CULTURA

2° parte l’intervista. Emanuela Cadoni. Emy’s words: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore.

Date: 14 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

La guerra che hai dentro la vincerai,

Come hai vinto le altre ..

e sei ancora in piedi.

-Emanuela Cadoni

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 14 novembre 2022.

Io sono una fans della parola, mi rendo conto che le parole possono farti bene, tanto male, tanta gioia, lacrime, risate. Le parole possono essere fiore o coltello, calde e accoglienti come una tazza di caffè, fredde come l’ultima glaciazione. Hanno un fascino speciale, misterioso, come i numeri, le costellazioni, sono sempre e comunque nel bene e nel male, multicolori.
Io mi sento come una ricercatrice, in questo caso di parole, e la mia mente e il mio cuore frenano bruscamente, facendo attrito quando trovo qualcuno che , in qualche modo mi colpisce. Emy’s words, le parole di Emy, una pagina che mi ha colpito, per i contenuti immediati, Emanuela Cadoni e le sue frasi, direi una poesia in pillole di impatto, che comunicano gioia di vivere, passioni, emozioni, veramente vibranti. Percepisci una donna vivace, grintosa, romantica, un pò guerriera, ma con una grande sensualità e di un fascino di cui lei stessa è consapevole, ma anche le persone con cui comunica, percepiscono.

Se mai rischi

Mai saprai.

L’accendiamo? Emy


Tutto ciò che scrive, è lei, per conoscerla fatelo attraverso le sue parole. Definirei la sua poesia, uno shortino, lo bevi e poi ne vuoi un altro. Una personalità colorata e non tra le righe, lei che ascolta il mare come una musica e l’accorda al suo cuore. Aggiungerei per finire, una solarità che trasmette in ogni sua chiave di lettura.

“Tutti hanno diritto alla propria favola… la mia è da qualche parte in attesa di essere scritta.”
Emanuela Cadoni.

  • Tu non ti definisci una poetessa, cosa mi diresti di te, come ti definiresti?

Non mi definisco una poetessa, non amo le etichette, scrivo semplicemente quello che mi suggerisce il cuore. Ho sempre amato scrivere, fin da piccola, ma ho dovuto accantonare per anni questa passione che ho potuto riprendere, in una fase particolare della mia vita, circa tre anni fa. Per me scrivere è permettere all’anima di respirare. Amo fissare su carta le mie emozioni e tutto ciò che scrivo mi ha toccata personalmente nel profondo del cuore. Attraverso i miei scritti, ripercorro le varie fasi della mia vita. Inizialmente, quasi mi vergognavo a pubblicare i miei pensieri, ma ho sentito che dovevo farlo, dovevo esprimere la vera me, dovevo farlo per me. I ricordi mi arrivano improvvisi, in ogni istante della giornata; è sufficiente una canzone, una parola, un profumo e mi ritrovo a scrivere

Dovremmo fare come i bambini

Che disegnano il sole anche quando non si fa vedere ..

Ma lui c’è ..

È dentro noi.

-Emanuela Cadoni

  • Nella tua vita, tu fai , un lavoro totalmente diverso, che ti occupa gran parte della giornata, quando trovi il tempo di scrivere?

Il lavoro mi tiene impegnata gran parte della giornata e spesso è capitato di dovermi portare il lavoro anche a casa. Ora preferisco usare il tempo libero, anche se ridotto, per coltivare la mia passione. Da qui nasce la mia pagina “Emy’s words”, una sorta di diario delle emozioni, dove pubblico, non solo i miei pensieri, ma poesie di autori noti e/o sconosciuti a molti, che mi rappresentano.

  • Quando influisce la tua vita sul tuo modo di scrivere, le tue emozioni?

Sono una persona comune, una donna indipendente che lavora, e una mamma premurosa. Ho 57 anni, non ho mai nascosto la mia età, perché dovrei? A che scopo? Non vorrei tornare indietro, tutto quello che è stato è passato e tutto insegna. Sono una sognatrice, ma con i piedi saldi a terra. Ho un legame particolare con il mare, quando sento il bisogno di rilassarmi e ne ho l’opportunità anche solo per qualche ora, niente mi trattiene. Ciò che amo di più è viaggiare di notte per arrivare il mattino presto e potermi godere l’alba in spiaggia. Si, lo so, sono un’ inguaribile romantica. Ho anche una compagna fedele: la mia malinconia, non mi abbandona mai, ma anche il sorriso non manca, anzi .. mi piace scherzare e quando vedo qualcuno triste trovo il modo di fargli cambiare umore. Basta veramente poco.

  • Parlami di te, poche parole a 360 gradi.

Sono orgogliosa di me. Si può dire? Lo sono per i risultati che in quasi tre anni sono riuscita a raggiungere; tre raccolte di poesie insieme ad altri autori, e ora, in uscita un libro monografico, edito dalla casa editrice Libereria che ha creduto in me e in chi come me vive di emozioni e riesce a trasmetterle attraverso la scrittura.

  • Il tuo significato di felicità.

. Non c’è età per poter rincorrere i sogni e uno di questi era poter esprimermi e dimostrare a me stessa che non è mai troppo tardi per essere felici. Lascerò in eredità ai miei figli, oltre il mio ricordo, le mie parole. Questo, per me, è il significato di felicità.

Potete spegnere tutte le luci

ma io spalancherò le finestre

e queste mura saranno il marciapiede del mio mondo

in questi giorni rubati.

-Emanuela Cadoni

Quelle come te

Non chiudono le porte

Le lasciano socchiuse

Non per fiducia, ma

perché ormai

Si sanno difendere

E ci riescono ..

Da sole.

-Emanuela Cadoni

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 14 novembre 2022

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Emanuela Cadoni Emy’s words: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. 1°parte.

SERA SEDOTTA, di Silvia De Angelis

Dolce torpore d’un soffio di calura

nel solstizio bollente

Magi di sole

coricati sulla linea d’estate

adagiano con forza vampe d’arsura

discostate  da fili di gelo

Sono celati nelle retrovie della mente

e pronti a plagiarla

per rallentare l’esito bruciante

d’una natura

che ecceda con forza

su misura d’equilibrio discreto

varcando il limite d’un taglio di luna

nell’estasi ardente d’una sera sedotta

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati giugno 2012

Festival 2023 Panorama Internazionale Letteratura

Writers Foundation Capital International

FONDAZIONE INTERNAZIONALE WRITERS CAPITAL
PRESENTAZIONE “PRANA – BREATH” – PANORAMA INTERNATIONAL LETERATURE FSTIVAL 2023

WRITERS CAPITAL INTERNATIONAL FOUNDATION :
Presentazione del Festival Internazionale di Letteratura “Prana & Breath” Panorama 2023
Il poeta e la poesia. La Letteratura.
13 novembre 2022 16:30 (Spagna-Italia) / 17:30 (Grecia) / 15:30 (Portogallo)

Si prega di dare un’occhiata a http://www.panoramafestival.org per saperne di più sull’evento e per registrarsi. In alternativa, è possibile fare clic sul seguente collegamento per la registrazione.
Registrazione PILF 2023 (Globale): https://rzp.io/l/pilfGlobal
Registrazione PILF 2023 (India): https://rzp.io/l/pilfIndia


A nome della Writers Capital International Foundation e di me stesso, ringrazio tutti i partecipanti alla sessione di questa domenica per i loro meravigliosi commenti e contributi sul mondo della letteratura e della poesia, oltre a rendere il Panorama International Literature Festival 2023 quella luce che illumina il percorso verso il futuro.


WRITERS CAPITAL INTERNATIONAL FOUNDATION
Presentation of “Prana & Breath” Panorama Internatonal Literature Festival 2023
The poet and poetry. The literature.
November 13, 2022 at 4:30 PM (Spain-Italy) / 05:30 PM (Greece) / 3:30 PM (Portugal)

Please have a look at http://www.panoramafestival.org to know more about the event and to register. Alternatively, you can click the following link for registration.
PILF 2023 Registration (Global): https://rzp.io/l/pilfGlobal
PILF 2023 Registration (India): https://rzp.io/l/pilfIndia


WRITERS CAPITAL INTERNATIONAL FOUNDATION
Presentación del Festival Internacional de Literatura Panorama “Prana & Breath” 2023
El poeta y la poesía. La literatura.
13 noviembre 2022 a las 16:30 (España-Italia) / 17:30 (Grecia) / 15:30 (Portugal)

Por favor, eche un vistazo a http://www.panoramafestival.org para saber más sobre el evento y registrarse. Alternativamente, puede hacer clic en el siguiente enlace para registrarse.
Registro PILF 2023 (Global): https://rzp.io/l/pilfGlobal
Registro PILF 2023 (India): https://rzp.io/l/pilfIndia

WRITERS CAPITAL INTERNATIONAL FOUNDATION
PRESENTATION “PRANA – BREATH” – PANORAMA INTERNATIONAL LETERATURE FSTIVAL 2023

On behalf of the Writers Capital International Foundation and me, I thank all the participants in this Sunday’s session for their wonderful comments and contributions regarding the world of literature and poetry, as well as making the Panorama International Literature Festival 2023 be that light that illuminates the path to the future.

En nombre de la Writers Capital International Foundation y el mío propio, agradezco a todos los participantes en la sesión de este domingo sus maravillosos comentarios y aportaciones respecto del mundo literarío y de la poesía, así como hacer entre todos que el Panorama International Leterature Festival 2023 sea esa luz que ilumina el camino hacia el futuro.

