Il premio Nobel 2022 per la letteratura va ad una donna: la scrittrice francese Annie Ernaux si aggiudica l’ambitissimo riconoscimento,Gabriella Paci

(Arezzo)

Il premio Nobel per la letteratura di quest’anno è andato alla scrittrice francese Annie Ernaux:la Francia è il paese con il più alto numero di Nobel dato che in 121 anni di storia del premio ne ha ricevuti 16.

I romanzi

La scrittrice  è nata a Lillebonne (Senna Marittima) l’1 settembre 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale mondiale amata da generazioni di lettori e studenti che al considerano un classico. Le sue opere tradotte e pubblicate grazie all’editore Gallimard,sono raccolte per lo più in un unico volume della collana “Quarto” .In Italia la casa editrice “Orma editore” ha pubblicato il romanzo “il posto” ,”Gli anni”(premio Strega europeo 2016) L’altra figlia”, “Memoria di ragazza”, “Una donna,” (del Premio Gregor von Rezzori 2019) , ” Vergogna”, “L’evento” e “La donna gelata”. Nel 2017 la scrittrice francese ha ricevuto il Premio Marguerite Yourcenar alla carriera, mentre nel 2018 il Premio Hemingway per la letteratura. Ancora, nel 2022 il Premio letterario internazionale Mondello – sezione autore straniero.

A Novembre uscirà in Italia  il nuovo romanzo dal titolo “Ragazzo”

Chi è

Annie Ernaux si laurea nell’università di Rouen e si abilita all’insegnamento delle lettere. Insegna in un liceo e questo l’avvicina a quel mondo borghese che inciderà nella scrittura e nell’impegno politico e sociale. Negli anni 70 fa parte dl movimento femminista e pubblica nel 74 il romanzo “Gli armadi vuoti “a cui seguirà nel 1984 il suo quarto romanzo “Il posto” che vince il famoso Prix Renaudot

Attraverso le sue opere, Ernaux ha raccontato esperienze personali e avvenimenti accaduti nella sua vita, come ne “L’evento”, che ha ispirato l’omonimo film diretto da Audrey Diwan e Leone d’Oro alla mostra del cinema di Venezia  nel 2021. 

I commenti delle istituzioni

“Orgogliosa che una donna abbia vinto il Nobel per la Letteratura. Tra i favoriti c’era anche Michel Houllebecq. E’ incredibile che una scrittrice sia stata insignita di un così prestigioso riconoscimento. In fondo il movimento ‘Me too’ se non ha cambiato le sorti del mondo ha almeno posto degli interrogativi, ha portato le persone a riflettere anche su temi legati al rapporto uomo-donna“. Lo ha dichiarato all’Adnkronos Monique Veaute, direttrice artistica del Festival di Spoleto. I suoi romanzi, ha aggiunto, “sono un mélange di fiction e realismo puro conditi con straordinari accenni alla sua personalissima biografia, alla sua vita, spesso racconti intimi e privati. Una ‘corrente’ letteraria sconosciuta in Italia che va per la maggiore in Francia”.  “

 Dopo la premiazione sono arrivati i commenti delle istituzioni francesi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, commentando in un tweet l’assegnazione del premio Nobelha scritto “Annie Ernaux scrive, da 50 anni, il romanzo della memoria collettiva e intima del nostro Paese. La sua voce è quella della libertà delle donne e dei dimenticati del secolo”,

Annie Ernaux Premio Nobel della Letteratura! Che grande emozione! E’ il coronamento di un’opera intima, ‘portatrice della vita degli altri’. Di una scrittura lavorata e densa che ha rivoluzionato la letteratura. Ma anche una vita di coraggio e di libertà, fonte infinita di ispirazione”. Così scrive in un tweet la ministra francese della Cultura, Rima Abdul Malak.

ANNIE ERNAUX

I suoi temi sono stati amore, guerra, morte e li ha trattati attraverso una scrittura essenziale, pulita, diretta: la scrittrice Rosetta Loy ci lascia a 91 anni,Gabriella Paci

Era una scrittrice della generazione degli anni 30 insieme a Umberto Eco e Gesualdo Bufalino, che forse non tutti hanno conosciuto bene.

Rosetta Loy, nome con cui è conosciuta, deve questo cognome al matrimonio con Beppe loy,fratello del celebre regista Nanni Loy con il quale  si sposo’ nel 1955 e dal quale ebbe ben quattro figli e con cui restò fino alla morte di lui avvenuta nel 1981.

Nacque Rosetta Provera il 15 maggio del 1931 da una ricca famiglia borghese che non osteggiò le leggi razziali,forse perché non ben informata sull’argomento

Lei scriverà invece “La parola ebreo” nel 1977 in cui si paragona addirittura ad Anna Frank, rilevando tuttavia un destino ben diverso e cercando di sensibilizzare i giovani verso tematiche così delicate e controverse.

Rosetta era l’ultima di quattro figli di un ingegnere piemontese e di una impiegata romana e già a soli nove anni scrisse un racconto, per poi manifestare la sua inclinazione alla scrittura a venticinque anni,anche se fu nel 1974 che apparve la sua prima pubblicazione .

I romanzi seguenti furono ben accolti dalla critica e premiati in prestigiosi concorsi letterari,come : Premio Viareggio Répaci, Campiello, Città di Catanzaro, Rapallo e Montalcino; Premio Grinzane Cavour ( per la narrativa italiana); Premio Bagutta, Premio Brancati, Premio Rhegium Julii; ed altri.

 Tradotti  tutti in lingua francese e in altre lingue ,lei stessa tradusse per Einaudi “Scrittori tradotti da scrittori “ dal francese.

Fu molto amata da i francesi,tanto che i fratelli Dardenne le titolarono un film “Rosetta”

Pubblicata dalla casa editrice  Einaudi e poi passata alla   Mondadori,deve la sua fama al romanzo storico “Le strade di polvere “ e al romanzo semi-biografico “Sogni d’inverno”

Si mantenne continuando a pubblicare libri, a rilasciare interviste ed essere presente nel panorama culturale. Dal 2007  fu nella giuria del Premio Grinzane Cavour, carica da cui si dimise , con altri giurati, nel 2009.

Tra i suoi 14  romanzi, l’ultimo del 2018, è “Cesare”,dedicato ad un uomo importante sia sul piano fisico che intellettuale che lei frequentò quando era sposata, il critico Cesare  Garboli, ma che non volle sposare una volta divenuta vedova.

Altri romanzi particolarmente celebri sono  stati “La bicicletta, Cioccolata da Hanselmann””Nero è l’albero dei ricordi,azzurra l’aria” ”Cuori infranti”

Morta  a Roma nella sua casa il 2 ottobre 2022 a 91 anni, per un infarto, ne ha dato l’annuncio la figlia Margherita sui social con queste parole :”Le strade di polvere, La parola ebreo, Cioccolata da Hanselmann, La prima mano, Gli anni tra cane e lupo…sono i tuoi titoli che ho più amato, che il viaggio ti sia lieve

I funerali di Rosetta Loy si terranno martedì a Roma alle 10,30 nella Chiesa dell’Immacolata Concezione, Grottarossa. La scrittrice sarà tumulata in Piemonte nel cimitero di Mirabello Monferrato, il paese dove è ambientato Le strade di Polvere.

Rosetta Loy in un recente scatto

Iran: dove le donne diventano protagoniste di una  ribellione che non si arresta.Gabriella Paci

(Arezzo)

Non indossava bene il velo: questa la colpa della ragazza curda poco più che ventenne Mahsa Amini   ,arrestata e poi deceduta in carcere senza che nessuno potesse indagare sulle cause del decesso, avvenuto,secondo la polizia, per infarto.

Hadith Najafi,una bellissima ventenne bionda ,leader delle proteste che si sono scatenate dopo la morte di Mahsa Amini è stata uccisa con 6 proiettili.A rivelarlo è una giornalista iraniana, Masih Alinejad che vive in Italia e che ha diffuso su Twitter la notizia.

Tutto in Iran è oscurato ma le notizie che trapelano sono allarmanti.

