Preludio alla vita di Cesare Ruffato

Voce della poesia italiana contemporanea

almerighi

Cesare Ruffato (1924 – 2018)

Non sai assegnare nomi alle cose
e bleffi la tua origine veloce
con la smorfia del mandorlo in fiore
la ragione è chiara: le collisioni blu
spampanano lo sforzo
di cogliere le voci della luce
e i riflessi delle ombre.
Forse ti attieni al fenomeno
che rincorre i profili del pensiero
quindi il respiro inventato dal principio
tensioattivo, talora strazio
nella culla termostatica.
E le ombre che non entrano negli occhi
ma furtive rappezzano divaricano
le gambe strofinano le posture.

*

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Controluce: ”giornata della memoria”, ovvero l’olocausto, ovvero le nefandezze di cui siamo capaci. Giornata della memoria nel secchio

Date: 27 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 27 gennaio 2023

La farfalla della gentilezza

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«Donne e bambini si tolgano le scarpe, prima di entrare nella baracca. Infilate le calze nelle scarpe. Quelle dei bambini dentro i sandali, le scarpe o gli stivaletti. Ordine, mi raccomando». E di nuovo: «Portate nei bagni gioielli, documenti, denaro, asciugamano e sapone… Ripeto…». Dentro la baracca femminile c’è la parrucchiera; nude, le donne vengono rasate a zero, alle più anziane tolgono la parrucca. È un momento strano, psicologicamente: le addette hanno poi sostenuto che di solito quella rasatura ante mortem convinceva le vittime che davvero sarebbero andate a lavarsi. Le più giovani si tastavano il cranio e, sentendo qualche punta ispida, capitava che chiedessero un ritocco. Solitamente dopo la rasatura le donne erano più tranquille, tutte o quasi lasciavano la baracca con in mano un pezzo di sapone e un asciugamano piegato. Tra le più giovani qualcuna piangeva le belle trecce perdute. Perché le rasavano? Per illuderle? No, perché la Germania aveva bisogno dei loro capelli. Erano materia prima… Ho chiesto a diverse persone che cosa se ne facessero, i tedeschi, della montagna di capelli che rasavano a quei cadaveri ancora in vita. Tutti i testimoni riferiscono che cumuli enormi di capelli neri, biondi e color dell’oro, di riccioli e di trecce venivano sottoposti a disinfezione, pressati nei sacchi e spediti in Germania (…)

Nude, le vittime vengono condotte a uno sportello, la «cassa», dove sono invitate a consegnare documenti e preziosi. E la solita voce ipnotica grida: «Achtung! Achtung! Chiunque venga scoperto a nascondere gioielli verrà ucciso! Achtung!».

Qui, alla «cassa», la svolta decisiva – qui finisce la tortura della menzogna che tiene le vittime in uno stato ipnotico di incertezza, in un delirio febbrile; nell’arco di qualche minuto si passa dalla speranza alla disperazione, da visioni di vita a visioni di morte. La tortura della menzogna era un elemento chiave nella catena di montaggio della morte, facilitava il lavoro delle SS. Ma quando sopraggiungeva l’atto finale, l’ultimo saccheggio di quei cadaveri ambulanti, la musica cambiava. E allora i tedeschi spezzavano le dita per strappare gli anelli alle donne, o laceravano loro i lobi per portarsi via gli orecchini.

Il tragitto dalla «cassa» al luogo dell’esecuzione richiede qualche minuto in tutto. Spronate dai colpi, stordite dalle grida, le vittime arrivano su un terzo piazzale e per un istante si fermano, interdette.

Il silenzio sopraggiungeva quando le porte delle camere a gas venivano chiuse. E le grida ricominciavano quando arrivava un nuovo lotto di donne.

Due, tre, quattro, anche cinque volte al giorno. Perché Treblinka non era un semplice luogo di morte. Era una fabbrica di morte, una catena di montaggio improntata a quelle della moderna produzione industriale su larga scala.

***

Queste parole sono di Vasilij Grossman, scrittore e giornalista sovietico, che nel 1944 entrò nel campo di sterminio di Treblinka, dove poté toccare con mano la ferocia nazista.

Non occorre aggiungere altro.

🦋 La farfalla della gentilezza 🦋

(La citazione è tratta da: Vasilij Grossman, L’inferno di Treblinka, Adelphi, 2013)

Ho preferito cominciare con questa condivisione della mia amica blogger della ” La farfalla della gentilezza”, uno dei tanti che raccontano l’orrore e mi lasciano inorridita, stupefatta, per questa umanità che si perpetra nell’orrore e poi ricorre alla ” giornata della memoria” per sgrullarsi un pò di sensi di colpa, alla fine chi non ha proprio colpa ha questi sensi di colpa, completamenti sconosciuti alle menti più abbiette nate su questo pianeta. Nei campi di concentramento prestarono servizio 55.000 guardie, circa 5000 erano donne. Una follia collettiva, che mi spaventa da morire, nessuno si mosse a pietà? forse qualcuno lo fece, ma il risultato furono morti e morti senza distinzioni, fame, torture, violenze, esperimenti, docce di gas, uomini e donne disumanizzati, perseguitati ridotte a larve, scheletri, giorno per giorno. La speranza morta per tanti, il dolore, la sofferenza. Raccontare, ricordare, raccontare di nuovo e poi? Personalmente ricordare mi fa male, troppe cose ho letto, troppe testimonianze di questo orrore!

