DIMENTICANDO, di Silvia De Angelis

quandolamentesisveste

Sciolgo
quel timido boccolo
al mattino
inspirando
il sapore
d’un’alba intrisa
d’un profumo adulatorio
Lascia intendere
l’ebbrezza ammaliante
d’un dì brioso
ove asimmetriche flemme
ingannino labili tracce di memoria
nell’appuntamento fugace
con drappi scadenti e scoloriti
d’un cerchio
circumnavigato all’inverso
per non intravedere
ancora
affanni che si rincorrano
nel suo diametro incalzante
@Silvia De Angelis 2016

View original post

il mio amore, di Stefano Polo

Il mio amore mi fa sognare
ridere, piangere…
E’ come un arcobaleno che sorride
ai miei occhi
mai stanchi del suo viso
cosi splendente come un aurora
al mattino…
E’ come un battito del cuore
all’infinito
che fa eco nel mio animo…
Il mio amore mi porta
su nel sole
dove non esiste il buio
solo luce e dolci pensieri…
Il mio amore mi guarda
penetra dentro me
e guarda il mio cuore mai
sazio di lei…
Il mio amore è come una rosa
che cresce dentro di me
piano piano
e mette delle radici
piene di sentimento e calore…
Il mio amore è come un frutto maturo
che solo la mano dell’amore
è pronto a cogliere.

Cibo e poeti, in cucina con Dante

Dal Convivio alla Divina Commedia, il sommo poeta Dante ha imbandito delle tavolate molto particolari per i suoi lettori di ieri e di oggi, confermando la fama della buona cucina italiana. Nel periodo in cui Dante Alighieri visse a Firenze, verso la fine del XIII secolo, la città stava raggiungendo un ottimo tenore di vita civile e culturale. Il benessere economico aveva creato i presupposti per uno sviluppo della città in senso artistico e culturale. Infatti anche la cucina divenne, in questo periodo, più ricca e raffinata: dalla Sicilia arrivavano le mandorle, la frutta candita e lo zucchero di canna; dall’Oriente le profumatissime spezie. I mercati fiorentini, ben organizzati e controllati dalle autorità, erano ricchi di prodotti, che ogni giorno arrivavano freschi dal “contado”: in particolare ortaggi, uova, pollame e formaggi.
E noi, commensali affamati, ci sediamo ardenti di desiderio alle sue mense, pur consapevoli che forse non riusciremo a gustare fino in fondo alcune prelibatezze, e soprattutto per nulla timorosi di incorrere in quel peccato della gola punito nell’Inferno perchè vizio capitale e da espiare come tendenza peccaminosa nel Purgatorio. Gregorio Magno lo definiva vizio carnale già nei Moralia: mangiare con avidità o fuori pasto frequentemente, eccedere nelle quantità, scegliere cibi prelibati, esagerare nei condimenti. Bastava rientrare in una di queste situazioni e personaggi come Ciacco, Forese Donati o Bonaggiunta Orbicciani venivano immediatamente tacciati di questo peccato.
Quello che Aristotele nella sua Etica indicò come una sorta di schiavitù perché è un desiderio naturale, seppur di cibo, ma smodato e portato all’eccesso, nella religione cattolica diventava un peccato grave: un impulso naturale, il nutrimento fondamentale per la vita, si trasforma in un desiderio disordinato d’appagamento immediato del corpo fino al compiacimento, perciò da condannare sia in quanto mancanza di autocontrollo e diretto verso un bene terreno e non verso Dio, sia come forma di disuguaglianza sociale in un momento storico in cui fame e povertà erano la quotidianità per molti. Le indicazioni della Chiesa erano molto puntuali e Dante non vi si sottrasse; un uomo sobrio, amante del cibo semplice e consapevole della gravità del peccato della gola: forse per questo il sommo poeta nelle sue opere non introduce mai riferimenti diretti al cibo, se non generici o in forma di metafora, a cominciare dal banchetto per eccellenza che allestisce per i suoi lettori, quello del Convivio. Passando alla Divina Commedia, Dante non tralascia il tema del mangiare, sia come metafora sia come peccato: sono state rilevate ben 17 ricorrenze per la parola fame e 16 attestazioni del termine cibo. Il desiderio smisurato di cibo viene condannato e punito nel terzo cerchio: qui Dante, dopo aver placato Cerbero gettando pugni di terra nelle sue “bramose canne”, presenta ai lettori il più famoso goloso della letteratura, quel Ciacco (Ciacco da Buoninsegna o Ciacco dell’Anguillara), che sarà anche protagonista di una novella del Decameron: si rivolta nel fango, battuto da una pioggia immutabile. L’immagine della cucina ritorna nella quinta bolgia, nella scena dei diavoli chef che fanno lessare la carne dei barattieri, qui puniti, in una sorta di pentolone da brodo: la pece bollente. “Non altrimenti i cuochi a lor vassalli fanno attuffare in mezzo la caldaia, la carne con li uncin, perché non galli…” Infine è San Bernardo a sottolinearlo a Dante nel XXXII canto; solo il pan de li angeli (Paradiso II, v. 11), cioè il nutrimento della contemplazione mistica, dei misteri divini di cui si può finalmente essere ghiotti, potrà saziare, culminando nell’ultimo canto nella pienezza della visione di Dio: è la ricompensa finale per una vita condotta con purezza e rettitudine.

NAPOLI

[Convivio, I, cap. 1]

Oh beati quelli pochi che seggiono a quella mensa dove lo pane de li angeli si manuca! E miseri quelli che con le pecore hanno comune cibo! […] Coloro che a così alta mensa sono cibati non sanza misericordia sono inver di quelli che in bestiale pastura veggiono erba e ghiande sen gire mangiando”.

*Come sempre nella storia, ecco che la Chiesa minacciava, condannava in un marasma di ipocrisia. I preti imponevano il digiuno, ritenendo il cibo un peccato di gola mentre le cucine dei monasteri traboccavano e la maggior parte del popolo soffriva la fame.

TEMPI NOSTRI, di Silvia De Angelis

E’ proprio vero che l’andar del tempo, con la sua incessante forza, riesca a modificare tutto….

E questi poveri maschietti, protagonisti, da sempre del mondo intero, compreso il dominio totale sul sesso opposto, si trovino, un attimo a disagio vedendo decadere, giorno dopo giorno, la loro supremazia sulle “coinquiline”.

Queste donne, cresciute, nella loro intrinseca sostanza, negli ultimi lustri, hanno dato prova di grande abilità, riuscendo addirittura a scavalcare i loro compagni, con motivata preparazione e tenacia   in vari settori lavorativi e tecnici…..chi lo avrebbe mai, solo pensato, fino a cinquanta anni fa?

Certamente le signore oggi sono più disinvolte, affrontano la vita con un notevole spirito battagliero ponendosi dei traguardi ben precisi, che  cercano di raggiungere, anche, con stressanti sacrifici.

Una volontà ferrea e un desiderio di vivere l’esistenza in tutte le sue manifestazioni, pone oggi, il gentil sesso, al centro di moltissime attività produttive, anche perché è dotato di un’attività cerebrale, molto creativa che le permette di rinventarsi e di programmarsi, in qualsiasi momento di vissuto disagio emotivo.

Gli uomini, nel frattempo, sono diventati sospettosi e insicuri e, qualche volta, tentano addirittura di  creare difficoltà alle loro antagoniste (se così le possiamo chiamare)….del resto bisogna anche

comprenderli….non è facile veder scivolar via il proprio scettro, dopo che da sempre se ne è tenuto ben saldo il manico!

Allora qualche volta i maschietti, lasciano trapelare la loro aggressività, altre volte sminuiscono la loro personalità lasciando completamente le redini del gioco alla compagna, altre ancora si rifugiano in un eremo solitario per non avere alcun condizionamento con una femmina qualsiasi….

