Nimbus… da Fridalaloka

(Lombardia)

Nimbus si preparano da tempo, radunandosi e preparandosi ad uno sciopero o rivolta, non saprei di preciso; che non può ni deve andare ad oltranza, si devono far vedere, si devono far sentire. Sonno pronte, cariche, gonfie di rabbia contenuta fin da tropo tempo. Era questione di tempo e si farebbero vive.

Non sono sole; un frastuono gli accompagna da dietro, come il “cacerolazo” che si fece sentire ovunque, da nord a sud, da est ad ovest, in un’ Argentina martoriata, violentata, saccheggiata impunemente; dove ogni utensile di cucina diventò strumento di protesta; mestolo di legno contro una pentola, due coperchi a modo di piatti in lata da scagliasi uno contro l’altro e far suonare il più forte possibile, d’un balcone, d’una casa, una, mile!!!

Ed il caos arriva, prima o poi, l’ultima goccia contenuta nelle buffe bolle di forma indefinita e d’un denso bianco, da il via, soltanto l’ultima goccia. Sembrerebbe inocua, ma non è da sola… sono tante, disperse dappertutto; questione di tempo e saranno finalmente tutte insieme e proclameranno ad alta voce, quello non dicono da tanto tempo.

Aspettiamo con ansia, questo momento di ribellione,  che bagnino le anime impure e avare; che trascini feroce la cattiveria umana; che lavi i peccati commessi di coloro che in nome di ” lesa umanità ” perpetra dietro le quinte spilorcie e  menefreghiste idee. Que non sono degni dell’acqua benedetta; acontententatevi con questa, ch’è già un gran dono.

Tua.


30 agosto, 2022.

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L’Italia non fa più figli: “Rischiamo di avere 380mila nuovi nati, una follia”

L’Italia non fa più figli: “Rischiamo di avere 380mila nuovi nati, una follia”

Il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo: “Se vogliamo continuare a essere un grande Paese dobbiamo avere una popolazione conseguente, la denatalità ha un impatto sul Pil”

29-08-2022 19:03 Welfare Francesco Demofonti Agenzia DIRE

neonato bambino pixabay

ROMA -“Rispetto ad alcuni decenni fa, la sensibilità e la conoscenza del problema della denatalità è più nota e quindi anche la stessa politica segue la situazione con attenzione”. Lo dice il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ospite di Sky Tg24. “Ho sentito parlare di quoziente familiare, di valorizzazione degli assegni, ovvero di situazioni nelle quali, in qualche modo, c’è un maggiore interesse a questa benedetta natalità che va, progressivamente, discendendo“.

“Quale giorno fa – ricorda il presidente dell’Istituto di Statistica – ho lanciato un segnale: se alla fine dell’anno le cose vanno avanti così, avremo 380mila, massimo 385mila nati, in un Paese di poco meno di 60 milioni di abitanti. È follia. Se vogliamo continuare ad essere un grande Paese – aggiunge Blangiardo – dobbiamo anche avere una popolazione conseguente, perché il Lussemburgo, il Principato di Monaco o la Svizzera non sono grandi Paesi anche perché non hanno una dimensione demografica da grande Paese”.

“Tutto questo – osserva il presidente Istat – ha un impatto sul Pil, perché quello complessivo del Lussemburgo, parli di nominale, è evidentemente più piccolo del Pil dell’Italia. Quindi la popolazione determina la ricchezza complessiva del Paese“.

“Naturalmente le tendenze che sono in atto potrebbero determinare, sia per la dimensione della popolazione che per l’invecchiamento, quindi la minor partecipazione al mercato del lavoro, l’ipotesi che i circa 1.800 miliardi di oggi scenderebbero di più di 500 miliardi, ovvero 500 miliardi di Pil in meno come ricchezza complessiva. E lo stesso Pil pro capite, dai 30mila scenderebbe a 25mila. Questo, naturalmente a parità di altre condizioni, determinerebbe un impoverimento della popolazione italiana“.

Blangiardo conclude: “I giovani rischiano di essere poco esistenti nella popolazione, non solo dai programmi della politica. Noi abbiamo un popolo di giovani che si è formato attraverso le nascite del passato e nascite che sono state via via decrescenti. È evidente che stiamo parlando di un numero di persone che è, tutto sommato, sempre meno. Viceversa, la componente matura, quella diversamente giovane, ovvero gli anziani, è via via crescente“.

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L’inflazione sale e il carrello della spesa si fa più caro: le famiglie spenderanno 564 euro in più

L’inflazione sale e il carrello della spesa si fa più caro: le famiglie spenderanno 564 euro in più

La Coldiretti tira le somme sulle conseguenze dell’aumento dei costi energetici e del taglio dei raccolti dovute alla siccità

10-08-2022 14:47 Economia e Fisco Redazione Agenzia DIRE

inflazione

ROMA – Il balzo dell’inflazione costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, a causa del mix esplosivo dell’aumento dei costi energeticilegato alla guerra in Ucraina e del taglio dei raccolti per la siccità. È quanto stima la Coldiretti in occasione della diffusione dei nuovi dati Istat sull’inflazione a luglio, che evidenziano un aumento del 10% per i beni alimentari e le bevande analcoliche che trainano i rincari nel carrello della spesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, registrando un balzo che non si osservava da settembre 1984.

SU PASTA, PANE E RISO I RINCARI MAGGIORI

I prezzi della frutta fresca o refrigerata aumentano su base annua del +8,8% – continua Coldiretti – mentre quelli dei vegetali freschi o refrigerati del +12,2% anche a causa dell’andamento climatico anomalo che ha favorito anche le speculazioni come nel caso dell’uva da tavola in Puglia, pagata agli agricoltori 0,50 euro al chilogrammo per poi essere venduta al supermercato a cifre fino a 4 euro. La categoria per la quale gli italiani spenderanno complessivamente di più è però pane, pasta e riso, con un esborso aggiuntivo di quasi 115 euro – sottolinea Coldiretti – e precede sul podio carne e salumi che costeranno 98 euro in più rispetto al 2021 e le verdure (+81 euro). Seguono latte, formaggi e uova con +71 euro e il pesce con +49 euro, davanti a frutta e oli, burro e grassi.

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Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne – denuncia la Coldiretti – dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. A spingere i rincari è però anche l’aumento della dipendenza alimentare dall’estero è il fatto che nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari dell’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, sono cresciute in valore di quasi un terzo (+29%), aprendo la strada anche al rischio di un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell’anno.

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“Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni- afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini- nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro. In questo contesto è importante- conclude Prandini- l’apertura del Governo alla nostra proposta sulla defiscalizzazione del costo del lavoro”.

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“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità, di Sergio Sabetta. Aletti Editore

“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità

Torna con una nuova opera dal titolo “Parlando agli dèi”, l’autore Sergio Sabetta, ormai veterano per le sue pubblicazioni, nella collana “I Diamanti della Poesia”, targate Aletti editore. E lo fa, questa volta, con un richiamo che sa di antichità. «La cultura classica – afferma il poeta funzionario presso la Corte dei Conti di Genova ed ex magistrato onorario presso il tribunale di Chiavari – ha in sé i vari aspetti dell’umanità; è una riflessione sulle emozioni, sui sentimenti più forti e profondi che vengono sublimati in racconti e miti. Attraverso essi si vede l’animo umano e le passioni che, nonostante tutta la tecnologia, rimangono quale essenza fondamentale della specie». Nel dettaglio, riguardo, invece, la scelta del titolo l’autore spiega: «Gli dèi sono le forze, le forme di una Natura che agisce, ma la nostra superbia tecnologica la ritiene passiva, quindi parlare agli dèi è parlare alle varie facce della Natura».

L’opera si suddivide nelle seguenti sezioni: “Tra le braccia degli dèi”; “Nelle nebbie del Nord”; “Passeggiando Per Roma”; “Dissolvenze”. «Nel suo insieme – precisa il poeta – vorrebbe accompagnare il lettore su una dimensione talvolta tragica, altre volte ironica e gioiosa, sulla nostra storia e le sue contraddizioni. Una coscienza difficile da acquisire e talvolta dolorosa, ma sempre liberatoria dalle manipolazioni della storia». Una delle tante liriche è dedicata proprio alla poesia e al suo ruolo liberatorio e catartico per le coscienze. Ma anche alla sua funzione di resistenza e critica contro l’appiattimento esistenziale. «La poesia – ne è convinto, infatti, Sabetta -possiede una sua logica non matematica e consequenziale, bensì è un sovrapporsi di sentimenti ed emozioni apparentemente disgiunte ma che si legano tra loro per vie nascoste, nel salto tra tempi ed età diverse, sicchè nello stesso soggetto vengono ad intersecarsi diverse umanità».

