Al Festival mondiale PIAF 2022 Arti e Sculture

L’artista Barbara Maresti

BARBARA MARESTI
(Mixed Media Poetry Artist e Fashion Artist)
Nasce a Milano il 7 Luglio del 1967 e si trasferisce a Roma all’eta’ di 7anni, per il lavoro in teatro dei suoi genitori.
Frequenta il Liceo Artistico e poi l’ Istituto Europeo di Design di Roma diplomandosi come grafica pubblicitaria.
Sempre piu’ attratta dagli ambienti artistici e dalle tecniche pittoriche e visive incomincia a sperimentare nei suoi primi quadri definiti da lei “Soqquadri” l’arte del riciclo unito a collage fotografico, colori acrilici spatolati, colati direttamente e lavorati in modo materico.
In parallelo la sua passione per il concetto verbale, la porta sempre piu’ a scrivere, in particolare poesie, grazie alle quali partecipa a diversi concorsi poetici e di poesia visiva, dove ottiene numerosi consensi fino alla pubblicazione nel 2018 del suo primo libro di poesie dal titolo ”Le impronte della vita”.
Poesia ed Arte prendono forma all’unisono nei suoi “Quadri Poetici”
degli ultimi anni dove la poesia ispira il quadro e ne diventa fulcro
per dare all’immagine ancora piu’ forza espressiva.
Ma il sentiero artistico percorso dall’artista segue sempre nuovi
orizzonti e se la sua arte e poesia sono espressione della sua anima
nei suoi OUTFITS D’ARTISTA, l’opera veste l’artista, vive con lei in ogni suo evento, per poi ripresentarsi al pubblico, sotto nuove sembianze.
Abiti, giacche e gilet vintage rivisitati con la sua pittura
nelle collezioni della sua linea REDESIGN, dove ancora la poesia prende spazio, forma e diventa motivo ispiratore dei suoi capi di
abbigliamento che sfileranno in diversi eventi tra cui il Red Carpet
dell’Arte alla galleria Area Contesa di via Margutta a Roma.
Barbara Maresti lavora anche per diversi progetti in ambito sociale:
per gli sfollati del Ponte Morandi realizza il simbolo grafico della fenice che viene scelto tra tanti lavori come immagine stampata sulle felpe e tshirt vendute per beneficenza, o ancora i racconti per il libro di Natale a favore dell’associazione “Il sorriso dei miei bimbi”ed altri ancora come l’evento NO-BULLING presso il deposito delle vetture d’epoca ATAC di Roma dove presenta dei capi dipinti da lei ispirati alle sue poesie contro il bullismo nelle scuole ed espone la sua opera pittorica LE ALI DI ICARO sempre inerente al tema trattato.
L’artista partecipa a diverse mostre collettive a Roma dove
attualmente vive e in provincia ai Castelli Romani.
All’inizio del 2019, sente pero’ il bisogno di tornare un po’ alle sue
origini Milanesi prendendo parte a tre importanti mostre nella
storica Milano Art Gallery dove sono passati grandi nomi dell’arte e
della cultura. Mostre curate da Spoleto Arte sotto la direzione del
manager Salvo Nugnes , la storica dell’arte Nicoletta Rossotti e il
fotografo di fama internazionale Roberto Villa. Torna a Roma e
partecipa alla Collettiva d’arte “Dialogando con le emozioni”
organizzata dal gruppo artistico Focus Group Art di cui fa parte,alla
galleria Neumen al Colosseo,dove oltre alle sue opere porta il primo abito disegnato e dipinto da lei.
Collabora con giovani stilisti emergenti per creare nuove collezioni
di moda dipinte con soggetti ispirati alle sue poesie.
Crea cosi’ insieme alla stilista emergente Lucrezia Matola Ruschena
la collezione “Universo”con sette capi unici disegnati e realizzati per lei che poi lei dipingera’ e scrivera’con le sue poesie.
Realizza e porta al Liceo E. Fermi di Tivoli come intervento, le magliette con le bambole horror ispirate al muro delle bambole, creato da Jo Squillo contro il femminicidio.
Il suo cammino artistico nel frattempo si intreccia con altre esperienze per lei entusiasmanti, dove l’artista porta la sua arte direttamente sul corpo creando body painting per eventi,partecipa cosi’alla presentazione del libro “La nuova favola di Amore e Psiche”scritto da Liliana Manetti,creando il body painting Loto per la performance dell’attrice Chiara Pavoni. Realizza un body painting ispirato all’estate e ad una sua poesia durante l’evento “RED CARPET dell’arte”alla galleria Area Contesa in via Margutta a Roma.Un body painting ispirato alla sua poesia “Dentro l’onda” per la mostra “Profondo blu”alla galleria Art Saloon di Ariccia e il body painting “Bocca della Verita’”per una copertina della band romana La Cricca dell’Orma.
Negli anni, prende parte anche a reading poetici e a tutti i
progetti, dove anima, verbo e immagine camminano insieme
rappresentando la sua vera essenza di Mixed Media Poetry Artist.
Nel 2020 continua e amplia il suo lavoro come Fashion Artist
dipingendo con soggetti animali alcuni capi unici creati da
abbigliamento second-hand, crea cosi’ le linee Baba’s Zoo con gli
animali dello zoo , Cani e Gatti in societa’ con gli animali da
compagnia,Happy Farm con quelli della fattoria e la linea The Unloved a tema sociale contro le discriminazioni di ogni genere con dipinti come soggetti dei suoi capi coleotteri ed insetti.
Nel 2021 la sua linea Baba’s Zoo sfila alle selezioni finali per Miss
Reginetta a Roma indossata dalle giovani miss.
Nella primavera del 2022 prende parte ad un bellissimo progetto di arti varie creato dal cantautore romano Massi Farina ed il maestro di fotografia Paco Rianna,realizzando 9 quadri d’autore ispirati alle
copertine fotografiche dei pezzi musicali.

1) Le ali di Icaro 65×65
Tecnica:  acrilici – materiali di riciclo e collage fotografici su tavola di legno

2) Titolo: BEYOND THE WAR
Tecnica Mista : acrilici -collage fotografici su tavola di legno.
Dimensioni 41 ×41 tavola, 
46×48 cm considerati gli elementi debordanti

3) Titolo: Luci nell’ombra                                                                                                        Tecnica Mista : acrilici – collage fotografici su tavola di legno.
Dimensioni 55 x 55 cm

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

Sii l’ispirazione – ESSI il cambiamento!

Team di scrittori della Fondazione Capital

http://www.writersedizione.com

http://www.wcifcentral@gmail.com

Al Festival PIAF 2022 Arti e Sculture l’artista Francesca Vena

L’artista Francesca Vena

“Dipinge con passione, proiettando sulla tela emozioni, sentimenti, paure e speranze.
Desideri sopiti che dalla tela gridano la necessità di realizzazione.
Ognuno di noi rivede nelle opere di Francesca Vena aspetti ed emozioni della propria vita.
Le sue tele parlano al cuore.
I suoi lavori sono chiara espressione dell’amore e del legame con il passato, legata ad una necessità di rinascita e desiderio di vita nuova… desiderio di maternità che traspare in molte opere.
Opere magnifiche … paesaggi incantevoli, scorci mirabili, pennellate decise e colori vivi che animano le tele di questa pittrice moderna”.
                                      Veronica Barbaro
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Francesca Vena nasce e vive a Cosenza,  ove esercita la professione di pittrice e restauratrice.
La sua e’  stata un’ infanzia felice, a contatto con la natura ed i suoi profumi, in una famiglia dove l’arte  ha regnato sovrana fra musica e pittura.
La passione per l’ arte  la abita  fino da quella tenera età .
Tutto nacque per  l ‘amore viscerale  verso la natura, quella natura  spesso riportata sulle proprie tele.
Nel corso degli anni la pittrice ha sperimentato  ed elaborato varie tecniche pittoriche .
Francesca  ha al suo attivo numerose esposizioni, fra le quali si segnalano:
Mostra Internazionale Castello Svevo, Barletta; Mostra Sala del Bramante – Sale dell’Agostiniane, Roma; Galleria Flyer Art Gallery, Roma; Esposizione Galleria La Pigna, Roma; Mostra Itinerante Mosca- San Pietroburgo; Dubai, Strasburgo, Berlino,…., riscontrando piacevolmente il  consenso di curatori, galleristi e fruitori.

