Audre Lorde, femminista e poetessa statunitense che ha segnato un’epoca

Audre Lorde, poeta, militante e pensatrice, è una figura che segna la sua epoca e i decenni successivi, impronta l’azione politica di molte donne, suscita risvegli di coscienza, lascia una traccia profonda nel pensiero femminista.

Audre Lorde, nata Audrey Geraldine Lorde (New York, 18 febbraio 1934 – Saint Croix, 17 novembre 1992), è stata una poetessa e scrittrice statunitense.Il 18 febbraio 1934 nacque ad Harlem, New York, l’ultima delle tre figlie femmine di Linda Gertrude Belmar e Frederick Byron Lorde, entrambi di origine caraibica. Fin da piccola Audre manifesta una personalità forte e sensibile, e matura quella precoce coscienza di outsider che sarà una sua enorme risorsa nella vita. Frequentò le scuole parrocchiali di Harlem, si diplomò alla Hunter High School nel 1951 e s’iscrisse allo Hunter College quello stesso anno. A causa di un soggiorno in Messico e degli anni di stallo economico e finanziario, Lorde si laureò solo nel 1959 presso lo Hunter College e quello stesso anno iniziò il master in Amministrazione Libraria alla Columbia University, lavorando contemporaneamente, per finanziarsi gli studi. Una volta completati, trovò lavoro come bibliotecaria all’interno del sistema pubblico delle biblioteche della città di New York. A ventisette anni sposa Edwin Rollins, bianco laureato in legge e gay. Nascono da loro due figli, Elisabeth e Jonathan, senza per questo che Audre rinunci alla sua omosessualità, che sempre più le appare come la sua autentica scelta di vita. Gli anni 1968-70 vedono svolte fondamentali, con la pubblicazione del primo libro di poesie, la scoperta della vocazione di insegnante (insegnerà al City College e allo Hunter College di New York), la separazione dal marito e la scelta di convivere e crescere i suoi figli insieme a una donna, il precisarsi dell’impegno nei movimenti femminista e nero. Nel 1977 comincia la battaglia di Lorde contro il cancro, che avrà termine con la sua morte nel 1992. La malattia si rivela un reagente di immensa forza per accelerare e coagulare il suo pensiero. È in questo periodo che la sua voce pubblica raggiunge la sua massima diffusione, e lei stessa diventa figura amatissima, maieutica e quasi mitica nel movimento femminista e nero, grazie al suo impegno comunitario e ai suoi interventi in numerosi convegni e manifestazioni. Lorde continua con vigore e intensità il lavoro poetico, che comprende una decina di raccolte e le vale ampi riconoscimenti, fino a ottenere il titolo di “Poeta dello Stato di New York” nel 1991. Scrive, viaggia, conduce conferenze, stringe rapporti internazionali. Il mondo di Audre Lorde è vasto e variegato, abbraccia tutto il globo: come delegata culturale e femminista è stata in Russia nel 1976, poi in Nigeria, a Cuba, in Nuova Zelanda e Australia, ovviamente più volte nei Caraibi e a Berlino; Visse gli ultimi anni della sua vita sull’isola di Saint Croix, nell’arcipelago delle Isole Vergini americane, in compagnia della scrittrice e accademica femminista nera, Gloria I. Joseph. Morì il 17 novembre 1992.
From a Land Where Other People Live, il suo terzo volume di poesie pubblicato nel 1973, vinse numerosi premi e ottenne il National Book Award. In questo testo affronta tematiche riguardanti sia l’identità, che le tematiche universali del mondo femminile. In Burst of Light (1989), una collezione di saggi che vinse l’American Book Awards descrisse la sua ultima battaglia contro il cancro.

Litania per la sopravvivenza

Per quelle di noi che vivono sul margine
ritte sull’orlo costante della decisione
cruciali e sole
per quelle di noi che non possono lasciarsi andare
ai sogni passeggeri della scelta
che amano sulle soglie mentre vanno e vengono
nelle ore fra un’alba e l’altra
guardando dentro e fuori
e prima e poi allo stesso tempo
cercando un adesso che dia vita
a futuri
come pane nelle bocche dei nostri figli
perché i loro sogni non riflettano
la fine dei nostri;

Per quelle di noi
che sono state marchiate dalla paura
come una ruga leggera al centro delle nostre fronti
imparando ad aver paura con il latte di nostra madre
perché con questa arma
questa illusione di poter essere al sicuro
quelli dai piedi pesanti speravano di zittirci
Per tutte noi
questo istante e questo trionfo
Non era previsto che noi sopravvivessimo.

E quando il sole sorge abbiamo paura
che forse non resterà
quando il sole tramonta abbiamo paura
che forse non sorgerà domattina
quando abbiamo la pancia vuota abbiamo paura
di non poter più mangiare
quando siamo amate abbiamo paura
che l’amore svanirà
quando siamo sole abbiamo paura
che l’amore non tornerà
e quando parliamo abbiamo paura
che le nostre parole non verranno udite
o ben accolte
ma quando stiamo zitte
anche allora abbiamo paura

Perciò è meglio parlare
ricordando
non era previsto che sopravvivessimo.

*Non era previsto che sopravvivessimo. Anafora forte che si ripete appunto come una litania. Versi incisivi come la personalità di questa grande poetessa. Che meravigliosa categoria le poetesse nella storia che hanno fatto valere la loro voce forse più dei colleghi maschi perché più motivate e agguerrite. Donne che hanno gridato forte per quelle ai margini, sole, impaurite, sempre in bilico. Quelle che devono lottare per tutto senza sicurezze senza sapere se avranno un domani.

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