Questa sera la bianca signora darà spettacolo, sogniamo con lei

Questa sera è previsto nel cielo uno spettacolo unico. Oltre alle tante stelle cadenti previste, ci sarà la luna del cervo. Ovvero uno spettacolo indimenticabile perché questa sarà anche Super. Il satellite della Terra, infatti, sarà molto vicina al perigeo – ovvero il punto più vicino alla Terra dell’orbita lunare. Saranno “appena” a 357.418 km contro i 384.400 km di media.

LUNA

Vieni! È sera, ti aspetto,
lo so che sei solo.
Io ti vedo sempre,
ti sono accanto
e ti aspetto ogni notte.
Alza lo sguardo!
Non sono così lontana.
Vieni! Sono qui per te,
fredda e misteriosa
ti accolgo.
Non aver paura…
guardami!
Non aver vergogna
di mostrare che mi ami.
Io sono l’astro
che illumina la notte,
quello che dà luce
a chi cerca di
orientarsi nel buio.
Io sono la musa
che ispira i poeti,
quando si perdono
tra le stelle.
Io sono l’amante
che ispira i cuori
di coloro che si
cercano nell’oscurità.

Imma Paradiso

la mia sinfonia , di Stefano Polo

La mia sinfonia.
 
 
Sei la mia sinfonia più dolce
che mi suona dentro il cuore
sei come la stella più brillante
che ogni volta che mi guardo indietro
alba o tramonto che sia
sei la mia dolce melodia
il tuo vivere per me, il tuo respirare
sono attimi che mi rendono felice
sempre di più amore mio
sei la mia margherita
che con ogni suo petalo
avvolge il mio cuore
grazie amore mio
vivo del tuo splendore.

Arti e Sculture al Festival mondiale PIAF 2022

Amy Vasilescu- artista

Amy Vasilescu  è un’artista completa e complessa che crea OPERE estremamente apprezzate sia in Romania che all’estero per le quali ha ricevuto spesso PREMI – da prestigiose Giurie a Festival, Saloni e Simposi Internazionali e Nazionali. È una PITTRICE d’élite, ma lavora non solo con colori ad olio e acrilici su tela ma anche acquerello su carta o cartone.
Pratica, a volte, la tecnica mista, ottenendo opere d’arte molto preziose, (con aspetto tridimensionale) del tutto originali!
Va anche menzionata l’arte della fotografia, da cui è attratta e che le ha portato risultati spettacolari e significativi!
Per quanto riguarda la sua attività di ORGANIZZATRICE  e CURATRICE – non si può non citare il fatto che è la direttrice generale di un’associazione culturale -HXA Art Gallery – in cui coordina e conduce mostre collettive itineranti in tutte le principali città e località della Romania,  promuovendo l’ arte ed artisti contemporanei , ed eventi su larga scala.
“APCOR” E’ UN MARCHIO  INDICATIVO DI PROGETTI  DI SPESSORE,    sviluppati nelle  filiali del nostro Paese e non solo!
BY ” Ofelia Hutul”

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

Sii l’ispirazione – ESSI il cambiamento!

Team di scrittori della Fondazione Capital

http://www.writersedizione.com

http://www.wcifcentral@gmail.com

Arti e Sculture al Festival mondiale PIAF 2022

Otilia Chiriac – artista

L’artista OTILIA CHIRIAC – Romania – iscritta all’U.A.P. – Romania
“Attraverso la raffinatezza cromatica, la cui freschezza resta attiva compositivamente essenzializzando le strutture in forme astratte, ben padroneggiate, che non sfuggono del tutto alla morfologia del figurativo, ma si lasciano aspirare all’ideazione pur conservando l’attributo di catalizzatori alla trama della realtà, Otilia Chiriac persegue nelle sue opere una vita ineffabile che rimane inspiegabile nel suo ingegno, ma allo stesso tempo capace di sorprenderci

3)Otilia Chiriac,PORTUL,   mixta,panza,40X50,..

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

Sii l’ispirazione – ESSI il cambiamento!

Team di scrittori della Fondazione Capital

http://www.writersedizione.com

http://www.wcifcentral@gmail.com

Sorella di sangue diverso

Da Frida la loka.

Tu, sorella, lontana da me.

Ci siamo perse semplicemente per lungo tempo, a un tiro di schioppo da mille avventure immaginate insieme; una vita abbiamo trascorso, diverse strade, diverse scelte, diverso tempo.

