«Dopo la terapia intensiva per Covid, ecco i miei secondi 40 anni»
Un mese di terapia intensiva a causa del Covid all’ospedale “Cardarelli” di Napoli. Un viaggio all’inferno, senza l’aiuto di Virgilio, ma con la forza dell’amore, la vicinanza di Wanda, sua musa ispiratrice, e la volontà di completare un libro per realizzare un sogno e lasciare un segno che vada oltre il traguardo. La speranza per restare aggrappati alla vita. Quel libro è stato terminato e, fresco di stampa, pubblicato nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. Si intitola “La luna celata” ed è la storia a lieto fine di Domenico Di Napoli, autore originario del capoluogo campano, che racconta – come lui stesso li definisce – i suoi secondi 40 anni. Poesie e pensieri dal 1982 al 2022. Il titolo dell’opera prende spunto dall’omonima lirica racchiusa al suo interno «che – spiega l’autore – a sua volta fa seguito ed è legata a doppio filo all’altra poesia Pietra di luna e la completa. La parola ”celata”, molto suggestiva, è opera di Wanda. Paragono lei alla luna».
L’opera è un canto d’amore, unico sentimento genuino che non conosce età, filo conduttore in tutte le sue forme e sfaccettature. «Un tema trito, ritrito – scrive l’autore nella sua Introduzione – e anche abusato, ma grazie alla sua forza l’animo umano ha raggiunto le più alte vette della poesia. Perciò quando lo si scopre, risveglia sempre in ognuno di noi quel Fanciullo che dorme nel profondo del nostro inconscio, con tutte le sue innocenze e contraddizioni». Ma altri argomenti ispiratori dei suoi versi sono: la natura, il mare – un luogo del cuore a cui sono dedicate alcune poesie è Diamante, comune calabrese con le sue spiagge e le sue acqua cristalline in cui l’autore ha vissuto tanti mesi estivi – l’eterna lotta tra bene e male, l’amore del verde e, non ultimo, il tempo. Il tutto trattato con uno stile spontaneo e il più istintivo possibile, con lo sguardo rivolto alla cultura classica e umanistica. «L’atlante poetico di Domenico Di Napoli – scrive nella Prefazione Alfredo Rapetti Mogol, figlio del noto paroliere – è intriso in ogni latitudine, in ogni longitudine di un infinito, profondo e continuo canto d’amore. La materia di cui è composto ogni verso è costituita di particelle, di vibranti atomi di questo sentimento così fortemente avvertito».
In qualche modo la realtà incide sempre nella scrittura. In particolare – afferma l’autore – «se la scrittura è lo specchio della realtà può essere storia o biografia o descrizione della natura o degli eventi; se è lo specchio di una realtà fantastica, allora può essere arte, purché non sia un riflesso distorto oltre limite». Luoghi e date si susseguono nella Luna celata come un cammino lungo la vita del poeta. «In questo viaggio nei miei secondi 40 anni – racconta Di Napoli – è cambiato tutto e niente. E’ cambiato tutto ciò che divora il tempo come dominatore inesorabile, ma non è cambiato nulla del mio spirito interiore che è sempre determinato a rincorrere i sogni da ragazzo». E questo viaggio ha un unico scopo rivolto al lettore: «l’esortazione a perseguire sempre la via del bene che è la più difficile da percorrere e comporta rinunce: meglio crediti che debiti di coscienza».
È lì, distanzzamento sociale giusto, Accantonate in un angolo sperduto di verde, l’ho guardo da lontano con diffidenza perché il mio animo è quello.
Rose gialle, diversi tempi di vita, alcune nell’intento di sbocciare, altre mature, tanto quanto per resistere il tempo a loro concesso, infine ci sono loro, quelle con le quale mi camuffo e mi sento a mio agio, perchè sono loro che mi rappresentano, quelle all’ultimo paso, l’ultimo mio respiro affanato, distante…
Le mie rose gialle.
Sono loro che hanno la mia comprensione, perché le assomiglio. Fragili al primo vento che passa, mature al punto giusto di aver imparato, quand’è il momento.
La mia rosa gialla è debole, quanto me; non ho altro che la parola, per difendermi. Ci provo ogni volta fino all’esaurimento. Sono esposta quanto loro, ai cambiamenti, talvolta qualcuna perisce nel percorso. Arriverà anche il mio momento. Siamo immersi in un ciclo vitale. Mi disarmo….
Collezione Bistolfi: ancora due date per gli approfondimenti di Alessandra Montanera
Il conservatore del Museo Civico accompagnerà alla scoperta delle opere dello scultore casalese ancora giovedì 7 e 14 luglio
Casale Monferrato: Dopo i due appuntamenti di giugno, proseguiranno giovedì 7 e 14 luglio gli apprezzati momenti di approfondimento alla nuova Collezione Bistolfi da parte del conservatore del Museo, Alessandra Montanera.
Dopo l’inaugurazione ufficiale dello scorso 18 giugno, infatti, sono stati messi in calendario quattro incontri alle ore 17,00 per scoprire una parte della ricca donazione che la Città di Casale Monferrato ha ricevuto nel gennaio 2021 da Vanda Martelli in memoria del marito Andrea Bistolfi.
Per partecipare non è necessaria la prenotazione e l’ingresso è al prezzo speciale di € 3,60. Durante gli appuntamenti si potranno vedere, in modalità di “deposito visitabile”, le circa 250 opere di scultura principalmente in gesso, oltre a esempi di arte plastica in altri materiali particolari quali terrecotte, metallo, bronzo e plastilina.
Si potranno visionare anche paesaggi dipinti su tavolette e una rassegna della maestria di Leonardo Bistolfi nell’arte grafica: «Il Museo ha acquisito un patrimonio talmente composito ed eterogeneo che questo è solo l’inizio di un processo di valorizzazione che riporterà agli onori della storia Leonardo Bistolfi non solo come scultore, ma come protagonista del suo tempo. Siamo di fronte a una sorta di grande puzzle, dove ogni singolo pezzo troverà la sua ragion d’essere e contribuirà a ricostruire l’universo bistolfiano», ha spiegato Alessandra Montanera.
Per chi volesse invece ammirare la Collezione nei fine settimana, il sabato e la domenica sono previsti quattro momenti giornalieri di visita con i seguenti orari fissi: alle 11,00, alle 12,00, alle 16,00 e alle 17,00. Ingresso compreso con il biglietto del Museo Civico (€ 5,00).
PROSEGUE FINO A NOVEMBRE LA MOSTRA “UN SET ALLA MODA”
Alessandria: Animata da un notevole flusso di pubblico e per permettere ancora ai tanti visitatori del museo di Palazzo Cuttica – via Parma 1, Alessandria – di poter ammirare la bellezza e i particolari dei pezzi esposti, è stata prorogata fino al 2 novembre 2022 la mostra “Un set alla moda” Un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi, che racconta l’anima più autentica del cinema italiano, rappresentata dalle storie, le fotografie e gli abiti degli intramontabili divi dei grandi film, che tornano in scena nella prestigiosa sede museale di Alessandria.
L’iniziativa, fortemente voluto dalla Città di Alessandria e organizzato dall’Azienda CulturAle Costruire Insieme, è promosso dalla Regione Piemonte, con il coordinamento scientifico del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Cineteca Nazionale di Roma, la partecipazione di Film Commission Torino Piemonte e della Fondazione Artea, la collaborazione della Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio.
Diciassette costumi e settanta suggestive fotografie di set realizzate dal «fotografo delle dive» Angelo Frontoni (Roma, 1929-2002) si intrecciano in un percorso espositivo, una sorta di viaggio a ritroso che parte dal cinema muto di inizio Novecento, quando Torino era la Hollywood italiana ed erano gli stessi registi a supervisionare i costumi, per approdare al cinema sonoro e all’epoca d’oro di Cinecittà, delle pellicole d’autore di Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini e della commedia all’italiana, da Dino Risi a Roberto Benigni.
Le foto di scena traghettano il visitatore dentro il set, alla scoperta del lavoro che sta dietro ad un ciak, agli accessori e ai dettagli che hanno contribuito a creare la fortuna, ad esempio, del kolossal Cabiria negli anni dieci del Novecento, così come, in tempi più recenti, il fascino di dive intramontabili come Claudia Cardinale, Sophia Loren e Silvana Mangano.
Gli abiti in mostra raccontano il cinema italiano, l’attenzione al dettaglio e la creatività di costumisti ormai entrati nel Pantheon del cinema internazionale: da Pietro Tosi a Marcel Escoffier, da Danilo Donati a Maurizio Chiari, da Nicoletta Ercole ad Aldo Buti.
Sotto i riflettori anche le due prestigiose sartorie Devalle e Annamode a testimonianza di due luoghi, ancora una volta tra Torino e Roma, dove i bozzetti prendevano corpo, trasformandosi in capi unici e – allora come oggi – si imparava e tramandava il mestiere.
Ricordiamo che l’esposizione sarà aperta fino al 2 novembre, dal giovedì alla domenica dalle ore 15 alle ore 19.
Il costo del biglietto intero è di 5 euro, 3 euro il ridotto.
Giovedì 7 Luglio 2022, alle ore 21.15, presso la SOMS Cristo di Corso Acqui 158, Alessandria, l’Associazione di cultura cinematografica e umanistica La Voce della Luna con il relativo Circolo di lettura presenta il libro “Incontri di viaggio” di Roberta Soverino, edito da Policromia.
Moderano la Prof.ssa Patrizia Farello, già docente di Scienze Umane, psicologa e psicopedagogista, e la Dott.ssa Barbara Rossi, studiosa di cinema, media educator e scrittrice. Ingresso libero.
“Incontri di viaggio” è un libro un po’ inusuale: non tratta tanto dei luoghi visitati, in una sorta di diario di viaggio, ma, prendendo a prestito le occasioni che i viaggi portano con sé, racconta delle persone incontrate sulla strada, quelle più atipiche, più particolari, sempre rigorosamente vere e reali. Il libro è suddiviso in capitoli, uno per ogni persona e luogo visitato.
Roberta Soverino è nata ad Asti il 30 dicembre 1977. Vive e lavora da tempo nel Monferrato Alessandrino, dove è psicologa e insegnante di scuola dell’infanzia. Ha pubblicato, nel 2019, con Collana Floreale, il romanzo rosa a sfondo storico “Un destino medievale” e nel 2022, con Land University Press, il saggio sul mondo della scuola “Oltre le buone pratiche”. Scrive e pubblica saggi e articoli di psicopedagogia.
Un’autentica vita democratica non può che fondarsi sull’impegno e sulla responsabilità diretta di ogni cittadino. Questo tema, così sentito oggi, è collocato dalla scrittrice francese nel più vasto contesto della formazione umana e sociale della persona.
«L’iniziativa e la responsabilità, il senso di essere utile e persino indispensabile, sono bisogni vitali dell’anima umana. Una completa privazione di questo si ha nell’esempio del disoccupato, anche quando è sovvenzionato sí da consentirgli di mangiare, di vestirsi, di pagare l’affitto. Egli non rappresenta nulla nella vita economica e il certificato elettorale che dimostra la sua parte nella vita politica non ha per lui alcun senso. Il manovale si trova in una situazione appena migliore. La soddisfazione di questo bisogno esige che un uomo debba prendere spesso decisioni su problemi, grandi o piccoli, i cui interessi siano estranei ai suoi propri, ma verso i quali si senta impegnato. Bisogna anche che debba sforzarsi continuamente. E bisogna infine che possa appropriarsi col pensiero dell’intera opera della collettività di cui fa parte, compresi i settori sui quali non avrà mai da prender decisioni né pareri da dare. Per questo bisogna fargliela conoscere, chiedergli il suo interessamento, rendergliene sensibile il valore, l’utilità e, se è il caso, la grandezza; e fargli chiaramente comprendere la parte che egli ha. Ogni collettività, di qualsiasi specie essa sia, che non soddisfi queste esigenze dei suoi membri è guasta e dev’essere trasformata. In ogni personalità un po’ forte il bisogno d’iniziativa giunge fino al bisogno di comando. Un’intensa vita locale o regionale, una grande quantità di opere educative e di movimenti giovanili devono offrire, a chiunque ne sia capace, l’occasione di comandare durante un determinato periodo della sua vita.
S. Weil, La prima radice, tr. di F. Fortini, Comunità, Cremona, 1954, pagg. 21-22
Simone Weil nasce a Parigi nel 1909 e muore a Ashford nel 1943, ad appena 34 anni. La sua breve vita, collocata fra i due conflitti mondiali del Novecento, presenta simbolicamente i tratti degli eventi di cui fu testimone non passiva: la crisi del ‘29, l’avvento dei totalitarismi, la critica rivoluzionaria dei sistemi sociali, i movimenti operai, la guerra di Spagna, la seconda guerra mondiale. Simone Weil è stata una filosofa, innamorata del pensiero greco; una combattente per la giustizia e il rispetto della dignità umana, appassionata all’idea di Dio, cui corrispondere senza limiti confessionali. Nacque in seno a una colta famiglia ebrea non praticante. Fu una tra le prime donne ad avere accesso ai corsi del celebre filosofo Alain.Terminati gli studi all’École Normale, insegna filosofia nelle scuole di alcune città di provincia, interessandosi al contempo all’istruzione e ai problemi di operai, contadini e disoccupati. Si unisce agli scioperanti, milita come sindacalista e inventa gesti provocatori, come la divisione del suo salario con i disoccupati. In occasione di alcuni viaggi, si rende conto in anticipo del dramma dell’ascesa del nazismo e della diffusa condizione di miseria delle popolazioni. La questione della condizione operaia la preoccupa a tal punto, che decide di farne esperienza sulla propria pelle, facendosi assumere come operaia presso alcune fabbriche metallurgiche di Parigi, nonostante il suo fisico gracile, minato da continue emicranie. Nel 1936 si unisce in Spagna alle brigate internazionali che combattevano nella guerra civile. Negli anni successivi, dopo una visita ad Assisi e un soggiorno nell’abbazia benedettina di Solesmes, Simone si avvicinò al cristianesimo. Sfollata con i suoi familiari a Marsiglia prima, e a New York poi, a causa della persecuzione nazista, rientrò comunque ben presto per unirsi alla Resistenza. Anche se non le fu consentito raggiungere il fronte, partecipò come redattrice al comitato nazionale «France Libre» del generale De Gaulle a Londra. La condizione fisica di Simone si indebolì in tempo di guerra, quando, anche per solidarietà con i suoi concittadini, ridusse l’alimentazione ai limiti consentiti dalla tessera di razionamento. Ammalatasi infine di tubercolosi, morì nel sanatorio di Ashford il 24 agosto del 1943. I suoi scritti, a eccezione degli articoli nelle riviste Révolution prolétarienne, Critique sociale, Nouveaux Cahiers, Cahiers du Sud, sono apparsi tutti postumi: La pesanteur et la grâce, 1948 (trad. it. 1951); L’enracinement: prélude à une déclaration des devoirs envers l’être humain, 1949 (trad. it. 1954), scritto a Londra tra il 1942 e il 1943, ultima sua opera sistematica; L’attente de Dieu, 1950; La connaissance surnaturelle, 1950; Lettre à un religieux, 1951; Intuitions pré-chrétiennes, 1951; La condition ouvrière, 1951; Cahiers, 3 voll., 1951–56 (trad. it. 1982–84); La source grecque, 1953; Oppression et liberté, 1955 (trad. it. 1956); Écrites de Londres et dernières lettres, 1957; Pensées sans ordre concernant l’amour de Dieu, 1962 (trad. it. 1968). Essi testimoniano la complessità del suo pensiero a vari livelli: la dedizione a un’appassionata religiosità d’azione sociale, seguita con straordinaria coerenza morale e attiva solidarietà; una profonda tensione mistica, ispirata alla promozione dell’affratellamento della comunità umana; una raffinata riflessione di filosofia politica ricca di originali intuizioni, come il nesso scienza-potere-lavoro. La W. ha scritto per il teatro la tragedia rimasta incompiuta Venise sauvée (ed. 1955). Sotto la direzione di A.-A. Devaux e F. de Lussy sono state pubblicate le sue Oeuvres complètes (1988-97).
S. Pétremont, La vie de Simone Weil, 1973 (trad. it. 1994); G. Fiori, Simone Weil: biografia di un pensiero, pref. di C. Bo, Milano, Garzanti, 1990.
La disciplina sportiva canicross si divide in quattro specialità.
Flavia Sironi e Havana
La corsa a piedi, la corsa con lo scooter, la corsa con la bici bikejoring e il triathlon che raggruppa le prime tre discipline. La corsa a piedi si divide in due specialità, canicross, corsa breve veloce su sterrato con una lunghezza massima di 6/7 chilometri e la corsa lunga svolta in montagna chiamata dog trail.
Tutte queste discipline derivano dagli sport umani aerobici, corsa, bici, scooter e triathlon che comprende anche il nuoto e dallo sleedog ovvero la corsa sulla neve con i cani da slitta. In queste specialità il due zampe è come se fosse la slitta del quattro zampe.
tre campioni che hanno vinto i mondiali
Questo sport ha regole ferree per la salvaguardia del cane che viene sottoposto ad accurate visite veterinarie prima di ogni competizione. I compagni di binomio che sono formati da un uomo/una donna e un cane devono avere un’intesa ed un feeling perfetti. Si devono fidare ciecamente l’uno dell’altro. Lo sport a sei zampe è un modo per vivere la vita all’aria aperta in compagnia del proprio cane facendo qualcosa che diverte e piace ad entrambi. Si svolge su terreni sterrati, è rigorosamente vietato far correre i cani su asfalto. Questo sport viene praticato in mezzo a boschi incantati, su magnifiche spiagge, insomma in ambientazioni naturalistiche davvero molto belle. I cani amano correre, per loro è un movimento naturale, è compito degli umani riuscire a tenere il loro passo.
Per poterlo praticare l’umano e il cane si legano l’un l’altro ad una “linea” che per me ha il valore di un cordone ombelicale, agganciata sia all’imbrago indossato dall’umano sia alla pettorina indossata dal cane, che unisce due corpi, sei zampe e un’unica anima. Tutta l’attrezzatura deve essere regolamentare per permettere al cane di muovere tutti gli arti senza forzare in alcun modo la colonna e all’uomo per salvaguardare la schiena sottoposta a notevoli urti e strappi.
Per poter svolgere questo sport è necessario saper comunicare col proprio cane, anche perché per la velocità raggiunta, in caso di caduta il due zampe si può fare davvero molto male. Io, grazie alla mia Havana ho fratturato un braccio e incrinato due coste. Altre persone che conosco hanno avuto qualche indente, tutti i cani che conosco invece sono sempre rimasti illesi e si sono solo divertiti. Per questo motivo l’umano deve essere in possesso del certificato agonistico.
Correre a fianco del proprio cane è un’esperienza unica, fatta di intesa, complicità, amore e voglia di vivere la vita nel bel mezzo della natura in assoluta libertà fisica e mentale. Una vera e propria liberazione per la mente e un toccasana per il proprio corpo.
Quest’anno, durante il campionato mondiale che ha avuto luogo a Pledran in Francia, abbiamo avuto tre campioni italiani. Oro Vito Antonio Fiore nella disciplina bikejorin, argento Rinaldo Marioli già campione europeo, bronzo la mia cara amica Barbara Boccaccio nella disciplina di canicross.
Flavia Sironi è una nuova autrice di Alessandria today e Alessandria online
Pier Carlo Lava – Social Media Manager
Sono lieto di presentare ai lettori la biografia di Flavia Sironi che da oggi è una nuova componente della redazione dei due blog.
Note biografiche di Flavia Sironi
Ho corso per anni a livello agonistico, passando dalle gare su strada, ai cross, alle skyrace e per finire alle no limits. Circa dieci anni fa è nata una nuova disciplina sportiva agonistica, il canicross, ovvero la corsa a sei zampe.
Essendomi sempre allenata in compagnia dei miei cani ho iniziato a gareggiare con loro.
Poi, in un momento della vita mia oserei dire difficilissimo, da Catania è arriva lei Havana, un raggio di sole in un periodo buio.
Un vero splendore! Havana a soli dieci giorni di vita era stata gettata nella spazzatura, recuperata dai volontari è stata allevata col biberon per poi essere messa in adozione.
Quando giunse a casa mia stavo accompagnando mio papà sul ponte dell’arcobaleno.
Smontavo la notte, all’alba uscivo dall’ospedale, raggiungevo la mia abitazione, prendevo il mio assortito branco di cani e via sul monte Pranzà per liberare la mente.
Da subito Havana, anche se aveva solo tre mesi, si dimostrò una vera campionessa. Mentre gli altri correvano avanti e dietro di me lei li doppiava per poi mordicchiarli e scappare a zampe levate.
Appena matura per gareggiare, il cane per poterlo fare deve avere dodici mesi di vita, ho iniziato l’attività agonistica con lei.
Abbiamo vinto due campionati italiani, partecipato a due campionati europei, e purtroppo il covid non ci ha permesso di partecipare al campionato mondiale.
All’alba di sessantatre anni ho appeso, come si usa dire nell’ambiente, le scarpe al chiodo, sono diventata giudice di gara di canicross, tecnico di dog trail e cerco di trasmettere la mia passione ai giovani.
Nella vita ho fatto tante altre cose, ne sono soddisfatta ma non mi rappresentano più.
Vivo nel bel mondo della cinofilia e dello sport, ho una pagina facebook e un blog su instagram che parla di animali, soprattutto di cani. Sono una volontaria.
Amo i meticci perché lo sono a mia volta. Un poco bergamasca, un poco milanese, un poco crucca, un poco, da antiche origini, terroncella.
L’artista Mariea Boz Mariea Boz e’ un’artista pienamente integrata nell’intera generazione ormai a scadenza. Un essere culturalmente versatile, dinamico e generoso nelle sue connessioni intellettuali, con l’universo della letteratura e della psicologia; Mariea Boz, si è formata nell’ambiente dell’Accademia d’Arte daIasi, sotto l’attenta guida del maestro-pittore Corneliu Ionescu. Fin dalla nascita il colore le ha permesso di glossare entrambi i temi, sempre sorprendenti, del dialogovisivo con l’immediato, sotto le sue varie ipostasi e, nello stesso tempo, fare il salto nelle aree segnate dalle straordinarie fantasie dell’astratto. Questo pare essere il percorso intellettuale naturale, scoprire da soli che i valori decorativi possono generare passaggi ispirati, connessione e continuità con tutte le altre tipologie espressive…. Maria Boz ha offerto la gioia del naturale, una storia possibile di speranza e una nuova stagione dilibero sfruttamento dell’orizzonte dell’intimità, dell’estetica individuata nei segni simbolici della pittura. Segnata da prevedibili emozioni, l’espositrice ha dimostrato rigore professionale e infinito rispetto per gli spettatori. Per niente convenzionale nel discorso plastico, sempre a partire daall’idea della sua espressione adiacente, la pittrice ha delineato il significato di un percorso ascendente attraverso altezza intellettuale e semanticamente motivata da ogni immagine. Qualsiasi gesto e’ ermeneutico e si basa sull’inevitabile desiderio di penetrare l’universale dei simboli racchiusi nella struttura della composizione, in modo che il dialogo visivo parta dalle idee e arrivi a giudizi di vero valore che ”Mariea Boz, restituisce “… Valentin Ciucă, Selective Vernissages,ARCHIVIO Casa editrice, 2
BOZ MARIEA – U.A.P.Romania Istruzione: Università delle Arti “George Enescu” Iasi, Facoltà di Belle Arti e Dottorato in Belle Arti e Arti decorative; Master-Università “Alexandru Ioan Cuza”, Iasi, Università “PPAndrei” di Iasi, Facoltà di Psicologia e Servizio Sociale, FL, Arteterapia. Oltre 80 mostre personali: Romania: Iaşi, Piatra-Neamt, Brăila, Vaslui, Bucarest, Rm.Vâlcea, Bistriţa, Călimănesti, Bârlad, Galaţi, Suceava, Botoşani, Cluj, Blaj-Alba; Rappresentante. Moldavia, Chisinau, Italia-Alba, Portogruaro, Lequio Berria-Cuneo, Turchia-Istanbul.s.a. Mostre collettive / Simposi / Biennali: Romania, 1983-2022; Bruxelles, 2019; India Jaipur, 2020; Germania-Kronakh, 2020; Italia: Panorama Festival Internazionale d’Arte 2021,2022-online, Veneto Mestre, 2018, Alba-Cuneo 2016; Austria-Mallnitz, 2018, 2019; Paesi Bassi: Wijk Ann Zee, 2017-2019; Turchia, Istanbul, 2019; Serbia, Plandiste, 2019; Grecia, Leptokarya, 2019; Rep. Moldova 2010-2020: Chisinau, Parcova, Balti, Olanesti, Cimişlia, Transnistria, Molovata, 2017; Ucraina, Odessa, sa Premi / riconoscimenti / diplomi all’estero: 2018,2019: Mallnitz, Austria, Diploma “Mallnitz Traveling Art II” e “Pro Arte”; 2018: Nom. premio per la pittura & quot; Durata di conservazione limitata & quot; Internazionale Kunstfestival-Paesi Bassi; 2013-; Rep.Moldavia: 2018, Tudora- Diploma-Sim. Int. “Ştefan Culea”; 2015: Chisinau; Distinzione giubilare “Parcova12”, Diploma di Eccellenza “Parcova 2013”, As. “Parcova NOVA” e I.C.Roman “M. Eminescu”; 2013-2018, Chisinau – Diplomi di Eccellenza : I.APAV Salon, Chisinau, 2011: Diploma di Eccellenza – Consolato di Romania, Odessa, Ucraina, Certificato di Eccellenza, Panorama International Arts & Sculpture Festival, 2021 s.a. Premi/diplomi in Romania: Gran Premio-Festival Internazionale A.R.T.E.2019; Premi PITTURA a: UAPR Salon “Artis” 2012, Iaşi e 2017-ARTS Festival; Premio Eccellenza, 2015: Iaşi-Diploma e Fr. Excellence nell’organizzazione di eventi, UAPR Salon “Artis” 2011, 2013; 2019 Diplomi e Trofei “Eccellenza nella professione” TELEMOLDOVA Plus, Tele Moldova, Prima TV; 2014, 2019: Iaşi, A.R.T.E. Excellence in Profession Distinction, UAP Iaşi; Medaglia e p. Museo della Pittura ”M. Eminescu ”Iaşi e UAPR; 2010: Fr. Arte Decorativa-Sim. “D. Cantemir” Sua Altezza Reale il Principe Radu al Ro; 2009: Diploma giubilare-60 anni Col.Nat. “O.Băncilă” Iaşi; 2008: Trofeo “ECCELLENZA NELL’ARTE” Galà di Eccellenza femminile AFU Ro, APL Iaşi .. Simposi creativi: Romania, India, Austria, Olanda, Grecia, Turchia, Serbia, Bulgaria, Repubblica di Moldova; Management culturale: Vice Presidente As. “Sf. Nicolae cel Milostiv & quot; Iasi; Direttore/Curatore eventi artistici, Presidente/membro della giuria della mostra; Pubblicazioni: Autore di pubblicazioni (ISBN), articoli in volumi e riviste, Coautore di cataloghi (ISBN, ISSN) mostre/simposi/campi creativi; Partecipazione a programmi TV, Radio, reportage. Apparizioni in: Enciclopedia degli artisti rumeni contemporanei, vol VI, Alexandru Cebuc-Negoita Laptoiu, Valentin Ciucă-Un secolo di belle arti a Iaşi, Valentin Ciucă-Dizionario Illustrato di belle arti della Moldova, Valentin Ciucă Selective Vernissage, Annuario UAPR-Iaşi Branch, Cataloghi d’arte, Enciclopedia delle personalità rumene-Hubner Chi è Chi, ed aVIIa, Volume Simposi, articoli sulla stampa scritta Valentin Ciuca, in riviste: Ema Ilie, Horia Costin Chiriac, Mihai Păstraguş.
Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.
Tenendo conto delle richieste che la Writers Capital Foundation sta ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del Panorama International Arts Festival 2022 .
Informazioni su PILF 2022
Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
Tema: Guerra e pace
Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.
Sesso civile” di Luca Franceschini: una fuga rocambolesca alla ricerca di una libertà ormai dimenticata
“Ora sentiva il fiato dell’Ordine sul collo. Una bestia braccata che doveva fuggire e rinunciare a tutto ciò che aveva ottenuto. L’invidiabile posizione di archeologo sarebbe diventata un ricordo. Si domandava: un ricordo di una vita peggiore e priva di libertà? O un ricordo di una vita migliore e spensierata, dove si era saputo inventare una posizione, un buon reddito e lo spazio per i vizi?”
Demri si è finalmente risvegliata dal coma ma non ricorda niente del passato e la realtà nella quale vive è assurdo: una società fatta di Centri d’Accoppiamento, iniezioni ormonali e rapporti umani ridotti a obblighi burocratici.
Cos’è accaduto al mondo che conoscevamo e perché è obbligata a sottoporsi a pratiche delle quali non comprende il significato?
Poi appare Christian che vive anche lui lì ma per chissà quale ragione decide di aiutarla, di portarla via da quel posto, in un luogo più sicuro e con meno imposizioni. Ma qualcuno li spia e scappare non sarà così semplice.
“Sesso civile” (Delos Digital, collana Futuro Presente, aprile 2022) è l’ultimo romanzo del toscano Luca Franceschini, classe 1980, laureato in filosofia, e vincitore di diversi Premi anche come fumettista.
Un romanzo breve fantascientifico davvero ben scritto che catapulta i lettori in un futuro che potrebbe essere non troppo lontano dalla realtà, soprattutto osservando a ciò che sta accadendo al nostro presente.
Il ritmo è incalzante e le pagine scorrono rapide nel desiderio di capire cosa è accaduto alla ragazza rediviva e come funziona quel mondo così strano.
“Ma non era la società attuale la concreta e più alta realizzazione dell’idea di libertà? La libertà di poter godere di tutte le necessità senza il pensiero di doverle guadagnare o comprare, garantite dalla Delimitazione, compreso il sesso? Cosa mai ci poteva essere di più libero.
Ancora di più ci rendiamo conto di quanto la libertà sia importante e quanto questa condizioni ogni atto della nostra esistenza. I protagonisti sembrano capirlo durante il loro tentativo di fuga ma un finale inaspettato potrebbe ribaltare quanto accaduto fino a quel momento.
“Sesso civile” è intrigante e coinvolgente, una storia che ha dell’assurdo ma raccontata così bene che immaginarsi in quella realtà diventa piuttosto semplice.
Per fortuna è “solo” fantascienza e dopo l’ultima pagina un bel sospiro di sollievo è inevitabile anche se non sarebbe male poter leggere un continuo: che fine ha fatto Demri? E il povero Christian che scelte ha preso poi?
LA FESTA DEL JAZZ CONTINUA A LUGLIO NEL MONFERRATO
Dopo i concerti nella natura e sul palco del Castello di Casale il Monfrà Jazz Fest riparte a luglio con i “Concerti Cartolina” in una “rassegna nella rassegna” dal titolo di “MonJF on the Road”, il cui lato enogastronomico è importante almeno quanto quello musicale. Una versione “tutta da gustare” del Festival, con tante date e location per tutto il periodo estivo, resa possibile anche dagli sponsor. Main Sponsor sono Fondazione CRT, Rolandi Auto, Mazzetti d’Altavilla, Krumiri Rossi Portinaro, Distilleria Magnoberta, Pasticceria Ninin, Sponsor Euroedil2 e dalla collaborazione e patrocinio di tantissimi comuni e content partner che supportano e supporteranno il festival nei prossimi mesi con meravigliosi location e prodotti.
Doctor JazzfeatDiego Borotti e Monica Fabbrini ai Due Buoi di Olivola
Il primo appuntamento con una cena + concerto è in programma venerdì 8 luglio a Olivola, dalle 19, al Ristorante I Due Buoi di Villa Guazzo Candiani e ha per titolo Doctor Jazz feat Diego Borotti e Monica Fabbrini.
Il nome del concerto è ispirato alla professione del leader Giorgio Diaferia. La sua dedizione alla musica jazz lo ha portato a dividere la professione di medico parallelamente a quella di musicista. Con questa formula Diaferia ha ospitato nel suo trio jazzisti rinomati italiani e stranieri. La calda voce jazz e soul di Monica Fabbrini che cantando in tre lingue è una sorta di esperanto della musica, raccoglie fascinazioni di esperienze, viaggi, incontri in un unico sound, talvolta possente e pieno di drive, talvolta sognante e aperto. L’arrangiamento jazz di ogni melodia possibile è rafforzato da un organico di grande valore, che infonde nel progetto parte del sound maturato nelle infinite esperienze musicali di ciascuno dei componenti. Tra questi troviamo Diego Borotti, sax tenore che ha collaborato con molti jazzmen di fama internazionale tra cui Franco D’Andrea e Dado Moroni, Barney Kessel e John Patitucci, Steve Grossman ed Enrico Rava, Flavio Boltro e Francois Jeanneau, in innumerevoli club e festival in più di 20 paesi europei e non, per oltre 2000 concerti. Inoltre è il direttore artistico da alcuni anni di uno dei festival jazz più importanti d’Italia, il Torino Jazz Festival. Completano la formazione Fabio Gorlier al piano e Giorgio Allara al contrabbasso.
Il concerto è anche un’occasione imperdibile per conoscere meglio il territorio di Olivola, con la sua Big Bench dorata e la possibilità di visitare l’infernot di Villa Guazzo, uno dei più grandi del Monferrato, nonché simbolo del patrimonio Unesco monferrino. E per deliziare il palato il menù del Due Buoi comprende: Brindisi di benvenuto, Vitello Tonnato, Rabaton Alessandrini, Bonet, Vino, Acqua e caffè
Cena e concerto: € 48 Prenotazioni: 366 254 9251 oppure gourmet@iduebuoi.it I posti sono limitati, è necessaria la prenotazione.
Cappellino Pelli a Hic et Nunc di Vignale
Il giorno seguente sabato 9 luglio in cartellone c’è un nuovo Concerto degustazione: siamo nel territorio di Vignale, di fronte a uno spettacolare tramonto sulle colline, nella cantina di Hic et Nunc
Si comincia alle 19.00 con la visita guidata delle cantine e poi dalle 20.15 il concerto con una dinner box e i vini dell’azienda. Nel mentre il duo di Tiziana Cappellino, voce e pianoforte e Gabriele Pelli, tromba, ci regala un omaggio ai grandi e indimenticabili compositori che hanno fatto la storia del jazz: Duke Ellington, George Gershwin, Benny Goodman e Tom Jobim e non mancherà inoltre lo spazio per composizioni originali.
Tiziana Cappellino, laureata con il massimo dei voti in composizione e arrangiamento Jazz e pianoforte Jazz presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, vanta innumerevoli collaborazioni internazionali ed è stata Finalista al Gran Prix De Montauban 2013 e alla Coppa del Jazz di Valenza 2013. E’ spesso ospite in programmi radiofonici RAI. Gabriele Pelli sceglie come strumento la tromba a soli dieci anni, credendo ingenuamente al padre che gli suggerisce la tromba in quanto sarebbe stata facile da suonare avendo solo tre tasti. Presto si ricrede e, senza alcun pentimento, inizia gli studi presso la scuola civica musicale di Mortara, per poi entrare dopo pochi anni a far parte della big band degli allievi diretta dal Maestro Gabriele Comeglio che, nel corso del tempo, ospita alcuni dei migliori solisti in circolazione (oltre allo stesso Comeglio, Bob Mintzer, Charlie Mariano, Herb Pomeroy, Phil Woods, Randy Brecker). Continua gli studi dello strumento con il Maestro Emilio Soana presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini di Pavia.
Concerto più dinner box e degustazioni di tre etichette Hic et Nunc: € 50. I posti sono limitati. Per partecipare è necessaria la prenotazione.
Easytips trio alla Villa il Cedro di Ponzano
Domenica 10luglio ci si sposta a Ponzano alla Villa Il Cedro con l’Easytips trioformato dalle voci diAura Nebiolo e Caterina Accorsi con Enrico Perelli al pianoforte per un’esperienza che non tocca solo l’udito ma tutti i sensi. A partire dalle 17 infatti ci sarà la possibilità di visitare il giardino della Villa, creato nel 1877 da Adele Roggeri Sannazzaro per questa sua casa di campagna. Gli ospiti potranno passeggiare nel giardino all’inglese e godere del panorama che si ha dal belvedere. A suon di musica si potranno gustare i gelati dell’Agrigelateria Panarotto e approfittare della merenda sinoira preparata dalla Pro Loco di Ponzano, con la collaborazione di Salumeria Miglietta eVini DOC Nazzari. Sarà anche l’occasione per degustare in prima assoluta la nuova de.co. ponzanese: i Nocciolotti, agnolotti con ripieno di nocciole!
Il concerto di Easytips trio parte dall’idea di avvicinare quanti più ascoltatori possibili al multiforme mondo del jazz che ha avuto come protagoniste personalità determinanti per la storia della musica e del costume del Novecento. Caterina e Aura rendono facili e accessibili anche i virtuosismi, interpretando brani della tradizione jazzistica cantandoli a due voci in arrangiamenti originali, definiti “easy” poiché si servono del canto in modo immediato e semplice per restituire il senso della composizione musicale.
“Con Easytips torniamo al jazz per suggerire quanto sia bello” – spiegano – Il progetto è nato durante una noiosa serata di quarantena. Ci siamo chieste perché il jazz risulti ai più un genere “duro” da ascoltare. Così, con la volontà di far conoscere la musica che amiamo, abbiamo deciso di “spogliare” gli standard jazz più conosciuti e registrarli solo con le nostre due voci, creando arrangiamenti originali». Easytips: nessuna vanità ma la voglia di collaborare «per diffondere il jazz soprattutto tra le nuove generazioni, allargare l’ascolto tra appassionati e neofiti, e farlo con un linguaggio semplice»
Ingresso fino ad esaurimento posti. Intero: € 2. Ridotto per soci Le Muse e under 25: € 1. Gratuito: under 12 anni. Consumazione libera a pagamento.
Why Factor Trio al Moonfrà di Casale
Infine la sera di giovedì 28 lugliodalle ore 21 in collaborazione con la birreria Moonfrà di Casale Monferrato ascolteremo qualcosa dal sapore più pop: il Why Factor trio. Il gruppo è formato da tre musicisti della provincia di Alessandria di area prettamente blues, unitesi per offrire una personale rivisitazione in chiave pop-soul di brani molto famosi della storia della canzone. Un progetto acustico in cui è possibile sentire anche la loro passione per il rock’n roll, il country, fino al pop dei giorni nostri. Un altro componente del gruppo è una… lavagna magnetica, con una rappresentazione artistica di tutti i paesi del mondo. Il pubblico viene così coinvolto in un viaggio musicale che riassume le sonorità artistiche di quelle nazioni che nell’immaginario collettivo ne hanno caratterizzato il sound. Si va da Mama Afrika a Sergio Mendes, da Leonard Cohen a Battisti, dagli AC/DC a Stevie Wonder.
Nel programma del MonJF anche un concerto in Molise. Sabato 23 luglio a Ripalimosani (CB) si esibisce il Doctor Jazz feat Borotti (Borotti, Diaferia, Picchioni, Allara). E’ il suggello di una collaborazione che dura da tre anni tra il MonfJF e Borgo in Jazz nel Molise e che ha portato i musicisti della piccola regione italiana a Casale, offrendo di ospitare gli artisti monferrini nei caratteristici borghi dell’entroterra che vengono animati dalla musica.
Poi il Monfrà Jazz Fest non va certo in vacanza: riprende ad agosto per concludersi a settembre.
Il programma completo, con i costi delle serate e le modalità per accedervi su www.monjazzfest.it
Al via la quinta edizione di “Terrasini in love” con “Tra-mà-re”. La rassegna culturale è dedicata, anche quest’anno, all’amore per il mare.
L’evento, curato dall’A.P.S.WHATS’ ART & KOKALO GROUP, si amplifica con tante attività che si articoleranno, dal 9 al 17 luglio 2022, attorno ad una mostra d’arte contemporanea.
Al Museo Regionale, Palazzo d’Aumale di Terrasini, infatti, protagonisti saranno tanti artisti italiani e internazionali selezionati e non solo.
Tra sfilata di abiti creativi, estemporanee, presentazioni di libri e performance, grandi e piccini potranno partecipare a tanti tipi di laboratori/workshop creativi ed educativi e a diverse attività naturalistiche all’aperto.
IL TEMA
Dalla trama del mare al tessuto degli uomini, Tra-mà-re ha come focus la valorizzazione del patrimonio naturale che ci circonda e non solo.
“Attraverso l’arte, la Whats’Art & Kokalo group vuole attivare una catena di formazione legata all’ecosostenibilità e al rispetto dell’ambiente. Inoltre esorta al recupero di tutte quelle tradizioni culturali legate al mare“.
A spiegarlo è il direttivo dell’associazione che aggiunge: “Con Tra-mà-re abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta anche ai giovani, grazie alla partecipazione dei nostri partner, su tutte quelle problematiche riconducibili al mare”.
IL PROGRAMMA
Sabato 9 luglio
Ore 18.30 – Vernissage e presentazione degli artisti e del tema dell’evento.
Ore 21.00 – “L’Eco moda incontra l’arte”, una sfilata di abiti creativi d’autore e performance di danza artistica a cura della scuola “Tersicore’s”.
Martedì 12 luglio
Ore 10.30/ 12.30 – “La scatola del Mare: biologia marina, descrizione dell’impatto delle plastiche in mare”, curata da Marevivo, sempre a Palazzo d’Aumale di Terrasini.
Ore 17.00/ 19.00 – Attività educative dedicate alle famiglie presso la R.N.O. “ Capo Rama” Terrasini a cura del WWF Italia ente gestore R.N.O.
Mercoledì 13 luglio
“La trama dello scrittore”: presentazione di libri che si terrà sempre a Palazzo d’Aumale.
10.00/13.00 – Corso di scrittura creativa e presentazione del libro “Gramigna storie di gente di Sicilia”, a cura della scrittrice Sandra Guddo.
16.00/17.30 – Laboratorio di scrittura per bambini curato dalla scrittrice Giovanna Fileccia, ispirato alla fiaba illustrata “Aneris piccola sirena ribelle”.
17.30 – Le scrittrici Sandra Guddo, Giovanna Fileccia e Natalia Re presentanoi libri: “Gramigna storie di gente di Sicilia”; La Fiaba “Aneris piccola Sirena ribelle”; “Regine Inside, Autodeterminarsi al tempo della rivoluzione green”. A seguire Valentina Giua, invece, presenterà il suo canzoniere di poesie dal titolo “La sognatrice con le trecce”. Seguiranno interventi poetici del gruppo Movimento Rinascimento Poetico di Paolo Gambi.
Giovedì 14 luglio
10.30/12.30 – Installazione, “La grande onda “laboratorio creativo a cura dell’associazione What’s Art & Kokalo group.
17.00/19.00 – “Muovere i fili”, un’attività ludico creativa a cura dell’Associazione Marionettistica Popolare Siciliana a Palazzo d’Aumale a Terrasini.
Venerdì 15 luglio
10.30/12.30 -“Le meravigliose Potenzialità della Posidonia Oceanica”, altra attività ludico didattica a cura dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.
19.00: Passeggiata al tramonto presso la R.N.O. “Capo Rama Terrasini” a cura del WWF Italia ente gestore R.N.O..
Sabato 16 luglio
10.30/12.30 – secondo appuntamento con il laboratorio “La grande onda”.
17.00 – “Happening or starting now”: un pomeriggio dedicato a performance artistiche e musicali con degustazione di dolci.
Domenica 17 luglio
17.30 – “Il mare: gestione e sostenibilità” a finissage della mostra Tra-mà-re il seminario tematico con ospiti e Partner del Progetto guidato dalla giornalista Giorgia Görner Enrile.
21.00 – Performance musicale a cura del pianista Simon Cipolla.
PER INFO E ISCRIZIONI ALLE ATTIVITÀ wkart20@gmail.com; +39 328 964 7545
Ho estratto dalla borsa i versi lastricati sulla mia voglia e li ho obliterati per sottrarli alla logica dei fatti -dove sei?- Varranno ancora per i prossimi 90 minuti poi non ci sarà più nulla dentro il tegame della veglia se non faccio a pezzi questa pura lussuria.
Non era vero che potevamo addentare la luna solo col tuo desiderio e la mia miseria -è la’ che mi attendevi?- Non funzionano da schiaccianoci, o forse la luna non è noce per noi.
BARBARA MARESTI (Mixed Media Poetry Artist e Fashion Artist) Nasce a Milano il 7 Luglio del 1967 e si trasferisce a Roma all’eta’ di 7anni, per il lavoro in teatro dei suoi genitori. Frequenta il Liceo Artistico e poi l’ Istituto Europeo di Design di Roma diplomandosi come grafica pubblicitaria. Sempre piu’ attratta dagli ambienti artistici e dalle tecniche pittoriche e visive incomincia a sperimentare nei suoi primi quadri definiti da lei “Soqquadri” l’arte del riciclo unito a collage fotografico, colori acrilici spatolati, colati direttamente e lavorati in modo materico. In parallelo la sua passione per il concetto verbale, la porta sempre piu’ a scrivere, in particolare poesie, grazie alle quali partecipa a diversi concorsi poetici e di poesia visiva, dove ottiene numerosi consensi fino alla pubblicazione nel 2018 del suo primo libro di poesie dal titolo ”Le impronte della vita”. Poesia ed Arte prendono forma all’unisono nei suoi “Quadri Poetici” degli ultimi anni dove la poesia ispira il quadro e ne diventa fulcro per dare all’immagine ancora piu’ forza espressiva. Ma il sentiero artistico percorso dall’artista segue sempre nuovi orizzonti e se la sua arte e poesia sono espressione della sua anima nei suoi OUTFITS D’ARTISTA, l’opera veste l’artista, vive con lei in ogni suo evento, per poi ripresentarsi al pubblico, sotto nuove sembianze. Abiti, giacche e gilet vintage rivisitati con la sua pittura nelle collezioni della sua linea REDESIGN, dove ancora la poesia prende spazio, forma e diventa motivo ispiratore dei suoi capi di abbigliamento che sfileranno in diversi eventi tra cui il Red Carpet dell’Arte alla galleria Area Contesa di via Margutta a Roma. Barbara Maresti lavora anche per diversi progetti in ambito sociale: per gli sfollati del Ponte Morandi realizza il simbolo grafico della fenice che viene scelto tra tanti lavori come immagine stampata sulle felpe e tshirt vendute per beneficenza, o ancora i racconti per il libro di Natale a favore dell’associazione “Il sorriso dei miei bimbi”ed altri ancora come l’evento NO-BULLING presso il deposito delle vetture d’epoca ATAC di Roma dove presenta dei capi dipinti da lei ispirati alle sue poesie contro il bullismo nelle scuole ed espone la sua opera pittorica LE ALI DI ICARO sempre inerente al tema trattato. L’artista partecipa a diverse mostre collettive a Roma dove attualmente vive e in provincia ai Castelli Romani. All’inizio del 2019, sente pero’ il bisogno di tornare un po’ alle sue origini Milanesi prendendo parte a tre importanti mostre nella storica Milano Art Gallery dove sono passati grandi nomi dell’arte e della cultura. Mostre curate da Spoleto Arte sotto la direzione del manager Salvo Nugnes , la storica dell’arte Nicoletta Rossotti e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa. Torna a Roma e partecipa alla Collettiva d’arte “Dialogando con le emozioni” organizzata dal gruppo artistico Focus Group Art di cui fa parte,alla galleria Neumen al Colosseo,dove oltre alle sue opere porta il primo abito disegnato e dipinto da lei. Collabora con giovani stilisti emergenti per creare nuove collezioni di moda dipinte con soggetti ispirati alle sue poesie. Crea cosi’ insieme alla stilista emergente Lucrezia Matola Ruschena la collezione “Universo”con sette capi unici disegnati e realizzati per lei che poi lei dipingera’ e scrivera’con le sue poesie. Realizza e porta al Liceo E. Fermi di Tivoli come intervento, le magliette con le bambole horror ispirate al muro delle bambole, creato da Jo Squillo contro il femminicidio. Il suo cammino artistico nel frattempo si intreccia con altre esperienze per lei entusiasmanti, dove l’artista porta la sua arte direttamente sul corpo creando body painting per eventi,partecipa cosi’alla presentazione del libro “La nuova favola di Amore e Psiche”scritto da Liliana Manetti,creando il body painting Loto per la performance dell’attrice Chiara Pavoni. Realizza un body painting ispirato all’estate e ad una sua poesia durante l’evento “RED CARPET dell’arte”alla galleria Area Contesa in via Margutta a Roma.Un body painting ispirato alla sua poesia “Dentro l’onda” per la mostra “Profondo blu”alla galleria Art Saloon di Ariccia e il body painting “Bocca della Verita’”per una copertina della band romana La Cricca dell’Orma. Negli anni, prende parte anche a reading poetici e a tutti i progetti, dove anima, verbo e immagine camminano insieme rappresentando la sua vera essenza di Mixed Media Poetry Artist. Nel 2020 continua e amplia il suo lavoro come Fashion Artist dipingendo con soggetti animali alcuni capi unici creati da abbigliamento second-hand, crea cosi’ le linee Baba’s Zoo con gli animali dello zoo , Cani e Gatti in societa’ con gli animali da compagnia,Happy Farm con quelli della fattoria e la linea The Unloved a tema sociale contro le discriminazioni di ogni genere con dipinti come soggetti dei suoi capi coleotteri ed insetti. Nel 2021 la sua linea Baba’s Zoo sfila alle selezioni finali per Miss Reginetta a Roma indossata dalle giovani miss. Nella primavera del 2022 prende parte ad un bellissimo progetto di arti varie creato dal cantautore romano Massi Farina ed il maestro di fotografia Paco Rianna,realizzando 9 quadri d’autore ispirati alle copertine fotografiche dei pezzi musicali.
1) Le ali di Icaro 65×65 Tecnica: acrilici – materiali di riciclo e collage fotografici su tavola di legno
2) Titolo: BEYOND THE WAR Tecnica Mista : acrilici -collage fotografici su tavola di legno. Dimensioni 41 ×41 tavola, 46×48 cm considerati gli elementi debordanti
3) Titolo: Luci nell’ombra Tecnica Mista : acrilici – collage fotografici su tavola di legno. Dimensioni 55 x 55 cm
Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.
Tenendo conto delle richieste che la Writers Capital Foundation sta ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del Panorama International Arts Festival 2022 .
Informazioni su PILF 2022
Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
Tema: Guerra e pace
Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.
“Dipinge con passione, proiettando sulla tela emozioni, sentimenti, paure e speranze. Desideri sopiti che dalla tela gridano la necessità di realizzazione. Ognuno di noi rivede nelle opere di Francesca Vena aspetti ed emozioni della propria vita. Le sue tele parlano al cuore. I suoi lavori sono chiara espressione dell’amore e del legame con il passato, legata ad una necessità di rinascita e desiderio di vita nuova… desiderio di maternità che traspare in molte opere. Opere magnifiche … paesaggi incantevoli, scorci mirabili, pennellate decise e colori vivi che animano le tele di questa pittrice moderna”. Veronica Barbaro °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Francesca Vena nasce e vive a Cosenza, ove esercita la professione di pittrice e restauratrice. La sua e’ stata un’ infanzia felice, a contatto con la natura ed i suoi profumi, in una famiglia dove l’arte ha regnato sovrana fra musica e pittura. La passione per l’ arte la abita fino da quella tenera età . Tutto nacque per l ‘amore viscerale verso la natura, quella natura spesso riportata sulle proprie tele. Nel corso degli anni la pittrice ha sperimentato ed elaborato varie tecniche pittoriche . Francesca ha al suo attivo numerose esposizioni, fra le quali si segnalano: Mostra Internazionale Castello Svevo, Barletta; Mostra Sala del Bramante – Sale dell’Agostiniane, Roma; Galleria Flyer Art Gallery, Roma; Esposizione Galleria La Pigna, Roma; Mostra Itinerante Mosca- San Pietroburgo; Dubai, Strasburgo, Berlino,…., riscontrando piacevolmente il consenso di curatori, galleristi e fruitori.
Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.
Tenendo conto delle richieste che la Writers Capital Foundation sta ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del Panorama International Arts Festival 2022 .
Informazioni su PILF 2022
Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
Tema: Guerra e pace
Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.
“Il cuore negli angoli”. Quando i sentimenti si fanno spazio nella vita
Bisogna indossare le “lenti della sensibilità” per immergersi nell’opera “Il cuore negli angoli” di Silvia Franchini, educatrice per professione e scrittrice. La raccolta di liriche, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore, nasce nell’arco di due anni e tocca diverse tematiche: amore, morte, malattia, tempo, memoria e natura. «Il cuore – spiega l’autrice che vive a Viserba, frazione di Rimini – è l’organo muscolare da sempre associato ai sentimenti. Se ci sforziamo di ascoltare e vedere senza distrazioni o superficialità, ovunque, ma proprio ovunque, anche negli angoli più impensati, la vita ci sorprende, permettendo a quei sentimenti di farsi spazio in noi».
«Tesi come la corda di un arco che suona come uno Stradivari – scrive nella Prefazione Alfredo Rapetti Mogol, figlio del noto paroliere – questa la mia lettura dei versi di Silvia Franchini che hanno appena incontrato i miei occhi. La sua poetica ha contorni incisi con un bisturi affilato che mette a nudo il midollo delle cose. Nitidi frammenti di vita si stampano indelebili dalla pagina sulla nostra pelle». Ogni componimento racconta qualcosa o qualcuno conosciuto e vissuto direttamente o indirettamente dall’autrice stessa. La realtà, infatti, incide nella scrittura in maniera fondamentale. «Mi piace pensare che, grazie all’inchiostro, le persone protagoniste dei miei componimenti e certi ricordi si aprano una breccia nell’eternità».
Il libro parte con una poesia scritta durante il lockdown e si conclude con una dedica al popolo ucraino. «Quando ho composto A proposito della guerra – racconta la Franchini ero in pena. In pena per la sorte dell’Ucraina e per quella del mondo intero. Mi sentivo in dovere di fare qualcosa ma, come tutti, impotente. Alla fine ho realizzato che l’unica “arma” in mio possesso era la penna e volevo sfoderarla per scrivere parole di pace e vicinanza. Così ho fatto. Certo, l’arte e la bellezza o, meglio, la bellezza dell’arte è una forma di lotta non violenta».
I componimenti sono caratterizzati dall’utilizzo della rima. Anche se non tutti. «Non vado mai casualmente a capo – afferma l’autrice spiegando gli elementi stilistici che caratterizzano le sue liriche -. Seguo il ritmo del verso e del senso del testo stesso. Le strofe sono importanti, costruite in ugual modo e spesso bisognose di spazio l’una dall’altra. La punteggiatura è calibrata. Come si evince dal titolo, amo esprimermi per metafore e similitudini. Credo sia potente l’immagine che si sprigiona dalle poesie, tanto quanto un’opera visiva». L’obiettivo è quello di incentivare uno sguardo profondo sulla vita, uno sguardo con l’anima. «Dedico questa breve raccolta poetica – conclude la scrittrice – a chiunque vorrà leggerla, con l’augurio che in ogni testo possa imbattersi in un’emozione».
Stefania Vena nasce in Calabria, dove vive e lavora. Consegue la Maturità Artistica e la Laurea all’Accademia di Belle Arti. Pittrice/Decoratrice – Dipinge ed esegue ritratti su commissione, ma non solo … parallelamente si occupa anche dell’arte della decorazione della ceramica. Dipinge e decora su ogni tipo di supporto, con diverse tecniche. Ma le sue esperienze lavorative più significative, sono quasi esclusivamente nell’ambito del restauro pittorico di opere d’Arte. Artista poliedrica, ma soprattutto emozionale, la sua pittura può essere definita, “degli stati d’animo”. In giovane età, la sua mano, tendenzialmente fumettistica, dà libero sfogo ad una produzione di opere “fantasy” , frutto di un animo romantico e sognante … Più tardi, in età matura, abbandonerà, fate, folletti, sirene e paesaggi incantati, per far posto ad una visione espressiva più realistica, a tratti anche dura, dovuta ad una realtà poco fiabesca e sempre più consapevole. Seguirà un periodo in cui, si proietterà verso un percorso introspettivo, dai contorni molto surreali, dove lo spazio circostante, il cosmo, farà da sfondo quasi sempre alle emozioni. Le figure protagoniste della scena, al di là di ciò che rappresentano, lasciano sempre accesa la speranza. E così si susseguono tempeste interiori, riportate con grande impatto visivo sulla tela, dove prevalgono i toni del blu, colore prevalente di molte sue opere. Tra le opere più significative, troviamo la recente produzione di dipinti realizzati nel periodo tra : emergenza pandemica e guerra. Queste opere si scostano completamente da tutte le sue precedenti, soprattutto per le tematiche e per la tavolozza, che si ingrigisce di colpo … scompaiono i blu e tutti le altre sfumature di colori, resta solo il nero, che è l’assenza del colore …. la conseguenza di un periodo buio, avvilente e angosciante… La sequenza con la quale sono state prodotte, ha sancito un momento storico indimenticabile… Rappresenta ogni dissenso, ogni grido muto, ogni sofferenza, disperazione e rassegnazione, attraverso quelle distanze, che non si sarebbero mai più accorciate, tutto espresso, con un linguaggio artistico, molto sensibile, personale e riconoscibile. Lontana da quelle che possono essere le “tendenze di mercato”, la sua, non è una pittura “commerciale” , ma le sue creazioni hanno tutte una chiara chiave di lettura, poiché riflettono un disagio, o una speranza, comunque un pensiero, espresso con potenza da una personalità, forte e determinata, attraverso opere che a volte rasserenano e altre volte urlano, “denunciano”, “confessano” … come un diario di bordo o un libro autobiografico, raccontano … I soggetti, sempre femminili, padroneggiano in scenari apocalittici e surreali, sono donne in rinascita, dallo sguardo fiero, forte, selvaggio e spavaldo… È lo spirito guerriero e combattivo che si fa strada. Amazzoni o guerriere, ma sempre anime di luce, portatrici di energie positive, la rivalsa verso quelle ingiustizie della vita, probabilmente è utopia, ma che diventa possibile, solo attraverso quella magnifica “via di fuga” che è l’Arte !
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“SOLUZIONE FINALE” (4°Opera della serie Cov-id-19) (Tecnica mista 40×70) Anno 2021 Stefania Vena👇
2) “NEW GENERATION” (Tecnica mista su tela 40×60) Anno 2021 Stefania Vena
3) “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI” (Acrilico su tela 50×60) Anno 2021 Stefania Vena
4) “LE VARIANTI” (Tecnica mista su tela 60×80) Anno 2021 Stefania Vena
Panorama International Arts Festival 2022 ha una scadenza prorogata.
Tenendo conto delle richieste che la Writers Capital Foundation sta ricevendo da artisti di tutto il mondo, l’organizzazione ha deciso di prorogare il termine ultimo per la presentazione delle opere fino al 15 luglio 2022. “Ci auguriamo che questo aiuterà gli artisti ad avere più tempo per completare il loro opere”, affermano gli organizzatori del Panorama International Arts Festival 2022 .
Informazioni su PILF 2022
Il programma di punta della Writers Capital Foundation, che si dedica alla diffusione dei potenti valori dell’umanità attraverso le arti e la letteratura, il Panorama International Arts Festival (PIAF) è principalmente finalizzato ad assistere lo scambio culturale e consentire agli artisti di espandere i propri orizzonti di comprensione del mondo.
A differenza di altri festival d’arte, PIAF è concepito come santuari delle arti in cui i delegati hanno l’opportunità unica di visitare vari spazi nell’area in cui si svolge il festival e avere una profonda esperienza del sito e della vivacità culturale che crediamo aiuterà nel formazione del futuro di un artista.
A causa della pandemia, PIAF 2022 si tiene virtualmente, tuttavia è progettato per garantire un maggiore impatto tra i partecipanti.
Tema: Guerra e pace
Dopo la conclusione unica della Sfera della Libertà nel 2021 e dopo aver ottenuto il riconoscimento mondiale con il 22° Festival Internazionale della Letteratura, vincitore di Panorama come il Festival Internazionale di Letteratura Multilingue più lungo, meglio strutturato e presentato, che unisce culture di 6 continenti e unendo più di 60 nazioni in tutto il mondo, torniamo ora con il 22° Festival Internazionale del Panorama delle Arti per illuminare ancora una volta l’umanità; ispirare le persone sul sentiero della luce e della pace, lontano dalla violenza e dalle tenebre.
Voltando una nuova pagina dai mali della guerra ai risultati brillanti e miracolosi della Pace, abbiamo bisogno che tutti voi ci stiate al fianco a sostegno della nostra nobile causa. In un momento in cui il nostro pianeta sta soffrendo per la piaga della guerra, noi della WCIF ci dedichiamo più che mai a stabilire la PACE in tutto il mondo. Noi, come ferventi umanitari, lottiamo per un futuro migliore per tutti noi, specialmente per le generazioni a venire.
Solitamente amo utilizzare espressioni della lingua italiana per esprimermi, ma questa volta chiedo il sostegno della lingua inglese per sottolineare alcune idee.
L’I Care di don Milani, sul quale egli ha giocato la sua vita, esprime l’avere a cuore, il m’interessa, l’appartenermi, il sentirmi parte di qualcosa, il non essermi estranea. E quella “cosa” non è un oggetto che mi appartiene perché acquistato oppure donato, ma è molto di più.
Quella “cosa”…
è il luogodove mi trovo a vivere, in cui agire una responsabilità sociale;
è la personache mi trovo accanto per la quale ho responsabilità umana;
sono io, la persona con cui “convivo”, per cui ho una responsabilità “esistenziale”;
è il tempoche la Vita mi dona, utile per il mio divenire!
Mi interessa fa parallelo con mi riguarda, mi investe, non posso fare finta di…, e pure mi scomoda!
E tutto ciò chiede di mettermi in gioco, di assumere un ruolo, e, in misura diversa, ad ogni età.
Che io sia una bambina o una ragazza impegnata nello studio, che sia una adulta, madre di famiglia o single, lavoratrice a vario titolo, mi è chiesto di fare la mia parte.
L’I Care presuppone allo stesso tempo il Take Care, “l’avere cura… di sé”, perché sia vero l’avere cura degli altri e dell’ambiente.
L’essere proiettati verso l’altro, senza la cura dell’altro che siamo noi, non genera un sano equilibrio. La giusta cura di sé, il dare valore alle nostre ricchezze e povertà, fa sì che l’attenzione all’altro non sia giudizio, prevaricazione, pretesa, imposizione della nostra ricchezza rispetto alla sua supposta povertà, ma riconoscimento di una reciprocità, il concedere ad entrambi la possibilità di dare e avere.
E che cosa è questo se non il riconoscerci nel nostro essere persone?
Un episodio significativo.
È sera, ed Elise sta lavando Iago, 5 anni, prima di accompagnarlo a letto. Egli, in piedi sopra il lavandino, gira le spalle alla mamma.
Da un po’ Elise sta in silenzio, pensando forse alla giornata trascorsa, o agli impegni del giorno dopo, o forse è solo un po’ stanca dopo una giornata impegnativa!
Ad un tratto Iago manifesta con il suo corpo un po’ di irrequietezza, forse è stanco della posizione, o semplicemente vuole “ricordare” la sua presenza.
Elise comincia a ripercorrere con lui quanto hanno fatto durante il giorno, e Iago subito si tranquillizza.
Dopo un po’ si gira, e le regala uno dei suoi affascinanti sorrisi, come a comunicarle: “Grazie, mamma, per essere attenta a me come persona, di prenderti cura non solo del mio corpo, ma del mio bisogno profondo, del mio sentire!”
Come dice bene questa vicenda della necessità, che tutti abbiamo, di essere riconosciuti in ciò che siamo: persone con desideri, bisogni, difficoltà!
Le relazioni di cui ci circondiamo e in cui investiamo fanno di noi ciò che siamo: persone pacifiche o aggressive, capaci di dare fiducia o in continua difesa. Che le subiamo o le scegliamo, le relazioni ci caratterizzano, non ci lasciano indifferenti!
È vero, quindi, che il giusto equilibrio si gioca tra l’I Care e il Take Care, tra la mozione del cuore e la mozione agita!
Perché questo antico canto parla di vita della Terra?
È un modo per rendermi consapevole della profonda comunione che esiste tra me e il mondo che mi circonda.
Non solo la Terra mi dà la vita, dandomi cibo, aria, acqua, suoni, relazioni, ma quello che io vivo, quello che amo, desidero, dico e ascolto, dà vita alla Terra. Essa diventa così il luogo che porta e sostiene il mio amore, il mio desiderio, le mie speranze più vere.
I piedi della terra cosa sono? Sono i miei, dice il canto, perché mi portano verso i luoghi che desidero vedere, verso i volti che desidero incontrare, e così imparo che la Terra è il luogo delle relazioni, lo spazio meraviglioso dove una rete invisibile lega gli esseri tra loro, in un sussurro segreto.
Le gambe sostengono questo movimento di incontro, e così io stesso mi faccio sostegno dei desideri della Terra.
Pian piano, imparo che i miei pensieri non sono solo i miei pensieri, ma che possono allargarsi ai desideri di tutti, a quelli di ogni creatura, imparano a farsi accoglienti, perché sanno essere voce di un popolo, di una nazione, di tutta l’umanità.
Così, abitato dal desiderio, anche le mie parole diventano le parole della Terra, perché hanno saputo fare spazio alla dimensione del cosmo che abita dentro e fuori di me, sono diventate parole collettive, parole della natura, quindi parole di amore.
Al tempo della missione Apollo-9 nel 1969, l’astronauta Rusty Schweickart uscì dalla navicella spaziale legato soltanto da un sottile cordone ombelicale. In genere la NASA non vuole che ci siano tempi vuoti lassù, per evitare che una qualche esperienza mistica faccia irruzione senza preavviso, ma quella volta avvenne un fatto imprevisto.
Proprio nel momento in cui Schweickart uscì dalla navicella spaziale, qualche cosa attirò l’attenzione del centro di controllo di Houston e dei suoi compagni rimasti all’interno.
Il povero astronauta si trovò cosi totalmente abbandonato a sé stesso, mentre fluttuava in orbita attorno alla Terra in un impressionante silenzio cosmico.
Avvenne allora una sorta di conversione, un inatteso risveglio del sentimento di compassione.
Osservava la Terra e vi vedeva “un gioiello splendente che si stagliava su un velluto nerissimo”.
Fu allora che Schweickart realizzò che tutto quel che amava: la sua famiglia, il suo paese, la musica, la storia umana con le sue follie e le sue grandezze stava in quel gioiello verde e blu.
Ne fu talmente sconvolto che racconta “volevo prenderla tra le braccia, stringerla a me, come una madre abbraccia il proprio bambino”.
Quale meraviglia devono essere stati quei giorni di avventure spaziali! Quanti cambiamenti nel cuore dell’uomo!
Ne porta traccia anche la poesia di un poeta, che proviene proprio dalle mie terre e che nei giorni dello sbarco sulla luna scrive:
Alla fine Enea Riccardino, non partì per la luna, continuò a svolgere la sua professione di medico. Ma le due storie ci insegnano il ritmo armonico di sogno, gioco e compassione, che sono per noi come i movimenti della luna.
Fr. Alberto Maria
[1] L’altra notte a forza di pensare/ ho deciso di fare un affare, / e appena giunto il giorno, / ho disposto e stabilito:/ “Visto che qui non c’è più niente, più nessun modo per passarsela bene, / visto che non ho fortuna, / voglio prendere un biglietto e andare sulla luna”. Sono stufo di pagare le tasse, / non ho più voglia di soffrire, / non voglio più fare queste vitacce, / cerco il modo di migliorare. / Per non diventare grigio/ saluto questa vita/ ormai ho deciso/ compro un biglietto e faccio una gita. / Vado in cerca della fortuna/ sul satellite che va, / vado su fino alla luna/ e se arrivo…io sto là.
Alessandria: Non ho mai creduto a chi sosteneva delle tesi sulla reincarnazione o sul trasferimento di uno spirito nel corpo di un altro e questo sia nel caso di umani che di animali.
La logica, il ragionamento e forse anche la scienza mi impedivano di pensare che questo potesse succedere.
Ora però a seguito di un fatto recente inizio a ricredermi, mi riferisco alla perdita avvenuta nel 2020 della mia grande e cara amica Raissa una fedele e buona amica a quattro zampe che ha percorso con noi 11 anni della nostra vita.
Lei era un gigante buono con tutti, umani e animali, fedele, affettuosa, intelligente, sempre disponibile e capace di capire i nostri umori e comportarsi di conseguenza.
Negli ultimi anni in particolare era sempre con me uscivamo per le passeggiate quotidiane con la solita fermata al bar dove lei andava sempre volentieri anche perché ci scappava metà della mia colazione,
Gli bastava entrare una volta per memorizzare tutti i locali nei quali andavo e quando passavamo nelle vicinanze lei mi faceva subito e chiaramente capire che ci voleva entrare.
Raissa
Il 4 luglio 2020 Raissa ci lasciava ovviamente pensavamo per sempre eravamo disperati il giorno dopo che era mancata sono uscito a piedi per fare quattro passi nel quartiere Borsalino dove risiedo ma ricordo che è stata un uscita drammatica ogni posto dove passavo mi ricordava lei, mi sono seduto fuori al tavolino del solito bar Smeraldo dove andavo sempre con lei e non sono riuscito a trattenere le lacrime.
Da quel giorno e per sette mesi sono uscito soltanto in auto per sbrigare le commissioni e ogni giorni in casa persino a pranzo e a cena come mi veniva in mente un suo particolare dovevo ricorrere a fazzoletto per asciugarmi le lacrime e anche con il passare del tempo non cambiava la situazione mi sentivo perso svuotato, avevo perso ogni interesse non uscivo perché mi sembrava di non sapere dove andare senza Raissa.
Mia moglie non voleva più un altro cane, al limite uno piccolo, sono stato diverse volte al canile di Alessandria ho portato fuori alcune volte un Labrador che poi è stato adottato ma niente di più.
Sino ad un giorno nel quale mia moglie mi mostra un inserzione su Facebook con la quale, a seguito della morte del proprietari, si mettevano in adozione due Terrier Neri Russi un maschio e una femmina, le chiesi di darmi il suo smartphone, c’era un numero di cellulare e d’istinto chiamai immediatamente mi rispose la signora Bognanni presidente dell’Associazione italiana Terrier Nero Russo
Mi disse che se volevo potevo andare a vederli contattando la sorella del proprietario recentemente mancato e mi precisò che in diversi erano già andati a vederli e quindi non sapeva dirmi a chi sarebbero stati affidati.
La mia intenzione visto che in passato avevo avuto tre cani femmine era di adottare la femmina Zeida, ma quando sono entrato nella villetta i due Terrier Nero Russo facendo il loro mestiere, sono arrivati ringhiando, poi è successo che la femmina si è fermata a qualche metro da me continuando a ringhiare mentre Slavik il maschio ha cessato di colpo e mi è venuto vicino sino ad appoggiarmi la testa contro le gambe senza muoversi.
Chiedo di mettergli il collare e mi faccio dare un guinzaglio per fare due passi all’esterno Slavik mi ha seguito senza problemi per strada sino alla mia auto, apro il bagagliaio e lui senza dirgli nulla salta su mi guarda e mi dice, “dai chiudi che andiamo a casa”… e io gli rispondo dai scendi che non so se ti daranno a me”… a quel punto senza tirarlo giù è sceso da solo siamo rientrati nella villetta ho salutato tutti e sono rientrato a casa.
Successivamente ho telefonato alla signora Bognanni le ho mandato delle foto e le ho raccontato le mie impressioni sui due Terrier e lei mi ha detto, Pier Carlo tu sei l’unico fra quelli che sono andati a vederli che mi ha fatto un reportage, vallo a prendere domani alle 14.00 che alle 15.00 faccio venire una famiglia di Torino per la femmina.
Il giorno dopo accompagnato dalla gentilissima signora Carla che ringrazio, sono andato a prendere Slavik che da allora, era il 4 febbraio 2021 è diventato la mia ombra non si distacca mai da me per più di due metri, sin dal primo giorno quando esco di casa e non posso portarlo, al mio rientro è dietro la porta che mi aspetta e come entro in casa si alza in piedi mi mette la zampe sulle spalle e mi lecca tutta la mascherina è qualcosa di incredibile considerando che ha sei anni e vive con me da poco…. Per il resto ha gli stessi comportamenti di Raissa ecco perché penso che me lo abbia mandato lei e sono certo che in Slavik c’è anche la sua anima…
Infine oltre a ringraziare la sig.ra Bognanni che ha deciso di affidarmi Slavik sono sicuro che il sig. Marco che ci vede da lassù sia contento per Slavik perché con noi è entrato a tutti gli effetti a far parte della famiglia e come tale sarà trattato.
BISTAGNO (AL) sabato 9 luglio 2022 Spettacolo L’ANGELO E MONTEVERDE – ore 21.30 – ReteTeatri
A BISTAGNO (AL) sabato 9 luglio 2022, nell’ambito del Convegno “PRIMA GIORNATA MONTEVERDIANA” organizzato da: Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, Matrice – Fondazione di partecipazione, Comune di Bistagno (AL), in collaborazione con Soprintendenza Archeologica Belle Arti della Liguria, ReteTeatri – CasaGrassi e Quizzy Teatro RETETEATRI presenta il nuovo spettacolo
L’ANGELO E MONTEVERDE
Testo e regia: Paolo La Farina con Paolo La Farina, Monica Massone Musica dal vivo: Mo. Benedetto Spingardi
BISTAGNO (AL) 9 luglio 2022 – ORE 21,30 GIPSOTECA GIULIO MONTEVERDE – C.so Carlo Testa, 3
Sinossi: Oppresso dal dolore di tutti i suoi committenti per la realizzazione di monumenti funebri, Giulio Monteverde chiede aiuto ad un angelo che sta scolpendo, chiedendogli di farsi carico di tutte quelle sofferenze umane e di restituirgli la serenità. L’angelo, destinato a una tomba del cimitero di Staglieno di Genova, si anima e sembra catturare nei suoi occhi tutte le umane disperazioni. Le evoca e le sublima nei pensieri della persona che sta vegliando, dandogli voce, raccontando la storia di un marinaio naufrago su un’isola che in sogno costruisce la sua patria come avrebbe voluto che fosse, ma il sogno si fa più reale del ricordo e alla fine diventa realtà. Monteverde però, convinto di essere stato privato dall’angelo dell’empatia e dell’umano dolore che lo opprimeva, si accorge che le sue opere, sia pur perfette, sembrano prive di quella emozione che fino ad allora era riuscito a dar loro, portandolo a momenti di abissale sconforto, temendo di essere diventato una sorta di automa che riproduce in maniera quasi meccanicistica duplicazioni e opere “fredde”. L’angelo gli fa capire di non aver mai sottratto quella empatia dalla mente dell’artista, perché non è che un sogno, una sua proiezione, ma un sogno può diventare tanto reale da sostituire la realtà. La sua capacità di artista non è cambiata, deve solo ricercarla dentro di sé. Tra momenti di crisi e di entusiasmo raggiunge la consapevolezza delle sue potenzialità di artista che riesce a toccare gli animi. Alla fine, tutto ciò che era nato dal silenzio della veglia funebre ritorna silenzio.
LA FESTA DEL JAZZ CONTINUA A LUGLIO NEL MONFERRATO
Dopo i concerti nella natura e sul palco del Castello di Casale il Monfrà Jazz Fest riparte a luglio con i “Concerti Cartolina” in una “rassegna nella rassegna” dal titolo di “MonJF on the Road”, il cui lato enogastronomico è importante almeno tanto quello musicale. Una versione nuova e inedita del Festival, con tante date e location per tutto il periodo estivo, resa possibile anche dagli sponsor: Fondazione CRT, Rolandi Auto, Mazzetti d’Altavilla, Krumiri Rossi Portinaro, Pasticceria Ninin (Main Sponsor), Euroedil2 (sponsor).
Doctor JazzfeatDiego Borotti e Monica Fabbrini ai Due Buoi di Olivola
Il primo appuntamento con una cena + concerto è in programma venerdì 8 luglio a Olivola, dalle 19, al Ristorante I Due Buoi di Villa Guazzo Candiani e ha per titolo Doctor Jazz feat Diego Borotti e Monica Fabbrini.
Il nome del concerto è ispirato alla professione del leader Giorgio Diaferia. La sua dedizione alla musica jazz lo ha portato a dividere la professione di medico parallelamente a quella di musicista. Con questa formula Diaferia ha ospitato nel suo trio jazzisti rinomati italiani e stranieri. La calda voce jazz e soul di Monica Fabbrini che cantando in tre lingue è una sorta di esperanto della musica, raccoglie fascinazioni di esperienze, viaggi, incontri in un unico sound, talvolta possente e pieno di drive, talvolta sognante e aperto. L’arrangiamento jazz di ogni melodia possibile è rafforzato da un organico di grande valore, che infonde nel progetto parte del sound maturato nelle infinite esperienze musicali di ciascuno dei componenti. Tra questi troviamo Diego Borotti, sax tenore che ha collaborato con molti jazzmen di fama internazionale tra cui Franco D’Andrea e Dado Moroni, Barney Kessel e John Patitucci, Steve Grossman ed Enrico Rava, Flavio Boltro e Francois Jeanneau, in innumerevoli club e festival di più di 20 paesi europei e non, per oltre 2000 concerti. Inoltre è il direttore artistico da alcuni anni di uno dei festival jazz più importanti d’Italia, il Torino Jazz Festival. Completano la formazione Fabio Gorlier piano e Giorgio Allara contrabbasso.
Il concerto è anche un’occasione imperdibile per conoscere meglio il territorio di Olivola, con la sua Big Bench dorata e la possibilità di visitare l’infernot di Villa Guazzo, uno dei più grandi del Monferrato, nonché simbolo del patrimonio Unesco monferrino.
Il giorno seguente sabato 9 luglio in cartellone c’è un nuovo Concerto degustazione: siamo nel territorio di Vignale, di fronte a uno spettacolare tramonto sulle colline, nella cantina di Hic et Nunc
Si comincia alle 19.00 con la visita guidata delle cantine e poi dalle 20.15 il concerto con una dinner box e i vini dell’azienda. Nel mentre il duo di Tiziana Cappellino, voce e pianoforte e Gabriele Pelli, tromba, ci regala un omaggio ai grandi e indimenticabili compositori che hanno fatto la storia del jazz: Duke Ellington, George Gershwin, Benny Goodman e Tom Jobim e non mancherà inoltre lo spazio per composizioni originali.
Tiziana Cappellino, laureata con il massimo dei voti in composizione e arrangiamento Jazz e pianoforte Jazz presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, vanta innumerevoli collaborazioni internazionali ed è stata Finalista al Gran Prix De Montauban 2013 e alla Coppa del Jazz di Valenza 2013. E’ spesso ospite in programmi radiofonici RAI. Gabriele Pelli sceglie come strumento la tromba a soli dieci anni, credendo ingenuamente al padre che gli suggerisce la tromba in quanto sarebbe stata facile da suonare avendo solo tre tasti. Presto si ricrede e, senza alcun pentimento, inizia gli studi presso la scuola civica musicale di Mortara, per poi entrare dopo pochi anni a far parte della big band degli allievi diretta dal Maestro Gabriele Comeglio che, nel corso del tempo, ospita alcuni dei migliori solisti in circolazione (oltre allo stesso Comeglio, Bob Mintzer, Charlie Mariano, Herb Pomeroy, Phil Woods, Randy Brecker). Continua gli studi dello strumento con il Maestro Emilio Soana presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini di Pavia.
Concerto più dinner box e degustazioni: € 50. I posti sono limitati. Per partecipare è necessaria la prenotazione.
Easytips trio alla Villa il Cedro di Ponzano
Domenica 10luglio ci si sposta a Ponzano alla Villa Il Cedro con l’Easytips trioformato dalle voci diAura Nebiolo e Caterina Accorsi con Enrico Perelli al pianoforte per un’esperienza che non tocca solo l’udito ma tutti i sensi. A partire dalle 17 infatti ci sarà la possibilità di visitare il giardino della Villa, creato nel 1877 da Adele Roggeri Sannazzaro per questa sua casa di campagna. Gli ospiti potranno passeggiare nel giardino all’inglese e godere del panorama che si ha dal belvedere. A suon di musica si potranno gustare i gelati dell’Agrigelateria Panarotto e approfittare della merenda sinoira preparata dalla Pro Loco di Ponzano, per la quale è gradita la prenotazione: cell 366 2815499, info@prolocoponzanomonferrato.it
Il concerto di Easytips trio parte dall’idea di avvicinare quanti più ascoltatori possibili al multiforme mondo del jazz che ha avuto come protagoniste personalità determinanti per la storia della musica e del costume del Novecento. Caterina e Aura rendono facili e accessibili anche i virtuosismi, interpretando brani della tradizione jazzistica cantandoli a due voci in arrangiamenti originali, definiti “easy” poiché si servono del canto in modo immediato e semplice per restituire il senso della composizione musicale.
“Con Easytips torniamo al jazz per suggerire quanto sia bello” – spiegano – Il progetto è nato durante una noiosa serata di quarantena. Ci siamo chieste perché il jazz risulti ai più un genere “duro” da ascoltare. Così, con la volontà di far conoscere la musica che amiamo, abbiamo deciso di “spogliare” gli standard jazz più conosciuti e registrarli solo con le nostre due voci, creando arrangiamenti originali». Easytips: nessuna vanità ma la voglia di collaborare«per diffondere il jazz soprattutto tra le nuove generazioni, allargare l’ascolto tra appassionati e neofiti, e farlo con un linguaggio semplice»
Ingresso fino ad esaurimento posti. Intero: € 2. Ridotto per soci Le Muse e under 25: € 1. Gratuito: under 12 anni. Consumazione libera a pagamento.
Why Factor Trio al Moonfrà di Casale
Infine la sera di giovedì 28 lugliodalle ore 21 in collaborazione con la birreria Moonfrà di Casale Monferrato ascolteremo qualcosa dal sapore più pop: il Why Factor trio. Il gruppo è formato da tre musicisti della provincia di Alessandria di area prettamente blues, unitesi per offrire una personale rivisitazione in chiave pop-soul di brani molto famosi della storia della canzone. Un progetto acustico in cui è possibile sentire anche la loro passione per il rock’n roll, il country, fino al pop dei giorni nostri. Un altro componente del gruppo è una… lavagna magnetica, con una rappresentazione artistica di tutti i paesi del mondo. Il pubblico viene così coinvolto in un viaggio musicale che riassume le sonorità artistiche di quelle nazioni che nell’immaginario collettivo ne hanno caratterizzato il sound. Si va da Mama Afrika a Sergio Mendes, da Leonard Cohen a Battisti, dagli AC/DC a Stevie Wonder.
Nel programma del MonJF anche un concerto in Molise. Sabato 23 luglio a Ripalimosani (CB) si esibisce il Doctor Jazz feat Borotti (Borotti, Diaferia, Picchioni, Allara). E’ il suggello di una collaborazione che dura da tre anni tra il MonfJF e Borgo in Jazz nel Molise e che ha portato i musicisti della piccola regione italiana a Casale, offrendo di ospitare gli artisti monferrini nei caratteristici borghi dell’entroterra che vengono animati dalla musica.
Poi il Monfrà Jazz Fest non va certo in vacanza: riprende ad agosto per concludersi a settembre.
Il programma completo, con i costi delle serate e le modalità per accedervi su www.monjazzfest.it