Domenica di poesia…

Elisa Mascia

CHIUNQUE TI MOTIVA AD ESSERE MIGLIORE È QUALCUNO CHE VALE LA PENA TENERE VICINO.

Ogni giorno.

Fin da quando eri del mio pensiero creatura
con ineffabile certezza già  l’intuito
per giusta considerazione aveva percepito
tu vera motivazione di vita, la più pura.

Nel mio dialogo quotidiano interiore
riflettere,  cercare parole chiave d’ incontro
e con la tua forza d’animo trovare riscontro
nell’essere  persona di carattere migliore.

Non lasciar che modi e circostanze
l’evolversi del sentire potessero influenzare
stabilire un rapporto spirituale d’amare
basato sulle reciproche tolleranze.

È stato ed è facile per sempre pronunciare
sentirti e percepirmi al tuo fianco
colorare rispetto e lealtà di bianco
restando uniti e non lasciarci andare.

Valori da impreziosire con la cura costante
chiedere come stai non è solo abitudine dolcezza e non abbandono alla solitudine
è sentirsi accanto se le anime son affrante.


Elisa Mascia 3-7-2022

Alidicarta.it – Pannello autore https://www.alidicarta.it/leggi.asp?testo=3720221716223#.YsGzwhGfaLw.whatsapp

Arti e Sculture al Festival PIAF 2022, artisti dal mondo

L’artista Mihaela STIRBU

L’Artista Mihaela ȘTIRBU

Mihaela ȘTIRBU vive a Iași, in Romania, diventando uno dei suoi luoghi di ispirazione. Si è laureata alla George Enescu University of Arts di Iași, durante la facoltà ricevendo borse di studio all’estero, presso la Facoltà di Belle Arti di Murcia, Vienna e Budapest. Successivamente, ha studiato per un master presso l’Università delle Arti di Bucarest. Membro dell’Unione degli artisti visivi in ​​Romania – Iași Branch, dal 2007, Mihaela ȘTIRBU  ha iniziato la sua carriera artistica dai tempi del college. Il record dell’artista contiene una ricca attività artistica espositiva in eventi collettivi, di gruppo o personali.
Innamorata della visione decorativa e grafica, l’artista ha delineato, nel tempo, il proprio linguaggio artistico, con uno stile particolare, in cui le forme espressive realizzate in grafica mista e i simboli utilizzavano forme plastiche speculari ricche di storie e poesia. . Le sue opere illustrano un immaginario complesso, allegorico, ricco di elementi simbolici, proiettato in una visione mista che unisce, attraverso la stilizzazione, una moltitudine di personaggi che ci salutano con una storia metaforica, forse onirica. Così l’artista sprigiona sul tradizionale supporto segni e simboli i cui messaggi sono all’insegna della versatilità.
Ha vinto numerosi riconoscimenti artistici in mostre, festival o fiere d’arte internazionali

1) Autor: MIHAELA STIRBU
Titlul: “Metafora Tăcerii III”
Tehnica: grafică mixtă/pânză
Dimensiuni:60x80cm

2)Autor: MIHAELA ȘTIRBU
Titlul: “Epicentrul”
Tehnica: grafică mixtă/pânză
Dimensiuni:60x60cm

3)Autor: MIHAELA ȘTIRBU
Titlul: “Corabia Sufletului”
Tehnica: grafică mixtă/pânză
Dimensiuni: 60×60 cm


4)Autor: MIHAELA ȘTIRBU
Titlul: “Mecanismul iubirii”
Tehnica: grafică mixtă/pânză
Dimensiuni: 50×60 cm


Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

Sii l’ispirazione – ESSI il cambiamento!

Team di scrittori della Fondazione Capital

http://www.writersedizione.com

http://www.wcifcentral@gmail.com

Le emozioni condivise da una lettera dello scrittore colombiano Wilson Rogelio Enciso

Wilson Rogelio Enciso

Promessa a Rio Bravo.
Messaggio agli studenti del Liceo Tecnico n.10, Rio Bravo, Tamaulipas, Messico,
in occasione della conversazione durante la donazione di romanzi per la libreria.

