La poesia, di Stefano Polo

La poesia è come un soffio di vento

che accarezza i nostri pensieri

più profondi

è soffiare il polline di un fiore

che accarezza dolcemente il cuore

un soffice rumore

dentro l’ anima della nostra vita

un palpito dell’ animo

che accompagna i nostri sogni

e ci culla d’ amore…

I nostri sensi ci alleviano ogni dolore

e ci rimane in mano un soffio di poesia

che leggero il nostro pensiero porta via…

MADAME

Donna, quando vedi il tuo viso stanco allo specchio con qualche ruga…sono segni del tempo, di una vita vissuta, gioie, dolori, delusioni e rimpianti…leggi sul volto la tua storia e sei tu sempre bellissima, a qualsiasi età

Ti guardavi in quello
specchio, smarrita,
nella stanza in
penombra…
Seguivi la linea sensuale
di quelle labbra piene,
forse stanche,
dei troppi baci rubati e persi.
Oh gli occhi! Quegli occhi,
che rubavano l’anima,
da tempo ti apparivano
oscurati da ombre,
che inseguivano
giorni lontani. E mentre,
ti passavi il rossetto scarlatto,
un raggio di sole
moriva sulle rose appassite,
nel vaso di ceramica antica.

Imma Paradiso

NAPOLI

James Curzi. Poeta e pittore italiano è un nuovo autore di Alessandria online e Alessandria today

James Curzi. Poeta e pittore italiano è un nuovo autore di Alessandria online e Alessandria today

Sono particolarmente lieto di comunicare ai nostri lettori che James Curzi Poeta e pittore italiano è un nuovo autore di Alessandria online e Alessandria today. In attesa di leggere i suoi post gli porgo anche a nome di tutti gli autori delle due redazioni il benvenuto tra noi.

Pier Carlo Lava

Social Media Manager

James Curzi

Biografia:

James Curzi è nato a Firenze il 10/12/1988, figlio di due parrucchieri, ha intrapreso la loro stessa carriera. Al tempo stesso ha coltivato la sua passione per lo sport e la preparazione atletica divenendo preparatore atletico e consulente nutrizionale, oltre che articolista del settore.

Da sempre molto interessato alla musica ha svolto l’attività di recensore su varie webzine del panorama italico.

Fin dalla più tenera età ha mostrato grande interesse per la letteratura, la filosofia e successivamente la psicoanalisi, materie che coltiva da autodidatta e che sono al centro del suo percorso artistico/letterario.

Nel 2019 ha partecipato a svariati concorsi poetici, nazionali e internazionali, nei quali ha ricevuto una selezione da parte di varie case editrici, tra cui “Pagine” di Roma, con cui ha pubblicato alcune poesie sulla collana “Le tue Parole”. 

Tra il 2020 e il 2021 si è classificato tra i primi posti a Premi letterari di livello sia nazionale che internazionale, ottenuto menzioni d’onore e numerose selezioni tra i primissimi posti di molti concorsi importanti (Casa di Dante ‐ Accademia delle belle arti, Per troppa vita che ho nel sangue, Penna d’Autore, Premio Area cultura, Premio Internacional Galaxia e altri).

È stato pubblicato da riviste mensili e rubriche di poesia cartacea curate da varie associazioni culturali. Le sue poesie sono presenti in varie antologie del settore. 

Oltre alla scrittura creativa si è dedicato alla scrittura di articoli di saggistica breve a carattere filosofico/sociale e dai forti connotati psicoanalitici, pubblicati sul web e su varie riviste culturali indipendenti. 

Nel dicembre 2021 ha pubblicato un saggio breve in forma di articolo: “Matriarcato e nuova concezione del carattere sociale”.

Negli ultimi anni si dedica assiduamente anche alla pittura ottenendo buoni consensi. Il suo stile è assimilabile al movimento dell’espressionismo tedesco e dell’astrattismo, con qualche divagazione nel naif e nel neo-primitivismo.

Nel 2021 ha fondato un gruppo artistico/letterario: “Arte e poesia nella notte”, nel quale ha sviluppato varie iniziative culturali. 

Il 2022 inizia con la pubblicazione della sua silloge poetica “Istanti ripetuti” edita da VjEdizioni. Una silloge dalla forte impronta psicoanalitica nella quale la poesia va a congiungersi con le teorie Freudiane e con una dimensione filosofica ad ampio spettro. L’intento dell’autore, nel corso delle 32 poesie che costituiscono l’ossatura dell’opera, è quello di mettere in mostra come la vita, spesso, sia la risultante di una coazione a ripetere di istanti ripetuti, seppur all’insaputa dell’individuo stesso. Raggiunta questa consapevolezza, sempre tramite l’ordine e la concatenazione dei testi, cerca di mettere in luce le possibilità esistenti atte ad invertire le determinazioni che costringono l’uomo in una coazione a ripetere di stampo regressivo, a favore, di una “coazione evolutiva”.

Sempre nel 2022 ha inaugurato il Premio letterario Internazionale “Arte e poesia nella notte”, e lanciato un piccolo progetto editoriale indipendente: “Insight”,  del quale è uscito il primo numero ad aprile. Una sorta di rivista antologica che si occupa di arte, poesia e saggistica in chiave introspettiva. 

Successivamente inizia una collaborazione artistico/letteraria con la Dott.ssa e giornalista Maria Catalano, che lo porterà a far parte del comitato di giuria del premio di Arte e letteratura:  “Premio Filippo Pugliese”, da lei diretto. 

Recentemente alcune sue opere pittoriche sono state omaggiate da una pubblicazione con una breve recensione sul giornale “Lavocenews.it” (diretto da Gianvito Pugliese) a cura di Maria Catalano.

Cellelager (1917-1918) – (Prigionieri nel lager di Celle).

Da Frida la loka ( Lombardia)

Ugo Betti, Canzonetta da Il re pensieroso (I strofa)
Libreria multimediale WordPress

Fanciullezza perduta - da Frida la loka.

Dove la giovinezza fresca e tutta da scoprire svanisce in un'attimo quando; al posto di soldatini di piombo, allora facevano finta di fare una guerra e oggi si trovano con il piombo in mano; per altri scopi, ignari e increduli.

E si chiedono perché sono lì, perché non è più un gioco che prima, il gruppetto finiva in tarda serata con una bella partita di calcio.
Si davano di santa ragione pur di vincere!; mentre rincasando si abbracciavano e con la palla per terra qualcuno la portava a calci sollevando la polvere.
Tutti amici, nessuna perdita, nessun ferito.