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

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“Il cuore negli angoli”, di Silvia Franchini. Quando i sentimenti si fanno spazio nella vita

“Il cuore negli angoli”. Quando i sentimenti si fanno spazio nella vita

Bisogna indossare le “lenti della sensibilità” per immergersi nell’opera “Il cuore negli angoli” di Silvia Franchini, educatrice per professione e scrittrice. La raccolta di liriche, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore, nasce nell’arco di due anni e tocca diverse tematiche: amore, morte, malattia, tempo, memoria e natura. «Il cuore – spiega l’autrice che vive a Viserba, frazione di Rimini – è l’organo muscolare da sempre associato ai sentimenti. Se ci sforziamo di ascoltare e vedere senza distrazioni o superficialità, ovunque, ma proprio ovunque, anche negli angoli più impensati, la vita ci sorprende, permettendo a quei sentimenti di farsi spazio in noi».

«Tesi come la corda di un arco che suona come uno Stradivari – scrive nella Prefazione Alfredo Rapetti Mogol, figlio del noto paroliere – questa la mia lettura dei versi di Silvia Franchini che hanno appena incontrato i miei occhi. La sua poetica ha contorni incisi con un bisturi affilato che mette a nudo il midollo delle cose. Nitidi frammenti di vita si stampano indelebili dalla pagina sulla nostra pelle». Ogni componimento racconta qualcosa o qualcuno conosciuto e vissuto direttamente o indirettamente dall’autrice stessa. La realtà, infatti, incide nella scrittura in maniera fondamentale. «Mi piace pensare che, grazie all’inchiostro, le persone protagoniste dei miei componimenti e certi ricordi si aprano una breccia nell’eternità». 

Il libro parte con una poesia scritta durante il lockdown e si conclude con una dedica al popolo ucraino. «Quando ho composto A proposito della guerra – racconta la Franchini  ero in pena. In pena per la sorte dell’Ucraina e per quella del mondo intero. Mi sentivo in dovere di fare qualcosa ma, come tutti, impotente. Alla fine ho realizzato che l’unica “arma” in mio possesso era la penna e volevo sfoderarla per scrivere parole di pace e vicinanza. Così ho fatto. Certo, l’arte e la bellezza o, meglio, la bellezza dell’arte è una forma di lotta non violenta». 

I componimenti sono caratterizzati dall’utilizzo della rima. Anche se non tutti. «Non vado mai casualmente a capo – afferma l’autrice spiegando gli elementi stilistici che caratterizzano le sue liriche -. Seguo il ritmo del verso e del senso del testo stesso. Le strofe sono importanti, costruite in ugual modo e spesso bisognose di spazio l’una dall’altra. La punteggiatura è calibrata. Come si evince dal titolo, amo esprimermi per metafore e similitudini. Credo sia potente l’immagine che si sprigiona dalle poesie, tanto quanto un’opera visiva». L’obiettivo è quello di incentivare uno sguardo profondo sulla vita, uno sguardo con l’anima. «Dedico questa breve raccolta poetica – conclude la scrittrice – a chiunque vorrà leggerla, con l’augurio che in ogni testo possa imbattersi in un’emozione». 

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

Artisti dal mondo al Festival PIAF 2022 Arti e Sculture

L’artista Stefania Vena

Stefania Vena nasce in Calabria, dove vive e lavora.
Consegue la Maturità Artistica e la Laurea all’Accademia di Belle Arti.
Pittrice/Decoratrice – Dipinge ed esegue ritratti su commissione, ma non solo … parallelamente si occupa anche dell’arte della decorazione della ceramica.
Dipinge e decora su ogni tipo di supporto, con diverse tecniche.
Ma le sue esperienze lavorative più significative, sono quasi esclusivamente nell’ambito del restauro pittorico di opere d’Arte.
Artista poliedrica, ma soprattutto emozionale, la sua pittura può essere definita, “degli stati d’animo”.
In giovane età, la sua mano, tendenzialmente fumettistica, dà libero sfogo ad una produzione di opere “fantasy” , frutto di un animo romantico e sognante …
Più tardi, in età matura, abbandonerà, fate, folletti, sirene e paesaggi incantati, per far posto ad una visione espressiva più realistica, a tratti anche dura, dovuta ad una realtà poco fiabesca e sempre più consapevole.
Seguirà un periodo in cui, si proietterà verso un percorso introspettivo, dai contorni molto surreali, dove lo spazio circostante, il cosmo, farà da sfondo quasi sempre alle  emozioni.
Le figure protagoniste della scena, al di là di ciò che rappresentano, lasciano sempre accesa la speranza.
E così si susseguono tempeste interiori, riportate con grande impatto visivo sulla tela, dove prevalgono i toni del blu, colore prevalente di molte sue opere.
Tra le opere più significative, troviamo la recente produzione di dipinti realizzati nel periodo tra : emergenza pandemica e guerra.
Queste opere si scostano completamente da tutte le sue precedenti, soprattutto per le tematiche e per la tavolozza, che si ingrigisce di colpo … scompaiono i blu e tutti le altre sfumature di colori,  resta solo il nero, che è l’assenza del colore …. la conseguenza di un periodo buio, avvilente e angosciante…
La sequenza con la quale sono state prodotte, ha  sancito un momento storico indimenticabile…  Rappresenta ogni dissenso, ogni grido muto, ogni sofferenza, disperazione e rassegnazione, attraverso quelle distanze, che non si sarebbero mai più accorciate, tutto espresso, con un linguaggio artistico, molto sensibile, personale e riconoscibile.
Lontana da quelle che possono essere le “tendenze di mercato”, la sua, non è una pittura “commerciale” , ma le sue creazioni  hanno tutte una chiara chiave di lettura, poiché riflettono un disagio, o una speranza, comunque un pensiero, espresso con potenza da una personalità, forte e determinata, attraverso opere  che a volte rasserenano e altre volte urlano,  “denunciano”,  “confessano” … come un diario di bordo o un libro autobiografico, raccontano …
I soggetti, sempre  femminili, padroneggiano in  scenari apocalittici e surreali, sono donne in rinascita, dallo sguardo fiero, forte, selvaggio e spavaldo…
È lo spirito guerriero e combattivo che si fa strada.
Amazzoni o guerriere, ma sempre anime di luce, portatrici di energie positive, la rivalsa verso quelle ingiustizie della vita, probabilmente è utopia, ma che diventa possibile, solo attraverso quella magnifica “via di fuga” che è  l’Arte !

.

“SOLUZIONE FINALE”
(4°Opera della serie Cov-id-19)
(Tecnica mista 40×70)
Anno 2021
Stefania Vena👇

2) “NEW GENERATION”
(Tecnica mista su tela 40×60)
Anno 2021
Stefania Vena

3) “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI”
(Acrilico su tela 50×60)
Anno 2021
Stefania Vena

4) “LE VARIANTI”
(Tecnica mista su tela 60×80)
Anno 2021
Stefania Vena

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

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Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

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Team di scrittori della Fondazione Capital

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“MI INTERESSA…”

“MI INTERESSA…”

Posted on  by ilaboratoriodidee

Tra I Care e Take Care

Solitamente amo utilizzare espressioni della lingua italiana per esprimermi, ma questa volta chiedo il sostegno della lingua inglese per sottolineare alcune idee.

L’I Care di don Milani, sul quale egli ha giocato la sua vita, esprime l’avere a cuore, il m’interessa, l’appartenermi, il sentirmi parte di qualcosa, il non essermi estranea. E quella “cosa” non è un oggetto che mi appartiene perché acquistato oppure donato, ma è molto di più.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è lorenzo-1.jpg

Quella “cosa”… 

è il luogo dove mi trovo a vivere, in cui agire una responsabilità sociale; 

è la persona che mi trovo accanto per la quale ho responsabilità umana; 

sono io, la persona con cui “convivo”, per cui ho una responsabilità “esistenziale”; 

è il tempo che la Vita mi dona, utile per il mio divenire!

Mi interessa fa parallelo con mi riguardami investe, non posso fare finta di…, e pure mi scomoda!

E tutto ciò chiede di mettermi in gioco, di assumere un ruolo, e, in misura diversa, ad ogni età.

Che io sia una bambina o una ragazza impegnata nello studio, che sia una adulta, madre di famiglia o single, lavoratrice a vario titolo, mi è chiesto di fare la mia parte

L’I Care presuppone allo stesso tempo il Take Care“l’avere cura… di sé”, perché sia vero l’avere cura degli altri e dell’ambiente.

L’essere proiettati verso l’altro, senza la cura dell’altro che siamo noi, non genera un sano equilibrio. La giusta cura di sé, il dare valore alle nostre ricchezze e povertà, fa sì che l’attenzione all’altro non sia giudizio, prevaricazione, pretesa, imposizione della nostra ricchezza rispetto alla sua supposta povertà, ma riconoscimento di una reciprocità, il concedere ad entrambi la possibilità di dare e avere.

E che cosa è questo se non il riconoscerci nel nostro essere persone?

