Marx Bauzá poeta e musicista dall’Argentina

Marx Bauzá poeta e musicista argentino

Foto : Marx Bauzá e la sua mamma

Quando sono tornato a Buenos Aires alla fine di maggio, dopo la presentazione con successo del mio libro “Ideali e fiori” alla Fiera Internazionale del Libro in quella città, ho sentito di avere tutte le batterie cariche, con la migliore energia.

Ho Immaginato :  un ragazzo dell’interno e ancor più all’interno argentino che realizza il sogno di presentare il suo materiale poetico alla Fiera più importante della regione. È invitato con lode dalla SADE (Società Argentina degli Scrittori) e sostenuto finanziariamente dal comune di Las Talitas e dal suo sindaco Carlos Najar, nonché dai direttori del Multispazio culturale Tu Punto de Encuentro: Romi Carrizo ed Eugenia Valoy García . Sembra il viaggio dell’eroe greco alla ricerca del suo destino trionfante.

La vita può essere bella se ti sforzi e lavori sodo per ciò in cui credi. Non ti sembra ?

Ero così concentrato ed entusiasta sul mio lavoro in ciascuna delle arti tanto di aver  sentito che questo fosse il momento ideale per pubblicare una canzone che ho prodotto con l’eccellente musicista Luis Gómez Salas (figlio), nel suo studio LUGOSA nel quartiere di Bajo a San Miguel di Tucumán.

Questa milonga trap è diventata nota come “Nicky Minaj”, in onore di uno dei più importanti rapper americani della sua generazione, che divenne popolare in queste terre insieme a Karol G facendo Tusa. La verità è che in quel brano c’è un omaggio a buona parte della storia della musica. Ha una struttura gaucho payada in una versione urbana più contemporanea che onora sia Atahualpa Yupanqui che Anibal Troilo e Avicii.

Esprime persino umorismo e ironia poiché cita allegramente un capitolo famoso del noto personaggio di SpongeBob.

Attualmente continuo a lavorare sodo con Luis Gómez Salas (h) nel suo ruolo di produttore. Penso che la sua mente giocosa e vigile gli abbia permesso di godersi il processo creativo con me. Anche con Camilo Salcedo e l’Ingegno Culturale del Ministero dello Sviluppo Sociale della Provincia di Tucumán, stiamo preparando un tributo nella versione indie ballad di una canzone della cantante brasiliana per bambini Xuxa, che funziona come una sorta di segnale per l’infanzia perduta .

Senza ulteriori indugi, ti lascio con questa vera gemma musicale scintillante che spero ti piacerà.

Vi abbraccio, con immenso affetto.
Non dimenticare di essere felice e inviare emoji o meme ai tuoi cari.

Marx Bauza.


Cuando volví a fines de Mayo de Buenos Aires, luego de la exitosa presentación de mi libro “Los ideales y las flores”, en la Feria Internacional del Libro de esa ciudad, sentí que tenía todas las pilas puestas, con la mejor energía.

Imaginensé: un chico del interior del interior argentino logra su sueño de presentar su material poético en la Feria más importante de la región. Es invitado con honores por la SADE (Sociedad Argentina de Escritores) y apoyado económicamente por el municipio de Las Talitas y su intendente Carlos Najar, así como por las directoras del Multiespacio Cultural Tu Punto de Encuentro: Romi Carrizo y Eugenia Valoy García. Parece el viaje del héroe griego en busca de su destino triunfal.

La vida puede ser bella si uno se esfuerza y trabaja arduamente por aquello en lo que cree. ¿No les parece?

Estaba tan centrado y en foco con mi trabajo en cada una de las artes que sentí que ese era el momento ideal para lanzar una canción que produje con el excelente músico Luis Gómez Salas (hijo), en su estudio LUGOSA del barrio del Bajo en San Miguel de Tucumán.

Esta milonga trap se dio en llamar “Nicky Minaj”, en honor a una de las raperas estadounidenses más importantes de su generación, que en estas tierras se volvió popular junto a Karol G haciendo Tusa. Lo cierto es que en dicho track hay un homenaje a buena parte de la historia de la música. Tiene una estructura de payada gauchesca en versión más urbana contemporánea que hace honores tanto a Atahualpa Yupanqui como a Anibal Troilo y Avicii.

Incluso tiene humor e ironía, ya que cita con alegría un famoso capítulo del reconocido personaje Bob Esponja.

Actualmente sigo trabajando arduamente con Luis Gómez Salas (h) en su rol como  productor. Creo que su mente despierta y lúdica le permitió disfrutar del proceso creativo junto a mí. También con Camilo Salcedo y el Ingenio Cultural del Ministerio de Desarrollo Social de la Provincia de Tucumán estamos preparando un homenaje en versión balada indie de una canción de la cantante brasileña infantil Xuxa, que funciona como una suerte de señalamiento de la niñez perdida.

Sin más preámbulos, los dejo con esta verdadera joya musical reluciente que espero sepan disfrutar.

Los y las abrazo, con inmenso afecto.
No se olviden de ser felices y mandar emojis o memes a sus seres queridos.

Marx Bauzá.

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https://youtu.be/T3zSc4ifETY http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/07/27/marx-bauza-poeta-e-musicista-dallargentina/

Silvia Gario social media manager e content creator è una nuova autrice di Alessandria online e Alessandria today

Silvia Gario social media manager e content creator è una nuova autrice di Alessandria today e Alessandria online

di Pier Carlo Lava

Sono particolarmente lieto di comunicare ai nostri lettori che Silvia Gario social media manager e content creator è una nuova autrice delle redazioni di Alessandria today e Alessandria online. 

