diventati noi
in quell’interminabile guardarsi
che è la parola
vorrei piangere sul tuo petto
il mio dolore
millenaria
soglia d’amore

diventati noi
in quell’interminabile guardarsi
che è la parola
vorrei piangere sul tuo petto
il mio dolore
millenaria
soglia d’amore

traccia:
cruccio è l’inquietudine
inquietudine nel sogno
e poi di ieri
di domani.
Oggi
inquietudine a stracci
è il mio manoscritto, il primo
l’ultimo
uno sfinimento
del corpo in cerca di parola
va su somari
dalle orecchie selvatiche
si afferra a quella lunga
pelle
inverte la marcia
No,
non invertire la marcia
non te lo chiedo:
nessuna delle mie strade
è dritta
lasciati andare: affondi
in corde segrete,
in smaniose assenze

“come la lingua del sole che liscia il pelo ai suoi nati
li sta salvando il desiderio” J. Riechmann, Elogio dei futuri amanti da “Amo il tuo corpo imperfetto”
****************
[“uscirò dalla tua vita
senza neanche
esservi entrata”]
dove affonda la voce
che mi si scaglia dentro?
impennata complicità di desiderio:
tenda da campo
smarrita quasi agonica per costruire un arrivo
questa giornata randagia
aspetta solo il momento
in cui il tetto è volato via
e può mostrarsi indifesa e tenera
da accarezzare
[“laggiù vendevano fiori
mi offristi una rosa e
un sorriso”]
e laggiù dove lo sguardo lucida le pietre aguzze
si stacca una vita con i piedi
in ritardo.
Adesso è da me come dono
“provo a chiamarlo essenziale
Per esempio: sei viva. Ti amo”*
*J. Riechmann, Tanto Aprile in Ottobre, 5
da “Amo il tuo corpo imperfetto”

La luce,
questa luce
non basta alla mia paura.
Ci sono storie che cominciano
e finiscono
mentre io non riesco a vivere la mia,
dov’ è finita la mia fionda?
Adesso è il momento di
mirare a quel Golia
che mi incenerisce dentro.
Sto con l’animo come sospeso in quest’ora,
in punta di piedi
si avvicinano gli altri.

Si sentiva stanca,
pensò alle sue parole
a ciò che non riusciva a vedere di esse
perché lei,
le sue parole le vedeva
le voleva vedere
dovevano essere parole acconce:
uovo sodo si doveva quasi assaggiare
non era d’accordo su questo
con Alejandra,
il bianco, il rosso dovevano essere già
sapore in bocca
Si sentiva stanca,
non le andavano i logorroici
ma nemmeno
che qualcosa rimanesse
oscuro latitante ambiguo
era in gioco il filo del discorso,
quello strano destino
quando le parole incontrano le cose
Pensò alla sua mancanza di energia
forse era per questo,
si chiese se anche gli altri…
se capitava loro come a lei
poi pensò ai muti
a ciò che non riuscivano a vedere
delle parole
il problema rimase irrisolto.

Febbraio, qui si ferma
un carnevale
l’uomo in grigio
ha in mano qualche diapositiva umida
sul dolore
anche la mano è umida
e lui sempre a confondere
il nome col cognome,
a non sapere
forse a non volerlo sapere,
per paura
di non poter più scappare:
servono maschere
sensazioni di transitorietà
come di gente un po’
a disagio
non solo a carnevale
dove era andato a finire il conforto?

“Tu sei lì; ma il luogo è così vasto
che l’essere uno accanto all’altro è essere già così lontani
da non riuscire né a vederci né a sentirci”
E. Jabès Il libro delle interrogazioni (Diario di Sarah)
Questa distanza della nostra intimità:
tu dall’altra parte della parola
dove il cuore ha vele per salpare
prima
del respiro
che il tuo sesso incalza

Le cose che ci sono non si lamentano, non chiedono a nessun dio di spegnere la luce. Aspettano il loro turno.
Alcune cose scadono, ma restano le stesse.
Vorrei essere la bottiglia di Coca-Cola
che riempio con l’acqua del rubinetto.