Cosa, perché la mia energia? Questa occasione è per me il preludio del Gala per la consegna del migliore dei premi che amo e apprezzo di più: essere letti da voi, giovani, che siete il motivo principale per cui scrivo.
Mi scusate se parlo prima di me stesso, ne spiegherò il motivo. Vengo da una città da sogno situata nel centro della Colombia. Un borgo incorniciato e custodito da una mitica collina a forma di triangolo, da dove si può osservare il sinuoso e magico scorrere del fiume del paese. Questo, così simile a quello che corre sotto il ponte internazionale, lì a pochi metri da dove siete voi. L’uno e l’altro sono portentosi affluenti dell’Atlantico, ognuno dei quali porta sulle spalle il suo frettoloso slancio parte della storia delle nostre Nazioni, più che sorelle, socioculturalmente siamesi.
Ho studiato i miei primi anni in un Istituto
simile a questo. A quel tempo aveva il nome bucolico di: Scuola Comunale Maschile Urbana di San Agustín. Negli anni e con la riforma della scuola l’hanno cambiata per coniare con quella del fondatore del Comune. Poi, è diventato l’Istituto Educativo Dipartimentale Fray José Ledo.
Ragazzi, oltre alla vostra musica, sento che un numero infinito di cose ci unisce, che cercherò di catturare nei testi. Ad esempio, che ci siano leggende come quella sui cunicoli de ” La Casa Amarilla” , La Sauteña, oltre agli spiriti di alcuni intrepidi che tentavano di attraversare il letto del fiume nelle notti di luna piena, al battito distonico del pietoso ululato di coyote nascosti in lontananza. . Di tutto ciò che è prezioso, metterò in evidenza il più prezioso dei tesori che ululano ovunque… quello che cattura e incanta ogni straniero, sensibile o meno, che ficca il naso attraverso quella fertile pianura piena di contrasti, come ci sono, anche nel mio Chaguaní del soul, dove sono nato.
Sono innumerevoli i bastioni che, ovunque, con grida di eterno silenzio raccontano la storia, quella vera!, di questo iconico e settentrionale comune di Tamaulipas, mentre annunciano un futuro in inarrestabile e frettolosa costruzione.
Descriverò brevemente e diffonderò, in termini generali, il più piacevole e prezioso dei suoi tesori: i ragazzi.
Mi riferisco agli ineguagliabili residenti, il cui nome si adatta come un bottone a una tunica: Riobravenses! Persone temprate dalla battaglia di una casta che porta nei suoi geni lo slancio del “Conte Sauto”: Don Antonio Urízar. Pertanto, con quell’alone profondo di cannella negli occhi, che un lettore di storie, come dovrebbe essere ogni scrittore, troverà, in ognuno di questi, input sufficienti per tessere innumerevoli narrazioni magiche… Narrativa che deve avere il carattere e l’universale protagonista di questi tempi convulsi a livello globale: l’abitante subcontinentale. Personaggio universale, non solo quello di questo comune, un tempo chiamato Colombres, con il segno indelebile sul viso abbronzato lasciato dalla nostalgia sociale contagiosa, inguaribile e sempre più globalizzata che rattrista il mondo.
Personaggio universale di un romanzo sociale che percorre ogni giorno la sua città natale, quando non è per Cuauhtémoc, o per Graciano Sánchez, è per il 5 maggio, 27 febbraio, Mariano Abasolo, per il parco acquatico La Garrapata… insomma dappertutto, diventando parte indelebile del paesaggio comunale, della geografia umana, tanto dal nord di Tamaulipas quanto il raccolto appiccicoso della canna da zucchero e quegli squisiti tamales di cervo con salsa di peperoncino serrano… che delizia!
Ma nessuna di queste cose nutre tanto l’anima, né smuove la penna, e in che modo gratificante!, come accade quando si entra e ci si immerge nel mare agitato di una scuola, come questa, la vostra, ragazzi. Qui, come in ogni Istituto Scolastico, la vita scoppietta e il cuore dello straniero batte in modo incontrollabile quando respira e si unge della vitalità e della grazia dei suoi studenti, che costituiscono il più grande dei tesori comunali, del Paese e del mondo.
Fatelo sapere a tutti, lo sanno! Ma quasi sempre, a causa di quell’egocentrismo che governa l’irragionevolezza di alcuni anziani, questo viene lasciato nel cassetto rancido di una pericolosa dimenticanza sociale. Ognuno di questi novellini in palpitante età di formazione e apprendimento, con immense potenzialità unite a sogni e speranze avallate nei loro cuori, costituisce una ricchezza incalcolabile per le generazioni umane successive, se ce ne sono!, se l’eccessiva ambizione lo consente, mega poteri che governano male il mondo. Questa ragazza è la garanzia del presente per il futuro, tanto più se d’ora in poi farà della sana lettura, e per tutta la vita, la sua migliore abitudine ispiratrice.
Studenti che, per il loro ruolo di apprendisti del sapere e del lavoro universali, sono delicati tesori. Pubblico tesoro che gli anziani di questo, e di tutti i popoli, specialmente i loro parenti, maestri, autorità e cittadini, devono saper irrigare quotidianamente, devono curarli e guidarli verso il loro buono e sano fiorire; verso quella meritata ed equa nuova alba: il tuo futuro! La loro, che è solo da e per loro. Poiché i loro maggiori, per qualunque ragione, tendono a camminare lenti e tremanti verso Il freddo dell’oblio, Con un cammino incerto, molte di queste anime malate, come Marco Aurelio Mancipe e la sua morte illuminata, forse perché amano nel silenzio, nell’attesa cominciano  allo stesso modo, evocando il succo del Mataratón, le cui foglie verdi, per scacciare le zanzare, bruciano i cervi al tramonto nella Valle delle Apparizioni, un mondo spettrale in cui viviamo adesso… e chissà fino a quando!
Ti prometto, Rio Bravo, Tamaulipas, Messico, che racconterò a tutti quelli che sono alla mia portata… e un po’ di più, anche se devo spendere le mie spoglie, del grande tesoro che ho scoperto nelle tue strade, e soprattutto in le aule del Liceo Tecnico n. 10, dove lascio due mie opere per la loro biblioteca scolastica. Con questo intendo solo, oltre a farmi leggere, per questo scrivo, far leva sulla formazione accademica e letteraria di questi ragazzi, oltre a rafforzare la loro capacità di sognare e viaggiare leggendo in luoghi che, altrimenti, non potrebbero nemmeno arrivare ad immaginare.
Ragazzi, ovunque mi imbatto, sarò sempre a portata di mano, a portata di clic. Trovami, ci sarò.

Traduzione dall’idioma spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia

Promesa a Río Bravo
Mensaje a los estudiantes de la Escuela Secundaria Técnica No.10,
Río Bravo, Tamaulipas, México,
con motivo del conversatorio durante la donación de novelas
para su biblioteca.

