Preludio alla vita di Cesare Ruffato

Voce della poesia italiana contemporanea

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Cesare Ruffato (1924 – 2018)

Non sai assegnare nomi alle cose
e bleffi la tua origine veloce
con la smorfia del mandorlo in fiore
la ragione è chiara: le collisioni blu
spampanano lo sforzo
di cogliere le voci della luce
e i riflessi delle ombre.
Forse ti attieni al fenomeno
che rincorre i profili del pensiero
quindi il respiro inventato dal principio
tensioattivo, talora strazio
nella culla termostatica.
E le ombre che non entrano negli occhi
ma furtive rappezzano divaricano
le gambe strofinano le posture.

*

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Babi Yar di Nina Kossman (trad. Paolo Statuti)

A proposito di Olocausto

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 E’ nata a Mosca. Durante la guerra molti membri della famiglia del padre morirono nell’Olocausto a Riga (Lettonia), mentre molti familiari della madre morirono nell’Olocausto in Ucraina, dove allora vivevano. Nel 1972 con la famiglia emigrò dall’Unione Sovietica. Dopo un anno trascorso tra Israele e Roma, si stabilì prima a Cleveland e poi a New York, dove tuttora vive.
     Ha pubblicato tre raccolte di poesie in russo e in inglese, due raccolte di racconti e un romanzo in inglese. 

Babi Yar
.
La madre diceva tua sorella mi fa impazzire,
ma dov’è, oggi andiamo tutti a morire.
I fritzi* bussano alla porta, dobbiamo uscire.
Presto, svelto, perché quei libri, che te ne fai,
là dove andremo a stare non li userai mai.
Sei sempre l’ultimo, figlio mio, continuava a dire.
Ecco, sono pronti, ma ora lui vuole dormire!
Dormirai là dove ci porta la nostra stella.
Lascia i libri…

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Il nostro tempo di Carlos Drummond De Andrade

dal Brasile uno tra i più grandi

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987) è stato un poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo.

Questo è tempo di partito
tempo di uomini divisi.

Invano percorriamo volumi
viaggiamo e ci coloriamo.
L’ora presagita si sgretola in polvere per la via.
Gli uomini chiedono carne. Fuoco. Scarpe.
Le leggi non bastano. I gigli non nascono
dalla legge. Il mio nome è tumulto, e si scrive nella pietra.

Visito i fatti, non ti trovo.
Dove ti nascondi, precaria sintesi
pegno del mio sonno, luce
addormentata accesa sulla veranda?
Minuscole certezza in prestito, nessun bacio
mi risale la spalla per raccontarmi
la città degli uomini completi.

Taccio, aspetto, decifro.
Può darsi che le cose migliorino.
Sono così forti le cose!
Ma io non sono le cose e mi rivolto.
In me ci sono parole che cercano un canale

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Per Elisabetta di Ottiero Ottieri

Sociologo, scrittore e poeta

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Ottiero Ottieri (1924 – 2002) è stato scrittore, poeta e sociologo.

Lucio, io vorrei che tua figlia
non fosse morta. Non ci resta altrimenti
che raggiungerla anche se non sappiamo
bene dove; lentamente dimenticarla

è ripugnante. Ci scotta ormai
sotto i piedi la terra.
Si è aperto un vulcano che ignoriamo
quando si spegne.

Scende intanto una lava nera sul cranio
e il cuore, li avvolge, e li dimena
fra l’esserci per un immediato decesso

o l’attendere attraverso un diurno notturno.
Fra ricordare e dimenticare
si è aperto lo spacco.

*

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L’amore spirato col vento di Olga Celuch (traduzione Paolo Statuti)

Poesia che tocca il cuore

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Olga Celuch (1980 – 2010)

Aspetto l’amore
scritto con un verso,
un sentimento
con una canzone cantata,
finché qualcuno non voglia mangiarmi
e portarmi in braccio alle porte del cielo,
finché la mia anima non impari a volare,
e poi tornare sicura sulla terra,
finché il mondo non si metta sottosopra,
e non cadrà il cielo che è su di noi.
Aspetterò l’amore
scaldato con lacrime di gioia,
suggellato da un eterno sorriso.

*

Il testo è tratto dal blog di Paolo Statuti

https://musashop.wordpress.com/tag/olga-celuch/

*

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Il bagno di Amalia Bautista

Dalla Spagna

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Amalia Bautista, Madrid 1962, scrittrice, giornalista e doppiatrice spagnola.

Vuoi che facciamo il bagno
assieme una volta ancora?
Possiamo di nuovo essere due corpi
bagnati e sorpresi,
e verificare che non mi fa male
che l’acqua ci separi.
Sentire che solo l’acqua si frappone
tra la tua pelle e me,
come dal principio dei tempi,
e questa certezza è dolce,
calda e luminosa.
Come mai lo è stata.

