Sabato, 10 settembre 2022, concerto lirico presso Museo Etnografico “C’era una volta”

COMUNICATO STAMPA

Alessandria: Sabato 10 settembre al Museo C’era una Volta di Piazza Gambarina ad Alessandria, si terrà un concerto speciale per i vincitori del Concorso Musicale Internazionale Città di Alessandria edizione. 2021 sez. Canto lirico. Il concerto vedrà come partecipanti appunto i vincitori di primo e secondo premio del concorso www.concorsomusicaleinternazionalealessandria.it, di variegate nazionalità, Corea, Cina, Ucraina, Armenia e Italia che proporranno brani da famose opere liriche di Verdi, Donizetti, Puccini, Saint Saens, Bizet e Olivieri. L’appuntamento è alle ore 18 presso il Museo Gambarina e l’ingresso è a offerta libera.

Scuole aperte. Un po’ meno

giannigatti

Dal blog  https://comune-info.net/

Franco Lorenzoni 29 Agosto 2022

PAROLE LIBERE

“Chiariamolo subito e diciamolo a voce alta: riguardo al tempo scuola e al tempo di apertura delle scuole oltre l’orario scolastico per ospitare altre attività – scrive Franco Lorenzoni – nessuna riduzione è accettabile perché più avanzano gli squilibri del pianeta e le crisi e le guerre, mettendo in discussione i nostri modelli di vita e di sviluppo, più abbiamo bisogno di istruzione, cultura, ricerca e innovazione…”. Tre proposte su quanto possono fare subito le scuole per cominciare ad affrontare la crisi energetica

Circolano ipotesi surreali e proposte scandalose riguardo al tempo scuola. Poiché l’autunno si annuncia pieno di difficoltà ed incognite dovute all’eccezionale rincaro del prezzo del gas e non solo, c’è chi ha pensato che anche le scuole dovrebbero fare la loro parte chiudendo il sabato, riducendo l’orario o persino tornando in alcune occasioni alla Didattica a distanza.

Chiariamolo subito e diciamolo a voce alta: riguardo al tempo scuola e al tempo di apertura delle scuole oltre l’orario scolastico per ospitare altre attività nessuna riduzione è accettabile perché più avanzano gli squilibri del pianeta e le crisi e le guerre, mettendo in discussione i nostri modelli di vita e di sviluppo, più abbiamo bisogno di istruzione, cultura, ricerca e innovazione.

A scuola si possono ridurre i consumi riscaldando a non più di 18 gradi; si possono dotare tutti gli istituti di pannelli solari, come già si sarebbe dovuto fare da tempo e s’è fatto troppo poco; si possono compiere ristrutturazioni che migliorino le coibentazioni e tutte le scuole dovrebbero ambire a divenire esempi concreti di risparmio energetico efficace per il proprio territorio. 

Negli edifici scolastici si dovrebbe poter monitorare giorno dopo giorno, in maniera trasparente, quanto e come si consuma cosa per l’illuminazione e il riscaldamento, in modo da farne oggetto di studio, ricerca e proposta di miglioramento.

Nella nostra scuola di Giove (Terni), ad esempio, da tempo ci sono pannelli solari sul tetto e sono stati utilizzati fondi pubblici per la messa in opera di un moderno impianto di riscaldamento a pavimento, forse il più adatto per rendere accoglienti gli ambienti di studio, di ricerca e di gioco, specie per i più piccoli.

Insomma di cosa da fare ce ne sono molte, a patto che si discuta del tempo scuola solo per incentivare il tempo pieno in tutto il paese e aprire le scuole a molteplici attività più tempo possibile

MIEI SOGNI DA BAMBINO, di Stefano Polo

written by: Stefano Polo

I MIEI SOGNI DA BAMBINO

written by: Stefano Polo

I miei sogni da bambino.
I miei sogni da bambino
erano di mille colori fugaci
il mio cuore appena nato
sognava un mondo colorato
pieno di aquiloni
che volavano su nel cielo…
Sognavo un mondo di arcobaleni
di tutti i colori
dove erano dipinti i nostri pensieri
di tutti i giorni
pieni d’amore, non distorti…
Questi sogni si perdevano nel blu
dell’ ingenuità
dove tutti i bambini come me
sognavano un mondo di felicità.
Ora non sono più piccino
ma dentro di me
è rimasto quel bambino.

ÉPHÉMÈRE, di Rebecca Lena

ÉPHÉMÈRE

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Ricordo il vitreo bulbo oculare di una volpe appena morta. Voragine muschiosa, sospesa nel nulla. 

Avevo provato a raccoglierla dalla sua zampa ossuta – scricchiolii di un corpo appena investito – ma scivolava fra le dita. La spostai a lato della strada, il muso ritorto pesava di assenza. 

Una carezza ultima gliel’ho voluta dare mentre un ragazzino, fermatosi anche lui, mi chiedeva se fosse ancora calda. “Funzionano anche loro come noi?” Disse, ma non sono sicura di aver inteso davvero il significato di quella domanda. “Bè, non è ancora fredda, forse è morta da una ventina di minuti”, provai a rispondere. 

Siamo noi ad attraversare le cose, il bosco. Tutto è bosco anche senza alberi.

E poi la notte, addormentata, ricordo di aver corso nel mio sogno e lei mi seguiva, quella volpe, saltava e correva fra gli alberi, vivace, ma non si faceva toccare. La persi quasi subito. Io delusa e sollevata tornai a casa. Spiai dall’oblò della mia roulotte tutta la notte. Osservavo il buio di cespugli sperando che si animassero all’improvviso. Volevo che tornasse da me. 

D’un tratto, al mattino, lei tornò, ma senza pelliccia: la vidi: traballante e spaesata. Solo un corpo nudo di donna, adulta, con un ventre, l’ombelico e i capelli crespi. La bocca era dipinta di terra fino al mento, una leggera peluria d’oro brillava su braccia e gambe. Le andai incontro e la baciai, quanto era morbida, esile. Rimase inginocchiata, inesperta nelle sue gambe, con la testa fra le mie mani, vicina al mio ventre. Toccai le sue labbra e le riempii di fiori, poi baciai la sua fronte e lei socchiuse gli occhi, forse addomesticata dalla sua nuova debolezza. 

Presto mi accorsi che il suo corpo era scosso da scariche irregolari e, quasi bruscamente, gli arti cominciarono a tremare. L’adagiai subito vicino ad una pietra e le strinsi la mano, lei soffriva senza emettere alcun suono, la gambe leggermente divaricate come a voler partorire. 

D’un tratto un tuono in lontananza lo vidi spaccare il cielo e lasciar filtrare una densa nube di cenere. Non sapevo che un universo aldilà avesse iniziato a bruciare. 

Il corpo di lei, tremando, cominciò a perdere contorno; incrociai le sue dita scure e mi accorsi di ciò che teneva stretto, una piccola pietra vitrea, muschiosa. La presi e la imbucai frettolosamente nella tasca. 

Il suo viso cominciava a scricchiolare. Tremolii di nervi, sabbia. Provai a baciare la sua bocca socchiusa ma la sentii sfaldarsi sotto la mia pressione, anche le dita si fecero sabbia. 

