NULLA E’ IMMUTABILE NEL TEMPO, di Santina Gullotto

NULLA E’ IMMUTABILE NEL TEMPO

Nel volo di uccelletti d’autunno,

che insieme svolazzano e cinguettano festosi,

mentre nel vecchio pino cercano rifugio,

esplode il calore di fraterno amore,

insieme si accompagnano nel volo,

insieme si rifugiano tra i rami,

si aspettan l’un l’altro per migrare,

a inseguir quel sole mentre

ai paesi caldi anela il loro cuore…

Nessun di loro solo si vuole allontanare,

pazienti aspettan i più incerti e pigri

e provano il volo insieme, per ritornare

per sollecitare i più timidi e lascivi…

E andran per i paesi caldi,

per tornare alla prossima stagione…

chissà se tornando troveranno ancora

intatto il loro vecchio nido…

Ma nulla è immutabile nel tempo

e se tornando logoro sarà il nido

tutto sarà da ricostruire

per un nuovo inizio senza fine…

@Santina Gullotto

10° Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay con Alicia Antonia Muñoz Verri – Guainy

Presentazione degli ospiti partecipanti al Festival di Punta del Este Uruguay

Altri due artisti ospiti del Decimo Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay.

Il Festival della Canzone di Punta del Este Uruguay ha ospiti internazionali. Si svolge per 3 giorni consecutivi e al termine del 3° giorno viene annunciato il vincitore. Anche il voto virtuale  viene considerato, tramite Instagram e Facebook, sulle sue pagine  il  24/25/26 ottobre p.v.

Afferma Guainy: “È una festa meravigliosa, di fratellanza e talento, dove l’Arte, nel formato della “Musica” è presente, per il piacere di tutti, nella cornice di un bellissimo ambiente “Naturale” Spa tradizionale, ampiamente riconosciuta nel mondo com’è Punta del Este Uruguay. Vi auguriamo con tanto amore, tanto successo e felicità.
Ringrazio sinceramente Dyricel per tutte le informazioni fornite e per il suo impegno profuso. È nata a Panama, ma è innamorata di Punta del Este, della sua gente e dei suoi incredibili paesaggi.

ADIB MELGEN
Portorico

Biografia
ADIB MELGEN
Nato e cresciuto a San Juan, Porto Rico, da madre portoricana e padre dominicano di origini libanesi. Fin dall’infanzia è stato legato al mondo della musica, sin da quando suo padre è stato membro fondatore del gruppo musicale caraibico “Con Conjunto Quisqueya”, portandolo così ad immergersi nei suoni e nei colori della buona musica.

Fin da bambino era affascinato dalla canzone e incoraggiava le persone con la musica. Durante gli studi in Economia aziendale presso l’Università di Porto Rico, ha fatto parte del Coro dell’Università dove ha partecipato a vari festival canori; in seguito ha partecipato al Laboratorio di Teatro Lirico di Ateneo, intraprende gli studi universitari in teatro e musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Al Conservatorio di musica di Porto Rico, ha studiato canto popolare nell’ambito del programma Varietà artistiche, oltre ad essere stato allievo privato del maestro Carlo de la Cima, cantautore peruviano di fama internazionale e primo finalista al Festival OTI del 1992.

Nel 2010 ha collaborato al progetto Ora Tambó del maestro di batteria Itsvan Dely e della cantante colombiana Leonor Dely insieme ad altri cantanti, prodotto da KC Porter, Insignia Records.

Nell’ottobre 2016 ha partecipato all’inaugurazione del Tempio Bahá’í tenutasi presso la Movistar Arena di Santiago del Cile, facendo parte del coro composto da cantanti bahá’í di tutto il mondo, evento in cui si è esibito vivi una canzone per più di 5.000 persone. Adib Melgen continua a collaborare, attraverso la Fede Bahá’í, a progetti culturali di trasformazione sociale per la pace e l’unità, rivolti a vari gruppi e comunità sociali.

Nell’ambito del suo lavoro artistico dentro e fuori il paese, Melgen ha collaborato con musicisti e cantanti dei più diversi generi popolari, portando la sua proposta musicale a spazi e pubblici diversi. È attraverso questo lavoro, che colpisce per la sua partecipazione al Festival della Canzone di Punta del Este, Uruguay (2017), un’esperienza che si distingue quando afferma che, “senza dubbio, il Festival della Canzone non promuove solo il miglior musical e valori culturali dei nostri Paesi, se non che mi ha aiutato a rafforzare i legami di fratellanza e di amicizia”. Per questo, nel 2020, all’inizio della pandemia di Covid-19, e con il desiderio di portare gioia e speranza ove possibile, collabora con un gruppo di musicisti e cantanti nati dalla famiglia del Festival, portando il suo tema musicale “In un unico world”, che ha brillato come finalista nella Settima Edizione.

Adib Melgen M. sta attualmente lavorando duramente alla compilation di alcune sue canzoni, che faranno parte del suo nuovo album (EP) intitolato “En un Solo Mundo”.

Per questa edizione del Festival Internazionale della Canzone di Punta del Este 2022 brillerà come artista ospite e farà parte della giuria che determinerà il vincitore di quest’anno.


HEAVY PAPI
Portorico

Repubblica Dominicana – File:Flag of the Dominican Republic.svg – Wikimedia Commons

Biografia
HEAVY PAPI

Joaquín Castillo “Heavy Papi” è un artista di successo di merengue, reggaeton e hip hop, che mette in risalto il suo ritmo fresco e sensazionale che fa vibrare le persone.

È nato a Santo Domingo, Repubblica Dominicana e attualmente vive nella città di Miami, in Florida.

Grazie alla sua grande passione per la musica latina e americana, inizia a fare musica rap in inglese e spagnolo e a cantare il merengue, che è il genere che lo contraddistingue.

È riconosciuto come un grande artista nel mondo dello spettacolo, anche grazie a collaborazioni musicali con altri grandi artisti.

Si è trasferito negli Stati Uniti in giovane età e ha iniziato rapidamente a lavorare come modello e attore in programmi televisivi come Sabados Gigante, Despierta América e El Show de Caliente.
Il 9 dicembre 2021 ha ricevuto un grande riconoscimento per la sua carriera all’Hispanic Celebrities Award, che si è tenuto a Miami.

Heavy Papi continua ad ampliare la sua musica dopo il successo ottenuto in America Latina con il tema musicale ‘BELLA CIAO’. La sua canzone “LA LLAMADA DE MI EX” sta suonando molto forte nelle stazioni radio degli Stati Uniti, della Repubblica Dominicana, Porto Rico e di tutta l’America Centrale, così come i suoi primi successi come VAMOS A BEBER e YO SOY TU TIGRE.


Los artistas invitados en el Décimo Festival internacional de la Canción Punta del Este Uruguay.

El Festival de la * Canción de Punta del Este Uruguay* cuenta con invitados internacionales. Se realiza durante 3 días consecutivos, al cierre del 3er día, se da a conocer el tema ganador. Se considera también el voto virtual, por Instagram y fecebook, en las páginas del mismo. Los días 24/25/26 de octubre.
“Es una fiesta maravillosa, de camaradería y talento, dónde el Arte, en el formato de ” La Música” se hace presente, para placer de todos , en el marco de un bello entorno ” Natural” Balneario tradicional, ampliamente reconocido en el mundo., Cómo es Punta del Este Uruguay. Les deseamos con mucho amor, mucho éxito y felicidad.
Agradezco con el corazón a Dyricel por toda la información entregada y si amorosa predisposición. Ella es nacida en Panamá, pero enamorada de Punta del Este, su gente y sus increíbles paisajes.”
Guainy

  • ADIB MELGEN
    Puerto Rico

Biografía
ADIB MELGEN
Nacido y criado en San Juan, Puerto Rico de madre puertorriqueña y padre dominicano de raíces libanesas. Desde su infancia ha estado ligado al mundo de la música, ya que su padre fue miembro fundador de la agrupación musical caribeña el “Conjunto Quisqueya”, llevándolo así a estar sumergido en sonidos y colores de la buena música.

