Le bugie non si dicono…micro racconto di Claudio Mamud

Claudio Mamud : musicista e scrittore

Un micro racconto scritto dal Prof Claudio Mamud da Buenos Aires – Argentina

Opera postuma.

Il mio amico Ildebrando mi ha detto che aveva in programma di fare un grande scherzo al mondo. Disse che avrebbe composto un pezzo per pianoforte alla maniera di Schubert e lo avrebbe fatto passare per una delle tante opere trovate dopo la morte del grande compositore. Una settimana dopo si presentò con uno spartito chiamato Impromptu in si bemolle maggiore. Ho corretto tre battute in cui l’armonia era più tipica dell’impressionismo che dell’epoca del compositore viennese. Dopo aver apportato le modifiche, lo ha presentato in forma anonima alla rivista tedesca di musica classica Musikalischer Himmel. Non si preoccupava dell’autenticità della carta, nel suo messaggio affermava che era stata trascritta da un musicologo francese senza nome a metà del XIX secolo. L’opera ha meritato un’ampia nota nell’edizione di fine anno. Il pianista cinese Chiang Li lo ha inserito come bis al termine di un concerto in cui ha suonato con la Filarmonica di Praga. Una volta verificato che l’opera fosse così lodata e diffusa, Ildebrando inviò una lettera alla rivista tedesca dove denunciava l’inganno. Nella risposta lo chiamavano bugiardo, scroccone e altre parole irriproducibili, perché erano molto offensive e perché, ovviamente, erano in tedesco. Sono stato anche sorpreso dal successo dell’improvvisazione. Ildebrando mi disse che avrebbe fatto causa a tutti: la rivista, l’editore che lo pubblicava, e tutti i pianisti che lo suonavano. Mi chiese se mi volesse come testimone e io gli dissi di no, che se i musicologi e critici di quella rivista e altri lo affermano, e se lo suonano tanti pianisti, l’opera deve essere autentica. Gli ho chiesto di non insistere più con me. Non mi piace mentire.
Prof. Claudio Mamud
Nella voce della soprano e attrice e Alicia Cordón

https://www.facebook.com/100005327286724/posts/pfbid0xRwRsSXqBMdADfwYmSwfmcCU3UD681Mn1DDd6M6gUgPQXfinqWd2Qptw6XiG683ul/
En la voz de la soprano y actriz y  Alicia Cordón

Opus póstumo

Mi amigo Ildebrando me contó que planeó hacer una fenomenal broma al mundo. Dijo que compondría una pieza para piano a la manera de Schubert y la haría pasar por una de las tantas obras que se encontraron luego de la muerte del gran compositor. Una semana después se me apareció con una partitura llamada Impromptu en si bemol mayor. Le corregí tres compases en los que la armonía era más propia del impresionismo que de la época del compositor vienés. Luego de hacer los cambios, la hizo llegar de manera anónima a la revista alemana de música clásica Musikalischer Himmel. No se preocupó por la autenticidad del papel, en su mensaje decía que había sido transcripta por un musicólogo francés sin nombre de mediados del siglo XIX. La obra mereció una extensa nota en la edición de fin de año. El pianista chino Chiang Li la incluyó a manera de bis al terminar un concierto en el que tocó con la Filarmónica de Praga. Una vez que Ildebrando comprobó que la obra era tan elogiada y difundida, envió una carta a la revista alemana donde daba cuenta del engaño. En la respuesta le decían mentiroso, aprovechador y otras palabras irreproducibles —por ser muy ofensivas y porque, por supuesto, estaban en alemán—. Yo también me vi sorprendido por el éxito del impromptu. Ildebrando me dijo que les haría juicio a todos: a la revista, a la editorial que lo publicó y a todos los pianistas que lo estaban tocando. Me preguntó si contaría conmigo como testigo y le dije que no, que si lo afirman los musicólogos y críticos de esa revista y otras más, y si la tocan tantos pianistas, la obra debía ser auténtica. Le pedí que no me insistiera más. No me gusta mentir.
Prof. Claudio Mamud

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/09/09/le-bugie-non-si-dicono-mai-tornano-indietro/

Foto : Alicia Cordón soprano e attrice

HORTI SALLUSTIANI, di Silvia De Angelis

Alessandria today @ Social Media Manager. Pier Carlo Lava

HORTI SALLUSTIANI



GLI HORTI

Gli horti romani erano ricche domus dotate di un grande giardino, costruite entro la cerchia urbana, ma in aree suburbane, come dire in periferia. Erano un luogo di otium, come le ville di campagna, in cui era possibile vivere isolati e nella tranquillità, ma senza allontanarsi dalla città.