Irene Doura-Kavadia Johanna Devadayavu Filippo Papa Ivonne Sánchez Barea Irma Bacci Elisa Mascia Carlos Julio Correa Dora Muñoz Sankha Sen Cristina Pizarro Mariela Porras Santana Viki Dragouni Yugo Pejman Παντελης Χατζης Aldo Gallina – Jona Ελενα Καραμπη Marco Antonio Rodriguez Sequeiros Smaragdi Mitropoulou Manjula Mahanti Despena Dalmaris Κωνσταντίνα Κοντομάρη Alexandra Psaropoulou

Consigliere Capo – Coordinatore : Joan Josep Barcelo

👇👇👇
http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/11/13/presentazione-del-festival-2023-panorama-internazionale-letteratura/

Festival 2023 Panorama Internazionale Letteratura – Writers Capital Foundation

il mio canto, Stefano Polo

Il mio canto.
Dal mio cuore escono delle note
dalla mia bocca che invoca
il tuo nome
esce un suono melodioso
che è un inno al tuo cuore
pieno di sentimenti
che arrivano al viso
come una carezza di primavera
fino all’ imbrunire della sera…
Queste note arrivano al tuo cuore
come una suonata di violino
si sente il profumo
del tuo amore divino…
queste note circondano il mio animo
e suonano per sempre
dentro i miei occhi
in una sinfonia eterna
che invoca il tuo nome.

AMORE, di Silvia De Angelis

Amore, una parola breve dal significato immenso…infatti ci muoviamo

nell’essenza totale di questo virtuosismo di vita, che sa donare un nobile senso  alle nostre azioni, rendendole positive e rivolte a un fine universale  d’armonia e benessere.

Saper amare, sin da profondo, ogni cosa che ci circonda, dando ad essa una  elevata valutazione,  significa essere consapevoli di un progetto d’esistenza  grandioso, aumentando così l’ottica delle proprie vedute e provando un  senso di gioia senza eguali  per la natura in genere e i suoi esseri 

L’aura che circonda la nostra persona, nutrendoci di questa pulsione,

sarà davvero luminosa, perché l’energia d’amore sa irradiare il nostro stato   di completa solarità….

Anche nei momenti oscuri, bisognerebbe coltivare ogni forma di questo

 sentimento, perché esso rappresenta una forza incommensurabile e unica,  capace di rasserenare  quel buio opprimente del profondo, che incombe, e sembra   rendere inutile ogni respiro di vita…

Nutriamoci d’amore, e facciamolo nostro, lasciando a coloro lontani da questo  ideale, qualche inutile intento al di fuori delle rime, per poi compiangere  l’inutilità del loro operato,  prigioniero in un’anima inutile…..

@ Silvia De Angelis

Gioielli Rubati 222: Silvia De Angelis – poesiastancablog – Carmine Mangone – Lucia Piombo – Salvatore Leone – Giuseppe La Mura – Felice Serino – SaphilopeS.

Il Domenicale di amArgine

Avatar di almerighialmerighi

Sera
.
Srotolo ginocchia sul neon della sera
lasciando scivolare la duttilità
di frequenze immaginose
sul culmine d’una realtà di mezzaluce.
La verticalità d’un sembiante di primavera
lascia soggiacere estenuanti presagi
di stranezze laceranti.
Un emblema seducente di natura
in cui la terra bagnata
mormora di suoni e felpate essenze
si spoglia di coriacee foglie
lasciando sgorgare
nel profondo
un fugace dedalo
preda d’un accolito di sangue caldo
.
di Silvia De Angelis, qui:
https://deangelisilvia.blogspot.com/2022/11/s-e-r-a.html?spref=fb&fbclid=IwAR0fREzOkwvQDCPsGI-opzJ66i-qgU7LRfSGrkvBOhu_2IoVtv6RhmJO47w
.
*
.
luna e stelle
.
quando il buio
si prende ogni cosa
è facile pensarti,
le nuvole
nascondono luna e stelle questa notte
ma ci sono lo stesso.
.
da poesiastancablog, qui:
https://poesiastancablog.wordpress.com/2022/10/23/luna-e-stelle/
.
*
.
Chiedo scusa
.

ad Angela Falchi

Chiedo scusa al gatto morto lungo la strada e alla quercia che mi scalda, al volto rabbioso della mia adolescenza e al vecchio che non sarò, alla cinghialessa protettiva verso i…

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Fai piano quando mi parli, di Iris G. DM

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

Social Media Manager – https://alessandria.today/

Fai piano quando mi parli,

se mi abbracci, fallo con delicatezza.

Non mi mentire, non vale mai la pena,

e io ho bisogno di verità,

anche se dolorose.

Se piango, lasciami sola,

ma se lo vuoi , veramente,

puoi starmi accanto .

Certe volte rido,

spesso il confine con le lacrime

è talmente sottile

che mi rendo conto di piangere,

anche se non vorrei.

Ho passato la vita

a nascondermi da me stessa,

la mia esistenza a fare quello che è giusto

per gli altri.

Sono confusa, tutto ciò mi ha confusa,

La mia identità spesso non la trovo.

Toccami piano,

mi sono rotta tante volte,

che è facile che io vada in mille pezzi.

Mi sono ricucita tante volte,

molte cuciture lise e consumate.

Sono sul punto di rottura,

vorrei essere incollata d’amore,

I miei confini sono freddi,

non vedo nulla,

oppure vedo la morte.Iris G.DM

Emanuela Cadoni Emy’ s word: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. 1°parte

Emanuela Cadoni Emy’ s word: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. 1° parte.

Date: 12 novembre 2022 Author: irisgdm

Articolo di Marina Donnarumma 12 novembre 2022

“Tutti hanno diritto alla propria favola… la mia è da qualche parte in attesa di essere scritta.”
Emanuela Cadoni.

Io sono una fans della parola, mi rendo conto che le parole possono farti bene, tanto male, tanta gioia, lacrime, risate. Le parole possono essere fiore o coltello, calde e accoglienti come una tazza di caffè, fredde come l’ultima glaciazione. Hanno un fascino speciale, misterioso, come i numeri, le costellazioni, sono sempre e comunque nel bene e nel male, multicolori.
Io mi sento come una ricercatrice, in questo caso di parole, e la mia mente e il mio cuore frenano bruscamente, facendo attrito quando trovo qualcuno che , in qualche modo mi colpisce. Emy’s words, le parole di Emy, una pagina che mi ha colpito, per i contenuti immediati, Emanuela Cadoni e le sue frasi, direi una poesia in pillole di impatto, che comunicano gioia di vivere, passioni, emozioni, veramente vibranti. Percepisci una donna vivace, grintosa, romantica, un pò guerriera, ma con una grande sensualità e di un fascino di cui lei stessa è consapevole, ma anche le persone con cui comunica, percepiscono.
Tutto ciò che scrive, è lei, per conoscerla fatelo attraverso le sue parole. Definirei la sua poesia, uno shortino, lo bevi e poi ne vuoi un altro. Una personalià colorata e non tra le righe, lei che ascolta il mare come una musica e l’accorda al suo cuore.

Nasce il 16/06/ 1965 a Monza, dove viene assorbita fin dalla giovane età
nell ‘azienda storica familiare, dove ancora oggi lavora attivamente.
Ma nel cuore di Emanuela batte forte una passione che la richiama come fosse un sussurro d’anima, nel profondo e intrinseco viaggio della Poesia, regalandoci
queste sue Perle di brezza che si staccano dal cielo al mare e toccano in fondo
Fin dove devono andare nel più profondo essere che il lettore non puoi che
catturare e rendere i suoi scritti battiti vivi di emozione che ci dona senza nulla
chiedere.
“È anima il dolce canto leggero, profondo il sospiro di vita che si fa
lettera e inchiostro tra le dita di questa autrice.” Fatta di rosso smeraldo e
profonda luce, Emanuela dipinge sui suoi fogli bianchi attimi di vita, che strugge
tra i pensieri e battiti di un cuore che semplicemente… si fa Poesia. Emanuela è
una poetessa in erba che ci riserverà certamente delle grandi sorprese poetiche
perché come cita in uno dei suoi scritti di infinito vedere..Emanuela nelle sue liriche è semplice e va dritta al punto,
delucidando il lettore e regalandogli un pensiero semplice che lo conquista. Il suo primo
esordio letterario lo fa nel 2020 con il suo primo
‘”Luci sparse 18″, una raccolta di
quindici autori; il secondo,
“Emozioni”, una collana di sette autori nel 2021.
Oggi con “Note”, una nuova collana di quattro autori che nasce per dimostrare che la poesia contemporanea esiste ed è molto forte, e con le sue poesie ce ne dà piena dimostrazione regalandoci ancora una volta una dolce emozione. Emanuela Cadoni

Una sola cosa è certa:

Con l’età si impara

Che non si impara mai.

Emy

Ci sono muri impenetrabili

E quelli che si sgretolano

Al suono di una voce

Che si fa musica nel cuore. Emy

Se vorrai camminare con me,

dovrai muoverti lentamente.

lo sono colei che si fermerà

ad ogni passo,

per attendere il risveglio del sole,

per ammirare il cielo

e la danza leggera delle nuvole

che lo colorano.

Hai mai atteso

lo sbocciare di un fiore

o prestato ascolto

a un soffio di vento

che ti accarezza il viso?

Hai mai atteso

l’attimo in cui la luna

fa capolino all’orizzonte

e gioca con le ombre?

Come hai potuto non

“vedere”

fino ad oggi?

lo mi fermo.

Ti fermi con me?

-Emanuela Cadoni 🌹

©Copyright L. 633/1941

«Due occhi che hanno imparato a cogliere granelli di emozioni nella normalità dei giorni

qualunque.» Emanuela Cadoni

Ogni giorno è differente

Non siamo mai pronti

alle sorprese che può riservare.

L’importante è affrontarlo

con quel mix di gioia,

entusiasmo e speranza

Come fanno i bambini,

ogni volta che al mattino

il sole bacia di nuovo i loro visi.