Desde pequeño estuvo fascinado por la canción y animar a la gente con la música. Mientras cursaba su carrera de Administración de Empresas en la Universidad de Puerto Rico, formó parte del Coro Universitario donde participó en varios festivales de la canción; posteriormente participó en el taller de Teatro Lírico Universitario, mientras cursaba estudios sub-graduados en drama y música en la facultad de Humanidades. En el Conservatorio de Música de Puerto Rico, estudió canto popular bajo el programa Variedades Artísticas, además de haber sido estudiante particular del maestro Carlo de la Cima, cantautor peruano de renombre internacional y primer finalista del Festival OTI 1992.

En el 2010 colaboró en el proyecto Ora Tambó del maestro de los tambores Itsvan Dely y la cantante Leonor Dely de Colombia junto a otros cantantes, producido por KC Porter, Insignia Records.

En octubre del 2016 participó en la inauguración del Templo Bahá’í celebrada en el Movistar Arena en Santiago de Chile, sirviendo como parte del coro integrado por cantantes bahá’ís de todas partes del mundo, evento en el que interpretó en vivo una canción para más de 5,000 personas. Adib Melgen continúa colaborando, a través de la Fe Bahá’í, en proyectos culturales de transformación social para la paz y la unidad, dirigidos a diversos grupos sociales y comunidades.

Como parte de su trabajo artístico dentro y fuera del país, Melgen ha colaborado con músicos y cantantes de los más diversos géneros populares llevando su propuesta musical a distintos espacios y audiencias. Es a través de dicha labor, que impresiona por su participación en el Festival de la Canción Punta del Este, Uruguay (2017), experiencia que destaca cuando afirma que, “sin lugar a dudas, el Festival de la Canción, no sólo promueve los mejores valores musicales y culturales de nuestros países, si no que me ha servido para estrechar lazos de compañerismo y amistad.” De ahí que en el año 2020, en los inicios de la pandemia del Covid-19, y con el deseo de llevar alegría y esperanza allí donde se pudiera, colabora con un colectivo de músicos y cantantes nacidos de la familia del Festival, aportando su tema musical “En un solo mundo”, el cual brilló como finalista en la Séptima Edición.

Actualmente Adib Melgen M. trabaja intensamente en la recopilación de algunos de sus temas musicales, los cuales formarán parte de su nuevo álbum (EP) titulado “En un Solo Mundo”.

Para esta edición del Festival Internacional de la Canción Punta del Este 2022, brillará como artista invitado y será parte del jurado que determinará al ganador de este año.


  • HEAVY PAPI
    Puerto Rico

República Dominicana – File:Flag of the Dominican Republic.svg – Wikimedia Commons

Biografía
HEAVY PAPI
Joaquín Castillo “Heavy Papi” es un exitoso artista de merengue, reggaetón y hip hop, destacando su ritmo fresco y sensacional que pone a las personas a vibrar.

Nació en Santo Domingo, República Dominicana y actualmente está radicado en la ciudad de Miami, Florida.

Debido a su gran pasión por la música latina y la música Americana, comienza a hacer música rap en inglés y en español y cantar merengue que es el género que lo que lo distingue.

Es reconocido como un gran artista en el mundo del entretenimiento, también con colaboraciones musicales con otros grandes artistas.

Se muda a los Estados Unidos a corta edad y rápidamente comienza a trabajar como modelo y actor en programas de televisión como Sábados Gigante, Despierta América y El Show de Caliente.

El 9 de diciembre de 2021 recibió un gran reconocimiento por su trayectoria en los Hispanic Celebrities Award, que fue celebrado en Miami.

Heavy Papi sigue expandiendo su música después del éxito obtenido en Latinoamérica con el tema musical ‘BELLA CIAO”. Su canción ‘LA LLAMADA DE MI EX’ se encuentra sonando con mucha fuerza en las emisoras de Estados Unidos, República Dominicana, Puerto Rico y toda Centroamérica al igual que sus primeros éxitos como son VAMOS A BEBER y YO SOY TU TIGRE

https://festivaldelacancion.com.uy/artistas-invitados/

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10° Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay con Alicia Antonia Muñoz Verri – Guainy

10° Festival Internazionale della Canzone Punta del Este Uruguay con Alicia Antonia Muñoz Verri – Guainy

Foto : DYRICEL

Venerdì poetico con la poesia di Riccardo Delfino e Joan Josep Barcelo

Riccardo Delfino e Joan Josep Barcelo

Foto : Joan Josep Barcelo

Oggi, oggi alla deriva
delle lenzuola, trasudi
cellule infeconde.

Sono quelle di sempre,
ma oggi le vedi: per te
per te la vita è un gioco

di morte e di sottrazione;
è farti Dio e laicamente
aspettare la catástrofe.
.
.
Avui, avui a la deriva
dels llençols, sues
cèl•lules infèrtils.

Són aquelles de sempre,
però avui les veus: per a tu
per a tu la vida és un joc

de mort i de sostracció;
és fer-te Déu i laicament
esperar la catàstrofe.
.
.
Riccardo Delfino

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http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/10/21/venerdi-poetico-con-le-traduzioni-in-catalano-di-joan-josep-barcelo/

Venerdì poetico con la poesia di Riccardo Delfino e Joan Josep Barcelo

Il mio commento a “L’antiere” (commedia) del molese Antonio Padovano…

Antonio Padovano, autore prolifico e di rara qualità,  con questa commedia ci riporta magistralmente in un mondo contadino di primo acchito  meridionale, ma in realtà appartenente a ogni angolo d’Italia decenni e decenni fa. È un tuffo nel passato che fa bene al cuore e alla mente. È la testimonianza di come eravamo noi tutti, di come erano tutti gli italiani, sfruttati e sfruttatori, schiavi e signori.  Questo mio commento potrà sembrare ad alcuni celebrativo ed elogiativo, ma queste mie parole sono state tutte soppesate e non sono altro che un semplice atto di stima nei confronti di un autore, che non si è mai venduto, che è sempre riuscito a mantenere fedele a sé stesso, pur rinnovandosi sempre e non esaurendo mai la sua vena creativa. La scena è unica. Tutto inizia con nove zappatori,  ma non tutti prenderanno la parola. Padovano con quest’opera dà parola agli umili, agli umiliati e gli offesi. Non si perde in preamboli. I dialoghi sono fitti e si leggono tutti d’un fiato. L’opera è emozionante,  coinvolgente,  scatena empatia e risonanze interiori, seppur l’autore non indugi mai in facili nostalgie e/o sentimentalismi strappalacrime e ricattatori.  Il libro non è mai noioso, non è un concione per così dire, ma è sempre pregnante, significativo. Il microcosmo descritto è una realtà lontana nel tempo, appartiene a una concezione della vita assai diversa da quella odierna, eppure quanta partecipazione umana c’è in questo libro per i poveri zappatori! Il grande punto di forza di Padovano è che mette in scena senza alcuna ombra di opportunismo ma facendo una scelta controcorrente il dramma nudo e crudo delle classi subalterne quando molti altri rappresentano la borghesia o si perdono nell’insensatezza della vita, nell’inquietudine esistenziale,  nel teatro dell’assurdo, avulso dai veri problemi della vita. Ciò dimostra quanto lo scrittore sia alieno da ogni compromesso col potere e dalle mode culturali.  Lo scrittore ci ricorda quando i nostri avi emigravano in America, si imbarcavano sulle navi, andavano a cercare fortuna anche in Germania,  quando prendevano le terre in affitto e guadagnavano una miseria, quando i sindacalisti erano visti come ruffiani e i preti come ladri, quando gli zappatori davano sempre la colpa al loro capetto (l’antiere), che era un povero cristo come loro, messo in mezzo  tra l’incudine degli altri lavoratori e il martello dei padroni. Allora c’era una netta suddivisione tra cafoni e galantuomini. I contadini faticavano tutti i giorni e vivevano di stenti. Come riassume egregiamente Padovano: “Stanziano aiuti, fanno riforme, ma non approvano mai la legge che dà le terre a chi le fatica”. La regia di Padovano è davvero sapiente. Lo studio del linguaggio è attentissimo e molto scrupoloso. Ogni parola è ponderata. La nominazione ha una precisione chirurgica. Il dosaggio per imbastire una commedia come si deve è quello giusto: una diglossia ben calibrata, un uso di vocaboli dialettali parsimonioso,  mai eccessivo e comprensibile ai più perché intuibili dal contesto, una dialettica mai improvvisata e nemmeno mai artefatta.  È un’opera questa da leggere a poco a poco e con calma, da gustarsi a piccole dosi perché dietro un’apparente semplicità (mai lasciarsi ingannare dalle apparenze) si celano un lavoro paziente, certosino e un grande talento autentico, cristallino. 

