MALINCONIA, Roberto Busembai

MALINCONIA

E la sento silenziosa

afferrarmi alle spalle

quasi mettendomi paura,

e la sento che sovrasta

anche se mi specchio

dentro un cuore che di piangere

urla e non lo vuole.

E sento pure la pioggia

cadere incessantemente

come un forte temporale

e pur rifiutandola

lei mi sovrasta

e chiama la mia anima

con la parola che

non lascia spazio al niente

e del niente usa il vuoto solamente.

La sento e urlo

contro il pianto,

pure lui m’ha tradito

sul margine di un occhio

mentre nell’altro

bagna solamente.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

” L’INTOCCABILE “, Rosa Cozzi

” L’INTOCCABILE “

Mi stai ammirando da ore,

hai lasciato i tuoi sguardi

su ogni pezzo del mio corpo.

Con occhi lascivi

mi palpi e mi stringi con voluttà

e ti lasci andare in un amplesso.

Ti dimeni e ti strusci

e hai i tonfi nel cuore

come rintocchi di campana.

Uomo infedele

sottomesso al tuo impulso

incapace di resistere al sesso.

Sorridi infine

satollo e soddisfatto

ti sei liberato del misfatto.

E non ti accorgi

del risveglio delle mie voglie

che soddisferò col prossimo venuto. . .

di Rosa Cozzi

da ” PENSIERI PROIBITI “

DL. 1941/633

La Venere di Milo / Louvre

La voce dell’insofferenza, Cesare Moceo

La voce dell’insofferenza

Risvegli di coscienza,

strade delineate

dall’anima e nell’anima,

momenti di fragilità,

sofferenze costanti

sacrificate nel tempo

in oscurità illuminate qua e là

da giorni sempre uguali

nel vivere intenso

di trepidazioni e angosce.

Medicazioni provvisorie,

espressioni di pietà

pur consapevoli di dignità

che non guariscono i pensieri

dal loro incerto futuro.

.

Moces @ t.d.r

Uno sguardo sul Premio Vitulivaria

 

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Manca ormai poco più di un mese alla scadenza della settima edizione del nostro Premio letterario Vitulivaria e comincia a prendere forma la consistenza del numero di partecipanti, autori da tutta Italia che, nonostante l’incertezza del momento, dimostrano la loro attenzione, inviando le proprie opere. Il periodo che stiamo vivendo è senza ombra di dubbio molto particolare e ancora una votùlta mi piace ricorrere alle parole di Emily Dickinson “Accendere una lampada e sparire /Questo fanno i poeti / Ma le scintille che hanno ravvivato / se vivida è la luce durano come i soli.” Non avrei potuto trovare una frase più adeguata per indicare ciò che la poesia, e la scrittura più in generale, possa rappresentare in una condizione di provvisorietà e instabilità come quella che stiamo attraversando.

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Significativa la crescita che il Premio sta registrando, anche per il merito di aver introdotto la sezione dedicata ai libri editi di poesia, cosa che ha consentito agli autori di far conoscere più a fondo e in modo più completo il proprio universo interiore, rivelando chiaramente la bontà della scrittura e la sua funzione catartica. Tante sono infatti le sillogi poetiche che stanno arrivando da tutta Italia e si stanno rivelando tutte di ottima qualità e raffinatezza. Nei prossimi giorni approfondiremo i criteri valutativi che saranno adottati dai membri della giuria e illustreremo le varie fasi del Premio, che prenderanno il via subito dopo la scadenza fissata per il 30 ottobre prossimo. Ci sarà la possibilità di aggiornare tutti coloro che saranno interessati al Premio e di condurli piacevolmente alla serata conclusiva di premiazione.  Grazie al web è stato possibile attivare una rete che stabilisca un contatto attraverso i social e quindi, tramite i canali a disposizione, saranno offerti approfondimenti e utili dettagli sull’organizzazione e lo svolgimento del nostro concorso, con il supporto della nostra rivista culturale Cultura Oltre e del  canale YouTube Cultura Oltre.

Come sempre, non mi resta che augurare una buona scrittura a tutti!

Cellulari in classe, insegnanti esasperati e giudizi irriverenti, di Mariangela Ciceri. Psicologa Alessandria

Cellulari in classe, insegnanti esasperati e giudizi irriverenti

È di questi giorni la notizia che un dirigente scolastico di Padova ha vietato l’uso dei cellulari in classe.

Tale decisione – che per altro una decisione non è poiché esiste una normativa sull’uso degli smartphone in classe (la 104) che risale al 2007 nella quale si afferma: «(…) di non utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività̀ didattiche…» ha suscitato una variegata serie di commenti.

Mi permetto una riflessione: l’educazione è qualcosa con cui un bambino non nasce e se non le viene insegnata, più con gli esempi che con le parole, difficilmente l’apprenderà.

Se da un lato è vero che le adolescenze e i loro conflitti «mutano» a seconda dei contesti storici e sociali, ci sono tuttavia elementi che la caratterizzano senza cambiare un dato di fatto importante: l’adolescenza è l’età dei conflitti.

Si ha spesso, anche se non tutti e non sempre lo fanno, la tendenza a giudicare quello che non comprendiamo o che sentiamo non controllabile cosicché l’aggressività, la trasgressività, l’irruenza, l’opposizione, la disobbedienza e la provocazione dei giovani, anziché essere vista come una modalità usata per capire la propria identità, viene messa al bando, valutata e spesso condannata.

Ma l’adolescente di oggi, non è tanto diverso dall’adolescente di ieri.

Una crescita senza conflitti, non sarebbe una crescita, così come nelle famiglie in cui non si discute mai e tutto va sempre bene, non significa che non esistano motivi di attrito, ma solamente che quel nucleo famigliare, non è in grado di riconoscere e gestire il conflitto e allora preferisce annullarlo, farsi andare bene tutto, pur di mantenere un equilibrio fittizio che non può permettersi di perdere.