Vidi lo spacco del cielo che continuava a riversare cenere sulla valle. Mi voltai nuovamente ma di lei non rimaneva più alcuna forma. C’era una lieve piramide ocra accanto alla pietra. Lei era svanita, la mia volpe. Ed io seduta lì accanto, con la bocca polverosa.

Un boato terribile, d’un tratto: la nube avanzava e sapevo che avrebbe sparpagliato ovunque quella sua sabbia brillante. Feci per prenderne una manciata, ma fuggì.

Raggiunsi la mia roulotte, ero al sicuro. Scavai nel fondo della tasca per trovare quel piccolo oggetto che mi era scivolato fra le dita. Fuori la cenere infuriava tra gli alberi. Lo guardai da vicino e capii: era un bosco, un micro-bosco vivo dentro una sfera. Le punte minuscole dei suoi abeti fluttuavano, stormi di microorganismi esplodevano fra i rami. La accostai all’orecchio e credetti di sentir provenire un ronzio, un grido lontano. La strinsi fra le mani mentre fuori tutto si faceva buio.


Approfitto per ringraziare Maurizio Grasso per la bellissima recensione di Racconti della Controra.


 Racconti della Controra è disponibile su:

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COL VENTO, di Rebecca Lena

COL VENTO

 · di Rebecca Lena · in Racconti. ·

Il peso del petto, mi rifugio nei pensieri di spasmi di foglie, nelle macchie inaspettate dei lampioni.  Il vento. Tutto scuote, ma scavo una fossa nel suolo. Il buio e il pube del bosco, il mio bisbigliare assorbito da quelle foglie, insalivate; e lo sento: l’inumidirsi della parola nella deglutizione del vespro. La buca di terra è confortevole.

Vorrei occhi che possano nascondermi al moto delle cose.

Ma, seppellito il corpo a metà, forse mi preparo, immemore, alla separazione da quelle cose; l’allontanarsi, che è il progressivo aumento d’una distanza fra me ed un (s)oggetto qualunque, ad una velocità costante. Preferisco l’ombra solida e il non vedere, per poter delineare meglio qualsiasi cosa informe, che è il sentire. La forma della vacuità.

Gli spazi vuoti mi rendono leggero. Quei segni – che componevano il mio significare – riemergono e si spargono col vento. Forse divengo scrittura nuova, incomprensibile, per adesso.

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Nimbus… da Frida la loka

Nimbus si preparano da tempo, radunandosi e preparandosi ad uno sciopero o rivolta, non saprei di preciso; che non può ni deve andare ad oltranza, si devono far vedere, si devono far sentire. Sonno pronte, cariche, gonfie di rabbia contenuta fin da tropo tempo. Era questione di tempo e si farebbero vive.

Non sono sole; un frastuono gli accompagna da dietro, come il “cacerolazo” che si fece sentire ovunque, da nord a sud, da est ad ovest, in un’ Argentina martoriata, violentata, saccheggiata impunemente; dove ogni utensile di cucina diventò strumento di protesta; mestolo di legno contro una pentola, due coperchi a modo di piatti in lata da scagliasi uno contro l’altro e far suonare il più forte possibile, d’un balcone, d’una casa, una, mile!!!

Ed il caos arriva, prima o poi, l’ultima goccia contenuta nelle buffe bolle di forma indefinita e d’un denso bianco, da il via, soltanto l’ultima goccia. Sembrerebbe inocua, ma non è da sola… sono tante, disperse dappertutto; questione di tempo e saranno finalmente tutte insieme e proclameranno ad alta voce, quello non dicono da tanto tempo.

Aspettiamo con ansia, questo momento di ribellione,  che bagnino le anime impure e avare; che trascini feroce la cattiveria umana; che lavi i peccati commessi di coloro che in nome di ” lesa umanità ” perpetra dietro le quinte spilorcie e  menefreghiste idee. Que non sono degni dell’acqua benedetta; acontententatevi con questa, ch’è già un gran dono.

Tua.
30 agosto, 2022.

http://fridalaloka.com

L’angolo della poesia: ” Scorcio di anima” di Caterina Alagna

Salerno:

Si squarcia una luce di ambra,

tacita trapela un duttile scorcio di anima,

ruvida coltre inasprita dall’acre odore

di un verbo sgualcito, di un dolore

mai guarito, di una cellula che 

inosservata, in taciti soffi, ama.

Si squarcia quella tenera membrana,

perpetuo un assioma si libra nell’aria.

Un valore inviolabile incastonato

su una turgida lastra di diamante,

fragile e umile anima  che

vibrante si staglia  imponente 

simile a una venerabile ara. 

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La fine dell’estate con Hermann Hesse

La fine della stagione estiva mette sempre un po’ di malinconia addosso a tutti noi. Non è da meno il mondo della poesia, i cui autori hanno affrontato la fine dell’estate con toni quasi tra il malinconico e il speranzoso
Una delle figure più importanti del ‘900 letterario tedesco, Herman Hesse, così innamorato della natura, come avrebbe non potuto scrivere una poesia perfetta sulla fine dell’estate? Ha saputo cogliere il sentimento di vaga malinconia , rimpianto e rimorso che accompagna ogni essere umano quando la bella stagione vola via.
Nonostante il caldo il poeta stava fuori ugualmente godendosi gli ultimi giorni, gli ultimi scenari. Alla fine stremato tornava a casa per cercare di intrappolare inutilmente sulla carta i momenti vissuti.

Napoli

Nonostante il caldo opprimente di questi giorni, sto molto fuori.
So fin troppo bene quanto questa bellezza sia effimera,
come rapidamente si accomiata ed io sono così bramoso,
così avido di questa bellezza dell’estate che declina!
Vorrei vedere tutto, toccare tutto, odorare e assaporare
tutto ciò che questo rigoglio estivo offre,
vorrei conservare tutto questo e tenermelo per l’inverno,
per i giorni e gli anni futuri, per la vecchiaia.

In giardino, sulla terrazza, sulla torretta sotto la meridiana,
ogni giorno sto seduto per ore, e con matita e penna,
con pennello e colori disegno accuratamente le ombre mattutine
sulla scala del giardino e le contorsioni dei grossi serpenti
del glicine e cerco di riprodurre le lontane, limpide tinte
delle montagne al crepuscolo, diafane come un sospiro
eppure fulgide come gioielli.

Quindi rientro in casa stanco, molto stanco,
e quando la sera metto i miei fogli nella cartella,
quasi mi dà tristezza vedere quanto poco del tutto
ho potuto segnare e fissare per me.

*Una poesia struggente dove è espresso bene il senso di perdita per qualcosa che sta rapidamente volgendo a termine. Il poeta con una smania quasi febbrile vorrebbe colmarsi di questi ultimi giorni con tutti e cinque i sensi, riprodurre ciò che vede con il disegno, ciò che prova nei versi ma è tutto molto limitato. Le stagioni della vita sono effimere e possono rimanere solo nei ricordi. Una metafora intensa sulla fugacità della vita, al tramonto della propria esistenza si rimpiange amaramente le giovanili estati passate troppo in fretta

Il faggio, di Margherita Bonfrate

commento su una poesia di Lorenzo Landini

                                                                    IL FAGGIO

TI OSSERVO NEL TUO TREMORE

COME TI FAI ACCAREZZARE DAL VENTO

IL TUO AMOREGGIARE RAPISCE IL MIO

 PENSIERO PRONTO A RIGENERARSI Lì

DOVE IL MONDO CON I SUOI COLORI

VIBRA ANCHE PER ME.