Che non porti il mio sangue ed io non porto il tuo. Eppure sei mia sorella…

Mentre, i nostri sentieri prendevano passi lontani e diversi. Ma nella mente, c’eri, al mio fianco ad abbracciarmi nei momenti di sconforto e ridere come due pazze scatenate, che siamo quello… due pazze…
Parlavamo alla distanza raccontandoci le nostre e avremmo avuto la voglia di condividere un tavolo, un rosso con due calici e perché no, qualche sigaretta.

E contemplare il nulla; silenzi che avrebbero fato la nostra compagnia unica.

Ci siamo ritrovate dopo tanto, e pure sembrerebbe non fosse passato neanche un secondo lontana da te.

Davanti a noi; un tavolo, calici, rosso rubino e tanto da dirci guardandoci agli occhi.

Di scelte ne abbiamo fatte, decisioni abbiamo dovuto prendere, talvolta inciampando, rimangiandosi le parole. Chiedersi, avrei potuto fare diversamente…

Nessuno l’ho sa, nemmeno noi.
Di certo è, che anche se l’oceano ci tiene lontane sei qui, accanto a me.

Tua.

13 luglio, 2022.

Dal web.

Una poesia al giorno…I Pensieri di Mary

Maria Pellino – poetessa

È tempo

È tempo di tenacia,
cui ancorare
la propria immobilità
per farsi inondare
dal rigurgito delle onde
in un mare sconfinato
che scalfisce le emozioni
e spinge via
ingannevoli modi d’essere.
È tempo di attesa,
in cui germogliano
i semi dell’anima
che muore per rinascere
in una bellezza rinnovata.
È tempo di arginare
le acque violente
dell’agiatezza
per rimanere radicati
alla cura arcigna
della sostanza.
È ora
il tempo
del riverbero,
eco silente di armonia universale,
tempo di purezza
che cinge l’orbita ancestrale del sè
e ne vanifica
l’insensatezza gravitazionale
nell’eclissi di un’umanità
priva coscienza.
@MariaPellino

Tempo

poesia

pensieri

cielo

bellezza

Verbania: giovedì 14 luglio DAVIDE VAN DE SFROOS nell’Arena Esterna del Maggiore di Verbania con lo spettacolo Live Estate 2022

Verbania: giovedì 14 luglio DAVIDE VAN DE SFROOS nell’Arena Esterna del Maggiore di Verbania con lo spettacolo Live Estate 2022

Verbania: giovedì 14 luglio DAVIDE VAN DE SFROOS nell’Arena Esterna del Maggiore di Verbania con lo spettacolo Live Estate 2022, quarto appuntamento della stagione estiva.

CONTINUA L’ESTATE AL MAGGIORE 

quarto appuntamento domani, GIOVEDÌ 14 LUGLIO nell’Arena Esterna con

DAVIDE VAN DE SFROOS

e lo spettacolo LIVE ESTATE 2022

Tra grandi successi del passato e incursioni nell’ultimo progetto discografico MAADER FOLK

Biglietti disponibili al link https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Continua l’ESTATE AL MAGGIORE:un ricco cartellone di eventi che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, passando per la danza e la prosa, ospitati al TEATRO MAGGIORE, nella sua ARENA ESTERNA, il cui palco è stato acquistato grazie al progetto Culturagility, finanziato da Fondazione Cariplo, e nella recentemente riaperta al pubblico VILLA SIMONETTA

Il quarto appuntamento ècon un uno dei nomi più noti della musica folk italiana: DAVIDE VAN DE SFROOS che, domani, GIOVEDÌ 14 LUGLIO, porterà sul palco dell’Arena Esterna del Maggiore (ore 21.00), lo spettacolo LIVE ESTATE 2022

Dopo il grande successo nei teatri con il MAADER TOUR – un percorso lungo tre mesi costellato di incredibili sold out, LIVE ESTATE 2022 è l’occasione per tornare a far ballare il pubblico sulle note dei brani simbolo del repertorio dell’artista, un best of che miscela i grandi successi del passato che più ci hanno fatto ballare con incursioni nell’ultimo progetto discografico MAADER FOLK (BMG/MyNina). 

Sul palco insieme a DAVIDE VAN DE SFROOS l’inossidabile band composta da Angapiemage Galiano Persico (violino, mandolino, tamburello, cori), Paolo Cazzaniga (chitarra elettrica e acustica, cori), Silvio Centamore (batteria, percussioni), Matteo Luraghi (basso), Thomas Butti (fisarmonica, tromba) e Daniele Caldarini (tastiere, chitarra acustica).