Un tempo la ricerca della propria identità passava anche attraverso l’osservazione delle immagini famigliari, sfogliando vecchi album accanto a genitori disponibili a spiegare chi fossero le persone immortalate su fotografie ingiallite. I volti, gli sfondi, gli oggetti, aiutavano a intrecciare le ricerche sulla storia famigliare portando alla luce miti, credenze, segreti del passato.

Oggi l’identità degli adolescenti passa prevalentemente attraverso le immagini che mamme, padri, zii e amici postano sulle bacheche dei social network.

Se si rompe un computer, una chiavetta, un telefono, le immagini possono andare perse e scomparire. I cellulari sostituiscono gli album di famiglia, le lettere scritte agli amici e anche le parole dette ai genitori.

WhatsApp varca confini che dovrebbero essere rispettati, dove le madri chiedono ad altri madri di fotografare le pagine di storia da studiare e poi magari, rimproverano i figli, di non essere stati attenti.

Leggere ciò che viene scritto su alcuni gruppi di classe (sempre su WhatsApp fa rabbrividire).

Così il messaggio inviato al bambino, al preadolescente e all’adolescente è quello del: tutto passa attraverso un cellulare. Lo studio, la relazione, la fotografia. Non esistono sguardi che si incrociano, mani che si sfiorano, conflitti che devono trovare soluzioni.

Una volta per parlare con i compagni di scuola, facevamo viaggiare bigliettini sotto il banco. Contenevano di tutto, dagli appuntamenti, alle soluzioni dei compiti in classe.

Gli insegnanti a volte chiudevano un occhio, altre volte ci bloccavano, qualche volta ci punivano. Ma non mi risulta che qualche dirigente lo abbia annunciato al mondo.

I rapporti con le famiglie sono più complicati di un tempo?

Sicuramente ma non è un problema dei minori.

Non mi sento di dire che sono gli adolescenti ad essere «sbagliati» ma solo che hanno imparato da ciò che noi abbiamo loro mostrato, mancato riconoscimento delle regole comprese.

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

cicerimariangela@gmail.com

3475874157 anche su WhatsApp  

“Limbo – Al Guado Respiro”, di Romea Ponza. La solitudine del Covid come crescita interiore. Aletti Editore

“Limbo – Al Guado Respiro”.. La solitudine del Covid come crescita interiore

«Dedico questi versi a chi, in questo momento, per via di un imprevedibile virus, ha affrontato e sta affrontando dolori e difficoltà improvvise e impensabili anche solo qualche mese fa». Sono le parole dell’autrice Romea Ponza, originaria di Napoli ma che vive a Roma, a far immergere il lettore in una poetica che parte dalla solitudine, quella creativa, quella meditata, intesa come capacità di stare soli per poter, poi, avere dei sani rapporti con gli altri, fondati sulla voglia di stare insieme e non sul bisogno. Solitudine che non è isolamento ma parte essenziale della vita per essere più forti e autonomi. E, allora, anche il Covid, un virus che ha sconvolto il mondo intero, diventa un’opportunità consapevole di crescita interiore. Anche quando crescere significa accettare situazioni, paradossi, assurdità, fallimenti e dolori. L’opera si intitola “Limbo – Al Guado Respiro” ed è il secondo volume che segue “Limbo – Aspettando l’Aurora”. Arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «Ho esaminato le mie emozioni e ne ho fatto versi – racconta l’autrice – perché le emozioni sono, di fondo, simili in ciascuno di noi, ci accomunano, e poterle conoscere a fondo ci permette di padroneggiarle senza reprimerle. Con i miei versi le ho volute condividere, gettando fuori dalla mia stanza ponti da percorrere con gli altri, per guarire insieme, eliminando ogni distanza». Pagina dopo pagina, si avverte il sibilo della realtà. A partire dal respiro. Quello che, a volte, mancava indossando la mascherina anche all’aperto. «Capire il vero valore del respiro e della meditazione – afferma la poetessa – può costituire una vera rivoluzione, interiore prima di tutto. Per poter cambiare il mondo partendo da noi stessi. Così possiamo acquisire un’attitudine positiva nei confronti della vita». C’è poco, nelle liriche di Romea Ponza – e lo dimostra bene la poesia “Lo specchio del mondo – che non sia attinente alla realtà. «Anche quando mi esprimo in chiave esoterica e spirituale – spiega l’autrice – parto sempre da ciò che mi accade all’esterno come specchio del mio mondo interiore, o, all’inverso, da ciò che sento dentro come radice delle mie esperienze quotidiane; perché è ciò che siamo, la nostra vibrazione, che determina chi incontriamo ogni giorno e cosa ci capita. Il mondo è il nostro specchio». L’autrice instaura un rapporto amichevole e catartico con la scrittura e lo definisce«un sano e piacevole impegno verso la vita, verso gli altri, visto che, in termini spirituali, tutto ciò che si fa, tutto ciò che costituisce il nostro apporto al mondo tra valori, autenticità, opere, doni, condivisione è da considerarsi servizio».