TU CARO FAGGIO, SEI AVANTI A TUTTI ,

LIBERO NELLA NATURA CHE TI HA GENERATO

MENTRE IO SONO NATO CON LE ALI AI PIEDI

POSSO VOLARE LIBERO SOLO COL PELNSIERO

IN QUESTO MONDO …I NEMICI  

SONO PRONTI A FARMI SCHIAVO.

LEGATO A PREGIUDIZI NESSUNO POTRA’

DARMI IL GIUSTO PANE.

IO CHE AMO LA LIBERTA’ MI CONFONDO

NELLO SMARRIMENTO SENZA TROVARLA

 NELLA CAOTICA INCERTEZZA DEL DOMANI…

TU CHE SEI Lì, PIANTATO , FIERO NELLA TUA POSTURA

NON PERDI MAI OCCASIONE

A INSEGNARMI A CAMMINARE  SULLA STRADA MAESTRA

DOVE ALLA FINE POTREI ABBRACCIARE LA LIBERTA’

TANTO SOGNATA

AUTORE MARGHERITA BONFRATE

Presentazione Palazzo Pantaleo

A SPIGNO MONFERRATO – RETETEATRI: L’ANGELO E MONTEVERDE

SPIGNO MONFERRATO (AL) Venerdì 2 settembre 2022, in collaborazione con il Comune e la Proloco di Spigno M.to,  RETETEATRI presenta 

L’ANGELO E MONTEVERDE

Testo e regia: Paolo La Farina
con Paolo La Farina, Monica Massone
Musica dal vivo: Mo. Benedetto Spingardi

SPIGNO M.TO (AL) 2 settembre 2022 
ORE 21,00 Sagrato della Chiesa di Sant’Ambrogio

Un dialogo onirico tra sogno e realtà sul finire della vita del grande scultore Giulio Monteverde con la sua opera più iconica, l’Angelo “Oneto”. 
Oppresso dal dolore di tutti i suoi committenti per la realizzazione di monumenti funebri, Giulio Monteverde chiede all’angelo di farsi carico di tutte quelle sofferenze umane e di restituirgli la serenità.
L’angelo, destinato a una tomba del cimitero di Staglieno di Genova, si anima e sembra catturare nei suoi occhi tutte le umane disperazioni. Le evoca e le sublima nei pensieri della persona che sta vegliando, dandogli voce con un dialogo in cui il sogno si fa più reale del ricordo e alla fine diventa realtà.
Tra momenti di crisi e di entusiasmo Monteverde raggiunge la consapevolezza delle sue potenzialità di artista che riesce a toccare gli animi.
Alla fine, tutto ciò che era nato dal silenzio della veglia funebre ritorna silenzio.

Produzione ReteTeatri – www.rete-teatri.it 

Vai alla Scheda Spettacolo

Ingresso: € 13.00
Prenotazioni:
gestione@rete-teatri.it
Patrizia Velardi 3489117837
Monica Massone 3484024894

MONFRÀ JAZZ FEST LA MUSICA PROTAGONISTA TRA FILARI E BORGHI

MonJF_ Monfrà Jazz Fest VOLUME 5.0 _ ed. 2022

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www.monjazzfest.it 

MONFRÀ JAZZ FEST LA MUSICA PROTAGONISTA TRA FILARI E BORGHI

Prima settimana di settembre e primi appuntamenti a Sala, Villamiroglio e Villadeati, per un Festival che sembra non fermarsi mai

Continua, con tanti appuntamenti anche a settembre, il Monfrà Jazz Fest: la festa del jazz e del Monferrato che, cominciata a giugno, non ha praticamente mai fatto pausa. La conclusione sembra ancora lontana vedendo un calendario che propone solo in questo mese ben 7 date e 14 esibizioni. 

La formula adottata in questa fase della rassegna è quella di “On the UNESCO road”, cioè portare la musica in luoghi insoliti, quanto incantevoli, capaci di valorizzare il territorio in termini di paesaggio e di sapori. Da sempre, infatti, l’abbinamento tra musica e prodotti locali è uno dei punti di forza del Fest.

Sala, 3 settembre, Orange Blues Band 

Si comincia, sabato 3 settembre alle 19 a Sala Monferrato, proprio con un concerto degustazione in vigna. A esibirsi tra i filari dell’Azienda Vitivinicola Botto Marco (SP41, n.16) sarà l’Orange Blues Band, formata dalla polistrumentista e cantante Laura Perilli, voce, armonica, kazoo, ukulele, Matteo Bergamini, chitarra; Andrea Rogato, piano; Gigi Andreone, basso e contrabbasso e Alessandro Casè, batteria. Sarà un omaggio alle più belle canzoni della tradizione blues e jazz interpretate al femminile dalla particolarissima voce della cantante romana, attiva sin dal 2000 in molti locali del Centro-Nord Italia, con alcune collaborazioni live anche in Europa. Ad accompagnarla in questa esperienza musicale, che fonde la sua voce sognante dalle radici Jazz, quattro musicisti di grande esperienza e ampio background musicale che aggiungeranno la giusta dose di british blues, rock pop e soul al sound della band. Durante il concerto ci sarà la merenda sinoira con degustazione vini dell’Azienda Vitivinicola Botto Marco. Il costo è di € 35. Prenotazioni al 340 8509299.

Laura Perilli – Cantante dalla voce raffinata e suadente particolarmente adatta sia al repertorio di “standard” americani che alla Bossanova brasiliana. Autodidatta, si ispira a cantanti storiche come Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e, parlando di artiste odierne, Dee Dee Bridgewater, Diana Krall, le italiane Rossana Casale, Roberta Gambarini e Ada Montellanico. Nel 2006 è stata selezionata come voce del Berklee Award Group per aprire l’edizione 2006-2007 di Umbria Jazz Winter. Attiva soprattutto nel circuito jazz romano, lombardo ed in Germania, grazie alle collaborazioni con il chitarrista Peter Autschbach, con cui ha pubblicato anche un cd nel 2009 (Summer Breeze). 

Andrea Rogato – Diplomato in Pianoforte al Conservatorio di Genova e al C.P.M.(Centro Professione Musica) di Milano. Come pianista vanta esperienze televisive(Festivalbar, 30 ore per la Vita, Super, Capodanno su Rai 1) e collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, tra cui Beppe Fiorello, Banco del Mutuo Soccorso, Aldo Tagliapietra (Le Orme), Bernardo Lanzetti (ex voce PFM), Clive Banker (Jethro Tull).Nel 2010 partecipa ai seminari di Umbria Jazz tenuti a Perugia dal Berklee College of Music di Boston, dove approfondisce il piano jazz. Attualmente, oltre a dedicarsi all’attività didattica, è tastierista e coordinatore musicale del S.Bartolomeo Gospel Choir e con Andrea Rogato Jazz Trio tiene concerti nell’ambito del repertorio jazzistico. 

