Arti e Sculture al Festival mondiale PIAF 2022

L’artista Marilena Violeta Radulescu

Marilena Violeta Radulescu

Artista visiva e giornalista

” ARTA DIN INIMA “
Perchè amo l’arte?
Perche’ e nata con l’umanità, col desiderio di  esprimere sentimenti.
Come non amare l’arte quando essa  concentra il nostro essere creativo e ci collega alla bellezza?.
Anche se consapevole di  poter esprimere i sentimenti  piu’ intimi attraverso il segno e la pittura,  non trovavo il giusto  motivo  per  sviluppare e seguire questo bel sogno.
Nel  2020,  quindi solo 2 anni fa, in me si mosse qualcosa, proprio nel periodo in cui  în România inizio’ il  lock down .
In quello stato compresi quanto  il mondo abbisogna di amore e d’arte.
L’arte  sensibilizza  e contribuisce  al risveglio  dei sentimenti di unita’, di pace, di libertà e di empatia.
Si risveglio’ in me  il desiderio di creare e da 2 anni continuo ad aggiungere  una nuova pagina alla mia passione.
Per incoraggiare anche altri artisti a sviluppare la propria  passione,  ho creato il mio canale YouTube “Arta din Inima”
( https://youtube.com/c/ArtadinInima , documentando  una parte dei miei lavori, cogliendo l’attimo per aggiungere  pensieri di  pace e amore  a favore dell’Umanita’.
L’arte è amore . Tutto parte dal cuore,  quindi basta collegarci al nostro amore per  portare un pezzo del nostro cuore în una opera d’arte.
L’amore mi guida, suggerendomi  che e’ questo il momento per ritornare  alla natura, di ritornare alla divinità, attraverso  piccoli passi per un grande fine, un mondo migliore.
Questo e’ il momento di ricordarci che le grandi guerre hanno svegliato la profondita’ creativa..
Non e’ un caso che la musica classica, dopo tanti anni e studi,  si e’ rivelata,   attraverso le sue vibrazioni buone,  una cura per la mente e cuore, contribuendo   a cucire le ferite interiori ,  e non e’ un caso che l’impulso creativo  sia emerso  durante le   guerre piu’ brutali.
Quindi e’ il momento di tradurre i nostri pensieri belli  , compensando  le brutture  del mondo con il bello dell’ arte.                                                        Oggi e l’occasione migliore per lavorare insieme, per seminare speranza, pace e amore, senza  dimenticarci delle  preghiere, della meditazione.
Il pensiero per il bene comune non svanisce mai,  e’ eterno.
In poche parole, ogni nostro piccolo contributo e’ importante per tutti. Tornando al bellissimo evento Panorama Festival di Arte e Scultura ( https://pages.razorpay.com/piaf2022 ), che riunisce le anime del mondo e le collega al tema: Pace e guerra.
L’ evento abbisogna della  nostra semplice partecipazione.
Dove sta il nostro guadagno? 
Nell’opportunità di farci sentire, vedere e parlare delle nostre migliori intenzioni per il bene comune.
Quindi posso solo salutare e ringraziare l’organizzazione e  l’importante Missione proiettata,  che ci aiuta ad  unirci all’evento, facendoci sentire parte di esso. 
Spero che questo  bel contributo possa  ispirare nuovi eventi e nuove iniziative che alimentino  l’amore per l’arte, in quanto  l’arte e il modo piu’ bello per scoprire il nostro essere sensibile e umano. Congratulazioni Congratulazioni a tutti participanti e allo staff che ha fatto possibile la mostra virtuale del 2022.
Grazie  per il vostro importante lavoro.
Non dimentichiamo di seguire i noștri sogni , di incoraggiare alla creativita’,  perche’ e la soluzione, la cura che ci supporta e aiuta a reinventarci per vivere în armonia con il nostro essere umano, empatico e spiBy Marilena Violeta Radulescu

Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.

Tenendo conto delle richieste che la  Writers Capital Foundation sta  ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del  Panorama International Arts Festival 2022 .

Informazioni su PILF 2022

Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.

A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.

A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.

Tema: Guerra e pace

Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.

Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.

TEMA: GUERRA E PACE

DATA: dal 1 al 31 luglio 2022

MODALITÀ: Virtuale

Scadenza: 15 luglio 2022

SOTTOSCRIZIONE:

Coppa del Mondo: https://rzp.io/l/piaf2022

India: https://rzp.io/l/PIAFIndia

Unisciti a noi nel grande festival delle Arti per il bene dell’umanità!

Sii l’ispirazione – ESSI il cambiamento!