Biglietti disponibili al link: https://toptix1.mioticket.it/fondazioneilmaggiore/

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.ilmaggioreverbania.it

www.facebook.com/ilMaggioreVerbania

www.instagram.com/il_maggiore_verbania/

Allegro con Brio 2022: oggi pomeriggio, alle ore 16.30, presso la biblioteca di Verbania

Allegro con Brio 2022: oggi pomeriggio, alle ore 16.30, presso la biblioteca di Verbania

Allegro con Brio 2022: oggi pomeriggio, alle ore 16.30, presso la biblioteca di Verbania, presentazione del programma completo e performance dell’artista Nicola Della Maggiora. Appuntamento aperto alla stampa e al pubblico.

L’appuntamento è per oggi, mercoledì 13 luglio, alle ore 16.30, presso la biblioteca di Verbania: non si tratta di una conferenza stampa ma di una presentazione, aperta anche al pubblico.

Qui, oltre a scoprire il programma completo del festival, ci sarà modo di assistere a SOFFIONE, performance unica dell’artista Nicola Della Maggiora, artista sordo, attore e poeta toscano.

La poesia “Soffione” di Nicola Della Maggiora, le dita, nella loro valenza descrittiva della pianta, possono essere un seme, una radice, uno stelo, un pappo, un’infiorescenza. La disambiguazione è lasciata al disegno nell’aria compiuto dal movimento. Attraverso la danza delle mani è possibile ricostruire l’evento della radicazione della pianta, della sua crescita e sviluppo, dell’incontro dell’infiorescenza con altri elementi del testo. La forma delle mani costituisce una sorta di “iconologia fantastica”, ogni immagine si lega all’altra attraverso il movimento, è la danza di queste immagini che costruisce la storia, l’evento.

NEL DELTA DELLA VITA, di Raffaele Piazza. Recensione di Marco Zelioli

Raffaele Piazza

NEL DELTA DELLA VITA

Recensione di Marco Zelioli

Lo scrittore e critico letterario napoletano Raffaele Piazza ci offre, per i tipi di Guido Miano Editore, queste cinquanta liriche intitolate Nel delta della vita: una sola ha un titolo, la prima, ed è Prologo; le altre sono semplicemente numerate da 1 a 49; ma l’Editore (che come sempre propone, in appendice, un’utilissima bio-bibliografia dell’autore) ha pensato bene di mettere nell’indice non il solo numero, ma il verso iniziale di ogni lirica, a mo’ di titolo, per non spaesare il lettore. 

In queste poesie appaiono due costanti presenze femminili, l’amica drammaticamente perduta Mirta (alla cui memoria è dedicato il libro) e la sposa ed amante Selene, nominata fin dalla poesia n.1 e di cui alla n.7 dice, concludendo: «…/ Ti esponevi al sole sul balcone / attiravi sinuosa e sensuale sguardi / ma eri solo mia nella duale magia». Aspetto che ritorna, questo del “duale” con Selene, quasi a voler lasciar fuori il resto – che però incessantemente bussa alla porta della vita con il bagaglio dei ricordi e delle reminiscenze, anche letterarie, come in questa n.15 «All’ombra del cipresso / e del destino si apre la speranza / liberi nel nostro duale film privato / di vita nova e tutto resta uguale / al giorno della genesi per varcare / la soglia della speranza nel fascinoso / incantesimo di noi oltre la soglia / infinita e la felicità sono».

Il linguaggio è complesso pur se le singole parole sono semplici (tranne forse un paio), l’incedere del verso è frastagliato e fa frequente ricorso all’enjambement, con segni di interpunzione molto radi e ripetute congiunzioni “e” ad inizio verso; è emblematica la n.8: «La lezione imparata a memoria / collaboratore volontario  / della cattedra e mi compiacevo / di me stesso nel silenzio vegetale / e giù nel quadriportico / c’era la vasca con il papiro / della rarità verde e centrale / per ritrovare delle cose il senso / e le ragazzine insegnavano / a tessere dei giorni l’ordito / pari a sacerdotesse di un culto / profano». Tutto ciò dà all’insieme un che di misteriosamente faticoso, come del resto faticosa è la vita («Avventura e viaggio è questa vita», inizia la n.2) ed anche il suo continuo paragone con la morte: «Ora sei cenere, Mirta, e potevi essere / felice come noi nel ristorante dei vivi / in soave connivenza a giocare / a Una donna per amico» (n.5).

