Per l’angolo poetico – Alcune poesie inserite nell’antologia :”Salviamo il Pianeta”

Salviamo il Pianeta a cura di Stefano Capasso – Enrique Linero Serrano

Foto : Stefano Capasso

16 –
Francesco Ciavarra e Teresa Cappiello
Casca la TERRA
E poi… guardo il mondo!
Si un mondo favoloso che piange e chiede aiuto…
E mi chiedo come mai nessuno sente le note di dolore
che il suo lungo spartito da sempre custodisce
nella speranza di non doverle mai far ascoltare!
E allora mi chiudo nei miei silenzi
e penso a quanto male l’uomo arreca al nostro pianeta.
Non posso non pensare alla nostra infanzia,
a quell’innocenza che ne rappresenta l’essenza,
all’amore per il prossimo,
al rispetto del bello che ci circonda,
a quando cantavamo in cerchio.
Una canzone dalla doppia chiave di lettura
mi lascia una nota di dolore…
«Giro giro tondo casca il mondo…
Casca la TERRA e Tutti giù per TERRA!»
Proprio così… senza accorgercene,
a causa del potere, dei soldi, della mania di successo,
abbiamo generato un girotondo terrificante,
e se qualcuno non lo fermerà ci ritroveremo
TUTTI… MA PROPRIO TUTTI…
GIÙ PER TERRA!


Helena Malachova
Fermati alla soglia del tempio
Fermati alla soglia del tempio!
Inchinati di fronte all’albero, al fiume,
allo sciamano che sa i segreti delle nubi.
La tartaruga ti parla, e la palude, le foglie,
ma tu sei sordo.
Che triste, disperato monologo!
Il fuoco avido divora l’armonia del tempo
antico, la memoria della TERRA.
I suoi custodi esilia nei testi di antropologia.
Inutile è questo canto di utopia.
Che un dio ingenuo vi fulmini,
ladri approdati sulle coste altrui!
Che scateni siccità, uragani,
il diluvio universale!
L’arca è in pezzi,
nessuno si salverà.
Né tu, predatore,
né colui che subisce,
né io, che ascolto
la voce della TERRA DI MEZZO.


Elisa Mascia
Uniamoci tutti
Il tempo non torna indietro.
Catastrofi e calamità naturali
ogni giorno imperversano
nel mondo deturpato
che non riconosce più nell’uomo l’amico fidato.
Incomprensibile e ingiusta avidità!
Diviene straniero alla Madre TERRA che lo ha amato,
di lauti frutti nutre chi di offese e violenze deturpa.
L’orologio non batte mai le ore all’incontrario,
il male procurato alla natura
non può essere riparato.
Sperare, sì, è possibile.
Mai deve morire la speranza.
Salvare il salvabile,
tutti uniti i popoli.
L’oomo da solo non ha forza,
energia vitale dall’unione scaturisce.
Presto! Prima che sia troppo tardi!
Uniamoci tutti
e con fatti concreti
salviamo il nostro Pianeta,
per far vivere l’umanità futura.


Bonsignori Pablo Giovanni
Ascoltiamo il nostro pianeta
La natura è un capolavoro dell’universo.
Quando vedo una cascata di un fiume
sento come se mi dovesse parlare.
Alcuni non sentono più i suoni della natura.
Ci dà la vita!
Siamo sordi.
Pensiamo solo a costruire edifici.


99 –
Stefano Capasso
L’agonia del Sarno, fiume della vergogna
Gabbiani arrabbiati
bivaccano sulla scogliera
che forma un’ombra
proprio lì davanti
al Sarno in agonia:
Anche il Maestoso Forte,
Petra Herculis,
osserva melanconico
perché, nella sua vita millenaria,
mai aveva visto scempio così funesto.
Era così tanto trasparente
il mare lì davanti,
che anche gli Dei
amavano specchiare
la loro bellezza con piacere.
Ma oggi il Fiume,
stanco di angherie e violenze,
con forza si ribella a tale sofferenza.
Sappiate che la Natura,
ferita e addolorata,
non perdona, né fa sconti,
quasi sempre con sé porta
castighi fulminanti.

