Non è colpa dei cani, ma dei padroni!, di Pier Carlo Lava

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Non è colpa dei cani, ma dei padroni!, di Pier Carlo Lava Alessandria: Un principio a cui ci si dovrebbe sempre attenere, ma che purtroppo viene praticato da pochi è quello di evitare di “fare di tutte le erbe un fascio”. Mi ritengo un amante degli animali perchè sono fermamente convinto che gli stessi vadano rispettati e salvaguardati dalle minacce, che di solito vengono portate loro dagli esseri umani. Fra i doveri di chi è proprietario di un cane ci sono le varie passeggiata giornaliere, durante le quali fa il nostro amico a quattro zampe fa i propri bisogni.

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In tal senso, alfine di evitare spiacevoli sanzioni, credo che sia opportuno ricordare a chi non ne fosse informato, quanto prevede in sintesi l’ordinanza comunale in vigore ad Alessandria in merito ai cani: In città, tranne che nelle aree a loro riservate e regolarmente recintate, il cane deve essere sempre tenuto al guinzaglio (che non può essere più lungo di 1,5 mt.), deve avere il microchip o il tatuaggio per facilitarne il ritrovamento in caso di smarrimento e infine si deve sempre portare appresso sia la museruola che i sacchetti per la raccolta delle deiezioni. Alcune semplici regole per una civile e rispettosa convivenza, ma purtroppo come succede per tutte le regole, c’è chi pensa bene di non osservarle. Il problema che si riscontra maggiormente è quello delle deiezioni che taluni proprietari incivili non raccolgono, con le inevitabili e giustificate rimostranze dei cittadini, che lamentano problemi igienici ed estetici, oltre al fatto che in un momento di disattenzione può capitare di pestarla e in quel caso le imprecazioni nei confronti dei possessori di cani si sprecano. Credo di non sbagliare affermando che la compagnia di un cane può essere certamente fonte di grandi soddisfazioni, ma va ricordato che ci sono anche dei doveri nei confronti del nostro amico a quattro zampe, della città e dei cittadini. Pertanto alfine di evitare che si generalizzi colpevolizzando indistintamente tutti i proprietari di cani, compresi coloro che si comportano in modo civile e soprattutto per non dare motivazioni che possano portare talune persone ignobili a compiere gesti inconsulti, come nei casi di animali morti per bocconi avvelenati, vorrei caldamente invitare i proprietari di cani che non lo fanno, a provvedere a raccogliere le deiezioni dei loro fedeli amici a quattro zampe, nell’interesse di tutti noi, dei nostri amici e sopratutto in segno di rispetto verso la comunità.

foto: http://www.ilgiornale.it/

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Date: 21 settembre 2022 Author: irisgdm

articolo di Flavia Sironi

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, cane, albero e attività all'aperto

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sin da quando ero bambina mi hanno sempre tenuto compagnia non facendomi mai sentire sola. Hanno sempre ascoltato tutti i miei problemi con estrema attenzione senza mai dare alcun segno di noia o di disappunto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché accanto a loro ho avuto la fortuna di sviluppare tantissime difese immunitarie che mi hanno permesso di vivere una vita sana lontana da medici curanti, farmaci e allergie.

