TORNEREMO, Augusta Del Corso

TORNEREMO

Torneremo a sera

a vivere le piazze

ed i giardini…

Sorriderà la luna

ai bimbi addormentati

e un vento fresco

s’alzerà leggero

scorrendo sopra i tetti

e tra le case…

e dai balconi, vicoli e cortili…

tra le case e gli orti

tornerà l’aria di musiche e canzoni.

Sarà un trionfo di zagare e limoni

posato in mezzo alla tovaglia

della festa….

Augusta Elena Del Corso

13 Settembre 2022

Diritti Riservati

FORSE… DOMANI… Augusta Del Corso

FORSE… DOMANI…

Soffro le sere

deserte delle cose

in cui non ti ritrovo…

scruto il silenzio

costretto in questo vuoto

che non t’aspetta…

ascolto il tempo

mentre solleva i lembi

d’una felicità fatta di cocci

da stringere nel pugno

tanto da farmi male…

Immagino di te rovesci d’ombra

che chiudi nello sguardo…

il tuo tacere…il tuo guardare

un brivido subito spento

quando malinconia conduce

dove s’è spento il sole…

Ora non scrivo più.

Il tuo profilo l’ha cancellato il tempo…

Il tuo nome in un fiato :

forse… domani.

Augusta Elena Del Corso

14 Settembre 2022

Diritti Riservati

“L’ ULTIMO AFFONDO”, Augusta Del Corso

“L’ ULTIMO AFFONDO”

Io non sogno di terre lontane

e d’esotiche genti ,

in mente ho solo un paese…

il cadenzato dire della gente

è voce di mia madre…

… Saliva cantando la scala ,

bacile in gioco sulla crocchia bruna ,

il viso perlato di sudore e gocce d’acqua…

E sogno , madre mia prima

del nostro tempo insieme …

non so perché solo questo

e non altro alle mie spalle…

Ti vedo nell’aura di luce del balcone ,

con ansia chinare la testa

cui m’attirava scarna la tua mano

a leggermi più dentro

i piccoli tormenti giovanili…

Taceste al mio andare

quasi senza avvertire…

colpo d’ala improvviso

da spingere lontano il mio fuggire,

più di quanto lo possa la smania

di spazi infiniti….

così vi rammento ,

di me rimpianto mai consumato…

E penso a te , terra mia

fragranze di fieno e di mare

e folli corse alla marina

fra tigli e canti di cicale…

mia terra ferita e ripudiata

è non aver capito allora

che ora mi porta l’ultimo affondo.

Augusta Elena Del Corso

16 Settembre 2022

Diritti Riservati –

IL RESPIRO DEL CIELO, Augusta Del Corso

IL RESPIRO DEL CIELO

Non aspettare…ritrovalo tu

il leggero respiro del cielo…

il profumo dei fiordalisi

nel grano maturo di sole…

la voglia d’un giorno diverso.

Trovalo il mio abbraccio

il mio desiderio di te…

il tenero velluto

d’una tua carezza.

Trovami che mi sono perduta.

In qualche luogo che non ricordo più

s’ è smarrito il mio piacere

d’una corsa nel verde…

addormentarmi al tepore d’un camino

che sfrigola pian piano…

mentre sottovoce mi sussurri una canzone…

Cercami…

che ho solo bisogno di te.

Augusta Elena Del Corso

17 settembre 2022

Diritti Riservati-

” IL MIO CUORE “, Augusta Del Corso

” IL MIO CUORE “

Il mio cuore è un gatto

che sonnecchia al molo

tra ceste reti e pescatori…

con un balzo improvviso scatta via

inseguendo qualcosa che non c’è…

un gambero un pensiero un moscerino…

Il mio cuore non invecchia…

s’ affretta lentamente…

è un gatto fannullone il mio cuore

ma talvolta con mossa repentina

lo sento volare verso il mare

in cerca d’una sua beatitudine…

un assoluto altrove…

un ponte sospeso sul pensiero

che unisca le mie labbra ai tuoi silenzi…

Potessi naufragare se solo fossi isola

dove potrei raggiungerti, mio Capitano…

adesso è notte…dorme il mio gatto…

che’ lui non ha paura delle stelle…

s’è accovacciato

nell’incavo più nero della notte

dove siamo soliti aggrapparci nell’attesa

domani correrà ancora…

t’ amerà come si ama chi ci nutre …

il tronco che ci accoglie per salvarci…

o le tue orme sulla sabbia fino al mare…

Augusta Elena Del Corso

19 Settembre 2022

(Diritti Riservati).