Gigi Andreone – Bassista, contrabbassista, didatta, ingegnere del suono, attivo dal 1997 live e in studio, studia armonia ed improvvisazione con Riccardo Fioravanti e successivamente contrabbasso con Riccardo Vigorè. Suona negli anni in più di venti album, tra cui quelli della sua band Odd Dimension di cui è anche autore e che lo porta ad esibirsi in Italia e all’estero in contesti di festival e locali di portata internazionale, proseguendo inoltre come session man e compositore per altre band quali A Perfect Day con cui si esibisce anche al festival internazionale Sonisphere – Roma. Prosegue da sempre la sua passione per il blues ed il jazz che lo porta ad essere premiato ad alcuni concorsi quali Percfest Laigueglia 2007. E’ attivo in ambito jazz e blues con varie formazioni e in studio di registrazione.

Matteo Bergamini – Chitarrista dalle radici rock, inizia giovanissimo l’attività live che lo porta a suonare in molti locali del nord Italia. Attivo discograficamente, pubblica nel 2008 ‘Fiori d’ Arancio’ che avvia il progetto Orange Blues Band. Attualmente prosegue nella sua passione per questo strumento anche come manager nell’ambito dell’industria musicale della produzione di chitarre. 

Alessandro Casè – Si laurea nel 2019 in batteria e percussioni Jazz presso i Civici Corsi di Jazz di Milano diretti da Enrico Intra. Ha frequentato i corsi di musica d’insieme e big band diretti da Claudio “Wally” Allifranchini presso la scuola Dedalo di Novara e ha fatto fa parte di alcune orchestre stabili dei Civici Corsi di Jazz come il Workshop Ensemble diretto da Luca Missiti e la Swing Band diretta da Paolo Tomelleri. Ha collaborato in alcune occasioni con la Civica Jazz Band diretta da Enrico Intra, orchestra rappresentativa stabile della scuola. Dal 2021 studia privatamente con il batterista newyorkese Dennis Mackrel, ex-membro della famosa Count Basie Orchestra. Fa parte dal 2016 della Big Band Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio, tra le più importanti big band a livello nazionale che ha al suo attivo collaborazioni di grande livello in campo jazzistico (Bob Mintzer, Phil Woods, Dee Dee Bridgewater e altri). Con la stessa ha avuto la possibilità di esibirsi in vari festivals tra cui “AVigevano Jazz”, “Garbagnate in Jazz”, “International Jazz Day” e lo spettacolo teatrale “Sing & Swing” dell’attore e comico Massimo Lopez. Nel 2019 ha collaborato con l’attore e comico Tullio Solenghi in occasione di una serie di concerti dedicati a Duke Ellington e ha condiviso il palco in occasione del festival “Garbagnate in Jazz” con Tullio de Piscopo, icona della batteria. Nello stesso ha avuto la possibilità di suonare e collaborare con Bob Mintzer, sassofonista di fama mondiale. Nel 2020, oltre a collaborare con Rick Margitza (Miles Davis), diventa batterista stabile della JM Jazz World Orchestra, big band giovanile che riunisce talenti da tutto il mondo, diretta da Luis Bonilla. 


Villamiroglio, 4 settembre, Italo American Swing 

Domenica 4 settembre il Monfrà Jazz Fest si trasferisce in Valcerrina, sulla collina di Villamiroglio. In collaborazione con la rassegna organizzata dal Comune si presenta Italo American swing, duo formato da Max Giglio, voce e chitarra e Veronica Perego al contrabbasso. Il repertorio della formazione è caratterizzato da una eterogenea e frizzante carrellata di successi a partire dai classici dell’era dello Swing americano anni Trenta, passando per gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, in cui non mancano i classici italiani di Fred Buscaglione, Paolo Conte, Domenico Modugno e molte altre rivisitazioni di classici. Il programma prevede alle ore 18.00 la possibilità di visite guidate al borgo, alle 18.30 il concerto (ingresso libero fino ad esaurimento posti) e alle 19.30 l’immancabile merenda sinoira a cura dell’associazione ‘J’amis en festa’ Villamiroglio (costo € 15). Prenotazioni al 348 5763077. 

Max Giglio, classe 1988, è un giovane cantante attivo tra Torino e Genova. Grande appassionato di Jazz e di musica latina, si è formato alla scuola civica di Torino e sta attualmente finendo il biennio in canto Jazz presso il Conservatorio Paganini di Genova. Ha seguito corsi e master class di grandi esponenti del Jazz italiano e internazionale (tra cui Andrea Pozza, Pietro Leveratto, Paolo Silvestri, Roberta Gambarini, Barbara Raimondi, Diana Torto, Marianne Sullivan). Nel 2017 ha partecipato al Festival Narrazioni Jazz a Torino come vocalist della Big Band Orchestra Vagante. Nel 2018 ha registrato il suo primo album, Arco-íris, un omaggio al cantautorato brasiliano. Si esibisce regolarmente da anni tra Piemonte e Liguria in varie formazioni. Ha collaborato con numerosi musicisti del panorama italiano come Eleonora Strino, Rodolfo Cervetto, Marco Tindiglia, Palmino Pia, Fabio Gorlier, Veronica Perego, Francesco Negri.


Veronica Perego inizia a studiare musica nel 2001, prima intraprendendo studi classici di pianoforte per passare successivamente al basso elettrico e al contrabbasso. Nel marzo del 2019 si è diplomata in contrabbasso jazz al Conservatorio di Torino G. Verdi con il maestro Furio Di Castri. Tra il 2010 e il 2016 ha partecipato ad alcune masterclass tra cui quella organizzata dalla Berklee School a Perugia durante il festival jazz Umbria Jazz e quella tenuta dalla Juilliard School a Torino durante il Torino Jazz Festival. Nel 2017 ha partecipato ai seminari di Nuoro Jazz, vincendo la borsa di studio per l’anno successivo. Nel 2019 ha partecipato all’interscambio tra Nuoro Jazz e il Festival di Ponferrada (Spagna) KM251. Tra i concerti importanti sono da ricordare quelli all’ Open Jazz Festival di Ivrea, al Torino Jazz Festival con la Julliard School, al Torino Jazz Festival – Fringe, al festival Novara Jazz a TedxCrocetta, al Salone del libro di Torino e al Festival Alta Felicitа in Val di Susa. Nell’aprile e maggio 2018 ha preso parte al tour Akkordeonale, svoltosi in Germania, accompagnando musicisti provenienti da diverse nazioni di tutto il mondo per un totale di 33 concerti. In questi anni ha avuto il piacere di collaborare occasionalmente con Giampaolo Casati, Emanuele Cisi, Alessandro Minetto, Alfredo Ponissi, Joao Pedro Teixeira e Youssra El Hawary. Dal 2017 collabora con il cantautore Federico Sirianni.

