In me il tuo ricordo è un fruscio, di Vittorio Sereni

In me il tuo ricordo è un fruscio, di Vittorio Sereni

Patrizia Nosengo

In me il tuo ricordo è un fruscio

solo di velocipedi che vanno

quietamente là dove l’altezza

del meriggio discende

al più fiammante vespero

tra cancelli e case

e sospirosi declivi

di finestre riaperte sull’estate.

Solo, di me, distante

dura un lamento di treni,

d’anime che se ne vanno.

E là leggera te ne vai sul vento,

ti perdi nella sera.

(Vittorio Sereni)

Rivedo le tue lettere d’amore, di Alda Merini

Rivedo le tue lettere d’amore, di Alda Merini

Rivedo le tue lettere d’amore

illuminata, adesso, da un distacco;

senza quasi rancore… 

L’illusione era forte a sostenerci;

ci reggevamo entrambi negli abbracci

pregando che durassero gli intenti,

ci promettemmo il “sempre” degli amanti,

certi nei nostri spiriti d’Iddii… 

… E hai potuto lasciarmi,

e hai potuto intuire un’altra luce

che seguitasse dopo le mie spalle! 

Mi hai suscitato dalle scarse origini

con richiami di musica divina,

mi hai resa divergenza di dolore,

spazio per la tua vita di ricerca

per abitarmi il tempo di un errore… 

… E mi hai lasciato solo le tue lettere

onde ne ribevessi la mia assenza! 

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“L’attenzione altrove” di Rosario Belmonte

Un poeta, Rosario Belmonte, che merita attenzione e già ospite della nostra rivista, torna oggi con una lirica che, a parer mio, diventa paradigma della condizione dell’uomo, oggi più che mai immerso in un quotidiano che sembra svuotato di progetti e di speranze. Nella poesia si sostanzia un’inquietudine latente che il poeta esprime con versi netti e incisivi, in cui similitudini e metafore rendono palpabile la potenza di un sentire lirico che diventa universale. Una poesia che cattura per l’efficace profondità di immagini descritte con un afflato poetico di elevata espressività. [Maria Rosaria Teni]

Osservo distratto,

Da questa finestra

Affacciata sul mondo,

Persone vaganti

Immerse nel loro quotidiano.

Alcune da sole

Altre in compagnia;

Facce stanche,

Talune preoccupate

E poche, davvero poche, incrociano

Il mio distaccato sguardo,

Spinto lontano dai miei pensieri.

Gli occhi ne sono colmi

Eppure nulla resta;

Nemmeno un frame,

Tutto completamente vuoto

Come una stanza priva di arredi,

Una scatola senza oggetti,

Una tela immacolata,

Un libro vacuo di contenuti…

L’attenzione altrove.

Rosario Belmonte

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                                                                        ph Eleonora Mello

LETTERA A MIO FRATELLO

A Salvatore

Amato fratello del cuore

Avevi scritto il mio nome sulla tua pelle
ed io inciso il tuo nel mio cuore.
Eri nato bello, per poi morire così giovane.
Ma io sò che tu vivi nel mio cuore
e in quello di tutti gli altri che ti hanno conosciuto
perché mai avrebbero detto di no alla tua esistenza.
Perché sei lontano ed io ti sento così vicino?
Perche’ quel tanto soffrire quando eri qui?
Non ho mai potuto dirti TI VOGLIO BENE
con l’importanza che ora do’ all’Amore.
Non ho potuto scriverti e darti niente
per rendere la tua vita più bella
come tu, l’hai resa a me.
Spero che un giorno, lascerai in me
un pò della tua luce
la stessa che ti illumina rendendomi beata.
Così come lo sono tutti gli Angeli
perché sono sicura che tu lo sei fratello mio.
Vivi, e vivrai per sempre nei miei pensieri.

Natalia Castelluccio

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LAGUNA DI ORBETELLO (Grosseto) di Dario Menicucci “Toscana e le sue bellezze”

LAGUNA DI ORBETELLO (Grosseto) di Dario Menicucci “Toscana e le sue bellezze”

LAGUNA DI ORBETELLO (Grosseto)

La laguna di Orbetello è una laguna costiera della Toscana, nella Maremma grossetana. La sua estensione è di circa 27 km². La profondità media è di un metro circa, la massima non supera i 2 m. Un ponte artificiale la collega al PROMONTORIO DELL’ARGENTARIO (vedi).