RICOSTRUZIONE DEGLI HORTI DI SALLUSTIO

La parte più importante degli horti era la vegetazione, spesso foggiata in forme geometriche o animali, secondo l’ars topiaria, quell’arte creata dai giardinieri romani che darà luogo più tardi al giardino all’italiana e al giardino aalla francese.

Tra il verde si trovavano padiglioni, porticati per passeggiare al riparo dal sole o dalla pioggia, fontane, terme, tempietti e statue, spesso repliche di originali greche.

Il primo ad averne l’idea fu Lucullo, che si fece costruire una lussuosa dimora sul colle del Pincio, imitato subito dopo da Sallustio.

Gli Horti Sallustiani, tra i più grandi…

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Perchè io corro e corro scalza, di Iris G.DM

Perchè io corro e corro scalza,

sono senza fiato e la terra nei piedi.

Io corro, vivo e respiro,e aspetto il momento giusto.

Quanto vento nei capelli,

quanto nelle mani!

Fremono come foglie,

nell’ombra del tamerice,

luce pura!

Io corro e corro scalza e non mi puoi fermare,

mi puoi sfiorare,

una piccola farfalla tra il mio collo e il mio orecchio,

io sento!

Sento che il dolore si scioglie,

il mio corpo si spoglia,

due alberi d’oro,

rimani ora,

che la mia anima è pronta,

e ora riposa. Iris G. DM

Le parole dell’inquietudine, di Gabriella Paci

Le parole dell’inquietudine, di Gabriella Paci

Le parole dell’inquietudine ““ ediz .Luoghinteriori 2019 presenta un contenuto,che, come suggerisce il titolo, è contrassegnato da visioni ed indagini psicologiche inquiete ,dubbiose,alla ricerca,talvolta fallimentare,di certezze o risposte confortanti. Ma proprio nella esplicitazione di tali stati d’animo ,sembra scaturire una possibile via salvifica,poiché essa permette di condividere e,dunque,sentirne un peso minore:..basta un fioco lampione/ed è ritorno insperato alla vita..(Notte)o ancora..”oggi punge viva la presunzione/di seminare sul foglio bianco parole/da lasciare in dono ai domani nostri ed altrui/nella perenne speranza di nutrire di vita pensata /il nostro fragile andare sotto le intemperie”(Presunzione)

Sono dunque  i momenti di inquietudine personale, ma anche i dolori per le persone amate che mancano all’appello: “Si allarga il cerchio delle assenze ./Tutto l’amore dato e ricambiato/ non crea più una rete di fili stretti/sotto cui ripararmi”..(Assenze)  o ancora per la madre tanto amata e così cambiata dall’età :”Ti ho riconosciuta sempre/ comunque e dovunque /nella forza di un legame /chiamato/amore” (Ti ho riconosciuta,madre)

Infine, la poesia civile, come quando si parla del crollo di Ponte Morandi: “gli olivi contorti nel sole/avvezzi al dolore che sale/ respirano piano ,/ per non far altro rumore /oltre a quello di voci che/senza rispetto gridano colpe/e sulle tombe ne fanno mercato”(Ponte Morandi)degli attentati:Siamo funamboli sul filo della vita/sospeso su un campo minato /dove mine inesplose rendono /arduo e precario ogni passo/(Precarietà)

Una raccolta dunque,che attraverso l’introspezione psicologica tenta di interrogarsi ed interrogare  su fatti che non sono mai solo personali in quanto di tutti e di tutti i tempi, a prescindere dalla contingenza specifica che può rendere attuali i testi della sezione “il mondo intorno”