Il primo post di Silvia Gario a questo linkhttps://alessandria.today/2022/07/27/𝗟𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮𝗮𝗿/

A Silvia Gario do il mio benvenuto anche a nome di tutti gli altri autori delle redazioni di cui sopra e in attesa di leggere altri suoi post vi allego le sue note biografiche: 

Silvia Gario. Social media manager e content creator

Biografia di Silvia Gario

Dopo avere conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza ed aver lavorato nell’ambito della comunicazione e delle pubbliche relazione, mi sono appassionata del mondo del vino ed ho quindi deciso di frequentare un Master in Management e Marketing delle imprese Vitivinicole, seguito da un periodo di stage presso la Casa Vinicola Prunotto di Alba, in cui ho potuto approfondire i temi di marketing e di comunicazione nel settore vitivinicolo.

La passione per il comparto vinicolo ed il territorio mi ha portato a decidere di divenire imprenditrice agricola, divenendo titolare dell’Azienda Agricola Bricco Camerano di Penango di Asti.

Qui ho potuto esprimere la mia creatività ed il mio legame col territorio, ottenendo autorevoli riconoscimenti enologici.

Ora sempre lo stesso legame al territorio ed al mondo del vino, mi hanno portato prima a frequentare corsi nei quali non solo ho approfondito il marketing territoriale ma che mi hanno formato come social media manager e content creator.

Quindi ho deciso di scrivere di territorio, nelle sue varie declinazioni e del mondo variegato del vino, parlando del nostro Monferrato e cercando di divulgare e trasmettere, considerandolo un viaggio, un percorso nelle tradizioni vitivinicole, un immergersi fra vigne e cantine, un riscoprire la passione ed il cuore dei nostri viticoltori; un tuffo in un atmosfera immutata, a contatto con la bellezza del paesaggio, che sa di fatica e tenacia, ma di grande gioia per il risultato. Quando ne parlo ne sento il sapore ed il profumo. 

“Narrare per creare” di Maria Rosaria Teni

Percorrendo il cammino che il Premio Vitulivaria sta portando avanti in questi mesi estivi, mentre si avvia lentamente alla scadenza, prevista per il 30 ottobre, e alla luce dei brani di narrativa che stanno arrivando da ogni parte d’Italia all’attenzione del Comitato organizzatore del concorso, non posso che considerare, ancora una volta, l’importanza e la bellezza della scrittura e la forte capacità di temperare i disagi e le difficoltà del nostro vivere quotidiano. D’altro canto, raccontare fa parte della natura dell’uomo e ne costituisce quasi un bisogno primario;  l’umanità sarebbe molto diversa se non avesse la consuetudine di esporre le proprie emozioni, le personali esperienze, quelle altrui,  e trasferirle su una pagina, per comunicarle e condividerle. Tutto ciò  rende gli uomini più uniti e rappresenta, in aggiunta, un arricchimento al proprio personale vissuto. Narrare è probabilmente l’unico modo che l’essere umano possiede per far conoscere un accaduto o la propria storia perché assistere al racconto di una vicenda o scriverla  significa sperimentare una vasta gamma di emozioni e di sentimenti scoprendo la possibilità di riconoscerci nelle esperienze degli altri.  Dobbiamo considerare, peraltro, che la narrativa è quasi sempre stata, tra generi letterari, quello che ha goduto di maggiore e più durevole popolarità. Julio Cortazar ha paragonato il racconto alla fotografia, una fotografia verbale che comunque scaturisce dalla fantasia di un autore.

Viviamo immersi in un mondo fatto di storie. Jonathan Gottschall, professore di letteratura inglese, nel suo libro L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani (2014) si è chiesto perché, fin dai tempi antichi, l’uomo ha sempre dedicato molto tempo e molto energie a raccontare e a raccontarsi storie. Che cos’è, dunque, che ci spinge irresistibilmente a inventare mondi che non esistono, a leggere i fatti della vita di qualcun altro? Secondo Gottschall, il nostro bisogno di storie è qualcosa che ci identifica come uomini: l’uomo, egli afferma, è un animale che racconta storie. Non può farne a meno: riesce a capire il mondo in cui vive soltanto se lo racconta o se lo fa raccontare. Noi leggiamo o guardiamo le storie degli altri perché attraverso di esse possiamo capire un pezzo del mondo e imparare qualcosa sulle questioni cruciali della nostra vita, quelle che ci riguardano direttamente. È come se, leggendo, ci allenassimo a vivere, perché attraverso le narrazioni altrui sperimentiamo il mondo e impariamo ad abitarlo. Bisogna saperne accettare il valore metaforico, capire cioè che “rappresentano qualcosa attraverso qualcos’altro” sotto una forma diversa. Una narrazione è spesso una finzione o, anche quando un romanzo si riferisce a fatti realmente accaduti, una ricostruzione della realtà con elementi di fantasia e invenzione. Ogni storia chiede di essere accettata e letta perché si narra per essere ascoltati.
A questo scopo, è dalla  terza edizione del 2015 che  si è compiuto un ulteriore passo in avanti, inserendo una sezione – Sezione C –  dedicata alla narrativa,che ha riscosso un’immediata risposta da parte dei  numerosi  autori che hanno inviato i loro  racconti,  esaminati da una Giuria preposta e diversa da quella nominata per la poesia. In virtù del successo riscontrato, anche nella settima edizione del premio Vitulivaria, si è pensato di continuare a offire all’autore del racconto vincitore la  pubblicazione del proprio testo sulla rivista quiSalento, mensile di eventi, turismo, cultura, tradizioni e attualità, nella rubrica di racconti illustrati “Le storie di qui”. Questo riconoscimento rappresenta un ulteriore passo avanti fatto dal Premio Vitulivaria che continua nel suo intento  di concedere sempre maggiori opportunità e visibilità a poeti e scrittori, consentendo di essere conosciuti e apprezzati anche nel panorama letterario.

