L’amore è il sentimento più celebrato nelle canzoni e nelle poesie di tutto il mondo. Ma non bisogna negare che a Napoli tutto ha un sapore diverso. Complici, forse, i bellissimi panorami e gli angoli suggestivi che la rendono una delle città più romantiche del globo.
Si t”o sapesse dicere
Ah… si putesse dicere chello c’ ‘o core dice; quanto sarria felice si t’ ‘o sapesse dì! E si putisse sèntere chello c’ ‘o core sente, dicisse: “Eternamente voglio restà cu te!” Ma ‘o core sape scrivere? ‘O core è analfabeta, è comm’a nu pùeta ca nun sape cantà. Se mbroglia… sposta ‘e vvirgule… nu punto ammirativo… mette nu congiuntivo addò nun nce ‘adda stà… E tu c’ ‘o staje a ssèntere te mbruoglie appriess’ a isso, comme succede spisso… E addio Felicità!
(Eduardo de Filippo)
*E qual’è la voce più rappresentativa della letteratura in dialetto napoletano, il grande Eduardo. Lui scriveva che la poesia gli serviva a concentrarsi per superare eventuali ostacoli lungo il percorso della stesura delle sue opere teatrali ” ma a poco a poco ci ho preso gusto anche indipendentemente dalle commedie…” E direi con meravigliosi risultati, questa poesia è un capolavoro di sentimenti in versi, lascia senza parole come il cuore che spesso non si sa esprimere quando è sopraffatto dall’amore , è analfabeto, come un poeta ca’ nun sape cantà
Nel profondo buio ieri notte; ho deciso non cercarti; i miei occhi sono fragili al tuo spiccare possente.
La tua presenza fa troppo male… al contempo quando perdo la tua luce, precipito a sciagurata velocità.
So che sei lì, dietro a mille rami di fitti alberi che la brezza, portata dal mare smuove, intravedendo la tua aurea incandescente.
Sei più luminoso che mai… ti ostini a restare fin troppo lontano per riuscire ad accarezzare i tuoi contorni.
Le rose invecchiate non riesco a vedere nel manto nero che copre la mia testa eppure; sono lì anche esse, una blandizia rassererenebbero il loro per tornare nello splendore e le sue spine ancora una volta mi incidono.
Plenilunio foto da sky24
Astro; che sei mio compagno nelle notti fredde e quelle calde dove mi trovo nuda nel pensiero.
Nell’anniversario della sua nascita, Buona Serata con Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), poeta, diplomatico e politico cileno, premio Nobel per la letteratura nel 1971:
NON INCOLPARE NESSUNO
Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuiscilo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
Le parole sono solo parole, verba volant, facta manent. Per quanto possano essere belle e travolgenti si dimostrano solo attraverso i fatti. Altrimenti rimangono vuote, senza senso. Per quanto si possa fare, le parole coinvolgono e noi tendenzialmente se ne siamo sommersi tendiamo a credere che possano diventare fatti. Noi essere umani impariamo a fidarci delle parole anche quando non dovremmo farlo, una parte di noi cede, si apre una fessura che alla fine diventa una ferita grave, si rimarginerà con il tempo, tanto tempo. Allora bandiamo le parole senza fatti, le parole che ci fanno soffrire, che ci illudono. Le parole distruggono, ti annientano, tu sei stato ad ascoltarle e pensi tutto cambia, tutto può cambiare. Poi realizzi che non è così, quelle parole che hanno portato scompiglio ora lasciano macerie e distruzione. Puoi promettere del pane a chi non ce l’ha? Il povero aspetta il pane perché l hai promesso e muore di fame nell’attesa. Ogni parola ha una conseguenza, le parole non si pronunciano a caso, chi ci rimette è il più debole, perché è il più debole che ha bisogno. Un povero mendicante che da peso alle parole e pensa che possa accadere il miracolo. Le parole non fanno i miracoli, i miracoli sono i fatti. Molti pronunciano parole bellissime, sconvolgono vite con le loro parole ma, alla fine hanno paura, si tirano indietro. Le parole esprimono emozioni ma, che emozioni possono essere se rimangono vuote e poi feroci! . Le parole danno l’illusione di poter cambiare verità pronunciate, non è così. La realtà si scontra con le parole, le parole perdono lasciano solo dolore. Iris G. DM di Marina Donnarumma