Team di scrittori della Fondazione Capital

http://www.writersedizione.com

http://www.wcifcentral@gmail.com

Giovedì sera di poesia… Elham Hamedi

La poetessa Elham Hamedi

C’è uno specchio nei tuoi occhi che sta ripetendo “me”
E mi spezza tutto il corpo
Quando sbatti le palpebre con il tramonto
E qualcosa di pesante ti si gonfia in gola
Il che giustifica tutte le carenze
Soffoca tutta la vita

Ai tuoi occhi, un “mondo” è imprigionato
Le lacrime non possono rilasciare la galassia delle emozioni

Nei tuoi occhi
Una goccia di lacrime ammuffite
E il suono di queste lacrime
Pioggia intensa
Scuote un mondo

Chiudi le palpebre!
Questo è un altro mondo

Elham Hamedi


La mia storia dorme nel muro
Non da qualche parte come la testa
“Dormire brutto”
Sono l’angolo di una ferita
L’inizio della fine
Sono un cespuglio di spine piantato su una miniera
Sotto lo sguardo confuso del sole
Sole -La stessa palla di plastica nera-
Palla accartocciata dietro la creazione
All’indirizzo sbagliato della ferita
E il conto alla rovescia dei tuoi specchi:
Miraggi: ce n’è uno, non ce n’è uno, ce n’è uno, non ce n’è uno

E ricrearmi con pezzi di metallo
:Sono un cespuglio di spine piantato su una mina
per favore conto alla rovescia!!

Elham Hamedi
Giugno29
2022


Quello che brucia non è il mio corpo di legno
Ciò che brucia, le ali di un’idea
questa è l’irreversibile profondità di volo
Ciò che brucia non è il mio corpo di plastica o il corpo di una bambola
Ciò che brucia sono le note musicali che sono sepolte nella bocca di un bambino
Ciò che brucia non sono i tagli indifferenti degli abiti da spaventapasseri
Ciò che brucia sono i tagli del sentimento multistrato di una donna
Che spesso non si adatta alla comprensione di uno stampo di gesso del cervello

Elham Hamedi


Le linee deboli di un raggio non possono disegnare le tue ferite.
Il dolore inizia in un punto del cervello
. Quando il mondo non può sciogliersi nel tuo profondo pensiero
E le frontiere non possono mandare baci di pace sul filo spinato

Elham Hamedi
2022-3-9

De conmovedora belleza

Dejé de contar las veces que
llegando a la segunda línea,
borré y volví a empezar.
Buscaba un inizio, con un cierto efecto;
un poco poético y realístico a la vez,
un poco espléndido, a tus ojos.

No lo logré.
Entonces, me dí cuenta
recordando lo que nunca supe:
que por los corazones grandes que
mueren en el cuerpo, pero siguen palpitando en
la respiración de la noche ,
no existen regalías ni bellezas regulares,
armonías exteriores,
solo truenos y tormentas devastadoras
que llevan a iluminar una flor escondida,
de conmovedora belleza.

Poesia di Frida Kahlo, ( adattazione di fridalaloka)

Photo by Genaro Servu00edn on Pexels.com

Ho scelto di ricordarla con questi versi; nata un 6 luglio, un giorno dopo di me, trova la morte un 13 luglio, 1954, cioè, ieri.

Ci tengo particolarmente; ci sono persone che dicono di essere stata fortunata perché, sposata con Diego Rivera, di non essere la famosa e brava pittrice, pure scrittrice, lascio ai periti esperti in materia ad annoverare e dire la loro.

La sua personalità è quella che io reputo, valuto, perché, La vivo quotidianamente e mi rappresenta in pieno “caos dentro del caos”, sono io.

Spero che l’uscita sia gloriosa e spero di non tornare mai più.

Frida kahlo

Tua.

14 luglio, 2022.

Frida Kahlo, il colore della Vita

Frida Kahlo, all’anagrafe Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954), è stata una pittrice messicana. Frida Kahlo nacque a Coyoacán, un villaggio oltre la periferia di Città del Messico. Suo padre era Guillermo Kahlo Kaufmann (nato Carl Wilhelm Kahlo; 1871-1941), un fotografo tedesco, mentre sua madre era Matilde Calderón y González (1876-1932), una benestante messicana di origini spagnole e amerinde. Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall’adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e aveva uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale. Un evento terribile segnò per sempre la sua vita, il 17 settembre 1925, quando, all’età di 18 anni, all’uscita di scuola salì su un autobus con Alejandro per tornare a casa e pochi minuti dopo rimase vittima di un incidente causato dal veicolo su cui viaggiava e un tram. L’autobus finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell’incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture e il passamano dell’autobus le trafisse l’anca sinistra; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. Subì 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad un riposo forzato nel letto di casa, col busto ingessato.Questa circostanza forzata la spinge a leggere tanti libri, molti dei quali sul movimento comunista, ed a dipingere.
Il suo primo soggetto è il suo piede che riesce ad intravedere tra le lenzuola. Per sostenere questa passione i genitori le regalano un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che possa vedersi, e dei colori; è qui che inizia la serie di autoritratti. Dopo che le viene rimosso il gesso, Frida Kahlo recupera la capacità di camminare, nonostante i forti dolori che sopporterà e che la accompagneranno per tutti gli anni a venire. Porta i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Questi rimane colpito molto positivamente dallo stile moderno della giovane artista tanto che la avvicina alla sua ala e la introduce nella scena politica e culturale messicana.