Concludo citando Fernando Pessoa: “Narrare significa creare, poiché vivere significa soltanto venire vissuto.” – Il libro dell’inquietudine (1982)

narrativa

7^ bando VITULIVARIA 2021

È poesia…con il poeta – scrittore Stefano Capasso

Stefano Capasso – poeta e scrittore

27 /07 /2022

         CANTO XX -OTTAVO CERCHIO
,                   BOLGIA QUARTA
                             INFERNO
                    INDOVINI e MAGHI

Qui sono puniti gli INDOVINI e MAGHI che camminano con il Volto distorto all’indietro, perciò costretti a camminare a ritroso, in antitesi con la loro pretesa di poter vedere avanti nel futuro .

Si arrogano ,per Dante, ingannando chi li ascolta, di avere poteri riservati
               a DIO esclusivamente .

Non bisogna confondere però gli Astrologi con gli INDOVINI.

Nel Medioevo l’ Astrologia  era considerata una scienza che trattava degli Astri e delle loro Influenze.
Dante stesso ne fa allusione, come quando dichiara di essere nato sotto i GEMELLI  e poi tratta anche di come questa influenza possa conciliarsi con il LIBERO ARBITRIO.

Ma qui si insiste sull’aspetto dell’ Inganno, della pretesa di poter vedere e modificare il Futuro , cosa del tutto falsa.

Come in vita vollero leggere il Futuro, così ora possono vedere solo il Passato .
Pena per chi ha creduto di trascendere i limiti della conoscenza umana, presumendo di poter leggere il Futuro.

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                              Domani

                       Se son curioso
                            di sapere
             quel che accadrà domani
              e poi più oltre ,nel futuro,
                             rispondo
              con voce ferma e chiara :

                                No no
                        non m’importa   
                                niente.

                  Buttandomi alle spalle
                          il mio passato,
                   tranquillo vado avanti
                           perché spero
                           che il Futuro    
                  possa essere migliore.

                                  Allora
                    perché preoccuparsi
                              di sapere
                       quel che domani
                       possa accadere ?

                          Non è  questa
                un’assurda presunzione
                  di voler troppo sfidare
                       Nostro Signore ?

                  Voglio invece scoprire
                         di volta in volta
                      gioie e sofferenze,
                     della mia esistenza.

                            C’È GIÀ  CHI

             per Noi  tesse,con sapienza
                la nostra Vita Sotto il Cielo
                            a sufficienza .

                          Conosce prima
                     quel che poi accadrà
                                 per Noi
                          ma ,per fortuna,
                      non ne fa partecipe  
                               nessuno.

                     Tutti i diritti riservati
                            @ copyright
                 Autore  Stefano Capasso

                      Immagine dal Web

                        FONTE STORICA
                       GIOVANNI TERESI

                         WIKISOURCE

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/07/27/e-poesia-con-il-poeta-scrittore-stefano-capasso/

“Marie Curie, una donna, nonostante tutto” di Eleonora Mello

Pubblicato  da culturaoltre14

Il 5 marzo 2020 è uscito nelle sale italiane il film della regista Marie Noelle Marquis:   “Marie Curie”. Quale migliore spunto per parlare ancora una volta di parità di genere? A maggior ragione in vista di un evento così importante come la giornata internazionale della donna, che ricorre l’8 marzo e che, soprattutto quest’anno, rischia di essere surclassata dagli eventi di cronaca e di attualità che purtroppo stanno investendo il nostro paese e la popolazione mondiale. Questo film racconta una Marie a 360 gradi: la scienziata, la donna, la moglie, la madre, l’amante, la sorella. La trama si dipana tra gli anni più turbolenti della vita della scienziata polacca, che vanno dal 1903 anno della vittoria del primo Nobel per la fisica, ricevuto per la scoperta della radioattività, assieme al marito Pierre Curie, al 1911 anno della vittoria del suo secondo Nobel per la chimica, per la scoperta del radio e del polonio. Vediamo anche come, dopo la morte del marito, abbia dovuto lottare ancora di più per affermare le sue abilità, come abbia dovuto farsi strada in un mondo in cui la figura femminile non era accreditata e non era considerata degna di insegnare a menti brillanti come quelle dell’università Sorbona di Parigi, cattedra che riuscirà ad occupare più tardi diventando la prima donna ad insegnare in questa prestigiosa università. Accanto alle difficoltà in ambito lavorativo, il film ci presenta inoltre una visione della vita privata di Marie che, dopo la morte accidentale del marito, con cui aveva un rapporto speciale di complicità dal lato affettivo e lavorativo, intraprende una relazione scandalosa per i giornali dell’epoca con un suo collega Paul Langevin, che le causò un invito a non partecipare alla cerimonia di accettazione del Nobel. Essendo consapevole dei suoi meriti, Marie non prese minimamente in considerazione questa possibilità e decise comunque di partecipare alla cerimonia di accettazione, ripresa in una scena del film che ci regala un discorso ad alto impatto emotivo. Il punto di forza del film e, anche se in pochi momenti, il suo punto debole, è il raccontare il lato umano di questa scienziata, gli sbagli, le tentazioni e l’amore, che fanno di lei una persona prima di tutto, non una donna priva di errori, sempre perfetta nel ruolo di madre, di moglie e di donna come era richiesto dai dettami dell’epoca (e come è velatamente richiesto tuttora) e come viene incarnato dalla sua amica e moglie di Paul che, per rivendicare un matrimonio ormai finito e di facciata, finisce per ledere la sua dignità di essere umano. Perché è questo che noi tutti siamo: esseri umani, persone che con le proprie individualità e con le proprie esigenze meritano gli stessi diritti e doveri. È questo il fulcro di tutto il film e della nostra riflessione: far sì che il mondo ci riconosca i nostri meriti, le nostre abilità, indipendentemente dal nostro sesso, e in maniera più ampia dalla nostra religione, appartenenza etnica e sociale ecc… Marie Curie, straniera lontana dalla sua patria, donna in una comunità di uomini, è di esempio per tutte noi, uno sprone a credere in noi stesse, nelle nostre capacità, a lottare per quello che ci rende libere e a vivere la nostra vita a 360 gradi; solo così potremo contribuire a lasciare alle generazioni future un mondo che noi avremmo voluto vivere nel nostro tempo. Lo dobbiamo a lei, lo dobbiamo alle sole 54 donne che dal 1901 ad oggi hanno vinto il premio Nobel, e lo dobbiamo alle generazioni future per far sì che forse un giorno la festa dell’8 marzo rimanga una commemorazione di eventi molto lontani nel tempo e non drammaticamente attuali.
Eleonora Mello

