
Quel battito pulsante d’aorta
dà il via
alla cadenza del guardare l’intorno
Si tinge d’un colore esclusivo
per ognuno
posto nella vernice
delle altisonanze più profonde
estese
su vele d’eco
intrappolate in rinomate albe
@Silvia De Angelis

Irriverente la sagoma del mattino nell’alone d’un indefinito malessere coniugato in un bizzarro menù nell’evasione del buio. Lontana dal parafrasare capriole annuso fior di magnolia distinti dall’essenza di vigna tipica di giorni d’uva. Lievi contorni di luce nella mano raccontano di trame scontrose in un pressappoco di nubi galleggianti in un far di vento che le accorpi in un aquilone fluttuante simbolo d’un ipotetico sogno borbottante nel fondo d’un cielo cercato… @Silvia De Angelis
“Come una freccia scagliata contro il futuro
A men of no fortune and with a name to come
In mancanza dell’io, ogni teoria umana è una cospirazione
L.M. Panero “Sartor resartus” Prefazione a Peter Pan non è che un nome
Siamo quel che resta di una nascita
lontana sempre quanto un
dito mignolo
in mezzo il presagio
di una morte
cui ancora non siamo interessati
Ci chiamiamo l’un l’altro con
un nome che sta per arrivare
Un’ eventualità essenziale
ci infilerà tra le braccia
di una sonora risata e
sarà un diverso modo per noi
di tremare
Mi senti?
È sempre in serbo
il sipario di un altra profezia
da sollevare
per attraversare il burrone controsenso
per alleggerire il peso
di questo cielo vuoto
Travestiti da assenza conta
fino a dieci scappa e
poi povera e pazza
no non
ti voltare.

Frida la loka ( Lombardia)

Tua.
26 ottobre, 2022.
Dal blog personale
Ripubblicato su
Ross Gutierrez presenta poeti e artisti del mondo


Ross Gutierrez – poetessa Coordinatrice del CUCBA, nel gruppo “VIP ARTISTS & TURISMO” presenta Elisa Mascia dall’Italia:
Ciao cari amici artisti plastici e colleghi scrittori, spero che stiate bene, è il mio più grande augurio.
Di seguito faremo la presentazione, in primo luogo, di una donna nobilissima, con una carriera letteraria e artista plastica di grande qualità, ha un’espressione umana elementare, nella più bella del suo linguaggio; un’estensione stampata, senza limitazioni, che meriti un tale nome.
Elemento naturale nella raffinatezza delle emozioni e dei sentimenti.
La sua poesia è scritta con cura per resistere nel mondo della letteratura.
È possibile che molti la conoscano, è una poetessa originale, ordinata, di grandezza lirica.
Con te dalla bella Italia
Elisa Mascia
Un onore avere la tua presenza.
Una passerella di poeti, artisti plastici, cantanti e altra arte, viene presentata in questo bellissimo spazio.
Nata a Santa Croce di Magliano (Cb), Italia, Scrittrice, poetessa, speaker, conduttrice radiofonica, critica, giurata in concorsi di poesia e narrativa, promotrice culturale, Ambasciatrice della Pace.
“Scrivere è una vera esigenza di vita.”
Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali. Ha pubblicato La Silloge poetica dal titolo “La Grattugia della Luna”, con “L’inedito Letterario”, dedicata al maestro Erminio Girardo, traduzione poetica del libro di poesie Savage Wind del giornalista poeta indiano Asoke Kumar Mitra – “Magiche Emozioni Dell’anima ” e “Sogni Dipinti”, altre due brevi raccolte di poesie.
Ha partecipato a 10 edizioni del Premio Histonium. Pubblica poesie sui siti: Scrivere – OggiScrivo e Alidicarta.
Declama poesie in molte radio.
È membro del RINASCIMENTO MILLENNIO III di George Onsy. Membro della Giuria del Premio Thrinakìa, Presidente Orazio Maria Valastro
Disegna e dipinge.
Ha presentato opere artistiche in New Cultural Era CUCBA – Coordinatore: Prof Renato Reúl Ulloa. e partecipa agli eventi mensili della Coordinatrice Ross Gutiérrez di poesia ispirata all’arte.
Ha ricevuto, dal Movimento “Pacis Nuntii” – Argentina, il Certificato e lo Stendardo Universale della Pace che conferisce al suo portatore il carattere e lo spirito di Annunciatore e Costruttore di Pace Universale, su proposta della scrittrice argentina, promotrice culturale Stellamaris Sandoval.
È un membro fondatore di WikiPoesia, è cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell’Ordine Dante Alighieri.
Dalla prof. Teresa Gentile è Dama dell’Arcobaleno
Pace dell’Universo.
Sapienti mani piene di luce
offrono il simbolo della pace.
In libertà la colomba vola nell’Universo,
illumina il mattino vestito di colori dei fiori.
La natura, orgogliosa,
indossa l’abito delle rose profumate di primavera
mentre svolazzano festosi gli uccelli
tra cielo e terra
dove portano l’annuncio di serenità
con le melodíe di suoni e fischi allegri
che il cuore accoglie e conserva
tra i ricordi più belli,
per quando non ci saranno più.
Alcuni sprofondano nel calice fiorito per intingersi il becco lungo, colorito pappagallino
che collabora alla vitalità della natura nelle foreste e nei giardini
che anche di chi nulla possiede si sente felice come un re.
I colori dei fiori, i profumi, gli uccelli,
la pace dell’anima di ogni regina che invia un messaggio per te.
La pace sei tu.
Adesso sorridi al fratello.
Elisa Mascia 5-11-2021
Poesia ispirata all’opera disegnata e colorata da Elisa Mascia per C. U. C. B. A. Del mese di ottobre 2021