Frida diventa un’attivista del partito comunista partecipando a molteplici manifestazioni e nel frattempo si innamora dell’uomo che diventa la sua “guida” professionale e di vita; nel 1929 sposa Diego Rivera – per lui è il terzo matrimonio – pur sapendo dei continui tradimenti di cui sarebbe stata vittima. Lei, dal canto suo, lo ripagherà allo stesso modo, anche con esperienze bisessuali.Un amore al limite della follia. Un amore che ha ispirato quasi tutta la vita artistica di Frida, rendendola il simbolo della libertà e dell’indipendenza femminile in tutto il Mondo. Ma, l’amore con Diego Rivera è qualcosa di profondo. Malgrado, i reciproci tradimenti l’amore di Frida non scemava mai. Era sempre vivo e presente.
In quegli anni al marito Rivera sono ordinati alcuni lavori negli USA, come il muro all’interno del Rockefeller Center di New York, o gli affreschi per la fiera internazionale di Chicago. Nello stesso periodo in cui la coppia soggiorna a New York, Frida rimane incinta: a gravidanza inoltrata avrà un aborto spontaneo a causa dell’insufficienza del suo fisico a sopportare una gestazione. Questo accaduto la sconvolge molto tanto che decide di tornare in Messico con il marito.
I due decidono di vivere in due case separate collegate da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi “artistici”. Divorziano nel 1939 a causa del tradimento di Rivera con la sorella di Frida.
Non passa molto tempo e i due si riavvicinano; si risposano nel 1940 a San Francisco. Da lui assimila uno stile intenzionalmente “naïf” che porta Frida a dipingere piccoli autoritratti stimolati all’arte popolare e ai folclori precolombiani.
L’afflizione maggiore dell’artista è quella di non aver avuto figli. Dell’appassionata (e all’epoca discussa) storia d’amore con Diego Rivera è testimone un diario personale di Frida Kahlo. Le cronache dicono che abbia avuto numerosi amanti, di ambo i sessi, con personaggi di spicco che non passano inosservati come il rivoluzionario russo Lev Trotsky ed il poeta André Breton. E’ molto amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti.

La vita e le opere della pittrice messicana Frida Kahlo esercitano un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo. Per alcuni questa artista coraggiosa sarà ricordata nei tempi come la più grande pittrice del Novecento.
Tre importanti esposizioni le sono dedicate nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico. L’anno successivo a quest’ultima mostra, il 13 luglio 1954, Frida Kahlo muore nella sua città natale. La sua abitazione di Coyoacán, la “Casa Azzurra”, meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico. E’ una casa meravigliosa, semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come fu la sua proprietaria.

La sua vita di artista e il suo grande carisma l’hanno portata ad ispirare grandi donne e uomini in tutto il mondo. E non solo con i suoi quadri!

Con un linguaggio diretto, forte, ma anche dolce, Frida descrive, in una serie di scritti, raccolti successivamente in un libro “Lettere appassionate”, la sua vita, le sue tragedie, la passione per il suo primo amore Alejandro, il doloroso rapporto con Diego Rivera e il suo interesse al marxismo e alla politica.
Le lettere e le poesie della pittrice messicana, nella loro profondità, ci fanno rivivere la sua vita da vicino, da protagonisti, come se fossimo parte dei suoi incontri, delle sue passioni, rivelando i suoi pensieri più intimi e nascosti.

Dedicherà molte poesie e lettere all’amato Diego Rivera, che descriveranno alla perfezione l’amore tormentato e passionale tra i due

“Niente è paragonabile alle tue mani”:

“Niente è paragonabile alle tue mani,

né niente è uguale all’oro-verde dei tuoi occhi.

Il mio corpo si riempie di te per giorni e giorni.

Sei lo specchio della notte.

La luce violetta del lampo.

L’umidità della terra.

L’incavo delle tue ascelle è il mio rifugio.

Tutta la mia allegria è sentire germogliare la vita della tua fonte-fiorita, che la mia custodisce per riempire tutte le vie dei miei nervi che sono tue”

*Una donna forte, un’artista completa e dall’eccezionale talento. Una vita breve segnata dal dolore ma a cui non si è mai arresa godendone a piene mani, in modo appassionato. Poetessa, pittrice, attivista politica, il matrimonio con l’amore della sua vita, tormentato e assoluto. Meravigliosi questi versi, la celebrazione del corpo dell’amato che diventa il proprio rifugio.