Flavia Sironi

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché in un momento difficilissimo della mia vita, quando ho perso tutto casa compresa, mi sono sempre stati accanto con l’amore immutato nonostante la loro pappa fosse meno ricca e gustosa, nonostante avessi meno tempo da dedicare loro, nonostante fossi spesso nervosa e piagnona. Al contrario di alcune persone che sono fuggite per paura chiedessi loro qualcosa, mi sono sempre stati vicino. Mi hanno dato forza e coraggio per rialzarmi da terra, ricominciare e tirare avanti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nelle notti fredde riscaldano il mio corpo appiccicandosi come cozze al mio.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sono allegri, buffi, simpatici e mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché conoscono il significato della parola empatia e la applicano in continuazione.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando piango e ho bisogno di conforto si radunano attorno a me e con i loro nasi umidi e la loro lingua calda asciugano le mie lacrime.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando canto mi accompagnano con ululati gioiosi saltandomi addosso.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nonostante dia loro nomi buffi, a volte persino ridicoli, non si lamentano mai e mi rispondono sempre con entusiasmo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶, una in particolare Havana, perché con la loro voglia di correre mi hanno portato a fare risultati mai sperati. Con Havana due Campionati Italiani vinti, due partecipazioni al Campionato Europeo con la Maglia Azzurra della Nazionale Italiana di Canicross.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché con loro faccio una vita libera, all’aria aperta e partecipo ad eventi legati al mondo della cinofilia.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché facendo ciò che faccio conosco sempre persone interessanti con le quali molto spesso collaboro, organizzo, o semplicemente do loro una mano e loro la danno a me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché ogni giorno quando mi sveglio accolgono la mia giornata e ogni notte vegliano il mio sonno.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando rientro mi accolgono come se non mi vedessero da mesi e mi fanno sentire finalmente a casa.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sopportano le mie lune, il mio carattere mutevole, la mia originalità, la mia rabbia, il mio nervosismo, la mia ansia. (Ovviamente, sia ben chiaro, non scarico questi nefasti sentimenti sui loro corpi ma sbatto porte, urlo, pesto i piedi). Loro mi guardano dispiaciuti con testa bassa e occhi smarriti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché mi sono sempre grati di tutto ciò che offro loro, della vita che regalo loro, del cibo che dono loro, delle cure che ho per loro. E’ da tutti i miei cani che ho imparato il significato esatto della parola gratitudine, sono a loro grata anche per questo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sanno sempre attendere il momento giusto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro fusa cadenzate cullano il mio sonno rilassando i miei nervi.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché tengono lontano dalla mia casa animaletti indesiderati.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sono molto belli, oserei dire perfetti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché quando ho male a qualche parte del corpo, soprattutto lo stomaco, si sdraiano sulla parte dolente attenuando o addirittura annullando il male.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro giravolte e le loro scorribande mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché nonostante i nomi buffi o addirittura ridicoli che invento per loro non mi portano rancore e quando li chiamo, se ne hanno voglia, vengono da me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché conoscendoli a fondo comprendo ogni giorno il grande significato della parola libertà.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché mi dimostrano cos’è l’amicizia facendomi sentire loro amica.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché, a modo loro, mi sono grati di tutto ciò che offro loro.

Mi piacerebbe sapere i vostri motivi per i quali siete grati ai vostri animali.

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Articolo di Flavia Sironi

El bayo

Da Frida la loka – Lombardia

Y por ‘ai anda… mi carne descompuesta y mis huesos rotos, vagabundeando siempre entre las mesmas paredes.
Errando sin sendero con el techito siempre blancuzco.


Pispeando por ‘ai, por si acaso, pasa el bayo con los pelos al viento; que las yeguas en los ranchos de los parajes; son muchas y les agarra la calura cuando se hace ver.

Libreria multimediale w. Press

El bayo, pasa haciéndose el distraído, coleteando de acá para ayá, baileteando y presumiendo.

Y por ‘ai los veo, alejándose al galopo, con su perro Guayaray…

El bayo, parando las antenas, escucha la voz del patrón, que con un par de estribadas en el lomo le dice que ‘ai que ir a laburá.

Tua.
8 settembre, 2022.

http://fridalaloka.com

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Date: 12 settembre 2022 Author: irisgdm

Flavia Sironi

https://www.facebook.com/reel/807353990393887

Vuoi conoscere la disciplina dog Trail e canicross? Vieni a trovarci!

Domenica 9 ottobre 2022 a Valcava Comune Di Torre Dè Busi in provincia di Bergamo si terrà la terza edizione della gara di dog trail CSEN.

Prima della partenza ci sarà un’accurata visita veterinaria, ricordate di portare i libretti per il controllo del microchip. La visita verrà fatta anche a fine gara.

Gli atleti partiranno da piazza San Rocco alle ore 9,30.

Il percorso, di 13 chilometri con dislivello positivo di 850 metri, si svilupperà lungo bellissimi sentieri escursionistici.

Il punto più alto che si raggiungerà è di 1432mslm sulla vetta Monte Tesoro.

Lungo il percorso sono previsti 2 punti di ristoro ed 1 alla fine della gara.

Il percorso sarà segnalato con balise, frecce, e bolini rossi tracciati con vernice ad acqua.

Saranno presenti numerosi volontari lungo tutto il tragitto onde indirizzare e, in caso di necessità, aiutare i partecipanti.

Quest’anno gli organizzatori, per il piacere di tutte le persone che non fanno agonismo ma semplicemente amano passeggiare in compagnia del proprio quattro zampe e una coda, hanno organizzato un dog trekking naturalistico in collaborazione con ASD Centro Cinofilo Spirito Libero, ovvero una passeggiata di gruppo accompagnati da istruttori della disciplina ed educatori cinofili.

Il percorso sarà di 8 chilometri con un dislivello positivo di 432 metri sempre lungo bellissimi sentieri escursionistici.

In palio ci saranno 3 pettorali gratuiti a chi scriverà per primo all’indirizzo dogtrail.canicross.lecchese@gmail.com con la dicitura: Trofeo Spirito Libero.

Per ogni atleta ci sarà un ricco pacco gara contenente: sacca porta scarpe loggata Dog TCL, vasetto di miele artigianale, birra artigianale, t-shirt dell’evento, e una simpaticissima sorpresa per i veri protagonisti della manifestazione gli atleti a 4 zampe e una coda.

