8^ Ragunanza di poesia, narrativa e pittura, Rita Stanzione

Nell’Antica Vaccheria di Villa Pamphilj ritornano i raduni ispirati a Cristina di Svezia

Torna finalmente in presenza la cerimonia di premiazione dell’ottava Ragunanza di poesia, narrativa e pittura ideata e promossa dall’associazione Le Ragunanze con i patrocini morali del Consiglio Regionale del Lazio, Roma Capitale XII Municipio, Ambasciata di Svezia a Roma, Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, Golem Informazione, Associazione culturale Euterpe, Leggere Tutti, WikiPoesia. I vincitori saranno premiati domenica 2 ottobre dalle ore 10 nell’Antica Vaccheria di via Vitellia 102, a Villa Pamphilj, Roma.

La Giuria presieduta da Roberto Ormanni (Direttore di Golem Informazione, scrittore), Michela Zanarella (Presidente del Premio, giornalista, scrittrice), Giuseppe Lorin (attore, scrittore, Vice Presidente Le Ragunanze), Elisabetta Bagli (scrittrice, Presidente di Latium), Fiorella Cappelli (giornalista, scrittrice, responsabile della promozione della rivista Leggere Tutti), Lorenzo Spurio (scrittore, critico letterario, Presidente di Euterpe) e Serena Maffia (scrittrice, giornalista, Centro Poesia Roma) ha lavorato con impegno nella valutazione delle opere ritenendo meritevoli per la sezione poesia a tema natura al primo posto “I fiori delle dune” di Alessandro Izzi (Gaeta, Latina), secondo posto “Pura crisalide” di Manuela Magi (Tolentino, Macerata), terzo posto “Nobiltà calpestata” di Rossana Bonadonna (Roma).

Menzioni d’onore per “Dall’Argentino al Dolcedorme” di Mario De Rosa (Castrovillari, Cosenza), “Il pettirosso e la speranza” di Giovanni Battista Quinto (Pisticci, Matera), “Mediterraneo” di Giulia Maria Sidoti (Barcellona P.G., Messina), “Nello specchio dei desideri” di Lucia Izzo (Roma), “Lungo il confine” di Laura Tommarello (Roma).

Per la sezione libro edito poesia primo posto “Del nostro stare al mondo” di Laura Pezzola (Roma), secondo posto “Genesi della memoria” di Raed Anis Al-Jishi (Arabia Saudita); le traduzioni in italiano delle poesie sono a cura di Claudia Piccinno, terzo posto parimerito: “Controfobie” di Antonio Corona (Torino) e “Da quassù (La terra è bellissima)” di Rita Stanzione (Roccapiemonte, Salerno).

Menzioni d’onore per “La geometria dei girasoli” di Pietro Catalano (Roma), “Borghes (Voci)” di Stefano Baldinu (Bologna), “Epimeleia” di Guido Tracanna (Roma), “Clic” di Johanna Finocchiaro (Torino), “Dove i clown sono tristi” di Sara Comuzzo (Udine), “Canto del vuoto cavo” di Francesca Innocenzi (Cingoli, Macerata), “Preghiera in gennaio” di Rosaria Di Donato (Roma).

Per la sezione libro edito narrativa primo posto “La donna del pittore” di Anna Hurkmans (Roma), secondo posto “Anima, sii come la montagna” di Paolo Borsoni (Ancona), terzo posto “Per le vie di Monteverde” di Giada Carboni (Roma).

Menzioni d’onore per “Amori complicati” di Paride De Paola (Pozzilli, Isernia), “Maracaibo” di Flavio Dall’Amico (Marano Vicentino, Vicenza), “Fiore d’ombra” di Hilde Nobile (Roma), “Dove dormono le fate” di Cristina Biolcati (Ponte San Nicolò, Padova), “Il tuo libro filosofico” di Carmen Trigiante (Valenzano, Bari), “Human 1-2” di Alberto Umbrella (Roma).