Fiocco rosa.
Colore delicato che annuncia nuova vita
di una bimba che presto diventerà donna
tra sfide e prospettive futura nonna
giorni come petali strappati di margherita.
Quel fiocco rosa con il tempo muta
diventa lotta per sé, per fratelli e sorelle,
angeli di sollievo, occhi brillano di stelle.
Si è insinuato nel corpo a sua insaputa!
Con tutte le forze adesso combattere,
si è in prima linea, è necessario reagire
amara medicina, non si può addolcire,
cambia personalità e anche il carattere.
Affidarsi all’intima preghiera è compagnia
nei momenti quando tristezza assale,
assaporare le piccole cose è ciò che vale,
ti strappa un sorriso e un po’ di allegria.
Elisa Mascia 19-10-2022

Ross Gutierrez – poetisa Coordinadora de CUCBA, en el grupo “ARTISTAS VIP & TURISMO” presenta Elisa Mascia desde Italia :
Hola queridos amigos artistas plásticos y compañeros de letras, espero que se encuentren bien, es mi mayor deseo.
A continuación haremos la presentación, primeramente de una mujer muy noble, con una carrera Literaria y Artista plástico de gran calidad, posee una expresión humana elemental, en lo más hermoso de su lenguaje; una extensión impresa, sin limitación, que merece tal nombre.
Elemento natural en la sofisticación de emociones y sentimientos.
Su poesía está escrita cuidadosamente para perdurar en el mundo de la literatura.
Es posible que muchos la conozcan, es una poeta original, ordenada, de grandeza lirica.
Con ustedes desde la bella Italia
Elisa Mascia
Un honor contar con su presencia.
Una pasarela de poetas, artistas plásticos, cantantes y demás arte, se presentan en éste bello espacio
Felicidades 👏
Nacida en Santa Croce di Magliano (Cb), Italia, Escritora, poetisa, declamadora, locutora de radio, crítica, jurada en concursos de poesía, promotora cultural, Embajadora de la Paz.
Escribir es una necesidad real en la vida.
Ha participado en numerosos concursos de poesía nacionales e internacionales. Ha publicado La Silloge poetica titulado “La Grattugia della Luna” con “L’inedito Letterario” dedicado al maestro Erminio Girardo, traducción poética del libro de poemas Savage Wind del poeta indio Asoke Kumar Mitra – “Magiche Emozioni Dell’anima ” y ” Sogni Dipinti “, dos breves colecciones de poemas.
Ha participado en 10 ediciones del Premio Histonium. Publica poemas en los sitios: Scrivere – OggiScrivo y en Alidicarta.
Declamadora de poemas en muchas estaciones de radio.
RENAISSANCE MILLENNIUM III de George Onsy. Miembra del Jurada del Premio Thrinakìa, Presidente Orazio Maria Valastro
Dibuja y pinta.
En El Umbral de las Artes y Nueva Era Cultural CUCBA – Coordinador: Prof Renato Reúl Ulloa. – Coordinadora Ross Gutiérrez de poesía inspirada en el arte.
Recibió, del Movimiento “Pacis Nuntii” – Argentina, el Certificado y la Bandera Universal de la Paz que otorga a su portador el carácter y espíritu de Anunciador y Constructor de la Paz Universal, a propuesta de la escritora, divulgadora cultural argentina Stellamaris Sandoval.
Es miembro fundador en WikiPoesia y es ciudadana de la República de los Poetas y Dama de la Orden Dante Alighieri.
Autora : Elisa Mascia
País : Itália
Título : Paz del Universo.
Sabias manos llenas de luz
ofrecer el símbolo de la paz.
En libertad vuela la paloma hacia el Universo,
ilumina la mañana vestida con los colores de las flores.
Naturaleza, orgullosa,
lleva el vestido de las rosas perfumadas de la primavera
mientras los pájaros revolotean alegremente
entre el cielo y la tierra
donde llevan el anuncio de la serenidad
con las melodías de alegres sonidos y silbidos
que el corazón acoge y conserva
entre los mejores recuerdos,
para cuando se hayan ido.
Algunos se hunden en el cáliz florido para sumergir su largo y colorido pico de periquito
que contribuye a la vitalidad de la naturaleza en bosques y jardines
que hasta el que nada tiene se sienta feliz como un rey.
Los colores de las flores, los perfumes, los pájaros,
la paz del alma de cada reina que envía un mensaje para ti.
La paz eres tú.
Ahora sonríele a tu hermano.
©®Elisa Mascia
Derechos reservados 5-11-2021
Poema inspirado en la obra dibujada y coloreada por Elisa Mascia para C. U. C. B. A. Del mes de Octubre 2021
Título : CINTA ROSA
Delicado color que anuncia nueva vida
de una niña que pronto se convertirá en mujer
entre retos y perspectivas para la futura abuela
días como pétalos de margaritas arrancados.
Ese lazo rosa cambia con el tiempo.
se convierte en una lucha por uno mismo, por los hermanos y hermanas,
ángeles de alivio, los ojos brillan con estrellas.
¡Se deslizó en el cuerpo sin su conocimiento!
Con todas tus fuerzas lucha ahora,
estás en primera línea, necesitas reaccionar
medicina amarga, no se puede endulzar,
cambia la personalidad y también el carácter.
Confiar en la oración íntima es compañía
en los momentos en que la tristeza asalta,
saborear las pequeñas cosas es lo que vale,
te arrebata una sonrisa y un poco de alegría.
Elisa Mascia 19-10-2022
👇👇👇 http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/10/25/ross-gutierrez-presenta-elisa-mascia/
http://alessandria.today/2022/10/25/ross-gutierrez-messico-presenta-elisa-mascia/