Così pare che il filo del discorso che si dipana tra i versi di Raffaele Piazza resti sospeso all’infinito, come nella mai doma ansia di cercare il senso del tutto: «Ansia incessante a stellarmi / perché una è la vita: / oh mezzanotte dell’incantesimo / inverso da quello di Cenerentola, / incantesimo il mio di pienezza / e gioia. E si logora il tempo / in attimi di non tempo» (n.32). Attimi nei quali si annida, però, anche la speranza, che nei piccoli dettagli dei ricordi quotidiani è quasi come un preludio alla felicità, che talora pare così vicina: «Ti chiedo felicità, / Selene, e tu farfalla rosa di sorriso / mi restituisci e tutto resta pari a sé. / Si diradano le ombre e il fare leggero / dei tuoi scalza passi per la casa / e in prossimità del lago della pace / che nonostante tutto esiste» (n.23).

Una lettura che fa pensare, decisamente.

Marco Zelioli

Raffaele Piazza, Nel delta della vita, pref. Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2022, pp. 60, isbn 978-88-31497-88-6, mianoposta@gmail.com.

La scrittrice Luisa Zambrotta è una nuova autrice di Alessandria online e Alessandria today 

Luisa Zambrotta – scrittrice

La scrittrice Luisa Zambrotta è una nuova autrice di Alessandria today e Alessandria online

di Pier Carlo lava

Sono particolarmente lieto di comunicare ai nostri lettori che la scrittrice Luisa Zambrotta è una nuova componente della redazione dei due blog, a Luisa do anche a nome di tutti gli autori della redazione il mio benvenuto e in attesa di leggere i suoi post gli auguro buon lavoro.

Note biografiche

LUISA ZAMBROTTA è nata a Milano e vive in Brianza.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha sempre insegnato inglese alle scuole superiori. Da quando è andata in pensione, ha cominciato a tenere corsi di cultura inglese all’Università per la Terza Età del paese in cui abita e a dedicarsi alla scrittura. Alcuni suoi racconti sono pubblicati in varie antologie.

E’ presente su WordPress con il blog “Words Music and Stories”, iniziato anni fa semplicemente per condividere il materiale che presentava alle lezioni, rendendolo accessibile anche ai corsisti che non avevano potuto partecipare di persona.  

Poi però  la cura di un blog culturale bilingue si è trasformata in una passione che  ora conta migliaia di follower da tutte le parti del mondo.

In cucina con Dante (Il medioevo)

Dante visse in un periodo in cui la cucina non era ancora uscita dalla situazione di “oscurità” in cui l’avevano relegata, insieme ad altre espressioni delle umane attività, eventi storici, credenze e consuetudini alto-medievali.
La stragrande maggioranza della popolazione seguiva abitudini alimentari condizionate dall’esiguità dei mezzi finanziari e legate alle sole disponibilità del territorio.
Mentre la nobiltà usava esibire grandi quantità di cibo molto speziate senza una vera cultura della buona cucina.
Anche nelle opere di Dante viene evidenziata l’importanza dell’alimentazione nella vita dell’uomo.
“Grosse lamprede, o ver di gran salmoni/ aporti, lucci senza far sentore./La buona anguilla non è già peggiore;/alose o tinche o buoni storioni./Torte battute o tartere o fiadoni:/queste son cose da acquistar mi’ amore,/o s’e’ mi manda ancor grossi cavretti,/o gran cappon di muda be-nodriti/o paperi novelli o coniglietti”.

Vi è un approccio dantesco alla tavola costituisce buona parte del 125° dei 232 sonetti che compongono il pometto Il fiore, opera che la maggior parte della critica considera una riscrittura compendiosa del Roman de la Rose composta da un Dante ventenne durante un soggiorno in Francia.
Tali versi parrebbero delineare il profilo di una persona che non nasconde un certo compiacimento con i piaceri della tavola. Invece il divino poeta aveva idee molto sobrie riguardo al cibo: “Nel cibo e nel poto fu modestissimo, sì in prenderlo all’ore ordinate e sì in non trapassare il segno della necessità” e biasimava chi non si attenesse alle regole della sobrietà affermando “Questi cotali non mangiare per vivere, ma più tosto vivere per mangiare”.
Si narra che, durante un soggiorno napoletano, venne invitato alla corte di re Roberto d’Angiò e, “Come solean li poeti fare”, si presentò abbigliato con una certa trascuratezza; di conseguenza, “Fu messo in coda di taula” e, al termine del pasto, abbandonò la tavola ostentando il suo disappunto. Il re si rese conto che il trattamento riservato al Poeta era stato inadeguato e lo invitò nuovamente.