Per la sezione pittura primo posto “Enigma foresta” di Alex Barbanti (Modena), secondo posto “Scegli adesso” di Angelo Franco (Torino), terzo posto “Polvere di stelle” di Bruna Milani (Roma). Menzioni d’onore “Gea” di Barbara Bartolomei (Firenze) e “Guardami” di Iolanda Morante (Avellino).

Targa Euterpe dell’omonima associazione per “Arabeschi di luce” di Maria Morganti Privitera (Barcellona P.G, Messina), Targa Presidente del Premio per “La luna sulle case popolari” di Gabriele Galloni (Roma), Targa Anastasia Sciuto 2022 a Valeria Almerighi, diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

Tra gli ospiti l’attrice Athina Cenci, madrina dell’evento, l’attrice Chiara Pavoni, l’attore Corrado Solari, il cantautore Alessandro Salvioli e il gruppo musicale Le Onde, composto da Robert James Hanrahan, Alessandro Pignoloni, Andrès Arce Maldonado, e la giovane Eleonora.

Roma, 23/09/2022 (informazione.it – comunicati stampa – arte e cultura)

https://www.informazione.it/c/342B5762-F7EB-45B4-B4B5-0E175A35C657/8-Ragunanza-di-poesia-narrativa-e-pittura?fbclid=IwAR3KaCiUMUfKKt51A9PSYnToxEPS2bJb9sGuduokB7apNAlErBfy6kO1jM0

Verlaine, il poeta Maledetto.

Paul-Marie Verlaine ( Metz, 30 marzo 1844 – Parigi, 8 gennaio 1896) è stato un poeta francese. Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto come il maestro dei giovani poeti del suo tempo.  È stato un esponente del Simbolismo francese e del Decadentismo europeo. Poeti come Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé e, appunto, Verlaine, indagavano l’ignoto scrutando nell’intima essenza delle cose, riuscendo a scoprire realtà nascoste agli uomini comuni. Erano dunque rappresentanti privilegiati dell’umanità che allo stesso tempo, però, non venivano compresi finendo per incarnare la figura dei poeti maledetti. È Rimbaud a parlare del poeta come un vero e proprio veggente capace di vedere oltre la realtà, al fine di comprendere l’abisso dell’ignoto, l’artista doveva infatti perseguire in prima persona lo sregolamento dei sensi, passando attraverso ogni forma d’amore, di eccesso, di sofferenza, di follia. Compì gli studi al liceo Bonaparte di Parigi; impiegatosi al Comune di Parigi, cominciò a frequentare gli ambienti letterari e pubblicò i Poèmes saturniens, dov’è sensibile l’influsso parnassiano, le Fêtes galantes (1869), più libere e fantasiose, e La bonne chanson (1870), raccolta di rime d’amore, rivolte alla fidanzata, Mathilde Manté, che sposò nel 1870, e da cui ebbe un figlio. Ebbe una relazione con A. Rimbaud, col quale fuggì da Parigi e dalla Francia, in completa rottura con la moglie; ma presto cominciarono i dissapori tra i due poeti, e Verlaine., ubriaco, sparò due colpi di rivoltella contro l’amico, riportandone (1873) una condanna, scontata in Belgio, a due anni di prigione durante i quali convertì alla religione. Nonostante una seconda avventura (con un giovane, L. Létinois), proseguì nella sua lirica, venata di pentimenti religiosi, turbata da morbosità decadentistiche, in uno stile che esprime le più segrete e remote vibrazioni dell’anima: Parallèlement (1889), Bonheur (1891), Liturgies intimes (1892). Dopo un periodo di vagabondaggi e di miserie, si stabilì definitivamente a Parigi, godendo solo negli ultimi due anni di un generale riconoscimento come principe dei poeti. Dei suoi scritti in prosa, Les poètes maudits (1884) ebbero una grande eco nella critica militante;