Foto : Elisa Mascia

Difendersi investigando di Oreste Coletta

Difendersi investigando di Oreste Coletta

 Titolo: difendersi investigando
 Autore: Oreste Coletta @ilsegretodigreta
  Ho recensito dello stesso autore il suo primo libro “il segreto di Greta”, mi ha fatto pervenire a sorpresa questo interessante manuale sull’investigazione. Trovo sempre molto inressanti i libri che trattano di diritto e questo ha sicuramente arricchito le mie conoscenze. Oreste ci spiega il suo lavoro, quello dell’investigatore privato, attraversando in modo molto approfondito il diritto di difendersi, le leggi e le regole alle quali si attiene l’investigatore privato nell’indagine, l’attività investigativa, gli strumenti e le modalità. Lo stile del manuale è molto fluido e scorrevole, risulta una lettura semplice se la persona che legge ha almeno un infarinatura sul diritto, in caso contrario, probabilmente, la lettura potrebbe risultare lenta in alcune parti. Ogni pagina e ogni capitolo è curato nei minimi particolari, arriva al lettore la cura che ne ha avuto lo scrittore, nelle leggi, nei vari rimandi al suo primo libro e in tutte le spiegazioni. Ne consiglio la lettura a chi è interessato a questo lavoro ma anche a chi, come me, è curioso di sapere cosa si cela dietro alle investigazioni ecc… Tutto sommato nella vita potrebbe capitare di aver bisogno di un investigatore privato e credo sia interessante ed utile conoscere questo nostro diritto.

Ambiente. Degrado: Invasione erbacce e marciapiedi dissestati in via Rodolfo Montevecchio e limitrofi

Ambiente. Degrado: Invasione erbacce e marciapiedi dissestati in via Rodolfo Montevecchio e limitrofi

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Premettiamo che una della finalità di Alessandria today è quella di dare spazio alle segnalazioni dei cittadini in merito ai problemi della città al solo scopo di informare i nostri lettori e sopratutto l’Amministrazione comunale e gli Assessori competenti per delega alfine di sollecitarne l’intervento per risolverli. Un impegno che stiamo svolgendo dal 2010 con vari governi della città.

Noi non cerchiamo colpevoli ma soluzioni ai problemi, pertanto oggi ci corre l’obbligo di evidenziare quanto ci ha comunicato una nostra lettrice in merito ad una situazione di degrado con alte erbacce e marciapiedi dissestati in via Rodolfo Montevecchio e limitrofi, come si evince dalle immagini allegate.

In tal senso va detto che la situazione in oggetto era già esistente da tempo e quindi durante l’Amministrazione di CDX, ma il problema esiste tutt’ora con la nuova Amministrazione di CSX.

Crediamo da sempre che l’efficienza di un Amministrazione comunale si evinca a partire da quelli che vengono erroneamente definiti piccoli problemi, ma che invece oltre ad una questione di immagine e di igiene possono complicare la vita dei cittadini ogni singolo giorno.

Ci auguriamo pertanto che gli stessi vengano risolti in quanto tra l’altro non richiedono particolari investimenti ma solo una normale manutenzione del territorio.

Sarà nostro compito seguire con attenzione come abbiamo sempre fatto, la soluzione dei problemi che ci sono stati segnalati, in ogni caso provvederemo provvederemo a darne conto ai nostri lettori che ringraziamo per le loro segnalazioni.

LA VIA DELLA CERTOSA, di Corrado Covoni

LA VIA DELLA CERTOSA, di Corrado Covoni

Da Patrizia Nosengo

LA VIA DELLA CERTOSA

Strada disabitata, in mezzo a gli orti

pieni di fiori e di malinconia,

strada che mena al soggiorno dei morti

che frequenta la mia nostalgia:

strada silenziosa, dove l’erba

prospera come in vecchio monastero,

solitaria straducola, che serba

come un sentor di ceri e di mistero.