Paesana — 10: Matteotti

Paesana —10: Matteotti

Publicado por J RE CRIVELLOel

By j re crivello

Abrí la segunda carta de Margherita Re, estaba fechada en Paesana, en agosto de 1924. Casi en los días que se marchaban sus dos hijas. Esta vez la letra era ligera, rápida como si mostrara una furia ante la vida desde aquella aldea al borde de Los alpes.

“Dos de mis hijas se marchan a América, estamos en el año 1924 y aún las mujeres no podemos votar. Una frase del Papa Pio X en 1905 nos ha condenado y lo dice todo: «no electoras, no diputada, porque todavía hay demasiada confusión para los hombres en el Parlamento. La mujer no debe votar, sino votar por un alto ideal del bien humano […]. Dios nos proteja del feminismo político”.

Y el fascismo no pienso que lo hará ya jamás, no nos dará los derechos que nos corresponden ¿qué será de la vida de María, la única hija que me queda aquí?” Margherita Re.

“Quieren más que sus brazos, sus lomos”(1) La frase de Teresa Re flotaba en el ambiente. La última charla con su hermana Domenica mostraba esa dificultad para convencerla que marcharan. Quedaban pocos días para su boda y ese si de su hermana ya cerrado y con reparos, llevo a Teresa a caminar por la senda que veía desde hace años ir a Domenica. ¿Qué habría detrás de esa gruta? Teresa 8 años más joven que ella, escuchaba radio, le gustaba estar al tanto de las noticias y sabía que el gobierno de Mussolini recortaría los salarios a las mujeres un 50% en las fábricas. Ellas dos bajaban caminando hasta Paesana a trabajar a una de ellas. Nada bueno venía con este gobierno.

“Nos quieren para tener más hijos” —se repetía. La frase la usaba una compañera del trabajo. Hasta que llego la carta de Chiafredo y luego de Antonio Re y convinieron en casarse.

¿Casarse con un primo? Ya no le torturaba esta idea. Ya no le molestaba más que esta continúa insistencia en que las mujeres debían estar en su casa, tener hijos, y casarse muy jóvenes. ¿Y si cerraban la emigración? Y si, Mussolini ¿no dejaba a nadie salir? Pero su futuro marido había llegado hace dos días con otros dos. Tres mujeres se casarían y una cuarta Domenica se marcharía con ellas. América por más difícil que fuera no la imaginaba como una tierra de tan solo mujeres para traer hijos por orden del Estado.

Sus ojos grises se toparon con otros del mismo color. No lo había visto. Salió de su ensimismamiento. Era un lobo, mayor, le miraba fuera de la cueva. ¿Hasta aquí venia mi hermana estos años? Saco unos caramelos de su falda y se los dio. Aquel goloso unto su mano con la lengua.

¿Qué hacer? —dijo en voz alta, como si su compañero comprendiera su idioma. El lobo movió la cola y con su pata arrastro el barro que se formaba con el agua que caía de la cueva y marco una redonda, luego atravesó con la pata uniendo la parte alta con la baja.

¡El mundo es redondo! —exclamó Teresa. Esa era la clave, donde vivieras, tu vida sería una práctica de amor. No quedaban dudas, decidió despedir a su amigo pero antes canto una suave canción en piamontés

¿Dónde has estado? —pregunto Domenica. Teresa prefirió mantener el secreto de su hermana. Y puso la radio. Un parte de las noticias les helo la sangre: hoy 16 de agosto, en Roma han encontrado el cadáver descompuesto de Matteotti. Una mezcla de indignación y miedo recorre el país (1).

Decidí abrir la tercera carta de Margherita. Era triste, de cierta desazón, fechada en 1930. Solo tres líneas:

“Hoy han aprobado los fascistas la ley del Uroxidio. Con ella cualquier marido con ganas de revancha le permite castigar a su mujer. Mis dos hijas están bien y casadas con dos maridos que las aman, pero, sé que ya no las volveré a ver”. Margherita Re.

Nota:

(1)El País. Mujeres y fascismo

(2) Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 de mayo de 1885Roma, 10 de junio de 1924) fue un político socialista italiano, famoso por su firme oposición al fascismo italiano incluso después de que Benito Mussolini tomara el poder tras la Marcha sobre Roma, para lo cual Matteotti aprovechó su condición de parlamentario a fin de denunciar la violencia del régimen y su manipulación de las elecciones. Matteotti fue secuestrado el 10 de junio de 1924 en Roma, y semanas después se encontró su cadáver en estado de descomposición (el 16 de agosto). Se sabe que fueron militantes fascistas los que lo secuestraron y asesinaron, pero nunca se demostró que fuera el mismo Benito Mussolini quien ordenara su muerte. Tras la Segunda Guerra Mundial y la caída del fascismo, Matteotti fue homenajeado como político luchador que, a pesar de su intimidación por las camisas negras, nunca calló su deseo de democracia.

Mi Historia

A los 8 años leí La Biblia (una espléndida colección de mi abuela de 10 tomos ilustrada) pero no me hice religioso, luego El Quijote y una biblioteca entera propiedad de mi Tia Estela que devore en mi exilio. Mis padres se habían divorciado y mi alimento espiritual era la rutina del colegio (¡que horrible repetir sandeces!) y mis dos abuelas italianas que me sumergían en relatos sobre las vidas paralelas de sus familias en Los Alpes. Del colegio solo tengo un record Guinness, me enviaron a izar la bandera en un mástil de casi 100 metros y rompí el alambre que elevaba el símbolo patrio, desde aquel día… sigue sin solución el déficit de bandera.

Durante aquel exilio mi única amiga era mi prima hermana Monica, escritora igual y soñadora. Bueno yo soñador y ella escritora.

Siempre pensé que sería escritor, lo que ocurre es que viví extraviado hasta los 50 años. Fui ayudante de albañil, vendedor de tonterías varias, guardia urbano, agricultor de temporada, friegaplatos, modelo de desnudos para dibujantes, traficante en pequeña escala de la Mafia griega, profesor de El Capital de Carlos Marx muy joven en la Universidad, empresario y profesor de niños y jóvenes en mi trabajo actual.