Le ragazze, a loro volta, hanno difficoltà notevoli a incontrare un partner che rispecchi, a pieni voti, quanto “si muova” nei loro desideri, e spesso. deluse da incontri che ritengano insignificanti, preferiscono proseguire il cammino per i fatti loro.

@Silvia De Angelis

A VOLTE…, di Silvia De Angelis

Talvolta non ci rendiamo ne anche conto, di quanto possa influire, il nostro stato d’animo, sull’andamento d’una conversazione a due.

Infatti se siamo distesi e ben pensanti, saremo molto vicini, mentalmente, al nostro interlocutore, assecondandolo, con positività su qualsiasi tipo di argomento egli voglia parlare. E anche se non

siamo completamente d’accordo, sulle sue affermazioni, ci  mostreremmo soddisfatti dei suoi punti di vista, che troveremmo creativi e interessanti.

Tutto cambia se quando intraprendiamo un colloquio qualsiasi, siamo di pessimo umore. Il nostro nervosismo, si rifletterà immancabilmente in quel dialogo, trovandoci polemici e maldisposti verso la persona con cui stiamo parlando.

E’ incredibile quanto la nostra predisposizione mentale dell’attimo, possa condizionare, ogni nostra azione. Non sempre riusciamo a controllare le nostre pulsioni interiori, e talvolta, trascinati dall’istinto,

non buono dell’attimo, siamo capaci di rovinare situazioni valide, che nel tempo non si possono più recuperare.

Sapersi controllare e riuscire a dominare quegli istinti, talvolta aggressivi, dovuti a malcontento o a un periodo complicato della vita, non è cosa  facile, ma con la pazienza e l’esperienza, si riesce a

modellare, almeno un po’, la parte del carattere “indisciplinata”, che spesso può creare dei problemi nei rapporti col nostro prossimo.

Alcuni esercizi di respirazione, aiutano a riprendere il controllo di sé stessi; oppure esistono delle pratiche di rilassamento, anch’esse utili all’occorrenza.

Penso che essere in pace con gli altri, aiuti a vivere meglio, e sviluppi una consapevolezza di vita di grande positività interiore.

@Silvia De Angelis

43 // VERSI DELL’ESILIO, IBN HAMDIS

43 // VERSI DELL’ESILIO, IBN HAMDIS

 di glasmundo

Alcuni dei più appassionati, dolenti e speranzosi versi dedicati all’esilio dalla terra natìa.

Dal Diwan di Ibn Hamdis, poeta arabo siciliano (1056-1133).

.

Traduzione di Michele Amari

Custodisca Iddio una casa di Noto e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole!

Con nostalgia filiale anelo alla patria, verso cui mi attirano le dimore delle belle sue donne.

E chi ha lasciato l’anima a vestigio di una dimora, a quella brama col corpo fare ritorno.

Viva quella terra popolata e colta, vivano anche in lei le tracce e le rovine!

Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si son consumate le membra e le ossa dei miei avi.

.

Traduzione di Francesco Gabrieli
(versione del 1948, in Ruta, C. e Blasone, P., Poeti arabi di Sicilia, Messina, Edi.bi.si., 2009)

II.

Oh, custodisca Dio una casa di Noto, e fluiscano su di lei le rigonfie nuvole!

Ogni ora io me la raffiguro nel pensiero, e verso per lei gocce di scorrenti lacrime.

Con nostalgia filiale anelo alla patria, verso cui mi attirano le dimore delle sue belle donne.

E chi ha lasciato il cuore a vestigio di quella dimora, a quella brama col corpo fare ritorno.

IV.

Giuro che mai ho chinato il capo nel sonno, senza che, malgrado la lontananza, mi visiti l’immagine della Valle [dell’Anapo o del Cassibile, N.d.T.] presso cui sono i miei.

La terra ove germogli la pianta dell’onore, ove dei cavalieri caricano in guerra contro la morte.

Viva quella terra popolata e culta, vivano anche di lei le tracce e le rovine!

Viva il profumo che ne spira, e che i mattini e le sere fan giungere fino a noi!

Vivano tra essi i viventi, e vivano anche le membra loro composte nel sepolcro!

V.

Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si son consunte le membra e le ossa dei miei,

come anela fra le tenebre al suo paese, smarrito nel deserto, un vecchio cammello sfinito.

Vuote mi son rimaste le mani del primo fiore di giovinezza, ma piena ho la bocca del ricordo di lei.

Ibn Hamdis

.

Chiosa del marzo 2020

Nel ripubblicare questi versi alla data odierna, sono spinto dal desiderio di rileggerli come capaci di dare corporeità sia alla traduzione sia alla trasmissione di un senso di appartenenza.

Nella prospettiva di un loro ampio respiro spaziale e temporale, essi mi appaiono caratterizzati da una duplice capacità dialogica nel rinsaldare legami.
In primo luogo, attraverso il riferimento a radici individuali e collettive o la loro ricostruzione, grazie a elementi simbolici non soltanto tangibili, ma anche diacronici, in grado di riannodare i fili di un tempo esteso.
In secondo luogo, attraverso la capacità di costruire presenza, in un evocare edificante, in un annullare la lontananza trasformandola in prossimità.

Credo che abbiamo la necessità di condivisi inni all’appartenenza e alla relativa speranza.

.

Altri versi di Ibn Hamdis QUI

Altri, minori, versi su esilio, nostalgia ed esodi QUI.

.

(Articolo e foto di G. Asmundo)

EMOZIONI TACIUTE, Silvia De Angelis

EMOZIONI TACIUTE

solisti nell’imperturbabile gioco di sensi

avvolgente lune solitarie

nel mare delle emozioni taciute

sorseggiamo sfumate nervature d’amore

in regie foderate d’intimità

emozionali porpore di

baci

muovono inaspettati sussurri nel ventre

coinvolto nel crepitio di febbri primaverili

sfianca dolcemente

l’estenuante essenza di morbide corolle

schiuse nell’evaporazione di pensieri

gettati nell’odore di verde boschivo

@Silvia de Angelis

https://deangelisilvia.blogspot.com/

Dolci piemontesi: i baci di dama

Baci di dama

I baci di dama sono dei biscotti originari del Piemonte della città di Tortona dove nacquero un secolo fa, chiamati così perché composti da due calotte di pasta unite dal cioccolato che richiamano due labbra intente a baciare.

I baci di dama nacquero a Tortona nell’Ottocento ed erano originariamente prodotti con le nocciole piemontesi, più facili da reperire e meno costose delle mandorle. Sarà infatti il cavalier Stefano Vercesi sul finire del 1810 a modificare la ricetta sostituendo le nocciole con le mandorle e brevettando i “baci dorati”. Presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906, vincono la medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria del tempo.
(Fonte: Wikipedia)

FORMA RINATA, personale di Alessandra Guenna, presso STUDIO 55 di ANNA GATTO a Novi Ligure (AL)

NOVI LIGURE – Domenica 11 settembre 2022, è stata inaugurata la mostra personale, FORMA RINATA, di Alessandra GUENNA, presso lo STUDIO 55 della pittrice, scrittrice e poetessa Anna GATTO. Quest’ultima, con cortesia e gentilezza, ha introdotto gli ospiti partecipanti al recente vernissage tenutosi, con contestuale presentazione delle opere che rimarranno esposte fino al 30 settembre 2022, presso il suo spazio a disposizione dell’arte e della creatività, situato in via Guglielmo Marconi, 55 a Novi Ligure (AL).