Un episodio significativo.

È sera, ed Elise sta lavando Iago, 5 anni, prima di accompagnarlo a letto. Egli, in piedi sopra il lavandino, gira le spalle alla mamma.

Da un po’ Elise sta in silenzio, pensando forse alla giornata trascorsa, o agli impegni del giorno dopo, o forse è solo un po’ stanca dopo una giornata impegnativa!

Ad un tratto Iago manifesta con il suo corpo un po’ di irrequietezza, forse è stanco della posizione, o semplicemente vuole “ricordare” la sua presenza.

Elise comincia a ripercorrere con lui quanto hanno fatto durante il giorno, e Iago subito si tranquillizza. 

Dopo un po’ si gira, e le regala uno dei suoi affascinanti sorrisi, come a comunicarle: “Grazie, mamma, per essere attenta a me come persona, di prenderti cura non solo del mio corpo, ma del mio bisogno profondo, del mio sentire!”

Come dice bene questa vicenda della necessità, che tutti abbiamo, di essere riconosciuti in ciò che siamo: persone con desideri, bisogni, difficoltà!

Le relazioni di cui ci circondiamo e in cui investiamo fanno di noi ciò che siamo: persone pacifiche o aggressive, capaci di dare fiducia o in continua difesa. Che le subiamo o le scegliamo, le relazioni ci caratterizzano, non ci lasciano indifferenti!

È vero, quindi, che il giusto equilibrio si gioca tra l’I Care e il Take Care, tra la mozione del cuore e la mozione agita!

Articolo di Emanuela Marsura completo su Qualbuonvento del 15 dicembre 2021

LE PAROLE DELLA TERRA

LE PAROLE DELLA TERRA

Posted on  by albosenga

Io sono la vita della Terra.

I suoi piedi sono i miei piedi,

le sue gambe sono le mie gambe,

il suo corpo è il mio corpo.

I miei pensieri sono i pensieri della Terra.

Le mie parole sono le sue.

Canto degli indiani Navajo

Perché questo antico canto parla di vita della Terra? 

È un modo per rendermi consapevole della profonda comunione che esiste tra me e il mondo che mi circonda. 

Non solo la Terra mi dà la vita, dandomi cibo, aria, acqua, suoni, relazioni, ma quello che io vivo, quello che amo, desidero, dico e ascolto, dà vita alla Terra. Essa diventa così il luogo che porta e sostiene il mio amore, il mio desiderio, le mie speranze più vere.

piedi della terra cosa sono? Sono i miei, dice il canto, perché mi portano verso i luoghi che desidero vedere, verso i volti che desidero incontrare, e così imparo che la Terra è il luogo delle relazioni, lo spazio meraviglioso dove una rete invisibile lega gli esseri tra loro, in un sussurro segreto.

Le gambe sostengono questo movimento di incontro, e così io stesso mi faccio sostegno dei desideri della Terra. 

Pian piano, imparo che i miei pensieri non sono solo i miei pensieri, ma che possono allargarsi ai desideri di tutti, a quelli di ogni creatura, imparano a farsi accoglienti, perché sanno essere voce di un popolo, di una nazione, di tutta l’umanità. 

Così, abitato dal desiderio, anche le mie parole diventano le parole della Terra, perché hanno saputo fare spazio alla dimensione del cosmo che abita dentro e fuori di me, sono diventate parole collettive, parole della natura, quindi parole di amore.

Fr. Alberto Maria

LA LUNA…

LA LUNA…

Posted on  by albosenga

Un movimento di gioco, sogno e compassione.

Al tempo della missione Apollo-9 nel 1969, l’astronauta Rusty Schweickart uscì dalla navicella spaziale legato soltanto da un sottile cordone ombelicale. In genere la NASA non vuole che ci siano tempi vuoti lassù, per evitare che una qualche esperienza mistica faccia irruzione senza preavviso, ma quella volta avvenne un fatto imprevisto. 

Proprio nel momento in cui Schweickart uscì dalla navicella spaziale, qualche cosa attirò l’attenzione del centro di controllo di Houston e dei suoi compagni rimasti all’interno. 

Il povero astronauta si trovò cosi totalmente abbandonato a sé stesso, mentre fluttuava in orbita attorno alla Terra in un impressionante silenzio cosmico. 

Avvenne allora una sorta di conversione, un inatteso risveglio del sentimento di compassione. 

Osservava la Terra e vi vedeva “un gioiello splendente che si stagliava su un velluto nerissimo”. 

Fu allora che Schweickart realizzò che tutto quel che amava: la sua famiglia, il suo paese, la musica, la storia umana con le sue follie e le sue grandezze stava in quel gioiello verde e blu. 

Ne fu talmente sconvolto che racconta “volevo prenderla tra le braccia, stringerla a me, come una madre abbraccia il proprio bambino”. 

Quale meraviglia devono essere stati quei giorni di avventure spaziali! Quanti cambiamenti nel cuore dell’uomo! 

Ne porta traccia anche la poesia di un poeta, che proviene proprio dalle mie terre e che nei giorni dello sbarco sulla luna scrive:

L’autra neuit, forsa d’pensé

L’hai decis ëd fé n’afé,

e apen-a rivà dí,

l’hai dispost e stabilí:

“Vist che si a i è pi nen,

pi gnun mezza ëd fessla ben,

vist che si l’hai nen fortun-a:

veuj pié n’bjett e ‘ndé ‘nt la lun-a“.

Son astoff ëd paghé d’tasse,

N’hai pí veuja d’tribulé,

Veuj pí nen fé ste vitase,

Cerco ‘l modo d’miglioré.

L’é par nen avní pí gris

Che saluto costa vita

Oramai i son decis

Compro ‘l bjett e fass ‘na gita.

Vado ‘n cerca d’la fortun-a

Sul stellite ch’a và:

vado su fin-a ‘nt la lun-a

e s’arrivio…e stago là [1].


Alla fine Enea Riccardino, non partì per la luna, continuò a svolgere la sua professione di medico. Ma le due storie ci insegnano il ritmo armonico di sogno, gioco e compassione, che sono per noi come i movimenti della luna.

Fr. Alberto Maria

[1] L’altra notte a forza di pensare/ ho deciso di fare un affare, / e appena giunto il giorno, / ho disposto e stabilito:/ “Visto che qui non c’è più niente, più nessun modo per passarsela bene, / visto che non ho fortuna, / voglio prendere un biglietto e andare sulla luna”. Sono stufo di pagare le tasse, / non ho più voglia di soffrire, / non voglio più fare queste vitacce, / cerco il modo di migliorare. / Per non diventare grigio/ saluto questa vita/ ormai ho deciso/ compro un biglietto e faccio una gita. / Vado in cerca della fortuna/ sul satellite che va, / vado su fino alla luna/ e se arrivo…io sto là.

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Il 4 luglio 2020 ci lasciava Raissa… Lui è Slavik ma c’è anche l’anima di Raissa, di Pier Carlo Lava

Lui è Slavik ma c’è anche l’anima di Raissa, di Pier Carlo Lava

Cui Raissa mi grande cagnona resterai sempre nel mio cuore,,,

Author: alessandria today

Slavik

Lui è Slavik ma c’è anche l’anima di Raissa

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Non ho mai creduto a chi sosteneva delle tesi sulla reincarnazione o sul trasferimento di uno spirito nel corpo di un altro e questo sia nel caso di umani che di animali.

La logica, il ragionamento e forse anche la scienza mi impedivano di pensare che questo potesse succedere.

Ora però a seguito di un fatto recente inizio a ricredermi, mi riferisco alla perdita avvenuta nel 2020 della mia grande e cara amica Raissa una fedele e buona amica a quattro zampe che ha percorso con noi 11 anni della nostra vita.

Lei era un gigante buono con tutti, umani e animali, fedele, affettuosa, intelligente, sempre disponibile e capace di capire i nostri umori e comportarsi di conseguenza.

Negli ultimi anni in particolare era sempre con me uscivamo per le passeggiate quotidiane con la solita fermata al bar dove lei  andava sempre volentieri anche perché ci scappava metà della mia colazione, 

Gli bastava entrare una volta per memorizzare tutti i locali nei quali andavo e quando passavamo nelle vicinanze lei mi faceva subito e chiaramente capire che ci voleva entrare.

Raissa

Il 4 luglio 2020 Raissa ci lasciava ovviamente pensavamo per sempre eravamo disperati il giorno dopo che era mancata sono uscito a piedi per fare quattro passi nel quartiere Borsalino dove risiedo ma ricordo che è stata un uscita drammatica ogni posto dove passavo mi ricordava lei, mi sono seduto fuori al tavolino del solito bar Smeraldo dove andavo sempre con lei e non sono riuscito a trattenere le lacrime.