Lavorava come cubista in un locale alla moda, Miriam, per mantenersi gli studi all’università e il tempo a sua disposizione, per vivere la vita, era davvero pochissimo, visti i vari impegni che la prendevano. Una ragazza davvero volenterosa, e sempre aggiornatissima sugli eventi del globo, per avere una visione obiettiva sulle eventuali mete da raggiungere. Una sera tarda, mentre si sta cambiando nel suo camerino del Prince (è questo il nome del locale ove lavora) trova vicino alla specchiera un voluminoso mazzo di rose rosse, accompagnate da un biglietto. Curiosissima di conoscere il latore di quel profumato pensiero, avvicina le narici ai fiori per coglierne, a pieno, l’essenza….ma poco dopo sviene, stordita da quella malefica fragranza. Si risveglia, legata e imbavagliata, in un luogo buio e sconosciuto. Tenta di allentare le corde che le cingono i polsi, ma senza risultato. Improvvisamente uno sconosciuto, mascherato, si pone di fronte a lei, osservandola con attenzione e, imboccandola, le dà del cibo per nutrirsi e dell’acqua da bere. Miriam si divincola e fa capire di volere una spiegazione per quanto le sta capitando ma la persona si rifiuta di parlare, e se ne va sbattendo l’uscio, di quell’angusto e semibuio locale. Trascorre qualche giorno e gli eventi si ripetono sempre uguali. Ma una sera l’enigmatico rapitore decide di parlare, e rivolgendosi alla sventurata ragazza, le dice di essere un suo fratellastro non riconosciuto dal padre della donna e di trovarsi in una precaria situazione economica. Sta progettando di effettuare una rapina in banca, e vuole avere come complice Miriam, che se rifiuterà la collaborazione sarà uccisa. Miriam è sbigottita, e impaurita, da questa inaspettata e pericolosa situazione, quindi decide di sottostare alle richieste dell’uomo, per salvarsi almeno la vita. Nei giorni successivi Paolo (questo è il nome del fratellastro della ragazza) cerca di delineare un preciso piano per la rapina da fare con Miriam, minacciandola anche di non intralciare quanto sarà pattuito, perché, in quel caso, la donna, pagherebbe drammatiche conseguenze. La banca in questione è una piccola filiale d’un’altra sede importante, e si trova in una strada piuttosto deserta, quindi anche se venisse dato l’allarme ci vorrebbe più tempo per raggiungerla, da parte della polizia. Arriva il fatidico giorno, Miriam cerca di tenere bene in mente quanto le è stato detto da Paolo e giunta insieme a lui, all’entrata della banca, con una maschera sul volto, segue le direttive del fratello, che con arma in pugno, minaccia i pochi malcapitati (impiegati e pubblico). La donna tremante ha in mano una bisaccia nella quale l’uomo getta nervosamente le banconote, che raccatta con velocità dalle varie casse, per poi uscire alla svelta, dalla piccola filiale, e saltare insieme a Miriam, su una potente moto . Raggiunto il nascondiglio Paolo, si rivolge alla sorellastra facendole pesare tutto il suo livore, per non aver avuto una situazione familiare affettiva, come è giusto che sia, e di essersi sempre trovato in una situazione disastrosa ,lavorativamente. Quindi allontana la sorella, minacciandola con violenza, se le fosse venuto in mente di denunciarlo all’autorità pubblica. La ragazza, sfinita, torna a casa, usando le chiavi di riserva, lasciate sotto lo zerbino dell’appartamento. Un lungo sonno ristoratore la ripaga, almeno in parte, da quella inaspettata esperienza, e ascoltati i vari messaggi impressi nella segreteria telefonica, riprende i contatti col suo mondo. Passa qualche mese ,e una sera mentre sta eseguendo il suo spettacolo sexy sul cubo, intravede Paolo, che la osserva, con un particolare interesse. L’uomo raggiunge la ragazza nel camerino e con un fare molto deciso confessa alla stessa di essersi inventato la storia del fratellastro, di non essere assolutamente parente della ragazza, e di averla coinvolta nel furto, perché aveva intuito che era una donna forte e disinvolta….quindi, in conclusione, avrebbe avuto piacere di avere una storia d’amore con lei…… La ragazza si dimostra lusingata e accetta le avance di Paolo, ma dopo poco tempo arriva una volante della Polizia che arresta l’uomo….. Miriam aveva sempre con sé un piccolo registratore, e sapendo, che prima o poi Paolo, si sarebbe fatto vivo con lei, non aspettava che incastrarlo! @Silvia De Angelis
Antonella Viola: Abbiamo davvero bisogno del merito?