Villadeati, 4 settembre, Book in jazz 

Giusto il tempo di cambiare collina (ma sempre rimanendo in Valcerrina) e sempre domenica 4 settembre a Villadeati è programmato un appuntamento di Book in Jazz. Si presenta “Io sono un Jazzista” con il suo autore Guido Michelone, accompagnato nella sua narrazione da Tommaso Profeta, sax, e Stefano Profeta, contrabbasso. “Io sono un jazzista” è un romanzo breve che narra le avventure di Richard Goodlife, al secolo Riccardino Bellavita, immaginario suonatore di sassofono nella Milano di fine anni Cinquanta, tra balere e night, spogliarelliste e nobildonne, industriali e spiantati: l’ambiente al contempo quotidiano e favoloso per un giovane di belle speranze, che vive allegramente una realtà popolare di volta in volta comica, piccante, grottesca, che Michelone racconta con una prosa quasi fiabesca, ricca comunque di finezze e citazioni tra Jack Kerouac e Carlo Emilio Gadda. 

Il pubblico è atteso dalle 20.00 per una visita al borgo e la cena al circolo “Al cortiletto”. Prenotazioni al 329 0488928. Il concerto-spettacolo comincerà alle 21.00.

Guido Michelone Insegna Storia della Musica Afroamericana al Master in Comunicazione Musicale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Per quanto concerne il jazz, dagli anni Novanta via via lavora ai progetti Tutti for LouisMiles GloriosusBoogie Movie dei registi Daniele Ciprì e Franco Maresco e alla sceneggiatura del lungometraggio in fieri Jazz Story del cartoonist Riccardo Maneglia. È attivo nella jazz-poetry assieme a diversi jazzmen italiani, per i quali compone le sei commedie riunite nel volume Teatro Jazz (2004). Oltre collaborare a festival e rassegne, al Museo del Jazz di Genova, al quotidiano «Il Manifesto», al settimanale «Alias» e alle riviste «Magazzino Jazz», «Niederngasse», «Buscadero», «Jazz Convention», realizza, nel corso degli anni, progetti editoriali come il volume bibliografico Mi ricordo il jazz (prefazione di George Perec) e, a propria firma, una trentina di libri sul jazz tra cui i fortunati Jazz ForeverJazz Set, Il Michelone. Nuovo dizionario del jazzJazz PhotoMusica e politica le antologie Jam Session e Swing in versi(assieme alla poetessa Francesca Tini Brunozzi), è direttore artistico della collana “Introduzione alla storia della musica afroamericana”, autore di alcune dispense per l’Università Cattolica e dei sei romanzi Cinquanta. Secondo NovecentoA Charlie Chàn piace il jazz?Parigi a VercelliGiovane giovane giovaneFaberClara Schumann nel XXI secolo e il settimo appena uscito Io sono un jazzista? Le ordinarie avventure di Richard Goodlife.  

Tommaso Profeta è un talento emergente del panorama jazz italiano e  nonostante la sua giovanissima età (classe 2004) vanta esperienze e collaborazioni internazionali, sia come solista e leader che membro di orchestre e big band.

Stefano Profeta, nato a Vercelli nel 1971, ha iniziato a nove anni lo studio della chitarra classica presso la scuola comunale di musica A. Vallotti di Vercelli. Ha in seguito studiato contrabbasso con Franco Feruglio presso il Conservatorio Statale di Musica di Alessandria ed ha conseguito, nello stesso Conservatorio, la Laurea con lode di I Livello in Musica Jazz, Popular e Musiche Improvvisate con specializzazione strumentale in Composizione e Arrangiamento jazz, discutendo una tesi su Charles Mingus sotto la guida del professor Enrico Fazio. Ha seguito workshop e seminari di musicisti italiani e stranieri tra cui Sandro Gibellini, Ralph Towner e Carl Verhayan. Negli anni ’90, dopo alcuni soggiorni in India, ha cominciato lo studio del sitar e delle forme ritmiche legate alle tabla, approfondendo poi la conoscenza della musica indiana seguendo i corsi del Centro Studi Orientali e Mediorientali, sotto la guida del prof. Perinu, dell’Università di Torino.Inoltre la curiosità e l’amore per la musica in generale lo hanno portato via via a frequentare culture musicali e musicisti di svariate tradizioni, da quella occitana e franco-provenzale, fino a quella africana: è attivo, quindi, su un vasto panorama musicale, che spazia dal jazz alla musica d’autore fino alla musica popolare ed etnica. Tra le collaborazioni si possono annoverare: John Riley, Alberto Mandarini, Kyle Gregory, Giampaolo Casati, Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi, Mauro Beggio, Gianni Cazzola, Claudio Allifranchini, Sergio e Renzo Rigon, Emilio Soana, Alfred Kramer, Sandro Gibellini, Mauro Parodi, Marco Detto, Fabrizio Trullu, Piero Pollone, Rudy Migliardi, Francesco D’Auria, Claudio Filippini, Giulio Visibelli, Federico Sanesi, Anupam Shobhakar, Daniele Di Gregorio, Tony Arco, Massimo Manzi, Ginger Brew, Arthur Miles, Maria Pia De Vito.

Per il programma completo e per acquistare i biglietti è attivo il sito www.monjazzfest.it

Destini Infranti di Ilenia Leonardini

Destini Infranti di Ilenia Leonardini

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICE

Sinossi di “Destini infranti”

È il 1938; sono già due anni che sono in vigore le leggi razziali e, in tutta Europa, la maggior parte degli ebrei sta cercando un modo per sfuggire a esse.
L’unica soluzione è lasciare il Vecchio Continente.
La paura dello scoppio di un Secondo Conflitto Mondiale è nell’animo di chi teme l’ascesa del despota Adolf Hitler.
Il 1938 sarà l’inizio della fine, quello di un nuovo periodo di guerre e scontri per la supremazia della razza ariana.
https://www.amazon.it/Destini-infranti-Ilenia-Leonardini-ebook/dp/B0B9K34Q8J/ref=sr_1_1?keywords=ilenia+leonardini+libri&qid=1660476189&sprefix=Ilenia+leona%2Caps%2C155&sr=8-1

La nostra meta di Roberta Damiano (ODE Edizioni)

La nostra meta di Roberta Damiano (ODE Edizioni)

SU  DA NADIA ARNICE AUTRICE

Titolo: La nostra meta

Autore: Roberta Damiano

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Sport romance.

Pov: 1 persona alternati

Prezzo ebook: € 2.99

Prezzo cartaceo: € 12.99

Data pubblicazione: 26 agosto

Pagine: 300

Serie: no

Autoconclusivo: sì

Sinossi:

Allyson Coleman vuole coronare il suo più grande sogno, ma viene di continuo ostacolata dalla maglia numero 9: Arjay Bishop, il ragazzo più indisponente e affascinante del liceo. Tra loro esiste una rivalità che dura anni, ma questa volta lei non è disposta a farsi mettere i piedi in testa e cercherà, con ogni mezzo disponibile, di realizzarsi come giocatrice e distruggere il suo nemico numero uno, ma lungo il percorso qualcosa inizia a cambiare.

Arjay Bishop non ha vita facile e ha una meta da raggiungere e non vuole vederla sfumare per colpa di Allyson e la sua testardaggine. Si sfidano in continuazione, non fanno altro da anni.

Lui la vuole lontana, lei desidera entrare in campo.

Chi avrà la meglio?