Oggi è la giornata della memoria, una delle tante dove l’umanità, non ha nulla di umano.Gli uomini non hanno memoria delle loro nefandezze, tanto è vero che non le ricordano, continuano a farle e nel momento in cui le fanno le innalzano a patriottismi, guerra, con la scusa, c’è una scusa? L’uomo è l’animale più pericoloso, in assoluto della terra. L’ uomo, di cui parlo, ha solo una legge, potere e soldi, al di sotto e al di sopra non esiste altro dio che questo, potere, denaro e speculazione, un uomo per cui ” l’altro non conta” solo carne da macello.

Non avevo mai visto un carro di bestiame

e lì il mio inferno.

Un orrore di corpi morti su corpi vivi.

L’odore nauseabondo di umanità bruciata,

cadaveri vivi con piaghe marciscenti.

Ce l ho con te, mio Dio!

Dove sei!

Perchè questo male!

Ho fame ma, non lo posso dire,

ho sete ma,sto zitta,

ho dolore ma,sono in silenzio.

Dio mio!

Bambini come frecce lanciati in cielo,

senza vita sulla terra come un fiore triste

che ha perso la corolla di pochi stracci

e pochi anni!

Vivere ma, sei morta di mille morti

e non vorresti il respiro.

Ho la testa bassa, il mio cranio nudo

e io sono donna o sono uomo,

un umanità indistinta,

senza nome,

senza sesso, carne da macello ,

marchiata come bestie.

Le lacrime scavano solchi profondi

ma,il dolore urla muto disperato,

ce l’hai tutto negli occhi e nell’orrore

senza fine.

Sai ti ho pregato Dio!

Ho chiesto di te!

forse troppo debole per sentirti,

forse le nostre urla ti hanno distratto

dalle nostre preghiere.Iris G. DM

Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento

Ho il volto pallido della morte

di chi viaggia in piedi,

assiepata come bestiame,

lercia di letame.

Ho il seno sporco di latte

sangue che scivola tra le gambe,

le mie braccia chiudono

la mia creatura senza respiro.

Ho il volto del terrore,

ho l’odore nauseabondo di fumo nero oleoso.

La mia identità un numero impresso nelle carni.

Hanno rasato la mia testa,

la mia testa!

Non ho capelli,

sono vestita della mia pelle troppo grande,

i miei piedi strusciano nel fango,

il mio corpo solo fango,

i miei occhi vedono solo cadaveri

che camminano,

sono un pigiama a righe

che veste un mucchio d’ossa scarnificate

da lacrime e dolore. Shoah. Iris G. DM

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 27 gennaio 2023

E’ arrivata una letera!!

Di Frida la loka, Lombardia

27 gennaio, Giornata della memoria

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Cara Anne, lo so di averti lasciata un po' nell" oblio, ma sai, qui le cose non vanno tanto bene, non abbastanza come dobrebbero e se ci fosti, sicuramente saresti molto delusa degli uomini. Cosicché colgo questo ritaglio di tempo d'una giornata sicuramente particolare per molta gente, oserei dire per il mondo, anche sé, il mondo tutto non lo sa, oppure ha dimenticato o peggio, se ne frega. 

Eh sì Annuccia; perché da quel momento in poi sappi che non fu mai più lo stesso e purtroppo non hai avuto la possibilità di venirne a conoscenza.
Cercherò di essere poco noiosa, (sei una ragazza inteligente), oggi voglio dedicarti un pò d'attenzione per farmi perdonare,spero ti faccia piacere o almeno, ti raserene sapereche che per quanto sia passato del tempo qualcuno ancora s'interessa di chiarire come fu una parte importante della nostra storia, della tua!

Ti ricordi?! Se ho iniziato  a scrivere, quando avevo più o meno la tua età, è soltanto grazie a te; e le tue preziose pagine, che poi divennero un libro, ma questo te l'ho avevo già detto.

Sai Anne cara, tempo fa, son venuta a conoscenza che una scrittrice importante, ha raccolto in un libro, tantissima  informazione, si parla sul fatto di chi rivelò il vostro nascondiglio segreto, come lo chiamavi. Cinque anni e una squadra investigativa composta da quasi duecento persone!!! Hai capito?! Ahimè... alla tua età, diventata famosa, tu diresti sicuramente, -dovuto a cosa?!, già tì sento!! Grazie alla preziosa e minuziosa informazione che col inchiostro è senza rendertene conto ci stavi lasciando come legado.

Dolce Anne, siete stati traditi d'un altro ebreo, come te, come tuoi famigliari e "coinquilini ", triste già, sarai rammaricata oppure sconcertata e ti capisco...

Ma non uno qualsiasi, tale "signore " chiamatosi, Arnold van den Bergh, notaio ebreo, membro del Consiglio ebraico di Amsterdam, sposato con tre figlie.

Pare facesse parte della commissione del Consiglio ebraico che, su ordine dei nazisti, doveva selezionare i nomi degli ebrei da inserire nelle liste di deportazione.

Era molto facoltoso sai!, era riuscito a farsi inserire nella lista del tedesco Hans Georg Calmeyer che, ufficialmente, addirittura dichiarò la sua non appartenenza alla razza ebraica. Per questo, nonostante il decreto nazista che obbligava i notai ebrei olandesi a cedere la loro attività, Arnold van den Bergh poté svolgere il suo lavoro fino al gennaio del 1943, fino a quando un collega ariano, destinato a occupare il suo studio, J. W. A. Schepers, lo denunciò alle SS e gli fece perdere i suoi privilegi.