Gabriella Paci

  • Finalista con la silloge ineditaLe parole dell’inquietudineal XXV concorso letterario “J.Prevert”
  • Menzione di merito al concorso letterario “La clessidra” 2019 con la silloge ineditaLe parole dell’inquietudine “
  • 3°premio al festival premio “Emilio Lussu”con il libro edito “Le parole dell’inquietudine “Ediz.LuoghInteriori
  • 1°premio al concorso internazionale “Dal golfo dei poeti Shelley e Byron alla val di Vara 2019 “con la silloge “le parole dell’inquietudine  
  • Menzione d’onore al concorso internazionale “Kalos” 2019 con il libro le parole dell’inquietudine”
  • 2°premio al premio internazionale “Emozioni poetiche “2020” con il libro editoLe parole dell’inquietudine “
  • “1° premio al concorso nazionale “Persephone  2020” con il libro”Le parole dell’inquietudine” 
  • Segnalazione particolare della giuria al 45°premio letterario Casentino con il libro “Le parole dell’inquietudine
  • Encomio d’onoreal 2 concorso internazionale 2020“la nebbia agli irti colli” Ediz.Atlantide con il libro “Le parole dell’inquietudine”
  • 2°premio al concorso internazionale “Ut pictura poesis 2020 con il libroLe parole dell’inquietudine “
  • 3°premio al concorso nazionale “Alessio Di Giovanni con il libroLe parole dell’inquietudine” °
  • 1 premio al 3 concorso nazionale “Persephone,fiori di poesia 2020” con il libro :Le parole dell’inquietudine “
  • 4° posto al concorso “A vento e sole 2020”con il libro editoLe parole dell’inquietudine
  • 2°premio al concorso internazionale “Agenda dei poeti 2020” con il libroLe parole dell’inquietudine “
  • 1°posto al concorso internazionale“Equilibri “ di Roma con il librole parole dell’inquietudine”
  • Menzione di merito al concorso “Ascoltando i silenzi del mare 21”con il libroLe parole dell’inquietudine
  • Menzione d’onore al premio “La ginestra di Firenze 21”con il librole parole dell ‘inquietudine”
  • Menzione d’onore al premio internazionale “Michelangelo Buonarroti “ con il libro leparole dell’inquietudine
  • Menzione di merito  al premio internazionale “Principe Boncompgni-Ludovisi” con illibro le parole dell’inquietudine

La rubrica del poeta sconosciuto: Milena Lauro Patrizi. Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

La rubrica del poeta sconosciuto: Milena Lauro Patrizi. Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Milena Lauro Patrizi

Roma 9 Settembre 2022 – Author: irisgdm

Dopo un’ abbondante pausa estiva ritorna la mia rubrica ” del poeta sconosciuto. Non che io abbia smesso di cercare, ma capita di doversi fermare per mille motivi. Questa ricerca delle parole ”parole di altri poeti” mi affascina. Mi rendo conto che alcuni scrittori hanno una tale ricchezza interiore! La donano attraverso i loro scritti, il loro sentire. Puoi parlare dello stesso argomento, ma sentirlo in modo diverso. Migliaia di secoli di poesia, tesori inestimabili di parole, ed ecco ognuno racconta di se, le sue storie, le sue emozioni. Certo la poesia intima è sempre esistita, Saffo, Catullo, ma molti poeti narravano anche di storia, come Alessandro Manzoni nel ”Cinque Maggio ”, di esempi tantissimi.
Poi con l’avvento dei social e in particolare di fb, tutti a scrivere, purtroppo anche chi non lo sa fare! Ormai una jungla dove è difficile farsi strada, se non a colpi di machete!
Gli editori non ti guardano, cestinano anche cose valide, se non sei molto social, poi la poesia è di nicchia!
Invece la poesia ridà le emozioni in questo mondo arido, ed è terapeutica. Il dolce infinito sentire dell’anima, del dolore, della gioia, e delle mille sfumature della vita.
Quindi io scavo, cerco, e alla fine trovi chi non vuol farsi notare, ma splende di luce propria, sto parlando di Milena Lauro Patrizi. Una donna silenziosa, discreta, che legge molto anche di altri, e pensa di essere da meno.
La sua è una poesia profonda, sviscerata, intensa, lei si riconosce spirito e carne, in un eterna lotta, che poi è la lotta di ogni persona pensante.

Spirituale e Carnale

“Spirituale e carnale

sono io

nel delirio del mio essere

il disvelarsi di una follia

essenza incarnata

di donna e di te

che sa affrettare

il passo e fuggire

da processioni d’ipocrisia

sguardi che sussurrano

e dita che puntano

Spirituale e carnale

sono io

un canto di congiunzione

tra sentimento e ragione

assonanze di emozioni

tentazione e opposizione

moralità e passione

viandante di notte stellate

da mistiche elevazioni

Dolce e amara

miele e fiele

estasi e preghiera

fuoco e sangue

brividi e vene

imperfetta

e sfrontatamente

sincera

Con questo spirito

ti venero e ti adoro

con questa carne

fortemente ti amo

tu sei la mia musica

la mia poesia

Il mio centro

il traguardo

il finale punto

Spirituale e carnale

sono io

e non ho meriti né colpe

per tutto questo amore

che mi porto dentro”

©️Milena Lauro ❤️


La sua poesia, è una poesia intima, spirituale, come la sua vita, una vita non facile, come quella di tutti noi, ma predomina con i suoi valori, l’amore, l’amore per la famiglia, per Dio.
Oggi è lecito essere atei, agnostici, buddisti, musulmani ma guai essere diversi da tutto ciò!
Di lei ho un ritratto delicato, dolce, ma forte deciso, coraggioso e le sue poesie sono molto belle, le definirei ‘ il mondo di Milena”, anche se lei non si definisce all’altezza, io direi che non solo lo è, ma supera l’altezza e va oltre. Leggetela è veramente brava!