Le realizzazioni artistiche di Alessandra GUENNA rappresentano un costante e rinnovato proponimento della massa del corpo femminile, in una versione che si espande nello spazio, secondo una forma che si riveste di tinte che, generalmente, tendono al grigio, nelle varie tonalità più chiare e più scure o al rosso. Ispirata da Picasso e Matisse (ma anche, probabilmente, da tutti quegli artisti, come ad esempio, Rubens o Renoir che hanno cercato la formosità del corpo femminile) l’artista non manca di captare l’attenzione con volumi fisici incarnati nella terza dimensione e, comunque, pieni di un significato simbolico di materia densa e tondeggiante. I “personaggi” delle sue realizzazioni d’arte tendono ad assomigliarsi, pur essendo varia la tematica espressa in ciascuna. Vi sono, infatti, richiami mitologici e tratti dall’antica tradizione culturale greca, come nelle opere dedicate alle Baccanti o in quella dedicata alla visita seduttiva ed amorosa di Zeus, tramutatosi in cigno per raggiungere indisturbato la sua amata o in quella relativa ad Apollo e Dafne oppure nell’opera dedicata ai Satiri e alle Ninfe. Vi sono, poi, richiami a carattere religioso, come nell’opera dedicata agli Angeli o al Bacio di Giuda. Vi sono, infine, opere con una collocazione spazio-temporale indefinita, come quella relativa alle Attese, alla Presenza, alle Bagnanti, ai Segreti… In tutte le sue realizzazioni, Alessandra GUENNA ricerca la forma che tende ad essere muscolosa, ma, al tempo stesso, aggraziata e dai lineamenti ricurvi che esprimono anche una certa sensualità e si tratta di corpi semplificati, in cui si mette in evidenza la massa generale, più che il dettaglio di ciascuna parte costituente. La testa di tali “personaggi” femminili è sempre priva di capigliatura, rasata, perfettamente in armonia con il tondeggiare di tutto il resto del corpo. Tra le opere della GUENNA sono ricomprese anche quelle frutto di un’ispirazione immediata, come la riproduzione dell’immagine di una Sirena su un tocco di legno, in parte lavorato e scoperto, per caso, presso la residenza di un amico di famiglia. Il genio artistico si esprime nel modo più originario e creativo, così ovvero con la trasmutazione istantanea della realtà in qualcosa di diverso e somigliante ad un’immagine, ricavata da metafore e similitudini mentali, felice accostamento che porta a concludere e a focalizzarsi sul fatto che una data forma grezza può rappresentare una determinata cosa. E’ il gioco d’immaginazione preferito dal bambino che, ad esempio, nelle nuvole del cielo, può vedere le forme più disparate di entità animate, vegetali o di oggetti inanimati. Infine, non si può dimenticare il ciclo di realizzazioni che l’artista ha dedicato alle cosiddette INTRUSIONI. Si tratta della rappresentazione di un’Anima vagante, tinta di rosso, che viaggia e si “intromette” nelle situazioni più disparate e offre suggerimenti per migliorare la situazione esistenziale o cerca un semplice dialogo significativo, basato sul linguaggio non verbale, con le altre figure, che possono anche essere personaggi famosi, come attori noti o sex simbol, presenti sulla scena dell’opera artistica, tratta dalle pagine di riviste e giornali. L’Anima rossa che si intromette è come fosse un supereroe che agisce all’interno di un ciclo fumettistico.

Maurizio Coscia, scrittore e blogger per Alessandria Today

Galleria di immagini del vernissage dell’11 settembre 2022 presso Studio 55
Biografia di Alessandra Guenna

Alessandra Guenna vive e lavora a Novi Ligure.

Si è diplomata al Liceo Artistico “N. Barabino” di Genova dove ha frequentato le lezioni dei più importanti Artisti Liguri tra cui il Maestro Alberto Nobile.

Successivamente è stata allieva della scultrice Adriana Spallarossa.

Già docente in Disegno e Storia dell’Arte alle scuole superiori, è Direttore Artistico presso l’Associazione Culturale “SPAZIO ARTE” in Corte Zerbo a Gavi Ligure, Alessandria.

Opere in premanenza:

Croce – Santa Maria di Castello – Genova

Crocefissione – Madonna del Suffragio – Alessandria

Peccato Originale – CISAP – Berna

Pinacoteca Comunale – Serravalle Scrivia Alessandria

Genos – Sculture in Piovera, Alessandria

Di lei hanno scritto:

M: Bocci, G. Buzzi, L. Caprile, D. Ferrarazzo, D. Galeone,

M.G. Montaldo Spigno, R. Pasquale, G.C. Peradotto,

R.Scognamiglio, G. Scorza, M. Solaroli, A. Dunand, A. Fiorito, E. Carrea, L. Caffarelli, F.Liotta, P. Gioia.

Monografie:

ANABISIS a cura di: Luciano Caprile, Maria Grazia Montaldo Spigno – Genova 1989

Quaderni milanesi di psicoanalisi:

Pubblicazione della Sezione Italiana di Psicoanalisi n°. 8/9, marzo 1996.

Flash mob degli studenti sotto il ministero dell’Istruzione: “Basta morti in stage”

Flash mob degli studenti sotto il ministero dell’Istruzione: “Basta morti in stage”

La manifestazione è stata indetta dalla Rete degli Studenti Medi: “Protestiamo contro un sistema che ci sfrutta, ci rende precari e ci uccide”

17-09-2022 13:26 Lavoro Redazione Agenzia DIRE

morto stage

ROMA – Questa mattina un centinaio di studenti e studentesse hanno protestato davanti al ministero dell’Istruzione dopo la morte, avvenuta ieri, di un loro coetaneo durante l’attività di stage scolastico in un’azienda. La manifestazione, indetta dalla Rete degli Studenti Medi “è simbolo di rabbia e frustrazione– si legge in una nota- per chi aveva già sottolineato, nei mesi scorsi, le carenze strutturali del sistema dei Pcto e del ‘Sistema Duale’ che regola il rapporto tra scuola e lavoro alle superiori”.

“Non sono bastate- commentano con rabbia i rappresentanti del sindacato studentesco- le due morti e i tanti incidenti dello scorso anno a fare intervenire d’urgenza governo Draghi e ministero Bianchi”. “Sull’onda emotiva e dopo le mobilitazioni ingenti di gennaio e febbraio il ministro aveva annunciato di voler riformare i Pcto- spiega Tommaso Biancuzzi della Rete degli Studenti Medi- Non c’è stato però nessun atto pratico da parte del ministero. Pensavamo che le due morti di Lorenzo Parelli e di Giuseppe Lenoci fossero sufficienti a riaprire una discussione seria sulla sicurezza e sul rapporto tra scuola e lavoro. Così non è stato e oggi ci ritroviamo purtroppo di nuovo sotto al ministero indossando dei caschi da lavoro in segno di protesta contro un sistema che ci sfrutta, ci rende precari e ci uccide. Noi abbiamo delle proposte serie e profonde per cambiare le cose, a partire dall’abolizione del Pcto. Il ministero ci ascolti prima che accada di nuovo. Non un morto in più a scuola e sui posti di lavoro, perché non è scuola quella che sfrutta e non è lavoro quello che uccide”. Dalla Rete degli Studenti Medi annunciano altre proteste e manifestazioni per la settimana prossima.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

ALESSANDRIA FILM FESTIVAL QUARTA EDIZIONE Alessandria, 23-25 settembre 2022

ALESSANDRIA FILM FESTIVAL QUARTA EDIZIONE Alessandria, 23-25 settembre 2022

L’ALFF (Alessandria Film Festival) è una manifestazione di cultura cinematografica alla quarta edizione, che consta di tre giorni di proiezioni ed eventi dedicati alla settima arte, a cadenza annuale.
Si terrà dal 23 al 25 settembre 2022 nelle sale del Teatro Ambra e del Teatro Alessandrino.

Le prime tre edizioni hanno accolto più di mille persone a weekend ospitando, tra gli altri, Pupi Avati, Francesco Pannofino, Giuseppe Piccioni, Luca Bigazzi e Daniele Ciprì.