Territorio

È separata dal mare a ponente e a levante da due strisce di terra lunghe circa 6 km (i Tomboli sabbiosi della Giannella a NW e della Feniglia a SE) e ad ovest dal promontorio dell’Argentario. Una terza lingua istmica di terra si protende nel centro della laguna e su di essa sorge il centro urbano di Orbetello. Un ponte artificiale (la diga Leopoldiana) collega Orbetello al Monte Argentario e divide la laguna in due parti, la laguna di Ponente e la laguna di Levante.

Comunica con il mare per mezzo di tre canali artificiali: il canale di Fibbia (o delle Saline) nei pressi della foce del fiume Albegna ed il canale di Nassa (in località Santa Liberata), entrambi sul Tombolo di Giannella ed il canale di Ansedonia sul tombolo di Feniglia. Un quarto canale, il canale del Pertuso, fu progettato e furono anche iniziate le opere di scavo, che però non furono mai portate a termine.

Aree naturali protette

A causa dello scarso apporto di acqua dal mare e dell’immissione di scarichi ricchi di nitrati e di sali di potassio provenienti dalle colture agricole (i quali hanno determinato il proliferare delle alghe ed il conseguente impoverimento di ossigeno), la laguna di Orbetello è un ambiente ad alto rischio. Per consentire la sua protezione sono stati emanati numerosi provvedimenti di legge ed è stato costituito l’istituto del Commissario della Laguna di Orbetello. Oggi parte della laguna di Ponente è protetta nell’Oasi del WWF della Riserva naturale Laguna di Orbetello di Ponente e del bosco di Patanella. Sull’area insiste anche la Riserva naturale Laguna di Orbetello, in gestione alla Provincia di Grosseto e la zona di protezione speciale (ZPS) “Laguna di Orbetello”.

Fauna

La laguna è una zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. In essa nidificano o transitano di passaggio molte specie di uccelli, fra i quali ricordiamo il cavaliere d’Italia, il fenicottero rosa, l’airone bianco maggiore, il falco pescatore, la spatola, l’avocetta, il cormorano e varie specie di anatre.

Storia ed economia

In passato l’economia di Orbetello era basata sullo sfruttamento della laguna di Orbetello e sulla pesca. Attualmente questa attività, che un tempo era tramandata di padre in figlio nelle famiglie dei pescatori, è gestita da una società per azioni che impiega poco meno di cento dipendenti. Le acque della laguna sono ricche di pesce pregiato come spigole, orate, muggini e anguille. Un tempo venivano pescati anche gamberi e molluschi. Il pesce viene lavorato in loco o venduto in molti mercati d’Italia e anche all’estero. Pregiata è la produzione della bottarga di muggine e la preparazione delle anguille sfumate, anguille affumicate con aggiunta di spezie e peperoncino, che sono senza dubbio il piatto tipico della cucina locale.

Dario Menicucci

IL MATRIMONIO E’ LA TOMBA DELL’AMORE? di Sergio Garbellini

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IL MATRIMONIO E’ LA TOMBA DELL’AMORE? di Sergio Garbellini

Eppure non era segnalato nel nostro patto ! (Sergio Garbellini)

IL MATRIMONIO E’ LA TOMBA DELL’AMORE?

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Posseggo una casa arredata

con quattro balconi e un giardino,

la macchina nuova è pagata

e in banca ho un bel milioncino !

.

Perciò non mi manca più niente?

E invece mi manca … l’amore,

per questo che son sofferente,

mi manca la gioia del cuore !

.

Ho chiesto a una giovane amica:

“Marisa, mi vuoi sposare?”

M’ha detto, con aria pudìca:

“Non sai che ti puoi rovinare?

.

La firma sul tuo matrimonio,

promuove la sola consorte

che accede al tuo patrimonio

da socia … e fino alla morte !

.

Rinuncia ad avere una moglie,

conosco delle libertine

che appagano tutte le voglie,

ma senza volere altro fine !

.

Sposarsi, poi, con questa crisi,

si viene tacciati “cretini”

e poi vengon pure derisi,

perché non ci sono i quattrini !

.

Accetta il mio caro consiglio:

andiamo a convivere insieme,

così senza alcuno scompiglio

m’avrai, … se l’amore ti preme !