Domani sarà un'altro giorno, sarà bello! Tocca partita con le biglie...

Tua.

15 settembre, 2022

http://fridalaloka.com

… un giorno saprò che 

… un giorno saprò che 

08giovedìSet 2022

Posted by poetella 

attesaelaborare un luttofine della malinconiafine di un amore

(vabbè, la foto non c’entra niente, ma mi piaceva!)

… un giorno saprò che quello che è stato non poteva che
essere. Un giorno riconoscerò quel piccolo segno


una sottile linea, a guardarlo, come una smagliatura sulla pelle
voce della ferita. Unica traccia


e qualcosa che faceva male non avrà più
storia. Non sarà più che un’immagine
dolendo un po’
solo al cambio di tempo.

sereno – pioggia

pioggia – sereno

(by poetella)

una lettera che non partirà…

una lettera che non partirà…

09venerdìSet 2022

Posted by poetella 

 mio caro, mio da sempre e per sempre amato,

come dici? Non da sempre? E invece sì. Sì, perché da sempre ho amato, nel mio immaginario [e temuto utopico, e invece no], uno con la tua sensibilità, la tua eleganza, la tua coerenza, la tua vivida intelligenza, la tua creatività senza confini, senza confronti, senza freni, mai freni tula tua travolgente spudorata, barocca  sensualità manifesta in ogni  gesto, in ogni sfera, in ogni opera, in ogni parola, in ogni atto, per non parlare poi,

last but not least,

della tua disarmante bellezza, che, mio caro,

avrebbe fatto crollare le mura di Gerico.

ma dicevo, mio caro, mio da sempre e per sempre amato, 

ieri stavo rileggendo Seneca, ma sì, le Lettere a Lucilio, e ho trovato

una  frasetta che ho cerchiato.

Te ne parlerò dopo, comunque.

Non prima ovviamente d’averti raccontato

lo stupore felice nel vedere, era poco dopo l’alba, in balcone, che la rosa rosa, ma anche la gialla e quella blu magenta di cui non ho ancora visto il fiore ma deve essere stupendo, beh, stiano tutte rifiorendo come fanciulline a primavera.

E che bello starsene in  balcone con questo clima finalmente mite

e una ritrovata voglia di fare che il caldo orribile dell’estate ormai

alle spalle non stronca più.

ma sì, mio caro, mio da sempre e per sempre amato

Seneca. Dovevo dirti di Seneca. Ora ti dico. Questa la frase:

“Cesserai di temere se cesserai di sperare”

E, nel leggere, ho aggiunto, tra me e me, e cesserai di soffrire.

Proprio così. Difatti non soffro più. Quasi.

(by poetella)

Vogliamo parlare  dei ricordi, allora…

Vogliamo parlare  dei ricordi, allora…

14 mercoledì Set 2022

Posted by poetella

anniversarionon ostante tuttoRicordiuna lunghissima storia

(scatto di mio figlio…)

Vogliamo parlare  dei ricordi, allora

apriamo il cofanetto e lasciamoli uscire

leggeri come vapore

profumati, no, non tutti

ce n’è anche qualcuno bruciaticcio

qualcuno inacidito, lascialo lì, quello

puliamo bene tutto, ma per carità

ce da fare, ancora, ce da costruire ancora

Vogliamo parlare  dei ricordi, va bene

ce ne sono davvero tanti

ma lo sai? Adesso

voglio ricordare solo quel giorno di cinquantadue anni fa. Vuoi?

Indugiamo sui dettagli.

C’era un bel sole, come oggi.

Nei tuoi e nei miei occhi.

Mario Banella un romano ellenico: ”Chiara e le altre” e sinossi, ”Al passar della luna” e sinossi. Poesie

Mario Banella un romano ellenico: ” Chiara e le altre” e sinossi, ”Al passar della luna” e sinossi. Poesie.

Date: 15 settembre 2022 Author: irisgdm

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone
Mario Banella

Articolo di Marina Donnarumma Iris G.DM. Roma

Mario Banella

L’arte è l’incontro inatteso di forme e spazi e colori che prima si ignoravano. Fabrizio Caramagna.
Un altra citazione che mi piace sempre di Fabrizio Caramagna dice che l’arte è un arco teso che lancia la sua freccia più in là dell’infinito.
Tutto ciò che crea emozione è arte, poesia, danza, musica, pittura, scultura.
Mario Banella, direi che lui ascolta il mondo e poi fiorisce la sua poesia.
Una poesia curata, frutto di uno studio illuminato che in lui ha creato il ”suo modo di fare poesia”
Quando lo leggi, pensi che starebbe bene nei libri di scuola, nelle librerie vorresti vedere i suoi libri in un intero scaffale. Pura poesia in ogni cosa che scrive, lui li ha letti tutti, Leopardi, come può mancare! Baudelaire, Eluard, Valery, Lorca, Machado, i greci, Antonia Pozzi. tanti altri ancora, direi ”il naufragar mi è dolce in questo mare di parole ”parafrasando il Leopardi. Annegare in un mare di parole che poi ti salvano, e le sue parole si sentono, ti invadono, ti entrano. Un vero artista della parola, ma anche uno studioso di letteratura.
Chi scrive sa che la poesia salva, ma può anche farti morire, sono due estremi che generano molto emotività.

Quelle poche nuvole su un cielo
appena celeste, fanno il paesaggio
d’un autunno imminente, manca il
vento, un po’ di pioggia.

Forse tutto verrà nel venire
del giorno.

e le nuvole diverranno scure.
e il cielo s’ingrigera’.