In questo secondo volume l’autrice segue sempre l’impronta spontanea del momento: sia accostando le rime, creando una sonorità nei versi, sia scrivendo di getto, in maniera discorsiva, rivolgendosi direttamente al lettore. «Che Romea Ponza – scrive nella Prefazione, Francesco Gazzè, autore e compositore, anche di tanti brani cantati da suo fratello Max – sia una delle donne forti e straordinarie di questo fragile pianeta Terra lo si evince chiaramente […] anche senza conoscerla e senza averla mai guardata negli occhi; poiché certi abbracci nobili e intensi tra esseri umani precedono di molto quelli più banali del contatto fisico, e te li ritrovi addosso così, a pelle, arrivati da chissà dove […] Romea Ponza rappresenta di fatto una delle espressioni più alte della nostra poesia contemporanea». Le emozioni decantate nei componimenti consentono di andare in profondità tra gli strati dell’anima e dell’inconscio, cogliendo le diverse sfumature della propria  personalità. «Io credo che leggere e rileggere le mie poesie – conclude l’autrice –possa creare indirettamente una breccia attraverso la mente razionale e stabilire un dialogo con l’Anima. In esse uso proprio dei termini squisitamente esoterici, dotati di vibrazioni particolarmente evocative. Per esempio, nella mia poesia “Bambina”, la bambina in questione è, appunto l’Anima, in questo caso un’anima particolarmente evoluta: “l’atomo tra le piccole scapole” di cui parlo è davvero un qualcosa che ci appartiene e con cui, quando nasciamo, portiamo in questo mondo quanto di buono abbiamo maturato in altre vite, ciò che ci rende anime antiche, nulla togliendo e nel rispetto profondo di chi nella reincarnazione non crede, cosa quest’ultima che nulla toglie all’importanza fondamentale della meditazione basata sul nostro respiro, l’unica vera attività imprescindibile dalla vita e che oggi sembra davvero bannato come fosse un atto rivoluzionario».

Federica Grisolia

(Vincenzo La Camera – Agenzia di Comunicazione)

“Identità” di Curzi James

(Foto del web)

Identità.

La società odierna – in attuale fase di ristrutturazione verticale – si sta sviluppando sull’onda della fobia del “diverso”, che, fatte le dovute e rilevanti eccezioni, non si manifesta più come nei secoli passati con l’odio conscio verso ciò che è differente da noi, ma, con l’odio verso chi pone in rilievo tali diversità; e sotto il velo dell’amore comunitario, nell’annullamento delle peculiarità individuali che caratterizzano gli uomini. Appagando così, in un colpo solo, due obbiettivi: da un lato l’imposizione della propria visione del mondo al prossimo, in particolar modo da  parte delle èlites; e su un piano più profonodo – avvolto dalla rimozione – il bisogno infantile di rendere l’altro uguale a se stessi, così da azzerare i processi psico-biologici di separazione e individuazione, a favore di una regressione nell’abbandono al sentimento oceanico di fusione con il mondo (degradato al rango di feticcio materno). Tutto questo nel disperato tentativo di superare la paura dell’isolamento che necessariamente l’uomo deve affrontare per costruirsi un’identità solida.
Identità, senza la quale non può esistere amore verso il prossimo.
Dove non vi è identità albergano odio e paura, non amore.

Identità non è xenofobia.

Nessuno che abbia un minimo di buon senso riproporrebbe un ritorno all’affermazione narcisistica dell’Io, nè a livello spirituale nè a livello sociale come struttura cardine delle “nazioni”. Nonostante ciò, chiunque si provi a dissentire dall’ordine globalista imperante, e a nominare con accezione positiva il termine “Identità”, viene accusato di essere portatore di una visione del mondo retrograda, che esporrebbe al rischio di un ritorno ai nazionalismi caratterizzati dal culto ossessivo delle identità, e volontà di potenza sulle altre nazioni con politiche che calcherebbero la scia della xenofobia. Questo ovviamente esporrebbe il mondo intero a tensioni tra Stati estremamente rischiose, visto soprattutto il livello di potenziale distruttivo raggiunto dagli armamenti attuali.
Esiste però un’alternativa tra quella che io definisco “fobia dell’identità” e l’affermazione narcisistica di essa.
La vera alternativa non è tra nazionalismi e globalismi. Ma tra piano orizzontale con decentramento del potere socio- economico, e piano verticale con potere accentrato in oligopoli.
Possono benissimo coesistere identità e multietnia, così come identità e forme di governo globali. Anzi, è prerequisito per l’esistenza stessa del concetto di multietnia – facilmente ricavabile dalla semantica lessicale stessa del termine – la preservazione dei caratteri peculiari di ogni singola etnia.
Che si tratti di un potere globalista o nazionalista/sovranista, nel momento in cui tale potere sovrasta le popolazioni
– elevandosi con fanatismo al pari di qualunque retrograda ideologia religiosa –  tramite processi di esautorazzione dei meccanismi democratici, la differenza tra queste due forme di governo (globalista e sovranista) viene de facto annullata.
Su questo argomento, ovvero sulle vere alternative che la classe dominante e gli intellettuali degradati al rango di loro maggiordomi non vogliono proporci – per timore che i popoli si destino dal letargo – sarebbe auspicabile riprendere in mano alcuni studi (molto in voga tra gli anni 60′ e 80′) tra le frange degli umanisti radicali, che sia in ambito romantico/conservatore, che socialista/progressista, si sono sforzati di teorizzare forme di società globalizzate che rispettino le identità dei singoli e delle comunità. Società comunitarie, democratiche, strutturate su l’adeguata miscela di centralizzazione e decentralizzazione del potere.
A sostegno di quanto affermato precedentemente riporto alcune frasi del noto psicoanalista/sociologo Erich Fromm:

<<Occorre risolvere il problema di come continuare la produzione industriale senza ricorrere a una centralizzazione totale, vale a dire senza sfociare nel fascismo vecchio stampo o, più probabilmente, in un fascismo tecnologico dal volto sorridente>>.

<< Occorre combinare la pianificazione a tutti i livelli con un alto grado di decentralizzazione, rinunciando all'<<economia di mercato libero>>, che del resto è ormai largamente fittizia>>.

(E.Fromm – “Avere o essere?” – IX Caratteristiche della nuova società)

(Erich Fromm)

Sul piano individuale, l’alternativa tra identità e non identità non esiste. Senza identità sorge la paura della disintegrazione del sè.
Con una concezione del senso di identità basato su valori narcisistici, a cui ci si aggrappa come ad un oggetto da possedere, si vive come rinchiusi all’interno di una prigione asettica; e tale condizione non può far altro che produrre nell’individuo noia e terrore dell’isolamento.
Amore e identità devono per forza di cose poter coesistere, pena, la paura della perdita del sè o il terrore dell’isolamento.