Que, ¿por qué mis nervios? Esta ocasión es para mí la antesala de la gala para la entrega del mejor de los galardones que amo y más valoro: ser leído por ustedes, jóvenes, quienes constituyen la principal razón por la cual escribo.
Discúlpenme si hablo primero de mí, ya encajarán el motivo. Provengo de un pueblito de ensueño ubicado en el centro de Colombia. Villorrio enmarcado y custodiado por un cerro mítico en forma de triángulo, desde donde se divisa el correr serpenteante y mágico del río de la patria. Este, tan similar al que corre bajo el puente internacional, allá a unos cuantos metros de donde ustedes están. Uno y otro son portentosos afluentes del Atlántico, cada cual cargando al lomo de su apresurado ímpetu parte de la historia de nuestras naciones, más que hermanas, socioculturalmente siamesas.
Estudié mis primeros años en un establecimiento algo parecido a este. En ese entonces llevaba el bucólico nombre de: Escuela Municipal Urbana de Varones San Agustín. Con el paso de los años y la reforma escolar se lo cambiaron para acuñarle el del fundador del municipio. Entonces, quedó como Institución Educativa Departamental Fray José Ledo.
Muchachos, además de su música, siento que nos une un sinfín de cosas, que intentaré plasmar en letras. Por ejemplo, que hay leyendas como la de los túneles de La Casa Amarilla, La Sauteña, amén de los espíritus de algunos intrépidos que intentaron cruzar el cauce del río en noches de luna llena, al compás distónico de aullidos lastimeros de coyotes escondidos en lontananza. De todo lo valioso resaltaré al más caro de los tesoros que ulula por doquiera… ese que atrapa y encanta a cuanto forastero, sensible o no, asome sus narices por esa llanura fértil y pletórica de contrastes, como haberlos, también, en mi Chaguaní del alma, donde nací.
Son incontables los baluartes que, por doquiera, con gritos de silencio eterno cuentan la historia, ¡la real!, de este icónico y norteño municipio tamaulipeco, a la vez que anuncian un futuro en imparable y apresurada construcción. Describiré y difundiré de manera breve, en líneas generales, al más grato y caro de sus tesoros, chamacos.
Me refiero a los simpares moradores, cuyo gentilicio se ajusta como botón a sayo: ¡riobravenses! Gente aguerrida y de una casta que lleva en sus genes el ímpetu del ‘Conde Sauto’: don Antonio Urízar. Por lo tanto, con ese halo en sus miradas de canela profundo, que un lector de historias, como lo debe ser todo escritor, encontrará, en cada una de estas, insumos suficientes para tejer infinidad de narraciones mágicas… Narrativa que ha de tener al personaje y protagonista universal de estos convulsos tiempos a nivel global: el habitante subcontinental. Personaje universal, no solo el de este municipio, antaño llamado Colombres, con la huella indeleble en su bronceada cara dejada por la contagiosa, incurable y cada vez más globalizada nostalgia social que apesadumbra al mundo.
Personaje universal de novela social que a diario por sus lares discurre, cuando no es por Cuauhtémoc, o por la Graciano Sánchez, es por la 5 de Mayo, la 27 de Febrero, la Mariano Abasolo, por el parque acuático La Garrapata… en fin, por donde quiera, haciéndose parte indeleble del paisaje municipal, de la geografía humana, tan del norte de Tamaulipas, como lo son, asimismo, la pegajosa zafra y esos exquisitos tamales de venado con salsa de chile serrano… ¡que qué delicia!
Pero, nada de lo anterior alimenta tanto el alma, ni agita la pluma, ¡y de qué gratificante manera!, como acaece al ingresar y sumergirse en la mar agitada de una escuela, como esta, la de ustedes, muchachos. Aquí, al igual que en toda institución educativa, la vida crepita y el corazón del foráneo palpita desbocado al respirar y untarse de la vitalidad y donaire de sus estudiantes, quienes constituyen el mayor de los tesoros municipales, del país y del mundo.
Que todos lo sepan, ¡que lo saben!, pero casi siempre, por esos egocentrismos que gobiernan la sinrazón de algunos mayores, esto se deja en la rancia gaveta de los peligrosos olvidos sociales. Cada uno de estos volantones en palpitante edad de formación y aprendizaje, con inmensas potencialidades emparejadas con sueños y esperanzas apostilladas en sus corazones, constituye un caudal incalculable para las siguientes generaciones humanas, ¡de haberlas!, si es que acaso lo permite la ambición desmedida de los mega poderes que a puño mal gobiernan el mundo. Esta muchachada es del presente el aval para el futuro, con mayor razón lo será si desde ahora hace de la lectura sana, y de por vida, su mejor costumbre inspiradora.
Alumnos que por su rol de aprendices del saber y del quehacer universales son delicado erario. Tesoro público que los mayores de este, y de todos los pueblos, en especial sus familiares, docentes, autoridades y ciudadanos, han de saber regar a diario, han de cuidar y orientar hacia su buen y sano florecer; hacia ese merecido y equitativo nuevo amanecer: ¡su futuro! El de ellos, que solo es de y para ellos. Puesto que sus mayores, por la razón que sea, suelen caminar lentos y trémulos hacia El frío del olvido, Con derrotero incierto, muchos de estos Enfermos del alma, como Marco Aurelio Mancipe y su iluminada muerte, tal vez por amar en silencio, esperando partir de igual forma, evocando el zumo del Matarratón, cuyas hojas verdes, para ahuyentar zancudos, queman al atardecer de los venados en El valle de las apariciones, fantasmal mundo en el que se vive ahora… ¡y quién sabe hasta cuándo!   
Te prometo, Río Bravo, Tamaulipas, México, que le contaré a cuantos estén a mi alcance… y a un poquito más, así tenga que gastar mis restos, del gran tesoro que descubrí en tus calles, y en especial en las aulas de la Escuela Secundaria Técnica No. 10, donde dejo para su biblioteca escolar dos de mis obras. Con esto solo pretendo, además de ser leído, que es por lo que escribo, apalancar la formación académica y literaria de estos chamacos, amén de afianzar su capacidad de soñar y viajar leyendo hasta lugares que, de otra manera, quizá nunca pudiesen siquiera llegarse a imaginar.
Muchachos, me tope donde me tope, siempre estaré a su alcance, a un clic de distancia. Búsquenme, ahí estaré.

Wilson Rogelio Enciso

Amante mio.. di Rita Frasca Odorizzi

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Amante mio.. di Rita Frasca Odorizzi

Amante mio..

Mi sento

come il vento tra gli alberi,

per ascoltare un suono:

Il canto della mia terra,

fresca di germogli e radici,

come il mio cuore antico,

che percorre sentieri amati,

alati, ormati, arati,

del mio amore per te

amante crudo, corrucciato,

scoglio,

dove si infrangono

tutte le onde del mio mare,

dove ogni volta affogo

di rimpianti e ripercorro 

con le mie mani

i tuoi capelli,

e nella tua chioma argentea,

tutte le ritrose,

che invano ho tentato

con ingenuità,

di raddrizzare, 

sfiorandole 

del mio amore,

per renderti felice di me,

agnello sacro 

al tuo innamorarsi,

con negli occhi le radici

del divino tremore degli astri.

Ritafrascaodorizzi

CALLIOPE, di Imma Paradiso

CALLIOPE, di Imma Paradiso

CALLIOPE 

Bollenti giorni

che si rincorrono tra 

estenuanti mattini

e pomeriggi sonnolenti.

Vaga il pensiero

in cerca di appigli

per nuova linfa

e anela ad acque

più fresche in cui

annegare.

O Musa che

ispirasti poeti

ed artisti forse

anche tu rifuggi

la morsa rovente

del caldo estivo.

E in punta di penna

mi saluti per

rifugiarti sulle

pendici dell’Olimpo.

All’inferno dei mortali

prediligi la confortevole 

dimora  cara agli dei.

Imma Paradiso 

Grazie dell’invito 

Prejudice against black cats is the fruit of the most ignorant of all ignorances

Prejudice against black cats is the fruit of the most ignorant of all ignorances. It is an absurd superstition that goes totally against common sense and the logic that sustains nature, in a rational and balanced way, so it must be fought by all thinking beings whose intelligence does not allow itself to be contaminated by mediocre and evil minds.

Il pregiudizio contro i gatti neri è il frutto della più ignorante di tutte le ignoranze. È una superstizione assurda che va totalmente contro il buon senso e la logica che sostiene la natura, in modo razionale ed equilibrato, quindi deve essere combattuta da tutti gli esseri pensanti la cui intelligenza non si lascia contaminare da menti mediocri e malvagie.

Jean-Paul Malfatti, Italian American fledgling poet and newborn writer

Il pregiudizio contro i gatti neri è il frutto della più ignorante di tutte le ignoranze.

Il pregiudizio contro i gatti neri è il frutto della più ignorante di tutte le ignoranze. Il pregiudizio contro i gatti neri è il frutto della più ignorante di tutte le ignoranze. È una superstizione assurda che va totalmente contro il buon senso e la logica che sostiene la natura, in modo razionale ed equilibrato, quindi deve essere combattuta da tutti gli esseri pensanti la cui intelligenza non si lascia contaminare da menti mediocri e malvagie. Il pregiudizio contro i gatti neri è il frutto della più ignorante di tutte le ignoranze. È una superstizione assurda che va totalmente contro il buon senso e la logica che sostiene la natura, in modo razionale ed equilibrato, quindi deve essere combattuta da tutti gli esseri pensanti la cui intelligenza non si lascia contaminare da menti mediocri e malvagie. Jean-Paul Malfatti, poeta alle prime armi e scrittore neonato italoamericano

TRAFITTO DAL RIMORSO DI COSCIENZA !, di Sergio Garbellini

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TRAFITTO DAL RIMORSO DI COSCIENZA !, di Sergio Garbellini

Il tempo non cancella il passato e al momento opportuno ….