Porteremo i nostri corpi da un
giardino spoglio ad una stanza
fiorita. La sera sarà tenue come
una fiamma di candela, la tua mano
sul mio viso si rivela. Mario Banella

Federico Zandomenighi
Chiara e le altre

La struttura è quella del romanzo breve. La vicenda è ambientata nella periferia romana alla fine degli anni ’80. Le protagoniste sono quattro. Chiara è la principale figura che s’intreccia con le altre. In una città ormai in decadenza, le quattro ragazze si lasciano trasportare dai loro stessi destini, fatti d’amore, di solitudine, droga, angoscia. Tutte finiranno nell’impossibilita’ di risolvere i propri problemi. Chiara rinuncerà, attraverso un amore stralunato e traditore, ad un futuro possibile, intravedendo un vuoto incolmabile. L’amica Nerina si suicidera’, dopo aver percorso strade fatte di amori impossibili e tossicodipendenze. Le altre si accontenteranno di una vita sotto le righe. Il libro vuole essere un quadro di una realtà in disfacimento, scritto con un distacco da osservatore. Prendendo a lezione l’idea Cechoviana di descrivere senza giudicare. Mario Banella

Al passar della luna

“Al Passar della luna” Il libro è un un’esperimento. Formato da sei poesie e sei racconti. Un lavoro eterogeneo, in cui la poesia entra nei racconti per la sua formalismo. Le sei poesie, tutte in verso libero, possono richiamarsi al concetto simbolico, fatto di stati d’animo che richiamano la poesia francese dell’ottocento e dei nostri poeti del novecento non ermetici, con richiami ad contemporaneità tutta da interpretare. I sei racconti si dipanano tra un narratore quasi autobiografico e un viaggio nei piccoli sentimenti umani. La vita. La morte, viaggiano parallele. In una gioia scontrosa. Una tristezza consapevole. A differenza del primo libro, in queste pagine si cerca di dare profondità a temi già sviluppati altrove. Si pensi al racconto “Un Inverno”, ambientato nell’Umbria orvietana, con i suoi protagonisti giovani, sognanti. E al racconto che chiude il libro “Il signor Nabella”. Breve storia di un vecchio professore, la cui morte improvvisa, fa scoprire poesie nascoste nel cassetto per decenni. Poesia e narrativa, in un fluire tra arte e arte. Mario Banella

E dolore confuso a gioia, vaga
illuminato nello splendore
assorto a lacrime, a sorrisi.
Mattini di visi attoniti, presto
stupiti da un sole estivo
a dissodare gesti sepolti
con amore raccolti, d’amore accolti. Mario Banella

Voltolino Fontani

Una vita tranquilla sotto la
pioggia d’estate, la cammino
la strada, le foglie tra le mani
con i rami a marcarmi il passo.
Ho una casa che mi aspetta,
una brutta finestra su un bel
cortile per impugnare in
fretta una penna scarognata
con cui scrivere del tuo cuore
rosso immoto, sarà che amo
la pioggia, te e tutto questo
malinconico vuoto. Mario Banella

Alessandro Tofanelli

La settimana dello scrittore: Mario Banella, un romano ellenico https://alessandria.today/2022/09/13/la-settimana-dello-scrittore-mario-banella-un-romano-ellenico/

Mario Banella: un romano ellenico, l’intervista https://alessandria.today/2022/09/14/mario-banella-un-romano-ellenico-lintervista/

Leggere Banella è leggere un Grande, leggete, assaporate!

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

La più femminea

Photo by Nataliya Vaitkevich on Pexels.com

Sei giovane e più preziosa del quarzo,

la più penetrante d’ogni pensiero

che solchi la frescura del corpo,

la più femminea tra le stelle,

colei che s’è svincolata

dalle sponde d’un ghiacciaio.

I frutti della terra nel sole

hanno fiammeggianti colori-

tu l’illumini col tuo amore

e per accendere la mia vita

i tuoi baci non cercano altre labbra,

a ruota libera ne giunge il respiro.

Ogni aurora è schiusa come uno sguardo

alle delizie del tuo ideale calore,

in una nuvola di torpore

una nuvola di carezze

d’una donna di panna

luna che occhieggia.

Prigioniera fedele e intelligente,

socchiudi un mondo cangiante e fino,

un universo tiepido e dolce

sotto le nuvole delle tue palpebre

nel solo sorriso d’un bacio

perché sei donna in ogni tua stilla.

Spirituale e Carnale, di Milena Lauro Patrizi

Milena 03 settembre 2022

Spirituale e Carnale

“Spirituale e carnale

sono io

nel delirio del mio essere

il disvelarsi di una follia

essenza incarnata

di donna e di te

che sa affrettare

il passo e fuggire

da processioni d’ipocrisia

sguardi che sussurrano

e dita che puntano

Spirituale e carnale

sono io

un canto di congiunzione

tra sentimento e ragione

assonanze di emozioni

tentazione e opposizione

moralità e passione

viandante di notte stellate

da mistiche elevazioni

Dolce e amara

miele e fiele

estasi e preghiera

fuoco e sangue

brividi e vene

imperfetta

e sfrontatamente

sincera

Con questo spirito

ti venero e ti adoro

con questa carne

fortemente ti amo

tu sei la mia musica

la mia poesia

Il mio centro

il traguardo

il finale punto

Spirituale e carnale

sono io

e non ho meriti né colpe

per tutto questo amore

che mi porto dentro”

©️Milena Lauro Patrizi

TACCHI ALTI, di Silvia De Angelis

Quante simulazioni si celano dietro quei tacchi alti….voglia di emergere, desiderio di sfiorare l’orizzonte con un dito,  accentuazione d’un ancheggio per portare alla luce una femminilità nascosta…talvolta fragile…e altre infinite espressioni del 
profondo che rivelano quanto ogni nostra scelta racchiuda infiniti  significati….

Non sempre è facile, saper vedere, negli indossi altrui del  quotidiano, infatti spesso ci lasciamo ingannare da un’apparenza effimera, che non dà adito alle giuste riflessioni d’un messaggio estetico da interpretare…

Ognuno di noi elabora delle opzioni di vita, che rivela in ogni sua manifestazione….dai suoi atteggiamenti, alle sue scelte , dal modo di porsi nel collettivo esistenziale , all’isolarsi in una ricerca approfondita di sé stessi e così via …ed è notevole appurare, come, ogni caratteristica dell’individuo,  riveli l’essenza della sua personalità, sempre così peculiare e distinta da quella del suo simile…

Infatti una moltitudine di fattori forgiano lentamente il nostro io, rendendolo davvero unico e speciale, così che possa essere ricordato esclusivamente nel modo che rivela di essere….

@Silvia De Angelis

Lucia Triolo: Premio Letterario Etnabook

Ringrazio la Giuria della IV Ed. del premio letterario Etnabook, nella persona del suo presidente Cirino Cristaldi, per avere inserito il mio testo tra le opere finaliste e nell’attesa degli ulteriori sviluppi di questa bella avventura, posto la poesia che ha ricevuto questo gradito riconoscimento

A OSIP MANDEL’STAM

“O forse, compiuto il cammino,
scaduto il tempo, tornerò,
là–non ho potuto amare
qui–di amare ho paura”
(Osip Mandel’ stam: “Detesto la luce” da “PIETRA”)

L’area del quadrato è colma di stupri,
dalla nascita ho perso il conto dei miei pori
stupore violentato brandisce deliqui
Osip il dissolto
vuole ancora venire a trovarmi,
per parlare.