Questa volta Dante si presentò con abiti sontuosi e il re lo fece accomodare “In capo della prima mensa”; una volta seduto, il Poeta si strofinò le vesti con i cibi e le bevande che erano state servite e, alla sorpresa del re, replicò: “Santa corona, io cognosco che questo grande onore ch’è ora fatto, avete fatto a’ panni, e pertanto io ho voluto che i panni godano le vivande apparecchiate”.

Il re riconobbe le ragioni di Dante, ordinò che fosse rivestito con indumenti puliti e lo trattenne a corte per trarre altri insegnamenti dalla sua scienza.
Nel poema dantesco il cibo assume un’accezione prevalentemente negativa, oggetto di quella gola che i padri della Chiesa condannavano come vizio capitale e che si esprime in cinque modi: mangiando fuori tempo, molto frequentemente, ricercando cibi prelibati, eccedendo nella quantità, con soverchia avidità, esagerando nei condimenti.

*Eh sì Dante non tradisce il suo rigore nemmeno a tavola. Eppure, soprattutto per l’epoca, aveva ragione a condannare l’ingordigia che di certo non è sinonimo di buona cucina o di salute. Forse un po’ esagera punendo i golosi mandandoli addirittura in un girone dell’Inferno sbranati da Cerbero.

Il miele segreto, di Rita Frasca Odorizzi

Photo by Gantas Vaiu010diulu0117nas on Pexels.com

Il miele segreto, di Rita Frasca Odorizzi

Il miele segreto

Il colore è gioia,

ma la gioia

può essere oscura?

Dio si è ammalato

e l’angelo si è perso?

Le nostre coscienze

si sono addormentate

nel limbo

di un grigio allucinato

in una disumana scacchiera?

Chi gioca con la nostra vita

e spreme il fiele e il miele

della nostra giovinezza,

sussultando di paranoia,

in un paradiso spento?

Chi ci lascia cadere nel vuoto

con le piume strappate

nell’ultimo volo?

Chi è il depositario

dei nostri sogni, maturati in estasi

nella notte dell’anima…

Chi ci osserva

nei nostri segreti sconforti:

Sento il tempo macerare

incubi e sogni nella clessidra

che si svuota lasciandoci,

senza il canto del mattino,

lo stridio degli uccelli a sera,

la voragine in cuore,

il miele nell’anima,

e il fiele nel cuore..

Ritafrascaodorizzi

Valeria Bianchi Mian: IDENTITÀ 

Valeria Bianchi Mian: IDENTITÀ 

Se dico identità non ne nomino una sola. Siamo uguali e diversi, simili e differenziati, somiglianti e stranieri persino di fronte a noi stess*. 

Le identità sono poliedriche come un arcano Mondo che, se sei fortunell*, si incastrano in un mix di differenze e molteplicità che ti fa dire «Sono io» e porta il tuo essere Universo ovunque tu desideri posizionare l’* (asterisco) – che vuol dire declinarsi al di là del maschio femmina, per dire, ecco, per fare un esempio.

Oggi però il focus non è solo l’identità di genere. Prendiamo la base. C’è di sicuro il tuo gusto, quel che ti attira. L’identità sessuale ti definisce se scegli – o non scegli – l’altro, l’altra, gli altri, le altre o nessun*.

Basta con l’asterisco, altrimenti non si capisce più niente. Scelgo di declinare le parole al femminile per un attimo, mi identifico personalmente come Valeria, donna un po’ cisgender e un po’ travestita da donna, ché ho un Animus mercuriale e sono tripartita, dunque come minimo in contraddizione armonica.

E ancora, vedi, l’identità proteiforme del dirsi magari che ne so «I’m italian» con madre e padre di origini estere, e sentirsi un po’ apolidi. Siamo cittadine della Terra, punto. Edgar Morin, un mito forever. Recuperiamo l’identità terrestre ma aggiungiamo anche l’identità specifica umana solo se capace di armonizzazione con le altre animalità. Altrimenti, meglio scimmie. Non a caso condividiamo con lo scimpanzé più del 90% del DNA.

E poi l’identità digitale, naturalmente, i ruoli giocati sul piano del reale e sul piano dell’illusione, l’immaginario che ci rende mercuriali e l’idea transumana del cervello in una vasca da bagno, eccetera, eccetera. Verso dove, fino a quando inesorabilmente ci trasmuteremo in atomi di carbonio. Allora poi vedrai che identità.