TRAFITTO DAL RIMORSO DI COSCIENZA !

.

Aveva abbandonato il suo paese,

trent’anni prima, in cerca di fortuna …

e la sua donna, incinta al sesto mese,

da lui non ebbe più notizia alcuna !

.

Però nessuno ha mai saputo niente

di quella relazione clandestina,

vissuta in modo alquanto previdente …

… e nacque una bellissima bambina

.

che visse con la mamma sempre accanto,

curata col più dolce degli amori

e crebbe sana, senza alcun rimpianto

di non avere entrambi i genitori.

.

Studiò e diventò una scrittrice

vincendo un grande premio nazionale.

Purtroppo, la sua amata genitrice

spirò per un malanno accidentale

.

e la ragazza si sentì morire …

per lei la mamma era assai importante,

rappresentava un mito da seguire …

… e scrisse un libro molto interessante:

.

“La vita sfortunata di mia madre”.

Il libro ottenne il massimo successo

e venne letto pure da suo padre

che si sentì colpevole all’eccesso !

.

… Un giorno rinunciò alla fidanzata

incinta, ma seguiva la sua vita

e quella della bimba abbandonata

per mezzo di sua nonna Margherita.

.

… Ed ora il suo rimorso di coscienza

lo stava distruggendo. … andò al paese

e, quì, con la più timida prudenza

bussò alla porta della figlia e chiese:

.

“Mi scusi tanto, sono una persona,

costretto, come tanti, ad emigrare,

ma sono nato qui, in questa zona,

ed ora son tornato a villeggiare,

.

ma indegno di bussare alla sua porta,

perch’ella è nota in campo culturale …

e mi dispiace che sua madre è morta …

… volevo la sua firma personale

.

sul libro che ho portato dietro apposta …”.

… Ma lei guardò la foto di sua madre

e senza dar neppure una risposta

firmò nervosa: “Dedico a mio padre …….”.

.

SERGIO GARBELLINI

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La mia anima aveva mai amato come adesso?, di Davide Scuotto

La mia anima aveva mai amato come adesso?, di Davide Scuotto

La mia anima aveva mai amato come adesso?

Amare è anche aver speranza illimitatamente nel senza fine

è aver paura in ogni giorno dell’ infinitamente piccolo.

Avere amato è ora piangere e non sò di che

è rassegnarmi senza più lacrime a una sventura

ma non sò di quale…

Su cuore, sfodera coraggio!!

Guarda con sincerità nel tuo passato.

Le rose nere d’un giardino dimenticato

se curate rimarranno eterne..

Guarisci adesso cuore.

Davide Scuotto 3 luglio 2022

Un uomo e una donna, un dipinto e una poesia di Daniela Patrian

Un uomo e una donna, una creazione di Daniela Patrian
LATO B

Un uomo e una donna
si siedono ai bordi di un campo, di solo erba
si guardano negli occhi in silenzio,
Lui ,con il braccio
circonda la vita di Lei,
lei appoggia il capo sulla spalla di lui,
i loro cuori sono emozionati,
si riconoscono dai battiti,
il prato si riempie di fiori,
senza logica,
nell’aria un profumo d’immenso.
Daniela Patrian
Dipinto: acquarelli,pastelli

“TUTTO QUESTO SI PERDERA'”, libro di Massimo Occhiuzzo, presentazione di Silvia De Angelis

Una scrittura intraprendente e omogenea, quella di Massimo Occhiuzzo, per introdurci
in una dimensione d’esistenza in cui agiscono diversi personaggi, con le loro svariate problematiche di vita.
Su tutto domina l’ansietà d’una madre che perde le tracce del proprio figlio, la difficoltà dei giovani d’introdursi in un ambiente lavorativo che renda certezze e la situazione precaria del sud della nostra penisola, ancora macchiata da strati mafiosi.
Sono questi i temi trattati dall’autore in questo volume articolato in un succedersi
di situazioni fortemente  collegate tra loro, che permettono una lettura colma di brio.
Un bene assoluto e inscindibile, nel corso del tempo, quello di una mamma, assai
apprensiva, per il buon andamento della sorte della prole, per cui  è sempre pronta  a rafforzare quel collante emotivo. Una madre che dà tutta sé stessa in ogni occasione, nella speranza che sempre il meglio sia riservato a quella parte di sé, così importante ed evoluta fino ad annullarsi quasi, per uno spiraglio di benessere rivolto al figlio.
I figli da parte loro, lottano per un cammino migliore, “catturando” qualsiasi occasione lavorativa, che permetta loro un senso d’indipendenza economica, anche se talvolta debbono pagare lo scotto delle loro scelte precipitando in un ambiente non consono alle loro aspettative , anzi, trovandosi addirittura in situazioni drammatiche, da cui risulti difficile districarsi.
E ancora quell’egoismo occulto che li rende complici di una fuga dal bene
materno, una sparizione, così inspiegabile e fuori dimensione che diverrà protagonista, infine, di “un non riconoscimento da parte della genitrice” sconvolta dal dolore di una mancanza nel tempo, che crea addirittura uno scompenso mentale.
Un sud d’Italia rimasto ancorato a trame mafiose del passato, che non  si dissolvono
in alcun modo, ma che sono ancora frutto d’un clientelismo accentuato e insane forme
di violenza, da cui e’ difficile salvaguardarsi…
Una terra calda, che offre poche possibilità di lavoro e si basi ancora sulla prepotenza di “signorotti”…. sono “loro” a  fare il bello e il cattivo tempo con un’inaudita prepotenza e abuso di potere.
Credo che Occhiuzzo si sia avvicinato, con questo scritto, a eventi assai ricorrenti
nell’oggi e che dimostrano quanto sia ancora radicato in noi “il passato”
 rafforzato ancor più da un’epoca quanto mai incerta per la situazione politica del paese,  in forte disagio economico, per le scelte recenti fatte dai governanti.
Il volume, nel suo incedere, si rende assai interessante, trasmettendo, per così dire” una certa curiosità di sapere cosa stia per succedere da un momento all’altro
e accelerando, così, il passo di lettura.
Una lettura nitida, pur affrontando, nel suo insieme, argomenti complessi che sono
alla base di un racconto, non privo di situazioni inaspettate, che andranno a completare un quadro descrittivo, nell’insieme, non troppo drammatico. Lascerà intravedere, in ogni caso, uno spiraglio di positività, nello svolgersi dei suoi giorni.
Essi trascorrono assai velocemente, e comprendono fatti salienti che danno corpo alla struttura del libro.
Un libro che dimostra la profonda sensibilità dell’autore, e il suo affrontare chiaroscuri del percorso, non semplici nelle loro notevoli sfumature, ma che sanno prendere sapientemente corpo in uno scorrere di esiti, collegati tra loro, ma del tutto insoliti , in uno scenario assai consapevole di vita che fugge…..

