LA NOTTE DI SAN LORENZO OLTRE ALLA SCIA DELLE METEORE HA LASCIATO UNA SCIA DI RIFIUTI SULLE SPIAGGE di Silvia Gario

Ogni notte di San Lorenzo, le spiagge di tutt’Italia vengono prese d’assalto da centinaia di comitive.

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Come di consueto nella notte delle stelle cadenti molti scelgono di organizzare i tradizionali falò notturni sulle spiagge per trascorre la notte più romantica dell’anno in riva al mare a guardare le stelle cadenti.

Giovani e meno giovani bivaccano intorno ad un fuoco acceso, cantando sulle note di qualche chitarra canzoni romantiche rivolgendo lo sguardo al cielo nelle speranza di vedere la stella cadente alla quale poter urlare il proprio nome e segretamente pensare il proprio desiderio.

Peccato che questa magia sia stata infranta dall’inciviltà: la mattina successiva gli arenili sono stati trovati deturpati dai residui del passaggio di questi sognatori.

Il magnifico ed onirico spettacolo delle stelle cadenti viene di colpo risvegliato dallo scenario indecoroso che si presenta sulle spiagge la mattina successiva: rifiuti di ogni genere abbandonati ovunque, bottiglie in vetro e plastica, cartoni della pizza, scarti di cibo e di frutta, tovaglioli, buste ed addirittura non solo legna bruciata e cenere, ma anche fuochi ancora vivi.

Tali irresponsabili comportamenti hanno ancora una volta messo in luce quanto ancora scarso sia il rispetto verso l’ambiente e quanto assente sia il senso civico.

Tutto ciò non può che ledere all’immagine turistica dell’intero territorio italiano e sconvolgere ulteriormente il delicato equilibrio ambientale.

Silvia Gario

IL CALDO PUÒ’ INFLUIRE SUL VINO ANCHE DURANTE LA FASE DEL TRASPORTO di Silvia Gario

L’attenzione alla temperatura di trasporto dei vini è un tema particolarmente sentito in periodi come questo che stiamo vivendo, connotato da forti ondate di caldo anomalo.

E’ importante che nella logistica del prodotto vino si tenga presente che devono esserci le condizioni ideali per il trasporto dello stesso che, ricordiamolo, affina in cantine a temperature controllate e non deve subire le cosiddette “botte di calore”.

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Durante la spedizione la temperatura elevata può creare fenomeni di dilatazione dei gas contenuti nello spazio di testa delle bottiglie, lo spazio fra vino e tappo.

Ne consegue che a causa di tale dilatazione il tappo viene spinto verso l’alto, creando la cosiddetta trafilatura, che altro non è che il fenomeno per cui il vino si infiltra nello spazio fra vetro e tappo, creando una perdita di prodotto poco rilevante (trasudazione), ma antiestetica.

Questa alternanza di fasi di espansione e costrizione sia del tappo che del vino determina un richiamo di gas dall’esterno.

Quest’ingresso di ossigeno dal tappo può accelerare l’invecchiamento ossidativo del vino che è riscontrabile nella variazione di colore dello stesso e cioè nell’aumento dell’intensità colorante nei vini bianchi e delle tonalità del rosso mattone nei vini rossi.

Il problema da affrontare è come possiamo preservare il vino durante il trasporto dagli sbalzi termici.

Molti produttori ed altrettanti spedizionieri interrompono le spedizioni dei vini, soprattutto quelli di pregio, fine wine, durante i periodi di caldo elevato.

D’altro canto astenersi dal trasportare vino durante i periodi dell’anno caratterizzati da elevate temperature è un accorgimento che deve essere mediato dal buon senso in quanto non spedire significa non essere sul mercato.

Quindi la soluzione?

Soluzioni ve ne sono sia per coloro che spediscono interi container che per coloro che spediscono in collettame.

