Il Soldato Dimenticato di Claudio Restelli

Il Soldato Dimenticato di Claudio Restelli

Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Eroi. L’Esercito Portoghese durante la Grande Guerra 

In questa meravigliosa Fotografia, colorata recentemente, Soldati di Fanteria dell’Esercito Portoghese durante la Grande Guerra in territorio Francese, sul Fronte Occidentale.

Ogni sguardo un’emozione, ogni viso una storia da raccontare, ogni espressione uno stato d’animo personale. C’è chi ride, chi osserva intensamente, chi è preoccupato e pensieroso…

Nell’estate del 1914, la giovane Repubblica portoghese – subentrata alla Monarchia il 5 ottobre 1910 – non sembrava orientata ad appoggiare la causa dell’Intesa contro gli Imperi Centrali. Anche se alcuni leader repubblicani, tra cui il Ministro degli Esteri Augusto Soares, iniziarono molto rapidamente a valutare un intervento militare a fianco della Gran Bretagna (che per secoli aveva mantenuto buoni ma anche ambigui rapporti con il Portogallo) ritenendolo la soluzione migliore per tutelare il proprio fragile impero coloniale africano, di cui facevano parte la Guinea, l’Angola e il Mozambico: territori questi ultimi due sui quali da tempo la Germania del Kaiser (ma, segretamente, anche la stessa Inghilterra) aveva posto l’attenzione.

Nell’agosto del 1914, la Gran Bretagna, pur essendo duramente impegnata contro la Germania, non sembrava però dimostrare grande interesse ad un’eventuale partecipazione del Portogallo al conflitto, paventando eventuali pretese lusitane sui possedimenti tedeschi d’Africa (in particolare il Tanganika e l’Africa del Sud-Ovest). Senza considerare che lo Stato Maggiore inglese nutriva assai scarsa considerazione nei confronti delle forze armate portoghesi, giudicate male organizzate e peggio comandate. Ragione per cui fu soltanto alla fine del 1915, in seguito alle spaventose carneficine verificatesi sul fronte occidentale, che i governi di Londra e di Parigi iniziarono a sondare con maggiore interesse la disponibilità di Lisbona.

Il 24 febbraio del 1916, dietro pressioni inglesi, lo Stato Iberico fu indotto a sequestrare ben trentasei navi da carico tedesche bloccate dall’inizio del conflitto nei suoi scali. E questo atto, contrario alle norme internazionali, costrinse, il 9 marzo 1916, la Germania a dichiarare guerra alla Repubblica lusitana.

Passato al fianco dell’Intesa, il governo portoghese, presieduto da Bernardino Machado, s’impegnò con gli alleati ad inviare un Corpo di Spedizione di circa 55.000 uomini sul fronte occidentale. Il contingente, chiamato CEP (Corpo Expedicionário Português), venne posto agli ordini del Generale Tamagnini de Abreu. Per il trasferimento delle truppe, Lisbona mise a disposizione soltanto dieci navi da carico, costringendo i Britannici a fornirne altre sette, più sedici cacciatorpediniere di scorta. Soltanto in questo modo fu possibile trasportare (con sessantacinque viaggi) dai porti lusitani a quelli francesi 3.346 ufficiali e 52.421 tra sottufficiali e soldati, 7.783 cavalli, 1.501 mezzi a motore, 312 camion, e parecchie batterie di cannoni e obici da 75, 105 e 155 millimetri.

I primi scaglioni del Corpo Expedicionário Português giunsero a Brest il 2 febbraio, venendo poi trasferiti tramite ferrovia fino alla zona di raduno di Aire-sur-la-Lys/Thérouanne, dove i soldati vennero sottoposti ad un indispensabile, anche se breve, ciclo di addestramento alla guerra in trincea e all’uso delle maschere anti gas. Dopodiché alle unità vennero distribuite attrezzature, elmetti, fucili Lee Enfield, mitragliatrici leggere Lewis di fabbricazione britannica e mitragliatrici pesanti e pezzi di artiglieria di provenienza francese. L’11 maggio del ’17, la prima unità lusitana prese posizione lungo la linea del fronte, ma bisognò attendere il 5 novembre per assistere al dispiegamento di un’intera brigata.

L’ambientamento dei reparti portoghesi si rivelò difficoltoso fino dall’inizio. La truppa dimostrò di non riuscire ad abituarsi alle razioni inglesi e soprattutto all’inclemenza del freddo clima continentale (durante l’inverno 1917-1918 la temperatura arrivò a toccare i meno 22 gradi). Oltre a ciò, la circolazione tra i reparti di manifestini pacifisti e disfattisti ebbe come risultato un pericoloso crollo del morale.

