Il mio pensiero su invalidità e autismo, di Stefano polo

salve, un ragazzo papa di Genova ha fermato noti esponenti politici per spiegare la situazione dell’ autismo in Italia che molte famiglia hanno difficolta ad accedere alle cure ma e’ normale in un paese civile? non credo proprio, spero vivamente che le istituzioni prendano coscienza del problema e’ non si facciano vivi solo per avere i voti ,i disabili sono persone che hanno diritto come tutti ad avere cure e’ sostegno, spero che le proteste di sta persona abbiano un seguito positivo.

La poesia, di Stefano Polo

La poesia è come un soffio di vento

che accarezza i nostri pensieri

più profondi

è soffiare il polline di un fiore

che accarezza dolcemente il cuore

un soffice rumore

dentro l’ anima della nostra vita

un palpito dell’ animo

che accompagna i nostri sogni

e ci culla d’ amore…

I nostri sensi ci alleviano ogni dolore

e ci rimane in mano un soffio di poesia

che leggero il nostro pensiero porta via…

MADAME

Donna, quando vedi il tuo viso stanco allo specchio con qualche ruga…sono segni del tempo, di una vita vissuta, gioie, dolori, delusioni e rimpianti…leggi sul volto la tua storia e sei tu sempre bellissima, a qualsiasi età

Ti guardavi in quello
specchio, smarrita,
nella stanza in
penombra…
Seguivi la linea sensuale
di quelle labbra piene,
forse stanche,
dei troppi baci rubati e persi.
Oh gli occhi! Quegli occhi,
che rubavano l’anima,
da tempo ti apparivano
oscurati da ombre,
che inseguivano
giorni lontani. E mentre,
ti passavi il rossetto scarlatto,
un raggio di sole
moriva sulle rose appassite,
nel vaso di ceramica antica.

Imma Paradiso

NAPOLI

James Curzi. Poeta e pittore italiano è un nuovo autore di Alessandria online e Alessandria today

James Curzi. Poeta e pittore italiano è un nuovo autore di Alessandria online e Alessandria today

Sono particolarmente lieto di comunicare ai nostri lettori che James Curzi Poeta e pittore italiano è un nuovo autore di Alessandria online e Alessandria today. In attesa di leggere i suoi post gli porgo anche a nome di tutti gli autori delle due redazioni il benvenuto tra noi.

Pier Carlo Lava

Social Media Manager

James Curzi

Biografia:

James Curzi è nato a Firenze il 10/12/1988, figlio di due parrucchieri, ha intrapreso la loro stessa carriera. Al tempo stesso ha coltivato la sua passione per lo sport e la preparazione atletica divenendo preparatore atletico e consulente nutrizionale, oltre che articolista del settore.

Da sempre molto interessato alla musica ha svolto l’attività di recensore su varie webzine del panorama italico.

Fin dalla più tenera età ha mostrato grande interesse per la letteratura, la filosofia e successivamente la psicoanalisi, materie che coltiva da autodidatta e che sono al centro del suo percorso artistico/letterario.

Nel 2019 ha partecipato a svariati concorsi poetici, nazionali e internazionali, nei quali ha ricevuto una selezione da parte di varie case editrici, tra cui “Pagine” di Roma, con cui ha pubblicato alcune poesie sulla collana “Le tue Parole”. 

Tra il 2020 e il 2021 si è classificato tra i primi posti a Premi letterari di livello sia nazionale che internazionale, ottenuto menzioni d’onore e numerose selezioni tra i primissimi posti di molti concorsi importanti (Casa di Dante ‐ Accademia delle belle arti, Per troppa vita che ho nel sangue, Penna d’Autore, Premio Area cultura, Premio Internacional Galaxia e altri).

È stato pubblicato da riviste mensili e rubriche di poesia cartacea curate da varie associazioni culturali. Le sue poesie sono presenti in varie antologie del settore. 

Oltre alla scrittura creativa si è dedicato alla scrittura di articoli di saggistica breve a carattere filosofico/sociale e dai forti connotati psicoanalitici, pubblicati sul web e su varie riviste culturali indipendenti. 