Noi saremo  è una delle poesie più celebri del poeta francese Paul Verlaine, contenuta nella raccolta La Bonne Chanson (1870). Verlaine,  è oggi riconosciuto come uno dei maggiori poeti della letteratura francese. Lo stile crepuscolare delle sue poesie ha fatto sì che la sua opera venisse spesso accostata a quella dei pittori impressionisti. Fu Verlaine stesso a coniare l’espressione di Poètes maudits (poeti maledetti, Ndr) per descrivere se stesso e la sua cerchia di amici artisti che, come lui, respingevano le regole della società e conducevano uno stile di vita provocatorio. Nous serons è una profonda dichiarazione d’amore che il poeta scrisse per la moglie Mathilde Mauté, sua fresca sposa. L’autore in questi versi descrive un amore duraturo capace di resistere alle intemperie della vita e sembra voler consolare la propria sposa, giurandole eterna fedeltà.
Verlaine pare legittimare l’esistenza del suo amore, opponendo la forza di un sentimento puro a un mondo che sempre più spesso respinge, giudica e invidia senza alcuna nobiltà d’animo. La lirica è densa di immagini metaforiche che evocano sensazioni rasserenanti e consolatorie: l’amore avvolge gli amanti come un bosco dalle ampie fronde, i loro cuori cinguettano all’unisono e la loro reciproca fedeltà ricopre i loro corpi come una dura corazza.
Alla crudezza del mondo esterno i due amanti oppongono il sorriso; nulla sembra poter scalfire la sintonia quasi paradisiaca tra due anime. Erroneamente tuttavia spesso i lettori associano questa poesia ad Arthur Rimbaud, grande e folle amore di Verlaine.

Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,
talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?

Andremo allegri e lenti sulla strada modesta
che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell’amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,
saranno due usignoli che cantan nella sera.

Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,
non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?

  • Vero? Anafora che si ripete quasi a autoconvincersi dei suoi stessi pensieri. Versi d’amore gioiosi e idealizzati, in quanto il poeta aveva un’idea molto libera dell’amore. Infatti  scappò poi con Rimbaud, vivendo varie passioni in una continua, costante ricerca di emozioni nello stile eccessivo e sregolato dei poeti maledetti ma scrivendo versi meravigliosi.

OTTO Luce e ombra: Jean Christophe Casalini, il sound dello scrittore. Terza parte

OTTO Luce e ombra: Jean Christophe Casalini, il sound dello scrittore. Terza parte