Y el extravío durante aquellos años me llevo de regreso a mi cualidad intima, contar y escribir historias como lo hacían mis abuelas y pensar sobre la sociedad y desvelar sus artificios ideológicos. Con lo cual… he regresado a la pasión que nunca abandone.

Y les invito a juzgarme por esa esencia, personal, efímera, sutil, ambivalente y compartir mi oficio de cultivo de la inteligencia y la memoria.

Si alguien es responsable de este avatar, diríjanse a mis dos abuelas: Francesca & Domenica

L’Odore Dell’Anima, di Caterina Alagna

Con immenso piacere annuncio che da oggi potete trovare negli store online la mia prima raccolta poetica ” L’Odore Dell’Anima” in formato epub. 

40 poesie scritte e curate negli ultimi dieci anni che ho pensato fosse giunto il momento di dare alla luce.Sinossi

Raccolta poetica che si focalizza sulle note introspettive che prendono forma sul palcoscenico dell’anima. All’apparenza ombrose, brillano di luce propria se attraversate da uno sguardo profondo. Tra alti e bassi, si muovono nel bizzarro spettacolo della vita in cui il bene e il male, il piacere e il dolore si uniscono in un intreccio indissolubile su cui si fonda l’essenza dell’animo umano.

L’anima è la protagonista principale della raccolta, che attraverso varie tematiche, emerge dal mare sepolto che ogni essere umano nasconde dentro di sé.

E’ possibile acquistarla su

Youcanprint

Amazon

Ibs

Rakuten Kobo

IBooks Store 

Estratto 

Aculei e margherite

Camminiamo su distese

di aculei e margherite,

punte di picche 

che scalfiscono la pelle,

ma tra le fenditure

s’insinua il profumo dei fiori.

Così imparai

all’apice della perdizione

che la bellezza delle cose

si riflette nello specchio del dolore.

Leggi anche

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Milton M 02– ¿el martes incluye la tentación?

Milton M 02 – Il martedì include la tentazione?
Inserito da J RE CRIVELLO il 3 OTTOBRE 2022
Di j re crivello
Milton M ha chiamato sua madre, era martedì, voleva sapere se l’altra parte avrebbe detto: sto bene! E la sua prima reazione è stata che ha avvertito una risposta annunciata, alla quale non ha improvvisato e ha detto qualcosa del tipo:
—Questa mattina a Barcellona vuole piovere ma non osa. Abbiamo una siccità…
“Piove qui tutti i giorni”, rispose sua madre. Milton era già rotto, erano le 8 di sera e la testa gli faceva un po’ male per il lunedì e la sua festa sessuale, e ora era davanti all’altare dell’autocontenimento, gli passò per la testa come una raffica quel giorno in cui erano a messa e sua madre indossava un velo. Guardò i santi e le loro gesta. Milton era affascinato dalle facce tristi di ogni talpa. La sua reiterazione nel dire che questa vita era formaggio e pane tostato, al massimo a piedi nudi e uscendo da un vestito da vergine gli dava colore. “Ma perché sono tutte vergini?” Poteva chiedere a sua madre.
“Non hanno avuto contatto fisico”, avrebbe risposto. Milton in quegli anni era un ragazzino assente da tutto, tranne che dal contatto fisico. Per un po’ ha dormito con una zia in un grande letto e quelle notti gli sembravano molto lunghe. Ricordava persino il rituale, si toglieva i vestiti, indossava una camicetta e poi una camicia da notte, ogni sera una diversa, poi si metteva a letto e lo chiamava. Milton è entrato nella cuccetta e una serie di movimenti si è scatenata fino a quando il russare di Maray G gli ha permesso di vivere mentalmente le avventure della giornata.

  • Sei qui? disse sua madre. “Sì,” rispose, “è perché mi sono ricordato di zia Maray.”
    “Tua zia era una santa, andava in chiesa ogni settimana e faceva opere di beneficenza”, ha detto sua madre. Milton M è stato in grado di associare le Vestali della sua infanzia alla messa e si assomigliavano. Da cui dedusse che era vergine e chiese:
    — La zia è sposata?
    — No, diceva sempre che sarebbe rimasta a vestire i santi — e così è stato. Milton per capriccio del destino era andato a letto con un santo, il suo destino lo aveva collocato all’interno del territorio dove il sesso è un elemento infido. Diciamo che è nascosto, ma persiste. Anche sua zia Maray era una donna molto bella. Si vestiva con colori vivaci e sì, indossava strati che si toglieva a seconda del calore dell’ambiente. Le sue gambe rosee erano un silenzio che gli uomini avvertivano ma non osavano insinuare un momento folle in sua compagnia. Era una vestale, una vera vestale della chiesa ma ferma e rosea tra i vivi.
    — Zia Maray è andata dal dottore? chiese Milton M.
    “Certo, come tutti gli altri!” Visitavo questo Fernandez da Pristina Street. Quel signore lo ha curato per tutta la vita, era un medico così bravo che… Sua madre si fermò, sembrava che qualcosa non andasse e disse: voi lo pensate?
    “Il mondo delle donne single è un mistero materno”, ha risposto Milton.
    “Vieni a pensarci bene”, continuò sua madre, zia Maray aveva qualche anno di mal di testa e andava spesso dal dottore, e noi a casa le consigliavamo di consultare qualcun altro e lei resistette. Milton aveva decifrato un enigma, ma era legato a quelle notti in cui dormivano insieme, forse alla loro intima gelosia unita a certi eccessi. Davanti al quale gli apparvero all’istante le vestali mariane della chiesa e poté intuire:

ci sono devozioni che includono il purgatorio e la tentazione

El escritor y Dios -20 ¿Somos llaneros solitarios?

El escritor y Dios -20 ¿Somos llaneros solitarios?
Publicado por J RE CRIVELLOel OCTUBRE 14, 2022
by j re crivello
Mal comienzo, fuera llueve y en la península de la nube en la que vivo se dan recortes. Es decir la tormenta reduce mi casa y descarga allí debajo. Y… tuve la feliz idea de visitar a Dios. Le encontré sin trabajo, abandonado a la lectura de un comic extraño y vil: El Llanero solitario. En esa aventura la relación entre el vaquero y su compañero indio parece un capricho del destino.
Debo confesar que los hombres no cabalgamos juntos con otros masculinos, a lo sumo aparecemos en escenas de cerveza y partidos de fútbol fabricados en la factoría de Hollywood. Pero esta relación con Dios, con el poder y este italianizado escritor eran como una novela, al verle, dije:
—Día espasmódico ¿no? Mi nube descarga encima de Barcelona y los turistas ya no sacan sus tarjetas para comprar recuerdos, fiebres de diseño y algún que otro ruido lumbar que ellos le llaman sexo, es la Pandemia que los deja en sus casas —agregué. El me miro, y señalando al vaquero que aparece en la revista y su compañía dijo:
—Estos dos me gustan porque hace 30 años en los colegios de curas, pasaban en un cine pequeño sus aventuras después del rezo. Y me causa mucha risa ver matar con balas de plata luego de cantar el Angelus cinco minutos antes.
—Serian tiempos de sueños y abstinencia –dije
—En el Cielo siempre nos abstenemos, pero los cómics de la tierra están saturados de golpes, canalladas y encuentros de serena elegancia —dijo Dios sin reprimirse
—De ¿serena qué? –pregunte, por aquella expresión tan fabulosa para un escritor o un moralista pero tan alejada de la vida terrenal. El abandono la revista del Llanero, y dijo: “el consumir atrevido, del poco tiempo de vida allí abajo, nos lleva hasta esa puerta doble, la del Cielo y el Infierno. Si practicaran la serena elegancia pasarían por esta sin ni siquiera hablar conmigo”.
— ¿Y porque lo hacemos? -pregunte
—El diablo, existe el diablo. Mientras meneaba la cabeza para agregar: un señor rabioso de ego, deseos envidia y saludable creatividad que nos aproxima a perder la elegancia. Estuve a punto de referir que no creía en ese tipo, ni le había visto, ni sabía si existía. El presencio mi desvelo, aunque bloquee mi pensamiento al estilo de los magos, pero fui lento y estaba en sus manos. Y repitió de manera pausada: “mira, allí está” No pensé que el Diablo caminara cerca del Cielo, pero pude ver un señor de gabardina gris, cara de resfrío de verano, jersey de mangas y sin pantalón, de tez color rojo anaranjado quien nos miraba. En un gesto rápido e inocente levante la mano y le salude. Desde aquella distancia él sonrió e inflamando los ojos pudo crear un pastel gigante del que escapaban jovencitas. Dios se abstuvo de decir algo, yo solo pude referir: “Mierda” y la nube del fenómeno estallo en un violento tifón.
¿El Diablo nos acompaña ante los deseos de sueños, de vicios, y de crestas brillantes?