Qualcosa che accetta il suo destino
senza problemi.
Io abito sopra un supermercato cinese.
L’altro giorno ho appeso un paio di pantaloni alla finestra
e il vento li ha portati via. Ho dovuto recuperarli, ho dovuto chiedere il loro permesso.
Mi fecero entrare nel magazzino: era come raggiungere
la pentola piena di pepite d’oro alla fine dell’arcobaleno.
Per molto tempo ho pensato che quel rumore provenisse dal panificio
a metà strada. A quanto pare non era così:
proveniva dal ristorante cinese.
Per ventilare la loro merce usano un motore enorme.
Le cose che ci sono non si lamentano, non chiedono a nessun dio
di tacere.
Un giorno quella stella cesserà di esistere
davanti ai suoi raggi
e noi cadremo in una fede ridicola.
Se non esistessero cose più tristi di questa,
sarebbe una cosa triste.
*
Poiché l’alba si accende
.
Poiché l’alba si accende, ed ecco l’aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l’imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,
.
facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
basta con l’ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz’anima trionfava.
.
E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s’incontrano;
basta con l’abominevole rancore! Basta
con l’oblìo ricercato in esecrate bevande!
.
Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,
.
io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;
.
sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.
.
E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.
***
Marina
.
L’oceano sonoro
Palpita sotto l’occhio
Della luna in lutto
E palpita ancora,
Mentre un lampo
Vivido e sinistro
Fende il cielo di bistro
D’un lungo zigzag luminoso,
E che ogni onda
In salti convulsi
Lungo tutta la scogliera
Va, si ritira, brilla e risuona.
E nel firmamento,
Dove erra l’uragano,
Ruggisce il tuono
Formidabilmente.
******
Paul-Marie Verlaine (1844 – 1896) è stato un poeta francese. Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto maestro dai giovani poeti del suo tempo.
Caduta – Anacleto Vitolo con due poesie di Paul Verlaine
Chi digerisce una vita evasiva
scritta su muri
che non hanno preso appunti?
Ho chiamato a raccolta
calze bucate al calcagno
per separare le visioni dagli equivoci
l’intesa dalla resa
pezzetti di sussurri da vicini rumorosi
dimenticanze incalzanti da torrenziali irrequietezze
incongruenze e peccati da incoscienze.
Guardavo te e la mia vita seduti al bar
vicino a una toilette
maleodorante
all’uscita
si paga lo stesso salato

Troppo tempo a guardare l’acqua scorrere
lo stesso e unico fiume
il bagno ripetuto
lo studio della portata
i limiti del bacino dello spirito
il deflusso
elementare dell’uomo:
la sete di Eraclito non ha fine
è accesa nella carta
assorbente del cervello
perché le acque consacrino
il ciclo completo
dei fluidi
che danno senso e sostegno ai giorni.
*
Traduzione in italiano di Flavio Almerighi (mia)
Qui tutto è silenzio, qui mi sento bene,
i pascoli sono freschi e puri
e le chiazze d’ombra e di sole
vanno d’accordo come bambini giudiziosi.
Qui si libera la mia vita
fatta d’intensa nostalgia,
non so più cosa sia la nostalgia,
qui si libera il mio volere.
Una commozione silenziosa mi prende,
linee attraversano i sensi,
non so, tutto è intrico
e tutto è contraddetto.
Non odo più lamenti
e tuttavia ci sono nell’aria lamenti
lievi, candidi, come in sogno
e di nuovo non capisco più nulla.
So solo che qui tutto è silenzio,
niente più assilli e costrizioni,
qui mi sento bene e posso stare in pace
poiché nessun tempo mi misura il tempo.
*
Mandai lettere d’amore
ai cieli, ai venti, ai mari,
a tutte le dilagate
forme dell’universo.
Essi mi risposero
in una rugiadosa
lentezza d’amore
per cui riposai
su le arse cime frastagliate loro
come su una selva di vento.
.
Mi nacque un figlio dell’oceano.
*
*
https://almerighi.wordpress.com/2026/01/13/in-un-momento-di-dino-campana/
Le finestre riflettono
il fuoco dell’ovest
e una luce grigia penetra
dal mare.