Nel dicembre 2021 ha pubblicato un saggio breve in forma di articolo: “Matriarcato e nuova concezione del carattere sociale”.

Negli ultimi anni si dedica assiduamente anche alla pittura ottenendo buoni consensi. Il suo stile è assimilabile al movimento dell’espressionismo tedesco e dell’astrattismo, con qualche divagazione nel naif e nel neo-primitivismo.

Nel 2021 ha fondato un gruppo artistico/letterario: “Arte e poesia nella notte”, nel quale ha sviluppato varie iniziative culturali. 

Il 2022 inizia con la pubblicazione della sua silloge poetica “Istanti ripetuti” edita da VjEdizioni. Una silloge dalla forte impronta psicoanalitica nella quale la poesia va a congiungersi con le teorie Freudiane e con una dimensione filosofica ad ampio spettro. L’intento dell’autore, nel corso delle 32 poesie che costituiscono l’ossatura dell’opera, è quello di mettere in mostra come la vita, spesso, sia la risultante di una coazione a ripetere di istanti ripetuti, seppur all’insaputa dell’individuo stesso. Raggiunta questa consapevolezza, sempre tramite l’ordine e la concatenazione dei testi, cerca di mettere in luce le possibilità esistenti atte ad invertire le determinazioni che costringono l’uomo in una coazione a ripetere di stampo regressivo, a favore, di una “coazione evolutiva”.

Sempre nel 2022 ha inaugurato il Premio letterario Internazionale “Arte e poesia nella notte”, e lanciato un piccolo progetto editoriale indipendente: “Insight”,  del quale è uscito il primo numero ad aprile. Una sorta di rivista antologica che si occupa di arte, poesia e saggistica in chiave introspettiva. 

Successivamente inizia una collaborazione artistico/letteraria con la Dott.ssa e giornalista Maria Catalano, che lo porterà a far parte del comitato di giuria del premio di Arte e letteratura:  “Premio Filippo Pugliese”, da lei diretto. 

Recentemente alcune sue opere pittoriche sono state omaggiate da una pubblicazione con una breve recensione sul giornale “Lavocenews.it” (diretto da Gianvito Pugliese) a cura di Maria Catalano.

Cellelager (1917-1918) – (Prigionieri nel lager di Celle).

Da Frida la loka ( Lombardia)

Ugo Betti, Canzonetta da Il re pensieroso (I strofa)
Libreria multimediale WordPress

Fanciullezza perduta - da Frida la loka.

Dove la giovinezza fresca e tutta da scoprire svanisce in un'attimo quando; al posto di soldatini di piombo, allora facevano finta di fare una guerra e oggi si trovano con il piombo in mano; per altri scopi, ignari e increduli.

E si chiedono perché sono lì, perché non è più un gioco che prima, il gruppetto finiva in tarda serata con una bella partita di calcio.
Si davano di santa ragione pur di vincere!; mentre rincasando si abbracciavano e con la palla per terra qualcuno la portava a calci sollevando la polvere.
Tutti amici, nessuna perdita, nessun ferito.

Domani sarà un'altro giorno, sarà bello! Tocca partita con le biglie...

Tua.

15 settembre, 2022

http://fridalaloka.com

… un giorno saprò che 

… un giorno saprò che 

08giovedìSet 2022

Posted by poetella 

attesaelaborare un luttofine della malinconiafine di un amore

(vabbè, la foto non c’entra niente, ma mi piaceva!)

… un giorno saprò che quello che è stato non poteva che
essere. Un giorno riconoscerò quel piccolo segno


una sottile linea, a guardarlo, come una smagliatura sulla pelle
voce della ferita. Unica traccia


e qualcosa che faceva male non avrà più
storia. Non sarà più che un’immagine
dolendo un po’
solo al cambio di tempo.