l’ essere nulla, di Stefano Polo

L’essere nulla

Ti senti perso dentro quella buia stanza
vedi solo un muro, tristezza,
sensazione di vuoto dentro il cuore
di un arido gelido, come un campo incolto
e un buio tetro dentro il tuo animo
e gli occhi spenti come una sigaretta
nel portacenere appena posata…
Ma un giorno nel tuo cuore
il sole tornerà a splendere di nuovo
la vita in te tornerà a galla
e l’essere nulla, quella gelida sensazione
mai più tornerà
un sorriso largo come il cielo stellato
spunterà dal tuo viso
e vedrai nel tuo specchio riflesso
il tuo essere rinato…

LA MEMORIA DEL CUORE, di Miriam Maria Santucci

#Alzheimer
LA MEMORIA DEL CUORE ❤️🙏

Cammini sul viale lentamente,
lo sguardo vuoto, pieno di stupore.
Ricordi il suo nome ed il suo volto
e la voce che parlava dolcemente,
ma non ricordi altro e non trovi
colui che accanto ti restava sempre.
Non sai chi sei… Non sai più ricordare…
Stringi forte il guinzaglio del tuo cane
ed esso con amore t’accompagna,
si ferma e s’accuccia sulla terra
dove ora riposa il suo padrone…
Riaffiora un ricordo flebilmente
e scivola pian piano dentro il cuore…
Sfiori con le tue mani quella croce
poi t’inginocchi e t’appresti a pregare,
ma rimani in silenzio a mani giunte
perché hai scordato tutte le parole.
T’aggrappi a quel guinzaglio nuovamente…
Appoggi la tua testa sul tuo cane
con un misto di dolcezza e di dolore.
Unico filo che ancora ti consente
di risvegliare la memoria del cuore…

#MiriamMariaSantucci

#leimprontedellavita
#oltreiconfinidelcieloedelmare

LA MEMORIA DEL CUORE, di Miriam Maria Santucci


#Alzheimer


LA MEMORIA DEL CUORE 

Cammini sul viale lentamente,
lo sguardo vuoto, pieno di stupore.
Ricordi il suo nome ed il suo volto
e la voce che parlava dolcemente,
ma non ricordi altro e non trovi
colui che accanto ti restava sempre.
Non sai chi sei… Non sai più ricordare…
Stringi forte il guinzaglio del tuo cane
ed esso con amore t’accompagna,
si ferma e s’accuccia sulla terra
dove ora riposa il suo padrone…
Riaffiora un ricordo flebilmente
e scivola pian piano dentro il cuore…
Sfiori con le tue mani quella croce
poi t’inginocchi e t’appresti a pregare,
ma rimani in silenzio a mani giunte
perché hai scordato tutte le parole.
T’aggrappi a quel guinzaglio nuovamente…
Appoggi la tua testa sul tuo cane
con un misto di dolcezza e di dolore.
Unico filo che ancora ti consente
di risvegliare la memoria del cuore…

#MiriamMariaSantucci

Autunno

Sembra un autunno lontano, un tempo perso nelle favole, con il bosco ammantato di rosso e di oro, i primi venti freddi che fanno stormire le fronde e le serate davanti al fuoco di un camino arrostendo le castagne. Buon autunno 🍂🍂🍄

NAPOLI

Le nuvole giocano
a rimpiattino con il sole,
che si fa trovare
e le abbraccia con calore.
Il vento s’insinua tra le foglie
e si sussurrano
segreti noti solo a loro.
L’aria odora di pioggia
e di favole lontane,
la pioggerella sottile
evoca caldarroste
e fiamme di camino.
Il rosso di un tramonto,
si riflette nell’arancio
di un sogno che la
natura non si stanca
di raccontare.