Saranno premiati i primi 5 uomini e le prime 5 donne.

Verrà inoltre premiato il gruppo più numeroso con il trofeo Spirito Libero.

Ci saranno anche altre premiazioni a sorpresa.

Servizi disponibili: area camper su prenotazione, 2 ristoranti convenzionati, 1 bar, ampio parcheggio gratuito.

Servizi offerti dall’organizzazione: 3 fotografi lungo il percorso, 1 fotografo dedicato per foto ritratti nella location, massaggiatore per gli atleti.

Inutile dire che vi aspettiamo numerosi!

Troverete tutte le informazioni sul sito:https://m.facebook.com/story.php…#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#canidiinstagram#sguardoanimale#camminacolcane#caniche#canibellissimi#giornatamondialedellafisioterapia#canifelici#giornatamondiale#canifelici#canibelli#sportcinofili#canicross

Canicross Italia CSEN Istruttore canicross Luca Pilato

Sguardo animale di Flavia Sironi

Il cane : il più antico e fidato compagno dell’uomo celebrato il 26 agosto di ogni anno, Gabriella Paci

(Arezzo)

 IL 26 agosto,a partire dal 2004, è stata decretata “giornata mondiale del cane “ e in Italia sono oltre il 30% degli abitanti che possiedono un animale domestico e,in particolare un cane.Si calcola infatti che siano registrati all’anagrafe Animali d’affezione ben 13,6milioni di cani con presenza stabile nelle famiglie.

Molti italiani, (si calcola 8,5milioni) grazie alla crescente disponibilità di spiagge  e hotels appartenenti alla cosiddetta “pet friendly” hanno portato con loro in vacanza il cane ,mentre l’8% ha rinunciato a causa di mancanza di strutture, il 60% lo ha affidato a parenti , amici o strutture d’accoglienza .

Tuttavia il fenomeno dell’abbandono esiste tuttora e addirittura il 70% dei cani presenti sul territorio è randagio .

I benefici derivanti dall’aver un cane.

Proprio in occasione della Giornata Mondiale del Cane, la dott.ssa Chiara Bonfà, addestratrice Ente Nazionale Cinofilia Italiana ha stilato l’elenco dei benefici chela presenza di un cane può dare: 
1) Si ride di più: secondo uno studio pubblicato da Society & Animals, i proprietari di un cane hanno maggiori possibilità di ridere durante la giornata.Il loro atteggiamento,i movimenti ,l’espressione spesso suscitano divertimento e,dunque,la risata.

2) Fa bene alla salute: chi ha un cane rischia in misura minore di soffrire di depressione e solitudine Addirittura uno studio dell’American Heart Association ha rilevato che le persone con una ipertensione al limite, hanno visto i valori scendere dopo 5 mesi dall’adozione di un cane.

3) I cani aiutano nella socialità: uno studio delle Università di Liverpool e Bristol sostiene che avere un cane migliora la socialità e aiuta a fare nuove amicizie.Il cane socializza con gli altri cani e spinge i padroni a fare conoscenza tra di loro.

4) I cani sono un motivo per essere più attivi: come è normale che sia, un cane obbliga una persona a muoversi di più, anche solo per la necessità di essere portato fuori qualche volta al giorno.

5) I cani migliorano l’autostima: diversi studi hanno dimostrato come l’interazione con un cane aiuti le persone a sviluppare maggiore autostima.  I motivi sono da ritrovare nel rilascio di ossitocina, ormone che favorisce l’affettività e l’empatia, ma anche nella produzione di serotonina, l’ormone del buonumore e nella riduzione del cortisolo, che provoca lo stress. 

6) I cani possono darti sicurezza perché difendono la casa e il padrone dai malintenzionati e possono costituire una specie di guardia del corpo.

Il cane  capisce e interagisce

Sembrano capirti al primo sguardo e che non ci sia bisogno di parole per comunicare anche se un cane può arrivare  a comprendere dalle 180 alle 250 tra parole e gesti specifici, ha la stessa capacità di apprendimento di un bambino di due anni. Inoltre sono in grado di comprendere dall’odore lo stato d’animo del padrone e reagire di conseguenza. A seconda delle emozioni provate, infatti, il corpo produce particolari secrezioni che gli uomini non avvertono ma i cani sì. Riescono a capire le varie fasi della giornata e sono estremamente regolari con i propri orari, pur non avendo la percezione reale del tempo».

 Anche a olfatto sono evoluti perché possiedono tra i 125 e i 300 milioni di ghiandole olfattive, contro i 5 milioni dell’uomo, e l’area del cervello dedicata all’olfatto è quattro volte più grande del resto.

Vengono infatti utilizzati anche per ritrovare persone sepolte o scomparse o per salvarle.

Il volontariato animalista di Flavia Sironi

Elisabetta e Peggy.

