Cantate poeti

Sarà la poesia a salvare il mondo…
Sono emersi dal silenzio in cui relega il rumore disordinato della superficialità e si sono chinati sul dolore del mondo, ascoltandone le voci, contandone le lacrime, trovando parole di conforto e di speranza: sono i poeti. Perché la poesia, “allodola di fuoco”, “accendere le persone, passare sugli occhi e sulle labbra, sfiorando il cuore” ( Davide Rondoni ).

Venite poeti,
cantate per me
fatemi tremare ad ogni verso!
Ecco m’involo
con l’anima nelle
malinconiche immagini
che evocate con maestrìa.
È il vostro sentìre
che riempie il cuore
e gli occhi di lacrime.
Oh cantate poeti!
Siate seme fecondo
che farà germogliare la terra,
piacerà a Dio…
Se ha creato
cuori gentili e
mani nobili,
che in ogni tempo
seppero tramutare
emozioni in parole,
forse un po’
ci toccò il Paradiso
su questa terra.

Imma Paradiso

Accoglienza ed evangelizzazione oggi in un piccolo paese… centro del mondo

Benvenute Suor Anastasia e Suor Violetta dal Kenya

Tutti i giorni ci vengono consegnate 24 ore per scrivere una página quotidiana della nostra storia.
A volte ci vengono dati gli strumenti che spetta a noi saper accogliere per utilizzare al meglio affinché divengano le pagine più interessanti e più belle del nostro libro che quando si ha l’opportunità di condividere con tanti amici e persone vicine e lontane saranno elette per scriverle nel grande libro della storia del mondo dal quale ognuno può e potrà attingere messaggi positivi di buona vibrazione energetica, benefici per se stesso e per coloro che lo circondano.
Così è stata una delle più belle pagine dettate dal cuore e scritte da noi della comunità di San Giuliano di Puglia durante la cerimonia dell’accoglienza delle Suore di Maria Immacolata di Nyeri venute dal Kenya.
All’inizio della Santa messa Don Pietro nel presentare le suore ai fedeli presenti ha posto l’accento sull’importanza della vocazione e della missione che sono i cardini dell’evangelizzazione, spinte  da spirito altruista per essere dono e noi essere per loro come angeli custodi.
Sono stati momenti molto intensi di emozioni e di fratellanza,  dopo la celebrazione della Santa messa di condivisione di dolci preparati dalle famiglie appositamente per scambiare gli auguri di benvenute alle Suore per conoscersi e per constatare, com’è accaduto, che sembrava di essere stati sempre amiche ed è la realtà tangibile che siamo fratelli e sorelle di questo mondo.

Oggi 30 Luglio 2022 siamo riuniti tutti noi della comunità parrocchiale di San Giuliano martire, sacerdote Don Pietro Cannella della Diocesi Termoli – Larino 
Anche se non è presente,  S. E. il Vescovo Gianfranco De Luca, per prima cosa, vogliamo ringraziare per averci fatto un’ulteriore dono speciale a distanza di circa 5 anni dalla data del 10 dicembre 2017 quando accogliemmo le 3 Suore di Maria Immacolata di Nyeri – Kenya: Suor Consolata, Suor Lidia e Suor Wilfrida, quale dono alla comunità per un proficuo impegno pastorale e missionario per diffondere la parola e l’esempio evangelico in questi tempi sociali storici difficili in tutto il mondo e per un cambiamento positivo è possibile iniziando proprio dalle piccole realtà comunitarie.
Noi abbiamo lo stesso entusiasmo di quel giorno, oggi, nell’accogliere Suor Anastasia e Suor Violetta, sulla base dei risultati eccellenti visibili e tangibili con l’amicizia e l’attenzione in Parrocchia delle Suore già parte del nostro paese, nella certezza che tutto sarà raddoppiato con il nuovo regalo di altre due Suore che accogliamo in un abbraccio spirituale e fisico ringraziando anche Suor Lidia e Suor Consolata e dicendo
Benvenute tra noi a Suor Anastasia e Suor Violetta.
San Giuliano di Puglia, 30 Luglio 2022