Emy

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Articolo di Marina Donnarumma !2 novembre 2022

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Lucia Triolo

Bonhoeffer: un Cristianesimo senza scrupoli

Re[a]daction Magazine

Bonhoeffer: un Cristianesimo senza scrupoli

Lucia Triolo

Sono effettivamente ciò che gli altri dicono di me? | Oppure sono solamente ciò che io conosco di me stesso?
Dietrich Bonhoeffer

Le poesie di Bonhoeffer

Mi è capitato di incontrare questi versi di Dietrich Bonhoeffer e di finirci dentro tutta d’un pezzo, scarpe comprese: o è stata la frase che mi è piombata addosso, insieme ai suoi puntini e ai suoi dubbi? Mi pare chiaro infatti che, a partire da essa, gli interrogativi potrebbero moltiplicarsi. Non tanto dal versante della prima domanda, quanto piuttosto dal versante della seconda. Si potrebbe infatti continuare e chiedersi “cosa conosco di me” ed ancora: “è corretto ridurre ciò che io sono a ciò che conosco di me? E se sì, fino a che punto lo è?” Ancora: messa a punto una qualche risposta, in che misura essa è in grado di rappresentarmi di fronte agli altri e di fronte a me stesso; in che misura la conoscenza che ho acquisita su di me può trasformarmi? Si tratta insomma di una conoscenza statica o dinamica?

Credo siano proprio interrogativi inderogabili di questo genere: radicali alla, e radicati nella, nostra umanità, a rendere degno di attenzione chi l’ha pronunciata. Si tratta di Dietrich Bonhoeffer (4. Febbraio 1906 – 9. Aprile 1945) teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo. Un uomo che ha reso la sua azione gigantesca e incommensurabile risposta a questa serie di interrogativi, fino alla morte.

Poesie - Dietrich Bonhoeffer - Libro - Qiqajon - Poesia | IBS

Lucia TrioloSagome in filigranaTeologia luterana

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La cultura nutre Notizie ANSA

In questo sparso odore di giacinto di Franco Matacotta

Poeta italiano da riscoprire

Avatar di almerighialmerighi

Franco Matacotta (1916 – 1978) è stato un poeta, giornalista e insegnante italiano.

Rari giorni d’inverno quando la tramontana
spezza gli aliti al fiume e tende il cielo
come se contrappunto fosse il giura e invece sono
queste martoriate pietre che bussano ai lastrici
divini, la sola porta impropria perché a Roma
non spettano salvezze. Cosí dicono gli orli delle case
fratturati cristalli d’arabia, trapunti dalle luci
e dai suoni mattini, lo dicono fumando i meccanici topi
e i natali non soffici né sacri, anche lo dicono
le sue morti feriali, la mia coperta corta. Lo ripetono
qui – minimamente – i cerini di lusso che s’accendono
a stento fra le mani di chi non ha piú fede
nell’avvento di un nuovo nord.
In questi rari giorni d’inverno
quando il sole mi pesa cosí poco
sarà bene tenere alta la testa. Forse si vive
altrove.

*

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Il sorriso dell’attrice italiana Florena Iavarone

Florena Iavarone – attrice

PROFILO

ESPERIENZA PROFESSIONALE

  • Insegnante curricolare di scuola primaria ed extracurricolare per ragazzi audiolesi: esperienza ultraventennale e spirito creativo.
  • Organizzatrice e curatrice di gemellaggi culturali (Guidonia), incontri eventi con autori di libri, concerti con alunni di diversi ordini di scuola, spettacoli teatrali, concorsi, (ruoli di coordinamento dello staff nell’istituto di appartenenza): 1999/2001 – Scuola Primaria 7 circolo di Pescara (PE) 2001/2009 – Scuola Primaria di Montebello di Bertona (PE) 2009/2022 Scuola Primaria di Marina di Città Sant’Angelo (PE).
  • Diplomata con 60/60 e borse di studio da parte dell’Istituto Magistrale “G. Marconi” (PE) come alunna con la media voti più alta della scuola durante il periodo di frequenza.
  • Operatrice socio-educativa con borsa di studio dell’Ente Regione Abruzzo.
  • Master di 1 livello in “Approfondimenti professionali per l’insegnante ed il formatore” c/o l’Università telematica “Leonardo da Vinci”.
  • Tutor di insegnanti in anno di prova pre-immissione in ruolo.
  • Laureata in pianoforte all’Istituto Musicale “G. Braga” di Teramo
    (a.a. 1997-1998) con esperienza giovanile di concerti e concorsi e programmi televisivi.
  • Laureanda in Giurisprudenza (ultimi esami).

Corsi di aggiornamento:

per il conseguimento del livello B1 in inglese/delle pratiche di Coding (Istituto Istruzione Superiore “E. Alessandrini”);

sulle sigle dei film (Istituto MIBE di Pescara); per il conseguimento della pratica della didattica capovolta con esperti provenienti da diverse parti d’Italia (PalaEur di Roma); con il Centro dei Servzi Culturali (60 partecipanti provenienti da tutta Italia);

sulla memoria con il Metodo Golfera (Prof. Gianni Golfera); sulla lettura ad alta voce organizzato dal Prof. Batini;

corsi AIB (regione Umbria). Lettrice per l’iniziativa nazionale “Libriamoci”

e per

l’organizzazione “Telefono Rosa”. Incisione di un disco di musica contemporanea al pianoforte. Attrice amatoriale-corsi con: Maestro Maria Antonia e Tommaso Avati, Giorgina Cantalini, Paolo Genovese, Aldo Inda, Piero Lombardi, Valentina Materiale, Randall Paul, Gianmarco

Tognazzi, Tina Venturi, Giovanni Veronesi, Beniamino Vitali.

Musical “Children”. Film: Lilium, storia di un femminicidio presentato al Festival Internazionale del Cinema di Casacalenda.

Spettacoli teatrali:
Le coeur du mal (ispirato alla vita e alle opere di Charles Baudelaire)
Pinocchio
Pilato
Sei personaggi in cerca di autore.
Lettrice per la Maratona di lettura con DiLibri (Edizione critica edita dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi in occasione del Centenario di Pinocchio-1983- a cura di Ornella Castellani Pollidori con il patrocinio dell’Accademia della Crusca): 80 insegnanti italiani.
Inteprete di opere teatrali radiofoniche e presenti in siti nazionali (Cotier le mimò di J. L. Giadima-Casa di bambola di H. Ibsen-A piedi nudi nel parco di N. Simon).
Collaboratrice del programma di mobilità “Eu-Reading Circle”, con l’Associazione SmartLab Europe-Università degli Studi di Chieti, in partenariato con paesi europei (Francia, Grecia, Spagna, Polonia), per il quale ha curato la documentazione con filmati, voce, testi, montaggio e regia video.
“Direttore” del coro “Istituto Omnicomprensivo di Città Sant’Angelo” per il relativo Progetto PON.
Volontaria della cultura, in particolare degli audiolibri teatrali per non vedenti e dei libri, in particolare per il CSV (laboratorio di lettura ad alta voce con ragazzi delle Scuole superiori).
Disegnatrice, scrittrice per passione per fasce d’età 6-11 anni.
Cultrice del fai-da te (pittura, decoro, piastrellato, riciclo).
Co-conduttrice radiofonica.
Editor.
Giurata in concorsi letterari, presente in antologie di premi letterari e audioletture c/o biblioteche scolastiche;
Interprete-Lettrice per il Telefono Rosa e di Reading letterari.
Istruttrice di nuoto e preparatore Atletico (tesseramento FIN-CONI).
Appassionata di arte, cinema, teatro, fotografia.
Viaggiatrice-Comunicativa-Versatile-Desiderosa di imparare-Predisposta al lavoro di gruppo e/o in modalità singola-Attenta al dettaglio.
Il poeta Lucio Vitullo, vincitore di premi nazionali ed internazionali, le ha dedicato una poesia dal titolo “Il canto di Florena”.
Nel Gennaio 2021, ha ricevuto
dal World Literary Forum For Peace and Human Rights ( WLFPH) il titolo di “International Ambassador of peace”.


https://drive.google.com/file/d/1GqHO5_vGDl_5AUWqjGjduRichl54iguh/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/1wprZtd4cpN5QNVvwRkwYbBkFl4TB-rmw/view?usp=sharing
                                                            
Florena Iavarone

“CONTAGIATI DALLA LETTURA CON FLORENA IAVARONE” (Cinzia Di Giannatale)-
Novembre 2020

Anche quest’anno, a dispetto del Covid, l’Istituto Comprensivo “Savini – San Giuseppe – San Giorgio” di Teramo ha aderito alla settimana di Libriamoci con scambi, incontri, riflessioni ispirati al libro e alla lettura. Tra le tante iniziative che hanno visto coinvolti gli alunni della scuola secondaria di I grado “F. Savini”, l’incontro con una lettrice d’eccezione: Florena Iavarone.
Nonostante il mezzo utilizzato (il ben noto Google Meet) non agevoli le relazioni e le interazioni, né quelle sociali né quelle culturali, le letture proposte dalla Iavarone e le successive riflessioni, domande, curiosità degli studenti hanno accorciato le distanze fisiche e hanno reso il clima simile a quello di uno di quegli eventi in libreria o in biblioteca, di cui tanto si avverte la mancanza in questo tempo di pandemia. La lettura espressiva della poesia “I limoni” di Eugenio Montale e del passo più celebre del romanzo “Va’ dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro è stata lo spunto non solo per ricordi e aneddoti legati agli affetti familiari e all’importanza dei nonni, ma anche più in generale per domande e riflessioni sul valore della lettura e del libro nella società attuale e sull’efficacia e sul fascino della lettura espressiva.
“Contagiati” dalla lettura, molti dei ragazzi hanno partecipato all’evento hanno condiviso le loro impressioni sul blog della nostra scuola:

TOMMASO LIBERATORE :
Secondo me è stato un bellissimo incontro perché la lettrice ha saputo trasmettermi bene cosa per lei significa leggere e scrivere, inoltre mi sono piaciuti i piccoli consigli come quello di mettere la -t alla fine delle parole.