Da bambina mi dicevano fai piano parla piano, fai silenzio, non far rumore. Sono cresciuta e ancora continuo a fare silenzio, forse troppo perché ho paura di non essere ascoltata o disturbare. Ho imparato a nascondermi da me stessa, ho lasciato camminare le mie paure, le mie incertezze, sono diventata madre con la paura di non essere adatta a farlo, sono stata moglie con l’incapacità di esserlo raggomitolata nelle mie ansie, nelle mie angosce, nelle mie paure paralizzanti. Pensando di sbagliare di essere io a sbagliare ed . Ho rinchiuso il mio modo di essere sotto chiave, senza desideri per paura di averli, per paura di rinnegarli. La mia vita è stata all’insegna della mia paura della vita stessa. Un insegna pesante, gravosa che mi ha curvata, forgiata, come io non ero. Un fuoco sotto la cenere, una lava sotto un vulcano, una disperata ricerca dell’amore che ti porta ad essere serva e servile. Pensare che amare è essere serva per accontentare ed essere gratificata.. Vivere nel concetto sbagliato che se vuoi essere amata devi accontentare per essere accontentata. Stravolgere il senso dell’amore , i tuoi sensi per placarsi ed essere sottomessa, perché deve essere così, diverso non può essere. Incateni la tua vivacità, la tua voglia di essere senza inibizioni, pregiudizi, subisci ricatti morali per un mutismo, ti senti in colpa per ogni cattivo umore che ti circonda e cerchi di mitigare con parole che non senti pur di non sentire quell’aria opprimente, pesante che ti circonda e ti fa sentire male, vorresti fuggire, certe volte le porte aperte sono più chiuse delle prigioni. Certe volte hai catene pesanti senza averle attaccate alle caviglie, perché c’è chi ti fa sentire in colpa, inadatta, incerta. Vorresti fuggire da quella cupa prigione, certe volte anche morire ma c’è sempre qualcosa che ti salva. Il tempo passa, tutta la vita insopportabile, non sei mai pronta per essere te stessa, ti vergogni di esserlo, non osi C’è sempre qualcuno che ti dice, fai silenzio, non far rumore, sei ridicola, sei vecchia, potevi farlo prima, potevi dirlo prima. Ma prima non eri pronta, non eri pronta a sfondare i tuoi silenzi e rimetterti in gioco. Ognuno di noi ha bisogno del suo tempo e non sai quanto tempo passerà per diventare quello che veramente sei e quando succede non è facile, non sarà mai facile ma, non permetterai più a nessuno di dirti, fai piano, non far rumore, fai silenzio. Non dirai, non risponderai ma farai rumore e allora comincerà la tua vita, la mia vita. Iris G. DM
Quali parole possono cambiare la tua vita? Quali azioni possono cambiare il destino? ma esiste il destino?pensare al destino è come avere una vita già segnata, nel senso che non puoi cambiare. Nascere, vivere,amare, morire non avrebbe più significato. Io ho immaginato la mia vita come un bocciolo di rosa, petali stretti su sogni e speranze. La rosa si apre, petali sviluppano la bellezza e il profumo, i petali poi cominciano ad appassire, cadono ad uno ,ad uno, è triste i petali ai tuoi piedi, i sogni ai tuoi piedi,le speranze ai tuoi piedi, l’amore ai tuoi piedi. Rimane il gambo verde pieno di spine che stringi forte perché la vita è stringere forte, con i denti per ogni passo che compi. Le spine ti feriscono, uno stelo verde sporco di sangue, però nonostante tutto. e’un gambo che puoi piantare , farà nuove radici, avrà nuove foglie e una nuova rosa. Nella vita non esiste il destino, esistiamo noi, padroni delle nostre scelte e non sempre. Vivere significa coraggio, la vita è un equilibrio fra vita e morte, ma le scelte dettate dall’amore sono le migliori. Amare vuol dire avere forza e coraggio, chi ama non sbaglia mai, chi ama dona senza ritorno, l’amore per amore. Semplice ,gratuito eppure così difficile! dovremmo