Sono io a volerlo

Viene da lontano
lo sanno le piaghe dei suoi piedi
intrecciate ai capelli
ai sensi avvelenati,
lo sa la sua fame,
i suoi erutti d’aria vuoti,
gas di scarico tra singhiozzi muti nella spazzatura.

Sono io a venire

Stracci addosso pesanti dei suoi giorni,
dei suoi luoghi
Occhi nel ventre, nel petto, nel dorso
in un’ anima ormai come liofilizzata
occhi, occhi, occhi
Lacerata occhiuta paura!

Sono io completamente cieca

là–“non ho potuto amare”
rabbrividisce
là dove, là dove? incalzo, forse
là dove amore non perdona non-amore?

qui– “di amare ho paura”
mi sbatte in faccia,
qui dove, qui dove? aggredisco,
“dove” paura di amare?

Siamo già al danno ultimo!
Non voglio imparare l’inferno:
imparare ad amare quando più non si può!
Non è per questo che,
come l’amore,
l’inferno è eterno,
ed è senza perdono?

Poesia satirica nel Medioevo…”Se fossi Cecco terrei le donne giovani e belle…”

Francesco Angiolieri, detto Cecco (Siena, 1260 circa – Siena, 1311/1313), è stato un poeta e scrittore italiano. Contemporaneo di Dante Alighieri e appartenente alla storica casata nobiliare degli Angiolieri, non si hanno però molte notizie certe sulla sua biografia. Si sa che ebbe una vita molto avventurosa, fu dedito al gioco e a vizi, subì processi per disturbo della quiete pubblica e dilapidò il patrimonio che gli aveva lasciato il padre. Nelle sue poesie  si accanisce contro la miseria e la sfortuna. Con i suoi modi sarcastici e dissacranti si prende gioco del Dolce stil novo;  in altre poesie, più originali, esalta goliardicamente il gioco, il vino e maledice la famiglia, il mondo e la gente. Celebri sono i sonetti S’i’ fosse foco, Tre cose solamente mi so ‘n grado e La mia malinconia è tanta e tale.

NAPOLI

Tre cose soltanto mi piacciono: le donne, la taverna
(cioè, il vino) e il dado (cioè, il gioco)”.
Nel vasto mondo della poesia un posto non secondario
ce l’ha la poesia dissacrante, controcorrente, originale, sorprendente di Cecco Angiolieri,
contemporaneo di Dante.
Della poesia che cantava la donna, la taverna e il dado Cecco Angiolieri dovette sentire un fascino profondo, la scelta comica o giocosa da parte del poeta indica una condizione interiore e una precisa visione del mondo. La psicologia di Cecco Angiolieri è sempre volta al gioco, alla beffa e alla parodia. . È lontano da problemi morali o escatologici, che sono guardati con una punta di sottile ironia. Si abbandona ad una visione del mondo antiplatonica, concreta, terrestre; appartiene a quella schiera di poeti che presero con gioia il vivere terreno, una gioia che è quindi fisica, fugace, come la vita quotidiana, e perciò non priva di una dissimulata malinconia.
Nel volersi distaccare dalla poetica stilnovista, Cecco Angiolieri la riprende in modo parodico. Il suo amore per Becchina è cantato molto spesso secondo  tematiche e moduli stilistici tipici dello Stilnovo, l’oggetto dell’amore cantato non è però una donna angelica e cortese, umile e raffinata. Becchina è un’energica popolana dai comportamenti grossolani e sguaiati. Quella di Cecco Angiolieri è una letteratura altissima, sorretta da un’intuizione acuta ed originale, quasi come un disegno caricaturale.

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo

S’i’ fosse foco, arderei’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo;
s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ‘ cristiani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui

Se fossi fuoco, brucerei il mondo;
se fossi vento, lo sconvolgerei con tempeste;
se fossi acqua, lo annegherei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare.
Se fossi papa, allora sarei allegro,
perché potrei mettere nei guai tutti i cristiani;
se fossi imperatore, lo saprei fare proprio bene;
taglierei la testa di netto a tutti quanti.
Se fossi morte, andrei da mio padre;
se fossi vita, non rimarrei con lui;
lo stesso farei con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono e sono sempre stato,
terrei le donne giovani e belle,
e lascerei quelle sporche e vecchie agli altri.

*Ecco un esempio di satira medioevale, Angiolieri, così mordace e moderno nello stile. Chissà quanti ne avrà fatti arrabbiare a suo tempo  questo poeta buontempone. Un modo allegro,originale e indiretto per dire tante verità.

Milano il Mondo che cambia, di Thomas Melis. F.lli Frilli Editori

Don Rocco Alfieri non è più quello di un tempo, i pensieri lo stanno tradendo e dal suo feudo nell’hinterland sud di Milano sta perdendo il controllo sugli affari criminali della Società. Il figlio prediletto Domenico, detto Micu Bang Bang, si trova in carcere; il secondogenito, Antonino, non è pronto per ereditare il bastone del comando. Poi ci sono i Procopio, la cosca satellite relegata da generazioni a fare il lavoro sporco, che cerca di alzare la testa alleandosi con la mafia albanese e la mala egiziana. Filippo Barone è un consulente milionario. Ripulisce denaro, pilota appalti e fa da cerniera tra il mondo di sotto, dove si muovono grandi casati malavitosi e narcotrafficanti internazionali, e quello di sopra, popolato da ricchi imprenditori, senatori corrotti e broker senza scrupoli. Barone vive una torrida storia con Bianca Viganò, una modella e influencer dai lunghi capelli castani, legata profondamente all’amico d’infanzia Leonardo Ferrari, un bravo ragazzo di quartiere che spaccia cocaina tra le panchine di Piazza Prealpi. Il loro mondo non cambia mai. Li tiene uniti in una tragedia moderna e senza pietà, dove nessuno si salva e dove, dai grattacieli di CityLife ai nightclub di Corso Como, si sovrappongono i mille volti della criminalità multietnica di Milano, i sogni di successo dei ragazzini cresciuti ascoltando trap nei casermoni popolari della periferia, gli affari sporchi dei faccendieri che muovono milioni di euro dagli uffici open space con vista sul Duomo. Tutti insieme, nell’amore e nell’odio, accomunati da un unico destino. Perché il mondo non cambia, ma l’Apocalisse è alle porte.