LUDOVICO SCARPONE :
È stata sicuramente un’esperienza indimenticabile. Mai mi sarei aspettato di incontrare una famosa lettrice come Florena Iavarone. Mi ha trasmesso le sue idee sulla lettura e sulla scrittura, mi ha fatto capire come puoi arricchirti di cultura leggendo. Mi sono piaciuti molto i suoi consigli e la storia di quando ha trovato un libro impolverato dentro una casa abbandonata.

ARIANNA SORU :
È stata un’esperienza carina, mi è piaciuta molto l’espressività di Florena Iavarone, certo, sarebbe stato più bello se fosse stato in presenza, ma a causa di questa pandemia non abbiamo potuto incontrarci dal vivo.

ELENA SANTORO :
Per me è stata un’esperienza molto bella, soprattutto per l’espressività con cui leggeva la Iavarone. I suoi consigli per me sono stati molto utili in quanto, dopo quell’incontro, ho cominciato a leggere più di prima. Peccato solo che non l’abbiamo potuta incontrare dal vivo.

ALESSANDRO RAPAGNA :
A parer mio è stato un incontro molto emozionante in quanto Florena Iavarone è stata in grado di farmi conoscere un nuovo lato della lettura, con la sua grande espressività ed il suo carattere istrionico, a tal punto da rendere teatrale la narrazione. Inoltre ho apprezzato particolarmente i testi letti.

Foto : Florena Iavarone

Viaggio nella poesia francese: La “poesia pura” di Paul Valéry

Salerno, ore 16:

Link al mio blog https://farfallelibereblog.blogspot.com/

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“I miei versi hanno il significato che gli si presta. Quello che gli ho dato io non serve che per me, e non lo credo opportuno a nessuno. È un errore contrario alla poesia il pretendere che a ogni componimento corrisponda un significato vero, unico e conforme o identico a qualche pensiero del poeta”.

Paul Valéry

Ambroise Paul Toussaint Jules Valery nasce a Sete il 30 ottobre del 1871. Il padre, Barthélemy, è un controllore delle dogane di origini corse, la madre, invece è la genovese Fanny Grassi, figlia del console del Regno di Sardegna a Sete. Dopo aver frequentato il liceo, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. Proprio negli ambienti universitari avrà l’occasione di conoscere Mallarmè e altri esponenti importanti del mondo culturale dell’epoca. Si avvicina alla poesia e pubblica alcuni componimenti poetici che risentono di tutti gli influssi intellettuali del Simbolismo. Per lui la poesia è un gioco di intelligenza,  un chiaro segno dell’altezza dello spirito. Purtroppo nel 1892 la sua ispirazione poetica subisce un duro colpo: l’amore del poeta per una ragazza spagnola e una profonda crisi interiore lo porteranno a ripudiare la scrittura che definisce, addirittura, una vanitosa forma di autoaffermazione personale. Lui stesso chiarirà in seguito, in un saggio su Poe, di aver avuto quella che lui chiama ” una crisi dello spirito” dipesa dalle paure e le incertezze dei suoi vent’anni.  Crisi che lo porta ad annotare quotidianamente su un diario tutte le sue riflessioni con lo scopo di un ottenere un rigido controllo sul suo intelletto. In questi diari,  che verranno pubblicati solo dopo la sua morte, riporterà tutte riflessioni filosofiche, estetiche e antropologiche. In realtà Valéry, pur allontanandosi dalla poesia, non l’abbandonerà mai del tutto. Nel 1894 si trasferisce a Parigi e lavora come redattore presso il Ministero della Guerra. Sono anni che vedono proliferare la sua scrittura . In tal senso sono importanti alcune opere che mettono in luce il suo ideale estetico: ” Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci” ( 1895) e “Serata con il signor Teste” ( 1896). Per quanto riguarda la figura di Leonardo, c’è da dire che Valèry ne è davvero affascinato. Per lui Leonardo è il vero eroe dell’intelletto in quanto capace di osservare il mondo con uno sguardo eclettico : di poeta, di pittore, di scienziato, di inventore, di naturalista, di fisico. Teste invece non è altri che una trasposizione dello stesso poeta. Figura leonardesca che ha una vita del tutto immaginaria: grazie all’immaginazione egli riscopre le leggi dello spirito. Ecco che la scrittura diviene il mezzo attraverso il quale lo scrittore, ma anche il poeta, può esprimere le idee maturate insieme alle esperienze spirituali. E non a caso ho citato il termine “poeta”, perché nel 1917 la sua carriera poetica riprende il volo con grande successo grazie alla pubblicazione della raccolta ” La giovane parca”, un poemetto ermetico in cui la protagonista rappresenta il conflitto tra coscienza e spiritualità. Dominante è l’intellettualismo che rende ostico il senso dell’opera che si riversa tutto  sulla struttura. Secondo Valèry la poesia nasce da un evento misterioso, per cui la sua poesia prende forma solo dall’ispirazione. Il compito del poeta, quindi, è quello di condurre il lettore alla partecipazione del testo attraverso la musicalità e la perfezione della forma. Ecco che nasce la ” poesia pura”, improntata essenzialmente sulla parola poetica, ammaliante e incantatrice .  Successivamente pubblicherà altre due raccolte di successo : “Il cimitero marino”(1920) e “Charmes” (1922). La sua carriera poetica è un enorme successo. Ottiene cariche prestigiose e al College di France istituiranno una cattedra di poetica apposta per lui. Durante l’occupazione nazista lavora come amministratore al centro universitario di Nizza, ma viene rimosso dall’incarico dal momento che si rifiuta di collaborare con il regime. La sua carriera si eclisserà in quanto costretto al silenzio. Ma l’anima libera di Valéry non verrà mai domata. Continuerà ad avere scambi di riflessione con importanti esponenti intellettuali dell’epoca, tra cui il filosofo Bergson, di origini ebraiche. In questo rapporto di amicizia e collaborazione si comprende il carattere determinato e indipendente di Valéry. Dopo il conflitto mondiale è di nuovo libero di esprimersi in pubblico ma purtroppo si spegnerà alcune settimane dopo la fine della guerra all’età di 73 anni. Verrà sepolto proprio in quel cimitero marino protagonista delle sue poesie.

Paul Valèry affermò per tutta la vita che la poesia è un fatto personale, individuale. Ogni intervento su di essa, come la parafrasi o addirittura la traduzione in un’ altra lingua, è una forzatura che tradisce la valenza originaria dell’opera poetica. Ogni lettore deve essere libero di interpretare la poesia liberamente, ricavandone un proprio messaggio, un proprio significato. 

Un chiaro fuoco

Un chiaro fuoco m’abita e vedo freddamente
la violenta vita, illuminata tutta…
io non posso più amare oramai che dormendo
i suoi graziosi atti mescolati di luce.

I giorni miei, la notte, mi riportano sguardi
dopo i primi momenti di un infelice sonno,
quando sparsa nel buio è la sventura stessa,
tornano a farmi vivere, mi danno ancora occhi.

Se erompe quella gioia, un’eco che mi sveglia
ributta solo un morto, alla mia riva di carne.
E al mio orecchio sospende, il mio riso straniero

come alla vuota conchiglia un sussurro di mare,
il dubbio – sul bordo di un’estrema meraviglia,
se io sono, se fui; se dormo oppure veglio…

I Passi

Nati dal mio silenzio,
posati santamente,
lentamente, i tuoi passi
procedono al mio letto
di veglia muti e gelidi.

Persona pura, ombra
divina, come dolci
i passi che trattieni.
O iddii, quali indovino
i doni che mi attendono
sopra quei piedi nudi!

Se da protese labbra,
per’ acquietarlo, all’ospite
dei miei sogni prepari
d’un bacio il nutrimento,
non affrettarlo il gesto
tenero, dolcezza
di essere e non essere:

io vissi dell’attesa
di te, il mio lento cuore
non era che i tuoi passi.

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CULTURA

Il colore della poesia. Iris G.DM Roma 11 novembre 2022

Date: 11 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Avevo un cuore con un lembo stracciato,

la mia sottana scucita,

i capelli sciolti senza lavare.

Sedevo con i pugni chiusi,

le braccia conserte,

fissavo il cielo!

Vedevo lontano e non guardavo gli occhi,

neppure i miei davanti allo specchio.

In silenzio,

avevo sbarre ovunque mi girassi.

Mi dicevano cosa fare,

non mi dovevo lamentare!

Dovevo accontentarmi

senza capire perchè!

Non sapevo come fare,

non so come fare a demolire queste sbarre!

Odio i piatti da fare, le pentole per cucinare,

365 giorni , ogni giorno.

La vita scorre,

una lunga pellicola srotolata lucente,

perso un inizio, persa la fine

e io che vorrei fuggire, anche se fredda e rigida,

libera di essere bianca ed immortale,

marmorea di rose e petali appassiti,

forse libera. Iris G. DM

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Sonetto d’amore totale di Vinìcius De Moraes

Un grande brasiliano

Avatar di almerighialmerighi

Vinícius de Moraes (1913 – 1980), all’anagrafe Marcus Vinícius da Cruz de Mello è stato poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano.

Ti amo così tanto, amore mio … non cantare
Il cuore umano con più verità …
Ti amo come amico e come amante
In una realtà sempre diversa

Ti amo in modo simile, di un amore calmo e amorevole,
e ti amo oltre, presente nel desiderio.
Ti amo, finalmente, con grande libertà
nell’eternità e in ogni momento.

