“Notti senza luna” di Maria Rosaria Teni

editorialeAncora una volta l’estate li ha visti, i senzatetto, andare in giro per le strade alla ricerca di un po’ d’ombra per ripararsi da un caldo soffocante che ha oppresso tutti con temperature record. Un’estate torrida, sotto tanti punti di vista, che non ha risparmiato disagi e ha accresciuto le difficoltà di chi vive senza dimora e in stato di assoluta indigenza. Purtroppo, ai margini di una società che si professa civile, si consuma la vita di chi dorme davanti alle vetrine lussuose di negozi alla moda, di chi si trascina tra la gente, frettolosa e impegnata, ed è tuttavia invisibile, come se fosse solo un refolo d’aria dall’odore sgradevole. Sono sempre più indignata quando ascolto e leggo le vicende di queste persone che hanno lasciato alle spalle una vita “normale”, per eventi drammatici che stravolgono e annientano, affrontando una condizione di non appartenenza, di non esistenza, prostrandosi ai piedi di un’umanità indifferente che non li vede, o non vuole vederli. Ma d’altra parte, si vive meglio pensando solo a sé stessi, vagando all’interno del proprio orticello, al riparo dal freddo e al riparo dal caldo. Frugando tra i loro stracci, si trovano ricordi, traumi, dolori che diventano uno stigma e segnano irrimediabilmente un’esistenza alla deriva. Non si può comprendere –  se non si prova – quanto possa essere avvilente attendere, in fila, un sacchetto con i viveri, che la carità dispensa con uno sguardo benevolo e quanto sia umiliante tendere una mano per chiedere l’elemosina all’ “altro” che, pur avendo le stesse caratteristiche anatomiche, ha la  fortuna di vivere alla luce del sole e non nel tunnel della miseria, nei vicoli, nelle stazioni, sui marciapiedi che diventano deserti di anime disperate che la luna, soltanto la luna, a volte, illumina nello squallore di notti buie.. Intanto, mentre rimbalzano di piazza in piazza promesse e programmi di super uomini rampanti, in tutto il paese la povertà aumenta, si incrementa di nuovi emarginati che vengono dimenticati ai bordi di una società che tira dritta e non si ferma e non porge una mano. La sola piccola luce che illumina gli invisibili è rappresentata dall’opera di volontariato svolta da persone che finiscono con l’assumere le sembianze di angeli, guadagnando la fiducia dei derelitti, portando la speranza di un calore che ricorda quello della famiglia ormai perduta. Ancora oggi è deprimente notare quanta differenza ci sia tra chi gode di un benessere esagerato e chi non ha neanche la possibilità di mangiare, tra chi ha dimore di sogno e tavole opulente e chi si rigira in un cartone tra briciole di un pasto improvvisato, e la sorpresa più grande è che la gente passa, indifferente, e non si chiede nulla, come se tutto ciò fosse normale.
Concludo citando Dostoevskij in “Umiliati e offesi”: “Basta una piccola luce per cancellare le ombre più profonde”.
Maria Rosaria Teni

Addio a sua maestà Elisabetta II d’Inghilterra

È ufficiale Regina Elisabetta II è deceduta oggi, giovedì 8 settembre 2022. Da questo pomeriggio le condizioni erano gravissime e adesso è arrivata la notizia.

NAPOLI

Si trovava nella sua residenza a Balmoral, l’annuncio ha colpito i sudditi come un fulmine a ciel sereno e ora, dopo momento drammatici che hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso, abbiamo avuto la conferma. Addio alla sovrana che ha regnato per 70 anni, amata in tutto il mondo. Accanto a lei tutta la sua famiglia, i figli e i nipoti. Le condizioni di Elisabetta II si erano aggravate nelle ultime 48 ore, si è spenta nel castello di Balmoral, in Scozia. Migliaia i messaggi di cordoglio sui social. Il figlio Carlo diventa così Re. «London Bridge-Ponte di Londra» è il nome del piano che il Regno Unito mette in atto nel giorno della morte della regina Elisabetta II. Il premier britannico, in questo caso Liz Truss, appena entrata in carica, viene avvisato da un funzionario (Sir Christopher Geidt, suo segretario privato) attraverso una linea telefonica con queste parole: «London Bridge is down», «Il ponte di Londra è caduto». È il segnale in codice che la regina Elisabetta è morta. La camera ardente sarà a Holyroodhouse e la bara sarà successivamente portata nella cattedrale seguendo il percorso dell’antica via Royal Mile, nel cuore di Edimburgo. La bara della sovrana verrà poi trasportata a Londra a bordo del Royal Train. Dal Centro di risposta globale del Foreign Office, l’unità di crisi del ministero degli Esteri britannico, partirà un messaggio per i governi del Commonwealth, di cui la regina è capo di Stato. Poi saranno informati ambasciatori e primi ministri stranieri. Infine toccherà al resto del mondo essere messo al corrente. Nello stesso istante, un inserviente uscirà da una porta di Buckingham Palace, attraverserà il cortile e affiggerà sul cancello un avviso listato a lutto. Contemporaneamente, il sito web reale si trasformerà in un’unica pagina con quello stesso avviso su uno sfondo nero.