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi ad analisi di politica interna e degli scenari internazionali. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter, crea contenuti per aziende attive sul web e, dal 2017, collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. Nel 2014 ha pubblicato A un passo dalla vita, opera d’esordio, seguito l’anno successivo dallo spin off Platino Blindato e, nel 2018, da Nessuno è intoccabile. Milano. Il mondo non cambia è il suo primo romanzo per Fratelli Frilli Editori.

Arte nel mondo …un ramoscello di olivo simbolo della Pace

Arte che unisce il mondo

Foto : Irene Doura-Kavadia scrittrice e poetessa

Istantanee dell’inaugurazione del Panorama International Arts & Literature Festival Exhibition 2022 ad Atene sul tema guerra e pace. Una mostra unica con straordinarie opere d’arte di eminenti artisti che uniscono le forze a favore della pace nel mondo.

Le sue più sentite congratulazioni a tutti gli onorevoli partecipanti dalla Grecia e da Cipro hanno esteso il Presidente, Fondatore e CEO di Writers Capital Foundation e Panorama International Arts & Literature Festival Preeth Nambiar.

Al Grand Opening abbiamo simbolicamente “piantato” l’Ulivo, simbolo di pace e di Atene fin dall’antichità, realizzato da Voula Memou, regista, poeta e artista. L’albero è stato adornato da Georgia Theodoropoulou – artista, fotografo – con un nastro di foglie di ulivo, su cui sono stati scritti i nomi di tutti i paesi partecipanti insieme alla loro lingua madre nella fase finale del Panorama International Arts & Literature Festival ’22, in modo che possiamo stare tutti insieme! Indipendentemente da dove viviamo, ci uniamo nel regno dell’arte e dell’amore!

Perché questo è ciò che facciamo alla Writers Capital Foundation: uniamo le culture e uniamo le nazioni!

Il mio storico dell’arte Leontios Petmezas ha tenuto un discorso meraviglioso proprio sul tema. Congratulazioni, caro Leontios, mentre la fantastica poesia premiata a livello internazionale recitata da Voula Memou chiudeva graziosamente la serata.

Vi invitiamo tutti alla Cerimonia di Inaugurazione e Premiazione mercoledì 14 alle ore 19.00.

Resta sintonizzato mentre ti portiamo le opere d’arte più significative in tutto il mondo.

art #artist #exhibition #Panoramafestival #writerscapitalfoundation #wcif

pace #oliva #Atene #Grecia

Snapshots from the grand opening of the Panorama International Arts & Literature Festival Exhibition 2022 in Athens on the theme war and peace. A unique exhibition with amazing artworks by eminent artists who join forces in favour of world peace.

His heartiest congratulations to all honourable participants from Greece and Cyprus extended President, Founder & CEO of Writers Capital Foundation & Panorama International Arts & Literature Festival Preeth Nambiar.

At the Grand Opening we symbolically “planted” the Olive tree, symbol of peace and of Athens since ancient times, made by Voula Memou, director, poet and artist. The tree was adorned by Georgia Theodoropoulou – artist, photographer – with a ribbon of olive leaves, on which were written the names of all participating countries along with their native language in the final stage of Panorama International Arts & Literature Festival ’22, so that we can all be together! Regardless of where we live, we join in the realm of art and love!

Because this is what we do at Writers Capital Foundation – we bridge cultures and unite nations!

A wonderful speech was given my Art Historian Leontios Petmezas on the very theme. Congratulations, dear Leontios, while the awesome internationally awarded poem recited by Voula Memou closed the evening graciously.

We invite you all at the Inauguration and Award Ceremony on Wednesday 14th at 7.00 pm.

Stay tuned as we bring you the most significant artworks worldwide.

art #artist #exhibition #Panoramafestival #writerscapitalfoundation #wcif

peace #olive #Athens #Greece

Arte per la Pace nel mondo PIAF 2022

Nuovo ‘look’ per il David di Michelangelo, inaugurata l’illuminazione artistica

Nuovo ‘look’ per il David di Michelangelo, inaugurata l’illuminazione artistica

Il progetto è firmato da Enel. Durante il giorno l’illuminazione artificiale si aggiunge a quella naturale

13-09-2022 16:39 Cultura Diego Giorgi Agenzia DIRE

FIRENZE – È stata inaugurata ieri sera, nella tribuna della Galleria dell’Accademia di Firenze, la nuova illuminazione del David di Michelangelo. Con “Luci sul David” si conclude il progetto, promosso da Enel e realizzato ex-novo da Enel X, per dotare tutte le opere del museo di un’innovativa illuminazione artistica, con un’attenzione particolare al risparmio e all’efficienza energetica, attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione a Led. L’inaugurazione si è svolta alla presenza di Cecilie Hollberg, direttrice dell’Accademia, di Massimo Osanna, direttore generale musei, e di Nicola Lanzetta, direttore Enel Italia. L’evento ha celebrato anche due importanti ricorrenze che cadono nel 2022: i 140 anni del David all’interno della Galleria ed i 60 anni di Enel. 

Le luci a led avvolgeranno totalmente il David

Nel dettaglio, si spiega, “il progetto di illuminazione vuole riportare la dinamicità della luce del sole nella Tribuna del David. I corpi illuminanti di nuova generazione, a led, sono dotati di un’apertura del fascio tale da avvolgere totalmente il Davide lasciare in secondo piano il resto dello spazio che lo accoglie, che è dotato invece di un sistema di illuminazione artificiale e a regolazione separata. Durante le ore diurne, l’illuminazione artificiale si va ad aggiungere a quella naturale proveniente dal lucernario che consente una lettura dei dettagli del capolavoro michelangiolesco completamente nuova e vicina alle origini. Il sistema artificiale regola la variazione del colore durante le ore del giorno: i proiettori hanno diverse temperature di colore in modo che si possa osservare il David non solo illuminato da varie prospettive, ma anche con diverse tonalità di luce bianca”. Per illuminare la galleria dei Prigioni, invece, si è optato per un’illuminazione a proiezione dalla cornice presente su entrambi i lati della Galleria.