Dopo il ritiro nell’estate scorsa delle truppe americane,i talebani hanno ripreso il controllo del territorio e seguendo la legge islamica più retriva, hanno cominciato a reprimere ogni forma di democrazia e libertà,specie nei confronti delle donne ,alle quali viene proibito di studiare dopo la scuola media,danzare  o di mostrare il proprio corpo, fossero anche i soli capelli.

Continua a salire paurosamente il bilancio delle vittime della repressione delle proteste: secondo il regime 41 morti, tra cui dimostranti e forze dell’ordine,almeno 54 per la ong Iran Human Rights, che ha sede a Oslo. Oltre 700 gli arresti  forma degli arresti, e sono 1.200 le persone identificate come riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasmin.  Perfino i reporter non sfuggono alla repressione In secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), almeno 17 sono stati fermati dall’inizio dei moti di protesta .Il capo del potere giudiziario ha dichiarato di voler reprimere gli “istigatori di violenza” mentre Ebrahim Raisi il presiedente ultraconservatore, ha chiesto alla polizia dia gire con fermezza contro i dimostranti,fomentati a suo dire, dall’occidente.

Una situazione che non manca di aggiornamenti giornalieri che confermano la grave ondata di repressione e nello stesso tempo di ribellione da parte di molte donne e di oppositori.

Oscurare internet o chiedere a Norvegia e Gran Bretagna di non interferire con gli affari dello stato islamico non ha fermato l’attenzione e la condanna di Usa, Europa ,Cile e Canada. L’italiana  canzone “bella ciao” cantata in lingua persiana da una  ragazza iraniana  è diventata virale in molte piazze ed ha ribadito l’importanza della libertà.

Illusionista e visionario, Fabio Viale si inserisce tra i più noti  artisti contemporanei  coniugando nel marmo sacro e profano,Gabriella Paci

(Arezzo)

Fabio Viale è un artista che nasce nel 1975 a Cuneo e che studia all’Accademia delle Belle Arti di Torino dove dice di aver scoperto la sua vocazione scolpendo un blocco di marmo da cui era partita una scheggia: ovvero la scintilla di questa passione  nata, appunto, quando era un adolescente.

La sua carriera di scultore risale al 2009 ,anno in cui allestisce la sua prima mostra e che passa in città quali  San Pietroburgo, Mosca, New York, Monaco,Torino, Venezia, (58°biennale) Le Havre, Firenze,Pietrasanta e ultima ad Arezzo, nel 2022, dove durerà fino al 30 settembre.

Proprio la mostra con opere appositamente realizzate per la biennale di Venezia dal titolo High tide ovvero “Acqua alta” ha rischiato di veder danneggiate le sue sculture ,a causa dell’acqua alta entrata negli ambienti dell’esposizione,anche se poi sono state trasportate sane e salve a Firenze.

 Il titolo dato alla mostra di Venezia allude ai dannosi cambiamenti climatici che rischiano di stravolgere la geografia e gli ecosistemi di zone bellissime e uniche come,appunto,Venezia stessa e,ironia della sorte, si è verificato proprio durante la sua mostra un pericoloso innalzamento delle acque.

A Firenze  ha esposto le opere precisamente in Via della scala e in via Benedetta,sedi di Palazzo Poggiali . In quest’ultima sede Viali ha rovesciato 18 tonnellate di pietrisco e frammenti di sculture di marmo nella quasi totalità dei 15 metri della galleria,occupandone quasi tutta l’altezza . Azione questa chiamata root’la realizzata alle Cave di Gioia Colonnata a febbraio scorso.

A Pietrasanta ,la patria del marmo Truly, Davvero o Veramente lesculture occupano gli spazi cittadini quali piazza Duomo  e chiostro della chiesa di Sant’Agostino:opera appositamente realizzate e manufatti più datati a indicare un “percorso storico “ della sua arte. Anche qui si tratta spesso di sculture classiche come il David o la Venere di Milo le cui parti corporee sono  in parte ricoperte da tatuaggi e di oggetti comuni ,per decodificare la banalità del quotidiano e d indicarne una nuova dimensione suggestiva

L’operazione Root’la  di Firenzeè stata ripetuta nella chiesa sconsacrata di sant’Ignazio dove è stata  allestita una parte della mostra ad Arezzo che conta 40 opere dislocate tra la fortezza medicea,Sant’Ignazio ,la galleria comunale d’arte moderna e contemporanea oltre alle piazze antistanti la chiesa di San Francesco,il Duomo, san Domenico. L’arte,dunque,esce dalle sale ed invade la città. Ad Arezzo la sua esposizione si chiama “Aurum” e le opere contengono 1 grammo d’oro a simboleggiare la luce ma anche la tradizione della lavorazione dell’oro che ha caratterizzato l’economia aretina.

Un’arte che colpisce  stupisce perché la riproduzione di opere della classicità come la Venere di Milo ,il Lacoonte, o di Canova, come Amore e Psiche,vengono reinventate dai tatuaggi che le rivestono in parte e il colore nero ne altera la visione di alcune porzioni. Non basta : si tratta spesso di tatuaggi della mafia russa e,dunque, se il tatuaggio è già di per sé un atto di rottura,di dissacrazione della tradizione ,farlo con simboli della mafia russa diventa un atto di piena dissacrazione. Viale alterna  figure tipiche della tradizione tra cui anche busti e parti del corpo come mani che indicano, a pugni (segno del comando) a oggetti comuni come pneumatici, sacchi di carta, guantoni da pugile, barchette di carta o..pali come quelli fatti per la biennale che rende con una verosomiglianza al materiale  d’origine che sorprende davvero e che ci spinge ..a toccare gli oggetti per sincerarci del materiale di cui sono fatti.

Addirittura in alcune opere si imita perfettamente il polistirolo,accentuando in modo diverso, la rottura dell’uso di un materiale classico e  della contemporaneità.

Colpiscono anche “Le grazie “ gruppo scultoreo di 3 donne marocchine con il loro abito tradizionale che ne copre perfino il volto come fossero fantasmi che,ferme alla  fermata di un autobus,indicano la varietà del mondo o,forse, il viaggio che tutti compiamo verso una destinazione che,a prescindere dalla diversità,ci accomuna.

Regina Elisabetta II: in memoria,Gabriella Paci

Inossidabile sorriso a celare i temporali

del cuore dietro il vessillo della speranza

issato sulle navi in balìa dei burrascosi

venti a  dire che lei conosceva i marosi

e che  avrebbe trovato un approdo .

Aveva giurato Elisabetta poco più

che adolescente che avrebbe protetto

la sua gente  e si era posta a guerriera

a far da barriera ad ogni calamità

lei tenacemente fragile con il suo

inossidabile sorriso che non teme

la ruggine delle balaustre di pianto

né gli assalti insidiosi dei contrasti

tra le terre sotto un comune scettro.

Regale sempre anche quando i passi

erano frenati dalle catene di legami

di sangue e di vene sotto la nebbia

di sospiri da fare senza rumore,

con  lacrime dentro i fazzoletti nascosti

sotto il cuscino di notti insonni,anche

quando si perde l’amore più caro e le

ferite si aprono sotto  le lame del

distacco e le luci della ribalta.

Inossidabile sorriso sempre e comunque

a dire che il granito è duro da scalfire

e che può essere cemento e argine,

sempre e comunque  e dovunque

per chi nasce e muore regina per sempre….

Elisabetta II ora e da giovane

Il 20 settembre nasceva la mitica attrice Sophia Loren: una diva che ha fatto sognare più generazioni e che ultraottantenne, continua a mietere successi,Gabriella Paci

(Arezzo)

Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone è un nome che pochi sanno riferire ad un’attrice conosciuta da tutti che si chiama Sophia Loren.