Ti amo come un animale, semplicemente,
Di un amore senza mistero e senza virtù
Con un desiderio enorme e permanente.

E amarti così tanto e spesso,
è che un giorno nel tuo corpo
morirò improvvisamente di amare più di quanto potrei.

*

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COSPARSE DI FOGLIE

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Polpacci lievi s’addentrano
in quel motivo pulsante da sempre
nel chiostro rimasto
inappagato disegno.
Nell’estensione d’un miraggio
rimodellato a piacer mio	
quel richiamo amaranto
arriva a lambire
membra raggomitolate
sciogliendo lontani abecedari.
Apici di ghirlande d’oro
in bilico su una realtà spenta
dal suono e dal sentire
si discostano da mani
cosparse di foglie..
@Silvia De Angelis 

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Lapislazzuli e pepite d’oro

Lapislazzuli e pepite d’oro, di Federica Campanella

30 marzo 2022

Federica, le parole non servono

Tutto quello che non ti ho detto l’ho chiuso in uno scrigno di ottone intarsiato di lapislazzuli e pepite d’oro.

L’antica chiave di ferro che lo apre l’ho nascosta in fondo all’ultimo cassetto della biancheria e presto me ne dimenticherò.
Ti ho scritto parole su fogli che profumano d’albero, lo stesso su cui salivamo e guardavamo giù meravigliandoci di quanto fosse essenziale la vertigine.

Non avevamo paura quando oltrepassavamo il ruscello delle nostre emozioni saltando da una roccia all’altra in bilico sul filo della nostra innocenza.

Bevevamo acqua limpida e ci prendevamo cura delle nostre anime che si specchiavano sulla superficie. I nostri amici erano il vento, il buio e i lupi. La nostra medicina il veleno dei serpenti. Invincibili non avevamo paura di niente nemmeno di noi.
Tutto quello che non ti ho detto l’ho chiuso in uno scrigno di ottone intarsiato di lapislazzuli e pepite d’oro che si trova al centro del mio cuore. Trova la chiave e vieni a prenderlo.

Illustrazione di Janeen Constantino

Mele rosse

Mele rosse, di Federica Campanella

15 ottobre 2022

Federica, le parole non servono

Tutto si tinge di rosso, il colore del sangue e delle viscere della terra. Il serpente attorcigliato su se stesso si risveglia dall’arcaico torpore e ha fame.

Il suo cibo son frutti che maturano in lande profonde. Il rettile si muove deciso, conosce la sua direzione e strisciando solca il sentiero. Il suo veleno è medicina, i suoi denti affilati annientano sogni.

La sua dimora è il cielo.

Lo seguo con il mio occhio magico e trovo il suo giardino nell’abisso della terra. I suoi frutti sono rossi, grandi, succosi, goduriosi e brillanti nell’oscurità. Con la mano ne prendo uno. Un morso, poi un altro. È dolce più del miele.

Lo sguardo del serpente che si nasconde tra le foglie pare mostrarmi visioni contrastanti. Un fuoco che arde nel mare, una stella che brilla al centro della terra. Negli occhi le galassie.

Cado in terra immobile e senza respiro. Il serpente strisciando pesante sul mio corpo mi sussurra un canto lasciandomi abbandonata in un sonno profondo.

All’ombra di un albero di mele rosse apro gli occhi. Il sole forte rischiara ogni ambiguità, anche l’ombra più cupa del serpente. 

Nella mia pancia egli ha trovato la sua dimora. 

illustrazione di Lisa Gelli

Profumi d’autunno

Profumi d’autunno, di Federica Campanella

Federica, le parole non servono

3 novembre 2022

La luce penetra dalle imposte chiuse della camera e Alma si risveglia dal torpore del dormiveglia mattutino. La notte appena trascorsa è un flebile ricordo oppure solo uno strano sogno ma in ogni fibra della sua pelle vive un sottile cambiamento. 

Sposta le lenzuola a fiori aggrinzite e si mette seduta sul letto. Quando poggia i piedi sul pavimento freddo si irrigidisce. Vorrebbe tornarsene nel ventre caldo da cui è sgusciata qualche minuto fa ma lo stomaco borbotta e rivendica qualche biscotto di frolla alla cannella e un pezzo di crostata di mele, prelibatezze entrambe preparate per lei dalla nonna. 

Infila i piedi nelle pantofole ed esce dalla camera abbracciandosi nello scialle di lana. 

Si ferma ad osservare il dipinto appeso al muro del corridoio che ritrae una imponente balena regina del mare che nuota nel suo regno. Lo scruta come se fosse la prima volta. I colori intensi e sfaccettati che identificano quell’angolo di mare impresso su tela le solleticano la voglia di scendere di nuovo giù nelle profondità del sonno e del sogno. Ma lo stomaco borbotta ancora.

In cucina il profumo di mele e cannella è come una carezza che Alma assapora tutta. La nonna non c’è, sul tavolo il cappuccino è ancora caldo. 

“Nonna?”

Nessuna risposta. 

Alma si dirige verso la finestra. Il sole d’autunno le fa socchiudere gli occhi e le riscalda i punti del viso più esposti alla luce. La bocca si scioglie in un sorriso quando vede la nonna nel frutteto che coglie le mele cotogne. Accanto a lei un gatto nero dagli occhi magnetici la fissa attraverso il vetro. Al collo porta una chiave, la stessa che la notte scorsa tremolava nel muro e lo sgretolava, mattone dopo mattone.

L’infinitezza dei campi arati della campagna all’orizzonte fa meno paura di quella degli stessi celati al buio di una notte senza luna. La chiave adesso brilla al riflesso del sole. 

“Bambina mia queste cotogne sono perfette per la marmellata!”

Dice la nonna ad Alma rientrando in casa con gli occhi lucenti e il cestino pieno di mele. Un incontro di sorrisi e un abbraccio al profumo di chiodi di garofano e narcisi. 

Illustrazione di Nicola Magrin
Illustrazione di Nicola Magrin

Dall’Argentina Alicia Antonia Muñoz Verri invia un articolo interessante “Yoga terapeutico e disabilità”

Yoga, sport, disabilità, educazione

Foto : Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy

Informazioni AMBA – Provincia di Buenos Aires – Repubblica Argentina – Il Mondo

ARTE, SPORT, DISABILITÀ, EDUCAZIONE, TRE FEBBRAIO

È organizzato a Caseros dall’associazione civile YAD Internacional, una scuola di yoga in acqua per persone con disabilità. Saranno presenti le autorità del comune di Tres de Febrero e dell’Ambasciata dell’India. La giornalista, Agustina Kampfer, madrina dell’evento; Chris La Valle direttore di YAD International ed esperti in educazione, yoga e disabilità. Interverrà, tra gli altri, il medico ayurvedico Antonio Zangaro. L’insegnante specializzata in disabilità, Claudia Iazzetta, fondatrice di Inclusive Teachers. E Luis Giuliani direttore di Mondo Disabili. Sarà sabato 12, dalle 10, al CEDEM 1 su Tres de Febrero, Av Juan Bautista Alberdi 5524.

Il volantino dell’YAD
YAD International è una scuola inclusiva di yoga, arte, yoga in acqua e anche meditazione creata da Chris La Valle 45 anni fa. Dall’entità spiegano che “è un’energia e una filosofia di vita basata sull’amore, l’umorismo e il rispetto per gli altri. Dove tutti impariamo gli uni dagli altri e condividiamo saggezza e conoscenza”.

I valori dell’istituzione si basano sull’intelligenza emotiva e spirituale per raggiungere la pace nel mondo. International YAD organizza la 1a Giornata di Yoga Wateryoga e Disability for Peace. Sarà questo sabato 12 al CEDEM 1 di Tres de Febrero, Av Juan Bautista Alberdi 5524. Fatto in casa. Ci saranno conferenze di esperti e anche workshop e pratiche.

WaterYoga inclusione pace
Chris La Valle sarà il direttore di YAD International. Anche la giornalista Agustina Kampfer, madrina del Convegno. E le attività inizieranno alle 10, con la presenza delle autorità municipali, dell’Ambasciata dell’India. E anche l’accensione di una lampada commemorativa del maestro indiano, Indu Verma.

Il famoso ballerino e insegnante di Yoga spiegherà anche cosa sono i menhi (decorazione temporanea della pelle). E durante il giorno farà tatuaggi Hena. A nome del comune di Tres de Febrero, responsabile dei centri sportivi CEDEM del comune, sarà il direttore municipale del CEDEM n. 2, Hernán Jofre.

Le attività proseguiranno fino alle 19:00. Verranno affrontati temi sull’educazione inclusiva e sui suoi contributi a una cultura di pace. Inoltre, i contributi dello Yoga alle persone con disabilità e alla medicina. Yoga inclusivo. E verso le 15:00 Chris La Valle terrà un masterclass di yoga in acqua.

Foto : Claudia Iazzetta Fondatrice di Insegnanti inclusivi

Claudia Iazzetta, specialista in disabilità e fondatrice di Inclusive Teachers, terrà una lezione sull’educazione inclusiva e una cultura della pace. Inoltre, autore di A place for you, a place for me – L’integrazione scolastica come strategia di integrazione sociale (Ocruxaves 2011). E da Per una società pacifica (Amazon 2016).

Accessibilità yoga e altro ancora
Liliana Reckinger Master in Yoga Terapeutico e Disabilità, di AURANANDA BUENOS AIRES, affronterà gli effetti dello Yoga sulle disabilità causate da malattie autoimmuni. Parteciperà anche Claudia Casabianca, Campionessa del Mondo di tennis 1977, e insegnante di tennis per disabili mentali.