sereno – pioggia

pioggia – sereno

(by poetella)

una lettera che non partirà…

una lettera che non partirà…

09venerdìSet 2022

Posted by poetella 

 mio caro, mio da sempre e per sempre amato,

come dici? Non da sempre? E invece sì. Sì, perché da sempre ho amato, nel mio immaginario [e temuto utopico, e invece no], uno con la tua sensibilità, la tua eleganza, la tua coerenza, la tua vivida intelligenza, la tua creatività senza confini, senza confronti, senza freni, mai freni tula tua travolgente spudorata, barocca  sensualità manifesta in ogni  gesto, in ogni sfera, in ogni opera, in ogni parola, in ogni atto, per non parlare poi,

last but not least,

della tua disarmante bellezza, che, mio caro,

avrebbe fatto crollare le mura di Gerico.

ma dicevo, mio caro, mio da sempre e per sempre amato, 

ieri stavo rileggendo Seneca, ma sì, le Lettere a Lucilio, e ho trovato

una  frasetta che ho cerchiato.

Te ne parlerò dopo, comunque.

Non prima ovviamente d’averti raccontato

lo stupore felice nel vedere, era poco dopo l’alba, in balcone, che la rosa rosa, ma anche la gialla e quella blu magenta di cui non ho ancora visto il fiore ma deve essere stupendo, beh, stiano tutte rifiorendo come fanciulline a primavera.

E che bello starsene in  balcone con questo clima finalmente mite

e una ritrovata voglia di fare che il caldo orribile dell’estate ormai

alle spalle non stronca più.

ma sì, mio caro, mio da sempre e per sempre amato

Seneca. Dovevo dirti di Seneca. Ora ti dico. Questa la frase:

“Cesserai di temere se cesserai di sperare”

E, nel leggere, ho aggiunto, tra me e me, e cesserai di soffrire.

Proprio così. Difatti non soffro più. Quasi.

(by poetella)

Vogliamo parlare  dei ricordi, allora…

Vogliamo parlare  dei ricordi, allora…

14 mercoledì Set 2022

Posted by poetella

anniversarionon ostante tuttoRicordiuna lunghissima storia

(scatto di mio figlio…)

Vogliamo parlare  dei ricordi, allora

apriamo il cofanetto e lasciamoli uscire

leggeri come vapore

profumati, no, non tutti

ce n’è anche qualcuno bruciaticcio

qualcuno inacidito, lascialo lì, quello

puliamo bene tutto, ma per carità

ce da fare, ancora, ce da costruire ancora

Vogliamo parlare  dei ricordi, va bene

ce ne sono davvero tanti

ma lo sai? Adesso

voglio ricordare solo quel giorno di cinquantadue anni fa. Vuoi?

Indugiamo sui dettagli.

C’era un bel sole, come oggi.

Nei tuoi e nei miei occhi.

Mario Banella un romano ellenico: ”Chiara e le altre” e sinossi, ”Al passar della luna” e sinossi. Poesie

Mario Banella un romano ellenico: ” Chiara e le altre” e sinossi, ”Al passar della luna” e sinossi. Poesie.

Date: 15 settembre 2022 Author: irisgdm

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone
Mario Banella

Articolo di Marina Donnarumma Iris G.DM. Roma

Mario Banella

L’arte è l’incontro inatteso di forme e spazi e colori che prima si ignoravano. Fabrizio Caramagna.
Un altra citazione che mi piace sempre di Fabrizio Caramagna dice che l’arte è un arco teso che lancia la sua freccia più in là dell’infinito.
Tutto ciò che crea emozione è arte, poesia, danza, musica, pittura, scultura.
Mario Banella, direi che lui ascolta il mondo e poi fiorisce la sua poesia.
Una poesia curata, frutto di uno studio illuminato che in lui ha creato il ”suo modo di fare poesia”
Quando lo leggi, pensi che starebbe bene nei libri di scuola, nelle librerie vorresti vedere i suoi libri in un intero scaffale. Pura poesia in ogni cosa che scrive, lui li ha letti tutti, Leopardi, come può mancare! Baudelaire, Eluard, Valery, Lorca, Machado, i greci, Antonia Pozzi. tanti altri ancora, direi ”il naufragar mi è dolce in questo mare di parole ”parafrasando il Leopardi. Annegare in un mare di parole che poi ti salvano, e le sue parole si sentono, ti invadono, ti entrano. Un vero artista della parola, ma anche uno studioso di letteratura.
Chi scrive sa che la poesia salva, ma può anche farti morire, sono due estremi che generano molto emotività.