Nata a Roma il 20 settembre del 1934 ,è stata fin da giovanissima, avviata alla carriera cinematografica coadiuvata sì dalla sua straordinaria bellezza mediterranea e dagli splendidi occhi ma soprattutto per la sua capacità recitativa evidenziatasi sia in film commedia come “Pane amore e…” o in quelli di stampo hollywodiano come”Un marito per Cinzia”

Sono tuttavia i capolavori del neorealismo degli anni sessanta come “La ciociara “ dove è diretta da De Sica nel ruolo drammatico di una popolana  che le fanno vincere il primo Oscar mai assegnato ad un’attrice italiana per un film italiano. Altri films che si collocano nella storia del cinema sono stati “Una giornata particolare,interpretato con Marcello Mastroianni e “Ieri,oggi ,domani e “Matrimonio all’italiana “: Curiosa particolarità che il libro scritto al suo ottantesimo compleanno e che racconta la sua vita si intitola proprio “ieri,oggi e domani :la mia vita”ediz.Rizzoli

Altri film da non perdere sono :”La baia di Napoli e “Il viaggio”

La sua lunghissima carriera professionale la porta a conoscere e ed essere diretta dai più grandi registi del momento: tanto per citarne alcuni:Charlie Chaplin, Dino Risi,Mario Monicelli; Vittorio De Sica, Henry Hathaway e a recitare con i famosissimi attori come   Marlon Brando,Marcello Mastroianni,Paul Newman, Burt Lancaster, Frank Sinatra, Gregory Peck,Clark Gable, Jhon Wayne e altri ancora.

Numerosissimi i riconoscimenti ottenuti quali 2 premi Oscar 5 Golden Globe, 1 Leone d’oro1 Grammy Award, 1 coppa Volpi, 1 Prix al festival di Cannes ; 1 orso d’oro alla carriera E’ stata onorata anche con una stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame.

La vita privata

La sua vita giovanile racconta di un padre che la riconosce ma che poi abbandona lei e la madre lasciandole in ristrettezze economiche e del suo “arrangiarsi “ nei concorsi di bellezza e i piccolissime parti recitative per guadagnare qualcosa,prima di giungere al successo che poi la porterà ad essere una star internazionale.

Un momento fondamentale della sua vita fu l’incontro,già avvenuto a 16 anni con il regista e produttore  Carlo Ponti che di anni ne aveva 38.Sposato con Giuliana Fiastri,dal 1946 aveva due figli:Nel 1956 in Messico ottenne il divorzio e sposò la Loren nel 1957 Tornati nel 1960 in Italia furono accusati di bigamia ma essi negarono di essersi sposati. Solo nel 62 la loro posizione fu regolarizzata con il divorzio in Francia dalla Fiastri ed essi ne presero anche la cittadinanza.

 Sophia desiderava essere madre e dopo due fallimenti,ebbe due figli:Carlo ed Edoardo L’attrice è rimasta legata a Ponti fino al decesso di questi nel 2007.

Iconiugi Ponti sono stati anche importanti collezionisti di arte con opere di Cezanne, Matisse ,Renoir, Brque e reperti archeologici.

Nel 2020 è protagonista de La vita davanti a sé, diretta dal figlio Edoardo Ponti. Il 26 febbraio 2021 Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani, comunica che le verrà assegnato il Nastro di platino come evento unico in occasione del 75º del sindacato

 L’11 maggio 2021, durante la cerimonia dei David di Donatello 2021, le viene assegnato il David come migliore attrice protagonista; ad accompagnarla sul palco è stato il figlio e regista del film Edoardo.

In questo modo, a 86 anni e 232 giorni, diviene ufficialmente l’attrice più anziana ad aver vinto il David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

Per celebrare i suoi 88 splendidi anni Sophia!’, docufilm prodotto da Marco Durante e da Rai Fiction, verrà presentato in anteprima il prossimo 19 settembre a Napoli, al cinema Metropol. Poi il 20, giorno dell’ottantottesimo compleanno della amatissima attrice, andrà  in onda in prima serata su Rai1.

Il 13 settembre 1928 moriva Italo Svevo,lo scrittore che ha messo a nudo la fragilità dell’uomo moderno e che è più che mai attuale,Gabriella Paci

(Arezzo)

Italo Svevo è stato lo scrittore, che con Pirandello, ha denunciato l’incapacità dell ‘uomo moderno di relazionarsi ed inserirsi  nella società

Svevo partì da una formazione culturale essenzialmente naturalistica ed è indiscutibile che nei primi romanzi ci siano diversi richiami alla letteratura del verismo  e del naturalismo : l’impegno nella descrizione di differenti categorie sociali, l’attenzione ai particolari minuti caratterizzanti un personaggio, la capacità di rappresentazione completa della figura umana, l’attenzione con cui viene reso un ambiente,nei suoi aspetti popolari e borghesi.

Ma tutto questo serve fondamentalmente a riflettersi nell’interiorità dei personaggi determinandone l’ambiguo rapporto col mondo esterno.

La novità di Svevo consiste proprio nell’attenzione che egli accorda al rapporto personaggio – realtà e alla scoperta della fondamentale falsità di questo rapporto.

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Alfonso Nitti e Emilio Brentani rispettivamente protagonisti dei romanzi “Una vita “ e “Senilità”si autoinganno poiché non riescono a dominare la realtà né a raggiungere  i loro obiettivi: sono degli inetti a vivere che con una serie di espedienti psicologici e pragmatici tentano di averla vinta ma essi saranno comunque sempre dei perdenti,degli anti-eroi ,degli inetti a vivere appunto.

Ma è con “La coscienza di Zeno”ovvero il diario che Zeno Cosini tiene,su consiglio del suo psicologo,S ,(Svevo stesso o Sigmund Freud’?)che Svevo giunge al suo apice. Qui subentra anche il rapporto con la nascente psicoanalisi che si rivela  incapace di sanare le difficoltà esistenziali in quanto in grado solo di dare la consapevolezza e ,dunque farci riuscire ad essere meno rigidi,più capaci di assecondare i mutamenti delle circostanze  e dunque, in un certo senso,migliori dei “sani” ,cristallizzati nei loro formalismi e dogmi.

I tre romanzi di Svevo costituiscono una sorta di trilogia narrativa, che in progressione sviluppa una tematica spirituale a sfondo autobiografico la quale tende non tanto ad una narrazione oggettiva dei fatti quanto a cogliere, attraverso un’analisi spregiudicata, i recessi più segreti e inconfessabili della coscienza. Per questo i protagonisti dei tre romanzi, Alfonso Nitti, Emilio Brentani, Zeno Cosini, appaiono sostanzialmente affini. Essi sono vinti dalla vita, uomini incapaci di vivere se non interiormente, intenti a sottoporsi ad un continuo esame e a sondare i meandri più segreti del loro Io, incapaci, specie i primi due, di inserirsi e di intervenire attivamente nel mondo. La senilità diviene consapevolmente un momento non solo cronologico, ma ideale dell’esistenza umana e diviene il simbolo di una radicale assenza dalla realtà, icona dell’incapacità di dominarla e trasformarla .Nessuno dei due riesce a progredire nel lavoro di impiegato né sul piano affettivo – personale e la loro inettitudine è ancora più rimarcata dalla presenza di un uomo forte e volitivo,che si contrappone a loro rimarcandone appunto la debolezza.

Nel romanzo viene anche a perdersi la dimensione temporale poiché ricordi e tempo presente assumono un durata del tutto soggettiva,dovuta cioè all’intensità con cui è vissuto dal protagonista stesso con  valutazioni dovute alle progressive modificazioni che quel ricordo ha assunto alla luce delle esperienze posteriori, con un notevole complicarsi dell’impostazione della trama e della tecnica narrativa

Una novità è anche la tecnica del monologo interiore ,portata avanti in modo continuo,anche  per contaminazione con l’amico scrittore irlandese James Joyce, che era anche suo insegnante di inglese ,dato che Svevo commerciava anche con l’estero e doveva sapere l’inglese.

Insomma, narrando oggi i fatti di ieri, Zeno scardina le categorie temporali in quanto il fatto o l’atteggiamento psicologico si presentano sfaccettati, con una contaminazione di presente e passato e con una molteplicità di variazioni.

Abbiamo come conseguenze principali il dissolversi del personaggio; infatti lo scrittore tradizionale ce lo presentava oggettivamente come una realtà autonoma, mentre ora questa realtà del personaggio la vediamo nel suo divenire.