conservare in noi quella freschezza dell’essere fanciulli, a un bambino basta l’amore, essere amati basta. L’amore basta a se stesso, un dono gratuito che fa felice la più infelice delle persone. Quale è la parola che ci fa felice? Amore semplicemente e dannatamente questo. Quali sono le azioni che fanno cambiare la vita? le azioni fatte con amore. Nella vita si cercano tante soluzioni ma le soluzioni sono dentro ognuno di noi, ce le abbiamo nel cuore. Se tutto ciò che facessimo fosse dettato dalla ragione del cuore ci sarebbe soluzione per ogni cosa. La sofferenza è mancanza d’amore, il dolore è mancanza d’amore, la povertà è mancanza d’amore ,le guerre sono mancanza d’amore .Non è che l’amore risolve tutto, ma risolve tutto, tutto ciò che viene fatto con amore. Allora ogni volta avremo una rosa da piantare, con amore. Iris G.DM di Marina Donnarumma
…per poter essere sereni forse e’ anche necessario imparare…ogni giorno…a dimenticare qualcosa…!!!…alle volte e’ necessario rinunciare a qualcosa del passato per entrare nel futuro…quando si decide che le cose cambino…beh è necessario che altro non si imbarchi con noi e non condivida la nostra rotta…!!!
…ci saranno altri con i quali potremo guardarci negli occhi… e anche guardare insieme verso lo stesso orizzonte…giocare ad accettare e a restituire…perche’ il vero equlibrio e’ nella reciprocita’…!!!
Buon fine settimana e…buona navigazione…!!!
…there will be others with whom we will be able to look each other in the eyes…and also look together towards the same horizon…play to accept and to give back…because the real balance is in reciprocity…!!!
…in un momento libero…tra un turno e l’altro su questo immenso scoglio da quest’altro lato di Mare Adriatico…ti fermi ad osservare cio’ che appartiene al tuo oggi…e rifletti su cio’ che oramai hai consegnato al tuo ieri…anzi molto piu’ che ieri… !!!
…e non puoi fare a meno di chiederti…perche’…abitualmente…si chieda sempre la giustificazione per talune assenze e…raramente… anzi quasi mai la motivazione di certe presenze…!!!
Vabbe’…poi…fatte le dovute differenze… capita anche che si impari a farlo…!!!
…io credo che si debba imparare a farlo…ed in alcuni casi anche senza far passare troppo tempo…!!!
Del resto la cosa essenziale e’ l’essere consapevoli che il tutto non e’ altro che un incastro tra un’assenza e l’altra…!!!
Buona navigazione…!!!
…in a free moment…between one turn and another on this immense rock on this other side of the Adriatic Sea…you stop to observe what belongs to your today…and reflect on what you have now delivered to your yesterday…indeed much more than yesterday… !!!
…and you ask yourself…why…usually…always ask for the justification for certain absences and… rarely… indeed almost never the motivation of certain attendance…!!!
…I believe that we must learn to do it…and in some cases even without letting too much time pass…!!!
After all…the essential thing is to be aware that everything is nothing more than a joint between one absence and another…!!!
Vi tengo aggiornati/e e vi dico che abbiamo deciso la data per dare il via al percorso di Mindfulness con i Tarocchi. Si è già radunato un piccolo gruppo di appassionati alla pratica meditativa condotta da me. Wow! Sono contentissima! È così rigenerante, rivitalizzante anche per chi conduce… non vedo l’ora! Martedì 27 settembre 2022 si parte! 22, sì, 22 incontri, 1 ora e poco più di lavoro online dalle 21 alle 22,15, ogni martedì per 22 settimane. Un viaggio pazzesco tra le immagini degli arcani maggiori, in un modo che proprio non vi potete immaginare se non lo sperimentate in prima persona. Per chi si iscriverà entro fine agosto, sconto speciale. Che poi, si sappia, il costo è davvero popolare. Fatevi vivi/e! Info dettagliate: tarotfulness@gmail.com | tarotdramma@gmail.com | 3332544620
“Sua è la testa sopra la quale tutti i confini del mondo sono giunti, e le palpebre sono un poco stanche.”