Maria Maddalena dipinto di Denise Daffara

Milena Lauro, nata a Roma dove attualmente risiede. Sposata e madre di un ragazzo 26 anni e una ragazza di 20 anni.
Ha frequentato l’istituto tecnico femminile di analista chimica “Armando Dìaz”.
Ha lavorato come impiegata 15 anni nel negozio di arte sacra “Ghezzi”, esperienza significativa che le ha permesso di arricchirsi spiritualmente e culturalmente.

Da quando scrivi?

  • Fin dai primi anni dell’infanzia ho sempre manifestato un”indole timida e particolarmente introversa; trovavo difficile esprimere le mie emozioni ed è così che quando imparai a scrivere trovai finalmente “il mio mondo”. La poesia mi aiutava dunque a concretizzare ció che sentivo e a sentirmi parte di qualcosa, anche se frutto della mia stessa immaginazione.
    Questo mio mondo fantastico, misto di realtà e sogno, mi ha sempre accompagnato nei vari stadi della vita fino all’età adulta. Per me esso è stato e continua ad essere un’importante fonte di consolazione che mi ha sostenuto nell’affrontare i drammi e le prove alle quali la vita mi ha messo dinnanzi.

Scrivi a caso o sotto l’impulso di un episodio o di un’emozione che ti spinge a farlo?

  • No, io non scrivo mai a caso. Ho sempre bisogno di una fonte di ispirazione o comunque di uno stimolo, che sia positivo o negativo, tangibile o intangibile. Come ho già spiegato, spesso sono i drammi e le difficoltà che mi spingono ad esternare ció che sento e tale forma espressiva mi aiuta anche ad affrontare queste situazioni difficili. Inoltre, sono una persona molto credente e fin da bambina sento un forte “legame spirituale” con il Creatore. Leggendo le mie poesie ci si rende facilmente conto di questo aspetto religioso e dentro di me ho la certezza che un simile “dono” sia semplicemente il frutto del mio amore per Lui, mia più grande fonte di ispirazione.

Per te cosa significa scrivere?

  • Ho già risposto in parte a questa domanda, ma proverò ad approfondire tale aspetto.
    Quando scrivo mi sento di connettermi sia alla mia anima che a una sorta di “sfera celeste”. È come un vero e proprio viaggio spirituale che mi permette di “toccare con mano” i miei sentimenti e le mie sensazioni, fortemente legate all’ispirazione divina.

Tanti di noi scrivono e hanno un progetto, tu ce l’hai?

  • Onestamente, non ho mai avuto grandi progetti e credo che queste mia insicurezza sia dovuta a vari fattori che spiegheró di seguito.
    In primis, vi è l’aspetto caratteriale che purtroppo mi ha frenato più volte dall’intraprendere qualsiasi tipo di progetto.
    Poi, vi è l’aspetto che riguarda l’istruzione personale. Sfortunatamente, in età adolescenziale fui travolta da vari problemi personali che non mi permisero di completare gli studi. Questo fatto ha creato in me un senso di insicurezza, inferiorità, inadeguatezza e forte vergogna che ha perseguitato e tormentato la mia esistenza. Dunque anche la mia mancata educazione ha sempre troncato ogni iniziativa sul nascere.
    Ora, in età adulta, sto cercando di superare questi limiti condividendo “la voce della mia anima”. Oltre questo, ho intenzione di creare una raccolta di poesia per lasciarla ai miei figli, una parte di me vorrebbe pubblicarla una volta terminato, ma riguardo a questo ancora non ho preso una decisione definitiva.

Sei una brava scrittrice, molto profonda,ti leggo tra le righe e leggo questa sorta di te che non vuoi fare vedere, ti occulti. In tutti noi regnano storie

  • io abito nella zona universitaria di Tor Vergata.
    Sinceramente mi sento un animo tormentato da fattori e preoccupazioni sia esterni che interni, quindi no non mi definisco serena. Tuttavia, vorrei tanto esserlo e diventarlo è il mio fine primo.
    Il mio concetto di felicità lo definisco così “vivere in pace, lontano da ogni male e angoscia, esprimere sè stessi con sincerità e spontaneità senza temere niente e nessuno.”
    Io mi definisco come una donna semplice, devota ai valori tradizionali quali la famiglia, ma assetata di sapere e conoscenza. Infatti amo la lettura e fare approfondimenti sui miei interessi.

Altra domanda, che ne pensi di tutte queste persone che scrivono?

  • Le rispetto e in generale le sento vicine a me in quanto utilizziamo la stessa forma espressiva.
    Per alcuni in particolare provo una sincera ammirazione e per me sono dei modelli da seguire.