Poiché in sociologia viene definito “carattere sociale” la somma dei punti comuni dei caratteri individuali, questi “assunti”, in qualche modo, con gli ovvi e dovuti riadattamenti, devono coesistere anche su larga scala.
Se così non sarà avremo una società composta da individui affetti da patologie  psichiche di vario tipo, e conseguentemente una società affetta dalle stesse patologie, che divene essa stessa matrice di altrettanti individui malati.
Amare il “diverso” è unione con esso e preservazione della sua “specifica” e “singolare” diversità.

▪︎James Curzi

(Foto tratta da mariumblog.it)

La ricerca torna in tavola. Nei bar e ristoranti di Alessandria si fa sensibilizzazione sui linfomi con il progetto di FIL e Asco

La ricerca torna in tavola. Nei bar e ristoranti di Alessandria si fa sensibilizzazione sui linfomi con il progetto di FIL e Ascom.

Ad Alessandria “C’è più gusto con la ricerca”!
Torna oggi, 15 settembre – Giornata Mondiale per la consapevolezza sul Linfoma – l’iniziativa promossa da Fondazione Italiana Linfomi e Ascom-Confcommercio Alessandria, con il patrocinio del Comune di Alessandria e il supporto di sponsor privati, per coinvolgere e sensibilizzare la città su un tema difficile e importante quale la lotta ai linfomi. Patologia onco-ematologica tra le più diffuse, i linfomi in Italia colpiscono ogni anno circa 15.000 persone, con un’incidenza di 40 nuovi casi al giorno, quasi 2 ogni ora. Rispetto ad altre forme tumorali, consentono spesso alte probabilità di guarigione se il paziente riesce ad essere curato con i farmaci e con gli schemi terapeutici più appropriati. Di qui l’importanza fondamentale della ricerca.

Settembre è il mese dedicato a questo impegno.

Per il secondo anno, una rete di bar e ristoranti“Amici di FIL” dedicano una proposta dei loro menù alla ricerca sui linfomi. Scegliendo il “piatto/cocktail della ricerca” i cittadini possono prendere parte al progetto e contribuire alla raccolta fondi in favore della Fondazione.
Il ricavato, infatti, sarà devoluto a FIL.
L’iniziativa è in programma dal 15 settembre al 15 ottobre.

La Fondazione

La Fondazione Italiana Linfomi è un’organizzazione nazionale, con sede ad Alessandria, nata nel 2010 dalla naturale evoluzione di un gruppo di cooperazione spontanea tra clinici e ricercatori impegnati nello studio e nella terapia dei linfomi. Conduce studi clinici per migliorare diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti affetti da linfoma. Dall’inizio della sua attività, FIL ha coinvolto circa 10.000 pazienti in progetti di ricerca e condotto oltre 90 studi. Vi aderiscono oltre 150 centri onco-ematologici di ricerca e cura sul territorio italiano, tra cui l’Ospedale Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, con il reparto di Ematologia diretto dal Prof. Marco Ladetto, Vice Presidente della Fondazione.

Da sempre centro FIL, l’ospedale di Alessandria vanta una collaborazione proficua con la Fondazione, che si traduce in numerosi protocolli di ricerca sui linfomi e in un’attenzione speciale verso i pazienti – dichiara il Prof. Marco Ladetto, Direttore SCDU Ematologia dell’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria e Vice Presidente della Fondazione. Dal 2010 ad oggi ha partecipato a una cinquantina di studi promossi dalla Fondazione Italiana Linfomi, arruolando circa 300 pazienti, e ha collaborato a numerose pubblicazioni scientifiche. Progetti come ‘C’è più gusto con la ricerca’ ci consentono di portare il tema della ricerca scientifica tra le persone, per sensibilizzarle e far conoscere l’attività di una realtà d’eccellenza del territorio, ancora poco nota. Ringraziamo l’Ascom, l’amministrazione comunale e i partner commerciali che sono oggi al nostro fianco e invitiamo tutti i cittadini a prendere parte all’iniziativa nei prossimi giorni”.

“Aver pensato al titolo del progetto introducendo il binomio ‘gusto e ricerca’ è sicuramente una scelta molto suggestiva, ma anche carica di significati sociali. Come Amministrazione Comunale, dice il Vice Sindaco di Alessandria, ci sentiamo di condividere pienamente questa manifestazione, ma anche il modo creativo con cui a livello locale tanti operatori aderenti hanno deciso di partecipare. La rilevanza sociale di “C’è più gusto con la ricerca,” sta proprio in questo invito a considerare l’importanza della ricerca grazie ad un sostegno che auspico essere ampio, condiviso e consapevole. Un grazie agli aderenti, a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa e al costante impegno della Fondazione Italiana Linfomi”.

L’iniziativa

Il progetto “C’è più gusto con la ricerca” coinvolge quest’anno 14 locali, con le seguenti proposte gastronomiche:

  • Arterìa (via Vescovado, 18) – Hamburger di fassona e patatine 
  • Bar Gipsy’s (via Galvani, 12 ) – Aperol Spritz
  • Bio Cafè (via Erba, 12) – Girella di farro e caffè biologico
  • Bistrot Cavour (Via Cavour, 34) – I rabaton del Bistrot
  • Caffè Alessandrino (piazza Garibaldi, 39) – Agnolotti di stufato
  • Hop Mangiare di Birra (via Arnaldo da Brescia, 13) – Hamburger IO RICERCO (burger di chianina 200 g, lardo d’Arnad, granella di nocciole, funghi porcini, salsa cheddar)
  • Il Gallo d’oro (via Chenna, 44) – Risotto crema di rapa rossa e spuma di caprino
  • Il Moscardo (via Volturno, 20) – Agnolotti di stufato bio
  • Inn Ale Café (via Dante, 45) – Cocktail Rosmary (gin, succo di pera e acqua di rosmarino)
  • La Poligonia (via Poligonia, 50) – Piatto Marrakech (straccetti di pollo alle spezie tostate marocchine su verdure povere accompagnati da tajine di riso rosso della Camargue)
  • Pizzeria M. Condurro Antica pizza forcella dal 1937 (via Erba, 4) – Pizza al pesto / Dolce Jendy
  • Pizzeria Soleluna (via Fiume, 3) – Pizza mozzarella, gorgonzola, fichi
  • Timo e Rosmarino (via Alessandro III, 26) – Millefoglie di baccalà mantecato e pasta fillo con verdure marinate
  • Vesuvio (via Vochieri, 63) – Pennette al salmone

“Bar e ristoranti sono da sempre luoghi di convivialità, di relazione e di scambio e possono, anche per la loro capillarità sul territorio, portare un significativo contributo per sensibilizzare le persone sul tema della ricerca scientifica per la cura dei linfomi. – dichiara Alice Pedrazzi, Direttore Confcommercio della provincia di Alessandria – E’ già il secondo anno in cui si ripete l’iniziativa “C’è più gusto con la ricerca” e siamo lieti di contribuire nuovamente, insieme ai nostri Soci, alla diffusione di un messaggio così importante. Invitiamo la cittadinanza e tutti coloro che vogliono sostenere la Fondazione Italiana Linfomi, realtà nazionale con sede ad Alessandria che svolge un importantissimo lavoro a favore della popolazione, a visitare i locali aderenti scegliendo le proposte dedicate”.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di alcuni sponsor: Centrale del Latte di Alessandria e Asti, Grissitalia, Sasquatch, UnipolSai Assicurazioni Muda & Partners.

Una lotteria benefica per sostenere la ricerca indipendente

Contestualmente al lancio della campagna di sensibilizzazione nei bar e ristoranti di Alessandria, la Fondazione presenta oggi un’altra iniziativa: la lotteria beneficaUn cuore per la ricerca” che mette in palio 15 premi tra cui un IPhone 13, una borsa griffata, un diamante, esperienze gastronomiche e sportive. 

I 10.000 biglietti stampati sono in vendita al costo di 2,50 € l’uno, fino al 15 dicembre, presso la sede operativa FIL a Palazzo Pacto in Spalto Marengo 44, ad Alessandria.

L’estrazione finale avverrà il giorno 11/01/2023 alle ore 18, presso la sede operativa della FIL (Spalto Marengo 44 – Alessandria).

La Lotteria è finalizzata al sostegno dei progetti di ricerca scientifica indipendente promossi dalla Fondazione, cioè quelli che abitualmente non godono del supporto dell’industria farmaceutica. I fondi serviranno, in particolare, a finanziare nuovi protocolli per migliorare le possibilità di cura dei giovani pazienti e la qualità di vita dei pazienti che sopravvivono a un linfoma.

Di seguito l’elenco completo dei premi:

  1. Apple IPhone 13 256 GB colore nero “Midnight”
  2. Borsa Max Mara ANNAS
  3. Diamante NEWBRIL da 25 punti
  4. Tostapane “Smeg” due fette, colore rosso
  5. Spremiagrumi Pure Juice One JMP400WH Kenwood
  6. Cena per due da Ristorante “La Fermata” a Spinetta Marengo (AL)
  7. Cena per due da Ristorante “Anna Ghisolfi” a Tortona (AL)
  8. Bottiglia da 100 ml di Aceto Balsamico di Modena Extra vecchio “Acetificio Carandini”
  9. Buono per un Bike Tour a cura di Lifebike
  10. Box quindici prodotti “Latteria Soresina”
  11. Box dieci prodotti “Latteria Soresina”
  12. Scatola da 1400 gr di “Baci Gallina”, della Pasticceria Gallina di Alessandria
  13. Bottiglia Grappa Mazzetti “Antica Distilleria Di Altavilla”
  14. Due confezioni Matita di Lavignone – Barbera d’Asti DOCG “Pico Maccario”
  15. Due candele di cera vegana da 180 gr ciascuna, fragranze ambra e gelsomino, realizzate a mano da “La Soffitta di Sil”

Il Regolamento della lotteria è pubblicato sul sito filinf.it.

Per maggiori informazioni sulla lotteria e sull’iniziativa “C’è più gusto con la ricerca” si può inviare una mail all’indirizzo comunicazione@filinf.it o chiamare gli Uffici FIL allo 0131 033152.

Marco Galvagni poeta, saggista e critico letterario è un nuovo autore di Alessandria today

Marco Galvagni poeta, saggista e critico letterario è un nuovo autore di Alessandria today

Pier Carlo Lava

Sono lieto di comunicare a tutti i nostri lettore che nel contesto di un piano di sviluppo di Alessandria today Marco Galvagni poeta, saggista e critico letterario è un nuovo autore della nostra redazione.

A Marco Galvagni do il mio benvenuto anche a nome di tutti gli autori e gli auguro buon lavoro.

Marco Galvagni Autore

NOTE BIOGRAFICHE

Marco Galvagni (Milano, 1967) è poeta, saggista e critico letterario.

Ha pubblicato sinora dodici raccolte di poesia: Nel labirinto (Montedit, Melegnano 2001), L’arcobaleno, ivi 2002, Nel germoglio vergine, ivi 2003 (Premio Nazionale Falesia, Piombino 2004), Il gomitolo dei sogni (ilmiolibro, 2010), Profumo di vita (CTL, Livorno 2016), Gocce di stelle, ivi 2018, I sottili pensieri di canto, ivi 2019, Dieci dolcezze (Puntoacapo Editrice, Savona 2020), Un’orchidea selvaggia (Transeuropa, Massa Carrara 2020), Le note dell’anima, ivi 2020, Luce d’aurora (Eretica Edizioni, Salerno) 2021 e Sogno d’amore, ivi 2022.