@SILVIA DE ANGELIS














Museo della Gambarina: mostra di arte contemporanea dell’artista Gianfranco Gabriele

“Concerti fluxus… dada”

Alessandria: E’ in corso la mostra di arte contemporanea dell’artista Gianfranco Gabriele
–Gianfranco Gabriele dipinge da quando era ragazzo, ispirato dal suo insegnante di elettrotecnica. Esporrà alcune sue opere al Museo Etnografico “C’era una volta” in Piazza della Gambarina 1 nel salone multimediale. La mostra di quadri dadaisti, ispirata ai concerti fluxus in cui la distanza tra attore e spettatore si assottiglia fino al completo annullamento, porta lo spettatore in una dimensione puramente emotiva, irrazionale e talvolta contraddittoria della natura umana e dell’artista che, spinto dall’istintività e dall’estraniazione dovute alla completa immersione nel processo produttivo, si fa guidare dalle combinazioni randomiche di scarti di lavoro, materiali riciclati e pulsioni istantanee volte all’estraniazione totale da una realtà talvolta amara. L’opera d’arte porta quindi ad entrare in rapporto stretto con l’Io e, attraverso l’utilizzo di specchi, democratizza il rapporto artista-spettatore, rendendoli entrambi parte della stessa cosa. L’artista è creatore ma anche distruttore: il fragile equilibrio dell’opera può essere frantumato da una pietra. Il dada è nonsenso, irrazionalità, incoerenza, casualità e stupore. Questo ciò che ci si deve aspettare dall’esposizione, che non mancherà di suscitare reazioni in chi verrà a visitarla. I quadri esposti sono acquistabili e il ricavato sarà devoluto al sostegno del museo.
Ingresso libero con i seguenti orari:
Lun-Sab: mattino 9.00-12.30 – pomeriggio 15.30-19.00
Dom: 15.30-19.00

ASSOCIAZIONE AMICI DEL MUSEO 

ETNOGRAFICO GAMBARINA-ONLUS

Piazza Gambarina n°1-15121 Alessandri

Valeria Bianchi Mian: Generosità e giudizio

Valeria Bianchi Mian

Esistono molte forme di controllo della mente e alcune sono davvero sottili, sono così serpentine e così astute e divoratrici e cerebrali che quasi non si scorgono a occhio nudo. 

“La tua esuberanza mi frena, non mi dai spazio” dice l’amica introversa all’altra, che è più solare e magari un po’ egocentrica. 

“Sei troppo veloce per me” sospira l’amico competitivo che si sta laureando come l’altro, che è in gamba quanto lui ma decisamente più operativo, ché il primo è rimasto indietro. 

E tu allora ti spegni un pochino. Quando sei con “i giudicanti” non parli più di figli, di aria, di poesia, di bellezza, di sensazioni, perché loro potrebbero offendersi. 

Il loro sguardo freddo è pronto a metterti una nota sul diario. 

Pazienti, amiche, conoscenti, io stessa: chi non ha subito le dominazioni psichiche che partono dal regno delle madri nere, dai padri punitivi, e si incarnano nei narcisi mascherati da “guarda, lo dico per il tuo bene, io conosco meglio di te questo o quel discorso”?

Sono poteri occulti che non riconosciamo subito, e che spesso, per comodità, proiettiamo addosso alle figure della nostra vita. Lasciando a loro l’abito, tenendo per noi il ruolo del sacrificio.

Certe volte non ci rendiamo conto di come, per generosità, per affetto, per compiacere altre persone, per non urtarle, magari proprio perché le amiamo, o perché – infanti feriti – temiamo l’abbandono, lasciamo loro spazio e tempo oltre il dovuto, apriamo cuori e braccia, anziché mettere dei paletti. Anziché tenere saldo il senso dell’essere noi stessi/e, per poi, se e quando occorre, mandarle al Diavolo (arcano XV). 

Magari, appunto, essendo noi più esuberanti e l’altr* più timid*, pezzettino dopo pezzettino tagliamo fuori un colore, un canto, affinché l’amica o l’amato possano prendere il potere che meritano. Lasciamo a loro il palco. 

Poi un giorno ci svegliamo e ci accorgiamo che siamo rimasti/e a guardare nell’ombra. Che nessuno riconosce più in noi quel tono, quella nota, quel percorso che ci apparteneva. Suona una sveglia. Ma io dov’ero, scusa? Ci domandiamo.

Siamo ormai avvinghiati/e in un rapporto di reciproco controllo. Noi quasi spettatori di chi ci mette i piedi in testa.

Applaudiamo.

Un momento.

Ehi. Frena.

Non c’è generosità nelle relazioni di questo tipo.

Squillano le trombe del Giudizio (arcano XX).

Solo la libertà ci libera dal gioco e, liberando noi, libera tutto e tutt*.

A due passi dal cielo, di Luciana Benotto

Luoghi, personaggi, fatti e leggende

Cari lettrici e lettori che seguite la mia rubrica, chiedo venia perché è un po’ che non scrivo su alessandriatoday.wordpress e non lo faccio regolarmente, ma il tempo è sempre meno di quello che uno vorrebbe. Ora, comunque, ho pensato di pubblicare in poche puntate, un racconto che scrissi diversi anni fa, prima di finire nelle librerie. Si tratta di una storia che mi venne narrata da un amico che era stato in Nepal, e che venne pubblicata, con mio grande piacere, lo ammetto, sulla rivista Inchiostro. Buona lettura.

A due passi dal cielo

Di Luciana Benotto

Protetto dalla canadese piantata sopra lo strato di terriccio erboso che ricopre il tetto di quest’abitazione, per la prima volta dopo giorni, mi ricordo della mia di casa, mi ricordo degli impegni professionali, mi ricordo di avere una vita costituita, là, verso occidente. E mi chiedo quante persone mi abbiano cercato allo studio associato, o al mio telefonino spento; e pensare che dove mi trovo, altro che telefonino!

Qui si vive in una sorta di incredibile isolamento. Sono i pochi mercanti che scambiano il sale minerale con la lana delle greggi, a portare le notizie.

Sono finito tra gente tagliata fuori dalla storia e dal tempo; ma in fondo, che valore può avere il tempo per loro? Per degli agricoltori e dei pastori che seguono il sorgere e il tramontare del sole e l’andamento delle stagioni? 

Com’è diverso da Milano, dove tutti sono schiavi dell’orologio.

Questo è davvero un altro mondo.

Qui tutto si muove verso ottobre, quando i pastori, al cadere della prima neve, scendono ai pascoli bassi abbandonando gli anziani, che non ce la farebbero a camminare per così tanti chilometri, in questo bianco e gelido regno.

Ci sto bene qua sul tetto, in questo paesino di una sperduta valle nepalese, lontano da tutto e da tutti.

