“Stralci di fuoco all’orizzonte” di Mariantonietta Valzano

Originalissimo il parallelismo, insieme poetico e filosofico, tra il rutilante tramonto dagli “stralci di fuoco”, di cui pare sentirsi quasi il “crepitio” e il cuore ribelle e indomito- il tassello primordiale, emozionale del tutto e voce nostalgica dell’anima. Il pensiero indugia sulla soglia di una porta, che dalla vita conduce alla dimensione metafisica. Il Crepuscolo è chiaramente un limbo, una zona di frontiera. È un fronte incandescente, sul campo di battaglia del cielo, tra la luce e il buio. Ogni giorno la luce, a prezzo di fuoco e “sangue”, si arrende al buio e al silenzio della notte. Il fuoco,tuttavia, cova sotto la cenere, crepita sommessamente… e una scintilla, ancora , accenderà l’alba di un nuovo giorno!
Così, “l’anima indomita non vuole rassegnarsi alle rotte già segnate”; e “continua ad abbandonarsi ai sogni”. La ragione, il freddo intelletto, non fa che nutrire il pensiero di postulati e teorizzazioni euclidee. Lo imbavaglia e lo vuole manichino nelle mani di “ciò che ovvio è alla comprensione”. Ma il desiderio è un “cavallo che scalcia e morde” e rifiuta le “redini”.
Il suo galoppo libero va sempre verso l’alba, verso la luce. Un infinito verso l’Infinito! Molto molto bella! [ Antonio Teni]

Stralci di fuoco all’orizzonte
sorgono a rammentare
laddove si si lotta tra luce e buio
sovrastando zolle di vita rigogliosa
che sotto il cielo resta in silenzio
nel crepitio di un crepuscolo quotidiano
morde la debolezza della fatica
mentre gli occhi desiderano solo
scorgere il dopo
per rasserenare l’anima indomita
che non vuole rassegnarsi
alle rotte già segnate
e continua ad abbandonarsi ai sogni
che graffiano la ragione
quasi a volerne dominare l’esatta tesi
che non dà molto scampo.
Stralci di fuoco
sul cuore ribelle della sera
cuore che scalcia
e morde le redini dell’intelletto
perché rifiuta di capire
ciò che ovvio è alla comprensione
e mentre volge il desiderio verso l’infinito
sente l’illusione farsi largo
in una tenue carezza di speranza…
Ultimo baluardo per il viaggio verso domani

 Mariantonietta Valzano

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Dall’Argentina l’arte senza confini – Laura Checenelli Maidana

Laura Checenelli Maidana – Artista argentina

Segue… 2 pubblicazione Curriculum Laura Checenelli Maidana

SEMINARIO INTERDISCIPLINARE DI ARTI:
Scelta degli argomenti.
Presentazioni.
discussioni.
Carnevale argentino in 2 diversi gruppi.
Produzione di video documentari
Video con foto della traiettoria (PARZIALE) di Corrientes, Capitale Nazionale del Carnevale Argentino.
Analisi e Qualifica.
Uscita.

Piano di insegnamento professionale:
Presentazione del primo evento ufficioso sul tema del Carnevale, come Corrientes Capitale del Carnevale argentino: con ingresso gratuito ed esposizione di costumi di carnevale insieme ad altri colleghi neolaureati: Origini della parola carnevale, le sue caratteristiche nel Nuovo Mondo, Contesto storico, Principali caratteristiche del nostro carnevale e dei suoi tour in giro per il mondo, tra cui il Carnevale di Venezia e quello di Nizza, quello di Tenerife (Isole Canarie) in più occasioni. Nei tour all’interno del paese, nelle province, San Luis, Santa Fé, Buenos Aires, Capitale Federale, Sud Argentina, Córdoba, ecc…
Presentazione di video con musica e costumi, caratteristiche del design di città e paesi all’interno della provincia di Corrientes, foto documentarie d’epoca prestate da parenti di bambini e giovani comparseros.
Caratteristiche di ogni comparsa e gruppo musicale e umoristico presso la sede della Capitale Nazionale del Correntino: Copacabana, Ará Berá, Sapucay, Frou Frou, Los Dandys, Los Pomberitos Caté e altri.
Differenze con altri Carnevali, dall’Interno e dal mondo.
Conferenza della professoressa Laura Maidana Checenelli, riassumendo in sintesi tutto quanto qui presentato, con domande e dibattito spontaneo, coordinato da altri professori.

-Primo Premio prima del C.O.M.A.U. (Consiglio Organizzativo Mondiale degli Accademici Universitari), vinto nel luglio 2013, a L’Avana – Cuba, élite della Medicina Mondiale, per Opera Musicale “SPECIAL BOY” e Pittorica, di natura multidisciplinare (dal punto di vista del bambino dello Spettro Autistico) per conto del nostro figlio autistico allora minorenne.
Premiata dal Presidente dell’entità Todd Fletscher, dagli Stati Uniti d’America e dal Vice Presidente Orlando Terré Camacho, Master in Neurologia di Cuba.-

Abbandona la carriera di insegnante in Secondaria per motivi indipendenti dalla sua volontà di natura familiare-

Attività artistica autodidatta e libera.
Ha progetti per 2 libri per bambini su Laguna Iberá e un altro sul lavoro minorile in fase di sviluppo, quasi terminato, per la Fiera del Libro.
Murale per Istituto Semper.
Presentazione del libro “Vendadora de Estampitas” (contro il lavoro minorile nelle strade della città) davanti all’Ex Biblioteca del Mitre Park della città.
Dispone di 2 campioni, uno esclusivamente virtuale sulle simmetrie assiali di ogni tipo con più di 100 opere virtuali.
Altro
Chiusura.
Attività e incarichi di insegnamento nelle scuole della Capitale
Scuola Normale Corrientes Dr. Juan Pujol,
Dove lavora per sette mesi, per motivi di salute e cura del padre
Scuola Carmen Molina de Llano e Annesso San Vicente de Paul:
Dove lavora per quasi 2 anni, realizza mostre di studenti sotto la sua supervisione di Leggende e Santi della provincia di Corrientes.
Mostra del lavoro svolto dai suoi studenti per la festa della mamma.
Festa delle arti. Mostra del lavoro svolto dagli studenti durante tutto l’anno.
Realizzazione di Mostra ed esposizione dei lavori degli studenti, nella sede centrale della Scuola San Vicente de Paul sull’Arte Rupestre con l’uso di materiali diversi.
Giornata delle Arti, a chiusura dell’anno scolastico, dei mestieri e delle opere più realizzate dagli studenti dell’intero istituto.
Le viene offerto di lavorare come insegnante presso la San José Private School, per motivi familiari e di salute personale, non le è possibile.

Un altro si riferiva alla violenza di genere: Audiovisivo e pittorico “Non dimenticarmi” con temi di attualità, crescita, molestie e violenze varie contro le donne, principalmente nell’adolescenza e nell’infanzia, Gioventù e Prevenzione come curriculum nascosto e comunicativo.
In progetto e all’inizio si riferivano a Flora e Fauna autoctone della Mesopotamia Argentina.
Pandemia.
Chiarimento: Non comprende altre attività e Congressi perché non si riferisce al piano della sua attività artistica ma ad altre sue libere professioni, come Notaio e Amministrativo, perché qui non lo ritiene opportuno.-

“En flor”
Detalle.
Obra pictórica sobre cartón preparado.
Acrílicos y tecnicas mixtas.

2 publicación

SEMINARIO INTERDISCIPLINAR DE ARTES:
Elección de temas.
Ponencias.
Debates.
Carnaval Argentino en 2 grupos diferentes.
Elaboración de documental video
Video con fotos de la trayectoria (PARCIAL) de Corrientes, Capital Nacional del Carnaval Argentino.
Análisis y Calificación.
Egreso.