Quante bare passarono, per questa

via da cui non si ritorna mai!

quante bare emigrarono a la mesta

devozione dei funebri rosai!

Talune erano simili ad altari

di festa (oh come bianche le corone!);

ed eran altre simili a calvari

di lutto, e senza alcuna orazione:

strette casse di gracili fanciulli

morti tra i fiori, morti d’etisia,

corpicciuoli ravvolti in fini tulli

di amare lacrime e di liturgia;

lunghe casse di poveri mendichi

la cui vita fu un’agonia lenta:

vecchi senza famiglia, mendichi

di cui nessuno piange e si rammenta.

O tristezza d’andare al camposanto

senza la compagnia di qualche fiore,

tristezza de la bara senza pianto

che procede per l’ultime dimore!

La stradicciuola è stretta in mezzo a gli orti

pieni di rose e di malinconia…

Oh pensate, pensate a tutti i morti

che passarono lungo questa via!

[di Corrado Govoni]

Scoglio, di Gabriella Paci

      Là lontano nel mare

uno scoglio

            sdegnoso

 rompe flutti insistenti

              incurante

 dell’amara salsedine

che corrode i suoi fianchi scoscesi.

             Solitario

 si protende nel cielo

a impigliare le nubi di latte

e  irrorarsi di luce e calore

in attesa di lotte più aspre.

             Incuneato

in abissi profondi

             testardo

 resiste

alle notti più inquiete

ad abbacinanti mattini

allo schiaffo dell’onda….

Ambiente. Cambiamenti climatici: in tutta Europa è allarme con temperature bollenti e siccità. Gabriella Paci

Da decenni ormai  siamo di fronte a cambiamenti climatici sempre più accentuati e dovuti in gran parte all’azione inquinante dell’uomo che  altera l’equilibrio della natura.

Ma quali sono le principali cause dell’ inquinamento che causa rischi per tutti gli esseri viventi della terra?

Le principali fonti di inquinamento dell’ambiente sono le attività industriali, le fabbriche inquinanti, gli impianti per la produzione di energia, gli impianti di riscaldamento e il traffico. Si calcola che il 75% dell’inquinamento atmosferico sia prodotto dalla lavorazione e dall’uso dei combustibili fossili,divenuti ora di nuovo fonte di energia dopo lo stop del gas russo.

Un effetto con cui dobbiamo fare i conti,oltre le piogge acide,l’inquinamento di aria, terra ed acqua  è l’aumento delle temperature che stanno sconvolgendo il normale equilibrio della natura. E il quadro peggiora se ci aggiungiamo una siccità mai prima così duratura e diffusa in tuta Europa.

Temperature più elevate

Se  il 2020 è stato un anno record per le temperature fatte registrare, stiamo assistendo quest’anno a un supermento di tale record con maggior numero dei giorni caldi e di aumento delle ondate di calore che sono arrivate a fare registrare oltre 40 ° gradi in Italia e che hanno raggiunto addirittura  i 47°i n Portogallo e Spagna.

Questo, oltre che a danneggiare l’agricoltura e gli animali da allevamento, aumenta le malattie legate al caldo e facilita lo scoppio e il propagarsi degli incendi che stanno infatti imperversando in tutta Europa e che hanno già causato la perdita di migliaia di ettari di verde,il nostro preziosa fornitore di ossigeno e di riparo dal caldo .

Tempeste più intense

I cambiamenti della temperatura provocano altresì tempeste intense e frequenti che causano morti e distruzione di raccolti, frane ,smottamenti e inondazioni  che alterano fauna e flora e che comportano anche la perdita di milioni di dollari che potrebbero essere impiegati in opere di utilità sociale e ambientale.

Aumento della siccità

 Altro effetto è la mancanza di pioggia e la relativa siccità che può, tra l’altro, scatenare tempeste di sabbia e polvere spostando tonnellate e tonnellate di sabbia tra i continenti.

