Momenti di poesia: SIEPI DI BIANCOSPINO, di Manuela Floris

Momenti di poesia: SIEPI DI BIANCOSPINO, di Manuela Floris

Siepi di biancospino  nasceranno 

sul pio sangue versato dei bambini 

Angeli in cielo muti voleranno

 su quella croce che non ha confini.

Lasciate che i piccoli  vengano a me …

… dicesti già … ma non così  Signore!

la guerra è un precipizio nei perché

di atroce crudeltà su ogni candore.

Senza il mio pianto se non c’è paura!

possa il mio cuore far da frangiflutti

ma con la gioia impavida e più pura 

ti do la vita … ma salvali tutti …

Proteggi anime perse nell’oblio 

com’è la mia … e perdonaci mio Dio!

Manuela Floris

Lucia Triolo: autunno

è un profumo mozzato
questa inquietudine
guarda avanti
poi indietro
taglia a fette tre o quattro deserti
per spodestare
ogni infinito squadernato

tu e i tuoi fogli d’anima: una mezza coltre
ogni sera sul letto
rampicando l’umano
come sentenza d’amore

nel palmo
le castagne d’autunno
ancora sempre calde
tu le sbucci le assaggi
                        una
                            a
                               una

Lagonegro 54 di Pino Mango

Cantautore e poeta

Avatar di almerighialmerighi

Mango, all’anagrafe Giuseppe Mango (1954 – 2014), conosciuto anche come Pino Mango, è stato un cantautore e poeta italiano.

Aspetto, intuisco,
ti leggo, respiro e abitudini.
Santuario del vivere,
dondolio d’amaca
nel sonnolento sole d’agosto.
Se sorridessi conterei i tuoi denti,
scintillio di buonumore.
Così di cuore ti ragiono
e di viaggiare ti viaggio,
barca poggiata su uno squarcio di cose
o sulle viole d’autunno che garbano
le piogge sottili.
Traversare l’abbraccio inventato daccapo,
carezzevoli passioni
anch’esse inventate di fresco,
mano di bianco sulla parete,
come una nuova prima volta. Infinita!
Castagne infornate
compagne d’Aglianico,
di canto sensibile all’eco invisibile del cuore.
Di mani ti sento
e rinnovo il gesto abusato
di tango e di tempo.
Domenica di novembre e vaniglia
e di One-step,
uno di quegli “anni Cinquanta”
addormentati su una sedia
in un rosolio smarrito nella gola di mio padre,
e urla di madre nell’aria,
sento urla…

View original post 10 altre parole

CHIEDE SCUSA, (vernacolo) di Silvia De Angelis

Ce vo’ davero poco a chiede scusa

ma pare che semo diseducati

a riconosce che avemo sbajato

ritornanno su quei passi

che ancora  arimordeno drento

ma che nun ciai coraggio d’affrontà..

Passeno i giorni e quer senzo de corpa

morde sempre più forte ne ‘ a coscienza

ma tu magni e  provi a dormì tranquillo

ner buio che diventa ‘n faro accecante.

Ce lo sai che basta ‘na paroletta dorce

e ‘n sorisetto malandrino pe’ fatte perdonà

ma quer momento diventa sempre

più lontano perché lo stai a rimandà…

Ma ecco ariva er giorno fatidico

che s’è riseveijato er leone che ciai niscosto

e co’ ‘na faccia soridente fai er dovere tuo…

“ era ora” te risponne er decuius “ ma tanto

t’avevo già perdonato, perché so, in  fin de’ conti

che ssei bbono!”

@Silvia De Angelis 

CHIEDERE SCUSA (traduzione)

Ci vuole davvero poco a chiedere scusa

ma sembra che siamo diseducati

a riconoscere che abbiamo sbagliato

ritornando su quei passi che rimordono dentro

ma che non si hanno il coraggio d’affrontare.

Passano i giorno e quel senso di colpa

Morde sempre più forte nella coscienza

ma si prova a mangiare e dormire tranquilli

nel buio che sembra un faro accecante.

Si sa che basta una parola dolce

e un sorriso avvincente per farsi perdonare

ma quel momento si allontana sempre più

perché si rimanda.

Ma ecco arriva  giorno giusto

in cui si è risvegliato il leone nascosto

e con un volto sorridente si fa il proprio dovere..

“era ora” risponde la controparte” ma tanto

aveva già perdonato, perché, sa, in fin dei conti

dell’altrui bontà”

canile monte contessa DI Genova, di Stefano Polo

come e’ evidenziato nel capitolato al punto 8 i cani devono almeno avere un uscita garantita al giorno per il loro benessere psicofisico cosi non e’ almeno negli ultimi giorni sopratutto per quanto riguarda i cani morsicatori e’ successo un incidente non provocato dai cani a quanto e’ sorto , e’ chi hanno punito? i cani embe , non lo trovo giusto che paghino loro per colpa altrui addirittura a quanto so perche sono volontario del qua citato canile alcuni cani non escono da settimane , essendo cani poco equilibrati esiste il rischio che peggiorino quindi faccio l’ appello al buon senso che questi cani tornino ad uscire ovviamente in sicurezza, chiudo con una frase di Gandhi:” un paese civile si misura in base come trattano gli animali”.

CULTURA

Sguardo animale di Flavia Sironi. 18 novembre 2022. Articolo di Flavia Sironi

Date: 18 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Quando ho adottato i miei cani e i miei gatti, tutti provenienti da tristi realtà, ho sempre cambiato i loro nomi, sia che fossero cuccioli, giovani, adulti o anziani. Questo perché li considero figli anche se non li tratto come tali. Ai figli si sceglie il nome con entusiasmo e amore. Il nome che si sceglie è importante per un genitore. Il nome che io scelgo per i miei “animalifigli” è importante per me. Scelgo i loro nomi con entusiasmo e amore. I nomi che scelgo devono piacere a me e ai componenti della mia famiglia. Tra l’altro sono fermamente convinta che la loro vita inizi da me lasciandosi alle spalle tutto ciò che è stato il loro passato. Nelle foto Sandokan Rosso Stampella Havana 🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺🐕‍🦺 Batman e Biancochiocco 🐈‍⬛🐈‍⬛#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#sguardoanimale#gattineri#gattinicarini#gattini#gattile#gatti#gattidiinstagram#camminacolcane#canile#canifelici#caniche#canidiinstagram#canidivertenti

Ieri è stata la giornata mondiale del gatto, ma dobbiamo amarli sempre. Non serve un giorno per ricordare, dobbiamo sempre amarli, come ogni animale

🐈‍⬛Giornata mondiale del gatto nero…..ARTE🖌️ semplicemente ARTE niente da aggiungere. 😻#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#gattineri#gattidiinstagram#gattile#gatti#gattini#gattinicarini#sguardoanimale

sguardoanimale.wordpress.com

Articolo di Flavia Sironi. 18 novembre 2022

L’angolo della poesia: “Cuore di periferia” di Caterina Alagna

Salerno, ore 14:19

Link al mio blog : https://farfallelibereblog.blogspot.com/search/label/Le%20mie%20poesie

Link a quest’articolo nel mio blog :https://farfallelibereblog.blogspot.com/2022/01/cuore-di-periferia.html

Un pianto lieve 

felpato come la neve

serpeggia dietro una nube di poesia,

falsa parvenza di allegria,

solitario s’effonde nella vasta radura

dei sogni negati alla vita.

Nelle vecchie borgate di periferia

un cuore tristemente s’arrende,

è un riccio raggomitolato in se stesso,

un tenero arbusto sbilenco

che non trova più l’animo

di inoltrarsi negli anfratti  del tempo.