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Linfoma e protesi al seno, il Ministero: “Il rischio è legato all’impianto, ma l’origine è da chiarire”

Linfoma e protesi al seno, il Ministero: “Il rischio è legato all’impianto, ma l’origine è da chiarire”

Il numero di casi è esiguo, ma il dicastero sta finanziando una ricerca

14-09-2022 12:47 Donne Silvia Mari Agenzia DIRE

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ROMA – “Si ipotizza che alla base possa esserci un processo infiammatorio cronico che potrebbe a sua volta essere innescato da alcuni tipi di testurizzazione tipici di alcune protesi o da un microfilm batterico presente sulla superficie dell’impianto”. E’ questo che riporta il Report del ministero della Salute, diramato al termine delle fase pilota del Registro nazionale sulle protesi al seno, relativamente al presunto legame tra questi dispositivi medici e il rischio di linfoma anaplastico a grandi cellule (il BA-ALCL), una patologia “la cui eziopatogenesi resta ancora da chiarire”, si legge. Il ministero si fa parte attiva di studio e sta finanziando, come il documento riporta, una ricerca per capire perchè “con uno stesso tipo di protesi solo pochissimi soggetti sviluppino” questo tipo di linfoma.
Da oggi quindi questa tipologia di linfoma diventa in certo senso “un rischio” legato alla chirurgia che utilizza le protesi mammarie ed è contemplato nel consenso informato.
Nel registro, attivo da marzo 2019, risultano inseriti “3 casi di BA-ALCL” e “negli ultimi 10 anni, a febbraio 2022, ne risultano notificati al ministero 79”. L’insorgenza della malattia arriva a una media di 7,7 anni e il sintomo è il “sieroma periprotesico”, diagnosticabile con un’ecografia. L’incidenza è “molto variabile” e va da “1 caso su 3.817 a 1 su 30.000”. La variabile è legata al tempo di vita della protesi e alla tipologia di protesi impiantate.
“Nell’esperienza italiana il 90% delle pazienti è guarito” e su 35 milioni di protesi impiantate nel mondo il numero di casi resta basso, ma, si legge ancora, “la mancata significatività dell’esiguo numero di casi non esime il ministero della Salute dal continuare a studiare questa patologia”, soprattutto per gli aspetti ancora da chiarire e la massima autorità italiana a tal fine è infatti operativa in una task force internazionale che fa monitoraggio, raccoglie e studia i dati relativi alla patologia.

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Sulla Tiburtina Stefano Sollima batte il ciak di ‘Adagio’ con Favino, Servillo e Mastandrea

Sulla Tiburtina Stefano Sollima batte il ciak di ‘Adagio’ con Favino, Servillo e Mastandrea

Il nuovo film del regista della serie ‘Romanzo criminale’ chiude la trilogia criminale romana iniziata con ‘A.C.A.B.’ e proseguita con ‘Suburra’

14-09-2022 17:21 Costume e Spettacolo Redazione Agenzia DIRE

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ROMA – Dopo ‘Soldado’ e ‘Senza rimorso’, Stefano Sollima torna a girare in Italia. E lo fa con ‘Adagio‘, che vede tra i protagonisti Pierfrancesco FavinoToni ServilloValerio Mastandrea e Adriano Giannini. Scritto da Stefano Bises e Sollima, le riprese del film sono iniziate in questi giorni a Roma e si svolgeranno per circa nove settimane. Questa mattina alcune strade interne a via Tiburtina si sono ‘svegliate’ con il ciak del regista delle serie ‘Romanzo Criminale’ e ‘ZeroZeroZero’. Sul set, come mostra il video, gli attori Servillo, Giannini e Francesco Di Leva.


L’ULTIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA CRIMINALE ROMANA

“Sono impaziente ed entusiasta di tornare finalmente a raccontare la mia cittàdopo tutti questi anni. Roma è cambiata e anche io. ‘Adagio’ è una storia crepuscolare di vendetta e redenzione, giusta per essere l’ultimo capitolo della mia trilogia criminale romana (iniziata nel 2012 con ‘A.C.A.B.’ e proseguita nel 2015 con ‘Suburra’, ndr)”, ha dichiarato il regista in una nota. ‘Adagio’ è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, Stefano Sollima per AlterEgo, con Vision Distribution.

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“Sono molto felice di produrre questo film con Stefano Sollima. Ho sempre ammirato come riesca a entrare con il cinema nelle oscure profondità delle realtà criminali e sociali del nostro Paese (e non solo). E quando mi ha proposto questo ultimo atto della sua trilogia su Roma, l’ho trovato non solo un film bellissimo, ma anche, ora più che mai, importante e necessario”, ha detto in una nota Mieli.

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L’ABBANDONO (vernacolo) di Silvia De Angelis

L’ABBANDONO (vernacolo)

Quanno devi da subì ‘n‘abbandono d’amore

cerchi de penzà che è solo ‘n sogno

e che dopo tutta qua fagottata de bene

vissuta core a core

nun è possibile esse lasciati soli

drento ‘na via che nun cià più colori.

L’anima cià ‘no strappo

che te leva quasi er respiro

‘ntorno te gira tutto

e nun riesci a racapezzatte

su quer momento gnobile che stai a vive.

Giri e rigiri senza riuscì a raggionà

ricordanno quell’attimi segreti

cor sentimento genuino

che t’hanno fatto cresce

e diventà ‘na donna vera.

Te pare de vedè quer viso perzo

dapertutto, ma è solo ‘n’illusione menzognera

‘n preda a un male che te logora

e un te fa campà

t’empari a nun volè più bene e

e a rallegratte solo co’ te….

@Silvia De Angelis

L’ABBANDONO (traduzione)

Quando subisci un abbandono d’amore

cerchi di pensare che sia solo un sogno

e che dopo tutto quel mondo di bene

vissuto cuore a cuore

non è possibile essere lasciati soli

dentro una via che non ha più colori.

L’anima subisce uno strappo

che toglie quasi il respiro

intorno ti gira tutto

e non riesci a orientarti

su quel momento ignobile che stai vivendo.

Giri e rigiri senza riuscire a ragionare

ricordando quegli attimi segreti

col sentimento genuino

che ti hanno fatto crescere

e diventare una donna vera.