Sono una volontaria da più di trent’anni.

Nel volontariato animalista mi sono occupata un poco di tutto.

 Sono passata dalla segreteria telefonica per aiutare le persone a risolvere problemi di ogni genere, ai controlli su presunti maltrattamenti, ho fatto banchetti e ora faccio pre-affidi per i cani del Sud.

 Fare volontariato non è per niente facile, bisogna tener conto di tanti fattori. La cosa principale è avere estrema lucidità nel capire ciò che ci si trova di fronte. Non farsi prendere dal panico, dalla rabbia, dall’euforia. Non agire mai di pancia ma usare la testa. Spesso mantenere freddezza e controllo.

 La cosa principale è che sono solo le autorità preposte, Guardie Zoofile, Guardie Forestali, Vigili Urbani, Carabinieri, Polizia di Stato, Divise del WWF, che hanno l’autorità per poter intervenire.

 Succede a volte che situazioni che sembrano critiche non lo sono affatto e viceversa.

 Tanta gente nasconde e tanta altra denuncia fatti inesistenti perché odia il vicino di casa o è invidioso di qualcuno che sta meglio di lui.

 Bisogna sempre sapersi controllare. Esistono visionari, passionari, e anche imbecilli.

Ho rischiato d’essere “impallinata”, di cadere da qualche postazione scomoda per poter accertare la situazione esistente e pure di vomitare di fronte a situazioni di degrado totale.

Ricordo una volta che ho preso la funivia ben dieci volte per osservare una situazione che si poteva vedere solo dall’alto. Con la macchina fotografica cercavo di fotografare come meglio potevo l’area dove certi animali vivevano in uno stato di degrado assoluto.

 Il bigliettaio mi guardava allibito tutte le volte che pagavo il biglietto.

Sono anche stata insultata e accusata da persone che non sanno bene come funzionano le cose di non fare abbastanza. Ho compreso negli anni che generalmente chi accusa non fa mai nulla per nessuno!

Io, come tutti i volontari del resto, ho sempre messo denaro di tasca mia.

Ora mi occupo solo ed esclusivamente di pre-affidi per i cani del Sud. Io stessa nel mio branco di quattro ne ho tre che vengono dalla Sicilia.

Per fare pre-affidi devi avere una lucidità notevole.

Molte persone che vogliono un cane o un gatto spesso non considerano i problemi che un animale può comportare. Molti pensano che un animale sia un giocattolo da prendere per poi disfarsene quando non lo vogliono più. Tanti sono impreparati pensano che il nuovo arrivato li adori da subito sia pieno di gratitudine e si comporti di conseguenza. Tutti vorrebbero cuccioli non considerando che il cucciolo è esuberante ed è un distruttore. I cuccioli, soprattutto quelli da caccia, sono adatti a giovani energici e attivi. Spesso i cani che arrivano da lontano attraverso viaggi in staffetta sono terrorizzati e ci vuole tempo perché comprendano e si adattino alla nuova vita e soprattutto ai nuovi compagni di vita.

Molte persone addirittura si indignano se il nuovo arrivato fa i bisognini in casa e non dà al malcapitato il tempo di capire cosa ci si aspetta da lui.

I nuovi arrivati quasi sempre i primi giorni piangono, non vogliono essere accarezzati. Capita che i nuovi proprietari non hanno la pazienza necessaria e la comprensione per aspettare il tempo necessario perché il nuovo componente della famiglia si adatti alla nuova vita.

Per non parlare poi dell’argomento sterilizzazione!

Entrare in casa delle persone per fare un prea-ffido è impegnativo e comporta una responsabilità notevole. Far arrivare un cane o un gatto che la famiglia poi non volesse con sé è un serio problema perché il povero animale senza una collocazione dovrebbe finire o in un canile oppure tornare al mittente. Oltre che un grave trauma per l’animale è anche una spesa notevole che grava sulle tasche già semivuote dei volontari.

Io quando in casa c’è già un altro quattro zampe e una coda mi baso sull’osservazione del suo comportamento. Difficilmente una famiglia ama profondamente ed accudisce con dedizione il cane o gatto già esistente e lega alla catena e maltratta il nuovo arrivato.

Quando invece non c’è un altro animale in casa ne porto uno dei miei, a volte anche due, e vedo come si comportano di fronte all’ospite quadrupede. Lascio che si scateni per casa e osservo il comportamento dei futuri adottanti.

Ho detto anche no e fatto ragionare le persone sulla scelta sbagliata indirizzandoli verso un altro candidato idoneo alle loro esigenze.

Devo dire che fino ad ora, a parte due casi che però hanno avuto la voglia e la determinazione di farsi aiutare per il bene del nuovo arrivato, non ho mai avuto “resi”.

Spero di mantenere la capacità d’essere logica per il bene di tanti povere anime in cerca di affetto e amore.