Il festival si regge su un concorso internazionale basato sulla selezione di cortometraggi provenienti da tutto il mondo tramite la piattaforma online Film Freeway, giudicati poi da una giuria di esperti; all’edizione di quest’anno hanno partecipato oltre 100 corti.

La serata di apertura del Festival avrà come protagonisti il regista Luca Ribuoli (La mafia uccide solo d’estate, Speravo de morì prima) originario di Alessandria che dialogherà con Roberto Sant’Agostino sull’evoluzione della sua carriera dalla provincia fino al grande pubblico. Inoltre, ci sarà una performance di Luca Maria Baldini prodotta da Fondazione AAMOD (Archivio del Movimento Operaio Democratico) e Le Cannibale. Si tratta di una re-interpretazione audiovisiva del documentario, inedito e mai montato, di Pier Paolo Pasolini che celebra il primo sciopero dei netturbini del 24 aprile 1970. La voce del regista emerge dai volti degli operai e sarà accompagnata da campionature, sintetizzatori e strumenti analogici, che accompagneranno lo spettatore nel percorso audiovisivo suonato dal vivo. Dagli originali 84 minuti di girato ne esce un montaggio di circa 40 minuti, un’opera pensata per una sonorizzazione live che è stata presentata in anteprima al PAC (Padiglione Arte Contemporanea) a Milano e Sole Luna Doc Film Festival di Palermo.

Il sabato, come nella terza edizione, è totalmente dedicato ai più giovani, con due incontri ad hoc da Visioni_47: il laboratorio Cine/mini a cura di Lorenza Novelli per bambini dai 6 anni.

Si prosegue con la masterclass “Il cinema italiano post 2000” di Federico Frusciante, gestore per anni della videoteca Videodrome a Livorno e famoso youtuber del panorama italiano.

Il sabato sera, si terrà un concerto del Liceo musicale “Saluzzo-Plana” diretto dal maestro Enrico Pesce sulle più famose colonne sonore del cinema italiano. La performance sarà accompagnata dal regista italiano Francesco Ghiaccio, collaboratore storico di Pesce.

page2image1955913408

http://www.alff.it

Per concludere, la domenica torna lo slot “Amici del Festival” riservato ad opere fuori concorso ai quali la Direzione Artistica del Festival ha deciso di riservare uno spazio speciale, dal momento si tratta di autori del territorio, portatori pertanto di un valore aggiunto. Quest’anno è il turno di Letizia Salerno Pittalis, regista emergente di Alessandria che, insieme alle colleghe Chiara Canale, Giulia Zini e Chiara Ferretti, presenterà il documentario “I figli si baciano soltanto quando dormono” prodotto dalla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” e presentato al Festival dei Popoli di Firenze. L’altro spazio riservato a questa sezione è di “Cadde la notte su di me”, cortometraggio diretto da Riccardo Menicatti e Bruno Ugioli, prodotto da me.dea e fuoricampo film e che vede la straordinaria partecipazione di Massimiliano Loizzi, volto del Terzo Segreto di Satira.

All’Alessandria Film Festival Bruno Ugioli e il produttore Stefano D’Antuono, presenteranno quest’opera di grande significato che affronta il tema della violenza di genere con un approccio nuovo.

La serata di chiusura al festival Alessandro Haber dialogherà con Roberto Lasagna e Lucio Laugelli sulla carriera del maestro, il futuro e il cinema italiano in generale.

La locandina dell’ALFF è opera di Lele Gastini, illustratore alessandrino.

L’Alessandria Film Festival, organizzato dall’APS Paper Street 2.0 in sinergia con l’APS Requiem for a film, gode del Patrocinio del Comune di Alessandria e conta sulla collaborazione di Film Commission Torino- Piemonte, del Festival Adelio Ferrero (cinema e critica), della ConfCommercio Alessandria; inoltre è gemellato con l’associazione Piemonte Movie.

ALFF ha una convenzione per l’ospitalità con l’Hotel Alli Due Buoi Rossi e Hotel Lux.

http://ufficio-stampa.comune.alessandria.it/rsp/pmxkh1/content/programma_alessandria_film_festival.pdf?_d=78E&_c=e2fd6b7c

Festa del Vino del Monferrato Unesco: le ultime novità in attesa dell’inaugurazione

Casale Monferrato: Festa del Vino del Monferrato Unesco: le ultime novità in attesa dell’inaugurazione

Parcheggi blu gratuiti, apertura parcheggio multipiano, navetta gratuita, visita al treno storico e ordinanza sulle bottiglie in vetro

A poche ore dall’inaugurazione della sessantunesima Festa del Vino del Monferrato Unesco, prevista per domani, venerdì 16 settembre, alle ore 18,00 al Mercato Pavia, ecco alcune novità per chi vorrà partecipare al grande evento di Casale Monferrato.

Torna la navetta gratuita che collegherà ogni 25 minuti piazza d’Armi con il Mercato Pavia, e viceversa, il sabato dalle 18,00 e la domenica dalle 11,00 alle 15,30. Un servizio che permetterà di unire l’ampio parcheggio della Cittadella a piazza Castello che, proprio per consentire lo svolgimento della festa e degli eventi collegati, vedrà ridotto il numero di posti auto. I punti di partenza della navetta saranno: di fronte alla galleria del PalaFiere, lato Cinelandia, e lo spiazzo della rotonda tra via XX Settembre e lungo Po Gramsci.

Sempre per quanto riguarda i parcheggi, sarà aperto per tutte le notti della Festa del Vino del Monferrato Unesco il multipiano di via Sant’Anna, mentre in occasione dello spettacolo pirotecnico nella giornata di sabato 17 settembre saranno gratuiti dalle ore 8,00 i parcheggi blu di piazza Castello.

Oggi, giovedì 15 settembre, è stata firmata l’ordinanza che prevede alcune prescrizioni da adottare all’interno e all’esterno della sede della festa. In particolare, durante lo svolgimento dell’evento, all’interno del Mercato Pavia sono vietati, tra l’altro, la vendita di birra, l’utilizzo di bicchieri di vetro e portare all’esterno bottiglie di vino aperte o delle quali non si è ultimato il consumo.

Nell’ambito del raggio di 300 dalla sede dell’evento, invece, sono vietati la vendita, per asporto o consumo sul posto, di bevande alcoliche di volume superiore ai 21° in qualsiasi contenitore e la vendita di bevande di qualsiasi specie e gradazione in contenitori di vetro e in lattine metalliche, essendo consentita la vendita e la somministrazione esclusivamente in bicchieri di plastica o di carta da parte di tutte le attività di somministrazione alimenti e bevande, autorizzate anche in forma temporanea, circoli privati, distributori automatici, attività artigianali autorizzate alla vendita di bevande.

Sono fatti salvi gli esercizi di ristorazione, ai quali è consentito di somministrare bevande alcoliche esclusivamente ai clienti durante la consumazione dei pasti, fermo restando anche per essi il divieto assoluto di vendita per asporto. È consentita altresì la vendita di bevande in contenitori in vetro e/o lattine da parte di esercizi commerciali, compresi i supermercati, a condizione che l’acquisto rientri in una spesa complessiva di generi alimentari.

Domenica 18 settembre, in occasione dell’arrivo in città del treno storico da Milano Porta Garibaldi, sarà possibile visitare gratuitamente, grazie al personale di Fondazione Fs, il convoglio composto da una locomotiva diesel e cinque vetture tipo 45000 direttamente in stazione dalle 14,00 alle 16,30.

Chi volesse ancora acquistare i biglietti per il viaggio, invece, può farlo direttamente online sul sito di Vivaticket alla pagina http://www.vivaticket.com/it/ticket/treno-storico-milano-casale-a-r/187734: il treno partirà alle ore 8,55 dalla stazione di Milano Porta Garibaldi e giungerà in città alle ore 11,30 con le seguenti fermate intermedie: Milano Lambrate (alle ore 9,20), Milano Rogoredo (9,30), Pavia (9,59), Garlasco (10,21) e Mortara (11,00). Ritorno previsto per le ore 17,00 da Casale Monferrato.