Dedica di Elisa Mascia

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/07/31/accoglienza-ed-evangelizzazione-oggi-in-un-piccolo-paese-centro-del-mondo/

http://alessandria.today/2022/07/31/accoglienza-ed-evangelizzazione-oggi-in-un-piccolo-paese-centro-del-mondo/

La comunità di San Giuliano di Puglia accoglie due nuove suore dal Kenya

Foto della cerimonia a cura di Elisa Mascia per cortese approvazione del parroco don Pietro Cannella che ringrazio

L’amore disperato, Cesare Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è una poesia di Cesare Pavese, ma è anche il titolo della raccolta omonima nella quale venne pubblicata, postuma, nel 1951, a seguito del suicidio del poeta. La poesia racconta ed esprime il dolore scaturito dalla delusione amorosa patita dal poeta per l’attrice americana Constance Dowling.

La raccolta di poesie comprende dieci componimenti, di cui otto in italiano e due in inglese. Le poesie sono state tutte scritte tra l’11 marzo e il 10 aprile del 1950 a Torino. Furono ritrovate tutte tra le sue carte dell’autore dopo la sua morte.  In questi versi troviamo  diverse letture della morte: essa viene considerata una presenza costante nella vita. Quasi un ospite indesiderato, qualcosa della quale non possiamo mai liberarci, che non si esaurisce soltanto nel momento in cui si verifica, ma che permea l’intera esistenza. Nella poesia è forte il contrasto tra la vista e l’udito. Da un lato si trova la vista, gli occhi, il mondo degli sguardi, la comunicazione non verbale; dall’altro troviamo invece le orecchie sempre sorde e le grida sempre mute. Infine la poesia si chiude con la speranza che è solo una vana illusione.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

*Questi versi sono splendidi e terribili, un vero atto d’accusa… identificare la morte con gli occhi di chi si ama. Di colei che poteva essere il sole della speranza, la salvezza e diventa uno sguardo chiuso che lo porterà inesorabile nel gorgo muto.  Ma in realtà il mal di vivere di questo splendido e profondo poeta era un’ombra che lo accompagnava da tutta la vita forse aveva solo bisogno di chi ascoltasse quel grido taciuto.

L’amore disperato, Cesare Pavese

Le poesie d’amore che Pavese ha scritto per Constance Dowling – pubblicate in una raccolta dal titolo eloquente, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi – sono tristi sì, ma anche bellissime. Il dolore della perdita si mischia al ricordo dell’amore e il risultato è di una tristezza profonda, ma splendida. Questa poesia, all’inizio della raccolta, è la meno triste. Non c’è il dolore dell’abbandono, solo il paragone vivissimo tra il grigiore del mondo e la donna, che rappresenta la luce e il risveglio.

‘Tu eri la vita e le cose’

Lo spiraglio dell’alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell’alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell’alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell’alba,
cigolìo della brezza,
tepore, respiro –
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

Cesare Pavese

Si può morire per amore? Probabilmente la perdita della donna amata fu una delle causa che spinse il poeta al suicidio. Questi versi così belli ed intensi esprimono bene ciò che provava,
l’amore era la luce nel buio, il risveglio alla vita…la speranza che finalmente la sua lunga notte fosse finita.