Da quel giorno e per sette mesi sono uscito soltanto in auto per sbrigare le commissioni e ogni giorni in casa persino a pranzo e a cena come mi veniva in mente un suo particolare dovevo ricorrere a fazzoletto per asciugarmi le lacrime e anche con il passare del tempo non cambiava la situazione mi sentivo perso svuotato, avevo perso ogni interesse non uscivo perché mi sembrava di non sapere dove andare senza Raissa.

Mia moglie non voleva più un altro cane, al limite uno piccolo, sono stato diverse volte al canile di Alessandria ho portato fuori alcune volte un Labrador che poi è stato adottato ma niente di più.

Sino ad un giorno nel quale mia moglie mi mostra un inserzione su Facebook con la quale, a seguito della morte del proprietari, si mettevano in adozione due Terrier Neri Russi un maschio e una femmina, le chiesi di darmi il suo smartphone, c’era un numero di cellulare e d’istinto chiamai immediatamente mi rispose la signora Bognanni presidente dell’Associazione italiana Terrier Nero Russo 

Mi disse che se volevo potevo andare a vederli contattando la sorella del proprietario recentemente mancato e mi precisò che in diversi erano già andati a vederli e quindi non sapeva dirmi a chi sarebbero stati affidati.

La mia intenzione visto che in passato avevo avuto tre cani femmine era di adottare la femmina Zeida, ma quando sono entrato nella villetta i due Terrier Nero Russo facendo il loro mestiere, sono arrivati ringhiando, poi è successo che la femmina si è fermata a qualche metro da me continuando a ringhiare mentre Slavik il maschio ha cessato di colpo e mi è venuto vicino sino ad appoggiarmi la testa contro le gambe senza muoversi.

Chiedo di mettergli il collare e mi faccio dare un guinzaglio per fare due passi all’esterno Slavik mi ha seguito senza problemi  per strada sino alla mia auto, apro il bagagliaio e lui senza dirgli nulla salta su mi guarda e mi dice, “dai chiudi che andiamo a casa”… e io gli rispondo dai scendi che non so se ti daranno a me”… a quel punto senza tirarlo giù è sceso da solo siamo rientrati nella villetta ho salutato tutti e sono rientrato a casa.

Successivamente ho telefonato alla signora Bognanni le ho mandato delle foto e le ho raccontato le mie impressioni sui due Terrier e lei mi ha detto, Pier Carlo tu sei l’unico fra quelli che sono andati a vederli che mi ha fatto un reportage, vallo a prendere domani alle 14.00 che alle 15.00 faccio venire una famiglia di Torino per la femmina.

Il giorno dopo accompagnato dalla gentilissima signora Carla che ringrazio, sono andato a prendere Slavik che da allora, era il 4 febbraio 2021 è diventato la mia ombra non si distacca mai da me per più di due metri, sin dal primo giorno quando esco di casa e non posso portarlo, al mio rientro è dietro la porta che mi aspetta e come entro in casa si alza in piedi mi mette la zampe sulle spalle e mi lecca tutta la mascherina è qualcosa di incredibile considerando che ha sei anni e vive con me da poco…. Per il resto ha gli stessi comportamenti di Raissa ecco perché penso che me lo abbia mandato lei e sono certo che in Slavik c’è anche la sua anima…

Infine oltre a ringraziare la sig.ra Bognanni che ha deciso di affidarmi Slavik sono sicuro che il sig. Marco che ci vede da lassù sia contento per Slavik perché con noi è entrato a tutti gli effetti a far parte della famiglia e come tale sarà trattato.

Avorio, di Frida La Loka

Avorio

Date: 4 luglio 2022 Author: Frida la LoKa

Sabbia avorio soffice; sdraiato, inerte; quasi morto giace; l’acqua tiepida del mare, lambisce le sue membra in un danzare ondeggiante, perenne.

Le mani delicate, precise scompaiono nel dorato profondo.
Da la su, la stella arsa nei suoi respiri agitati.

Stesso; con gli ochi che bruccianno d’un ardore amoroso esposto all’astro Re.
Che lui tutto lo vece ed è confesore impavido di tutte le preghiere.

Una mano acarezza con tenera avidità le sue spalle. Si lascia andare, rapito delle sensazioni, follia…

Tua.
3 luglio, 2022.

BISTAGNO (AL) sabato 9 luglio 2022 Spettacolo L’ANGELO E MONTEVERDE – ore 21.30 – ReteTeatri

BISTAGNO (AL) sabato 9 luglio 2022 Spettacolo L’ANGELO E MONTEVERDE – ore 21.30 – ReteTeatri

BISTAGNO (AL) sabato 9 luglio 2022, nell’ambito del Convegno “PRIMA GIORNATA MONTEVERDIANA” organizzato da: Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, Matrice  – Fondazione di partecipazione, Comune di Bistagno (AL), in collaborazione con Soprintendenza Archeologica Belle Arti della Liguria, ReteTeatri – CasaGrassi e Quizzy Teatro
RETETEATRI presenta il nuovo spettacolo

L’ANGELO E MONTEVERDE

Testo e regia: Paolo La Farina
con Paolo La Farina, Monica Massone
Musica dal vivo: Mo. Benedetto Spingardi

BISTAGNO (AL) 9 luglio 2022 – ORE 21,30 GIPSOTECA GIULIO MONTEVERDE – C.so Carlo Testa, 3

Sinossi:
Oppresso dal dolore di tutti i suoi committenti per la realizzazione di monumenti funebri, Giulio Monteverde chiede aiuto ad un angelo che sta scolpendo, chiedendogli di farsi carico di tutte quelle sofferenze umane e di restituirgli la serenità.
L’angelo, destinato a una tomba del cimitero di Staglieno di Genova, si anima e sembra catturare nei suoi occhi tutte le umane disperazioni. Le evoca e le sublima nei pensieri della persona che sta vegliando, dandogli voce, raccontando la storia di un marinaio naufrago su un’isola che in sogno costruisce la sua patria come avrebbe voluto che fosse, ma il sogno si fa più reale del ricordo e alla fine diventa realtà.
Monteverde però, convinto di essere stato privato dall’angelo dell’empatia e dell’umano dolore che lo opprimeva, si accorge che le sue opere, sia pur perfette, sembrano prive di quella emozione che fino ad allora era riuscito a dar loro, portandolo a momenti di abissale sconforto, temendo di essere diventato una sorta di automa che riproduce in maniera quasi meccanicistica duplicazioni e opere “fredde”.
L’angelo gli fa capire di non aver mai sottratto quella empatia dalla mente dell’artista, perché non è che un sogno, una sua proiezione, ma un sogno può diventare tanto reale da sostituire la realtà.
La sua capacità di artista non è cambiata, deve solo ricercarla dentro di sé.
Tra momenti di crisi e di entusiasmo raggiunge la consapevolezza delle sue potenzialità di artista che riesce a toccare gli animi.
Alla fine, tutto ciò che era nato dal silenzio della veglia funebre ritorna silenzio.

Produzione: www.rete-teatri.it
Ingresso: € 13.00

Prenotazioni: gestione@rete-teatri.it – Patrizia Velardi 3489117837 – Monica Massone 3484024894

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LA FESTA DEL JAZZ CONTINUA A LUGLIO NEL MONFERRATO

LA FESTA DEL JAZZ CONTINUA A LUGLIO NEL MONFERRATO

Dopo i concerti nella natura e sul palco del Castello di Casale il Monfrà Jazz Fest riparte a luglio con i “Concerti Cartolina” in una “rassegna nella rassegna” dal titolo di “MonJF on the Road”, il cui lato enogastronomico è importante almeno tanto quello musicale. Una versione nuova e inedita del Festival, con tante date e location per tutto il periodo estivo, resa possibile anche dagli sponsor: Fondazione CRT, Rolandi Auto, Mazzetti d’Altavilla, Krumiri Rossi Portinaro, Pasticceria Ninin (Main Sponsor), Euroedil2 (sponsor).

Doctor Jazz feat Diego Borotti e Monica Fabbrini ai Due Buoi di Olivola 

Il primo appuntamento con una cena + concerto è in programma venerdì 8 luglio a Olivola, dalle 19, al Ristorante I Due Buoi di Villa Guazzo Candiani e ha per titolo Doctor Jazz feat Diego Borotti e Monica Fabbrini.