Si ricorda, infine, che la Festa del Vino del Monferrato Unesco porterà al Mercato Pavia le eccellenze enogastronomiche monferrine, e non solo, con oltre venti aziende vitivinicole e oltre trenta Pro Loco che proporranno gustosi piatti venerdì 16 e 30 settembre dalle 18,00 alle 24,00 e sabato 17 settembre e 1° ottobre e domenica 18 settembre e 2 ottobre dalle 10,00 alle 24,00 con orario continuato.

I posti a sedere disponibili sono 4 mila, ma sarà possibile anche il servizio da asporto per potersi portare direttamente a casa le tipicità del territorio. Per conoscere i menu, le aziende e tutte le iniziative legate alla Festa del Vino del Monferrato Unesco è possibile consultare il sito http://www.festadelvinodelmonferrato.it.

Casale Monferrato, 15 settembre 2022

Il presente comunicato è redatto in modo impersonale (senza nomi e virgolettati) secondo quanto disposto dall’art.9 c.1 della legge n° 28 del 22 febbraio 2000 in tema di par condicio nei periodi pre-elettorali.

Legambiente: 𝐋𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐀𝐋 𝐏𝐈𝐄𝐌𝐎𝐍𝐓𝐄

Torino: 𝐋𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐀𝐋 𝐏𝐈𝐄𝐌𝐎𝐍𝐓𝐄
📍 Sala Atlas di Combo – Corso Regina Margherita 128, Torino⏰ Lunedì 19 settembre // h. 16.00 
Lunedì 19 settembre alle 16,00 presenteremo le proposte di Legambiente Onlus per la prossima legislatura sulla necessaria transizione ecologica del Paese, confrontandosi con i candidati alle elezioni politiche.
L’evento si terrà presso la Sala Atlas di Combo, in Corso Regina Margherita 128.
Hanno confermato la loro presenza:

Marco Grimaldi, Alleanza Verdi Sinistra
Chiara Appendino, Movimento 5 Stelle
Andrea Giorgis, Partito Democratico
Silvio Viale, +Europa
Claudia Porchietto, Forza Italia
Lucio Malan, Fratelli d’Italia
Angelo d’Orsi, Unione Popolare

Tanti eventi al Cuneo Bike Festival: domani pedalata in rosa e il talk di Matt Rendell sul ciclismo colombiano

Continua domani, domenica 18 settembre, Connessioni”, la seconda edizione del “Cuneo Bike Festival” che ha il suo fulcro in piazza ex Foro Boario (con palco, stand e un circuito di pump track per permettere a tutti bambini di sperimentare l’utilizzo della bicicletta) ma raggiunge sulle due ruote anche tanti altri luoghi della città, offrendo talk, pedalate, esibizioni e moltissime iniziative gratuite fino a mercoledì 21 settembre. Il calendario completo e aggiornato degli eventi, tutti gratuiti, è pubblicato sul sito comune.cuneo.it/cuneobikefestival, dove è possibile riservare il proprio posto agli appuntamenti per cui è richiesta la prenotazione.
Domani, domenica 18 settembre, alle 10, in piazza ex Foro Boario, ci sarà “Ciclostili: la bellezza di preparare una pedalata”. La parte più bella di ogni pedalata, di ogni viaggio, è forse il momento in cui si lascia correre l’immaginazione: per decidere dove andare, cosa fare, per quanto tempo stare lontano da casa. La preparazione mette i brividi: fremito, impazienza. Di queste sensazioni parlerà Paolo Ciaberta di Ciclostili, un’associazione che si impegna per far sì che sempre più persone si possano avvicinare al mondo del ciclismo attraverso la promozione dell’attività ciclistica, corsi di formazione e progetti specifici per i più giovani, per riscoprire la bicicletta, i suoi miti e la sua dura legge. Perché prepararsi a una pedalata vuol dire, innanzitutto, scoprire qualcosa di nuovo ogni volta. Ingresso libero.
Dalle 10, in piazza Galimberti e nelle zone limitrofe, ci sarà la festa dello sport cuneese “Cuneo vive lo sport” per tutta la giornata.
Alle 10.30, ci sarà il ritrovo in piazza ex Foro Boario, di “I bike Cn: Cuneo pedala”, una pedalata adatta a tutti alla scoperta delle bellezze storico artistiche della città con Team Itur.
Alle 11, sul palco in piazza ex Foro Boario, Alberto Fiorentini e Francesco Pila con Valeria De Donno presentano “Diab à vélo: pedalare contro il diabete”. Alberto Fiorentini l’ha sempre saputo e ne è sempre stato convinto: il diabete non poteva essere un ostacolo per la realizzazione di un’impresa sportiva. Pedalare sarebbe stato solo più difficile, ma certamente possibile. Passo dopo passo, come in tutte le cose importanti, Fiorentini e la sua bicicletta l’hanno dimostrato. Ingresso libero.
Alle 12, con “Prendo la bici e vado a vedere l’oceano” la storia di Gigio Gallo che qualche anno fa, è stato il professore e Noemi Giraudo l’alunna. In piazza Foro Boario, a Cuneo, Gigio e Noemi saranno solo due viaggiatori. E chissà che la passione di Noemi per la bicicletta non venga da Gigio. Oppure che quella carica di Gigio non venga dall’entusiasmo di Noemi. Un giorno, Noemi Giraudo ha salutato tutti: “Prendo la bicicletta e vado a vedere l’Oceano”. Un giorno, Gigio Gallo, dovendo portare una bicicletta al figlio, in Portogallo, ha pensato bene di pedalare per arrivarci. Storia di questi due viaggi e della scuola che li ha uniti. Ingresso libero.
Alle 14.45piazza ex Foro Boario si trasformerà in cinema all’aperto con la proiezione di “The Balkans’ Rollercoaster”. Il docufilm racconta l’esperienza del padovano Manuel Truccolo, 31 anni, ingegnere e ciclista da sempre, durante la TransBalkan Race, competizione di ultra-cycling di 1300 km e 27000 metri di dislivello, con salite a volte estreme, attraverso Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro. “The Balkans’ Rollecoaster” è un viaggio tra le emozioni e gli stati d’animo che un’atleta attraversa durante un’esperienza di questo tipo. Enough Cycling, con il supporto di Elite, ha realizzato un documentario sulla sua esperienza. Ingresso libero.
Alle 15.30, ci sarà il ritrovo in piazza ex Foro Boario, per la Fancy Women Bike Ride: un evento genuino che riunisce oltre 50.000 donne in bicicletta lo stesso giorno, alla stessa ora, in più di 30 Paesi e 180 città in tutto il mondo. Si tratta di un’iniziativa che nasce dalle donne ed è rivolta alle donne per riaffermare la bicicletta come strumento di emancipazione e libertà dal forte impatto sociale. Incontrarsi per una pedalata e poi restare unite e insieme generare cambiamento attraverso una scelta. Perché la bicicletta fa bene. Partecipazione libera e gratuita.
Alle 16, invece, sul palco di piazza ex Foro Boario, ci sarà “Storia di un fotografo tra bicicletta e montagna”: chi conosce Daniele Molineris sa che si definisce “ininfluencer”. In un mondo in cui “influenzare” la società con la propria immagine interessa sempre più, Daniele è rimasto alle origini. Nato e cresciuto a Boves ha poi iniziato a viaggiare con una macchina fotografica al collo: tra montagna e bicicletta si racconta ogni giorno per ciò che vedono i suoi occhi. La fotografia, secondo lui, deve trasmettere qualcosa, raccontare un momento. Raccontare Daniele è quindi anche raccontare la visione dell’uomo dietro quell’obiettivo che riprende il mondo. Con Daniele Molineris ci sarà Valerio Dutto. Ingresso libero.
Alle 17.30, in piazza ex Foro Boario, si terrà “Voci a pedali” con Alessandra Schepisi, la voce della bicicletta a Radio24. Ogni storia ha una voce a raccontarla e, in fondo, quando pensiamo a quella storia pensiamo anche a quella voce. Di storie Alessandra Schepisi, giornalista di Radio24, se ne intende. Ogni settimana in “A ruota libera”, il programma da lei condotto in radio, cerca storie nuove e nuovi orizzonti per quella bicicletta di cui nel tempo ha conosciuto sempre più. Racconterà l’essenza di queste storie e quanto quelle ruote e quei pedali abbiano cambiato anche la sua persona. Sarà un’altra storia, sarà la stessa voce, con anche una sorpresa. Con Alessandra Schepisi e Pierpaolo Romio. Prenotazione obbligatoria su comune.cuneo.it/cuneobikefestival
Alle 18.30, in piazza ex Foro Boario, ci sarà lo spettacolo tra musica e parole di “Black boy fly: l’irresistibile ascesa di Major Taylor”, tratto dall’omonimo libro opera di Mulatero Editore nella collana Pagine Alvento. Una storia incredibile quella di Major Taylor: il primo ciclista afroamericano capace di diventare campione del mondo su pista in epoca di segregazione razziale che viene raccontata con uno spettacolo coinvolgente di musica e parole dal vivo. Con Marco Ballestracci, Gino Cervi e Marco Pandolfi. Ingresso libero.
Alle 21Matt Rendell arriva in piazza ex Foro Boario a Cuneo, per la prima presentazione ufficiale della traduzione italiana del suo libro “Colombia es pasión! Una terra, un popolo ed il ciclismo colombiano” ad opera di Mulatero Editore nella collana Pagine Alvento. Una serata all’insegna degli aneddoti, dei ricordi e di tutto ciò che non vi aspettereste quando ammirate un ciclista scalare una montagna. Da Nairo Quintana, a Rigoberto Uràn, Esteban Chaves, Fernando Gaviria, Egan Bernal e molti altri. Con Filippo Cauz, Giovanni Ellena e Gino Cervi. Prenotazione obbligatoria su comune.cuneo.it/cuneobikefestival.