Plano Profesional Docente:
Presentación del primer evento extraoficial acerca del tema del Carnaval, como Corrientes Capital del Carnaval Argentino: con entrada libre y exposición de diseños de trajes de carnaval junto a otros colegas recién egresados: Orígenes de la palabra carnevale , sus características en el Nuevo Mundo, Antecedentes históricos, Principales características de nuestro carnaval y sus giras por todo el mundo, incluyendo el Carnaval Veneciano y el de Niza, el de Tenerife (Islas Canarias) en varias ocasiones. En las giras al Interior del País, en las provincias, San Luis, Santa Fé, Buenos Aires, Capital Federal, Sur Argentino, Córdoba, etc…
Presentación de video con música y diseños de trajes, características del diseño de las ciudades y localidades del interior de la provincia de Corrientes, Fotos documentales de época prestadas por familiares de comparseros  infantiles y jóvenes.
Características de cada comparsa y agrupación musical y humorística en la sede del Capital Nacional Correntino: Copacabana, Ará Berá, Sapucay, Frou Frou, Los Dandys, Los Pomberitos Caté, y otros.
Diferencias con otros Carnavales, del Interior y del mundo.
Conferencia a cargo de la Profesora Laura Maidana Checenelli , resumiendo en síntesis todo lo aquí expuesto, con preguntas y debate espontáneo, coordinado por otros profesores.
Cierre.
Actividad y cargos docentes en colegios de la ciudad Capital
Escuela Normal Corrientes Dr. Juan Pujol,
Donde se desempeña por espacio de siete meses, por razones de salud y atención de su padre
Escuela Carmen Molina de Llano y Anexo San Vicente de Paul:
Donde se desempeña por casi 2 años, realiza exposiciones de alumnos bajo su supervisión de Leyendas y Santos de la provincia de Corrientes.
Exhibición de trabajos realizados por sus alumnos por el día dela Madre.
Fiesta del Día de las Artes. Exposición de trabajos realizados por  los alumnos en todo el año.
Realización de Muestra y exhibición de trabajos de los alumnos, en sede central del Colegio San Vicente de Paul acerca de Arte Rupestre con utilización de diversos materiales.
Día de las Artes, cerrando el año lectivo, de artesanías y trabajos más logrados por los alumnos de toda la institución.
Se le ofrece desempeñarse como Profesora del Colegio Privado San José, por razones de salud familiar y propia, no le es posible.
-Primer Premio ante la C.O.M.A.U. (Consejo Organizativo Mundial de Académicos Universitarios), ganado en Julio del año 2013, en la Habana – Cuba, elite de la Medicina Mundial, por Obra Musical “ CHICO ESPECIAL” y Pictórica , de carácter multidisciplinar (desde una perspectiva infantil del Espectro Autista) en representación de nuestro hijo autista menor de edad entonces.
Otorgado por el Presidente de la entidad Todd Fletscher, de los Estados Unidos De América y el Vicepresidente Orlando Terré Camacho, master en Neurología de Cuba.-

Abandona la carrera docente en Secundaria por razones ajenas a su voluntad de carácter familiar-

Actividad Artística autodidacta y libre.
Tiene proyectos de 2 libros infantiles acerca de la Laguna Iberá y otro referente a Trabajo Infantil en desarrollo, casi a terminar, para la Feria del Libro.
Mural para Instituto Semper.
Presentación de libro “Vendedora de Estampitas” (contra el trabajo infantil en las calles de la ciudad) ante Ex Biblioteca del Parque Mitre de la ciudad.
Tiene 2 muestras, una exclusivamente virtual acerca de Simetrías Axiales de todo tipo con más de 100 obras virtuales.
Otra referida a la Violencia de Género: Audiovisual y pictórica “No me olvides” con temáticas actuales, de growing, acoso, y diversas violencias ejercidas contra la Mujer, principalmente en su adolescencia e infancia, Juventud y Prevención como currículo oculto y comunicacional.
En proyecto e inicio varias referidas a Flora y Fauna autóctona de la Mesopotamia Argentina.
Pandemia.
Aclaración: No incluye otras actividades y Congresos por no referirse al plano de su actividad Artística sino a sus otras profesiones libres, como la de Notaria y Administrativa, por no considerarlo procedente aquí.-

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/08/31/larte-non-ha-confini-laura-checenelli-maidana/

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/08/31/larte-non-ha-confini-dallargentina-laura-maidana-checenelli/

Foto : Laura Checenelli Maidana

CULTURA

Roma 31 agosto 2022. Anatomia di un suicidio. Cesare Pavese

Date: 31 agosto 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.

Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti. Cesare Pavese

Cesare Pavese


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, fu pubblicata postuma, nel !951, dopo la morte per suicidio, di Cesare Pavese.
La morte lo accompagna tutti i giorni, senza tregua. Una presenza fissa, nel quotidiano, ferma, risoluta, irremovibile. Gli occhi potranno vedere, senza parlare, perchè lo sguardo è un grido silenzioso, terribile, che nessuno ascolta, vede. Chissà magari vorresti che qualcuno avesse la capacità di leggerti per guarire in tempo.
Nello specchio leggi i tuoi occhi in perfetta solitudine, forse con la morte capiremo come ci sia mancata la speranza, magari è stata sempre e solo un illusione. La morte ha per ognuno di noi uno sguardo, quando arriverà avrà il nostro sguardo, lo sguardo dei nostri stessi occhi. Scenderemo nel silenzio, perchè la morte è silenzio, non ha voce, la bocca chiusa e nello specchio già morti, magari è il nostro al di là, ed è cosi che ci vediamo.
Nel 1949 Cesare Pavese conosce l’attrice americana Constance Dowling, intreccia con lei un rapporto tormentato, sesso e sangue , La sua vicenda esistenziale che si conclude con il suo suicidio, un uomo che sentiva di non ricevere quello che lui desiderava, il suo non un suicidio per Costance, ma un suicidio per amore. Un amore che lui non sentiva di ricevere, non adeguato al suo intenso sentire, al suo sentire sublimato. Un suicidio perchè dell’amore aveva perso le speranze, le speranze solo effimere illusioni.. La scrittura poetica di Pavese un apogeo di morte, inadeguato al modo di vivere e di affrontare la vita. Affascinato dalla fine, affascinato dal non vivere. La morte frutto della terra.

E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno. Ciascuna uscirà per la strada, ogni corpo un colore, perfino i bambini. Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore avrà la sua vita. Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò di essere io: gettando un’occhiata mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori. Cesare Pavese.
Desidera solo colori, i colori non piangono, ma lui si, i colori li cercherà e allora uscirà per le strade. Questi colori non li ha mai trovati ed è morto all’età di 42 anni. L’idea della morte l’aveva sempre accompagnato. Frequentava il liceo nel !926 e fu scosso profondamente dalla tragica morte di un suo amico, Elico Baraldi, che si sparò e lui ebbe la tentazione di imitare questo gesto ed inviò nel 1927 il 9 Gennaio una poesia all’amico Sturani
Sono andato una sera di dicembre,
per una stradicciuola di campagna,
tutta deserta,col tumulto al cuore.
Avevo dietro me, una rivoltella. Cesare Pavese.


Scriveva ” perdono tutti e a tutti chiedo perdono” il suo mal di vivere.