Il nome del concerto è ispirato alla professione del leader Giorgio Diaferia. La sua dedizione alla musica jazz lo ha portato a dividere la professione di medico parallelamente a quella di musicista. Con questa formula Diaferia ha ospitato nel suo trio jazzisti rinomati italiani e stranieri. La calda voce jazz e soul di Monica Fabbrini che cantando in tre lingue è una sorta di esperanto della musica, raccoglie fascinazioni di esperienze, viaggi, incontri in un unico sound, talvolta possente e pieno di drive, talvolta sognante e aperto. L’arrangiamento jazz di ogni melodia possibile è rafforzato da un organico di grande valore, che infonde nel progetto parte del sound maturato nelle infinite esperienze musicali di ciascuno dei componenti. Tra questi troviamo Diego Borotti, sax tenore che ha collaborato con molti jazzmen di fama internazionale tra cui Franco D’Andrea e Dado Moroni, Barney Kessel e John Patitucci, Steve Grossman ed Enrico Rava, Flavio Boltro e Francois Jeanneau, in innumerevoli club e festival di più di 20 paesi europei e non, per oltre 2000 concerti. Inoltre è il direttore artistico da alcuni anni di uno dei festival jazz più importanti d’Italia, il Torino Jazz Festival.  Completano la formazione Fabio Gorlier piano e Giorgio Allara contrabbasso.

Il concerto è anche un’occasione imperdibile per conoscere meglio il territorio di Olivola, con la sua Big Bench dorata e la possibilità di visitare l’infernot di Villa Guazzo, uno dei più grandi del Monferrato, nonché simbolo del patrimonio Unesco monferrino.

Cena e concerto: € 48 Prenotazioni: 366 254 9251 oppure gourmet@iduebuoi.it

Cappellino Pelli a Hic et Nunc di Vignale 

Il giorno seguente sabato 9 luglio in cartellone c’è un nuovo Concerto degustazione: siamo nel territorio di Vignale, di fronte a uno spettacolare tramonto sulle colline, nella cantina di Hic et Nunc

Si comincia alle 19.00 con la visita guidata delle cantine e poi dalle 20.15 il concerto con una dinner box e i vini dell’azienda. Nel mentre il duo di Tiziana Cappellino, voce e pianoforte e Gabriele Pelli, tromba, ci regala un omaggio ai grandi e indimenticabili compositori che hanno fatto la storia del jazz: Duke Ellington, George Gershwin, Benny Goodman e Tom Jobim e non mancherà inoltre lo spazio per composizioni originali.

Tiziana Cappellino, laureata con il massimo dei voti in composizione e arrangiamento Jazz e pianoforte Jazz presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, vanta innumerevoli collaborazioni internazionali ed è stata Finalista al Gran Prix De Montauban 2013 e alla Coppa del Jazz di Valenza 2013. E’ spesso ospite in programmi radiofonici RAI. Gabriele Pelli sceglie come strumento la tromba a soli dieci anni, credendo ingenuamente al padre che gli suggerisce la tromba in quanto sarebbe stata facile da suonare avendo solo tre tasti. Presto si ricrede e, senza alcun pentimento, inizia gli studi presso la scuola civica musicale di Mortara, per poi entrare dopo pochi anni a far parte della big band degli allievi diretta dal Maestro Gabriele Comeglio che, nel corso del tempo, ospita alcuni dei migliori solisti in circolazione (oltre allo stesso Comeglio, Bob Mintzer, Charlie Mariano, Herb Pomeroy, Phil Woods, Randy Brecker). Continua gli studi dello strumento con il Maestro Emilio Soana presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini di Pavia.

Concerto più dinner box e degustazioni: € 50. I posti sono limitati. Per partecipare è necessaria la prenotazione. 

Easytips trio alla Villa il Cedro di Ponzano

Domenica 10luglio ci si sposta a Ponzano alla Villa Il Cedro  con l’Easytips trioformato dalle voci diAura Nebiolo e Caterina Accorsi con Enrico Perelli al pianoforte per un’esperienza che non tocca solo l’udito ma tutti i sensi. A partire dalle 17 infatti ci sarà la possibilità di visitare il giardino della Villa, creato nel 1877 da Adele Roggeri Sannazzaro per questa sua casa di campagna. Gli ospiti potranno passeggiare nel giardino all’inglese e godere del panorama che si ha dal belvedere. A suon di musica si potranno gustare i gelati dell’Agrigelateria Panarotto e approfittare della merenda sinoira preparata dalla Pro Loco di Ponzano, per la quale è gradita la prenotazione: cell 366 2815499,  info@prolocoponzanomonferrato.it

Il concerto di Easytips trio parte dall’idea di avvicinare quanti più ascoltatori possibili al multiforme mondo del jazz che ha avuto come protagoniste personalità determinanti per la storia della musica e del costume del Novecento. Caterina e Aura rendono facili e accessibili anche i virtuosismi, interpretando brani della tradizione jazzistica cantandoli a due voci in arrangiamenti originali, definiti “easy” poiché si servono del canto in modo immediato e semplice per restituire il senso della composizione musicale. 

“Con Easytips torniamo al jazz per suggerire quanto sia bello” – spiegano – Il progetto è nato durante una noiosa serata di quarantena. Ci siamo chieste perché il jazz risulti ai più un genere “duro” da ascoltare. Così, con la volontà di far conoscere la musica che amiamo, abbiamo deciso di “spogliare” gli standard jazz più conosciuti e registrarli solo con le nostre due voci, creando arrangiamenti originali». Easytips: nessuna vanità ma la voglia di collaborare«per diffondere il jazz soprattutto tra le nuove generazioni, allargare l’ascolto tra appassionati e neofiti, e farlo con un linguaggio semplice» 

Ingresso fino ad esaurimento posti. Intero: € 2. Ridotto per soci Le Muse e under 25: € 1.  Gratuito: under 12 anniConsumazione libera a pagamento.

Why Factor Trio al Moonfrà di Casale 

Infine la sera di giovedì 28 luglio dalle ore 21 in collaborazione con la birreria Moonfrà di Casale Monferrato ascolteremo qualcosa dal sapore più pop: il Why Factor trio.  Il gruppo è formato da tre musicisti della provincia di Alessandria di area prettamente blues, unitesi per offrire una personale rivisitazione in chiave pop-soul di brani molto famosi della storia della canzone. Un progetto acustico in cui è possibile sentire anche la loro passione per il rock’n roll, il country, fino al pop dei giorni nostri. Un altro componente del gruppo è una… lavagna magnetica, con una rappresentazione artistica di tutti i paesi del mondo. Il pubblico viene così coinvolto in un viaggio musicale che riassume le sonorità artistiche di quelle nazioni che nell’immaginario collettivo ne hanno caratterizzato il sound. Si va da Mama Afrika a Sergio Mendes, da Leonard Cohen a Battisti, dagli AC/DC a Stevie Wonder.  

Nel programma del MonJF anche un concerto in Molise.  Sabato 23 luglio a Ripalimosani (CB) si esibisce il Doctor Jazz feat Borotti (Borotti, Diaferia, Picchioni, Allara). E’ il suggello di una collaborazione che dura da tre anni tra il MonfJF e Borgo in Jazz nel Molise e che ha portato i musicisti della piccola regione italiana a Casale, offrendo di ospitare gli artisti monferrini nei caratteristici borghi dell’entroterra che vengono animati dalla musica.

Poi il Monfrà Jazz Fest non va certo in vacanza: riprende ad agosto per concludersi a settembre.

Il programma completo, con i costi delle serate e le modalità per accedervi su www.monjazzfest.it

Ufficio stampa MonJF

TRA SPERANZA E ANGOSCIA, di Giovanni Tavčar. Recensione di Maria Elena Mignosi Picone

Giovanni Tavčar

TRA SPERANZA E ANGOSCIA

Recensione di 

Maria Elena Mignosi Picone

Nella silloge di poesie Tra speranza e angoscia di Giovanni Tavčar, troviamo le seguenti parole che ci dovrebbero fare riflettere e dalle quali vogliamo prendere l’avvio nell’esaminare questa opera: «Dovremmo essere più spesso / come i bambini /…/ che vivono / dell’attimo fuggente, / della temporanea contentezza, / dell’inconscia felicità» (Come i bambini). Ecco, i bambini non si angustiano del passato né stanno in tensione verso il futuro. Vivono il momento presente, il qui e ora. Non conoscono né angoscia, né speranza. Il loro animo è quieto. È una condizione, quella dell’infanzia, che richiama l’eternità dove non c’è un principio né una fine e si vive solo l’attimo appunto del qui e ora, in una assoluta felicità. Nei versi suddetti traspare dunque l’ardente anelito di Giovanni Tavčar, all’eterno, e, con questo, anche all’infinito, anelito che ricorre spesso in lui pure in altre opere. Sotto questo anelito si cela in fondo il desiderio di trascendere la realtà contingente che, con i dolori, i ricordi, la nostalgia, lo opprimono e lo tengono quasi imprigionato. E allora sente viva l’aspirazione alla libertà. E spera. «…/ Sarebbe ora / che anche per me spuntasse / qualche raggio di sole…» (Sarebbe ora), e confida: «Vivo sempre nella speranza / che il tempo / abbia ancora in serbo carezze / di tenerezza per me /…» (Nube azzurra).