Il giorno che muore vuole restare dentro di me ,
come se io, guardandolo,
potessi salvarlo.
E chi è che mi guarda
e può salvarmi?
La luce è diventata nera
e il mare è stato cancellato.
*
Vivo sull’acqua,
solo. Senza moglie né figli.
Ho circumnavigato ogni possibilità
per arrivare a questo:
una piccola casa su acqua grigia,
con le finestre sempre spalancate
al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,
ma siamo quello che abbiamo fatto.
Soffriamo, gli anni passano, lasciamo
tante cose per via, fuorché il bisogno
di fardelli. L’amore è una pietra
che si posa sul fondo del mare
sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla
alla poesia, se non vero sentire:
non pietà, non fama, non sollievo. Tacita sposa,
noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,
e in una vita che trabocca
di mediocrità e rifiuti
vivere come rocce.
Scorderò di sentire,
scorderò il mio dono. È più grande e duro,
questo, di ciò che là passa per vita.
*
Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.
Trema l’ultimo canto nelle altane
dove il sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.
E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.
La tigre assenza (Adelphi, 1991)
*
SONO VITTIMA DELLA FIBRO-FOG
Amici, compagni, compatrioti, terroni, sono vittima della fibro-fog, o brain-fog,
in english i concetti hanno maggiore efficienza, come una città assediata dai black-blog,
la caserma Diaz, tutti condannati, non ha niente a che fare con la mia situazione
combatto, lettera su lettera, chi cazzo siete?, sulla mia difficoltà di concentrazione
ho momenti, infiniti, di deficit di memoria, non mi viene la locuzione adeguata,
tra i miei “colleghi”, poetastri, non dimentico chi è trinariciuto e chi è camerata.
.
La praxia non accetta Bibbie, Vangeli e Corani, non è che la mia confusione mentale
non accetta il sound, fragoroso, degli Intillimani, flexo, in italiano, Notorious Big,
sono = weight, con maggiore rallentamento delle fasi di riflessione delle amigdale,
in grado di stenderti, Undertaker, con un bellissimo sonnetto off‑centered rhyme,
idiota di un dilettante, ti fai scherma con la metrica, sciabola, spada o fioretto
non ho nessunisssima difficoltà a formularti un clistere, metrico, in caso retto,
so scrivere in anapesto, pinoli, basilico, pinoli, come il migliore Archiloco
non smarrisco lo scudo, intransigente, e mantengo, hic et nunc, il mio canto roco.
.
La lentezza dell’intelletto mi conduce, comunque, sopra l’uomo medio
non c’è spossatezza cognitiva che mi induca a retrocedere di un metro,
brain-fog, obnubilami il fattore -F, non scriverò di elfi, di cartelle Ade senza rimedio
Persefone, sei mesi di fibro e sei mesi di Fabri Fibra, con mezzo kg di nitro,
non ho intenzione di tirarla, la tiro su un membro del nostro Parlamento,
terza media, ragioniere con tre anni in uno, avvocatura a Catanzaro,
la mia stanchezza cognitiva è blindata da due strati, assai spessi, di cemento,
e se non trovo i vocaboli, interviene il mio ippocampo, smacchiando, a fondo, il giaguaro.
**
C’è un punto nelle parole
riservato alla morte
uno scandalo fragile silenzioso
che poche lingue conoscono
lì sfregiati ci destammo
dissotterrammo
i corpi come ascia di guerra
un piede dopo l’altro
raccogliemmo le cose
i soffi
le ore
ciò che mancava
si riempì di noi

sei riuscito a staccarti da te stesso
o sei rimasto incollato?
hai
misurato le distanze
intorno alle tue ombre,
a tutti quegli avvizziti chiaroscuri?
Cosa volevi, cosa speravi?
…
Oggi ho morso il mio cane
e avvelenato la vipera
che sono in casa
nella stanza accanto
quella dove non entro
mai
per paura
là ci sono solo
i miei sogni
…
metto adesso
in vetrina
una giornata che mi ha provocata.