L’amore fatale pe Costance


”L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle bugie”


Una morte precoce di un grande scrittore schivo, tormentato, che alla morte pensava comunque, come sollievo a questo incredibile male di vivere.
Il suo un disperato bisogno d’amore, tragico e e silenzioso, la morte è muta.
Cesare Pavese con i suoi demoni che lo tormentavano, ” non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi”. Un suicidio annunciato di un uomo alla ricerca di un grande amore, un vuoto incolmabile, non si muore per amore, eppure si muore.
Alla fine giunge l’oscurità, un atto estremo, il buio intorno, molte volte ci domandiamo, anzi sempre, perchè l’ha fatto?
Non lo sappiamo, ma non giudichiamo, è quando la speranza muore e sentiamo che tutto è un illusione, il buio completo intorno, non vediamo più nessuno, amici, famiglia, moglie, figli.
Solo nero profondo, abissale, allora perchè vivere con tutto questo nero che ci circonda, forse dopo la pace, la pace.

Cesare Pavese


Un suicidio annunciato, anzi il leit motiv della sua vita, un fascino quasi perverso verso la morte. Come dire ” se io non avrò ciò che voglio, io ne morirò”. Lui non desiderava cose, lui desiderava sentimenti, amore, è difficile reggere alla mancanza di amore, lui non ce l ha fatta, troppo gravoso vivere senza. Per Cesare che viveva tutto intensificato, in una società dove i valori erano bugie ed ipocrisie. Non tutti viviamo la vita allo stesso modo, ognuno di noi le vive in modo proprio personale, non tutti diamo valore alle stesse cose.


Le sue poesie parlano spesso di amori non corrisposto. ”Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perchè un amore, qualunque amore, ci rivela la nostra nudità, miseria, infermità, nulla”
Cesare Pavese scriveva” Ti amo. Cara Connie, di questa parola so tutto il peso, l’orrore e la meraviglia, eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata cosi poco nella mia vita, e cosi male, che è quasi nuova per me.


Cesare Pavese, nasceva fragile, certo una famiglia non certo prodiga di affetto. Quando morì il padre, la mamma di Cesare divenne ancora più chiusa e riservata, ma basta questo per un futuro suicidio? Lui era schivo e riservato, con questa vocazione al suicidio, che lui chiamerà” vizio assurdo”. Cesare Pavese sempre segnato da grandi tormenti, desiderava la solitudine, ma anche la compagnia degli altri. Il suo è un desiderio forte d’amore, che lo perseguiterà tutta la vita, molti pensano che lui sia stato anche impotente sessualmente, ma chi lo sa? Chi lo può dire? Lui nasce fragile, una fragilità nascosta agli altri e anche a se stesso, un inadeguatezza al mondo. Forse lui stesso non si piega alla normalità dell’amore, in lui assume un aspetto lontano, irraggiungibile, una meta che non riuscirà mai ad avere, secondo i suoi canoni, le sue aspettative. Già da adolescente era molto introverso, amante dei libri e della natura. Forse lui stesso non riusciva a comunicare l’amore poi per un uomo triste, intrinseco, solitario, drammatico, era difficile farsi amare. Chi poteva colmare la sua tristezza, la sua chiusura, il suo modo di essere? La sua era una incomunicabilità estrema, ma la sua sofferenza ci ha regalato una letteratura magnifica. Lui che desiderava la morte, lui che desiderava i colori, lui che desiderava amare ed essere amato, lui che desiderava la morte e la pace.
La vita è un viaggio di dolore, la sua forse una profonda depressione, ma soprattutto una forte incapacità del vivere

Il tormento della sua anima

Dall’Argentina l’artista Laura Checenelli Maidana

L’artista Laura Checenelli Maidana

L’arte non ha confini.
La passione nel creare opere d’arte, quando è propulsione di emozioni pure e vere, si trasforma nel dono dell’interpretazione del pensiero creativo per essere trovare spazio in ogni angolo del mondo attraverso la divulgazione.
Oggi conosciamo un talento dell’arte argentina : Laura Checenelli Maidana.
Percorriamo insieme la storia artistica della sua vita in due articoli.

CURRICULUM VITAE

LAURA MAIDANA CHECENELLI, PROFESSORE DI ARTI IN ARTI VISIVE

Nata a Corrientes, Capitale, il 29 ottobre 1966, Corrientes, Repubblica Argentina.
Ha studiato Primaria e Secondaria, presso l’Istituto Privato Santa Teresa de Jesús.
Insegnante di Pianoforte, Solfeggio e Teoria all’età di 15 anni.-
Ha studiato Studi Universitari in Notai, laureandosi in Notaio e altre carriere universitarie politiche presso l’Universidad Nacional Del Nordeste (UNNE) con sede nella città di Corrientes.

Sezione Artistica

Una volta diplomatasi in questa carriera, ha deciso di realizzare un sogno della sua vita, iscrivendosi all’Istituto di Belle Arti e Lingue “Josefina Contte”. (Anno 2003)
Diplomata presso lo stesso nel 2006, con la migliore media di coorte in carriera.
Durante il corso della stessa ed in qualità di Insegnante di Musica, ha partecipato a:
             Incontri  e Workshop multidisciplinari di musica e arte su una varietà di temi.
             Incontri corali tenuti presso il Teatro “Juan de Vera” di Corrientes con gli studenti e colleghi docenti, e da tutti i centri educativi della città.
            Incontro corale nella Giornata delle Arti svolto in vari istituti scolastici, realizzando murales o ornamenti a proprie spese. Ha affrontato vari temi, come la Festa del Lavoro, nella preparazione degli addobbi alludenti all’evento. È stata anche responsabile della direzione corale dei suoi allievi con materiali autoctoni e delle Leyendas Correntinas.
             Progettazione di costumi e coreografie autoctone e immaginarie per la Giornata delle Arti in ottobre.
              Design e addobbi per gli addii dei diplomati con la selezione di Musica e coro della scuola.
              Decorazione scolastica di eventi e date nazionali sotto la sua responsabilità in modo integrale con i suoi studenti.
               Recitazione e improvvisazione di commedie e leggende di Corrientes.
               Ha frequentato numerosi corsi di chamamé (musica autoctona e patrimonio immateriale di Corrientes).
                Scenografia, coreografia e dizione di racconti per bambini, con musiche abbinate.
                Progettazione di maschere ornamentali da parte degli studenti con materiali di scarto.
               Fabbricazione di strumenti musicali a percussione con materiali di scarto o di provenienza diversa.
                 Preparazione di strumenti con semi, con portachiavi, con materiali vari e di scarto.
                Colloqui informativi di supporto per insegnanti di scuola su risorse o approcci artistici.
                 Cori con gli insegnanti della comunità educativa con ornamenti inclusi.
                 Festival della Giornata delle Arti con la direzione della stessa e la partecipazione di studenti, insegnanti, genitori e direttori.
                 Progettazione ed elaborazione di costumi di animali da fattoria e vita domestica.
Arti visive Come allieva della carriera, ha esposto dal 1° Anno, nell’aula della Legislatura Provinciale, opere alludenti al mese di Corrientes.
                   All’Istituto espone contro la guerra in una protesta artistica con il murales.
                   Ha partecipato a Engraving Workshops nelle sue varie modalità, scegliendo Georgia O’Keefe.