La sua vita è un’altalena tra la terra e il cielo. Una spasmodica tensione per liberarsi dai condizionamenti e poter ritrovare così la sua essenza. È una lotta tra l’essenza e l’esistenza. La vita interiore allora assume un ruolo fondamentale. Il pensiero, gli interrogativi che pullulano, una inquietudine, sana e salutare, investono il suo animo alla ricerca del superamento tra speranza e angoscia, per raggiungere la quiete, quella felicità inconscia dei bambini che tanto lo attira. E in questo suo sforzo un aiuto glielo offrono i libri. «…/ Nei libri / io cerco e talvolta / incontro / un altro me stesso» (Nei libri). I libri lo aiutano nella ricerca della sua essenza.

E qual è la sua essenza?

Totalmente diversa dall’esistenza. Tanto amara, triste, dolente quest’ultima, quanto lieta, gioiosa, vibrante di felicità, incantata di bellezza, invece la sua essenza. Infatti: «…Io amo la vita…» (Sfoltire), «…andare alla scoperta / della più ampia libertà /… vivere tra incantati stupori / e rigogliose contemplazioni /… lasciarmi trasportare dall’inesauribile ricerca / della bellezza» (Aspirazione); «Amo i colori, la musica, / la luce, / i cosmici respiri / che alimentano la mia sete / d’infinito. /…» (Sto aspettando).

Il motivo di questo disagio, di questo mal di vivere, Giovanni Tavčar lo ravvisa, come egli afferma: «… / Nelle nostre fradicie / e marce radici» (Inutile giornata). Un malessere, dunque, antico. Che si acuisce a contatto con gente superficiale, vuota, frivola, e presuntuosa, pronta al giudizio e alla condanna, dalla quale però col tempo ha imparato a stare lontano. Invece preferisce quelle persone, magari rustiche, campagnole, in cui avverte «…/ La rasserenante immagine / dell’uomo» (Immagine rasserenante); infatti lì, tra di loro «Al centro c’era l’uomo» (ivi). E di fronte a persone così raggiunge un senso di felicità: «…/ Camminando / su questo lembo di terra / benedico la beatitudine / che mi riempie i sensi e il cuore» (Beatitudine). È la genuinità, l’autenticità, il senso di umanità che apprezza e ammira, non certo la felicità degli ignoranti che «Meno sanno / e più sorridono…» (Ignoranti) perché «…non riescono / a immaginare / il futuro, / ma neppure a leggere il passato» (ivi). Non è questa felicità che il nostro poeta cerca ma quella dei bambini, che è diversa. È la semplicità, l’innocenza, la purezza. L’autenticità. 

Questa frattura in sé, questo scontro tra essenza ed esistenza, nonostante tutti i suoi sforzi, anche se, sotto alcuni aspetti, ha imparato a difendersi e ad essere se stesso, però non li ha superati e costituiscono per lui uno scoglio. Prova ne è questa opera e il titolo, molto significativo “Tra speranza e angoscia”. Tuttora persiste anche se in certo qual modo signoreggiata.

Però questa insistenza nel disagio non ci deve indurre a pensare che il poeta sia una persona debole. Niente affatto. È forte e tenace. «Se facessimo conto / di tutte le cose che non tornano, / allora dovremmo dichiararci / battuti, vinti, sconfitti. // Ma la nostra coscienza / ci dice / che dobbiamo insistere, / proseguire / nel nostro cammino /…» (Compito). La tenacia, la combattività più volte la manifesta, ad esempio quando consiglia di scegliere il difficile, l’arduo, la salita e non la discesa. «…/ Salire vuol dire invece / fare fatica, / ma nel contempo avere / speranza /…» (Bivio); ecco riaffiora il tema della speranza «… di incontrarti con il / silenzio. // Speranza / di incontrarti con te stesso» (ivi). E con questa l’anelito alla scoperta della propria essenza.

Essenza che riconduce al senso della vita, al mistero che l’avvolge, e ancora alla sacralità della persona. Infatti andare in cerca della propria essenza significa riscoprire la propria vocazione, il compito che ciascuno ha nella vita, un ruolo che è un mistero anche a se stessi; significa anche scoprire la propria unicità che fa di ogni essere umano qualcosa di sacro.

La sacralità risalta soprattutto nel momento estremo della vita: «…/ Non confondetemi / nell’istante fatidico / del passaggio, / quando l’umano / si trasforma in divino /…» (Non confondetemi). È lì che rifulge la bellezza «… vibrazione, …bagliore… emozione… Vertigine… Folgorazione… Emozione / che dilata la realtà / fino ai lontani / confini dell’universo» (Bellezza).

«…/ Sto aspettando con impazienza / che un angelo / mi sfiori leggermente / con la sua grazia dolce / e riposante» (Sto aspettando). In queste parole Giovanni Tavčar avverte, forse chissà a livello inconscio, e sembra preludere al rinnovamento finale quando Colui che è l’Alfa e l’Omega farà nuove tutte le cose.

Maria Elena Mignosi Picone

Giovanni Tavčar, Tra speranza e angoscia, prefazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2022, pp. 84, isbn 978-88-31497-85-5, mianoposta@gmail.com.

IMMAGINI, di Giacomo Quaglia

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   IMMAGINI

    Ciottoli di strada.

    Ora umidi di pioggia,ora arsi  dal sole

    ma sempre luccicanti,consunti da umane fatiche,

    vibrano sotto le ruote incerte del carro,greve di peso,

    che li percorre.

    Non un gemito,non un lamento che si innalzi pietoso.

    Anche tu umile bove  che dividi la vita tra stalla e giogo

    avanzi lento e ansimante.Solo il tuo sguardo,

    solo i tuoi occhi grandi,dolci,tradiscono un bisogno

    di pietà,mentre si riflettono nei miei.

    Figure di case,testimoni di un paese antico,ricco di storia,

    con una torre di guardia,dipinta su tela di nuvole,per la 

    gloria dei potenti.Più bassa la campanaria,a scandire

    tempi e momenti di vita degli umili.Case a specchio

    l’un l’altra,lungo la strada con respiri di luce e di spazi.

    Qua e la una piccola piazza,dei vicoli,tanti cortili.

    Ogni porta,ogni finestra,tutte storie,tutte vite,tanti sogni

    e passioni.Si,vissute.D’incanto finite nell’oblio vorace

    del tempo,che tutto avvolge e nasconde nell’eternità.

            Giacomo  quaglia

Un giorno all’asilo nel bosco alla Caffarella

Un giorno all’asilo nel bosco alla Caffarella

Posted on  by ilaboratoriodidee

da: https://ilaboratoriodidee.wordpress.com

Maestra Giusi racconta.

19 giugno 2022

A lungo desideravo visitarlo, e finalmente nei giorni di giugno il desiderio si è realizzato.

L’asilo è collocato in un bosco urbano nel parco dell’Appia antica di Roma. 

Appena arrivati, fra gli alberi, sentiamo le voci di bimbi che giocano. Ci inoltriamo lungo un sentiero che porta a una piccola distesa pianeggiante, e ci imbattiamo in uno stuolo di “pirati” che sta per salpare su un grande vascello diretto chissà dove.

Siamo un po’ titubanti, perché non vogliamo interrompere il loro gioco, ma, ben presto ci lasciamo coinvolgere dal clima festoso e di avventura.

Anch’io mi presento, nei panni del pirata Brooke proveniente dall’isola di Sicilia. Racconto che, insieme all’amico pirata Jack, siamo venuti proprio per conoscere “gli abitanti dell’asilo nel Bosco Caffarella.

Risolte le curiosità, ci disponiamo in cerchio e, lentamente, estraggo dal mio zaino un libro: ciò che mi stupisce è vedere “i piccoli pirati e le piccole pirate” immediatamente seduti sul vascello, nel silenzio che prepara all’ascolto.

Con Jack ci alterniamo in una narrazione a due, per raccontare l’avventura di un semino, del signor Louis e dell’uccellino che regala alla sua fidanzata un fiore.

Forse, non c’entra proprio con il contesto piratesco, ma tutti seguono con curiosità e apprezzano la storia.

Al termine della lettura, mentre bimbe e bimbi raccontano le loro esperienze con piante e semi, all’improvviso un bimbo chiede “Ma dov’è il signor Louis?”.