.

Mi dai una fissa parcella

di cento euro pronta cassa

ogni volta che … brami ‘quella’,

fin quando la voglia ti passa !”

.

Fissai Marisa attentamente

ed accettai la sua proposta,

lei mi piaceva ardentemente,

per giunta era … bendisposta !

.

Il nostro splendido rapporto

filava in modo portentoso,

entrambi ottenevam conforto

da quel feeling affettuoso.

.

Ci amavamo con sentimento,

a letto c’era … sintonia,

stavamo insieme ogni momento,

con grande amore e simpatia.

.

Facevamo le gite al mare

in compagnia degli amici

e sulla neve per sciare

ci sentivam lieti e felici.

.

Vivevamo d’un sacro amore,

a pranzo e a cena col sorriso,

la gioia albergava nel cuore,

la vita era … un paradiso !

.

… Insieme passammo trent’anni

amandoci e rispettosi,

ma senza provare gli affanni,

noi non eravamo gelosi.

.

… Un giorno mi sono ammalato …

e proprio sul letto di morte

ho chiesto con tono pacato:

“Vuoi diventar la mia consorte?”

.

Lei compiaciuta chinò il viso,

rispose: “Sì”, scoppiando in pianto,

le feci un gradito sorriso,

la baciai, la strinsi accanto,

.

… chiamai il prete e con la mano

presi gli anelli dal taschino …,

… il matrimonio? Ma che strano …!

… E’ sempre scritto nel destino !

.

SERGIO GARBELLINI

I know I’m no longer a kid (So di non essere più un ragazzino), di Jean-Paul Malfatti

I know I’m no longer a kid, di Jean-Paul Malfatti

¹ I know I’m no longer a kid, but the problem is that I’m animated by a toddle  soul who refuses to grow old. And even if it pisses me off a little that here all see me as such, I am proud of it but not vain or sorry.

² So di non essere più un ragazzino, ma il problema è che io sono animato da una anima fanciulla che se rifiuta di invecchiare. Ed anche se mi sta un po’ sulle balle che qui mi vedano tutti come tale, io ne sono fiero ma non me ne vanto né me ne dolgo.

Jean-Paul Malfatti, Italian American fledgling poet and newborn writer.

Racconto: LA VERITÀ, di Gregorio Asero

I Libri di Gregoio Asero

Racconto: LA VERITÀ, di Gregorio Asero

LA VERITÀ

Procedendo con gli anni lungo il percorso della mia vita, mi accorgo di aver raggiunto una coscienza più compassata e matura e “lemme lemme” mi accorgo quasi con stupore a riflettere su come la mia vita fin qui vissuta, si sia modellata sia nel carattere sia nella mia indole. 

Quando ero un ragazzo di belle speranze, ero un fanatico integralista su cosa fosse giusto o sbagliato, secondo la mia morale ovviamente, e per questo agli occhi degli amici risultavo antipatico, un povero letterato e a volte, anzi molto spesso, un illuso idealista. 

Nella mia presunzione e intransigenza sapevo esattamente quale fosse il confine tra il bene e il male. Schierandomi, ovviamente, dalla parte del bene e degli eroi che per quel bene erano disposti a sacrificare la loro vita. Oggi, a causa della mia “maturità”, penso di aver cambiato un poco prospettiva e credo che al mondo non esista persona che si possa definire intransigente se non accompagnata da un forte egocentrismo. Con molta onestà e autocritica devo ammettere che questi difetti sono stati la causa principale, almeno credo, di molti errori commessi nella mia vita.

Errori commessi dalla buona fede e da un istintivo e primitivo bisogno di giustizia; ma questa non è una scusante e neppure una attenuante. Gli errori restano e sono tanti, con buona pace mia e di chi ha avuto la ventura di camminare al mio fianco. Non a caso alcuni amici mi definivano il “Don Chisciotte del duemila”.

Penso che la maturità abbia fatto capolino, un poco alla volta nella mia testa e nel mio animo, quando, silenziosi come spie nemiche, sono arrivati i primi dubbi.

I primi sospetti e i primi fallimenti, li ho percepiti non più come casualità, ma come veri e propri crolli delle mie certezze.

È dovuta passare tanta acqua sotto i ponti e molti insuccessi personali per scoprire che il problema non erano gli altri, ma si celava nella mia persona.