Imma Paradiso

UN ALBERO DI LUNA, Marco Galvagni

Photo by David Besh on Pexels.com

UN ALBERO DI LUNA

I tuoi piedi di velluto nell’ombra,

le tue mani nella luce

guidano il volo d’aquila reale,

volteggia in un cielo d’innocenza-

tra la rugiada dei fili d’erba

le mie labbra conobbero il fuoco.

Porgendoti la mano incrociai i tuoi occhi corvini

che mi stanno scalfendo l’anima nei sogni

in un palpitare d’immagini colorate.

Non importa per te che hai occhi non nati:

quando aprirò il libro d’acciaio del secolo d’oro

isserò bandiera di te, stella prigioniera.

Dal blu della volta celeste

m’avvicino ai raggi bruniti della tua chioma,

terra di cereali nata dal sole.

Si prepara il confine di notti scarlatte

nella mia anima rosso ciliegio

e accende pietre e ciottoli levigati.

Perché cresce l’onda del mio cuore

facendosi pane

e che la bocca lo divori-

il mio sangue è vino che suggi.

Il fuoco è l’amore rupestre che c’infiamma.

Io e te siamo un albero stellato di luna.

Un convegno sulle “Bad Girls” promosso dalla Federazione Italiana Cineforum

Bergamo, 21/09/2022

Dopo due lunghissimi anni in cui, a causa delle restrizioni provocate dalla situazione pandemica, si è stati costretti a proporre relazioni e interventi a distanza utilizzando le risorse del web, finalmente questa volta si torna in presenza per il consueto appuntamento di settembre con il Consiglio Federale e con il Convegno Studi promosso dalla FIC (Federazione Italiana Cineforum), con sede a Bergamo.

Il 70° Consiglio Federale della FIC si terrà a Bergamo nella mattinata di domenica 25 settembre (ore 10.30-13.30) presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B) e darà spazio alle relazioni di Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti), nonché alle domande e agli spunti di riflessione di tutti coloro che vorranno intervenire.

Il 33° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema, quest’anno con il titolo Bad Girls. Le cattivissime dal cinema classico a oggi, progetto a cura di Emanuela Martini e Adriano Piccardi, avrà, invece, luogo a Bergamo sabato 24 settembre dalle 10.30 alle 18.30 presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B). Il tema di quest’anno è in qualche modo collegato a quello del 2021, che ha visto come protagoniste alcune figure di donne-registe che hanno saputo proporre la qualità del proprio lavoro quando il mestiere del cineasta era appannaggio quasi esclusivamente del genere maschile. Donne, dunque, inappropriate rispetto al contesto in cui si proposero. Sempre di donne si parlerà anche quest’anno, ma intese come personaggi: soggetti protagonisti della finzione, ma pur sempre inappropriate per le loro caratteristiche ben poco rassicuranti, capaci di renderle scomode o addirittura pericolose agli occhi della controparte maschile e, conseguentemente, della medesima componente del pubblico. Bad Girls, quindi: ragazze o signore davvero cattive, non tutte necessariamente assassine ma comunque grandi tessitrici di trame, seduzioni e inganni. Non caratterizzate nel loro comportamento da dichiarata pazzia o da motivazioni solide che in qualche modo finiscano per redimerne le gesta, ma espressione di quella sorta di malvagità connaturata che le rende – secondo la formula ormai affermata – inquietanti dark lady.

Si inizia la sera di venerdì 23 settembre (ore 21.00) all’Auditorium di Piazza della Libertà con la proiezione del film di John M. Stahl Femmina folle (Leave Her to Heaven, 1945). Nella giornata successiva, sabato 24 settembre a partire dalle ore 10.30 presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B), si succederanno, tra mattino e pomeriggio, tre interventi critici dedicati alle “cattivissime”, con Emanuela Martini (“Le bastarde del mélo”), Barbara Rossi (“Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai ‘90 al 2020”) e Ilaria Feole (“Le dark lady del noir”). A chiudere il pomeriggio, la presenza di un’ospite, Roberta Torre, in dialogo con le relatrici: una regista dal cui cinema – dove generi e registri espressivi si contaminano producendo risvolti estetici e culturali imprevedibili, volutamente “giocati” al limite – emergono personaggi femminili portatori di contraddizioni e di conflitti. Ci sarà tempo anche per una pausa, anzi due: alle ore 13.30 con un light break e alle ore 18.30 con un piccolo aperitivo.