LA BOMBA
Non ho intenzione di morire, come Lunetta, col crepacuore di non essere inserito in un Meridiano, canto, flexo, creo sommosse, in strada, come un aedo che racconta Odisseo alla corte di Micene, il mio motto è i don’t care, me ne frego, sine esser ego-patico, come esempio il modello Vespasiano, Coltivo urofilia e urofagia nel lettore, golden shower, assecondo l’ipertofia del mio surrene, non mi interessa – come mi hanno detto- il destino del 99% della popolazione mondiale,io sto nell’1%, con l’impegno della Erziehung dell’asino, delinquente, senza crisi occipitale.
.
Sentito Magrelli, da sette anni cura un Meridiano su Mallarmè, lo leggeranno in dieci con la distribuzione Mondadori finirà nelle biblioteche universitarie di mezz’Italia, lascia stare la storiografia letteraria, ti ricorderanno in dieci, non capisco i benefici, sei un artista militante o mestierante (2), io, militante, sono studiato in Mongolia, nel dipartimento di italianistica del NUM, non ti conosce nessuno, a me mi studiano, come se fossi un criceto mongolo, Миний хорлон сүйтгэгчид дэлхийг байлдан дагуулна, i lirico/elegiaci non superano Chiasso o Lubjana, saranno travolti da Il Ducato di Milano, De Angelis, bonhomme di indistruttibile rispetto umano, ti bloccano a Ventimiglia.
.
Arminio, finto francescano, re della business poetry, con la cannabis light in mano, scrivi minchionate, talmente mediocri, che vai a sfidare l’uomo medio italiano, cerchi di mettere, a pecora, le tue pecorelle, io come lupo, non ho difficoltà di groupies, mi becco, senza sforzo, le donne di Ladolfi, sfruttando il vigore del suo rigor mortis, i restanti – Rienzi- epigoni Rubik (epigoni di epigoni di epigoni), stanno su Nazione Indiana, il lit-blog della letteratura, amico/amico, becchi il redattore amico ed è una festa tutta italiana, sono rimasto all’intransigenza di Marotta, Attolico, Troisio, Pieri e Piselli con questi collaboratori ho sfondato il mondo, da me non riesco ad uscire nemmeno con Anelli.
*
DALLA VODKA E BENZODIAZEPINE PASSO AL SANCRISPINO
Dalla vodka e benzodiazepine mi sposto, evitando il Mr Muscle Idraulico Gel, al Sancrispino
vino da cucina, accompagnato da supposte di Topster, meglio una supposizione che una supposta,
mi riduco a cercare le gocce di alcolico, a terra, come la Dama Daino, malata di bianchino,
come mio nonno Enrico, lui non era bed rotting, lei, scopandosi, insieme, una band, una encomiasta
del troianesimo italiano, sbrodola versi, come un’artista dello cum-swapping, in bocca al lettore (fake)
con la pretesa di essere retribuita da aziende della pornografia del Pornasio iconoclasta
c’è l’analisi costi/benefici, il dilettante vende a famiglia ed amici, come fosse un bukkake.
.
Tu, artista significativo, in Italia sei dimenticato, marginalizzato, insonorizzato
dal regime Mondazzoli, sei la Madonna che sparò Lunetta, Cattaneo si disintegrò dal suo balcone
io mi disintegro da versi sciapi della lirico/elegiaca, non sono Properzio, sogno di un cassa-integrato,
dalla combriccola di Atelier mi sono vaccinato, J07AK01, Yersinia pestis, siculo col suo forcone,
come regione a statuto cassa del Meridone non cercherei la rivolta, fondata sul testosterrone,
starei buono, incasserei i fondi UE, e li distribuirei tra ciò che resta dell’organizzazione mafiosa,
il record di invalidi dell’8% del meridione è significativo, o ci stanno prendendo come un cojone
o i Sudrioni sono falsi invalidi e il Nord, in crisi, non deve accettare questa nuova Medusa.
.