Ti sembra di vedere quel volto perso

dappertutto ma è solo un’illusione menzognera

in preda a un male che ti logora

e non ti fa vivere

impari a non voler più bene

e a rallegrarti solo con te stessa…

https://ssilviadeangelis5.blogspot.com/

I POETI E LA PACE, CRISTO NON SARÀ NATO, MAHATMA GANDHI

La domanda che si pone Mahatma Gandhi in questa sua poesia è una domanda importante. Infatti c’è sempre da chiedersi “dov’è la pace” che poi in sostanza significa “che cos’è la pace”. “La pace, infatti, non è una condizione di vita tra le altre, ma quella che più si adegua alla forma umana della vita che è fatta, come direbbe Hanna Arendt, per vivere e non per morire”. Tuttavia, la storia umana appare come una successione terribile e con poche tregue di guerre atroci. Per Freud gli esseri umani sono nel loro fondo una «masnada di assassini». E’ un fatto: esiste un desiderio umano che è contro il Diritto, criminogeno, feroce e crudele e che non trova alcun corrispettiva nemmeno nel mondo animale che, non a caso, non conosce né la brutalità del crimine, né quella della guerra. Tuttavia, anche la fratellanza tra gli uomini è un sogno che ha una sua forza. La guerra dunque “contenuto immorale dei nostri sogni “ che si oppone alla fratellanza che oggi sembra ritornare nella forma di invocazione al pacifismo . La guerra in Ucraina si trascina ormai da tempo e, con essa, le ombre di un mondo che sembra aver detto addio al pacifismo. Per rendersene conto basta fare un confronto con il 2003, quando gli Stati Uniti invasero l’Iraq. In quell’occasione le manifestazioni portarono in strada milioni di persone in tutto il mondo in una delle più grandi proteste contro la guerra di sempre. Nei mesi scorsi, invece, quando i movimenti per la pace hanno organizzato mobilitazioni contro l’invasione russa e l’invio di armi a Kiev, in piazza è sceso un numero minore di persone. La Rete italiana pace e disarmo (Ripd) e le organizzazioni promotrici hanno ribadito la condanna dell’azione militare in Ucraina da parte della Federazione Russa, e hanno espresso la massima solidarietà alle popolazioni coinvolte al fine di sostenere tutti gli sforzi della società civile pacifista e dei lavoratori e lavoratrici in Ucraina e Russia che si oppongono alla guerra con la nonviolenza. A livello mondiale va detto che,malgrado appunto una minore incidenza rispetto ad altri scenari del passato, comunque secondo il Sole 24 ore in un articolo di Emilio Calabrese in una treemap costruita con i dati derivanti “dal database di ACLED, che raccoglie in tempo reale informazioni relative ai luoghi, agli attori dei conflitti, alle vittime e ad altre fattispecie come alle proteste politiche e sociali, si evidenzia che in tutto sono state quasi duemila le manifestazioni pacifiste e che tra tutti i Paesi oltre all’Ucraina stessa, a cui fanno riferimento quasi la metà di queste sono gli Stati Uniti a detenere il primato di iniziative contro l’invasione pilotata dal Cremlino a discapito del popolo ucraino.

NAPOLI

Mohāndās Karamchand Gāndhi, comunemente noto con l’appellativo onorifico di Mahatma (in sanscrito: महात्मा, letteralmente “grande anima”, ma traducibile anche come “venerabile”, e per certi versi correlabile al termine occidentale “santo”) (Porbandar, 2 ottobre 1869 – Nuova Delhi, 30 gennaio 1948) è stato un politico, filosofo e avvocato indiano. Gandhi è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, un termine coniato da lui stesso, cioè la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza. Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato movimenti di difesa dei diritti civili e personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi. In India, Gandhi è stato riconosciuto come “Padre della nazione” e il giorno della sua nascita (2 ottobre) è un giorno festivo. Questa data è stata anche dichiarata Giornata internazionale della nonviolenza dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Dov’è la pace Mahatma Gandhi

Quando sento cantare:
“Gloria a Dio e Pace sulla terra”
mi domando dove oggi
sia resa gloria a Dio
e dove sia pace sulla terra.
Finché la pace
sarà una fame insaziata
a finché non avremo sradicato
dalla nostra civiltà la violenza,
il Cristo non sarà nato.

*Versi forti, che incidono come pietre e non hanno bisogno di chissà quali interpretazioni. È inutile cantare inni, festeggiare la fratellanza nelle chiese, a Natale, Pasqua…non c’è nessuna pace sulla terra finché verrà versato sangue e Cristo non nascerà.

Alessandria: Al  via i lavori di manutenzione e riqualificazione del parco giochi Borsalino

Alessandria: Al  via i lavori di manutenzione e riqualificazione del parco giochi Borsalino

di Pier Carlo Lava

Alessandria, nell’ambito di un piano dell’Assessore ai lavori pubblici Michelangelo Serra finalizzato e riqualificare e mettere in sicurezza tutti i parchi giochi alessandrini, ieri sono iniziati i lavori anche nel parco giochi del villaggio Borsalino in via Don Giovine.

Lo stesso versava da anni in stato di degrado ed era potenzialmente pericoloso in particolare nella recinzione, dove i soliti vandali avevano rimosso diverse parti della recinzione lasciando lunghi chiodi scoperti e mettendo quindi a rischio l’incolumità dei bambini.

Al momento la stessa è stata rimossa e sostituita con una nuova solida e decisamente colorata, che oltre a migliorare la sicurezza piacerà certamente ai bambini. 

Restano ancora da fare gli interventi di riqualificazione dei giochi, la messa a dimora di alcune piante mancanti e la verifica dello stato di alcune panchine, lavori che presumiamo verranno fatti nei prossimi giorni.

Il parco giochi da alcuni anni non veniva più frequentato per i motivi sopra citati, ora non appena i lavori saranno terminati siamo certi che lo sarà nuovamente.

El bayo

Da Frida la loka – Lombardia

Y por ‘ai anda… mi carne descompuesta y mis huesos rotos, vagabundeando siempre entre las mesmas paredes.
Errando sin sendero con el techito siempre blancuzco.


Pispeando por ‘ai, por si acaso, pasa el bayo con los pelos al viento; que las yeguas en los ranchos de los parajes; son muchas y les agarra la calura cuando se hace ver.

Libreria multimediale w. Press

El bayo, pasa haciéndose el distraído, coleteando de acá para ayá, baileteando y presumiendo.

Y por ‘ai los veo, alejándose al galopo, con su perro Guayaray…

El bayo, parando las antenas, escucha la voz del patrón, que con un par de estribadas en el lomo le dice que ‘ai que ir a laburá.

Tua.
8 settembre, 2022.

http://fridalaloka.com

Fluire

Da Frida la loka ( Lombardia)

Tempo che trascorre, feroce e inesorabile; come un fiume nel quale non si può far la risalita.
Sarebbe faticoso; doloroso prendere la strada contro corrente, non si deve.
Tornar indietro non è saggio, probabilmente sarebbe una fermata nel posto sbagliato.
Soltanto ai ricordi amari, che la saggezza della scorrevolezza dell'acqua, porta via...
Scorre; forse perdendosi nell'infinito del mare; chi l'ho sa, oppure si ferma di colpo contro una roccia, destinato a colpire e colpire; una, due volte e ancora fino all'eternità.
Da Frida la loka
Soltanto gocce di tempo dolce riusciranno nel intento, per quello che avanza è già scritto nelle radici di cedri profumati, che nelle sue radici si aggrappano, si aggrovigliano, quei ricordi che non mollano, non vogliono finire nell'oblio...