Quelle poche nuvole su un cielo
appena celeste, fanno il paesaggio
d’un autunno imminente, manca il
vento, un po’ di pioggia.

Forse tutto verrà nel venire
del giorno.

e le nuvole diverranno scure.
e il cielo s’ingrigera’.

Porteremo i nostri corpi da un
giardino spoglio ad una stanza
fiorita. La sera sarà tenue come
una fiamma di candela, la tua mano
sul mio viso si rivela. Mario Banella

Federico Zandomenighi
Chiara e le altre

La struttura è quella del romanzo breve. La vicenda è ambientata nella periferia romana alla fine degli anni ’80. Le protagoniste sono quattro. Chiara è la principale figura che s’intreccia con le altre. In una città ormai in decadenza, le quattro ragazze si lasciano trasportare dai loro stessi destini, fatti d’amore, di solitudine, droga, angoscia. Tutte finiranno nell’impossibilita’ di risolvere i propri problemi. Chiara rinuncerà, attraverso un amore stralunato e traditore, ad un futuro possibile, intravedendo un vuoto incolmabile. L’amica Nerina si suicidera’, dopo aver percorso strade fatte di amori impossibili e tossicodipendenze. Le altre si accontenteranno di una vita sotto le righe. Il libro vuole essere un quadro di una realtà in disfacimento, scritto con un distacco da osservatore. Prendendo a lezione l’idea Cechoviana di descrivere senza giudicare. Mario Banella

Al passar della luna

“Al Passar della luna” Il libro è un un’esperimento. Formato da sei poesie e sei racconti. Un lavoro eterogeneo, in cui la poesia entra nei racconti per la sua formalismo. Le sei poesie, tutte in verso libero, possono richiamarsi al concetto simbolico, fatto di stati d’animo che richiamano la poesia francese dell’ottocento e dei nostri poeti del novecento non ermetici, con richiami ad contemporaneità tutta da interpretare. I sei racconti si dipanano tra un narratore quasi autobiografico e un viaggio nei piccoli sentimenti umani. La vita. La morte, viaggiano parallele. In una gioia scontrosa. Una tristezza consapevole. A differenza del primo libro, in queste pagine si cerca di dare profondità a temi già sviluppati altrove. Si pensi al racconto “Un Inverno”, ambientato nell’Umbria orvietana, con i suoi protagonisti giovani, sognanti. E al racconto che chiude il libro “Il signor Nabella”. Breve storia di un vecchio professore, la cui morte improvvisa, fa scoprire poesie nascoste nel cassetto per decenni. Poesia e narrativa, in un fluire tra arte e arte. Mario Banella

E dolore confuso a gioia, vaga
illuminato nello splendore
assorto a lacrime, a sorrisi.
Mattini di visi attoniti, presto
stupiti da un sole estivo
a dissodare gesti sepolti
con amore raccolti, d’amore accolti. Mario Banella

Voltolino Fontani

Una vita tranquilla sotto la
pioggia d’estate, la cammino
la strada, le foglie tra le mani
con i rami a marcarmi il passo.
Ho una casa che mi aspetta,
una brutta finestra su un bel
cortile per impugnare in
fretta una penna scarognata
con cui scrivere del tuo cuore
rosso immoto, sarà che amo
la pioggia, te e tutto questo
malinconico vuoto. Mario Banella

Alessandro Tofanelli

La settimana dello scrittore: Mario Banella, un romano ellenico https://alessandria.today/2022/09/13/la-settimana-dello-scrittore-mario-banella-un-romano-ellenico/

Mario Banella: un romano ellenico, l’intervista https://alessandria.today/2022/09/14/mario-banella-un-romano-ellenico-lintervista/

Leggere Banella è leggere un Grande, leggete, assaporate!

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

La più femminea

Photo by Nataliya Vaitkevich on Pexels.com

Sei giovane e più preziosa del quarzo,

la più penetrante d’ogni pensiero

che solchi la frescura del corpo,

la più femminea tra le stelle,

colei che s’è svincolata

dalle sponde d’un ghiacciaio.