Torno un attimo al discorso terrestre, alle identità vivaci e dinamiche che ci rendono panettiere, scienziate, scrittrici, madri, padri, sorelle, attiviste, riflessive, amanti del rugby o della danza classica. Insomma, vive così come siamo. Restiamo suo pezzo, dunque tengo la declinazione al femminile e andiamo a vedere un attimo l’identità professionale. Di me alcune persone, per lo più in passato, dicevano, con la puzza del dubbio sotto il naso: «Eh, ma non capisco cosa fai, sei Psicoterapeuta ma usi i Tarocchi, e poi scrivi?» – l’abitudine al monotema ci frega, ci limita, ci blocca lo sguardo. Dunque, soprattutto nei Social, va alla grande la versione “tutta d’un pezzo”, se scrivi poesie fai quello e basta, ma io scrivo poesie, racconti, saggistica, narrativa, uso le carte per una miriade di attività, conduco laboratori creativi, lavoro in studio con il Counseling e la Psicoterapia. Mettiamo il caso che. Per gioco, cambiamo professione. Ora immaginiamo, che ne so, una sarta. La sarta in questione è anche sportiva, musicista, cucina benissimo e si fa conoscere perché coltiva zucchini biologici part time. E allora, è forse meno sarta per questo? Da genio qual è, la suddetta sarta di sicuro saprà abbinare l’orto al tessuto e creerà, ipotizziamo, una linea ad hoc per il giardino. Aprire la mente è l’identità dell’intelligenza. Assimila, accomoda, apprendi.

V.

#ilmiovocabolario #I #identità

«Elementi di versi – Alchimia salentina» di Tiziana Quarta

«Elementi di versi – Alchimia salentina» di Tiziana Quarta.

Dichiarazione d’amore per la terra natia, nella nuova raccolta poetica molto apprezzata da Alessandro Quasimodo

In libreria con “Elementi di versi – Alchimia salentina”, Tiziana Quarta si presenta ai lettori con un’opera che sancisce il legame profondo con la propria terra natia, il Salento, e in dettaglio con la città di Monteroni di Lecce, dove ha vissuto per lungo periodo. Un legame che sfida le distanze, che resta anche quando la vita porta ad allontanarsi dalle proprie radici.
Pagina dopo pagina, compaiono «L’aria di casa, il profumo del mare, il sole che brucia e la terra che manca», come si legge nel retrocopertina, in una sintesi esplicativa del Salento e del sentimento di nostalgia vissuto dall’autrice. Lei, che è cresciuta in questa meravigliosa terra, di profumi, di sole e di sale, ora vive con la famiglia ai piedi dei Colli Eugenei, in provincia di Padova.

Sollecitata dalle manifestazioni della bella terra salentina, nelle sue componenti – terra, acqua, aria e fuoco – Tiziana ne ha fatto coscientemente la materia del suo canto. I quattro elementi cambiano la loro sostanza per essere trasformati in poesia e divenire «elementi di versi», come recita la prima parte titolo, raccontando un luogo di origine impresso nello spirito.

Quarta Cover.cdr

L’originale opera, sia per la struttura suddivisa in sezioni che ripercorrono i quattro elementi naturali, sia per le tematiche affrontate, ha sollecitato l’interesse di Alessandro Quasimodo. Il figlio del poeta Salvatore ha curato la prefazione del libro, sottolineandone la caratteristica innovativa, fino al punto di esternare: «Si apprende un nuovo modo di accostarsi alla parola nella sua purezza misteriosa e, direi, magica». D’altronde, Tiziana (classe 1985) conosce nel profondo il potere della parola, con cui ha a che fare assiduamente anche per i percorsi di formazione intrapresi, essendo laureata in Scienze della Comunicazione ed in Giornalismo.

Le sue, sono parole che suscitano interesse e catturano il lettore, a partire dal titolo scelto per la raccolta. “Alchimia” indica un percorso interiore «in grado di conoscere le qualità di ogni elemento che caratterizza le nostre vite e dominarlo» suggerisce Tiziana nell’ampia e dettagliata introduzione. “Salentina” indica i luoghi in cui è cresciuta «che, nonostante adesso siano lontani perché la vita mi ha portato altrove, mi hanno lasciato dentro un bagaglio di emozioni».

Sono sentimenti universali, perché ognuno ha una propria terra da cui ha iniziato il viaggio personale della vita e a cui ritorna sempre, anche quando è lontano. Eh già: un Paese ci vuole, come sosteneva Cesare Pavese.