Ha effettuato diversi reading, tra i quali i più rilevanti sono quelli che si sono svolti a Casa Merini e quello tenutosi al Teatro Filodrammatici di Milano con Giuseppe Conte e Tomaso Kemeny, tutti nel 2016. 

E’ stato segnalato a soli 15 anni nel Premio Internazionale Mosè Bianchi (MI) 1982. Ha ricevuto molti riconoscimenti in Premi Nazionali sia per l’edito che per l’inedito e lusinghieri apprezzamenti da parte di poeti di assoluto rilievo, in particolare da Giuseppe Conte.

Dieci sue poesie sono state pubblicate dalla rivista mensile nazionale Poesia, altre dalla rivista Liburni Arte e Cultura e dai blog letterari Riverso, Poesie Aeree e Alessandria Today. Suoi contributi critici sono presenti sulla rivista letteraria artistica Internazionale Le Muse (RC) e nel blog letterario Semi di Inchiostro (https://www.semidiinchiostro.com

Ora ha iniziato un  romanzo dal titolo Fantasie cromatiche.

Sito web: https://www.marcogalvagni.org 

Sito web: www.marcogalvagni.org

Se qualcuno mi domandasse, sei libera?, di Iris G. DM

Se qualcono mi domandasse,

sei libera?

Io risponderei,

si lo sono!

Libera dentro di me,

libera dentro la mia anima e nel mio cuore.

Libera nei miei pensieri!

Quello che sono fuori,

le mie azioni, quello che dico,

hanno catene e lucchetti di ferro!

Ma è quello che gli altri vogliono,

non quello che voglio io,

che custodisco dentro di me,

la mia libertà, il mio modo di essere,

mio.

Segreto, misterioso, silenzioso, ma mio! Iris G. DM

Giornate europee del patrimonio: tutte le iniziative della rete MoMu – Monferrato Musei

Giornate europee del patrimonio: tutte le iniziative della rete MoMu – Monferrato Musei
Sabato 24 e domenica 25 molti gli appuntamenti a Casale e nel Monferrato

 
Tornano le Giornate Europee del Patrimonio promosse dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e dal Ministero della Cultura che per il 2022 avranno come filo conduttore Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro.

Anche MoMu – Monferrato Musei, la rete che racchiude in un unico biglietto otto realtà espositive del territorio (www.comune.casale-monferrato.al.it/MoMu), aderirà a questa importante iniziativa proponendo nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 settembre una serie di iniziative e attività per promuovere il proprio patrimonio.

Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi – Casale Monferrato
Il Museo Civico di Casale Monferrato prevede un’apertura straordinaria per la sera di sabato 24 settembre dalle 21,00 alle 24,00, con la possibilità di accedere alle tre sezioni visitabili di Pinacoteca, Gipsoteca Bistolfi e Sala Vidua con biglietto simbolico di 1,00 €. Alle ore 21,30 sarà offerta, senza costi aggiuntivi, una visita guidata tematica alle collezioni dal titolo Amicizie d’Arte, approfondimento a cura di Jessica Tocco, volto a testimoniare la vivida stagione artistica tra Ottocento e Novecento in Piemonte: arte, valori e amicizia tra pittori e scultori nella cerchia del maestro del Simbolismo italiano Leonardo Bistolfi.

Oltre all’apertura serale, il Museo Civico resterà comunque visitabile nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 con ingresso a pagamento e con i consueti orari: dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,30.

Museo del Duomo / Sacrestia Aperta – Casale Monferrato
Il Museo del Duomo di Casale Monferrato – Sacrestia Aperta, aderisce all’iniziativa con l’allestimento della mostra L’arte dei mestieri. Devozioni e confraternite nella Cattedrale di S. Evasio. L’evento si pone in relazione con il tema Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro presentando una riflessione legata al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio immateriale, con particolare riferimento a quello prodotto dalle numerose confraternite anticamente presenti in Cattedrale.

La mostra sarà aperta, a ingresso gratuito, sabato 24 e domenica 25 dalle 15,00 alle 18,00.

Sabato 24 alle ore 18,30 sarà inoltre possibile procedere alla scoperta delle confraternite cittadine che avevano sede nei Cantoni Laco e Vaccaro. Ritrovo all’ingresso del Duomo.

Per info: 392.9388505; antipodescasale@gmail.com

Comunità Ebraica – Casale Monferrato
La Comunità Ebraica di Casale Monferrato, in linea con il tema suggerito dal Ministero Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro, aderisce alle Giornate proponendo all’interno del museo dei Lumi l’esposizione di Chanukkioth Sostenibili, con visite a partire dalle 10,00 fino alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 di domenica 25.

Sacro Monte di Crea – Serralunga di Crea
Il Sacro Monte di Crea propone l’iniziativa Sustainable Heritage al Sacro Monte di Crea: Un’eredità per Il futuro.

Sabato 24 settembre gli studenti dell’Istituto Leardi di Casale Monferrato apriranno al pubblico la Cappella I Martirio di Sant’Eusebio, la Cappella V Natività di Maria e la Cappella XXIII Incoronazione di Maria detta Il Paradiso, nella splendida cornice del Santuario e Sacro Monte di Crea, dopo i recenti interventi di restauro e al termine del percorso formativo Guida per il Sacro Monte di Crea attivato dall’Istituto con l’Ente di Gestione dei Sacri Monti – Riserva Speciale del Sacro Monte di Crea, come esperienza “sul campo”, per guidare i visitatori del bene aperto e per utilizzare le conoscenze e le capacità acquisite.