Tua.

14 settembre, 2022.

http://fridalaloka.com

Arquata Scrivia: Riparte l’Ar.Qua.Tra. che non t’aspetti!

Riparte l’ Ar.Qua.Tra. che non t’aspetti!

Il Comune di Arquata Scrivia sta lavorando insieme a volontari ed associazioni all’atteso evento  Ar.Qua.Tra. , Artigianato Qualità Tradizione, alla 14esima edizione, che si svolgerà il prossimo 18 settembre. “Un viaggio tra Gusto, Cultura, Passione”, tante le novità, rivolte proprio a tutti.  Una mostra inedita sui “Tesori culturali” verrà allestita con l’aiuto del Servizio Civile nel Palazzo Spinola. Il tema del patrimonio culturale é di grande attualità. Questo cambiamento di visione deve  allontanare da una certa idea che vede la cultura come un qualcosa per pochi e di elitario: la Cultura é un bene che deve essere messo a disposizione di tutti. L’Amministrazione Comunale sente da sempre la necessità di costituire tassello su tassello un mosaico, via via più completo, del patrimonio culturale locale.

In piazza Bertelli ci sarà l’Accademia dei giochi antichi, riproduzioni fedeli, che grandi e piccini potranno sperimentare; in via Interiore invece troveremo gli artigiani e i mestieri del passato, le esposizioni artistiche, Arquator con i presepi e sulla gradinata si esibiranno le straordinarie Arcobalene e i Buena Onda

Potrete  passeggiare in via Libarna tra negozi, bancarelle, visitare  atelier e partecipare a interessanti laboratori. 

Immancabile un percorso nel gusto: si avrà  la possibilità di conoscere e degustare i vini presso la Soms ed assaggiare le specialità della tradizione nell’Isola Gastronomica dalla Lea,  curata  dalle Associazioni.

Botteghe aperte con la loro cortesia, i loro prodotti sempre più interessanti e tutta la passione dei commercianti arquatesi.

A partire dalle ore 18 poi, prenderà vita uno inedito “ArquaGIOVANE”, a cura dei mitici locali arquatesi  “Music & Food”  fino alle 24.  

Nicoletta Cucinella, Vicesindaco e Assessore a Cultura e Promozione del Territorio, afferma: “Siamo molto emozionati nel pensare a questo evento che finalmente riparte alla grande e con tanto entusiasmo; abbiamo rivisitato questo format, riprendere le fila di tutto non è per niente facile: abbiamo voluto camminare sul solco della tradizione con uno sguardo al nuovo  e ci pare la scelta giusta. Non poteva che essere così visto che i nostri Consiglieri giovani Lasagna e Di Modugno si stanno impegnando a fondo e per questo tutti noi vogliamo ringraziarli. Ovviamente estendiamo i ringraziamenti ad ogni volontario, grazie davvero! “.

Arquata c’è … e voi? 

Migrante stanziale, di Franco Bonvini

Migrante stanziale

 franco bonvini 

C’era una zingara a vegliarmi le notti un tempo
appoggiata al muro
sempre sorridente nel suo abito rosso
e con sempre rose tra la mani.
La sua cornice dorata svaniva nella la notte
per me scendeva tra lampi di blu elettrico
a cancellare le ombre.
Poi svanì per sempre la sua gabbia
e fu sempre con me, a ogni ombra del bosco
nei pendii di montagna, dove crescono i narcisi
nel brillare del lago
in pezzetto di cielo disegnato
e ancora nelle notti più buie.
Ma per sempre non è per sempre.
E’ tornata alla sua cornice
sta in una casa che non so
e io giro al bosco
con un fischio a tremila hertz nelle orecchie
e confonde il silenzio
il canto e l’ incanto
e so che non la vedrò più nella sua cornice.

Anche se la cerco ancora
negli arcobaleni delle cascate
in un lago che brilla al sole
e deforma il profilo dei monti.
O solo nel buio della stanza.
Fuori dalla sua cornice dorata.

CIAO PAPA’, di Silvia De Angelis

Giaceva nell’altare solitario
quell’oggetto dimenticato
referto d’un tempo diafano
allacciato al rito genitoriale
in costante orizzonte…
Nella beffa friabile del fato
si disallineano paradigmi di logica
rilasciando insani detriti
e grigi artifici in bilico
sull’orma del  tallone. 
In quel capogiro che gira all’inverso
ho ritrovato quel tuo amuleto  obliato
ora cosmico rifugio
nel colpo d’occhio quotidiano
mentre sancisco il mio sollievo
e tu da qualche parte, ridi!
@Silvia De Angelis 

Qualcosa che non so, di Franco Bonvini

Qualcosa che non so

 franco bonvini  PensieriPensieri dal lago  27 agosto 2020 1 Minute

E’ qualcosa di prima dell’infanzia che ricordo
qualcosa che altri hanno visto
forse in un lontano e caldo Agosto, come questo
cercando ombre e frescure.
Altri che ora sono io.

E’ così che ho preso quella strada
che scendeva stretta tra gli alberi
tutta curve e ombre, partendo dalla statale a lago,
ricordando qualcosa che non so.
E’ così che ho sceso tutte quelle scale in pietra
con occhi e gambe d’altri innamorati.

E più scendevo più pesava l’ ombra
sulle cose che non si vedono
senza fatica scendevo e riposava il cuore
in forma d’acqua, brillante
e calme onde.

L’ultima scala ha una grata in ferro
va verso frontiere sconosciute, che non so
dove qualcuno mi sogna.

Chiusa. Non è ora di partire per altri lidi, ma di tornare.

(foto mia)

L’ora più dolce, di Franco Bonvini

L’ora più dolce

 franco bonvini  

C’è un’ ora,
quando il sole sta per scendere oltre i monti
in cui il lago s’ indora, e si calma.
L’ acqua si ferma e i cigni hanno già fatto l’ ultimo volo.
È lì che manca
e non è solo nostalgia
o tutte quelle balle sull’ età
che fa asciutti gli occhi.
È che gli anni senza sono sempre di più
è che non ricordo la voce,
la voce in-canto sulle rive del lago.
Per questo ci vado spesso.
Finchè la sentirò
chiamare il mio nome.

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