Hombres a la antigua (o sea tipos de 60 para arriba)

Hombres a la antigua (o sea tipos de 60 para arriba)

Publicado por J RE CRIVELLO

el SEPTIEMBRE 26, 2022

by j re crivello

Para hablar de los hombres nadie mejor que un hombre o… mujeres. La serie se compone esta semana: Hombres a la antigua, Hombres y fé (los ayatolás), Hombres y Dios, Hombres y mitos de maldad: Sauron, Hombres blandengues, el fin de la civilización de los hombres. Alguno de estos textos no saldrá… Buen lunes j re.

“La casa de John Deaf era rarísima. Quiero decir que siempre hubo casas piojosas en el barrio, pero ninguna como la de John Deaf. . Para empezar, no había una puta mierda; ni muebles ni nada de eso. Nada en el suelo, ni siquiera linóleo… (pág.113, Irvine Welsh, Acid House)

No van a gimnasia, ni menos a yoga. Yo voy a yoga con 67 y solo hay otro de mi edad, y un tipo joven. Lo demás, glamorosas mujeres o no tanto que quieren “estar a la onda”. Los hombres de 60 para arriba son señores de la petanca, de contenidos de poca cultura y se les mantiene en la tierra hablar de sus achaques, protestar por todo y votar al PSOE como si fuera una religión.

No he visto a ninguno de estos tipos con un libro en la mano, aunque más no sea para quitarles el polvo. Si me pongo a hablar con ellos, los temas son tan remanidos que me aburro a muerte. Son más interesantes las generaciones de los 50 años o los 30/40, por lo menos hablan de otros deportes que no sean el futbol, pero pocos de política o de cultura. No sé por ejemplo, temas como: “he leído un ensayo sobre el medio rural”, o “las mujeres en Irán están jodidas”, o “la instalación de paneles solares en las casas”.

De eso he hablado con mi compañera de 50 de cerámica o el profesor de 40. Son temas actuales. Parece que los hombres de la casa de John Deaf por edad, casi igual, hubieran abandonado sus destinos. ¿Ya no hay estaciones intermedias?

Son de mi misma edad, yo fui hippie. ¿Qué hacían ellos en esa época? De mi lista de amigos solo encuentro dos que podría hablar de temas variados. ¿Y si hacemos una fosa y los empujamos para luego taparla?

No sería mala idea. No sería mala idea.

Poetry: But no one improves… Published at Gobblers/ Masticadores

#Poetry: But no one improves… Published at Gobblers/ Masticadores.

Posted on  by Jane Aguiar

I’m delighted to announce that my poetry is published at Gobblers/Masticadores//Editores: Manuela Timofte/J re Crivello.

I thank Mr. J re Crivello, Director and founder of Gobblers/Masticadores and his team.

Here is my poem:

But no one improves…#Poetry

In this world of humans, 
humanity needs support. 
A helping hand should be extended, 
not selfishness.

The pat on the back 
has disappeared somewhere. 
Curses are easily received now, 
humanity itself is dead.

I would be honored if you Visit here and
read the rest of my poetry.

Copyright ©️ 2022 Jane Aguiar 

Thank you so much for reading!

Stay Blessed! 

CULTURA: Sguardo animale di Flavia Sironi. 21 ottobre 2022

Sguardo animale di Flavia Sironi. 21 ottobre 2022

Date: 21 ottobre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Io, Flavia Sironi con uno dei miei amati cani

Articolo di Flavia Sironi

Gli animali hanno un anima e la condividono con noi

Domenica prossima, 23 0ttobre, a Besnate, in provincia di Varese, si terrà l’allenamento collettivo di canicross.

Sarà presentato dall’atleta della Nazionale CSEN Giulia Nobile. L’attrezzatura verrà messa a disposizione dall’organizzazione.

Il canicross è uno sport che attraverso un imbrago indossato dal due zampe, una pettorina indossata dal quattro zampe e una coda, e una linea che lega l’uno all’altro, come se fosse un cordone ombelicale attraverso il quale scorre una corrente che fonde l’uomo al cane, forma un binomio molto particolare.

È uno sport che crea un legame unico.

Tu il tuo cane, il tuo cuore il suo cuore, i tuoi polmoni i suoi polmoni, le tue gambe le sue zampe, il tuo entusiasmo il suo entusiasmo, la natura madre che vi circonda: il gioco è fatto.

Inutile dire che vi aspettiamo numerosi. #sguardoanimaledisironiflavia#sironiflavia#sguardoanimale#camminacolcane#flaviasironi#canidiinstagram#animalifantastici#sguardoanimalediflaviasironi#canicross#sportcinofili#atletica#atleticaleggera#Atleti#dogtrekking#canifelici#canifelicineabbiamo

Articolo di Flavia Sironi 21 ottobre 2022

sguardoanimale.wordpress.com

23 ottobre – Trisobbio (AL) – Fiera Nazionale del Tartufo Bianco

23 ottobre – Trisobbio (AL) – Fiera Nazionale del Tartufo Bianco

Degustazioni guidate nelle cantine storiche, mercato di tartufi del territorio, raccolti nella Tartufaia di Trisobbio, piatti tipici e vini locali per la quarta edizione nazionale della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco “Tarsobi Tartufi & Vino”. Per maggiori informazioni: www.comune.trisobbio.al.it

Malinteso (6) di Giovanni Mainato

Malinteso (6)

Postato il  di Giovanni Mainato

Mi è capitato un episodio curioso che vi voglio raccontare. Era tanto tempo che volevo visitare la Spagna e finalmente ho approfittanto di questo fine settimana libero per un breve viaggio a Barcellona. 

Appena arrivato ero così eccitato che ho iniziato a salutare tutti quelli che incontravo. Ad un certo punto ho visto un meraviglioso banco di frutta e rivolgendomi al fruttivendolo gli faccio: ‘Salve signore, lei non immagina come sono eccitato di visitare la sua città: non vedo l’ora di conoscere i membri della Sagrada familia, di assistere ad una partita della vostra straordinaria squadra al Camp Nou, di vedere le opere di Gaudì e di Picasso, di vivere l’ebrezza della vostra vita notturna… Inoltre ammiro il vostro buon umore e il vostro orgoglio catalano’.