Milena Lauro Patrizi, leggetela, una vera scoperta. Le sue poesie delicate, gentili, piena di sentimenti, tutti da scoprire.

È LO STUPORE

“È lo stupore che mi salva
mi plasma in varchi estesi
di serenità e pienezza
mi fonde in spiragli
temporali di gioia
spalancandomi valichi
in un’esplosione di pace
incanto e bellezza
facendomi parte di infinito
impercettibile e sconfinato
particella di cielo
amalgama di terra
e pulviscolo di stelle
energia nell’universo
senso di totalità in un istante
nell’immensità perduto

È lo stupore che mi salva
da questa vita
violata dall’ingiustizia
da tutte le brutture
e le disarmonie
dal cuore profanato
della sua dolcezza
ed è stupore
il versante sull’amore
che perseguo passo dopo passo
amore grande smisurato senza limiti
quello creatore
che mi fa amare gli altri
e me stessa
con tutta la passione
e la compassione
con tanta tenerezza

È lo stupore che mi salva
mi affaccia sull’eternità
e mi innamora
non delle cose
non delle persone
ma della loro luce
ed ad ogni mio respiro
ad ogni mio pensiero
fa di questa attesa
una speranza di verità che splende
e che nella realtà riluce “
©️Milena Lauro ❤️

❤️
IO SONO

“Io sono palpiti di tenerezza
e la mia vocazione è amare
resina di olibano che arde


aromi diffusi che si consumano
dietro una celata bellezza

Sono fugaci fantasie
e armoniose immagini
svelate in semplicità e grazia
una rosa di un giardino
sempre in fiore
candela incessantemente accesa

Sono effluvio del vivere
persa dentro ad un amore
linfa di corteccia
testimone di misteri divini
rivelati nello spettacolo
dell’aurora boreale di un cuore
scenario di un divampante fuoco
e dimora di passioni ignote

Sono impastata di versi e di rime
di sorrisi che nascondono il dolore
musica e canti
sinfonie dal sacro inebriate
la mia anima è di vento e di sole
e sono albore
nel chiarore del mattino
un esplosione di luce
in nuvole bianche di schiuma

Sono fatta di tutto e di niente
sono una donna come tante
e uguale a nessuna “
©️Milena Lauro ❤️

“Irrequieta per riflesso divino

“Irrequieta per riflesso divino
per passione
orgoglio e fierezza
sopraffatta dal silenzio
mi smarrisco
in un fondo di tristezza

Ho messo un fermaglio
alle mie ali
perché non spicchino
più voli di parole
da dedicare a questo amore
che non siano stucchevoli e banali

China sui miei fianchi
esausta indifesa
stremata con eleganza
come una danzatrice
in scena sui passi
finali di una danza

Mi inchino
e non mi aspetto niente
resto muta deglutisco
raggomitolata
su un altopiano lunare
grigio e opalescente
trangugio prosodia
irregolare di versi
e non mi illudo se penso
che la metrica non serve
per te che sei
il mio canto libero
e sei ovunque
che mi travolgi
come un uragano di fiori
e ti sento nel concerto del vento

Mi riposo in te
Inventando giorni migliori
e tu intanto
guardami mentre ti scrivo
e riversami sulle membra stanche
tutto il firmamento”
©️Milena Lauro 

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria

Alessandria“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria

Verrà presentato sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria il nuovo romanzo storico scritto da Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè dal titolo “La capitagna e il glifo”, vicenda ambientata nell’Alessandria del 1589

La trama

Corre l’anno 1589. Diversi stati d’Italia sono stretti nella morsa del dominio spagnolo.  Non fa eccezione Alessandria che subisce la pressione fiscale da parte del Governatore in carica: Don Rodrigo de Toledo, un uomo dissoluto e senza scrupoli, il quale si invaghisce di una giovane orfana, Elvira che lava i panni per la guarnigione spagnola nel palazzo cittadino dove dimora Don Rodrigo.

La fame di riscatto spinge Elvira tra le braccia del Governatore, le promette una nuova vita. Don Rodrigo però viene meno alla parola data e scatenerà in Elvira un rancore tanto grande da indurla ad aderire a un gruppo di ribelli deciso a insorgere contro l’oppressore a causa delle ingenti tasse che attanagliano il popolo e le corporazioni cittadine. 

La rivolta fallisce ed Elvira viene imprigionata nelle segrete del Palazzo insieme ai suoi compagni di sventura, ma proprio quando le speranze sembrano essere perdute, Elvira conoscerà Carlito, una guardia spagnola, che l’aiuterà a fuggire dalla città attraverso la ragnatela di strade sotterranee.