Bad Girls. Le cattivissime dal cinema classico a oggi

venerdì 23 settembre, ore 21.00 – Auditorium Piazza della Libertà
Femmina folle (Leave Her to Heaven, 1945) di John M. Stahl, 110’

sabato 24 settembre, ore 10.30 – 18.30 – Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel in via Mazzini, 6/B
Emanuela Martini Le bastarde del mélo
Barbara Rossi Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai ‘90 al 2020
ore 13.30 light break (i lavori riprendono alle ore 15.30)
Ilaria Feole Le dark lady del noir
ospite: Roberta Torre, in dialogo con Emanuela Martini
ore 18.30 piccolo aperitivo

domenica 25 settembre, ore 10.30
Consiglio Federale FIC(incontro riservato ai delegati dei circoli)
intervengono: Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti)

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Sguardo animale, di Flavia Sironi

Date: 21 settembre 2022 Author: irisgdm

articolo di Flavia Sironi

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, cane, albero e attività all'aperto

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sin da quando ero bambina mi hanno sempre tenuto compagnia non facendomi mai sentire sola. Hanno sempre ascoltato tutti i miei problemi con estrema attenzione senza mai dare alcun segno di noia o di disappunto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché accanto a loro ho avuto la fortuna di sviluppare tantissime difese immunitarie che mi hanno permesso di vivere una vita sana lontana da medici curanti, farmaci e allergie.

Flavia Sironi

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché in un momento difficilissimo della mia vita, quando ho perso tutto casa compresa, mi sono sempre stati accanto con l’amore immutato nonostante la loro pappa fosse meno ricca e gustosa, nonostante avessi meno tempo da dedicare loro, nonostante fossi spesso nervosa e piagnona. Al contrario di alcune persone che sono fuggite per paura chiedessi loro qualcosa, mi sono sempre stati vicino. Mi hanno dato forza e coraggio per rialzarmi da terra, ricominciare e tirare avanti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nelle notti fredde riscaldano il mio corpo appiccicandosi come cozze al mio.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sono allegri, buffi, simpatici e mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché conoscono il significato della parola empatia e la applicano in continuazione.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando piango e ho bisogno di conforto si radunano attorno a me e con i loro nasi umidi e la loro lingua calda asciugano le mie lacrime.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando canto mi accompagnano con ululati gioiosi saltandomi addosso.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché nonostante dia loro nomi buffi, a volte persino ridicoli, non si lamentano mai e mi rispondono sempre con entusiasmo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶, una in particolare Havana, perché con la loro voglia di correre mi hanno portato a fare risultati mai sperati. Con Havana due Campionati Italiani vinti, due partecipazioni al Campionato Europeo con la Maglia Azzurra della Nazionale Italiana di Canicross.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché con loro faccio una vita libera, all’aria aperta e partecipo ad eventi legati al mondo della cinofilia.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché facendo ciò che faccio conosco sempre persone interessanti con le quali molto spesso collaboro, organizzo, o semplicemente do loro una mano e loro la danno a me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché ogni giorno quando mi sveglio accolgono la mia giornata e ogni notte vegliano il mio sonno.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché quando rientro mi accolgono come se non mi vedessero da mesi e mi fanno sentire finalmente a casa.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché sopportano le mie lune, il mio carattere mutevole, la mia originalità, la mia rabbia, il mio nervosismo, la mia ansia. (Ovviamente, sia ben chiaro, non scarico questi nefasti sentimenti sui loro corpi ma sbatto porte, urlo, pesto i piedi). Loro mi guardano dispiaciuti con testa bassa e occhi smarriti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝗶 perché mi sono sempre grati di tutto ciò che offro loro, della vita che regalo loro, del cibo che dono loro, delle cure che ho per loro. E’ da tutti i miei cani che ho imparato il significato esatto della parola gratitudine, sono a loro grata anche per questo.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sanno sempre attendere il momento giusto.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro fusa cadenzate cullano il mio sonno rilassando i miei nervi.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché tengono lontano dalla mia casa animaletti indesiderati.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché sono molto belli, oserei dire perfetti.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché quando ho male a qualche parte del corpo, soprattutto lo stomaco, si sdraiano sulla parte dolente attenuando o addirittura annullando il male.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché con le loro giravolte e le loro scorribande mi fanno divertire.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché nonostante i nomi buffi o addirittura ridicoli che invento per loro non mi portano rancore e quando li chiamo, se ne hanno voglia, vengono da me.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché conoscendoli a fondo comprendo ogni giorno il grande significato della parola libertà.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché mi dimostrano cos’è l’amicizia facendomi sentire loro amica.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶 perché, a modo loro, mi sono grati di tutto ciò che offro loro.