Nessuno più di me crede nel merito applicato ai settori strategici e competitivi del mondo del lavoro. Ho una storia personale dolorosa in questo senso: quando ancora non esisteva l’abilitazione scientifica nazionale e si andava in giro per l’Italia a fare concorsi, sono stata costretta più volte a ritirarmi perché il mio curriculum era troppo forte e avrebbe rotto schemi che si erano decisi a tavolino. Sono stata minacciata, lusingata.. e alla fine ero così disgustata dal sistema che quando arrivò il “mio concorso” (quello in cui dovevo vincere io, sempre per calcoli e incastri accademici) non mi presentai, mandai un sms in cui dicevo che dovevo portare i bambini a scuola. E lasciai l’Italia. Avevo un curriculum da ordinario da anni, ma ero ancora una ricercatrice perché non sono “figlia” di nessuno, nel senso che non ho mai avuto un capo in Italia. Ricordo che quando finalmente arrivarono le abilitazioni nazionali ed io partecipai, tra i vari giudizi (tutti positivi) ce n’era uno in inglese che diceva: ma come è possibile che questa persona non sia già prof. ordinaria da anni? Ho dovuto vincere un ERC Advanced Investigator Grant da 2,5 milioni di euro per diventare ordinaria e continuo a sostenere che il Consiglio Europeo della ricerca sia stato e sia ancora oggi uno strumento fondamentale per favorire la meritocrazia nell’accademia italiana. Ma la scuola, è una cosa diversa. La scuola deve accogliere e accompagnare tutti i bambini e le bambine verso un processo di crescita e formazione, senza metterli in competizione tra loro. La scuola deve insegnare la cooperazione, la complementarietà, il valore delle differenze, l’utilità degli errori. L’unico obiettivo della scuola dovrebbe essere di non lasciare indietro nessuno, insegnando ai nostri ragazzi che la bellezza del viaggio sta nel percorso, non nella meta.

Di notte una mano silenziosa
scarabocchia i muri dell’assenza
amica mia, tu non sai ciò
che di te s’è fatto, in nome tuo
sfregiando il radicare dei tuoi rami
dove i nidi nascondevano gusci
e il vento intonava i suoi canti.
No, non sai amica, quanto profanata la tua anima sottile
sia stata
nella mia morte, nella tua
e non mi so spiegare perché
perché mai tu m’abbia abbandonata
abbia lasciato il cammino
la simbiosi che legava i nostri polsi
l’inciampo, le caviglie
hai spezzato le catene forse?
Le labbra umide hanno ancora parole da intonare tra i miei versi
rovinosa arranca la mia vena
e non ti lascio andare per una zona franca.
Non saprei senza il tuo respiro
sostenere la mia vita
e anche tu, tu intima e segreta
senza questa penna deturpata
dove rinasci e risorgi per me ora
in quale cellula ti addormenti
‘sì serena o tormentata
in quale tuorlo o albume.
Tu sola sai amica cara
quanto bisogno ho
di non restare ombra

Alcune volte il mondo mi sembrava un confessionale, uno di quelli delle chiese dissacrate; un tatuaggio, un anello al naso, una moda.
Ché ogni cosa ritorna tra quelli civili, quelli che fanno tutto diventando dozzinali. Qualcuno penserà, senti chi parla -io me la rido.
E mi ricordo i miei jeans da ragazza
almeno due taglie più grandi
celesti, con le macchie a mo’ di leopardo fatte nella vasca con la candeggina.
Li tenevo su col cinturone e l’infilavo negli anfibi. Amavo le mie magliette corte, aderenti, e gli orecchini a cerchio con la croce appesa come Madonna.
In questo paese dove le comari guardavano dietro le tende di bambù, e additavano chiunque, vestite di nero, col fazzoletto sulla testa.
Loro andavano in chiesa, con l’occhio vigile e il rosario tra le mani, tra un padre nosto e un’ave maria. (Hai visto quella, ma com’è vestita?)
Sì, loro andavano in chiesa…
Loro non erano me
@nella