Nell’opera vi è la necessità di un ritorno alle radici, alla cultura che forgia nella ricerca degli impulsi e delle emozioni che, nate dal cuore umano, vengono da essa rielaborate. Attualmente, si tende a considerare superata la cultura classica, vedendo l’umanesimo come qualcosa di opposto alla modernità di uno slancio innovativo continuo, in un malinteso senso della tecnologia. «C’è spazio anche, in questi versi profondi ed estremamente poliedrici di Sergio Benedetto Sabetta – scrive, nella Prefazione, Francesco Gazzè, fratello del noto cantante Max e autore di numerosi suoi testi – per quel certo raro talento di saper pennellare con grazia lunghissimi istanti di esistenza vera, spazio per la sublime arte del saper raccontare tutto, ma proprio tutto, e per quell’ispirata benedetta pazienza (rara anch’essa) del costruire, dell’ornamento, della cura, della forma; l’unica, la pazienza, davvero in grado di rendere senza tempo qualsiasi atto creativo». Gli argomenti ispiratori dell’opera sono i miti mediterranei e nordici filtrati dalla storia, dove, tuttavia, l’ironia della romanità ne riduce a dimensione umana la tragedia. Contro un impoverimento culturale si avverte l’esigenza di riscoprire la dimensione collettiva mitica e collegarla storicamente a quella attuale. «Quando si legge una poesia è come immergersi nelle acque di un torrente, un fluire dalla sorgente alla foce, in cui ciascun lettore dà i toni e le sospensioni, nuota tra l’increspare delle acque grazie alla particolare punteggiatura. Nella poesia – conclude l’autore Sabetta – non vi sono solo emozioni ma anche la storia e, pertanto, l’etica data dalle osservazioni e le domande che essa pone. Diventa, quindi, il deposito della memoria di una cultura, se non dell’umanità. Ne diviene una possibile forma, libera nella sua espressione». 

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

Dall’Argentina l’artista Laura Checenelli Maidana

L’artista Laura Checenelli Maidana

L’arte non ha confini.
La passione nel creare opere d’arte, quando è propulsione di emozioni pure e vere, si trasforma nel dono dell’interpretazione del pensiero creativo per essere trovare spazio in ogni angolo del mondo attraverso la divulgazione.
Oggi conosciamo un talento dell’arte argentina : Laura Checenelli Maidana.
Percorriamo insieme la storia artistica della sua vita in due articoli.

CURRICULUM VITAE

LAURA MAIDANA CHECENELLI, PROFESSORE DI ARTI IN ARTI VISIVE

Nata a Corrientes, Capitale, il 29 ottobre 1966, Corrientes, Repubblica Argentina.
Ha studiato Primaria e Secondaria, presso l’Istituto Privato Santa Teresa de Jesús.
Insegnante di Pianoforte, Solfeggio e Teoria all’età di 15 anni.-
Ha studiato Studi Universitari in Notai, laureandosi in Notaio e altre carriere universitarie politiche presso l’Universidad Nacional Del Nordeste (UNNE) con sede nella città di Corrientes.

Sezione Artistica

Una volta diplomatasi in questa carriera, ha deciso di realizzare un sogno della sua vita, iscrivendosi all’Istituto di Belle Arti e Lingue “Josefina Contte”. (Anno 2003)
Diplomata presso lo stesso nel 2006, con la migliore media di coorte in carriera.
Durante il corso della stessa ed in qualità di Insegnante di Musica, ha partecipato a:
             Incontri  e Workshop multidisciplinari di musica e arte su una varietà di temi.
             Incontri corali tenuti presso il Teatro “Juan de Vera” di Corrientes con gli studenti e colleghi docenti, e da tutti i centri educativi della città.
            Incontro corale nella Giornata delle Arti svolto in vari istituti scolastici, realizzando murales o ornamenti a proprie spese. Ha affrontato vari temi, come la Festa del Lavoro, nella preparazione degli addobbi alludenti all’evento. È stata anche responsabile della direzione corale dei suoi allievi con materiali autoctoni e delle Leyendas Correntinas.
             Progettazione di costumi e coreografie autoctone e immaginarie per la Giornata delle Arti in ottobre.
              Design e addobbi per gli addii dei diplomati con la selezione di Musica e coro della scuola.
              Decorazione scolastica di eventi e date nazionali sotto la sua responsabilità in modo integrale con i suoi studenti.
               Recitazione e improvvisazione di commedie e leggende di Corrientes.
               Ha frequentato numerosi corsi di chamamé (musica autoctona e patrimonio immateriale di Corrientes).
                Scenografia, coreografia e dizione di racconti per bambini, con musiche abbinate.
                Progettazione di maschere ornamentali da parte degli studenti con materiali di scarto.
               Fabbricazione di strumenti musicali a percussione con materiali di scarto o di provenienza diversa.
                 Preparazione di strumenti con semi, con portachiavi, con materiali vari e di scarto.
                Colloqui informativi di supporto per insegnanti di scuola su risorse o approcci artistici.
                 Cori con gli insegnanti della comunità educativa con ornamenti inclusi.
                 Festival della Giornata delle Arti con la direzione della stessa e la partecipazione di studenti, insegnanti, genitori e direttori.
                 Progettazione ed elaborazione di costumi di animali da fattoria e vita domestica.
Arti visive Come allieva della carriera, ha esposto dal 1° Anno, nell’aula della Legislatura Provinciale, opere alludenti al mese di Corrientes.
                   All’Istituto espone contro la guerra in una protesta artistica con il murales.
                   Ha partecipato a Engraving Workshops nelle sue varie modalità, scegliendo Georgia O’Keefe.

                   Ha realizzato Laboratori d’Arte Sperimentale: ha selezionato e lavorato su animali immaginari.
                   Ha partecipato a Laboratori di Scultura. Lo scorcio e il corpo umano.
                   Campioni individuali all’interno dell’Istituzione scegliendo un artista e difendendo il suo lavoro.
                    Partecipazione a lavori di gruppo di dibattito artistico
                    Assistere a film sulle biografie di artisti contemporanei e preparare le valutazioni finali.
                   Movimento e sviluppo designati: futurismo
Laboratori d’arte di fine anno: TAU (Laboratorio d’arte utilitaristica)
Muralismo: Pet Mondrian
Arte argentina: Xul Solar
Arte argentina: Marta Minujín
Arte argentina: Mercedes Robirosa
Day of the Arts: murale a scelta: arte egizia e me-
Arte audiovisiva: arte fotografica
Arte rupestre: elaborazione di sculture su modelli preistorici.
Arte audiovisiva: laboratori di dibattito e scelta dei temi per storie dell’orrore.
Arte audiovisiva: Racconto di HORROR. Sceneggiatore nella storia Mizdriji-The Ghost Professor of the Institute basata su eventi reali. Laboratorio di body art
Ricerca artistica sui vari esponenti di autori di Corrientes, artisti del mondo del Carnevale di Corrientes.
Esperienze narrate e dibattute sul costume di Corrientes.
Mostra Arte astratta ed espressiva Giornata delle arti: Angelo astratto (a scelta)
Visita al Fogón de los Arrieros nella città di Resistencia (Chaco)
Inizio delle pratiche professionali.


El arte no tiene fronteras.
La pasión en la creación de obras de arte, cuando es propulsión de emociones puras y verdaderas, se transforma en el don de la interpretación del pensamiento creativo para poder encontrar espacio en todos los rincones del mundo a través de la revelación.
Hoy conocemos a un talento del arte argentino: Laura Cesanelli Maidana.
Repasemos juntos la historia artística de su vida en dos artículos.

CURRICULUM    VITAE

LAURA MAIDANA CHECENELLI, PROFESORA DE ARTES EN ARTES VISUALES

Nacida en Corrientes, Capital, a los 29 días del mes de Octubre del año 1966, Corrientes, República Argentina.
Cursó estudios Primarios y Secundarios, en el Instituto Privado Santa Teresa de Jesús.
Profesora de Piano, Solfeo y Teoría a los 15 años.-
Cursó Estudios Universitarios en Notariado, egresando como Notaria Pública y otras carreras universitarias políticas en la Universidad Nacional Del Nordeste (UNNE) con asiento en la ciudad de Corrientes.

Sección Artística

Una vez egresada, de esta carrera decidió cumplir un sueño de su vida, inscribiéndose en el Instituto de Bellas Artes e Idiomas “Josefina Contte”. (Año 2003)
Egreso de la misma en el año 2006, con el mejor promedio del cohorte en su carrera
Durante el transcurso de la misma y siendo Docente de Música, participó de:
             Encuentros y Talleres Multidisciplinarios de Música y Arte de variada temática.
             Encuentros corales realizados en el Teatro “Juan de Vera” de Corrientes con sus alumnos y colegas docentes, y de todos los centros educativos de la ciudad.
            Encuentro Corales en el Día de las Artes llevado a cabo en diversos y variados establecimientos escolares, realizando murales u ornamentación a su cargo. Abordando diversas temáticas, tales como el Día del Trabajo, en la elaboración de decoraciones alusivas al evento. Asimismo tuvo a su cargo la Dirección Coral de sus alumnos con materiales autóctonos y de Leyendas Correntinas.
             Diseño de trajes y coreografías nativas e imaginarias para el Día de las Artes, mes de octubre.
              Diseño y ornamentación para las despedidas de los egresados con la selección de la Música y coro escolar.
              Ornamentación escolar de actos y fechas patrias a su cargo de manera integral con sus alumnos.
               Actuación e improvisación acerca de comedias y leyendas correntinas.
               Asistió a numerosos cursos de chamamé (música nativa y patrimonio inmaterial de Corrientes).
                Diseño de Escenografía, coreografía y dicción de cuentos infantiles, con música acorde.
                Diseño de máscaras ornamentales a cargo de los alumnos con materiales de descarte.
               Elaboración de instrumentos musicales de percusión con materiales de descarte o de diversa procedencia.
                 Elaboración de instrumentos con semillas, con llaveros, con diversos materiales y de descarte.
                Charlas de apoyo informativo para las docentes de la escuela acerca de recursos o abordajes artísticos.
                 Coros con las maestras de la comunidad educativa con ornamentación incluida.
                 Fiesta del día de las Artes con la dirección de la misma y participación de los alumnos, maestros, padres y directivos.
                 Diseño y elaboración de trajes de animalitos del campo y la vida doméstica.
Artes Visuales
                  