                   Ha realizzato Laboratori d’Arte Sperimentale: ha selezionato e lavorato su animali immaginari.
                   Ha partecipato a Laboratori di Scultura. Lo scorcio e il corpo umano.
                   Campioni individuali all’interno dell’Istituzione scegliendo un artista e difendendo il suo lavoro.
                    Partecipazione a lavori di gruppo di dibattito artistico
                    Assistere a film sulle biografie di artisti contemporanei e preparare le valutazioni finali.
                   Movimento e sviluppo designati: futurismo
Laboratori d’arte di fine anno: TAU (Laboratorio d’arte utilitaristica)
Muralismo: Pet Mondrian
Arte argentina: Xul Solar
Arte argentina: Marta Minujín
Arte argentina: Mercedes Robirosa
Day of the Arts: murale a scelta: arte egizia e me-
Arte audiovisiva: arte fotografica
Arte rupestre: elaborazione di sculture su modelli preistorici.
Arte audiovisiva: laboratori di dibattito e scelta dei temi per storie dell’orrore.
Arte audiovisiva: Racconto di HORROR. Sceneggiatore nella storia Mizdriji-The Ghost Professor of the Institute basata su eventi reali. Laboratorio di body art
Ricerca artistica sui vari esponenti di autori di Corrientes, artisti del mondo del Carnevale di Corrientes.
Esperienze narrate e dibattute sul costume di Corrientes.
Mostra Arte astratta ed espressiva Giornata delle arti: Angelo astratto (a scelta)
Visita al Fogón de los Arrieros nella città di Resistencia (Chaco)
Inizio delle pratiche professionali.


El arte no tiene fronteras.
La pasión en la creación de obras de arte, cuando es propulsión de emociones puras y verdaderas, se transforma en el don de la interpretación del pensamiento creativo para poder encontrar espacio en todos los rincones del mundo a través de la revelación.
Hoy conocemos a un talento del arte argentino: Laura Cesanelli Maidana.
Repasemos juntos la historia artística de su vida en dos artículos.

CURRICULUM    VITAE

LAURA MAIDANA CHECENELLI, PROFESORA DE ARTES EN ARTES VISUALES

Nacida en Corrientes, Capital, a los 29 días del mes de Octubre del año 1966, Corrientes, República Argentina.
Cursó estudios Primarios y Secundarios, en el Instituto Privado Santa Teresa de Jesús.
Profesora de Piano, Solfeo y Teoría a los 15 años.-
Cursó Estudios Universitarios en Notariado, egresando como Notaria Pública y otras carreras universitarias políticas en la Universidad Nacional Del Nordeste (UNNE) con asiento en la ciudad de Corrientes.

Sección Artística

Una vez egresada, de esta carrera decidió cumplir un sueño de su vida, inscribiéndose en el Instituto de Bellas Artes e Idiomas “Josefina Contte”. (Año 2003)
Egreso de la misma en el año 2006, con el mejor promedio del cohorte en su carrera
Durante el transcurso de la misma y siendo Docente de Música, participó de:
             Encuentros y Talleres Multidisciplinarios de Música y Arte de variada temática.
             Encuentros corales realizados en el Teatro “Juan de Vera” de Corrientes con sus alumnos y colegas docentes, y de todos los centros educativos de la ciudad.
            Encuentro Corales en el Día de las Artes llevado a cabo en diversos y variados establecimientos escolares, realizando murales u ornamentación a su cargo. Abordando diversas temáticas, tales como el Día del Trabajo, en la elaboración de decoraciones alusivas al evento. Asimismo tuvo a su cargo la Dirección Coral de sus alumnos con materiales autóctonos y de Leyendas Correntinas.
             Diseño de trajes y coreografías nativas e imaginarias para el Día de las Artes, mes de octubre.
              Diseño y ornamentación para las despedidas de los egresados con la selección de la Música y coro escolar.
              Ornamentación escolar de actos y fechas patrias a su cargo de manera integral con sus alumnos.
               Actuación e improvisación acerca de comedias y leyendas correntinas.
               Asistió a numerosos cursos de chamamé (música nativa y patrimonio inmaterial de Corrientes).
                Diseño de Escenografía, coreografía y dicción de cuentos infantiles, con música acorde.
                Diseño de máscaras ornamentales a cargo de los alumnos con materiales de descarte.
               Elaboración de instrumentos musicales de percusión con materiales de descarte o de diversa procedencia.
                 Elaboración de instrumentos con semillas, con llaveros, con diversos materiales y de descarte.
                Charlas de apoyo informativo para las docentes de la escuela acerca de recursos o abordajes artísticos.
                 Coros con las maestras de la comunidad educativa con ornamentación incluida.
                 Fiesta del día de las Artes con la dirección de la misma y participación de los alumnos, maestros, padres y directivos.
                 Diseño y elaboración de trajes de animalitos del campo y la vida doméstica.
Artes Visuales
                  
                  Como alumna de la carrera, expuso desde el 1er Año, en el hall de la Legislatura Provincial, trabajos alusivos a mes de Corrientes.
                   En el Instituto, expuso contra la Guerra en una protesta artística con muralismo.
                   Participó de Talleres de Grabado en sus diversas modalidades, escogiendo a Georgia O´Keefe.
                   Realizó Talleres de Arte Experimental: Seleccionó y trabajó en animales de imaginería.
                   Participó de Talleres de Escultura. Escorzo y cuerpo humano.
                   Muestras individuales dentro de la Institución eligiendo un artista, y defendiendo su obra.
                    Coparticipando en trabajos grupales de debate artístico
                    Asistiendo a cine acerca de biografías de artistas contemporáneos y elaborando valoraciones finales.
                   Movimiento designado y desarrollo: Futurismo
Talleres de Arte fin de año: TAU (Taller de Arte Utilitario)
Muralismo: Pet Mondrian
Arte Argentino: Xul Solar
Arte Argentino: Marta Minujín
Arte Argentino: Mercedes Robirosa
Día de las Artes: Mural a elección: Arte egipcio y yo-
Arte Audiovisual: Arte fotográfico
Arte Rupestre: elaboración de esculturas en base a modelos prehistóricos.
Arte Audiovisual: talleres de Debate y elección de temas para cuentos de terror.
Arte Audiovisual: Cuento de TERROR. Guionista en cuento Mizdriji-El profesor fantasma del Instituto basado en hechos reales.
Taller de Body-Art
Investigación Artística acerca de los diversos exponentes de autores correntinos, artistas del mundo del Carnaval Correntino.
Experiencias narradas  y debatidas acerca del disfraz correntino.
Exposición Arte Abstracto y Expresivo Día de las Artes: Ángel abstracto (a elección)
Visita al Fogón de los Arrieros en la ciudad de Resistencia (Chaco)
Inicio de Prácticas Profesionales.

Foto : Laura Checenelli Maidana

“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità, di Sergio Sabetta. Aletti Editore

“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità

Torna con una nuova opera dal titolo “Parlando agli dèi”, l’autore Sergio Sabetta, ormai veterano per le sue pubblicazioni, nella collana “I Diamanti della Poesia”, targate Aletti editore. E lo fa, questa volta, con un richiamo che sa di antichità. «La cultura classica – afferma il poeta funzionario presso la Corte dei Conti di Genova ed ex magistrato onorario presso il tribunale di Chiavari – ha in sé i vari aspetti dell’umanità; è una riflessione sulle emozioni, sui sentimenti più forti e profondi che vengono sublimati in racconti e miti. Attraverso essi si vede l’animo umano e le passioni che, nonostante tutta la tecnologia, rimangono quale essenza fondamentale della specie». Nel dettaglio, riguardo, invece, la scelta del titolo l’autore spiega: «Gli dèi sono le forze, le forme di una Natura che agisce, ma la nostra superbia tecnologica la ritiene passiva, quindi parlare agli dèi è parlare alle varie facce della Natura».

L’opera si suddivide nelle seguenti sezioni: “Tra le braccia degli dèi”; “Nelle nebbie del Nord”; “Passeggiando Per Roma”; “Dissolvenze”. «Nel suo insieme – precisa il poeta – vorrebbe accompagnare il lettore su una dimensione talvolta tragica, altre volte ironica e gioiosa, sulla nostra storia e le sue contraddizioni. Una coscienza difficile da acquisire e talvolta dolorosa, ma sempre liberatoria dalle manipolazioni della storia». Una delle tante liriche è dedicata proprio alla poesia e al suo ruolo liberatorio e catartico per le coscienze. Ma anche alla sua funzione di resistenza e critica contro l’appiattimento esistenziale. «La poesia – ne è convinto, infatti, Sabetta -possiede una sua logica non matematica e consequenziale, bensì è un sovrapporsi di sentimenti ed emozioni apparentemente disgiunte ma che si legano tra loro per vie nascoste, nel salto tra tempi ed età diverse, sicchè nello stesso soggetto vengono ad intersecarsi diverse umanità».