Del resto, la desertificazione è un fenomeno sempre in cresci tanche riduce il territorio coltivabile.

La guerra russo-ucraina del resto ha fatto peggiorare la situazione alimentare proprio in quei paesi dove incombe una grave minaccia di avere regolarmente acqua e, dunque, cibo

Previsioni future

Ci sono ormai molte proiezioni, scientificamente elaborate, al riguardo. La comunità scientifica ha lanciato da anni un allarme sul cambiamento climatico e sulle conseguenze. Sono diversi gli scenari climatici che possono essere considerati: dal più estremo al meno estremo. Il livello di gravità varia in ragione di ciò che l’umanità riuscirà o non riuscirà nel frattempo a fare.

Primo step è limitare le emissioni di gas serra nell’atmosfera.

 Secondo la proiezione peggiore (emissioni ai ritmi attuali) a  fine del secolo, l’Italia – parte dell’Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia… – andranno verso un clima definito, secondo la classificazione dei climi di Köppen-Geiger, arido, mentre oggi il clima delle regioni sopra menzionate (escludendo parte della Puglia e della Toscana, già ora con clima arido) è temperato.

Tale scenario riguarderebbe non solo l’Italia, ma anche buona parte dell’Europa, soprattutto dell’Est, Romania e Ucraina comprese.

 Il Sud della Spagna potrebbe essere interessato da una severa desertificazione.

Ovviamente le ripercussioni della produzione alimentare diminuita riguarderanno tutta l’Europa e non solo,causando migrazioni di massa  e conflitti .

La classe dirigente politica a livello globale,nonostante i ripetuti appelli di Greta Thumberg, non sembra avere recepito la gravissima situazione attuale e temporeggia sui provvedimenti da prendere.

il letto di un fiume nel nord Italia.

I cibi “poveri” cantati da Neruda

Ode alla patata – (Nuove Odi Elementari, 1955)
Pablo Neruda

PAPA,
ti chiami
papa
e non patata,
non nascesti castigliana:
sei scura
come
la nostra pelle,
siamo americani,
papa,
siamo indios.
Profonda
e soave sei,
polpa pura, purissima
rosa bianca
sepolta,
fiorisci
là dentro
nella terra,
nella tua piovosa
terra
originaria…

Papa
materia
dolce,
mandorla
della terra…

Onorata sei
come
una mano
che lavora nella terra,
familiare
sei
come
una gallina,
compatta come un formaggio
che la terra produce
nelle sue mammelle
nutrici,
nemica della fame,
in tutte le nazioni
si piantò la sua bandiera
vittoriosa…

Universale delizia,
non aspettavi
il mio canto,
perché sei sorda
e cieca
e sepolta.
A malapena
parli nell’inferno
dell’olio
o canti
nelle fritture
dei porti,
vicino alle chitarre,
silenziosa,
farina della notte
sotterranea,
tesoro infinito
dei popoli.

  • Meravigliosa scoperta questo mondo di semplici ortaggi che il nostro sommo poeta traduce in perle di versi. La patata o papa…eh sì ormai è così comune sulle nostre tavole, coltivata nei nostri campi che dimentichiamo che non ci appartiene, ha l’animo americano questa delizia prodotta dalle mammelle della terra, tesoro infinito dei popoli.

Ambiente. Casale Monferrato. Bonifica amianto: in sei mesi erogati oltre 650 mila euro per le coperture di immobili

Casale Monferrato. Bonifica amianto: in sei mesi erogati oltre 650 mila euro per le coperture di immobili

Date: 20 luglio 2022 Author: alessandria today

Bonifica amianto: in sei mesi erogati oltre 650 mila euro per le coperture di immobili

L’assessore Strozzi: «Un risultato molto importante che, con gli oltre 700 mila euro finanziati, ci avvicina ad essere il primo territorio Amianto Free»

Nei primi sei mesi del 2022 sono stati erogati ben 654.924,00 euro per la bonifica da amianto delle coperture di immobili presenti nei 48 Comuni del Sin (Sito d’Interesse Nazionale) di Casale Monferrato. Cifra che si somma ai 728.344,10 euro stanziati per pagare le domande pervenute nello stesso periodo e che riguardano lavori da concludersi entro l’anno.