Il futuro ha smarrito il suo smalto,

si è consegnato a uno scialbo presente

ricolmo di tacite lacrime e parole spente, 

di mani scabre e tasche vuote,

nell’anima solo l’amore.

Amore intenso, incessante, eterno 

per gli occhi dei figli innocenti

che patiscono la fame 

e la penuria degli inverni.

Occhi che trovano rifugio 

tra le braccia straziate dei loro cari

sottomessi e ammaccati

dal lavoro estenuante e precario,

dal mondo che è sempre più avaro,

da un sogno terribilmente mancato.

Povera vita che annaspi nell’acredine 

dei borghi di periferia,

tra sterili passi e pensieri pesti,

ti nutri di polveri e foglie sparse,

di accumuli di case e giorni riarsi.

La gioventù donò i suoi anni alle miserie,

alla povertà e alle macerie.

E il fuoco resiliente

che un tempo sguainava la sua lingua ardente,  

si incenerisce, inzuppato dalle stille

di quel pianto lieve

mentre felpata scende la neve.

Leggi anche : https://alessandriaonline.com/

Leggi anche :  https://alessandria.today/

Amo tutto ciò che è stato di Fernando Pessoa

La grande bellezza di Pessoa

Avatar di almerighialmerighi

Fernando António Nogueira Pessoa (1888 – 1935) è stato un poeta, scrittore e aforista portoghese. È considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, e per il suo valore è comparato a Camões. Il critico letterario Harold Bloom lo definì, accanto a Pablo Neruda, il poeta più rappresentativo del XX secolo.

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

*

View original post

STRAPIOMBO D’AMORE, di Silvia De Angelis

Quando il calpestìo del silenzio

si fa forte nei pensieri

mi impiglio

nel cosmo del tuo sguardo

disperso nel rumore alieno della vita

Ne odi l’increspare denso

senza farne tacere

l’andirivieni insoluto

Vorrei esserti rondine

allora

tracciando un semicerchio d’autunno

Scivolare poi sul tuo bavero chiuso

per sussurrarti d’ali

dolcemente tese

alla convulsa ricerca

d’uno strapiombo d’amore

@Silvia De Angelis

CULTURA

CONTROLUCE: Barriere architettoniche, tra indifferenza e mancanza di empatia, storie difficili.

Date: 17 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 17 novembre 2022

La notte del 15 novembre 1963 a Recco tirava un vento gelido di tramontana. In ospedale tutti i neonati iniziarono a piangere, fino a mattina. Tutti tranne uno: Gianni, il più piccolo nato con un mese di anticipo. Solo due giorni dopo in ospedale si accorsero che qualcosa, in quel suo silenzio, non andava e quando lo trasportarono a Genova era oramai troppo tardi. Dopo due mesi di ricovero tornò a casa con un referto su cui c’era scritto: tetraparesi spastica distonica. Il freddo di quella notte gli aveva procurato una congestione con effetti devastanti e permanenti sul suo sistema nervoso.

Ieri sulla mia #newsletter ho raccontato la storia del mio amico Gianni, all’anagrafe Giovanni Battista Casareto, che ha tanti rimpianti, molta grinta, una testa velocissima, un talento per la scrittura e dei sogni. Voglio pubblicare qui un piccolo estratto. Io e Gianni ci siamo conosciuti alla presentazione del mio libro “La mattina dopo” e quella sera mi disse che la sua vita è una lunga mattina dopo, quella segnata dal vento ma anche dall’incompetenza degli uomini.

Gianni mi scrive regolarmente, mi manda cose da leggere, poesie, testi di canzoni, racconti storici, ci scambiamo pareri, io gli segnalo #podcast da ascoltare e mi viene sempre a salutare quando faccio presentazioni nella sua zona. Questa volta sono andato a trovarlo a casa, a Recco, dove ha passato tutta la vita e, dopo la morte del padre e della madre, vive con la sua badante ucraina e suo marito.

«Nei primi anni di vita, ero totalmente immobile, incapace di muovere anche il minimo arto. Ero tutto rigido con le mani chiuse a pugno, la schiena inarcata in avanti e i piedi che puntavano in dentro. Ricordo una visita che feci a Genova il giorno prima di compiere sei anni, durante la quale fecero a mia madre un discorso strano che si concluse con un consiglio: ricoverare in un istituto quel figlio disabile. Invece mi hanno cresciuto e testardamente mi hanno curato anche al di fuori delle terapie tradizionali. Assunsero un massaggiatore di Sori, che al prezzo di tanti sacrifici economici e a una montagna di mio dolore fisico, in anni di lavoro mi mise letteralmente in piedi».

Gianni è andato in prima elementare a otto anni, al Centro Spastici di #Genova, dopo due anni di inferno burocratico per aver diritto ad un posto sullo scuolabus.

«Alla fine delle elementari dissero che potevo essere inserito nella scuola media di Recco, usufruendo della riforma Malfatti, che consentiva ai #disabili di essere messi a contatto con i ragazzi “normali” all’interno delle singole classi. È stato un tempo bello anche se difficile, perché lì ho cominciato a vedere la differenza tra me e gli altri ragazzi: loro correvano e io restavo a guardarli e, più avanti nel tempo, li osservavo abbracciati alla fidanzata di turno e poi li ho visti sposarsi e avere dei figli. Questa è la parte più dolorosa, la mancanza dell’amore e di una famiglia mia».

Mi guardo intorno: le pareti e i ripiani della libreria sono pieni di piatti, vasi e sculture che ha imparato a fare alla scuola per ceramisti che ha frequentato per tre anni. «Non avevo nessuna manualità, nemmeno la percezione di come si tiene in mano un pennello per decorare, non riuscivo a connettere mano e cervello sulla stessa lunghezza d’onda. Piano piano la mano cominciò a rispondere agli impulsi della testa e cominciai a costruire vasi, ciotole, piatti e poi a decorarli». Anni dopo quella capacità gli permise di far parte di “un gruppo di pazzi” che aprì un laboratorio di ceramica nel suo garage: «Eravamo molto affiatati e c’era grande armonia tra noi, quel tempo è stata l’esperienza più intensa e felice della mia vita». Questa fase della vita si concluse nel 2004 con la morte di Giuliano, l’anima del gruppo in laboratorio: «La sua perdita improvvisa mi provocò un dolore indicibile e uno stress fortissimo, come se a morire fosse stato un fratello maggiore. Alcuni giorni dopo mi accorsi che nella parte destra del mio corpo stava succedendo qualcosa: il braccio destro cominciò a chiudersi e il tendine d’Achille ad accorciarsi, poco tempo dopo non mi fu più possibile camminare».

Ascolto Gianni e mi rendo conto di quanto siano fondamentali nelle nostre vite gli amici e i maestri, di quanto una comunità possa fare la differenza. La morte della madre lo ha obbligato a prendere in mano la sua vita, ha imparato ad andare a fare la spesa e la sua più grande sensazione di libertà è stata quella di lanciarsi con la carrozzina lungo la discesa verso Recco. «Non sono autosufficiente e mi muovo attraverso due carrozzine, una da interni e una da esterni, che piloto con grande maestria, tanto che mi chiamano “Schumacher”. Con gli anni ho capito che l’autonomia e la voglia di indipendenza la devi avere dentro te stesso e poi conquistarle giorno per giorno, lottando per te e per gli altri per abbattere le tante diffidenze, le discriminazioni, le barriere culturali e architettoniche che ancora avvolgono e condizionano la vita dei disabili».

