche.

Il 26 dicembre ospiteranno una degustazione e la presentazione della nuova associazione di San Felice Circeo. ”Ideea”, siete tutti invitati ad intervenire

il cui fine è la rivalutazione di questo bellissimo Borgo Marinaro

San Felice Circeo è un borgo marinaro, un vero gioiello, racchiuso ancora nella sua cinta muraria, che ha origini antichissime. profuma di mirto, rosmarino,colorato da oleandri, bouganville e panorama mozzafiato sul mare. Ha miti che risalgono ad Omero e Ulisse, alla famosissima maga Circe. La sua storia ufficiale risale all’epoca romana. Ma dal punto di vista politico religioso è stata sede dei cavalieri templari, perchè potevano controllare dalla Rocca del Circeo un bel tratto di costa e poi sopratttto per la vicinanza con la sede papale; Roma.
Parlare di tutta la storia sarebbe troppo lunga perchè il mio intento è di parlare di una perla di ristorante ” le scuderie dei templari”, le cui mura, esterne ed interne conservano secoli si storia. Ci sono colonne portanti e pavimento che risalgono al medioevo, poi si sono sovrapposte altre strutture, ma ha matenuto bellezza e fascino. Nel corso dei secoli all’interno delle ” Scuderie dei templari” si sono alternate varie botteghe. Troviamo segni speciali dovunque e i proprietari hanno saputo mantenere le straordinarie caratteristiche architettoniche, nella porta di accesso della cucina, troviamo rimarcati i segni delle grosse botti che facevano uscire a forza e hanno determinato il segno di una mezza luna in basso.
L’ingresso del ristorante è semplice, ma quando si entra si viene soggiogati ed immersi in un luogo che ha una storia da raccontare. Una cucina modernissima, a vista, dove lavorano in modo infaticabile la Signora Assunta Palombi e la Figlia MIlla Montalbano.
Un atmosfera accogliente con cimeli mediovali, palle di cannone, scudi, armature; da una parte, un vecchio tavolo a ribalta, completamente restaurato, all’interno, punte di armi risalenti all’epoca mediovale.Antico e moderno miscelati sapientemente e con gusto e hai immediatamente voglia di sederti e chiedere il menù. Dovunque posi gli occhi, buon gusto e tutto curato nei minimi particolari. La cucina è veramente eccezionale, ovviamente il pesce, è il loro punto di forza, freschissimo, portato direttamente dal pescatore. Loro amano fare questo lavoro, fanno marmellate ottime, che sono in vendita nel ristorante.

Il nuovo Catalogo @les_caves !

Sempre alla ricerca di ottimi vini per accompagnare i nostri piatti!

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Una cantina dei vini eccezionale, scelti personalmente dalla giovane Milla Montalbano, sommellier della fis, studia gli abbinamenti, fa la carta dei vini, devo dire molto accurata.


C’é la possibilità di abbinare ad ogni pietanza un calice di vino adatto, dall’antipasto al dolce, dolci rigorosamente made Assunta Palombi e Milla Montalbano. Milla Montalbano, portavoce e in qualche modo volto delle ” Scuderie dei Templari”

  • Milla, da quanti anni avete iniziato questa attività di ristorazione?

L attività è nata 7 anni fa, riportando alla luce
le “ stalle “ dei templari del 1200, facendo un restauro conservativo della struttura durato anni. Ad oggi il ristorante “scuderie templari”, comprende tre sale interne con soffitto a volta di 5,04 m totali da terra, un soppalco adibito a magazzino e scorta vino e spazio esterno con tavoli, sedie e ombrelloni per mangiare all’ esterno.

  • Mettersi nella ristorazione è una bella impresa, richiede organizzazione e fatica, però avete scelto questo particolare settore, una vostra passione?

Siamo figli di ristoratori, di generazione in generazione questo amore verso la cucina nasce da mio nonno, che apri anni fa un ristorante sul mare e da lì nacque tutto.

  • Ogni quando compilate il menù?

Il menù varia ogni settimana a seconda del pescato, essendo noi principalmente un ristorante di pesce, e del prodotto di stagione che prendiamo a km 0.

  • Fate ogni volta dei piatti diversi, ma ovviamente avete dei capisaldi. Le Scuderie dei Templari, hanno un piatto che lo rappresenta?

Possiamo dire che due sono i veri e propri capisaldi: lo spaghettone Mancini alle vongole e bottarga di tonno, e la frittura di calamari con cipolle di tropea caramellata

Spaghettone Mancini con vongole e bottarga di tonno
frittura di calamaro e cipolla di tropea caramellata
  • La carta dei vini, è affidata a te, bravo sommelier della Fis, la rinnovi e aggiungi?
Milla Montalbano

Dopo l esperienza del corso da sommelier con Barbara Palumbo a villa Latina vedi il vino con altri occhi. Mi affido a piccoli viticoltori che preferisco alla grande casa vitivinicola, con vini autoctoni. La carta dei vini è impostata principalmente con l idea del prodotto del territorio italiano. La carta dei vini come dicevo prima è strutturata in modo da trovare di regione in regione il vitigno autoctono. Parlo di vitigno perché si parla sempre e solo prima di uva e poi di vino che possa essere biologico, biodinamico o natura. Mi rifaccio a cataloghi di viticoltori indipendenti e piccole aziende che producono poco prodotto ma lo definirei nettare più che prodotto, uno di questi cataloghi è “les caves de pyrene”.