Mi piacerebbe sapere i vostri motivi per i quali siete grati ai vostri animali.

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Articolo di Flavia Sironi

CAMPIONATO MONDIALE DEL PESTO, VINCE LA STUDENTESSA CAMILLA PIZZORNO

CAMPIONATO MONDIALE DEL PESTO, VINCE LA STUDENTESSA CAMILLA PIZZORNO

Sfidanti da ogni angolo del mondo, a trionfare è la genovese e più giovane della gara 

Camilla Pizzorno vince il Campionato

Frequentando il corso di giornalismo presso l’Università di Genova, ho avuto la possibilità di poter scrivere in prima persona articoli che trattano gli eventi più significativi della zona. Attrezzata di carta e penna, sono riuscita ad intervistare in esclusiva la vincitrice del Campionato Mondiale del Pesto. Con questo articolo voglio portarvi con me alla scoperta di tradizioni familiari e ricette segrete tra il profumo del basilico. 

Il pesto più buono del mondo lo prepara Camilla Pizzorno, 22 anni, studentessa universitaria di psicologia, residente a Pegli. È la terza donnae la ragazza più giovane nella storia a vincere il  Campionato Mondiale del Pesto Genovese, che è tornato dopo 2 anni di assenza, causa Covid. Camilla ha sbaragliato i cento concorrenti provenienti da tutto il mondo, sabato 4 giugno, sfidandosi a colpi di pestello nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Hanno partecipato adulti, bambini e addirittura un robot, grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Tecnologia: Robo Twin, caratterizzato da un sistema di movimentazione composto da due braccia robotiche dotate di mani poliarticolate e muscoli artificiali che per la prima volta nella storia si è cimentato con la preparazione della storica salsa genovese. 

Robo Twin

Si sono sfidati concorrenti provenienti da  Cambogia, Camerun, Giappone, Guinea, Messico, Moldavia e Stati Uniti, alla presenza di trenta giudici selezionati per esperienza, competenza e attivismo nel mondo del food e della promozione territoriale, e tanti illustri ospiti, ma i veri protagonisti sono i sette ingredienti “magici” uguali per tutti, un mortaio e il pestello. 

La più giovane concorrente in gara vince con due ingredienti segreti “lo faccio con amore e divertendomi”, dedicando la vittoria alla nonna che le ha insegnato da bambina la passione per il pesto genovese “ricordo ancora quando mi veniva a prendere a scuola alle elementari, mi portava  a casa e nella sua cucina preparavamo il pesto con il suo  grosso mortaio. La guardavo affascinata, rappresentava un momento per stare insieme”. 

Una tradizione di famiglia, tanto che il padre aveva già partecipato ad altre edizioni del campionato, nel 2016 e nel 2018, arrivando due volte secondo. Lei lo ha superato: “Adesso il pesto a casa lo farò solo io – ha detto al termine della premiazione – Qual è il segreto del mio pesto? I segreti non vanno mai rivelati”. Inattesa la vittoria dato che il mondo delle cucina non le appartiene, ma da vera genovese è cresciuta tra basilico e mortaio

Il “trofeo”

Il pesto è la salsa più conosciuta al mondo dopo quella al pomodoro – commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – non possiamo parlare di un semplice condimento ma di una bandiera non solo della Liguria ma del nostro Paese, perché all’interno dello scrigno del mortaio c’è il profumo e il sapore della nostra terra”. Il Campionato si svolge una volta ogni due anni e il vincitore viene selezionato tra i cento finalisti mondiali. Sarà dunque un compito importante per Camilla che diventa così la portavoce del pesto in tutto il mondo: “spero di adempiere questo ruolo al meglio” spiega emozionata, dovendo partecipare come giudice alle selezioni dei prossimi finalisti, una grande responsabilità rappresentando la Liguria e sopratutto Genova.