Estratto:

per quanto mi ostinassi a provarci, c’era qualcosa in lei che mi faceva rimettere in moto quel muscolo cardiaco involontario. Inutile provare a domarlo, ma potevo costringere il cervello all’obbedienza assoluta. Richiedeva un po’ di sforzo, ma il successo poteva essere garantito.

Biografia: Roberta Damiano nasce a Pantelleria nel 1991. Appassionata lettrice in quanto ama le sensazioni e le emozioni che trasmettono le parole. Forse è grazie a questo che da qualche anno ha scoperto il piacere della scrittura dando origine nel 2014 al romanzo fantasy La Leggenda del Lago di Kraos. Mesi dopo la pubblicazione divide il suo tempo tra la stesura di Un Amore D’AltaModa, primo volume della serie L’amore è un sogno, e gli studi per qualificarsi e successivamente specializzarsi in ambito Estetico nel 2016. Negli anni successivi pubblica Un Amore di Farfalla, Un Amore di Pasticcino, Il Carillon di Bharatajan e nell’agosto del 2020 e del 2021 pubblica L’ultima Meta e La Mia Meta con la Ode Edizioni.

MONFERRATO CLASSICA MASSIMO QUARTA e la  MONFERRATO CLASSIC ORCHESTRA

MONFERRATO CLASSICA MASSIMO QUARTA e la  MONFERRATO CLASSIC ORCHESTRA

Domenica 4 settembre, alle ore 21, a Casale Monferrato

Palazzo Langosco

Si chiude il festival diffuso del Monferrato

Alessandria, 17 agosto 2022

Sarà Casale Monferrato a chiudere il ciclo di concerti di Monferrato Classica, un evento diffuso a firma del Maestro Alex Leon e promosso dall’Associazione H.E.R., con il concerto del Maestro Massimo Quarta accompagnato, nella sua esibizione, dalla Monferrato Classic Orchestra.

Tra giugno e settembre, le città di Alessandria, Acqui Terme, Nizza e Casale Monferrato, che hanno dato il patrocinio a questo momento musicale, sono state unite da un unico filo conduttore: le vibrazioni delle note suonate dai protagonisti di questo cartellone che ha portato artisti di fama internazionale nel nostro territorio.

Un percorso musicale nella terra Unesco che ha dato la possibilità ai numerosi spettatori di godere delle bellezze del Monferrato, diventando testimoni di un progetto che ha l’ambizione di voler costruire, attraverso la musica, un progetto di sostenibilità e di rispetto dell’ambiente.

“La suggestiva corte di Palazzo Langosco, che per quattro date ha accolto le note dei maestri, sarà ancora una volta il palcoscenico che vedrà esibirsi Massimo Quarta e la Monferrato Classic Orchestra   -racconta Alex Leon, direttore artistico della manifestazione- Tutte le date sono state un percorso di intense emozioni. Questa ultima, per me, lo sarà ancor di più perché avrò il piacere e l’onore di salire sul palco con grandi esecutori e in modo particolare con Massimo Quarta, il mio padre “artistico” e non solo. In qualche modo è il mio personale inchino a tutti coloro che mi hanno aiutato in questo progetto, al pubblico che pian piano ci sta conoscendo e a questo territorio cui sento di appartenere”

Un programma che coinvolge la Monferrato Classic Orchestra che con Massimo Quarta suoneranno, musiche di Felix Mendelssohn, concerto per violino in mi minore e di Ludwig van Beethoven, Sinfonia n.7  “La Monferrato Classic Orchestra é diventata recentemente l’ orchestra della Città e del Teatro di Casale Monferrato. Questo permetterà alla nostra realtà di arricchire ulteriormente con nuove ed innovative proposte artistiche la vita culturale della città e limitrofe, preziosi patrimoni UNESCO -afferma Sabrina Lanzi, presidente e direttore artistico di MCO– In collaborazione con Monferrato Classica e il Maestro Massimo Quarta nasce questo grande progetto sinfonico che consentirà alla MCO di acquisire un’ulteriore visibilità sulla scena musicale del territorio piemontese”.

Monferrato Classica, si inserisce all’interno di un progetto più ampio che per tutta l’estate ha coinvolto le piazze di Acqui Terme con dibattiti, incontri, divertimento e territorio. Revolution Culture, anche questo ideato e diretto da Alex Leon e sostenuto dall’Associazione H.E.R come spiega la Project Manager Graziella BoiI concerti di Massimo Quarta e la Monferrato Classic Orchestra chiudono la seconda edizione e aprono la nuova stagione. In un certo senso rappresenta per noi “Il momento della vendemmia” evento sacrale legato al ringraziamento per la stagione prodotta, oltre ad essere un’occasione d’incontro, di festa, di celebrazione di “rigenerazione”. Attraverso l’interprete dell’artista più selvaggio e geniale, vogliamo battezzare la nuova stagione musicale che per noi parte ora”.

Il costo del biglietto è di euro 25 comprensivo di una degustazione vino e prodotti monferrini.

Per informazioni e biglietti contattare il numero: 339 408 3494 o consultare il sito https://monferratoclassica.it/

BIOGRAFIE

L E O N – Direzione Artistica

Nome d’arte di Alex Florin Leonte è un giovane violinista di formazione classica volto alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi musicali. Nasce nel 1987 a Sighetu Marmatiei, città del nord della Romania, e inizia lo studio del violino all’età di 5 anni in una piccola scuola di musica dedicata al grande violinista romeno George Enescu. All’età di 13 anni viene ammesso al prestigioso Liceo Musicale “Sigismund Toduta” a Cluj-Napoca sotto la guida del Maestro Soltan Viorel. Nel 2003 si trasferisce a vivere in Italia, per proseguire gli studi al Conservatorio “N. Paganini” di Genova, dove si diploma sotto la guida del Prof. Valerio Giannarelli. Nel 2011 studia alla “International Menuhin Music Academy” in Svizzera con Maxim Vengerov, Liviu Prunaru e Oleg Kasiv. Nel 2014 studia e si perfeziona con la violinista Bin Huang vincitrice di numerosi premi tra cui il 1° Premio Paganini. Dal 2016 al 2019 studia e si perfeziona in musica da camera con Massimo Quarta a Genova e successivamente Piergiorgio Rosso a Torino. Nel cammino musicale incontra vari musicisti con i quali collabora, tra i quali il pianista Stefano Nozzoli. I due artisti formano un duo stabile e costruiscono negli anni un repertorio cameristico che spazia da J. S. Bach, Mozart, Schubert a Beethoven, Brahms, Schumann, Poulenc, R. Strauss, Debussy e Prokofiev. Violinista versatile trova interesse anche verso altri generi musicali. Nel 2008 inizia la collaborazione con gli Yo Yo Mundi gruppo folk-rock Piemontese, con i quali inciderà diversi dischi, Album Rosso, Munfrà. Insieme agli Yo Yo Mundi terrà numerosi concerti in Italia e all’Estero in teatri e palchi prestigiosi. La collaborazione durata fino al 2013 con la band Piemontese, porterà un enorme bagaglio culturale ed artistico all’artista in divenire. Tra il 2010 e il 2013 sarà tra i fondatori di un progetto musicale e multiculturale chiamato “Orchestra Multietnica Furasté”, con il quale ha tenuto numerosi concerti in giro per l’Italia. Viene invitato come turnista in diversi concerti della band “The Vad Vuc” in Svizzera e insieme alla band “In Vivo Veritas” suona al Festival de Chassepierre in Belgio e a numerosi concerti in Italia. La ricerca di nuove forme e linguaggi lo portano ad approfondire la musica d’improvvisazione, attraverso la quale sente di poter esprimere al meglio le proprie idee ed emozioni. Studia improvvisazione jazz con Marco Tindiglia, Masa Kamaguchi, Dave Douglas, Karl Berger, Ingrid Sertso e Furio di Castri. Ha suonato con: Faondail, Orchestra Multietnica Furastè, In Vivo Veritas, The Vad Vuc, Sharon Shannon, Stefane Mellino (Les Negresses Vertes), Trivette Bluegrass Band, The Thomas, Class Ingstrom, Marius Seck, Valerio Carboni, Maria Teresa Lonetti, Miriam Gallea, Toti Canzoneri, 20 Strings, Andy Sheppard. L E O N suona un violino Ansaldo Poggi del 1974.