Prima di ogni stagione scelgo accuratamente l uva da poter proporre provandola e pensando e sperimentando abbinamenti con il cibo da poter presentare.
C’è tutto uno studio dietro la carta dei vini, non sono semplici bottiglie messe lì.

  • Stare nel vostro ristorante è un oasi di piacere, per gli occhi, il cuore e la mente. sostengo che il cibo è poesia, quali sono i vostri progetti futuri? Ritornando agli abbinamenti cibo e vino, so che fate dei menu completi, dall’ antipasto al dolce, abbinando ad ogni portata un calice di vino.

Per serate speciali a seconda del pescato del giorno riusciamo a fare menu con abbinamento cibo-vino come per esempio la settimana scorsa è arrivato del buonissimo pesce da zuppa e in abbinamento abbiamo scelto una Schiava della Meran.

Io ringrazio Assunta Palombi e Milla Montalbano del ristorante le” Scuderie dei Templari”, un esempio di imprenditoria al femminile di cui essere orgogliosi.


Ristorante sito al centro Storico di San Felice Circeo.
0773 284207

mazzancolle alla griglia con lemon curd salata
Per finire mi ci metto anche io, insieme a Milla Montalbano durante le nostre degustazioni

Articolo di Marina Donnarumma

Bauletto di frolla al cioccolato ripieno di ricotta e arancia candita

Le scuderie dei Templari, vi augurano buone feste.

Articolo di Marina Donnarumma 19 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 18 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

18 dicembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Alle persone che vogliono un cane per il natale voglio ricordare che: il cucciolo che adotteranno ora vivrà almeno per 10 natali, 3650 giorni. Per tutto quel tempo dovranno dedicare 228 giorni, cioè 5472 ore solo per abituarlo alla nuova vita in casa.

Dovranno finanziare almeno 1460 kg di alimento base.

Dovranno raccogliere almeno 7300 volte i suoi escrementi.

Dovranno andare dal veterinario per le vaccinazioni e le cure un numero imprecisato di volte che aumenterà insesorabilmente all’aumentare dell’età del cane.

In cambio otterranno minimo 87.600 ore di incondizionata devozione impossibile da trovare in un altro essere vivente.

Siate responsabili, occupatevi dei vostri animali fino al giorno della loro morte, se una di queste esigenze vi sembra un lavoro eccessivo, non prendete un cane.

Copia e incolla sulla tua bacheca, vediamo se così riusciamo a far pensare la gente prima di fare del male gratuito a chi non lo merita 🙏❤️….vale anche per i gatti.

Questi sono solo alcuni dei miei bambini pelosi che adoro e mi regalano amore e gioia infinita! #sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#camminacolcane#canicrossdogs#sguardoanimale#canifelicineabbiamo#canidiinstagram#gattidivertenti#canifelici#gattineri#canicross#cani#canile#caniliberi#gattidiinstagram#gattini#gattile#gattineridiinstagram

Havana 🐕‍🦺 Rosso 🐕‍🦺 Stampella 🐕‍🦺 Sandokan 🐕‍🦺 augurano a tutti gli amanti dei “quattrozampeeunacoda” un sereno Natale e un felice anno nuovo, ricchi di cose positive, tante adozioni di cani e gatti 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐈‍⬛🐈‍⬛🐈‍⬛ e una lunga felice vita a tutti i volontari del mondo 🌏. Bauuuuu 🥳🎊#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#camminacolcane#sguardoanimale#canicrossdogs#gattineridiinstagram#canifelicineabbiamo#canidiinstagram#canile#canifelici#caniliberi#canicross

I cani sono angeli con la coda. Auguri a tutti.

Articolo di Flavia Sironi. 18 dicembre 2022

Alessandro Monticelli, lo scrittore delle ” Conseguenze”.

Date: 18 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. 18 dicembre 2022

Nella mia ricerca smodata di scrittori interessanti mi imbatto in lui, Alessandro Monticelli. Un incontro non facile, perchè alla fine devono incontrarsi due menti e due anime. Lui un uomo di grandissima cultura, nasce come pittore e scultore, poi spunta la poesia nella sua vita. Alessandro non si definisce un poeta, direbbe che questa definizione è troppo alta per lui, allora accontentiamolo!

Infatti lui non è un poeta, ma molto di più, anche se lui non è come dire” un poeta maledetto” come Baudelaire, ma direi che ha delle assonanze con quest’ultimo.

Qual è il pensiero di Baudelaire?

Baudelaire, con la sua poetica e il suo pensieroè sempre stato un ribelle in conflitto col mondo che lo circonda, con la mediocrità della società a lui contemporanea e coi sogni di progresso tanto cari alla società borghese di cui fa parte.

Una definizione che gli calza a pennello, ma calza a pennello a tanti di noi. Chi è che non è in conflitto con la società odierna? Chi non si rende conto, alla fine non ha un anima, perchè fa finta che non ce l’ha.