Della bellezza “lavorata dall’interno” di una Monnalisa è Walter Horatio Pater a scrivere, vivificando il “sedimento, depositato cellula per cellula, di strani pensieri e fantastici sogni, e passioni squisite.”
E ancora: “Lei, più vecchia delle rocce tra le quali siede; come il vampiro è stata morta tante volte, ha imparato i segreti del sepolcro; ed è stata un palombaro in mari profondi, e porta i loro giorni perduti con sé.”
Così come la nostra Papessa cova tra le rughe del volto e tra le righe del suo libro una Grande Opera in fieri, anche la Gioconda in quel sorriso storto porta trame di saggezza, le bozze della Storia, il filo della tela di Penelope, il seme di una pianta, la scintilla del fuoco vitale, lo spermatozoo del Tempo. Si fa Spazio, si fa Vaso, la Papessa-Monnalisa, per accogliere nel ventre gravido – utero in Anima Mundi – il senso del futuro da rinnovare a partire dal passato.
*
Un viaggio nei 22 articoli della rubrica che ho curato per 22 mesi.
Da dove arrivano i 22 passaggi di questa danza immaginale?
“Volendo datare un oggetto in una forma ben definita” scrive ancora Berti “si può dire con assoluta certezza che i Tarocchi nacquero nell’Italia del Nord nei primi decenni del Quattrocento. Erano un raffinato gioco di Corte, perché quelle immagini evocavano pensieri lontani dalla gente del popolo. Ben presto divennero un gioco d’azzardo e tuttavia i giuristi lo definivano in modo ambiguo dato che nel gioco dei Tarocchi si può vincere anche con pessime carte… come in guerra”.
Dal Bagatto al Mondo per raggiungere il Matto. E ritorno. Procederemo passo per passo, stanza per stanza nella Casa dei Tarocchi.
Ti noto pedalando, dolce hibiscus giallo oro, giallo raggio allo Zenith, giallo melone. Ti noto pedalando, mi fermo innamorata di te e dei tuoi cugini rossi, fucsia e più pallidi. Di te ricordo i colori e una bambina che nel Gargano camminava lenta per ammirare la tua bellezza fugace, perché la bellezza scappa sempre via veloce.
Ma se tu cammini piano piano.
Se vai al ritmo del respiro
la bellezza cambia forma e moto.
La bellezza brilla sola e indifferente
all’arrancare umano per un posto
da ammirare – all’insopportabile
odiosa mantide metallica
competizione che vuole essere
tra i fiori la più splendente.
VBM | luglio 2022
°
In Europa l’ibisco simboleggia la “bellezza delicata e fugace” – per la durata breve del suo fiore – e il suo significato origina dall’era vittoriana (1837-1901). <giardinaggio.it>
Per non entrare con le formiche in un rapporto di guerra tra specie, ho tentato con il bicarbonato sulla soglia, eccetera. Le formiche sono padrone dei giardini tanto quanto lo siamo noi, le api, le farfalle. Esistono prodotti chimici che devastano interi formicai. Come se una specie di giganti facesse fuori la città di Milano perché un gruppo di milanesi ha occupato la loro cucina, come se una famiglia di troll annichilisse Roma, Napoli, New York. Perché diamo fastidio. Ecco.
A casa mia esistono post-it accanto alla finestra con la scritta “Attenti al ragnetto”, per dire.
La soluzione per ora è questa: poiché le formiche ne sono ghiotte, così come i merli, le tortore, i ricci, ma che diavolo mettono dentro il cibo dei gatti?, posiziono una ciotola di residui di Gourmet sotto l’albero di limoni dove c’è la loro metropoli.
