L’artista Irina Otoiu al Festival PIAF 2022 Arti e Sculture

Irina Otoiu – artista

Irina Otoiu+
La mia creatività è incanalata attraverso due media: belle arti e performance teatrale.
Ho conseguito una laurea in Pittura presso la North University di Baia Mare /2011) e un Master in Belle Arti presso l’Università Tecnica di Cluj-Napoca (2017)
I miei dipinti trasmettono sia – il mio lirismo, brulicante di personaggi e animali che sono al limite del fantastico – sia il mio desiderio di raccontare storie – che potrebbero essere state modellate dal mio lavoro principale di burattinaio al Teatro Drammatico di Baia Mare.
Le mie opere sono dinamizzate da linee compositive tortuose, spesso messe in risalto da personaggi statici che aleggiano contemplativamente su grandi distese e attraggono lo spettatore con la promessa di voli liberatori.
Il più delle volte, la mia tavolozza si limita a poche sfumature, in pennellate delicate e trasparenti.

Opere d’arte di Irina Otoiu

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

Sii l’ispirazione – ESSI il cambiamento!

Team di scrittori della Fondazione Capital

http://www.writersedizione.com

http://www.wcifcentral@gmail.com

BULLO, DI Stefano Polo

bullo mi hai torturato dandomi dello sfigato , ma alla fine ho vinto io ti ho cancellato, dalla memoria tu in cerca di vana gloria, bullo ti credi di essere piu’ forte ma in realta sei un perdente in realta’ sei solo in mezzo alla gente, bullo hai cercato di oscurarmi la vita non c’e’ l’ hai fatta ti e’ rimasto una nuvola di fumo tra le dita’.

Al Festival mondiale PIAF 2022 Arti e Sculture – Graziana Giunta

L’artista Graziana Giunta

Artista: Graziana Giunta
Graziana nasce ad Enna dove frequenta il Liceo Artistico e successivamente consegue il titolo presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ha preso parte a numerosi stages di formazione interdisciplinari presso la G.A.M. di Bologna, il centro d’arte contemporanea G. Pompidou di Parigi e la scuola di arte terapia steineriana “La Metamorfosi” di Palermo.
Vive all’estero toccando capitali europee come Parigi e Bruxelles. Nel 2006 ha la fortuna di vivere a Mayotte, un’isola dell’arcipelago delle Comores, nell’Oceano Indiano, dove oltre a insegnare, collabora anche con associazioni locali varie occupandosi di pedagogia e didattica dell’arte.
Ha partecipato ad una serie di mostre artistiche in Italia e in Europa, toccando alcune città d’oltre oceano.
Attualmente insegna in Italia e porta avanti il progetto Siku Project, un progetto che utilizzando la potenziale risorsa del fico d’india per realizzare gioielli, e non solo, utilizzando la fibra della pala.
Graziana Giunta

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

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La “personalità” dei cani di Flavia Sironi

Gilda

I cani e la loro “personalità “.

Anche i cani, proprio come gli umani, stringono legami differenti. Esistono cani più indipendenti di altri.

Sono sempre e comunque molto legati all’uomo essendo stati, attraverso i millenni, modificati per soddisfare le nostre esigenze.

Tutti i cani, proprio tutti, dai più grandi ai più piccoli discendono dal lupo.

L’uomo primitivo, allora cacciatore, si radunava attorno al fuoco per cuocere e cibarsi della carne cacciata.

Gettava i resti dietro di sé. Si accorse che alcuni lupi, i più deboli che venivano allontanati dal branco, si cibavano degli scarti avendo così la funzione di spazzini.

Osservandoli compresero la loro abilità nella caccia.

In seguito li utilizzarono come guardiani, per la pastorizia fino ad arrivare ai giorni nostri.

Insomma subirono una serie di selezioni venendo così incrociati a seconda delle loro peculiarità.

Formando così, in funzizone della razza, personalità canine differenti. I cosiddetti meticci sono unici nel loro genere perché sommano caratteristiche formate dai diversi incroci.

Io ho sempre posseduto un piccolo assortito branco di cani, generalmente composto da quattro, numero che riesco a gestire.

Ho sempre notato le differenze tra loro dettate dalla razza, dalla provenienza, dal carattere, dalla vita vissuta prima di arrivare a casa mia e dall’età che avevano quando me ne sono fatta carico.

Dei quattro cani che possiedo ora uno in particolare è totalmente dipendente dalla mia persona.

Rosso, che io definirei il cane “mammone” per eccellenza è costantemente attaccato alle mie caviglie. Spesso, inavvertitamente, lo calpesto procurandogli, a volte, dolore fisico. Ma lui niente imperterrito sempre appiccicato mi segue ed è la mia ombra.

Tornassi indietro lo chiamerei attack.

Havana invece essendo un incrocio tra un levrieroide e un labrador è un cane che passa dall’energia sfrenata alla pigrizia totale. A volte appiccicosa, a volte indipendente, è una cagnolina decisamente unica nel suo genere.

Stampella, che ha la colonna spezzata e una zampa offesa, da qui il suo nome, è un pastore tedesco, ha una volontà di ferro. Nonostante sia stata lasciata morente ai margini della strada dopo essere stata investita è riuscita, con l’aiuto dei volontari che hanno usato il carrellino e la fisioterapia, a rimettersi in piedi o meglio sulle zampe. Ora al mio fianco cammina per diversi chilometri e si è formata una muscolatura eccezionale.

Sandokan, incrocio maremmano golden retriever è un cane riflessivo, oserei dire posato. E’ tranquillo, tranne quando scorrazza per prati e boschi. Non agisce mai d’impulso, lui osserva e si comporta di conseguenza. E’ un santo perché sopporta tutte le angherie dell’esuberante Stampella.

Tornassi indietro lo chiamerei SanTokan.

Come già detto durante la mia lunga vita di cani ne ho avuti davvero tanti. Con loro ci sono nata, i miei genitori sono sempre stati amanti di questo favoloso animale, ci sono cresciuta e invecchiata visto i miei sessantatré anni.

Porto, ognuno di loro con le proprie paure, le proprie fragilità, i propri talenti e le loro necessità, nel bagaglio dei miei più cari ricordi, sono dentro di me, nel profondo del mio cuore. Mi mancano e nella mia realtà di agnostica spero, non so come, di rivederli un giorno.

C’è un cane, o meglio una cagnolona, che mi manca più di tutti che mi ha lasciato un vuoto profondo, incolmabile, Gilda.

Arrivò da me accompagnata da una mia cara amica Guardia Zoofila storica di Bergamo, Marina Maestroni. Lei e il suo compagno Alessandro l’avevano prelevata in una stalla buia dove era mantenuta a pane secco e acqua sporca.

I pastori la tenevano come fattrice per utilizzare i cuccioli che letteralmente avrebbe “sfornato” per la transumanza sui monti durante la primavera a venire. Quelli in esubero sarebbero stati soppressi.

Aveva occhi color del cielo, trasparenti, limpidi. Appena mi vide mi fissò dritta, occhi negli occhi, sguardo nello sguardo. Era sporchissima, magra da far paura, maldistribuita e puzzava terribilmente.

Legata ad una corda dietro di lei c’erano la mia amica col suo compagno che speravano con tutta l’anima che superassi lo schifo, Gilda era davvero brutta, e me ne facessi carico visto che avevo appena accompagnato la mia meravigliosa Nebbia, razza pastore bergamasco, sul ponte dell’arcobaleno.

Io per la mia famiglia sono la “salvacani” e ho letteralmente “calcato addosso” a parenti, amici, conoscenti, poveri cani abbandonati.

Gilda mi fissava fiera, altera, si vedeva bene che non mendicava la mia considerazione, pareva dirmi: se non mi prendi con te non me ne frega un tubo ma se mi prendi non te ne pentirai. Fu proprio così dimostrò un’intelligenza e una capacità cognitiva notevoli.

Si trasformò in un magnifico esemplare, mi fermavano per chiedermi razza e provenienza. Non le insegnai nulla, imparò da sé le regole della casa.

Divenne, raggiunta la maturità, aveva all’incirca nove mesi quando la presi con me, capobranco indiscusso. Era allegra, attiva, protettiva.

Nessuno del branco la mise mai in discussione, sapeva imporsi senza fare alcun male ai cani del gruppo. Rispettava i gatti di casa.  Insomma non ebbi mai bisogno di riprenderla.

Una volta, mentre eravamo in montagna, un gruppo di animali selvatici con i cuccioli ci percepirono come un pericolo.

Immediatamente lei mise in atto una strategia di protezione nei miei riguardi, indirizzando gli altri tre lungo il sentiero. Procedeva facendo la sentinella esortando tutti, compressa me, ad andare avanti senza perdere tempo. Posizionò un cane davanti a me e due dietro e lei faceva la spola tra di noi andando prima davanti poi dietro e così via.

Anche quando è mancata si è contraddistinta. La settimana prima della sua morte ha fatto nei boschi una decina di chilometri, ho notato che alla fine era più stanca del solito.

Il giorno dopo non si è più retta sulle zampe. Prima di capire cosa avesse e prendere quella terribile decisione che terrorizza i proprietari dei cani sono passati alcuni giorni, giorni durante i quali io e la mia cara veterinaria Laura Bellentani ci siamo chieste come avesse fatto a correre, mangiare, giocare, fino alla fine senza averci fatto capire il brutto male che la divorava. L’ho accompagnata con l’aiuto della dolcissima Laura al traguardo finale e Dio solo sa la fatica che ho fatto a lasciarla andare.

Gilda senza dubbio era l’equivalente di Margherita Hack dei cani. Mi piace pensarle “vicine vicine” nell’azzurro cielo, esattamente come gli occhi di entrambe, visto che la grande Margherita amava tantissimo gli animali.  

Non possiamo cambiare i fatti, impedire questi orrori, non doveva accadere ma è accaduto…quello che possiamo fare e non dimenticare, onorare la memoria di chi ha sparso il sangue per la giustizia e per il proprio Paese.

SE IO ABITO NELLA TUA MEMORIA
NON RESTERÒ SOLO
potrai non vedermi, non toccarmi.
Sarò disperso come goccia di pioggia,
come foglia in autunno.
La mia voce sarà l’eco
dei rami smossi dal vento.
Forse sarò ucciso dalla mano di un uomo,
nell’ingiustizia di una guerra,
in un campo profughi,
in mare aperto…
Apparterrò ad una pagina buia della storia,
ma non dimenticarmi
non lasciare che il silenzio cali,
che sia un nome perso tra tanti.
Fa che io abiti nella tua memoria
e non resti solo un’ombra
che piano, piano, sbiadirà per sempre.