Luis Giuliani, specialista in trasporti e accessibilità, e direttore di Mundo Discapacitado, parlerà di accessibilità per le persone con disabilità. papà. E il medico ayurvedico, Antonio Zangaro, ginecologo e ostetrico, presenterà anche i benefici dello Yoga dalla medicina.

Ci saranno lezioni ogni 15 minuti, in media. Inoltre verranno svolte pratiche di yoga in acqua, laboratori di mandala e Pranayama (energia corporea) per la vita quotidiana. Danze indiane. Yoga, meditazione, mantra.

E María Ester Palumbo parlerà di “Ascolto attivo e comunicazione”.

Ambasciatore dell’India Dinesh Bhatia e Chris La Valle direttore di YAD International

Información del AMBA – Prov. de Buenos Aires – República Argentina – El Mundo

ARTE, DEPORTES, DISCAPACIDAD, EDUCACIÓN, TRES DE FEBRERO

La organiza en Caseros la asociación civil YAD Internacional, escuela de wateryoga para personas con discapacidad. Habrá autoridades del municipio de Tres de Febrero y de la Embajada de la India. Participarán la periodista, Agustina Kampfer, madrina del evento; Chris La Valle directora de YAD Internacional;  y expertos en educación, yoga y discapacidad. Entre otros, disertarán el médico ayurveda, Antonio Zangaro. La profesora especializada en discapacidad, Claudia Iazzetta, fundadora de Docentes Inclusivos. Y Luis Giuliani director de, Mundo Discapacitado. Será el sábado 12, desde las 10, en el CEDEM 1 de Tres de Febrero, Av Juan Bautista Alberdi 5524. Caseros.

El Flyer de la YAD
YAD Internacional es una escuela de yoga, arte, wateryoga  y también meditación inclusiva creada por Chris La Valle hace 45 años. Desde la entidad explican que “es una energía y filosofía de vida basada en el amor, humor y respeto hacia el otro. Donde todos aprendemos de todos y compartimos sabiduría y conocimiento”.

Los valores de la institución parten de la inteligencia emocional y espiritual para lograr la paz en el mundo. YAD internacional organiza la 1ª Jornada de Yoga Wateryoga y Discapacidad  por la Paz. Será este sábado 12 en el CEDEM 1 de Tres de Febrero, Av Juan Bautista Alberdi 5524. Caseros. Habrá conferencias de expertos y además talleres y prácticas.

WaterYoga inclusión paz
Estará Chris La Valle directora de YAD Internacional. También la periodista Agustina Kampfer, madrina de la Jornada. Y las actividades se iniciarán a las 10, con la presencia de autoridades municipales, de la Embajada de la India. Y además el encendido de una lámpara conmemorativa a cargo de la profesora india, Indu Verma.

La reconocida bailarina y docente de Yoga también explicará qué son los mendhis (decoración temporal de la piel). Y durante la jornada realizará tatuajes de Hena. Por parte del municipio de Tres de Febrero, a cargo de los centros deportivos CEDEM en la comuna, estará el director municipal del CEDEM Nº 2, Hernán Jofre.  

Las actividades continuarán hasta las 19. Se abordarán temáticas sobre educación inclusiva y sus aportes para una cultura de la paz. Asimismo, los aportes del Yoga a las personas con discapacidad y a la medicina. El Yoga inclusivo. Y alrededor de las 15, Chris La Valle dictará una masterclass de wateryoga o yoga acuático.

Sobre educación inclusiva y cultura de paz dará una conferencia la licenciada en gestión y administración educativa, Claudia Iazzetta, especializada de discapacidad, y fundadora de Docentes Inclusivos. Además, autora de, Un lugar para vos, un lugar para mí-La integración escolar como estrategia de la Integración social (Ocruxaves 2011). Y de Por una sociedad en Paz (Amazon 2016).

Yoga accesibilidad y más
Liliana Reckinger master en Yoga Terapéutico y Discapacidad, de AURANANDA BUENOS AIRES, abordará los efectos del Yoga en las discapacidades generadas por enfermedades autoinmunes. También participará, Claudia Casabianca, campeona Mundial de Tenis 1977, y docente en tenis para personas con discapacidad mental.

Luis Giuliani, especialista en transporte y accesibilidad, y director de, Mundo Discapacitado, se referirá a la accesibilidad para las personas con discapacidad. dad. Y el médico ayurveda, Antonio Zangaro, ginecólogo y obstetra además, planteará los beneficios del Yoga desde la medicina.

Habrá disertaciones cada 15 minutos, en promedio. Además se realizarán prácticas de wateryoga, También talleres de mandalas y de  Pranayamas (energía corporal) para la vida diaria. Danzas de la India.  Yoga, meditación, mantras. Y María Ester Palumbo hablará sobre “La escucha activa y la comunicación”.


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Dall’Argentina Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy ha inviato un articolo interessante “Yoga terapeutico e disabilità”

Una piccola meschinità (miniracconto di fantasia)…

Ha preso una tachipirina. Ha mangiato solo due crostini tanto per non essere digiuno, tanto per fermarsi lo stomaco.  Accende la radio. La stazione sta passando una canzone straniera  di moda negli anni ’80, di cui non riesce a ricordarsi il titolo. Fa degli sforzi di memoria, proprio non riesce a ricordarlo. Sono arrivati a un paese del circondario dove c’è un panificio che fa una buona schiacciata. Suo padre parcheggia. Poi va a comprarla. Lui aspetta in macchina. Dopo cinque minuti suo padre mette sui sedili posteriori la busta con dentro la schiacciata. Gli fa cenno di uscire fuori dell’abitacolo e andare in un bar vicino, distante solo trenta metri, per prendere qualcosa. Piove a dirotto, ma loro si incamminano, incuranti di tutto. Due schizzi d’acqua non hanno mai rovinato la salute a nessuno! Entrano. Il titolare è cinese. La barista è italiana. Suo padre ordina un caffè.  Lui prende un cappuccino. Ci sono degli avventori che parlano tra di loro. Scherzano, ridono, parlano del tempo. Lui prende il cappuccino e si mette seduto a un tavolino. Prima si gusta la schiuma con dei colpi di cucchiaio. Quindi apre la bustina dello zucchero, che gira e rigira. Infine si sorbisce lentamente il liquido. È un buon cappuccino perché il latte e il caffè sono di qualità. Si guarda intorno. Arriva una donna sulla quarantacinquina.  È lei o non è lei? È una sua vecchia conoscenza? Rimane interdetto. I suoi pensieri sembrano fermarsi. Il tempo sembra fermarsi. Sono istanti di incertezza e di sospensione. Molti anni fa quando lei era una bella ragazza lo aveva illuso. Passava sempre davanti al suo negozio. In realtà lei aveva solo giocato. Lei aveva molti uomini e lui non significava niente per lui. Solo un gioco di sguardi molto prolungato, durato delle settimane, ma che non aveva portato a nulla. Appena lui aveva provato ad approcciarla, lei si era rivelata ferma, decisa, categorica, risoluta. Lo aveva preso a male parole e il giorno dopo si era presentata davanti al suo negozio con un uno dei suoi amanti a scambiarsi effusioni. La delusione era stata cocente, ma erano altri i drammi, le vere sofferenze nella vita. Bisognava non pensarci, andare avanti, fare finta di niente, sopportare tutto. Lei continuava a passare davanti al luogo dove lavorava come se fosse invincibile, irreprensibile, totalmente padrona del mondo o almeno di quel piccolo mondo di provincia, dove le belle ragazze potevano permettersi tutto. Lui non sapeva il suo nome, sapeva solo dove lavorava. Poi lui aveva chiuso il negozio e non l’aveva più vista. Poco male! Meglio così! Quindi un giorno morì un ex collega di lavoro di sua madre. Lui andò a visitare il profilo Facebook del defunto e trovò che lei era una sua amica sui social. Solo allora seppe il suo nome e cognome. Poi seppe, leggendo il giornale, che il  padre di lei era morto. Forse è lei in quel bar. È quasi irriconoscibile.  Quello è un vero tuffo nel passato. È un vero tuffo al cuore. Prende la tazza e la riporta al banco. In quel breve tragitto la guarda. È davvero lei. È appoggiata al banco di tre quarti. Lei lo guarda di sguincio, con la coda dell’occhio. I loro sguardi si incrociano, ma senza alcuna curiosità né elettricità né erotismo da parte di entrambi. Lei forse si chiede cosa mai ci faccia lì. Lui sa già che quello è il suo paese. Nota che la sua bellezza è sfiorita.  Lei mormora qualcosa, mentre lui posa sul banco la tazza. Lei sussurra queste parole: “il tuo problema è che non hai il fisico”. Le bisbiglia, le pronuncia in modo appena percepibile. I due uomini che sono con lei, forse suoi amici o forse suoi amanti, lo guardano male, lo apostrofano con due insulti. Cercano la rissa. Sono disposti a venire alle mani. Lui capisce che non tira aria, che quel luogo non fa per lui. Chiede a suo padre che sta leggendo un giornale sportivo se possono andare via. Il padre annuisce.  Vanno verso la macchina. Lui è totalmente immerso nei suoi pensieri. Non l’attrae più quella donna e poi è una vecchia ferita ormai interamente cicatrizzata.  Però non riesce a non pensarci. Pensa che a volte il destino gioca dei brutti scherzi. Pensa che è strano e davvero buffo rivederla dopo poco più di quindici anni. Quante cose sono avvenute in quel periodo! Pensa a un mare di cose. Pensa che lei prima poteva puntare sulla bellezza e ora non è altro che una donna rozza, sgraziata,  ormai non più appariscente, non più piacente. Certo il suo pensiero o questa sua semplice constatazione di fatto non è da comunicare al prossimo perché sarebbe stato ritenuto cinico, odioso, politicamente scorretto, insensibile nei confronti delle donne. Certe grandi intellettuali femministe se sapessero questi suoi pensieri lo considererebbero un omuncolo banale, scontato, sotto la media. Lui se ne frega altamente. Questa sua idea cattiva, spietata gira e rigira nella sua mente e lui quella mattina è davvero di buon umore. Sa che è senza lavoro, che ha solo un amico fidato, che non ha una donna, che forse i suoi soldi finiranno presto, che c’era stata una pandemia terribile e una terribile guerra è in corso. Sicuramente questo è  segno inequivocabile che è meschino, ma ognuno ha la sua meschinità che nasconde a tutti in fondo all’animo. Sono piccoli pensieri da non rivelare al prossimo, ma esistono e ci fanno talvolta stare meglio, sono garanzia di momenti di felicità. Non fate finta di essere puri e candidi come gigli! Ammettetelo serenamente. Non cercate di dimostrare una grandezza d’animo che non avete. Confessatelo che è la vostra gretta meschinità che vi fa tirare avanti in questa vita! E lui quella mattina si sente solo ma felicemente solo. È stato rifiutato da quella ragazza anni fa.  Non ha avuto baci, carezze, calore, orgasmi da lei.  Ma ora a 50 anni è felice di essere stato rifiutato, di non esser il suo uomo, di non avere figli da lei e si sente davvero un uomo fortunato. Pensa a tutti i problemi del mondo,  ma non può  fare a meno di essere di buon umore e niente e nessuno possono togliergli quello stato d’animo,  pensando a come è diventata ora quella ragazza che un tempo stordiva tutti con la sua bellezza. È di nuovo in macchina. Partono. Sono di nuovo in un ambiente caldo e confortevole. Accende di nuovo la radio. La stazione passa una canzone straniera di moda negli anni ’80, di cui lui proprio non riesce a ricordarsi il titolo, nonostante gli sforzi di memoria. 