Un uomo interessante che ha tanto da dire, ma nello stesso tempo schivo, sfuggente, un pò narcisista, a tale proposito c’è una prefazione al suo libro molto interessante

Prefazione al libro ” le conseguenze” dello scrittore Alessandro Monticelli
di Guerino Sciulli
C’è un quadro di Hopper che si chiama A Room in New
York. Risale ai primi anni Trenta e mostra una coppia in
un interno borghese molto dignitoso, con lui immerso nella
lettura di un giornale su una bella poltrona imbottita, e lei
all’altro capo del tavolo, con un gomito appoggiato al pianoforte e un dito sopra la tastiera per ascoltare una nota
che, forse, non arriverà mai. Siamo ancora lontani dalle camere d’albergo e dai letti sfatti che affolleranno la pittura
di Hopper nei decenni successivi – tutti quei corpi assorti
in un silenzio senza alternative – ma l’atmosfera è già quella, inconfondibile, dell’Hopper più maturo: due personaggi
chiusi in una stanza, con grandi finestre aperte su una luce
che non redime niente, e loro due tanto vicini quanto può
esserlo una coppia in uno spazio chiuso, ma solo perché
risalti al meglio il muro di estraneità che li divide.
Un’atmosfera così tipica da sembrare archetipo; lo stesso,
algido archetipo che aleggia spesso anche tra i versi di questa nuova, sorprendente raccolta di Alessandro Monticelli.
Lei e lui, lui e lei. E quasi nient’altro.
Ma è un ‘quasi’, quello, che spalanca abissi.
Chi conosce la sua ricca produzione di poliedrico artista
figurativo sa bene quanto la dualità in genere sia per Monticelli
un modulo talmente ricorrente da apparire quasi un ossessione che tuttavia sarebbe ingenuo liquidare
attribuendola solo al fatto che, di norma, le sue opere sono
il prodotto di un lavoro a quattro mani, e dunque duplice
per definizione.
Perché in quelle opere il doppio assurge sempre al rango
di tema consapevole, esposto di continuo a tutte le variazioni immaginabili, in un inesauribile, trionfale e a tratti funereo, perché infinitamente riproducibile, ritorno dell’identico. È il regno di Narciso, l’eterno adolescente perso nella
contemplazione di sé stesso, che, ovunque si volti, non vede
altro che specchi. E Narciso, non a caso, compare anche in
una delle poesie di questa raccolta. Salvo che qui si tratta
di un Narciso non più solo compiaciuto ma anche debole,
ferito; un Narciso «che non si/rincuora nella sua immagine/
ma ne sente tutta l’inconsistenza e/precarietà»; un Narciso,
dunque, che sta finalmente cercando di rompere lo specchio, perché ha ormai capito che stavolta c’è davvero qualcun altro, nella stanza; qualcuno con cui bisogna fare i conti,
adesso, e non soltanto sesso.
E allora l’ironia, il calembour, il gusto vagamente surreale, gli sghembi enjambement, gli echi colti e quelli pop, le
scintille che sprizzano dal cortocircuito fra oscenità e preghiera, latrine e paradiso, e insomma tutto quel mix di malinconia e sprezzatura, cinismo e savoir vivre che costituisce
la cifra più tipica del Monticelli poeta.
Tutta questa sapida miscela diventa funzionale non più
alla pura e semplice boutade, che per quanto brillante è comunque condannata a scivolare senza attriti sulla superficie,
ma a evocare ferite e sangue autentici, reali, qualcosa che
palpita e brucia sul serio. Qualcosa che affonda nella carne,
senza schermi.
Perché ironia e il distacco sono armi difensive che vanno
usate con moderazione, pena il rischio di congelare tutto ciò
che toccano, paralizzando la scrittura nel terrore dell’ingenuità e finendo così con l’inibire proprio l’essenziale: quella
benedizione del lasciarsi andare, quella incondizionata fiducia nel fondo delle cose, quel raschiarsi l’anima da cui soltanto può sgorgare una parola vera. Parola che, con molta
discrezione, lampeggia a tratti in molti versi di questa raccolta (che è quella di un poeta ormai vicino alla sua piena maturità espressiva), aggirandosi tra le strofe con la leggerezza
di una regina inconsapevole, e perciò capace di aprirsi alle
folgorazioni dell’epifania.
Che per rivelarsi hanno assoluto bisogno di sobrietà e silenzio. O della tranquilla dimora di un paesaggio autunnale,
per esempio, quando sul viale sono “solo foglie rosse e un
ragazzo/dal viso allegro/che si allontana disinvolto/spingendo le ruote del suo carrozzino”.
Guerino Sciulli.

Guerini Sciulli , coglie ” Hopper” nel suo modo di scrivere, lui il pittore della solitudine, Alessandro Monticelli, lui la scrive, la sente. Che strano ci sentiamo soli anche se circondati da persone, questo senso di inquietudine, di abbandono della vita e dalla vita! La mia, con lui un intervista insolita, faticosa, sfuggente, è stato come rincorrere lo scrittore nei meandri del suo essere, tra la comprensione e l’incomprensione. Un intervista che devi intuire e poi scrivere per non dimenticare le sfumature. Poi per cercare di capirlo leggi le sue poesie,

ad esempio questa:

Ho avuto nel cuore una piccola bestia
Stupro continuo e indomabile
Che si divora muore e rinasce ad ogni istante.
Ho lavorato come scultore che toglie
legno dal legno
marmo dal marmo
pietra dalla pietra
ferro dal ferro.
Gesti che sembravano grandi
E che ora diventano miniature di luce.
Oggi, che perso in un poco
E’ già un bel ricordo il ricordare. Alessandro Monticelli

