cane amico di sempre,di Stefano Polo

Cane amico di sempre

ogni tuo guaito è un tocco al cuore

amico mio tu mi scodinzoli

con ingenuo candore

dai solo amore

e coi tuoi occhi profondi

quando mi guardi

tocchi il mio animo

come se fossero dolci carezze.

Caro amico a quattro zampe

il tuo scodinzolare è il tuo modo

di amare…

Con me ti vorrei portare

quando da te mi devo allontanare…

Una casa ti vorrei trovare

per saperti finalmente felice…

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la poesia, di Stefano Polo

a poesia è come un soffio di vento

che accarezza i nostri pensieri

più profondi

è soffiare il polline di un fiore

che accarezza dolcemente il cuore

un soffice rumore

dentro l’ anima della nostra vita

un palpito dell’ animo

che accompagna i nostri sogni

e ci culla d’ amore…

I nostri sensi ci alleviano ogni dolore

e ci rimane in mano un soffio di poesia

che leggero il nostro pensiero porta via…

Poesia d’oltreoceano con Suor Aracelly Díaz

Aracelly Díaz – poetessa suora

Aracelly Díaz, è una scrittrice, poetessa e suora nicaraguense nata a Matagalpa, Nicaragua, il 17 febbraio 2001. All’età di 15 anni è entrata in convento nella Congregazione delle Suore Francescane Pellegrine a San Rafael del Norte, Jinotega. Ha iniziato il noviziato il 6 luglio 2018, terminando l’anno canonico, ha emesso i voti temporanei il 6 luglio 2019. Sin da bambina, la poesia l’ha turbata. Quando era una studentessa delle elementari e delle secondarie, si è sempre distinta nella recitazione di poesie di Rubén Darío. In giovane età scopre che le piace scrivere poesie e da allora non ha smesso di farlo. Attualmente ha pubblicato un libro di poesie inedite intitolato ” Locuras de mi Soledad.”

  • Il silenzio della morte

Nel profondo silenzio
del mio essere,
a notte fonda
vedo che la mia anima è irrequieta.

Al chiaro di luna,
vedo ogni secondo
della mia esistenza che svanisce.
Corre, corre, mentre
i pensieri si incrociano
nel pauroso silenzio
della morte.

Quando sai
la vita dove va ?
ad un addio
che di solito è inevitabile.

E le speranze che nutriamo,
lo sforzo,
le lacrime che coprono i nostri volti
e le gocce di sangue che sgorgano dai nostri cuori.

La partita decisiva si avvicina
in un sereno pensiero della nostra
propria esistenza e una splendente speranza.

Quando passano i minuti
e le ore,
in un viaggio verso l’eternità,
dove va ogni anima
Troverai la tua vera verità.

  • Sguardo di poeta

Al soffio di un sospiro
quel poeta innamorato,
ha impresso su un foglio di papiro
la sua adorabile e fragile essenza.

In quella sacra
ed eterna dimora;
abitata dalla dolce
ed eterna compagnia,
si trovano pensieri gloriosi!
E quel poeta libero
pensatore nella penombra
e brillante nella luce del giorno,
scrive, scrive i tesori
che si nascondono nella sua anima.

È quella che nessuno
udì dalla sua voce;
e quella che solo la solitudine
era la sua stella magica
che avrebbe recitato i suoi versi.

È quel raggio di sole
sul vetro,
poeta nostalgico,
poeta speranzoso.
Beato poeta che il suo cuore imprime
sopra una roccia!

Traduzione poetica dall’idioma spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia
*

Síntesis biográfica de la autora:
Aracelly Díaz, es escritora, poeta y monja nicaragüense nació en Matagalpa, Nicaragua el 17 de febrero del 2001. A los 15 años ingresa al convento en la congregación de Hermanas Franciscanas peregrinas en San Rafael del Norte, Jinotega. Inició el noviciado el 06 de julio del 2018, terminando el año canónico, profesó sus votos temporales el 06 de julio del 2019. Desde que era niña le ha inquietado la poesía. Cuando era estudiante de primaria y secundaria se destacó siempre en la declamación de poemas de Rubén Darío. A su corta edad descubre que le gusta escribir poesía y desde entonces no ha parado de hacerlo y actualmente tiene un libro inédito de poesía titulado Locuras de mi Soledad.

El silencio de la muerte

En el profundo silencio
de mi ser,
en tardías horas de la noche
veo que mi alma inquieta está.

Bajo la luz de la luna,
veo que cada segundo
de mi existencia se esfuma.

Corre, corre, mientras
se cruzan pensamientos
del temible silencio
de la muerte.

Cuando sabes que
la vida se va ¿Hacia dónde?
hacia a una despedida
que suele ser inevitable.

Y las esperanzas que albergamos, los
esfuerzo,
las lagrimas que cubren nuestros rostro
y gotas de sangre que brotan de nuestro corazón.

Se acerca la partida decisiva
en un sereno pensar de nuestra
propia existencia, y una resplandeciente esperanza.

Cuando pasan los minutos
y corren las horas,
en un eterno viaje hacia la eternidad,
donde cada alma
encontrara su verdadera verdad.

Mirada de un poeta

Al soplo de un suspiro
aquel amante poeta,
impregna en una hoja de papiro
su adorable y frágil esencia.

En aquella sacra
y eterna morada;
habitada por la dulce
y tierna compañía,
¡se encuentra gloriosos pensamientos!
Y aquel libre poeta
pensador en la penumbra
y resplandeciente luz del día,
escribe, escribe los tesoros
que esconde en su alma.

Es aquel que nadie
su voz oía;
y que tan solo la soledad
fue su mágica estrella
que recitaría sus versos.

Es aquel rayo de sol
sobre el cristal ,
poeta de nostalgia
poeta que alberga esperanza.
¡Dichoso poeta que su corazón
sobre una roca imprime!

Aracelly Díaz

Poesia dal Nicaragua con Suor Aracelly Díaz

Niente di grave – Eugenio Montale

Da Frida la loka ( Lombardia)

Forse l’estate ha finito di vivere.
Si sono fatte rare anche le cicale.
Sentirne ancora una che scricchia è un tuffo nel sangue.
La crosta del mondo si chiude, com’era prevedibile se prelude a uno scoppio. Era improbabile anche l’uomo, si afferma.
Per la consolazione
di non so chi, lassù alla lotteria
è stato estratto il numero che non usciva mai.
Ma non ci sarà scoppio. Basta il peggio
che è infinito per natura mentre
il meglio dura poco. La sibilla trimurtica
esorcizza la Moira insufflando
vita nei nati-morti. È morto solo
chi pensa alle cicale. Se non se n’è avveduto
il torto è suo.

Tua.

27 settembre, 2022.

Dal blog personale

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Viaggio nella poesia italiana: Attilio Bertolucci

Salerno, ore 12:24

Link al mio blog : https://farfallelibereblog.blogspot.com/

Link a quest’articolo nel mio blog: https://farfallelibereblog.blogspot.com/2022/02/semplicita-e-bellezza-attilio-bertolucci.html

Assenza

Assenza,
più acuta presenza.

Vago pensiero di te
vaghi ricordi
turbano l’ora calma
e il dolce sole.

Dolente il petto
ti porta,
come una pietra
leggera.

Attilio Bertolucci è considerato uno dei più grandi poeti del Novecento italiano. Padre del grande regista Bernardo Bertolucci, nasce  nel 1911 a San Prospero Parmense in una famiglia di media borghesia agraria. Trascorre quindi la sua infanzia in campagna, prima nel podere di Antognano e successivamente in quello di Baccanelli. Comincia a scrivere poesie fin da quando ha sette anni, frequenta le classi ginnasiali al convitto nazionale Maria Luigia di Parma dove avrà la fortuna di avere come istitutore Cesare Zavattini. Incontro da cui cui nascerà una grande amicizia. Compiuti gli studi superiori s’iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma dove conseguirà, però, solo due esami. Si trasferisce a Bologna dove decide di iscriversi alla Facoltà di Lettere. Nel 1938 si laurea e si sposa con Ninetta Giovanardi, sua compagna di liceo con cui già da diversi anni ha una storia d’amore.

Sei stata la mia compagna di scuola

Sei stata mia compagna di scuola
ma hai un anno meno di me
abbiamo un bambino che va a scuola mi
sono innamorato di te…

Fingerò d’essere una tua scolara
che s’è innamorata di te
mi sono fatta una frangetta
per cenare fuori con te…

Cerchiamo una locanda piccina
nella città ma non c’è
inventiamola affacciata sul fiume 
che allevò me e te…

Di acqua nel fiume che è nostro
ce n’è e non ce n’è…
Inventerò un nuovo mese
ricco d’acqua per te…

Che si rifletta in me
nei miei occhi
china dalla veranda inverdita
sull’acqua che somiglia la vita
rubandomi e restituendomi a te

Negli anni ’40 insegna italiano e storia dell’arte presso il convitto Maria Luigia e collabora con la Gazzetta di Parma dove si occupa principalmente di cinema e arte. Nel 1951 si trasferisce a Roma dove grazie a Roberto Longhi collabora con la rivista Il Paragone.  Nel frattempo entra nel mondo del cinema, della radio e della televisione. Ottiene la  possibilità di collaborare ad  alcuni programmi Rai e  alla stesura di sceneggiature televisive. Sempre a Roma conosce Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini coi quali instaura un profondo rapporto di amicizia. Nel 1954 il presidente dell’Eni, Enrico Mattei lo invita a dirigere la rivista aziendale Il Gatto Selvatico, di cui Bertolucci sarà direttore fino al 1965. Negli anni a venire pubblicherà raccolte poetiche e romanzi, ma a causa dei suoi problemi di salute, la sua residenza a Roma si alterna con ritorni nella campagna parmense. Muore a Roma nel 2000.

Nessuno 

Io sono solo
Il fiume è grande e canta
Chi c’è di là?
Pesto gramigne bruciacchiate.

Tutte le ore sono uguali
Per chi cammina
Senza perché
Presso l’acqua che canta.

Non una barca
Solca i flutti grigi
Che come giganti placati
Passano davanti ai miei occhi
Cantando.
Nessuno.