PER ” IL RISTORANTE CHE PIACE A ME” VI PRESENTO LE ” SCUDERIE DEI TEMPLARI” A SAN FELICE CIRCEO in provincia di Latina, di Assunta Palombi e la figlia Milla Montalbano, sommelier della Fis .Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

PER ” IL RISTORANTE CHE PIACE A ME” VI PRESENTO LE ” SCUDERIE DEI TEMPLARI” A SAN FELICE CIRCEO in provincia di Latina, di Assunta Palombi e la figlia Milla Montalbano, sommelier della Fis .Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Date: 14 luglio 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

San Felice Circeo è un borgo marinaro, un vero gioiello, racchiuso ancora nella sua cinta muraria, che ha origini antichissime. profuma di mirto, rosmarino,colorato da oleandri, bouganville e panorama mozzafiato sul mare. Ha miti che risalgono ad Omero e Ulisse, alla famosissima maga Circe. La sua storia ufficiale risale all’epoca romana. Ma dal punto di vista politico religioso è stata sede dei cavalieri templari, perchè potevano controllare dalla Rocca del Circeo un bel tratto di costa e poi sopratttto per la vicinanza con la sede papale; Roma.
Parlare di tutta la storia sarebbe troppo lunga perchè il mio intento è di parlare di una perla di ristorante ” le scuderie dei templari”, le cui mura, esterne ed interne conservano secoli si storia. Ci sono colonne portanti e pavimento che risalgono al medioevo, poi si sono sovrapposte altre strutture, ma ha matenuto bellezza e fascino. Nel corso dei secoli all’interno delle ” Scuderie dei templari” si sono alternate varie botteghe. Troviamo segni speciali dovunque e i proprietari hanno saputo mantenere le straordinarie caratteristiche architettoniche, nella porta di accesso della cucina, troviamo rimarcati i segni delle grosse botti che facevano uscire a forza e hanno determinato il segno di una mezza luna in basso.
L’ingresso del ristorante è semplice, ma quando si entra si viene soggiogati ed immersi in un luogo che ha una storia da raccontare. Una cucina modernissima, a vista, dove lavorano in modo infaticabile la Signora Assunta Palombi e la Figlia MIlla Montalbano.
Un atmosfera accogliente con cimeli mediovali, palle di cannone, scudi, armature; da una parte, un vecchio tavolo a ribalta, completamente restaurato, all’interno, punte di armi risalenti all’epoca mediovale.Antico e moderno miscelati sapientemente e con gusto e hai immediatamente voglia di sederti e chiedere il menù. Dovunque posi gli occhi, buon gusto e tutto curato nei minimi particolari. La cucina è veramente eccezionale, ovviamente il pesce, è il loro punto di forza, freschissimo, portato direttamente dal pescatore. Loro amano fare questo lavoro, fanno marmellate ottime, che sono in vendita nel ristorante.
Una cantina dei vini eccezionale, scelti personalmente dalla giovane Milla Montalbano, sommellier della fis, studia gli abbinamenti, fa la carta dei vini, devo dire molto accurata,
C’é la possibilità di abbinare ad ogni pietanza un calice di vino adatto, dall’antipasto al dolce, dolci rigorosamente made Assunta Palombi e Milla Montalbano. Milla Montalbano, portavoce e in qualche modo volto delle ” Scuderie dei Templari”

Colonna portante e pavimento risalenti al 1200, Epoca templare
Palle di cannone risalenti allo stesso periodo.
  • Milla, da quanti anni avete iniziato questa attività di ristorazione?

L attività è nata 7 anni fa, riportando alla luce
le “ stalle “ dei templari del 1200, facendo un restauro conservativo della struttura durato anni. Ad oggi il ristorante “scuderie templari”, comprende tre sale interne con soffitto a volta di 5,04 m totali da terra, un soppalco adibito a magazzino e scorta vino e spazio esterno con tavoli, sedie e ombrelloni per mangiare all’ esterno.

  • Mettersi nella ristorazione è una bella impresa, richiede organizzazione e fatica, però avete scelto questo particolare settore, una vostra passione?

Siamo figli di ristoratori, di generazione in generazione questo amore verso la cucina nasce da mio nonno, che apri anni fa un ristorante sul mare e da lì nacque tutto.

  • Ogni quando compilate il menù?

Il menù varia ogni settimana a seconda del pescato, essendo noi principalmente un ristorante di pesce, e del prodotto di stagione che prendiamo a km 0.

Menù ”scuderie dei templari
  • Fate ogni volta dei piatti diversi, ma ovviamente avete dei capisaldi. Le Scuderie dei Templari, hanno un piatto che lo rappresenta?

Possiamo dire che due sono i veri e propri capisaldi: lo spaghettone Mancini alle vongole e bottarga di tonno, e la frittura di calamari con cipolle di tropea caramellata

Spaghettone Mancini con vongole e bottarga di tonno
frittura di calamaro e cipolla di tropea caramellata
  • La carta dei vini, è affidata a te, bravo sommelier della Fis, la rinnovi e aggiungi?
Milla Montalbano

Dopo l esperienza del corso da sommelier con Barbara Palumbo a villa Latina vedi il vino con altri occhi. Mi affido a piccoli viticoltori che preferisco alla grande casa vitivinicola, con vini autoctoni. La carta dei vini è impostata principalmente con l idea del prodotto del territorio italiano. La carta dei vini come dicevo prima è strutturata in modo da trovare di regione in regione il vitigno autoctono. Parlo di vitigno perché si parla sempre e solo prima di uva e poi di vino che possa essere biologico, biodinamico o natura. Mi rifaccio a cataloghi di viticoltori indipendenti e piccole aziende che producono poco prodotto ma lo definirei nettare più che prodotto, uno di questi cataloghi è “les caves de pyrene”.