Trio Debussy

I torinesi Piergiorgio Rosso, Francesca Gosio e Antonio Valentino, dopo gli studi al Conservatorio, si sono formati nel 1989 alla scuola del Trio di Trieste e dell’Altenberg Trio Wien(grazie ad una borsa di studio della De Sono). Nel 1993 hanno debuttato alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna; nel 1995 ottengono il secondo premio al Concorso Internazionale “Gui” di Firenze; nel 1997 il primo premio al Concorso Internazionale “Trio di Trieste”; nel 1999 tengono un ciclo di concerti al Teatro Coliseum di Buenos Aires; nel 2002 sono protagonisti all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con il Concerto Albatro di Ghedini, diretti da Jeffrey Tate.

Quartetto Indaco 

Nasce presso la Scuola di Musica di Fiesole nel 2007 grazie all’impulso di Piero Farulli e Andrea Nannoni. La formazione ha seguito masterclass con diversi quartetti (Quartetto Artemis, Quartetto Brodsky, Quartetto Prometeo) e corsi di specializzazione tenuti da alcuni tra i maggiori cameristi e quartettisti del nostro tempo (Milan Skampa-Quartetto Smetana, Hatto Beyerle Quartetto Alban Berg, Reiner Schmidt-Quartetto Hagen, Krzysztof Chorzelski Quartetto Belcea). Nel 2017 il Quartetto Indaco ha conseguito il Master in Musica da Camera presso la Musikhoch schule di Hannover, sotto la guida di Oliver Wille (Quartetto Kuss).

Quartetto di Cremona

Nasce nel 2000, durante un periodo di studio all’Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini. L’ensemble, nell’attuale formazione dal 2002, si perfeziona con Piero Farulli del Quartetto Italiano presso la Scuola di Musica di Fiesole e con Hatto Beyerle dell’Alban Berg Quartett e in breve si afferma come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale. Si esibisce regolarmente nei principali festival e rassegne di tutto il mondo, in Europa, in Sudamerica, Australia e Stati Uniti.

Massimo Quarta e Monferrato Classic Orchestra

Vincitore del Primo Premio al Concorso Nazionale di Violino Città di Vittorio Veneto (1986) e del Primo Premio al Concorso di Violino Opera Prima Philips (1989), nel 1991 Massimo Quarta ha vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di Violino N. Paganini di Genova. La sua intensa attività concertistica lo porta ad esibirsi per le più prestigiose istituzioni concertistiche, suonando con direttori quali Yuri Temirkanov, Myun Wun Chung, Christian Thielemann e molti altri. Massimo Quarta è considerato uno dei piú importanti violinisti della sua generazione ed è stato ospite di alcuni tra i maggiori festival.

Human Evolution Resource

Siamo una sola associazione, ma costituita da persone, aziende, enti formativi, altre associazioni. Un unico gruppo, un insieme di persone che lavorano insieme per costruire qualcosa di grande. Ognuno conta perché  porta qualcosa, aggiunge un pezzo al puzzle che una volta composto costruisce una risorsa imperdibile. Condividiamo e portiamo avanti un obiettivo: l’umanizzazione in ambiti quali l’educazione, la salute e il lavoro. Non si tratta solamente di ciò che possiamo fare, ma di come possiamo pensare insieme e di conseguenza agire.

L’Associazione HER si occupa di Ricerca, Salute e Formazione, si ispira al movimento dell’ecologia profonda di Arne Naesse e vuole fornire la base filosofica e spirituale per un vivere più vicino alla natura e con la sua costituzione e il suo nome segna il punto di svolta. H.E.R. “Di lei” segna la tendenza del cambiamento della nostra epoca dal maschile al femminile; nel pensiero: da auto assertivo a integrativo, da razionale a intuitivo, da analitico a sintetico, da riduzionistico a olistico, da lineare a non lineare. Dal punto di vista dei valori da auto assertivi a integrativi, da conservazione a espansione , da competizione a cooperazione, da quantità a qualità, da dominazione ad associazione.

L’associazione HER APS ETS è partner dei due progetti culturali, Monferrato Classica e Revolution Culture per supportare la realizzazione di eventi culturali in una logica di turismo sostenibile, sostenere le progettualità di transizione green e di economia circolare delle aziende dei territori coinvolti, attraverso la ricerca di fondi o con sostegno diretto.

La HER intende coinvolgere gli stakeholder al fine di definire la stesura del documento di politica di sviluppo sostenibile e la condivisione tra soggetti pubblici e privati di un nuovo modello economico a supporto dello sviluppo territoriale.

MAGGIORE DI VERBANIA: ORCHESTRA FILARMONICA NAZIONALE UNGHERIA

Venerdì 16 settembre 

appuntamento al MAGGIORE DI VERBANIA

con l’ORCHESTRA FILARMONICA NAZIONALE UNGHERIA

HUNGARIAN NATIONAL PHILARMONIC ORCHESTRA 

Balázs Kocsár Direttore e Cristiana Pegoraro Pianoforte

Anteprima della nuova stagione culturale e teatrale

Biglietti disponibili al link https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Dopo il grande successo dell’appena conclusa ESTATE AL MAGGIOREvenerdì 16 settembre alle ore 21.00, la sala interna del Teatro Maggiore ospita l’anteprima della nuova stagione culturale e teatrale in partenza dopo l’estate. 

Human Art presenta la sua terza Rassegna Estiva dal titolo “Leggermente in profondità”

Human Art presenta la sua terza Rassegna Estiva dal titolo “Leggermente in profondità” 

L’associazione HUMAN ART lancia la sua terza rassegna estiva: a partire da venerdì 2 settembre 2022 una serie di eventi, workshop, laboratori, presentazione di libri, degustazioni, spettacoli teatrali e musica. 

La rassegna estiva si svolgerà all’aperto, presso il bellissimo Chiostro di piazza Santa Maria di Castello in Alessandria per l’intero fine settimana 2-3-4 settembre 2022. 