A me non piacciono le costrizioni, i parametri, le rime, le stilose porzioni di sillabe che costringono i versi al conto e a cercare l’ultimo accento nel vocabolario. Io sono una di fretta, come di fretta è il mondo, mi sono adeguata.
Eppure se ci penso la vita qui da me è più lenta, c’è ancora una primavera da aspettare, c’è ancora un albero in fiore, una poesia. Ma niente, mi sono dovuta adeguare, al caos, allo smog, alla voce bassa, alla settimana della moda, al tram, alla metro, al Duomo, alle corse, a non scivolare sui sampietrini, e a stare attenta, attenta alle lancette quando vivevo al nord. Qui da me un’amica dice, dai, ci vediamo nel pomeriggio per un caffè, e tu dici, d’accordo ti avviso quando esco. Al nord invece un’amica dice, ci becchiamo alle quindici e quindici, se non ci sei io vado.
Ricamare i petti delle giacche era diventata una sequenza, una sorta di catena di montaggio, pensavo come Frederick Taylor e agivo come Ford.
Per non parlare della fabbrica dove cucivamo i vestiti giganti delle mascotte, i guanti di spugna, mentre aspettavamo che asciugasse la colla dei copriscarpa, e tagliavamo le magliette che andavano veloci alla signora di turno alla tagliacuci per la rifinitura.
Non vi dico il call-center, un numero dietro l’altro e un continuo ripetere le stesse cose, a cadenza, tra un non mi interessa, non rompermi i maróni e un vaffa… Beh dai, al nord sono tutti gentili, salutano ovunque e chiedono sempre come stai, salvo poi non aspettare nemmeno che tu risponda, sono di fretta, corrono.
Il lavoro non manca, salvo esaltare il fatto che il lavoro non manca e trattarti come uno del sud. (Non sono tutti uguali, c’è brava gente ovunque, ovviamente).
Non che qui al sud sia differente, ma del lavoro nero si è sempre parlato solo al sud, oggi è diverso, sì, non che non si parli del lavoro nero, no, anzi, se ne dà perfino una giustificazione, esiste grazie al famigerato reddito di cittadinanza. Beh! Certo, il sud ne ha sempre una per scansare il lavoro, però bisogna considerare anche che le persone del nord che ho conosciuto erano imparentate in qualche modo con qualcuno del sud, insomma, un nonno, uno zio, un cugino, un padre.
Perché non è così difficile da credere e pensare, sapete? I giovani italiani del sud un tempo emigrati a nord, sono gli anziani di oggi che hanno i figli del nord che dicono male del sud. Non hanno tutti i torti forse, il sud non dà modo di restare, perché restare agli occhi di tutti oggi come ieri è sinonimo di “Non avere voglia di lavorare “. È vergognoso.
E io? A me non piacciono le costrizioni, i parametri, le rime, le stilose porzioni di sillabe che costringono i versi al conto e a cercare l’ultimo accento nel vocabolario, sono sempre di fretta per chi è di fretta, sono lenta per la mia vita, mi sono adeguata, e non aspetto che mi chiami un call-center per mandarvi a … ché io so come funziona, lo so, perchè sono una del sud, che ha dovuto lavorare in nero a nord per mantenere agli studi una figlia del sud che per lavorare, non sta al sud, non sta al nord, sta all’estero.
Perché questa è l’Italia, l’Italia non dà modo di restare… Al sud come al nord
@nella
Postato il di Giovanni Mainato
Ero già abbastanza indignato per la favola che la maestra aveva fatto leggere a mio figlio la settimana scorsa.
La cicala è là, fornica. Questo il titolo nel quaderno. “Sei sicuro di avere scritto bene?” “Sì sì, papà”.
Questa settimana la favola si intitola Un orsetta.
Ho sperato, ho pregato fino all’ultimo che l’assenza di apostrofo fosse un errore di mio figlio.
Invece anche in questo caso non è così.
E’ un infido tentativo della maestra di propagandare teorie Gender.
Per fortuna sono esperto di ortografia e l’ho colta in fallo. Scusate la volgarità.
Domani stesso mi recherò dal preside.
No ai Genders! Contronaturisti! Vergogna.

Postato il di Giovanni Mainato
Penso che molti di voi abbiano avuto modo di apprezzare la raffinata comicità dei miei post(s), una comicità che ha alle spalle molti modelli, da Aristofane ad Achille Campanile (in effetti mi considero un campanilista).
Non tutti però avranno colto il fatto che i miei post(s) si prestano a due livelli di lettura: c’è un livello, immediato, basso, quello della battuta facile, per intenderci; ma c’è anche un livello più sottile, un significato profondo, allegorico, subliminale, sublime.
Supponiamo che ad esempio uno zotico faccia una pernacchia. La gente dirà: ‘Dio mio, che burino! Ma che gente c’è in giro? Di questo passo dove andremo a finire? Che ignoranza!’. Se invece faccio una pernacchia io (con la bocca, s’intende), ecco che voi subito penserete: ‘Mainato ha fatto una pernacchia: questa cosa non è assolutamente da prendere alla leggera. Se solo avesse voluto, avrebbe potuto dissertare di filosofia, musica atonale e fisica quantistica. Invece facendo una pernacchia, Egli intende risvegliare le nostre coscienze assopite, denunciare il materialismo becero della società dei consumi in cui viviamo, la mercificazione dell’io, l’alienazione dell’uomo moderno, questo neoliberismo che ci rende schiavi e nemici gli uni degli altri’. In realtà io volevo solo fare una pernacchia, ma naturalmente mi fa piacere che voi pensiate tutte queste cose.
Insomma, per dirla in breve il mio blog è concepito in modo dale da rivolgersi sia ai raffinati intellettuali che al popolo bue. A proposito, voi in quale delle due categorie vi riconoscete?