Sia come sia, il crollo nelle mie certezze esistenziali è avvenuto da una decina di anni, un poco troppo tardi per rimediare agli errori di una vita. Non credo che basterà il resto della mia esistenza per sgombrare le macerie e iniziare una nuova ricostruzione, ma l’importante, credo, non è ricostruire una nuova vita, ma non arrendersi mai e lottare sempre per quello in cui si crede. 

“È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio” diceva Emiliano Zapata anarchico leader della Rivoluzione Messicana. 

Si sa ricostruire non è mai semplice e richiede tempo e molta pazienza e questo potrebbe essere un buon motivo per avere la speranza di poter vivere così a lungo fino a quando l’opera di ricostruzione non sia ultimata, o almeno fino a quando il mio travaglio interiore non cederà il posto a un livello di vita più serena… comunque lo spero.

Ad ogni modo ho acquisito uno una nuova certezza e cioè che la verità ha molti padri putativi ma che nessuno è in grado di riconoscerne il padre biologico. La verità è come la sfinge che, posta all’ingresso della città di Tebe, chiedeva ai passanti di risolvere l’enigma e chi non era in grado di dare la risposta giusta veniva divorato dal mostro. Ecco perché, sparite le certezze degli anni giovanili, i suoi punti fermi, le mie supponenze, adesso mi trovo a navigare in un mare in tempesta, perseguitato da mille dubbi, dove la verità, la mia verità è inseguita dal dubbio dell’incertezza, ma quasi come un ossimoro, sicuro che da qualche parte esiste la “vera” verità e non certo la mia o quella dei miei anni giovanili. 

Allora dico che la verità forse esiste ed è come un grande puzzle dove ognuno di noi, anche coloro che mi sono antipatici, ne possiedono solo un pezzetto. Per questo dico che saremo in grado di vederla nel suo insieme solo se siamo consapevoli che tutti dobbiamo concorrere a comporre il mosaico e se solo un essere vivente smarrisce il suo pezzetto di puzzle o si rifiuta di contribuire a completarlo, allora dico che sarà sempre una verità monca. 

Ecco, con questo voglio dire che non è una vita serena la mia perché vivo fra mille dubbi e incertezze, ero più felice da giovane dove avevo solo certezze e speranze in un mondo migliore, ma forse questo è il pegno che si deve pagare per diventare adulti e maturi. Do un senso alla mia esistenza perché penso di aver capito che nulla è veramente comprensibile fino in fondo e mi consola il pensiero che, come diceva Socrate, mica uno qualunque: so di non sapere. Bisognerebbe lasciarsi andare senza opporre alcuna resistenza allo scorrere lento del tempo e ricostruire giorno per giorno i pezzi di mattoni che inevitabilmente il tempo che passa fa crollare dalla nostra casa. Ogni giorno si distrugge una parte di muro e ogni giorno noi dobbiamo ricostruirlo, lo so che è una fatica immensa, come quella di Sisifo. Il guaio è che diventando anziani la fatica diventa immensa e le forze vengono meno. Una fatica che ci fa incurvare sempre di più. Del resto quello che non si è voluto o non si è saputo fare da giovani va prima o poi affrontato altrimenti si corre il rischio di essere venuti al mondo per niente: senza un senso e senza uno scopo.

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da ” I MIEI PENSIERI”

di Gregorio Asero 

copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

CREDERE, di Natalia Castelluccio

Photo by RODNAE Productions on Pexels.com

Come si può credere in sè stessi
se il mondo in cui credi
non crede più in te.
Se la gente di poca fede che conosci
non ti dà fiducia,se non puoi donare Amore.
Ma tu, ascolta sempre il tuo cuore
ascoltalo attentamente
Ogni battito, ad ogni attimo.
Perché fin quando il tuo cuore batte
puoi avere fiducia, puoi conoscere gente
puoi donare Amore.
Non spegnere il tuo cuore
uccideresti il Mondo.