                  Como alumna de la carrera, expuso desde el 1er Año, en el hall de la Legislatura Provincial, trabajos alusivos a mes de Corrientes.
                   En el Instituto, expuso contra la Guerra en una protesta artística con muralismo.
                   Participó de Talleres de Grabado en sus diversas modalidades, escogiendo a Georgia O´Keefe.
                   Realizó Talleres de Arte Experimental: Seleccionó y trabajó en animales de imaginería.
                   Participó de Talleres de Escultura. Escorzo y cuerpo humano.
                   Muestras individuales dentro de la Institución eligiendo un artista, y defendiendo su obra.
                    Coparticipando en trabajos grupales de debate artístico
                    Asistiendo a cine acerca de biografías de artistas contemporáneos y elaborando valoraciones finales.
                   Movimiento designado y desarrollo: Futurismo
Talleres de Arte fin de año: TAU (Taller de Arte Utilitario)
Muralismo: Pet Mondrian
Arte Argentino: Xul Solar
Arte Argentino: Marta Minujín
Arte Argentino: Mercedes Robirosa
Día de las Artes: Mural a elección: Arte egipcio y yo-
Arte Audiovisual: Arte fotográfico
Arte Rupestre: elaboración de esculturas en base a modelos prehistóricos.
Arte Audiovisual: talleres de Debate y elección de temas para cuentos de terror.
Arte Audiovisual: Cuento de TERROR. Guionista en cuento Mizdriji-El profesor fantasma del Instituto basado en hechos reales.
Taller de Body-Art
Investigación Artística acerca de los diversos exponentes de autores correntinos, artistas del mundo del Carnaval Correntino.
Experiencias narradas  y debatidas acerca del disfraz correntino.
Exposición Arte Abstracto y Expresivo Día de las Artes: Ángel abstracto (a elección)
Visita al Fogón de los Arrieros en la ciudad de Resistencia (Chaco)
Inicio de Prácticas Profesionales.

Foto : Laura Checenelli Maidana

CULTURA

Roma 31 agosto 2022. Anatomia di un suicidio. Cesare Pavese

Date: 31 agosto 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.

Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti. Cesare Pavese

Cesare Pavese


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, fu pubblicata postuma, nel !951, dopo la morte per suicidio, di Cesare Pavese.
La morte lo accompagna tutti i giorni, senza tregua. Una presenza fissa, nel quotidiano, ferma, risoluta, irremovibile. Gli occhi potranno vedere, senza parlare, perchè lo sguardo è un grido silenzioso, terribile, che nessuno ascolta, vede. Chissà magari vorresti che qualcuno avesse la capacità di leggerti per guarire in tempo.
Nello specchio leggi i tuoi occhi in perfetta solitudine, forse con la morte capiremo come ci sia mancata la speranza, magari è stata sempre e solo un illusione. La morte ha per ognuno di noi uno sguardo, quando arriverà avrà il nostro sguardo, lo sguardo dei nostri stessi occhi. Scenderemo nel silenzio, perchè la morte è silenzio, non ha voce, la bocca chiusa e nello specchio già morti, magari è il nostro al di là, ed è cosi che ci vediamo.
Nel 1949 Cesare Pavese conosce l’attrice americana Constance Dowling, intreccia con lei un rapporto tormentato, sesso e sangue , La sua vicenda esistenziale che si conclude con il suo suicidio, un uomo che sentiva di non ricevere quello che lui desiderava, il suo non un suicidio per Costance, ma un suicidio per amore. Un amore che lui non sentiva di ricevere, non adeguato al suo intenso sentire, al suo sentire sublimato. Un suicidio perchè dell’amore aveva perso le speranze, le speranze solo effimere illusioni.. La scrittura poetica di Pavese un apogeo di morte, inadeguato al modo di vivere e di affrontare la vita. Affascinato dalla fine, affascinato dal non vivere. La morte frutto della terra.

E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno. Ciascuna uscirà per la strada, ogni corpo un colore, perfino i bambini. Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore avrà la sua vita. Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò di essere io: gettando un’occhiata mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori. Cesare Pavese.
Desidera solo colori, i colori non piangono, ma lui si, i colori li cercherà e allora uscirà per le strade. Questi colori non li ha mai trovati ed è morto all’età di 42 anni. L’idea della morte l’aveva sempre accompagnato. Frequentava il liceo nel !926 e fu scosso profondamente dalla tragica morte di un suo amico, Elico Baraldi, che si sparò e lui ebbe la tentazione di imitare questo gesto ed inviò nel 1927 il 9 Gennaio una poesia all’amico Sturani
Sono andato una sera di dicembre,
per una stradicciuola di campagna,
tutta deserta,col tumulto al cuore.
Avevo dietro me, una rivoltella. Cesare Pavese.


Scriveva ” perdono tutti e a tutti chiedo perdono” il suo mal di vivere.

L’amore fatale pe Costance


”L’arte di vivere è l’arte di saper credere alle bugie”


Una morte precoce di un grande scrittore schivo, tormentato, che alla morte pensava comunque, come sollievo a questo incredibile male di vivere.
Il suo un disperato bisogno d’amore, tragico e e silenzioso, la morte è muta.
Cesare Pavese con i suoi demoni che lo tormentavano, ” non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi”. Un suicidio annunciato di un uomo alla ricerca di un grande amore, un vuoto incolmabile, non si muore per amore, eppure si muore.
Alla fine giunge l’oscurità, un atto estremo, il buio intorno, molte volte ci domandiamo, anzi sempre, perchè l’ha fatto?
Non lo sappiamo, ma non giudichiamo, è quando la speranza muore e sentiamo che tutto è un illusione, il buio completo intorno, non vediamo più nessuno, amici, famiglia, moglie, figli.
Solo nero profondo, abissale, allora perchè vivere con tutto questo nero che ci circonda, forse dopo la pace, la pace.

Cesare Pavese


Un suicidio annunciato, anzi il leit motiv della sua vita, un fascino quasi perverso verso la morte. Come dire ” se io non avrò ciò che voglio, io ne morirò”. Lui non desiderava cose, lui desiderava sentimenti, amore, è difficile reggere alla mancanza di amore, lui non ce l ha fatta, troppo gravoso vivere senza. Per Cesare che viveva tutto intensificato, in una società dove i valori erano bugie ed ipocrisie. Non tutti viviamo la vita allo stesso modo, ognuno di noi le vive in modo proprio personale, non tutti diamo valore alle stesse cose.


Le sue poesie parlano spesso di amori non corrisposto. ”Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perchè un amore, qualunque amore, ci rivela la nostra nudità, miseria, infermità, nulla”
Cesare Pavese scriveva” Ti amo. Cara Connie, di questa parola so tutto il peso, l’orrore e la meraviglia, eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata cosi poco nella mia vita, e cosi male, che è quasi nuova per me.


Cesare Pavese, nasceva fragile, certo una famiglia non certo prodiga di affetto. Quando morì il padre, la mamma di Cesare divenne ancora più chiusa e riservata, ma basta questo per un futuro suicidio? Lui era schivo e riservato, con questa vocazione al suicidio, che lui chiamerà” vizio assurdo”. Cesare Pavese sempre segnato da grandi tormenti, desiderava la solitudine, ma anche la compagnia degli altri. Il suo è un desiderio forte d’amore, che lo perseguiterà tutta la vita, molti pensano che lui sia stato anche impotente sessualmente, ma chi lo sa? Chi lo può dire? Lui nasce fragile, una fragilità nascosta agli altri e anche a se stesso, un inadeguatezza al mondo. Forse lui stesso non si piega alla normalità dell’amore, in lui assume un aspetto lontano, irraggiungibile, una meta che non riuscirà mai ad avere, secondo i suoi canoni, le sue aspettative. Già da adolescente era molto introverso, amante dei libri e della natura. Forse lui stesso non riusciva a comunicare l’amore poi per un uomo triste, intrinseco, solitario, drammatico, era difficile farsi amare. Chi poteva colmare la sua tristezza, la sua chiusura, il suo modo di essere? La sua era una incomunicabilità estrema, ma la sua sofferenza ci ha regalato una letteratura magnifica. Lui che desiderava la morte, lui che desiderava i colori, lui che desiderava amare ed essere amato, lui che desiderava la morte e la pace.
La vita è un viaggio di dolore, la sua forse una profonda depressione, ma soprattutto una forte incapacità del vivere

Il tormento della sua anima

Dall’Argentina l’arte senza confini – Laura Checenelli Maidana

Laura Checenelli Maidana – Artista argentina

Segue… 2 pubblicazione Curriculum Laura Checenelli Maidana

SEMINARIO INTERDISCIPLINARE DI ARTI:
Scelta degli argomenti.
Presentazioni.
discussioni.
Carnevale argentino in 2 diversi gruppi.
Produzione di video documentari
Video con foto della traiettoria (PARZIALE) di Corrientes, Capitale Nazionale del Carnevale Argentino.
Analisi e Qualifica.
Uscita.

Piano di insegnamento professionale:
Presentazione del primo evento ufficioso sul tema del Carnevale, come Corrientes Capitale del Carnevale argentino: con ingresso gratuito ed esposizione di costumi di carnevale insieme ad altri colleghi neolaureati: Origini della parola carnevale, le sue caratteristiche nel Nuovo Mondo, Contesto storico, Principali caratteristiche del nostro carnevale e dei suoi tour in giro per il mondo, tra cui il Carnevale di Venezia e quello di Nizza, quello di Tenerife (Isole Canarie) in più occasioni. Nei tour all’interno del paese, nelle province, San Luis, Santa Fé, Buenos Aires, Capitale Federale, Sud Argentina, Córdoba, ecc…
Presentazione di video con musica e costumi, caratteristiche del design di città e paesi all’interno della provincia di Corrientes, foto documentarie d’epoca prestate da parenti di bambini e giovani comparseros.
Caratteristiche di ogni comparsa e gruppo musicale e umoristico presso la sede della Capitale Nazionale del Correntino: Copacabana, Ará Berá, Sapucay, Frou Frou, Los Dandys, Los Pomberitos Caté e altri.
Differenze con altri Carnevali, dall’Interno e dal mondo.
Conferenza della professoressa Laura Maidana Checenelli, riassumendo in sintesi tutto quanto qui presentato, con domande e dibattito spontaneo, coordinato da altri professori.