Prima di ogni stagione scelgo accuratamente l uva da poter proporre provandola e pensando e sperimentando abbinamenti con il cibo da poter presentare.
C’è tutto uno studio dietro la carta dei vini, non sono semplici bottiglie messe lì.

  • Stare nel vostro ristorante è un oasi di piacere, per gli occhi, il cuore e la mente.
    Io sostengo che il cibo è poesia, quali sono i vostri progetti futuri?

Stare nel vostro ristorante è un oasi di piacere, per gli occhi, il cuore e la mente.
Io sostengo che il cibo è poesia, quali sono i vostri progetti futuri?

  • Ritornando agli abbinamenti cibo e vino, so che fate dei menu completi, dall’ antipasto al dolce, abbinando ad ogni portata un calice di vino.

Per serate speciali a seconda del pescato del giorno riusciamo a fare menu con abbinamento cibo-vino come per esempio la settimana scorsa è arrivato del buonissimo pesce da zuppa e in abbinamento abbiamo scelto una Schiava della Meran.

Io ringrazio Assunta Palombi e Milla Montalbano del ristorante le” Scuderie dei Templari”, un esempio di imprenditoria al femminile di cui essere orgogliosi.


Ristorante sito al centro Storico di San Felice Circeo.
0773 284207

mazzancolle alla griglia con lemon curd salata
Per finire mi ci metto anche io, insieme a Milla Montalbano durante le nostre degustazioni

Articolo di Marina Donnarumma Iris G: DM

Bauletto di frolla al cioccolato ripieno di ricotta e arancia candita~

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

I cibi “poveri” cantati da Neruda

Nella raccolta “Odi Elementari” pubblicata nel 1954, egli dedica le sue poesie ai piaceri elementari, quelli che ravvivano e possono rendere speciali e indimenticabili gli attimi della vita di ogni giorno. Ecco allora che Neruda ci canta le piacevolezze del vino, del pane, del pomodoro, del limone…Piaceri fisici e voluttuosi, rustici e insieme raffinati. Nelle parole del poeta la cipolla è la fata madrina del popolo, del bracciante nel duro cammino, la stella che porta splendore sulla mensa della povera gente. Neruda ne canta la bellezza e la generosità  e ci ricorda che dalla cipolla “sgorga l’unica lacrima senza pena. Ci hai fatto piangere senza affliggerci”

l’Ode alla Cipolla.

Cipolla, anfora di luce,
petalo a petalo
si formò la tua bellezza,
squame di cristallo ti crebbero
e nel segreto della scura terra
s’arrotondò il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
fu miracolo
e quando apparve
il tuo grezzo stelo verde,
e nacquero
le tue foglie nell’orto quali spade,
la terra accumulò il suo potere
rivelando la tua nuda trasparenza,
e come in Afrodite il mar antico
duplicò la magnolia
innalzando i suoi seni,
così ti fece,
cipolla,
chiara come un pianeta,
e fatta per
brillare,
costellazione costante,
rotonda rosa d’acqua,
sopra
la tavola
della povera gente.
Generosa
disfi
la tua sfera di freschezza
nella consumazione
furente della pentola,
e la parete di cristallo
al calor dell’olio
si trasforma in riccioli di penna d’oro.
Anche ricorderò come feconda
la tua forza l’amor dell’insalata,
e sembra che il cielo contribuisca
dandoti fine foggia di grandine
a celebrare la tua trasparenza sminuzzata
sugli emisferi di un pomodoro.
Ma alla portata delle mani del popolo,
innaffiata d’olio,
spolverata
con un po’ di sale,
uccidi la fame
dell’operaio nella dura strada.
Stella dei poveri,
fata madrina
avvolta
in delicata
foglia, esci dal suolo,
eterna, intatta, pura
come semenza d’astri,
e nel tagliarti
il coltello in cucina
sale l’unica lacrima
senza pena.
Ci hai fatto piangere senza dolore.
Io ho cantato quanto esiste, cipolla,
ma per me tu sei
più bella di un uccello
dalle penne luminose,
sei per i miei occhi
globo celeste, di platino coppa,
ferma danza
di candido anemone,
e vive la fragranza della terra
nella tua natura di cristallo.

*Evviva la penna di un grande poeta, di un premio Nobel che canta la “cipolla” in sublimi immagini di mirabile bellezza. Ha tutte le qualità, i colori trasparenti di candidi fiori che si racchiudono a bocciolo, la fragranza della terra in cui nasce.e la generosità di sfamare la mensa degli umili.