Alla fine della nostra chiacchierata mi ricordo che Gianni mi aveva detto di avere tre sogni, gli chiedo di raccontarmeli. Il primo è la lotta contro le barriere architettoniche. Lo fa con il gruppo di cui è promotore, #ABA Abbattimento Barriere Architettoniche Recco. Ma il percorso è ancora lungo: «Cosa c’è di più discriminante di vedere gli altri entrare e di essere costretti a stare fuori. A me capita da una vita. Quante volte ho dovuto gridare come un ossesso per farmi vedere, perché quel negozio era senza scivolo? E ogni volta che accade mi sento ferito e umiliato nel profondo e penso di essere un cittadino di serie C». Un altro suo sogno è vedere una sua canzone, una di quelle di cui scrive i testi, arrivare a Sanremo, o di salire su quel palco per parlare dei maledetti ostacoli che rendono la vita un inferno. Il terzo sogno? Me lo confessa mentre ci stiamo salutando: «L’amore, la tenerezza, una compagna e una famiglia».Mario Calabresi 

Una storia come tante, come tante di sofferenza, difficoltà, un nome, tanti nomi. Storie tragiche, storie a lieto fine, ma non senza amarezze e pregiudizi.

Dobbiamo imparare ad amarci di più, ad amare l’altro, riprendere in noi sentimenti di ”pietas” comprensione degli altri. Una storia non si deve risolvere perchè viene sbandierata, chiacchierata, si deve fare, un nostro dovere, un dovere di tutti noi. Dietro ogni ragazzo o ragazza disabile ci sono genitori, nonni che sacrificano fino all’estremo la loro vita. Spesso un unico genitore, abbandonato dalle istituzione, quando mai il contrario? Diventa una non vita, una vita esclusivamente di assistenza, dormendo poche ore, senza uscire, mai. Vorrei lanciare una campagna di sensibilizzazione su ALESSANDRIA TODAY, raccontateci le vostre storie, Fotografate con nome e cognome ogni barriera architettonica, ogni ostacolo che possa impedire un accesso. A presto un indirizzo e-mail dovete potrete mandare tutto ciò.

Articolo di Marina Donnarumma 17 novembre 2022

CULTURA

Il colore della poesia. Iris G. DM

Date: 17 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Roma 17 novembre 2022

Avevamo sciarpe di lana,

cappelli fatti a mano,

punto dritto e punto rovescio.

La scalinata di piazza di Spagna,

Le caldarroste che fumavano,

Il cartoccio di carta paglia,

Volevo correre per la scalinata,

poi scendere come una regina

So per certo che non mi sarei stancata di te,neppure di rosa rosae

Se tutto finisce,

è perché siamo incapaci di tenercele

le cose,

di riconoscerle le cose!

Appena ti vedevo mi mettevo

il rossetto,

tu me lo toglievi con la mano,

poi mi baciavi,

A casa mi specchiavo,

avevo la bocca tumida,

arrossata tutta intorno,

dai nostri baci.

Siamo cresciuti,

io non ti ho rivisto, mai più!

Ti penso ogni volta che metto il rossetto,

sempre lo stesso colore,

rimane lì.

Di Trinità dei Monti,

non sono più regina. .Iris G.DM

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone

Roma 17 novembre 2022 Iris G. DM

CULTURA

Il colore della poesia. Iris G. DM

Date: 17 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

17 novembre 2022, Roma

Rimpiangerai quello che non ritorna,

il mondo diventerà bianco,

taglieranno le parole in coriandoli di carta,

ci abbracceremo quando farà notte,

luci di lampioni come lame sottili.

Il cuore è freddo,

il cuore è freddo non lo sentite?

Le foglie cadono,

fanno un rumore strano,

il vento le prende a calci, sposta le foglie e soffia.

Mi fa paura, nascosta sotto le lenzuola,

come da bambina, il respiro umido e caldo.

La notte non la vedo, la sento,

il giorno lo vedo, lo sento,

forse una porta sbattuta,

un ramo rotto,

una ninna nanna senza senso,

gemo piano all’angolo della mia solitudine. Iris G. DM

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Iris G. DM 17 novembre 2022

IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO, di Silvia De Angelis

Probabilmente è vero che viviamo in un’epoca moderna e tecnologica, dotata di  innumerevoli “diavolerie” per rendere più agiata e verosimile la nostra vita e  quando, purtroppo capita un cataclisma naturale, il nostro inconscio ha come un  senso di forte disagio, ad accettare quell’evento, che considererebbe,mentalmente  preistorico…

Eppure la natura si muove, nei secoli, secondo un progetto inarrestabile e continuo,  che non dà tregua ad alcun lasso di tempo, modificando la struttura più insita  del territorio, destinato a cambiare nel percorso della vita che va avanti.

Putroppo non siamo ancora attrezzati a sufficienza, a prevedere smottamenti  del terreno ed eruzioni di vulcani e, sebbene esistano lunghi periodi di tregua,  poi la terra, improvvisamente, e con inaudita violenza, torna a scuotere i vari  territori, procurando ingenti danni a persone e cose d’immenso valore artistico.

Credo che ogni  governo dovrebbe affrontare seriamente il problema del sisma,  cercando di mettere al sicuro, soprattutto fabbricati abitati e dettare severe  leggi antisismiche per costruzioni di nuova data….

Ma si sa, sfruttare sempre la situazione, a discapito del prossimo è stata sempre  una peculiarità degli esseri umani e come si dice “il lupo perde il pelo, ma non  il vizio”

@Silvia De Angelis

Poeta, nel tramonto

Uno tra i più grandi

Avatar di almerighialmerighi

Antonio Machado (1875 – 1939) è stato un poeta e scrittore spagnolo, tra i maggiori di tutti i tempi, appartenente alla cosiddetta generazione del ’98.

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perché pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza… Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole… Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

*

View original post

I giovani contestano: non vogliono essere valutati perché vogliono essere uguali “Gabriella Paci

 Tutti abbiamo presente la rivoluzione fatta di giovani studenti universitari nel 68 contro le caste dei professori e la disuguaglianze nella valutazione dovuta al ceto sociale o al nome del candidato e il costo delle tasse che impedivano a meritevoli di potere proseguire negli studi.

Oggi di nuovo i giovani scendono in piazza ed occupano le università a causa della decisione del presidente del consiglio Giorgia Meloni di accorpare il dicastero dell’istruzione con la meritocrazia. La motivazione che ne ha dato lo stesso ministro in questione Giuseppe Valditara è:” non demonizzare il merito, valorizzare i talenti e le capacità degli studenti a prescindere dalle condizioni di partenza”.

Ma i giovani non ci stanno e scendono in piazza e occupano le università in nome …dell’uguaglianza. Ma allora perché cercare di ottenere voti alti o studiare in facoltà o università  ritenute di livello?

Non è una dichiarazione nuova, quella di voler garantire a chi lo merita di distinguersi e di veder riconosciuti i propri meriti: questa ha raccolto consensi sia da destra e dalla sinistra liberale ,essendo una  dichiarazione neutra che deve ridurre i vantaggi ereditari o economici che siano. Molti però vedono in questo una nuova strategia per la diseguaglianza perché non è chiaro quali siano “i meriti” che dovrà avere una persona: talento ? Volontà? Capacità nel raggiungere risultati o velocità …? Il concetto di merito dunque potrebbe assumere varie connotazioni e ammesso si raggiungesse un accordo valido sulla definizione del merito, sarebbe ancora difficile individuare e giudicare tali requisiti. Dunque il concetto di merito appare nebuloso ,eppure la “meritocrazia “ è stata associata a qualcosa di giusto ,di equilibrato,di salvifico nei confronti degli abusi di certe persone.