I frutti della terra nel sole

hanno fiammeggianti colori-

tu l’illumini col tuo amore

e per accendere la mia vita

i tuoi baci non cercano altre labbra,

a ruota libera ne giunge il respiro.

Ogni aurora è schiusa come uno sguardo

alle delizie del tuo ideale calore,

in una nuvola di torpore

una nuvola di carezze

d’una donna di panna

luna che occhieggia.

Prigioniera fedele e intelligente,

socchiudi un mondo cangiante e fino,

un universo tiepido e dolce

sotto le nuvole delle tue palpebre

nel solo sorriso d’un bacio

perché sei donna in ogni tua stilla.

Spirituale e Carnale, di Milena Lauro Patrizi

Milena 03 settembre 2022

Spirituale e Carnale

“Spirituale e carnale

sono io

nel delirio del mio essere

il disvelarsi di una follia

essenza incarnata

di donna e di te

che sa affrettare

il passo e fuggire

da processioni d’ipocrisia

sguardi che sussurrano

e dita che puntano

Spirituale e carnale

sono io

un canto di congiunzione

tra sentimento e ragione

assonanze di emozioni

tentazione e opposizione

moralità e passione

viandante di notte stellate

da mistiche elevazioni

Dolce e amara

miele e fiele

estasi e preghiera

fuoco e sangue

brividi e vene

imperfetta

e sfrontatamente

sincera

Con questo spirito

ti venero e ti adoro

con questa carne

fortemente ti amo

tu sei la mia musica

la mia poesia

Il mio centro

il traguardo

il finale punto

Spirituale e carnale

sono io

e non ho meriti né colpe

per tutto questo amore

che mi porto dentro”

©️Milena Lauro Patrizi

TACCHI ALTI, di Silvia De Angelis

Quante simulazioni si celano dietro quei tacchi alti….voglia di emergere, desiderio di sfiorare l’orizzonte con un dito,  accentuazione d’un ancheggio per portare alla luce una femminilità nascosta…talvolta fragile…e altre infinite espressioni del 
profondo che rivelano quanto ogni nostra scelta racchiuda infiniti  significati….

Non sempre è facile, saper vedere, negli indossi altrui del  quotidiano, infatti spesso ci lasciamo ingannare da un’apparenza effimera, che non dà adito alle giuste riflessioni d’un messaggio estetico da interpretare…

Ognuno di noi elabora delle opzioni di vita, che rivela in ogni sua manifestazione….dai suoi atteggiamenti, alle sue scelte , dal modo di porsi nel collettivo esistenziale , all’isolarsi in una ricerca approfondita di sé stessi e così via …ed è notevole appurare, come, ogni caratteristica dell’individuo,  riveli l’essenza della sua personalità, sempre così peculiare e distinta da quella del suo simile…

Infatti una moltitudine di fattori forgiano lentamente il nostro io, rendendolo davvero unico e speciale, così che possa essere ricordato esclusivamente nel modo che rivela di essere….

@Silvia De Angelis

Lucia Triolo: Premio Letterario Etnabook

Ringrazio la Giuria della IV Ed. del premio letterario Etnabook, nella persona del suo presidente Cirino Cristaldi, per avere inserito il mio testo tra le opere finaliste e nell’attesa degli ulteriori sviluppi di questa bella avventura, posto la poesia che ha ricevuto questo gradito riconoscimento

A OSIP MANDEL’STAM

“O forse, compiuto il cammino,
scaduto il tempo, tornerò,
là–non ho potuto amare
qui–di amare ho paura”
(Osip Mandel’ stam: “Detesto la luce” da “PIETRA”)

L’area del quadrato è colma di stupri,
dalla nascita ho perso il conto dei miei pori
stupore violentato brandisce deliqui
Osip il dissolto
vuole ancora venire a trovarmi,
per parlare.

Sono io a volerlo

Viene da lontano
lo sanno le piaghe dei suoi piedi
intrecciate ai capelli
ai sensi avvelenati,
lo sa la sua fame,
i suoi erutti d’aria vuoti,
gas di scarico tra singhiozzi muti nella spazzatura.