Vediamone le principali:

  • 🚀 la velocità è la prima arma contro le alte temperature: un flusso snello e veloce evitando soste prolungate durante il trasporto (questo per quanto riguarda le spedizioni all’interno della nostra penisola)
  • 🚛 fodere termiche per container e coperte termiche per pallet: entrambe le soluzioni consentono di mantenere il vino ad una temperatura decisamente ideale rispetto a quella esterna proteggendone i sapori e le strutture chimiche (queste soluzioni per le spedizioni internazionali e soprattutto oltreoceano)
  • 🌡 utilizzo di datalogger (dispositivi elettronici che tengono traccia, in tempo reale, della temperatura della merce durante il trasporto): all’arrivo è possibile verificare a che temperatura è stata sottoposta
  • 🟡 “the yellow dot”: il primo ad utilizzarlo è il vignaiolo francese Laurent Ponsot che sull’etichetta di ciascun vino applica un bollino giallo che se diventa arancione stà ad indicare che la bottiglia è stata esposta ad una temperatura troppo alta.

Adottiamo perciò tutti gli accorgimenti necessari nella pratica di trasporto del vino, per preservarlo dagli sbalzi termici, ma non priviamocene.

Prosit! 🥂🍷

Silvia Gario

IN MONFERRATO VENDEMMIA ANTICIPATA E OTTIMA ANNATA DA GRANDI VINI di Silvia Gario

QUEST’ANNO LA VENDEMMIA IN MONFERRATO, COME IN TUTTO IL RESTO DEL PIEMONTE, SARA’ ANTICIPATA DI ALMENO 15 GIORNI.
L’ANNO 2022 VERRA’ RICORDATO COME L’ANNO DELLA RIVOLUZIONE VENDEMMIALE.
IL PROFILO QUALITATIVO SARA’ ELEVATO.

Foto di Jill Wellington da Pixabay

Mentre in Franciacorta (con Pinot Nero e Chardonnay) ed in Sicilia (con il Grillo, uva autoctona) hanno già cominciato a raccogliere, la vendemmia Piemontese quest’anno partirà presumibilmente a Ferragosto. Tra i filari del territorio, costellati di uve bianche e nere, non si era mai giocato così d’anticipo. Colpa della siccità di questi mesi che sta facendo soffrire ogni tipo di vegetazione, vigneti compresi e del grande caldo: nottate afose e temperature elevate che non hanno permesso ai grappoli di prendere un po’ di ‘respiro’ climatico con il tradizionale sbalzo termico.

Così, se si fino all’anno scorso si vendemmiava da inizio settembre, come facevano i nostri nonni ad inizio secolo, quest’anno invece è l’anno della rivoluzione. Anche perché “la vite, che abitualmente non soffre la carenza idrica, potrebbe invece accusare problemi se non dovessero intervenire precipitazioni. I problemi sono legati ai picchi di calore, che potrebbero provocare l’appassimento degli acini sulla pianta prima della maturazione”.

Una vendemmia più bassa nei numeri, ma di grande profilo qualitativo. È questa la stima a proposito dei vigneti del Monferrato, con uve sane e senza particolari criticità malgrado la gelata di aprile.

Lo stato sanitario delle uve è molto soddisfacente. Per ora i grappoli sani, con un bilanciamento ottimo tra acidità e tenore alcolico, promettono belle sorprese.

“Ottima qualità, gradazione buona, bucce delle uve spesse: sono questi i caratteri che spiccano dalla vendemmia di quest’anno” (dall’analisi del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato).

Foto di jacqueline macou da Pixabay

“Una qualità eccellente che ci lascia prevedere un’evoluzione in cantina di alto livello, in linea con quella degli ultimi anni. Il grande caldo di quest’anno, però, ci mette in guardia sul futuro: stagione dopo stagione, i cambiamenti climatici sono sempre più percepibili, in particolare in agricoltura, e questo deve portarci a riflettere sul tema delle irrigazioni in vigna.”

Secondo l’Osservatorio Geofisico di Unimore, l’estate 2022, cominciata di fatto già a maggio, è molto simile a quella del 2003 di 19 anni fa. Anche allora, infatti, il caldo che caratterizzò la stagione fu definito ‘Hyperestremo’.