La poetica di Bertolucci è una poetica semplice e complessa. La sua poesia si tuffa nella quotidianità della vita, nei gesti più semplici col fine di coglierne essenza e bellezza. Con un linguaggio molto semplice ci parla della città di Parma, della campagna, dell’amore, dei suoi affetti familiari, della solitudine. E’ un poeta anti novecentista. La sua poesia si ispira ai crepuscolari e a Pascoli, allo stesso tempo si propone come modello alternativo alla poesia ermetica di Ungaretti. Una poesia tendente al discorso narrativo. Un chiaro esempio in tal senso è il suo romanzo in versi La camera da letto, un viaggio autobiografico che passa attraverso paesaggi familiari e affetti. Tra le sue raccolte poetiche più famose ricordiamo Sirio (1929), Fuochi in novembre ( 1934), La capanna indiana (1951) Viaggio d’inverno (1971), La camera da letto Volume I (1984), La camera da letto Volume II (1988). Tra le opere in prosa ricordiamo Aritmie (1991)-

SPECIALI, di Silvia De Angelis

Sono davvero speciali, quelle persone che sembrano scolpite in noi. Talvolta ci sembra di intravederle in una via qualsiasi, altre volte le rapiamo con la mente, in sogni inverosimili, e senza senso, sperando di poter ancora essere abbracciati da quell’affetto indimenticabile……Evidentemente un filo indissolubile e un’affinità d’animo ci avvicina in modo incredibile a quegli esseri che incrociamo,  e che da quel momento ,fanno parte di noi….Non importa se trascorra un lungo lasso di tempo, l’immagine di quella persona sembra seguirci ovunque, anche se poi si vivono, in modo del tutto differente, i ricordi che la riguardano e la rendono unica, e insostituibile, nella nostra mente, che paia perdere di obiettività e razionalità in un contesto sentimentale molto coinvolgente.

Al contrario esistono persone, su cui ci siamo soffermati, nel cammino, che non hanno lasciato impronte di sorta, in noi, e forse, se ci capitasse di incontrarle, in una via qualsiasi, non saremmo in grado di riconoscerle o se ci sorgesse il dubbio d’un lontano ricordo, faremmo finta di nulla.

Indubbiamente esistono degli incredibili legami affettivi, a volte anche inspiegabili, con degli individui, e nella maggior parte dei casi, è il nostro istinto a guidarci, sin dall’inizio, ad una probabile vicinanza di

pensieri con una persona, o allontanarci da altra, che non risulterebbe per qualsiasi motivo vicina a noi.

@Silvia De Angelis

Una poesia di Dina Basso

Poeta contemporanea italiana di grande spessore

Avatar di almerighialmerighi

Dina Basso è nata nel 1988 ed è cresciuta a Scordia, in provincia di Catania. Con la sua opera prima, Uccalamma – Bocca dell’ anima (Le voci della Luna edizioni, 2010) ha vinto per la sezione “Autore Giovane” il premio Gozzano 2010 e la IX edizione del Premio D. M. Turoldo, sezione under 25.

Ricordati di prendere
la pastiglia per il cuore
ricordatene caro
potrei non arrivare
in tempo per il pasto
restare a festeggiare
all’hotel frontemare
coi militari sfatti
gli storpi e gli avvocati;
potrei addormentarmi
sul tavolo di marmo
a mo’ di resto umano,
restare imprigionata
nell’animo inventato:
chiamarti al mio soccorso
a cosa servirebbe?
non senti il terremoto
figurati un sussurro!
Ricordati soltanto
dell’aqcua alle mie piante
[stando fuori per un anno
potrebbero soffrirne]

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Ladra d’amore: La rinascita dopo lo stupro. L’avvincente romanzo di Carla Forte, finalista del Premio Cumani Quasimodo, sarà adottato nelle scuole

Ladra d’amore: La rinascita dopo lo stupro.

L’avvincente romanzo di Carla Forte, finalista del Premio Cumani Quasimodo, sarà adottato nelle scuole. Aletti Editore

Una splendida novità è legata al romanzo Ladra d’Amore di Carla Forte, uscito per i tipi di Aletti. Sul libro si sono accesi ancor più i riflettori in seguito alla presentazione dei mesi scorsi, organizzata dall’Associazione Pro Loco Fondi e patrocinata dal Comune di Fondi, presso Spazio Europa del Parlamento Europeo, a Roma. Dopo il palcoscenico europeo, alla presenza dell’onorevole Salvatore De Meo, con gli interventi di Diana Palomba Presidente Feminin Pluriel Italia, di Roberta Beolchi Presidente Associazione Edela e del giornalista Gaetano Orticelli, che ha moderato l’incontro, «il libro Ladra d’Amore è pronto ad entrare nelle scuole – si legge nella nota stampa dell’evento – in quanto strumento di educazione nella diffusione della cultura del rispetto di genere e per l’eliminazione della violenza contro le donne».

Protagonista della storia è Eva, anziana donna che riavvolge il nastro della propria esistenza e ritorna nel passato, per raccontare le esperienze di dolore vissute nella propria vita. Azioni autolesionistiche, scaturite in risposta allo stupro subito in adolescenza. La violenza ha spento la luce della sua anima ed Eva ne diventa prigioniera, in una coazione a ripetere che tenta di colmare il vuoto d’amore con la ninfomania.

«…Mi ha nutrita la passione come la sofferenza, mi ha allevata la blasfemia come la preghiera…!» – si legge nel testo del retro di copertina. La perversione diventa il suo mantra. La sessualità, perpetuata con ostinata determinazione, crea nella sua mente una spirale infernale. Nel vecchio che muore c’è il nuovo che nasce: in questo monito trova la sua riabilitazione.

È un racconto di purificazione, con una scrittura avvincente che incolla il lettore alla pagina, grazie al ritratto preciso della personalità di Eva che emerge dalla narrazione in prima persona. Il lettore la sente familiare e la ama, a dispetto dei suoi errori. Le numerose descrizioni delle scene di sesso, ripetitivo, sono inserite con maestria e risultano funzionali al racconto per conoscere nel profondo il personaggio e renderlo credibile.

È questo il risultato ottenuto dall’abile penna della scrittrice, grazie alle sue competenze nello scandagliare l’animo umano.

Maria Carla Forte è, infatti, un’insegnante e pedagogista clinica. Con l’insegnamento ha acquisito un bagaglio di esperienze che hanno favorito la scrittura. Con la professione di pedagogista clinica, ha potuto esperire il mondo dell’anima e farne tesoro per questo romanzo, finalista al Premio Maria Cumani Quasimodo. Ad alimentare la scrittura sono state anche le esperienze singolari di vita che, per un ventennio, l’hanno vista seguire le orme del marito, impegnato nell’alta ingegneria in giro per il mondo.

«Ladra d’Amore trova la sua accezione nel contenuto stesso del romanzo, la cui materia prima è il sentimento d’amore – ha dichiarato Forte, soffermandosi sulla scelta del titolo -. L’argomento principe è lo stupro subito da Eva e la conseguente caduta nella rete di amplessi carnali: prodromi della sua ninfomania e della successiva anoressia. Fondamentale è la sua rinascita, raggiunta dopo un lungo lavoro di ritrovamento di se stessa, che si concretizza nell’abbandono del giro vizioso della passione, nel quale, per lungo tempo, ha cercato ossessivamente gli uomini».

Lucia Triolo: buio

ci inoltrammo
il buio domandava
non c’erano risposte.
l’ insidia avanzava
lo scorpione era in agguato

qualcuno sego’ il ponte
tra gioventù e vecchiaia
restò solo una traccia,
poi si dissolse

vestimmo i frantumi,
di palpiti violenti di emozione 
era ciò che  
restava

prestò aiuto
la strada che c’ era dovuta
la percorremmo
fino in fondo

ci ricandidarono
le ombre

La mente è il vuoto…

Da Frida la loka ( Lombardia)

Quando insisti consapevolmente  di schiantarti ancora contro lo stesso muro.

Perché non vuoi vedere nel profondo; sepolta in fondo tra mile accozzaglie dimenticate; la muffa che fuoriesce verità svanita nel vuoto del pensiero perché sai che fa male…

Preferisci che resti lì, lontana, in un finto oblio. Non si fa viva, almeno che tu non la porti a gala, riesumandola e concedendole la grazia.

Ma perché? Perché lo dovresti fare, non è un’obbligo! Siamo pure liberi di fare questa di scelta, ti ricordo nel caso lo facesti; non ti lascerà in pace, perché la verità è insolente e spudorata.


Foto: Hulton Archive – Getty Images | Courtesy of Ballandi Arts e Nexo Digital 2019

«Fummo quello che non si racconta né si ammette, ma che mai si dimentica». 

Da Frida Kahlo.

Tua.

26 settembre, 2022.

Dal blog personale:

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L’INFINITA’ DEL TEMPO

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Disallineate metriche
nelle anse mentali
prive d’una corteccia logica
che allunghi la linea d’orizzonte.
Spunti di disappunto
assumono una tridimensionalità
male acquisita
lasciando impronte graffianti
nell’era della tecnologia
e involuzione civile.
Astruse modalità
nell’acquisizione
di nuovi traguardi ascensionali
rappresentano una rara scommessa
dietro l’infinità del tempo
accorciato della sua luce….
@Silvia De Angelis 

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SENZA LENTI, di Massimo Occhiuzzo, recensione di Silvia De Angelis

Quanta forza racchiude il nostro sguardo….tutta  quella trasmessagli dal profondo, nell’essenza vitale racchiusa  in un’emozione dell’attimo.

Un  attimo in cui volgiamo la nostra attenzione a scenografie interiori di bene o male, che abbiamo radicati in noi, nel corso del tempo.

Già perché, il bene e il male, rappresentano le scelte fondamentali della nostra mente, a cui rivolgiamo  gli interrogativi basilari sulla condotta da assumere nell’evoluzione delle stagioni. Esse influiscono, col loro scorrere, sulla  consapevolezza, resa più omogenea da un grado di sensibilità più o meno spiccata, e del tutto soggettiva.

Anche l’esperienza ha un notevole potenziale sulla nostra linea di vita e, a volte, è in grado di capovolgere alcuni  atteggiamenti, che riteniamo errati, per un precorso di non positività.

I sogni ci rendono partecipi di una realtà, fuori dimensione corrente, e ci inducono con il loro ritroso significato, a riflessioni non superficiali su cui porre passi di oculata natura.

Quindi il suddetto complesso di circostanze globali fa si che, ognuno di noi si muova con portamenti insiti tra le rughe dell’anima, grande protagonista, assieme al fato, dell’itinerario assegnato a ognuno di noi, in cui bene o male, mettano in scena altalenanti commedie, coinvolgenti più personaggi.

Non a caso, l’autore del libro “Senza lenti” pone in evidenza, nel suo pensiero, l’importanza di ampliare fortemente l’ottica del nostro vedere, onde poter captare l’energia positiva d’ogni respiro del creato,facendone una ragione favorevole d’esistenza.

Il  mondo è costellato di persone, i cui preconcetti ,pongono delle differenze eclatanti sui rilievi d’immaginoso, di conseguenza, l’agire, assume forme comportamentali disuguali.

Molti animi, purtroppo sembra siano dotati di una notevole componente aggressiva, a cui si aggiunga un fluido cinismo, pulsioni  che, assommate tra loro, determinano contegni, gravissimi e dannosi, a discapito di individui del tutto innocenti.