Merito vs uguaglianza

Ma qual è il rapporto tra merito ed eguaglianza ? Pare evidente che il merito svincolerebbe i singoli dalle condizioni sfavorevoli di partenza ,offendo loro opportunità di successo (che andrebbe meglio definito) e che  essendo più talentuosi ,si distinguerebbero dagli altri. Ma questo non è forse di nuovo disparità o diseguaglianza? Infatti, la distribuzione dei talenti e delle doti personali è paragonabile alla distribuzione dei premi in una lotteria e tali attributi difficilmente possono essere interpretati come un merito dei singoli o correlati alle loro responsabilità. Anche l’idea di offrire a ogni persona le stesse opportunità di partenza, al fine di distribuire le risorse disponibili e le posizioni sociali attraverso il criterio del merito, non mette al sicuro da critiche. Ancora una volta, andrebbe innanzitutto chiarito che cosa si intende quando si parla di eguali opportunità di partenza.

Alcuni obiettano inoltre che ,ammesso che si possano ridurre drasticamente le disparità e garantire una medesima situazione di partenza,questo legittimerebbe un percorso fortemente individualistico e fortemente agonistico. Non il superamento dunque delle diseguaglianze, bensì la formazione di una nuova gerarchia sociale dominata dalla “classe” dei più meritevoli. Una delle principali conseguenze di questo modello sarebbe la rilettura in chiave morale delle diseguaglianze, secondo una prospettiva che lega indissolubilmente il successo e l’insuccesso alla responsabilità personale, senza tenere conto dei tanti fattori che sfuggono al controllo dei singoli. Dunque una diseguaglianza tra meritevoli e non meritevoli che potrebbe essere imputabile all’appartenenza a famiglie desiderose di far emergere i figli di generazione in generazione grazie alla volontà di successo che le caratterizza  e alle loro disponibilità economiche.

La diversità è in natura

C’è comunque , a detta di altri,la volontà di “appiattimento verso l’omologazione al  ribasso “ di chi nega che, comunque,in ogni ambito sociale, ci sono persone più o meno capaci e dunque meritevoli di progredire o aver opportunità consone alle loro capacità .Tutti gli adulti che occupano posti di impegno e di professionalità e che non hanno avuto il favore del denaro o del cognome,sanno che è con la fatica e l’impegno,unitamente alla loro capacità che si sono conquistate quel posto.

Una sana competizione,volta  a mettersi in gara ed accettare sconfitte ,riconoscendo i propri limiti, fa parte da sempre di un processo chiamato “di formazione “ o “maturazione personale. Gli stessi studenti,inoltre  parlano di “ingiustizia “ se un insegnate assegna una  valutazione non adeguata alla prestazione data o allo svolgimento di un compito

Tutti sappiamo bene che non siamo tutti ugualmente predisposti allo studio o all’apprendimento di certe abilità e che questo fa parte della tanto decantata “diversità” di cui però non si vuole tenere conto quando si critica la “meritocrazia”.

Senza un distinguo tra chi è capace  e chi non lo è nello svolgimento di un compito e nel raggiungimento di un obiettivo nel miglior modo possibile e nel tempo opportuno non ci sarebbe più un qualcuno che ha il ruolo di leader ed è in grado di operare scelte e conquiste  proficue per la comunità oltre che per se stesso: nessuno deve essere spento nella sua voglia di progredire e di distinguersi e se questo è essere discriminante lo è la stessa natura che ci fa nascere diversi per sesso, aspetto fisico,indole e capacità psichiche e mentali.

Photo by RODNAE Productions on Pexels.com

RINASCITA

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Riscoprirti ora
quando una dolcissima inerzia
interferisca
sull’intento di sempre.
Circostanziale
ora
quel tuo aspetto famoso
inaspettatamente
lascia fraintendere
un che di fascinoso e occulto
che giochi
sul gheriglio di commozione
forse in letargo da qualche tempo.
S’amplia la visura
d’un pregiudizio antico
votato sullo schiudersi di labbra
non più barcollanti
ma assai decise
in un sentiero bagnato
in cui mosto vermiglio
sciolga una densità prediletta
alla sua rinascita….
@Silvia De Angelis

View original post

La più bella storia d’amore di Luis Sepulveda

Bellissima poesia di Sepulveda

Avatar di almerighialmerighi

Luis Sepúlveda Calfucura (1949 – 2020) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista cileno naturalizzato francese.

L’ultimo suono del tuo addio,
mi disse che non sapevo nulla
e che era giunto
il tempo necessario
di imparare i perché della materia.
Così, tra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.
Che i solfeggi e i sol
implorano la fame dell’udito.
Che le strade e la polvere
sono la ragione dei passi.
Che la strada più breve
fra due punti
è il cerchio che li unisce
in un abbraccio sorpreso.
Che due più due
può essere un brano di Vivaldi.
Che i geni amabili
abitano le bottiglie del buon vino.
Con tutto questo già appreso
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante a scrivere
La Più Bella Storia d’Amore
ma…

View original post 57 altre parole

Due parole su blog, literary blog, riviste online, polemiche letterarie (consigliando il libro di Gilda Policastro)…

Innanzitutto blog è un abbreviativo di web log, letteralmente sito che tiene appunti. Il blog ha avuto successo negli Stati Uniti. Ormai è conosciuto anche da noi da anni. Viene da chiedersi subito: perchè aprire un blog? Ritengo che chi apre un blog lo faccia prima di tutto per comunicare le sue opinioni e le sue considerazioni sulla società odierna. Il blog è un angolo di web in cui dare sfogo a una parte di sé stessi, a ciò che si ha dentro. Alcuni l’hanno paragonato a un diario senza lucchetto. Certo è anche un modo di apparire, di far conoscere le proprie ansie, i propri turbamenti e i propri scazzi a persone prima irraggiungibili, perché lontane geograficamente. In molti blog ci sono annotazioni diaristiche, sensazioni, opinioni sul mondo attuale, articoli di giornale. Spesso un blog ben fatto è una via di mezzo tra il diario e il giornalismo, tra la community e la raccolta di link. Gli autori dei blog sono persone che vogliono comunicare in modo diretto e in modo giovane. Sono liberi pensatori che solamente un decennio fa non avrebbero trovato nessun sbocco. I blog in Italia attualmente sono migliaia e migliaia; forse aumenteranno ancora. Sono certo che aumenterà a dismisura anche quella che in gergo si chiama la fuffa. I blog aumenteranno per un motivo molto semplice: perché per creare un blog non c’è bisogno di conoscere l’html o altri linguaggi informatici specifici. Inoltre il blog rispetto al classico sito web è più semplice da creare ed è anche più dinamico. In un blog si possono mettere più scritti rispetto a un sito. Per fare un sito occorre anche dosare le forze, operare certe scelte, essere parsimoniosi. Ad esempio fare un sito personale di 500 pagine significa caricare troppo di link la home page e rendere più lente le visite del sito. Allo stesso tempo il blog è meno dinamico e più egocentrico rispetto alla mailing list, al gruppo Yahoo, al gruppo Facebook, al gruppo Msn. Nel blog il vero protagonista è l’autore stesso, anche se ci sono i commenti dei post. Inoltre nella mailing list frequentata un messaggio appare per poche ore. Spesso ci sono altre persone che postano e i visitatori leggono i messaggi più frequenti. Nella mailing list frequentata i messaggi si accavallano, si susseguono, si sovrappongono. Un intervento quindi cade subito nell’oblio. Nel blog l’intervento rimane per svariati giorni. Potremmo quindi teorizzare che il blog sia il giusto mezzo di comunicazione delle proprie sensazioni e delle proprie idee. E poi mi faccio una seconda domanda: perché i navigatori del web visitano i blog? Io penso sia per il voyeurismo. Probabilmente sono una sorta di guardoni telematici, che curiosano nei blog per sapere qualcosa di piccante o di interessante sulla vita sentimentale, sessuale e sociale delle persone. E’ anche vero d’altro canto che ci sono blog di aspiranti giornalisti o blog che trattano di letteratura, ma -ahimè- a quanto mi è stato dato di vedere questi siti non sono molto frequentati: non interessano quanto la tanto deprecata fuffa.

Un tempo esistevano le riviste letterarie cartacee. Ma da qualche anno a questa parte con l’avvento di internet è avvenuta una trasformazione: dalle riviste letterarie cartacee siamo passati alle riviste letterarie online, spesso aperiodiche per evitare di essere catalogate come testate giornalistiche. D’altronde i visitatori purtroppo sono più dei lettori per diverse ragioni: il disinteresse degli italiani alla lettura, l’oligarchia delle grandi case editrici, le difficoltà delle librerie indipendenti. Per chi possiede un sito letterario può essere particolarmente motivante e divertente accrescere la popolarità del proprio angolo virtuale. Un tempo i webmaster cercavano alla rinfusa link perché l’importanza di un sito internet veniva valutata in base alla link popularity. Oggi invece devono essere più accorti, il gioco si è fatto leggermente più sofisticato perché la rilevanza di un sito internet si basa su una serie di algoritmi che calcolano non solo la quantità dei link, ma anche la qualità e la pertinenza. Dal 2000 a oggi ho potuto constatare la proliferazione di siti letterari per aspiranti, emergenti o sedicenti poeti. I più snob ritengono che ciò vada a discapito della qualità letteraria, personalmente sono dell’idea che questo fenomeno sia un’ulteriore prova incontrovertibile della democraticità del web. Nessuno ha ancora pensato di vietare a critici letterari e italianisti di fare il proprio lavoro. Inoltre anche nel sito letterario più dilettantesco e scalcinato di un gruppo di adolescenti si deve valutare la buona fede e la passione, che animano i gestori di tale sito. I maligni sosterranno che ciò che spinge molti autori alla creazione di un sito sia solo narcisismo, ma personalmente ritengo che sia una forma di narcisismo molto più nobilitante di quella che spinge a fare le veline o i tronisti. Ognuno deve avere diritto ad uno spazio reale o virtuale in cui esprimersi. Internet è l’editore più democratico che esista. Il visitatore deve saper scegliere in questa dimensione parallela sconfinata. Non bisogna nemmeno dimenticarsi che oggi i caffè letterari e i salotti non fanno più letteratura, mentre artisti e scrittori oggi sempre più frequentemente si scambiano e-mail e collaborano a siti letterari.

Penso alle parole del poeta Aldo Nove, che recentemente ha dichiarato: “Se Pasolini fosse vivo, oggi avrebbe un blog”. Tagliamo subito la testa al toro: non tutti quelli che hanno un blog letterario sono Pasolini. Anzi per ora di Pasolini non ne ho trovati. Ma c’è anche chi da anni e anni certifica la morte dei blog letterari. E allora quale tra le due è la verità? A chi dare ragione? Il blog va bene per un autore per svariati motivi: per l’espressione delle sue idee, per veicolare più facilmente dei messaggi, per autopromuoversi. Anche collaborare a un blog collettivo può andare bene per gli stessi identici motivi. In fondo Pulsatilla, al secolo Valeria Di Napoli, non avrebbe venduto 300000 copie con il suo primo libro se non avesse gestito un blog frequentatissimo. A onor del vero diverse blogstar sono riuscite a compiere il passaggio, sono diventati bestselleristi. Altre hanno venduto molto di meno, ma sono approdati all’editoria di qualità. Certo per scrivere ci vuole un minimo di costanza. Bisogna avere un minimo di ideazione. Bisogna aggiornare il blog con continuità. È un impegno che si prende. È richiesta almeno la conoscenza basilare della lingua italiana, bisogna saper scrivere un minimo correttamente senza fare strafalcioni ed errori madornali (che poi le incertezze e i refusi toccano anche ai più attenti e meticolosi). Si deve stare più attenti alle leggi perché si esce fuori dalla bolla social e i post restano sui motori di ricerca. Bisogna autocensurarsi talvolta. Bisogna fare attenzione. Scrivere comporta molte controindicazioni e molte implicazioni. Bisogna ponderare e valutare tutto. Non si può certo scrivere ciò che passa per la testa. Ma la scrittura è libertà di espressione. Non solo ma se il Dsm comprende tra le varie dipendenze il sesso, la televisione, Internet, eppure la scrittura e la lettura non vi vengono annoverate. Scrivere e leggere non fa male, anzi è terapeutico. I pazienti vengono curati dagli psicoterapeuti con la psicosintesi e la biblioterapia. Quindi è solo un topos letterario quello di Don Chisciotte che impazzisce per i libri, che non corrisponde a realtà. Leggere fa bene. Aumenta le connessioni cerebrali. Fortifica l’intelligenza (qualsiasi definizione le si voglia dare). Arricchisce il vocabolario e più parole si conosce meno probabilità si ha di essere “fregati” dai padroni e più si è in grado di elaborare la realtà, come notò Don Milani. Ma poi gli stessi che giurano sulla morte dei literary blog sono anche gli stessi che cercano disperatamente i like sui gruppi Facebook! Literary blog come Nazione Indiana hanno fatto la storia del web italiano. Nei primi anni 2000 per farsi una certa reputazione poetica bisognava avere pubblicato qualcosa su Nazione Indiana perché la redazione era selettiva e nei commenti non veniva risparmiato nessuno, a nessuno venivano fatti sconti. Sui literary blog un tempo nascevano molte polemiche, in cui ci potevano essere duelli all’ultimo sangue tra trolls che si firmavano Paperino e professoresse universitarie. Consiglio a tutti a tale riguardo di approfondire l’argomento con il seguente libro: “Polemiche letterarie: dai Novissimi ai lit-blog” di Gilda Policastro (Carocci, 2012). Inoltre oggi i literary blog sono sempre visitati, ma è difficile partire da zero, partire dal nulla. È difficile creare traffico, attrarre visitatori. È sempre più difficile il posizionamento sui motori di ricerca. È sempre più difficile attrarre lettori con il passaparola. Ci vogliono soldi e/o pazienza e/o impegno. Bisogna a ogni modo dedicare una certa quota parte del proprio tempo libero. Sorge spontaneo un interrogativo: ne vale la pena di versarsi in questa attività non remunerativa per comunicare qualcosa a qualcuno, che in buona parte dei casi non si conosce? Il destinatario spesso se ne sta nascosto nell’anonimato. E poi siamo sicuri che qualcuno non percepisca in modo errato il nostro messaggio, il nostro contenuto? È un rischio che va messo in conto, ma che non è quantificabile né oggettivamente calcolabile. Per ora nessuno è stato perseguitato per un blog. Bisogna fare mente locale per una rapida analisi dei costi/benefici. Che cosa si vuole trovare con un blog o con una collaborazione? Soldi? Il partner? Legittimazione culturale? Lavoro? Oppure si è contenti di fare una cosa che ci piace con passione? Forse quest’ultima cosa non è già molto?

INCASTRI E ALCHIMIE, di Silvia De Angelis

Vene scaldate

nel fuoco imbrigliato d’un sogno

Ossigeno denso

traccia respiri d’agognata meta

nelle colorazioni e addobbi

d’una piazza silenziosa

Scada l’assenza

colmata d’incastri e alchimie

ove il tutto e il niente

rinascano

in un vociare empatico

al di là d’un insipido letargo antico

@Silvia De Angelis

CULTURA

3° ed ultima parte. Manuela Cadoni, il libro : ”Hai mai atteso lo sbocciare di un fiore?” Emy’s word: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore.

Date: 16 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma 16 novembre 2022

Io sono una fan della parola, mi rendo conto che le parole possono farti bene, tanto male, tanta gioia, lacrime, risate. Le parole possono essere fiore o coltello, calde eaccoglienti come una tazza di caffè, fredde come l’ultima glaciazione. Hanno un fascino speciale, misterioso, come i numeri, le costellazioni, sono sempre e comunque nel bene e nel male, multicolori.


Io mi sento come una ricercatrice, in questo caso di parole, e la mia mente e il mio cuore frenano bruscamente, facendo attrito quando trovo qualcuno che , in qualche modo mi colpisce. Emy’s words, le parole di Emy, una pagina che mi ha colpito, per i contenuti immediati, Emanuela Cadoni e le sue frasi, direi una poesia in pillole di impatto, che comunicano gioia di vivere, passioni, emozioni, veramente vibranti. Percepisci una donna vivace, grintosa, romantica, un pò guerriera, ma con una grande sensualità e di un fascino di cui lei stessa è consapevole, ma anche le persone con cui comunica, percepiscono.
Tutto ciò che scrive, è lei, per conoscerla fatelo attraverso le sue parole. Definirei la sua poesia, uno shortino, lo bevi e poi ne vuoi un altro. Una personalità colorata e non tra le righe, lei che ascolta il mare come una musica e l’accorda al suo cuore. Aggiungerei per finire, una solarità che trasmette in ogni sua chiave di lettura.

“Tutti hanno diritto alla propria favola… la mia è da qualche parte in attesa di essere scritta.”
Emanuela Cadoni.

Se vorrai camminare con me,
dovrai muoverti lentamente.
lo sono colei che si fermerà
ad ogni passo,
per attendere il risveglio del sole,
per ammirare il cielo
e la danza leggera delle nuvole
che lo colorano.
Hai mai atteso
lo sbocciare di un fiore
o prestato ascolto
a un soffio di vento
che ti accarezza il viso?
Hai mai atteso
l’attimo in cui la luna
fa capolino all’orizzonte
e gioca con le ombre?
Come hai potuto non
“vedere”
fino ad oggi?
lo mi fermo.
Ti fermi con me?

-Emanuela Cadoni 
©Copyright L. 633/1941

Non lasciare
che si spenga
La “musica” che hai nel cuore. Emanuela Cadoni

Componi con i tuoi passi
La musica della tua vita
E fanne poesia. Emanuela Cadoni

MANCA
Il suono remoto che scandaglia la musica dolce e il profumo del mare,
il vento che carezza docile questo mio sentire ..
Mi manca
il luogo dove tutto ritorna com’era, l’aria, la polvere che si alza per
tornare sotto una luce nuova.
Avete mai ascoltato il mare?
A me manca
Il mistero di quella grigia luna
che si illumina di poesia e bacia il mare, quel tramonto che
sempre mi fa tremare
Mancano
Le stelle che con le nuvole
giocano a nascondersi
e poi farsi vedere
lasciatemelo dire
fatemi credere che giochino per me
Mi mancano
quei colori che brillando
sulla pancia del mare
sono rose
che l’infinito mi regala ..
Mancano
Quelle mani e gli abbracci che scaldano il cuore, che fanno paura quasi a dimenticare
Mi manco ..
Ma non smetto di sospirare
questo mio dire, sentire
che non è certo sopravvivere
Ma vive
e non voglio
e non posso
dimenticare. Emanuela Cadoni

Vivi la vita a tempo di musica
Quella che batte nel tuo cuore.
Nota dopo nota
hai costruito tu la scala
che ti ha condotto dove sei ora
con i valori e la frequenza
di ogni singola emozione. Emanuela Cadoni


Ti sembrerà
di non avere vissuto,
di avere sprecato il tuo tempo,
e allora voltati; osserva le impronte che hai lasciato lungo il cammino, quelle che restano nei cuori di chi, anche se solo per un istante, è stato al tuo fianco in questo viaggio meraviglioso che è la Vita. Ora prosegui
e semina impronte! Emanuela Cadoni

La mente ha gli strumenti
ma è il cuore a dirigere l’orchestra. Emanuela Cadoni

Mi chiedo,
A volte,
Quando la tristezza mi raggiunge
E mi avvolge nel suo spietato abbraccio,
Dove vanno a finire le parole che scrivo ..
Chissà se il vento, quello buono,
Te le consegna .. intatte. Emanuela Cadoni

Ci sono incontri
che non ti aspetti
Situazioni nelle quali ti ritrovi
senza sapere come,
ma mentre le vivi
Ti cambiano dentro ..
I ricordi
cedono spazio al presente
e il domani si colora ..
Non fa più così paura. Emanuela Cadoni

Articolo di Marina Donnarumma. 16 novembre 2022

Emanuela Cadoni Emy’s words: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. 1°parte.

2° parte l’intervista. Emanuela Cadoni. Emy’s words: la scrittrice che ascolta il mare e il suo cuore. https://alessandria.today/2022/11/14/2-parte-lintervista-emanuela-cadoni-emys-words-la-scrittrice-che-ascolta-il-mare-e-il-suo-cuore/

https://alessandria.today/

https://alessandriaonline.com/

https://www.facebook.com/Iris-G-DM-849689865369742/

Lucia Triolo: movenza

abitatore della carne?
il corpo
schiaffeggia la terra su cui non posa
mai abbastanza e
il movimento è un flusso cieco
come di donna

chi soffre le cose che io soffro?
non ci sono esempi
a nuotare
non testi da recitare
non soprassalti nel camerino
dimenticato

perdi le scarpe le calze
i piedi
ansimano i piedi?
e tu cosa ne sai?

divieni soffio d’ascia per
quanto dura
il gesto

non più!

Mutlagen di Momir Migov Delibasic

dal Montenegro

Avatar di almerighialmerighi

Poeta montenegrino nato nel 1950

Gli automezzi sono partiti per Mutlangen non abbiamo fatto nulla per fermarli. Sento le ossa rotte per i colpi, crollano le speranze nella ragione. Gli automezzi pesanti trasportano carichi arrivati da oltre oceano. Li stanno già montando, disboscano i boschi, recingono i prati della morte. Ho paura che un giorno le donne nelle piazze di Roma non potranno piu raccontare i racconti dei dolci baci al loro figli.

View original post

CULTURA

Floris di poesia. 15 novembre 2022

Date: 15 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Poesia di Manuela Floris

PAROLE SENZA VOCE

E tu che ne sai

di una come me

che grida senza voce?

Che squarcia il silenzio

con la sola forza del pensiero,

che a volte ha la carne

a brandelli

e finisce di tingerla

nel suo stesso sangue!

E tu che ne sai

se il mio silenzio

è per scelta o è obbligo?

Tu, gelido passante,

che cammini per le strade trafficate,

soffermati un attimo…

tu seduto su un tronco

pensa al destino

di quell’albero:

non sono anch’ io,

forse…

senza frutti?

Io, che sola…

nella mente mi perdo

e caccio sospiri in gola,

perché di parlare

non sono più capace!

Io…che urlo solitaria

nel brullo deserto

della mia anima

e naufrago come un marinaio

senza bussola?

Perché io, quella bussola

l’ho persa…

Quindi, tu che ne sai

quanto soffra senza proferir verbo

e mi inumidisco il labbro…

per mostrare che qualcosa è uscito

da questa bocca cucita?

Tu che ne sai

se il mio cuore

è ancora intero

o è un fiore di pesco

ove i battiti sono scanditi

da gemiti

di irrefrenabile controllo!

Cieca al dialogo,

ogni giorno

costruisco dentro quel fiore

per non soccombere

alle spine dell’indifferenza!

Tu che senti ancora i rumori,

ma forse non senti più

quello del tuo cuore!

Ascolta la natura

in un soffio di mezza estate …

Tu che puoi ancora sentire,

non rimanere per sempre

indifferente

alle mie parole senza voce!

Manuela Floris

Poesia di Manuela Floris. 15 novembre 2022

SOGNO AD OCCHI APERTI, di Silvia De Angelis

“A tu per tu”

col richiamo delle tue languide labbra

distillate dall’inconfondibile aroma

adulatore e ammaliante

E’ un sogno ad occhi aperti

nel transito d’un amore smorzato

da lievi carezze sui fianchi

sempre più labili e inesistenti

mentre l’evoluzione

d’un corposo  sentimento

esala fiochi respiri

ad un cielo

ove le nubi non si sfoltiscono

@Silvia De Angelis

CULTURA

Sguardo animale di Flavia Sironi. Articolo di Flavia Sironi. Parliamo di canicross. 15 novembre 2022

Date: 15 novembre 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

domenica 13 novembre 2022, nella corte della bellissima Abbazia di Mirasole ad Opera in provincia di Milano, si è svolto un importante evento cinofilo sportivo riguardante l’avvicinamento al canicross e alle sue discipline: 𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗿𝗼𝘀𝘀, 𝗯𝗶𝗸𝗲𝗷𝗼𝗿𝗶𝗻𝗴 𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗼𝘁𝗲𝗿𝗷𝗼𝗿𝗶𝗻𝗴.

All’appuntamento tanti partecipanti curiosi ed entusiasti accompagnati dai loro inseparabili beniamini “quattrozampeeunacoda” veri protagonisti dell’evento.

Persino il sole ci è stato d’aiuto regalandoci una splendida giornata.

L’evento è stato presentato dall’atleta 𝗞𝗮𝘁𝗶𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝘇𝗲𝘀𝗲 che è stata la prima a praticare questa disciplina, che insieme a 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗱𝗮𝗻𝗼 tecnico di primo livello e giudice di gara Canicross Italia CSEN e 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗤𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮 Responsabile Nazionale Canicross Italia CSEN, hanno spiegato il regolamento, l’attrezzatura, le razze predisposte, i comandi base, la gestione del cane e gli allenamenti da fare per poter praticare questo sport a livello agonistico.

Presenti all’evento gli atleti della Nazionale: Giovanni Scudieri con la sua impagabile Sagan, Giulia Nobile, Andrea Forni e Maria Turra con i suoi scooter, che insieme a Katia hanno fatto provare agli interessati le attrezzature lungo un sentiero adatto per conoscere la disciplina da loro preferita. C’è stato anche chi ha voluto provarle tutte tre.

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗤𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, nessuno percepisce compensi per promuovere questa disciplina. Questo perché ci sono il desiderio e la volontà, oltre che per far conoscere questo meraviglioso sport da praticare col proprio cane, se possibile, selezionare grandi atleti da portare ai Campionati sia Europei che Mondiali.

Quest’anno al Campionato Mondiale in Francia abbiamo “portato a casa” ben tre medaglie: oro Vito Antonio Fiore con Uma baikejoring, argento Rinaldo Marioli con Miss Norway bikejoring e bronzo Barbara Boccaccio con Ziva canicross.

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗖𝗦𝗘𝗡 𝗵𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗗𝗡𝗔 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗛𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗼𝗯𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 e che lo possono praticare tutti i tipi di cani, da quelli di razza ai meticci.

A tutte le competizioni sono sempre presenti veterinari per accertare lo stato di salute del cane, ai quali è possibile anche chiedere informazioni riguardanti il proprio animale.

Dopo le gare agonistiche ci sono le non competitive, chiamate happy dog, utili per chi vuole iniziare a praticare questo sport a livello agonistico perché danno la possibilità di comprendere a fondo come si corre in compagnia del proprio bau e accertarsi che sia ben pronto per affrontare questa disciplina; oppure, per chi vuole solo divertirsi, passare una bellissima giornata in compagnia di tanti amici amanti della vita sportiva all’aria aperta.

Prima di andare Franco ha portato i saluti a tutti i partecipanti di 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗹𝗮 Responsabile Nazionale Settore Cinofilia Sportiva.

Foto by 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗠𝗮𝘇𝘇𝗮𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 fotografia sportiva e naturalistica.https://www.facebook.com/maxdreams#sguardoanimalediflaviasironi#flaviasironi#camminacolcane#canicrosstrailrunning#canidiinstagram#caniliberi#sportcinofili#canicross#canifelici#caniche#canifelici#cani#canibelli#canibellissimi

Ecco un appuntamento da non perdere per chi vuol conoscere il canicross e le sue discipline. Se vuoi provare a correre in compagnia del tuo cane dopo le gare competitive c’è la possibilità di fare la non competitiva. Conoscerai tanta gente amante dei quattrozampeeunacoda, molti atleti della Nazionale Italiana di canicross CSEN. Prima di ogni gara ci sono i veterinari che visitano accuratamente i cani che partecipano alla competizione. Trovi tutte le informazioni sulla locandina. #sguardoanimalediflaviasironi #camminacolcane #canidiinstagram #flaviasironi #caniliberi #sportcinofili #canifelici #caniche #canicrosstrailrunning #canicross #canibelli

sguardoanimale.wordpress.com

Articolo di Flavia Sironi. 15 novembre 2022

Joan Josep Barcelo e Filippo Papa ospiti all’International Festival of poetry of Tozeur

“International Festival of poetry of Tozeur” con Filippo Papa e Joan Josep Barcelo

Catania, 14 novembre 2022

“SIGNS”
عالمات

FILIPPO PAPA & JOAN JOSEP BARCELO
PERFORMANCE ART & POETRY
IN TUNISIA
Filippo Papa e Joan Josep Barcelo saranno saranno ospiti del:
“INTERNATIONAL FESTIVAL OF POETRY OF TOZEUR” – TUNISIA
CON IL PATROCINIO DELLA REPUBBLICA TUNISINA – MINISTERO DELLA CULTURA
“Se piccola è l’anima di una persona, minuscolo sarà anche il suo sogno, allora non si stancherà, né patirà; ma chi ha grandi ambizioni, sarà accolto dalla vita con la ferocia da leone.”
Abu l-Qasim al-Shabbi

La nuova Perfomance Art & Poetry di Filippo Papa e Joan Josep Barcelo ha come titolo
“Signs” (Segni). Protagoniste indiscusse saranno la cultura Araba e quella Tunisina con l’omaggio ad uno dei suoi massimi poeti Abu l-Qasim al-Shabbi.
Papa e Barcelo saranno ospiti del 42° Festival internazionale di Poesia della città di Tozeur,
un’oasi naturale e di cultura che ha da sempre ispirato artisti di ogni genere fra i quali il cantautore Franco Battiato, siciliano come Filippo Papa.
Papa e Barcelo arriveranno nella città tunisina per portare una performance che
definiscono “intima” dove l’amore e il rispetto per il “Segno poetico” saranno rappresentati attraverso una vigorosa gestualità e una sensibilità del linguaggio.
La performance si svolgerà con un sottofondo musicale, Filippo Papa arriverà al centro della sala con accanto Joan Barcelo, ad adornare il performer Italiano vi saranno accessori e oggetti fra cui un libro di Abu l-Qasim al-Shabbi.
Il poeta nel 1933 compose la sua poesia più celebre “La volontà di vivere”, i cui versi, per decenni, fino alle recenti rivolte della “Primavera Araba” (2011-2012), sono divenuti il “grido di battaglia” dei giovani dell’intero mondo arabo.
Un messaggio di forza e passione che attraverso questa perfomance Papa e Barcelo prendono ad esempio per lanciare un messaggio di libertà assoluta.
In un atto d’amore, passione e forza interiore Papa strapperà le pagine del libro per portare verso di sé i fogli fatti di carta e inchiostro con i “segni” in lingua araba mentre Joan Josep Barcelo completerà l’atto declamando i versi del sommo poeta Tunisino, lasciando spazio a sorprese linguistiche e stilistiche.
L’atto performativo “gestuale” di Papa e “poetico-corale” di Barcelo ha lo scopo di
permettere all’osservatore di cambiare punto di vista e leggere il sentimento immortale che sta dietro un verso poetico. Quando si scrive una poesia si dona un pensiero intimo al mondo.
Segni sarà una perfomance “emozionale” dove la cultura Europea e quella Araba si
incontrano fra le mani di Papa, la voce di Barcelo e l’eterno ricordo di Abu l-Qasim al-
Shabbi. Un’opera artistica che inoltre diventa ponte fra culture, racconto di amore per la cultura e l’arte nelle sue forme più sublimi.
All’interno di un festival importante con il patrocinio del governo Tunisino e del Ministero
della Cultura la perfomance”Signs” segna un punto cardine nell’espressione artistica di Papa e Barcelo che saranno anche ospiti come poeti all’interno della manifestazione.

BIOGRAFIE
Filippo Papa nato a Leonforte (EN) nel 1986 è un eclettico artista visivo siciliano che è stato inserito, fra gli esponenti più significativi del panorama artistico contemporaneo, all’interno delle due più importanti pubblicazioni editoriali italiane quali l’Atlante dell’Arte Contemporanea edito De Agostini e il CAM Mondadori. Inoltre, è vincitore del premio Italia
per la fotografia 2022. La sua arte trova la massima espressione spaziando tra la
fotografia d’architettura – caratterizzata dal contatto col divino attraverso l’estrema
sintetizzazione delle forme ottenuta dal bianco e nero e dai forti contrasti tra luci ed ombre
– e la performance in cui il suo corpo è il protagonista, specchio delle sue molteplici
sfaccettature intime e carnali. Il movimento diventa forza, i gesti omaggi a miti e artisti del passato. Una nuova visione metafisica che connette tempo e spazio creando linguaggi ibridi tra le varie forme d’arte.

Joan Josep Barcelo nato a Palma di Maiorca (Spagna) nel 1953 è autore di numerosi libri di poesia in catalano e italiano che ha ricevuto importanti premi e riconoscimenti internazionali nella sua carriera letteraria come il premio Dante 2021. Il suo stile unico nel suo genere è caratterizzato dal surrealismo e dall’astrazione, con riferimenti a un mondo
onirico e mitico, spirituale e carnale, alla ricerca di un concetto rivoluzionario. Ci racconta della terra e del mare, dei paesaggi polari e del deserto, seguendo le caratteristiche di un universo in cui la parola diventa respiro di un nuovo tempo. Luce e oscurità dominano la lingua finché il desiderio è la scintilla del fuoco alla ricerca dell’infinito.

L’EVENTO
Sito: Tozeur – Tunisia
Durata: dal 24 al 27 novembre 2022
Ingresso: Esclusivo su invito
Per ulteriori informazioni
Web: http://filippopapa.com/
mail: press@filippopapa.com

Ufficio stampa
Artista Filippo Papa

Foto : Joan Josep Barcelo
Foto : Filippo Papa

👇👇👇

Filippo Papa e Joan Josep Barcelo all’International Festival of poetry of Tozeur

Filippo Papa e Joan Josep Barcelo ospiti all’International Festival of poetry of Tozeur

Rosy Pozzi ed Angelo Carpani : “TURKANA” il nuovo libro pro Kenya

Rosy ed Angelo raccontano la loro esperienza in Kenya

Angelo Carpani e Rosy Pozzi.

Come aiutare a salvare molti bimbi in condizioni difficili, noi vicini ad ORPHANS’s Dreams ONLUS .

Presso l’edicola di CENTEMERO e alla LIBRERIA DEI RAGAZZI di Bulciago ho depositato una copia di ambo le versioni.

Sarà l’amore (a 360°) a salvare il mondo …
NULLA VIENE FATTO PER GLI ALTRI, TUTTO È DOVUTO ALLA VITA.

“TURKANA_Estasi al mare di giada”
“TURKANA_Ecstady at the Jade sea” versione inglese (grazie Padre Stephen)

di Rosy Pozzi e Rosella Stramare

TURKANA_Estasi al mare di giada di Rosy Pozzi
TURKANA_Ecstasy at the Jade sea / Kenya
è un racconto di viaggio verso un luogo ancora incontaminato, nella culla dell’umanità.

Una siccità che in questo momento sta mietendo morte e distruzione soprattutto in quella zona. 🌹

Un libro il cui ricavato solidale sarà da noi devoluto direttamente sul posto ad ORPHANS’s Dreams ONLUS per la realizzazione di un pozzo adiacente alla struttura in fase di ultimazione.

Richiesta tramite:
mail rosypozzi@alice.it o msg Messenger
Casa editrice Etabeta:
https://www.etabeta-ps.com/cerca.php?s=Rosy%20pozzi
oppure nei maggiori store internet


  • Il terzo libro tradotto anche in inglese è dedicato alla regione del Kenya.

Rientra tra le “Travel Tales”, storie di viaggio, il nuovo libro (il terzo) di Rosy Pozzi che, col marito Angelo, trascorre da qualche tempo la metà dell’anno in Kenya.

«E una terra – spiega – che abbiamo scoperto per caso, ospiti di amici, ormai 13 anni fa e ce ne siamo innamorati. Oltre a ciò, abbiamo iniziato a impegnarci in opere in favore delle popolazioni locali, perciò ora destiniamo a questo tutto il ricavato delle mie attività, come appunto i libri e però anche i miei dipinti e le creazioni artistiche che realizzo per basa. esempio su pietra>>.

Il titolo del libro più recente è “Turkana”: riguarda questo lago e la relativa regione, al confine con l’Etiopia, fuori dalle rotte turistiche più consuete.

In precedenza, di opere ne erano già state pubblicate altri due, anche se di genere di- verso: «Di dipinti e poesie», ricorda l’autrice. Sono comunque tutti acquistabili su Amazon e nei principali store.

«Ora “Turkana” – riprende che è una sorta di diario del viaggio. include mappe e foto ed è stato appena tradotto anche in inglese da un interprete davvero d’eccezione, il superiore dell’istituto “Consolata” di Bevera, padre Stephen Alfred Odhiambo Otieno».

Attualmente, la gran parte delle risorse devolute il beneficenza dalla coppia di nibionnesi è rivolta alla struttura “Orphans’ Dream” di Davide Ciarrapica, di Seregno, situata non lontano da Mombasa.

<«<Sono disponibile ad inviti per parlare del libro, dei luoghi e dei progetti dell’orfanotrofio», fa sapere Rosy Pozzi, che può essere contattata attraverso email all’indirizzo rosypozzi@alice.it, P. Zuc.
LA PROVINCIA – 14 novembre 2022

👇👇👇
http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/11/14/rosy-pozzi-e-angelo-carpani-autori-del-libro-turkana/

“TURKANA” libro di Rosy Pozzi e Angelo Carpani

non piangere, di Stefano Polo

Non piangere.
No no ti prego
non piangere amore…
Ti vorrei vedere
sempre sorridente
un ricordo, una foto dentro me
un’immagine indelebile
un ricordo senza fine
che viaggia con me
dentro di me
come una foglia che viaggia
col suo vento.
Dentro di me
sento una voglia di stringere
questa foglia
e porla dentro il mio cuore
che batte a ritmo incalzante.
Sei la mia margherita
piena di petali d’ amore
per me
sei come un’aurora
che con la sua luce
illumina il mio cuore.