Sono sveglio, di Savino Calabrese

Sono sveglio, di Savino Calabrese

(Sono sveglio)

Sono 

sveglio,

sono 

vivo e

ti 

penso,

sento 

il 

tuo

respiro 

nel 

mio 

respiro,

il 

vento

quel 

gran mago 

mi 

parla di

te.

Le mie 

mani 

cercano 

le tue 

mani,

i miei 

occhi 

vogliono i

tuoi

occhi,

io 

ho 

bisogno 

di 

viverti,

di 

respirarti,

con te 

mi 

sento 

rinato,

ti amo 

disperatamente,

sei il

mio posto,

la mia 

casa, il

mio tutto.

SC

SECONDO APPUNTAMENTO CON “ALESSANDRIA MUSIC YOUTH FESTIVAL”

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SECONDO APPUNTAMENTO CON “ALESSANDRIA MUSIC YOUTH FESTIVAL”

”GEORGIAN BALLET”
LA GRANDE TRADIZIONE DI DANZA FOLKLORISTICA GEORGIANA

Grande attesa, sabato 16 luglio 2022 alle ore 21 in piazza Giovanni XXIII (piazza Duomo), ad Alessandria, per “Georgian Ballet”, secondo appuntamento dell’‘Alessandria Music Youth Festival’, organizzato dal Comune di Alessandria – in collaborazione con il conservatorio ‘A. Vivaldi’ – e dall’Associazione Internazionale delle Culture Unite (Direttore artistico Lorenzo Tazzieri, Project Manager Alberto Macrì).
Protagonista della serata il corpo di ballo folkloristico georgiano “Nanila”.
Una serata dedicata alla grande tradizione di danze e canti popolari della Georgia, Paese caucasico di antica civiltà, arricchiti da preziosi costumi dal grande impatto visivo grazie ai colori vivaci e alle forme fantasiose.
I movimenti del balletto, ritmici e sinuosi allo stesso tempo, ripropongono i modi delle relazioni quotidiane e trasmettono l’immenso orgoglio nazionale del popolo georgiano.
Sarà presente Téa Tchanturishvili, Capo del Dipartimento Relazioni Pubbliche Internazionali presso il Ministero dell’educazione, cultura e sport della Repubblica Autonoma Ajara (Repubblica della Georgia), che incontrerà il Sindaco Giorgio Abonante per valutare eventuali partnership o collaborazioni nei settori della cultura, promozione turistica, internazionalizzazione delle imprese e sviluppo economico.

Ingresso libero su prenotazione all’indirizzo mail: eventi@asmcostruireinsieme.it .

Il terzo e ultimo appuntamento con l’“Alessandria Music Youth Festival” sarà, sempre in piazza Giovanni XXIII, con il Gala Lirico, che è stato posticipato dal 4 al 5 agosto 2022.

’‘Alessandria Music Youth Festival’ è realizzato dal Comune di Alessandria in collaborazione con A.I.C.U., sul modello del ‘Genoa International Music Youth Festival’, attivo a Genova, con successo, dal 2018. Un “format” innovativo che unisce cultura e relazioni internazionali, al fine di generare partnership, visibilità e occasioni di sviluppo per le Città

Il Festival, partendo dalle opportunità presenti nei Paesi dove A.I.C.U. ha realizzato accordi con importanti realtà culturali e istituzionali, ha come obiettivi principali – oltre alla realizzazione di progetti in campo culturale – la promozione e sviluppo del brand Alessandria, lo sviluppo turistico della destinazione presso importanti mercati internazionali e l’individuazione di opportunità produttive o di mercato per le imprese interessate o già impegnate in processi di internazionalizzazione. Quest’anno i Paesi partner sono, oltre alla Georgia, il Cile, con l’ultimo appuntamento del 5 agosto, di cui sarà protagonista la Città di Concepcion.

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Silent book Club Genova a Ca’del Bric

Silent book Club Genova a Ca’del Bric

Silent book Club Genova a Ca’del Bric

Il Silent Book Club Genova nasce nel 2019 dalla volontà di portare a Genova un’iniziativa nata nel 2012 in America, con l’obiettivo di dedicarsi del tempo, facendo qualcosa che per natura si svolge in solitudine, condividendola, invece, con amici e sconosciuti.

Ci incontriamo per conoscerci e leggere ognuno il proprio libro in silenzio, senza alcuna imposizione di titoli, temi, tipologia di libro, per condividerne poi le impressioni a riguardo.

Ognuno di noi decide cosa leggere, romanzi, fumetti, saggi, manuali, libri in lingua originale, che siano in formato cartaceo, digitale o audiolibro.

I lettori che aderiscono all’iniziativa hanno in comune la voglia di condividere e lasciarsi ispirare, mettendo in gioco le proprie emozioni e trovando un luogo in cui sentirsi liberi di dare sfogo alla propria sensibilità e creatività.

Gli incontri avvengono settimanalmente, sempre in luoghi e giorni diversi, in modo tale da permettere a chiunque di poter partecipare.

Ci piace coinvolgere diverse realtà locali che possano collaborare con noi affiancando alla lettura altre attività.