Oggi, arrivando a piedi da Dunai quasi non lo vedevo, mimetizzato com’è con la montagna da queste sue case di pietra grigia decorate da iscrizioni e segni tantrici che, a detta di Kvac, lo sherpa più simpatico, tengono lontani i demoni. 

Se fossi ancora bambino sicuramente l’avrei ribattezzato “il paese che scompare”, e mi sarei inventato qualche storia fantastica, ma in fondo, il solo fatto di essere qui è fantastico, di accontentarsi di mangiare questo strano pane non lievitato che chiamano chappati assieme a delle semplici uova sode e a delle rustiche noci e di bere, quasi l’avessi sempre fatto, questo tè unto e salato.

Anche salire su questo tetto è stato divertente, perché di scale intagliate in un tronco d’albero che sembrano piroghe, non ne avevo mai salite.

Mi infilo nel sacco a pelo e penso che questi ultimi giorni della mia vita li ho trascorsi camminando su piste ciottolose, arrampicandomi su erte sconnesse, attraversando dondolanti ponti di corda e legno gettati sopra corsi d’acqua impetuosi, e che uno di questi torrenti dalle acque gelide l’ho addirittura dovuto guadare legato in cordata come un alpinista, per non essere travolto dalla corrente. 

Di tutto ciò ne sanno qualcosa i miei piedi gonfi, i miei tendini indolenziti, i miei muscoli doloranti, che mi ricordano che son fatto di carne ed ossa, che sono vivo. Anche l’odore  me lo ricorda, d’altronde, mi sono lavato in qualche modo, ho liberato i miei intestini dietro a rocce e cespugli, riuscendo a vincere a fatica l’imbarazzo.

Continua…

Confido, che in attesa dell’uscita del terzo volume della trilogia che ho dedicato alla pittrice Sofonisba Anguissola, vogliate portare con voi nella valigia delle vacanze la storia di questa donna che nel Cinquecento riuscì ad emergere e a divenire famosa, in un mondo dominato dagli uomini.

“Sofonisba. La turbinosa giovinezza di una pittrice”

e “Sofonisba alla corte del re. Intrigo spagnolo”

editi da La Vita Felice.

Ogni scelta che fai, di Valerio Capraro

Ho appena scoperto che una libreria ha esposto il mio romanzo insieme al premio Strega “Due vite” di Emanuele Trevi, un onore immeritato: ho letto Due vite ed è meraviglioso.

Non credo sia una coincidenza, perché di norma i romanzi vengono esposti in ordine alfabetico. Per cui è normale che il mio finisca accanto a Camilleri o a Caminito, ma molto anomalo che finisca accanto a Trevi. 

Mi viene da pensare che siano stati associati per somiglianza tematica. Entrambi i libri si soffermano molto sulla paura della morte, sul senso di disgregazione che proviamo quando il tempo passa e le cose finiscono, e sul tentativo umano di superare la finitezza della vita in maniera simbolica facendo opere che restino oltre la morte, come scrivere libri, oppure fare ricerca scientifica. 

Se vi interessano questi temi e avete già letto e apprezzato il libro di Trevi, forse vi potrebbe interessare anche il mio. È meno bello di quello di Trevi, ma non è così terribile, almeno a sentire le tante recensioni positive che mi stanno arrivando e per le quali ho finito le parole di ringraziamento. 

Lo trovate in libreria, oppure online a questi link:

Cartaceo: https://www.amazon.it/Ogni-scelta-che…/dp/8804740817

Kindle: https://www.amazon.it/Ogni-scelta-che…/dp/B09F6Z1Q73

V edizione di CARTE DA DECIFRARE, rassegna di letteratura e musica, nell’ambito di SalTo 365

Nell’ambito di SalTo (Salone Internazionale del Libro di Torino) 365, in una nuova veste e in luoghi inediti, torna a Busca Carte da decifrare: il 9 e 10 luglio la rassegna di letteratura e musica propone esperienze intime e uniche alle Cave di Alabastro, alla Collezione La Gaia e al parco del Castello del Roccolo.
Gli ospiti: Loredana Lipperini, Antonio Pascale, Paolo Fresu, Marcella Carboni e Gabriele Mirabassi.

La Fondazione Artea e il Comune di Busca sono pronti ad accogliere la quinta edizione della rassegna Carte da decifrare e lo fanno con due imperdibili appuntamenti di letteratura e musica dal vivo concepiti “ad hoc”, tra arte e natura. Sabato 9 e domenica 10 luglio, le suggestive Cave di Alabastro, la collezione di arte moderna e contemporanea La Gaia e il parco del Castello del Roccolo faranno da cornice a singolari spettacoli, talk, reading-concerti e visite guidate esperienziali. L’evento di sabato si svolgerà in due tappe: la prima è alle ex Cave di Alabastro con il reading-spettacolo di Loredana Lipperini accompagnata dal clarinettista Gabriele Mirabassi, seguito dalla visita guidata al canyon; la seconda è alla Collezione La Gaia, con il talk di Antonio Pascale accompagnato dalle note elettroacustiche dell’arpista Marcella Carboni e la visita guidata a tema ad una selezione di opere della preziosa collezione dei coniugi Bruna e Matteo Viglietta.

Per la partecipazione all’evento è obbligatoria l’iscrizione: saranno organizzati 2 gruppi con partenza da piazza F.lli Mariano, rispettivamente alle ore 17.00 e 18.00. Per maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione si invita a consultare il fondazioneartea.org. Biglietto unico a € 18,00. I posti sono limitati, iscrizioni fino all’8 luglio (salvo esaurimento posti) su www.ticket.it.

Domenica, alle 18.30, appuntamento al Castello del Roccolo (Strada Romantica 17, Busca) per il concerto in solo di Paolo Fresu che interpreta e commenta musicalmente gli interventi di alcune importanti voci della cultura e del mondo dello spettacolo del nostro paese. Intero € 18, ridotto (15-19 anni) € 12. Biglietti disponibili su www.ticket.it (chiusura prevendita alle ore 23:59 del 7 luglio) oppure presso la biglietteria del Castello del Roccolo, dalle ore 17.30 del giorno dello spettacolo, salvo esaurimento posti. Biglietto cumulativo per tutti gli spettacoli € 30.

La rassegna, ideata e organizzata dalla Fondazione Artea, in collaborazione con il Comune di Busca, il Salone Internazionale del Libro di Torino, l’Associazione Castello del Roccolo e la Collezione La Gaia, è realizzata con il contributo della Fondazione CRC e della Fondazione CRT. Sponsor tecnico Salvi Harps. Tutte le informazioni su fondazioneartea.org.