Dal momento che il fruttivendolo mi guardava esterrefatto, io mi sono reso conto che gli stavo parlando in italiano: ‘Oh, escusas, escusas hombre. Non imaginas como soy entusiasmado, como soy contento de encontrar los membros de la Sagrada familia, di asistir a un match de futbol de vuestro extraordinario equipo, de ver las maravvillosas operas de Gaudì e de Picasso, de vivere la movida, la vida nocturna, Olè! Ademàs yo admiro el vuestro buon humor y el vuestro orgullo catalano!’. 

Niente. Il fruttivendolo ancora esterrefatto. A quel punto io: ‘Oh, che stupido, come ho fatto a non pensarci prima? Stavo parlando castigliano! Chiedo umilmente scusa: parto subito con il catalano…’

Stavo già per ritradurre il discorso quando lui mi fa: ‘Ma che minchia dici? Aricchiuni! Test’ri cazzu! Figghiu ri buttana! Cuinnutu! E’ megghiu ca ti stai mutu! Ietta sangu! Cugghiuni! Pezz’i mieidda! Scemunitu! Sucaminchia! Babbu! Non ci scassari a minchia! Picchì non t’ammazzi? Và rumpiti i cuoairna! Rugnusu!’

E niente! Anche questa volta il navigatore mi ha giocato un brutto scherzo: sono finito a Barcellona Pozzo di Gotto. Peccato! Posso però garantire che anche qui le arance sono squisite.

Sei di… se… di Giovanni Mainato

Sei di… se…

Postato il  di Giovanni Mainato

A seguito delle roventi polemiche che ho suscitato con i miei recenti post(s), ho deciso di intraprendere delle iniziative simpatiche e divertenti, che permettano di riappacificare gli animi.

Per esempio, sapete tutti che su Facebook sono molto di moda i gruppi del tipo Sei di… se…Sei di Parigi se…Sei di Amsterdam se…Sei di Strangolagalli se…Sei di Femminamorta se…Sei di Vergate sul Membro se…

Anche io ho dato il mio modesto contributo con i seguenti gruppi da me modestamente fondati:

Sei Di Capri se…

Sei Di Bari se…

Sei Di Tonno se…

Sei di fretta se…

Sei di spalle se…

Sei di spade se…

Sei di sera se…

download (1)
download (2)

Enigma sociologico, di Giovanni Mainato

Enigma sociologico

Postato il  di Giovanni Mainato

Ecco cinque oggetti contenuti in tre differenti case. In quale casa abita una famiglia tradizionale?

CASA A: 1) pentola multiuso acciaio inox capienza 20 litri; 2) fucile a pompa per legittima difesa; 3) poster dell’AC Milan; 4) parabola Sky; 5) parabola del buon samaritano sul comodino della camera da letto

CASA B: 1) hamburger vegana in frigorifero; 2) vibratore turbo diesel 380 cavalli con telecomando per la regolazione a distanza della velocità; 3) libro di poesie per bambini; 4) abat jour stile liberty; 5) pallone Super Santos

CASA C: 1) gabbietta 60×80 con lettierina di fieno per criceti, e criceto incorporato; 2) custodia per sigaretta elettronica; 3) libro di Giampaolo Panza; 4) bersaglio con freccette; 5) foto di Goebbels sul caminetto

soluzione a pag. 46

LIFE, di Silvia De Angelis

 

Una smisurata pagina nel bagliore della vita.

Pulsa di riti immaginosi

nei rintocchi lievi o nefasti

d’una memoria che scivoli a perdifiato

spogliando sfumature di comete

celate sul bordo d’un’apnea illimitata.

S’ammansisce al crepuscolo

sullo scialle mobile di fioca luce

lasciando cadere asperità e contrasti

sul bordo esiguo d’una foglia accartocciata.

@Silvia De Angelis

L’essere nulla, di Stefano polo

L’essere nulla

Ti senti perso dentro quella buia stanza
vedi solo un muro, tristezza,
sensazione di vuoto dentro il cuore
di un arido gelido, come un campo incolto
e un buio tetro dentro il tuo animo
e gli occhi spenti come una sigaretta
nel portacenere appena posata…
Ma un giorno nel tuo cuore
il sole tornerà a splendere di nuovo
la vita in te tornerà a galla
e l’essere nulla, quella gelida sensazione
mai più tornerà
un sorriso largo come il cielo stellato
spunterà dal tuo viso
e vedrai nel tuo specchio riflesso
il tuo essere rinato… 

Mostra meno

UN’IMPREVEDIBILE CROCIERA, di Silvia De Angelis

Sono amici da molto tempo, ma col passare del tempo si sono perduti di vista.
E’ una comitiva di vecchia data, che nei tempi del liceo e dell’università ha avuto una assidua frequentazione, che ha portato all’avvento di  storie sentimentali, litigi, abbandoni, ritorni…insomma come succede nelle migliori famiglie.
Ora del gruppo sono rimasti loro Luciana e Pino, Paola e Franco, amorevolmente accoppiati e con tanta voglia di vivere. Decidono di incontrarsi a una cena , per ricordare i tempi andati e  intrattenere insieme momenti spensierati.
Durante il ritrovo Luciana che è sempre la più intrigante, propone di intraprendere un viaggio ,visto che s’avvicina il periodo estivo ed una bella vacanza non può che riaffermare  empatie di vecchia data.
E non c’è niente di meglio che una splendida crociera nel Mediterraneo, visto  che la nave offre tantissime distrazioni ed anche l’opportunità di soffermarsi in località diverse.
Sono tutti d’accordo, e per le metà di giugno, salpano dal porto di Genova con una meganave attrezzatissima per l’occasione.
Luciana e Pino sono una coppia sfiziosa, che ama sempre l’originalità, abbinata ad una dose  di narcisismo personale, e pensano già, di sfoggiare il loro fare estroso, indossando abiti particolarmente vistosi. Lei è una donna molto affascinante ed affabile, di carattere estroverso…il compagno invece è taciturno.
Paola e Franco sono due individui litigiosi, maniacali dell’ordine e della pulizia. Si notano per la sobrietà nell’abbigliamento e l’eleganza.
Pieni d’entusiasmo iniziano la loro vita sulla nave, cercando di conoscere i vari punti di ritrovo e interessandosi di tutte le iniziative che questo tipo di vacanza riserva agli ospiti.
La sera stessa il Capitano offre il coctail  di benvenuto, a cui partecipa anche una parte dell’equipaggio, e Luciana già è al centro dell’attenzione per il suo splendido fascino, causando le gelosie di Paola che fin dai tempi adolescenziali  rimaneva in ombra.
Dopo qualche giorno, i quattro amici, si sono ambientati perfettamente sulla nave e ne conoscono a menadito la struttura, frequentando il cinema, la sala da ballo, la piscina ed i ristoranti, variegati.
Di sera la brezza marina è molto invitante e spesso si soffermano, sul ponte, ricordando attimi del passato e particolari episodi che hanno coinvolto le loro vite.
Paola è sempre la più romantica e sembra quasi commuoversi in quel tornare indietro nel tempo, tanto che una sera, particolarmente emozionata, si scusa e si ritira nella sua stanza, mentre gli altri rimangono a chiacchierare .
Si è fatto tardi  ed i tre amici si salutano per la buonanotte.
Quando Franco rientra nella cabina ha una terribile sorpresa Paola è riversa sul pavimento in una pozza di sangue, ormai priva di vita. Avverte il capitano, viene dato l’allarme e subito avvertita la Polizia.
L’ispettore di Polizia fa i rilevamenti in loco e non trova particolari tracce, o armi, che possano in qualche modo far risalire a degli indizi specifici.
La situazione è complessa ed il tempo trascorre senza che si giunga ad una risolutiva conclusione.
L’ispettore di polizia ha notato, durante gli accertamenti, che un mozzo della nave(si chiama Mario) ha un fare sospettoso.Decide di tenerlo sott’occhio. Infatti  si introduce nel suo alloggio personale e vi trova il portafoglio di Paola ed i suoi preziosi.
Decide a questo punto di  interrogarlo, per poterlo inchiodare, ed arrivare alla sua colpevolezza di omicidio.
Il colloquio fra i due è drammatico, e Mario ad un certo punto, ha un malore ed è costretto ad interrompere la requisitoria. Sarà ripresa il giorno successivo…ma Mario, che era sotto custodia cautelare, viene trovato soffocato , col volto chiuso in un sacchetto di plastica….
Le indagini ,a questo punto, si complicano notevolmente e l’ispettore cerca di riassumere con criterio tutto l’avvenuto, analizzando gli indizi in suo possesso, che inevitabilmente riconducono a Franco, che corrotto il mozzo Mario, lo aveva costretto ad uccidere sua moglie Paola…
Ma Franco durante la notte è fuggito su una scialuppa, per altre rotte,e  sarà quasi impossibile raggiungere il suo percorso fuggitivo….