Anche Il Professor Claudio Cassardo, del dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Torino, ha presentato un’interessante analisi sulle differenze tra l’estate 2003, storicamente riconosciuta come caldissima, e quella del 2022 che stiamo affrontando: “si nota la fortissima anomalia pluviometrica negativa di quest’anno. – scrive Cassardo – Il 2003 fu l’anno dell’estate caldissima, il cui record stagionale ancora resiste in molte località piemontesi. Le prime ondate di calore iniziarono a maggio e sono visibili nell’andamento della temperatura massima, ma sostanzialmente – a livello termico – le due annate per ora si sono equivalse.” La differenza però la fanno le differenti precipitazioni.

Ricordiamo tutti che il 2003 è stata un’ottima annata vinicola, perciò in Monferrato siamo pronti a produrre anche quest’anno vini d’eccellenza.

𝗟’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘄𝗶𝗻𝗲 𝗹𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀

Un modo più efficiente, ma meno appassionante e divertente, di degustare il vino

L’intelligenza artificiale è capace di riconoscere diverse tipologie di vini

I 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘕𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭 𝘐𝘯𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘵𝘦 𝘰𝘧 𝘚𝘵𝘢𝘯𝘥𝘢𝘳𝘥𝘴 𝘢𝘯𝘥 𝘛𝘦𝘤𝘩𝘯𝘰𝘭𝘰𝘨𝘺 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘜𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘵𝘺 𝘰𝘧 𝘔𝘢𝘳𝘺𝘭𝘢𝘯𝘥, 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘪𝘷𝘪 𝘮𝘢𝘨𝘯𝘦𝘵𝘪𝘤𝘪, 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘷𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 95% 𝘥𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘶𝘳𝘢𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘭’𝘢𝘤𝘪𝘥𝘪𝘵𝘢̀, 𝘪𝘭 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘭’𝘢𝘮𝘢𝘳𝘰. 𝘓’𝘪𝘴𝘱𝘪𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘤𝘦𝘳𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰, 𝘥𝘢𝘭 𝘤𝘦𝘳𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘸𝘪𝘯𝘦 𝘭𝘰𝘷𝘦𝘳, 𝘤𝘩𝘦, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘢 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘷𝘪𝘯𝘰, 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘤𝘦𝘳𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰, 𝘦 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘭𝘦 𝘴𝘪𝘯𝘢𝘱𝘴𝘪, 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘰𝘱𝘱𝘦𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘣𝘪𝘵 𝘥𝘪 𝘥𝘢𝘵𝘪 – 𝘴𝘶 𝘢𝘤𝘪𝘥𝘪𝘵𝘢̀, 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘢𝘵𝘰, 𝘢𝘮𝘢𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢 – 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘷𝘰 𝘥𝘪 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘰𝘯𝘪. 𝘈𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘮𝘰𝘥𝘰, 𝘪 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘈𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘴𝘶 𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘢𝘭𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘪 𝘥𝘪 𝘦𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪. 𝘐𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦, 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘷𝘪𝘯𝘰, 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵a 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘩𝘢 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘱𝘢𝘭𝘢𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦: 𝘪𝘭 𝘵𝘦𝘢𝘮 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘩𝘢 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘢𝘥𝘥𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘯𝘥𝘰 148 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘥𝘢𝘵𝘢𝘴𝘦𝘵 𝘥𝘪 178 𝘱𝘳𝘰𝘥𝘰𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘵𝘳𝘦 𝘷𝘢𝘳𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘶𝘷𝘢.

Il “palato virtuale” è stato addestrato con 148 vini.

𝘖𝘨𝘯𝘪 “𝘷𝘪𝘯𝘰 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦” 𝘢𝘷𝘦𝘷𝘢 13 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 ed a 𝘤𝘪𝘢𝘴𝘤𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦. 𝘈 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘢𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘵𝘦𝘴𝘵 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘨𝘶𝘴𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘢𝘵𝘢𝘴𝘦𝘵 𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘪𝘯𝘤𝘭𝘶𝘥𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 30 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘮𝘢𝘪 “𝘢𝘴𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘢𝘵𝘪” 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢. 𝘐𝘭 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘪 𝘷𝘰𝘵𝘪, 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 95,3% 𝘥𝘦𝘪 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘶𝘵𝘪.
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