Ho anche fatto mettere in black list loschi individui che cercavano animali per i loro oscuri scopi.

Sono orgogliosa di me stessa per avere donato una famiglia amorevole a tanti bau e tanti miao.

Qui ritratte Elisabetta con Peggy, indubbiamente uno dei miei migliori pre-affidi. Peggy arriva dal Sud, per l’esattezza da Lecce, dalla volontaria Rossella Corsano attraverso una staffetta. A fare il pre-affido a casa sua a suo tempo sono andata col mio cagnolino Giuseppino, un piccolo scricciolo proveniente da terribili violenze. Timoroso e diffidente. Betty e la famiglia sono stati così amorevoli che sono riusciti a conquistare la sua fiducia un talento incredibile. Non ho avuto il minimo dubbio pre-affido riuscito!

Poco dopo l’arrivo di Peggy Elisabetta si è ammalata di cancro, uno brutto, cattivo, aggressivo. Peggy col suo amore incondizionato, coadiuvata da una famiglia meravigliosa, ha aiutato Betty a vincere la bestia.

Un amicizia particolare di Flavia Sironi.

Havana e Batman.

Qualche giorno fa si è svolta la giornata mondiale dell’amicizia voglio parlare di un’amicizia particolare.

Chi lo dice che l’amicizia tra cane e gatto è impossibile?

Spesso, invece, è molto più solida che tra cane e cane e soprattutto tra gatto e gatto.

Fra i due animali si stabilisce un rapporto molto intenso basato sul gioco e sull’aiuto reciproco.

Il cane tende a proteggere il gatto. Amano, oltre che giocare, condividere il momento del riposo.

Quando fa freddo si riscaldano a vicenda strofinando i loro caldi corpi l’uno sull’altro.

Uno dei miei gatti, Lemonsoda, molto spesso amava fare regalini al mio cane Petrus, gettando del cibo dal tavolo e si divertiva ad osservarlo mentre lo mangiava.

La mia cagnolona Stampella si diverte a rincorrere il mio micione Batman. Lui scappa veloce per poi fermarsi di colpo e rotearsi a pancia in su.

Con Havana Batman adora accoccolarsi e dormire in santa pace. Tra le sue zampe si sente protetto.

Attila, gatta dal carattere molto forte, da qui il suo nome, prendeva a schiaffi il povero Oreste dalla cassettiera e lui la guardava adorante.

Bruna, cucciola chihuahua della mia cara amica Angela, adora scatenarsi con la bellissima gatta Nina che sopporta pazientemente tutte le sue scorribande.

Osservando il mio branco noto molto spesso come questa amicizia tra due animali così diversi tra loro, perché cane e gatto sono gli opposti, sia forte, leale e solida.

Quando uno dei due vola sul ponte dell’arcobaleno l’amico del cuore col quale ha stretto questo sodalizio soffre.

La “personalità” dei cani di Flavia Sironi

Gilda

I cani e la loro “personalità “.

Anche i cani, proprio come gli umani, stringono legami differenti. Esistono cani più indipendenti di altri.

Sono sempre e comunque molto legati all’uomo essendo stati, attraverso i millenni, modificati per soddisfare le nostre esigenze.

Tutti i cani, proprio tutti, dai più grandi ai più piccoli discendono dal lupo.

L’uomo primitivo, allora cacciatore, si radunava attorno al fuoco per cuocere e cibarsi della carne cacciata.

Gettava i resti dietro di sé. Si accorse che alcuni lupi, i più deboli che venivano allontanati dal branco, si cibavano degli scarti avendo così la funzione di spazzini.

Osservandoli compresero la loro abilità nella caccia.

In seguito li utilizzarono come guardiani, per la pastorizia fino ad arrivare ai giorni nostri.

Insomma subirono una serie di selezioni venendo così incrociati a seconda delle loro peculiarità.

Formando così, in funzizone della razza, personalità canine differenti. I cosiddetti meticci sono unici nel loro genere perché sommano caratteristiche formate dai diversi incroci.

Io ho sempre posseduto un piccolo assortito branco di cani, generalmente composto da quattro, numero che riesco a gestire.

Ho sempre notato le differenze tra loro dettate dalla razza, dalla provenienza, dal carattere, dalla vita vissuta prima di arrivare a casa mia e dall’età che avevano quando me ne sono fatta carico.

Dei quattro cani che possiedo ora uno in particolare è totalmente dipendente dalla mia persona.

Rosso, che io definirei il cane “mammone” per eccellenza è costantemente attaccato alle mie caviglie. Spesso, inavvertitamente, lo calpesto procurandogli, a volte, dolore fisico. Ma lui niente imperterrito sempre appiccicato mi segue ed è la mia ombra.

Tornassi indietro lo chiamerei attack.