-Primo Premio prima del C.O.M.A.U. (Consiglio Organizzativo Mondiale degli Accademici Universitari), vinto nel luglio 2013, a L’Avana – Cuba, élite della Medicina Mondiale, per Opera Musicale “SPECIAL BOY” e Pittorica, di natura multidisciplinare (dal punto di vista del bambino dello Spettro Autistico) per conto del nostro figlio autistico allora minorenne.
Premiata dal Presidente dell’entità Todd Fletscher, dagli Stati Uniti d’America e dal Vice Presidente Orlando Terré Camacho, Master in Neurologia di Cuba.-

Abbandona la carriera di insegnante in Secondaria per motivi indipendenti dalla sua volontà di natura familiare-

Attività artistica autodidatta e libera.
Ha progetti per 2 libri per bambini su Laguna Iberá e un altro sul lavoro minorile in fase di sviluppo, quasi terminato, per la Fiera del Libro.
Murale per Istituto Semper.
Presentazione del libro “Vendadora de Estampitas” (contro il lavoro minorile nelle strade della città) davanti all’Ex Biblioteca del Mitre Park della città.
Dispone di 2 campioni, uno esclusivamente virtuale sulle simmetrie assiali di ogni tipo con più di 100 opere virtuali.
Altro
Chiusura.
Attività e incarichi di insegnamento nelle scuole della Capitale
Scuola Normale Corrientes Dr. Juan Pujol,
Dove lavora per sette mesi, per motivi di salute e cura del padre
Scuola Carmen Molina de Llano e Annesso San Vicente de Paul:
Dove lavora per quasi 2 anni, realizza mostre di studenti sotto la sua supervisione di Leggende e Santi della provincia di Corrientes.
Mostra del lavoro svolto dai suoi studenti per la festa della mamma.
Festa delle arti. Mostra del lavoro svolto dagli studenti durante tutto l’anno.
Realizzazione di Mostra ed esposizione dei lavori degli studenti, nella sede centrale della Scuola San Vicente de Paul sull’Arte Rupestre con l’uso di materiali diversi.
Giornata delle Arti, a chiusura dell’anno scolastico, dei mestieri e delle opere più realizzate dagli studenti dell’intero istituto.
Le viene offerto di lavorare come insegnante presso la San José Private School, per motivi familiari e di salute personale, non le è possibile.

Un altro si riferiva alla violenza di genere: Audiovisivo e pittorico “Non dimenticarmi” con temi di attualità, crescita, molestie e violenze varie contro le donne, principalmente nell’adolescenza e nell’infanzia, Gioventù e Prevenzione come curriculum nascosto e comunicativo.
In progetto e all’inizio si riferivano a Flora e Fauna autoctone della Mesopotamia Argentina.
Pandemia.
Chiarimento: Non comprende altre attività e Congressi perché non si riferisce al piano della sua attività artistica ma ad altre sue libere professioni, come Notaio e Amministrativo, perché qui non lo ritiene opportuno.-

“En flor”
Detalle.
Obra pictórica sobre cartón preparado.
Acrílicos y tecnicas mixtas.

2 publicación

SEMINARIO INTERDISCIPLINAR DE ARTES:
Elección de temas.
Ponencias.
Debates.
Carnaval Argentino en 2 grupos diferentes.
Elaboración de documental video
Video con fotos de la trayectoria (PARCIAL) de Corrientes, Capital Nacional del Carnaval Argentino.
Análisis y Calificación.
Egreso.

Plano Profesional Docente:
Presentación del primer evento extraoficial acerca del tema del Carnaval, como Corrientes Capital del Carnaval Argentino: con entrada libre y exposición de diseños de trajes de carnaval junto a otros colegas recién egresados: Orígenes de la palabra carnevale , sus características en el Nuevo Mundo, Antecedentes históricos, Principales características de nuestro carnaval y sus giras por todo el mundo, incluyendo el Carnaval Veneciano y el de Niza, el de Tenerife (Islas Canarias) en varias ocasiones. En las giras al Interior del País, en las provincias, San Luis, Santa Fé, Buenos Aires, Capital Federal, Sur Argentino, Córdoba, etc…
Presentación de video con música y diseños de trajes, características del diseño de las ciudades y localidades del interior de la provincia de Corrientes, Fotos documentales de época prestadas por familiares de comparseros  infantiles y jóvenes.
Características de cada comparsa y agrupación musical y humorística en la sede del Capital Nacional Correntino: Copacabana, Ará Berá, Sapucay, Frou Frou, Los Dandys, Los Pomberitos Caté, y otros.
Diferencias con otros Carnavales, del Interior y del mundo.
Conferencia a cargo de la Profesora Laura Maidana Checenelli , resumiendo en síntesis todo lo aquí expuesto, con preguntas y debate espontáneo, coordinado por otros profesores.
Cierre.
Actividad y cargos docentes en colegios de la ciudad Capital
Escuela Normal Corrientes Dr. Juan Pujol,
Donde se desempeña por espacio de siete meses, por razones de salud y atención de su padre
Escuela Carmen Molina de Llano y Anexo San Vicente de Paul:
Donde se desempeña por casi 2 años, realiza exposiciones de alumnos bajo su supervisión de Leyendas y Santos de la provincia de Corrientes.
Exhibición de trabajos realizados por sus alumnos por el día dela Madre.
Fiesta del Día de las Artes. Exposición de trabajos realizados por  los alumnos en todo el año.
Realización de Muestra y exhibición de trabajos de los alumnos, en sede central del Colegio San Vicente de Paul acerca de Arte Rupestre con utilización de diversos materiales.
Día de las Artes, cerrando el año lectivo, de artesanías y trabajos más logrados por los alumnos de toda la institución.
Se le ofrece desempeñarse como Profesora del Colegio Privado San José, por razones de salud familiar y propia, no le es posible.
-Primer Premio ante la C.O.M.A.U. (Consejo Organizativo Mundial de Académicos Universitarios), ganado en Julio del año 2013, en la Habana – Cuba, elite de la Medicina Mundial, por Obra Musical “ CHICO ESPECIAL” y Pictórica , de carácter multidisciplinar (desde una perspectiva infantil del Espectro Autista) en representación de nuestro hijo autista menor de edad entonces.
Otorgado por el Presidente de la entidad Todd Fletscher, de los Estados Unidos De América y el Vicepresidente Orlando Terré Camacho, master en Neurología de Cuba.-

Abandona la carrera docente en Secundaria por razones ajenas a su voluntad de carácter familiar-

Actividad Artística autodidacta y libre.
Tiene proyectos de 2 libros infantiles acerca de la Laguna Iberá y otro referente a Trabajo Infantil en desarrollo, casi a terminar, para la Feria del Libro.
Mural para Instituto Semper.
Presentación de libro “Vendedora de Estampitas” (contra el trabajo infantil en las calles de la ciudad) ante Ex Biblioteca del Parque Mitre de la ciudad.
Tiene 2 muestras, una exclusivamente virtual acerca de Simetrías Axiales de todo tipo con más de 100 obras virtuales.
Otra referida a la Violencia de Género: Audiovisual y pictórica “No me olvides” con temáticas actuales, de growing, acoso, y diversas violencias ejercidas contra la Mujer, principalmente en su adolescencia e infancia, Juventud y Prevención como currículo oculto y comunicacional.
En proyecto e inicio varias referidas a Flora y Fauna autóctona de la Mesopotamia Argentina.
Pandemia.
Aclaración: No incluye otras actividades y Congresos por no referirse al plano de su actividad Artística sino a sus otras profesiones libres, como la de Notaria y Administrativa, por no considerarlo procedente aquí.-

L’arte non ha confini : Laura Checenelli Maidana

L’arte non ha confini… Dall’Argentina : Laura Maidana Checenelli

Foto : Laura Checenelli Maidana

“Stralci di fuoco all’orizzonte” di Mariantonietta Valzano

Originalissimo il parallelismo, insieme poetico e filosofico, tra il rutilante tramonto dagli “stralci di fuoco”, di cui pare sentirsi quasi il “crepitio” e il cuore ribelle e indomito- il tassello primordiale, emozionale del tutto e voce nostalgica dell’anima. Il pensiero indugia sulla soglia di una porta, che dalla vita conduce alla dimensione metafisica. Il Crepuscolo è chiaramente un limbo, una zona di frontiera. È un fronte incandescente, sul campo di battaglia del cielo, tra la luce e il buio. Ogni giorno la luce, a prezzo di fuoco e “sangue”, si arrende al buio e al silenzio della notte. Il fuoco,tuttavia, cova sotto la cenere, crepita sommessamente… e una scintilla, ancora , accenderà l’alba di un nuovo giorno!
Così, “l’anima indomita non vuole rassegnarsi alle rotte già segnate”; e “continua ad abbandonarsi ai sogni”. La ragione, il freddo intelletto, non fa che nutrire il pensiero di postulati e teorizzazioni euclidee. Lo imbavaglia e lo vuole manichino nelle mani di “ciò che ovvio è alla comprensione”. Ma il desiderio è un “cavallo che scalcia e morde” e rifiuta le “redini”.
Il suo galoppo libero va sempre verso l’alba, verso la luce. Un infinito verso l’Infinito! Molto molto bella! [ Antonio Teni]