Imma Paradiso

La poetessa che parlava alle api

Emily Elizabeth Dickinson nota come Emily Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici moderni.
I fiori e, in particolar modo, le api che si posano sulle loro corolle sono elementi ricorrenti nelle opere della poetessa americana Emily Dickinson.
Il regno della Natura è per la poetessa lo scenario che l’Invisibile ha scelto per celarsi e a tratti rivelarsi tramite quelli che la poetessa chiama i “Bollettini dell’Immortalità”. Delle circa 1800 poesie che Emily Dickinson ha scritto nel corso della sua esistenza se ne trovano circa un centinaio dedicate alle api. Quei piccoli esserini volanti e industriosi catturavano l’immaginazione della poetessa che vi trovava lo specchio più fedele di se stessa, l’allegoria più fedele di emozioni e sensazioni. Nelle opere della poetessa di Amherst i vivaci insetti ronzanti sono spesso paragonati a pirati, condottieri temerari, eserciti di soldati: non hanno quasi mai una funzione confortante, non evocano dolcezza o riposo, ma sono esseri deputati all’azione, alla costruzione, talvolta anche all’annientamento. Le farfalle volano sognanti, mentre le api, nell’immaginario della poetessa, marciano come un plotone di cavalieri pronti a conquistare tutti i fiori del giardino. Nella poesia di Dickinson tuttavia spesso le api non sono solo semplici api, percepite nella loro pura essenza animale. Gli insetti ronzanti si fanno allegoria di sensazioni ed emozioni inespresse, l’ape è generalmente utilizzata per rappresentare una “figura maschile” che domina una figura femminile, solitamente nascosta dietro l’allegoria di un fiore, spesso di una rosa. Se il rapporto tra gli impollinatori e le piante di cui si nutrono è fondamentale per sostenere i nostri ecosistemi, allo stesso modo l’ispirazione poetica era vitale per la poetessa. Viene definita non a caso: la poetessa impollinatrice. È naturale che proprio alle api, sue interlocutrici favorite, Emily Dickinson decida di confidare il presagio della morte. Annunciare la sua morte all’ape la renderebbe inevitabile, e spezzerebbe l’incanto del giardino, la sua terra promessa. L’ape è una creatura innocente che non conosce il trauma della sofferenza né il destino ineluttabile della morte: la poetessa quindi non ha il coraggio di infliggerle tale conoscenza che spezzerebbe l’incanto di una vita vissuta cogliendo l’istante, in un eterno presente.

Non l’ho ancora detto al mio giardino –
Perché potrei esserne sopraffatta.
Non ho proprio la forza ora
Di svelarlo all’Ape.
Non ne farò parola nella strada,
perfino le botteghe stupirebbero ch’io
timida ed ignorante come sono,
abbia l’audacia di morire.

*È naturale che una poetessa dall’animo sensibile come Emily guardasse con occhi attenti e sognanti i fiori e gli insetti del suo giardino. Singolare questo suo grande amore per le api, esse diventano quasi una personificazione del suo io poetico. Il loro incessante lavoro, la voglia di vivere l’attimo, quella forza che a lei spesso mancava, lo slancio quasi sensuale dell’impollinazione su cui fantasticava. Ed anche quando la depressione oscurava i suoi pensieri, al piccolo insetto si aggrappava a cercare l’invisibile filo che riuscisse a tenerla legata alla vita perché l’ape non conosce il vuoto della fine.

Gli Inguini, di Alda Merini

Gli Inguini, di Alda Merini

Dì, ti ricordi dei Sogni?

Gli Inguini

Alda Merini

Gli inguini sono la forza dell’anima,

tacita, oscura,

un germoglio di foglie

da cui esce il seme del vivere.

Gli inguini sono tormento,

sono poesia e paranoia,

delirio di uomini.

Perdersi nella giungla dei sensi,

asfaltare l’anima di veleno,

ma dagli inguini può germogliare Dio

e sant’Agostino e Abelardo,

allora il miscuglio delle voci

scenderà fino alle nostre carni

a strapparci il gemito oscuro

delle nascite ultraterrestri.

(da “La terra santa”)

GLI AUTORI DI VITULIVARIA: Gabriella Paci -“Le parole dell’inquietudine”- Menzione d’onore-Finalista

index

                                       “Gli Autori di Vitulivaria”

GABRIELLA PACI di Arezzo
“Le parole dell’inquietudine”

(Luoghi interiori, 2019)

Menzione d’onore –  Finalista

le parole dell'inquietudineDalla prefazione di NICOLA CALDARONE: “Interiorità, introspezione, analisi di sentimenti mai sopiti, come quelli che rinfocolano l’immagine e la presenza della figura materna, animano questa terza raccolta di versi e poi… l’amore: l’unica vera leva che può spingere ciascuno di noi verso vite che vale la pena di vivere, verso una comunicazione con gli altri pronta a superare diffidenze e ostilità.  «Ora come allora tu sei però / bussola che mi orienta nel mare del dubbio, / ombra di quercia contro il sole che scotta / mano tesa nella salita che sbuccia le ginocchia / neve sciolta dal calore del tuo cuore… / Ora come allora tu sei il muro / su cui com’edera mi abbarbico / dentro il cerchio delle tue braccia» (Ora come allora) . In questa, come nelle altre pubblicazioni, Gabriella Paci non trascura la poesia civile,  che – secondo André Ughetto, il poeta francese vincitore lo scorso anno del premio “Ceppo Internazionale Bigongiari” – «è la sola poesia che si può considerare nobile. L’opera poetica può andare in profondità accordandosi con l’intimo del poeta anche facendosi civile, cioè preoccupandosi dell’altro, poiché tutti noi siamo ormai abituati alle turbolenze della storia: da spettatori e spesso anche da vittime». Secondo questa affermazione, il poeta deve staccarsi dalla contemplazione del proprio “io” per andare incontro con pari contemplazione, a quanto di meglio o di peggio c’è nell’umanità. Un dovere felicemente assolto da Gabriella Paci quando si interroga sul collasso dei grandi valori, sull’eclissi del sacro, sui disastri prodotti dal saccheggio ambientale, sulla quotidiana violenza alle donne… Il poeta deve essere “impegnato” ed è solo così che si riabiliterà agli occhi del pubblico quella che Victor Hugo chiamava “la funzione del poeta”, quella funzione che traspare ne Le parole dell’inquietudine di Gabriella Paci e che riflette l’eco dell’impegno della poetessa statunitense Jorie Graham, candidata al Nobel: «Io scrivo per dire al futuro chi eravamo, in cosa abbiamo sbagliato, quali scelte abbiamo fatto e come la nostra avidità abbia distrutto il pianeta».
NICOLA CALDARONE

wattle-tree-5358904_960_720Le mimose e la neve

Insistenti gocce di pioggia
cadono sull’asfalto
e rimbalzano vive
con il rumore di
un rimorso che scroscia.
Laggiù il morso del gelo
ha imbiancato le cime
dei monti lontani
ma i gialli coriandoli
delle mimose fiorite
più in basso sono
attesa di un raggio di sole
di un perdono bramato
a ricucire la ferita del cuore.

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ph Eleonora Mello

Attesa
Vorrei svegliarmi
in un mattino limpido
quando la pioggia della notte
è prigioniera in pozzanghere
che riflettono l’azzurro del cielo
e le lacrime evaporate
in nubi bianche
destinate a pensieri di pace.
Ma punge sempre una domanda
senza risposta, una pena non risolta:
mi accontenterò allora dei pezzi
di cielo
specchiati nel fango
in attesa
di rubare alla notte un sogno
per colorare i mattini di cenere.

Commento critico: Di elevata liricità, la silloge si avvale di citazioni ed espressioni di grande originalità e presenta un alto contenuto di intensità introspettiva. Talune poesie raggiungono vette di perfezione stilistica, accuratamente sorvegliata nell’utilizzo di figure retoriche.

Gabriella Paci

laureata in Storia e Filosofia presso l’Università degli studi di Firenze, ha sempre vissuto ad Arezzo, dove ha svolto con passione l’insegnamento delle lettere presso un istituto superiore della città. Appassionata di viaggi e di letture, ha da sempre l’inclinazione ad osservare la realtà ed ascoltare la sua voce interiore. Nella certezza che inquietudini, passioni, emozioni e sogni sono propri dell’itinerario esistenziale di ognuno, e dunque universali, ha voluto e vuole condividere  le sue poesie  con gli altri. Ha pubblicato tre libri di poesie “Lo sguardo oltre…” -Aletti, 2015 – “Onde mosse“-Effigi, 2017 – ”Le parole dell’inquietudine “ – Luoghinteriori, 2019. Grazie anche ai numerosissimi e prestigiosi premi di carattere nazionale e internazionale ricevuti (“Premio Michelangelo”, Premio “Quasimodo”, “Buongiorno Alda”, “Città di Varallo”, Premio Int.le “Poeta dell’anno “di Milano”, ecc…) trova sempre nuovo stimolo ad esprimersi. Ha pubblicato in riviste letterarie quali “Luogos” del Giglio blu di Firenze,  “Euterpe”e “Buonasera Taranto”. Fa parte dell’associazione “Wiki poesia” e di” Poetas du mundo”.

Incontro con l’autrice a cura di Maria Rosaria Teni

1 – come è nata la decisione di scrivere una silloge poetica?

La prima volta la decisione è nata dall’intenzione di raccogliere in un “unicum” le poesie che avevo scritto,molte delle quali avevano ottenuto dei riconoscimenti in vari premi letterari: da qui l’idea, appunto, di farne una silloge edita che le ordinasse secondo un criterio e che avesse un titolo che ne fosse in qualche modo sintesi. A questa prima silloge ne sono poi seguite altre tre , per un totale di quattro : l’ultima, in particolare, rappresenta un excursus sul tempo, una specie di istantanee di vita vissuta e di vita presente .

Sfogliando il tempo” (ediz. Helicon 2021) contiene dunque poesie il cui tema è il ricordo di momenti, luoghi ,persone ma anche poesie sul presente caratterizzato dal timore e il dolore che il covid ha diffuso e quelle su fatti attuali ma anche, in qualche modo, “ricorrenti”.Ecco il perché delle sezioni ivi presenti:”Passate stagioni”Tempo fragile”Ricorrenze”.