Havana invece essendo un incrocio tra un levrieroide e un labrador è un cane che passa dall’energia sfrenata alla pigrizia totale. A volte appiccicosa, a volte indipendente, è una cagnolina decisamente unica nel suo genere.

Stampella, che ha la colonna spezzata e una zampa offesa, da qui il suo nome, è un pastore tedesco, ha una volontà di ferro. Nonostante sia stata lasciata morente ai margini della strada dopo essere stata investita è riuscita, con l’aiuto dei volontari che hanno usato il carrellino e la fisioterapia, a rimettersi in piedi o meglio sulle zampe. Ora al mio fianco cammina per diversi chilometri e si è formata una muscolatura eccezionale.

Sandokan, incrocio maremmano golden retriever è un cane riflessivo, oserei dire posato. E’ tranquillo, tranne quando scorrazza per prati e boschi. Non agisce mai d’impulso, lui osserva e si comporta di conseguenza. E’ un santo perché sopporta tutte le angherie dell’esuberante Stampella.

Tornassi indietro lo chiamerei SanTokan.

Come già detto durante la mia lunga vita di cani ne ho avuti davvero tanti. Con loro ci sono nata, i miei genitori sono sempre stati amanti di questo favoloso animale, ci sono cresciuta e invecchiata visto i miei sessantatré anni.

Porto, ognuno di loro con le proprie paure, le proprie fragilità, i propri talenti e le loro necessità, nel bagaglio dei miei più cari ricordi, sono dentro di me, nel profondo del mio cuore. Mi mancano e nella mia realtà di agnostica spero, non so come, di rivederli un giorno.

C’è un cane, o meglio una cagnolona, che mi manca più di tutti che mi ha lasciato un vuoto profondo, incolmabile, Gilda.

Arrivò da me accompagnata da una mia cara amica Guardia Zoofila storica di Bergamo, Marina Maestroni. Lei e il suo compagno Alessandro l’avevano prelevata in una stalla buia dove era mantenuta a pane secco e acqua sporca.

I pastori la tenevano come fattrice per utilizzare i cuccioli che letteralmente avrebbe “sfornato” per la transumanza sui monti durante la primavera a venire. Quelli in esubero sarebbero stati soppressi.

Aveva occhi color del cielo, trasparenti, limpidi. Appena mi vide mi fissò dritta, occhi negli occhi, sguardo nello sguardo. Era sporchissima, magra da far paura, maldistribuita e puzzava terribilmente.

Legata ad una corda dietro di lei c’erano la mia amica col suo compagno che speravano con tutta l’anima che superassi lo schifo, Gilda era davvero brutta, e me ne facessi carico visto che avevo appena accompagnato la mia meravigliosa Nebbia, razza pastore bergamasco, sul ponte dell’arcobaleno.

Io per la mia famiglia sono la “salvacani” e ho letteralmente “calcato addosso” a parenti, amici, conoscenti, poveri cani abbandonati.

Gilda mi fissava fiera, altera, si vedeva bene che non mendicava la mia considerazione, pareva dirmi: se non mi prendi con te non me ne frega un tubo ma se mi prendi non te ne pentirai. Fu proprio così dimostrò un’intelligenza e una capacità cognitiva notevoli.

Si trasformò in un magnifico esemplare, mi fermavano per chiedermi razza e provenienza. Non le insegnai nulla, imparò da sé le regole della casa.

Divenne, raggiunta la maturità, aveva all’incirca nove mesi quando la presi con me, capobranco indiscusso. Era allegra, attiva, protettiva.

Nessuno del branco la mise mai in discussione, sapeva imporsi senza fare alcun male ai cani del gruppo. Rispettava i gatti di casa.  Insomma non ebbi mai bisogno di riprenderla.

Una volta, mentre eravamo in montagna, un gruppo di animali selvatici con i cuccioli ci percepirono come un pericolo.

Immediatamente lei mise in atto una strategia di protezione nei miei riguardi, indirizzando gli altri tre lungo il sentiero. Procedeva facendo la sentinella esortando tutti, compressa me, ad andare avanti senza perdere tempo. Posizionò un cane davanti a me e due dietro e lei faceva la spola tra di noi andando prima davanti poi dietro e così via.

Anche quando è mancata si è contraddistinta. La settimana prima della sua morte ha fatto nei boschi una decina di chilometri, ho notato che alla fine era più stanca del solito.

Il giorno dopo non si è più retta sulle zampe. Prima di capire cosa avesse e prendere quella terribile decisione che terrorizza i proprietari dei cani sono passati alcuni giorni, giorni durante i quali io e la mia cara veterinaria Laura Bellentani ci siamo chieste come avesse fatto a correre, mangiare, giocare, fino alla fine senza averci fatto capire il brutto male che la divorava. L’ho accompagnata con l’aiuto della dolcissima Laura al traguardo finale e Dio solo sa la fatica che ho fatto a lasciarla andare.