La morte di un figlio è un dolore antico e senza spiegazione

Pianto antico è una celebre poesia di Giosuè Carducci dedicata a suo figlio che dovrebbe, secondo la data riportata sul testo autografo, risalire a giugno 1871. Inserita nella raccolta Rime nuove del 1887, si tratta del quarantaduesimo componimento. Il piccolo Dante, così si chiamava il bambino, morì che aveva soli tre anni a causa, probabilmente, del tifo. Nella poesia si nota sin dall’inizio la fortissima opposizione tra vita e morte, data dall’antitesi simmetrica che Carducci crea tra immagini vitali e luminose, che si accumulano nelle prime due strofe, e quelle scure e morenti presentate nelle ultime due strofe.

Pianto antico

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.

*Tocca il cuore la disperazione racchiusa in ogni verso, che il poeta non superò mai. Quel figlio adorato e desiderato che giocava allegro in giardino lo rivede in ogni primavera ma se la terra rinasce e rifiorisce, chi muore non torna e rimane nel buio della nuda terra.

Volo in deltaplano: Italia e Alessandro Ploner campioni d’Europa

Suan Selenati
Ignazio Bernardi

Continua la serie positiva di titoli internazionali vinti dal team azzurro di volo libero in deltaplano. 

Dopo i dieci mondiali, l’ultimo nel 2019, quest’anno è stata la volta del sesto titolo europeo vinto dopo nove entusiasmanti giornate di volo nei cieli del Monte Cucco sopra Sigillo in Umbria. Una decima task è stata annullata per meteo avversa. Due settimane fantastiche per il volo senza motore che si regge sulle correnti d’aria ascensionali e che hanno sorpreso anche il responsabile delle previsioni meteo, il vicentino Damiamo Zanocco.

Il team italiano ufficiale, formato da Marco Laurenzi, Alessandro Ploner, Manuel Revelli, Filippo Oppici, Christian Ciech e Davide Guiducci. sotto la guida del varesino Flavio Tebaldi, ha condotto il campionato fin dalle prime battute, aumentando il vantaggio giorno dopo giorno fino a rendere incolmabile il divario sulla Germania, seconda classificata. Medaglia di bronzo per la Repubblica Ceca. Seguono Austria, Regno Unito, Svizzera e Francia.

Il titolo individuale è toccato per la terza volta al pilota bolzanino di San Cassiano Alessandro Ploner, già campione del mondo in carica, titolo questo vinto in passato ben cinque volte. Ha preso il comando della gara il terzo giorno e non l’ha più mollato fino alla fine, supportato dal collega Christian Ciech, trentino trapiantato nel varesotto, medaglia d’argento da aggiungere al titolo europeo vinto nel 2016 e a tre mondiali. 

A superare gli italiani ci hanno provato prima il britannico Grant Crossingham, alla fine quarto davanti a Dan Vyhnalik, (Repubblica Ceca), e poi Primoz Gricar, pilota d’origine ceca, ma con passaporto tedesco. Sua la medaglia di bronzo. Ci ha provato anche il ciociaro Marco Laurenzi, arrivando a occupare il secondo posto prima di essere risucchiato oltre il decimo. Buone le prestazioni di Filippo Oppici di Parma e, fuori dalla rosa nazionale, di Lorenzo De Grandis di Caronno Varesino, rispettivamente sesto e settimo.

All’evento hanno partecipato 22 nazioni per un totale di 93 piloti che si sono confrontati su percorsi tra i 91 e i 201 km, spaziando anche nei cieli delle Marche, oltre a quelli dell’Umbria. Eccellente l’organizzazione affidata a Volo Libero Monte Cucco e Aero Club Lega Piloti sotto l’egida della FAI, Fédération Aéronautique Internationale, e dell’Aero Club d’Italia.

Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL

Associazione Nazionale Italiana Volo Libero 

il volo in deltaplano e parapendio skype: gustavo.vitali

Immagini di libero utilizzo – la pagina facebook degli europei con bellissimi VIDEO

 BERLINO ACCOGLIE IL RALLY PER LA PACE 2022: “NO A NUOVI MURI IN EUROPA” 

 

BERLINO ACCOGLIE IL RALLY PER LA PACE 2022: “NO A NUOVI MURI IN EUROPA” 

Grande attesa a Berlino per l’edizione 2022 del “Rally della Pace”, la manifestazione che si terrà giovedì 27 luglio 2022 presso la Porta di Brandeburgo e il Bundestag. Organizzata da Universal Peace Federation (UPF), nell’ambito del programma internazionale della Peace Road, la kermesse sarà inaugurata da una Biciclettata per la pace. I ciclisti partiranno da Alexsanderplatz, attraverseranno il centro cittadino e raggiungeranno la Porta di Brandeburgo, dove si svolgerà il Raduno per la pace. 

“Ricordate la Corea! No a nuovi muri in Europa!” è lo slogan che scandiranno le centinaia di partecipanti al Rally, che convergeranno presso la Porta di Brandeburgo, per chiedere a gran voce l’immediato cessate il fuoco nell’Europa orientale. I dimostranti si rivolgeranno ai leader delle nazioni per esortarli a un maggiore impegno per la pace; affermeranno il loro no a nuovi muri in Europa; e invocheranno la pacifica riunificazione della Corea.

Nel corso della manifestazione è previsto uno stacco musicale con l’esibizione della band tedesca Berge, un famoso gruppo musicale Pop, composto di due cantautori berlinesi.

Terminata la manifestazione alla Porta di Brandeburgo, i dimostranti daranno vita a una Marcia della pace che snodandosi per le vie cittadine raggiungerà il Bundestag, dove si terrà una serie di discorsi pubblici. Gli oratori provenienti da diverse nazionalità rivolgeranno un messaggio di pace al mondo, perché cessino tutti i conflitti che stanno insanguinando la terra. 

Il programma della manifestazione prevede un raduno interreligioso pubblico presso il parco storico Moabit di Berlino, il 28 luglio. Esponenti di diverse fedi rivolgeranno canti, preghiere e invocazioni a Dio e al Cielo per la concordia tra i popoli.

Nell’ambito della Peace Road 2022, il 26 luglio si è svolto il Forum della Pace, un convegno che ha visto la partecipazione di studiosi internazionali che hanno dibattuto sui temi “Dalle spade ai vomeri. Prospettive di pace per la Corea e l’Europa” e “Peace Road: un progetto globale verso la pace sostenibile”.

La Peace Road è un’iniziativa mondiale volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del progetto dell’Autostrada Internazionale della Pace, che si propone di collegare le città, le nazioni e i continenti di tutto il mondo per abbattere i muri che dividono l’umanità. Il progetto di questa grande via di comunicazione è stato proposto per la prima volta dal Reverendo Sun Myung Moon alla Conferenza internazionale sull’unità delle scienze (ICUS) nel 1981.

UPF International, sponsor dell’evento, è un’ONG con Status Consultivo Generale presso l’ECOSOC delle Nazioni Unite.

Il Foro Festival – Carmagnola (TO): l’8 settembre un festival di musica elettronica con B Jones, The Cube Guys, Rawdolff…  ed un altro grande artista internazionale top secret

Il Foro Festival – Carmagnola (TO): l’8 settembre un festival di musica elettronica con B Jones, The Cube Guys, Rawdolff…  ed un altro grande artista internazionale top secret

Dal 2 all’11 settembre ’22 Il Foro Festival propone a Carmagnola (TO) 10 eventi molto diversi tra loro: sul palco vanno artisti di qualità assoluta come Mario Biondi, Ivana Spagna e Cristina D’Avena. Non mancano il Sunshine Gospel Choir (una formazione da 40 elementi) ed il format “Mania ‘90”, dedicato alle sonorità di un decennio magico. 

Giovedì 8 settembre al Il Foro Festival prende poi vita un vero festival nel festival… dedicato alla musica elettronica che fa ballare ed emozionare il mondo. 

Anche se manca il nome di un celeberrimo artista che sarà annunciato solo nei prossimi giorni, il line up dell’evento è già oggi davvero interessante: sul palco, per una serata degna di Ibiza, c’è ad esempio B Jones (nella foto), una delle artiste simbolo della scena musicale dell’isola. Si è poi da poco esibita sul mainstage del mitico festival belga Tomorrowland.

Suonano ad esempio i bergamaschi The Cube Guys, anche loro attivi in tutto il mondo a ritmo di house. Il loro sound progressive-house con incursioni tribal, tech e vocal, in  continua evoluzione e sempre più internazionale, oltre che personale…

C’è poi il dj francese Rawdolff, creatore del format More Life e protagonista della nightlife parigina e in Costa Azzurra, oltre che produttore musicale di successo (il suo più recente singolo si chiama “Lose You” su Spotify ha superato i 600.000 ascolti). 

Sul palco de Il Foro Festival ci sono anche anche la musica di Helinxy Violinist ed il sound di tanti altri professionisti del mixer: c’è TMP DJ, attivo soprattutto nell’esclusiva Montecarlo tra Twiga, Cipriani, Cova (…);  c’è la slovena Dj Xenia, in forte crescita in tutta Europa tra vip party e club di riferimento; c’è l’italiano Alex Pizzuti,  attivo anche a livello internazionale e produttore di successo: c’è il belga WhoisHoax, giovane produttore e dj belga, un talento che sta già facendo parlare di sé gli addetti ai lavori; c’è Ayko, anche lui italiano, sta facendo conoscere il suo sound in tutta Europa…

Sarebbe già abbastanza, ma come dicevamo al line up del festival elettronico che va sul palco de Il Foro Festival l’8 settembre 2022 manca ancora l’annuncio di un grande artista conosciuto in tutto il mondo

Il Foro Festival: 2 – 11 settembre 2022

Area spettacoli “Il Foro”, Piazza Italia angolo via Gobetti, Carmagnola (TO)

Info Whatsapp:  3277928137

Facebook: www.facebook.com/ilforofestivalcarmagnola

Instagram: www.instagram.com/ilforofestival

Il Foro Festival 2022 si svolge in concomitanza con la 73^ “Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola”, dal 2 all’11 settembre 2022: 10 giorni ricchi di eventi gastronomici, culturali e artistici che propongono intrattenimenti ed esperienze coinvolgenti per tutti i sensi e per tutte le fasce di età.