Probabilmente, a questo punto, sarai un pò seccata? Forse, ma ho pensato che quello che v'è capitato e non solo a voi, è stata una tragedia imanne. E mi dirai, - ma è passato del tempo, a cosa serve oramai sapere, ricordare?, e io ti dirò una frase scritta da un signore, Primo Levi, che subì come te, perché ebreo, ma
sopravvisse e divento una scrittore! Pensa te, il tuo sogno! E recita,

《"L'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria"》.

Bene! Chissà cosa continuerai a scrivere, là, dove tu sia; spero siano cose colorate, radiose e piene di emozioni.

Ti abbraccio forte, carissima.

Ps: Sono molto soddisfatta di averti scritto e sedermi con te per terra sui pavimenti in legno, con le gambe incrociate come indiani, mentre tiepida filtra un raggio da qualche fessura
Credo essermi ritagliata un pò "troppo " di tempo, alla prossima.

Tua.
27 gennaio, 2023.

Dal blog personale

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Babi Yar di Nina Kossman (trad. Paolo Statuti)

A proposito di Olocausto

almerighi

 E’ nata a Mosca. Durante la guerra molti membri della famiglia del padre morirono nell’Olocausto a Riga (Lettonia), mentre molti familiari della madre morirono nell’Olocausto in Ucraina, dove allora vivevano. Nel 1972 con la famiglia emigrò dall’Unione Sovietica. Dopo un anno trascorso tra Israele e Roma, si stabilì prima a Cleveland e poi a New York, dove tuttora vive.
     Ha pubblicato tre raccolte di poesie in russo e in inglese, due raccolte di racconti e un romanzo in inglese. 

Babi Yar
.
La madre diceva tua sorella mi fa impazzire,
ma dov’è, oggi andiamo tutti a morire.
I fritzi* bussano alla porta, dobbiamo uscire.
Presto, svelto, perché quei libri, che te ne fai,
là dove andremo a stare non li userai mai.
Sei sempre l’ultimo, figlio mio, continuava a dire.
Ecco, sono pronti, ma ora lui vuole dormire!
Dormirai là dove ci porta la nostra stella.
Lascia i libri…

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Il nostro tempo di Carlos Drummond De Andrade

dal Brasile uno tra i più grandi

almerighi

Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987) è stato un poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo.

Questo è tempo di partito
tempo di uomini divisi.

Invano percorriamo volumi
viaggiamo e ci coloriamo.
L’ora presagita si sgretola in polvere per la via.
Gli uomini chiedono carne. Fuoco. Scarpe.
Le leggi non bastano. I gigli non nascono
dalla legge. Il mio nome è tumulto, e si scrive nella pietra.

Visito i fatti, non ti trovo.
Dove ti nascondi, precaria sintesi
pegno del mio sonno, luce
addormentata accesa sulla veranda?
Minuscole certezza in prestito, nessun bacio
mi risale la spalla per raccontarmi
la città degli uomini completi.

Taccio, aspetto, decifro.
Può darsi che le cose migliorino.
Sono così forti le cose!
Ma io non sono le cose e mi rivolto.
In me ci sono parole che cercano un canale

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DOMUS ROMANE DI PALAZZO VALENTINI, di Silvia De Angelis