Vorremmo quindi condividere con voi la nostra prossima “Special Edition” che si svolgerà in collaborazione con “Cà del Bric”, una splendida cantina che ospiterà la nostra serata di lettura.

Durante l’evento, la nostra seconda edizione qui, avremo modo di visitare la cantina e farci raccontare qualcosa sulla sua storia, le caratteristiche dei vini e le tecniche di produzione, potremo degustare i fantastici vini di Ca’ del Bric e infine potremo dedicarci alle nostre letture silenziose in mezzo ai filari di vigna.

Al termine della serata sarà possibile fermarsi anche a cena, con una proposta preparata dall’Agriturismo Ortosano, accompagnata dal vino di Ca’ del Bric.

Il numero massimo dei partecipanti è limitato e la prenotazione è obbligatoria.

A seguire, i dettagli dell’evento:

DOVE: Cantina Ca’ del Bric, Via Marconi 28, Montaldo Bormida, Alessandria

QUANDO: Sabato 30 luglio, a partire dalle 16:30 fino alle 23:00 circa.

COME: prenotando tramite il form https://forms.gle/LV1Sn8RLLLPSpcKfA

dopo la compilazione del form si riceverà una mail con le istruzioni per il pagamento di un’acconto. 

La prenotazione è effettiva solo a seguito dell’avvenuto pagamento. Il saldo andrà effettuato all’arrivo il giorno stesso.

COSTI:

Evento+degustazione+cena 45€

Evento+degustazione 25€

PROGRAMMA:

– 16:30 Accoglienza partecipanti

– 17:00 Degustazione dei vini

– 18:30 Lettura silenziosa e chiacchiere

– 20:30 Cena

Ne approfittiamo per informarvi che tutti gli aggiornamenti riguardanti gli incontri si trovano sui nostri canali social:

Instagram: www.instagram.com/silentbookgenova

Facebook: www.facebook.com/silentbookgenova

https://www.facebook.com/silentbookclubgenova/

SBC GENOVA

Valeria Bianchi Mian: Un tizio con la Ferrari d’oro

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Valeria Bianchi Mian: Un tizio con la Ferrari d’oro

Un tizio con la Ferrari d’oro. D’oro, sul serio, l’ho visto. Ma veramente d’oro <ohibò>. Uomo brizzolato sui sessanta-sessantacinque e fanciulla brunetta di rosso vestita, la quale saltella fino al tabaccaio <tum tum tum>. Oro. Rosso. Tronfio. I soldi danno la felicità? Mi verrebbe da applaudire e dire: «Non sei un alchimista, tu, tizio con la Ferrari d’oro, no. Guarda, secondo me proprio no, ci scommetto – non più di dieci euro però – che tu l’aurum non vulgi, no, non sai cosa sia. Non conosci la Pietra Filosofale ma te ne sbatti, e la vita te la prendi così, smagliante, alla leggera saltellante nel corpo di Ferrari d’oro e brunetta in rosso <brum brum brum> dalla culla alla tomba, e tutti ti guardano e dicono «Ehi, guarda quello con la Ferrari d’oro, ma la ragazza in rosso lo amerà?»

Ma può essere che al tizio brizzolato sessantacinquenne dell’amore non gliene freghi proprio niente, e magari avrà d’oro pure il membro virile, placcato però, chi lo sa, poi la prostata. D’oro sarà il water nel bagno d’oro, d’oro le piastrelle, il beverone proteico d’oro, d’oro i sogni e le lenzuola e in tutto l’oro del mondo anche lui come me e te morirà per essere sepolto, come tutti noi, dentro una bara. Ma la sua sarà d’oro. D’oro, sul serio. L’ho visto. I soldi danno la felicità? Chi lo sa?

Salvami da questa vita, di Iris G. DM

Iris G. DM

Salvami da questa vita,

salvami da me stessa,

dalle mie insidie, dalle mie manie,

dalla mia incapacità di andarmene

e salvarmi da sola.

Le persone dimenticano,

ti dimenticano, 

come è triste questa cosa!

I volti, ad esempio, tanti non me li ricordo

e gli altri parlano di me, come se mi conoscessero!

Come fanno, come sanno!

Salvatemi allora, salvatemi voi, voi che mi riconoscete,

voi che aprite l’ombrello quando piove, 

io invece sto lì, a raccogliere tutta la pioggia,

non ho freddo, 

non ho fame,

non so dove andare, portatemi con voi, voi che mi dite,

voi che sapete, sapete di me, cose che io non so!

Vorrei essere grata per quello che non ho,

e vi osservo, voi, che vi baciate, 

vi baciate con amore, 

forse mi salvo, forse mi basta

un bacio e una carezza. Iris G. DM

Riflessioni. Maria Clausi: PERCHÉ CERTE PERSONE AMANO CIRCONDARSI DI BENI MATERIALI?

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Maria Clausi: PERCHÉ CERTE PERSONE AMANO CIRCONDARSI DI BENI MATERIALI?