PROGRAMMA
Apertura dalle ore 15,00 alle ore 18,00 di sabato 24 settembre 2022, ingresso gratuito

Cappella I Martirio di Sant’Eusebio: la visita è consentita solo a piedi. Ritrovo e partenza sulla Piazza del Santuario alle 15,00, alle 16.00 e alle 17,00, discesa a piedi attraversando la Riserva e ritorno, in compagnia del guardiaparco. È obbligatorio indossare scarpe comode da trekking. Per motivi di sicurezza e di traffico veicolare, è vietato sostare davanti alla Cappella con la propria auto.

Cappella V Natività di Maria, sulla Piazza, di fronte al Santuario. Antistante la cappella sarà inoltre proiettato il video “L’Unesco e i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia” realizzato dagli studenti della classe 3A TUR dell’Istituto Leardi a.s. 2021-2022.

Cappella XXIII Il Paradiso, breve passeggiata fino al culmine del colle, a conclusione della Via Sacra, punto panoramico sul Monferrato casalese.

Associazione Culturale San Giacomo – Lu Cuccaro
L’Associazione Culturale San Giacomo di Lu propone l’apertura straordinaria dell’antica Chiesa di San Nazario con l’obiettivo di presentare al pubblico, accompagnati da una guida esperta, il risultato degli interventi conservativi realizzati fino ad oggi per tramandare alle future generazioni di questo importante gioiello architettonico luese risalente al XII secolo ma rimaneggiato in stile neogotico tra il 1914 e il 1915 e per secoli sede patronale della nobile famiglia Bobba.

La chiesa sarà aperta nel pomeriggio di sabato 24 settembre, dalle 16,00 alle 18,00, e nella mattinata di domenica 25 settembre, dalle 10,00 alle 12,00 con visite ogni mezz’ora.

Sempre sabato 24, dalle 14,30 alle 18,00 e domenica 25 settembre dalle 10,00 alle 12,30 nel borgo di Lu, sarà possibile visitare, come di consueto, anche il Museo San Giacomo, che conserva il celebre dipinto di Pietro Francesco Guala I Canonici di Lu (1748), tele della pittrice Orsola Maddalena Caccia, la mostra permanente dedicata al luese Luigi Onetti (1876-1968), sculture lignee, argenti e tessuti di pregio legati al territorio.


Casale Monferrato, 20 settembre 2022


Il presente comunicato è redatto in modo impersonale (senza nomi e virgolettati) secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge n° 28 del 22 febbraio 2000 in tema di par condicio nei periodi pre-elettorali.

La poesia di denuncia, un grido per la pace, per non dimenticare…

Nell’ambito artistico, la poesia è la disciplina più delicata e più chirurgica di tutte, con la sua capacità di utilizzare in maniera esatta le parole, curvandole con quello che i latini chiamavano «labor limae», vale a dire dedicandosi a quella limatura e a quell’attenzione necessarie per una comunicazione esatta, conchiusa. In ogni epoca, con ogni lingua. È così quando l’uomo si è trovato a fare i conti con un conflitto, la poesia ha dato sempre il suo contributo per la comprensione di quella realtà, tra denuncia e tentativi di trovare una via d’uscita. Il poeta Giuseppe Ungaretti, una fra le principali voci dell’Ermetismo italiano, forse, ha risentito più di ogni altro intellettuale del suo tempo del dramma della Grande Guerra: della carneficina immane e senza precedenti che ha apportato, della sofferenza che ha causato, degli aspri combattimenti su passi di montagna e cime innevate che l’hanno caratterizzata, per la prima volta si fece uso in guerra di armi nuove e potenti, frutto del progresso e della scienza applicata alla pratica che, seppur ancora agli inizi di un’età che li avrebbe visti quali indiscussi protagonisti e detentori del destino di milioni di uomini. Il conflitto tra Ucraina e Russia che dura ormai da 8 anni non è da meno: la storia non ha insegnato niente ma la poesia continua a fare sentire la sua voce attraverso i poeti della nuova generazione. E’ questo il caso della giovane poetessa ucraina Lyudmila Legostaeva.

NAPOLI

Protagonista di questa poesia contro la guerra è il “viburnum”, una specie di pianta fiorita nel famiglia Adoxaceae nativo in Europa, Nord Africa e Asia centrale, diventata uno dei simboli dell’Ucraina: le sue bacche simboleggiano la casa e la terra natale, il sangue e le radici familiari.

Viburnum ha scritto lettere dall’Ucraina
Alle bianche betulle russe,
E caddero grosse gocce rosse
O sangue, o lacrime.
Ha scritto: “Portate via i vostri ragazzi,
Che gli ospiti non fossero stati invitati,
Perché gli estranei muoiono in qualcun altro?
I combattimenti qui sono terribili.
Sei sfacciatamente mentito sul fatto che i ragazzi stanno “vagando”,
Furono gettati nella gola della guerra ..
La guerra non è addestramento… qui uccidono davvero,
Questi sono i tuoi fratelli e figli.
Verrà insegnato loro a sparare alle persone con un cannone,
Insidioso dare l’ordine.
I figli dovrebbero nascere per questo?
Per fermare il loro tempo qui?
Metti croci al collo dei ragazzi,
Ora prendono di mira le persone
Uno di questi è sia la lingua che la fede
Per il bene di idee bizzarre.
Alcuni non torneranno mai a casa,
I campi sono pieni di tombe,
I vivi sono storpi, il loro destino è bizzarro,
Uccelli senza ali.”
Viburnum ha scritto lettere e inviato
Con stormi di sangue nero…
Intorno al viburno bruciava e bruciava,
E le ceneri sono volate a terra.
Anche se gli scatti di “Gradiv” hanno spaventato il viburno
E i fuochi si chiusero in un anello,
Ha scritto, urlando a morte
Ed era una vera combattente…
costole rotte, tempie tagliate,
Tutti i rami sono danneggiati,
E caddero gocce di rosso e di sale,
Le candele bruciavano come una chiesa.
Perché tutta questa terra non è bagnata di rugiada,
E sangue umano senza limiti,
Non era dolcemente scaldata dal sole,
E le ceneri dopo l’incendio…
Viburnum ha scritto lettere dall’Ucraina
In diverse parti del mondo:
“Non dormire, aiuto. Ci sparano alle spalle
E voglio distruggere al Cremlino … ”
È difficile accettare guerre e perdite,
Il popolo prese questa croce e la portò…
E ci inchineremmo alla terra di quel viburno,
Manca una lettera scritta,
Per la sua sincerità, coscienza non corrotta,
Che anche nel fuoco non bruci…
E lascia che la coscienza dorma ancora nel paese delle betulle,
Ma presto tutto il boschetto sarà rumoroso!