 C’è chi sostiene che i suoi personaggi rispecchino anche lo stesso Svevo e in parte è vero perché se Svevo è un marito appagato e un industriale di successo, come i primi due personaggi,ambisce la ruolo di scrittore di fama,che gli sarà quasi del tutto negata durante la sua vita, per essere conclamata invece, dopo la sua morte ,avvenuta per incidente automobilistico il 13 settembre 1928

Ma è una società come l’attuale che ha ridotto così l’umanità e potrebbe produrre la catastrofe, come si capisce dall’ultima pagina del romanzo “la coscienza di Zeno”

«la vita attuale è inquinata alle radici […]. Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo […]. Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca a chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione alla sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che la forza dello stesso, ma oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione naturale. Altro che psico – analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie ed ammalati. Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie»

C’è chi sostiene che i suoi personaggi rispecchino anche lo stesso Svevo e in parte è vero perché se Svevo è un marito appagato e un industriale di successo, come i primi due personaggi, ambisce la ruolo di scrittore di fama,che gli sarà quasi del tutto negata durante la sua vita, per essere conclamata invece, dopo la sua morte, avvenuta per incidente automobilistico il 13 settembre 1928

Italo Svevo

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Una grande donna che piaceva alle donne ci lascia :l’8 settembre muore la regina Elisabetta II e il mondo intero la piange,Gabriella Paci

La regina Elisabetta è morta: London bridge is down è la frase per annunciarne la dipartita ed è vero :il ponte di Londra è crollato e lei è stata il ponte che ha congiunto,da Londra, ben quattordici paesi e non solo.

Sempre più piccola e fragile,specie dopo la perdita dell’amato marito Filippo, l’abbiamo vista quasi accartocciarsi su se stessa e tuttavia fiera come deve essere una regina,si è eretta fino all’ultimo per onorare il suo ruolo.

Un ruolo che ha portato avanti con fierezza e senza cedimenti apparenti  per ben 70 anni

superando controversie e problemi non solo socio-politici ma anche familiari. Nulla è mai trapelato dal suo dolce sorriso del dolore personale familiare né delle difficoltà incontrate nella gestione del suo ruolo governativo.

 Il mondo intero, attraverso i suoi capi di stato, riconosce il grande ruolo svolto da questa regina,donna che aveva conquistato la simpatia e l’ammirazione anche delle donne ,che vedevano in lei l’esempio della donna capace di avere un felice vita affettiva e un pesante ruolo politico.

Il regno

Era il giugno del 1953 e lei aveva solo 26 anni quando si trovò ad essere incoronata nell’abbazia di Westmister e a dover governare 150 milioni di sudditi nel mondo.

Incrollabili  nel tempo da allora il suo rigore e la sua eleganza,anche formale,con i suoi irrinunciabile tailleur cole pastello e i suoi cinquemila cappelli, e il suo modo garbato e deciso di relazionarsi.

Fece il suo primo annuncio pubblico a 13 anni, alla BBc quand imperversava la 2 guerra mondiale, per rassicurare i suoi coetanei e non solo.

Nel 1945 a fece la sua prima apparizione pubblica alle Granadier Guards,dell quali era diventata colonnello nel 1944.

A soli 18 anni era “Consigliere di Stato”ruolo per cui  avrebbe potuto sostituire il padre in caso di morte o incapacità A 22 anni sposò l’amore della sua vita ,Il principe greco Filippo dal quale ebbe Carlo,Anna, Andrea ed Edoardo.

Fu la prima regina a visitare un paese comunista come la Jugoslavia e,più tardi, la Cina .

Nel 1977 ha festeggiato i 25 anni di regno con il “giubileo d’argento e quest’anno quello di platino per i suoi settant’anni di regno,dopo aver contratto il covid che l’ha duramente provata e l’ha definitivamente indebolita.

La Brexit del 2019 con l’uscita della Gran Bretagna dall’unione Europea non le era piaciuta poiché riteneva che i valori e le risorse comuni all’Europa fossero un beneficio anche per il suo paese.

La vita affettiva

La scomparsa,25 anni fa della moglie del primogenito Carlo,Lady Dina ,in un incidente che continua a alimentare illazioni e dubbi, fu e resta un capitolo nero per Elisabetta II ma è stata la morte della sua migliore amica un forte dolore e quella dell’amatissimo Filippo nel 2021 un lutto inconsolabile .Eppure ha continuato a fare il suo dovere, sorridente ed affabile come sempre, fino a due giorni prima della sua morte,quando ha incontrato la nuova premier.

Gli ultimi due anni l’hanno comunque indebolita anche nel morale: tra le implicazioni del figlio minore Andrea nell’affare Epstein, la “fuga” del nipote prediletto Harry in America e le accuse di razzismo mosse nei confronti della sua famiglia

Ma la granitica sovrana è andata avanti nonostante tutto – l’età, il dolore di vedere la famiglia divisa, le pressioni perché abdicasse a favore di un figlio che invecchiava nell’infinita attesa della corona – perfino con il sorriso sulle labbra.

Sembra che solo una brutta caduta abbia segnato la fine dell’inossidabile Elisabetta che comunque, resterà nella storia e nella nostra memoria .

Ecco una poesia che la rappresenta:

Un impareggiabile  sorriso

Dicono che l’anima s’invola quando

comprende  che è giunta per lei l’ ora…

Piange allora il cielo di Londra  quando

capisce che il “London bridge is down”

che s’è spento  oramai l’impareggiabile sorriso

di una piccola regina che da sempre è stata

guida e riferimento e che ha mostrato

come non si deve mai del tutto disperare

perché la barca in mezzo al mare trova

un approdo e si può salvare nel fortunale

e che  alla speranza si deve appellare.

Lei ha affidato alle nuvole i suoi dolori

coprendo i suoi lividi con i colori

d’un impareggiabile sorriso che era

arcobaleno dopo i temporali della vita

mentre  con la mano scriveva la storia.

Solo il tempo ha potuto spengere

Il suo essere faro a segnare la rotta

di  inquieti naviganti nell’oceano

delle contraddizioni e delle controversie.

un recente scatto della regina Elisabetta II

Mi somiglia l’autunno,Gabriella Paci

(Arezzo 17,30)

Mi somiglia l’autunno che finge

o forse prova davvero  un’allegria

di colori rubati al sole che s’illude

della sua chiarità che s’annega

  in ombre d’improvviso calate.

Il capriccio del vento sfida

la foglia ostinata che dipinge

sugli occhi il rimpianto mentre

si veste d’impossibili  gaie tinte

a  negare il grigio annodarsi

di  pensieri,  cirri vaganti

nell’inquietudine d’un cielo

che cede alla sera ammantata

di rosso nell’ultimo saluto

al giorno che si perde nel buio.

L’autunno insegue la chimera dei

passi di luce prima che si smargini

il quadro di colore del bosco sotto

una pioggia che piange un’estate

smarrita  nei passi di foglie caduche

.

Anche io inseguo bagliori ostinati

mentre abbraccio incipienti crepuscoli.

Il cane : il più antico e fidato compagno dell’uomo celebrato il 26 agosto di ogni anno, Gabriella Paci

(Arezzo)

 IL 26 agosto,a partire dal 2004, è stata decretata “giornata mondiale del cane “ e in Italia sono oltre il 30% degli abitanti che possiedono un animale domestico e,in particolare un cane.Si calcola infatti che siano registrati all’anagrafe Animali d’affezione ben 13,6milioni di cani con presenza stabile nelle famiglie.

Molti italiani, (si calcola 8,5milioni) grazie alla crescente disponibilità di spiagge  e hotels appartenenti alla cosiddetta “pet friendly” hanno portato con loro in vacanza il cane ,mentre l’8% ha rinunciato a causa di mancanza di strutture, il 60% lo ha affidato a parenti , amici o strutture d’accoglienza .

Tuttavia il fenomeno dell’abbandono esiste tuttora e addirittura il 70% dei cani presenti sul territorio è randagio .

I benefici derivanti dall’aver un cane.

Proprio in occasione della Giornata Mondiale del Cane, la dott.ssa Chiara Bonfà, addestratrice Ente Nazionale Cinofilia Italiana ha stilato l’elenco dei benefici chela presenza di un cane può dare: 
1) Si ride di più: secondo uno studio pubblicato da Society & Animals, i proprietari di un cane hanno maggiori possibilità di ridere durante la giornata.Il loro atteggiamento,i movimenti ,l’espressione spesso suscitano divertimento e,dunque,la risata.

2) Fa bene alla salute: chi ha un cane rischia in misura minore di soffrire di depressione e solitudine Addirittura uno studio dell’American Heart Association ha rilevato che le persone con una ipertensione al limite, hanno visto i valori scendere dopo 5 mesi dall’adozione di un cane.