Un affascinante percorso sotterraneo nella Roma dell’età imperiale, vero e proprio centro nevralgico della vita culturale e politica dell’Urbe. A due passi dal Foro di Traiano, durante i lavori di scavo e riqualificazione del 2005, tra i cinque e i sette metri al di sotto del cinquecentesco Palazzo Valentini, viene alla luce una straordinaria area archeologica costituita da due dimore patrizie risalenti al IV secolo d.C., dotate di un’area termale privata, e appartenenti a influenti famiglie dell’epoca. Nel corso dei secoli, l’aspetto originario delle sale è stato modificato da muri medievali e rinascimentali che, comunque, consentono di ricostruire un importante tassello della topografia antica di questa zona. L’area delle terme private, inoltre, era piena di detriti dovuti al crollo del piano superiore, dovuto forse a un terremoto avvenuto nel 538 d.C. Sono presenti, infatti, delle fratture orizzontali nelle lastre marmoree e delle tracce di un incendio scatenatosi probabilmente dopo il sisma. Attraverso l’accurata ricostruzione multimediale e alla computer grafica curate da Piero Angela, Paco Lanciano e da un’équipe di tecnici ed esperti, oggi è possibile rivivere la magnificenza delle Domus, appartenute alle nobili famiglie romane che vi avevano stabilito la propria dimora. Le strutture murarie, gli ambienti, le terme, le decorazioni e gli arredi, rinascono e accompagnano il visitatore in un suggestivo viaggio virtuale all’interno della Roma imperiale. L’installazione di una pavimentazione trasparente gli permette, inoltre, di camminare come sospeso su questo straordinario sito e, attraverso dei giochi di luce, ricostruzioni virtuali, effetti grafici e filmati, di ammirare i suoi ambienti immergendosi completamente nell’atmosfera dell’antica Roma. La visita inizia dal complesso termale delle Piccole Terme di Traiano, nella cui piscina centrale i padroni di casa potevano rilassarsi dopo la palestra. Le piscine erano dotate di impianto idrico privato, un lusso che solo i cittadini più abbienti potevano permettersi. Si prosegue entrando nel laconicum, una sauna in cui la temperatura raggiungeva i 50 gradi, grazie a una fornace alimentata dalla legna bruciata dagli schiavi. Le altre vasche delle terme: il calidarium, il tepidarium e il frigidarium, erano utilizzati per adattare il corpo ai diversi livelli di calore. Nel frigidarium è stata rinvenuta la testa marmorea della dea Minerva risalente al I secolo d.C. che costituiva già un’antichità per l’epoca. Dalle terme si accede direttamente alla casa patrizia e in uno dei suoi salotti la cui pavimentazione e le pareti sono rivestite di pregiati marmi policromi. Dalla rimozione dei detriti utilizzati per riempire il terreno prima della costruzione di Palazzo Valentini è emersa una porzione di strada romana in basolato del I secolo d.C. composta da grandi blocchi di pietra spessi 30 centimetri e del peso variabile tra i 50 e i 300 kg. Nella stessa area sono state rinvenute anche due statue romane. Una scala monumentale portava al piano superiore della domus dove si trovavano delle camere da letto di dimensioni piuttosto contenute. Le domus erano dotate anche di una biblioteca per lo studio e la lettura dei papiri, nonché di una grande cucina. Il salone della seconda domus presenta uno straordinario pavimento a mosaico con disegni geometrici e floreali, in seguito tagliato in due dal muro cinquecentesco del palazzo. Per realizzarlo ci sono volute circa mezzo milione di tessere e centinaia di migliaia di tasselli. Un altro mosaico si trova nella stanza adiacente che probabilmente esibiva un colonnato che si apriva verso giardini della casa. Il materiale di risulta degli scavi è organizzato in una piccola esposizione museale e contribuisce a tracciare usi e costumi delle varie epoche attraversate dall’edificio. Il percorso di visita culmina in un grande plastico ricostruttivo dell’area in età romana e delle fasi attraversate da Palazzo Valentini, grazie al quale il visitatore può rivivere il contesto urbano dell’epoca con le sue stratificazioni storiche. Le foto sono di proprietà dell’Amministrazione della Città Metropolitana di Roma Capitale(WEB)

FIORI DI CARTA

quandolamentesisveste

Peduncoli reclinati
sull’orma d’una cromatica potestà
rinascono su fiori di carta.
Orgia di pennelli talentuosi
coricati su logica ansante
d’un immaginoso fragile
donano essenzialità al respiro.
Luce ritrovata nella severità del buio
proietta ciocche di colore
capaci sminuire l’orma di paura
rifugiata nel pozzo nero
dopo la caduta a picco nel sogno…
@Silvia De Angelis 

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Per Elisabetta di Ottiero Ottieri

Sociologo, scrittore e poeta

almerighi

Ottiero Ottieri (1924 – 2002) è stato scrittore, poeta e sociologo.

Lucio, io vorrei che tua figlia
non fosse morta. Non ci resta altrimenti
che raggiungerla anche se non sappiamo
bene dove; lentamente dimenticarla

è ripugnante. Ci scotta ormai
sotto i piedi la terra.
Si è aperto un vulcano che ignoriamo
quando si spegne.

Scende intanto una lava nera sul cranio
e il cuore, li avvolge, e li dimena
fra l’esserci per un immediato decesso

o l’attendere attraverso un diurno notturno.
Fra ricordare e dimenticare
si è aperto lo spacco.

*

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Dispersione

Di Frida la loka (Lombardia)

Oggi c'è, è venuto a trovarmi, io l'ho accolgo con tenero abbraccio, mi scalda, sento il brivido accarezzando il corpo

Sono grata; e mi disperdo, come bimbi ch'accolgono la curiosaggine.

Non so quanto durerà; non ha importanza...

S'è affacciato ed è quello che conta per me.
Tornerà?...
Sicuramente.
L’Abbraccio di Klimt è parte di un trittico composto da tre pannelli che sono dedicati alla serie dell’Albero della vita, realizzato tra il 1905 e il 1909.

Tua.

24 gennaio, 2023

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Controluce: la finestra di Overton e gli insetti.

Date: 23 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 23 gennaio 2023. Roma

La “finestra di Overton” spiega come si manipolano le masse

Joseph Overton era un sociologo americano. Morto giovane, a 43 anni. Nel 2003 si schiantò a bordo di un aereo ultraleggero da lui stesso pilotato, in circostanze non del tutto chiare.

Ha avuto una certa notorietà postuma per la sua teoria di ingegneria sociale, denominata appunto “The Overton Window”, la finestra Overton. Nei suoi studi cercava di spiegare i meccanismi di persuasione e di manipolazione delle masse, in particolare di come si possa trasformare un’idea da completamente inaccettabile per la società a pacificamente accettata ed infine legalizzata.

Tecniche affinate, gli esperti di pubblicità e marketing ben le conoscono e sempre di più vengono applicate su scala globale dai think tank dell’economia e della politica per orientare il modo di pensare e le inclinazioni dell’opinione pubblica.