PERCHÉ CERTE PERSONE AMANO CIRCONDARSI DI BENI MATERIALI?

Un giorno ero seduta al tavolo di un ristorante insieme a mio marito  e per puro caso capitò accanto al nostro tavolo un gruppetto di persone in cui vi erano uomini e donne. Una di queste donne per tutto il tempo in cui rimase lì non fece che parlare di sfilate di moda e di capi firmati. 

A me piace molto l’alta moda, in particolare Armani e guardo volentieri le sue sfilate (in tv). Fare di questo argomento l’unico argomento di conversazione e fare dei capi griffati l’unica cosa interessante che si possa avere nella vita, però, mi pare davvero eccessivo!

Spesso mi capita e mi è capitato in passato di conoscere persone che hanno come unico argomento di conversazione abiti e accessori di lusso, vetture, gioielli, acconciature, strumenti per la cura e la bellezza della persona …

La cura del proprio corpo è un gesto di sano amore e di sano rispetto per sé stessi, ma quando diventa unica preoccupazione della giornata o della esistenza evidentemente qualcosa non funziona nel verso giusto!

Anche il volere a tutti i costi riempire la propria vita di beni di lusso è  indice di qualcosa che non va: miseria spirituale? Vuoto affettivo? Estrema superficialità? 

Non saprei. Certo è che noto spesso un rapporto inversamente proporzionale tra amore per i beni di lusso e spessore umano!

Sarà una mia rigida impostazione mentale? Non saprei, ma se leggo il Vangelo mi pare che ciò che si accosta maggiormente ad esso è il mio di pensiero: un po’ meno quello di chi ama ossessivamente borse e abiti by Armani!

Sei un pensiero incontrollabile, di Alma Bigonzoni

Sei un pensiero incontrollabile, di Alma Bigonzoni

Sei un pensiero incontrollabile, 

disobbediente, ma che 

amo incondizionatamente. 

Mi tocchi la mente e accarezzi il 

mio cuore rendendolo parte di te,

sei il fascino che mi penetra dentro

sei bollente come un vento estivo,

un’aria che mi sfiora la pelle nella 

tenerezza di un pensiero.

Chiudo gli occhi e posso sfiorarti

la mia mente si sente legata a te… 

Sia quel che sia

___@Ab___

Ti sei già voltato indietro, di Rosalba Di Giacomo

Ti sei già voltato indietro, di Rosalba Di Giacomo

Ti sei già voltato indietro 

e mi hai cercato,

ora che accanto al tuo

non vi è più il mio passo. 

La solitudine in te ogni angolo 

ha smussato ma è tardi.

Scemato è il calore

che fino a ieri ti ho donato. 

Passerà questo inverno 

di neve e gelo,

oltre il buio arriverà l’aurora che,

con roseo velo,

ricoprirà i ricordi del passato. 

Fioriranno ancora le rose

in primavera e la verde collina

accoglierà il sole quando

calante si porrà a sera. 

Io solcheró il cielo come roseo airone

legata al tuo cuore con un filo. 

Seguirò da lontano la tua via

fino a quando voleremo ancora

in compagnia.

Rosalba Di Giacomo

Luglio 2017

Si specchia il suono del tempo, di Stefania Pellegrini

Si specchia il suono del tempo, di Stefania Pellegrini

Si specchia il suono del tempo

La sera si veste di ritmi lontani,

l’estate rovente

intorpidisce l’aria.

Sull’abete in giardino,

forte il fruscio tra le fronde.

Chioccola il merlo,

passerotti cinguettano

scuotendo l’aria quieta.

In amorevole eco

si specchia il suono del tempo

aprendo a ricordi passati,

che fluttuano, planano

sfiorando acque ferme

come gabbiani inquieti.

La memoria è voce che si cerca

nell’antico giardino,

dolce e arresa

al tempo appassito

che non ha semi per rinascere.

Oggi il mio pensarti

rumoreggia come onda di mare

nella conchiglia,

che conquistata la luce

riempie il vuoto dell’assenza

e col suo pieno mi scalda

di tiepida fiamma.

Stefania Pellegrini ©

INEDITA – 2022

(dalle mie foto-elaborazioni)

NOTTE DI STELLE, di Miriam Maria Santucci

NOTTE DI STELLE, di Miriam Maria Santucci

NOTTE DI STELLE 

Spunta all’orizzonte la luna

e il firmamento s’accende.

Ammaliato il mio sguardo rimira

miriadi di stelle.

Ma non sono lucenti quei punti

che si agitano in mezzo alle onde:

sono tante manine di bimbi

che il mare nasconde.

Non vorrei più staccare lo sguardo

dalle stelle che brillano in cielo,

ma non ho davvero coraggio

a stendere un velo.

Sulla Terra che l’uomo ha annientato

resta ormai solo angoscia e dolore:

ogni speranza è perduta

senza l’amore.

#MiriamMariaSantucci

#oltreiconfinidelcieloedelmare

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#poesieillustrate

#poesiaitaliana

#riflessioni