3) I cani aiutano nella socialità: uno studio delle Università di Liverpool e Bristol sostiene che avere un cane migliora la socialità e aiuta a fare nuove amicizie.Il cane socializza con gli altri cani e spinge i padroni a fare conoscenza tra di loro.

4) I cani sono un motivo per essere più attivi: come è normale che sia, un cane obbliga una persona a muoversi di più, anche solo per la necessità di essere portato fuori qualche volta al giorno.

5) I cani migliorano l’autostima: diversi studi hanno dimostrato come l’interazione con un cane aiuti le persone a sviluppare maggiore autostima.  I motivi sono da ritrovare nel rilascio di ossitocina, ormone che favorisce l’affettività e l’empatia, ma anche nella produzione di serotonina, l’ormone del buonumore e nella riduzione del cortisolo, che provoca lo stress. 

6) I cani possono darti sicurezza perché difendono la casa e il padrone dai malintenzionati e possono costituire una specie di guardia del corpo.

Il cane  capisce e interagisce

Sembrano capirti al primo sguardo e che non ci sia bisogno di parole per comunicare anche se un cane può arrivare  a comprendere dalle 180 alle 250 tra parole e gesti specifici, ha la stessa capacità di apprendimento di un bambino di due anni. Inoltre sono in grado di comprendere dall’odore lo stato d’animo del padrone e reagire di conseguenza. A seconda delle emozioni provate, infatti, il corpo produce particolari secrezioni che gli uomini non avvertono ma i cani sì. Riescono a capire le varie fasi della giornata e sono estremamente regolari con i propri orari, pur non avendo la percezione reale del tempo».

 Anche a olfatto sono evoluti perché possiedono tra i 125 e i 300 milioni di ghiandole olfattive, contro i 5 milioni dell’uomo, e l’area del cervello dedicata all’olfatto è quattro volte più grande del resto.

Vengono infatti utilizzati anche per ritrovare persone sepolte o scomparse o per salvarle.

Dino Campana: tra genio poetico e follia;Gabriella Paci

(Arezzo)

Campana ha fatto e fa tuttora parlare di sé : uomo stravagante e inquieto o uomo che ha subito una profonda ingiustizia ed è diventato pazzo?

Nato il 20 agosto del 1885 a Marradi,piccolo paese toscano da un maestro elementare già a 28 anni consegnò un manoscritto contenente poesie a Ardengo Soffici e a Giovanni Papini,entrambi scrittori emergenti e allora direttori della celebre rivista“Lacerba”. Entrambi erano sostenitori di teorie razziste,antifemministe e antisemitiche. Soffici d’altro canto, aderì al fascismo firmando nel 1925 il”manifesto degli intellettuali fascisti”.

L’anno dopo aver consegnato il manoscritto ai due direttori, poiché andato smarrito,Campana cominciò a riscriverlo dato che ne aveva una sola copia.

Il manoscritto fu ritrovato cinquant’anni dopo a casa di Ardengo Soffici.

La follia

A solo 33 anni Campana viene ricoverato nel manicomio di Castel di Pulci dove rimane fino alla morte.

Dalla sua nascita al 1918 Campana ha vissuto episodi a dir  poco stravaganti che hanno determinato a farlo ricoverare in manicomio.

Dino Campana soffriva di una forma di schizofrenia chiamata ebefrenia. Era soggetto a terribili sbalzi d’umore. Spesso veniva colto da attacchi d’ira furibonda. Aveva momenti di lucidità a cui alternava fasi nelle quali si esprimeva in modo sconnesso. Nel 1906, all’età di ventun anni, venne ricoverato per la prima volta al manicomio di Imola. Secondo alcune fonti qualche volta Campana finì anche in carcere. Ebbe un rapporto tormentato con la madre, la quale gli preferì sempre il fratello Manlio – di pochi anni più giovane.

Ebbe anche una storia d’amore tormentata e violenta con Rina Faccio,conosciuta come Sibilla Aleramo, nota poetessa che ebbe come amanti anche Ardengo Soffici e Giovanni Papini.

Nel 1914 ,agli albori della I guerra mondiale, uscì la prima edizione de “I canti orfici”nati dalle ceneri del primo manoscritto. L’edizione era piena di errori e le copie che Campana tentava di vendere nei caffè, fu un fiasco.

Solo nel 1928 per la casa editrice Vallecchi a quattro anni dalla sua morte, uscì una seconda edizione senza il permesso di Campana ,allora ricoverato in manicomio. Anche questa edizione  era piena di lacune e refusi ma lui era ritenuto incapace di intendere e volere. Affermava di stare bene nella casa di cura e che l’elettroshock gli facesse provare dei benefici.

 Nel 1941 uscirono altre edizioni dei Canti Orfici.

Solo in seguito, soprattutto grazie a Montale e a Luzi, si procedette alla riabilitazione della figura di Dino Campana come poeta.

Se questi sono i tratti essenziali della vita del “folle di Marradi”, appare quasi inevitabile leggere la sua opera andando alla ricerca delle tracce del suo stato di salute mentale. Secondo il filosofo Karl Jaspers  “genio e follia “come è il titolo di un suo scritto ,si saldano in un rapporto di circolarità.

 La poetica

Tutti i poeti usano similitudini, metafore, metonimie, anafore,allitterazioni

Di queste figure retoriche tutti, più o meno, ne  facciamo uso ma  Campana le usa quantomeno in modo bizzarro.

Ecco un esempio delle sue poesie :questa è per Sibilla Aleramo

n un momento

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose, erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P:S: E così dimenticammo le rose

Il canto della tenebra

La luce del crepuscolo si attenua:
Inquieti spiriti sia dolce la tenebra
Al cuore che non ama più!
Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare,
Sorgenti, sorgenti che sanno
Sorgenti che sanno che spiriti stanno
Che spiriti stanno a ascoltare
Ascolta: la luce del crepuscolo attenua
Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra:
Ascolta: ti ha vinto la Sorte:
Ma per i cuori leggeri un’altra vita è alle porte:
Non c’è di dolcezza che possa uguagliare la Morte
Più Più Più
Intendi chi ancora ti culla:
Intendi la dolce fanciulla
Che dice all’orecchio: Più Più
Ed ecco si leva e scompare
Il vento: ecco torna dal mare
Ed ecco sentiamo ansimare
Il cuore che ci amò di più!
Guardiamo: di già il paesaggio
Degli alberi e l’acque è notturno
Il fiume va via taciturno
Pùm! Mamma quell’omo lassù! “

La passione amorosa di Sibilla in una lettera.

Ecco quanto la poetessa scriveva la suo Dino…

SIBILLA ALERAMO, Lettera a Dino Campana, 6 Agosto 1916.

Perché non ho baciato le tue ginocchia? Avrei voluto fermare quell’automobile giù per la costa, tornare al Barco a piedi, nella notte, che c’è il tuo petto per questa bambina stanca. Tornare. Come una bambina, questa del ritratto a dieci anni. Non quella che t’ha portato tanto peso di storie di memorie affannose, che t’ha parlato come se stesse ancora continuando il suo povero viaggio disperato, come se non ti vedesse, quasi, e non vedesse lo spazio intorno, le querce, l’acqua, il regno mitico del vento e dell’anima…

Tu che tacevi o soltanto dicevi la tua gioia. Sentivi che la visione di grandezza e di forza si sarebbe creata in me non appena io fossi partita? Nella tua luce d’oro. E non ho baciato le tue ginocchia. I nostri corpi su le zolle dure, le spighe che frusciano sopra la fronte, mentre le stelle incupiscono il cielo. Non ho saputo che abbracciarti. Tu che m’avevi portata così lontano. Che il giorno innanzi ascoltavi soltanto l’acqua correr fra i sassi. Oh, tu non hai bisogno di me! È vero che vuoi ch’io ritorni? Come una bambina di dieci anni. È vero che mi aspetti? Rivedere la luce d’oro che ti ride sul volto.