«Oltre un milione 300 mila euro di contributi amianto è un risultato molto importante – ha commentato l’assessore Cecilia Strozzi –, che conferma l’impegno del territorio nel raggiungere quanto prima il traguardo di prima area Amianto Free. In queste settimane stiamo inoltre verificando le domande giacenti, in modo da fare il punto della situazione con quelle istanze che negli anni non hanno visto la conclusione e avere il dato preciso sui fondi ancora a disposizione».

Le domande già evase e liquidate in questi anni sono state 3.021, quelle in corso di finanziamento 484, mentre quelle giacenti e in fase di verifica 1.078. Verifica che sarà effettuata anche suddivisa per Comuni, per individuare quelli in cui le bonifiche procedono più lentamente e avviare così da settembre percorsi di sensibilizzazione in accordo con i Sindaci interessati.

«Il coinvolgimento attivo delle Amministrazioni del territorio è fondamentale – ha sottolineato ancora l’assessore Strozzi –, perché la bonifica dalla fibra killer deve essere portata avanti con il massimo impegno da tutti. È con questo spirito che il Sin di Casale Monferrato può vantare oltre un milione 200 mila metri quadrati di tetti e coperture bonificati: un ottimo risultato, ma che possiamo e dobbiamo ancora migliorare!».

“Tempesta d’estate”, di Salvatore Scalisi

“Tempesta d’estate”, di Salvatore Scalisi

Date: 20 luglio 2022Author: salvatorescalisi

“Il mondo è pieno di insidie, se stiamo lì ogni qualvolta a sguainare la sciabola, entreremo in un tunnel di orrore e morte senza via d’uscita, e io non voglio starci in questo quadro infernale” dice Luca.

“Amico mio, mi spiace, ma ci sei dentro” ribatte Orlando. “Se credi di raggiungere l’agognato paradiso con la coscienza pulita, sei in grave errore.”

“Farò il possibile per non cadere in facili tentazioni. La tua esperienza mi dà ragione, o sbaglio?”

“Confesso di essermi mosso con una certa leggerezza, con la conseguente e inevitabile autocritica che mi sta ancora appiccicata addosso. Ma, come hai ammesso tu stesso, è stato un gesto istintivo, dettato dalla circostanza, e lì non si ha molto tempo per pensare, bisognava agire.”

“L’aria di mare comincia a dare i primi benefici” commenta Luca.

“Mi fa piacere, oltretutto, credo che il nostro incontro doveva servire proprio a questo. Cercare di fare pace con noi stessi” replica l’amico.

“Liberandoci delle nostre pesantezze.”

“Esatto!”

“E io di zavorra ne ho ancora tanta, non è così?”

“Vuoi conoscere il mio pensiero? Sì! In effetti ti vedo molto appesantito.”

“Volevo fargliela pagare” afferma Luca masticando delle noccioline. “Avevo pregato il Signore di perdonarmi per i pensieri di vendetta che mi si accavallavano nella mente, per quello che mi ero promesso di fare se li avessi rintracciati. È questa la verità.”

“Cosa ci trovi di strano? È una sensazione normale.”

“Umanamente normale.”

“Sì, proprio così, siamo degli umani; è bene ricordarselo di tanto in tanto” dice Orlando. “Il Signore è misericordioso, dovrà necessariamente rendersi conto in che mondo viviamo e assolverci dal peccato. Nel modo più assoluto.”

“Lo spero” risponde Luca.

“Di qualsiasi entità si tratti” aggiunge l’amico, con l’intento di rendergli la confessione più agevole.