CONTROLUCE: Barriere architettoniche e assenza assoluta di empatia

CONTROLUCE: Barriere architettoniche e assenza assoluta di empatia.

Date: 10 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 10 novembre 2022

Questa, una mattina in cui ti svegli già indisposta verso il mondo, perchè ti girano ” le cosiddette”. Cielo grigio, pensieri grigi, ti sbatti giù dal letto pensando come il mondo è ingiusto con te. Vorresti fregartene di tutto e di tutti, velenosa come una tarantola, poi ti imbatti in qualche cosa che ti fa dire – cavoli dove ti giri è peggio!- EMPATIA, GIUSTIZIA, ” PIETAS”. Sapete quell’antico sentimento che induce amore, compassione e rispetto , per le altre persone ? Lo conosciamo? Lo conoscete?.

Leggo spesso un bellissimo blog, che si chiama ” la farfalla della gentilezza” e sono venuta a conoscenza della storia di Marta, ma ” Marta” è la storia di una – uno- e di tanti. Tutte storie avvolte dal massimo menefreghismo e indifferenza, da parte dello stato, ma anche da parte di ognuno di noi. Noi pensiamo solo al nostro ” io” mostruoso ed egoico.

Con il permesso della blogger ” della farfalla della gentilezza ” posto il suo articolo

Anche Marta è una studentessa straordinaria. Ma lei non vuole bruciare le tappe, non vuole nemmeno diventare una studentessa da record. Vorrebbe solo il diritto di fare quello che fanno i suoi coetanei, senza troppi problemi. Anche cose molto semplici, come uscire, andare a prendere un caffè al bar, farsi un bel giro per il centro di Napoli, dove abita.

Però per Marta Russo tutto questo non è così semplice, perché per muoversi ha bisogno di una sedia a rotelle.

E quindi non può uscire sola, perché anche scendere sotto casa diventa un’impresa impossibile: le macchine parcheggiate male le rendono impossibile anche gli spostamenti più semplici, il trasporto pubblico per lei è praticamente inesistente, le barriere architettoniche di fatto diventano una barriera anche sociale.

Marta per fortuna ha una famiglia che le sta vicino, e che ha sempre provveduto ai suoi spostamenti, fin dai tempi della scuola primaria, quando il servizio comunale al quale avrebbe avuto diritto si era rivelato inadeguato. Ma Marta, oggi, studentessa universitaria, non ha gli stessi diritti e le stesse opportunità degli altri studenti perché ci sono le barriere architettoniche, e perché sa che non troverà il parcheggio riservato, che lo scivolo sul marciapiede sarà ostruito da un automobilista egoista…

Abbiamo un bellissimo articolo della nostra Costituzione, il terzo, che afferma che è compito dello Stato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Ma una barriera architettonica è evidentemente un ostacolo che impedisce a Marta il pieno sviluppo della sua personalità.

Per questo Marta ha scritto una lettera aperta alLA Presidente del Consiglio, per raccontarle le sue difficoltà quotidiane e farle notare, a proposito del merito, che se lei, Marta, vince una borsa di studio, è una grande soddisfazione, ma poi cosa succede? Che l’Inps sottrae l’intero importo al 100% dalla pensione di invalidità, cioè dalla sua unica fonte di reddito.

A proposito d

el merito…

Questo è un paese a due velocità. E ha ragione Marta, che non ha ricevuto il clamore mediatico che invece la sua vicenda meriterebbe, a dire che le girano le ruote…

(Potete seguire Marta Russo sulla sua pagina e nel suo canale youtube “I Pensieri di Marta”). La farfalla della gentilezza.

Ora mi domando, ma i propri affari personali devono diventare pubblici per essere compresi ? Compresi relativamente direi, perchè si continua a parcheggiare nei parcheggi dei disabili, non ci sono strutture adeguate per viaggiare sui mezzi, non c’è l’educazione necessaria per il rispetto, per capire.

Studentessa con disabilità scrive al premier Meloni: “Sono Marta, ho 22 anni e mi girano le ruote!”

La 22enne napoletana, costretta in sedia a rotelle, lancia un appello alla maggioranza, chiedendo maggiore attenzione per le istanze degli studenti disabili. Nessuno dovrebbe rimanere indietro: uno dei valori fondanti la società democratica si scontra però con una realtà crudele.

di federicobianchetti2207

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11′ di lettura

4 Novembre 2022

“Chiediamo il diritto a una vita come gli altri”lo scrive Marta, studentessa napoletana, in una lettera.

https://www.skuola.net/news/notizie-universita/studentessa-disabile-scrive-meloni-mi-girano-le-rotelle.html

Credo che ognuno di noi sia testimonio concreto di questa situazione, di vedere parcheggi per disabili occupati, forse anche noi l’abbiamo fatto, oppure parcheggiare davanti una passerella per disabili. Spesso con il ” passeggino” io stessa mi sono trovata in difficoltà per un posto dove scendere dal marciapiedi, vogliamo parlare delle spiagge, di ogni luogo pubblico dove è impossibile accedere? Noi non siamo gli unici ad avere diritti, ci sono, spesso, persone che hanno bisogno che non ci siano barriere architettoniche, queste persone hanno il diritto di accedere dovunque, neppure dovrebbe essere messo in discussione.

A questo proposito vorrei citare articoli della costituzione.

Art. 2

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà  politica, economica e sociale”

Art. 3

“Tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà  e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”¦”

Art 24

“Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi”¦.”

Art. 32

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività “¦”

 Un handicap non deve essere mai causa di discriminazione e che la persona che ne è portatrice non solo deve essere opportunamente curata, tutelata , ma deve avere le stesse possibilità  di una persona sana per principio di eguaglianza, a cui vorrei aggiungere per empatia e” pietas” che sarebbe amore e comprensione dell’altro, da non confondere assolutamente con la pietà che intendiamo in genere. Questa ” pietas” deve essere per ogni persona in difficoltà, che abbia un handicap o no. Siamo una società civile? Davvero non lo so più, una società violenta, dove vige la legge del più forte, in questo caso leggi del ”più ricco”, dove l’aggressività si manifesta verbalmente e fisicamente, la buona educazione, la comprensione, la tutela del cittadino, in balia di se stesso. Siamo una civiltà civile? Io non lo so, non lo so!

Vorrei che ognuno di noi riflettesse, che ognuno di noi si mettesse nei panni di Marta, Giuseppe, Giovanni, Francesco…, pensate di essere al loro posto.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 10 novembre 2022

Lovers Go Home di T. S. Eliot

Il grande innovatore della poesia del Novecento

Avatar di almerighialmerighi

Oggi che ho iniziato la giornata
tornandoti sott’occhio
e mi hai trovato bene
e ti ho trovato ancora più bella
adesso che finalmente
è abbastanza chiaro
dove sei e dove
sono

Per la prima volta so
che avrò la forza
di costruire con te
un’amicizia così sottile
che dal vicino
territorio dell’amore
questo disperato
inizieranno a guardarci
con invidia
e finiranno per organizzare
escursioni
per venire a chiederci
come facciamo.

*

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“Il cielo della memoria” di Marcel Proust

Tutto cancella il tempo come l’onda cancella
i giochi dei fanciulli sulla sabbia spianata.
Dimenticheremo le vaghe, le precise parole
che schermavano, tutte, un poco d’infinito.

Tutto il tempo cancella, ma non offusca gli occhi,
sia chiari come l’acqua o d’opale o di stella.
Belli come nel cielo o dentro un lapidario,
brilleranno per noi d’un fuoco triste e gaio.

Gli uni, a un vivente scrigno trafugati gioielli,
duri raggi di pietra mi getteranno in cuore,
come quando nella palpebra conflitti, sigillati,
lucevano d’un raro, illusorio splendore.

Ad altri dolci fuochi da Prometeo rapiti
la scintilla d’amore che in esso palpitava
per soave tormento abbiam portato via,
gioie troppo preziose o luci troppo pure.