Il fruscio d’ali di questo amore non mi fa dormire
Le sento sbattere e le vedo lacerarsi costrette dalle
Sbarre della gabbia dove sono relegate.
Cosi’ esco e mi tuffo tra la gente nel mercato
Costeggiando banchine di frutta e verdure
Merci deperibili
Non come le illusioni
Sempreverdi e immarcescibili
In vendita sul banco dell’arte a meta’ prezzo.
Alla fine del marciapiede mi imbatto nel demonio
Che oggi e’ un uomo che chiede elemosina
Con occhi chiari e liquidi degli anziani
Ma non mi preoccupo piu’ di tanto
Sai!
Se penso che Robert Lowell mori’ sul taxi
Che lo portava a casa della ex moglie
Che lo aspetto’ inutilmente, sfruttando forse
L’ultima occasione per rinnegare quel matrimonio.
Amen. Alessandro Monticelli

Io gli domando – Alessandro perchè questo libro si chiama ” le conseguenze” ?

Mi risponde semplicemente con una risposta che dce tutto – Le conseguenze della vita-

Alessandro Monticelli, le conseguenze della sua vita, nel suo libro, nella sua poesia, che svetta in alto con un ” non so che”

di immortale e fatalistico, le sue risposte brevi e lapidarie.

  • Cosa significa per te fare poesia e che cosa è la poesia per te ?

Fare poesia è una conoscenza continua, un affinamento dei sensi e della percezione personale del mondo che si vive. Ed è una connivenza con i segreti della vita, che a volte si svelano, ma sta a noi capirne il significato.

Alessandro sente sua una citazione del poeta spagnolo Jorge Semprùn:” Tra scrittura e memoria: presenze di poeti

  • La voce della poesia: guida e frammento di un arte della memoria, metodo, letteralmente, cammino e itinerario per ritrovare le voci perdute, disperato ma ineludibile ascolto; la voce della poesia, frammento di vita che governa e rende possibile la trascrizione infinita della morte-

Il giorno spossato giunge a un finisterre
Occhi di passanti tra granelli di sabbia
Che scendono morbidi si susseguono
In controluce.
Come collisioni istantanee del sensibile
Frammenti imprevedibili di dualità mai vinte
Utopie febbrili di repertori danzanti e seducenti.
Nella vita si muore più volte
(E’) quasi un’eco di dolore. Alessandro Monticelli

Alessandro mi dice che per lui le parole sono come in uno spartito musicale, emergono con la musica e lui deve sentirle come tali, io trovo questa definizione straordinaria.

Vale la pena di leggerlo e lasciarsi cullare dalle sue parole, certo la vita non ci culla, ma chiudere gli occhi e sentire la musica delle sue poesie ci fa capire che non siamo soli a sentire, provare tempeste di emozioni e solitudini. Ogni sentimento si accompagna al suo totale opposto, chi ama intensamente, prova anche dolori intensi. A chi non è capitato’. ” Le conseguenze di Alessandro Monticelli sono le conseguenze di tutti, leggiamolo nelle righe e tra le righe, questo artista straordinario a 360 gradi, scultore, pittore e poeta, anzi scrittore del tormento del vivere.

Le conseguenze

MONTICELLI ALESSANDRO edito da Bertoni

Foto presa dal web

Avrei dovuto fare di più
Come incidere le nostre iniziali
Su di una stella.
Ora che tra le pieghe equivoche
Del più celato e carnale privato
Io muoio
E tu indossi un abito appena comprato. Alessandro Monticelli

C’è una lenta bellezza

nella solitudine dei primi piani

In un lontano Arcobaleno

che non ha mai Inizio da qui

Si indugia a poche fermate di metró

tra indifferenza e amore

Nell’attesa di un gesto

che rimetta tutto a posto

La macchina barocca oramai è denudata semplice quasi purificata

Nello smarrimento di chi percorre

grandi strade e chi solo sentieri

Di sera buio e bellezza

restano nei nomi

di chi si incurva per il dolore

E in chi crescendo

ha imparato a deludere

Per cena solo Ossi di seppia. Alessandro Monticelli

https://www.lafeltrinelli.it/conseguenze…/e/9788855354646

https://www.mondadoristore.it/Le…/eai978885535464/

Io ti parlerei…

Io ti parlerei di un letto sfatto con l’impronta

Del corpo e del profumo della persona amata

Immerso nelle sfumature della luce

Con le ombre lasciate dalle pieghe del tessuto.

Del frinire delle cicale in una pineta marittima

La ripetizione di un istante, un momento

Nel tempo circolare.

Ti parlerei

Di una finestra piccola

Di una architettura abbandonata all’incuria del tempo

Di una carcassa di roccia

Di unghie dipinte di rosso scarlatto.

Ma non ho voce.

Poiché in un silenzio ancora più infinito

Altrove in una casa di campagna

Nello spogliatoio di una fabbrica

O in una stanza di mare

Sguardi di uomini e donne

Macerano la pietra e strinano il tempo

Nella luce visibile del sole e nel suo odore così segreto.

Forse è questo il destino arrivare al traguardo e averne paura.

A.M.

Leggere Alessandro Monticelli è un assoluta emozione, leggetelo, immergetevi, stateci dentro, perchè le poesie si sentono dentro.