Il Sancrispino, dopo Lancres rosso, Lancers Sangria, Vodka non mi deve far dimenticare della troika,
interessata a finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina, un crollo causerebbe il mio Yom Kippur
morti calabresi e morti siciliani, Salvini ricostruisce 100 volte il Ponte, la visione della Стройка,
eliminiamo le etnie inutili e anti.economiche, io osservo le cadute, recidive, come scafato voyeur
costruiamo milioni di elogi funebri, con la forza di ευλογία, io κακοποιός dell’uso della lingua
causo orgasmi multipli e squirting alle mie lettrici (fake) e alle cultrici pragmatiche del cunnilingus,
son tornato single, è arrivato l’arrotino, donne maritate e fidanzate, sono il vostro ingresso al Twinga
«Provare per credere», stile Aiazzone, con molte testimonianze dei miei numerosi rendez-vous.
*
EL TERÙN CUN LA VALÌGIA DE CARTON
Quando avevo diciotto anni, in sezione Lega Lombarda, sostenevo, con estrema decisione
che il nostro obiettivo era respingere al mittente el terùn con la valigia di cartone,
sfaticato cronico, acquista triennale, magistrale/i, specializzazione, master, dottorato
e riesce ad arrivare a 40 anni, in attesa del concorso, senza avere mai lavorato
con una laurea, vecchio ordinamento, a 26 anni, tra studi e bolle, ero diventato capo-impiegato
gestivo un Ce.di di 120.000 ㎡, con le lezioni di Mascheroni, diretto a un futuro da admin delegato.
.
E continuavo ad afferire all’Università, Carmine, cosentino ndranghetista, come cultore della materia sostituendo, senza retribuzione, docenti che, alla mattina, avevano un’udienza, in Tribunale non ho mai tollerato che in Brianza: docenti terùni, PA terùna, magistrati terùni, in cerca di un arteria a Catanzaro (100%) andavano i bocciati all’esame di Milano (90%) come uno stormo di zanzare, Gelmini docet, ho cercato di convincere i decerebrati della Lega a non scommettere sulla fabrichétta un ciclo anormale di recessione avrebbe spazzato via il triangolo delle tigri del Nord-Italia Torino – Milano – Venezia, trasformati in un deserto di capannoni vuoti, senza la michetta, la lega Lombarda doveva cacciare i terùni dalla PA, docenza, magistratura, avvocatura e dalla Curia.
.
La fortuna estrema, è che il terùn, se non trova titoli, ruoli fissi, con l’energia del meridio(ne)
emigra in Germania, USA, EAU dove diventerebbe docente emerito anche Checco Zalone,
se stessero in Univeristà Statale, sarebbero assistenti a vita, il loro motto è emigrare
immigrati, come albanesi e marocchini, in nazioni che darebbero il Nobel a mia madre,
si sentono in dovere di ciarlare, dal refugium asinorum di Jena, su chi è in grado di acquistare
una casa o una Jaguar, in contanti, senza essere costretto a espatriare como un ladre,
hai moglie e figli e ti fai mantenere, sussidiando con lavoretti nelle università/stranieri, nullafacente, la mia busta/paga del 2006 era di 2000€/mese, CCNL, adessso, in 3h, equiparo il tuo c/c.
*
Ghostare o essere ghostati, that is the question, nella relazione fluox tardomoderna
stai affittando la Punto del vostro matrimonio e la lei, improvvisamente, sparisce,
non eri chi voleva, non eri chi sembravi, non eri chi eri, Diogene con la lanterna
si accorge, dopo un anno, che sei un ganassa brianzöö, come nell’horror Solstice,
dialogare con un serial liar, in stile Inquisizione, con un escalation ossessiva di dubbio
Cartesio è il tuo PM, il mio è l’autodafè, mi domando: son Francesco o il lupo di Gubbio.
.
Penso di averti donato l’anima, e tutto il corpo, il mio cuore batteva come una cassa surround
ho martellato – come Bramante- le tue insicurezze, mascherando le mie sotto la forma di «bugie»,
e mi hai cassato il Crasso, in Cassazione, fredda come un catafratto nella definizione del background
la scelta, non costruita a tavolino, è tra «menzogna», senza scampo, e una serie di brachilogie,
omissioni di discorso, senza cattiveria, sufficit a nihilare risate, sbronze, sesso, conati di convivenza
trasformandomi da Clark Kant in Joker, Batman e Robin diventano froci, senza Catwoman,
se riesco a pescare lo stor-ione dentro al ponte salino, in chimica, merito la sufficienza
ti ho raccontato storie, historia magistra vitae, senza esser Tacito o confessore in clergyman.