La rassegna, curata da Marco Pautasso, Segretario generale del Salone Internazionale del libro di Torino e dal musicista e produttore Claudio Carboni, apre sabato 9 luglio con la scrittrice e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini e il clarinettista Gabriele Mirabassi in un reading dal titolo I luoghi dell’incanto, un omaggio a tre grandi autori del secolo scorso, Shirley Jackson (L’incubo di Hill House), Daphne Du Maurier (La prima moglie) e Stephen King (It), perché la letteratura fantastica si lega profondamente ai luoghi, anche a quelli in apparenza innocui, ma che possono nascondere l’incanto, o la paura. Dopo lo spettacolo, le guide naturalistiche illustreranno le origini e la storia delle ex cave di alabastro rosa e condurranno i partecipanti attraverso una breve passeggiata in collina fino alla seconda tappa dell’evento che si terrà presso la Collezione La Gaia.

Qui, lo scrittore e saggista Antonio Pascale, finalista al Premio Campiello 2022 con il suo ultimo libro La foglia di fico (Einaudi 2021), darà vita al talk Breve storia del mondo e dei sentimenti attraverso le piante, accompagnato dal jazz contemporaneo fatto di suono puro ed elettronica dell’arpista e compositrice Marcella Carboni. Uno spettacolo divertente, suggestivo ed esaustivo che aiuta a capire meglio le piante e gli umani, come siamo arrivati fin qui e cosa ci aspetta. A seguire è prevista una visita guidata ad alcune opere della Collezione La Gaia legate al tema della letteratura e della musica.

Domenica 10 luglio, invece, nella splendida cornice del Parco del Castello del Roccolo, il trombettista di fama internazionale Paolo Fresu presenta Poesia dentro, un solo concertato in dialogo con la natura e con le voci interiori. Quelle di chi non c’è più e di chi tesse il presente con il suono delle parole. Il musicista interpreterà musicalmente gli interventi di alcune importanti voci della cultura e del mondo dello spettacolo del nostro paese, tra cui Mariangela GualtieriLella CostaGianmaria TestaOrnella Vanoni e molti altri.

Festival della Bovesìa

Festival Bovesìa
Lucia Cristina 
Il Festival della Bovesìa è il primo Raduno – in area grecanica – dedicato al mondo Nerd, Geek e alla Pop-Culture. Citando il Mito legato alla Fiumara dell’Amendolea, questa prima Edizione si propone di frinire come le cicale che hanno interrotto il sonno dell’Alcide Eracle, destando nuovi Eroi pronti ad accorrere in questa terra ricca di tradizioni e cultura; un viaggio all’insegna della scoperta di nuove frontiere artistiche, culturali e sociali, un appuntamento estivo che punta al cuore dei giovani di tutte le età. Patrocinato da Fraternità Giovani di Condofuri (RC) Co-Organizzato da:

Masters of Comics – ODV è un’associazione no profit che ha come obiettivo l’abbattimento di qualsivoglia barriera sociale che divide e contrappone gli individui. Il mezzo con il quale si adoperano per favorire la socializzazione e l’inclusione risiede nelle tante attività che sono abituati a proporre tra Giochi di Ruolo, da Tavolo, Laboratori ecc. Li incontrerete dalle 15:00 nell’Area GamesLand con una selezione di Giochi da Tavolo e di Ruolo tutti da scoprire.
Fox’s Cosplayers. Un collettivo composto da Giocatori di Ruolo, Cosplayers e Artisti, uniti dalla passione per l’avventura come dalla voglia di condividere le diverse passioni che li animano. Per questa prima Edizione ci porteranno nel mondo di Hogwarts con la Mostra dedicata alla saga di Harry Potter, un’esposizione della loro collezione personale che sarà fruibile al pubblico.
Associazione ARTE CHE PARLA Si occupano di presentazione e promozione di libri. Organizzano campagne di sensibilizzazione (violenza contro le donne, bullismo e cyberbullismo, disturbi alimentari, ecc) Organizzano mostre e incontri con gli autori nelle scuole. Fanno workshop di carattere culturale e informativo. Sono attivi online con diverse rubriche culturali. E attualmente sono impegnati in vari progetti con le scuole. Li troverete con l’evento TASTE OF BOOKS dalle 15:30 alle 17:30
L’Evento patrocinato da Fraternità Giovani si terrà Nel Centro Giovanile Padre V. Rempicci di Condofuri Marina (Rc) a partire dalle 15:30 durante il quale si terrà:

Primo Raduno & Contest Cosplay-dell’area Grecanica con iscrizioni direttamente in luogo. La giuria vanta nomi Famosi dell’arte cosplay:

Marilena Cucunato in arte @mellykitsune

Viviana Pacifico, in arte Viviana Skellington

Valeria Serra Cosplayer Calabrese

Presentato dal Performer: Daniele Mirabello

Info su: https://bovesia.jimdofree.com/

Il termine cosplay, é l’unione delle parole inglesi costume+play che tradotto significa “recitare con un costume”.

É un tipo di attività che coinvolge indifferentemente sia adulti che ragazzi e chi lo pratica viene definito un cosplayer. Un cosplayer è un appassionato di fumetti, manga, anime, film o videogiochi che si traveste per interpretare un personaggio di fantasia. Oppure un Original: personaggio tratto da ispirazione letteraria o cinematografica ma Revisitato dal cosplayer (Un cosplayer è un appassionato, o più raramente un professionista, che si traveste per interpretare un personaggio.

Il Cosplay è qualcosa di più di un semplice travestimento, come può accadere a Carnevale oppure ad Halloween, ma viene considerata una vera e propria arte in quanto nella maggior parte dei casi i costumi e gli accessori vengono prodotti artigianalmente, direttamente a casa, inoltre il cosplayer non si limita a vestirsi come il suo eroe ma lo impersona completamente, proprio come se si trattasse di un film.

Verbania: domenica 3 luglio, appuntamento con lo spettacolo GRAN GALÀ DELLA DANZA. mrg

Verbania: domani, domenica 3 luglio, appuntamento con lo spettacolo GRAN GALÀ DELLA DANZA – Un mondo che danza della Fondazione Egri per la Danza, secondo evento dell’Estate al Maggiore

COMUNICATO STAMPA

CONTINUA L’ESTATE AL MAGGIORE

Secondo appuntamento domani, DOMENICA 3 LUGLIO nella Sala Teatrale del Maggiore con

Lo spettacolo GRAN GALÀ DELLA DANZA

UN MONDO CHE DANZA

Della FONDAZIONE EGRI per la DANZA

Diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco 

Biglietti disponibili al link: https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Continua l’ESTATE AL MAGGIORE: un ricco cartellone di eventi che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, passando per la danza e la prosa, ospitati al TEATRO MAGGIORE, nella sua ARENA ESTERNA, il cui palco è stato acquistato grazie al progetto Culturagility, finanziato da Fondazione Cariplo, e nella recentemente riaperta al pubblico VILLA SIMONETTA.

Dopo la Mav Symphony Orchestra, che ha ufficialmente dato il via alla stagione domani, DOMENICA 3 LUGLIO, il palco del Maggiore ospiterà la grande danza: appuntamento quindi con il GRAN GALÀ DELLA DANZA – UN MONDO CHE DANZA della FONDAZIONE EGRI per la DANZA diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco.