Date: 24 settembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Inferno

Canto I

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita. Dante Alighieri

Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

OTTO Luce e ombra

Io sono una cacciatrice di interviste, individuo il bersaglio e gli sparo un intervista.
Vado curiosando, leggendo per scovare qualcuno che soddisfi la mia vena di impicciona della parola. Con Jean Christophe Casalini non è andata proprio cosi, mi ha scovata lui per leggere le mie poesie. In un primo momento sono rimasta interdetta, sorpresa che qualcuno le avesse notate e poi leggerle. Credo che abbia dato una bel colpo alla mia autostima, perchè lui le poesie non solo le legge, le viviseziona per poi commentarle. I suoi commenti scandagliati, profondi, una sorta di psicoanalisi del pensiero poetico, per cercare quell’essenza, quell’io profondo che fa di noi persone uniche ed originali. Jean Chistophe, non scrive di poesia, lui scrive libri surreali a sfondo violento e psicologico, libri distopici, ma ama la poesia, la declama, la commenta.
Lui è uno spirito poliedrico, dire solo che scrive libri è estremamente riduttivo, già a 16 anni compone il primo jingle pubblicitario, suona la chitarra, fa l’attore e diventa il primo sound designer italiano. Il primo che intuisce la rivoluzione digitale acustica, portando il cinema italiano agli stessi livelli già sperimentati all’estero. Mi piace ricordare che nel 1997, inventa il suono del morso del Magnum, avete presente il gelato e il famoso ” croc” ? Ebbene l’ha ideato Casalini, ancora oggi viene usato nelle pubblicità. Ma io non sono qui per parlare della sua biografia, già molto esauriente, in questa pagina, ma di Jean Christophe come persona. Dietro ogni cosa nella vita, c’è una persona unica ed ineguagliabile, come dire ogni volta si rompe lo stampo. Dietro i libri che scrive c’è una persona e allora domandiamoci chi sia!
Casalini ama tutto ciò che fa, tutto ciò che fa, lo fa con grande entusiasmo, dedicando tutto se stesso. Lui sceglie quello che vuole fare e lo fa bene, ieri come sound designer, oggi come scrittore. I suoi libri, in qualche modo, sono” ciò che pensa”, Nel suo ultimo libro Hypnos, Adam il personaggio, anche nel nome, ha un significato spirituale. Adam ” Adamo ” il primo uomo della terra, e anche in Hypnos il primo uomo che prende coscienza e per la salvezza del resto del genere umano, sacrifica se stesso fino alla morte, una morte che lo immortala, più che fosse vivo. Un libro da leggere, una scrittura fluida e percettibile, lo leggi di un fiato, scorrevole come una fonte d’acqua. Studioso appassionato tra un immutabile eterno e misterioso e l’universo mortale e finito. Alla ricerca dell’anima, appassionato di poesia perchè alcuni l’anima ce l hanno dentro e poi riescono a scriverlo. Un ricercatore del dentro, dell’interiorità. Casalini razionale, sognatore, ambientalista, perfezionista, precisino, una personalità eclettica, dotato di grande sensibilità e umanità. Lui stesso è un ”sound” la sua vita molto articolata, segnata in qualche modo, dalla morte della madre, donna bellissima e di grande talento come pittrice.. Nel 2000 realizza il suo primo libro”CA43” sulla sua splendida madre, che non ha mai voluto esporre le sue opere, quadri bellissimi dove tutto è interpretativo e sentito, una pittura che è poesia.
Poi accade qualcosa nella sua vita, che lo cambia e gli fa un ulteriore salto, che lo porta ad indagare quell’anima di cui diventa fortemente appassionato, e a quel creatore che ci ha generato. Qualche anno fa ebbe un incidente gravissimo, decise di non lavorare più come sound designer, ma dedicarsi e dare priorità a cose che prima aveva sottovaluto.
Allora nasce la sua attività di scrittore a corpo pieno, in lui c’è un pò di” Adam”personaggio tormentato del suo libro, ma dalla grande consapevolezza e determinazione e soprattutto di grande coraggio. Leggetelo Jean Christophe Casalini, sorprendente, scorrevole, la musica comunque non l’abbandona, lui dirige l’orchestra della sua vita, un motivo appassionato in cui si butta. In Casalini sono condensate due vite, forse anche una in più, per quest’uomo che dorme poco e coltiva senza tempo le sue passioni, mettendo tutto se stesso.
L’intervista è limitativa, la sua vita è un concentrato di vite, di esperienze che fanno di lui una persona tutta da scoprire. Casalini potrei definirlo una sinfonia, dove tutti gli strumenti suonano, e fanno di lui un artista a tutto tondo.
Veramente un piacere conoscerlo.

OTTO Luce e Ombra. Jean Christophe Casalini Nuova edizione

OTTO. Luce e Ombra di J.C. Casalini (nuova edizione)
Sinossi
.OTTO, un illusionista deluso dai suoi continui fallimenti,
stringe un patto con la propria immagine riflessa nello
specchio animata di vita propria.
Tornato sulle scene, riuscirà a domare la luce e a coinvolgere
gli spettatori perché dietro al compromesso per giungere al
successo planetario, si nasconde l’intento perverso del suo
alter ego.
Il lato oscuro dell’illusionista verrà smascherato da Anna, la
sua compagna, e dall’intuito di un investigatore che indaga su
alcuni crimini, all’apparenza, impossibili e surreali di un
assassino invisibile.
Un romanzo soprannaturale dal ritmo incalzante e frenetico,
tra omicidi, show ed eventi demoniaci, dove la ragione è
sopraffatta dall’incertezza che ruota attorno alla nuova vita di OTTO