@Silvia De Angelis

MUTILAZIONI, di Rebecca Lena

MUTILAZIONI

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·


Dev’essere la calma piatta che si addice a chi non è mosso, ma sa muovere; che non si scompone ma osserva chi si increspa di conseguenza, con dramma ed esibizione. Potremmo descrivere gli estranei alla calma piatta come esseri dotati di un groviglio di arti e lembi inutili che scuotono con passione di bestia sottomarina. 

A volte la calma piatta vorrebbe potersi scrollare anche da sé stessa, forse presa da noia, per tremare con quelli che amano tremando, urlando, o che urlano dicendo di amare; ma non sa. E se lo fa è una menzogna che compiace. Perché la calma piatta è un corpo unico che si riduce, ridimensionando il proprio confine ad un profilo essenziale, quello di un solo arto. Come in un processo di labor limae dell’essere che perseguita maniacalmente la sua riduzione, ed esiste davvero vivo nella forma più indispensabile, quella che raggiunge senza grida di piacere o scompenso, senza decorativismi delle emozioni o desideri socialmente utili.

Può apparire crudele quella calma piatta che trova libertà nel minimalismo estremo delle espressioni, ma è solo un nome la crudeltà, coniato da chi non sa dare nome all’atarassia irraggiungibile, che sconvolge, e non può che essere immorale ai suoi estranei.

Quegli arti che per incomprensione si agitano (overplay) sono fatti di fotoromanzi, tagliuzzati e incollati come decoupage, con l’illusione putrescente (di essere importanti) che ne è collante.

La calma piatta invece pare capace di ridimensionarsi anche dentro la verità che turba, attraverso la vanità di essere vana. Con l’orgoglio di essere priva di spigoli e solidità, con sembianze desaturate dal desiderio di unicità e dai sentimenti ostentatori. È una celebrazione la sua forma ripulita, non è mutilata, né priva di qualcosa, è solo sintesi, sintesi di sé stessa.


 

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LO SPARO, di Rebecca Lena

LO SPARO

 · di Rebecca Lena · in lettere. ·

Caro G, perché continuo a scriverti? 

Adesso non ricordo più nemmeno il tuo viso, chissà se l’hai conservato da qualche parte, prima di spogliarti anche di quello. Rammenti? 

Lo immagino infilato in modo frettoloso dentro una fessura del buio, forse a tappare quel buco che ti permetterebbe di sbirciare aldiquà, dove sguazzano le persone che ti hanno dimenticato. 

Il buio dev’essere confortevole, senza spigoli o incrostazioni sonore; è assenza purissima, priva di grumi del sentire. Probabilmente non vorresti trovarlo mai più quel maledetto buco.

Non so, ho un sogno impossibile che mi prende ogni tanto ed è come una biscia innamorata sulla bocca del mio stomaco. La sento crogiolarsi adesso nel suo veleno dolciastro che non fa male a nessuno, tranne che al mio stomaco. Adoro essere avvelenata ogni volta che, per sbaglio, sopra uno schermo bianco, incontro una G e poco dopo una U, che incorniciano una L e una A inermi, per morire infine in CO. Non so perché ma nel tuo nome vedo la G e la U prima di tutto il resto, ed è proprio in questa follia che nasce il mio sogno.

Se tu, in un momento eterno qualsiasi, dopo esserti destato in modo fastidioso, ti fossi accorto all’istante di uno spiffero maleodorante proveniente proprio da quel buco antico che avevi dimenticato e dal tuo viso appallottolato lì dentro nel tentativo vano di tapparlo, e se appunto tu, che non sei più davvero qualcosa, in un gesto curioso, un po’ folle che non mi spiego, lo avessi rimosso, quel viso di tela, aperto e poi indossato, ti fossi poi affacciato per un millisecondo soltanto a sbirciare il nuovo lembo di luce odiosa che porta il puzzo di cose vive (specialmente di biancheria); e se il caso mi avesse spinta a passare proprio in quel momento, ortogonale alla traiettoria del buco nel muro grande quanto uno sparo, lungo la parete del corridoio rumoroso in cui transitano i vivi, in cui transito anch’io, proprio adiacente al tuo, e se tu, forse un po’ animato da ricordi scordati, da voci stonate, ti fossi spinto con l’occhio nuovo proprio all’estremo di quella traiettoria, allora forse, ma non dico davvero forse, mentre un battito si fa più forte dietro al mio sterno, forse, proprio in quel momento, che è adesso: spareresti un colpo. Uno involontario, proprio dal foro della tua iride nera, come un fulmine buio – sconvolto e sconvolgente – dritto nel mio occhio transitante che, distratto, non so come era stato colto dalla smania improvvisa di guardare dove non guarda mai nessuno, dentro l’unica piccola crepa di una parete limpidissima.

a G:
https://raccontidellacontrora.com/2019/07/08/lettera-a-g/


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Equivoco

Equivoco

Postato il  di Giovanni Mainato

Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. Mi si è fermato il cuore …

Oriana Fallaci

Scusi signora, mi trovo costretto ad interromperla subito per chiarire uno spiacevole equivoco: io sono Mainato con la maiuscola e non sono un bambino. Cordiali saluti,

G.M.

lettera
oriana

Quinto Fabio Massimo

Quinto Fabio Massimo

Postato il  di Giovanni Mainato

Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica dedicata alla storia. Devo solo scegliere se intitolarla ‘Pillole di storia’, ‘Voci dal passato’ o ‘Barbero, a noi due’. Vedremo…

Comunque la puntata di oggi è dedicata ad un grande personaggio di Roma antica: Quinto Fabio Massimo. Come è noto egli fu soprannominato cunctatorper la strategia attendista da lui messa in atto nella guerra contro Annibale. C’è da dire che non tutti all’epoca la condivisero. Ad esempio il magister equitumMarco Minucio Rufo la criticò, ma Fabio non ci fece molto caso: non aveva molta stima di uno che insegnava le tabelline ai cavalli. 

Il problema fu che Fabio volle sperimentare questa strategia anche nella vita quotidiana. Alle volte capitava che si bloccasse nel bel mezzo della strada, con i carri che si dovevano fermare. “Ehi, cosa fai lì fermo? Vuoi che ti mettiamo sotto?” gli gridavano. E quello rispondeva: “Lasciatemi cunctare”, manco fosse un Toto Cutugno qualsiasi. 