La poetessa che parlava alle api

La poetessa che parlava alle api

Date: 19 luglio 2022Author: immapara

Emily Elizabeth Dickinson nota come Emily Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici moderni.
I fiori e, in particolar modo, le api che si posano sulle loro corolle sono elementi ricorrenti nelle opere della poetessa americana Emily Dickinson.
Il regno della Natura è per la poetessa lo scenario che l’Invisibile ha scelto per celarsi e a tratti rivelarsi tramite quelli che la poetessa chiama i “Bollettini dell’Immortalità”. Delle circa 1800 poesie che Emily Dickinson ha scritto nel corso della sua esistenza se ne trovano circa un centinaio dedicate alle api. Quei piccoli esserini volanti e industriosi catturavano l’immaginazione della poetessa che vi trovava lo specchio più fedele di se stessa, l’allegoria più fedele di emozioni e sensazioni. Nelle opere della poetessa di Amherst i vivaci insetti ronzanti sono spesso paragonati a pirati, condottieri temerari, eserciti di soldati: non hanno quasi mai una funzione confortante, non evocano dolcezza o riposo, ma sono esseri deputati all’azione, alla costruzione, talvolta anche all’annientamento. Le farfalle volano sognanti, mentre le api, nell’immaginario della poetessa, marciano come un plotone di cavalieri pronti a conquistare tutti i fiori del giardino. Nella poesia di Dickinson tuttavia spesso le api non sono solo semplici api, percepite nella loro pura essenza animale. Gli insetti ronzanti si fanno allegoria di sensazioni ed emozioni inespresse, l’ape è generalmente utilizzata per rappresentare una “figura maschile” che domina una figura femminile, solitamente nascosta dietro l’allegoria di un fiore, spesso di una rosa. Se il rapporto tra gli impollinatori e le piante di cui si nutrono è fondamentale per sostenere i nostri ecosistemi, allo stesso modo l’ispirazione poetica era vitale per la poetessa. Viene definita non a caso: la poetessa impollinatrice. È naturale che proprio alle api, sue interlocutrici favorite, Emily Dickinson decida di confidare il presagio della morte. Annunciare la sua morte all’ape la renderebbe inevitabile, e spezzerebbe l’incanto del giardino, la sua terra promessa. L’ape è una creatura innocente che non conosce il trauma della sofferenza né il destino ineluttabile della morte: la poetessa quindi non ha il coraggio di infliggerle tale conoscenza che spezzerebbe l’incanto di una vita vissuta cogliendo l’istante, in un eterno presente.

Non l’ho ancora detto al mio giardino –
Perché potrei esserne sopraffatta.
Non ho proprio la forza ora
Di svelarlo all’Ape.
Non ne farò parola nella strada,
perfino le botteghe stupirebbero ch’io
timida ed ignorante come sono,
abbia l’audacia di morire.

*È naturale che una poetessa dall’animo sensibile come Emily guardasse con occhi attenti e sognanti i fiori e gli insetti del suo giardino. Singolare questo suo grande amore per le api, esse diventano quasi una personificazione del suo io poetico. Il loro incessante lavoro, la voglia di vivere l’attimo, quella forza che a lei spesso mancava, lo slancio quasi sensuale dell’impollinazione su cui fantasticava. Ed anche quando la depressione oscurava i suoi pensieri, al piccolo insetto si aggrappava a cercare l’invisibile filo che riuscisse a tenerla legata alla vita perché l’ape non conosce il vuoto della fine.

La dittatura perfetta, di Aldont Huxiey

La dittatura perfetta, di Aldont Huxiey

Maria Strazzi

Buon giorno ai mattinieri

Buon caffè a tutti

La dittatura perfetta avrà

le sembianze d’una democrazia,

una prigione senza muri

nella quale i prigionieri non

sogneranno mai di fuggire

Un sistema di schiavitù dove

grazie al consumo di divertimento,

gli schiavi ameranno la loro schiavitù.