*Dove tuonano le bombe e l’uomo fallisce facendo vincere la follia…ancora risuona l’eco delle parole, le speranze, la denuncia nei versi, l’unica voce rimasta a questi giovani circondati solo da sangue e morte, miseria e la terribile sensazione di essere lasciati soli.

Mantra, di Roberta Calati

Mantra 

In un mondo che se ne va 
mi ritrovo nel riflesso
del suono di qualche verso
che rimanda incantesimi.
 
Come petalo al vento
m'affido al presagio
ammirandone la forma
dinanzi all'autunno
precoce che avanza 

Ho toccato il sentimento 
graffiando la melodia
senza trasfigurarne la vita

Ho versato un tramonto
nel bicchiere annegando
le ali e la voce disegnata
sul bianco della neve

Ho rubato la favilla
che ha colmato il tempo
che ho abitato

Ho chiuso la finestra
nel nido dove vivono
gli aquiloni per non fare
entrare i silenzi

Roberta Calati 

L’angolo della poesia: ” Il senso della vita” di Caterina Alagna

Salerno, ore 11:50

Link al mio blog: https://farfallelibereblog.blogspot.com/

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 Il senso della vita non lo trovi 

 nelle camere laccate  

degli alberghi di lusso

nelle vesti sfarzose,

nei gioielli scintillanti 

di giovani dame danzanti

con gli occhi sempre in cerca 

degli sguardi degli amanti.

Il senso della vita pulsa

nei lugubri sobborghi di periferia,

nelle bettole fatiscenti dove

gli alcolizzati si bevono la vita.

Tra le strade sferrate, 

piene di sassi, 

tra gli schiamazzi dei bambini 

che corrono festanti

con l’acqua nelle scarpe,

i buchi nelle tasche e gli occhi felici.

E’ dove un uomo solo, 

ogni giorno,

affronta il mondo che gli rema contro.

E’ nelle case bestemmiate, 

dove i piatti son vuoti

e le parole sboccate.

E’ nei cuori solitari e pieni di spine,

dove, fulgida, vibra ancora una speranza…

prima o poi cambierà e torneremo a 

sorridere.

BISCOTTI CON GOCCE DI CIOCCOLATO — dolci.follie

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Quanti di voi amano iniziare la giornata con dei buoni e friabili biscotti fatti in casa? Oppure fare un break goloso e allo stesso tempo sano ed equilibrato con un dolcetto homemade? Noi non possiamo fare a meno di tutto ciò ed è per questo che spesso ci rifugiamo in cucina a prepare qualcosa di […]BISCOTTI CON GOCCE DI CIOCCOLATO — dolci.follie

LEMON SQUARE — dolci.follie

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Abbiamo trovato il modo di illuminare la nostra giornata!Volete sapere come? Con i LEMON SQUARE! Se ancora non li conoscete, possiamo assicurarvi che questi dolcetti di origine anglosassone vi conquisteranno al primo assaggio. Tre strati di pura bontà: una base di frolla, un morbido ripieno al limone ed una crosticina croccante, che urlano estate da […]LEMON SQUARE — dolci.follie

PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO — dolci.follie

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Se state cercando una ricetta per un dolce fit, ci spiace deludervi ma da noi non la troverete mai. Accantoniamo le calorie e godiamoci l’assaggio di questo morbidissimo PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO, con tanta tanta panna nel suo impasto. La vita è già dura di suo è un dolce fit, noi proprio […]PAN DI PESCHE AL PROFUMO DI BASILICO — dolci.follie

MESSAGGI DEL CORPO, di Silvia De Angelis

Di tanto in tanto, il nostro corpo ci trasmette dei dolori fortissimi, in un suo punto focale, che mai ci aveva dato delle noie.

Rimaniamo sbalorditi, per l’ intensità di quel cruccio, e difficoltosa ricerca della cura che possa estinguerlo in via definitiva. Infatti in quel determinato periodo ci sentiamo quasi invalidi,privati della nostra vita di sempre, perché non riusciamo a debellare il problema alla radice.

Allora ci rendiamo davvero conto di quanto “la macchina corpo” sia delicata, e quanto basti poco a renderla inefficiente.

In età giovanile ci si riprende in breve tempo da qualsiasi fastidio, ma al susseguirsi delle stagioni di vita, malesseri strani, e mai conosciuti prima, fanno capo a una serie di interrogativi che mai ci eravamo posti prima.

Piccoli disequilibri delle vertebre, fastidi della digestione, qualche attico di panico e così via….

fino a toglierci, quella sicurezza spavalda, che aveva accompagnato i nostri precedenti giorni e che ora, al contrario, ci vede  più vulnerabili.

La calma e la positività, sono i migliori alleati, per sostenere questi allarmanti momenti di vita che vorremmo cancellare dal nostro menù quotidiano, ma sembra sia impossibile farlo….

quindi armiamoci di pazienza ed ascoltiamo tutti i messaggi di “questo sconosciuto” cercando di assecondare tutte le sue richieste……

@Silvia De Angelis