Nell’opera vi è la necessità di un ritorno alle radici, alla cultura che forgia nella ricerca degli impulsi e delle emozioni che, nate dal cuore umano, vengono da essa rielaborate. Attualmente, si tende a considerare superata la cultura classica, vedendo l’umanesimo come qualcosa di opposto alla modernità di uno slancio innovativo continuo, in un malinteso senso della tecnologia. «C’è spazio anche, in questi versi profondi ed estremamente poliedrici di Sergio Benedetto Sabetta – scrive, nella Prefazione, Francesco Gazzè, fratello del noto cantante Max e autore di numerosi suoi testi – per quel certo raro talento di saper pennellare con grazia lunghissimi istanti di esistenza vera, spazio per la sublime arte del saper raccontare tutto, ma proprio tutto, e per quell’ispirata benedetta pazienza (rara anch’essa) del costruire, dell’ornamento, della cura, della forma; l’unica, la pazienza, davvero in grado di rendere senza tempo qualsiasi atto creativo». Gli argomenti ispiratori dell’opera sono i miti mediterranei e nordici filtrati dalla storia, dove, tuttavia, l’ironia della romanità ne riduce a dimensione umana la tragedia. Contro un impoverimento culturale si avverte l’esigenza di riscoprire la dimensione collettiva mitica e collegarla storicamente a quella attuale. «Quando si legge una poesia è come immergersi nelle acque di un torrente, un fluire dalla sorgente alla foce, in cui ciascun lettore dà i toni e le sospensioni, nuota tra l’increspare delle acque grazie alla particolare punteggiatura. Nella poesia – conclude l’autore Sabetta – non vi sono solo emozioni ma anche la storia e, pertanto, l’etica data dalle osservazioni e le domande che essa pone. Diventa, quindi, il deposito della memoria di una cultura, se non dell’umanità. Ne diviene una possibile forma, libera nella sua espressione». 

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

L’inflazione sale e il carrello della spesa si fa più caro: le famiglie spenderanno 564 euro in più

L’inflazione sale e il carrello della spesa si fa più caro: le famiglie spenderanno 564 euro in più

La Coldiretti tira le somme sulle conseguenze dell’aumento dei costi energetici e del taglio dei raccolti dovute alla siccità

10-08-2022 14:47 Economia e Fisco Redazione Agenzia DIRE

inflazione

ROMA – Il balzo dell’inflazione costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, a causa del mix esplosivo dell’aumento dei costi energeticilegato alla guerra in Ucraina e del taglio dei raccolti per la siccità. È quanto stima la Coldiretti in occasione della diffusione dei nuovi dati Istat sull’inflazione a luglio, che evidenziano un aumento del 10% per i beni alimentari e le bevande analcoliche che trainano i rincari nel carrello della spesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registrando un balzo che non si osservava da settembre 1984.

SU PASTA, PANE E RISO I RINCARI MAGGIORI

I prezzi della frutta fresca o refrigerata aumentano su base annua del +8,8% – continua Coldiretti – mentre quelli dei vegetali freschi o refrigerati del +12,2% anche a causa dell’andamento climatico anomalo che ha favorito anche le speculazioni come nel caso dell’uva da tavola in Puglia, pagata agli agricoltori 0,50 euro al chilogrammo per poi essere venduta al supermercato a cifre fino a 4 euro. La categoria per la quale gli italiani spenderanno complessivamente di più è però pane, pasta e riso, con un esborso aggiuntivo di quasi 115 euro – sottolinea Coldiretti – e precede sul podio carne e salumi che costeranno 98 euro in più rispetto al 2021 e le verdure (+81 euro). Seguono latte, formaggi e uova con +71 euro e il pesce con +49 euro, davanti a frutta e oli, burro e grassi.

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Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne – denuncia la Coldiretti – dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. A spingere i rincari è però anche l’aumento della dipendenza alimentare dall’estero è il fatto che nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari dell’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, sono cresciute in valore di quasi un terzo (+29%), aprendo la strada anche al rischio di un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell’anno.

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“Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni- afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini- nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro. In questo contesto è importante- conclude Prandini- l’apertura del Governo alla nostra proposta sulla defiscalizzazione del costo del lavoro”.

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L’Italia non fa più figli: “Rischiamo di avere 380mila nuovi nati, una follia”

L’Italia non fa più figli: “Rischiamo di avere 380mila nuovi nati, una follia”

Il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo: “Se vogliamo continuare a essere un grande Paese dobbiamo avere una popolazione conseguente, la denatalità ha un impatto sul Pil”

29-08-2022 19:03 Welfare Francesco Demofonti Agenzia DIRE

neonato bambino pixabay

ROMA -“Rispetto ad alcuni decenni fa, la sensibilità e la conoscenza del problema della denatalità è più nota e quindi anche la stessa politica segue la situazione con attenzione”. Lo dice il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ospite di Sky Tg24. “Ho sentito parlare di quoziente familiare, di valorizzazione degli assegni, ovvero di situazioni nelle quali, in qualche modo, c’è un maggiore interesse a questa benedetta natalità che va, progressivamente, discendendo“.

“Quale giorno fa – ricorda il presidente dell’Istituto di Statistica – ho lanciato un segnale: se alla fine dell’anno le cose vanno avanti così, avremo 380mila, massimo 385mila nati, in un Paese di poco meno di 60 milioni di abitanti. È follia. Se vogliamo continuare ad essere un grande Paese – aggiunge Blangiardo – dobbiamo anche avere una popolazione conseguente, perché il Lussemburgo, il Principato di Monaco o la Svizzera non sono grandi Paesi anche perché non hanno una dimensione demografica da grande Paese”.

“Tutto questo – osserva il presidente Istat – ha un impatto sul Pil, perché quello complessivo del Lussemburgo, parli di nominale, è evidentemente più piccolo del Pil dell’Italia. Quindi la popolazione determina la ricchezza complessiva del Paese“.

“Naturalmente le tendenze che sono in atto potrebbero determinare, sia per la dimensione della popolazione che per l’invecchiamento, quindi la minor partecipazione al mercato del lavoro, l’ipotesi che i circa 1.800 miliardi di oggi scenderebbero di più di 500 miliardi, ovvero 500 miliardi di Pil in meno come ricchezza complessiva. E lo stesso Pil pro capite, dai 30mila scenderebbe a 25mila. Questo, naturalmente a parità di altre condizioni, determinerebbe un impoverimento della popolazione italiana“.

Blangiardo conclude: “I giovani rischiano di essere poco esistenti nella popolazione, non solo dai programmi della politica. Noi abbiamo un popolo di giovani che si è formato attraverso le nascite del passato e nascite che sono state via via decrescenti. È evidente che stiamo parlando di un numero di persone che è, tutto sommato, sempre meno. Viceversa, la componente matura, quella diversamente giovane, ovvero gli anziani, è via via crescente“.