Oltre la storia di Elvira e Carlito la trama del romanzo focalizzerà l’attenzione sulla storia architettonica della città di Alessandria. 

Una storia di chiese, piazze, palazzi che oggi, in parte, non possiamo più ammirare, ma soltanto ricordare come i capisaldi della nostra cultura.

Gli autori

Simonetta Gorsegno vive ad Alessandria, la città dove è nata nel 1963. Ha scritto numerosi racconti per diverse case editrici e vinto diversi premi letterari. Appassionata di viaggi, nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro di viaggi dal titolo: “Horn please – Viaggio nel paese dei Maharaja” edizioni Sillabe di Sale. Scrive racconti per un giornale locale.

Gianni Cellè è un esperto di storia locale. Collabora a giornali e riviste di Alessandria. Laureato in architettura è stato curatore di diverse mostre cittadine e organizzato cicli di convegni e conferenze presso il museo etnografico di Alessandria “C’era una volta”.

Nel 2012 ha pubblicato “Valentinum primi insediamenti umani nella pianura alessandrina”, nel 2014 “Piazzetta del Grano e le osterie delle tre lepri” e nel 2015 “Il Mestiere, caratteri dell’economia alessandrina attraverso i secoli”.

“La capitagna e il glifo” di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè

Sisifo Edizioni Alessandria

Pag. 206 – Euro 15,00

MI MANCHI AMORE, di Horion Enki

MI MANCHI AMORE

E dopo aver guidato tutta la notte

per inseguire il mio cuore,

mi son fermato una mattina su di una collina

a guardar sorgere il sole,

mentre sta asciugando la rugiada su di un fiore,

la notte lentamente muore.

I miei occhi erano fermi e le ciglia

non facevano nessun rumore,

lasciavo che,

le lacrime scendessero in fondo al cuore,

la mia mente mi diceva

è solo pioggia che lava il dolore.

Io continuo a inseguir un sogno

che ha il tuo nome,

anche se ora non sei qui con me,

l’ho gridato al sole, mi manchi amore.

Horion Enky

Libri: Il Portiere, di Giuseppe Tecce

Perché dovresti comprare un libro?

Infatti, perché dovresti aver voglia di conoscere le miliardi di storie che la vita ti offre? Perché dovresti prenderti la briga di viaggiare nel tempo, stando comodamente seduto sul divano di casa tua?

E poi, in fondo, perché farti carico delle esperienze e delle sofferenze altrui?

Però se sei di altre idee, e vuoi provarci ad entrare in altri mondi e in altre storie, leggi questo libro: “Il Portiere”.

È il mio ultimo libro ed è un’opera corale, dove ti porterò per mano in dieci storie con dieci personaggi, sempre “portieri in turno di notte” in alberghi sparsi per l’intera penisola.

Ti porterò in uno spaccato della società italiana, che si muove sui binari della vita vissuta in ogni suo aspetto, di notte come di giorno. Uno spaccato fatto di gente comune, di prostitute, delinquenti e uomini di legge.

Tutti i racconti sono irrisolti, lasciando spazio alla fantasia del lettore, affinché si intrecci con quella del narratore, creando delle conclusioni sempre differenti.

Compralo cliccando sul Link in basso:

IL PORTIERE https://amzn.eu/d/fzBf3bq

Versi, di Stefania Melani – Percorsi di luce

Versi

Inizia il giorno

in sintonia con l’aria,

il cielo, i fiori, la fonte

dal cadenzato scorrere

nel greto..

tocco la vita

come uccello in volo.

In eterna rinascita

l’uragano vergine di parole

davanti al foglio bianco..

come azzurro di cielo in fuga

all’abbaino..

Passiflore e farfalle

– vive muse –

sul pensiero in cammino

cavalcano sull’anima del vento..

Stefania Melani@

FELICE SERATA E BUONA NOTTE DI SOGNI STELLATI amici carissimi della mia pagina artistica.

Foto di Stefania Melani @ Dall’oliveto in collina

LA SOFFITTA, di Mirella Ester Pennone Masi

LA SOFFITTA

Nella mia mente

fluiscono tanti ricordi,

basta un raggio di sole, quel poco

che gioca con la polvere sospesa

e ogni granello mi è caro,

sono coriandoli per la mia fantasia

Quando ero piccina

dalla mia soffitta

non ho mai visto sbocciar le gemme

né l’oro di un campo di grano

ma, soltanto le mamme

con i bambini per mano;

adesso che mi sento smarrita

non ci sono più i vecchi balocchi,

quasi mai del tutto posseduti

ma condivisi con le mie sorelle.