Per i militari portoghesi il primo impatto con la dura realtà della guerra moderna risultò estremamente traumatico. A partire dal mese di aprile, cioè con l’inizio del dispiegamento dei reparti nelle trincee di prima linea, centinaia di inesperti soldati iniziarono ad essere falciati dal micidiale fuoco dell’artiglieria e delle armi automatiche tedesche, mentre altre migliaia si ammalarono di tifo e di polmonite. L’insieme di questi fattori, oltre che a contribuire alla decimazione delle truppe, non tardò ad innescare il fenomeno delle diserzioni. Preoccupato per la situazione, il Comando britannico decise di ritirare dalla prima linea il Corpo Expedicionário Português, incominciando dalla 1° divisione che venne sostituita dalla 55ma divisione West Lancashire. E il 9 aprile anche la 2° divisione venne rimpiazzata dalla 55ma e 50ma Northumbrian division. E contestualmente, il Generale Gomes da Costa rimpiazzò il Generale Simas Machado al comando della 2° divisione portoghese che venne inserita nell’Undicesimo Corpo britannico sotto il Generale Richard Haking, un ufficiale noto per la sua completa insensibilità nei confronti delle perdite subite dai suoi reparti.

Il 9 aprile, la 4°, la 5° e la 6° brigata appartenenti alla 2° divisione si ritrovarono in prima linea con alle spalle, in funzione di riserva, la 3° brigata della 1° divisione. Fu a quel punto che il comando della Sesta Armata tedesca scatenò la sua offensiva (chiamata in codice «Georgette»): la prima di una lunga serie di attacchi in massa che si sarebbero protratti per tutta la primavera-estate del 1918 nelle Fiandre, cioè nel tratto di fronte tenuto dalle forze britanniche e portoghesi. Dopo avere ritirato l’81ma divisione di riserva, rimpiazzandola con otto divisioni fresche provenienti dalle retrovie.

Sulle prime, i 20.000 soldati del Corpo Expedicionário Português, appoggiati da ottantotto pezzi d’artiglieria, tentarono di arginare l’avanzata dei 100.000 fanti del LV e XIX Corpo germanico, appoggiati per l’occasione da ben 1.700 tra cannoni e obici. Nel corso della feroce battaglia che seguì (che gli storiografi inglesi battezzarono «Battle of Estaires»), la quasi totalità del Corpo Expedicionário Português venne praticamente annientata, nonostante il tentativo fatto dal Generale Haking di soccorrere con alcune unità mobili i vacillanti reparti lusitani nell’area di Lacouture. Ciononostante, i reparti portoghesi non seppero reggere alla pressione nemica, iniziando a ripiegare e a lasciare ampi vuoti nello schieramento: vuoti che elementi della 50ma Northumbrian e della 51ma Highland tentarono di tappare. Secondo il Comando inglese, nel corso della battaglia, diverse unità portoghesi opposero una scarsa resistenza al nemico, abbandonando le trincee e dandosi alla fuga. Anche se, in verità, gli scarsamente addestrati fanti lusitani ben poco avrebbero potuto fare contro le agguerrite e numerose divisioni tedesche. Comunque sia, a «salvare l’onore» del Portogallo fu un uomo soltanto: il soldato semplice Anibal Augusto Milharis che, rimasto solo in una trincea con la sua mitragliatrice, coprì la ritirata dei suoi, bloccando per diverse ore un’intera compagnia tedesca.

Dopo questa débacle, i Britannici decisero di utilizzare i reduci del Corpo Expedicionário Português in mansioni secondarie. E fu così che parte della truppa lusitana venne impiegata per costruire strade, scavare rifugi e trincee e, addirittura, per governare le mandrie di cavalli, muli e bestie da soma nelle retrovie. Anche se nelle settimane che seguirono, in seguito alle vibranti proteste di Lisbona, gli Inglesi furono però costretti ad addestrare, armare e riportare in linea alcuni reparti lusitani, che questa volta ebbero modo di farsi valere. Nel novembre del 1918, sul fronte dell’Escaut risulta che fossero operativi tre battaglioni, tre gruppi di artiglieria leggera da campagna, undici gruppi di artiglieria pesante e quattro compagnie del genio. Secondo fonti francesi, pare che tra l’aprile del 1917 e il novembre del 1918, il Corpo Expedicionário Português abbia subito la perdita di 2.086 militari e il ferimento di 256 ufficiali e 4.968 soldati. Sempre stando alle fonti francesi, risulta che nello stesso periodo altri 270 graduati e 6.408 soldati vennero fatti prigionieri dai Tedeschi mentre oltre 7.200 uomini dovettero essere rimpatriati per ferite o malattia. Insomma, si trattò di una vera e propria strage.

I caduti portoghesi della sfortunata campagna francese 1917-1918 riposano ancora oggi nel cimitero di Richebourg l’Avoué e in altri sacrari.

PER NON DIMENTICARE

Foto Archivio Storico Imperial War Museum IWM © Q6068 colorata da Henrique M.

(Foto non presente all’interno del libro) 

IL SOLDATO DIMENTICATO. La storia di Giovanni Battista Faraldi (Leucotea Edizioni Sanremo). In tutte le Librerie e Webstore.

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