Natalia Castelluccio

https://pensieriparoleepoesie.wordpress.com

Cantico Sensuale

Ho cosparso di ambra e sandalo
la mia pelle morbida e calda.
Mi sono coperta solo
di seta trasparente
attendo le tue mani
attendo la tua bocca
e quelle note di dolce
lussuria che solo tu
saprai comporre sul mio corpo.
Vieni mio adorato amante
accorri al mio richiamo
e anche gli dei
sorrideranno beati
quando consumeremo
le nostre ore di letizia.
Scioglieremo nettare
dalle nostre corolle
e di esso ne faremo miele
che delizierà il palato
e scenderà saporita ambrosia
fino all’anima accendendo
quella danza che
appagherà la fame
vibrante dei nostri sensi
e l’ardore dei cuori.
Vieni mio adorato amante
amami, raggiungiamo
le alte vette del piacere
e Afrodite gelosa
nulla potrà sottrarre
al nostro intenso idillio.

Imma Paradiso

Racconti: SASSI, di Roberto Busembai

Racconti, SASSI, Roberto Busembai

Zia Molly

SASSI  

Un pensiero mi è passato come foglia al vento, un granello di quella sabbia che il mare ha lasciato indifferente, come un petalo di fiore che sovente cade nel suo percorso di sfiorire, quel silenzio che mi rincorre tra le folle e i rumori della gente, un pensiero come un sasso colorato che si instaura dentro, peso come un masso ma caldo più del sole, quello che mi trova pur sempre tra il giorno e la notte e nel firmamento, di salutarvi anche se sono assente.

Sarà il grande caldo, saranno gli anni che attanagliano la mente tanto mi sostengono nel tempo, sarà forse la voglia di lasciarsi andare nel piacevole far nulla che faccia pensare e ragionare, sarà il desiderio della felicità che si basa sulle cose semplici del mondo e sul suo creato meraviglioso, ma l’assenza è diventata un bisogno di rilassamento nel cuore e nella mente con l’eccezionale e immensa certezza di ritornare ad abbracciarvi tutti, che poi siete davvero tanti.

Sassi colorati riposti o semplicemente posati casualmente come i fatti e i momenti della vita che ognuno ha sul suo ciglio di un mare aperto o sulla collina verde della speranza, sono sassi che ci indicano il passato e ci presentano un presente dai colori forse un poco sbiaditi, tenue colorazioni, ma pure sempre vivi e per questo da vivere in maniera uguale, con lo spirito aperto a ogni situazione e affrontarlo con il sorriso posto fisso nella mente e sul volto.

Sono sassi quelli che vi voglio lasciare in questo momento di possibile vacanza del cuore, in questa nostra fuga mentale da tutto quello che ci potrebbe angosciare, intimorire e spesso colpire, sono sassi che non fanno alcun male ma ve li poso pian piano come un granello di sabbia e vi cumulo sopra i loro diversi colori e le forme più strane e particolari, sono sassi quelli che vi voglio lasciare in questa estate che difficilmente noi persone anziane possiamo viverla nel pieno delle giornate, sia per il caldo soffocante e per la stanchezza e la spossatezza che facilmente ci prende e ci addormenta pure. Ma voglio che alla fine, prossimamente, alla vicina foglia che ingiallisce e a quel fiore che muore e svanisce possiamo ritrovarci da una valanga sommersi di sassi e colori che ognuno avrà da raccontare.

Sia la mente guida per il vostro cuore e il cuore sia per la mente il sentimento dell’amore a scolpire il giorno e sottolineare la notte, saranno sassi dipinti, colorati, scolpiti, levigati quelli che accumuleremo in ogni giorno estivo a passare e sarà pure sogno comune questo immenso monte che costruiremo.

Zia Molly

Immagine web

Per ” Ti spaccio l’intervista” ho il piacere di presentare la pittrice ”ARMIDA PELLEGRI” articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Per ” Ti spaccio l’intervista” ho il piacere di presentare la pittrice ”ARMIDA PELLEGRI” articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Date: 10 luglio 2022 Author: irisgdm