In fondo è lo schema tipico delle dittature. Ci si chiede infatti, spesso a posteriori, come interi popoli, non solo e non sempre a seguito di pressioni violente, abbiano potuto a un certo punto trovarsi a pensare tutti nello stesso identico modo e a condividere supinamente stili di vita prima nemmeno immaginabili, per ritrovarsi infine rinchiusi in una caverna di prigionia, come nella fiaba del Pifferaio Magico.

Eppure è successo e succede. Anzi nell’era di internet e dell’intelligenza artificiale – che ai tempi di Overton era appena agli albori – si sono spalancati nuovi sconfinati orizzonti, dove paiono materializzarsi scenari degni dei romanzi distopici di Orwell e Benson, dominati da invisibili grandi fratelli e padroni del mondo.

PROGRESSIONE A TAPPE

Sia chiaro che Overton non era un moralista, né uno strenuo difensore di principi non negoziabili su frontiere di lotta contro il relativismo etico. Neppure può essere ascritto tra i propugnatori di tesi “libertarie” per cui, dal momento che non esiste alcuna legge naturale, all’individuo tutto è concesso rispetto a se stesso e tutto può divenire lecito. Semplicemente Overton studia il percorso e le tappe attraverso le quali, ogni idea, sia pur assurda e balzana, può trovare una sua “finestra” di opportunità. Qualunque idea, se abilmente e progressivamente incanalata nel circuito dei media e dell’opinione pubblica, può entrare a far parte del mainstream, cioè del pensiero diffuso e dominante. Comportamenti ieri inaccettabili, oggi possono essere considerati normali, domani saranno incoraggiati e dopodomani diventeranno regola, il tutto senza apparenti forzature.

Secondo Overton questa progressione è scandita da una precisa sequenza che può essere sintetizzata nelle seguenti fasi. 

1 Impensabile E’ il momento in cui la “finestra” si apre. L’idea e i comportamenti annessi risultano impresentabili, suscitano generale repulsione, sono oggetto di divieto. Però se ne comincia a parlare … e, senza che nessuno se ne renda conto, se ne parla sempre di più. Il tam tam è partito e l’idea è pronta per il passaggio successivo.

2 Divieto, ma con qualche eccezione A questo punto si apre il dibattito. La “finestra” resta confinata nel campo delle trasgressioni non ammesse. Tuttavia… non si può generalizzare. In alcuni casi occorre considerare le motivazioni e l’idea, per quanto estrema, radicale e inopportuna può trovare spazio, quanto meno a livello di provocazione.

3 Accettabile “Io non lo farei mai, ma perché impedirlo ad altri?” Sia pur con i dovuti distinguo la “finestra” entra nella sfera del socialmente rilevante. Nei salotti televisivi scendono in campo esperti a vario titolo. L’opinione pubblica sospende il giudizio, si sposta verso posizioni più “soft” all’apparenza neutre. 

4 Ragionevole A questo punto l’idea ha già perso quasi del tutto l’iniziale carico eversivo. “Non c’è nulla di male”. E’ più che comprensibile,  normale, assolutamente normale… anzi necessario, “bisogna creare le condizioni affinché…”

5 Diffuso La “finestra”, salita ad un nuovo stadio,  raccoglie crescente consenso politico e nel contempo può far aumentare i consensi alla politica. Rappresenta ormai un sentire comune ampiamente condiviso, che si specchia nella cultura popolare (testimonials, cantanti, attori, programmi televisivi ecc.)

6 Legale  L’idea viene ufficialmente recepita nell’ordinamento dello Stato. L’obiettivo è raggiunto.

CANNIBALI, PERCHÉ NO?

La “finestra di Overton” non è progressista, né reazionaria. Lo schema funziona allo stesso modo sia che gli imput arrivino da destra, dal centro o dalla sinistra.  

Qualche tempo fa il regista russo Nikita Mihalkov, ispirandosi alla Overton Window, ha ipotizzato gli spostamenti della “finestra” su un’idea oggi ritenuta totalmente estrema (…ma neanche troppo): quella del cannibalismo. Inaccettabile ai più, persino orripilante. Passata alla seconda tappa, la narrazione impercettibilmente cambierà: chiamare i mangiatori di carne umana “cannibali” è una semplificazione, meglio sarebbe parlare di “antropofaghi”. In alcuni casi il fenomeno, diffuso sin dall’antichità e radicato in alcune culture, trova spiegazione in lunghi periodi di carestia e forse anche in una predisposizione su base genetica.

Se un gruppo di pressione o una lobby riuscirà a far spostare la “finestra” in avanti, avremo un ritratto dei precedenti “cannibali” quasi edificante. Nei dibattiti qualche studioso comincerà a chiamarli “antropofili” (amanti del genere umano). Questa abitudine alimentare non va criminalizzata – si dirà –  è un’opzione possibile e in fondo naturale, fatte salve le precauzioni igienico-sanitarie, a condizione che non si provochi un danno permanente a terze persone e che queste siano consenzienti. E così via di seguito…  

RANE BOLLITE

Per restare in tema già Noam Chomsky, filosofo anarchico contemporaneo, aveva declinato in termini sociologici il cosiddetto “principio della rana bollita”, prendendo spunto dai  risultati di un vecchio esperimento scientifico ottocentesco.

Se si butta una rana in un contenitore di acqua bollente, l’anfibio, come tocca l’acqua, spicca un salto fulmineo e quasi sempre riesce ad uscirne vivo. Se si mette nell’acqua fredda e si riscalda molto lentamente il contenitore fino ad ebollizione, la rana finisce bollita senza mostrare alcun segno di reazione e senza tentare di venirne fuori.    

“Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni – sostiene Noam  Chomsky – ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e oggi ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute”.

Proprio come la “rana bollita”, cotta a puntino, mentre sguazzava tranquilla nella sua acqua sempre più tiepida.

https://www.nichelino.com/news/index.php/approfondimenti/33-etica/2862-la-finestra-di-overton-spiega-come-si-manipolano-le-masse.

Vorrei che la vostra attenzione si incentrasse su questo articolo e poi potete fare mente locale su quello che succede ogni giorno, quando in qualche modo ci fanno un lavaggio del cervello. Falso? Non credo perchè quando decidono di indottrinare, spaventare, spersonalizzare, in ogni social, tv, giornale, si parla sempre e solo della stessa cosa. Mi viene la nausea!

Il termine “finestra di Overton” è stato coniato da Joseph P. Overton che affermò che qualsiasi idea politica dipende principalmente dalla sua posizione rispetto a ciò che è accettato dall’opinione pubblica piuttosto che dalle preferenze personali del politico che la propone. Allora il compito della finestra di Overton è fare accettare al popolo determinate idee, e poi il politico può finalmente far accettare quello che a priori voleva ed era prima inaccettabile.

Potere e politica, il potere sta alla politica, come la politica sta al potere

Lo spazio all’interno della curva è la finestra di Overton. Tanto più centrale sarà una proposta, tanto più facilmente verrà accettata. Se la proposta è verso la periferia sarà accettata, ma con qualche resistenza. Le proposte appena al di fuori della finestra sono controverse e non saranno accettate subito, ma potrebbero essere accettate in un secondo momento, allo spostarsi della finestra. Le proposte in posizioni estreme rispetto alla finestra di Overton sono considerate inaccettabili.

https://blog.inbreve.biz/finestra-di-overton/embed/#?secret=6ZaLmgTrHe#?secret=qRt0Yyt5yQ

In parole semplici vuol dire che un poco alla volta, attraverso vari messaggi, buttasti cosi con nonchalance, si comincia a parlare , discutere, a fare dibattiti su ciò che prima era impensabile ed inaccettato. L’idea viene lanciata attraverso dei stadi, senza pressione, giusto per dire…Ad esempio, per i primi gruppi per i diritti gay era impensabile proporre l’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, perché prima era necessario far accettare l’idea dell’omosessualità, poi convincere le persone che l’omosessualità non era una minaccia per la società e via dicendo. Alla fine è stato sdoganato tutto questo. Quando ad esempio ci fu l’attacco alle torre gemelle, il governo americano cambiò la legge sulla privacy. Le persone si trovano a cambiare idea senza neanche accorgersene, una psicologia di massa ben addestrata. Su questo ci sarebbe da parlare tanto, ma ora vorrei parlare di insetti, personalmente mi fanno schifo. Se penso ad un grillo, uno scarafaggio, mi viene da gridare per la repulsione. Nel mio precedente articolo parlavo proprio della farina di grillo o di altre immangiabili nauseanti creature che dovremmo mangiare perchè ci farebbero bene.

CONTROLUCE: Gradite, per caso, una buona lasagna con farina di grillo?, di Marina Donnarumma https://alessandria.today/2023/01/16/controluce-gradite-per-caso-una-buona-lasagna-con-farina-di-grillo/

Per chi volesse leggere l’articolo ho messo il link.

Cosa succede ora? Da un pò di tempo si sente parlare degli insetti che dovrebbero risolvere la fame nel mondo, se pensate che 100 grammi di farina di grillo, costa circa dieci euro, mi domando come farebbe tutta la povera gente a sfamarsi a questo prezzo.

Hanno cominciato, poco alla volta ad aprire finestre. Molti italiani si sono inalberati, per qualcuno la cosa è indifferente, per qualcuno è accettabile. Tra qualche anno ci saranno molte persone favorevoli e la consiglieranno per stare in salute. La maggior parte della gente quindi, per ora, ha reagito con ” che schifo!”, alt! I social sono passati all’attacco, senza dire che la farina di grillo fa schifo, dicono semplicemente che ci sono dei coloranti a base di insetti, ad esempio la cocciniglia, che colora di rosa vari alimenti, che nel caffè sono anni che ci sono scarafaggi, e vengono tostati insieme ai chicchi di caffè. Quindi come possiamo inorridire se nel caffè tostato ci sono scarafaggi? Ovvio che no! Non possiamo schifarci e da ora in poi ne usciranno di chicche simili!

Poi si parla molto di un marchio a livello nazionale e non solo, un marchio ultimamente molto calunniato, per le farine che adopera e ultimamente, gira la voce che nella farina e nella pasta adopereranno la farina di insetto. Affermo che sono solo voci, non so se ci sia qualcosa di vero, ma se non lo fosse, dovrebbeto difendere il proprio marchio. Riporto questa cosa, perchè letta e ascoltata nei social, ma è vero? Lascio a voi tutti giudicare, ma qua i giudizi non sono importanti, importante è dichiarare quello che contiene un alimento, sempre e comunque, in modo chiaro ed inequivocabile. Non giudicare , ma vedere con i propri occhi. A me, personalmente, il gusto degli insetti non piace, solo disgusto. A chi non è capitato di andare in moto e ingoiare un insetto? Un sapore, puah!

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 23 gennaio 2023

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 23 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 23 gennaio 2023

Quando nevica il paesaggio diventa incantato. Sembra uscito da una favola dove improvvisamente si possono incontrare fatine con la lucente bacchetta magica dalla quale fioccano meravigliosi fiocchi di bianca neve che cadono a terra, folletti e libellule dalle ali di cristallo che si depositano su piccolissimi laghetti di ghiaccio dagli argentei riflessi.

Uscire da casa con i miei “quattrozampeeunacoda” e salire, salire, salire, passo dopo passo, con loro che corrono su e giù per fermarsi improvvisamente, rotolarsi lasciandosi scivolare verso il basso arrivando sino alle mie caviglie, per poi improvvisamente rialzarsi e riprendere a correre a perdifiato facendo spostare la bianca neve è meraviglioso. La loro felicità è lì sotto i miei occhi. Sono loro le bellissime fatine, i meravigliosi folletti, saltando si trasformano in leggerissime, leggiadre libellule. Si levano verso l’alto e sembra spicchino il volo. Tutto attorno a me si riempie di gioia, di incantata magia. Poi si calmano, tutto torna in un silenzio assoluto, per poi ripartire e riempire di gioia il paesaggio soleggiato dai riflessi lunari. La neve è gioia, la neve è scorta di acqua per i mesi asciutti, la neve protegge le messi, la neve è purezza, candore, bellezza, la neve è tutto ciò che serve al creato per affrontare, proteggere, dissetare la vita.

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Articolo di Flavia Sironi 23 gennaio 2023

DAL QUARTIERE CRISTO A TASSAROLO PER DON CLAUDIO

Date: 23 gennaio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Alessandria online 23 gennaio 2023

Dal Quartiere Cristo a Tassarolo per Don Claudio Alessandria Quartiere Cristo: Il Quartiere Cristo si è mobilitato con Pullman e auto per Don Claudio il parroco che a luglio 2022 aveva lasciato la Parrocchia di San Giovanni Evangelista per quella di Tassarolo. Ieri pomeriggio oltre 60 parrocchiani hanno raggiunto il Paese di Tassarolo accolti dal Sindaco e dalla pro loco (che hanno preparato specialità con prodotti locali), assistito alla santa messa ed in serata partecipato alla cena tutti insieme con Don Claudio. Un momento emozionante dove Don Claudio ha rivisto e salutato i parrocchiani che hanno condiviso con lui 27 anni al Quartiere Cristo. Presenti anche il Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria Giovanni Barosini, il dott. Roberto Mutti, il Centro Incontro Cristo e la Soms. ” Vi ringrazio della vostra visita – ha detto Don Claudio dall’altare – l’amicizia che ci unisce è qualcosa di speciale, quando posso torno al Cristo per incontrare tanti amici, ho tanti bei ricordi , oggi mi avete fatto un bel regalo”. Presente anche don Giuseppe Bodrati parroco del San Giovanni Evangelista. La nutrita presenza di Alessandrini ieri a Tassarolo dimostra ancora di più il forte legame tra il Quartiere ed il parroco.

23 gennaio 2023

L’amore spirato col vento di Olga Celuch (traduzione Paolo Statuti)

Poesia che tocca il cuore

almerighi

Olga Celuch (1980 – 2010)

Aspetto l’amore
scritto con un verso,
un sentimento
con una canzone cantata,
finché qualcuno non voglia mangiarmi
e portarmi in braccio alle porte del cielo,
finché la mia anima non impari a volare,
e poi tornare sicura sulla terra,
finché il mondo non si metta sottosopra,
e non cadrà il cielo che è su di noi.
Aspetterò l’amore
scaldato con lacrime di gioia,
suggellato da un eterno sorriso.

*

Il testo è tratto dal blog di Paolo Statuti

https://musashop.wordpress.com/tag/olga-celuch/

*

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ER CIMITERO DE LA MORTE DI GIOACHINO BELLI, di Silvia De Angelis

ER CIMITERO DE LA MORTE DI GIOACCHINO BELLI

Come tornai da la Madon-dell’-Orto
Co cquer pizzicarolo de la scesta,
Aggnede poi cor mannataro storto
Ar Cimiterio suo che cc’è la festa.

Ner guardà cqueli schertri io me sò accorto
D’una gran cosa, e sta gran cosa è cquesta:
Che ll’omo vivo come ll’omo morto
Ha una testa de morto in de la testa.

E ho scuperto accusí cche o bbelli, o bbrutti,
O ppréncipi, o vvassalli, o mmonziggnori,
Sta testa che ddich’io sce ll’hanno tutti.

Duncue, ar monno, e li bboni e li cattivi,
Li matti, li somari e li dottori
Sò stati morti prima d’èsse vivi.

Roma, 10 dicembre 1832

LA FAINA

quandolamentesisveste

Notevole chiazza bianca
a  sfiorare la gorgia
e setoso manto oscuro come la pece
sensibilizzano i tratti
d’un solitario mustelìde.
Son solchi spogli in desertiche pianure
e rocce accidentate in curvature montuose
ad accentuare iridi accese della faina
nell’impatto controluce.
La dimenticanza del giorno
nel blu di notti mute
pone predilezione a feroci agguati
nel balzo repentino alla nuca della preda
suggendone il sangue
mentre l’orizzonte di cielo e terra mescolati
si fa invisibile
@Silvia De Angelis



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Eventi : Presentazione dei poeti e scrittori partecipanti al Festival 2023 Panorama Internazionale della Letteratura – Writers Capital Foundation -Elisa Mascia

Tema : Prana – Respiro – Aria

Due incontri, tramite la piattaforma di zoom, di poeti e scrittori dall’Italia e da altri Paesi del mondo oggi pomeriggio, 22 gennaio 2023, organizzati dal gestore culturale, poeta, artista Joan Josep Barcelo e lo staff della Writers Capital Foundation : presidente Preeth Nambiar, segretaria generale Irene Doura-Kavadia, Johanna Devadayavu, Christos Sanos, Filippo Papa ed Elisa Mascia che hanno accolto e presentato i poeti e scrittori.

” Il respiro dell’anima”
“Respiro del vento”
“Soffio divino”
“Vibrazioni – Prana – Vita”
“Viene a mancare il respiro per l’emozione”
“Ritmo della respirazione”
“Emotions”
“Respiro… energia vitale… Aria del Pianeta che tutti respiriamo”. 
“Non abbiamo voce se non abbiamo aria”…

Musicalità della poesia è respiro”…
“Abbiamo respirato emozioni”

Dos encuentros, a través de la plataforma zoom, de poetas y escritores de Italia y otros países del mundo esta tarde, 22 de enero de 2023, organizados por el gestor cultural, poeta, artista Joan Josep Barceló y el equipo de la Writers Capital Foundation : el presidente Preeth Nambiar, la secretaria general Irene Doura-Kavadia, Johanna Devadayavu, Christos Sanos, Filippo Papa y Elisa Mascia que dieron la bienvenida y presentaron a los poetas y escritores.

“El aliento del alma”
“Aliento del viento”
“Aliento divino”
“Vibraciones – Prana – Vida”
“La falta de aliento es por emoción”
“Ritmo de respiración”
“Emociones”
“Aliento … energía vital… Aire del Planeta que todos respiramos”. 
“No tenemos voz si no tenemos aire”…

La musicalidad de la poesía es aliento”…
“Respiramos emociones” 

Two meetings, via the zoom platform, of poets and writers from Italy and other countries of the world this afternoon, January 22, 2023, organized by the cultural manager, poet, artist Joan Josep Barcelo and the staff of the Writers Capital Foundation: president Preeth Nambiar, secretary general Irene Doura-Kavadia, Johanna Devadayavu, Christos Sanos, Filippo Papa and Elisa Mascia who welcomed and presented the poets and writers.

“The breath of the soul”
“Breath of the wind”
“Divine breath”
“Vibrations – Prana – Life”
“Breathlessness is out of emotion”
“Rhythm of breathing”
“Emotions”
“Breath… vital energy… Air of the Planet that we all breathe”. 
“We have no voice if we have no air”…

Musicality of poetry is breath”…
“We breathed emotions”

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2023: LIVE

Thank you very much to all the participants in today’s sessions. Congratulations.
Grazie mille a tutti i partecipanti alle sessioni di oggi. Congratulazioni.
Muchas gracias a todos los participantes a las sesiones de hoy. Felicitaciones.

https://www.youtube.com/watch?v=dPP8gpId_jY
https://www.youtube.com/watch?v=iVxUTVEfk2I

■ IRENE DOURA-KAVADIA – Secretary General WCF – Coordinator PILF – Greece
■ CHRISTOS SANOS – Permanent Councillor – Greece
■ JOAN JOSEP BARCELO – Chief Advisor – Curator and moderator – Spain/Italy
■ FILIPPO PAPA – Member Working Committee – Co-moderator – Italy
■ ELISA MASCIA – Chief Coordinator – Co-moderator – Italy

■ DOMENICA ALATI – ITALY
■ FLORENA IAVARONE – ITALY
■ ALDO GALLINA – JONA – ITALY
■ IRMA BACCI – GABRIELE GALLONI – ITALY
■ GABRIELLA PACI – ITALY
■ FRANCESCA BERTINO – ITALY
■ ISABELLA SORDI – ITALY
■ MACIEJ DURKIEWICZ – POLAND
■ ALESSIO ARENA – ITALY
■ GAIA BONI – ITALY
■ MARSHALL PEIHANG LI – CHINA-USA
■ IVONNE SÁNCHEZ BAREA – SPAIN
■ CRISTINA PIZARRO – PORTUGAL
■ EHRALIEVA UMUTKAN  – KYRGYZSTAN

Team PILF 2023
Web: http://www.panoramafestival.org
Email: info@panoramafestival.org

Preeth Nambiar Irene Doura-Kavadia Johanna Devadayavu Christos Sanos

Domenica Alati – Florena Iavarone – Aldo Gallina – Jona – Irma Bacci – Gabriella Paci – Bertino Francesca – Isabella Sordi – Maciej Durkiewicz – Alessio Arena – Gaia Boni – Marshall Li – Ivonne Sánchez Barea – Cristina Pizarro – Umutay Ehralieva

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http://alessandria.today/2023/01/22/eventi-presentazione-dei-poeti-e-scrittori-partecipanti-al-festival-2023-panorama-internazionale-della-letteratura-elisa-mascia/

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2023/01/22/eventi-presentazione-dei-poeti-e-scrittori-partecipanti-al-festival-2023-panorama-internazionale-della-letteratura-elisa-mascia/