La volontà di farne una silloge edita è stata la risposta ad un tempo statico,quello del covid appunto, in cui il rifugio nella memoria del passato è apparsa motivazione irrinunciabile per superare il disagio emotivo ed affettivo che esso stava causando.

 2 – Una domanda, all’apparenza forse un po’ retorica, che cos’è la poesia per lei?

La poesia –e la risposta può apparire banale- è per me un momento esistenziale irrinunciabile .Quando provo una emozione forte,specialmente se è dolorosa,avverto il bisogno di farne ”altro” da me: la sua proiezione esterna,attraverso la parola poetica che le dà una dimensione fisica e la colloca nel mondo, è maieutica. Poesia vuol dire far affluire le emozioni, interrogarsi e interrogare il mondo,dando una possibile collocazione ai sentimenti tramite la parola che deve essere a sua volta  origine di suggestione e di immagini oltre l’esplicito.

3- Chi è e perché scrive poesie e in quale occasione e a quale età ha scritto la sua prima poesia?

Chi sono lo si evince da quello che scrivo,quanto meno chi sono interiormente poiché,come ho già detto,scrivo quello che sento,che mi commuove, mi rattrista, mi emoziona, mi rallegra…Scrivo per dare una dimensione e collocare nel vissuto quanto si affaccia nell’anima in modo a volte confuso ma forte, in grado di obbligarmi, direi, a trovare le parole per gestirlo. Per il resto, sono (perché credo lo sarò sempre anche se adesso sono in pensione) un’insegnante che crede fermamente nel valore etico, sociale e culturale dell’istruzione e della letteratura nello specifico.
Scrivevo poesie nel mio diario di liceale ma già prima avevo una forte predisposizione a fare poesia,tanto che la mia docente di italiano della scuola media mi regalò un libretto di metrica, anche se non ho memoria della prima volta in senso stretto. Allora scrivevo della natura e dei primi palpiti amorosi ma il vero inizio della mai attività poetica è recente, poiché è solo dal 2014 che scrivo in modo più o meno continuativo: questo per dare sfogo la dolore provato durante la malattia e poi la perdita di mia madre.

4 – Generalmente quando si scrive è anche per il bisogno di comunicare con gli altri, quasi si senta la necessità di inviare un messaggio. Qual è il messaggio che vuole comunicare attraverso i suoi scritti?

Io scrivo per condividere emozioni e sentimenti e quando questo accade, mi sento maggiormente “inserita” nel mondo perché so che altri sentono quello che io sento e questo allontana in certo qual modo la solitudine esistenziale che si ripresenta ad intervalli. Non ho formule salvifiche ma direi che il messaggio è quello della fratellanza del sentimento e quello della volontà di interrogarsi e ascoltarsi e interrogare e ascoltare la realtà circostante perché non siamo fatti  “a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza “ tanto per citare Dante.

 5 – Ci sono dei modelli culturali a cui fa riferimento nella sua scrittura? Ha in mente un poeta o scrittore che le piace in particolar modo e l’ha influenzata nello scrivere e nella ricerca stilistica?

 Vengo da una formazione classica e la mia laurea in discipline umanistiche mi ha indubbiamente influenzato anche nella sensibilità e portato ad apprezzare i  letterati della nostra tradizione culturale in primis,senza trascurare tuttavia quella europea . Ho amato  e amo poeti quali Petrarca, Leopardi,Montale, Saba Ungaretti, Caproni e qui mi fermo dicendo che quasi tutti i poeti del 900 sono nelle mie corde. Tra quelli più moderni mi piacciono Merini, Szymborska, Zanzotto,Transtomer, Cucchi e altri “colleghi di penna “ che non sono altrettanto celebri pur avendo una  qualità apprezzabile. La ricerca stilistica è forse stata orientata più specificatamente a Montale, autore che ha una sensibilità ed una modalità espressiva che mi è particolarmente vicina..

6 – Secondo la sua esperienza quale elemento distingue la poesia dalle altre forme di comunicazione mass-mediatiche e quali le caratteristiche che sono proprie della poesia e non si ritrovano in nessun altro tipo di linguaggio?

Oggi l’espressione poetica,come qualunque altra forma espressiva, ha rotto le righe e si esprime nei modi più disparati. Tuttavia anche a prescindere dalla rima,oramai retaggio di pochi poeti, la poesia ha bisogno di essere sempre una forma espressiva distinta dalla  prosa per la sua musicalità, ottenuta con le figure di suono: come assonanza, onomatopea, consonanza, paronomasia.

Inoltre la poesia deve suggerire più che dire in modo esplicito: ne è conferma la brevità di un testo poetico rispetto ad uno di prosa. Deve cioè suscitare emozioni come fa un brano musicale senza testo: diventare cioè emozione di chi legge oltre le parole scritte:essere origine e non termine.

7- Che vuol dire, a parer suo, essere un poeta, oggi?

Se c’è un genere letterario che esula dai circuiti economici è senz’altro la poesia che per la sua specificità di cui abbiamo parlato prima, non è per tutti. Non per chi ha bisogno di immediatezza di azione, di concretezza in genere:la poesia è indagine intima ed essere poeta vuol dire essere una persona che ha la pazienza e la determinazione di scavare nell’intimo, di fare una analisi psicologica di se stessa e degli altri, interrogandosi, come fa un filosofo,sul senso degli accadimenti, senza darne una spiegazione tecnico-scientifica ma solo spirituale. Significa dunque essere una persona che molti giudicano vanamente critica ed eccessivamente introspettiva. Io però credo nel valore di questa forma espressiva,anche se ,nel tempo, i poeti  sono stati quasi sempre degli individui ritenuti poco socievoli e poco utili alla  società stessa.

8-  perché secondo lei, un lettore dovrebbe leggere il suo libro e quali sono i punti fondamentali che restano impressi dopo la lettura?

Credo di aver già risposto a questa domanda quando ho espresso qual è il messaggio delle mie poesie e quanto sia importante la condivisione:il sentire che un testo diventa tuo perché quello che esprime è quello che tu senti e che consolida in te il senso di appartenenza ad un valore ,ad un modo di interpretare la realtà. I punti fondamentali che restano impressi -e mi riferisco sempre alla poesia- sono appunto la manifestazione di una emozione,una specie di catarsi che rende il lettore parte attiva del testo perché lo fa suo,riconoscendosi in quanto espresso e ,come accade per la musica,ne trae un personale interesse.

 Concludiamo questa bellissima conversazione con una domanda un po’ sui  generis: qual è la domanda che vorrebbe le fosse posta in una intervista o la cosa   che mai nessuno le chiede?

Nessuno mi ha chiesto il ruolo della natura nelle mie poesie. Eppure spesso l’input a scrivere nasce da un fiore, un rumore, un profumo, un tramonto ecc  che sono gli elementi che riportano alla mente persone, fatti, gesti  o che si fanno interpreti di uno stato d’animo per contrasto o per somiglianza. Moltissimi poeti da sempre hanno trovato stimolo ad esprimersi proprio da un elemento della natura: uno tra tutti, il grande Leopardi.

 Se ha altro da aggiungere, per fare in modo che il suo lavoro sia conosciuto sempre meglio, può farlo a suo piacimento.

Credo che leggere le mie sillogi sia il modo migliore di conoscermi e valutare le mie affermazioni. I numerosissimi e prestigiosi riconoscimenti ottenuti in questi anni possono essere la conferma che le mie poesie possono davvero essere un mezzo per avvicinare persone diverse ,lontane geograficamente ma vicine di sentimento e di pensiero e questa è una vicinanza meravigliosa,che può aiutare a vincere il senso di smarrimento e di solitudine.

Qui di seguito comunico i link per un acquisto on line degli ultimi 3:”Onde mosse”Le parole dell’inquietudine “ e “Sfogliando il tempo” e che comunque sono reperibili su internet sotto il mio nominativo

ONDE MOSSE

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La dittatura perfetta, di Aldont Huxiey

La dittatura perfetta, di Aldont Huxiey

Maria Strazzi

Buon giorno ai mattinieri

Buon caffè a tutti

La dittatura perfetta avrà

le sembianze d’una democrazia,

una prigione senza muri

nella quale i prigionieri non

sogneranno mai di fuggire

Un sistema di schiavitù dove

grazie al consumo di divertimento,

gli schiavi ameranno la loro schiavitù.

                                     Aldont Huxiey

“Il cielo dentro di me”, di Annamaria Latini

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“Il cielo dentro di me”, di Annamaria Latini

Le nubi…

candide e leggere,

son “bagagli” sospesi

che  lievemente incedono 

nell’ azzurro intenso.

I  prati..

soffici e rigogliosi manti,

son fughe dal disincanto,

riposo dalle offuscate realtà 

Fieri incedono i corpi

con gl’occhi stupiti

alle maestose vette

 Passi cadenzati

 negl’ antichi profumi montani;

passi inebriati d’ aria frizzantina

 che l’inquieto vivere addolcisce.

I volti dei vegliardi,

profumano di serenità ritrovata

mentre il giovanil fulgore 

scavalca con destrezza

l’ impervio sentiero

Io assaporando

 cotanta Bellezza donata,

 ascolto il canto del vento….

  Grata e commossa

   ho ….

  ” IL CIELO DENTRO DI ME”

Annamaria Latini 2022

Diritti riservati

L1941/ 633

Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo… per non dimenticare… di Polizia di Stato 

Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo… per non dimenticare… di Polizia di Stato 

Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, un’autobomba uccise il giudice Paolo Borsellino e i poliziotti che lo scortavano, Agostino Catalano. Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Un’altra strage firmata dalla mafia, a soli 57 giorni di distanza da quella di Capaci, con cui tentarono di colpire e fermare chi lottava in prima linea per difendere la legalità e la democrazia. Il loro sacrificio, a trent’anni da quel tragico giorno, viene ricordato oggi a Palermo e in tutta Italia. La loro memoria deve essere custodita e raccontata per diventare fonte di ispirazione ed esempio per le generazioni future. https://www.poliziadistato.it/…/199662d5101ec0fa3944954646

San Gimignano è una città collinare della Toscana, di Why we love Italy

San Gimignano è una città collinare della Toscana, di Why we love Italy

San Gimignano è una città collinare della Toscana situata a sud-ovest di Firenze. Circondata da mura del XIII secolo, il fulcro del suo centro storico è piazza della Cisterna, una piazza triangolare fiancheggiata da case medievali.

Nel1282 il governo di San Gimignano promulgò una legge che impediva di abbattere le vecchie case se non per costruirne di più belle. Purtroppo delle 72 torri (una per ogni famiglia benestante) costruite nel medioevo, oggi ne restano solo 13. Nonostante questo, l’effetto per chi arriva dalla collina toscana e vede spuntare all’improvviso la sagoma del paese è semplicemente emozionante. 