Armida Pellegri con il marito

Ci siamo mai soffermati sulla parola arte? Ars, artis, dal latino, non è solo una parola dal significato etimologico , ma è la più alta espressione umana di creatività e fantasia, in cui l’uomo manifesta attraverso l’esteriorità la propria unica interiorità.
L’etimologia della parola, sembra derivi dalla radice ariana ” ar-” che in sanscrito significa andare verso, adattare, produrre, la capacità di fare in modo armonico.
L’arte è la sublimazione del nostro interiore, è esternare le nostre sensazioni, emozioni, cosi l’arte diventa grande: Armida Pellegri.
Io non sono un esperta d’arte, guardo e dico mi piace o non mi piace. Con Armida Pellegri non è cosi, ti innamori immediatamente di ciò che dipinge. Ti senti attratta da ogni suo quadro, ti senti proiettata dentro i suoi colori, i suoi paesaggi, le sue figure, abitare nelle sue case, raccogliere i suoi fiori, stare nei suoi tramonti, stare sulla riva ad aspettare i pescatori che tornano, oppure nelle sue notti cosi piene di luce.
Una sua caratteristica è la luce che illumina i suoi dipinti, lei con la luce ci sa fare, non hai bisogno di lampadine per vedere i suoi quadri, hanno propria luce. I colori sono caldi, accoglienti, vorresti abitarci dentro. Cosa dicono i suoi quadri? dicono il suo mondo interiore, un mondo bellissimo, sensibile, comunicativo, gentile. Un anima scaldata dal dolore, dalla gioia, dall’amore.
Armida Pellegri, è nata e vive a Tellaro, in provincia della Spezia, è stato recensito come uno dei borghi più belli d’Italia. Ha avuto la fortuna di abitare in un posto incantevole, il mare è una continua fonte di ispirazione, chi abita al mare lo sa. I suoi occhi però, hanno la capacità di vedere oltre, nei suoi quadri lei mette la sua anima, il suo essere Armida, oltre sempre oltre. IL suo amore immenso nei confronti del mare, che lei dipinge in ogni sfumatura, quindi noi aspettiamo il suo mare, ci immergiamo nel suo mare, nelle sue notti di luna.

Armida Pellegri
  • Armida la prima cosa che ti voglio chiedere la tua tecnica per dipingere. Considera che io non sono un esperta di pittura,sono solo amante di questa bellissima arte. Il mio preferito è Caravaggio, per il modo in cui illuminava il soggetto principale

Dipingo olio su tela. La mia tecnica è frutto di decenni di sperimentazione e pratica . Una tecnica molto particolare affinata soprattutto per i notturni per ottenere luci e riflessi (Diciamo che ho ottenuto “una ricetta” i cui ingredienti restano segreti)

Libeccio da sud- ovest
  • Tu hai avuto degli incontri importanti che diciamo hanno dato slancio alla tua pittura.Vorrei che me ne parlassi

Si, ho avuto incontri che hanno in qualche modo lasciato tracce indelebili nella mia anima. (Premetto che sono nata nel 1949)
All’età di sei o sette anni conobbi una pittrice famosa di Firenze , Anna Scotti, che aveva acquistato una casa a Tellaro vicino alla nostra. Io disegnavo seduta sui gradini della porta di casa, nel carugio di fronte al mare. Lei mi osservava e mi incoraggiava ed io , già allora, sapevo di fare la cosa giusta per me. Importantissima fu la vicinanza della professoressa delle scuole medie , anche lei fiorentina , anche lei si era formata all’Accademia di belle Arti di Firenze. Con lei imparai tutto sul disegno tecnico, sulla trigonometria, sulla prospettiva, sull’uso del colore .Sperimentai acquerello , tempera, china e mi appassionai di storia dell’arte. Nel 1968 approdai all’uso dei colori ad olio e da allora sono ,ancora oggi, il mezzo con cui mi esprimo.

  • Ti diletti in questa arte fin da piccolissima?
    Mi diletto fin da piccolissima nel disegno , ero in età di asilo , parlavo pochissimo, timidissima, ma disegnavo di continuo .
  • Quando dipingi sei sempre spinta emotivamente a farlo, o è casuale?
    Quando dipingo , da sempre, sono spinta da un prepotente bisogno intimo. Non dipingo , proprio non ci riuscirei, a farlo per gli altri, per piacere agli altri, per vendere o per compiacermi del consenso degli altri. Quando dipingo è una specie di attrazione fatale. La tela sul cavalletto mi sfida, so che nasconde i miei pensieri. A volte lotto per non cedere, fingo di non vederla, prendo tempo ma poi cedo ed allora è adrenalina pura. Sono io che mi racconto perché ne ho bisogno, per sentirmi viva, per dare un senso alla mia esistenza. Quando questo succede è adrenalina pura , e credimi se ti dico che non mi importa nulla del parere dei critici, continuerei a dipingere , proprio perché ne ho bisogno io, anche se non fossi apprezzata da nessuno. Io sono una artista , la sono perché così sono nata , non è arroganza la mia , è un dato di fatto . Ci sono stati periodi di tempo in cui ho dovuto stare lontana dai colori , dalle tele per motivi familiari ed è stato come vivere in apnea, aspettando di riemergere per respirare ancora.
  • Io personalmente ritengo che i tuoi quadri abbiamo un impatto emozionale. Il tuo soggetto preferito il mare, nei tuoi quadri sempre presente in notturna, ritengo che le luci siano straordinarie, producono qualcosa di magico e sognante.