Si alterneranno workshop e laboratori esperienziali sulle tematiche dell’emotività, dalla rabbia alla libertà, utilizzando la leggerezza come fil rouge. I laboratori saranno un’occasione per sperimentare diverse tecniche di espressione di sé: la scrittura poetica e il caviardage, la voce e il canto, i metodi attivi e il playback theatre, il gioco delle Carte delle azioni possibili. Ci sarà anche un laboratorio divertente rivolto ai bambini di attività outdoor in natura.

“Felici di presentare per il terzo anno questa kermesse di eventi artistici e culturali, un’occasione per stare insieme prendendoci cura del benessere come persone e come cittadini.” Racconta Elena Bongiovanni socia fondatrice dell’associazione. 

La rassegna nasce dal desiderio di incontrare e far incontrare le persone, superando le distanze, vivendo un grande desiderio di trovarsi e ritrovarsi, usando la testa, le emozioni ma anche il corpo.  

“la terza rassegna è inserita nel progetto Relazioni al Centro, realizzato da Human Art e Penelope grazie al contributo del Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali e della Regione Piemonte, lavoro di un anno finalizzato alla manutenzione emotiva dei legami nel periodo post covid e pandemia. La rassegna è sostenuta in parte da un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, realizzata in collaborazione con il Comune di Alessandria, e tanti amici delle associazioni con cui condividiamo da tempo progetti e desideri rivolti al sostengo delle persone, delle famiglie e della collettività.” dice Francesca Brancato, presidente di Human art.  

Il sabato mattina, 3 settembre alle ore 11:00 i cittadini e le associazioni sono invitate per una tavola rotonda interattiva dal titolo RELAZIONI AL CENTRO. Proponiamo un momento di confronto tra istituzioni e cittadini sul tema delle relazioni ancora possibili, in modo particolare dopo il periodo di pandemia, per vivere ed abitare gli spazi in modo da aumentare lo stare bene e l’agio, sperimentando di nuovo una fiducia nell’altro.

“Siamo certi che i legami si nutrano di condivisione e di bellezza e che le relazioni si possano consolidare conoscendosi e abitando i luoghi cittadini senza paura sperimentando apertura e di fiducia” afferma Ahmed Osman, vicepresidente.

L’iniziativa è organizzata e promossa da Human Art E Penelope Aps di Casale Monferrato in collaborazione molte altre realtà associative: Il Grande Cammino del Monferrato, Visioni 47, Il Chiostro, APS Sine Limes, Ics ets, Progetto Link – Lab 121 Blog AL. Gli eventi organizzati insieme a Gobetti Book Shop del Teatro Gobetti di San Mauro Torinese, Assemblea Teatro di Torino, gruppo musicale Timbales, gli artisti Matteo Calabrò, Cristiana Voglino, Alessandro Bianchi, Luca Meola, Marzia Ferrarotti, l’autore Bruno Barba, le autrici Francesca Brancato e Elena Bongiovanni, l’operatrice del benessere Shiatsu Roberta Massobrio, la docente Antonella Castagno. Per tutto il fine settimana sarà possibile degustare cibi e bevande realizzate con i prodotti provenienti dalle economie carcerarie, punto ristoro gestito da Fuga di Sapori di Alessandria.

E’ obbligatoria la prenotazione agli eventi chiamando il numero 333.6612598 o scrivendo alla mail associazionehumanart@gmail.com, gli eventi si sosterranno anche grazie alle donazioni consapevoli dei partecipanti.

►A seguire tutti gli eventi:

Terza Rassegna estiva – “Leggermente in profondità”

Venerdì 2 settembre 2022

Ore 19:30 ORIXÁS E MUSICA A VONTADE! 

Dialoghi con l’autore di “Santi, Demoni e Orixas” Bruno Barba e
Luca Meola, fotografo sociale, Progetto Selva de Pedra. La serata vivrà con le percussioni samba reggae dei Timbales. 

Bebida e Comida a cura di Fuga di Sapori.

Sabato 3 settembre 2022

Ore 9:30 Lo shiatsu come pratica di conoscenza di sè con Roberta Massobrio, operatrice e istruttrice APOS. (necessaria prenotazione)

Ore 11:30 RELAZIONI AL CENTRO. Dialoghi liberi tra istituzioni, associazioni e cittadinanza: miglioramenti possibili dal benessere individuale al benessere collettivo.

Ore 12:30 Food and Drinks a cura di Fuga di Sapori.

Ore 15:00 LE CARTE DELLE AZIONI POSSIBILI – Workshop con le autrici Elena Bongiovanni, counselor ed educatrice professionale e Francesca Brancato, counselor e formatrice (prenotazione necessaria)

Ore 15:00 LABORATORI ESPRESSIVI OUTDOOR – Uso dei materiali naturali per giocare e divertirsi, un laboratorio per bambini e bambine dai 4 ai 11 anni.
Condotto dalle professioniste dell’Aps Penelope (prenotazione necessaria)

Ore 16:00 LABORATORIO DI CANTO E VOCALITA’ – Esplorando la relazione attraverso il suono della nostra voce. Conduce Matteo Calabrò musicista e studioso della voce.

Ore 18:00 MMERSIONE TRA LE PAGINE – dialoghi in collaborazione con il Gobetti Book Shop del Cinema Teatro Gobetti di Torino gestito da E20INSCENA, conduce Chiara Porcu, attrice e counselor.

Ore 19:30 APERITIVO POETICO “Giochi di parole in emozioni”
conduce Marzia Ferrarotti Insegnante Certificata del Metodo Caviardage® ed arte terapeuta (prenotazione necessaria)

Ore 19:30 Degustazione di vini del territorio a cura dell’associazione Il Gran Cammino del Monferrato con DJ Set.

Ore 21:15 L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI – Spettacolo teatrale a cura di Cristiana Voglino attrice drammaturga cantante danzatrice musicista della Compagnia Assemblea Teatro di Torino, liberamente ispirato al libro di Jean Giono.

Domenica 4 settembre 2022

Ore 9:30 LABORATORIO DI TEATRO SOCIALE – “Tra il dentro e il fuori: libertà al centro” Conduce Alessandro Bianchi, regista e attore esperto di teatro sociale in carcere. (necessaria prenotazione )

Ore 12:30 Food and Drinks con Fuga di sapori.

AD UN PASSO DAL CIELO, di Teresa Tropiano

AD UN PASSO DAL CIELO

Sulle onde del tempo

vibran lente le ore

a segnare i miei passi

sul sentiero sterrato

rallentando la corsa

stando a ritmo del cuore.

Agognata la meta

nel desiare dei sogni

quelli fatti di giorno

ma illustrati di notte

quando i sensi sopiti

abbandonano il corpo.

Ad accendere il sole

pur nel buio più pesto

ogni stella è capace

ma non tutte fan luce,

anzi alcune son brille

su se stesse riflesse.

Son meteore distanti,

prendon fuoco all’istante

con le proprie scintille

sparse come frammenti

in galassie sperdute

a rincorrer la luna.

Non mi bastan parole

né carezze alla sera

chè a toccarmi quest’anima

basta un soffio d’amore.

Un sospiro di vento

quello al giusto momento

che mi faccia sentire

ad un passo dal cielo.

Teresa Tropiano