Dati biografici. Geovanne Jeremías Roa Müller. 11 anni. Conosciuto come il “PRODIGIO ARGENTINO” e “L’ambasciatore della musica argentina” Cantante e arpista Formoseño. Vincitore del gala 19 al teatro di Broadway. Finalista in Federal Talents Ha ricevuto il “Premio Sol de Formosa” nella Rivelazione per bambini dell’anno 2021″ Vincitore di un Concorso Provinciale di Formosa. Categoria bambini “Il valore della tua voce”, 1a edizione. 2020. Nasce a Formosa l’8 settembre 2010. Il suo background accademico è molto vario: Genere musicale: Folklore, Chamamé, Rancheras, testi, ballate, opere. • Studi applicati: Portabandiera di 5a elementare e attualmente in 6a elementare. All’Istituto di Belle Arti Laboratorio vocale 4° anno. I. S. A. 3° anno di Arpa in “Forming Arpeggi” Teatro della Città” 3° anno di Pianoforte all’I.S.A. Corso intensivo di lirica e opera a Buenos Aires. Corsi di teatro a Buenos Aires • Virtù: Dedicato, socievole e di buon cuore. Social networks :
Instagram: @geovanneroa
Facebook: Geovanne Roa Müller
Biodata. Geovanne Jeremías Roa Müller. 11 años. Conocido como el “PRODIGIO ARGENTINO ” y “El Embajador de la música Argentina” Cantante y Arpista Formoseño. Ganador de la gala 19 en el teatro Broadway. Finalista en Talentos Federales Recibió el “Premio Sol de Formosa” en Revelación Infantil del año 2021″ Ganador de un Concurso Provincial de Formosa. ” El valor de tu voz ” categoría infantil, 1° Edición. 2020. Nació en Formosa el 8 de septiembre de 2010. Su formación académica es muy variada: Género musical: Folclore, Chamamé, Rancheras, líricas, baladas, óperas. •Estudios realizados: Abanderado del 5° grado y actualmente en 6° grado. En el Instituto de Bellas Artes 4° año Taller Vocal. I.S.A. 3° año de Arpa en ” Formar Arpegios” Teatro de La Ciudad” 3° año de Piano en I.S.A. Curso intensivo de lirico y ópera en Buenos Aires. Clases de Teatro en Buenos Aires • Virtudes: Dedicado, Sociable y de Buen corazón. Redes sociales:
La piuma si posò lenta sullo specchio d’acqua, aveva in sé la leggerezza di un pensiero gentile. La farfalla ebbe appena la forza, nel suo ultimo volo, di adagiarsi sul tremulo appiglio. Sincronicità in bilico nella fugacità di un istante.
“Solo questo domando: esserti sempre, per quanto tu mi sei cara, leggero” (G. Raboni, Canzonette mortali 1981-83)
inscatolare tutte le pratiche? congelare i respiri?
è tempo ora di gettare vuoto nel vuoto come sale su ferita che non chiude
e questa vita fermaglio di passaggi erranti sbagliati sbaragliati adesso in fuga
si slegano i dettagli nella mente vagano dentro la dispensa di assurdi quotidiani (in amore) perdono parola acquistano in ululato
e le insonnie di queste vigilie (come sta fermo un ti amo!) a contare il tempo con un pallottoliere perché sia colorato a riaccogliere il vuoto a riempire di per sempre l’ attimo
Audre Lorde, poeta, militante e pensatrice, è una figura che segna la sua epoca e i decenni successivi, impronta l’azione politica di molte donne, suscita risvegli di coscienza, lascia una traccia profonda nel pensiero femminista.