Si rinnova così, anche quest’anno, l’appuntamento estivo del Gala della Danza con uno spettacolo che porta in scena un ampio programma a rappresentare il mondo della danza con le sue molteplici sfaccettature, i suoi stili e le sue innumerevoli dimensioni (sociale, formativa, professionale e folkloristica); una serata pensata non solo per gli appassionati ma anche per avvicinare nuovi pubblici a questa straordinaria arte performativa.

“Celebriamo la danza in tutte le sue forme per coinvolgere ed emozionare sempre nuovi spettatori. Incontriamo il territorio ed i giovani anche grazie allo stage estivo che precede questo Gala e soprattutto, lavoriamo con loro per condividere un momento performativo in scena con la suite dal Don Chisciotte rimasta sospesa causa pandemia – commenta Raphael Bianco sulla serata a Verbania – Per la prima volta ho voluto dare un titolo: Un mondo che danza. Per celebrare in questo spettacolo l’armonia fra i popoli in un momento di forte inquietudine internazionale. La danza assimila, metabolizza e sintetizza stili differenti, linguaggi teatrali, artistici e si fa veicolo di emozioni e riflessioni profonde”.

In apertura di serata, per dare risalto all’importanza formativa della danza, saranno presentati estratti del balletto DON CHISCIOTTE, interpretato e realizzato dai giovani delle scuole di danza del territorio, sotto la guida artistica e coreografica di Raphael Bianco.

Per la danza moderna e contemporanea, nella sua dimensione ludica e gioiosa, sarà sul palco la Compagnia EgriBiancoDanza, emanazione teatrale della Fondazione Egri e parte attiva nella vita culturale di Verbania, che presenterà alcuni fra i più importanti lavori coreografici che negli ultimi anni sono stati inseriti nei cartelloni di festival e rassegne nazionali e internazionali.

In programma nella serata BEYOND WATER BORDERS, un gioioso inno allapace tra i popoli, che trascende ogni confine e ogni limite etnico su opere di grandi compositori su cui spicca il genio incontrastato di W.A. Mozart, AMOR DI MUNDO, una danza dedicata alla gioia della vita e alla speranza di una nuova era felice, su musiche di Cesaria Evora, artista di Capo Verde che attraverso il canto ha parlato di speranza, amore e di un futuro migliore.

In evidenza, il balletto neoclassico JEUX – (les jeux des sports, les jeux de l’amour) ideato da Susanna Egri e che la Compagnia EgriBiancoDanza presenta a 40 anni dalla sua creazione.

La danzatrice e coreografa, che ha dato il nome alla Fondazione, rappresenta sicuramente una delle personalità più rilevanti e singolari del balletto italiano del Novecento.

La creazione della Egri, quest’anno sarà in programma anche nel prestigioso Festival Internazionale di Bolzano Danza. JEUX si ispira alla trama ideata dal grande maestro Vaslav Nijinsky, è totalmente originale e utilizza la tecnica del balletto sulle punte per dar vita a un divertente triangolo amoroso.

Per celebrare la danza non potrà infine mancare il grande repertorio classico con ospiti d’eccezioneElisa Cipriani e Luca Condello, danzatori storici dell’Arena di Verona, figure di rilievo nel panorama coreutico italiano, che presenteranno due balletti su musiche di Tchaikovsky: un pas de deux da LO SCHIACCIANOCI e rivisitato da Luca Condello e lo struggente assolo della MORTE DEL CIGNO nella sua versione originale.

Significativa è la scelta di portare in scena la coreografia della Morte del Cigno firmata Fokine, tema che è stato quest’anno il centro nevralgico di studio e di attenzione di numerose programmazioni, e fra queste il progetto Swans never die, progetto di Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza per la Danza di Collegno a cui anche la Compagnia EgriBiancoDanza ha preso parte.

A completare la serata, per valorizzare anche gli aspetti etnici e sociali della danza, un altro nome di spicco del panorama internazionale è quello di Serge Antounkouou Some, danzatore del Balletto Nazionale del Burkina e oggi esponente di spicco del panorama coreutico italiano per il lavoro di diffusione della danza afro tradizionale del Burkina Faso.

Programma:

Beyond Water Border

Coreografia: Raphael Bianco

Musica: Mozart

Danzano: Compagnia EgriBiancoDanza

La Morte del Cigno

Coreografia: Fokine

Musica: Camille Saint-Saëns

Danza: Elisa Cipriani (solista dell’Arena di Verona)

Jeux – (les jeux des sports, les jeux de l’amour)

Coreografia: Susanna Egri

Musica: Debussy

Danzano: Compagnia EgriBiancoDanza

Pas de deux da “Lo Schiaccianoci”

Coreografia: Luca Condello

Musica: Pëtr Il’ič Čajkovskij

Danzano: Elisa Cipriani e Luca Condello

Liberté

Coreografia: Serge Antounkouou Some

Musica: musica popolare africana

Danza: Serge Antounkouou Some

Amor di Mundo

Coreografia Raphael Bianco

Musica: Cesaria Evora

Danzano: Compagnia EgriBiancoDanza 

Biglietti disponibili al link: https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.ilmaggioreverbania.it

www.facebook.com/ilMaggioreVerbania/

www.instagram.com/il_maggiore_verbania/

“BANKSY È CHI BANKSY FA!”

An unconventional street art exhibition

Qualche giorno fa mi sono recata al Castello di Desenzano del Garda in visita alla mostra d’arte “ Banksy è chi Banksy fa” un’esposizione non semplicemente di Bansky, ma sul fenomeno Bansky.

Oltre alle opere dell’artista di Bristol, infatti, il percorso espositivo comprende anche le opere di alcuni dei protagonisti principali della Street Art internazionale come Keith Haring, Obey, Ron English, Invader e molti altri ancora

I pezzi esposti sono lavori su legno, tela, carta, sculture, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati

Il fenomeno Bansky: un muro di 70km di recinzione con del filo spinato dividono la Cisgiordania dallo Stato di Israele. Quel muro che vuole dividere, che testimonia una conflittualità non di popoli ma di governanti, quel muro che vuole indurre gli uomini all’odio è diventato la tela sulla quale il più popolare e comunicativo degli artisti anonimi della contemporaneità ha tracciato i suoi segni di pace

Nel cemento del muro, Bansky, ha raffigurato una bambina che assiste al volo di un palloncino rosso a forma di cuore. Uno dei più intensi messaggi di pace di Banksy

Nei suoi muri sono trattate tematiche di questa contemporaneità carica di contraddizioni: la guerra, la violenza, la discriminazione razziale, il potere, il ruolo della donna

Banksy rende i suoi messaggi comprensibili a tutti, senza che questo ne comprometta la forza ed il significato.

Banksy sceglie l’anonimato, creando un mistero sulla sua identità, ma conquistando così una forza comunicativa maggiore.

📸&✍🏻 Nicoletta Zappettini