Postato il di Giovanni Mainato
Come mostrano chiaramente alcuni miei post(s), io sono da sempre un grande appassionato di filosofia. Nella biblioteca in salotto ho a portata di mano quasi tutti i grandi classici.
A cominciare da Platone: l’Antologia di Socrate (i suoi scritti più belli), il Melone, il Pedro (ambientato in Messico, se non sbaglio), il Solista, Krizia (sulla compianta stilista), le Greggi (una dura critica a quei pecoroni che non sanno che cos’è la virtù), ecc. ecc.
… e da Aristotele: fondamentali la sua Fisica e la sua Chimica, mentre trovo un po’ fuori luogo gli Anali primi e gli Anali secondi.
Anche la filosofia romana non scherza: le Ascolane di Cicerone, e soprattutto le Lettere a Lucignolo di Seneca (quante ne pensa per cercare di raddrizzare quel ragazzaccio!)
E che dire delle Confessioni? Non so mai se preferire quelle di Agostino, quelle di Rousseau, quelle di Un Italiano o quelle di Ilona Staller.
Cosa scegliere nello sterminato mare della filosofia moderna e contemporanea? L’Elogio della razzia di Erasmo da Rotterdam, gli Assaggi di Montaigne (filosofia e cucina), i Pensieri di Pascale (adoro la sua definizione “l’uomo è una cagna pensante”), Livia t’amo di Hobbes, la Clinica del giudizio di Kant (un elogio della buona sanità), la Fenomenologia dello spirito di Hegel (un saggio sull’umorismo), Il Capitano di Marx, Il mondo come volontà e aberrazione di Schopenhauer (un libro molto forte), Così pallottola turca, Umano tanto umano, e La nascita è una tragedia (un saggio molto pessimista, di stampo leopardiano) di Nice, ecc. ecc.
E’ proprio vero che la filosofia nasce dalla meraviglia, come diceva Aristotele! Io infatti mi meraviglio di non avere aperto quasi nessuno dei suddetti libri, e di sapere già così tante cose.


le speranze
i tanti sogni nel cassetto
come cristalli di luce
e di ghiaccio,
difficile
vivere l’emozione
tra un bacio e una lacrima
un pantalone e una gonna,
darsi per dispersi
nello specchio
con il viso
di dopobarba e antirughe,
amo quel viale
con alberi alti e piccole foglie
che d’inverno
diventano scheletri.

ottobre
al termine
nei colori
e nei sapori di una volta,
ora sei libera
da ogni pensiero
da ogni frustrazione
e da qualsiasi battaglia,
dolce amante
che non chiede
e non ama nessuno
per scelta.

immobile
guardo il tempo
le strade non ancora affollate
le voci che verranno,
le lenzuola sudate
di questa notte movimentata
da sogni strani sfocati
improponibili,
tu poetessa sdraiata
leggi ancora le tue storie
curiosa
quasi timorosa degli errori,
riflettono le vetrine
di fretta e soldi
di questa vita
lasciata andare poco a poco.
Poeta spagnolo da scoprire o riscoprire

Frida la loka ( Lombardia)
A te Frida.
Non molto tempo fa, la mia persona ha ricevuto una, potremo denominarla, segnalazione?, già; la chiamo così perché è quasi come un atto di denuncia, un ammonimento , da far notare che hai qualcosa in te che non va.
Essa, dopo essere stata raggirata mile volte con parole a vuoto, senza arrivare al dunque, semplicemente dire quello che ” secondo questa persona” ha riferitomi, mi ha fatto scoppiare dal ridere.
– ” HAI BISOGNO DI UNO PSICOLOGO “…
Silenzio… nel mentre facevamo una passeggiata, continuiamo a camminare muti. Mentre pensavo e riflettevo. Dopo un paio di metri, che non è che posso fare una gara di corsa; mi fermo ed inizio a raccontare minuziosamente, ogni singola avventura o disgrazia che ho dovuto subbire da quando questa nuova ” me “, ha deciso di cercare di andare avanti, lasciando dietro delle ombre nere come la pece che non andranno mai più via e mi perseguitano, là dove vada.

E pure mi potrà un giorno semmai se l’ha sente, ringraziare, perché ho tagliato parecchio di ogni singolo episodio, come ad esempio, stare per venti e passa giorni in coma e non precisamente indotto. Nel senso che oggi avrei potuto interagire, ma non certamente molto earthly.
Evidentemente è un percorso chirurgicamente ( questo aggettivo si adicce proprio al caso) complesso, che non è finito e non finira mai, finché magari la scienza si evolva e trovi una cura, sè redditizio per altri, meglio, caso contrario sarò alla frutta.
Ovviamente non potrà mai capire, che, altro che psicologo! Ho bisogno d’un team di professionisti, i migliori nel campo, che lavorino in squadra, cosa veramente utopica… un team!
Chi non è pronto oppure letteralmente non interessato ad ascoltare non potrà mai capire perché, sí, ho bisogno d’uno psicologo, con cui sfogare la mia ira o profonda tristezza, uno psichiatra bravo! A darmi i farmaci giusti, un neurochirurgo, che abbia mani d’un Canova, d’un Michelangelo! Uno che stia dietro a minimizzare i dolori quando sono insopportabili, un medico di base che quando prendo appuntamento da lui, lo trovi con buona pace di dio, sveglio!
Insomma, credetemi, finché non siete da questa parte della trincea, non saprete mai cosa significa vivere una vita a metà, la testa percorre cento in cinque minuti, il mio corpo martoriato l’ho fa in venti. Nemmeno io l’ho pensavo fino a tempo fa.
Quando tocco questo argomento a me tanto doloroso, inesorabilmente viene al mio pensiero quei furbetti dell’ INPS, che per prendere una pensione perché disabile, mal messa per lavorare, ma non lo suficiente per prendere la pensione e accompagnamento. Per loro anche in questo claustro siamo dei semplici numeri, che facendo la media, per una percentuale, non mi danno il centone.
E allora son altri tipi di dolori quando inizia il momento di prenotare specialisti privatamente.
PS: non sono il tipo di ” poverina” , ecc. Magari quest’è il karma che devo vivere per saldare conti passati in un’altra vita, chi lo sa…
Tua.
24 ottobre, 2022
Dal blog personale
Ripubblicato su

mi sveglio presto
quando ancora tutti dormono
è bellissimo,
la vita riprende dopo il sonno.