Audre Lorde, nata Audrey Geraldine Lorde (New York, 18 febbraio 1934 – Saint Croix, 17 novembre 1992), è stata una poetessa e scrittrice statunitense.Il 18 febbraio 1934 nacque ad Harlem, New York, l’ultima delle tre figlie femmine di Linda Gertrude Belmar e Frederick Byron Lorde, entrambi di origine caraibica. Fin da piccola Audre manifesta una personalità forte e sensibile, e matura quella precoce coscienza di outsider che sarà una sua enorme risorsa nella vita. Frequentò le scuole parrocchiali di Harlem, si diplomò alla Hunter High School nel 1951 e s’iscrisse allo Hunter College quello stesso anno. A causa di un soggiorno in Messico e degli anni di stallo economico e finanziario, Lorde si laureò solo nel 1959 presso lo Hunter College e quello stesso anno iniziò il master in Amministrazione Libraria alla Columbia University, lavorando contemporaneamente, per finanziarsi gli studi. Una volta completati, trovò lavoro come bibliotecaria all’interno del sistema pubblico delle biblioteche della città di New York. A ventisette anni sposa Edwin Rollins, bianco laureato in legge e gay. Nascono da loro due figli, Elisabeth e Jonathan, senza per questo che Audre rinunci alla sua omosessualità, che sempre più le appare come la sua autentica scelta di vita. Gli anni 1968-70 vedono svolte fondamentali, con la pubblicazione del primo libro di poesie, la scoperta della vocazione di insegnante (insegnerà al City College e allo Hunter College di New York), la separazione dal marito e la scelta di convivere e crescere i suoi figli insieme a una donna, il precisarsi dell’impegno nei movimenti femminista e nero. Nel 1977 comincia la battaglia di Lorde contro il cancro, che avrà termine con la sua morte nel 1992. La malattia si rivela un reagente di immensa forza per accelerare e coagulare il suo pensiero. È in questo periodo che la sua voce pubblica raggiunge la sua massima diffusione, e lei stessa diventa figura amatissima, maieutica e quasi mitica nel movimento femminista e nero, grazie al suo impegno comunitario e ai suoi interventi in numerosi convegni e manifestazioni. Lorde continua con vigore e intensità il lavoro poetico, che comprende una decina di raccolte e le vale ampi riconoscimenti, fino a ottenere il titolo di “Poeta dello Stato di New York” nel 1991. Scrive, viaggia, conduce conferenze, stringe rapporti internazionali. Il mondo di Audre Lorde è vasto e variegato, abbraccia tutto il globo: come delegata culturale e femminista è stata in Russia nel 1976, poi in Nigeria, a Cuba, in Nuova Zelanda e Australia, ovviamente più volte nei Caraibi e a Berlino; Visse gli ultimi anni della sua vita sull’isola di Saint Croix, nell’arcipelago delle Isole Vergini americane, in compagnia della scrittrice e accademica femminista nera, Gloria I. Joseph. Morì il 17 novembre 1992. From a Land Where Other People Live, il suo terzo volume di poesie pubblicato nel 1973, vinse numerosi premi e ottenne il National Book Award. In questo testo affronta tematiche riguardanti sia l’identità, che le tematiche universali del mondo femminile. In Burst of Light (1989), una collezione di saggi che vinse l’American Book Awards descrisse la sua ultima battaglia contro il cancro.
Litania per la sopravvivenza
Per quelle di noi che vivono sul margine ritte sull’orlo costante della decisione cruciali e sole per quelle di noi che non possono lasciarsi andare ai sogni passeggeri della scelta che amano sulle soglie mentre vanno e vengono nelle ore fra un’alba e l’altra guardando dentro e fuori e prima e poi allo stesso tempo cercando un adesso che dia vita a futuri come pane nelle bocche dei nostri figli perché i loro sogni non riflettano la fine dei nostri;
Per quelle di noi che sono state marchiate dalla paura come una ruga leggera al centro delle nostre fronti imparando ad aver paura con il latte di nostra madre perché con questa arma questa illusione di poter essere al sicuro quelli dai piedi pesanti speravano di zittirci Per tutte noi questo istante e questo trionfo Non era previsto che noi sopravvivessimo.
E quando il sole sorge abbiamo paura che forse non resterà quando il sole tramonta abbiamo paura che forse non sorgerà domattina quando abbiamo la pancia vuota abbiamo paura di non poter più mangiare quando siamo amate abbiamo paura che l’amore svanirà quando siamo sole abbiamo paura che l’amore non tornerà e quando parliamo abbiamo paura che le nostre parole non verranno udite o ben accolte ma quando stiamo zitte anche allora abbiamo paura
Perciò è meglio parlare ricordando non era previsto che sopravvivessimo.
*Non era previsto che sopravvivessimo. Anafora forte che si ripete appunto come una litania. Versi incisivi come la personalità di questa grande poetessa. Che meravigliosa categoria le poetesse nella storia che hanno fatto valere la loro voce forse più dei colleghi maschi perché più motivate e agguerrite. Donne che hanno gridato forte per quelle ai margini, sole, impaurite, sempre in bilico. Quelle che devono lottare per tutto senza sicurezze senza sapere se avranno un domani.