Festival mondiale di Arti e Sculture PIAF 2022

PIAF 2022

Conclusione e premiazione degli artisti di Panorama International Arts Festival 2022 promosso dalla Writers Capital Foundation

Writers Capital, Greece Hellas

Irene Doura-Kavadia :

Grazie al nostro Media Partner HELLENIC MEDIA Group e in particolare al Cyber-giornalista Dimitris Kannavos per la copertura di Panorama International Arts & Literature Festival 2022 ad Atene, Grecia.

La mostra è sotto gli auspici del Comune di Ilioupolis e del Club per UNESCO TLEE e co-organizzata da PELT Hellas.

Nel congratularci con tutti gli stimati partecipanti provenienti dalla Grecia e da Cipro, vi invitiamo tutti a unirvi e unire le forze in favore della pace nel mondo.

Preeth Nambiar – Fondatore e CEO, Writers Capital Foundation e Panorama International Arts & Literature Festival Presidente

Irene Doura-Kavadia – Segretario Generale, Writers Capital Foundation e Coordinatore Capo Programma Panorama International Arts & Literature Festival

George Lenis PELT Hellas

Silla Maria Campanini Coordinatore globale

Johanna Devadayavu Consigliere Manager

Ζώτου Ρουλιάνα Coordinatore Grecia Konstantina Farmaki Coordinatore Austria

Joan Josep Barcelo Coordinatore Spagna

Filippo Papa Coordinatore del programma giovanile


Elisa Mascia Coordinatore Italia

Alicia Antonia Muñoz Verri Coordinatore America Latina

Raul Bolaños Romero Membro del Consiglio consultivo Smaragdi Mitropoulou Membro esecutivo del WCIF Grecia Christos Sanos Consigliere permanente del WCIF Grecia Ofelia Hutul Capo Coordinatore Romania

Dan Neamu Membro del Consiglio consultivo


Thanks to our Media Partner HELLENIC MEDIA Group and in particular Cyber-journalist Dimitris Kannavos for the coverage of Panorama International Arts & Literature Festival 2022 in Athens, Greece.

The exhibition is under the auspices of the Municipality of Ilioupolis and the Club for UNESCO TLEE and co-organized by PELT Hellas.

In congratulating all the esteemed participants from Greece and Cyprus, we invite you all to join and join forces for world peace.
Preeth Nambiar – Founder and CEO, Writers Capital Foundation and Panorama International Arts & Literature Festival President

Irene Doura-Kavadia – Secretary General, Writers Capital Foundation and Chief Program Coordinator Panorama International Arts & Literature Festival

George Lenis PELT Hellas

Silla Maria Campanini Global coordinator

Johanna Devadayavu Consigliere Manager

Zotou Rouliana Coordinator Grecia

Konstantina Farmaki Coordinator Austria

Joan Josep Barcelo Coordinator Spain

Filippo Papa Coordinator of the
youth program


Elisa Mascia Coordinator Italy

Alicia Antonia Muñoz Verri Coordinator of Latin America

Raul Bolaños Romero Member of the Advisory Council Smaragdi Mitropoulou Executive Member of the WCIF Greece Christos Sanos Permanent Councilor of the WCIF Greece Ophelia Hutul Chief Coordinator Romania
Dan Neamu Member of the Advisory Council

Buuhttp://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/09/08/conclusione-del-festival-mondiale-piaf-2022/

Cosa è davvero importante?, di Davide Morelli

Cos’è importante?

È più importante un libro di poesie 

su un innamoramento non corrisposto?

Oppure un volume di aforismi?

Oppure un romanzo “sperimentale”,

per ciò che comunemente si intende 

per sperimentale in Italia oggi?

Oppure un saggio divulgativo di psicologia?

Oppure un volume di morale sessuale cattolica?

Oppure una tesi di un dottore di ricerca su Pessoa? 

Oppure una storia dell’economia?

Oppure una biografia di Dante?

Oppure un libro di barzellette di un comico?

Oppure un libro di satira politica? 

Oppure una silloge con cento epigrammi? 

Oppure un tomo sui paradossi della filosofia?

Oppure un saggio sull’esoterismo? 

Oppure un saggio di un critico letterario sulla neoavanguardia?

Oppure un saggio sul consumo critico?  

Oppure una raccolta di racconti di vita vissuta?

Oppure un’agiografia?

Lo scibile è un albero enorme

i cui rami sono infiniti. 

Poeti, letterati, scrittori, studiosi 

fanno un grande baccano.

Ognuno rivendica l’originalità e la bellezza

del suo libro e quindi la necessità della lettura.

Che poi i libri brutti e inutili 

sono sempre quelli altrui!

Così tutto deve essere pubblicato.

Poco importa se rimane invenduto.

C’è posto e spazio per tutti

o almeno così sembra.

Forse è una grande illusione.

Forse è già stato scritto tutto.

Restano solo piccole note a margine

e piccole variazioni su temi non originali. 

Faranno spazio a tutti.

Non vi affannate. Non vi accalcate. 

Non vi dimenate.  Non sgomitate. 

Niente colpi bassi ai colleghi.

Cos’è più importante?

Tutto e niente è importante.

Tutto e niente è necessario.

La risposta non la sapremo mai

almeno in questa vita,

per cui non vi considerate mai 

troppo importanti. 

L’importanza di un libro o di un autore

è spesso soggettiva e opinabile,

a meno che non si tratti di

mostri sacri universalmente riconosciuti.

I lettori possono fare a meno

dei vostri libri,

ma siete voi autori e i vostri libri

che non potete fare a meno di lettori

(può sembrare una chiusa scontata, 

ma l’altezzosità e lo snobismo di taluni

dimostra il contrario). 