Il cielo della mia memoria costellate in eterno,
inestinguibili occhi delle donne che ho amate !
Sognate come morti, brillate come glorie,
scintillerà il mio cuore come a maggio la notte.

Simile a una nebbia d’oblio cancella i volti,
i gesti che altra volta adorammo al divino,
che ci resero folli, che ci resero saggi,
grazie di perdizione, e simboli di fede.

Tutto cancella il tempo, le sere confidenti,
le mani ch’io posavo sul suo collo di neve,
i suoi sguardi che l’arpa dei miei nervi sfioravano,
la primavera che su noi scuoteva i suoi turiboli.

Altri occhi, pur essendo d’una donna gioiosa,
al pari dei rimorsi erano vasti e neri,
spavento delle notti, mistero delle sere.
Fra le sue belle ciglia c’era l’anima intera,

e come un gaio sguardo era vano il suo cuore.
Altri, simili al mare così dolce e cangiante,
ci smarrivano all’anima che in essi è prigioniera
come incalza l’ignoto nelle sere marine.

Solcammo, mar degli occhi, i tuoi limpidi flutti.
Gonfiava il desiderio le rattoppate vele;
delle antiche tempeste dimentichi, andavamo
sull’onda degli sguardi a scoprire altri cuori.

Tanti sguardi diversi, così simili i cuori !
Vecchi, delusi ostaggi degli occhi,
dovevamo restarcene a dormire sotto le fronde… Ma anche
sapendo tutto voi vi sareste imbarcati

per avere quegli occhi gravidi di promesse
come un mare che a sera fantastica del sole.
In inutili imprese vi siete prodigati
per giungere al paese del sogno che, vermiglio,

si lamentava d’estasi oltre le acque vere,
sotto la santa arca d’una nube, profeta
crudele. Ma è pur dolce avere per un sogno
queste piaghe, e festoso brilla il vostro ricordo.
Marcel Proust

Traduzione di Giovanni Raboni – Gallimard, 1982

ph Eleonora Mello

Marcel Proust, scrittore francese (Parigi 1871 – ivi 1922). Figlio di Adrien, prof. universitario di medicina, e di Jeanne Weil, di ricca famiglia ebrea, donna sensibile e colta alla quale restò morbosamente legato, all’età di nove anni cominciò a soffrire d’asma, malattia che lo tormentò tutta la vita. Frequentò il liceo Condorcet di Parigi (1887-89), dove strinse le prime amicizie importanti e collaborò al periodico studentesco Revue lilas; s’iscrisse poi alla facoltà di diritto, seguendo contemporaneamente corsi alla Scuola di scienze politiche e alla Sorbona, dove fu allievo di H. Bergson. Collaborò a Le Banquet, la rivista fondata (1892) da un gruppo di amici del Condorcet, alla Revue blanche e ad altri periodici e quotidiani tra cui Le Gaulois, e, dal 1903, a Le Figaro. Dal 1914 uscirono sulla Nouvelle revue française ampî estratti delle sue opere. Fin dagli anni liceali frequentò assiduamente i salotti dell’alta borghesia e dell’aristocrazia parigina, di cui avrebbe poi stigmatizzato lo snobismo, e nell’affaire Dreyfus si schierò in favore della tesi innocentista. Fu intimamente legato al musicista R. Hahn e allo scrittore R. de Montesquiou. Insieme a B. de Fénelon nel 1902 fece un viaggio in Belgio e in Olanda (l’unico altro viaggio fu quello con la madre a Venezia, nel 1900). Dopo la morte del padre (1903) e soprattutto della madre (1905) si dedicò interamente alla stesura della sua opera, in un progressivo isolamento che lo portò a tappezzare di sughero la sua stanza nell’appartamento di boulevard Hausmann dove si trasferì nel 1906, assistito negli ultimi anni dall’autista Alfredo Agostinelli e, dopo la morte di questo, dalla fedele governante Céleste Albaret. L’unico, immenso romanzo che scrisse, dopo varî tentativi, a partire dal 1909 fino all’anno della morte, s’intitola À la recherche du temps perdu e consta di sette parti intimamente legate: la prima, Du côté de chez Swann, uscì nel 1913 a spese dell’autore da Grasset, dopo che il parere negativo di A. Gide ne impedì la pubblicazione presso Gallimard; seguirono (questa volta da Gallimard) À l’ombre des jeunes filles en fleur (1918), che ottenne il premio Goncourt, Le côté de Guermantes (2 voll., 1920-21), Sodome et Gomorrhe (3 voll., 1921-22). Postume apparvero le ultime tre parti: La prisonnière (1923), Albertine disparue (1925, chiamata anche La fugitive) e Le temps retrouvé (1927). Fondata su un impianto autobiografico, l’opera, la cui struttura ciclica richiama quella della Comédie humaine di Balzac e della Tetralogia di Wagner, è un grandioso affresco della società francese all’inizio del secolo, del suo linguaggio, delle sue passioni e delle sue leggi; allo stesso tempo è la storia di una vocazione artistica che si realizza dopo una lunga esperienza di tempo “perduto”, tempo che nell’arte è possibile ritrovare, cioè rivivere nella sua verità. In contrasto con il canone dell’oggettività del realismo, la narrazione, dietro la quale è percepibile la lezione di Chateaubriand, di Nerval, di Baudelaire ma anche l’influsso degli studî della psicologia del tempo sulle “intermittenze” della memoria, si dispiega attraverso il punto di vista soggettivo di un narratore protagonista, a partire da un evento fortuito: un sapore “ritrovato” nel gustare una madeleine risveglia la memoria facendo inaspettatamente riaffiorare alla coscienza tutto un mondo dimenticato. Il racconto, che adotta la forma del monologo interiore e si sviluppa attraverso frasi lunghe, ricche di subordinate, ruota intorno a diversi poli ideologici: si va dalla critica ad ogni mito, amoroso o mondano, che tende a cristallizzarsi in idolo, alla prefigurazione di un bello in sé, a un discorso sull’omosessualità che fornisce lo spunto a una più vasta meditazione sulla condizione di vittima e di carnefice in cui precipita chiunque contragga un rapporto affettivo. Intrisa di un senso drammatico dell’esistenza, ma sorretta da un’ironia che diviene fervido umore narrativo, la Recherche trascende il clima decadente, che pure la sostanzia, per collocarsi agli apici dell’esperienza letteraria del sec. 20°. Il momento irrazionale (la memoria involontaria che nel contatto fra due sensazioni, l’una presente, l’altra passata, scopre la loro essenza comune e fa ritrovare il tempo perduto) è solo la prima tappa nel cammino verso l’arte, che si raggiunge nel completo dispendio esistenziale, di ragione oltre che di forze inconscie, poiché solo la ragione sa stabilire i nessi, creando un discorso narrativo. Tale poetica è frutto di un lungo travaglio critico che preparò lentamente la scrittura del romanzo. Dopo Les plaisirs et les jours, una raccolta di racconti che uscì nel 1896 con una prefazione di A. France, P. redasse il primo abbozzo della Recherche. Il lavoro lo occupò dal 1895 al 1899; ne venne fuori un grosso manoscritto (pubbl. post. nel 1952 col titolo Jean Santeuil; trad. it. 1953), rimasto incompiuto. Alla scoperta di quello che chiamò il suo “metodo”, P. fu avviato dai successivi studî sull’estetica di J. Ruskin, di cui tradusse The Bible of Amiens (1904), aggiungendovi un’importante introduzione, e Sesame and lilies (1906). Frattanto svolgeva un tipo di esercizio letterario al quale si era dedicato fin da ragazzo, il “pastiche”, sorta di parodia dello stile di scrittori famosi (pubblicò nel 1919 Pastiches et mélanges), e tra il 1908 e il 1909 scriveva il Contre Sainte-Beuve (post., 1954), in cui accusava il critico d’aver confuso l’io biografico e mondano degli artisti con il loro io profondo, che solo crea l’opera d’arte. Altri testi sono stati pubblicati postumi (Chronique, 1927; Textes retrouvés, 1968), incluse le numerose corrispondenze. La critica proustiana, sterminata, è assai varia: si va dai tentativi di sintesi (G. Cattaui, R. Fernandez, H. Bonnet, G. D. Painter) all’analisi di aspetti particolari, come lo stile (L. Spitzer), la morale e la filosofia (G. Bataille, M. Blanchot), la struttura del racconto (J. Rousset) o il linguaggio (R. Barthes). G. Deleuze, proponendo un’analisi semiologica del romanzo, sembra aver fornito una chiave per coglierne la natura infinitamente allusiva. Alla grande fortuna di P. hanno contribuito in misura rilevante gli studiosi italiani (G. Macchia, G. Debenedetti, G. Natoli, G. Contini). Alla prima traduzione italiana della Recherche (7 voll., 1946-51) hanno collaborato N. Ginzburg, G. Caproni, F. Fortini, ecc. Una nuova traduzione (4 voll., 1983-93), con note di A. Beretta Anguissola e D. Galateria, si deve a G. Raboni.[ Enciclopedia Treccani]

Il circolo di lettura della Voce della Luna propone un incontro sulla letteratura gotica

Alessandria, 9/11/2022 L’Associazione di cultura cinematografica e umanistica La Voce della Luna organizza per sabato 12 novembre, alle ore 17, presso la Sala Biblioteca della Soms del Cristo (C.so Acqui 158, Alessandria), un nuovo appuntamento con il Circolo di lettura, tra suggestioni letterarie e cinematografiche. Tema dell’incontro la letteratura gotica. La partecipazione è gratuita, con tesseramento alla Voce della Luna (costo della tessera euro 10, validità annuale, offre sconti sulle attività associative e presso la libreria Ubik di C.so Roma 88, Alessandria). Per info e adesioni: lavoce@dellaluna@virgilio.it; FB: VoceLuna