.
Quindi merito un, infinito, Calvario, senza l’ausilio di un Shim‘on ha-Kirini,
lui crocifisso, io in via di fuga, lontano, topo, dal tuo Universo 25 di John Calhoun,
non ho intenzione di (e)sperimentare collasso, cannibalismo, omosessualità tra affini
entro, sicuro come Billy the Kid, attraverso le batwing doors del tuo saloon,
e mi rifiuto di essere messo, ogni giorno, sotto accusa, il mio dolore ha emendato ogni sanzione
o credi in me o non mi credi, non c’è alternativa e se decidi di non credermi trasformati in Ghost
non modelleremo la cera, innamorati, come Demi Moore e Patrick Swayze, motore-ciak-azione,
viavaieremo in due diverse filter bubbles e io continuerò a flexare come un rapper della East Coast.
*
CETTO LA QUALUNQUE
Purtroppo, oltre alla cronaca auto-biografica, freelance vestito da Malinowski
sono costretto, dalle mie conciones comiziali, tribunus, a fare cronaca rosa
Albanese, difesa dalla (giusta) lapidazione, non ha meno buchi della faccia di Bukowski
rimuovendo la distinzione tra barrister e solicitor, crea curricula ambigui, dischiusi all’accusa
io stesso sono international lawyer, esperto di diritto commerciale internazionale,
senza spacciarmi come consulente ufficiale ONU essendo un mero relatore speciale.
Poi ti attiri le disgrazie: tu non hai diritto di indagare, come la CPI, dai consulenza
la nazione USA, 99% dell’idiozia mondiale, non è in grado di captar la differenza,
ti sanziona, atto fuori di testa, sei international lawyer e conosci il meccanismo dell’UNSC
se definisci «genocida» mezza Europa, senza sentenza, ti trovi nel sedere Rocco Siffredi
o sei vittima di una escalation di ossessione o sei nelle condizioni di una tigre Tamil,
o vuoi andare, tronista, da Maria De Filippi, e ti diletti a ottenere 30 cm in determinate sedi,
correndo il rischio, come molti propagandisti, ignoranti, di finire nel girone dei pro-pal
senza riuscire a pagarti una cena o un vestito su Amazon, col sostegno di PayPal.
Ho dato centinaia di consulenze (consulente, siamo entrambi) senza ottenere sanzioni UE o USA,
ci vuole un minimo di strato neuronale, volare basso, serve moltissima dimensione kind,
dichiarare l’implicazione di mezza Europa è come fare il Fonzie e dire «Heyyyy»
davanti a Ron Howard, lui ha lasciato Happy Days e diretto, con Oscar, A Beautiful Mind
sono conscio che, deontologicamente, certe verità devono essere raccontate
o ti trovi a dover gestire una situazione, non easy, con le ultime dieci fidanzate,
tu, statti zitta e rispetta le norme del tuo mandato, senza dichiarare innocenti o farabutti,
le democrazie liberali non hanno molti fondamenti, con l’eccezione sacra del «Più pilu pé tutti!».
*
LE RIFORME DELLA PORNOATTRICE SVIZZERA EVA SCHLEIN
Da ex militante della Lega Lombarda segnalo al PD riforme lontane da Fonzie/Renzi:
1.Suffragio universale, a scrutinio di lista proporzionale, con voto ed eleggibilità alle donne;
2.L’abolizione del Senato, la duplicazione dei deficienti è vietata da una lettera di Paolo ai Corinzi;
3.La convocazione di una Assemblea Nazionale Costituente, che ci eviti il reiterato uso di madonne;
4.La creazione di C.N.T. del lavoro, dell’industria, dei trasporti, delle comunicazioni;
5.La decretinizzazione che sancisca, a tutti i lavoratori, un minimo salariale/orario nelle retribuzioni.