4 Pentole in Valigia

Ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore

La poesia di denuncia, “Per la mia gente che mi fa desiderare di capire ciò che io non capisco”.

Susan Nalugwa Kiguli (nata il 24 giugno 1969 nel distretto di Luweero , Uganda ) è una poetessa e studiosa letteraria ugandese.  È professore associato di letteratura presso la Makerere University .  Ha conseguito un dottorato di ricerca in inglese presso l’Università di Leeds (Regno Unito) sponsorizzato dal Commonwealth Scholarship Scheme. Kiguli è stato un sostenitore della scrittura creativa in Africa, incluso il servizio come membro fondatore di FEMRITE , un giudice per il Commonwealth Writers’ Prize (Regione africana, 1999) e un membro del comitato consultivo per l’ African Writers Trust . È l’African Studies Association Presidential Fellow, 2011 e questo le ha offerto l’opportunità di leggere le sue poesie presso la Library of Congress, Washington DC nel novembre 2011. I suoi interessi di ricerca ricadono principalmente nell’area della poesia africana orale e scritta, della canzone popolare e della teoria della performance.  Come poetessa, Kiguli è meglio conosciuta per la sua raccolta del 1998 The African Saga ,  la colloca tra i poeti più emozionanti dell’Africa orientale e meridionale. Il volume ha vinto il National Book Trust of Uganda Poetry Award (1999) e ha fatto la storia della letteratura in Uganda andando esaurito in meno di un anno. La sua poesia è apparsa ampiamente in riviste e antologie sia a livello nazionale che internazionale.

NAPOLI

La poesia è un correre verso e un correre dentro allo stesso tempo. Un’immersione nelle cose, nei fatti. Dopodiché diventa una corsa per afferrare le parole, quelle giuste, quelle più sincere, per raccontare prima che le sensazioni si sfilaccino e lascino il posto alla successiva esperienza. Giovani poetesse africane,  donne che usano la parola per esprimere situazioni di disagio, per denunciare condizioni di violenze (fisiche e psicologiche), per aprire varchi nel cambiamento che la nuova generazione di giovani africane sta portando avanti. Le violenze domestiche sono un altro argomento tabù che sta ora emergendo come l’acqua sporca da una fogna troppo colma. E infine ci sono le parole di gioia e di ringraziamento a quegli africani che non si arrendono a nulla, “che rendono la tristezza parte della felicità” e che usano la risata (quella che nasce dal profondo del cuore) per riempire di speranza gli altri e il loro ambiente. Sono le parole di una delle più grandi poetesse ugandesi contemporanee, Susan Kigali. La poesia è “Amo la mia casa” dove il termine “casa” è esteso alla terra d’Africa e a chi la abita. Uomini e donne.

Per coloro che trovano le risate
così di compagnia
ridono come se andassero in pezzi
o si sciogliessero
con le lacrime che gli scorrono sulle guance
e al giorno d’oggi tutto ciò
su un cellulare.

Per le risate che si librano
rimbombando in ogni angolo
Per le risate disseminate
sui cespugli in fiore
Per le risate che sfuggono da ogni anfratto
e si innalzano per salutare il sole
Per le risate da cellulare a cellulare.

Per coloro che hanno preso lezioni di danza
già nell’utero
che toccano il pavimento
facendosi da esso venerare
che si girano di qua e creano la magia
si girano di là
e inviano miliardi di angeli
a implorarli di non smettere mai
Per coloro che fischiettano una canzone
e ti incastrano a canticchiarla con loro
tuo malgrado.

Per coloro che vivono il lutto
invocando mille nomi
ricordando nome su nome
ripercorrendo la storia di ogni vita
che è a loro cara
ogni volto dell’amore.
Per coloro che sentono il loro dolore
dall’interno verso l’esterno
che strisciano e raschiano la terra
come se potesse rispondere alle loro domande
Per coloro che ogni giorno alzano gli occhi al cielo
e supplicano Dio
continuando ad amare
a sperare
a vivere come se la vita fosse per sempre.
Per coloro che non lasciano mai andare se stessi
né le persone che colorano la loro vita
Per coloro che rendono la tristezza parte della felicità
un elemento di pace
per vedere il prima, l’adesso e il per sempre.