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ALCUNI DEI PRINCIPALI PROTAGONISTI DELLA SERATA DELL’8 SETTEMBRE A IL FORO FESTIVAL

B JONES @ Il Foro Festival l’8 settembre ’22

B Jones è una delle artiste simbolo della scena musicale ibizenca. Dopo tanti anni al Pacha, oggi è resident di Ushuaia, day club e hot spot assoluto dell’isola, dove divide il mixer con top dj internazionali del calibro di Adam Beyer, Charlotte de Witte, Paul Kalkbrenner ed infiniti altri. Nell’estate 2022 è protagonista sul main stage del Tomorrowland, celeberrimo ed immenso festival belga che consacra le star internazionali della musica da ballo.

THE CUBE GUYS @ Il Foro Festival l’8 settembre ’22

The Cube Guys sono nati nell’ormai lontano 2005 dall’unione di due dj producer già molto affermati, i bergamaschi Roberto Intrallazzi e Luca Provera. Il loro sound progressive-house con incursioni tribal, tech e vocal, in  continua evoluzione e sempre più internazionale, oltre che personale… I loro dj set a quattro mani uniscono la creatività e l’esperienza tecnica da studio con l’improvvisazione dell’esibizione live nei club. Si esibiscono da anni con top dj come Tiesto e le produzioni ed i remix vantano apprezzamenti da artisti come Pete Tong, Roger Sanchez, Axwell, Bob Sinclar, Dave Morales, Mark Knight, Oscar G, Peter Rauhofer e molti altri.  Tra gli infiniti altri, si sono esibiti in top club mondiali come ‘Privilege’ (Ibiza), ‘Fabulous’ (Las Vegas), Pacha (Marrakech), ‘Love’ (New York), ‘Circus Afterhours’ e ‘Parking’ (Montreal) ‘Panama’ (Amsterdam), ‘Senso’ (Orlando), ‘Queen’ (Parigi), The Week (Sao Paulo), Club Noxx (Anversa), ‘The Cross’ (London), ‘Space’ (Marbella), il ‘Gryphon’, ‘Score’ e ‘Mynt’ (Miami). 

RAWDOLFF @ Il Foro Festival l’8 settembre ’22

Creatore del party format More Life, è protagonista della nightlife parigina e in Costa Azzurra. Rawdolff è anche un produttore musicale di successo assoluto: il suo più recente singolo si chiama “Lose You” su Spotify ha superato i 600.000 ascolti. 

Il 27 luglio 1835 nasceva Giosuè Carducci.

Il 27 luglio 1835 nasceva Giosuè Carducci, poeta, scrittore, critico letterario e accademico italiano, nonché primo italiano a vincere il Premio Nobel per la letteratura, e primo italiano in assoluto, insieme a Camillo Golgi, a vincere il Nobel nel 1906.