Sono io a venire

Stracci addosso pesanti dei suoi giorni,
dei suoi luoghi
Occhi nel ventre, nel petto, nel dorso
in un’ anima ormai come liofilizzata
occhi, occhi, occhi
Lacerata occhiuta paura!

Sono io completamente cieca

là–“non ho potuto amare”
rabbrividisce
là dove, là dove? incalzo, forse
là dove amore non perdona non-amore?

qui– “di amare ho paura”
mi sbatte in faccia,
qui dove, qui dove? aggredisco,
“dove” paura di amare?

Siamo già al danno ultimo!
Non voglio imparare l’inferno:
imparare ad amare quando più non si può!
Non è per questo che,
come l’amore,
l’inferno è eterno,
ed è senza perdono?

Poesia satirica nel Medioevo…”Se fossi Cecco terrei le donne giovani e belle…”

Francesco Angiolieri, detto Cecco (Siena, 1260 circa – Siena, 1311/1313), è stato un poeta e scrittore italiano. Contemporaneo di Dante Alighieri e appartenente alla storica casata nobiliare degli Angiolieri, non si hanno però molte notizie certe sulla sua biografia. Si sa che ebbe una vita molto avventurosa, fu dedito al gioco e a vizi, subì processi per disturbo della quiete pubblica e dilapidò il patrimonio che gli aveva lasciato il padre. Nelle sue poesie  si accanisce contro la miseria e la sfortuna. Con i suoi modi sarcastici e dissacranti si prende gioco del Dolce stil novo;  in altre poesie, più originali, esalta goliardicamente il gioco, il vino e maledice la famiglia, il mondo e la gente. Celebri sono i sonetti S’i’ fosse foco, Tre cose solamente mi so ‘n grado e La mia malinconia è tanta e tale.

NAPOLI

Tre cose soltanto mi piacciono: le donne, la taverna
(cioè, il vino) e il dado (cioè, il gioco)”.
Nel vasto mondo della poesia un posto non secondario
ce l’ha la poesia dissacrante, controcorrente, originale, sorprendente di Cecco Angiolieri,
contemporaneo di Dante.
Della poesia che cantava la donna, la taverna e il dado Cecco Angiolieri dovette sentire un fascino profondo, la scelta comica o giocosa da parte del poeta indica una condizione interiore e una precisa visione del mondo. La psicologia di Cecco Angiolieri è sempre volta al gioco, alla beffa e alla parodia. . È lontano da problemi morali o escatologici, che sono guardati con una punta di sottile ironia. Si abbandona ad una visione del mondo antiplatonica, concreta, terrestre; appartiene a quella schiera di poeti che presero con gioia il vivere terreno, una gioia che è quindi fisica, fugace, come la vita quotidiana, e perciò non priva di una dissimulata malinconia.
Nel volersi distaccare dalla poetica stilnovista, Cecco Angiolieri la riprende in modo parodico. Il suo amore per Becchina è cantato molto spesso secondo  tematiche e moduli stilistici tipici dello Stilnovo, l’oggetto dell’amore cantato non è però una donna angelica e cortese, umile e raffinata. Becchina è un’energica popolana dai comportamenti grossolani e sguaiati. Quella di Cecco Angiolieri è una letteratura altissima, sorretta da un’intuizione acuta ed originale, quasi come un disegno caricaturale.

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo

S’i’ fosse foco, arderei’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo;
s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ‘ cristiani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui

Se fossi fuoco, brucerei il mondo;
se fossi vento, lo sconvolgerei con tempeste;
se fossi acqua, lo annegherei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare.
Se fossi papa, allora sarei allegro,
perché potrei mettere nei guai tutti i cristiani;
se fossi imperatore, lo saprei fare proprio bene;
taglierei la testa di netto a tutti quanti.
Se fossi morte, andrei da mio padre;
se fossi vita, non rimarrei con lui;
lo stesso farei con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono e sono sempre stato,
terrei le donne giovani e belle,
e lascerei quelle sporche e vecchie agli altri.