Teatro Menotti. C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere: LA VIA DEI NARRATORI

Milano. Teatro Menotti: LA VIA DEI NARRATORI

presso C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere, via Fabio Massimo, 19

Con la Via dei Narratori prende il via la prima parte del progetto “La città senza porte”, all’interno di Milano è viva. Abbiamo immaginato una città come Milano senza porte mentali, politiche, culturali, provando a tracciare una linea di continuità lungo una direzione che ci ha portato, quasi naturalmente, a sud-est nei quartieri di Porto di mare, Rogoredo e Santa Giulia alla ricerca di spazi e incontri. Un luogo di grandi contrasti, che, tra nuove visioni architettoniche, paesaggistiche e una realtà meltin’ pot sempre più protagonista riesce a svilupparsi, ma anche a conservare la propria identità grazie al lavoro costante del suo associazionismo dinamico che sarà coinvolto attivamente nel progetto. 

17 SETTEMBRE ORE 20:30

MODOU GUEYE

AFRICA RACCONTA

Spettacolo di Modou Gueye
Con Modou Gueye e percussionisti

Il viaggio tanto aspettato per le rosse terre d’Africa finalmente si avvicina. Ma come si dice in Africa: “chi è di fretta, non arriverà presto”. Ecco, quindi, un momento di incontro con Modou prima di immergerci nel Senegal più profondo. 

I battiti del tamburo parlante e le vibrazioni della voce del cantante si intersecano nel gioco di parole, azioni e suoni tra artisti e pubblico come nel cerchio sulla piazza del villaggio o nelle stalle durante le veglie invernali. Le storie raccontano i sentimenti di tutti noi con i linguaggi di alcuni di noi: un momento di intimità tra pubblico e artisti che si deposita con dolcezza nel nostro animo. 

Foto: 17 settembre – Africa racconta – Google Drive

Prezzo € 8,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/africa-racconta/187129

18 SETTEMBRE ORE 20:30

MONI OVADIA

LAUDATO SI’

Di e con Moni Ovadia

Produzioni Corvino produzioni

Moni Ovadia legge e commenta l’enciclica di Papa Francesco

Laudato si’ è la seconda enciclica scritta da Papa Bergoglio nel suo pontificato e risale al 2015. 
Moni Ovadia, scrittore, autore, uomo di cultura agnostico ma da sempre vicino alla spiritualità e agli interrogativi propri degli uomini di fede ha deciso di farne un Reading in cui si potesse evidenziare la forza rivoluzionaria di questo scritto ovvero la denuncia dell’attuale crisi ecologica e l’assoluta necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’uomo. 

L’umanità non può più permettersi uno sfruttamento sconsiderato della natura finalizzato ai propri interessi economici ma necessita più che mai di un rinnovamento nel segno di una conversione ecologica globale

“Un’ecologia Integrale, vissuta con gioia e autenticità” 


Foto: 18 settembre – Moni Ovadia – Google Drive

Prezzo € 12,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/laudato-si/187131

19 SETTEMBRE ORE 20:30

LIVIA GROSSI

NONOSTANTE VOI

STORIE DI DONNE CORAGGIO

Reportage teatrale di e con Livia Grossi

Musica dal vivo di Andrea Labanca

Foto di Alex Majoli, Alberto Roveri, Jacopo Barsotti, Emiliano Boga

Regia Gigi Gherzi

Con il patrocinio di Amnesty International

Il valore della donna come individuo al di là dei tradizionali ruoli sociali di madre, moglie e figlia. Il diritto di esistere e il prezzo che si paga. Un viaggio tra parole e musica che s’interroga sull’identità individuale e pubblica, sull’informazione e la sua reale condivisione. In scena riflessioni e testimonianze di donne italiane e straniere, e un ironico monologo sui requisiti necessari per ottenere la Carta d’identità di Donna. Storie di resistenza al femminile raccolte sul campo da Livia Grossi, giornalista del Corriere della Sera, qui proposte, in un unico reportage teatrale, pagine di Giornale Parlato. Un reportage in continuo aggiornamento. 

Tra le donne intervistate  

Pushka (Albania), vergine giurata. Una donna di 66 anni che da oltre 40 anni ha deciso di diventare un “uomo” per difendere diritti e dignità. Un cambio d’identità sociale non biologico, la donna si veste, si comporta e pensa come un vero uomo e come tale viene considerata dalla comunità maschile. 

Maria (Sudamerica) Rifugiata politica. Una donna arrestata con l’accusa di terrorismo, liberata in seguito alla sua riconosciuta innocenza dopo 8 anni di carcere. Una testimonianza che dichiara la vittoria di una donna che non ha mai perso il coraggio e la fiducia in se stessa e nella Giustizia. Una storia di abuso di potere che supera confini geografici e temporali: c’è un inserto importante sulla Milano del 1978, l’anno del sequestro Moro. 

Marietù, N’Daye (Senegal), una delle portavoce contro la mutilazione genitale femminile. Un’Antigone africana di 46 anni che dopo che dopo aver visto morire le sue figlie per infibulazione ha deciso di ribellarsi alle “regole” che impongono a tutte le bambine di 6-7 anni di venire amputate e cucite fino alla prima notte di matrimonio. Marietu con l’aiuto di un Ong locale e l’Unicef italiana, è riuscita a creare in 10 anni di lavoro di capanna in capanna, un enorme movimento di donne che ha fatto cambiare le leggi del Parlamento di Dakar. 