Io nel frattempo vado a farmi un caffè 

e naturalmente lascio scrivere a voi

i vostri capolavori. 

EASY, di Natalia Castelluccio

Foto dal web

Sembra tutto più facile


l’amore a portata di clik.


Ti sento


ti vedo e persino ti prendo.


Il fascino dell’illusione


per non sentirsi più soli.


La realtà è un’icona


da guardare tramite un cellulare.


Uno schermo


quello del computer


per sentirsi veri e meno nudi.


Bella gioventù


chi si è arresa sei stata tu.


E si sa


chi si ferma non vince più.

Natalia Castelluccio

https://pensieriparoleepoesie.wordpress.com

Il catalogo “Poetica del ricordo” di Bagliano: un innovativo artistico alla vita

Bagliano, un inno artistico alla vita con il catalogo “Poetica del ricordo”.
L’arte è uno strumento potente di rielaborazione e cura.
Nell’arte significati ed emozioni vengono plasmati dall’occhio di chi osserva, senza giudizio. Resta solo la forza delle immagini e la loro capacità di comunicare.
È per questa ragione che il progetto della Casa Funeraria Bagliano, inaugurata nel 2016 ad Alessandria, si è arricchito in questi anni di un allestimento artistico unico nel suo genere e oggi al centro di un’iniziativa di valorizzazione.
In occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’azienda, gli amministratori hanno deciso, infatti, di realizzare un catalogo di tutte le opere presenti nella Casa.
Si tratta di sculture e dipinti che celebrano la vita, in forte connessione con l’energia vitale frutto della creatività degli artisti. La pubblicazione, intitolata “Poetica del ricordo”, le racconta in modo empatico ed emozionale.
In ciascuna delle 10 sale – Stanza della Crisalide, del Volo, del Sole, della Sorgente, dei Germogli, dell’Albero, del Vento, della Foresta, del Mare, delle Foglie – sono racchiuse opere della natura. La Hall ospita due splendide urne funerarie realizzate da Dino Maccini; nel giardino ci sono due quadri di Gelindo Crivellaro e di Michele Fiocco. In quest’ultimo – “Il Nero” – le mille sfumature dell’ocra, graffi e incisioni riproducono forme, disegni, una storia. Gli sguardi più attenti scorgeranno anche un cuore.
Nel salone è esposto un dipinto su tela che rappresenta l’idea dell’infinito. Non può essere altro ad avere guidato gli autori, i detenuti del carcere di S. Michele, nell’uso delle sfumature dei colori decise e frammentate, sovrapposte e definite, smarginate ed esplose.
Le foto del catalogo sono state realizzate da Di Luce e D’Ombra. Il progetto editoriale è a cura di Housedada.
Il catalogo sarà stampato in 100 copie numerate e sarà visibile e consultabile presso le sale della Casa Funeraria.
“Da cent’anni noi Bagliano condividiamo ogni giorno con la morte. Abbiamo imparato a conoscere le metamorfosi che avvengono nelle ore in cui accompagniamo qualcuno nell’ultimo tratto di strada – dichiarano gli amministratori Marco e Davide Bagliano. Respiriamo un senso inafferrabile della morte, profondamente legato alla vita. Con questo catalogo proponiamo un percorso che tenta di abbracciare il senso universale dell’esistenza, attraverso il talento dei Maestri che hanno interpretato con i loro stili l’iconografia dell’arte funeraria. Siamo molto contenti di questa pubblicazione perché è la celebrazione di un piccolo, grande traguardo. Sin dall’inizio è stata una sfida creare questo connubio con l’arte e il colore, altro elemento predominante della Casa Funeraria, ma abbiamo sempre creduto nella validità del progetto. Vedere oggi nero su bianco il lavoro di questi anni e renderlo ancora più fruibile è motivo di orgoglio”.

Vaccino: non serve a chi è già stato contagiato

Vaccino: non serve a chi è già stato contagiato

Vaccino: non serve a chi è già stato contagiato
Ph: Maurizio D’Amato

Vaccino: a chi non serve.

Chi ha già contratto il virus non ha più bisogno di vaccino.

E’ quanto emerge da un studio scientifico dell’istituto di ricerca Altamedica, dal titolo ‘Evidence of Memory B-cells response against different SARS-CoV-2 variant’, che sarà presentato al congresso della Società Italiana di Genetica Umana.

Può accadere che si contagi nuovamente, come ogni influenza stagionale ma non ammalarsi .

Nessun soggetto che ha superato l’infezione…Continua su Repubblica

Manuela Di Dalmazi

Vaccino: non serve a chi ha già contratto il virus
Ph: Maurizio D’Amato

La certezza del dolore
spiega il miracolo dell’amore
e sfata il mistero della morte.



Manuela Di Dalmazi – Vietato l’ingresso ai non addetti all’amore

I poeti e la pace, l’uomo universo, cittadino del mondo.

Articolo 28

NAPOLI

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possono essere pienamente realizzati.

E’ il diritto umano alla pace: pace interna e pace internazionale, pace nella giustizia (opus iustitiae pax). La giustizia è quella dei diritti umani, cioè è anche giustizia sociale ed economica. La pace proclamata dall’Articolo 28 è, per seguire Norberto Bobbio, pace positiva, intesa come la costruzione di un sistema di istituzioni, di relazioni e di politiche di cooperazione all’insegna di: “se vuoi la pace, prepara la pace”. Il contrario della pace negativa, cioè della mera assenza di guerre guerreggiate, come parentesi tra una guerra e la successiva, da vivere preparandosi alla prossima guerra potenziando gli arsenali militari e coltivando sentimenti nazionalistici a difesa dell’interesse nazionale, da perseguire ovunque nel mondo e con ogni strumento, compresa appunto la guerra. Il ‘nuovo’ Diritto internazionale basato sulla Carta delle Nazioni Unite definisce la guerra come ‘flagello’, la ripudia e la interdice. L’uso della forza militare, per fini diversi da quelli tipici della guerra, dunque per fini di giustizia (difendere la vita delle popolazioni, salvaguardare l’ambiente e le infrastrutture vitali, acciuffare i presunti criminali e consegnarli ai tribunali internazionali, ecc.) è avocato all’ONU quale autorità sopranazionale, deputata a gestire il sistema di sicurezza internazionale. Ma la Carta, a quasi sette decenni dalla sua entrata in vigore, rimane inattuata per le parti più delicate: gli stati hanno l’obbligo di conferire parte delle loro forze militari, in via permanente, alle Nazioni Unite, ma finora nessuo di essi ha adempiuto a tale obbligo. Il cosmopolitismo è un indirizzo di pensiero che attribuisce a ciascun individuo la cittadinanza del mondo, ritenendo irrilevanti le distinzioni politiche, etniche, culturali o religiose tra le nazioni. Alla base del concetto vi è l’idea che tutti gli esseri umani sono uguali e godono degli stessi diritti, indipendentemente dallo Stato cui appartengono. Il cosmopolita riconosce come sua patria il mondo intero. Ormai la comunicazione globale ha avvicinato i popoli di tutta la terra, con scambio di tradizioni, usi e costumi, quindi l’idea cosmopolita dell’uomo cittadino del mondo è una realtà che dovrebbe rafforzare l’idea del diritto alla pace e alla convivenza civile ripudiando la guerra come soluzione di problemi.

Questa poesia di Jorge è la somma dell’intera sua vita e un alto messaggio di fratellanza e di umiltà.

Sono l’uomo universo, Jorge Carrera Andrade

Sono l’uomo universo
Io sono l’abitante delle pietre senza memoria, sete d’ombra verde;
il popolano di tutti i villaggi e delle prodigiose capitali;
sono l’uomo universo, marinaio di tutte le finestre della terra stordita dai motori.
Sono l’uomo di Tokyo che si nutre di pesciolini e bambù,
il minatore d’Europa, fratello della notte;
l’operaio del Congo e della spiaggia, il pescatore della Polinesia,
sono l’indio d’America, il meticcio, il giallo, il nero:
io sono tutti gli uomini.
Sopra il mio cuore firmano le genti un patto eterno
di vera pace e fraternità.

*Io sono tutti gli uomini, quelli semplici, umili che vogliono lavorare e vivere in armonia con la loro terra. È una realtà, quello che fa paura è l’ignoranza ma basta avere una mente aperta e vedere nella diversità solo l’opportunità di conoscere e imparare. Forse questa è la strada verso la pace universale così ben espressa nei bellissimi versi di Andrade.

“Letture indipendenti” – Demetrio Salvi, torna in libreria con “Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”

“Letture indipendenti” – Demetrio Salvi, torna in libreria con “Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”

Pubblicato il 8 settembre 2022 da culturaoltre14

Da: https://culturaoltre14.wordpress.com

Prende il via, da settembre, una nuova rubrica di letteratura dal titolo “Letture indipendenti”  con contenuti in esclusiva su libri di recente pubblicazione del panorama indipendente italiano.

Demetrio Salvi
“Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”
Casa Editrice:
L’undicesima copia
Genere: Urban fantasy
Pagine: 220
Prezzo: 14,00 €

Un viaggio misterico e iniziatico, nell’inconscio e nel mondo concreto del sottosuolo, questo è molto altro è l’opera di Demetrio Salvi, intitolata “Misteri Napoletani: La crepa – graphic novel e favola dark”. L’opera racconta la storia di Giona Michetti, che dopo una lunga assenza fa ritorno a Napoli, la sua città d’origine. Nel frattempo, la città è cambiata, le sembra di vederla tormentata, un luogo dove la spensieratezza per cui è rinomata sembra essere svanita, inghiottita da una buia coltre di nubi.

La storia di Giona nella sua Napoli si apre con il suo trasferimento nella casa dei nonni, dove però non riesce a dormire o a trovare pace. Ha come la sensazione che in casa ci sia una presenza malevola che ne disturba la permanenza. Non è solo una sensazione, perché ad un certo punto questa misteriosa presenza si materializza. Giona vede una figura pallida, gracile, che gli ricorda un bambino. Sulle prime Giona è spaventato, ma poi riesce a stabilire un contatto con questa creatura.

Intanto, nella vita di tutti i giorni, il nostro protagonista conosce una ragazza, Giulia, che gli dà la speranza di vivere una vita serena, ma qualcosa di misterioso, che si annida negli antichi vicoli del centro storico, arriva a disturbare la quotidianità. Giona, così, sarà costretto ad affrontare un percorso difficile, in cui è chiamato a superare paure e angosce.

“Ti fanno tremare le grida dei gabbiani mentre corpi mostruosi si agitano e vagano nel buio attraversano luoghi insoliti e le fate vivono sotto mentite spoglie. Le case vibrano di presenze e sono presenze anch’esse”.

Con quest’opera, a metà strada tra la graphic novel e il romanzo fantasy, l’autore ci mette di fronte alle nostre paure e alla consapevolezza che solo affrontandole sarà possibile trovare la luce.  Pierpaolo Bini

Contattihttps://www.facebook.com/people/Demetrio-Salvi/100008317773652/
https://www.facebook.com/undicesimacopia/

Link di vendita onlinehttps://www.amazon.it/MISTERI-NAPOLETANI-crepa-graphic-favola/

L’UPO PRESENTA LA SETTIMANA DELLA RICERCA

L’UPO PRESENTA LA SETTIMANA DELLA RICERCA. 

EVENTI IN TUTTE E TRE LE SEDI PER FESTEGGIARE LA SCIENZA. 

Dal 23 al 30 settembre il Science Slam, il PhD Day, UPO Junior, la Notte della Ricerca e altro.

L’Università del Piemonte Orientale ha presentato oggi in conferenza stampa la prima edizione della Settimana della Ricerca: una novità di assoluto valore nell’offerta di eventi dell’UPO, fortemente promossa dal rettore prof. Gian Carlo Avanzi, nata dall’urgenza di avvicinare i non esperti alla cultura scientifica per capire meglio i problemi della quotidianità e dal desiderio delle ricercatrici e dei ricercatori di mettere a disposizione le loro conoscenze.

L’Ateneo partecipa da diciassette anni alla Notte europea dei Ricercatori e ha già testato in più occasioni l’“Università dei Bambini” e le presentazioni delle/dei PhD, coloro che hanno conseguito il dottorato di ricerca. Da quest’anno si aggiungono nuove proposte che, insieme agli eventi già noti, sono state raccolte in un unico contenitore. È una festa della scienza per il Piemonte orientale, realizzata con il sostegno delle Città di Alessandria, Novara e Vercelli, della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Buzzi Unicem, cui hanno aderito circa 230 animatori, tra docenti, PhD, dottorandi/e, studentesse e studenti e staff dell’UPO. Tutti i dettagli sono descritti nel sito https://settimanaricerca.uniupo.it.

La Settimana della Ricerca si svolgerà dal 23 al 30 settembre 2022, con un’anticipazione giovedì 22. Dalle ore 10 il Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica (DISSTE) celebrerà il convegno “Riflessioni sull’Open Access tra opportunità e problemi” nell’aula magna del Polo universitario di Vercelli (Cripta di S. Andrea). L’ingresso è libero e non c’è bisogno di prenotarsi.

Venerdì 23, la prima grande novità. Al Broletto di Novara (in caso di maltempo nel Salone dell’Arengo), a partire dalle ore 20.30 si svolgerà “UPO Science Slam”, un evento di divulgazione scientifica e di intrattenimento nato in Germania, presto diffusosi in Europa ma poco conosciuto in Italia. Quindici giovani ricercatrici/ricercatori, selezionate/i tra 71 candidati, gareggiano nel presentare un proprio lavoro di ricerca in tre minuti. Il pubblico, presente e collegato in streaming, voterà la miglior presentazione. Il voto del pubblico sarà aggiunto a quello di una giuria di dodici esperti/e per determinare la classifica finale. Si può accedere liberamente al Broletto per assistere al Science Slam senza prenotazione; chi lo segue da casa, troverà le modalità di collegamento e di votazione sul sito.

Di nuovo a Vercelli, lunedì 26 settembre, presso l’aula magna del Complesso S. Giuseppe, alle ore 15, tornerà il “PhD Day – Giornata del Dottorato di Ricerca”, coordinato dal prof. Luigi Panza, presidente della Scuola di Alta Formazione di Ateneo (SAF). L’evento sarà animato da sette dottorandi/e UPO che presenteranno i propri lavori di ricerca. Li precederà l’ospite d’onore, il professor Luigi Strippoli dell’Università di Bologna, con una lectio magistralis su “Jérôme Lejeune, la scoperta della trisomia 21 e la ricerca di una cura per la sindrome di Down”. L’ingresso è libero, senza bisogno di prenotazione. Nella stessa giornata, sempre presso il Complesso S. Giuseppe, sarà inauguratoalle ore 17.45 il centro BUILT – Buzzi Unicem Information Lab and Technology (accesso su invito). Il nuovo centro di ricerca, informazione e tecnologia del Gruppo Buzzi Unicem, partner privilegiato di UPO, organizzerà poi un pomeriggio di “porte aperte” giovedì 29 dalle 15 alle 18.

Da martedì 27 a giovedì 29 si svolgerà in tutte e tre le sedi dell’Ateneo “UPO Junior”, un “classico” molto atteso dalle bambine e dai bambini e dalle/dagli insegnanti. Nato come spin-off della Notte dei Ricercatori, che da sempre ha avuto l’Università per i Bambini come sua parte integrante, UPO Junior è stato potenziato, con nuova veste, nuova formula, calendario più ricco e articolato sulle tre città. L’evento è dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado. I laboratori di UPO Junior si terranno martedì 27 a Novara presso il Campus Perrone, mercoledì 28 ad Alessandria nella sede di Palazzo Borsalino, giovedì 29 a Vercelli nel Complesso S. Giuseppe. Le scuole devono prenotare le attività telefonando al numero 320 1849372 oppure 0161 261524.

La settimana culminerà venerdì 30 settembre ad Alessandria, presso la sede del DISIT, con l’evento-clou: la XVII edizione della Notte della Ricerca, dedicata quest’anno al tema “Scienza, guerra e pace”. Il comitato organizzatore, presieduto dallo stesso Rettore, ha commentato così la scelta dell’argomento di quest’anno: «Nell’opinione comune scienza e guerra sono in stretta relazione. La scienza fornisce alla guerra armi sempre più sofisticate, ormai dotate di intelligenza artificiale; molte scoperte scientifiche sono nate dalla necessità di nuovi strumenti bellici e le/gli scienziate/i coinvolte/i nel settore hanno sempre ottenuto cospicui finanziamenti. Eppure lo statuto della scienza trasuda l’impegno per mantenere la pace e il rispetto dei diritti umani. Lo stesso metodo scientifico si basa sulla condivisione, sulla trasparenza, sulla collaborazione tra le/gli scienziate/i. Quale posizione deve tenere la scienza in questa difficile ricerca di equilibrio? Quali responsabilità hanno le/gli scienziate/i? Esiste, è conosciuta e condivisa l’etica della scienza?» 

Queste domande avranno una prima risposta con il keynote speech del generale Paolo Capitini, celebre analista militare con lunghissima esperienza in missioni all’estero, docente di Storia militare alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo e all’Università della Tuscia, ospite di numerose trasmissioni televisive. Il titolo del suo intervento è «Scienza e guerra. Luce e tenebra». Parlerà dunque di questo dualismo inconciliabile e inseparabile, un po’ come yin e yang nell’animo umano: tendere al bene, ma fare comunque il male, giustificandolo con la necessità o il presentarsi di un pericolo maggiore. Raccoglieranno gli spunti le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori, che hanno preparato 2 tavole rotonde, 4 conferenze, 2 laboratori, 2 dialoghi, 1 mostra, 1 simulazione e 10 video. L’ingresso è libero, ma è necessario prenotarsi alle attività, utilizzando il modulo che si trova sul sito

La Settimana della Ricerca è infine arricchita dal Congresso “AGING Project UPO”, che si svolgerà a Novara da giovedì 29 a venerdì 30 settembre. Dedicato al tema “Invecchiamento sano e attivo, dalla ricerca alle prospettive di cura”, il congresso è il primo momento in cui l’Università del Piemonte Orientale presenta e discute i risultati e le prospettive del progetto di eccellenza del Dipartimento di Medicina Traslazionale, che dal 2018 si propone di affrontare la sfida, scientifica e sociale, dell’invecchiamento. Le prime due giornate del Congresso (29 e 30 settembre) si rivolgono a professionisti sanitari e ricercatori, con sessione plenarie e parallele. La giornata del 1° ottobre, invece, si rivolge alla cittadinanza, con incontri dedicati alla promozione di uno stile di vita sano e allo sviluppo di una maggiore consapevolezza sui temi della salute. Tutte le iniziative si trovano sul sito https://agingproject.uniupo.it

VAGO CON ANIMA, Incanto poetico by Anna Nardelli

VAGO CON ANIMA

Attraverso con cuore e mente

spazi infiniti di fantasia,

allargo orizzonti nello specchio

di un’ anima in movimento.

Nella chimera di un momento

abbraccio quel silenzio di sogni.

Vago con anima tra i vagoni

del passato in lontane sensazioni

di strette e delicate emozioni.

Viaggio allontanandomi dal mondo

e distante da tutto affondo

nel mio universo di carta.

Anna Nardelli

Clima: la peggiore siccità da 500 anni è costata circa 300 milioni di euro a livello provinciale 

Sul territorio ha avuto effetti devastanti, con le campagne che sono allo stremo

Clima: la peggiore siccità da 500 anni è costata circa 300 milioni di euro a livello provinciale  

Prioritario tutelare biodiversità, paesaggio e contrastare effetti della tropicalizzazione

La peggiore siccità in Europa da 500 anni è costata all’agricoltura italiana 6 miliardi di danni pari al 10% della produzione agroalimentare nazionale. A livello provinciale circa 300 milioni di euro. 

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione della diffusione delle immagini del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus, gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa) secondo le quali l’estate 2022 nel Vecchio Continente è stata la più siccitosa dal 1540. 

“Un’anomalia che ha avuto sul territorio effetti devastanti – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – a causa delle precipitazioni dimezzate ma anche del caldo record, con il mese di giugno che ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003 mentre nel mese di luglio la colonnina è stata più alta di +2,26 gradi la media, inferiore solo al 2005”.

Il risultato è stato che le campagne sono allo stremo con cali produttivi del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento e il riso e sino al 70% in meno per la  frutta ustionata da temperature che hanno toccato i 40 gradi. 

Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per garantire la disponibilità della risorsa idrica anche nei momenti di difficoltà. Per questo Coldiretti ha elaborato assieme all’Anbi un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo, veri e propri laghetti, per arrivare a raccogliere il 50% dell’acqua dalla pioggia.

“In alcune zone della provincia preoccupa anche la vendemmia con una prospettiva di un calo del 20% delle uve – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Gli effetti del cambiamento climatico si fanno dunque sentire da zona a zona anche con un profondo mutamento del paesaggio: la siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura con danni per le quantità e la qualità dei raccolti. Un cambiamento climatico che è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi”. 

ADAGI, di Silvia De Angelis

Eccoti di nuovo a me
nelle stoccate implacabili
del tempo
reclinando antiche remore
d’arsure pungenti
soffuse fin su l’apice d’amarsi…
 E’precipitato 
nell’oscuro d’uno stallo implacabile
ove frenetici ostaggi 
hanno indossato 
pretesti insanabili
estranei alla corporeità
della ragione vera
divenuta estasi
negli intensi adagi 
che hanno rallentato
nelle mani
tocchi d’intensità
@Silvia De Angelis

INAUGURAZIONE MOSTRA PIETRO VILLA  –  ACQUEFORTI DI PICCOLO FORMAT

Alessandria: INAUGURAZIONE MOSTRA PIETRO VILLA  –  ACQUEFORTI DI PICCOLO FORMATO

Nell’ambito delle iniziative di “Aperto per Cultura”, Sabato 10 settembre 2022 alle ore 18.00 presso la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” ,  sarà inaugurata la  mostra “Pietro Villa –  Acqueforti di piccolo formato “ curata dal direttore dell’Associazione Culturale “Il Triangolo Nero” Gianni Baretta.   

A distanza di ben 31 anni dalla  mostra che, con lo stesso titolo,  fu  inaugurata  nel 1991 nella sede de “Il Triangolo Nero”,  verrà  proposta presso le Sale Storiche della Biblioteca una mirata scelta delle piccole, raffinate e sempre più rare acqueforti di Pietro Villa che, con Cino Bozzetti può essere annoverato fra i più importanti incisori del ‘900.

La fama incisoria di Villa è dovuta senza dubbio alle grandi partiture delle vedute del “suo” Monferrato come alle acqueforti, quasi astratte, dei cardi e delle canne che erano visione-riflesso sempre presente del prediletto e frequentato paesaggio collinare tra Vignale e Camagna. 

In parallelo a questa produzione maggiore aveva però sempre coltivato anche la passione per piccole lastre di pochi centimetri, nelle quali trasfondeva la stessa qualità dei lavori di grande dimensione ma aggiungendovi una tenera e straordinaria qualità poetica che, a distanza di tempo, continua a stupire e commuovere chi osserva questi piccoli fogli che, in tanti casi, non hanno misure superiori a quelle delle ‘cartoline’ di antica memoria.

I soggetti scelti da Villa per queste ‘operine-gioiello’ sono sempre appartenuti al suo repertorio di immagini amate e indagate dalla sua pacata e serena creatività: piccoli paesaggi, nature morte, fiori, farfalle e conchiglie per non dimenticare, infine, le molte vedute della città con i suoi palazzi e monumenti spesso visti sotto l’effetto di candide nevicate.

L’incidere raffinato e leggero di Pietrino Villa ha saputo creare magie di segno e di luce che hanno reso questa sua produzione collaterale, ma per nulla minore, un unicum in tutto il panorama acquafortistico non solo alessandrino. L’occasione di ritrovarne molte insieme, in perfetta sintonia con la bella e suggestiva sede della nostra Biblioteca, vuole essere anche un giusto e doveroso omaggio a un grande artista la cui opera merita di essere maggiormente conosciuta.

La mostra sarà visitabile sino a venerdì 14 ottobre 2022, durante l’orario di apertura al pubblico della Biblioteca Civica:

Lunedì, Mercoledì e  Venerdì : 8.30-13.00

Martedì e Giovedì: 8.30-13.00 ; 14.00-18.00

Info: biblioteca.civica@comune.alessandria.it

Amuleto del cuore

Antico Egitto.

Il cuore simbolo di vita e sede dell’anima durante la fase di mummificazione veniva posto dentro uno dei vasi canopi, la protezione di questo organo era talmente importante da essere citata anche in una parte del Libro dei Morti.. “Questo cuore che mi appartiene piange dinnanzi a Osiride, supplica per me.. o mio cuore non levarti contro di me, non accusarmi nel tribunale, non volgerti contro di me al cospetto degli addetti alla Bilancia.. se tu ti rivolgi bene saremo salvi..non calunniare il mio nome alla corte che assegna la posizione alla gente, sarà bene per noi il giudizio, sarà lieto il cuore di chi giudica.. non dire menzogna contro di me davanti al Dio dell’Occidente..” Questo amuleto era fatto in pietra vitrea bianca, corniola o lapislazzuli e durante la mummificazione veniva posto tra le bende che avvolgevano il defunto per assicurare al morto che il suo cuore potesse rispondere in modo sincero nel momento del giudizio di Osiride.

Credits: Aton-Ra.  Vasi canopi


Dov’è?

Da Frida la loka.

Voglio che l'anima torni al suo corpo
non so di preciso il momento
nel quale è stata rapita, folgorata e affranta
al contempo da non so cosa, oppure si sa ...
 (ma non si vuole accettare) spegnendo quell'che resta
solo materia ibrida, ammuffita ...
Il vento arido l'ha portato con sé; trascinando e lasciando scie solo d'acqua salata nel suo percorso, successione infinita di pelle spenta.
È ora; il tempo è questo, non seguo nient'altro che la verità per cruda che sia, le ferite in corpo e anima ormai sono calli rinsechiti, i segni, differenti valli non più fertili; non cresce nulla, non c'è modo di seminare, è destinato a soccombere.

Tua.
6 settembre,  2022.

Dal blog personale,

http://fridalaloka.com

RAZZISMO, L’ESPERIMENTO “UNA CLASSE DIVISA” DI JANE ELLIOTT

Lombardia – Frida la loka

Jane Elliott

Correva l’anno 1968; Il giorno successivo all’assassinio di Martin Luther King Jr. Un 4 aprile; per spiegare in modo semplice e chiaro ai bambini il tema delle differenze razziali e il processo di discriminazione basato su caratteristiche fisionomiche, Jane Elliott insegnante elementare, educatrice dell’antirazzismo, femminista e attivista dei diritti LGBT, condusse un famoso esperimento.

Il paradigma del gruppo minoritario.

Conosciuto come “blue eyes/brown eyes”.
L’idea era quella di dimostrare ai bambini che una differenza qualsiasi avrebbe potuto separarli e metterli l’uno contro l’altr o.

Decise così di basare l’esperimento sul colore degli occhi. Il primo giorno dichiarò ai suoi alunni che i bambini con gli occhi chiari erano “superiori” agli altri con gli occhi scuri; portò dei collari marroni e chiese ai bambini con gli occhi chiari di metterli al collo dei loro compagni con gli occhi scuri come metodo per identificare facilmente la “minoranza”.

Poi diede ai bimbi con gli occhi chiari dei privilegi, ad esempio rispetto alle porzioni a pranzo, l’accesso alla nuova palestra, cinque minuti aggiuntivi di intervallo, essere seduti nelle prime file in classe, ecc. I bambini “privilegiati” vennero poi incoraggiati a giocare solo tra di loro; Jane Elliott inoltre non permetteva agli studenti dei due gruppi di bere dalla stessa fontanella e spesso rimproverava quelli con gli occhi scuri se non seguivano le regole dell’esercizio o facevano errori.

Inizialmente ci fu molta resistenza tra i bambini che appartenevano al gruppo minoritario e quindi Jane Elliott mentì ai bambini dicendo che la melanina era legata all’intelligenza e che quindi era realmente un dato che indicava la superiorità degli altri bambini.

In poco tempo i bambini con gli occhi azzurri divennero sempre più arroganti e prepotenti. I loro voti erano migliori e completavano compiti di matematica e di lettura che in passato non erano riusciti a portare a termine. I bambini con gli occhi scuri iniziarono ad essere più timidi e servili, ottenevano punteggi inferiori nei test e addirittura si isolavano durante l’intervallo.

Il giorno successivo Jane Elliott ribaltò l’esercizio, dichiarando superiori gli allievi con gli occhi scuri e questi ultimi si comportarono in maniera molto simile a come fecero i loro compagni con gli occhi chiari il giorno prima. Alla fine per riflettere sull’esperienza appena vissuta chiese a tutti i bambini di scrivere cosa avevano imparato.

Voleva far provare alla sua piccola città di provincia, composta esclusivamente di studenti bianchi, l’esperienza di camminare nei “mocassini di un bambino di colore” per un giorno. Perciò, iniziò la sua lezione con questa preghiera, unendo entrambi argomenti; i nativi americani e gli afroamericani.

“Oh grande spirito, trattienimi dal giudicare un uomo finché non avrò camminato nei suoi mocassini.”
(Preghiera Sioux)

 Il paradigma del gruppo minoritario ha dato vita a un metodo applicato dalla psicologia sociale. Esso si basa sulla determinazione di differenze tra soggetti, al fine di stabilire gruppi distinti. Si tratta di una tecnica che serve a dimostrare quanti criteri di differenziazione sono necessari per creare gruppi distinti e, sulla base di ciò, analizzare il comportamento dei soggetti.

Il 15 dicembre 1970 dimostrò quest’esperienza ad educatori adulti presso la Casa Bianca, in occasione della White House Conference on Children and Youth.

Questo fatto accaduto in un periodo farnetico in quelli anni, conferma tuttora che la società non è cambiata un granché. E l’ho dimostra il comportamento di semplici bambini, piccoli, senza pregiudizi finché, sono messi alla prova; questo mi porta a riflettere inevitabilmente sul comportamento degli adulti, che con l’aggravante di una pienezza d’informazione/disinformazione, fanno sì che le situazioni a livello umano, sociale non cambino.

Tua.

8 settembre, 2022.

Dal blog personale di:

http://fridalaloka.com

RISORGI, di Miriam Maria Santucci

💔Dovrebbe essere “Pasqua del Signore” ogni giorno, perché non c’è un solo istante che non ci sia bisogno della Sua Resurrezione! 💔

RISORGI

Risorgi, Cristo, risorgi nei bambini
che hanno per braccia rametti secchi,
mani che non sanno accarezzare
e piedi che non calzeranno mai scarpe.
Risorgi, Cristo, risorgi nei giovani
irrequieti, ribelli e sprezzanti del pericolo,
che non hanno ancora appreso
quanto è sacra la vita.
Risorgi, Cristo, risorgi negli anziani
con i volti solcati dalle pene
e gli sguardi malati di solitudine.
Risorgi, Cristo, risorgi nei loro figli
che lottano e non possono accudirli
e in quelli che non li vogliono accudire.
Risorgi, Cristo, nella mia anima che sanguina,
stracciata dalle brutture del mondo,
che non sa più credere e sperare. Risorgi!

#MiriamMariaSantucci

#cuoriakabul
#MondoAllaDeriva

foto propria