Mi ricollego alla mancanza di pazienza nell’attendere la crescita del semino e, là per là, suggerisco: “Non si sa e, purtroppo per la troppa fretta il signor Louis non saprà mai che il seme si è trasformato in un bellissimo fiore.”

Aver pazienza e saper attendere (dal latino ad tendere), con costanza e senza perdere di vista l’impegno, vuol dire aspirare a far bene e apprezzare il valore delle cose.

E’ come quando raccogliamo le fragole mature nell’orto, assaporando il gusto dolce dopo aver dedicato cura e tempo alle piantine. O quando cogliamo le albicocche – suggeriscono bambini e bambine – che possiamo gustare grazie alla generosità dell’albero di albicocco.

Quando la piacevole mattinata giunge al termine, noi, grati dell’accoglienza e di quanto abbiamo condiviso, lasciamo loro “Ancora niente?”[1], una storia di cura e di attesa.

Portiamo con noi la speranza di poter ritornare in un futuro prossimo… e chissà quali altre straordinarie esperienze faremo con i bimbi e le bimbe di Bosco Caffarella!


[1] dell’autore francese Christian Voltz, ed. Kalandraka

INFORMAZIONE

” Per ti spaccio l’intervista” ho il piacere immenso di presentare lo scrittore e ricercatore di meraviglie, Fabrizio Caramagna.

Date: 4 luglio 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Fabrizio Caramagna

Ho passato la giornata a medicarmi le ferite con i raggi del sole.
Ho passato il pomeriggio a cancellare la mia infelicità con l’acqua salata.
Ho passato la sera a togliere le paure dalla mente, mettendovi dentro stelle e canzoni.
Se qualcuno mi chiede come ho passato la mia giornata al mare, io rispondo: “A guarire”.
Perché nient’altro al mondo mi guarisce come il mare.
(Fabrizio Caramagna)

Io voglio perdermi
tra i tuoi pensieri
nel modo in cui ascolti il mare
mentre ti addormenti.
(Fabrizio Caramagna)

Lui, Fabrizio Caramagna, ama il mare, come posso dargli torto, lo capisco. Io amo immensamente il mare, perchè ci vivo e lo vivo.

Ho notato che una caratteristica dei veri grandi è rimanere umile sempre e comunque.
Nessuno lo conosce bene, un uomo timido e schivo, la sua vita privata un mistero, ma nasce a Torino il 23 settembre 1969, un aforista sorprendente, viene citato dovunque, anche all’estero. Le sue frasi sono multicolori, il vento le sparge ovunque, e allora fioriscono e ci ammaliano.
Lui è Fabrizio Caramagna, pronuncio il suo nome, con una sorta di timore reverenziale, perchè io cerco le sue frasi, i suoi aforismi e ne rimango incantata.
Fabrizio ha una sensibilità spiccata per la natura, la sua è un anima che pesca le parole, diventando immediatamente luminose.
Lui dice che un aforista è dotato di un filo intermentale, anche questo è sorprendente!
Già dai tempi dell’università si occupava di letteratura abbreviata, in questo caso ricordiamoci dell’ermetismo, corrente di letteratura che coagulava una poesia molto intensa , ma non sempre di facile interpretazione. Questa ricerca di brevità fa parte del nostro Fabrizio, ma in modo diverso, in lui le parole che scaturiscono sono di facile comprensione, l’aforisma è una proposizione che riassume una massima di vita pratica.
Nella sua vita precedente, ha fatto l’operatore di borsa, per poi dedicarsi completamente, io direi alla magia delle parole che producono incantesimi. Alla fine del 2000, fonda ” Aforisticamente”. Nonostante questa passione il suo primo libro risale al 2009, ” Contagocce, 69 aforismi”, edito da Genesi editore. Il suo secondo libro, ”Linee di seta” da Lietocolle editore nel 2012.
Nel 2018 firma un contratto con la Mondatori, con la quale ha pubblicato nel 2019 ”Il numero più grande è due” e nel 2020 ” Se mi guardi esisto”. Sena contare che ha collaborato a livello internazionale e anche a traduzione e ricerche importanti nell’ambito degli aforismi.
Un contributo importante per la letteratura moderna, Fabrizio Caramagna, fotografa gli istanti con le parole. Traduce le emozioni, le sensazioni in parole. Lui è il mago delle parole, come se fossero in un calderone, una mescolata ed escono fuori in incantesimi e meraviglia.
Quello che scrive, vive improvvisamente, fiori in una crepa di muro, suono della risacca, mormorii del mondo. Fabrizio Caramagna ”…scrive parole sul pentagramma delle emozioni, ogni parola, come una nota si colloca sulle righe e negli spazi, e diventano note. Le parole sono lo spartito della vita e delle emozioni. Dalle note del vento, dalla pioggia, dal frusciare dell’erba…, le parole cantano e sono musica”.
Ognuno di noi da ciò che ha nel cuore, la prima domanda che ti faccio, apparentemente banale, tu cosa hai nel cuore? Tu ci regali sensazioni uniche, le tue frasi sono fotografie istantanee di ciò che tu sei. Vorrei per questo che ci raccontassi.

  • Nel mio cuore ci sono campi di girasole, mare turchese, stupore e incanto. Ma c’è anche una ferita, dentro il mio cuore. Uno scrittore che non ha una ferita sempre aperta, quella ferita che grida di notte, per me non è uno scrittore. Magari preferisce tenerla nascosta, perché non vuole farsi compatire, ma una ferita deve averla. Solo chi soffre, solo chi mette a nudo il proprio cuore, può davvero raggiungere davvero il lettore.,
    In un mio aforisma scrivo: “La scrittura – anche quella più delicata – è il cuore messo a nudo, è oltraggio al pudore, è brivido.
    La scrittura finta e mascherata la riconosci subito. E vuota e scontata e non mette in pericolo nessuna parte di noi”.
    Quando scrivo sulla bellezza di un campo di tulipani, insieme ai colori ci metto sempre un grammo di dolore.

A scrivere immagino avrai iniziato presto, cosa ti piaceva, cosa scrivevi e come sei arrivato a questa letteratura breve?

  • Avevo 16 anni. Scrivevo racconti brevi di 2-3 pagine. Ho sempre amato Cesare Pavese e volevo scrivere racconti con il suo stile. Poi nel corso del tempo ho cominciato ad abbreviare sempre più quello che scrivevo. Una pagina, mezza pagina, finché mi sono trovato a scrivere racconti di poche righe. Allora mi sono chiesto il perché di questa brevità, che mi portava a concentrare in poche parole le mie emozioni, e da lì è nata la scoperta di quel mondo magico e sconosciuto che è l’aforisma… La Rochefoucauld, Joubert, Lichtenberg, Kraus, Cioran, Canetti, scrivevano tutti breve come me! Avevo scoperto dei fratelli, simili a me!

Io penso che scrivere è un moto irresistibile, per chi scrive poesia e aforismi, specie se colpiti improvvisamente da una forte sensazione, io dico che la sindrome è del tipo” mi sto scrivendo sotto”, magari qui ci scappa da ridere, ma è cosi.

  • Scrivere è mettere una scala sopra il linguaggio affinché le cose salgano verso le stelle. Io scrivo perché ogni volta ho bisogno di toccare quelle stelle. Ho il vizio di toccare le stelle.

. Tu sei citato dovunque, hai scritto migliaia di aforismi, hai fondato ” Aforisticamente” come si evolve tutto ciò?

  • Aforisticamente nasce nel 2008 con l’obiettivo di far conoscere in Italia i principali scrittori di aforismi contemporanei. In realtà il sito era rivolto non solo al pubblico italiano, ma al pubblico di tutto il mondo. A differenza della poesia e della narrativa, non esisteva una bibliografia dell’aforisma contemporaneo mondiale né antologie per nazione (tranne in alcuni rari casi). Definisco il lavoro fatto su Aforisticamente dal 2009 al 2014 una follia, un po’ come fu follia quella del protagonista del film Fitzcarraldo, che si propose di portare l’opera lirica nella foresta dell’Amazzonia. Ho fatto tradurre 400 aforisti di ogni parte del mondo, dal Costa Rica alle Isole Mauritius, dalla Lituania all’Australia. Ho anche curato e pubblicato, con il marchio Aforisticamente, l’antologia dell’aforisma in Serbia (34 autori contemporanei), l’antologia dell’aforisma in Romania (20 autori contemporanei) e l’antologia dell’aforisma in Spagna (13 autori contemporanei), Con Edizioni Il Foglio Clandestino ho curato l’antologia dell’aforisma in Finlandia, mentre insieme alla Associazione Italiana per l’Aforisma ho pubblicato negli Stati Uniti l’antologia dell’aforisma italiano in italiano-inglese (The New Italian aphorists) con i migliori aforisti italiani viventi. Purtroppo i lettori di Aforisticamente dal 2009 al 2014 erano 50 al giorno. A nessuno interessava conoscere l’aforisma in Costa Rica o in Bolivia o in Macedonia. Né tantomeno acquistare le antologie. Così, nel 2014, di fronte a due alternative, chiudere il sito o trasformarlo, ho seguito la seconda opzione e Aforisticamente è diventato un sito per temi (amore, amicizia, auguri di compleanno, etc). Solo allora il pubblico si è moltiplicato all’ennesima potenza. Il fatto è che al pubblico italiano non interessa lo scrittore di aforismi in Costa Rica. Il pubblico vuole un aforisma per i suoi cinque minuti di saggezza e ironia su un tema ben definito. Per tale motivo definisco il mio monumentale lavoro portato avanti dal 2009 al 2014 un enorme fallimento. E non sono certo orgoglioso di sapere che migliaia di persone vanno ogni giorno su Aforisticamente perché cercano una frase utile. Aforisticamente è un distributore automatico di frasi per ogni occasione. Non era quello che volevo.