*

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Non è difficile di Eugène Guillevic (traduzione di Sara Arena)

Autorevolissima voce della poesia francese

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Eugène Guillevic (Carnac, 5 agosto 1907 – Parigi, 19 marzo 1997) è stato un poeta francese

In un ciuffo d’erba
Vedere un incendio
In cui si esaltano cattedrali,

Vedere un fiume che s’affretta
Per salvarle.

Non difficile
Vederci fanciulle nude
Fare uno sberleffo alle cattedrali
E danzare sul fiume
Che canta l’incendio,

Vederci l’esercito arrivare
Con tutti i carri in faville
Per, sul dorso del fiume,
Proclamare la vittoria.

Ma vedere il ciuffo d’erba.

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Sogno Americano di Charles Simic

eccellente poeta serbo americano

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Charles Simić (Belgrado 1938) è un poeta, traduttore e accademico statunitense di origine serba. Iniziò la propria carriera nella prima metà degli anni settanta con uno stile letterario minimalista, nel tempo divenuto sempre più riconoscibile. Scrive di diversi argomenti, dal jazz all’arte alla filosofia.

The American Dream
.
When Arlene powders her nose
In a mirror on her dresser
And spying her naked breasts
Slips the powder pufflower
To touch one of her nipples,
While some preacher on TV
Asks his congregation to pray
And to send him money today,
This is called The American Dream.
.
Il Sogno Americano
.
Quando Arlene si incipria il naso
allo specchio del suo boudoir
e lanciando uno sguardo al seno nudo
fa scivolare il puff della cipria
a sfiorare un capezzolo,
mentre un predicatore in TV
chiede alla sua congregazione di pregare
e di mandargli dei soldi oggi stesso,
ecco ciò che…

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Semaforo di Romano Battaglia

Indienticabile giornalista Rai oltre che buon poeta

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Romano Battaglia (1933 – 2012) è stato un giornalista e scrittore italiano

Mi sono fermato a un semaforo
la pioggia gelida tagliava l’aria
un povero aveva freddo e accendeva
fiammiferi per scaldarsi.
La gente passava, ma non aveva sguardi per lui
andavano tutti alla festa mascherata.
Si affacciavano pierrot dal viso bianchissimo
belle ragazze con le ali di carta
la musica a tutto volume
e l’indifferenza totale
per il mondo.
Il povero continuava ad accendere i fiammiferi
loro non se n’erano accorti.
Quando l’hanno visto hanno riso.

*

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Crudo e lungo inverno di Enrique Gracia Trinidad

voce aggraziata di un grande poeta spagnolo contemporaneo

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Enrique Gracia Trinidad, nato a Madrid nel 1950, è autore di un’opera poetica molto vasta, cresciuta parallelamente alla sua attività professionale in ambito culturale come conferenziere, rapsodo, voce recitante, docente di laboratori letterari, coordinatore di concorsi di poesia e collaboratore con vari mezzi di comunicazione.

Mi sono vestito lentamente, una
camicia scura, un paio di jeans;
fa molto freddo e mi metto una giacca
di panno nero con le scarpe grosse;
portafoglio, occhiali, orologio,
e giù in strada, un giorno come gli altri.
Di fronte alla prima vetrina
la vertigine mi assale e capisco
che il freddo da evitare è un altro freddo,
che sono quasi nudo:
sono uscito come tante altre volte
con tutto il cuore allo scoperto.

*

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Una anno con Salinger (2020)

Oggi cinema.

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Fosse ancora vivo e volessi scrivergli una lettera, direi a Salinger: Ho letto il suo Giovane Holden una volta sola e l’ho trovato piuttosto ingiallito, ma sotto la patina ho intravisto l’energia di una grande scrittura, la sua. Un anno con Salinger è un film che mi ha colpito per immediatezza, dolcezza, intreccio. Un gran bel film da vedere, specie per noi che crediamo di saper scrivere, persone del tutto ordinarie che si credono straordinarie. La versione colta di Il diavolo veste Prada, con il New Yorker, l’Algonquin e l’autore di “Il giovane Holden” al posto della moda, degli abiti e degli stilisti. Poteva essere insopportabile nel suo strizzare l’occhio allo spettatore amante di un certo mondo letterario, ma non è mai spocchioso né arrogante, ed è sempre sincero. E così, diventa una gradevole commedia, un riuscito racconto di formazione capace di toccare leggermente temi ampi e complessi senza voler…

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Non ti salvare di Mario Benedetti

Conosco due Mario Benedetti, entrambi poeti immensi. Uno è italiano, l’altro uruguainao. La poesia di oggi è del Mario Benedetti uruguaiano (1920 – 2009)

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Conosco due Mario Benedetti, entrambi poeti immensi. Uno è italiano, l’altro uruguainao. La poesia di oggi è del Mario Benedetti uruguaiano(1920 – 2009)

Non restare immobile
sul bordo della strada
non congelare la gioia
non amare con noia
non ti salvare adesso
né mai
non ti salvare
non riempirti di calma

*

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Rade – Paolo Angeli (2022) con poesie di Grazia Denaro

Poesie di Grazia Denaro con musica di Paolo Angeli

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Scrive Grazia Denaro: ho sempre amato la poesia, infatti sono sempre stata una lettrice entusiasta. Circa dodici anni fa, ho sentito l’esigenza di scriverne anch’io, non so se ciò che scrivo sia interessante, ma mi aiuta a rasserenarmi dall’inquietudine che mi alberga interiormente. Alcune mie poesie sono presenti su antologie On-line e cartacee. Visitate il suo blog:

https://graziadenaro.wordpress.com/?s=denaro+

*

Un silenzio letale
.
Stasera la pagina del cielo
piange il suo lamento
quando di tanto in tanto
viene graffiata dal lampo.
.
Coperto è il suo velario
intento a nascondere
il brillio degli astri.
.
Osservo l’asfalto viscido
e brumoso
dove non si vede anima
passare
in questa serata spettrale.
.
Una solitudine arcana
m’incombe, rimembrandomi
un bosco di memorie malsane
e di soli neri
in cui la mia cartilagine
è arpa che si scioglie
disfacendo le sue corde
nel buio di ombre lontane
enuncianti l’inquietudine
di un silenzio…

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Le parole di José Saramago

Gran bella poesia del grande Saramago

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José de Sousa Saramago (1922 – 2010) è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta, critico letterario e traduttore portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Scordiamo le parole, le parole:
quelle tenere, dure, capricciose,
quelle dolci di miele, quelle oscene,
quelle di febbre e fame, le assetate.
Lasciamo che il silenzio dia senso
al pulsar del mio sangue nel tuo ventre:
che parola o discorso può mai dire
amare nella lingua del mio seme?

*

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Una fabbrica abbandonata di Philip Levine

Dare voce agli ultimi e ai dimenticati

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Philip Levine, poeta americano (1928 – 2015)

Quanto tormento per una spilla persa,
per un comune e pur utile fermaglio.
È una tragedia da nulla, di sicuro
buffa, persino
e a malapena degna della tonalità minore.
Mozart però sapeva quanto comune è il pianto
di chi ha perduto qualche minuta cosa
minuta e normale – del proprio padre un bacio
la lettera mai spedita –
che noi cerchiamo, quasi tenesse insieme
in fondo, i pezzi di una vita.

.
Traduzione di Cristina Alziati e Maria Nadotti

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Praga – Niechęć con la poesia A coloro che verranno di Bertolt Brecht

Musica e poesia

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Davvero, vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l’ha saputa ancora.
.
Quali tempi sono questi, quando
discorrere d’alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!
E l’uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell’affanno?
.
È vero: ancora mi guadagno da vivere.
Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla
di quel che faccio m’autorizza a sfamarmi.
Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,
e sono perduto).
.
“Mangia e bevi!”, mi dicono: “E sii contento di averne”.
Ma come posso io mangiare e bere, quando
quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d’acqua?
Eppure mangio e bevo.
.
Vorrei anche essere un saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:

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Infilarti in uno schema di Hilde Kuhn

Bravissima autrice tedesca

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Avrei voluto infilarti in uno schema,
cucirti di parole, renderti bello
per opera mia. Sentirmi intelligente
nel definirti. Mi sarebbe piaciuto
rendermi indipendente dal tuo nome
oltre il pronunciamento.
Sigillarti in un concetto, un pensiero aperto
che sembrasse dialogante.
La vita – a pensarci – non ha nulla di notevole:
me la coltivo, come un piccolo orto discreto.
– Illuminazioni nel dire lo renderanno –
mi ripetevo – unico.
Ma il tuo nome ritorna in altri nomi
quando meno ti aspetto. Darti voce
è incrociarti nelle cose. Evocarti
è il tuo sangue che ancora circola in me.

*

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Itaca di Konstantinos Kavafis

Il grande poeta greco

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Konstantinos Petrou Kavafis (1863 – 1933), noto in Italia anche come Costantino Kavafis, è stato un poeta e giornalista greco. 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Poseidone incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti…

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Davvero ancora verranno giorni di Leah Goldberg

Poesia che dona speranza

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Leah Goldberg (1911-1970) ha scritto e pubblicato la lirica in questione nel 1943, mentre in Europa la persecuzione degli ebrei e la tragedia collettiva della Seconda guerra mondiale si stavano ancora compiendo. Come molti altri della sua generazione, all’epoca la poetessa aveva già raggiunto la Palestina Mandataria, ma guardava con dolore a ciò accadeva nel mondo. Ciò nonostante, il sentimento che domina la poesia non è l’angoscia, bensì un delicato amore per il cammino dell’esistenza, nella sua semplicità.

Davvero ancora verranno giorni di perdono e di grazia
e te ne andrai per i campi? Come un ingenuo viandante vi camminerai,
il piede nudo carezzato da foglie d’erba medica,
ti pungeranno le stoppie e sarà dolce la loro ferita.

O forse con la massa delle sue gocce ti coglierà la pioggia battente,
sulle spalle, il petto, il collo e ti rinfrescherà il capo.
Camminerai per i campi umidi. La pace…

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