Gilda senza dubbio era l’equivalente di Margherita Hack dei cani. Mi piace pensarle “vicine vicine” nell’azzurro cielo, esattamente come gli occhi di entrambe, visto che la grande Margherita amava tantissimo gli animali.  

Se ne vanno fisicamente ma il loro spirito trova il modo di rimanere sempre con noi

Se ne vanno fisicamente ma il loro spirito trova il modo di rimanere sempre con noi

di Gian Ruggero Manzoni

Un qualche giorno fa abbiamo dovuto sopprimere il cane di mia madre, Tabù, il quale aveva compiuto 16 anni. Aveva un tumore al fegato, le cataratte, che lo rendevano semi cieco, e non aveva quasi più l’udito. Si trascinava, causa, anche, una tremenda forma reumatica alle gambe posteriori. 

Mia madre sta soffrendo molto causa tale perdita, infine era il suo cane … infatti mia figlia ed io non l’abbiamo mai sentito più di tanto nostro, sebbene lui, un qualche gioco, anche da noi se lo lasciasse fare. Mia madre, che sta elaborando il lutto, ha lasciato tutte le cose di Tabù al proprio posto … la cuccia, le sue scodelle, la vecchia coperta sulla quale dormiva, e, nel giardino, ha lasciato la bacinella dove Tabù beveva, e, ogni giorno, aggiunge acqua. 

Sono 5 o 6 mattinate che, all’alba, in quel recipiente, va a bere e si fa il bagno un giovane merlo di recente nidiata. Mia madre se n’è accorta e sono già 3 giorni che punta la sveglia alle 5 e 30 così da vedere quel nero volatile dal becco giallo fare le sue abluzioni nella ciotola di Tabù. 

Lei dice che l’anima del suo cane è migrata in quel piccolo merlo, e, quando mi domanda se così può essere, io le rispondo con un sì convintissimo, poi le dico che certamente Tabù è in quel merlotto, e che mai nulla si perde in questo universo … anche se ben so che siamo anche noi uomini già sperduti fin dalla nascita, o, meglio, ancor prima di nascere. 

Sono felice che mia madre si sia votata a questa sorta di credenza orientale “metempsicotica”, del resto l’importante è credere in un qualcosa, soprattutto in cose che non puoi provare, vedere o che mai si sono rivelate, cose che comunque fanno parte della nostra tradizione, della nostra cultura, del nostro essere umani, a cui giusto il credere nello Spirito, non tanto nella Materia, resta …

Quando in casa arriva un cane, di Flavia Sironi

Havana e Flavia durante una gara di CaniCross

Accogliere un cane in casa non sempre è facile, ma è anche meno difficile di quanto possa sembrare. Dipende dalla volontà e dalla pazienza che ci si mette, dal tempo che si ha a disposizione, dall’età del cane e per ultimo e non da ultimo dalla razza. Spesso le mode dettate dalla pubblicità, dai film, dai documentari ecc. condizionano la scelta del cane. Però non sempre le esigenze di questo nuovo arrivato corrispondono a quelle di chi lo sceglie.

Ad esempio un cane da caccia ha bisogno di correre, di notevoli spazi, di vita all’aria aperta; un cane di questo genere non potrà mai andar bene a una persona che fa una vita sedentaria. I cani da caccia sono perfetti per atleti, alpinisti, sportivi in generale. Per quanto possa sembrare incredibile, viste le notevoli dimensioni, un alano ama stare sul divano.

Un cucciolo per una persona anziana non è proprio l’ideale. Il cucciolo vuole attenzioni, è un distruttore, rosicchia scarpe, oggetti. Personalmente ritengo che un cucciolo sia adattissimo ai bambini. Le razze sono innumerevoli e sarebbe bene informarsi sul carattere dell’animale prima di portarlo con sé. È proprio per questo che molti 4 zampe e una coda rassomigliano anche fisicamente al proprio 2 zampe, non lo avete mai notato?  Invece una scelta sbagliata la si nota subito, o è il cane che porta in giro il proprio umano trascinandolo come un pupazzo; oppure è l’umano che trascina il povero cane non collaborante. Una scelta consapevole renderà felici, per cui simili, i due amici.

Flavia Sironi è una nuova autrice di Alessandria online e Alessandria today

Flavia Sironi è una nuova autrice di Alessandria today e Alessandria online

Pier Carlo Lava – Social Media Manager

Sono lieto di presentare ai lettori la biografia di Flavia Sironi che da oggi è una nuova componente della redazione dei due blog.

Note biografiche di Flavia Sironi

Ho corso per anni a livello agonistico, passando dalle gare su strada, ai cross, alle skyrace e per finire alle no limits. Circa dieci anni fa è nata una nuova disciplina sportiva agonistica, il canicross, ovvero la corsa a sei zampe. 