Giuseppe Carducci (Valdicastello, 27 luglio 1835 – Bologna, 16 febbraio 1907) è stato un poeta, scrittore, critico letterario e accademico italiano.
Giosuè Carducci nacque la sera del 27 luglio 1835, venendo battezzato nella chiesa locale il giorno successivo. La scelta del nome fu contesa dai genitori; il padre voleva chiamare il nascituro Giosuè, come un amico reincontrato, dopo parecchio tempo, durante la gravidanza della moglie, mentre Ildegonda avrebbe preferito Alessandro, come suo padre in quel momento gravemente malato. La spuntò Michele, ma Alessandro fu comunque il secondo nome del futuro poeta. Giuseppe, il terzo nome, gli fu assegnato in omaggio al nonno paterno. Il piccolo Giosuè cresceva già mostrando in nuce le caratteristiche che lo contraddistingueranno per tutta la vita: ribelle, selvatico, amante della natura. Michele, il padre, disponeva di una discreta biblioteca, in cui si riflettevano le predilezioni classico-romantiche e quelle rivoluzionarie. Qui Carducci poté voracemente impegnarsi nelle prime letture, e scoprire l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, la Gerusalemme liberata, la Storia romana di Charles Rollin e la Storia della Rivoluzione francese di Adolphe Thiers. Nei dieci anni a Bolgheri la famiglia visse in povertà e non era possibile per Giosuè frequentare le scuole; il padre incaricò così il sacerdote Giovanni Bertinelli di dargli lezioni di latino durante il giorno, mentre la sera era direttamente Michele a impartirgli l’insegnamento della lingua romana che il giovane amò profondamente sin dall’inizio.Già in questi anni cominciò a cimentarsi nella composizione di qualche verso, la Satira a una donna (1845) e l’appassionato Canto all’Italia (1847).  La permanenza nella Maremma è testimoniata e rievocata con affettuosa nostalgia nel sonetto “Traversando la Maremma toscana” (1885) e in molti altri luoghi della sua poesia. Del nucleo familiare fa anche parte la celeberrima Nonna Lucia, una figura determinante nell’educazione e formazione del piccolo Giosuè tanto che il poeta la ricorda con grande affetto nella poesia “Davanti San Guido”. Il 28 aprile 1849 i Carducci giungono a Firenze. Giosuè frequenta l’Istituto degli Scolopi e conosce la futura moglie Elvira Menicucci, figlia di Francesco Menicucci. L’11 novembre 1853 il futuro poeta entra alla Scuola Normale di Pisa. Dopo la laurea, conseguita con il massimo dei voti, insegna retorica al liceo di San Miniato al Tedesco. La sera di mercoledì 4 novembre si uccide il fratello Dante squarciandosi il petto con un bisturi affilatissimo, l’anno dopo, muore anche il padre. Un anno di lutto e il poeta finalmente si sposa con Elvira. In seguito, dopo la nascita delle figlie Beatrice e Laura, si trasferisce a Bologna, un ambiente assai colto e stimolante, dove insegna eloquenza italiana all’Università. Nasce anche il figlio Dante che però muore in giovanissima età. Carducci è duramente colpito dalla sua morte: nel giugno 1871 ripensando al figlio perduto compone “Pianto antico”. Negli anni ’60, lo scontento provocato in lui dalla debolezza dimostrata, a suo giudizio, in più occasioni dal governo postunitario sfociò in una ricca attività poetica a sfondo sociale e politico. Negli anni successivi Carducci passa da un atteggiamento violentemente polemico e rivoluzionario a un ben più tranquillo rapporto con lo stato e la monarchia che culmina nel 1890 con la nomina a senatore del regno. Nel 1906 al poeta viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, le condizioni di salute non gli consentono di recarsi a Stoccolma per ritirare il premio che gli viene consegnato nella sua casa di Bologna. Si racconta che, sebbene stanco e malato, l’anziano poeta non avesse però perso la forza dialettica e il carattere deciso. Pare che, subito dopo aver ricevuto la visita del messo dell’Accademia di Svezia che gli portava la notizia del premio Nobel, come prima cosa abbia detto alla moglie: “Hai visto che non sono un cretino come tu hai sempre sostenuto?”
Il 16 febbraio 1907 Giosuè Carducci muore a causa di una cirrosi epatica nella sua casa di Bologna, all’età di 72 anni.

L’amore per la patria al di sopra di tutto: se si comprende a fondo questo motto la poetica carducciana risulta già spiegata nelle sue linee essenziali. Si aggiunga un innato amore per il bello, per la natura, un’incondizionata adesione alla vita nelle sue espressioni più genuine, e il quadro potrà dirsi completo. Il sentimento della vita, con i suoi valori di gloria, amore, bellezza ed eroismo, è senza dubbio la maggior fonte d’ispirazione del poeta, ma accanto a questo tema, non meno importante è quello del paesaggio.

Un altro grande tema dell’arte carducciana è quello della memoria che non fa disdegnare al poeta vate la nostalgia delle speranze deluse e il sentimento di tutto quello che non c’è più, anche se tutto viene accettato come forma della vita stessa

Il 23 novembre 1872 il poeta Giosuè Carducci scrisse un sonetto dal titolo “Il bove”, nel quale esponeva la propria concezione morale ed etica del mondo. Il componimento rappresenta una chiara sintesi dello stile e della poetica di Giosuè Carducci. Con poche e pittoresche pennellate il poeta ritrae un maestoso bue che incede lentamente attraverso un campo coltivato. Nella figura mansueta dell’animale Carducci condensa la propria concezione del mondo, fondata sull’osservanza dei principi etici e morali e sulla serenità dell’animo.

T’amo, o pio bove; e mite un sentimento
Di vigore e di pace al cor m’infondi,
O che solenne come un monumento
Tu guardi i campi liberi e fecondi,

0 che al giogo inchinandoti contento
L’agil opra de l’uom grave secondi:
Ei t’esorta e ti punge, e tu co ’l lento
Giro de’ pazienti occhi rispondi.

Da la larga narice umida e nera
Fuma il tuo spirto, e come un inno lieto
Il mugghio nel sereno aer si perde;

E del grave occhio glauco entro l’austera
Dolcezza si rispecchia ampio e quieto
Il divino del pian silenzio verde.

*Versi meravigliosi, incantevoli, bellissima immagine, una metafora profonda e di grande significato, spesso la meraviglia del divino non si trova in chissà quale manifestazione eclatante ma il poeta la trova nella paziente mansuetudine di quest’animale e nel suo sereno lavoro. Capolavoro del vate della letteratura italiana, una grande figura della cultura mondiale.

ORSANTI, di Franco Castelli

ORSANTI

Li chiamavano “orsanti”, ed erano girovaghi artisti di strada e suonatori ambulanti, specializzati nel fare spettacolo con animali ammaestrati. Erano i poveri precursori del circo zoologico; si muovevano a piedi o coi carri, esibendosi nelle grandi città in occasione delle fiere e giravano tutta l’Europa, ma di loro si sono trovate tracce anche in Scandinavia, in Africa settentrionale, nel Medio-oriente.

Le compagnie di orsanti addestravano per le proprie esibizioni anche scimmie, istrici, cavalli, pappagalli o cammelli, ma il pezzo forte era l’orso, il cui peso poteva raggiungere i 350 chili e una volta alzato sulle zampe posteriori, anche due metri di altezza.

Molti di loro provenivano dalle valli appenniniche incassate fra Emilia, Toscana e Liguria (a Compiano, in alta Val Taro, è allestito un “Museo degli Orsanti”).