OTTO. Luce e Ombra di J.C. Casalini (nuova edizione)
Incipit
OTTO
«Tu…» esclama con astio Otto, «Tu… non hai alcun diritto di
dirmi questo! Lo sai che sto facendo il possibile!».
Rimane immobile davanti alla specchiera del bagno a mirare il
suo riflesso, attraverso il vapore del proprio respiro condensato
nel freddo pungente in casa.
È pieno di rabbia contenuta e compressa dentro al suo fisico
atletico. Contrae i muscoli mimici della mascella, punta l’indice
contro la superficie argentea e aggrotta la fronte per apparire
più aggressivo nel pronunciare una risposta a un ipotetico
commento sul suo conto.
Insoddisfatto della sua interpretazione, ripete il passaggio
enfatizzando ogni sillaba, agitando pure le braccia per dare
risalto alla sua battuta:
«Tu non hai alcun diritto di dirmi questo! Lo sai che…».
J.C. Casalini
3
«È tutto okay, Otto?» la voce allarmata di Anna giunge attutita
oltre la porta.
Otto si ridesta dal suo drammatico futuro immaginario,
fingendo ora di sembrare il più normale possibile:
«Sì, Anna… Dammi il tempo di farmi la barba!».
«Sbrigati che siamo già in ritardo!».
Dimentico del suo turbamento, si spalma la crema da barba e
procede con la rasatura, alternando il risciacquo del rasoio usa
e getta, con automatica gestualità sotto al rubinetto aperto. Si
ferma a un certo punto come ipnotizzato, non tanto per la
schiuma raccolta all’interno del lavandino che sembra una
cometa di ghiaccio che turbina e gravita dentro al vortice
originato dal risucchio della piletta, quanto per il neo sul collo
che esige la sua concentrazione finale; la massa epidermica
attorniata dai peli della barba è un denso e singolare punto nero
che, oltre a compromettere la simmetria perfetta del suo viso
ovale e calvo, ha la forza di attirare e trattenere il suo sguardo.
Materia oscura, visibile.
Ogni mattina, Otto deve prestare attenzione a quella
presuntuosa macchia per non reciderla. Con una smorfia
laterale, mette in evidenza il neo per focalizzarlo nello specchio,
poi impugna il rasoio per prepararlo al suo volo radente e
rasente.
Le sue pupille si dilatano.
Trattiene il fiato e ricerca il dettaglio infinitesimale per
calcolare la pressione ottimale in base a una ipotetica angolatura
della lama sul punto di impatto. Coglie con stupore il suo
riflesso abbozzare un’espressione di spavento diversa dalla sua
per una frazione di secondo, ma è quanto basta per aggiungere
una piccola esitazione temporale e vanificare la precisione del
taglio.
«Ahi! Dannazione!» esclama, lasciando cadere il rasoio a terra.
Un rivolo di sangue scorre dal neo ferito e aggiunge colore rosso alla pelle chiara, al lavello, all’acqua, alla schiuma cometa.

OTTO Luce e Ombra sta per uscire in nuova

edizione con Kindle Publishing (Amazon) dopo il mio recesso dal contratto con il primo editore. Veste nuova, quindi nuova copertina. Uscita prevista a fine settembre in versione italiana e inglese. Entro fine anno in francese.

OTTO Luce e Ombra è un romanzo surreale, oscuro, violento, psicologico dove l’ego individuale esprime la sua massima potenza…

  • So che stai progettando un sequel di ” OTTO”

“ci sarà un sequel?” Sì, ci sto lavorando. Uscita prevista in versione italiana per la fine del 2023, inizio 2024 salvo imprevisti e impegni.

di HYPNOS no, poiché essendo una storia conclusa dopo vari anelli temporali, rischierebbe di diventare una storia eterna. Il finale non a caso è nudo, crudo, un pugno in faccia… un risveglio alle nostre credenze a cui non serve aggiungere altro.