*Ecco un esempio di satira medioevale, Angiolieri, così mordace e moderno nello stile. Chissà quanti ne avrà fatti arrabbiare a suo tempo  questo poeta buontempone. Un modo allegro,originale e indiretto per dire tante verità.

Milano il Mondo che cambia, di Thomas Melis. F.lli Frilli Editori

Don Rocco Alfieri non è più quello di un tempo, i pensieri lo stanno tradendo e dal suo feudo nell’hinterland sud di Milano sta perdendo il controllo sugli affari criminali della Società. Il figlio prediletto Domenico, detto Micu Bang Bang, si trova in carcere; il secondogenito, Antonino, non è pronto per ereditare il bastone del comando. Poi ci sono i Procopio, la cosca satellite relegata da generazioni a fare il lavoro sporco, che cerca di alzare la testa alleandosi con la mafia albanese e la mala egiziana. Filippo Barone è un consulente milionario. Ripulisce denaro, pilota appalti e fa da cerniera tra il mondo di sotto, dove si muovono grandi casati malavitosi e narcotrafficanti internazionali, e quello di sopra, popolato da ricchi imprenditori, senatori corrotti e broker senza scrupoli. Barone vive una torrida storia con Bianca Viganò, una modella e influencer dai lunghi capelli castani, legata profondamente all’amico d’infanzia Leonardo Ferrari, un bravo ragazzo di quartiere che spaccia cocaina tra le panchine di Piazza Prealpi. Il loro mondo non cambia mai. Li tiene uniti in una tragedia moderna e senza pietà, dove nessuno si salva e dove, dai grattacieli di CityLife ai nightclub di Corso Como, si sovrappongono i mille volti della criminalità multietnica di Milano, i sogni di successo dei ragazzini cresciuti ascoltando trap nei casermoni popolari della periferia, gli affari sporchi dei faccendieri che muovono milioni di euro dagli uffici open space con vista sul Duomo. Tutti insieme, nell’amore e nell’odio, accomunati da un unico destino. Perché il mondo non cambia, ma l’Apocalisse è alle porte.

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi ad analisi di politica interna e degli scenari internazionali. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter, crea contenuti per aziende attive sul web e, dal 2017, collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. Nel 2014 ha pubblicato A un passo dalla vita, opera d’esordio, seguito l’anno successivo dallo spin off Platino Blindato e, nel 2018, da Nessuno è intoccabile. Milano. Il mondo non cambia è il suo primo romanzo per Fratelli Frilli Editori.

Arte nel mondo …un ramoscello di olivo simbolo della Pace

Arte che unisce il mondo

Foto : Irene Doura-Kavadia scrittrice e poetessa

Istantanee dell’inaugurazione del Panorama International Arts & Literature Festival Exhibition 2022 ad Atene sul tema guerra e pace. Una mostra unica con straordinarie opere d’arte di eminenti artisti che uniscono le forze a favore della pace nel mondo.

Le sue più sentite congratulazioni a tutti gli onorevoli partecipanti dalla Grecia e da Cipro hanno esteso il Presidente, Fondatore e CEO di Writers Capital Foundation e Panorama International Arts & Literature Festival Preeth Nambiar.

Al Grand Opening abbiamo simbolicamente “piantato” l’Ulivo, simbolo di pace e di Atene fin dall’antichità, realizzato da Voula Memou, regista, poeta e artista. L’albero è stato adornato da Georgia Theodoropoulou – artista, fotografo – con un nastro di foglie di ulivo, su cui sono stati scritti i nomi di tutti i paesi partecipanti insieme alla loro lingua madre nella fase finale del Panorama International Arts & Literature Festival ’22, in modo che possiamo stare tutti insieme! Indipendentemente da dove viviamo, ci uniamo nel regno dell’arte e dell’amore!

Perché questo è ciò che facciamo alla Writers Capital Foundation: uniamo le culture e uniamo le nazioni!

Il mio storico dell’arte Leontios Petmezas ha tenuto un discorso meraviglioso proprio sul tema. Congratulazioni, caro Leontios, mentre la fantastica poesia premiata a livello internazionale recitata da Voula Memou chiudeva graziosamente la serata.

Vi invitiamo tutti alla Cerimonia di Inaugurazione e Premiazione mercoledì 14 alle ore 19.00.

Resta sintonizzato mentre ti portiamo le opere d’arte più significative in tutto il mondo.

art #artist #exhibition #Panoramafestival #writerscapitalfoundation #wcif

pace #oliva #Atene #Grecia

Snapshots from the grand opening of the Panorama International Arts & Literature Festival Exhibition 2022 in Athens on the theme war and peace. A unique exhibition with amazing artworks by eminent artists who join forces in favour of world peace.

His heartiest congratulations to all honourable participants from Greece and Cyprus extended President, Founder & CEO of Writers Capital Foundation & Panorama International Arts & Literature Festival Preeth Nambiar.

At the Grand Opening we symbolically “planted” the Olive tree, symbol of peace and of Athens since ancient times, made by Voula Memou, director, poet and artist. The tree was adorned by Georgia Theodoropoulou – artist, photographer – with a ribbon of olive leaves, on which were written the names of all participating countries along with their native language in the final stage of Panorama International Arts & Literature Festival ’22, so that we can all be together! Regardless of where we live, we join in the realm of art and love!

Because this is what we do at Writers Capital Foundation – we bridge cultures and unite nations!

A wonderful speech was given my Art Historian Leontios Petmezas on the very theme. Congratulations, dear Leontios, while the awesome internationally awarded poem recited by Voula Memou closed the evening graciously.

We invite you all at the Inauguration and Award Ceremony on Wednesday 14th at 7.00 pm.

Stay tuned as we bring you the most significant artworks worldwide.

art #artist #exhibition #Panoramafestival #writerscapitalfoundation #wcif

peace #olive #Athens #Greece

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/09/15/arte-per-la-pace-nel-mondo-piaf-2022/

Nuovo ‘look’ per il David di Michelangelo, inaugurata l’illuminazione artistica

Nuovo ‘look’ per il David di Michelangelo, inaugurata l’illuminazione artistica

Il progetto è firmato da Enel. Durante il giorno l’illuminazione artificiale si aggiunge a quella naturale

13-09-2022 16:39 Cultura Diego Giorgi Agenzia DIRE

FIRENZE – È stata inaugurata ieri sera, nella tribuna della Galleria dell’Accademia di Firenze, la nuova illuminazione del David di Michelangelo. Con “Luci sul David” si conclude il progetto, promosso da Enel e realizzato ex-novo da Enel X, per dotare tutte le opere del museo di un’innovativa illuminazione artistica, con un’attenzione particolare al risparmio e all’efficienza energetica, attraverso l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione a Led. L’inaugurazione si è svolta alla presenza di Cecilie Hollberg, direttrice dell’Accademia, di Massimo Osanna, direttore generale musei, e di Nicola Lanzetta, direttore Enel Italia. L’evento ha celebrato anche due importanti ricorrenze che cadono nel 2022: i 140 anni del David all’interno della Galleria ed i 60 anni di Enel. 

Le luci a led avvolgeranno totalmente il David

Nel dettaglio, si spiega, “il progetto di illuminazione vuole riportare la dinamicità della luce del sole nella Tribuna del David. I corpi illuminanti di nuova generazione, a led, sono dotati di un’apertura del fascio tale da avvolgere totalmente il Davide lasciare in secondo piano il resto dello spazio che lo accoglie, che è dotato invece di un sistema di illuminazione artificiale e a regolazione separata. Durante le ore diurne, l’illuminazione artificiale si va ad aggiungere a quella naturale proveniente dal lucernario che consente una lettura dei dettagli del capolavoro michelangiolesco completamente nuova e vicina alle origini. Il sistema artificiale regola la variazione del colore durante le ore del giorno: i proiettori hanno diverse temperature di colore in modo che si possa osservare il David non solo illuminato da varie prospettive, ma anche con diverse tonalità di luce bianca”. Per illuminare la galleria dei Prigioni, invece, si è optato per un’illuminazione a proiezione dalla cornice presente su entrambi i lati della Galleria.

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