Quindi, Massimo Occhiuzzo, prendendo spunto, in parte, da dolorosi episodi di razzismo e inaudita violenza, accaduti in seno all’ultima guerra, concentra l’attenzione del lettore su una donna senza scrupoli che, prese le redini della situazione, in un campo di concentramento, si comporta da implacabile aguzzina nei confronti di povere malcapitate  e, come se non bastasse, pratica  l’eutanasia a malati terminali ritenendoli ormai, del tutto inutili alla sopravvivenza.

Dunque uno sfondo drammatico, che non può non sconvolgere, la mente di Daniele, personaggio chiave del racconto, che arriva al punto di perdere la vista per non più assistere agli scempi e alla drammaticità del conflitto, resi ancor più eclatanti da indoli in grado di alimentare esasperanti forme di violenza.

I suoi occhi torneranno a percepire la luce, in seguito  al sogno rivelatore d’un trauma di guerra,che aveva inibito il suo vedere.

Il racconto dell’autore, molto ben articolato nelle appropriate descrizioni, vuole mettere in rilievo quanto sia dannosa quella parte di malessere, inaccettabile, che sovrasta l’umanità e che sembra mai placarsi, anzi, nonostante il ripetersi di episodi drammatici, sia in preoccupante aumento e si ripeta, in avanti, in una forma sempre più deteriorata e offensiva, impedendo  alla comunità di vivere in una dimensione d’amore, serenità

e incremento, spinte emotive di grande civiltà  che, sole, permettano  uno sviluppo sano ed evoluto a tutti i popoli del globo.

Lontanissimi, da questa visuale, nonostante l’enorme avanzamento della tecnologia, ci barcameniamo, in un confine illogico, di spietati interessi e insaziabili egoismi, sempre alla ricerca, d’un di più, che possa soddisfare quel senso di disagio, insito  in ogni dentro umano e che conduca, spesso, ad attitudini di grande insofferenza e odio verso il nostro prossimo…

Sensazioni che Occhiuzzo tende a rilevare con notevole insistenza, perchè, portatrici di circostanze ideali  insostenibili e inquiete, nel  regresso, avvenuto in una società ove la disarmonia e il degrado rendano passi di vita davvero disagevoli.

Dunque un’opera che vorrebbe aprire orizzonti di sana concretezza, e ottimismi mentali, estesi a un’iniziativa di largo spessore, per una nuova intesa universale che tenda al benessere dei suoi componenti lontani da qualsiasi antica remora d’efferatezza.

@SILVIA DE ANGELIS

Una volta, poi di Agota Kristòf

Grande scrittrice e poetessa ungherese

Avatar di almerighialmerighi

Ágota Kristóf (Csikvánd, 30 ottobre 1935 – Neuchâtel, 27 luglio 2011) nel 1956 è spettatrice dell’invasione del suo paese da parte dei carri armati sovietici. Fuggita con la famiglia in Svizzera, trova un impiego presso una fabbrica di orologi. Comincia a scrivere nella sua lingua di adozione, il francese, prima testi per il teatro, poi romanzi che la impongono all’attenzione del grande pubblico: Il grande quaderno (1987), La prova (1990), La terza menzogna (1992) – che nella traduzione italiana confluiscono a formare La trilogia della città di K (1998). Tra i libri pubblicati in italiano, ricordiamo anche la raccolta di racconti La vendetta (Einaudi 2005) e Chiodi, edito da Casagrande nel 2018.

Una volta, poi, parlerò di qualcosa
di bello di cose soavi
tenere con un’impercettibile
tristezza
una sera quando il cielo si farà bello
quando le case ingrigiranno
e tutto sarà nebbia

Là nella pioggia
tra le case…

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Aforismi afoni e cafoni (parte seconda)…

Aforismi afoni e cafoni (2):

⁃ Il costo del lavoro è troppo alto. Il costo della disoccupazione è ancora più alto.

⁃ L’uomo moderno può scegliere solo tra Dio e il nulla.

⁃ Disse l’imprenditore al bancario: a tempo debito forse mi darai credito?

⁃ L’odio non è altro che antipatia all’ennesima potenza.

⁃ Siamo troppo distanti dalla natura e dai nostri simili: troppe barriere invisibili.

⁃ Esistono soltanto istanti felici. Siamo ingannati dalla memoria quando ci ricordiamo di periodi felici.

⁃ Non sapremo mai se un proverbio è frutto di saggezza popolare o aforisma di un anonimo. Forse il bello dei proverbi è proprio questo.

⁃ Il futuro talvolta supera perfino il futuribile.

⁃ La malinconia è sempre accompagnata da un’inquietudine sottile.

⁃ Il paradosso è un cortocircuito della logica.

⁃ Non so se sia meglio la psicologia dove la profezia si autoavvera o la filosofia dove il soggetto si autopredica.

⁃ Tutti i grandi autori di aforismi sono tristi tranne Montaigne.

⁃ Un tempo la letteratura era mitopoietica. Oggi nessuna arte crea più miti.

⁃ Leopardi è sottovalutato come filosofo. Fortunatamente.

⁃ La lettura di Nietzsche può creare degli autoesaltati. Idem per la lettura di Marx.

⁃ Secondo gli psichiatri il delirio è un’interpretazione errata della realtà. Ma non c’è niente di oggettivo. C’è solo una maggioranza, rappresentata dagli psichiatri, che esercita una pressione e vuole riportare a una presunta obiettività il delirante.

⁃ Poche parole sono insufficienti. Troppe parole confondono. Nessuno sa mai quante sono le parole giuste.

⁃ Ci distinguiamo dagli animali per la paura della morte e il culto dei morti.

⁃ Quel treno fermo su quel binario morto quante vite e quanti amori ha trasportato!

⁃ Le falsità che dicono sul nostro conto ci fanno assolutamente meno male delle verità che dicono sul nostro conto.

⁃ I moralisti sono sempre moralisti dei peccati e dei vizi altrui.

⁃ Le passanti con cui abbiamo incrociato lo sguardo sono immagini poetiche, ma all’atto pratico non vale neanche la pena di ricordarle e continuano a starsene lì in una zona morta della memoria.

⁃ Non so perché ho incontrato le persone che ho incontrato, che erano come viaggiatori di un treno. Non so perché non ho incontrato quelle che non ho incontrato, che erano come dei viaggiatori di un treno su un binario parallelo al mio.

⁃ Il passato per quanto possibile va conservato. Il presente per quanto possibile va colto. Il futuro per quanto possibile va pianificato.

⁃ A venti anni si ha dei sogni, che anno dopo anno verranno decimati dalla realtà.

⁃ Per vivere bene non importa capire. Il raziocinio spesso è un ostacolo.

⁃ Avere e apparire contano più dell’essere in questa società. Si è in base in quello che si ha e in base a quello che si appare.

⁃ Tatuaggi e piercing sono un modo per distinguersi, ma guai a dirlo!

⁃ Gli psichiatri devono lottare prima di tutto contro la propria follia.

⁃ La donna sceglie spesso l’uomo che le scelgono le amiche.

⁃ L’uomo è più impulsivo sessualmente per natura o per cultura. La donna invece per natura è assolutamente più resistente.

⁃ La società è fatta di microcosmi che si incontrano spesso a tavolino. Talvolta casualmente.

⁃ Triste realtà: dobbiamo sempre indossare delle maschere e sottostare al gioco delle parti.

⁃ Per saper apprendere nuove nozioni bisogna saper mettere nell’oblio altre vecchie nozioni.

⁃ Non so se Dio esista. Ma se esiste sembra far di tutto per far credere che non esista.

⁃ Paradosso della coscienza: diamo del lei a certi lestofanti e diamo del tu a Dio quando preghiamo.

⁃ La bestemmia è un automatismo degli ignoranti più che un’offesa da parte degli atei a Dio.

⁃ Credere o meno nell’amore non dipende dall’età ma dalla ingenuità.

⁃ Basta con la storia della volpe e dell’uva perché l’uva appassisce presto e la volpe resta sempre la volpe.

⁃ Non sopporto chi ostenta la sua cultura. Non sopporto chi ostenta la sua ignoranza. Non sopporto chi ostenta. Non sopporto chi non sopporta. Non sopporto neanche me.

⁃ Non tutti gli individui intelligenti sono creativi, ma tutti i creativi sono anche persone intelligenti.

⁃ Internet è una grande intelligenza collettiva. Nonostante ciò sono in molti a usarla in modo stupido.

⁃ Obiezione al nichilismo: almeno in questa vita c’è sempre un’alterità fisiologica tra l’io e il nulla.

⁃ Non dovremmo mortificare l’aldiqua per l’aldilà e nemmeno mortificare l’aldilà per l’aldiqua. Dovremmo trovare un equilibrio. Questo è uno dei motivi per cui vivere è difficile.

⁃ Le letture fortificano l’intelligenza. Un paio di belle gambe femminili la nullificano in un istante.

⁃ Le letture private vengono memorizzate meglio dei libri studiati a scuola.

⁃ Anche nell’uomo più saggio alberga un maschio libidinoso e vanitoso.

⁃ Paradosso del cattolicesimo fino a qualche anno fa: ai gay onesti non veniva mai data l’assoluzione nei confessionali, mentre venivano sempre assolti i ladri e gli assassini.

⁃ La Chiesa è sessuofobica. Molti hanno criticato la psicoanalisi per il suo pansessualismo. Ovunque vai c’è sempre di mezzo il sesso.

⁃ Io credo in Dio perché a qualcuno bisogna pur credere. Nonostante tutto.

⁃ Non sottovalutiamo mai nessuno: anche l’essere umano più lento è stato lo spermatozoi più veloce a fecondare un ovulo.

⁃ Non si può essere giudicati in base a quello che si è o non si è, ma solo in base a quello che si fa o non si fa. Ma chi non fa niente non dovrebbe essere giudicato.

⁃ Si può fare molte critiche al cristianesimo, ma non bisogna mai scordarsi che è anche una religione abbastanza tollerante.

⁃ Credere in niente come fanno i nichilisti forse è troppo dispersivo.

⁃ L’uomo aggiusta tutto a sua immagine e somiglianza: crede sempre in un Dio antropomorfo.

⁃ Non capisco come mai certi religiosi invocano il castigo divino e invece non sperano nella misericordia divina: mistero divino.

⁃ Preferisco i toscanismi agli inglesismi per preservare la lingua italiana.

⁃ Chi utilizza arcaismi allontana le persone dalla cultura. Aveva ben altre intenzioni, ma sortisce sempre l’effetto contrario.

⁃ La cultura non può consistere nell’immagazzinare dati. Per questo c’è già il computer. Piuttosto deve essere rielaborazione dei dati.