Tacere insieme, tanto, stesi al sole d’autunno. Ho paura di morire prima. Dino, Dino! Ti amo. Ho visto i miei occhi stamane, c’è tutto il cupo bagliore del miracolo. Non so, ho paura. È vero che m’hai detto amore? Non hai bisogno di me. Eppure la gioia è così forte. Son tua. Sono felice. Tremo per te, ma di me son sicura. E poi non è vero, son sicura anche di te, vivremo, siamo belli. Dimmi. Io non posso più dormire, ma tu hai la mia sciarpa azzurra, ti aiuta a portare i tuoi sogni? Scrivimi!

foto di Dino Campana

Eremo della Verna: dove si fondono spiritualità, arte e natura.Gabriella Paci

(Arezzo)

Il monte della Verna ,situato sull’Appennino toscano,a pochi chilometri da Arezzo  è indubbiamente un luogo pieno di fascino e di spiritualità .Riguardo alla sua nota fama di luogo religioso questa si deve alla presenza di San Francesco che qui fondò uno dei suoi ritiri e dove passò i suoi ultimo giorni.

L’origine.

Si narra che San Francesco con frate Leone si trovava a passare la regione di Montefeltro quando fu attirato dalla festa del castello di San Leo dove,forse c’erano dei menestrelli a intrattenere i presenti:per il Santo l’occasione per parlare del Vangelo e di Dio.

La sua predica fu fatta con animo vibrante d’amore e coinvolgente .

 Tra gli ascoltatori c’era il Conte di Chiusi in Casentino, Orlando Catani. Via via che lo ascoltava, sentiva crescere in sé il bisogno di parlare con quell’uomo nuovo, di aprirgli il cuore sui fatti della propria anima.

Durante il banchetto al quale fu invitato con frate Leone, il conte fu ancora più colpito da questo uomo così puroe pio ,alla ricerca di Dio e della preghiera che volle fargli dono di un monte solitario e selvaggio il Vernia,adattissimo a chi volesse trovare un luogo lontano da mondo o dove fare penitenza.I Fioretti narrano che quando egli vi si recò fu accolto alle falde del monte da una grande torma di diversi uccelli, che l con battere le ali mostravano tutti grandissima allegria e festosità. Francesco disse ai frati suoi compagni che era segno del compiacimento divino

Il santo,recatosi sul posto con dei fraticelli, lo aveva infatti trovato consono ai suoi intenti e lo aveva stimato segno del volere divino e così la Verna diventò un eremo in cui egli passava dei lunghi periodi dell’anno: non sappiamo per  quanti anni e per quanto vi soggiornasse ma sappiamo che sul finire dell’estate del 1224 vi andò a morire,sapendo di lasciare i suoi seguaci in sicurezza.

Il mistero della trasumanazione

Alla Verna il santo aveva dato ai suoi frati la interpretazione del Vangelo e  qui lui era cominciato  per lui  un nuovo itinerario di intimità col suo Signore. Nove mesi prima, la celebrazione del Natale gli aveva permesso di immedesimarsi nella esperienza della povertà dell’Incarnazione (Presepe di Greccio1223 )

Poi chiese di provare un po’ del dolore di Cristo e, elle sue mani e nei suoi piedi si formarono come delle escrescenze a forma di chiodi.  Mai la storia aveva narrato un fatto simile. Circa venti anni prima aveva ominciato a seguire il Vangelo del Signore ascoltando la Parola del Crocifisso di S. Damiano. Quelle parole e quell’immagine gli si erano stampate nel cuore. E ora si manifestavano nella sua carne. Fu la sua Pasqua: la Liturgia della Festa delle Stimmate applica a lui le parole di S. Paolo: Sono stato crocifisso con Cristo e non sono piu io che vivo, ma Cristo vive in me… difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo (Gal 2,20; 6,17).

Egli però nascose i segni del prodigio ,conosciuto solo da pochissimi intimi e solo prima della morte. Sono i suoi seguaci e tuttora ne  custodiscono la memoria e su cui fondano anche le proprie radici di fede.

Luogo di culto, di arte  e di turismo ambientale

L’eremo è inserito nel contesto ambientale e naturalistico del Parco delle Foreste casentinesi, del Monte Falterona e Campigna, tra boschi di abete e di faggio, si trova a 1128 metri di altitudine.

Molti turisti in cerca di natura vi si recano anche per fare passeggiate o trekking o godere di pace

 Il complesso monastico è nel tempo andato ad ampliarsi con edifici, cappelle e luoghi di culto che mostrano chiaramente si essere stati edificati in tempi successivi: non vi è infatti un progetto omogeneo ma le costruzioni seguono l’andamento dei rilievi della montagna.

Il primo nucleo del Santuario è senz’altro la Cappella di Santa Maria degli Angeli, che risale nella prima struttura al 1216 (e quindi quando san Francesco era ancora in vita) mentre la costruzione della grande Basilica maggiore dedicata a Maria Assunta è stata avviata nel 1348 e terminata solo nel 1509: di particolare pregio le terrecotte invetriate opera dei Della Robbia che vi sono conservate.  Dal piazzale del Santuario (detto ‘quadrante’) la vista corre lontano e non è difficile cogliere la spiritualità di questo luogo,

 Molti turisti in cerca di natura vi si recano anche per fare passeggiate o trekking o godere di pace

Al Santuario francescano de La Verna l’ospitalità per pellegrini e visitatori è garantita dalla locale Foresteria, che accoglie sia singoli che gruppi e famiglie in 72 camere con servizi (massimo 105 ospiti –ed offre la possibilità anche a chi non pernotta di pranzare e cenare presso il Refettorio del Pellegrino

Anche al Santuario de La Verna, presso il cosiddetto ‘botteghino‘,  sono in vendita prodotti erboristici e liquori monastici tra cui il liquore del Pellegrino, il Fiore della Verna, il Ginepro della Verna, la Grappa alla genziana.

Visitare questo luogo è respirare un’atmosfera di profonda quiete e mistero tuttora,che si sa o meno credenti e rivivere una storia che affascina e turba.

Santuario della Verna

  

Eremo “Le Celle “a Cortona (Arezzo)  dove la storia si intreccia con l’arte e la spiritualità: un luogo da non perdere.Gabriella Paci

(Arezzo)

Il passato

  L’eremo cortonese “Le celle” prende nome da piccole grotte ricavate nella roccia e utilizzate da pastori per rifugiare se stessi e il gregge o usate da contadini locali.

La presenza di un ruscello sottostante,garantiva acqua e veniva sfruttata dai contadini  per alimentare i mulini ad acqua.

Ma la sua fama è dovuta a San Francesco di Assisi.

.San Francesco arrivò a Cortona nel 1211 insieme a frate Silvestro. Ma fu grazie all’aiuto di Guido Vagnotelli che conobbe questo luogo situato alle falde del Monte Sant’Egidio. Il fraticello ne ricavò subito alcune celle, tra cui quella in cui più volte abitò ,fino a poco tempo prima della morte e dove scrisse nel 1226 il suo testamento spirituale.

La sua presenza influenzò la gente del posto tra cui anche Margherita,donna che dopo essersi accompagnata ad  un ricco signore,dopo la violenta morte di questi,  diventerà la sua sostenitrice e continuatrice,insieme a santa Chiara, tanto da diventare una senta lei stessa. Dopo la morte di Francesco, l’Eremo Le Celle venne sistemato e ampliato da frate Elia.

Questo luogo attraversò un periodo di abbandono fino al 1537, quando venne ceduto dal vescovo di Cortona all’ordine dei frati cappuccini. Nei secoli seguenti questo luogo di preghiera conobbe alterni sviluppi.

Uno dei tratti distintivi dell’Eremo Le Celle sono i ponti, realizzati per oltrepassare il torrente. Il Ponte Barberini venne costruito in segno di devozione ,per volere dell’omonima famiglia che segnò qui la sua presenza con Antonio Barberini, fratello del futuro papa Urbano VII.

Il Ponte del Granduca, invece, fu voluto nel 1728 appunto dal Granduca di Toscana per sostituire un vecchio attraversamento divento inagibile

Il presente

Fino al 1988 l’Eremo Le Celle fu il luogo dove si formavano i i noviziati cappuccini, considerati il terzo ordine della famiglia francescana. Attualmente in questo luogo vive una manciata di frati che accoglie  i pellegrini e le persone desiderose di trascorrere del tempo in un luogo mistico, a stretto contatto con la natura. Attualmente la disponibilità per il pernottamento è di 40 posti ricavati in due casette e messi a disposizione di gruppi autogestiti.