Articolo di Marina Donnarumma. 18 dicembre 2022

Controluce: Machismo

Date: 16 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. 16 dicembre 2022

machismo in Vocabolario – Treccani

https://www.treccani.it › vocabolario › machismo

machismo ‹mači-› s. m. [der. di macho]. – Esagerata e ridicola esibizione di virilità, basata sull’idea che il maschio sia superiore alla femmina.

L’invidia del pene (in tedescoPenisneid) è un concetto psicoanalitico classico teorizzato da Sigmund Freud. Riguarda lo sviluppo psicosessuale femminile e il senso di angoscia che sperimenterebbero le bambine quando notano di non possedere il pene. Freud considerava questa realizzazione un momento decisivo in una serie di transizioni verso una sessualità femminile matura e lo sviluppo di un’identità di genere. Nella teoria freudiana, la fase dell’invidia del pene segna il passaggio dall’attaccamento alla madre alla competizione con la madre per l’attenzione, il riconoscimento e l’affetto del padre[1]. La reazione dei bambini alla presa di coscienza che le donne non hanno un pene è invece definita “angoscia di castrazione“.

Dall’inizio del 2022, 104 donne e dico ed insisto, 104 donne vittime di femminicidio. Nei miei articoli cerco di avere un linguaggio diretto, semplice e lineare, arrivare a tutti ed esprimere liberamente il mio pensiero. Per tutte queste donne uccise, ce ne sono, non sappiamo quante, maltrattate, bastonate, umiliate, ricattate e per quale motivo ? Eccessivo machismo e prepotenza maschile. Però esistono anche uomini maltrattati e costretti a vivere in macchina, e ricorrere alla caritas per mangiare, per il mantenimento a figli e moglie. Poi ci sono gli altri, quelli che pensano che nascere con un pene, gli dia il potere e il dominio sul mondo e certo sulle donne, esempi scandalosi sono quello che succede nei paesi arabi, dove le donne non possono studiare, avere cultura, devono essere coperte dalla testa ai piedi, non leggere, non cantare, non ballare e l’elenco è lungo.

Allora diciamolo chiaramente, l’uomo pensa che avere un fallo abbia uno scettro per diritto divino. Gli uomini non sopportano che una donna lo abbandoni, non si domanda perchè, ma piuttosto come si permette? Anche se il fallo alla fine ha delle falle pazzesche, lui ce l’ha e le donne no. La forza morale e lo spirito di sacrificio che hanno le donne, nessuno uomo le possiede. Il suo eccessivo machismo lo porta ad uccidere, a fare guerre. La dimostrazione fallica del suo potere fallico. Noi donne non siamo perfette, anzi tutt’altro, ma abbiamo più cuore di ogni altro uomo.

Siamo nel 2022, eppure se una donna invita, dico invita un uomo per un caffè, viene mal giudicata. Se una donna ha voglia di dire ad un uomo ” mi piaci”, viene giudicata poco seria. Se una donna fa il primo passo è una sfacciata, se lo fa un uomo un vero maschio. Una donna può dire ad un uomo ” mi piacerebbe conoscerti?” certo che no, penserebbero che è poco seria e vuole solo andare a letto . Eh certo! Oggi gli uomini sono spaventati da noi donne, hanno rapporti non di amicizia, e perchè no? ma solo interessi sessuali. Agli inizi del secolo scorso e praticamente da sempre, se una donna rimaneva incinta, era giudicata una poco di buono, emarginata, rinchiusa. Certo il figlio non l’aveva fatto da sola, ma lei una ” malafemmina”e l’ uomo? Certo un macho. Oggi il terreno di caccia è fb, instangram, insomma i social, agganciano donne, magari in un momento delicato della loro vita, le sottopongono ad un bombing love pazzesco, poi quando sono cotte a puntino, senza un motivo apparente, infatti non esiste, le fanno ghosting. Il mondo è pieno di narcisisti e i narcisisti sono per la maggior parte uomini, nonostante il mal funzionamento del loro apparato idraulico, e qui mi scappa una risata, loro sono uomini e anche il più ”scaciato” ha grandi prospettive e pretese.

Certo sono uomini hanno il fallo, lo scettro del potere.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 16 dicembre 2022

Controluce: non sono solo indignata, sono disgustata dall’ingiustizia, che regna sovrana, a scapito di donne in particolare. Fatti che si ripetono, ingiustizia che si ripete, uno scandalo insostenibile e vergognoso per tutte le donne che subiscono ciò.

Date: 15 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. 15 dicembre 2022

Filomena Lamberti, sfigurata con l’acido dal marito: «Lui ha patteggiato 18 mesi. A me 300 euro di pensione»

di Andrea Pasqualetto

Lamberti venne sfigurata nel 2012: «Vorrei dignità. Dopo il mio caso, altri sono finiti con condanne molto pesanti: mi sento una cittadina di serie Z»

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Filomena Lamberti oggi e (in alto a destra) prima dell’agguato

Un matrimonio tormentato, la decisione di lasciare il marito e, dopo qualche giorno, l’acido: 28 maggio 2012, lui glielo gettò addosso e per lei fu il buio. Viso, collo, braccio, mani, gambe. Bruciò il corpo e bruciò l’anima, e Filomena Lamberti ne uscì sfigurata fuori e dentro, una delle prime donne in Italia a subire questa atroce violenza. Ma proprio per il fatto che era un tipo di aggressione poco noto, la sua storia è stata per lei un susseguirsi di eventi drammaticamente unici. Nel giro di un mese, il 25 giugno 2012, lui riuscì a patteggiare una condanna ad appena 18 mesi con il nulla osta della procura di Salerno, senza che lei potesse dire nulla visto che si trovava ancora in terapia intensiva (gli aggressori di Lucia Annibali e Jessica Notaro, giusto per fare due esempi, furono condannati a 20 e 15 anni).