Stralci di fuoco all’orizzonte
sorgono a rammentare
laddove si si lotta tra luce e buio
sovrastando zolle di vita rigogliosa
che sotto il cielo resta in silenzio
nel crepitio di un crepuscolo quotidiano
morde la debolezza della fatica
mentre gli occhi desiderano solo
scorgere il dopo
per rasserenare l’anima indomita
che non vuole rassegnarsi
alle rotte già segnate
e continua ad abbandonarsi ai sogni
che graffiano la ragione
quasi a volerne dominare l’esatta tesi
che non dà molto scampo.
Stralci di fuoco
sul cuore ribelle della sera
cuore che scalcia
e morde le redini dell’intelletto
perché rifiuta di capire
ciò che ovvio è alla comprensione
e mentre volge il desiderio verso l’infinito
sente l’illusione farsi largo
in una tenue carezza di speranza…
Ultimo baluardo per il viaggio verso domani

 Mariantonietta Valzano

index

Marx Bauzá poeta e musicista dall’Argentina

Marx Bauzá poeta e musicista argentino

Foto : Marx Bauzá e la sua mamma

Quando sono tornato a Buenos Aires alla fine di maggio, dopo la presentazione con successo del mio libro “Ideali e fiori” alla Fiera Internazionale del Libro in quella città, ho sentito di avere tutte le batterie cariche, con la migliore energia.

Ho Immaginato :  un ragazzo dell’interno e ancor più all’interno argentino che realizza il sogno di presentare il suo materiale poetico alla Fiera più importante della regione. È invitato con lode dalla SADE (Società Argentina degli Scrittori) e sostenuto finanziariamente dal comune di Las Talitas e dal suo sindaco Carlos Najar, nonché dai direttori del Multispazio culturale Tu Punto de Encuentro: Romi Carrizo ed Eugenia Valoy García . Sembra il viaggio dell’eroe greco alla ricerca del suo destino trionfante.

La vita può essere bella se ti sforzi e lavori sodo per ciò in cui credi. Non ti sembra ?

Ero così concentrato ed entusiasta sul mio lavoro in ciascuna delle arti tanto di aver  sentito che questo fosse il momento ideale per pubblicare una canzone che ho prodotto con l’eccellente musicista Luis Gómez Salas (figlio), nel suo studio LUGOSA nel quartiere di Bajo a San Miguel di Tucumán.

Questa milonga trap è diventata nota come “Nicky Minaj”, in onore di uno dei più importanti rapper americani della sua generazione, che divenne popolare in queste terre insieme a Karol G facendo Tusa. La verità è che in quel brano c’è un omaggio a buona parte della storia della musica. Ha una struttura gaucho payada in una versione urbana più contemporanea che onora sia Atahualpa Yupanqui che Anibal Troilo e Avicii.

Esprime persino umorismo e ironia poiché cita allegramente un capitolo famoso del noto personaggio di SpongeBob.

Attualmente continuo a lavorare sodo con Luis Gómez Salas (h) nel suo ruolo di produttore. Penso che la sua mente giocosa e vigile gli abbia permesso di godersi il processo creativo con me. Anche con Camilo Salcedo e l’Ingegno Culturale del Ministero dello Sviluppo Sociale della Provincia di Tucumán, stiamo preparando un tributo nella versione indie ballad di una canzone della cantante brasiliana per bambini Xuxa, che funziona come una sorta di segnale per l’infanzia perduta .

Senza ulteriori indugi, ti lascio con questa vera gemma musicale scintillante che spero ti piacerà.

Vi abbraccio, con immenso affetto.
Non dimenticare di essere felice e inviare emoji o meme ai tuoi cari.

Marx Bauza.


Cuando volví a fines de Mayo de Buenos Aires, luego de la exitosa presentación de mi libro “Los ideales y las flores”, en la Feria Internacional del Libro de esa ciudad, sentí que tenía todas las pilas puestas, con la mejor energía.

Imaginensé: un chico del interior del interior argentino logra su sueño de presentar su material poético en la Feria más importante de la región. Es invitado con honores por la SADE (Sociedad Argentina de Escritores) y apoyado económicamente por el municipio de Las Talitas y su intendente Carlos Najar, así como por las directoras del Multiespacio Cultural Tu Punto de Encuentro: Romi Carrizo y Eugenia Valoy García. Parece el viaje del héroe griego en busca de su destino triunfal.

La vida puede ser bella si uno se esfuerza y trabaja arduamente por aquello en lo que cree. ¿No les parece?

Estaba tan centrado y en foco con mi trabajo en cada una de las artes que sentí que ese era el momento ideal para lanzar una canción que produje con el excelente músico Luis Gómez Salas (hijo), en su estudio LUGOSA del barrio del Bajo en San Miguel de Tucumán.

Esta milonga trap se dio en llamar “Nicky Minaj”, en honor a una de las raperas estadounidenses más importantes de su generación, que en estas tierras se volvió popular junto a Karol G haciendo Tusa. Lo cierto es que en dicho track hay un homenaje a buena parte de la historia de la música. Tiene una estructura de payada gauchesca en versión más urbana contemporánea que hace honores tanto a Atahualpa Yupanqui como a Anibal Troilo y Avicii.

Incluso tiene humor e ironía, ya que cita con alegría un famoso capítulo del reconocido personaje Bob Esponja.

Actualmente sigo trabajando arduamente con Luis Gómez Salas (h) en su rol como  productor. Creo que su mente despierta y lúdica le permitió disfrutar del proceso creativo junto a mí. También con Camilo Salcedo y el Ingenio Cultural del Ministerio de Desarrollo Social de la Provincia de Tucumán estamos preparando un homenaje en versión balada indie de una canción de la cantante brasileña infantil Xuxa, que funciona como una suerte de señalamiento de la niñez perdida.

Sin más preámbulos, los dejo con esta verdadera joya musical reluciente que espero sepan disfrutar.

Los y las abrazo, con inmenso afecto.
No se olviden de ser felices y mandar emojis o memes a sus seres queridos.

Marx Bauzá.

👇

https://youtu.be/T3zSc4ifETY http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/07/27/marx-bauza-poeta-e-musicista-dallargentina/

Il poeta di Corato Franco Leone esperto d’arte

Franco Leone

OGGI 5 LUGLIO ALLE 20.30 A RUVO DI PUGLIA UNO STRAORDINARIO EVENTO DAL TITOLO “LA CENA NELL’ARTE” TRA FEDE E POESIA
presso il Ristorante Didattico “Piano Terra” in via Martiri delle Foibe, 29 della cittadina pugliese.
Nel corso cena allestita dagli allievi del Ristorante Didattico il poeta e scrittore Franco Leone presenterà su maxischermo, sul tema della Cena nell’arte, capolavori di Giotto, Sodoma, Leonardo da Vinci, Caravaggio, Veronese, Tintoretto, Vermeer, Giuseppe De Nittis… Sarà un viaggio di suprema bellezza dentro gli episodi del Vangelo e della vita di alcuni artisti che attraverserà i secoli sul tema della convivialità.
Saranno evidenziati alcuni dettagli che si celano nei capolavori di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, nel Cenacolo di Leonardo a Milano, come per esempio lo spartito musicale nascosto nell’affresco tra le mani degli apostoli… ma anche nella Cena di Emmaus di Caravaggio a Londra, capolavoro presentato da Leone nella capitale inglese e nelle capitali delle repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania.

Racconti: Spesso mi domando se siamo quello che dimostriamo oppure quello che nascondiamo, di Iris G.DM

Spesso mi domando se siamo quello che dimostriamo oppure quello che nascondiamo.

Molti sono abituati ad indossare una maschera per dimostrare agli altri come sono bravi, disponibili, affabili, animatori, sostenitori. Come delle salamandre mimetizzano il loro vero io e hanno la capacità di capire e di carpire come fare ad affascinare. Vogliono essere sempre i protagonisti delle scene,costruiscono una facciata cosi reale da sembrare reale.

Questi appartengono alla categoria degli affabulatori, cioè quelli che incantano con le loro parole e i loro modi. Ne incontriamo ogni giorno, ogni giorno ognuno di loro ci incanta e poi ci uccide. Si uccide in molti modi, non solo con un arma ma, anche con le parole quando sono false e ipocrite. La caratteristica degli affabulatori è la vigliaccheria e non affrontare le situazioni di petto ma, facendo le vittime.In realtà sono loro che mietono vittime, con un indifferenza cosi glaciale che sconvolge. Ne fanno parte uomini o donne che nascondono quello che in realtà sono.

Avere a che fare con queste persone è distruttivo ma evitarle è impossibile, perché quando te ne accorgi solitamente è troppo tardi. A questa categoria appartengono ad esempio i politici, i traditori seriali che negano fino alla morte e tutte quegli individui soprattutto maschili che hanno anche un certo carisma, perché se non l’avessero non attirerebbero l’attenzione e gli interessi.

Hanno una forte componente narcisistica che li porta ad avere anche una sorta di disprezzo nei confronti del prossimo, che mascherano sapientemente e non esitano a camminare sui cadaveri delle persone che manipolano per i loro scopi, qualsiasi siano.