La sinistra non riesce a criticare il mio progetto di riforma, incriminata nelle Marche e a Milano:
6.Il riconoscimento, senza nessuna obiezione, del minimo livello salariale del lavoratore;
7.L’affidamento alle organizzazioni di lavoratori della gestione di servizi, stile Vespasiano;
8.La sistemazione dei contratti ferrovieri e dei trasporti, coi dipartimenti infrastrutture;
9.La riforma di assicurazione sulla invalidità e sulla vecchiaia abbassando il limite di età;
10.La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi, in modo da fermare le vendite a Israele/Russia;
11.Il riconoscimento di una politica estera nazionale intesa ad incrementare la solidarietà;
12.L’introduzione di una forte imposta sul capitale, a carattere progressivo, una nuova tassa.
Schlein, svizzera e USA, dopo essere stata cacciata, a calci in culo, hai sfruttato la tri-cittadinanza:
13.II sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose, no tax, no vax, no child-sex;
14.La revisione dei contratti di forniture belliche, con tassazione 85% e intervento della GDF.
Queste riforme ci aiuteranno a sconfiggere i neo-fascisti di Fratelli d’Italia, con un mix
in modo che Linguaglossa, non volendo nutrire le anatre al laghetto, smetta di romperti i cojoni,
*
siccome la left-anarchy italiana, 1/10 FAI, nessuno sbocco nella camorra sinistroide dei maneggioni,
il PD, disastrosamente minoritario, si accorga, nel frattempo che l’aratro non abbia tracciato il solco
che i suoi ultimi progetti di riforma sono identici ai progetti mussoliniani di Santo Sepolcro.
“lavori in corso”:
un ping pong
ancora da giocare
dentro la rete rossa da cantiere
il vecchio si tuffava nel qualcosa
del suo bastone
senza altro da fare che guardarne
la punta tramestare
resti di desideri e di pensiero.

Commento di Gianni Priano sul tardomodernismo letterario
Cominciamo con il dire che quello che ti prendi è un plauso e mica un plausetto, un plausino ma un plauso-plauso. Noi non ci conosciamo, mi hai mandato il PDF di Kolektivne Nseae, tutto maiuscolo, però. Non come l’ho scritto io […] Madonna. Te sei uno che trabocca, come quando traboccano i vasi, quelli dei gerani e quelli sanguigni. Hai mille cose da dire e non ti ferma nessuno. Sti lettori, critici, italianisti, cattedratici disabituati all’ascolto ti prendono la pelle. Siccome vali molto il fatto che passino e vadano ti fa imbestialire. Anche se, a un certo punto, dici: alt. E fai entrare nella questione due ballerini salvavita, un ballerino e una ballerina: il surrealismo e l’ironia. Surrealismo forse non è il nome giusto, è un nomignolo. Invece ironia il suo nome è proprio questo qui. Sei critico, sei poeta. Dentro hai un fanciullino gigante. C’è chi ha l’io gigante. Tu hai gigante il fanciullino. Sei un uomo- scrittura. Mi fai un po’ venire in mente Manganelli ma forse Manganelli non c’entra niente. Caro Ivan, te, secondo me, qualcuno ti adora, qualcuno ti rispetta e a molti sei antipatico. Perchè sai troppe cose. La gente non sopporta chi sa le cose che loro non sanno. Dice la gente: te la tiri. Dice la gente: e basta. Oppure: taglia. Ma questa insofferenza mica viene da Mimì Metallurgico, macché. Viene dai prof, a partire dalle medie fino all’università. E viene dai linguisti. E qualche volta anche dagli scrittori, poeti o narratori scegli tu. Sarà dura, Ivan. Non perché hai pochi numeri. Di numeri ne hai mille. Ma portarseli addosso, tutti questi numeri è una sudataccia.
*
Evitate di pubblicare, grazie
Nel giorno della disfatta cerco la verità
sono il campo vinto
ragazzo armato di ferite
il suolo calpestato
idolo d’argilla
il pane della discordia
la trave nell’occhio
la fionda che punta il mondo
scroscio d’oro del gallo
nel giorno della disfatta trovo la verità
*
da “La buia danza di scorpione 1947 – 1951”