San Gimignano is a hill town in Tuscany located southwest of Florence. Surrounded by 13th-century walls, the centerpiece of its historic center is piazza della Cisterna, a triangular square lined with medieval houses.

In 1282 the government of San Gimignano promulgated a law that prevented the demolition of old houses except to build more beautiful ones. Unfortunately, of the 72 towers (one for each wealthy family) built in the Middle Ages, today only 13 remain. Despite this, the effect for those arriving from the Tuscan hills and suddenly seeing the shape of the country appear is simply exciting. 

Grazie: Complimenti a

@instagram.com/francescabologni 

La poesia e l’arte connubio di magiche emozioni con Franco Leone a Procida

FRANCO LEONE A PROCIDA

Domani mercoledì 20 luglio 2022 sarò ospite della CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022 – la meravigliosa ISOLA DI PROCIDA.
L’evento è inserito nel contesto del prestigioso PROCIDA ART FESTIVAL di Luca Filipponi e di Paola Biadetti.
Nella suggestiva cornice della Casa del Faro a guardia del mar Tirreno, io presenterò un evento artistico dal titolo “I colori della Bellezza” ispirato ai colori delle case del porto di Procida.
L’Art Manager Stefania Montori ci farà fare un viaggio tra i colori nella Storia dell’arte, la scrittrice e artista Marta Krevsun ci porterà nei colori della pittura contemporanea anche attraverso la sua arte, la stilista Titti Petrucci ci condurrà tra i colori della Moda in una sfilata dei suoi capi indossati da alcune modelle.
Il direttore artistico dello Spoleto Art Festival Tania Di Giorgio ci donerà momenti musicali di grande emozione.
Sul tema dei colori parlerò anche dell’azzurro di Michelangelo, del rosso di Caravaggio e del giallo di Van Gogh, che illustrerò con delle maxi stampe di dipinti proprio di Michelangelo, di Caravaggio e di Van Gogh in versi endecasillabi. Farò anche l’omaggio in poesia ai colori di Procida che donerò al sindaco di Procida Raimondo Ambrosino.
SARÀ UN VIAGGIO DENTRO LA BELLEZZA ETERNA DELL’ITALIA E DELL’ARTE.

La poetessa che cantò il mondo da una stanza

Nasceva il 10 dicembre 1830, la poetessa Emily Dickinson, una delle figure letterarie più enigmatiche di fine Ottocento. Molte le leggende e i racconti fioriti sul suo conto, ma la sua vera biografia resta un mistero. Il nome di Emily Dickinson si associa inevitabilmente alla Poesia. Emily Dickinson la poetessa, non potrebbe essere nient’altro, del resto Emily Dickinson consacrò la sua stessa vita alla vocazione letteraria: a partire dall’età di ventitré anni sino alla fine dei suoi giorni visse reclusa nella sua casa di Amherst, in Massachussets, e non fece altro che scrivere. Compose oltre tremilacinquecento poesie, quasi tutte pubblicate dopo la sua morte. La famiglia e gli amici più stretti ignoravano l’attività segreta di Emily, le splendide poesie che componeva in silenzio rinchiusa tra le mura della sua stanza, come una monaca o una prigioniera. Nessuno riesce tuttora a spiegarsi il perché una giovane ragazza di ventitré anni avesse scelto di ritirarsi del tutto dalla scena pubblica e vivere rinchiusa tra le mura della casa paterna, vestita di bianco, utilizzando la scrittura come unica porta di accesso verso il mondo.
È stato appurato che la Dickinson non soffrisse di alcuna infermità fisica né di alcuna malattia invalidante. Il motivo della sua segregazione rimane dunque un mistero. Ebbe molti amori, forse tutti platonici, passioni di penna che ha trasfuso mirabilmente nelle sue poesie e nelle lettere infuocate che inviava agli amati destinatari.

“Invidio i mari che lui attraversa”

Invidio i mari che lui attraversa
invidio i raggi delle ruote
della carrozza che lo porta in giro
invidio le curve colline
che osservano il suo viaggio.
Tutti possono vedere facilmente
quel che invece, ah, cielo,
a me è vietato assolutamente.
Invidio i nidi dei passeri
che punteggiano le sue lontane grondaie
la mosca soddisfatta sul suo vetro
e le foglie felici felici
che fuori dalla sua finestra
scherzano approvate dall’estate,
gli orecchini di Pizzarro
non potrebbero acquistare ciò per me.
Invidio la luce che lo sveglia
e le campane che gli annunciano
con forti rintocchi il mezzogiorno.
Fossi io
per lui il mezzogiorno.
Ma mi vieto di fiorire
e annullo la mia ape
per paura che il mezzogiorno sprofondi
me e Gabriele nella notte infinita.

*Meravigliosa, quanta passione, quanto amore in questi versi, quanta frustrazione nel non poter vivere pienamente i propri sentimenti fino ad invidiare l’universo intero che ha la libertà di poter riempire la vita della persona amata tranne chi lo può fare solo da lontano…Emily Dickinson è poesia, si, davvero!

Poesie dal mondo nel programma di UMRO in radio con Felipe de Jesús A. Hernandez

UMRO – UNIAMO IL MONDO CON LA POESIA IN RADIO ONLINE

“Uniamo il mondo con la poesia”

I tuoi amici Capitano e Collaboratori, vi facciamo un cordiale invito ad unirvi a noi nel loro programma di “Ode magiche di uniamo al mondo con la poesia”, che sarà trasmesso in questa occasione da Bacalar, Quintana Roo, a due ore e 20 minuti utos della zona archeologica di Tulum, domenica prossima 17 luglio 2022, dalle 08:30 alle 12:00 del giorno, ora del Centro del Messico, dove potrete godere delle belle poesie di alcuni dei grandi poeti dei 108 paesi dei cinque Continenti che partecipano a nuovi Stra grande famiglia da “Uniamo il mondo con la poesia”, così come informazioni sul progetto e bella musica, nel suo programma di Ode Magiche di Uniamo al Mondo della nostra radio: UMRO, questa domenica 17 luglio 2022 dalle 08:30 alle 12:00. Tempo del Messico Center, sotto la guida del suo amico Filippo de Jesus A. Hernandez.
In questa occasione avremo l’opportunità di ascoltare i nostri amici poeti:

Leticia Guzmán dal Messico, Cristina Gonzalez dall’Argentina, Amalia Figarella de Jesurum dal Venezuela, Gladys Sandoval dal Guatemala Ana Ulehla Argentina, Rajashree Mohapatra India, Mtra. Guadalupe Martínez Galindo dal Messico, Eden S Trinidad Filippine, Katy Torres Dorado dalla Spagna, Gloria Judith Lopez Soto dalla Colombia, Elizabeta Pavlovska dalla Macedonia, Sayeeda Sharmin Bangladesh- Canada, Ana Maria Restrepo dalla colombia, Slavka Božović dal Montenegro, Oliverio Guzman dal Guatemala, Татьяна, Татьяна Теребинова (Tatyana Terebinova), Russia Slavka Bozovic Montenegro, Kika Jaume Spagna, Natasha Ilia Albania, Martha Elena Ulloa Aguilar Messico, Dervisa Grabus Colakovic Stati Uniti d’America, Tanja Ajtic Serbia (Canada), Ervina-Mila
Omeragic Dzanovic Serbia, Laura Virginia Ocaña Zurita, Messico, Soledad Lanas Varela Cile, Zlatan Demirovic Bosnia-Erzegovina (Stati Uniti d’America), Hugo Rodrigo Bastidas Bastidas Colombia, Colombia, Olimpo Del Cristo 524 Stati Uniti d’America, Elisa Mascia Italia, lolanda Leotta Messico, Agron Shele Abania- Belgio, Marcela Cortez Coronel Argentina, Narzine Bani Hashem Libano, Eva Petropoulou Lianou-Author Grecia, @TAG, Canada, India, @TAG, Macedonia, @TAG, Ecuador, @TAG, Argentina, Marocco, @TAG, Bosnia-Erzegovina (Stati Uniti d’America, Rahim Karim Karimov Kyrgyzstan, Shikdar Mohammed Kibriah Bangladesh, Shuli Sapir-Nevo Israele, Miroslava Panayotova Bulgaria | In pny’ Israele, Marjeta Shatro Rrapaj, Albania, Albania Francia, Filippo di Gesù A. Hernandez, Messico e altri.

Come ospite di Canto a Nuria Yusta Donato dalla Spagna.
Vi lasciamo con molto piacere il link affinché possiate accedere alla nostra radio: Il link di: Computer o cellula :

https://zeno.fm/UMRO-ONLINE/

https://www.google.com/amp/s/zeno .fm/UMRO-ONLINE

https://zenoplay.zenomedia.com/s

/u3lgr8

Ricordatevi che tutti possiamo partecipare e ascoltare le vostre poesie nei due diversi programmi di “Uniamo al mondo Radio Online” (UMRO), facendo arrivare le vostre poemi alla mail o ai dati che ogni conducente indica. Per il caso di Ode Magiche, potete inviare le vostre poesie sul mio Messenger o alla mail: com e non dimenticate che UMRO è stato progettato e realizzato da e per voi.
ORARI:

Messico: 08:30 ore

USA: 08:30 ore. Honduras, Guatemala, Salvador: 07:30

ore

Perù, Colombia: 08:30 ore

Brasile, Argentina, Uruguay: 10:30h Venezuela, Bolivia, Cile, Paraguay:

09:30 ore

Repubblica Dominicana, Porto Rico:

09:30 ore

Portogallo: 14:30 ore

Italia, Spagna, Croazia: 15:30 ore Sud Africa, Camerun 14:30 ore

Germania, Marocco, Belgio, Palestina,

Albania: 15:30 ore

Romania: 16:30 ore

India ore 18:30

Indonesia, Filippine: 22:00 ore

Arabia, Israele, Turchia: 16:30 ore

Egitto, Macedonia, Serbia, Russia:

15:30 ore
Polonia, Danimarca: 15:30
Poesia e voce di Elisa Mascia – Italia
👇
https://youtu.be/Xrr3nJtC8go
https://youtu.be/0GjCybmKNTg

I trulli sono tutelati dall’UNESCO dal 6 dicembre 1996 quali patrimonio dell’umanità, di Why we love Italy

I trulli sono tutelati dall’UNESCO dal 6 dicembre 1996 quali patrimonio dell’umanità, di Why we love Italy

I trulli sono tutelati dall’UNESCO dal 6 dicembre 1996 quali patrimonio dell’umanità.