Molti di loro sono anaffettivi, smettono di sembrare sinceri e disponibili quando ormai l’altro costituisce, secondo loro, un problema. Riempiono di belle parole ma, quando si tratta di agire passano ad altro nascondendo l'”effettiva realtà con menzogne, scuse e troncano i rapporti facendo in modo che la colpa ricada sulla vittima designata e quest’ultima è capace anche di sentirsi in colpa. Poi ci sono le persone che sono quello che dimostrano di essere e solitamente sono le vittime degli affabulatori. Alla fine è un mondo quasi tutto di maschere, è un mondo triste perché in ognuno vorresti scoprire la bellezza del proprio essere.

Per quanti sforzi facciamo queste persone si nascondono bene e la categoria delle persone che sono sempre quelle che sono, in genere vedono sempre la parte bella degli altri, pensano che tutti possano essere uguali dentro e fuori.Se tu sei onesto, pensi che anche gli altri siano come te. Se non sei abituato a mentire o lo fai per mascherare situazioni gravi e in casi del tutto eccezionali, sei del parere che anche gli altri siano così. Vivere nella menzogna è cosa grave e cosa grave è arrivare a credere alle proprie bugie. Possiamo salvarci da queste persone? Sinceramente non lo so.

Dobbiamo fidarci in genere? Sinceramente non lo so. Si può vivere non fidandosi continuamente. Questo lo so. Non si può vivere non fidandosi mai, bisogna pur vivere e alla fine le persone sincere dimostrano sempre attraverso i fatti quello che sono. Prima o poi la maschera cade

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INFORMAZIONE: sguardo animale di Flavia Sironi

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 5 dicembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

5 dicembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

𝗢𝗴𝗴𝗶 𝟱 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗼.

Nella giornata dedicata al volontariato la parola ad un’autorevole 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗱 dalla quale ho adottato quattro cani:

da Catania 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗥𝗮𝗶𝗻𝗲𝗿𝗶

Esiste un intero pianeta che riguarda il volontariato.

In comune i volti del terzo settore hanno la naturale vocazione di mettersi a disposizione del prossimo, che si tratti di malati, bambini, poveri, perseguitati o animali, poco importa.

La vita del volontario è sacrificio e chi non è disposto a farne non può essere considerato tale.

Ma esiste un volontariato dove la visione di sé stessi si annulla e, nonostante i sacrifici, niente sembra cambiare ma piuttosto complicarsi sempre di più.

È il volontario animalista del sud.

Un sud complicato al punto che nemmeno le grosse associazioni riescono a fare la differenza pur aiutando all’inverosimile.

Un sud figlio dell’incuria dove gli animali vagano nelle strade privi di sussistenza e, spesso, di protezione da parte degli enti preposti, incuranti delle Leggi.

Leggi e regolamenti impeccabili che impongono precisi standard quasi mai rispettati.

Che non ci siano soldi, strutture o farmaci, che le direttive vengano storpiate o confuse, o ignorate, il randagismo e la strafottenza del privato al sud continua nel suo “tormentato scorrere” come un fiume in piena che travolge gli sfortunati animali.

Per questi motivi i volontari, primi tra tutti, rotolano, annaspano, urlano, imprecano e piangono.

Canili strapieni e quasi sempre di privati che mal vedono i volontari, ai quali rifiutano gli ingressi o li contingentano su appuntamento, “lasciate ogni speranza o voi che entrate” sembra sentirsi nell’aria per quelle sventurate creature e il gestore/proprietario che ne traghetta l’ingresso, si spera sempre sia quello “più buono e disponibile…”

I Comuni interpretano il concetto di re-immissione nel territorio nel senso più universale del termine “tutti liberi”, poco importa se “interi” e liberi di riprodursi.

Sterilizzare! Una parola così semplice ma che all’atto pratico si complica per via delle scarse strutture, mancanza di forniture, mezzi e personale ivi compreso chi deve catturare che spesso non ne è ben capace, strutturato e formato a dovere. Le campagne di sterilizzazione possono essere vane quando dopo averne effettuata una tutto si ferma lasciando i randagi nuovamente liberi di riprodursi.

In tutto questo i volontari catturano molteplici cucciolate della stessa cagna abbandonata per strada, libera di essere ingravidata due volte l’anno per tutta la durata della sua vita, con la disperazione dei volontari che non sempre riescono a prenderla, e se lo fanno, vengono denunciati perché non autorizzati al prelievo nel territorio.

Branchi di cani di proprietà dei comuni, da seguire e cibare nella costante speranza di non essere denunciati dallo stesso comune, con divieti astrusi e assurdi che vietano il posizionamento sul suolo pubblico, di sporcare portando cibo, etc.

Grande piaga sono i privati e gli allevatori, che ritengono innaturale sterilizzare ma perfettamente normale gettarli per strada, nei cassonetti dei rifiuti chiusi in buste, o ammazzate alla nascita le cucciolate non volute.

Adozioni…. Al sud è una parolona che comprende i soli cani di piccola taglia. I cani di taglia grande sono relegati al solo ruolo di guardiani. Per le adozioni dei gatti a 4 mesi sono già considerati adulti. Tutti questi alimentano le fila del randagismo e dei canili a vita.

E cosi il volontario del sud nato per riempire le proprie case, piangere, cercare soldi, farmaci, cibo e disperarsi si affida al nord.

Un nord dove la Legge quadro 281/91 ha trovato esecuzione relegando il randagismo a fanalino di coda dei problemi locali, ad avere canili con 60/100 cani e non i 400/1000 come al sud, e tanti gattili con volontari seri che rispettano i loro turni e i loro compiti, dove il volontariato è gestito con ordine e con una normale dose di stress, dove ai cittadini non importa la taglia o la razza, un nord che si reca nei canili o nei rifugi ad adottare, dove le associazioni hanno benefattori che aiutano fattivamente, dove se fanno un banchetto raccolgono fondi anche per aiutare i loro omologhi del sud, mentre questi ultimi sono costretti a vedersi fare l’elemosina dei 50 centesimi senza potere dire senza vergogna “noi non chiediamo l’elemosina” e ringraziare a denti stretti.

È questa differenza che spesso fa confondere, giustamente, il cittadino del nord quando chiede al volontario del sud di attivarsi “subito” e mettere in sicurezza questo o quello sventurato animale che ne ha bisogno e che viene ignorato dal sistema.

Il volontario del sud, non sempre ha un posto, un piccolo rifugio dove accoglierlo, con il rischio che venga denunciato anche per questo, se non autorizzato o se non ha i fondi per farlo bene.

Anche il volontario del sud vorrebbe un canile o un gattile gestiti da vere associazioni che garantiscano un massimo di 60/100 cani con ordine, compiti ben precisi, amministrazioni, Asp e soprattutto con autorità e cittadini che non sfruttano, che denunciano e non vituperano il volontario, ma lo aiutano a rendersi utile.

Forse un giorno…. , qualche comune è già sulla giusta via.

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5 dicembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Domenica pomeriggio con la poesia di Cettina La Placa – poetessa

Joan Josep Barcelo cura la traduzione della poesia di Cettina La Placa

Foto : Cettina La Placa

IL FREDDO NEL MIO CUORE

Oggi, è un freddo risveglio.
Tutto attorno a me sembra cristallizzato,
come neve stratificata
su questo mio presente
tutto da inventare.
Silenziosa e malinconica,
scorgo un flebile raggio di sole.
Nasce in me, la speranza
che possa riscaldare, ancora,
il freddo nel mio cuore.

Concetta La Placa
(Cettina La Placa Tumminelli)
.
.
EL FRED AL MEU COR

Avui és un despertar fred.
Tot el que m’envolta sembla cristal•litzat,
com neu estratificada
en aquest present meu
tot per inventar.
Silenciosa i melancòlica,
entreveig un tènue raig de sol.
Neix en mi, l’esperança
que pugui escalfar, de nou,
el fred del meu cor.
.
.
Traduzione nell’idioma catalano a cura di Joan Josep Barcelo

👇👇👇

http://alessandria.today/2022/12/04/la-poesia-della-domenica-pomeriggio/

La poesia della domenica…con la poetessa Cettina La Placa

A volte in religioso silenzio (testo di canzonetta da musicare)…

A volte in religioso silenzio

penso a quando nel buio le mie mani

cercavano le tue,

ma ormai è un ricordo sbiadito,

un piccolo pensiero affievolito.

A volte penso a tutte le volte

in cui non sono stato ricambiato,

ma ormai ho fatto pace con queste delusioni.

A volte penso alle mie estati da ragazzo.

A volte penso a certe ragazze diventate madri e mogli,

a certi conoscenti e amici ormai morti o persi da vista.

A volte penso a ciò che ero e a ciò che sarò,

ma cerco di non abbattermi, di non rimpiangere.

A volte penso che siamo poca cosa, che finiremo nel niente,

che non serve a niente vivere, ma poi cerco di scacciare questi pensieri. 

È da quindici anni che non faccio una vacanza.

Avrei bisogno di cambiare un poco d’aria.

A volte ripercorro a ritroso tutte le notti 

che ho passato in albergo.

Siamo figli del caso e padri dei nostri piani.

La vita non è altro che mischiare certezze e dubbi, 

fare un impasto quotidiano di odio e amore. 

Puoi cercare l’amore nei libri, ma non fare un libro dei tuoi amori

e non rispondermi che ogni libro è un libro d’amore.

Cerco di non informarmi troppo

perché le brutture del mondo non mi avvelenino troppo l’animo. 

Certe sere abbiamo bisogno di uscire e ritrovarci. 

Abbiamo rinnegato i valori di un tempo

per riprenderci quel poco che è nostro,

per non farcelo portare via

perché è breve la vita e passa veloce il tempo.

Cerco di guardarmi il meno possibile allo specchio

per non confrontarmi con me stesso.

È da anni che non prendo un treno.