piccole mani
che stringono la favola
le luci
i cavalli
la giostra
e la musica intorno,
tornar bambini
per qualche attimo magico.

grigio il cielo
la ruggine sulle idee
odore di rose
nell’aria,
l’ottobre che conoscevo
è lontano
come un quaderno a quadretti
di matematica,
la religione
materia di sicura realtà
ora niente
nuvole,
le guance rosse del primo bacio
in quel portone
aspettando le voci
di richiamo.

quando il buio
si prende ogni cosa
è facile pensarti,
le nuvole
nascondono luna e stelle questa notte
ma ci sono lo stesso.

Brani scordati sul filo della nota stonano al tramonto tra le ombre dimenticate. Lesti appaiono nell'alba dei sogni quando anche la luna s'appresta all'amore. Roberta Calati

Serravalle Scrivia. “L’anno senza estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Con la giornalista e scrittrice Patrizia Ferrando. Venerdì 28 ottobre in Biblioteca.
Continuano presso la Biblioteca comunale di Serravalle Scrivia gli incontri della rassegna “Gotico d’Autunno”. Il prossimo venerdì 28 ottobre, alle 17.00, sarà la volta di: “L’ Anno senza Estate. Leggere gotico ieri e oggi”. Un incontro in cui la giornalista e scrittrice Patrizia Ferrando approfondirà la nascita, le peculiarità e le suggestioni del romanzo gotico, genere letterario di grande pregio che ebbe notevole fortuna nell’Inghilterra di fine settecento e ottocento. Seguirà l’inaugurazione di un nuova sezione dedicata interamente alla letteratura gotica in Biblioteca, dove saranno disponibili tutti i grandi classici “di fondazione” di questo particolare genere letterario. Dato il fascino che questo genere suscita nei giovani la sezione gotica andrà ad inserirsi in un progetto molto più ampio, dedicato ai ragazzi, a cui la Biblioteca sta lavorando.
“Leggere e scrivere non sono verbi solitari. -spiega Patrizia Ferrando– Lettura e scrittura sono atti individuali, la cui condivisione però si esprime nel dono di una voce che coinvolge gli altri in un racconto, o nello scambio di opinioni, impressioni, ispirazione che si rinnova e trae linfa dalle parole. Ma esiste una scia letteraria molto più vasta, quella che dal capitolo di un romanzo conduce verso testimonianze artistiche, verso l’improvvisa attrazione suscitata da luoghi e personaggi, verso altre opere di fantasia attraverso il tempo. Se tutto questo è vero per la lettura in generale, lo diviene di più per romanzi e racconti dal fortissimo potenziale evocativo, come quelli detti ‘gotici’.
La letteratura gotica viene, giustamente, definita letteratura del sentire. Le sue trame si dipanano fra inquietudine suscitata da circostanze misteriose e fenomeni perturbanti e un misto di curiosità e tensione, ma tutto questo riguarda più l’ineffabile del concreto, diventa più brivido dell’emozione e spirito del tempo e delle sue domande, a volte sottile malinconia dell’inconoscibile, che immediato spavento e impressione dei sensi di stampo horror.
Probabilmente per questo il gotico non si ferma a un periodo storico circoscritto, perché dai romanzi di fine settecento giunge a interessi degli adolescenti di oggi, con molteplici declinazioni in mezzo. L’esperienza del sentire è pressoché inesauribile, può farsi gioco o dilemma esistenziale, può riportarci a una notte di antichi lumi o camminare per le metropoli.
L’anno senza estate fu quello in cui Lord Byron, il suo segretario e medico Polidori, il poeta Shelley e la moglie Mary si trovavano sul lago di Ginevra. Il tempo era pessimo e piovoso, qualche ora era stata dedicata alla lettura di racconti di fantasmi, ma poi la noia spinse a una sfida : scrivere un racconto “di paura”. L’emozione di quel temporale creativo fu così forte che ancora leggiamo storie di vampiri, e mostri, e strane dimore…”
Questo il calendario completo dei prossimi appuntamenti di “Gotico d’Autunno”:
27 ottobre Dolcetto Scherzetto! Racconti Brividosi aspettando Halloween. Per bambini da 0 a 6 anni. Alle 17.00 in Biblioteca.
28 ottobre L’ Anno senza Estate. Leggere gotico ieri e oggi. Con la giornalista e scrittrice Patrizia Ferrando.Inaugurazione scaffale dedicato alla letteratura gotica. Alle 17.00 in Biblioteca.
30 ottobre. Bocconi di Paura. Sarete ammessi alla Scuola del Male? Cena Gotica presso il Circolo Arci “La Storia” alle 20.00. Posti limitati! Prenotazioni entro il 23 ottobre al n° 379-2133332 ( Luigi)
31 ottobre. La Danza delle Streghe. Escape Room per famiglie. Dalle 15.00 alle 18.00 in Biblioteca.
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Due balordi rapinano il “Liguria Market” di Savona, nel quartiere della Villetta. Durante la fuga in moto perdono per strada una sacca contenente ossa umane e strani mazzetti di fiori. Si apre così lo scenario inquietante della nuova indagine che vede coinvolti il Sostituto Ludovica Sperinelli e il suo storico collaboratore Francesco Mancini. Pian piano emergerà una realtà penosa: un giro di prostituzione minorile e ricatti sessuali, orchestrati con perversa maestria da un oscuro Stregone. Per salvarsi dalla giustizia, l’uomo non esiterà a mettere in atto spietate esecuzioni. La squadra di investigatori dovrà impegnarsi al massimo nelle indagini, mentre le vicende personali di ognuno continueranno a occupare i loro pensieri: Mancini è alle prese con le turbolenze della crescita dei figli, e la vita sentimentale di Ludovica prende una piega inaspettata.