  • Che dire? Aspettiamo curiosi il sequel e ovviamente per chi non lo avesse letto ”OTTO” direi di rimediare, leggerlo immediatamente. Lo stile di Casalini, fluido, scorrevole, incisivo ci porterà in un solo respiro fino alla fine.
Jean Christophe Casalini

https://www.jccasalini.com/

https://vimeo.com/jeanchristophecasalini

Intervista prima parte: Jean- Christophe Casalini: Il sound dello scrittore. https://alessandria.today/2022/09/21/jean-christophe-casalini-il-sound-dello-scrittore/

Seconda Parte:

L’intervista, Jean Christophe Casalini. Seconda parte: il sound dello scrittore https://alessandria.today/2022/09/23/lintervista-jean-christophe-casalini-seconda-parte-il-sound-dello-scrittore/

Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Arco, 5 marzo 1932 di Scipione Gino Bonichi

Genio italiano, più conosciuto come pittore.

almerighi

Gino Bonichi, in arte Scipione, pittore e poeta, è nato nel 1904 e morto nel 1933.

Tutto sta saldo, attaccato forte. Tutte queste piante vivono, diventano grandi.

I rami crescono a caso nel tronco eppure obbediscono a voleri precisi, perché si allargheranno così e non di più, tanto per dare a quell’albero la fisionomia che lo farà conoscere. Ognuno ha un suo ritmo come tutte le creature del mondo. Bisogna essere quel ritmo, quella creatura e non diventare un’altra cosa.

C’è una parte dell’albero che non prenderà mai il sole e in quel posto crescono i licheni e certe piantine di velluto che ne ammorbidiscono la consistenza. Lo sguardo del sole indurisce.

Credo che i tronchi degli alberi sono rotondi perché l’aria li tocca da tutte le parti.

Quando si taglia un albero grande avviene questo: che il nutrimento che veniva dalla terra non verrà più e l’albero morirà…

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UN GIORNO QUALSIASI, di Silvia De Angelis

E’ tardissimo e, come sempre debbo recarmi in ufficio al centro della città, sempre caotica e difficilissima da gestire in tutte le ore della giornata.

Infilo velocemente un abito e finisco di truccarmi, per non sembrare “una mummia imbalsamata”, visto che ancora sonnecchio in piedi, e mi reco, al parcheggio dell’auto, per iniziare con la prima tappa del nuovo dì.

La macchina fa un po’ di capricci, prima di mettersi in moto, ma poi conoscendomi, sa che non posso permettermi di restare a terra e quindi, timidamente dà i primi segni di vita….

Il traffico è pazzesco, ma non amo correre, e tanto meno fare scorrettezze alla guida, quindi rassegnata, e con i pensieri un po’ dappertutto, proseguo il tragitto.

Giunta quasi a destinazione, mi rendo conto, che nella notte, è stata completamente cambiata la segnaletica stradale, e come se non bastasse sono stati eliminati tantissimi parcheggi adibiti ai dipendenti del Comune.

Mi sento quasi svenire, di fronte a quella inaspettata visione…..ma come sempre, quando mi trovo in difficoltà, cerco di rimanere calma, elaborando una probabile soluzione del momento.

In questo caso non sembra arrivare e inizio a girare dappertutto, con la speranza di trovare posticino per la mia modesta utilitaria….ma purtroppo non intravedo il ben che minimo parcheggio.

Improvvisamente vedo un’autovettura fare retromarcia, e davvero incredula, mi precipito in quei pressi, aspettando che “il mio angelo custode” esca e liberi il posto per me.

Finalmente sistemo il mio veicolo e, guardando l’ora, mi rendo conto di essere appena in tempo per prendere possesso della mia scrivania. Non faccio in tempo a incamminarmi quando vedo d’un tratto, precipitare la mia auto in una voragine senza fine…talmente profonda che la mia

utilitaria è diventata quasi un puntino per quanto è lontana……

Telefono subito alla mia metà, che in realtà è vicinissimo a me e mi dice che, nel sonno, mi sono particolarmente agitata……

Tiro un respiro di sollievo ,e mi rendo conto, di quanto la fantasia possa coinvolgerci in assurdi scenari, che al momento sono davvero privi di soluzione!

@Silvia De Angelis