RECENSIONE A ” L’ONORE E LA DIGNITA’ ” di Santina Gullotto

RECENSIONE A ” L’ONORE E LA DIGNITA’ ” di Santina Gullotto

Grazie Annamaria Risi 

Per la tua recensione

RECENSIONE A ” L’ONORE E LA DIGNITA’ “

Cercare con il cuore, sentire con il cuore, andare oltre, sconfiggere il destino e aprire l’anima a nuovi insperati orizzonti. Santina Gullotto, nel suo splendido diario di vita, sembra ricordarci ad ogni passo che le sconfitte sono le svolte migliori, perchè ci costringono a pensare in modo diverso e creativo. La medicina amara che certe volte bisogna ingoiare perchè è necessaria per guarire. Con una scrittura fluida ed essenziale, la scrittrice ci conduce attraverso gli anni, e in una terra dove poco è permesso e molto è vietato, dove sono troppi i padroni e poca la libertà di andare dove ci porta il cuore. Il racconto di vita è permeato da una forte, radicata fede in Dio, che costituisce l’elemento e lo strumento per superare la malattia, la morte, le disgrazie, le ingiustizie, per risalire l’onda che continuamente toglie il respiro ai giorni. La forza e il coraggio sono gli aspetti dominanti di una donna che pennella con il cuore un viaggio difficile, tortuoso, impervio, per arrivare ad un ritrovato equilibrio dove le scorie sono frammenti del passato che hanno determinato il presente. Nessun eccesso, nessun pietismo, emergono dal pensiero di Santina, che si espande libero, senza nessuna remora, quasi a toccare lievemente le corde del lettore. Un viaggio tutto umano, nelle umane cose, nei giorni di una vita che ritrova nella “LUCE”, il suo faro, una guida che non tradisce mai, ma che illumina il buio e lo rischiara dalle ombre.

Un testo da leggere, da ricordare, perchè in esso sono contenuti ed espressi tutti i valori più alti dell’esistenza.

ANNA RISI. 

Ho letto questo libro in due giorni, cercando di cogliere ogni piccolo frammento e respiro che scaturiva dalle righe, da un racconto che, seppur nella sua crudezza, sapeva di speranza, odorava di forza e coraggio. E’ stato un onore per me, aver lasciato un segno della mia emozione nel leggerti

Lucia Triolo: dies natalis

All’ angolo, lì dove la strada quasi sbatte
contro di sè
quella sagoma,
indefiniti i contorni,
non vuol dir nulla.
È solo un mucchietto
senza sguardo
ne’ voce,
non so da dove venga.

Il giorno che pensa a me
è solo una raccolta di telecomandi rotti
-con le batterie scariche
e una stirpe regale di chips-
eroi sconfitti di insondabili realtà virtuali
cui credere per fede
Una rivisitazione dell’al di là?
Qui non si dice ne’ si ne’ no
e la morte non lascia traccia.

Ma io muoio davvero
Quando la mia tenerezza
invaderà il mondo?
Quando lo accenderà
di fiamma e luce?


Ecco sarà compiuto
il tempo
mio
e il mio
insognabile sogno.
Ecco sarà il giorno
in cui nacqui
alla fine.

IL MARE DENTRO, di Teresa Tropiano

IL MARE DENTRO

Tra le rocce s’insinua,

irruente, dominante,

immenso, impetuoso,

mare travolgente.

Tra i marosi la forza,

devastante bellezza,

prorompente e sinuosa

la marea mi travolge.

Rivoli di spuma

su frangiflutti d’argento

scorrono, scivolano

nel profondo dell’anima.

E l’energia viene a me,

con me, dentro me.

Teresa Tropiano

Scoglio dell’eremita

Polignano a mare

Foto di Giuseppe Calogero

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate.

Agenzia ANSA

@Agenzia_Ansa

Iran, devastanti inondazioni vicino a Teheran: danni e strade allagate. 

I media statali trasmettono dei filmati che mostrano le alluvioni nei pressi della capitale #ANSA 

Questo video, ogni tanto, va semplicemente riproposto. Perché si, lui aveva capito tutto

Questo video, ogni tanto, va semplicemente riproposto.

Perché si, lui aveva capito tutto

okapi™

@ilciccio67

Questo video, ogni tanto, va semplicemente riproposto. Perché si, lui aveva capito tutto.