Finale ingiusto

E poi il finale, beffardo: lui libero che torna alla sua occupazione e lei che vive con una pensione di invalidità di 300 euro e non riesce ad arrivare alla fine del mese. Tanto da chiedere aiuto: «Andrei a fare qualsiasi lavoro pur di non essere costretta a chiedere la carità per pagare le bollette». Vita difficile quella di Filomena che oggi ha 64 anni e convive con uno dei suoi tre figli. In questi giorni si trova in Liguria per una serie di incontri nelle scuole, nelle biblioteche e nei Comuni assieme alla sua avvocata, Adele De Notaris, del Centro antiviolenza Linearosa Spaziodonna di Salerno.

Cosa chiede, signora?
«Di poter vivere con dignità, di non essere sempre, costantemente in affanno».

Un lavoro?
«Alla mia età e nelle condizioni in cui mi trovo la vedo un po’ dura. Ho un braccio più corto dell’altro per le cicatrici, non lo posso alzare, anche la vista è compromessa. Forse potrei fare la bidella o l’usciera ma chi me lo dà un lavoro?».

Prima che cosa faceva?
«Lavoravo in pescheria con mio marito, non ci mancava nulla, si pagavano le bollette. Non avevo la possibilità di accedere al suo conto ma, insomma, ci dava i soldi per mangiare e anche per la scuola. Diciamo che i problemi con lui erano altri».

Quali?
«Quando beveva diventava aggressivo. Io volevo aiutarlo, pensavo di cambiarlo ma è stata una pia illusione. Erano solo insulti e botte. Ho lottato a lungo contro i suoi spettri ma alla lunga l’amore si è trasformato in odio. L’ho lasciato e qualche giorno me lo sono visto davanti: “Guarda che cosa ti do”. Era una bottiglia di acido solforico».

Com’è possibile che si sia arrivati a un patteggiamento?
«Il mio avvocato di allora non mi ha difeso molto bene e comunque la Procura non si è opposta. Altri tempi. Pensi che non sono mai stata vista né ascoltata da nessuno».

Cosa pensa quando vede le pesanti condanne dei casi come il suo?
«Mi fa piacere per le altre donne, ma mi fa sentire una cittadina di serie Z».

Si è rifatta una vita?
«No e non lo voglio nemmeno, io ho chiuso con gli uomini, non voglio più che qualcuno mi impedisca di vivere, non vado a mettermi una persona a fianco che mi toglie la libertà, proprio ora che l’ho riconquistata. Lo so, ce ne sono di migliori di lui ma io non ho proprio voglia di ricominciare. E poi, diciamolo, difficilmente trovo un uomo che mi avvicina, anche l’occhio vuole la sua parte…. Sì, d’accordo, ci saranno anche quelli che non guardano l’aspetto fisico, ma a me verrebbe comunque da pensare che gli faccio pena».

Che rapporto ha con lui?
«L’ho cancellato, ora è lui ad avere paura di me, mi dicono. Una cosa senza senso».

Cosa sogna?
«Una vita dignitosa». Articolo del ” Corriere della sera”, di Andrea Pasqualetto.

Questa mattina per caso, mi è capitato di leggere questo articolo pubblicato dal ” Corriere della sera”, dire che sono rimasta addolorata, basita, infuriata. Una donna che subisce tutto questo, anni di violenze, completamente sfigurata dall’acido con sole 300 euro al mese, il marito invece pochi mesi di prigione, lavora impunito e non le da un euro. Quello che mi domando come è possibile che lo stato che dovrebbe tutelare i suoi cittadini, soprattutto i più fragili ed indifesi, permetta questo. Vorrei domandare ad ogni deputato, senatore se camperebbero con 300 euro al mese, loro che ricevono per questo mese 5000 euro in più per rinnovare il loro parco tecnologico. Con tutto quello che guadagnano, è il popolo italiano che gli deve regalare nuovi cellulari e computer? Certo il potere decisionale non è il nostro e la dignità di una persona, ferita nel fisico e nell’anima, deve essere messa alla gogna pubblica per raccogliere dei fondi? Che prezzo ha il dolore, la sofferenza di una donna, che ha subito tutte queste violenze? Un prezzo si può dare? 300 euro, trenta denari, cosa cambia?

Articolo di Marina Donnarumma. 15 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi.

Date: 15 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi, 15 dicembre 2022

CANI OMBRA 🐕‍🦺 E GATTI 🐈‍⬛ COLLA.

Avete mai avuto un cane ombra o un gatto colla oppure entrambi?

Ecco io li ho.

Rosso, 🐕‍🦺 il cane, è sempre attaccato alle mie caviglie, mi segue ovunque vada, in cucina, in sala, in bagno, in camera e sul lettone.

Mi capita spesso di calpestarlo involontariamente, lui si lamenta ma il secondo dopo è di nuovo dietro di me a farmi da ombra, i componenti della mia famiglia lo hanno definito un mammone ❤️.