Fiorenza Giorgi è nata, vive e lavora a Savona. Da molti anni in magistratura, attualmente ricopre l’incarico di Giudice della Sezione Penale. È appassionata di musica lirica e tradizioni liguri ed è autrice di alcune raccolte di modi di dire savonesi che hanno riscosso grande successo.

Irene Schiavetta, musicista, vive a Savona e insegna presso il Conservatorio di Genova. Per le edizioni Carisch e Dantone ha scritto libri di didattica pianistica. Ha pubblicato i romanzi Le tre signore (Coedit), L’occhio di Bubuz e La tabacchiera di Otto Schmitt (Il Ciliegio). Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Cuneo rosso sangue.
Per Fratelli Frilli Editori, Fiorenza Giorgi e Irene Schiavetta hanno pubblicato: Delitto alla Cappella Sistina, Morte al Chiabrera, La sala nera, Omicidio in Darsena e Il mistero di San Giacomo
LA NUVOLA

Tu divaghi senza meta
per dissolverti e morire,
nube in cielo,
e avanzi sola, lieta
di rivivere e svanire
in un velo
di bei fiori nati in mare,
verdazzurri, trasparenti
e irreali.
Nel silenzio navigare
dietro il mùrmure dei venti,
come d’ali,
verso angoli remoti
d’uno spazio senza fine
è il destino.
Poi cadere per i vuoti
invisibili di trine
nel cammino,
e tornare a navigare
e tornare a naufragare
nel tuo mare.
LEONARDO SINISGALLI
Strofa unica di 21 versi piani, di lunghezza variabile, dal quaternario all’ottonario. La poesia è una dichiarazione d’amore originale e strana.

Svelami ,o luna, il tuo lato oscuro,
lascia che io guardi le stelle
e soffi su piccoli petali
So che gli angeli piangono
Si abbandonano agli zefiri d’oriente
e scrivono su fogli di nuvola.
Io ora sento la musica,
note che percorrono la terra
e di brividi la mia pelle.
Bambini dormono in culle d’argento,
le gote sanno di rosa
e di
baci.
Bambini dormono su nuda terra,
le gote sanno di fango
e di pianto.
Gli angeli volano e le farfalle muoiono,
raccolgono piume che cadono,
raccolgono orrori che non fermano le guerre,
raccolgono innocenza e pianto,
stendono drappi neri
e coprono corpi di cristallo,
coprono fragilità e innocenza,
martirio e sangue,
sono soli e percorrono la terra,
sono soli e gli uomini sono soli,
pietrificatii a raccogliere la loro solitudine,
la solitudine degli angeli. Iris G. DM
Tornano i concerti alla Ristorazione Sociale !
Come di tradizione le proposte musicali sono di livello internazionale. Sul palco LUNEDI’ 31 OTTOBRE 2022 troveremo PM WARSON & HIS BAND direttamente dalla Gran Bretagna con un live composto da suoni soul, swing e blues e un atteggiamento moderno.
Il concerto è proposto dalla Ristorazione Sociale con la collaborazione di Pupille Gustative, Il Grande Cammino del Monferrato, Vinile Alessandria e Visioni_47
PM WARSON & HIS BAND in Concerto
https://www.facebook.com/pmwarson
Polistrumentista e cantante di base a Londra, il giovane PM WARSON si è presto imposto sulla scena retro soul come uno dei nomi più chiacchierati e da tener d’occhio. Il suo primo singolo auto-prodotto e uscito su 7″ è andato sold-out in tempo record, diventando introvabile per gli appassionati del genere, mentre il rinomato marchio Fred Perry lo ha scelto come colonna sonora di un breve filmato.
Definito dagli appassionati del genere come “un piccolo gioiellino di groove oldschool”, l’attesissimo album di debutto “True Story” è un’esplosione di garage, latin funk, mod soul, swing, girl pop ma soprattutto rhythm n blues di ispirazione anni ’50 e ’60. PM WARSON pesca da un passato intramontabile e lo ripropone con una sensibilità moderna, perché la buona musica non stanca mai, ed è senza tempo.



Informiamo che la mostra “I Marchesi di Monferrato di ferro vestiti”, allestita a cura di Stefano Fracchia nel Torrione Sud Est del Castello del Monferrato, è stata prorogata fino a domenica 13 novembre 2022.
L’esposizione sarà aperta nelle giornate di sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Per maggiori info sulle mostre al Castello del Monferrato: www.comune.casale-monferrato.al.it/MostreCastelloOtt22