Nella mia soffitta

le parole sono là, ancora nell’aria,

colma di una strana presenza:

è Lui… il poeta immaginario,

con quella sua voce flebile

mi sussurra ancora

le frasi che mi erano sconosciute

Da piccola, una notte, l’ho visto,

indossava il suo lungo cappotto,

avevo oltrepassato il portone di casa;

con gentilezza mi riportò al nido.

Fu la mia precoce voglia di esplorare

o preda del sonnambulismo?

Ma no… no…

è tutto vero, giuro, lo ricordo

da sempre mi incita e sussurra:

“Devi scrivere…

scrivere come vuoi adesso

e al tempo di allora”

@Mirella Ester Pennone Masi@

photo web

OLTRE LA PIAZZA, di Silvia De Angelis

OLTRE LA PIAZZA

Si fa spessore

flebile la linea invisibile

e poi corposa

nello sguardo accresciuto.

Anche i suoni

nella movenza d’un’accesa vertigine

creano un’eco decisa e vibrante

sul ritmo interiore

accorto d’una rinata sensitività.

Spirali cromatiche

girano inversamente

nell’accesso a colori d’arcobaleno

pregnati di nuovi destini.

Cadono antichi rimorsi

finzioni passate

nel vanto d’una sconfinata distanza

oltre la piazza logora dello scindibile

@Silvia de Angelis

https://quandolamentesisveste.wordpress.com/

Libri: Il segreto di Bianca, di Enzo Gerbino

Il cervello umano è capace di cose straordinarie che non riusciamo ancora a comprendere…
Lei sa muovere gli oggetti senza toccarli e sospenderli nell’aria senza fili che li reggono.
Riesce anche a far volare le cose in giro per tutta la stanza e per il tempo che vuole. Lei sa leggere i segreti più intimi delle persone, le loro intenzioni e quello che gli capiterà solo toccandole. Ha scoperto di saper fare queste magie fin da piccola e non sapeva spiegarselo, ma aveva anche capito che facevano paura alla gente…

eurekaddl.lol

Libri: L’infanzia dell’erba, di Yuleisy Cruz Lezcano

Condivido oggi una nuova soddisfazione, il mio libro edito è stato segnalato nel Premio di poesia Pascoli.

A breve info su nuova presentazione 😊

Un bellissimo giorno a tutti! Condivido con voi questa stupenda notizia: è andato in stampa il mio libro dal titolo “L’infanzia dell’erba”

che ha vinto la pubblicazione, oltre a diversi riconoscimenti.

Questo libro è arrivato Quarto classificato nell’anno 2019 nella sezione libri inediti nel prestigioso Premio Internazionale Montefiore Conca, nona edizione. È stato finalista nel Premio Letterario Internazionale Gaetano Cingari, 14° edizione. È stato Segnalato nel Prestigioso Premio Letterario Nazionale di Letteratura Italiana Contemporanea, ottava edizione.

È stato Primo Classificato nella sezione poesia e terzo nella sezione narrativa, giacché è un libro misto, nel prestigioso Premio Letterario Melville Città di Siena, vincendo la pubblicazione gratuita.

Questo libro ispirato alla vita e opera di Tonino Guerra, riporta anche i nomi e le opere di artisti viventi che hanno contribuito a diffondere le idee di Tonino Guerra ma non solo, nel libro racconto episodi della mia infanzia a Cuba quando ero una bambina, giusto per non dimenticare l’infanzia del mondo.

Ringrazio:

Gian Ruggero Manzoni per la sua stupenda lettera di presentazione e ringrazio il pittore Alessandro Fioraso per l’immagine di copertina che ben coglie l’intento narrativo di guardare il mondo con innocenza e meraviglia.

Ringrazio la moglie di Tonino GuerraLora InGuerra per i suoi racconti di vita e per avermi condotta per mano per il suo mondo magico, abitato dalla presenza di questo grande artista poliedrico.

Ringrazio con tanto affetto il bravissimo giornalista televisivo Luca Salvatori che con tanta gentilezza e professionalità ha contribuito ad una rilettura critica del libro.

Grazie anche a chi vorrà leggere questo libro.

https://www.unilibro.it/libri/f/autore/cruz_lezcano_yuleisy

ll problema di fondo è che il realismo terminale è la rappresentazione narrante di un’umanità sconfitta, di Tania Di Malta

ll problema di fondo è che il realismo terminale è la rappresentazione narrante di un’umanità sconfitta. Per questo, per esempio, parlare di realismo terminale a braccetto con il potere è un ossimoro. D’altra parte farsi vedere davanti ad una fabbrica o un carcere, a differenza del secolo scorso, viene tacciato di populismo e ricerca di consensi. Cosa rimane? Forse il verso ed il silenzio. Non so, davvero non so. In questi anni di lavoro nel realismo terminale ho cercato di mostrarmi senza veli, con tutti i miei innumerevoli difetti, terribilmente imperfetta come questo mondo. Unico lusso che mi sono concessa è quello di essere sincera fino alla scarificazione e giusta per quello che ho potuto. Ne sono uscita con la schiena traforata come un colabrodo, ma in piedi. Ma niente vittimismi, il realismo terminale racconta proprio questa trasformazione epocale che ci vuole ammassati e paradossalmente soli, abbracciati agli oggetti che intanto hanno imparato a parlare di umanità meglio di quanto siamo stati capaci noi.