Il luogo emana una grande spiritualità ,non solo per la sua struttura severa in pietra ma anche per la sua posizione a cavallo di una valle moltostretta che segue il corso del torrente. Fin dai primi ampliamenti di frate Elia, il complesso ha seguito l’andamento della vallata e le amenità del terreno,arroccandosi su di esso,

Colpisce i visitatori la Cella di San Francesco, ricavata nella roccia e votata alla massima austerità, com’era nello stile del santo assisiate. Nello spazio antistante la cella sorge l’Oratorio, di forma rettangolare e che era una volta il dormitorio comune  Nella parte superiore dell’Oratorio si può visitare la Cappellina della SantissimaTrinità, realizzata nel 1988 durante le opere di restauro del complesso.

L’ingresso all’Eremo Le Celle è contraddistinto dall’Oratorio di San Franceschino, costituito da un’unica navata e arricchito da dipinti che raffigurano San Francesco..

  Si arriva all’eremo a piedi,dopo aver visitato la cittadina etrusca e medievale di Cortona ,che affascina con i suoi scorci sul lago Trasimeno,i suoi vicoli,la piazza del Comune con il palazzo del podestà e il suo museo con i reperti etruschi. Cortona e il suo eremo sono davvero luoghi incantevoli dove ritrovare un passato denso di storia e spiritualità.

EREMO “LE CELLE” CORTONA (AR)

Eppure accade : solo 30 euro per il kit on line che permette di diventare madre,Gabriella Paci

(Arezzo)

Una bella ragazza di Londra di 25anni,Bailey Ennis , ha deciso che era l’ora di diventare madre. Non aveva un boy friend ma non per questo voleva rinunciare al suo sogno di maternità. Detto e fatto ha acquistato on –line niente meno che un kit per l’inseminazione artificiale al prezzo di una pizza,dato che lo ha pagato solo 25 sterline,ovvero 30 euro!

Che acquistare on line sia diventata una abitudine e che si possano fare acquisti convenienti non stupisce più nessuno ma che si possa addirittura acquistare il necessario per una inseminazione artificiale e fare autonomamente tutto da sole è davvero superare una barriera finora esistente.

Eppure è quello che sostiene di aver fatto Bailey Ennis, che sarebbe rimasta incinta grazie a questo kit e allo sperma di un donatore che viveva poco distante da casa sua. Il giornale inglese Daily Mirror riporta la notizia che la giovane,lesbica e pertanto senza la volontà di avere un contatto fisico con un uomo,  ha deciso di acquistare il kit su internet – contenitori, siringa, test per sapere il momento dell’ovulazione –e che nel settembre 2021, ha  preso contatto con il donatore.

Al primo tentativo, in cui è stata aiutata dal donatore di seme, suo vicino di casa, la ragazza è rimasta incinta e il 2 luglio scorso ha dato alla luce un maschietto a cui ha dato nome Lorenzo.

La giovane e il piccolo stanno bene e Bailey ha detto di essere felice di essere mamma,desiderio che aveva fin da ragazzina ,quando ha anche capito di essere lesbica.

Usando un sito che registra i donatori di seme,la ragazza ha trovato un donatore affidabile che aveva già donato il seme a due coppie e cosi’dopo averlo contattato su whatsapp e aver bevuto un caffè si sono accordati. Se vorrà altri figli, lo contatterà di nuovo, cosicchè Lorenzo  potrà avere dei fratelli .

L’opinione pubblica si divide tra chi trova immorale poter gestire la vita con un acquisto on line con il “fai da te” e mettere al  mondo un figlio senza una famiglia di base e chi invece ritiene che tale scelta non sia da condannare in quanto dettata da amore per la vita, mentre alcune ragazze mettono al mondo figli magari indesiderati e  con incontri occasionali .

Qual è la giusta opinione? Fatto è che sempre di più il concetto di autonomia,anche affettiva si sta facendo strada ,come pure quello della manipolazione genetica e questi sono due rischi ai quali bisogna stare molto  attenti .

Bailey Ennis con il piccolo Lorenzo

Ghiacciai in agonia: e il pianeta cambia la geografia,Gabriella Paci

Sempre più spesso, specie in questa estate anomala caratterizzata da temperature record  perfino nell’Artico e nell’Antartide  si parla con grande preoccupazione, dello scioglimento dei ghiacciai, la nostra riserva idrica e ambiente di ecosistemi particolari.

 Quello dello scioglimento dei ghiacciai è uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici in atto.

 Le attività dell’uomo, in particolare l’immissione in atmosfera di gas serra e altre sostanze inquinanti, stanno comportando un aumento delle temperature a livello globale e questo significa appunto riduzione drastica dei ghiacciai.

Già dagli anni 70 si era registrato un allarmante riduzione dei ghiacci ai poli ma adesso il fenomeno è diventato mondiale

Cause dello scioglimento

Secondo alcune rilevazioni condotte dalla Nasa, scompaiono ogni anno a ridosso del Polo Nord  300 miliardi le tonnellate di ghiaccio e circa 130 miliardi al Polo Sud. A questa perdita va aggiunta quella di molti ghiaccia di montagna sparsi nel mondo. I ghiacciai costituiscono il 69% di acqua dolce presente sul pianeta,ma ogni anno questa riserva è destinata a diminuire a fronte di una sempre maggiore richiesta di acqua.

Conoscere le cause può aiutare a capire come anche gli incendi,così frequenti in questa estate 2022 abbiano anch’essi un ruolo importante :

  • produzione di CO2 dalle attività umane, come trasporti, realtà industriali e allevamento;
  • deforestazione dei polmoni verdi del mondo;
  • sfruttamento di combustibili fossili per il settore energetico
  • riscaldamento globale. Si stima che la temperatura media mondiale sia cresciuta di un grado dal 1800 a oggi, dato che potrebbe attestarsi alla soglia dell’1.5 o dei 2 gradi entro il 2050.

Conseguenze

Oltre alla scomparsa di ecosistemi locali con evidenti ricadute sull’uomo ,sulla vegetazione e sugli animali, come accade con  orsi,tartarughe marine,pesci artici e foche  che già sono in difficoltà di sopravvivenza e il cui numero va scemando. 

Altre conseguenze sono:

  • aumento del livello dei mari: uno studio condotto nel 2018 dall’Università di Bristol ha rivelato che lo scioglimento completo dei ghiacci in Antartide potrebbe portare a un aumento del livello dei mari di 58 centimetri. E se questo accadesse in in Groenlandia, dove è presente una delle masse ghiacciate più estese del mondo,si potrebbe arrivare ad un innalzamento di quasi m.7,5. ùUlteriori centimetri di innalzamento potrebbero essere causati dallo scigliment dei ghiacciai delle montagne e città costiere come Viareggio o Venezia in Italia sarebbero sommerse.
  • modifiche all’albedo terrestre: la superficie bianca rappresentata da nevi e ghiacci aiuta a riflettere la radiazione solare, mantenendo le temperature stabili sulla Terra. Una riduzione di questa porzione avrebbe come primo effetto un maggior assorbimento di energia nel terreno, liberata sotto fonte di calore, per un aumento ulteriore delle temperature;
  • stravolgimenti climatici: la massa d’acqua altererebbe a usa volta il clima e le correnti cicloniche con fenomeni estremi a cui in parte già stiamo assistendo come trombe d’aria ,uragani e tropicizzazione di aree temperate o addirittura nordiche con aumento della desertificazione al centro dell’Africa e aumento degli incendi.
  • riduzione della biodiversità: Come già evidenziato ci sarebbero cambiamenti nella flora e nella fauna con migrazioni di specie marine verso zone più fredde. Conseguenze analoghe si avranno anche per le specie animali e vegetali terrestri, tra cui ad esempio i funghi , ma anche specie coltivate messi, a repentaglio dall’innalzamento delle temperature.
  • alterazione della catena alimentare: per diretta conseguenza di distruzione o cambiamento di ecosistemi,molte specie si troverebbero in difficoltà per cibarsi e questo, a sua volta ,ne provocherebbe pian piano l’estinzione propria o di specie affini.