                                     Aldont Huxiey

Storia: Le venditrici punite

Le venditrici punite

Me Piemont

Le venditrici punite

Questa storia si svolge nella metà del settecento ma l’epoca non è importante in quanto racconta l’eterno desiderio umano di frodare il prossimo.

Ordunque, cinque compaesane della campagna torinese giravano mercati e fiere per rifilare i loro prodotti invenduti che risultavano avariati ed erano causa di malesseri anche gravi; ma a loro poco importava la salute del prossimo.

Ovviamente dopo aver turlupinato la clientela di un mercato rionale facevano passare parecchio tempo prima di farvi ritorno, temendo pesanti ritorsioni nei loro confronti.  

Non erano mai state al mercato di piazza del Municipio, a Torino, e siccome avevano parecchia merce guasta da far fuori, compreso un certo quantitativo di uova marce, decisero di recarvisi.

“I cittadini sono cretini, li incanti come vuoi; basta dire che è roba fresca di campagna e aprono il loro borsellino soddisfatti” disse Ada.

“Si, ma se poi crepano non è che i gendarmi ci impiccano?” rispose Luigina.

“Crepino pure, che ne sanno i gendarmi che sono state le nostre uova marce e fetide a condurli all’inferno? E poi chi ci riconosce tra centinaia di venditrici?” disse strafottente Margherita.

La risposta di Margherita fu soddisfacente per tutte e cinque, comprese Anna e Teodosia che erano rimaste zitte e quindi l’indomani portarono le loro merci deteriorate al mercato; nel cesto delle uova misero dei fiori profumati che avevano arraffato in un giardino, per coprire eventuali effluvi poco invitanti.

“Uova frescheeeee! Uova frescheeeee! Raccolte stamattina dal pollaioooo!” urlarono quasi in coro le cinque perfide comari.

La loro merce e in particolare le uova andavano a ruba; l’aspetto sano delle venditrici prometteva inconsciamente la qualità e genuinità dei loro prodotti.

Finché arrivò una vecchina che chiese mezza dozzina di uova “Eccole, può berle anche crude” disse Teodosia, dimostrando la sua totale assenza di scrupoli.

La vecchina pagò e allontanatasi di pochi passi dal loro banco venne urtata da alcuni mocciosi che si rincorrevano; le uova caddero in terra e si levò all’istante un tanfo putrido.

Gli astanti capirono immediatamente che tale olezzo terribile veniva emanato dalle uova delle cinque malintenzionate; la reazione popolare fu immediata, esse vennero circondate da una moltitudine di persone che iniziarono ad inveire contro di loro, in attesa dell’arrivo dei gendarmi. I gendarmi infine giunsero e confiscarono i ricavi delle cinque malefiche venditrici, poi le consegnarono al pubblico ludibrio.

Esse vennero poste contro un muro di pietra, sorvegliate affinché non si dessero alla fuga, e sottoposte ad un feroce tiro a segno da parte dei monelli entusiasti, che usarono come proiettili le uova marce della indecente cinquina.

La punizione durò parecchio e alla fine le cinque disoneste risultarono interamente ricoperte di sostanza marcescente; a qual punto poterono andarsene, seguite dai lazzi delle innumerevoli persone presenti.

Ritornarono al loro paesello, a piedi, seguite dal latrato dei cani che incontravano e che parevano, anche loro, disgustati da quelle cinque persone strambe e repellenti.

Giunsero al loro paesello di notte e piene di vergogna raggiunsero le rispettive abitazioni, sperando di non essere viste dai compaesani.

Da quel giorno le cinque venditrici, punite così duramente, diventarono corrette fino all’ossessione e le loro merci, fresche e selezionate, furono gradite da chiunque.

Racconto inedito scritto da Ernesto Martinasso

“I racconti del giovedì”.

Nell’illustrazione:

Giovanni Michele Graneri ( Torino 28 Settembre 1708 –

Torino 26 Febbraio 1762), pittore.

Mercato in piazza del Municipio (le venditrici punite), olio su tela, 1740; Torino, Palazzo Madama.