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Sabato, 10 settembre 2022, concerto lirico presso Museo Etnografico “C’era una volta”

COMUNICATO STAMPA

Alessandria: Sabato 10 settembre al Museo C’era una Volta di Piazza Gambarina ad Alessandria, si terrà un concerto speciale per i vincitori del Concorso Musicale Internazionale Città di Alessandria edizione. 2021 sez. Canto lirico. Il concerto vedrà come partecipanti appunto i vincitori di primo e secondo premio del concorso www.concorsomusicaleinternazionalealessandria.it, di variegate nazionalità, Corea, Cina, Ucraina, Armenia e Italia che proporranno brani da famose opere liriche di Verdi, Donizetti, Puccini, Saint Saens, Bizet e Olivieri. L’appuntamento è alle ore 18 presso il Museo Gambarina e l’ingresso è a offerta libera.

Nimbus… da Fridalaloka

(Lombardia)

Nimbus si preparano da tempo, radunandosi e preparandosi ad uno sciopero o rivolta, non saprei di preciso; che non può ni deve andare ad oltranza, si devono far vedere, si devono far sentire. Sonno pronte, cariche, gonfie di rabbia contenuta fin da tropo tempo. Era questione di tempo e si farebbero vive.

Non sono sole; un frastuono gli accompagna da dietro, come il “cacerolazo” che si fece sentire ovunque, da nord a sud, da est ad ovest, in un’ Argentina martoriata, violentata, saccheggiata impunemente; dove ogni utensile di cucina diventò strumento di protesta; mestolo di legno contro una pentola, due coperchi a modo di piatti in lata da scagliasi uno contro l’altro e far suonare il più forte possibile, d’un balcone, d’una casa, una, mile!!!

Ed il caos arriva, prima o poi, l’ultima goccia contenuta nelle buffe bolle di forma indefinita e d’un denso bianco, da il via, soltanto l’ultima goccia. Sembrerebbe inocua, ma non è da sola… sono tante, disperse dappertutto; questione di tempo e saranno finalmente tutte insieme e proclameranno ad alta voce, quello non dicono da tanto tempo.

Aspettiamo con ansia, questo momento di ribellione,  che bagnino le anime impure e avare; che trascini feroce la cattiveria umana; che lavi i peccati commessi di coloro che in nome di ” lesa umanità ” perpetra dietro le quinte spilorcie e  menefreghiste idee. Que non sono degni dell’acqua benedetta; acontententatevi con questa, ch’è già un gran dono.

Tua.


30 agosto, 2022.

Visita il mio blog personale:

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Scuole aperte. Un po’ meno

giannigatti

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Franco Lorenzoni 29 Agosto 2022

PAROLE LIBERE

“Chiariamolo subito e diciamolo a voce alta: riguardo al tempo scuola e al tempo di apertura delle scuole oltre l’orario scolastico per ospitare altre attività – scrive Franco Lorenzoni – nessuna riduzione è accettabile perché più avanzano gli squilibri del pianeta e le crisi e le guerre, mettendo in discussione i nostri modelli di vita e di sviluppo, più abbiamo bisogno di istruzione, cultura, ricerca e innovazione…”. Tre proposte su quanto possono fare subito le scuole per cominciare ad affrontare la crisi energetica

Circolano ipotesi surreali e proposte scandalose riguardo al tempo scuola. Poiché l’autunno si annuncia pieno di difficoltà ed incognite dovute all’eccezionale rincaro del prezzo del gas e non solo, c’è chi ha pensato che anche le scuole dovrebbero fare la loro parte chiudendo il sabato, riducendo l’orario o persino tornando in alcune occasioni alla Didattica a distanza.

Chiariamolo subito e diciamolo a voce alta: riguardo al tempo scuola e al tempo di apertura delle scuole oltre l’orario scolastico per ospitare altre attività nessuna riduzione è accettabile perché più avanzano gli squilibri del pianeta e le crisi e le guerre, mettendo in discussione i nostri modelli di vita e di sviluppo, più abbiamo bisogno di istruzione, cultura, ricerca e innovazione.

A scuola si possono ridurre i consumi riscaldando a non più di 18 gradi; si possono dotare tutti gli istituti di pannelli solari, come già si sarebbe dovuto fare da tempo e s’è fatto troppo poco; si possono compiere ristrutturazioni che migliorino le coibentazioni e tutte le scuole dovrebbero ambire a divenire esempi concreti di risparmio energetico efficace per il proprio territorio. 

Negli edifici scolastici si dovrebbe poter monitorare giorno dopo giorno, in maniera trasparente, quanto e come si consuma cosa per l’illuminazione e il riscaldamento, in modo da farne oggetto di studio, ricerca e proposta di miglioramento.

Nella nostra scuola di Giove (Terni), ad esempio, da tempo ci sono pannelli solari sul tetto e sono stati utilizzati fondi pubblici per la messa in opera di un moderno impianto di riscaldamento a pavimento, forse il più adatto per rendere accoglienti gli ambienti di studio, di ricerca e di gioco, specie per i più piccoli.

Insomma di cosa da fare ce ne sono molte, a patto che si discuta del tempo scuola solo per incentivare il tempo pieno in tutto il paese e aprire le scuole a molteplici attività più tempo possibile

Volevo solo aiutare… ma questo mondo crudele…

Bergamo, ore 23:00

link al mio blog: https://idelirididraconius.wordpress.com/

Link a questo articolo nel mio blog: https://idelirididraconius.wordpress.com/2022/08/30/volevo-solo-aiutare-ma-questo-mondo-crudele/

Un mio carissimo amico, che voglio bene come a un fratello, è nei guai fino al collo… Intende fare un gesto estremo che non starò a nominare… tanto l’avete già capito.

Questo mio amico, sta per essere sfrattato di casa, è un invalido e trovo INCONCEPIBILE che uno, nelle condizioni in cui sta lui, venga sfrattato…. è questo ciò in cui sta per finire…. come si fa a sfrattare un invalido??

E’ da tanto che mi parla di se, e io l’ascolto, cerco di tirarlo su di morale, cerco di aiutarlo, di ascoltarlo, di venirgli incontro… mi dice che sono l’unico a pensare a lui… a cercare di aiutarlo… Ma ieri notte, ho passato tutta la notte a chiedere a me stesso: “Che uomo sono se non lo aiuto? Cosa dovrei fare? Lasciarlo andare nel buio della notte?”

E mi sono continuato TUTTA LA NOTTE a dirmi “La cosa è al di là delle mie possibilità… se c’era mio padre potevo farcela ma senza di lui…?”

Ho già perso una cugina per colpa di queste cose… io e mio padre non potevamo aiutarla (o così pensavamo) e lei ha fatto un gesto estremo… ora non c’è più… tutti mi stanno dicendo la stessa cosa: “… non puoi farci niente!”

Ma la cruda verità è che NON POSSO accettare che un innocente paghi per le colpe di altri…. soprattutto una persona che ha bisogno di aiuto…. una persona mia amica tra l’altro….

Così, quella mattinata ho chiamato i carabinieri e gli ho detto tutto… loro sono andati da lui e… NIENTE… non si è fatto nient’altro che una stramaledettissima chiacchierata!!! CHE ASPETTANO A FARE QUALCOSA?! CHE FACCIA UN GESTO IRREVERSIBILE!? E mi sa che glielo ha pure detto che non intende vivere così! Cos’altro vi serve per capire che una persona che dice questo, sta chiaramente chiedendo aiuto…. e se non glielo date voi un aiuto, che altro deve fare??

Io ho rischiato la mia amicizia con questo giovane uomo affinché voi Carabinieri interveniate! Vi ho detto tutto! Mi sono fidato di voi!…. E ora che fate? Una chiacchierata e basta?! ERO CAPACE ANCHE IO DI CHIACCHIERARE! Cosa aspettate a intervenire?! Cioè… vi rendete conto di cosa state facendo? Che responsabilità avete a non fare qualcosa! Dannazione e maledizione a me!…

Io non so più che altro fare… a chi rivolgermi o a chi chiedere aiuto! Io sono invalido…. ma non vorrei tirarmi indietro!