Essendomi sempre allenata in compagnia dei miei cani ho iniziato a gareggiare con loro. 

Poi, in un momento della vita mia oserei dire difficilissimo, da Catania è arriva lei Havana, un raggio di sole in un periodo buio. 

Un vero splendore! Havana a soli dieci giorni di vita era stata gettata nella spazzatura, recuperata dai volontari è stata allevata col biberon per poi essere messa in adozione. 

Quando giunse a casa mia stavo accompagnando mio papà sul ponte dell’arcobaleno. 

Smontavo la notte, all’alba uscivo dall’ospedale, raggiungevo la mia abitazione, prendevo il mio assortito branco di cani e via sul monte Pranzà per liberare la mente. 

Da subito Havana, anche se aveva solo tre mesi, si dimostrò una vera campionessa. Mentre gli altri correvano avanti e dietro di me lei li doppiava per poi mordicchiarli e scappare a zampe levate. 

Appena matura per gareggiare, il cane per poterlo fare deve avere dodici mesi di vita, ho iniziato l’attività agonistica con lei.

Abbiamo vinto due campionati italiani, partecipato a due campionati europei, e purtroppo il covid non ci ha permesso di partecipare al campionato mondiale.

All’alba di sessantatre anni ho appeso, come si usa dire nell’ambiente, le scarpe al chiodo, sono diventata giudice di gara di canicross, tecnico di dog trail e cerco di trasmettere la mia passione ai giovani. 

Nella vita ho fatto tante altre cose, ne sono soddisfatta ma non mi rappresentano più.

Vivo nel bel mondo della cinofilia e dello sport, ho una pagina facebook e un blog su instagram che parla di animali, soprattutto di cani. Sono una volontaria. 

Amo i meticci perché lo sono a mia volta. Un poco bergamasca, un poco milanese, un poco crucca, un poco, da antiche origini, terroncella. 

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Cosa non dovrebbe mai mancare nelle case in cui abita un gatto per farlo sentire felice e attivo fino alla vecchiaia

Cosa non dovrebbe mai mancare nelle case in cui abita un gatto per farlo sentire felice e attivo fino alla vecchiaia

È davvero piacevole leggere le statistiche che affermano come nelle nostre case cane e gatto siano sempre più in compagnia. Sfatato il vecchio tabù che non vadano d’accordo, sono sempre di più soprattutto le giovani coppie che decidono di avere in casa entrambi. Ovviamente, c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, ma anche per esperienza personale possiamo affermare che se crescono assieme, difficilmente si odieranno. Nel caso in cui magari decidessimo di inserirne uno dopo l’altro, generalmente è più facile che il cane accetti il gatto che viceversa. Nella maggior parte dei casi, infatti, nonostante si pensi il contrario, il gatto sarebbe più territoriale e farebbe più fatica ad accettare l’arrivo del cane. Mentre, quest’ultimo, una volta che ha le sue pappe, le sue attenzioni e i suoi giretti, difficilmente chiede di più. A proposito di convivenza, dovremmo lanciare uno sguardo anche ai giocattoli e ai passatempi che piacciono ai nostri animali. Anche in questo caso, il gatto sarebbe più esigente.

Secondo una statistica andrebbero matti per un oggetto in particolare

Ecco, cosa non dovrebbe mai mancare nelle case per fare felice il tigrotto di casa. Una recente indagine scandinava avrebbe sottolineato come nelle case in cui abitano i gatti non dovrebbe mai mancare la casetta. Fatta possibilmente a cubo, alta, meglio di bassa, e con più passaggi per uscire ed entrare. Sappiamo bene che il micio ama andare avanti e indietro, ma anche curiosare e allo stesso tempo mettersi in posizioni di attesa e in posa come un modello. Questo tipo di casetta, possibilmente morbido e rivestito di pelo sintetico, si dimostra un accessorio confortevole, ma in grado anche di fornire sicurezza al nostro micio.

Cosa non dovrebbe mai mancare nelle case in cui abita un gatto per farlo sentire felice e attivo fino alla vecchiaia

Solitamente i cani si accontentano del classico pallone, la pallina da tennis e magari del frisbee, per quelle razze che si dimostrano più atletiche e vogliose di allenamento. Al gatto piace, oltre al “grattatoio”, che ultimamente vediamo molto simile a delle costruzioni, anche il tunnel. Fatto in tessuto, trasparente o in grado di garantire la privacy, sembra essersi dimostrato un accessorio che piace molto al nostro gatto. Magari posizionato proprio vicino al cubo della casetta, o al gratta unghie, sarebbe il top per il nostro micetto.

Lettura consigliata

Sorprendente ma decisamente naturale il motivo per il quale il nostro gatto non beve l’acqua della sua ciotola

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell’autore, consultabili QUI»)