Per la mia gente che mi fa
Desiderare di capire ciò che io non capisco.


Amo la mia casa [I Love Home, di Susan Kiguli]

*Un canto d’amore verso la propria terra e la propria gente, che malgrado la miseria, la fame, le guerre e le ingiustizie che da secoli sopportano, sanno ridere, ballare e sperare. La poesia può essere forma di lotta e riscatto morale contro tutti i sorprusi ed ora anche le giovani poetesse africane la stanno finalmente scoprendo.

L’OROLOGIO AD ACQUA DEL PINCIO, di Silvia De Angelis

  Si tratta dell’unico modello di idrocronometro collocato all’interno di un giardino pubblico in Italia e si trova nel viale dell’Orologio del Pincio a Roma.

L’orologio d’acqua fu inventato nel 1867 da padre Giovan Battista Embriaco e presentato addirittura all’Esposizione universale di Parigi.
La particolarità di questo orologio a quattro quadranti, sta nel suo funzionamento che è garantito dall’acqua sottostante che aziona sia il pendolo che la suoneria.

Chi passeggia per il Pincio non potrà fare a meno di notare una piccola torre su un isolotto al centro di un lago, è lì che domina l’orologio d’acqua che purtroppo, è spesso oggetto di atti vandalici, in ultimo quello del febbraio scorso.
Dopo l’ennesimo gesto vile in cui appunto, era stato fatto in frantumi il vetro della torretta che nasconde l’orologio, il capolavoro di ingegneria è stato restaurato ed è tornato a segnare il tempo.
L’orologio ad acqua donato al comune di Roma, dal 2007 grazie a una convenzione è stato adottato dalla Scuola Elis – Sezione orologeria, che ne cura gratuitamente la manutenzione sia ordinaria che straordinaria.(WEB)

GLI INNAMORATI DI SANTA LUCIA, Romano Vola

GLI INNAMORATI DI SANTA LUCIA

C’era una casa abitata

una volta

con pavimenti, tende e pareti

sempre pulite,

e i prati intorno finemente falciati.

Il balcone era gremito di piante

che fiorivano tutta l’estate

e in mezzo a quei fiori loro sedevano

la sera, a raccontarsi la giornata,

qualche volta anche a fare l’amore.

Lui beveva il vino della sua vigna

lei acqua e limone o carcadè,

intanto si facevano scorrere sulla pelle

la luna, il cielo e le stelle.

Gli uccelli intorno

e i canti dalle colline e dalla vallata

facevano loro la serenata:

a chiunque chiedesse loro del paradiso,

rispondevano che l’avevano già trovato.

E adesso sicuramente vi sono,

ma la loro casa linda e ordinata

è sommersa dai rovi,

il balcone è sguarnito

e le finestre tutte velate dai ragni.

Tuttavia in qualche sera d’estate

ancora qualcosa vi brilla

e un canto da lontano proviene.

Solo bisogna avvicinarla molto piano,

perché il loro amore totale e immortale,

lo si può avvertire solo nel silenzio assoluto.

©errevi

Lacrime amare, Maria Cannatella

Lacrime amare

Amare lacrime scendono lentamente

si fanno sentire e il mio viso si bagna.

Vorrei arrivassero tutte in una sola volta

come se fosse l’acqua di un forte temporale

dove tutto spazza via e se necessario facendo annegare l’anima, così finalmente toglierà quel dolore che a fondo l’aveva trascinata, prigioniera si era arresa.

Toglierà ogni sporco sentimento,

darà al cuore le forze perse in tutti gli anni di battaglie e guerre vinte o mancate.

Fanno male certi giorni le lacrime che sanno di rabbia, di rassegnazione e indifferenza per questo mondo dove non sappiamo vivere.

Scivolate lacrime e poi andate via,

ho bisogno di asciugare ciò che rimane della mia stanca anima.

Maria Cannatella @ 19/9/2022

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NON CI SONO PIÙ, Dario Menicucci. “Le mie poesie”

NON CI SONO PIÙ

Ogni oggetto

qui parla di me

in queste stanze

sparsa

è la mia storia.