Livia Grossi: giornalista, collaboratrice storica del Corriere della Sera si occupa di teatro, cultura e reportage. Da qualche tempo i suoi servizi realizzati in Africa, Albania e Sud America sono diventati “reading teatrali”, o meglio pagine di “Giornale Parlato”, giornalismo in scena. Il suo nuovo modo di fare informazione che trasforma il palco in una pagina di un magazine. Le foto e i video dialogano con lei sul palcoscenico, la musica è dal vivo e la giornalista è in carne e ossa a “dire il pezzo” guardando negli occhi il lettore.  

I suoi lavori sono stati oggetto di servizi d’approfondimento di RaiTg3 e ospiti in importanti Teatri e Festival, tra cui teatro Franco Parenti, Lac-Lugano Arte Cultura, Campania Teatro Festival.

Foto: 19 settembre – Livia Grossi – Google Drive

Prezzo € 8,00

https://www.vivaticket.com/it/ticket/nonostante-voi-storie-di-donne-coraggio/187134

20 SETTEMBRE ORE 20:30

PAOLO ROSSI
RECITAL

AGIDI presenta

Di e con Paolo Rossi

Musiche dal vivo Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari

Un happening che mescola la realtà con l’immaginazione, una serata di improvvisazione disorganizzata che mette al centro il contatto diretto con il pubblico.
I rimandi continui dal passato al presente, come è nello stile di Rossi, uniti alla sua capacità di essere sempre imprevedibile e attuale, rendono questo recital un evento unico e sempre attuale.

Paolo Rossi, accompagnato in scena dalle musiche di Emanuele Dall’Aquila e Alex Orciari, ci racconta la contemporaneità nel modo che da sempre lo contraddistingue: irriverente, rivoluzionario, pirotecnico, incontenibile.

Foto: 20 settembre – Paolo Rossi – Google Drive

Prezzo € 12,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/pane-o-liberta-per-un-futuro-immenso-repertorio/187210

22 SETTEMBRE ORE 20:30

KENTO

L’INCENDIO BRUCIA ANCORA

Di e con Francesco Carlo 

 
Come un podcast ma meglio. E dal vivo!  

Il rapper e scrittore Francesco “Kento” Carlo racconta alcuni episodi chiave in cui la storia del rap si è incrociata con la Storia con la S maiuscola, sia negli Stati Uniti che in Italia.  

Aneddoti, riflessioni e curiosità per capire al meglio la musica che, più di ogni altra, rappresenta e racconta i nostri anni. 

Foto: 22 settembre – Kento – Google Drive

Prezzo € 8,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/l-incendio-brucia-ancora-talkin-rap/188679

BIGLIETTERIA

I biglietti possono essere acquistati:

dalle ore 14 alle ore 18 presso

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

dalle ore 19 alle ore 20 presso

C.I.Q – Centro Internazionale di Quartiere – via Fabio Massimo 19 – Milano

Acquisti online

Con carta di credito su www.teatromenotti.org

UFFICIO STAMPA

Linda Ansalone

stampa@teatromenotti.org

Novi Ligure: Biblioteca Civica, riprende Novi d’Autore

Novi Ligure: GLI APPUNTAMENTI AUTUNNALI DELLA RASSEGNA CULTURALE

Biblioteca Civica, riprende Novi d’Autore

Dopo la pausa di agosto riprendono gli appuntamenti culturali in Biblioteca per la rassegna Novi d’Autore

La stagione autunnale si aprirà sabato 24 settembre (ore 10,30) con la presentazione del volume “I primi 50 anni dell’Atletica Novese”, che vuole essere una celebrazione per un importante traguardo raggiunto dalla storica società sportiva novese. Per l’occasione si terrà anche una conferenza stampa per la presentazione della XXXVI Mezza Maratona d’Autunno «Memorial Giuseppe Berrino».

Venerdì 30 settembre (ore 17,30) Osvaldo Semino presenterà “L’uomo delle fiere di cambio” romanzo storico ambientato nella Novi del Seicento. 

Con la presentazione del volume “Donne d’Oriente”, in programma giovedì 13 ottobre (ore 17,30), si inaugurerà anche la mostra fotografica omonima allestita nei corridoi della Biblioteca. L’esposizione, curata dall’autore Antonio Gervasoni, presenta scatti che documentano l’universo femminile dei lontani paesi orientali. 

Sarà rivolto principalmente alle scuole, ma aperto anche alla cittadinanza, il convegno “L’attualità del pensiero di Don Gianfrancesco Capurro” che si terrà nella mattinata di venerdì 21 ottobre (ore 9,45). Nel 140° anniversario della morte si vuole ricordare il sacerdote autore dell’alfabeto figurato, conosciuto come “Sistema Capurro”, che tanto contribuì all’alfabetizzazione dell’epoca.  

Sabato 22 ottobre (ore 10,30) Francesco Moro, ex consigliere regionale e comunale, si racconterà nel volume libro “L’impegno di un comunista, nel partito e nelle istituzioni”. 

Ultimo appuntamento del mese di ottobre sarà venerdì 28 (ore 17,30) con Bruno Pasero e il suo “Dietro le quinte. Un passo dopo l’altro. La vita sindacale di Bruno Pasero raccontata da Enrico Sozzetti”.

La stagione autunnale è solo all’inizio e proseguirà con un ulteriore calendario anche nei prossimi mesi. Intanto sono già confermati alcuni appuntamenti nel mese di novembre. Mercoledì 16 (ore 17,30) si svolgerà la presentazione di un saggio a cura di Guido Rosso dal titolo “Terra (Terrae) riflessioni sul mondo contadino in Cesare Pavese, John Steinbeck e altri autori”, incontro che si propone anche come aggiornamento per gli insegnanti delle scuole superiori.Sono invece ancora da definire due incontri che si svolgeranno in collaborazione con Isral.

Serravalle Scrivia: “Dante e il bullismo” a cura del Prof. Luciano Borghini

Serravalle Scrivia: “Dante e il bullismo” a cura del Prof. Luciano Borghini

Una lettura classica dell’VIII canto dell’Inferno con uno sguardo alla realtà attuale. In ricordo di Andrea Chaves.

22 settembre, alle 21.00, in Biblioteca.

La Biblioteca comunale “Roberto Allegri” celebra il “settembre dantesco” con un incontro dal titolo Dante e il bullismo. Una lettura ‘classica’ del VIII Canto dell’Inferno con uno sguardo alla realtà attuale a cura del Prof. Luciano Borghini. L’evento, organizzato in collaborazione con UNIduevalli Borbera e Scrivia, si terrà giovedì 22 settembre, alle 21.00, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale di Serravalle Scrivia e sarà dedicato al ricordo di Andrea Chaves, il giovane e talentuoso dantista novese scomparso cinque anni fa.

Dopo la conferenza verrà inaugurata la collezione dantesca della Biblioteca “R. Allegri”, un fondo speciale dedicato agli studi danteschi e che comprenderà parte della biblioteca personale di Andrea Chaves. Con questa collezione la Biblioteca comunale di Serravalle Scrivia intende raccogliere l’intenzione di Andrea di promuovere la conoscenza della Divina Commedia e di Dante e, nel tempo, diventare un punto di riferimento per gli studiosi sul nostro territorio. Non sarà però una collezione dedicata solo agli “addetti ai lavori”: oltre a comprendere testi altamente specialistici sarà ricca di opere divulgative e accattivanti, fino ad arrivare al fumetto, al manga e al libro per bambini.

E dei bambini la Biblioteca certo non si poteva dimenticare: la giornata comincerà alle 17.00, presso la Sala Bambini, con “DanteGame! Giochiamo con Dante e poi…il resto lo inventerete voi!”, laboratorio dedicato ai bambini dai 4 ai 10 anni. Vi aspettiamo!