Vivere a Tellaro fin dalla nascita è stato un regalo preziosissimo del destino. Cresci con il rumore del mare, con il salino nelle narici. Figlia di un uomo di mare, tellarese , un navigante che ha visto tutto il mondo e di una mamma veneziana della Giudecca, il mare posso dirlo è nel mio DNA. Tellaro , fin dagli anni trenta è stato metà di scrittori, pittori , musicisti, attori, filosofi , registi famosi. È stata per me importante per la mia formazione culturale l’amicizia con lo scrittore Mario Soldati che a Tellaro soggiornava molti mesi all’anno in una meravigliosa villa sulla scogliera del Trigliano. Mi aspettava ogni mattina sulla strada per Tellaro e mi parlava in anteprima dei romanzo che scriveva un quel momento e di mille altri argomenti. Io una ragazza, lui con i suoi cappelli bianchissimi, il suo vocione squillante, il suo immancabile sigaro toscano, camminavamo a braccetto in una nuvola di fumo aromatico. Spesso si univa a noi il poeta Attilio Bertolucci, padre dei registi Bernardo e Giuseppe Bertolucci. Io in mezzo a loro ero una spugna che assorbiva ogni singola parola. Quelle conversazioni erano per me una ricchezza immensa , mi facevano “crescere”.

Armida Pellegri
  • Tutto in te ha respiro dell’arte, un profumo inebriante. Cosa ti ha segnato di più?
    Se il dolore è maestro di vita, beh non mi ha risparmiata. La morte , oltre ai miei genitori ha strappato alla vita le mie due sorelle maggiori, giovanissime, nel fiore degli anni . Le cerco e sono in contatto con loro nei miei notturni, mi mancano ogni giorno, ed anche se mi hanno lasciata da moltissimi anni, per me è sempre ieri. Sono “assenze” che ti dilaniano l’anima, che ti segnano, che ti cambiano profondamente. Il dolore, ed è un percorso lunghissimo, che continua ancora oggi, ti costringe ad un esercizio di introspezione in cerca della tua essenza nel tentativo di gestire la sofferenza.
  • Cosa vuol dire per te dipingere?
    Dunque dipingere per me è sempre stato , esporre era per me una violenza. Era come spogliarsi nuda in piazza alla mercé delli sguardo di tutti. Per moltissimi anni ho rifiutato di farlo. Fondamentale è stato l’incontro con il Prof. Zeno Birolli
    , figlio del famosissimo pittore Renato Birolli. Zeno Birolli, docente all’Accademia d’arte di Brera mi esorto a trovare il coraggio di esporre e di cimentarmi con opere in notturno. Mi fidai di lui. Nel contempo , l’incontro e l’amicizia fraterna con il compianto giornalista Giuliano Fontani, appassionato d’arte , capo redattore del giornale Tirreno e della moglie Anna Tonazzini fu fondamentale per organizzare , nel 2006, le prime mostre personali importanti a Carrara ed a Pisa . Poi non le ho più contate.
Armida Pellegri
  • Parlaci delle tue mostre!
    Importanti per me sono state tutte le mostre che ho fatto , in particolare ho ricordi cari al mio cuore a mostre organizzate a Pisa a Palazzo Gambacorti, a Firenze cattedrale di San Lorenzo , a Lucca presso Collegio Reale , a Carrara, a Forte dei Marmi, a Marina di Pietrasanta ecc… In particolare ho avuto il privilegio di avere a disposizione per me tutto il Castello di San Giorgio d di Lerici, il comune di appartenenza. Il Sindaco Dott. Leonardo Paoletti e tutta la giunta mi hanno organizzato una mostra antologica personale per un mese , provvedendo a tutto . Li ho esposto 156 opere spaziando fra paesaggi in notturno ed in piena luce, arte sacra , ritratti . È stato un riconoscimento davvero importante .
  • Le tue opere spaziano e toccano vari temi: arte sacra, ritratti, paesaggi e tanto mare pieni di luce. La tua opera ” San Giorgio a Tellaro” è in esposizione permanente presso la chiesa Stella Maris di Tellaro. So che ultimamente sei stata colpita da un grave lutto, da un grande dolore.