La storia della loro nascita è davvero molto particolare: un editto del Regno di Napoli del XV secolo prevedeva un tributo per ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, gli Acquaviva d’Aragona proprietari del territorio dell’attuale Alberobello decisero di andare contro l’editto ed imposero ai contadini che dovevano bonificare l’area di costruire case a secco, senza malta, in modo che figurassero come case precarie e dunque non come nuovo insediamento urbano.

I contadini costruirono queste cascine a pianta tonda, o quadrata, con tetto a falsa cupola.

Buongiorno e buon sabato a tutti voi, cari amici, da Alberobello!! 

The trulli have been protected by UNESCO since 6 December 1996 as a World Heritage Site.

The story of their birth is very particular: an edict of the Kingdom of Naples in the fifteenth century provided for a tribute for each new urban settlement. The Counts of Conversano, the Acquaviva d’Aragona owners of the territory of the current Alberobello decided to go against the edict and imposed on the farmers who had to reclaim the area to build dry houses, without mortar, so that they appeared as precarious houses and therefore not as a new urban settlement.

The peasants built these farmhouses with a round or square plan, with a false dome roof.

Good morning and happy Saturday to all of you, dear friends, from Alberobello !! 

Grazie: Complimenti a

@instagram.com/dany.muolo

I°Simposio Internazionale Accademia Espíritu Santo – Dialoghi Latino-americani

Ester Abreu Vieira de Oliveira – Presidente dell’Accademia Espíritu Santo

L’Accademia di lettere dello Spirito Santo terrà, il 23 luglio, il I Simposio internazionale sui dialoghi latinoamericani: Rubén Darío e Juan Ramón Molina, in collaborazione con l’Instituto Ambiental Reluz, l’Università federale di Espírito Santo (Ufes) e il Sesc Glória Centro culturale. L’iniziativa si potrà seguire online, dalle 14:00 alle 18:30, attraverso il canale YouTube del Centro Cultural Sesc Glória, e mira a riunire ricercatori e amanti della letteratura ispano-americana attorno all’eredità del poeta nicaraguense Rubén Darío (1867-1916) e il poeta honduregno Juan Ramon Molina (1875-1908).

Considerate personalità essenziali della scrittura modernista in America Latina, hanno avuto un forte impatto come i loro nuovi e altri successivi, iniziando la costruzione di una potente opera letteraria che ha definito l’identità culturale della regione.

L’evento celebra in particolare uno di questi passaggi intellettuali attraverso il Brasile e l’incontro che ebbe con gli scrittori in Brasile e la fine dell’Accademia brasiliana di Machado de Assis, con la quale ebbe contatti durante il suo passaggio in Brasile tra il XIX secolo e l’inizio del il 20° secolo 20° secolo.

Fasi
Il palinsesto sarà suddiviso in fasi. La prima parte sarà mediata da Anaximandro Amorim, con un’apertura di Getúlio Marcos Pereira Neves. A seguire, la presidente dell’Accademia di lettere Espírito Santo, Ester Abreu Vieira de Oliveira, parlerà sul tema “L’importanza della letteratura per un’identità latinoamericana e di Rubén Darío e Juan Molina per il Movimento 1906”.

Sarà data la parola a Michele Freire Schiffler per parlare sul tema “Latin American Intercultural Dialogues: Sharing Stories, Letters and Struggles”; Renata Bomfim: “Rubén Darío: un ritratto intimo”; Nicasio Urbino: “Rubén Darío: l’uomo e la sua opera”; e Martín Katz Darío, con il tema “Rubén Darío: il mio antenato”.

La seconda parte del simposio sarà mediata da Solveig Josefina Villegas Zerlin e la partecipazione dei relatori Luis Alonso Maldonado Galeas (con il tema “Juan Ramón Molina – Sublime e Bohemian”), Elsa Ramírez (“Almas Mates in Time”), Jubal Valerio Hernández (“Poeti come riformatori della razza e dell’umanesimo, secondo Juan Ramón Molina”) e Jorge Elias Neto (“III Congresso Panamericano del 1906: Juan Molina e il Brasile”). La cerimonia di chiusura sarà affidata al  presidente onorario dell’AEL, Francisco Aurélio Ribeiro, che parlerà sul tema “Saul de Navarro e lo spirito iberoamericano”.

L’accesso al simposio sarà aperto al pubblico, attraverso la moderazione dell’Academia Espírito Santo de Letras. Con questa iniziativa, il presidente dell’AEL, Ester Abreu Vieira de Oliveira, intende ricordare il III Meeting Panamericano, svoltosi a Rio de Janeiro, nel 1906. Nello scenario politico internazionale, quell’evento ottenne l’unione interamericana e stimolato indagini che hanno messo in relazione la storia e la letteratura del continente americano, nella prospettiva della cooperazione interculturale tra docenti universitari e studenti.

“Tra gli intellettuali che sono stati qui, spiccano il nicaraguense Rubén Darío e l’honduregno Juan Ramón Molina”, sottolinea Ester. “Oltre a questa celebrazione dei personaggi degli intellettuali latinoamericani, il simposio cerca di riaffermare l’importanza di mantenere il plurilinguismo nell’istruzione, ripudiando le manovre di insegnamento di una sola lingua, l’inglese, nel curricolo secondario in Brasile”.

I SIMPOSIO


A Academia Espírito-santense de Letras realiza, no próximo dia 23 de julho, o I Simpósio Internacional Diálogos Latino-americanos: Rubén Darío & Juan Ramón Molina, em parceria com o Instituto Ambiental Reluz, a Universidade Federal do Espírito Santo (Ufes) e o Centro Cultural Sesc Glória. A iniciativa vai acontecer de forma online, das 14h às 18h30, por meio do canal do Centro Cultural Sesc Glória no YouTube, e tem o objetivo de reunir pesquisadores e amantes da literatura hispano-americana em torno do legado do poeta nicaraguense Rubén Darío (1867-1916) e do poeta hondurenho Juan Ramon Molina (1875-1908).

Considerados personalidades essenciais da escrita modernista da América Latina, os escritores impactaram fortemente as suas gerações e outras que as sucederam, a partir da construção de uma obra literária potente e definidora para a identidade cultural da região.

O evento vai celebrar, especialmente, a passagem desses importantes intelectuais pelo Brasil e o encontro que tiveram com escritores e acadêmicos da Academia Brasileira de Letras, entre os quais Machado de Assis, com quem tiveram contato durante sua passagem pelo Brasil entre o final do século XIX e o início do século XX.

Etapas
A programação será dividida em etapas. A primeira parte terá como mediador Anaximandro Amorim, com abertura de Getúlio Marcos Pereira Neves. Na sequência, a presidente da Academia Espírito-santense de Letras, Ester Abreu Vieira de Oliveira, vai falar sobre o tema “A Importância da Literatura para uma Identidade Latino-americana e de Rubén Darío e Juan Molina para o Movimento de 1906”.

Em seguida, farão uso da palavra Michele Freire Schiffler, com o tema “Diálogos Interculturais latino-americanos: compartilhando histórias, letras e lutas”; Renata Bomfim: “Rubén Darío: um retrato íntimo”; Nicasio Urbino: “Rubén Darío: o homem e sua obra”; e Martín Katz Darío, com o tema “Rubén Darío: meu ancestral”.

A segunda parte do simpósio terá como mediadora Solveig Josefina Villegas Zerlin e a participação dos conferencistas Luis Alonso Maldonado Galeas (com o tema “Juan Ramón Molina – Sublime e boêmio”), Elsa Ramírez (“Almas Gêmeas no Tempo”), Jubal Valerio Hernández (“Os poetas como reformadores da raça e do humanismo, na visão de Juan Ramón Molina”) e Jorge Elias Neto (“III Congresso Pan-americano de 1906: Juan Molina e o Brasil”). O encerramento será com o presidente de honra da AEL, Francisco Aurélio Ribeiro, que irá discorrer sobre o tema “Saul de Navarro e o espírito ibero-americano”.

O acesso ao simpósio será aberto ao público em geral, mediante a moderação da Academia Espírito-santense de Letras. Com esta iniciativa, a presidente da AEL, Ester Abreu Vieira de Oliveira, pretende relembrar o III Encontro Pan-americano, ocorrido no Rio de Janeiro, em 1906. Dentro do cenário político internacional, aquele evento obteve a união interamericana e estimulou investigações que relacionavam a história e a literatura do continente americano, com a perspectiva de uma cooperação intercultural entre professores e estudantes universitários.

“Entre os intelectuais que aqui estiveram destacam-se o nicaraguense Rubén Darío e o hondurenho Juan Ramón Molina”, aponta Ester. “Além dessa celebração de personagens da intelectualidade latino-americana, o simpósio busca reafirmar a importância da permanência do plurilinguismo na educação, repudiando as manobras do ensino de um só idioma, o inglês, no currículo médio no Brasil”, completa.

I SIMPÓSIO

Passione che nasce e mai muore, di Alma Bigonzoni

Passione che nasce e mai muore, di Alma Bigonzoni

Passione che nasce e mai muore

un fuoco che arde all’interno 

dell’anima.

Ti porterò con me negli abissi più 

profondi del cuore,

nei silenzi più remoti dell’anima.

sarai nutrimento dei miei sogni.

Sono a un passo dalle tue labbra,

soffia dolcemente caldo vento 

d’amore 

voglio canzoni che parlino al cuore.

___@Ab___

Ogni mattino lascio i miei sogni d’amore, di Lety

Ogni mattino lascio i miei sogni d’amore, di Lety.

Sussurri d’amore

Ogni mattino lascio

i miei sogni d’amore,

li depongo con

cura nel mio

cuore, 

al sorgere dell’alba 

gioco con la

fantasia e immagino 

realizzarsi i miei 

desideri,

raccolgo emozioni 

e spargo desideri 

ovunque con la 

speranza che un

giorno si avverino,

c’è tempesta nella mia

mente, 

ma sorride la mia 

anima, 

sono sensazioni

contrastanti tra

loro,

ma si abbracciano tra

con amore come

amanti innamorati, 

il cuore furioso invoca

l’amore, 

si placa la mente e 

ascolta il suo

dire,

mi guardo attorno, 

sono circondata da 

tanti colori che 

riflettono come specchi 

sui miei occhi, 

penso…

E aspettando la notte

c’è sempre il

forte desiderio di

riprendere ancora 

una volta a sognare 

l’amore. 