Incontro con l’autore Gianluca D’Aquino: “TRAIANO – il sogno immortale di Roma” & “Storia di un quadrifoglio che non sapeva di esserlo”

Incontro con l’autore Gianluca D’Aquino

TRAIANO – il sogno immortale di Roma” & “Storia di un quadrifoglio che non sapeva di esserlo”

FRESONARA Venerdì 23 settembre, alle ore 21.00, presso il Teatro Comunale di piazza don Orione, la Biblioteca Civica di Fresonara ospiterà lo scrittore D’Aquino Gianluca, che presenterà i suoi romanzi “TRAIANO – il sogno immortale di Roma” e “Storia di un quadrifoglio che non sapeva di esserlo”.

Nel corso dell’evento, l’autore dialogherà con la scrittrice Silvia Vigliotti, addentrandosi nei temi della biografia romanzata dell’imperatore romano Marco Ulpio Traiano, ripercorrendone la vita e i grandi successi politici e militari, e del suo più recente romanzo di formazione, una piccola guida per condividere l’amore, nata al tempo della pandemia, in un momento storico in cui la vita di coppia è stata messa alla prova dalla surreale esperienza del lockdown.

TRAIANO – il sogno immortale di Roma”, romanzo pluripremiato e finalista al celebre premio “Fiuggi Storia”, ripercorre la vita di Marco Ulpio Traiano, vissuto a cavallo fra il I e il II secolo, dall’infanzia ai grandi successi militari in Germania e in Dacia, fino allo scontro con i Parthi, ai confini dell’impero, dove nessuno era mai arrivato prima e oltre i quali nessuno fu più in grado di andare. Traiano restituì a Roma un senso di civiltà per molto tempo perduto e la portò in quella che sarà ricordata come l’età aurea, passando per le grandi riforme in ambito civile, amministrativo, economico e militare. Basata su solide fonti storiche, l’opera è al tempo stesso biografia e romanzo, e narra di intrighi, amori, amicizie e battaglie rivolgendosi a ogni genere di lettore. Il romanzo nasce dall’infatuazione dell’autore per gli studi sull’edificazione della Colonna Traiana condotti dall’amico scultore, di fama internazionale, Claudio Capotondi.

«Marco Ulpio Traiano è passato alla storia come l’Optimus princeps di Roma» spiega l’autore «l’imperatore che interpretò il proprio ruolo come servitore di Roma, con l’umiltà dell’uomo del popolo, riuscendo a ottenere risultati mai raggiunti in tutti i campi della pubblica amministrazione dell’epoca, facendo di Roma la Capitale del Mondo. Nonostante siano trascorsi 1900 anni dalla sua morte, la memoria di Traiano risplende ancora nel cuore di Roma, come ci ricorda la colonna coclide eretta in suo nome da Apollodoro di Damasco. Traiano fu il principe di Roma e dei romani, che sostenne anche impegnando il personale patrimonio, consegnando ai cittadini dell’impero un benessere ampio e diffuso. Mi piace immaginare che quel tempo sia stato un sogno, forse troppo dolce e delicato per poter attraversare le epoche che ci hanno condotto ai giorni nostri. Sarebbe meraviglioso se quell’amministrazione così illuminata potesse essere davvero qualcosa di immortale, tanto da potersi applicare anche oggi, in quest’epoca così complessa per la politica e la società».

«“Storia di un quadrifoglio che non sapeva di esserlo è invece un racconto sulla fedeltà, l’amore e la vita, narrato attraverso l’antropomorfizzazione della flora e della fauna di un prato, in particolare di un quadrifoglio e di un ciliegio, i due protagonisti, che scoprono l’amore e l’infedeltà, e con essi una possibile risposta alla domanda sul senso della vita. La storia è raccontata tra metafora ed espressionismo, allegoria e descrizione semplice della natura nella sua essenza, con una forma lineare, talvolta lirica ma sempre essenziale».

Il quadrifoglio, che non sa di esserlo, nasce in un prato all’ombra di un meraviglioso ciliegio. Fin dal principio si interroga sul senso della propria esistenza e si avvicina all’amore, scoprendo questo sentimento grazie al ciliegio, che a sua volta si innamora di lui. Inconsapevole della propria essenza, del suo essere unico, speciale e prezioso, il quadrifoglio conoscerà e proverà anche sentimenti nocivi, così come il ciliegio, sebbene da una prospettiva diversa. Entrambi attraverseranno il tormento di quelle passioni per giungere alla riscoperta del senso delle cose e a come superare i comuni problemi della quotidianità, grazie a un percorso ispirato da un pensiero riconducibile al principio di consapevolezza.

«Ho pensato all’unicità dell’essere umano», continua l’autore, «al fatto che spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo importanti, per noi stessi e per le persone che ci sono vicine, soprattutto quelle che ci amano, ci stimano e ci apprezzano. Ho considerato che molto spesso capita di comportarsi in maniera banale, sciocca, forse proprio perché non ci rendiamo conto di quanto siamo importanti per queste persone, con il rischio di banalizzare il nostro modo di fare, il nostro atteggiamento, e di perdere quell’unicità, quelle particolarità e quelle peculiarità che ci rendono effettivamente speciali. Come la quarta foglia su un trifoglio».

L’opera è un omaggio al grande autore, recentemente scomparso, Luis Sepúlveda. «Mi sono ispirato al suo genere e al suo stile e mi onora il fatto che gli addetti ai lavori che hanno avuto modo di leggere il mio racconto l’abbiano accostato a questo immenso autore, che ho sempre apprezzato e stimato e che cerco di fare leggere a mio figlio Edoardo, per il grande valore educativo delle sue opere».

Gianluca D’Aquino cita le parole di una nota scrittrice e amica che ha letto il racconto in anteprima: «È stato un meraviglioso regalo da parte sua, mi ha scritto di avere scoperto “una bellissima favola sulla diversità dell’eccellenza che non si riconosce come tale, una bellissima storia d’amore con un finale commuovente, scritta con grazia e con quella semplicità che rende l’opera accessibile a chiunque, quel tipo di semplicità che usavano gli scrittori di una volta”».

La storia è introdotta da una meravigliosa massima di Haruki Murakami: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”.

La voce inquieta dei sogni, di Rita Stanzione

L’ho riconosciuta negli echi
la voce inquieta dei sogni,
i più sbiaditi sono automi
inscatolati negli inverni delle viscere.
Martellano le aurore
i luoghi frantumati dell’essere.
Sono i giardini senza gemme
avvizziti d’incuria,
rami si staccano uno a uno
e quando cala, la luce
è un ampio mantello opprimente.
Mia finestra
che ancora raccogli i silenzi,
sei l’acerbo diamante da far sbocciare
– vita degli occhi
orizzonti nuovi tramano in te
fiori d’armonia.


foto dell’autrice

L’Epitaffio di Issione, di Pino Iannello

Due amici, un antropologo e uno psicologo; un reperto archeologico, un vaso campano del IV secolo a.C. raffigurante il supplizio di Issione; un’inquietante indemoniata esorcizzata dalla Curia e che cita le parole del mito; un convento di monache dove si cela un terribile segreto. E ancora, eventi strani e incredibili coincidenze lungo il cammino degli investigatori. Infine una, due, tre, tante vittime di omicidio. Su tutto aleggia sempre, ossessivamente, la ruota di Issione con il suo mito, a segnare in modo indelebile il destino di due uomini e una donna, in una struggente storia d’amore. Ragione e superstizione, credenze e conoscenze si mescolano, si aggrovigliano e si scontrano, alla ricerca di una risposta che riguarda tutti noi.

Eclissi editore, pag. 296, € 15,20

Pino Iannello: nato a Ragusa nel 1954, ha insegnato scienze umane in un liceo della provincia di Milano. Ha pubblicato diversi libri, tra cui i romanzi: Troppo di niente (Mimesis, Milano 2001) e Nella spirale dell’oca (UNI Service, Trento 2009).