⁃ Un computer non avrà mai inconscio, emozioni, libido, sentimenti. Non disprezziamo questo nostro impasto di nervi, sangue e ormoni tipicamente umano.

⁃ La più grande gloria postuma è l’oblio.

⁃ Nessuno scrive più lettere. Come erano poetici quei lapsus calami!

⁃ Un buon amico è uno che ti presenta le ragazze.

⁃ Un uomo socievole può sempre servirsi dell’intelligenza degli amici. Tuttavia la solitudine potenzia la riflessione.

⁃ Un buon psicologo deve essere soprattutto empatico.

⁃ Ad Aosta non c’è la costa, però anche là tutto costa.

⁃ Il dovere non è altro che il rovescio del diritto.

⁃ Ad un certo punto i genitori muoiono o devono essere assistiti perché sono infermi. È allora che i figli, ormai maturi, rimpiangono come non mai la spensierata giovinezza.

⁃ Leggere è un dialogo tra l’autore e il lettore.

⁃ I genitori devono soprattutto saper ascoltare. I figli devono soprattutto frequentare i genitori perché nessuno sa quanto è il tempo a disposizione per vedersi.

⁃ Chi abita più giù del Po è terrone per i padani. Chi sta sopra Roma è un polentone per chi abita nel Sud. Chi abita nel centro si prende offese dovunque vada.

⁃ Ho visto logiche clientelari generare partitocrazia che a sua volta generava logiche clientelari e così via…ad libitum.

⁃ Tra internazionalismo e nazionalismo alla fine vinse la globalizzazione.

⁃ Il razionalismo ha causato migliaia di nevrosi.

⁃ Espressioni verbali che rendono subito snob una persona: “stato dell’arte”, “momento topico”, “esecrabile”, “apotropaico”, “non possiamo esimerci “.

⁃ Al massimo generalizzate, ma non discriminate.

⁃ Mai dare per scontato il rispetto della dignità umana.

⁃ Un tempo il sesso era roba per giovani. Un tempo.

⁃ Non esiste una linea di demarcazione tra normalità e follia.

⁃ Peggio di tutti stanno i quarantenni: non hanno lo slancio vitale dei ventenni e neanche la pensione dei settantenni.

⁃ In Italia, salvo rare eccezioni, vige la gerontocrazia.

⁃ In Italia ci sono fondamentalmente due generazioni: quella del Viagra e quella del Prozac.

⁃ La morte non è che l’ultimo passo del nostro cammino.

⁃ Trovo che l’immagine piu’ poetica sia quella di raggi di sole, che filtrano dalle imposte e illuminano il pulviscolo. Se si dovesse salvare una sola immagine poetica io personalmente sceglierei quei corpuscoli sospesi e illuminati.

⁃ Tutti vogliono imparare la tecnica, ma si scordano che spesso è questione di metodo.

⁃ I difetti che detestiamo negli altri non sono altro che i nostri difetti inconfessabili.

⁃ Televisione e discoteche assopiscono le coscienze.

⁃ Non sarà una società multirazziale né multirazzista. Sarà una società asociale.

⁃ Meglio avere un eloquio lento e parlare con cognizione di causa che essere logorroici e non dire niente.

⁃ La cosa più difficile è cercare di processare se stessi.

⁃ Sono reo confesso, prigioniero e poi recidivo.

⁃ Gli innamoramenti non corrisposti si ricordano di più delle conquiste.

⁃ La prolificità non è mai sinonimo di qualità. Comunque anche gli scrittori devono mangiare: perdoniamoli.

⁃ Volevano cambiare il mondo e non riuscivano nemmeno a cambiare sé stessi.

⁃ È un esercizio pericoloso smascherare la cafonaggine altrui ed è molto più utile smascherare la propria.

⁃ Mi fa pena la demenza senile. Mi fa rabbia l’incoscienza giovanile.

⁃ Non confondiamo la spigliatezza con il talento.

⁃ Gli uomini non sono tutti uguali, ma nemmeno così diversi come il potere vuole far credere per giustificare le differenze enormi di reddito e ricchezze.

⁃ Talvolta l’antisionismo sfocia nell’antisemitismo.

⁃ Anche l’ateo più sdegnoso si rivolge a Dio quando sta per morire.

⁃ Ci vuole sia la teoria che la pratica. Con la sola teoria l’uomo rischia di finire nel pozzo come Talete. Con la sola pratica rischia invece di finire come il tacchino induttivista di Russell.

⁃ Raramente mi sembra di aver capito tutto in un istante, ma subito dopo ritorna l’opacità consueta.

– Spesso chi dice genericamente di raccogliere le sfide alla fine non raccoglie un bel niente.

– Questa è una “società liquida”: ecco perché fa acqua da tutte le parti.

– Per imparare realmente a fare una cosa prima bisogna vederla fare a chi sa farla, poi bisogna farla con un supervisore e quindi va fatta da soli.

– Ogni giorno un femminicidio. Ci scordiamo i dettagli di ogni storia e ogni femminicidio si perde nella statistica.

– La verità è un asintoto per noi esseri umani.

– La realtà è il nostro punto di vista sulle cose.

– Le idee nascono quando meno te lo aspetti.

– Abbiamo tutti i giorni contati. Eppure ci annoiamo. Quanto mai ci annoieremo se fossimo tutti immortali?

– Chi dice a una donna che non è per piaggeria in realtà lo sta dicendo per piaggeria.

– È nella natura di tutti gli esseri umani essere ruffiani. Anche i meno ruffiani si sono arruffianati con qualcuno qualche volta.

– Raramente la scrittura dipende dal talento. Spesso dipende dall’esercizio, dalle letture e dalla forma mentis.

– L’importante è crederci, però certe frasi motivazionali sono proprio cretine.

– In qualsiasi organizzazione italiana è presente del corporativismo.

– La mafia è determinata da arcaismi, omertà, fatalismo, disoccupazione.

– Al mondo d’oggi non è ammessa alcuna imperfezione estetica.

– Pensare troppo può portare all’autodistruzione.

– La felicità è uno stato transitorio. La tristezza invece può durare a lungo.

– La cosa peggiore non è la solitudine ma il sentirsi soli.

– Tutte le cose belle se vengono analizzate a lungo risultano mediocri.

– Tra essere e avere vinse l’apparire.

– Spesso in questa società saper bluffare è più importante che avere buone carte.

– Le bugie hanno le gambe corte, ma molto fiato perché arrivano sempre lontano.

– Oggi non ci sono più certe donne brutte come una volta. Al massimo sono bruttine interessanti per qualcuno.

– Un tempo l’importante era avere un certo stile. Oggi invece è importante avere un certo stile di vita.

– Non aspettare che giunga l’ispirazione non facendo nulla. Piuttosto aspettala facendo qualcosa.

– Artista non darti troppe arie: la natura è sempre più creativa della creatività umana.

– Le donne sono più creative degli uomini: loro possono mettere al mondo dei bambini.

– Oggi l’aborto legale è un male minore. Quando non era legalizzato abortivano lo stesso di nascosto ed era più rischioso per le donne.

– Quando stiamo bene siamo solo clienti. Quando stiamo male chiamiamo il medico e il prete e diventiamo pazienti e credenti.

– Gli psicologi e gli psichiatri non hanno grande successo in Italia perché le persone preferiscono andare dai preti e dai maghi.

– Perché le questioni sentimentali non sfocino in tragedie è necessaria l’ironia.

– La morte giunge sempre inaspettata, anche quando ormai si è morenti.

– Le illusioni possono fare male ma sono necessarie.

– I politici tergiversano. Nel frattempo i problemi delle persone restano tali e quali.

– A volte ad andare al supermercato si diventa quasi felici.

– Un conto è essere sciocco. Un conto è essere scioccato.

– Un conto è fare il furbo. Un altro è essere furbi.

– I giovani che dicono di voler spaccare in realtà sono solo degli spacconi.

– Chi troppo vuole stringe sempre qualcosa rispetto a chi non vuole niente.

– Non è vero che a questo mondo nessuno regala niente. I cretini vestiti da Babbo Natale ad esempio regalano sempre qualcosa ai bambini e gli spacciatori regalano la droga all’inizio agli adolescenti.

– Utilizzare l’espressione “scelta obbligata” non è per niente una scelta obbligata.

– La vita è una equazione le cui variabili sono infinite.

– Nessuno è totalmente originale, neanche i geni o i folli.

– Oggi per essere esenti da scandali bisogna essere anonimi. Il problema però è che al mondo di oggi nessuno è totalmente anonimo, visto e considerato che tutti ad esempio usiamo i social. 

– Ogni nazione un tempo aveva una lingua e un esercito. Rimarranno solo gli eserciti perché in futuro probabilmente tutti parleranno inglese.

– Se rubi ai ricchi per dare ai poveri rischi pene severe. Se invece rubi ai poveri per dare ai ricchi non rischi nulla perché la legge tutela i ricchi, ma avrai solo le briciole. Se ti metti in proprio potrai avere molto ma lo farai a tuo rischio e pericolo.

– In Italia c’è da sempre una gran confusione tra peccato e reato. Anche oggi ci sono peccati non perseguibili legalmente che socialmente vengono considerati più gravi di certi reati.

– Prima di essere esigenti con gli altri certe persone dovrebbero essere esigenti con loro stesse.

– Oggi molti di coloro che non vengono assunti a tempo indeterminato vengono definiti consulenti dalle organizzazioni. È un contentino come un altro. È un benefit verbale.

– Talvolta sprechiamo le ore come se fossimo immortali.

– L’importante è tirare a campare. Soprattutto dopo una sensazione imminente di morte.

– C’è chi tira a campare e chi tira al Campari.

– Per fare qualsiasi cosa oggi ci vogliono i soldi. Anche per autodistruggersi ci vogliono i soldi.

– Per scrivere bisogna sfruttare non solo la propria intelligenza ma anche la propria stupidità.

– Ricordati che chi parla male degli altri a te poi parlerà male di te agli altri.

– In teoria ogni individuo è unico ed irripetibile. In pratica i mass media compiono un livellamento verso il basso.

– Quando sogniamo di morire ci svegliamo subito di soprassalto. Questo accade perché per il nostro inconscio siamo immortali.

– Viviamo di impressioni, pensieri e ricordi: niente altro.

– Dire il falso è un reato ma talvolta dire la verità è molto più dannoso.

– Non è vero che non c’è più religione: piuttosto nel mondo di religioni ce ne sono talmente tante e non riescono mai a coesistere pacificamente tra loro.

– Certe persone sono così snob che snobbano persino loro stesse quando si guardano alo specchio.

– Pensiamo poco ai nostri avi. Pensiamo poco ai nostri posteri. Insomma pensiamo poco.

– Certe donne si fanno piacere anche uomini per nulla piacenti, specialmente se questi ultimi hanno i soldi.

– L’essere umano è tutto incastonato nel niente.

– Il matrimonio rende le persone meno libere di chi è solo e poi anche nel matrimonio c’è la solitudine dei coniugi.

– Cari intellettuali, non pretendete niente da noi. Noi siamo gli eredi del pensiero debole.

– Un nuovo giorno è arrivato ma finirà nel dimenticatoio anche questo.

– Quando viene la morte nessuno è mai pronto.

– Purtroppo si vive una volta sola!!! Per fortuna si muore una volta sola!!!

– È legittimo essere fatti…di frasi fatte.

– Ci si può fare la ragazza. Ci si può fare un’idea. Ci si può fare gli affari propri. L’importante comunque è non farsi.

– In Italia contano sia le pubbliche relazioni che le relazioni private. Insomma sono importanti le relazioni.

– C’è chi è deprivato e chi è depravato.

– Ognuno è indaffarato. Ognuno a suo modo è un poco provato.

– Nessuna vita è totalmente compiuta. C’è sempre qualcosa lasciato in sospeso.

– Ognuno fa ciò che vuole. No. Ognuno fa ciò che può. No. Ognuno fa ciò che fa.

– Mantenere le promesse molto spesso è impossibile. È già tanto mantenere le premesse.

– Teorie del complotto e astrologia favoriscono il mantenimento dello status quo: nessuno può più fare rivoluzioni se tutto è già deciso.

– Ogni esistenza è un grande spettacolo tragicocomico.

– La vita è un continuo rimandare la morte.

– Non sono importanti gli anni vissuti ma gli istanti felici vissuti.

– Quando aspetti il tempo non passa mai. Quando ti stai divertendo il tempo passa troppo in fretta. Non ci sono vie di mezzo.

– Credeva che fosse idiozia. Invece era una pura idiosincrasia.

– Qualsiasi metafora della vita non è calzante.

– Per rimanere a galla nella vita spesso bisogna spingere sotto e far annegare qualche altro.

– Nella vita non vince nessuno. Non vincono nemmeno i vincenti.

– Di solito si è tristi per qualcosa in particolare, mentre si può essere felici anche per niente.

– Ci sono solo due tipi di morti che ci interessano: le persone a cui abbiamo voluto bene e i morti famosi.

– Molte persone cercano l’anima gemella per colmare un vuoto. Ma il vuoto che ognuno ha è incolmabile.

– Non prendete mai troppo sul serio gli aforismi e nemmeno chi li scrive. Gli aforismi sono fatti per essere smentiti. Vi ricordate cosa fece Cioran a causa di Friedgard Thoma?

– Lo sanno tutti che il tempo vola ma nessuno sa dove va.

– Come è rassicurante essere nella norma!!!

– Non calcolate troppo. Nella vita spesso è inutile fare troppi calcoli.

– Ognuno ha le sue fratture. Alcune sono insanabili e nonostante ciò bisogna imparare a conviverci.

– L’infinito non fa per noi esseri umani. Non ci resta che perdersi nell’indistinto.

Dono d’amore

Amare, solo amare, amare ed essere amati. Solo questo conta davvero in questa vita.

Ho chiesto al sole
” Cosa è necessario in questa vita?”
L’ho chiesto alle nuvole
sfuggenti e ballerine.
Gli uccelli, già dal primo mattino,
allietano con i gioiosi canti
tutto l’azzurro intorno
e i fiori aprono le corolle
alla luce che irrompe.
Ecco la vita
ecco l’inizio
ho interrogato il cielo
e tutto mi ha risposto
in una sinfonia d’amore.
Amare, solo amare,
amare ed essere amati.
Basta aprire gli occhi
e ti accorgerai che
è tutto un dono
fatto per amore.

Imma Paradiso

NAPOLI

Lucia Triolo: la forma del desiderio

Sono io che mi avvicino?
Sei come la forma del desiderio
se il desiderio ha una forma

Vorrei suscitare
in te
ciò che mi accade
quando impasto i tuoi sguardi
nei miei scismi
e balza fuori improvvisa
quella riga che io non scrissi mai
dentro quella che non scrivesti tu

Una punta di dolore nel petto
appena percettibile
quasi di soppiatto
e i miei battiti rischiano l’infarto

Faccio fatica a cercarla,
ma l’avverto.
lievito fresco nella mia farina
come un intimo bisogno
di non nascondersi più

Mi basterebbe
una parola dopo l’altra
per non dire nulla

sciocche parole
non vogliono ammettere
quanto è capace di star
fermo il cuore

(ora in L. Triolo, Dialoghi di una vagina e delle sue lenzuola)

QUER MOMENTO, Silvia De Angelis

QUER MOMENTO

E quanno meno te l’aspetti

succede quer miracolo

che te sognavi quarche vorta

ma accannavi de niscosto

pe’ paura de rimanè deluso

e dopo nun faccela a campà.

Quer giorno ch’ariva cià ‘n’sapore novo

perché immischia l’euforia

a ‘no strano pizzicore drento

che messi nzieme

te danno l’impressione de volà arto

come nun hai fatto mai.

Cerchi de godette quei minuti

co’ tutta l’energia e te senti

‘n patre eterno ‘ntoccabile

lontano da tutti l’artri

che nun possono capì

der tesoro che t’ha riservato er fato

in quer momento

che rimarà scorpito ‘n fonno

fino a prima de’ morì….

@Silvia De Angelis

QUEL MOMENTO (traduzione)

E quando meno te lo aspetti

succede quel miracolo

che sognavi qualche volta

ma accantonavi di nascosto

per paura di rimanere deluso

e dopo non farcela a vivere.

Quel giorno quando arriva ha un sapore nuovo

perché mischia l’euforia

a uno strano pizzicore dentro

che messi insieme

ti danno l’impressione di volare alto

come non hai fatto mai.

Cerchi di goderti quei minuti

con tutta l’energia e ti senti

un padre eterno intoccabile

lontano da tutti gli altri

che non possono comprendere

del tesoro che ti ha riservato il fato

in quel momento

che rimarrà scolpito in fondo

fino a prima di morire

https://ssilviadeangelis5.blogspot.com/

Libri: IDENTITA PERDUTE, di Santina Gullotto

Recensione a “IDENTITA PERDUTE “Narrativa interessante

Recensito in Italia il 23 settembre 2020

Carlo Bonfiglio

Leggere ciò che hai scritto mi ha affascinato molto, dandomi la possibilità di entrare nella tua anima e capire con certezza la ricchezza che possiedi dentro, non puoi immaginare la gioia che ho provato nel leggere chiaramente la ricchezza interiore che possiedi. Ti posso assicurare che tale e tanta completezza in un’unica persona non l’ho mai riscontrato, quindi in considerazione che a questo mondo conosco una miriade di persone, ti affermo che fai la differenza. Quanto sopra precisato, non vuole essere un complimento fatto da uomo a donna, ma è solo e semplicemente una constatazione di fatto, che sicuramente da grande donna non mi consideri un fantasioso e/o presuntuoso invasore del tuo privato, ti assicuro che tutto ciò parte dal cuore e con nobiltà d’animo, sento doveroso ringraziarti di esistere e ne sono felice che il mondo non si privi della presenza di una vera donna quale tu sei. perdonami, ma sentivo di notificartelo.

INFINE, Silvia De Angelis

INFINE

Lussureggiante lampo

nella laguna dello sguardo

lascia scivolare lune lontane

come la forma dell’onda

a prendersi schianti di mare.

Brividi oltre il dovuto

nelle cadenze d’un fato

sparpagliano un’eco remoto

nel suo stare adesso

estrapolato da un sogno

non negoziabile

sul preambolo

imbellettato di fascinazione

@Silvia De Angelis

https://deangelisilvia.blogspot.com/

Attraverso le parole, Rosario Rosto

Attraverso le parole

Scrivere,

e un tasto

che mi apre il cuore.

Riuscire attraverso le parole

a raccontare tutto ciò

che di straordinario

c’è intorno a noi.

Come un viaggiatore

con la valigia pronta

e la fantasia a mille.

Ma senza obbligo di biglietto.

Scrivere, mi permette

di riscoprire quei valori

anticamente sopiti, trascurati

che adesso riaffiorano

con prepotenza.

Sono meravigliose

queste sensazioni.

Anche quando ritorno bambino

tra le mie righe.

Comincio a volare

attorno a campi di forza

che non comprendo mai

portando con me

sogni e colori.

Non voglio credere

che esistano solo

il grigio e il nero

e l’egoismo dei prepotenti.

Ma che nel cuore del

più triste degli inverni,

arrivi sempre il sole caldo

di una bellissima primavera.

Rosario Rosto

HYPNOS: Jean Christophe Casalini, il sound dello scrittore. Quarta ed ultima parte

HYPNOS: Jean Christophe Casalini, il sound dello scrittore. Quarta ed ultima parte

Date: 25 settembre 2022 Author: irisgdm

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

“Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, da strappargli le lacrime dagli occhi, così ingannandolo meravigliosamente.”
FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ

Hypnos di Jean Crhistophe Casalini

Io sono una cacciatrice di interviste, individuo il bersaglio e gli sparo un intervista.
Vado curiosando, leggendo per scovare qualcuno che soddisfi la mia vena di impicciona della parola. Con Jean Christophe Casalini non è andata proprio cosi, mi ha scovata lui per leggere le mie poesie. In un primo momento sono rimasta interdetta, sorpresa che qualcuno le avesse notate e poi leggerle. Credo che abbia dato una bel colpo alla mia autostima, perchè lui le poesie non solo le legge, le viviseziona per poi commentarle. I suoi commenti scandagliati, profondi, una sorta di psicoanalisi del pensiero poetico, per cercare quell’essenza, quell’io profondo che fa di noi persone uniche ed originali. Jean Chistophe, non scrive di poesia, lui scrive libri surreali a sfondo violento e psicologico, libri distopici, ma ama la poesia, la declama, la commenta.
Lui è uno spirito poliedrico, dire solo che scrive libri è estremamente riduttivo, già a 16 anni compone il primo jingle pubblicitario, suona la chitarra, fa l’attore e diventa il primo sound designer italiano. Il primo che intuisce la rivoluzione digitale acustica, portando il cinema italiano agli stessi livelli già sperimentati all’estero. Mi piace ricordare che nel 1997, inventa il suono del morso del Magnum, avete presente il gelato e il famoso ” croc” ? Ebbene l’ha ideato Casalini, ancora oggi viene usato nelle pubblicità. Ma io non sono qui per parlare della sua biografia, già molto esauriente, in questa pagina, ma di Jean Christophe come persona. Dietro ogni cosa nella vita, c’è una persona unica ed ineguagliabile, come dire ogni volta si rompe lo stampo. Dietro i libri che scrive c’è una persona e allora domandiamoci chi sia!
Casalini ama tutto ciò che fa, tutto ciò che fa, lo fa con grande entusiasmo, dedicando tutto se stesso. Lui sceglie quello che vuole fare e lo fa bene, ieri come sound designer, oggi come scrittore. I suoi libri, in qualche modo, sono” ciò che pensa”, Nel suo ultimo libro Hypnos, Adam il personaggio, anche nel nome, ha un significato spirituale. Adam ” Adamo ” il primo uomo della terra, e anche in Hypnos il primo uomo che prende coscienza e per la salvezza del resto del genere umano, sacrifica se stesso fino alla morte, una morte che lo immortala, più che fosse vivo. Un libro da leggere, una scrittura fluida e percettibile, lo leggi di un fiato, scorrevole come una fonte d’acqua. Studioso appassionato tra un immutabile eterno e misterioso e l’universo mortale e finito. Alla ricerca dell’anima, appassionato di poesia perchè alcuni l’anima ce l hanno dentro e poi riescono a scriverlo. Un ricercatore del dentro, dell’interiorità. Casalini razionale, sognatore, ambientalista, perfezionista, precisino, una personalità eclettica, dotato di grande sensibilità e umanità. Lui stesso è un ”sound” la sua vita molto articolata, segnata in qualche modo, dalla morte della madre, donna bellissima e di grande talento come pittrice.. Nel 2000 realizza il suo primo libro”CA43” sulla sua splendida madre, che non ha mai voluto esporre le sue opere, quadri bellissimi dove tutto è interpretativo e sentito, una pittura che è poesia.
Poi accade qualcosa nella sua vita, che lo cambia e gli fa un ulteriore salto, che lo porta ad indagare quell’anima di cui diventa fortemente appassionato, e a quel creatore che ci ha generato. Qualche anno fa ebbe un incidente gravissimo, decise di non lavorare più come sound designer, ma dedicarsi e dare priorità a cose che prima aveva sottovaluto.
Allora nasce la sua attività di scrittore a corpo pieno, in lui c’è un pò di” Adam”personaggio tormentato del suo libro, ma dalla grande consapevolezza e determinazione e soprattutto di grande coraggio. Leggetelo Jean Christophe Casalini, sorprendente, scorrevole, la musica comunque non l’abbandona, lui dirige l’orchestra della sua vita, un motivo appassionato in cui si butta. In Casalini sono condensate due vite, forse anche una in più, per quest’uomo che dorme poco e coltiva senza tempo le sue passioni, mettendo tutto se stesso.
L’intervista è limitativa, la sua vita è un concentrato di vite, di esperienze che fanno di lui una persona tutta da scoprire. Casalini potrei definirlo una sinfonia, dove tutti gli strumenti suonano, e fanno di lui un artista a tutto tondo.
Veramente un piacere conoscerlo.

HYPNOS (2021)

J.C. Casalini

Ed. Dei Merangoli

ISBN-13: 978-88-98981-46-5

In una società distopica, in cui un gruppo finanziario monopolizza ogni risorsa del pianeta, gli esseri umani fuggono dalla realtà attraverso i sogni condivisi all’interno del social onirico Hypnos, nel quale i cacciatori di sogni selezionano e diffondono suoni e immagini catturati nell’oniroweb.

Adam è un cacciatore talentoso, ma frustrato, solitario, deluso dalla vita e disincantato.

Era convinto che il suo lavoro tendesse verso un fine nobile per la società.

Però, ogni cosa in cui credeva mostrerà il suo lato oscuro e lo stesso Hypnos rivelerà la sua natura egoica nutrendosi dei desideri di tutti i sognatori.

I nostri.

Il senso della vita è forse celato negli ultimi viaggi onirici dei ribelli?


• Premio Ginevra

Switzerland Literary Prize (2022)

Cover libro HYPNOS Fascetta Rossa Miglior Fantasy Premio E. Ghidini 2022

• Menzione “Miglior Fantasy”

Premio E. Ghidini (2022)

Cover libro HYPNOS Fascetta rossa Premio Giovanni Bertacchi 2021

HYPNOS (2021)

J.C. Casalini

Ed. Dei Merangoli

ISBN-13: 978-88-98981-46-5

• Menzione di Merito

Premio Giovanni Bertacchi 2021

Manifestazione 17.10.21

Cover libro HYPNOS fascetta rossa finalista GIovane Holden 2021

• Finalista

Premio Letterario Nazionale Giovane Holden (2021)

1° Premio ex-aequo sezione Inediti

HYPNOS (2022)

“Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.”Nelson Mandela. Pensiamo che sia cosi, i grandi sognatori hanno realizzato grandi imprese, in Hypnos gli uomini sono dipendenti dai loro sogni, drogati del sogno per scappare da una realtà che li ha completamente assoggettati, schiavi dei sogni, del sonno, che li obnubila, una società autoritaria che li controlla attraverso ciò che sognano, per eliminarli come sovversivi. Un mondo distopico, ma non troppo, in un certo senso la globalizzazione assomiglia a questo mondo, ma in qualche modo anche ora siamo come inebetiti da tutto quello che accade. Un libro da leggere, lo raccomando anche perchè non è solo un libro, ma una sorta di pensiero dove anche l’autore è egli stesso il personaggio” Adam”. Adam che si sacrifica, ma nel suo sacrificio si compie l’immortalità, la forza di farcela e di reagire, in un finale lirico

Prima parte intervistaJean- Christophe Casalini: Il sound dello scrittore. https://alessandria.today/2022/09/21/jean-christophe-casalini-il-sound-dello-scrittore/

Seconda parte: il sound dello scrittore https://alessandria.today/2022/09/23/lintervista-jean-christophe-casalini-seconda-parte-il-sound-dello-scrittore/

OTTO Luce e ombra: Jean Christophe Casalini, il sound dello scrittore. Terza parte https://alessandria.today/2022/09/24/otto-luce-e-ombra-jean-christophe-casalini-il-sound-dello-scrittore-terza-parte

https://www.jccasalini.com/

https://vimeo.com/jeanchristophecasalini

Art, di Marina Donnarumma Iris G. DM

Un’estate a Borgomarina, di Enrico Franceschini

GIALLI/RECENSIONE/ROMANZO

Un’estate a Borgomarina

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Un’estate a Borgomarina

Autore: Enrico Franceschini

Editore: Rizzoli

Un’estate a Borgomarina è il terzo romanzo che Enrico Franceschini dedica alle avventure dei quattro amici inseparabili ossia il Mura, giornalista in pensione e investigatore a tempo perso, il Prof, l’Ing e il Barone. L’ambientazione è la solita, la riviera romagnola, la fabbrica del divertimento all’italiana, tra buone compagnie e buona tavola.

Un ricco e discusso imprenditore annega nelle acque del porto canale di Borgomarina.  Le indagini si orientano subito verso l’incidente, in modo anche troppo sbrigativo, per non turbare la stagione estiva e l’umore degli ospiti di alberghi e stabilimenti balneari. Mura viene ingaggiato da un familiare della vittima per compiere delle indagini private.

Il porto canale di Cesenatico/Borgomarina è nato da un progetto di Leonardo da Vinci ed è una delle principali attrattive della cittadina. I tedeschi durante l’occupazione costruirono un bunker sotterraneo con sopra un faro. Mura ed i suoi amici studieranno il progetto originario di Leonardo, custodito nella biblioteca Malatestiana a Cesena, ed il significato di un misterioso messaggio lasciato proprio da Leonardo. Le indagini porteranno alla luce i segreti del progetto leonardiano oltre ad altre storie legate alla custodia dei documenti stessi. Il Mura sorprende con le sue riflessioni sulla vita, sull’importanza di viverla con amici di cui si possa fidare, senza che i rapporti siano guastati da invidie, opportunismi di vario tipo o dai soldi. Un romanzo che dietro l’apparente leggerezza e futilità del divertimento estivo, contiene riflessioni sulle ingiustizie della nostra società, dove alcuni si arricchiscono in modo esagerato mentre altri devono lavorare tutta la vota senza avere la possibilità di cambiare la propria condizione sociale. Questo romanzo segna un salto di qualità nella narrazione, arricchita da riferimenti letterari e da personaggi che acquistano una apprezzabile complessità.

La collina dei delitti, di Roberto Carboni

GIALLI/RECENSIONE/ROMANZO

La collina dei delitti

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: La collina dei delitti

Autore: Roberto Carboni

Editore: Newton Compton

La collina dei delitti è un giallo/noir/thriller ad alta tensione, con richiami esoterici ed al satanismo, non manca nulla per accontentare gli appassionati del genere. Alcuni ritrovamenti di vittime di omicidi del passato stanno mettendo apprensione a molte persone che hanno dimenticato le loro imprudenze giovanili. La storia è complessa ed intricata, persone molto diverse che hanno in comune un passato che vorrebbero fosse caduto nell’oblio per sempre, si ritrovano a dover combattere contro gli incubi di quel passato che sta ritornando, mettendo a repentaglio il presente. Sono persone benestanti, di successo, professionisti, imprenditori, tutte con un presente invidiabile ma con un passato oscuro, che rischia di compromettere tutto. Un racconto incalzante, imprevedibile, una sequenza infinita di eventi inquietanti, raccontati con abilità e realismo, con uno stile netto, diretto, capace di evocare interesse per i fatti, paura per quello che potrebbe accadere, orrore per quello che accade. I personaggi vivono notti insonni, incubi, pedinamenti veri o solo immaginati, hanno il fiato della polizia sul collo, temono che la verità sia scoperta e resa pubblica. Aleggia una atmosfera diabolica, un sentore di zolfo che si diffonde dalle stesse pagine del libro, tanto è reale la sua descrizione. La città di Bologna è l’ambientazione ideale per il romanzo, città esoterica per eccellenza che forma con Praga e Santiago di Compostela, il triangolo alchemico. Carboni utilizza i riferimenti esoterici e diabolici con giusta misura, riuscendo a mantenere alta la credibilità della storia, creando una suspence altissima, resa ancora più veritiera da sapienti e ben dosati riferimenti a fatti inquietanti realmente accaduti, al limite del sovrannaturale. La trama sorprende per la continua tensione crescente, con un colpo di scena finale del tutto imprevedibile.

Il Duca, di Matteo Melchiorre

NARRATIVA/RECENSIONE/ROMANZO

Il Duca

 ROBERTO IOVACCHINI

Titolo: Il Duca

Autore: Matteo Melchiorre

Editore: Einaudi

“Il Duca” narra la vicenda dell’ultimo discendente della famiglia dei Cimamonte, che ha deciso di vivere nell’antica villa di famiglia che domina il paese di Vallorgàna, da solo, senza grossi contatti con la popolazione locale. Vive di rendita e non ha bisogno di lavorare, grazie alle ricchezze ereditate. Passa le giornate a studiare vecchie carte, a leggere libri e fare piccoli lavori di manutenzione. Una vita tranquilla, sobria e riservata. Così fino a quando il suo aiutante e uomo di fiducia Nelso, non lo avvisa che in cima al bosco stanno rubando i suoi alberi, sconfinando nelle sue proprietà. Il furto sta avvenendo sotto la regia perfida di Mario Fastréda, un uomo avido che in paese fa un po’ quello che vuole. Il Duca cambia improvvisamente atteggiamento e comincia a far valere i suoi diritti di proprietario terriero oltre a esibire il potere che gli deriva dall’appartenere all’antica famiglia. Inizia una piccola guerra tra compaesani dagli esiti imprevedibili.

Un romanzo che ha una trama ben costruita e sviluppata in modo da coinvolgere e affascinare il lettore, che tocca temi di grande attualità come la vita sociale nelle piccole comunità, la difficoltà di saper decidere quando si è in preda alla furia del potere, la potenza della natura e le sue leggi non scritte, le libertà individuali ed i condizionamenti che derivano dal passato.

Il racconto è scritto in modo incalzante, i fatti si susseguono riservando sempre delle piccole sorprese, si alternano fatti contemporanei della cronaca del paese alle storie del passato. I tormenti del Duca sono quelli di un uomo che vorrebbe essere libero di fare quello che vuole ma che sente l’impegno di mantenere alta la tradizione del casato a cui appartiene. Ma è necessario conoscere tutto il proprio passato per non subirne l’influenza negativa. Il Duca lo scoprirà sulla sua pelle.

SGUARDI (vernacolo),di Silvia De Angelis

I sguardi nun zo’ tutti uguali.

Ce vo ‘na bravura

pe’ capì quei che so’ veri

e quei fasulli

che quanno te sfioreno

te dànno li brividi

cor gelo che cianno drento.

E’ proprio vero l’occhi

racchiudeno tutto er monno

che te gira ‘ntorno

e nun poi nisconne

si stai a passà l’inferno

o tanta felicità.

So’ ‘intriganti sguardi d’amore

che te fanno scioje

dietro a ‘n’emozzione

e occhi materni

protettivi e dorci

come ‘no zucchero filato

che te s’appicciga sur viso

e nun ‘o stacchi più

pe’ quanto te s’avvince…

@Silvia De Angelis

SGUARDI (traduzione)

Gli sguardi non sono tutti uguali.

Bisogna essere abili

a capire quelli veri

e quelli falsi

che quando ti sfiorano

ti trasmettono brividi

con il gelo che hanno dentro.

E’ proprio vero gli occhi

racchiudono tutto il mondo

che ti gira intorno

e non puoi nascondere

se stai passando l’inferno

o tanta felicità.

Sono intriganti gli sguardi d’amore

che ti fanno sciogliere

in seguito a un’emozione

e occhi materni

protettivi e dolci

come lo zucchero filato

che ti si appiccica sul viso

e non lo stacchi più

per quanto ti si avvince…

I Preraffaelliti. Il Simbolismo della Natura, di Felice Marino

I Preraffaelliti. Il Simbolismo della Natura di Felice Marino

20 Settembre 2022 Ecologica online

preraffaelliti

Con la definizione di preraffaelliti si fa riferimento ad un movimento artistico nato in Gran Bretagna a metà Ottocento e per certi aspetti affine al simbolismo e all’art nouveau, che osò mettere in discussione Raffaello e la pittura accademica che da questo era scaturita e che aveva dominato la scena per alcuni secoli. Essi si rifecero, nel tentativo di perseguire un ideale antiaccademico, alle opere realizzate prima di Raffaello, pittore ritenuto colpevole di “aver inquinato l’arte esaltando l’idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza”.

I principi

I pittori preraffaelliti si posero dunque l’obiettivo di abolire i modelli vigenti dell’arte vittoriana dell’epoca, un’arte che come un intero modello sociale appariva ormai logora e bisognosa di un cambiamento, e nel fare questo tentarono di unificare fra loro i concetti di vita, di arte e di bellezza riportando in essere i costumi di un passato immaginario e nostalgico, ove predominavano temi letterari e fiabeschi, ma anche biblici e sociali, senza trascurare la pittura di paesaggio che, sebbene non centrale nella loro produzione, finì per influenzare profondamente Corot e la scuola di Barbizon (Ecologica: Barbizonniers e impressionisti). I maggiori pittori preraffaelliti sono unanimemente considerati i tre fondatori del movimento, vale a dire John Everett Millais, Wiliam Hunt e Dante Gabriel Rossetti, che fu anche uno dei poeti più importanti dell’epoca vittoriana. A questi si unirono in un secondo momento Ford Madox Brown, Edward Burne Jones e John William Waterhouse. Le loro opere traboccano di dense pennellate fatte di colori lucenti, attraverso immagini nitide e particolareggiate alla maniera nordica, nelle quali si fondono mondi onirici e fiabeschi, che però diventano crudelmente reali. La rottura con la tradizione è evidente, niente più ritratti rispettosi e panorami suggestivi ma distanti. Il preraffaellismo al contrario parlava all’anima, cercando di ritrovare nello spettatore lo sguardo stupito e un po’ incantato di un bambino.

L’Ofelia

Uno dei quadri simbolo del movimento è l’Ofelia di John Everett Millais, dove una dei personaggi più famosi dell’Amleto di Shakespeare è ritratta nel celebre passaggio nel quale la giovane, precedentemente respinta da Amleto e completamente fuori di sé per la morte del padre perpetrata dallo stesso, cade disgraziatamente in un ruscello e vi annega: “Le sue vesti si gonfiarono, e come una sirena per poco la sorressero, mentre cantava brani di canzoni antiche, come una ignara del suo stesso rischio, o come una creatura nata e formata per quell’elemento. Ma non poté durare a lungo, finché le sue vesti, pesanti dal loro imbeversi, trassero la povera infelice dalle sue melodie alla morte fangosa”.

Millais per ritrarre la sua Ofelia scelse la modella Elizabeth Siddal, una delle donne chiave dell’epopea preraffaellita e mise in campo tutta la sua conoscenza naturalistica, caricando l’opera di dettagli tecnici e scientifici ma anche di annessi valori simbolici. Ecco allora che i ranuncoli bianchi simboleggiavano ingratitudine e superficialità, le margherite l’innocenza della ragazza, mentre le rose invece erano simbolo di gioventù, amore e bellezza. L’olmaria, la regina dei prati, sottolineava la futilità della morte della fanciulla, l’adonide il dolore che stava lacerando la ragazza, mentre il papavero con i suoi lugubri semi neri era il simbolo del sonno e della morte.

Millais nella fase matura della sua opera finirà per rinnegare l’esperienza preraffaellita, indicando come modelli della propria pittura addirittura Rembrandt e Velazquez, e lo stesso movimento si spegnerà dopo pochi decenni di vita riuscendo tuttavia a lasciare un segno nell’arte, nella letteratura attraverso una reciproca contaminazione, addirittura nella moda visto che le donne inglesi cominceranno a vestirsi come le donne dipinte dai preraffaelliti e soprattutto sdoganeranno l’idea di un corpo libero di muoversi e di mostrarsi nella propria bellezza, senza corsetti e costrizioni varie. Come ebbe a dire il poeta, storico e critico d’arte John Ruskin, che dei preraffaelliti fu grande sostenitore: “L’arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo”.

Rinnoviamo il mondo, di Francesco Alemanni

Rinnoviamo il mondo

di  Francesco Alemanni 20 Settembre 2022

crisi

Ecologicaonline

Questo articolo è uscito sul numero di Settembre 2022 della versione digitale di Ecologica. Puoi leggerlo scricando l’app su Apple o Android, oppure sfogliarlo online.

La crisi climatica e quella energetica esplosa con l’invasione dell’Ucraina mettono tutti davanti ad un bivio. È arrivato il momento di liberarci dalla nostra dipendenza energetica e rinnovare il nostro impegno per una seria transizione ecologica verso le energie rinnovabili. Fa bene al pianeta e alle nostre tasche.

I cambiamenti climatici in atto sono quasi tutti imputabili alla nostra specie. L’innalzamento delle temperature, sostanzialmente, è stato causato dall’abuso dei combustibili fossili come petrolio, carbone e metano.

A destare allarme sono anche l’aumento dei tassi di deforestazione. Il livello di anidride carbonica presente nell’atmosfera ha già superato le 400 parti per milione, un livello che sulla Terra non veniva toccato da almeno 3 milioni di anni.

Se non riusciremo a ridurre questi valori, le conseguenze sul clima potrebbero essere devastanti e nel giro di pochi anni il numero dei morti a causa dei fenomeni climatici potrebbe diventare spaventoso.

Energia sostenibile

Di sicuro non è saggio continuare a vivere come se si trattasse di scenari possibili e lontani. Occorre, piuttosto, dar seguito immediatamente agli Accordi di Parigi sul Clima e investire sulle energie rinnovabili, sulla mobilità sostenibile, sulla riduzione dei gas climalteranti.

A livello nazionale ed europeo, è necessario lavorare per una politica energetica sostenibile che punti al 100% di energie alternative. Per raggiungere questo obiettivo servono investimenti in energie rinnovabili ed efficienza energetica, scaglioni vincolanti di riduzione di CO2 e l’abbandono progressivo delle fonti fossili.

Il nostro Paese, attraversato da una crisi profonda aggravata prima dalla pandemia e poi dagli effetti della guerra d’invasione dell’Ucraina, deve promuovere la conversione ecologica dei modelli sociali e di quelli produttivi. Una conversione che può tradursi anche in un volano per uscire dallo stallo e per creare occupazione di qualità.

Energia conveniente

Certo, qualche passo in avanti è stato compiuto. Nel corso del 2020 in Europa l’energia elettrica generata da fonti rinnovabili ha superato quella prodotta da fonti fossili. Tuttavia, la strada da percorrere per conseguire quanto stabilito dal Consiglio Europeo, abbattere il 55% delle emissioni entro il 2030, è ancora lunga e deve fare i conti con numerosi ostacoli, spesso legati al pregiudizio che un mondo al 100% di energia rinnovabile sia troppo costoso. Un pregiudizio che resiste nonostante la crisi del gas e che, anzi, ha riportato in auge un fantomatico nucleare sicuro!

È vero che si tratta di una sfida enorme. Che però è resa praticabile dalla discesa continua dei costi di produzione dell’energia da fonti rinnovabili. Il rapporto dell’International Renewable Energy Agency pubblicato nel 2021 afferma che “il solare fotovoltaico e l’eolico sono, sempre di più, la fonte di elettricità più economica in molti mercati”. Una conferma sulla praticabilità ed economicità viene anche dal Dipartimento dell’energia statunitense che, nel suo rapporto Solar Futures Study, afferma la capacità statunitense di poter accrescere la produzione di energia elettrica da solare dall’attuale 4% al 40% entro il 2035, fino ad arrivare al 45% nel 2050. Nello stesso studio, si stima una crescita dell’eolico fino al 36% del paniere. In questo modo solare ed eolico sarebbero in grado di produrre il 75% dell’energia elettrica statunitense.

Nello specifico, risulta che, mediamente, occorrono 3,7 dollari per produrre 1 kilowattora di elettricità con il fotovoltaico, 4 dollari se si tratta di eolico, 5,9 dollari con il gas, 11,2 dollari se si passa al carbone e addirittura 16,3 dollari con il nucleare.

È evidente come la transizione verso le fonti rinnovabili non sia soltanto utile al Pianeta e indispensabile a combattere i cambiamenti climatici, ma anche estremamente conveniente.

Ostacoli

La situazione italiana, in vista del 2050, richiede che vengano installati, da qui al 2030, almeno 7 GW ogni anno. Obiettivo raggiungibile se consideriamo che nel 2010 e 2011 nel nostro paese sono stati installati 6 GW ma lontanissimo dal ritmo degli ultimi 5 anni che ci hanno sempre visto sotto un GW all’anno.

Le cause di questo forte rallentamento vanno ricercate soprattutto nei lunghi iter autorizzativi e burocratici.

Eppure, come sostiene il Direttore esecutivo di IEA Fatih Birol, “Paesi, città, famiglie e imprese devono dare la priorità al risparmio energetico, all’efficienza energetica e alle tecnologie a basse emissioni di carbonio” ma soprattutto, aggiunge Birol, “I sindaci e i governi nazionali devono sostenerli sbloccando politiche e investimenti in materia di energia pulita su una scala senza precedenti”.

In Italia, se solo Governo e Regioni autorizzassero nei prossimi tre anni nuovi impianti per 60 GW, che rappresentano appena un terzo delle domande di allaccio già presentate a Terna, avremmo nuovi investimenti per 85 miliardi e la creazione di 80.000 posti di lavoro.

Si risparmierebbero, inoltre, 15 miliardi di metricubi di gas ogni anno, ovvero il 20% del gas importato e ben sette volte tanto rispetto a quanto il Governo stima di ottenere con l’aumento dell’estrazione di gas nazionale. Si tratta quindi di un’operazione strutturale che accresce la nostra sicurezza e indipendenza energetica e che può ridurre drasticamente gli importi della bolletta elettrica.

Nuove crisi

Da quando lo scorso 24 febbraio il Presidente russo Vladimir Putin ha dato il via all’invasione dell’Ucraina, oltre al suo portato di morte e distruzione, le conseguenze di quella terribile guerra si fanno sentire anche nel resto del mondo, in particolare sulle bollette di una larga parte dei Paesi dell’Unione Europea.

La nostra dipendenza energetica, la Russia fornisce all’Europa circa il 40% del suo fabbisogno di gas, e le speculazioni sui mercati dell’energia fossile hanno portato ad un aumento delle bollette, ormai insostenibile per moltissime famiglie e imprese.

Un tetto Ue al prezzo del gas è necessario così come la separazione del mercato delle energie rinnovabili da quelle del gas. Secondo le regole del mercato pay-as-clear, infatti, il prezzo di tutta l’elettricità venduta nel mercato all’ingrosso è determinato dall’unità di energia più costosa. Un meccanismo che crea speculazioni e ingiustizia e genera un meccanismo di effetti negativi a catena. Si riduce innanzitutto il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, depauperati da bollette insostenibili, mentre aumenta il costo degli alimentari.

Una situazione drammatica se solo pensiamo che già nel 2021, secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, oltre 4 milioni di nuclei familiari vivevano una condizione di povertà energetica.

Risparmi e sostegni

Ognuno si ingegna, nella quotidianità, per ridurre al minimo il consumo di elettricità e gas e cercare di limitare gli effetti della crisi. Ma queste azioni, certo utili anche per una questione di emissioni e sostenibilità ambientale, certo non riusciranno ad arginare la crisi.

Anche gli interventi messi in atto dai governi dei diversi Paesi europei per contenere il caro bollette, per quanto indispensabili, sono assolutamente insufficienti. Occorre, nell’immediato, un prelievo del 100% degli extraprofitti intascati dalla filiera energetica da utilizzare per coprire gli extra costi sostenuti da famiglie e imprese. È necessario, poi, che per un periodo di almeno 12 mesi venga fissato per legge il prezzo dell’energia e che per lo stesso periodo di tempo venga imposto anche un tetto al prezzo del gas. Senza dimenticare le fasce sociali più deboli alle quali garantire una fornitura gratuita fino ad un massimo di 1.800 KWh/anno.

Via d’uscita

E siamo di nuovo al punto. Gli interventi tempestivi e immediati per tentare di limitare danni gravissimi a famiglie e imprese sono indispensabili ma, allo stesso tempo, dobbiamo liberarci dalla nostra dipendenza energetica e a rinnovare il nostro impegno per una seria transizione ecologica verso le energie rinnovabili.

La crisi climatica affama sempre più il mondo

La crisi climatica affama sempre più il mondo

di Raoul Oliva 23 Settembre 2022

mondo

ecologica.online

Il 16 settembre 2022 Oxfam, leader mondiale nei progetti di sviluppo in ambito rurale e nel portare acqua e servizi igienico sanitari nelle emergenze, ha pubblicato il report “Hunger in a heating world – How the climate crisis is fuelling hunger in an already hungry world” nel quale si evidenzia che la fame nel mondo è alimentata anche dagli impatti del cambiamento climatico.

La sintesi dello studio evidenzia una situazione critica che deve essere affrontata immediatamente:

  • un terzo del Pakistan allagato;
  • in Somalia la peggiore siccità degli ultimi 40 anni;
  • eventi meteorologici estremi quintuplicati negli ultimi 50 anni;
  • fame acuta più che raddoppiata, da 21 milioni a 48 milioni di persone, nei paesi più colpiti dal 2000 (Afghanistan, Burkina Faso, Gibuti, Guatemala, Haiti, Kenya, Madagascar, Niger, Somalia e Zimbabwe) che sono responsabili solo dello 0,13% delle emissioni globali di carbonio ed i meno preparati ad affrontare la crisi climatica;
  • 18 giorni dei profitti dell’industria del petrolio e del gas (circa 2,8 miliardi di dollari al giorno per ciascuno degli ultimi 50 anni), coprirebbero l’intero appello umanitario delle Nazioni Unite che ammonta a 48,82 miliardi di dollari per il 2022.

Ingiustizia climatica

Gli eventi meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici (siccità, incendi, tifoni, inondazioni e cicloni) uniti all’innalzamento del livello del mare ed alla desertificazione causano perdite di raccolti, bestiame e pesca, degradano il suolo e gli ecosistemi ed interrompono le catene alimentari locali; la sola siccità è costata ai paesi a basso e medio reddito circa 37 miliardi di dollari in perdite tra il 2008 e il 2018.

Inoltre, le condizioni meteorologiche estreme causano carenza di acqua e cibo e costringono le persone a spostarsi; ad esempio, in Somalia, quasi un milione di persone ha abbandonato la propria casa dal gennaio 2022 a causa della siccità.

I paesi che hanno meno risorse per far fronte alla crisi climatica ne sono anche i meno responsabili mentre i paesi del G20, che controllano l’80% dell’economia mondiale, insieme rappresentano oltre tre quarti delle emissioni mondiali (76%); un’imposta aggiuntiva dell’1% sui profitti dei combustibili fossili basterebbe a finanziare l’intero programma globale per la sicurezza alimentare delle Nazioni Unite.

A dimostrazione di quanto la crisi climatica stia aumentando le disuguaglianze ci sono i dati di due recenti eventi di siccità:

  • Stati Uniti – grazie alla preparazione al cambiamento climatico ed alla potenza economica, il governo può sostenere i piccoli agricoltori colpiti e le persone svantaggiate nonostante sia alle prese dal 2020 con la peggiore siccità degli ultimi secoli;
  • Somalia (172° su 182 paesi nell’indice di adattamento mondiale) – la siccità ha portato conseguenze molto gravi (oltre 7 milioni di somali ridotti alla fame e circa tre milioni di capi di bestiame morti) e servirebbero 1,5 miliardi di dollari, equivalente al 30% del PIL somalo, per fornire acqua e cibo per evitare che altre persone muoiano per la fame.

Gli eventi estremi più significativi sono localizzati nelle aree più povere:

  • i tifoni asiatici in Bangladesh, Nepal, Pakistan e India e nelle principali parti del sud-est asiatico fra cui le Filippine;
  • la siccità dell’Africa orientale con oltre 21 milioni di persone in Etiopia, Kenya e Somalia che stanno soffrendo di fame acuta;
  • i cicloni dell’Africa meridionale che hanno colpito Mozambico, Malawi e Zimbabwe interrompendo l’accesso ai servizi e all’istruzione e sfollando milioni di persone;
  • la siccità del Sahel con 6,3 milioni di casi di malnutrizione acuta ed un aumento del 62% rispetto al 2018;
  • il corridoio asciutto dell’America Centrale con impatto sull’agricoltura (caffè e mais per primi) e su 10 milioni di persone che vivono in Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador e Guatemala;
  • l’innalzamento del livello del mare del Pacifico con lo sbiancamento dei coralli e la destabilizzazione dell’intero ecosistema marino;
  • la scarsità d’acqua del bacino del fiume Eufrate e Tigri in una zona nota per la terra fertile (Siria, Iraq e Turchia) con diminuzioni di oltre il 50% dei raccolti.

Azioni possibili e conclusione

Oxfam ha identificato alcune azioni urgenti da intraprendere:

  • fornire aiuti per affrontare l’immediata crisi della fame in questi hotspot climatici;
  • garantire un clima adeguato e un finanziamento anticipato per aiutare le persone colpite ad adattarsi, prepararsi e far fronte al prossimo disastro;
  • risarcire i paesi più colpiti per ciò che hanno già perso a causa della crisi climatica;
  • ridurre gli impatti futuri sul clima presentando piani climatici realistici che riducano le emissioni per limitare il riscaldamento al di sotto di 1,5°C.

Aiuti e risarcimenti dovrebbero essere forniti dai paesi più ricchi e inquinanti e dalle aziende che traggono profitti dalle attività dannose per il pianeta.

Anche l’Italia è stata colpita da eventi estremi in aumento rispetto agli anni precedenti, ivi compreso un periodo di siccità particolarmente lungo, e per ora la capacità di adattamento dimostrata è stata sufficiente ad impedire problematiche peggiori (la nostra nazione è ritenuta, come tutti gli stati del G7, ad alta adattabilità al cambiamento climatico e bassa vulnerabilità).