Lety. 

Dio arriverà all’alba – Alda Merini

Dio arriverà all’alba – Alda Merini

Prima di entrarci da ricoverata 

ero stata in manicomio 

a trovare con altri parenti una lontana zia, 

una volta s’era matti sempre,

anche se oggi si dice “malati di Alzheimer”.

Mentre i miei parenti procedevano sicuri, 

per me era la prima li e mi fermai 

qualche secondo all’ingresso, 

vicino al giardino.

Fu nel giardino di un manicomio 

che incontrai una giovane dal volto pallido,

bella e piena di stupore.

Mi sedetti accanto a lei sulla panca, 

e chiesi: “Perché sei qui?”. 

Lei mi fissò con uno sguardo di meraviglia, 

e disse: ” È una domanda indiscreta, 

ma risponderò lo stesso. 

Mio padre voleva fare di me 

una perfetta copia di se stesso; 

e così anche mio zio. 

Mia madre voleva che fossi l’immagine 

di sua madre o di mia sorella. 

Mio fratello elevava di continuo 

la moglie “sottomessa e domestica” invitandomi a seguirne l’esempio.

E anche i miei insegnanti, il dottore in filosofia,

il maestro di musica e il professore di logica erano tutti ben decisi: 

ognuno di loro altro non voleva 

se non che io fossi 

il riflesso del suo volto in uno specchio.

Per questo sono venuta qui. 

Trovo che sia più sano, qui. 

Qui posso essere me stessa, almeno.”

Poi si volse di scatto verso di me e disse:

“Dimmi, anche tu ti trovi in questo posto 

per ragioni attinenti all’educazione 

e ai buoni consigli?”

E io risposi: “No, sono qui solo in visita.”

E lei: “Ah, sei una di quelle che vivono 

nel manicomio, di là 

dall’altra parte del muro.”

tratto da ” Dio arriverà all’alba – Alda Merini

scritto da Antonio Nobili

Scopri di più sulla vita, la storia e la poetica di Alda Merini nel libro:

Indagine su Alda Merini: non fu mai una donna addomesticabile

di Margherita Caravello

Lo trovi qui: https://amzn.to/39JAbhG 

Il Soldato Dimenticato di Claudio Restelli

Il Soldato Dimenticato di Claudio Restelli

Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Eroi. L’Esercito Portoghese durante la Grande Guerra 

In questa meravigliosa Fotografia, colorata recentemente, Soldati di Fanteria dell’Esercito Portoghese durante la Grande Guerra in territorio Francese, sul Fronte Occidentale.

Ogni sguardo un’emozione, ogni viso una storia da raccontare, ogni espressione uno stato d’animo personale. C’è chi ride, chi osserva intensamente, chi è preoccupato e pensieroso…

Nell’estate del 1914, la giovane Repubblica portoghese – subentrata alla Monarchia il 5 ottobre 1910 – non sembrava orientata ad appoggiare la causa dell’Intesa contro gli Imperi Centrali. Anche se alcuni leader repubblicani, tra cui il Ministro degli Esteri Augusto Soares, iniziarono molto rapidamente a valutare un intervento militare a fianco della Gran Bretagna (che per secoli aveva mantenuto buoni ma anche ambigui rapporti con il Portogallo) ritenendolo la soluzione migliore per tutelare il proprio fragile impero coloniale africano, di cui facevano parte la Guinea, l’Angola e il Mozambico: territori questi ultimi due sui quali da tempo la Germania del Kaiser (ma, segretamente, anche la stessa Inghilterra) aveva posto l’attenzione.

Nell’agosto del 1914, la Gran Bretagna, pur essendo duramente impegnata contro la Germania, non sembrava però dimostrare grande interesse ad un’eventuale partecipazione del Portogallo al conflitto, paventando eventuali pretese lusitane sui possedimenti tedeschi d’Africa (in particolare il Tanganika e l’Africa del Sud-Ovest). Senza considerare che lo Stato Maggiore inglese nutriva assai scarsa considerazione nei confronti delle forze armate portoghesi, giudicate male organizzate e peggio comandate. Ragione per cui fu soltanto alla fine del 1915, in seguito alle spaventose carneficine verificatesi sul fronte occidentale, che i governi di Londra e di Parigi iniziarono a sondare con maggiore interesse la disponibilità di Lisbona.

Il 24 febbraio del 1916, dietro pressioni inglesi, lo Stato Iberico fu indotto a sequestrare ben trentasei navi da carico tedesche bloccate dall’inizio del conflitto nei suoi scali. E questo atto, contrario alle norme internazionali, costrinse, il 9 marzo 1916, la Germania a dichiarare guerra alla Repubblica lusitana.

Passato al fianco dell’Intesa, il governo portoghese, presieduto da Bernardino Machado, s’impegnò con gli alleati ad inviare un Corpo di Spedizione di circa 55.000 uomini sul fronte occidentale. Il contingente, chiamato CEP (Corpo Expedicionário Português), venne posto agli ordini del Generale Tamagnini de Abreu. Per il trasferimento delle truppe, Lisbona mise a disposizione soltanto dieci navi da carico, costringendo i Britannici a fornirne altre sette, più sedici cacciatorpediniere di scorta. Soltanto in questo modo fu possibile trasportare (con sessantacinque viaggi) dai porti lusitani a quelli francesi 3.346 ufficiali e 52.421 tra sottufficiali e soldati, 7.783 cavalli, 1.501 mezzi a motore, 312 camion, e parecchie batterie di cannoni e obici da 75, 105 e 155 millimetri.

I primi scaglioni del Corpo Expedicionário Português giunsero a Brest il 2 febbraio, venendo poi trasferiti tramite ferrovia fino alla zona di raduno di Aire-sur-la-Lys/Thérouanne, dove i soldati vennero sottoposti ad un indispensabile, anche se breve, ciclo di addestramento alla guerra in trincea e all’uso delle maschere anti gas. Dopodiché alle unità vennero distribuite attrezzature, elmetti, fucili Lee Enfield, mitragliatrici leggere Lewis di fabbricazione britannica e mitragliatrici pesanti e pezzi di artiglieria di provenienza francese. L’11 maggio del ’17, la prima unità lusitana prese posizione lungo la linea del fronte, ma bisognò attendere il 5 novembre per assistere al dispiegamento di un’intera brigata.

L’ambientamento dei reparti portoghesi si rivelò difficoltoso fino dall’inizio. La truppa dimostrò di non riuscire ad abituarsi alle razioni inglesi e soprattutto all’inclemenza del freddo clima continentale (durante l’inverno 1917-1918 la temperatura arrivò a toccare i meno 22 gradi). Oltre a ciò, la circolazione tra i reparti di manifestini pacifisti e disfattisti ebbe come risultato un pericoloso crollo del morale.

Per i militari portoghesi il primo impatto con la dura realtà della guerra moderna risultò estremamente traumatico. A partire dal mese di aprile, cioè con l’inizio del dispiegamento dei reparti nelle trincee di prima linea, centinaia di inesperti soldati iniziarono ad essere falciati dal micidiale fuoco dell’artiglieria e delle armi automatiche tedesche, mentre altre migliaia si ammalarono di tifo e di polmonite. L’insieme di questi fattori, oltre che a contribuire alla decimazione delle truppe, non tardò ad innescare il fenomeno delle diserzioni. Preoccupato per la situazione, il Comando britannico decise di ritirare dalla prima linea il Corpo Expedicionário Português, incominciando dalla 1° divisione che venne sostituita dalla 55ma divisione West Lancashire. E il 9 aprile anche la 2° divisione venne rimpiazzata dalla 55ma e 50ma Northumbrian division. E contestualmente, il Generale Gomes da Costa rimpiazzò il Generale Simas Machado al comando della 2° divisione portoghese che venne inserita nell’Undicesimo Corpo britannico sotto il Generale Richard Haking, un ufficiale noto per la sua completa insensibilità nei confronti delle perdite subite dai suoi reparti.

Il 9 aprile, la 4°, la 5° e la 6° brigata appartenenti alla 2° divisione si ritrovarono in prima linea con alle spalle, in funzione di riserva, la 3° brigata della 1° divisione. Fu a quel punto che il comando della Sesta Armata tedesca scatenò la sua offensiva (chiamata in codice «Georgette»): la prima di una lunga serie di attacchi in massa che si sarebbero protratti per tutta la primavera-estate del 1918 nelle Fiandre, cioè nel tratto di fronte tenuto dalle forze britanniche e portoghesi. Dopo avere ritirato l’81ma divisione di riserva, rimpiazzandola con otto divisioni fresche provenienti dalle retrovie.

Sulle prime, i 20.000 soldati del Corpo Expedicionário Português, appoggiati da ottantotto pezzi d’artiglieria, tentarono di arginare l’avanzata dei 100.000 fanti del LV e XIX Corpo germanico, appoggiati per l’occasione da ben 1.700 tra cannoni e obici. Nel corso della feroce battaglia che seguì (che gli storiografi inglesi battezzarono «Battle of Estaires»), la quasi totalità del Corpo Expedicionário Português venne praticamente annientata, nonostante il tentativo fatto dal Generale Haking di soccorrere con alcune unità mobili i vacillanti reparti lusitani nell’area di Lacouture. Ciononostante, i reparti portoghesi non seppero reggere alla pressione nemica, iniziando a ripiegare e a lasciare ampi vuoti nello schieramento: vuoti che elementi della 50ma Northumbrian e della 51ma Highland tentarono di tappare. Secondo il Comando inglese, nel corso della battaglia, diverse unità portoghesi opposero una scarsa resistenza al nemico, abbandonando le trincee e dandosi alla fuga. Anche se, in verità, gli scarsamente addestrati fanti lusitani ben poco avrebbero potuto fare contro le agguerrite e numerose divisioni tedesche. Comunque sia, a «salvare l’onore» del Portogallo fu un uomo soltanto: il soldato semplice Anibal Augusto Milharis che, rimasto solo in una trincea con la sua mitragliatrice, coprì la ritirata dei suoi, bloccando per diverse ore un’intera compagnia tedesca.