Batman, il gatto 🐈‍⬛, al mattino appena sveglia, prima della sua colazione vuole salire sul mio petto, si posiziona in orizzontale con le quattro zampine abbracciate a me e aspetta di essere cullato mentre gli canto la canzone di topogigio le ciribiriccoccole. Se non lo faccio non mangia e continua a miagolare incessantemente fino a che non lo coccolo ❤️.

I miei famigliari, quattro uomini adulti, sostengono che Rosso 🐶 e Batman 🐱 sono così attaccati a me perché maschi, ma anche Sandokan, altro cane, e Biancochicco, altro gatto, lo sono ma pur volendomi un mondo di bene sono più indipendenti, insomma meno appiccicosi.

Mi ricordano la mia infanzia nello specifico io e mio fratello Marco. Io ero la ribelle della famiglia, Marco il coccolone. Io impiccavo scuola, prendevo la bicicletta e raggiungevo, di nascosto dalla mamma, la mia cara amica del ❤️ Sara a venti chilometri da casa. Quando mi passavano dolcemente le mani fra i capelli scuotevo la testa. Marco cercava amore con lo sguardo e aveva dentro di se una dolcezza infinita che lo caratterizza tutt’ora.

Non che io non amassi le persone con le quali condividevo la vita ma avevo bisogno di più indipendenza e meno attenzioni.

Osservando il mio branco, sette componenti tra cani e gatti, mi rendo conto che hanno comportamenti simili a quelli delle dinamiche umane.

Io, li considero i miei figli, anche se figli non lo sono, ed è molto importante tener conto di questo perché i cani sono cani, i gatti sono gatti, e devono essere trattati come tali e vivere le loro emozioni e attuare i loro comportamenti a secondo delle leggi deontologiche che li caratterizzano. Penso spesso a come sono diverse le manifestazioni di affetto, a come alcuni di loro hanno più bisogno di più libertà e meno attenzioni di altri e di cosa hanno davvero bisogno.

In conclusione do molta attenzione a Rosso e Batman, cerco di essere paziente anche quando intralciano ciò che sto facendo: se sto cucinando inciampo sul corpo di Rosso, se esco dalla doccia regolarmente devo schivare Rosso steso sul mio tappeto, se devo scrivere al computer sposto Batman che regolarmente ci si siede sopra, se leggo un buon libro e Batman ci si sdraia sopra aspetto pazientemente che se ne vada.

L’unico momento durante il quale non permetto loro di invadere lo spazio attorno a me è quando anche gli altri animali componenti della famiglia cercano la mia attenzione, allora giustamente le mie coccole sono tutte per loro❤️#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#sguardoanimale#camminacolcane#caniche#canifelicineabbiamo#canicrossdogs#canidiinstagram#canifelici#sportcinofili#cani#canile#canibelli#gattidiinstagram#gattile#gattorosso#gatti#gattidivertenti#gattini#gattineri#gattonero

Voi avete animali ombra e colla? Se si avete voglia di postare una loro foto?

In breve

Dall’amore profondo che ho per i quattro zampe e una coda nasce in me il desiderio di provare a scodinzolare.

Articolo di Flavia Sironi, 15 dicembre 2022

Controluce: a Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai, riprendere a sognare, riprendere a giocare, riprendere quel tempo che rincorrevi tanto… brano di Roberta Bonanno

Date: 14 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 14 dicembre 2023.

Dicembre è il mese della bontà, della luce, dei doni. Tutti più buoni, films dove i protagonisti sono innamorati, miracolati, l’atmosfera è calda accogliente, perfino il barbone sotto la neve al freddo al gelo sembra felice. le case senza riscaldamento si riscaldano da sole, chi è senza luce a causa dell’aumento dell’energia. è comunque illuminato. La piccola fiammiferai morta dal freddo, fa atmosfera natalizia.

Il leit motiv di tutto dicembre, non ci sono guerre o se ci sono , ci pensiamo di meno, se ci sono disoccupati, ci penserà la caritas o chi se ne frega. Le case in teoria, tutte calde accoglienti, alberi e presepi, bambini buoni, tanti regali.

Il Natale è una festa bellissima, ma molti non sanno neppure perchè si chiama cosi. La parola Natale deriva dal latino ” natus” nato, più il suffisso ”Alem” appartenenza, quindi indica una nascita, in questo caso il giorno in cui nacque Gesù. Per i cattolici il tempo dell’avvento, cioè della venuta di Cristo, il 27 novembre è stato il primo giorno dell’avvento, quindi la prima settimana, sono quattro e l’ultima dell’avvento il 24 dicembre. Tutto questo ha un profondo significato spirituale, semplicemente questo. Ai tempi d’oggi un favoloso affare commerciale, molti fautori del politicamente corretto e ridicoli, volevano cancellare questa festa e chiamarla” festa d’inverno”, veramente ridicoli, perchè chi non crede, può semplicemente non festeggiare. A dicembre si muove un enorme apparato commerciale, i doni di babbo natale, di Gesù bambino, la befana, cibi tradizionali, ecc, un enorme macchina consumistica, di apparenza e di lustrini. Si divorano quantità industriali di cibi tradizionali, e chi non può mangiare? Certo ” a Natale puoi”. Aggiungerei che quelli ” del politicamente corretto” non sono riusciti ad eliminare questa festa, a causa di tutto ciò che si muove dietro il Natale. Io come cattolica ritengo che cancellare questa festa sarebbe stato terribile!