A volte penso che ogni vita è un treno,

ma non sai quante fermate farà

nè quando arriverà a destinazione,

ma poi la giudico una metafora stupida, banale

e smetto di pensare. 

Vado sempre al solito bar.

Non ho più la stessa voglia di avventura di un tempo.

Conosco sempre gli stessi posti.

Vedo sempre la solita gente.

Penso sempre le solite cose.

A volte puoi aguzzare la mente per giorni

e non approdare a niente.

Altre volte senza sforzo giunge l’intuizione. 

A volte penso ai ritorni karmici.

Altre volte penso che con anni di solitudine

ho espiato in vita alcuni peccati di gioventù, 

ma poi penso che è solo un’illusione. 

Sono un uomo ordinario.

Non ho niente di speciale.

Non mi importa del giudizio del mondo.

Da tempo ho smesso di giudicare il mondo.

All’alba cammino nella nebbia.

Mi trovo perfettamente a mio agio

quando non mi imbatto in nessuno.

Raramente qualcuno mi chiede informazioni.

Raramente vado in centro.

Resto il più delle volte in periferia,

ma mi hanno detto che ora tutta la città 

è addobbata e piena di luci.

A volte in religioso silenzio

penso a quando nel buio le mie mani

cercavano le tue,

ma ormai è un ricordo sbiadito,

un piccolo pensiero affievolito.

A volte penso a tutte le volte

in cui non sono stato ricambiato,

ma ormai ho fatto pace con queste delusioni.

È da anni che non prendo un treno.

A volte penso che ogni vita è un treno,

ma non sai quante fermate farà

nè quando arriverà a destinazione,

ma poi la giudico una metafora stupida, banale

e smetto di pensare. 

Influenza, Bassetti: “Partita a razzo e fa paura”

Adnkronos

Influenza, Bassetti: “Partita a razzo e fa paura”

https://it.yahoo.com/notizie/influenza-bassetti-partita-razzo-e-083721406.html

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

sab 3 dicembre 2022, 9:37 AM

(Adnkronos) – I dati del rapporto Influnet, 762mila italiani a letto solo nell’ultima settimana, ci dicono che “l’influenza è tornata peggio di come ci aveva lasciato nel 2019 ed è partita a razzo, siamo tornati alla forza propulsiva dell’influenza del 2009 con numeri alti anticipati rispetto alla stagione. Abbiamo numeri importanti già a fine novembre. Sicuramente oggi fa paura anche per tutto quello che si porta dietro con una quantità di virus paninfluenzali, patologie da pneumococco e anche polmoniti. Qualcuno dice rimettiamo le mascherine, io dico assolutamente no. Questi microorganismi devono circolare e hanno sempre circolato, ci dobbiamo proteggere ma come? Ad esempio, abbiamo perso molto la copertura per lo pneumococco, la vaccinazione da polmonite, ma anche quelle per l’influenza”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale Policlinico San Martino di Genova.

La curva influenzale “continuerà a crescere perché questo è solo l’inizio”, avverte l’infettivologo. “Oggi l’incidenza è altissima tra i bambini piccoli, ma dove arriveranno gli adulti e poi i nonni. I primi perderanno qualche giorno di scuola ma i nonni finiranno in ospedale? Gli anziani – suggerisce in conclusione Bassetti – in queste due settimane che ci separano dal Natale invece di correre a fare i regali correre a fare il vaccino antinfluenzale”.

La Polizia di Stato in azione nei comuni di Arquata e Serravalle Scrivia per un’incisiva attività di controllo del territorio

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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La Polizia di Stato in azione nei comuni di Arquata e Serravalle Scrivia per un’incisiva attività di controllo del territorio.

Proseguono i controlli straordinari disposti dal Sig. Questore di Alessandria su tutto il territorio provinciale al fine di presenziare in quei luoghi e in quelle aree in cui, l’opera continua di osservazione oltre che alle preziose segnalazioni dei cittadini, ha fatto emergere la necessità di una più incisa presenza della Polizia di Stato per dare un segnale di operatività oltre che per garantire il principio sempre fondamentale di legalità.

Nei giorni scorsi, al proposito, è stato effettuato un servizio mirato nelle stazioni ferroviarie di Arquata Scrivia e Serravalle Scrivia e nelle aree adiacenti tramite il personale della Questura, del Posto Polfer di Novi Ligure, del Reparto Prevenzione Crimine di Torino, delle Polizie Municipali di Serravalle Scrivia e Arquata. Importante anche la presenza di Orso Grigio, il cane antidroga in servizio presso la Polizia Locale di Alessandria, grazie al suo infallibile fiuto, è stato possibile rinvenire nell’area verde adiacente la stazione di Serravalle Scrivia un involucro di cellophane a chiusura ermetica contenente della sostanza stupefacente, nella fattispecie marijuana del peso di 68.5 grammi. Sostanza che veniva sequestrata a carico di ignoti.

L’attività è stata svolta ad ampio raggio ed in particolare venivano controllati alcuni locali pubblici nei pressi delle stazioni ferroviarie. In uno di questi, gli operatori notavano un uomo che si dirigeva verso il bagno all’ingresso delle Forze dell’Ordine. Questo, dopo l’identificazione, veniva sottoposto a perquisizione personale da cui emergeva che era in possesso di modiche quantità di hashish e marijuana, mentre nel bagno dove si era appena recato venivano rinvenuti a terra un paio di frammenti di cellophane di colore bianco vuoti e con segni di termosaldatura, tipicamente utilizzati per confezionare sostanza stupefacente in polvere, tipo cocaina. L’uomo veniva segnalato all’Autorità Amministrativa ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/90 (possesso per uso personale).

Complessivamente, nell’arco dell’interno turno di servizio, sono state controllate 40 persone di cui 10 con precedenti di Polizia.

I progetti di una maggior presenza sul territorio proseguiranno nelle prossime settimane anche e soprattutto per l’avvicinarsi del periodo natalizio, al fine di incrementare il senso di sicurezza nella popolazione.

A sera !

desire760

A Sera!
Bisognerebbe avere una tavolozza magica per colorare la vita… La nostra e anche di coloro che amiamo…
Metterei il verde ch’è la speranza… Un bel verde per colorare i giorni futuri…
Poi un bel pò di rosa ch’è il colore dell’ottimismo…
Sfumature blu che richiamano il colore del cielo sereno…
Un pò di giallo luminoso e una calamita per attaccarci le stelle, ad una ad una…
Che gran pazienza…
E poi non può mancare la luna…
Ehhhh…. La luna …!
Ci vuole una colla speciale e non la trovo…
La terrò io attaccata al cielo aspettando che arrivi il giorno …
Dato che terrò in cielo la Luna… Vi do la buona serata… Che sia magica e colorata !©

Desirè Kariny

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Poeti: I PUFFINI DELL’ADRIATICO, di GIOVANNI PASCOLI. Recensione di Elvio Bombonato

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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I PUFFINI DELL’ADRIATICO

Tra cielo e mare (un rigo di carmino

recide intorno l’acque marezzate)

parlano. È un’alba cerula d’estate:

non una randa in tutto quel turchino.

Pur voci reca il soffio del garbino

con ozïose e tremule risate.

Sono i puffini: su le mute ondate

pende quel chiacchiericcio mattutino.

Sembra un vociare, per la calma, fioco

di marinai, ch’ad ora ad ora giunga

tra ’l fievole sciacquìo della risacca;

quando, stagliate dentro l’oro e il fuoco,

le paranzelle in una riga lunga

dondolano sul mar liscio di lacca.

GIOVANNI PASCOLI, Myricae 1892

Sonetto a rime incrociate e ripetute ABBA ABBA CDE CDE.

I puffini sono uccelli marini, dell’ordine dei palmipedi. In questo sonetto pare si chiamino, si salutino, ridano e gioiscano insieme (Lavezzi). Un quadretto impressionistico, disegnato con tratto preciso e raffinato, che alterna sensazioni visive e uditive in rapida successione. Il soggetto del quadretto, i puffini, compare solo al v. 7. Parafrasi. ‘un rigo di carmino’: una riga di rosso vivo; ‘recide’: taglia; ‘marezzate’: mosse da increspature con riverberi; ‘cerula’: azzurro chiaro; ‘randa’: vela trapezoidale; ‘Pur’: eppure; ‘garbino’: libeccio; ‘oziose’: la dieresi allunga il verso; ‘chiacchiericcio’: sostantivo onomatopeico; ‘ad ora ad ora’: a intervalli; ‘risacca’: le onde a riva; ‘stagliate’: visibili come se fossero ritagliate; ‘l’oro e il fuoco’: i colori dell’alba e del tramonto; ‘paranzelle’: barche da pesca piccole e veloci; ‘dondolano’: verbo onomatopeico; ‘mar liscio di lacca’: immobile e lucido.

Poeti: LA GATTA, di Giovanni Pascoli, recensione di Elvio Bombonato

LA GATTA, di Giovanni Pascoli, recensione di Elvio Bombonato

Era una gatta, assai trita, e non era
d’alcuno, e, vecchia, aveva un suo gattino.
Ora, una notte, (su per il camino
s’ingolfava e rombava la bufera)

trassemi all’uscio il suon d’una preghiera,
e lei vidi e il suo figlio a lei vicino.
Mi spinse ella, in un dolce atto, il meschino
tra’ piedi; e sparve nella notte nera.


Che notte nera, piena di dolore!
Pianti e singulti e risa pazze e tetri
urli portava dai deserti il vento.


E la pioggia cadea, vasto fragore,
sferzando i muri e scoppiettando ai vetri.
Facea le fusa il piccolo, contento.