Dopo questa débacle, i Britannici decisero di utilizzare i reduci del Corpo Expedicionário Português in mansioni secondarie. E fu così che parte della truppa lusitana venne impiegata per costruire strade, scavare rifugi e trincee e, addirittura, per governare le mandrie di cavalli, muli e bestie da soma nelle retrovie. Anche se nelle settimane che seguirono, in seguito alle vibranti proteste di Lisbona, gli Inglesi furono però costretti ad addestrare, armare e riportare in linea alcuni reparti lusitani, che questa volta ebbero modo di farsi valere. Nel novembre del 1918, sul fronte dell’Escaut risulta che fossero operativi tre battaglioni, tre gruppi di artiglieria leggera da campagna, undici gruppi di artiglieria pesante e quattro compagnie del genio. Secondo fonti francesi, pare che tra l’aprile del 1917 e il novembre del 1918, il Corpo Expedicionário Português abbia subito la perdita di 2.086 militari e il ferimento di 256 ufficiali e 4.968 soldati. Sempre stando alle fonti francesi, risulta che nello stesso periodo altri 270 graduati e 6.408 soldati vennero fatti prigionieri dai Tedeschi mentre oltre 7.200 uomini dovettero essere rimpatriati per ferite o malattia. Insomma, si trattò di una vera e propria strage.

I caduti portoghesi della sfortunata campagna francese 1917-1918 riposano ancora oggi nel cimitero di Richebourg l’Avoué e in altri sacrari.

PER NON DIMENTICARE

Foto Archivio Storico Imperial War Museum IWM © Q6068 colorata da Henrique M.

(Foto non presente all’interno del libro) 

IL SOLDATO DIMENTICATO. La storia di Giovanni Battista Faraldi (Leucotea Edizioni Sanremo). In tutte le Librerie e Webstore.

In pronta consegna su Leucotea Store:

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Profumo di donna: Ci sono uomini che sanno badare ai dettagli

Profumo di donna: Ci sono uomini che sanno badare ai dettagli

Ci sono uomini che sanno badare ai dettagli. Non tutti gli uomini hanno una certa sensibilità. Non tutti gli uomini hanno le parole giusto al momento giusto. 

Ci sono uomini che non riescono ad esternare i loro sentimenti e uomini che invece, lo sanno fare benissimo.

Ci sono uomini che ti sanno toccare, ti sanno parlare, ti sanno amare. Ti sanno far sentire speciale. 

Riescono a capire quando stai male, di cosa hai bisogno, cosa c’è che non va. 

E tu, è inutile che neghi, loro ci arrivano comunque.

Ci sono uomini che ti fanno sfogare e ti fanno sentire leggera come una piuma.

Ci sono uomini che amano farti sentire al centro dell’attenzione, uomini che ti fanno sentire bella. Speciale. Unica.

Ci sono uomini che ti sorprendono con poco e non con gesti eclatanti. Quei gesti che ti entrano nella mente e nel cuore.

Ci sono uomini che ti spogliano l’anima.

Ci sono uomini che ti carezzano il viso, le mani, i piedi, ti baciano dolcemente ovunque e ti parlano piano fino a farti venire i brividi in tutta la schiena. Ci sono uomini che sono puri, non hanno problemi a farti vedere davvero chi sono, senza dover mascherare. Ci sono uomini che farebbero pazzie per la propria donna. Ci sono uomini che ti dedicano del tempo e non ti fanno mancare niente. Ci sono uomini che le attenzioni non devono mancare mai. Ci sono uomini che ti capiscono e che ti fanno sentire protetta, al sicuro. Quelli che ti danno sicurezza.

Quelli che ti fanno sentire nuda anche da vestita.

Quelli che non c’è bisogno che parli, basta che ti guardino negli occhi. 

Ci sono uomini un po’ speciali.

Gli stessi per cui vale la pena rischiare.

Lottare.

Gli stessi per cui vale la pena lasciarsi andare.

Profumo di donna

Profumo di donna

Piace a Horion Enky.

Sei stanca.

Stremata.

Senza forze.

Perché hai sempre corso e non hai mai 

avuto il tempo di cadere. 

E quando è successo ti sei tirata su.

Magari nemmeno per te, ma per qualcun altro.

E la sera ti dici “domani andrà meglio”.

E’ per questo che corri.

Che sei stanca ma non cadi.

Perché prima o poi la vita ti deve un sorriso.

Perché hai sopportato tanto

e sopporti ancora.

Sei arrivata a farti andare in pezzi.

Ti sei fidata di chi ti ha fatta sentire poco.

Sei arrivata ad odiarti.

A non piacerti.

Che è la cosa che fa più male.

Però sai una cosa?

Vai troppo per essere l’ogni tanto di qualcuno.

E ogni tanto vuol dire anche una carezza che manca, un abbraccio che vorresti ma che non ti viene dato, vuol dire anche ascoltarti ma non capirti.

La vita non può essere così: ogni tanto.

Scegliti.

Perché da sola hai tutto per essere felice.

Tu sei ogni tua tempesta.

Ma amala, la pioggia che hai dentro.

Costruisciti un mare nel cuore

dove andare a prendere il sole.

E continua a lottare.

A essere stanca.

Stremata.

Senza forze.

Ma questa volta per te.

E sarai bellissima.

Continua a correre.

Che domani sarà una corsa nuova.

Quella che ti porterà al mare.

Il tuo.

Dell’estate era proprio la “controra”, di Rosalba Di Giacomo

Dell’estate era proprio la “controra”, di Rosalba Di Giacomo

News online di Alessandria e non solo

Dell’estate era proprio la “controra” 

che più amavo.

La casa scendeva 

nel fresco silenzio conservato 

dalle spesse mura e dai tendaggi. 

Dalle imposte “abbannate” 

filtravano quei raggi

di sole che brillavano sul pavimento 

e si posavano sui fiori 

del tavolo abbigliato. 

Il canto delle cicale era diventato 

abitudine per le orecchie 

e l’odore di frutta matura e di grano 

declamava a chiare lettere 

la parola estate. 

Fuori il caldo friggeva l’aria,

anche le lucertole schivavano il sole.

Di rosse formiche, alacre colonna

in fila

ferveva il formicaio. 

Oggi, gli odori ed i sapori

che non so descrivere,

accompagnano i miei giorni. 

Tutto mi ritorna ad ogni estate

ed io li rinvango e li accarezzo 

con rimpianto nei miei ricordi.

Sono state le più belle stagioni,

come vuoi che io le scordi.

Rosalba Di Giacomo

Quali sono i principali problemi ambientali oggi?

  • Inquinamento dell’aria
    Ognuno di noi, anche senza volerlo, contribuisce all’inquinamento atmosferico. Gli stessi dispositivi tecnologici che utilizziamo tutti i giorni, a casa o per lavoro, hanno effetti sull’ambiente e sul riscaldamento globale.
  • Esaurimento dello strato di ozono
    Il buco nell’ozono è la riduzione dello spessore dello strato di ozono nell’atmosfera terrestre, la fascia che ci protegge dai raggi solari più nocivi. Questa riduzione è causata dal rilascio di alcune sostanze inquinanti da parte dell’uomo, sia dalle attività produttive che di consumo.
  • Deforestazione
    Le cause di disboscamento sulla Terra sono principalmente tre: di agricoltura di sussistenza, agricoltura intensiva e allevamento di bestiame o foraggio.
  • Inquinamento idrico
    L’essere umano tende a scaricare molte sostanze chimiche in fonti d’acqua come mare, fiume laghi e oceani. In questo modo, l’acqua che beviamo è talmente inquinata da diventare una delle principali cause di molte malattie mortali.
    Finalmente il termine “ecocidio” oggi ha anche una definizione legale, elemento indispensabile per far sì che venga perseguito dalla Corte penale internazionale. La definizione legale di ecocidio recita così: “per ecocidio si intendono gli atti illeciti o sconsiderati commessi con la consapevolezza che esiste una sostanziale probabilità di causare danni gravi, diffusi o di lunga durata all’ambiente, causati da tali atti”.

In un mondo di sprechi e di eccessi, ci è stato indicato un modo per essere virtuosi. Ma senza fare grandi cose, piuttosto diventando bravi a non commettere sempre gli stessi errori.

Di seguito le 3 azioni che, anche noi, possiamo fare per l’ambiente e la sua salvaguardia:

Spegnere le luci – In casa c’è spesso un sovraccarico di fonti elettriche. Dagli elettrodomestici, accesi o in standby, fino alle lampadine, il consumo energetico non incide solo sulla bolletta. L’uso moderato dell’elettricità, l’acquisto di elettrodomestici di classe energetica dalla A+ in su, come quello di lampade LED a basso consumo, aiuta a risparmiare e protegge il Pianeta.

Chiudere l’acqua – Il mondo occidentale ha sempre avuto acqua potabile in abbondanza, ma questa è una risorsa limitata che va risparmiata. Se chiudiamo il rubinetto quando laviamo i denti, ricicliamo l’acqua di condensa del condizionatore per il risciacquo dei sanitari, preferiamo la doccia al bagno, mettiamo gli aeratori ai miscelatori per ridurre il consumo, siamo già sulla buona strada.

Fare la raccolta differenziata – Da qualche anno a questa parte le nostre città sono diventate attente allo smaltimento dei rifiuti, grazie alla raccolta differenziata comunale. Tale pratica, se seguita ed eseguita correttamente, permette di smaltire i rifiuti nel modo giusto, risparmiando le risorse e riducendo l’inquinamento

TERRA

E ti chiami Terra,
piccolo pianeta
fra milioni di stelle.
E noi, insignificanti,
piccoli uomini
che ti abitiamo,
ne condividiamo la vita.
Si, ti calpestiamo ogni giorno,
dimenticandoci che sei
Viva
palpiti nei venti che
sono il tuo respiro,
nei mari pulsanti
dove racchiudi il cuore.
Ci offri, senza risparmio
ciò che ci abbisogna,
muta spettatrice
della nostra evoluzione;
Quanti cambiamenti
nelle successive ere,
sempre in moto sul tuo asse
nell’incedere del tempo.
Ma sapevi che
all’ingegno si sarebbe
sovrapposta la stupidità?
Non sei tu, natura matrigna
siamo noi figli ingrati.
Paghi mai di niente,
ti violiamo senza pietà,
ti lasciamo agonizzare
come il fuoco che divora
le tue foreste,
togliendoti il respiro
che è il nostro.

*Certo guardando al punto in cui siamo arrivati sembra che questo problema sia diventato enorme e molto complicato, tanto che anche le nazioni di tutto il mondo stentano a trovare delle soluzioni. Eppure non ci vuole tanto a capire che siamo tutti sulla stessa barca e se andiamo verso l’autodistruzione sarà la fine di ogni cosa. Già ne vediamo gli effetti, con queste temperature sempre più alte, intervallate da fenomeni improvvisi e distruttivi, la natura manda segnali chiari ormai. Quindi le parole servono a poco, impariamo a cambiare le nostre abitudini, sviluppiamo una coscienza globale uscendo dai nostri piccoli orti tanto che me ne importa!!! Piccole regole, cerchiamo di rispettarle! Forse da piccoli passi possiamo ancora sperare.