Cosa possiamo fare ?

Lo scioglimento dei ghiacciai può essere rallentato, se ciascuno di noi opera con scelte quotidiane volte a contrastare la crisi ambientale. Sul fronte politico, i governi devono implementare misure per evitare una crescita incontrollata delle temperature. Ad esempio rispettando gli accordi di Parigi stipulati nel 2016  sul ridimensionamento delle emissioni di  gas e sostanze inquinanti

fronte personale, anche piccole azioni quotidiane potrebbero rivelarsi fondamentali per l’ambiente:

  • ottimizzare i consumi energetici per evitare sprechi, così da ridurre il proprio impatto sulle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Per farlo, scegliere elettrodomestici a basso consumo, sostituire vecchie lampadine con soluzioni led , evitare di lasciare dispositivi in stand-by e ridurre la temperatura di riscaldamento sul termostato di casa;
  • scegliere fonti rinnovabili per il proprio approvvigionamento energetico;
  • optare per la mobilità sostenibile per piccoli grandi e spostamenti, sia approfittando di vetture elettriche a zero emissioni, mezzi agili di spostamento urbano come biciclette e monopattini, oppure scegliendo il trasporto pubblico;
  • scegliere servizi e prodotti a chilometro zero per abbattere i costi in CO2 dovuti al trasporto e allo stoccaggio, resi ultimamente anche più costosi dall’aumento dei prezzi dei carburanti
  • puntare su un’alimentazione consapevole, basata su pietanze locali e prodotti di stagione, con riduzione del consumo di carne limitando i costi di produzione e l’inquinamento dovuti agli allevamenti intensivi.

Altre opzioni per rallentare lo scioglimento dei ghiacciai non mancano. Da oltre dieci anni, una zona del ghiacciaio del Rodano, in Vallese, viene coperta con teli bianchi appositamente pensati per schermare i raggi del sole..

Questi materiali geotessili sono molto efficaci su piccola scala, laddove si vuole ridurre lo scioglimento a livello locale per ragioni economiche,. “Tuttavia, non sono concepiti per salvare un ghiacciaio intero. I costi supererebbero i benefici economici.

  • L’iniezione di particelle di aerosol nell’alta atmosfera per aumentare la quantità di luce solare riflessa forse potrebbe rallentare la progressiva perdita dei ghiacciai, ma non fermarla. Inoltre, gli effetti collaterali a lungo termine di interventi così radicali potrebbero avere conseguenze ancor più catastrofiche .
Marmolada coperta con teli

Ponte Morandi,Gabriella Paci

      Non ci sono risposte a inquietanti  perché

rivolti a un destino che sfugge i responsi

e toglie  improvviso  la strada dai passi.

               Precipita il ponte svelando gli inganni:

si  mostra qual era nelle forme contorte.

 Solo un grido accompagna il collasso

dell’ incerta struttura di metallo e cemento.

              Resta nel poi solo il vuoto di morte

su parole mai dette,

 su mani non strette,

su storie interrotte

sullo strazio di bocche

fisse e mute nel pianto.

                 Ignaro vento ancora  trasporta

 profumo di limoni e di resina antica

che gli olivi contorti nel sole

avvezzi al dolore che sale

respirano piano,

per non far altro rumore

oltre a quello di voci che

senza rispetto gridano colpe

e sulle tombe ne fanno mercato.  

                                                              Ponte Morandi  (Genova-agosto 2018)

il ponte Morandi a Genova dopo il crollo costato la vita a 41 persone…

A Piero Angela, 14/08/2022),Gabriella Paci

Quando un’anima grande compie il suo

volo infinito la terra rimane attonita

perché sa di aver perduto qualcosa di

prezioso e raro.

Ci lascia un uomo nel vuoto d’assenza

 che ci ha guidato nella scoperta

del mondo con la sua voce pacata

la spiegazione calibrata e  il suo sorriso

a dire che la vita è meravigliosa

anche quando ci appare disastrosa

e che I suoi segreti spiegati ci fanno sentire appagati

di riuscire ad indossare l’abito dei giorni sperando

di capire meglio il mistero del viaggio della vita.

Ci ha accompagnato nel tempo e nel tempo

abbiamo compiuto viaggi nel passato,nel presente

nel futuro: novello Verne ci ha fatto sognare

una scienza già realtà anche se pareva fantasia

e nel pianeta con lui abbiamo avuto uno sguardo

oltre l’apparenza delle cose nel velo dismesso

dell’ignoranza   che ci rendeva ciechi alle cose.

Piero Angela e il suo programma “Quark”

10 Agosto,Gabriella Paci

Viaggiamo tutti con l’illusione

 del desiderio

o della speranza

e cerchiamo in un angolo di cielo

una stella cadente

che ci faccia da salvagente

nel mare profondo delle

delusioni.

Volgiamo lo sguardo lassù

dove tante stelle sono forse

gli occhi di chi abbiamo

amato e che ci ha lasciato,

chiedendo nella notte magica

 dei sogni,un segno

che sia sillaba di luce

scesa sulla terra…

Leghiamo alle scie luminose

fili di speranza per notti

di pace che ci cullino in sogni

di ritrovate chimere  di altri

passi, lontani dalle brume

di giorni senza albe….

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PERCY BYSSHE SHELLE : UN RIBELLE DI  200 ANNI FA,Gabriella Paci

Il 4 agosto 1792 nasce nel  Sussex  (Inghilterra)PERCY BYSSHE SHELLEY che con Jhon Keats e Lord Byron è annoverato tra i più grandi poeti del romanticismo.
Ribelle e visionario ,è ispirato dall’ideale della libertà .Lascia opere memorabili come “Ozymandias “ Ode al vento occidentale “ A un ‘allodola” “la maschera dell’anarchia”. Sono però i poemi “Prometeo liberato “ e Adonais” i capolavori che ispirano le generazioni di poeti successivi.

Innamorato dell’Italia, rimane ispirato dalla Liguria e da Porto Venere .Muore affogato a soli 30 anni nel 1822  durante una gita in barca a Lerici e il suo corpo rinvenuto nei pressi di Viareggio.

Di nobile discendenza, fin da ragazzo mostra un’anima inquieta e ribelle che lo porta ad essere espulso dall’università di Oxford per aver scritto senza voler ritrattare  un opuscolo sull’ateismo e a sposarsi giovanissimo .Crede in una specie di pantesimoe misticismo  ed avverte forze segrete e vitali nella natura : sostenitore della libertà anche in amore, non fa del matrimonio un vincolo,neppure quando si sposa in seconde nozze con  Mary, figlia del filosofo William Godwin sostenitore del socialismo utopistico ed dal  quale apprende idee radicali e conoscenza approfondita di testi filosofici.

Mary autrice del romanzo “FranKenstein”, lo segue in Svizzera e poi in Italia dove Shelley cerca un clima più congeniale alla tisi. Qui vaga tra i colli Euganei,Venezia ,Roma, Livorno fino a stabilirsi nei pressi di Lerici a villa Magni.

Secondo Shelley  il poeta ha una sacralità quasi religiosa in quanto ha il compito di svelare le verità profonde celate sotto l’apparenza sensibile. Nei suoi testi questa verità viene suggerita attraverso sensazioni indefinite e risonanze fantastiche dove la voce lirica della natura si fonde con l’io lirico .

Il suo linguaggio possiede straordinaria forza evocativa e onirica ,come accade nella personificazione del vento (“Ode al vento occidentale”) che esaltano sia la parola che la sacralità della natura e delle forze misteriose che la governano.

Shelley

Davanti al mare,Gabriella Paci

Mentre ascolto la voce del mare

rastrello pensieri arenati sulla riva

lambita da un falso sole d’inverno.

Resta aquilone vivente un gabbiano

sospeso controvento nell’aria:

sa che non è tempo di resa

ma di attesa paziente che

la stagione delle burrasche

 riporti a terra i corrotti relitti

prima del caldo sole che fa brillare

la sabbia lucente della prospettiva.

La distesa del mare è orizzonte

dove immergere gli occhi per

sentire nel cuore il battito

dell’onda su cui navigano,

 sfidando pescatori esperti,

tempeste e arenili sabbiosi,

le barchette di carta dei desideri.