Sono tante le attestazioni iconografiche di questa secolare arte e professione:

stampe romane di Pinelli

incisioni inglesi e russe,

un dipinto di Antonio Ligabue (che probabilmente aveva visto la scena in Germania), foto d’epoca novecentesche ecc.

Ma a me piace particolarmente la miniatura medievale finale:

Far ballare l’orso, va bene, ma far ballare una cinghiala che allatta… non è mica da tutti…!!

A nulla serve la sete di potere, di Rosa Cozzi

Buongiorno !

A nulla serve la sete di potere,

se chi ha questo istinto, beve fiele!

” DOMINIO DI UN’ECLISSE “

Memorabile fu la notte di Selene

il Sole si spense e perse la sua forza.

E ancor più la mia ombra

che sovrastava su di loro

immortalava la mia vittoria.

A nulla può il volere del pensiero

di onnipotenza effimera

tutto ritorna nella primaria forma.

Breve sogno irraggiungibile

di dominare il mondo

di un piccolo essere pensatore. . .

di Rosa Cozzi

da ” DIVAGAZIONI “

DL. 1941 /633

𝗟’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘄𝗶𝗻𝗲 𝗹𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀

Un modo più efficiente, ma meno appassionante e divertente, di degustare il vino

L’intelligenza artificiale è capace di riconoscere diverse tipologie di vini

I 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘕𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭 𝘐𝘯𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘵𝘦 𝘰𝘧 𝘚𝘵𝘢𝘯𝘥𝘢𝘳𝘥𝘴 𝘢𝘯𝘥 𝘛𝘦𝘤𝘩𝘯𝘰𝘭𝘰𝘨𝘺 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘜𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘵𝘺 𝘰𝘧 𝘔𝘢𝘳𝘺𝘭𝘢𝘯𝘥, 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘪𝘷𝘪 𝘮𝘢𝘨𝘯𝘦𝘵𝘪𝘤𝘪, 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘷𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 95% 𝘥𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘶𝘳𝘢𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘭’𝘢𝘤𝘪𝘥𝘪𝘵𝘢̀, 𝘪𝘭 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘭’𝘢𝘮𝘢𝘳𝘰. 𝘓’𝘪𝘴𝘱𝘪𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘤𝘦𝘳𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰, 𝘥𝘢𝘭 𝘤𝘦𝘳𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘸𝘪𝘯𝘦 𝘭𝘰𝘷𝘦𝘳, 𝘤𝘩𝘦, 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘢 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘷𝘪𝘯𝘰, 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘤𝘦𝘳𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰, 𝘦 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘭𝘦 𝘴𝘪𝘯𝘢𝘱𝘴𝘪, 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘰𝘱𝘱𝘦𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘣𝘪𝘵 𝘥𝘪 𝘥𝘢𝘵𝘪 – 𝘴𝘶 𝘢𝘤𝘪𝘥𝘪𝘵𝘢̀, 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘢𝘵𝘰, 𝘢𝘮𝘢𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢 – 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘷𝘰 𝘥𝘪 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘰𝘯𝘪. 𝘈𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘮𝘰𝘥𝘰, 𝘪 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘈𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘢𝘵𝘪 𝘴𝘶 𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘢𝘭𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘪 𝘥𝘪 𝘦𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪. 𝘐𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦, 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘷𝘪𝘯𝘰, 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵a 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪𝘨𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘩𝘢 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘱𝘢𝘭𝘢𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦: 𝘪𝘭 𝘵𝘦𝘢𝘮 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘩𝘢 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘢𝘥𝘥𝘦𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘯𝘥𝘰 148 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘥𝘢𝘵𝘢𝘴𝘦𝘵 𝘥𝘪 178 𝘱𝘳𝘰𝘥𝘰𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘵𝘳𝘦 𝘷𝘢𝘳𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘶𝘷𝘢.

Il “palato virtuale” è stato addestrato con 148 vini.

𝘖𝘨𝘯𝘪 “𝘷𝘪𝘯𝘰 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦” 𝘢𝘷𝘦𝘷𝘢 13 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 ed a 𝘤𝘪𝘢𝘴𝘤𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘴𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦. 𝘈 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘢𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘵𝘦𝘴𝘵 𝘷𝘪𝘳𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘨𝘶𝘴𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘣𝘢𝘴𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘢𝘵𝘢𝘴𝘦𝘵 𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘪𝘯𝘤𝘭𝘶𝘥𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 30 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘮𝘢𝘪 “𝘢𝘴𝘴𝘢𝘨𝘨𝘪𝘢𝘵𝘪” 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢. 𝘐𝘭 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘪 𝘷𝘰𝘵𝘪, 𝘤𝘰𝘯 𝘪𝘭 95,3% 𝘥𝘦𝘪 𝘷𝘪𝘯𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘶𝘵𝘪.
#intelligenzaartificiale #winelover #winetasting

Un’altra mia opinione non proprio popolare

Un’altra mia opinione non proprio popolare

unpopularopinions probabilmente, mossa da recensioni fantastiche ho tenuto questa lettura per un momento che mi permettesse di assaporarla a fondo e… Niente, l’ho trovata al limite della banalità, a metà del libro avevo già capito troppo. La narrazione passa da essere scorrevole a momenti in cui si contorce e diventa inutilmente prolissa. Spesso al limite della pura fantasia non ho trovato la narrazione per nulla “reale” il che probabilmente mi ha portata a non sentire nulla. Avevo letto tante opinioni, tutte super positive che parlavano di emozioni, velocità, originalità… Dove? E anche per questa volta è andata così, comincio a pensare che non dovrei più comprare libri spinta da tantissime recensioni a 5 stelle.

parole e pensieri 88