  • Nel 2021 io e mio marito Cesare, siamo stati contagiati dal Covid. Io mi sono salvata, lui no. Cesare ed io ci siamo sposati giovanissimi, vivevamo in simbiosi. Lui era il mio più grande sostenitore, era l’organizzatore di ogni mia mostra. La sua morte ha stravolto la mia vita, “camminare “da sola è dolorosissimo. Il 18 agosto inaugurerò a Tellaro, presso l’oratorio Santa Maria nella piazzetta di Selaa a picco sul mare , la mia prima mostra senza di lui. Ma so che sarà con me in ogni istante, ed a lui la dedico….continuo a dipingere per restare insieme a lui.
  • Ora vorrei che tu mi parlassi di Armida donna.

Di me come donna posso dirti che sono madre di due figli ,che sono ilmio “dipinto” più bello. Mariagrazia web designer / assistente fiscale e Massimo imprenditore.
Sono nonna di Anita , oggi una giovane ragazza di sedici anni che mi regala tenerezza.
Ho 73 anni, amo la vita, è un miracolo che dobbiamo rispettare . Una vita intensa, impreziosita da incontri con persone straordinarie che non dimenticherò mai , che tanto mi hanno donato. Ritengo che a volte accadano eventi, incontri con persone che vanno al di là della nostra volontà , poi puoi esercitare il tuo libero arbitrio accettando di “,vivere” questi incontri, questi eventi , ma esiste il “fato” . Perciò vivo giorno per giorno , il futuro è adesso, per ogni attimo in più ringrazio il Signore . Anche il nostro “incontro” fa parte di un disegno che non conosciamo
Penso di averti raccontato di me l’essenziale.

Ho tralasciato di dirti che, visto i miei studi, avrei potuto essere una hostess di volo Alitalia , ma mio padre non volle che intraprendessi quella carriera. Se ciò fosse avvenuto forse non avrei dipinto
Il destino segue percorsi misteriosi.

Armida Pellegri

Io ti ringrazio Armida, e se il destino segue percorsi misteriosi, felice di averti incontrata in questa strada. Un artista a tutto tondo, una vera artista, un dono per tutti noi, Grazie.

Armida Pellegri
Armida Pellegri

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

Riccardo III di W. Shaspeare in scena nell’atrio del Carmine di Barcellona P.G.

Wikipedia

“RICCARDO III” di W, SHASPEARE, SARA’ MESSA IN SCENA NELL’ATRIO DEL CARMINE DI BARCELLONA P.G. VENERDI’, 15 Luglio alle ore 20,45. MERITO DEL REGISTA CELONA E DEGLI INTERPRETI, TRA CUI FRANCESCA ROMEO, REDATTRICE DELLA RIVISTA INTERNAZIONALE DI LETTERATURA, NELLE VESTI DELLA REGINA MARGHERITA. ALLA COMPAGNIA ORGANITTRICE ED ESECUTIVA GIUNGANO GLI AUGURI SINCERI DI MERITATO SUCCESSO,NON SOLO PER LA LORO BRAVURA,MA ANCHE PER LA GRANDEZZA E IMPEGNATIVA OPERA DEL GRANDE GRAMMATURGO INGLESE (Anzi c’è chi sostiene la messinesità dimostrata con molti supporti esplicativi all’interno delle Sue opere e della recente ricostruzione dell’albero geneologico della Sua Famiglia) Pubblicato da Carmelo Aliberti il 9 luglio 2022 in HOME Venerdì 15 luglio, Atrio del Carmine, Milazzo, ore 21.45, andrà in scena “Riccardo III” di William Shakespeare. Libero adattamento e regia di Salvatore Cilona che vestirà i panni del deforme, tanto ambizioso quanto malevolmente machiavellico