GIOVANNI PASCOLI,  Poesie Varie, 1885

La lirica è un quadretto di genere.  Le gatte accudiscono i propri cuccioli fino al terzo mese, credo, poi li ignorano. La gatta è logora, randagia, anziana; mentre infuria la bufera, miagolando, affida il suo gattino al poeta, e sparisce.  L’ultimo verso è tenerissimo.  Troviamo alcuni topoi pascoliani: l’ambiente ostile che assedia il nido, la cui figura dominante è la madre.  

Anche la gatta lo è. Il fuori è minaccioso, il dentro rassicurante perché la madre lo rende tale.  La poesia è un sonetto canonico, di impronta petrarchesca, con endecasillabi piani.  Rime: incrociata ABBA ABBA, e ripetuta CDE CDE.  Lessico usuale, impreziosito da alcuni arcaismi: trassemi (pronome personale in fondo al verbo); singulti (singhiozzi, deverbale); sparve (sparì); cadea/facea (con uscita in ‘ea’, anziché ‘eva’). Un climax forte a quattro voci: pianti singulti risa pazze tetri urli.  I tempi dei verbi sono il passato remoto e l’imperfetto. 

E parla di me di Antonella Aman Manni – A cura di Storie di Libri

A cura di Manuela Moschin

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Aman è Parola che vibra sensibile e altruista, nella sostanza più immedesimativa e compartecipata, perché di queste qualità sublimi è composto il suo cuore travagliato.

Si tratta di una sensibilità che non nasconde nulla, perché il suo canto dell’anima si mostra visibile e allo scoperto, anche nell’acutezza del proprio tormento esistenziale, senza filtri simbolici, senza melliflui giri di parafrasi e metafore, senza mezze misure, mai in compromesso con sé stessa, vera fino alla sorgente dello spirito colorato d’Amore, che si fa strada attraverso la roccia più dura e impietosa della vita. Le sue espressioni liriche sono monumenti alla sincerità.

Antonella, come me, è convinta che la grandezza del valore umano passa proprio dalla rappresentazione del “fragile, piccolo e debole”, per costituirsi verità a servizio perenne dell’umanità intera.

(Dalla prefazione di Giuliano D’Elena)

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Poeti: Gli addii (a Francesca) di Luciano Erba – recensione di Elvio Bombonato

Gli addii (a Francesca) di Luciano Erba – recensione di Elvio Bombonato

potrebbe essere l’ultima volta che li vedo mi dici dei tuoi compagni di classe che ti hanno fatto far tardi oggi che è finita la scuola dovrei sgridarti e sto invece ad ammirare i tuoi quaderni ben ordinati (con qualche sbavatura d’inchiostro di dita sudate di giochi di giugno) in autunno andrai alle superiori e questa tua bella scrittura un po’ tonda potrebbe essere l’ultima volta che la vedo.

erba

LUCIANO  ERBA   (1980)

La figlia adolescente ha finito la terza media, arrivando tardi a casa. Il padre si intenerisce, e pensa al tempo che vola. Un’Italia che non c’è più, come il corsivo dei quaderni di  Francesca.

La quale non è una futura velina, che aspira a mostrarsi in televisione, e non ha lo smartphone.  Sapiente andamento prosastico per riprodurre il lessico famigliare; assenza di punteggiatura –  tranne l’inciso –, mimesi del parlato. 

Notevole il telaio metrico: il primo verso e l’ultimo – quasi identici – sono di 14 sillabe; il secondo e il penultimo di 12; il v.6 è un decasillabo in mezzo ai v.5 e 7, endecasillabi.

foto: http://www.italian-poetry.org/

Poeti: EUGENIO MONTALE, su una lettere non scritta, recensione di Elvio Bombonato

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EUGENIO MONTALE, SU UNA LETTERA NON SCRITTA, recensione di Elvio Bombonato

Per un formicolìo d’albe, per pochi fili su cui s’impigli il fiocco della vita e s’incollani in ore e in anni, oggi i delfini a coppie capriolano coi figli? Oh ch’io non oda nulla di te, ch’io fugga dal bagliore dei tuoi cigli. Ben altro è sulla terra.                                                                              

Sparir non so né riaffacciarmi; tarda la fucina vermiglia della notte, la sera si fa lunga, la preghiera è supplizio e non ancora tra le rocce che sorgono t’è giunta la bottiglia dal mare. L’onda, vuota, si rompe sulla punta, a Finisterre.

EUGENIO MONTALE, agosto 1940; poi in “La bufera e altro”.

E’ una poesia di assenza e di lontananza; anche da Clizia (Montale). Lo sfondo di guerra c’è (Montale). Clizia è il senhal con cui M. indicava Irma Brandeis, la studiosa americana, con la quale ebbe una tormentata relazione amorosa a Firenze, dal 1933 al 1938.

Coppie di delfini giocano coi figli, immagine di innocenza e di gioia di vivere, alla quale si contrappone la realtà storica di distruzione e di morte (la II guerra mondiale iniziò quasi un anno prima): la fucina vermiglia. ‘Distilla veleno una fede feroce’ – il nazismo -: “Dora Markus”, la cui seconda parte fu scritta nel 1939. Nel buio cupo dei tempi è necessario respingere ogni tentazione o promessa di un’impossibile salvezza, ne fosse portatrice Clizia stessa (Dante Isella).  Il messaggio contenuto nella bottiglia gettata nell’oceano, è inghiottito dall’onda, fino all’estremo promontorio dell’Europa. Ma la bottiglia è vuota, la lettera non è stata scritta, perché anche pregare per l’impossibile salvezza, è un supplizio. Come sempre in Montale, la tragedia della storia diviene dramma esistenziale, ossessione provocata dalla comunicazione interrotta dall’incertezza e dall’attesa della fine.

Oh mio fiore d’inverno!, di Marina Donnaruma

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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Buongiorno ☀️❄️❄️🌨️💜

Oh mio fiore d’inverno!

Calicanto di stelle e di cristalli notturni

gemmano stelle e aromi cerosi

nella infinita solitudine di un cielo

come un guscio d’uovo

da cui cade uno spumoso albume

e strie d’arancio agrumate.

Solitaria come un fiocco di cotone,

sciolto tra le dita,

mentre intorno un oceano di azzura neve

cade iridiscente e si posa.Iris G. DM

Libri: Charlotte Bronte “Jane Eyre”

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri

Azzurra Alu

“Jane Eyre”

Charlotte Bronte

Questo commento al più noto e amatissimo libro di Charlotte Bronte è scritto unicamente per convincere gli scettici, repellenti ai presunti romanzi romantici, a leggere questo capolavoro.

Statemi a sentire: Jane Eyre non è una storia d’amore.

Jane Eyre è LA storia d’amore.

No, aspettate, non ci siamo certamente intesi: Jane Eyre è il tempio di un racconto in prima persona sull’amore per sé stessi.

E non c’è niente di più importante, necessario, salvifico che imparare ad amarsi.

Come? Strutturando la propria impalcatura personologica libera, ascoltando il proprio sentire e rimanendo fedeli a sé stessi con tutte le proprie forze anche andando contro le proprie pulsioni di Eros (e guardando dritto in faccia Thanatos).

L’autobiografia di Jane Eyre è tutto questo: una parabola ascendente meravigliosa della crescita umana e dell’evoluzione di una personalità magnifica, gigantesca in contrapposizione alla minutaggine del fisico e delle doti estetiche (più volte non a caso sottilineate dalla Bronte). Un accrescimento vitale e appassionato di una giovane donna che decide che amarsi e rispettarsi non è secondario a nulla, neanche all’amore per un uomo.

Il lettore respira, giace, soffre, urla e tace con Jane in ogni singolo episodio della sua esistenza, così meravigliosamente narrato dalla Bronte, che dai dieci anni d’età la porta a circa il ventesimo anno della sua esistenza.

I primi capitoli della sua infanzia sono uno strappo al cuore, lacerante e sofferto. I più bei capitoli romanzati sul maltrattamento infantile che io abbia mai letto in vita mia. Ho pianto, in diversi passaggi.

E poi il XXVII capitolo, il momento più importante e sconvolgente della sua esistenza in cui mostrerà la sintesi della sua fermezza e del suo essere salda, forte e risoluta.

Controcorrente, specie in epoca vittoriana, e allo stesso tempo estremamente emancipata da renderla una donna dei nostri giorni.

Jane è intelligente, misericordiosa, attenta, precisa, risoluta, saggia e impetuosa insieme, appassionata, gentile e onesta.

Come? Genetica certamente, ma più di tutto perché credente in un’unica fede: la moralità che nasce dall’educazione e dall’istruzione, dalla vera conoscenza delle cose di questo mondo, dai libri.

A questo Jane voterà tutta sé stessa e non sbagliera’ neanche un solo passaggio, costi quel che costi.

Oh, si, una storia d’amore per un uomo c’è certamente, ma è sempre narrata in funzione del compimento di una vita piena, di una scelta coerente di fedeltà a sé stessi.

Questo è un libro in cui non conta il finale, conta il processo.

Leggetelo.

PENOMBRE ONDULATE, di Silvia De Angelis

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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PENOMBRE ONDULATE

serbo ancora lucciole di te

– luminarie d’amore –

vibranti anse effervescenti

come lampi d’esistenza

circuiscono dita affusolate

dolci dettami si insinuano nella filigrana dei pensieri

ampliandoli

s’adoperano inclini sfumature

mai sbiadite

ad acuire futuribili riflessi

ora penombre ondulate s’inebriano d’ermetiche vertigini

nella sofficità nascosta del tuo morbido ammaliare

Silvia De Angelis