In casa poi era anche peggio. La moglie, la signora Massimo (ovviamente era il cognome da sposata) era disperata. Alle volte capitava che chiedesse al marito se preferisse carne o pesce per cena e che la risposta arrivasse dopo due settimane. Non parliamo poi della vita sessuale, un vero disastro: ella si augurava invano che almeno una volta gli capitasse di soffrire di eiaculatio precox (in latino allora si diceva così), ma niente.

Un giorno sbottò: “Non hai nessun rispetto per me! Ti comporti come un dittatore! E poi sono stanca delle tue attese! Chi ha tempo non aspetti tempo! Perché continui a cunctare? Non capisci che se ti ostini ad aspettare senza fare nulla non solo Sesto Pompeo, ma addirittura Decimo Giunio Bruto ti supereranno in classifica?”

E Fabio: “Sei ingiusta con me! Non mi permetti di cunctare, e questo posso anche accettarlo, ma almeno permettimi di temporeggiare! Comunque forse hai ragione, cercherò di cambiare. Il punto è che io…”

“Tu cosa?”

Niente da fare. Aveva ripreso a cunctare. Ormai era più forte di lui.

Megalomani

Megalomani

Postato il  di Giovanni Mainato

Questa mattina vado a fare colazione al bar: appena mi vede, il barista mi fa accomodare in uno studio e mi porge un grosso volume pieno di fotografie. “Ma cos’è?” chiedo. “E’ il catalogo delle nostre brioches, signore. Noi teniamo molto al design e non lasciamo nulla al caso. Scelga pure con comodo”. Non c’è stato nulla da fare: ha voluto che lo sfogliassi tutto, e sono arrivato tardi al lavoro.

Pausa pranzo: decido di prendere un kebab al volo. Il kebabbaro mi illustra con dovizia di particolari la sua concezione di cucina fusion, un mondo di sapori in cui tradizione e innovazione si incontrano. Sostiene anche di avere fatto uno stage da Carlo Cracco e di puntare con decisione alla terza stella Michelin.

Vado a prendere mio figlio a scuola, e mi consegna il libretto in cui il professore di italiano ha scritto che mi concede udienza.

Controllo le mail e vedo che il mio amministratore di condominio per discutere della questione della tinteggiatura del vano scala ha indetto un concilio ecumenico.

Stressato da questa giornata, la sera accendo la TV. Su Rai2 c’è il colonnello del Meteo che indica la carta e annuncia: “Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti”. Passo a La7 e apprendo con stupore che “8 1/2” di Lilli Gruber è diventato “10 e Lode”.

Allora, lo diciamo chiaro e tondo, una volta per tutte: siamo stufi di vivere circondati di megalomani. Cioè, in realtà sono stufo solo io, ma prediligiamo il plurale maiestati’s.

megalomane
https://giovannimainato.wordpress.com/2022/10/20/megalomani-3/

TheWombwellRainbow #PoeticFormChallenge, #Dizan

TheWombwellRainbow #PoeticFormChallenge, #Dizan

Posted on  by Colleen M. Chesebro

I wrote this for TheWombwellRainbow #PoeticFormChallenge, #Dizan, but I believe that the challenge ended. So, here’s a new form for you. This was great practice, by the way! Try something new!

We write the Dizain in ten lines, with ten syllables in each line. It has a rhyme scheme of ababbccdcd. There is another version with Eight lines: Rhyming: ababcdcd

Photo by Diana Dypvik on Pexels.com

Here is my poem below:

amongst green grasses, the day's veiled warmth hides
in fields of turned earth, seeded with new life
against sapphire sky, dove's silver wings glide
over forests where cold cuts like a knife
hills rimmed with hoarfrost, Jack's wayward wife
seasons turn, spokes in the wheel of the year
Autumn's harsh gusts nudge another year near
time slows for none, our shadows, simple dreams
in the darkest hours we embrace our fears
these ever-changing days, look for sunbeams

© Colleen M. Chesebro
https://colleenmchesebro.com/author/cmchesebro/

Colleen M. Chesebro è cresciuta in una grande città del Midwest. Desiderosa di farsi strada nel mondo, si è unita alla United States Air Force dopo la laurea per girare il mondo e ritrovare se stessa. Ad oggi, quella ricerca continua. 💜 Oggi è una poetessa del Michigan che ama creare poesie sillabiche, narrativa flash e narrativa e saggistica creativa. Colleen sponsorizza una sfida settimanale di poesia, chiamata #TankaTuesday, su wordcraftpoetry.com, in cui i poeti imparano a creare forme tradizionali e moderne di poesia sillabica. 💜 La poesia sillabica di Colleen è apparsa in “Hedgerow, a Journal of Small Poems” e in “Poetry Treasures” e “Poetry Treasures 2: Relationships”, tra cui molte altre pubblicazioni online. Ha anche ricevuto numerosi premi per i suoi pezzi di narrativa flash dagli eventi annuali del rodeo di Carrot Ranch.com. 💜 Colleen ha creato Unicorn Cats Publishing Services per assistere poeti e autori nelle loro esigenze di pubblicazione di libri. 💜 Quando non scrive poesie o crea racconti, la troverai a scavare nel suo giardino o a giocare con i suoi due gatti unicorno, Chloe e Sophie. Quasi tutti i giorni puoi trovarla mentre scrive poesie su wordcraftpoetry.com. 💜

Folktober Challenge Day 15

Folktober Challenge Day 15

Posted on  by Colleen M. Chesebro

For the Wombrell Rainbow Folktober challenge # 15 Ekphrastic challenge. Thanks to Jane Dougherty for another great suggestion. 

F 2.15. Mare John_Henry_Fuseli_-_The_Nightmare
troubled sleep, dreams of demons—nightmare songs
incubus and horse-hags ride feelings of dread
in the darkness, contorted trees grow heads
terrorizing dreams, all alone in this bed

spirits torment and tantalize her thoughts
in vain, she struggles to scream—alas, no breath
cozy foreplay, the devil's vocation
her willing body fused to her evil soul

a flood tide of release breaks the wicked spell

© Colleen M. Chesebro
https://colleenmchesebro.com/2022/10/15/folktober-challenge-day-15/


Colleen M. Chesebro è cresciuta in una grande città del Midwest. Desiderosa di farsi strada nel mondo, si è unita alla United States Air Force dopo la laurea per girare il mondo e ritrovare se stessa. Ad oggi, quella ricerca continua. 💜 Oggi è una poetessa del Michigan che ama creare poesie sillabiche, narrativa flash e narrativa e saggistica creativa. Colleen sponsorizza una sfida settimanale di poesia, chiamata #TankaTuesday, su wordcraftpoetry.com, in cui i poeti imparano a creare forme tradizionali e moderne di poesia sillabica. 💜 La poesia sillabica di Colleen è apparsa in "Hedgerow, a Journal of Small Poems" e in "Poetry Treasures" e "Poetry Treasures 2: Relationships", tra cui molte altre pubblicazioni online. Ha anche ricevuto numerosi premi per i suoi pezzi di narrativa flash dagli eventi annuali del rodeo di Carrot Ranch.com. 💜 Colleen ha creato Unicorn Cats Publishing Services per assistere poeti e autori nelle loro esigenze di pubblicazione di libri. 💜 Quando non scrive poesie o crea racconti, la troverai a scavare nel suo giardino o a giocare con i suoi due gatti unicorno, Chloe e Sophie. Quasi tutti i giorni puoi trovarla mentre scrive poesie su wordcraftpoetry.com. 💜