Domani ad Acqui Terme, se vorrete, parleremo di questo. Il Gommone Forato parla una lingua che senza sensazionalismi cerca di raccontare il grande smarrimento. I testi poetici si avvalgono della similitudine rovesciata ideata da Guido Oldani e di una consapevolezza delle trasformazioni epocali che stiamo vivendo a cui lui ha dato un nome: Realismo Terminale, di cui Giuseppe Langella è stato grande interprete. Io ho fatto del mio meglio, lavorando tanto, ma sono e rimarrò sempre una figura secondaria rispetto alle logiche standard. Continuerò questo viaggio con la consapevolezza di quello che rimarrà di me: un piè di pagina, forse, ma si prosegue!

#TaniaDiMalta

#RealismoTerminale

ENIGMA, di Paola Varotto

ENIGMA

Inacessibile ed enigmatico

ma, speranza che rinasce

Piccolo pezzo di vita

quando non credevo

più di avere giorni

Riparo, situato in mezzo

a tutto questo niente

quotidiano

Piccola foglia gentile

nel bosco insensibile

dell’umanità

Diversi

come un rigagnolo

è diverso dal mare

ma, simili, come due

gocce di sangue

ci ritroviamo a pensarci

Così intensamente che

la mia mente, gocciola amore

che, si espande e

come fiume in piena,

raggiunge il tuo cuore!

©Copyright L.633/1941

Paola Varotto

Racconti: SOVRAPPENSIERO, di Gregorio Asero

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SOVRAPPENSIERO

A volte capita di abbandonarmi a pensieri di tenerezza e allora mi lascio andare con tutto il mio essere a meditazioni soavi, e prima che possa finire lo stato di abbandono, mi accade una strana cosa, come quando l’orchestra finisce di suonare una melodia e depone i suoi strumenti sul palco per una meritata pausa di riposo: vivo attimi di attesa eterna. È molto difficile seguire queste strane sensazioni per lungo tempo, perché la mia mente non riesce a concentrarsi fino in fondo, visto che, purtroppo o per fortuna sono un uomo comune, carico di tutti i suoi limiti umani.

Mi capita anche che, lungo il percorso della mia vita, incontri persone simpatiche con le quali chiacchiero spensieratamente e in allegria. Ma cosa sono le parole dette da estranei? Possono essere esteriorità senza senso se le paragoniamo alla poesia e all’arte in genere. Che senso hanno le parole che pronunciamo a iosa e a volte senza neppure dar loro importanza, rispetto a quelle che sono le manifestazioni intime della nostra interiorità religiosa, del nostro modo di intendere la pittura, la musica, la poesia?

A volte, senza voler peccare di presunzione, mi sembra di essere un angelo precipitato dal carro, che conduce in Paradiso, nella più insignificante e squallida realtà terrestre. Io dico che il poeta, l’artista in genere sono gli ultimi testimoni di una forma di vita che sta lentamente andando in disfacimento. E mi chiedo se la poesia e l’arte, non siano l’unico esempio di ciò che avrebbe potuto essere il nostro martoriato pianeta se non fosse esistita la forma del linguaggio parlato.

La comunicazione fra umani, e di conseguenza fra le varie anime, dovrebbe avvenire attraverso l’empatia fra due persone, o fra due popoli, o fra l’intera umanità. Ecco, quando si parla di comunicazione fra due anime è questo quello che penso: l’empatia. Purtroppo penso che l’umanità si stia incamminando fra altre vie, quelle dell’autodistruzione.

Gregorio Asero

MEZZELUNE DI CIELO, di Silvia De Angelis

MEZZELUNE DI CIELO

Quando sul far del giorno

peregrinano

discordanze di fieno secco

e ciuffi di ginestre

s’adombrano

nel rumore ostile

di fatalità metalliche

riaffiora un degrado interiore

di motivazioni viola

rarefatte nella foggia d’un ventaglio

che scomponga i raggi

nelle mezzelune di cielo

ove proiettarsi

rimboccando un’ancora di vento

e far riaffiorare parole dimenticate

@Silvia De Angelis