Valeria Bianchi Mian: Parata di Dionisio

Valeria Bianchi Mian: Parata di Dionisio

Parata di Dionisio

Il sontuoso carro di Dioniso,

Ricolmo di fiori e ghirlande,

Avanza lento, trainato

Da feroci bestie ammansite.

È un percorso che irradia

Magia: crollano le barriere,

Si annullano i bisogni,

Svaporano divieti e arbitrii.

Riconciliazione, fusione,

Riunione del singolo

Con tutti in un’armonia

Universale: ecco la suprema

Beatificazione, l’ebbrezza

Soprannaturale. Non camminiamo

Più, né più parliamo:

Cantiamo e danziamo invasati

Simili a dèi rapiti, artisti

Dionisiaci dell’ebbrezza.

Jim Morrison 

[nel giardino precedente | dionisiaca posa]

L’innno mondiale della Poesia dal Texas – USA

Juan Antonio V Delgadillo e l’inno mondiale della Poesia

Juan Antonio Delgadillo dal Texas – USA

Inno bilingue spagnolo-inglese)
Autore testi e melodia/produttore
Juan Antonio V. Delgadillo
Interprete: Ivonne Oblea
Arrangiamenti: J. Luis Alcazar

(Inno bilingue spagnolo-inglese)
Autore testi e melodia/produttore
Juan Antonio V. Delgadillo
Interprete: Ivonne Oblea
Arrangiamenti: J. Luis Alcazar

Testo:

C’è una forza che unisce le nazioni
da est a ovest e da nord a sud.
Parola viva che unisce i cuori;
fonte di amore e di virtù.

C’è una torcia che viaggia per il Pianeta
illuminando le anime con la sua luce.
È quella scintilla che scaturisce dal poeta
e nel lettore accende gratitudine.

Le Americhe ti cantano,
Asia e Africa ti abbracciano,
Oceania ed Europa
sulle loro spalle ti sollevano.

Gli idiomi diventano uno
se stai ispirando qualcuno.
Sia in prosa che in versi
ci abbraccia il tuo universo.

—- Coro —-

Viva la poesia
che offre pace al mondo.
Canto glorioso di gioia.
Anime in libertà.

Viva la poesia
sublime ambasciatrice d’amore.
Ponte fraterno di empatia;
presenza totale del Creatore.

Oggi canto per te
questo inno,
in segno di gratitudine per la tua presenza nel mondo.

Mi alzo,
come segno
di rispetto davanti al tuo flusso profondo.

(ripetere il ritornello)

Viva la poesia
che offre pace al mondo.
Canto glorioso di gioia.
Anime in libertà.

Viva la poesia
sublime ambasciatrice d’amore.
Ponte fraterno di empatia;
presenza totale del Creatore.

INTERLUDIO

Traduzione dall’idioma spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia


(Himno bilingüe español-inglés)
Autor letra y melodía/productor
Juan Antonio V. Delgadillo
Intérprete: Ivonne Oblea
Arreglos: J. Luis Alcazar

(Spanish-English bilingual anthem)
Author lyrics and melody / producer
Juan Antonio V. Delgadillo
Interpreter: Ivonne Oblea
Arrangements: J. Luis Alcazar

Letra / Lyrics:

Hay una fuerza hermanando a las naciones
de este a oeste y de norte a sur.
Palabra viva uniendo corazones;
fuente de amor y virtud.

Hay una antorcha que recorre el planeta
iluminando a las almas con su luz.
Es esa chispa que brota del poeta
y en el lector enciende gratitud.

Las Américas te cantan,
Asia y África te abrazan,
Oceanía y Europa
en sus hombros te levantan.

Los idiomas se hacen uno
si inspirando estás a alguno.
Sea en prosa o sea en verso
nos abraza tu universo.

—- Coro —-

Que viva la poesía
que al mundo ofrece la paz.
Canto glorioso de alegría.
Almas en libertad.

Que viva la poesía,
sublime embajada del amor.
Puente fraterno de empatía;
presencia total del Creador.

Hoy te canto
este himno,
en gratitud a tu presencia en el mundo.

Me levanto,
como signo
de respeto ante tu fluir profundo.

(Se repite coro)

Que viva la poesía
que al mundo ofrece la paz.
Canto glorioso de alegría.
Almas en libertad.

Que viva la poesía,
sublime embajada del amor.
Puente fraterno de empatía;
presencia total del Creador.

INTERLUDIO

——-  English Chorus ———-

Oh, I love you poetry.
You bring peace to the world.
Every continent and country
with this hymn honors your word.

Oh, I love you poetry,
holy, divine and cosmic voice.
Gold of all that’s literary,
world poets and readers rejoice.

Oh, I love you poetry.
You bring peace to the world.
Every continent and country
with this hymn honors your word.

Oh, I love you poetry,
holy, divine and cosmic voice.
Gold of all that’s literary,
world poets and readers rejoice.

(c) J.A.V.D.  2021
Texas, U.S.A.

https://drive.google.com/file/d/1zgyGTZ33Tmddi-dF3eccvzMFF_IQU6Er/view?usp=drivesdk

Ognuna delle persone elencate in questo video ha inviato la propria fotografia e i propri dati, dando la propria autorizzazione a comparire in essa.

Possono condividere e taggare. Chiunque lo desideri può anche scaricare il video o utilizzare l’audio dell’inno per i propri eventi culturali e / o gruppi poetici.

103 paesi partecipanti a questa occasione:


  • Todas y cada una de las personas que figuran en este video mandaron su fotografía y sus datos, dando su autorización para aparecer en el mismo.

Pueden compartir y etiquetar. Quien así lo desee también puede descargar el video o usar el audio del himno para sus eventos culturales y/o grupos poéticos.

103 Países participantes en esta ocasión:

Albania
Alemania
Angola
Argelia
Argentina
Australia
Austria
Azerbaiyán
Bangladés
Birmania
Bolivia
Bosnia
Botswana
Brasil
Bulgaria
Bután
Bélgica
Cabo Verde
Camerún
Canadá
Chile
Colombia
Corea Del Sur
Costa Rica
Croacia
Cuba
Dinamarca
Ecuador
Egipto
El Salvador
Eslovaquia
Eslovenia
España
Estados Unidos
Estonia
Filipinas
Francia
Ghana
Grecia
Guatemala
Holanda
Honduras
India
Indonesia
Irak
Iran
Irlanda
Italia
Japón
Kasajistan
Kenia
Kirguistán
Kosovo
Liberia
Líbano
Macedonia
Malasia
Malawi
Mali
Malta
Marruecos
Moldavia
Montenegro
Mozambique
México
Namibia
Nepal
Nicaragua
Nigeria
Noruega
Nueva Zelanda
Pakistán
Palestina
Panamá
Paraguay
Perú
Polonia
Portugal
Puerto Rico
Reino Unido
República Democrática Del Congo
República Dominicana
Rumanía
Rusia
Senegal
Serbia
Singapur
Sudáfrica
Suecia
Suiza
Taiwán
Tayikistán
Trinidad y Tobago
Turquía
Túnez
Uganda
Uruguay
Uzbekistán
Venezuela
Vietnam
Zambia
Zimbabue


  • Each and every one of the people who appear in this video sent their photograph and their data, giving their authorization to appear in it.

You can share and tag. Whoever so wishes can also download the video or use the audio of the anthem for their cultural events and/or poetic groups.

103 participating countries on this occasion:

Albanian
Algeria
Angola
Argentina
Australia
Austria
Azerbaijan
Bangladesh
Belgium
Bhutan
Bolivia
Bosnia Herzegovina
Botswana
Brazil
Bulgaria
Burma
Cameroon
Canada
Cape Verde
Chile
Colombia
Costa Rica
Croatia
Cuba
Democratic Republic of Congo
Denmark
Dominican Republic
Ecuador
Egypt
El Salvador
Estonia
France
Germany
Ghana
Greece
Guatemala
Honduras
India
Indonesia
Iran
Iraq
Ireland
Italy
Japan
Kazakhstan
Kenya
Kosovo
Kyrgyzstan
Lebanon
Liberia
Macedonia
Malawi
Malaysia
Mali
Malta
Mexico
Moldova
Montenegro
Morocco
Mozambique
Namibia
Nepal
Netherlands
New Zealand
Nicaragua
Nigeria
Norway
Pakistan
Palestine
Panama
Paraguay
Peru
Philippines
Poland
Portugal
Puerto Rico
Romania
Russia
Senegal
Serbian
Singapore
Slovakia
Slovenia
South Africa
South Korea
Spain
Sweden
Switzerland
Taiwan
Tajikistan
Trinidad and Tobago
Tunisia
Turkey
Uganda
United Kingdom
United States
Uruguay
Uzbekistan
Venezuela
Vietnam
Zambia
Zimbabwe

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02SxDx8fd59pU94SAPie9Vwv6JPXAYhGQSuqXdfWgj4dTdmCJhTpX7D6nd5Wb2c5dkl&id=100038922215593

Ringrazio il poeta – gestore culturale nel mondo Juan Antonio V Delgadillo per la cortese concessione dell’audio e del testo del magnifico Inno Mondiale della Poesia.
Elisa Mascia 18-7-2022

A Fiuggi 15-16-17 luglio L’inedito presente con lo stand dei libri pubblicati

L’inedito letterario a Fiuggi

La nostra associazione letteraria, l’Inedito, è stata presente in quel di Fiuggi (FR) il 15-16-17 luglio u. s., alla VII rassegna letteraria della piccola e media editoria, con un proprio stand.
Marco Belli ha seguito tutta l’organizzazione e in presenza costante per i tre giorni, dello stand dal primo all’ultimo momento. Assunta Curto ha partecipato attivamente nella giornata conclusiva del 17 luglio, domenica, e Andrea Nesta Marchetti ha animato il momento di un’ora dedicato all’Inedito, raccontando al pubblico presente chi è L’associazione dell’inedito e quale ruolo si desidera ricoprire in questo periodo così difficile per la cultura, quindi della sua presenza allo stand… Afferma Fabio Martini, direttore, “Siamo orgogliosi di voi… Grazie e viva l’inedito. ..”

Foto : Marco Belli
Foto : Andrea Marchetti e Assunta Curto