Fare lo scrittore è gratificante, scrivi ciò che tu sei, specialmente nel tuo caso, ma quante difficoltà nel mondo esterno lo scrivere?

  • Fare lo scrittore di aforismi non è per nulla gratificante. I motivi sono molti. La gente cita la mia frase ma non mette il tuo nome e cognome. Oppure mette il nome e cognome (magari su instagram usa anche l’hashtag #fabriziocaramagna che ha 55.000 post, che è tantissimo) ma non si chiede chi è Fabrizio Caramagna. Molti pensano che io sia morto. Addirittura un importantissimo festival ha usato una mia frase come slogan, ma non mi ha invitato (non ci ha proprio pensato, secondo me!). Le mie frasi sono molto più famose di me. Ma anche loro hanno vita breve. Durano cinque minuti e poi finiscono nel dimenticatoio. In una mia frase scrivo: “Gli aforismi sono i coriandoli della letteratura. Li si butta in aria per cinque minuti di saggezza e ironia, e poi cadono in terra e vengono dimenticati”.

Le persone che scrivono, sono dei sognatori, su questo non c’è dubbio! Quanti sogni tu hai?
Quanti progetti concreti e che stai ultimando?

  • Per quanto riguarda i miei progetti ho deciso che non pubblicherò più nessun libro, dopo i due recenti romanzi (i primi romanzi al mondo scritti solo per aforismi e frasi brevi, un esperimento mai tentato da nessun altro scrittore). Ho conosciuto il mondo editoriale, i librai che non leggono e mettono in vetrina i soliti libri, i supplementi di cultura con le loro recensioni di scambio, i festival letterari dove invitano sempre i soliti noti o gli amici degli amici. Non voglio più avere a che fare con quel mondo.
    Sto curando una dizionario di 20.000 voci aforistiche dalla A di abbraccio alla Z di zucchero, che non verrà mai pubblicato in vita e neanche dopo la mia morte, perché si tratta di migliaia e migliaia di pagine che non possono stare dentro la forma di un libro. Per ogni voce ci sono decine di aforismi, per cui stiamo parlando di un’immensa cattedrale che non so neanche se riuscirò mai a ultimare. Si possono leggere alcune voci (per adesso ce ne sono 1500) sul mio sito https://fabriziocaramagna.com/ . La difficoltà più grossa – e anche la sfida più impegnativa – è quando dovrò scrivere aforismi su voci come aulico, bailamme, corrusco, discrasia, egida, frattale, etc, etc… Mi sono divertito a scrivere su 200 animali e su almeno 30 colori diversi. E sto scrivendo su diverse località italiane. Adoro le sfide impossibili.

Alla fine vorrei che tu mi parlassi di te, del tuo essere intrinseco Fabrizio Caramagna.

  • La mia vita è la scrittura e la scrittura è la mia vita. Ogni tanto vado al mare e faccio palestra (sollevo 150 kg con il bilanciere, faccio 130 kg di stacchi, 50 flessioni di seguito. Sto cercando di fare trazioni con una mano sola, insomma, mi impegno!). Purtroppo è un peccato che ciò che scrivo resti confinato nella mia stanza o nel mio sconosciuto blog fabriziocaramagna.com, ma – come dicevo sopra – non voglio avere più nulla a che fare con il mondo letterario. E quanto ai social, sto valutando se chiuderli.

Allora Fabrizio se adori le sfide impossibili, continua a donarci le tue magie, il mondo è una sfida impossibile, la vita ogni giorno è una sfida impossibili, se ci arrendessimo l’uomo non esisterebbe più. Siamo in un periodo oscuro, ma le tue parole sono luce e bellezza pura, tu non vedi solo, ma guardi dentro le cose, e questo è più profondo. Quando guardiamo veramente, vuol dire uno scavare, anche un farsi male. un osservare oltre. Questo oltre da un significato maggiore, andare sotto la superficie, per sondare, per scoprire, siamo radice in questo caso, perchè il nostro sguardo va oltre la scoperta e scoprire nutimenti meravigliosi. Come una vigna che va nel terreno più profondo, con le sue radici, per avere un nutrimento unico e speciale. Allora facciamoci vigna, i nostri grappoli migliori e succosi. Io personalmente ti incontro ovunque e spesso, nei gruppi dei poeti e scrittori, su google, accostato a frasi di Neruda, Lorca, Ungaretti, Quasimodo,e credimi l’elenco è lunghissimo.
Tutto vero ciò che dici, vanno a cercare le tue frasi, come quelle di altri famosi e neppure il nome, triste realtà, ma cosa c’è di più triste di chi ruba un pensiero e lo sa suo, quando non è capace di farne uno suo?
Vorrei terminare con miliardi di ringraziamenti e per quanto mi riguarda, TU ESISTI.
GRAZIE

Fabrizio Caramagna ”il ricercatore di meraviglie” foto presa da web.
Una storia d’amore tra Alberto e d Eleonor. Raccontato in modo personale attraverso aforismi.

l numero più grande è due

Non è che di miliardi il numero più grande che ci sia. Il numero più grande è due. Ti sfiora passando per strada e tu pensi di averla già conosciuta, forse sei sto un fiore nella sua mano, qualche secolo fa. Fabrizio Caramagna.

C’è chi cerca un palcoscenico, chi un ponte di comando, chi un piedistallo. Poi c’è chi vorrebbe solo una panchina, per fermarsi a respirare e guardare un fili d’erba che cresce. Fabrizio Caramagna.

L’ultimo libro di Fabrizio Caramagna e il suo insolito modo di raccontare storie attraverso aforismi, piuttosto direi cullati dalle emozioni e le sensazioni che trasmettono.
”…in modo poetico che ci presenta la storia di un uomo, che si trova a dover spiegare a suo figlio perché la sua mamma e il suo papà non possono più vivere insieme…”
“Tu sei colui a cui posso finalmente mostrare il mio fuoco e le mie tempeste.” Fabrizio Caramagna.

Ci sono così tante impronte qui in terra – sulle banconote, le tastiere, i vestiti – e quasi nessuna, lassù, nel cielo. Del resto, si sa, solo pochi riescono a toccarlo con un dito.
Fabrizio Caramagna

Deve essere stato un soffio di vento che ha rubato la morbidezza dei miei anni di bambino. Chissà a chi l’ha donata. Forse a un altro bambino o a un prato di primavera. O forse dopo tanti anni continua a portarla con sé come un tesoro. Se trovassi le vie segrete dei venti, mi metterei alla ricerca di quel soffio e gli chiederei di restituirmi – anche anche se solo per pochi istanti – la mia morbidezza perduta.
Fabrizio Caramagna
È solo più tardi che si scopre se un bacio è stato una breve escursione, l’inizio di un lungo viaggio o un soffio che si sposta, forse per sempre, in una nuova dimora
Fabrizio Caramagna


Guardare il mare di notte come si guarda una madre che dorme. Avere cura di ogni suo respiro. Imparare a udire quel suo fiato che sembra dire “Apriti alle cose e sogna”.
Fabrizio Caramagna

La resilienza appartiene a chi traccia strade dove c’erano ostacoli, a chi camuffa una caduta con un magnifico volo, a chi sa che qualcosa sta nascendo, proprio lì, sotto quel sasso arido e sterile che tutti ignorano.
Fabrizio Caramagna

Ora potrei continuare all’infinito, come se le sue frasi fossero stipate nella borsa magica di Mary Poppins, non si finisce mai, e soprattutto di stupire e sorprendere

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM