una lettera che non partirà…

una lettera che non partirà…

09venerdìSet 2022

Posted by poetella 

 mio caro, mio da sempre e per sempre amato,

come dici? Non da sempre? E invece sì. Sì, perché da sempre ho amato, nel mio immaginario [e temuto utopico, e invece no], uno con la tua sensibilità, la tua eleganza, la tua coerenza, la tua vivida intelligenza, la tua creatività senza confini, senza confronti, senza freni, mai freni tula tua travolgente spudorata, barocca  sensualità manifesta in ogni  gesto, in ogni sfera, in ogni opera, in ogni parola, in ogni atto, per non parlare poi,

last but not least,

della tua disarmante bellezza, che, mio caro,

avrebbe fatto crollare le mura di Gerico.

ma dicevo, mio caro, mio da sempre e per sempre amato, 

ieri stavo rileggendo Seneca, ma sì, le Lettere a Lucilio, e ho trovato

una  frasetta che ho cerchiato.

Te ne parlerò dopo, comunque.

Non prima ovviamente d’averti raccontato

lo stupore felice nel vedere, era poco dopo l’alba, in balcone, che la rosa rosa, ma anche la gialla e quella blu magenta di cui non ho ancora visto il fiore ma deve essere stupendo, beh, stiano tutte rifiorendo come fanciulline a primavera.

E che bello starsene in  balcone con questo clima finalmente mite

e una ritrovata voglia di fare che il caldo orribile dell’estate ormai

alle spalle non stronca più.

ma sì, mio caro, mio da sempre e per sempre amato

Seneca. Dovevo dirti di Seneca. Ora ti dico. Questa la frase:

“Cesserai di temere se cesserai di sperare”

E, nel leggere, ho aggiunto, tra me e me, e cesserai di soffrire.

Proprio così. Difatti non soffro più. Quasi.

(by poetella)

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