Prego il Signore onnipotente che possa aiutare questo mio amico, e che possa salvarsi dall’inferno in cui si trova…

Ormai più di questo non posso fare…. mi sento una falla in mezzo al cuore…. non ce la faccio….

Che Dio mi perdoni, e mi perdoni anche questo mio amico per ciò che ho fatto…. non lo ho fatto per cattiveria ma SOLO perché gli voglio bene…. e… VORREI SALVARLO MALEDIZIONE!!!

Per me, c’è stata salvezza, a me è stata data una chance, a me è stato dato un modo per sopravvivere…. volevo solo che l’avesse anche lui…

Tutti meritiamo di vivere dignitosamente…

Tristezza

Bergamo, ore 20:49

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Tristezza

Sei sempre più forte…

Posso ingannarti con il computer

Posso illudermi di poter combattere

Posso pensare di non essere

Tuo bersaglio

Non sei stanca di colpirmi?

Non sei stanca di vincere sempre?…

Nemica mia… Perché mi perseguiti?

Non hai già preso il meglio

Degli anni miei?…

Non hai colpito abbastanza?

Perché turbini nella mia vita?

Ho bisogno anche del dolore

E dell’amaro…

Ma non pensi di essere

Onnipresente, nella mia vita?

Buon Dio, ti prego: allontana da me

Questa sofferenza…

Però, sia sempre fatta

Non la mia, ma la Tua

Di volontà.

MIEI SOGNI DA BAMBINO, di Stefano Polo

written by: Stefano Polo

I MIEI SOGNI DA BAMBINO

written by: Stefano Polo

I miei sogni da bambino.
I miei sogni da bambino
erano di mille colori fugaci
il mio cuore appena nato
sognava un mondo colorato
pieno di aquiloni
che volavano su nel cielo…
Sognavo un mondo di arcobaleni
di tutti i colori
dove erano dipinti i nostri pensieri
di tutti i giorni
pieni d’amore, non distorti…
Questi sogni si perdevano nel blu
dell’ ingenuità
dove tutti i bambini come me
sognavano un mondo di felicità.
Ora non sono più piccino
ma dentro di me
è rimasto quel bambino.

ÉPHÉMÈRE, di Rebecca Lena

ÉPHÉMÈRE

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Ricordo il vitreo bulbo oculare di una volpe appena morta. Voragine muschiosa, sospesa nel nulla. 

Avevo provato a raccoglierla dalla sua zampa ossuta – scricchiolii di un corpo appena investito – ma scivolava fra le dita. La spostai a lato della strada, il muso ritorto pesava di assenza. 

Una carezza ultima gliel’ho voluta dare mentre un ragazzino, fermatosi anche lui, mi chiedeva se fosse ancora calda. “Funzionano anche loro come noi?” Disse, ma non sono sicura di aver inteso davvero il significato di quella domanda. “Bè, non è ancora fredda, forse è morta da una ventina di minuti”, provai a rispondere. 

Siamo noi ad attraversare le cose, il bosco. Tutto è bosco anche senza alberi.

E poi la notte, addormentata, ricordo di aver corso nel mio sogno e lei mi seguiva, quella volpe, saltava e correva fra gli alberi, vivace, ma non si faceva toccare. La persi quasi subito. Io delusa e sollevata tornai a casa. Spiai dall’oblò della mia roulotte tutta la notte. Osservavo il buio di cespugli sperando che si animassero all’improvviso. Volevo che tornasse da me. 

D’un tratto, al mattino, lei tornò, ma senza pelliccia: la vidi: traballante e spaesata. Solo un corpo nudo di donna, adulta, con un ventre, l’ombelico e i capelli crespi. La bocca era dipinta di terra fino al mento, una leggera peluria d’oro brillava su braccia e gambe. Le andai incontro e la baciai, quanto era morbida, esile. Rimase inginocchiata, inesperta nelle sue gambe, con la testa fra le mie mani, vicina al mio ventre. Toccai le sue labbra e le riempii di fiori, poi baciai la sua fronte e lei socchiuse gli occhi, forse addomesticata dalla sua nuova debolezza. 

Presto mi accorsi che il suo corpo era scosso da scariche irregolari e, quasi bruscamente, gli arti cominciarono a tremare. L’adagiai subito vicino ad una pietra e le strinsi la mano, lei soffriva senza emettere alcun suono, la gambe leggermente divaricate come a voler partorire. 

D’un tratto un tuono in lontananza lo vidi spaccare il cielo e lasciar filtrare una densa nube di cenere. Non sapevo che un universo aldilà avesse iniziato a bruciare. 

Il corpo di lei, tremando, cominciò a perdere contorno; incrociai le sue dita scure e mi accorsi di ciò che teneva stretto, una piccola pietra vitrea, muschiosa. La presi e la imbucai frettolosamente nella tasca. 

Il suo viso cominciava a scricchiolare. Tremolii di nervi, sabbia. Provai a baciare la sua bocca socchiusa ma la sentii sfaldarsi sotto la mia pressione, anche le dita si fecero sabbia. 

Vidi lo spacco del cielo che continuava a riversare cenere sulla valle. Mi voltai nuovamente ma di lei non rimaneva più alcuna forma. C’era una lieve piramide ocra accanto alla pietra. Lei era svanita, la mia volpe. Ed io seduta lì accanto, con la bocca polverosa.

Un boato terribile, d’un tratto: la nube avanzava e sapevo che avrebbe sparpagliato ovunque quella sua sabbia brillante. Feci per prenderne una manciata, ma fuggì.

Raggiunsi la mia roulotte, ero al sicuro. Scavai nel fondo della tasca per trovare quel piccolo oggetto che mi era scivolato fra le dita. Fuori la cenere infuriava tra gli alberi. Lo guardai da vicino e capii: era un bosco, un micro-bosco vivo dentro una sfera. Le punte minuscole dei suoi abeti fluttuavano, stormi di microorganismi esplodevano fra i rami. La accostai all’orecchio e credetti di sentir provenire un ronzio, un grido lontano. La strinsi fra le mani mentre fuori tutto si faceva buio.


Approfitto per ringraziare Maurizio Grasso per la bellissima recensione di Racconti della Controra.


 Racconti della Controra è disponibile su:

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COL VENTO, di Rebecca Lena

COL VENTO

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Il peso del petto, mi rifugio nei pensieri di spasmi di foglie, nelle macchie inaspettate dei lampioni.  Il vento. Tutto scuote, ma scavo una fossa nel suolo. Il buio e il pube del bosco, il mio bisbigliare assorbito da quelle foglie, insalivate; e lo sento: l’inumidirsi della parola nella deglutizione del vespro. La buca di terra è confortevole.

Vorrei occhi che possano nascondermi al moto delle cose.

Ma, seppellito il corpo a metà, forse mi preparo, immemore, alla separazione da quelle cose; l’allontanarsi, che è il progressivo aumento d’una distanza fra me ed un (s)oggetto qualunque, ad una velocità costante. Preferisco l’ombra solida e il non vedere, per poter delineare meglio qualsiasi cosa informe, che è il sentire. La forma della vacuità.

Gli spazi vuoti mi rendono leggero. Quei segni – che componevano il mio significare – riemergono e si spargono col vento. Forse divengo scrittura nuova, incomprensibile, per adesso.

 Racconti della Controra è disponibile su:

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Nimbus… da Frida la loka

Nimbus si preparano da tempo, radunandosi e preparandosi ad uno sciopero o rivolta, non saprei di preciso; che non può ni deve andare ad oltranza, si devono far vedere, si devono far sentire. Sonno pronte, cariche, gonfie di rabbia contenuta fin da tropo tempo. Era questione di tempo e si farebbero vive.