Allora vorrei riprendere il leit motiv della bontà ecc, sostengo che non ci dovrebbe essere solo a dicembre, ma tutto l’anno, la bontà, la carità, la compassione, la misericordia ogni mese. I social istigano ad essere violenti, verbalmente e anche con i fatti. Abbiamo trasmissioni televisive, dove si accapigliano, si prendono a male parole, ci spaventano a morte con pandemia, guerre, un vero lavaggio del cervello, costi delle bollette, costi del cibo, carburante, siamo sottoposti a un vero lavaggio del cervello, impotenti, svuotati, senza forze, terrorizzati e poi a Natale?

A natale puoi
Fare quello che non puoi fare mai:
Riprendere a giocare,
Riprendere a sognare,
Riprendere quel tempo
Che rincorrevi tanto.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

A Natale puoi
Dire ciò che non riesci a dire mai:
Che bello è stare insieme,
Che sembra di volare,
Che voglia di gridare
Quanto ti voglio bene.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

Luce blu,
C’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
Che non c’è solo a natale,
Che ogni giorno crescerà,
Se lo vuoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
Per noi, a Natale puoi.

A Natale puoi
Puoi fidarti di più..

Concludo dicendo che è ora di dire basta, che è ora di recuperare noi stessi, la fiducia negli altri, reciproca. Amarsi e avere fiducia sempre, perchè l’amore l’amore veramente risolve, ed è gratuito. Non solo possiamo a natale, ma per ogni mese dell’anno. Auguri a tutti

articolo di Marina Donnarumma 14 dicembre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 11 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 11 dicembre 2022

Per chi non conosce ancora la disciplina del dog trail e vuole iniziare a correre lungo sentieri montani in compagnia del proprio “quattrozampeeunacoda”🐕‍🦺 ecco un appuntamento da non perdere assolutamente!

Per quelli che praticano già questo favoloso sport ecco un

2023 CON IL BOTTO! 💥

Come recita il titolo, per la Dog Trail CSEN sarà un inizio anno davvero FAVOLOSO! 🥳 Questo grazie a Renato Menci organizzatore della Ronda Ghibellina Trail giunta alla XIII edizione.

La gara avrà luogo a Castiglion Fiorentino (AR) dal 28 al 29 gennaio 2023. https://www.rondaghibellina-trail.com/

Si avrà la possibilità di scegliere fra cinque percorsi con differenti distanze: 50 Miglia con dislivello positivo+ 4000 Ronda Ghibellina PLUS – 45 chilometri dislivello positivo+ 2500 Ronda Ghibellina – 25 chilometri dislivello positivo 1200 Ronda Assassina – 15chilometri dislivello positivo +1050 Ronda Skynight – 12chilometri dislivello positivo+ 700 ed infine Ronda Minima 12 chilometri dislivello positivo+ 700.

Dog Trail Ronda Ghibellina aderisce al regolamento Dog Trail Italy, studiato e creato per salvaguardare il benessere del nostro amico e compagno di vita e d’avventura “quattrozampeeunacoda”. https://dogtrailitaly.com/REGOLAMENTO_DOG_TRAIL_ITALY.pdf

Renato durante la sua Dog Trail Ronda Ghibellina ospiterà la prova unica di Campione Nazionale Dog Trail CSEN. 👣🐾🐾🏆

Questa è la terza edizione di questo nuovissimo sport. Le due precedenti hanno visto come primo uomo Mattia Minori del team POWR TEAM accompagnato dalla sua meravigliosa Puma e prima donna Chiara Capezzone del team A.I.M accompagnata dall’impagabile Overdose. I due, anzi i quattro “seizampeeunacoda,” sono stati, per ben due anni consecutivi i detentori del titolo. Le gare che li hanno visti campioni si erano disputate una a Carvico in provincia di Bergamo la Dog Trail Sky del Canto nel 2021 e la seconda a Olginate in provincia di Lecco la DOGTT-Gohst Town Trail Consonno 2022.

Tutti i percorsi si svolgeranno lungo percorsi montani. Si correrà su sentieri sterrati in un incantevole paesaggio ricco di natura incantata. La corsa col proprio cane dà la possibilità di stringere con lui un legame esclusivo, intimo, soprattutto se praticata in luoghi dove la natura è regina assoluta. Sarà cura di ogni partecipante avere il massimo rispetto non abbandonando i propri rifiuti lungo il percorso. L’attenzione per la natura e l’ambiente circostante è fondamentale sia per chi pratica la montagna che per gli organizzatori.

Sarà presente Marco Drech in qualità di Giudice Dog Trail Csen e alcuni tecnici per dare un supporto all’organizzatore e a tutti gli atleti a “seizampeeunacoda” che praticheranno per la prima volta questa bellissima disciplina. https://discipline.csencinofilia.it/dog-trail-csen-2/

Da queste parti questi 12 chilometri sembrano quasi un riscaldamento

ma non la sopravvalutate:

potrebbe condurvi a scoprire lati di voi stessi

che sarebbero solo l’inizio dell’avventura.

(Cit. Dog Trail Ronda Ghibellina)

Drech Marco

Via Luigi Tavola 79

23857 Valgreghentino (LC)

+39 3348799335 📞#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#sguardoanimale#camminacolcane#canidiinstagram#caniche#sportcinofili#canicross#cani#canicrossdogs#canibelli#canifelici#canifelicineabbiamo