Ma da tempo

non ci sono più

trascinato via

dalla straziante

malinconia.

Sopravvivo

tra sterminati ricordi

ma non bastano più

sebbene

grondino dai muri.

A lungo

mi hanno trattenuto

per trasformarsi

poi

in taglienti lame.

Mi consumo

nel timore della notte

quando impietose

squarciano

il mio cuore.

Dario Menicucci

I TIRANNI FANNO SEMPRE UNA BRUTTA FINE, Sergio Garbellini

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Un Dittatore che semina morte e terrore, può solo raccogliere odio !

I TIRANNI FANNO SEMPRE UNA BRUTTA FINE

.

I crimini efferati della guerra,

a danno di civili massacrati,

è il mondo c’ha il dovere di punire

quel Dèspota che l’ha organizzati !

.

A Bucha sono stati ritrovati

cadaveri ammassati sottoterra

in fosse predisposte allo sterminio,

qui non si tratta solo della guerra,

.

subentra la coscienza disumana

di chi ha decretato questo scempio

con odio contro il popolo ucraìno

nel mentre Lui godeva nel suo tempio

.

dorato tra le mura del Cremlino !

Un cinico tiranno senza cuore

che vive un’esistenza programmata

a seminare il più spietato orrore !

.

Dal giorno ventiquattro di febbraio

ha preso a bombardare con violenza

palazzi, scuole, asili ed ospedali,

per dimostrar la magica potenza !

.

Son più di tre milioni i rifugiati,

perché la loro Terra è stata invasa,

son più di sei milioni gli ucraìni

che non avranno più la loro casa !

.

Chiamarlo Criminale è riduttivo,

peccato non ci sia la ghigliottina …,

sarebbe stata utile all’evento,

per questa belva, sàdica e meschina !

.

Da poco hanno scoperto un’altra fossa

comune proprio dentro la foresta

d’Izyum, con oltre quattrocento morti,

carneficina squallida e funesta !

.

Persone torturate e poi uccise,

trovate con la corda intorno al collo,

vedendo quelle scene spaventose

più d’uno è stato prossimo al tracollo !

.

Seppure c’è la guerra non s’agisce

in modo sanguinario sulla gente,

civili massacrati per rancore,

atrocità tremenda ed avvilente !

.

Devastazione in tutto il territorio,

violenze sulle donne e le bambine,

la Russia deve solo vergognarsi

per queste nefandezze senza fine !

.

I bimbi uccisi sono quattrocento,

duecento mila quelli deportati,

misfatti che Lui ha sulla coscienza,

un giorno gli verranno incriminati !

.

Periti autorizzati dalla N.A.T.O.

si stanno prodigando con impegno

al fine d’accertare le torture

feroci che procuran forte sdegno !

.

E l’Alto Commissario predisposto

Elizabeth Thrussell, la portavoce

per i diritti umani ha sentenziato

che i corpi massacrati in modo atroce

.

verran severamente vendicati

in base alla giustizia, il loro Duce

sarà portato innanzi al Tribunale

ed imputato per il modo truce

.

col quale ha programmato questa guerra

spargendo sangue e morte all’infinito

con missili sparati all’impazzata …,

per questo, un giorno, Lui verrà punito !

.

Le vittime innocenti, sono loro

che chiedono giustizia al mondo intero,

in molti ancora sotto le macerie …

deplorano quel vile Guerrigliero !

.

Frattanto nei saloni del Cremlino

quel truce, disumano Dittatore …

passeggia sorridente e soddisfatto …,

ma presto pagherà questo terrore !

.

SERGIO GARBELLINI

Arrivano come lampi di luce, Antonio Meola

Eventi

Arrivano

come lampi di luce

a dar vigore

al cuore che batte.

Non sai

se sono ricordi

che portano con se

emozioni antiche

o sensazioni

per qualcosa

che dovrà accadere.

Tu vivi

di questi eventi,

sono energie

per i tuoi stati d’animo,

sono suggestioni

o fascino dei pensieri

che danno all’anima

luci e ombre,

sensazioni di calore

o sudori freddi.

Li vivi

sempre con coraggio,

quel che arriva

per te

è tutta vita.

Melanto

( Antonio Meola )

poeta da quattro soldi

foto presa dal web