Non sono sole; un frastuono gli accompagna da dietro, come il “cacerolazo” che si fece sentire ovunque, da nord a sud, da est ad ovest, in un’ Argentina martoriata, violentata, saccheggiata impunemente; dove ogni utensile di cucina diventò strumento di protesta; mestolo di legno contro una pentola, due coperchi a modo di piatti in lata da scagliasi uno contro l’altro e far suonare il più forte possibile, d’un balcone, d’una casa, una, mile!!!

Ed il caos arriva, prima o poi, l’ultima goccia contenuta nelle buffe bolle di forma indefinita e d’un denso bianco, da il via, soltanto l’ultima goccia. Sembrerebbe inocua, ma non è da sola… sono tante, disperse dappertutto; questione di tempo e saranno finalmente tutte insieme e proclameranno ad alta voce, quello non dicono da tanto tempo.

Aspettiamo con ansia, questo momento di ribellione,  che bagnino le anime impure e avare; che trascini feroce la cattiveria umana; che lavi i peccati commessi di coloro che in nome di ” lesa umanità ” perpetra dietro le quinte spilorcie e  menefreghiste idee. Que non sono degni dell’acqua benedetta; acontententatevi con questa, ch’è già un gran dono.

Tua.
30 agosto, 2022.

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L’angolo della poesia: ” Scorcio di anima” di Caterina Alagna

Salerno:

Si squarcia una luce di ambra,

tacita trapela un duttile scorcio di anima,

ruvida coltre inasprita dall’acre odore

di un verbo sgualcito, di un dolore

mai guarito, di una cellula che 

inosservata, in taciti soffi, ama.

Si squarcia quella tenera membrana,

perpetuo un assioma si libra nell’aria.

Un valore inviolabile incastonato

su una turgida lastra di diamante,

fragile e umile anima  che

vibrante si staglia  imponente 

simile a una venerabile ara. 

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La fine dell’estate con Hermann Hesse

La fine della stagione estiva mette sempre un po’ di malinconia addosso a tutti noi. Non è da meno il mondo della poesia, i cui autori hanno affrontato la fine dell’estate con toni quasi tra il malinconico e il speranzoso
Una delle figure più importanti del ‘900 letterario tedesco, Herman Hesse, così innamorato della natura, come avrebbe non potuto scrivere una poesia perfetta sulla fine dell’estate? Ha saputo cogliere il sentimento di vaga malinconia , rimpianto e rimorso che accompagna ogni essere umano quando la bella stagione vola via.
Nonostante il caldo il poeta stava fuori ugualmente godendosi gli ultimi giorni, gli ultimi scenari. Alla fine stremato tornava a casa per cercare di intrappolare inutilmente sulla carta i momenti vissuti.

Napoli

Nonostante il caldo opprimente di questi giorni, sto molto fuori.
So fin troppo bene quanto questa bellezza sia effimera,
come rapidamente si accomiata ed io sono così bramoso,
così avido di questa bellezza dell’estate che declina!
Vorrei vedere tutto, toccare tutto, odorare e assaporare
tutto ciò che questo rigoglio estivo offre,
vorrei conservare tutto questo e tenermelo per l’inverno,
per i giorni e gli anni futuri, per la vecchiaia.

In giardino, sulla terrazza, sulla torretta sotto la meridiana,
ogni giorno sto seduto per ore, e con matita e penna,
con pennello e colori disegno accuratamente le ombre mattutine
sulla scala del giardino e le contorsioni dei grossi serpenti
del glicine e cerco di riprodurre le lontane, limpide tinte
delle montagne al crepuscolo, diafane come un sospiro
eppure fulgide come gioielli.

Quindi rientro in casa stanco, molto stanco,
e quando la sera metto i miei fogli nella cartella,
quasi mi dà tristezza vedere quanto poco del tutto
ho potuto segnare e fissare per me.

*Una poesia struggente dove è espresso bene il senso di perdita per qualcosa che sta rapidamente volgendo a termine. Il poeta con una smania quasi febbrile vorrebbe colmarsi di questi ultimi giorni con tutti e cinque i sensi, riprodurre ciò che vede con il disegno, ciò che prova nei versi ma è tutto molto limitato. Le stagioni della vita sono effimere e possono rimanere solo nei ricordi. Una metafora intensa sulla fugacità della vita, al tramonto della propria esistenza si rimpiange amaramente le giovanili estati passate troppo in fretta

Il faggio, di Margherita Bonfrate

commento su una poesia di Lorenzo Landini

                                                                    IL FAGGIO

TI OSSERVO NEL TUO TREMORE

COME TI FAI ACCAREZZARE DAL VENTO

IL TUO AMOREGGIARE RAPISCE IL MIO

 PENSIERO PRONTO A RIGENERARSI Lì

DOVE IL MONDO CON I SUOI COLORI

VIBRA ANCHE PER ME.

TU CARO FAGGIO, SEI AVANTI A TUTTI ,

LIBERO NELLA NATURA CHE TI HA GENERATO

MENTRE IO SONO NATO CON LE ALI AI PIEDI

POSSO VOLARE LIBERO SOLO COL PELNSIERO

IN QUESTO MONDO …I NEMICI  

SONO PRONTI A FARMI SCHIAVO.

LEGATO A PREGIUDIZI NESSUNO POTRA’

DARMI IL GIUSTO PANE.

IO CHE AMO LA LIBERTA’ MI CONFONDO

NELLO SMARRIMENTO SENZA TROVARLA

 NELLA CAOTICA INCERTEZZA DEL DOMANI…

TU CHE SEI Lì, PIANTATO , FIERO NELLA TUA POSTURA

NON PERDI MAI OCCASIONE

A INSEGNARMI A CAMMINARE  SULLA STRADA MAESTRA

DOVE ALLA FINE POTREI ABBRACCIARE LA LIBERTA’

TANTO SOGNATA

AUTORE MARGHERITA BONFRATE

Presentazione Palazzo Pantaleo

A SPIGNO MONFERRATO – RETETEATRI: L’ANGELO E MONTEVERDE

SPIGNO MONFERRATO (AL) Venerdì 2 settembre 2022, in collaborazione con il Comune e la Proloco di Spigno M.to,  RETETEATRI presenta 

L’ANGELO E MONTEVERDE

Testo e regia: Paolo La Farina
con Paolo La Farina, Monica Massone
Musica dal vivo: Mo. Benedetto Spingardi

SPIGNO M.TO (AL) 2 settembre 2022 
ORE 21,00 Sagrato della Chiesa di Sant’Ambrogio

Un dialogo onirico tra sogno e realtà sul finire della vita del grande scultore Giulio Monteverde con la sua opera più iconica, l’Angelo “Oneto”. 
Oppresso dal dolore di tutti i suoi committenti per la realizzazione di monumenti funebri, Giulio Monteverde chiede all’angelo di farsi carico di tutte quelle sofferenze umane e di restituirgli la serenità.
L’angelo, destinato a una tomba del cimitero di Staglieno di Genova, si anima e sembra catturare nei suoi occhi tutte le umane disperazioni. Le evoca e le sublima nei pensieri della persona che sta vegliando, dandogli voce con un dialogo in cui il sogno si fa più reale del ricordo e alla fine diventa realtà.
Tra momenti di crisi e di entusiasmo Monteverde raggiunge la consapevolezza delle sue potenzialità di artista che riesce a toccare gli animi.
Alla fine, tutto ciò che era nato dal silenzio della veglia funebre ritorna silenzio.

Produzione ReteTeatri – www.rete-teatri.it 

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Ingresso: € 13.00
Prenotazioni:
gestione@rete-teatri.it
Patrizia Velardi 3489117837
Monica Massone 3484024894