Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto:
«Sono cieco, aiutatemi per favore»
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose:
“Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo”.
Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
«Oggi è primavera e io non posso vederla».
Morale:
Cambia la tua strategia, cambia prospettiva di osservazione, quando le cose non vanno molto bene e vedrai che andrà meglio.
Questo racconto ci parla del potere delle opinioni altrui. Narra di un nutrito gruppo di rane che aveva l’abitudine di andare a divertirsi nella foresta. Cantavano e saltavano fino al tramonto. Ridevano a crepapelle ed erano inseparabili.
Un giorno, in una delle solite uscite, decisero di esplorare una nuova foresta. Avevano già iniziato a giocare, quando tre di loro caddero in un pozzo profondo che nessuna aveva notato. Le altre rimasero scioccate. Guardarono nel pozzo e videro che era troppo profondo. “Le abbiamo perse”, esclamarono.
Le tre rane nel pozzo tentarono di scalarne le pareti, ma era troppo difficile. Dopo appena un metro di arrampicata, ricadevano indietro. Le altre in superficie commentavano che ogni sforzo era ormai inutile. Come avrebbero mai potuto risalire un pozzo così profondo? Dovevano rassegnarsi. Ormai non c’era più niente da fare.
Due delle rane udirono i commenti e si arresero. Pensavano che le altre, in superficie, avessero ragione. La terza rana, al contrario, continuò ad arrampicarsi e a cadere, e dopo qualche ora riuscì a liberarsi. Le altre rimasero stupite. Una chiese subito, “Come hai fatto?” Ma la rana non rispose. Era sorda.
C’era una volta un bambino che faceva tante cose cattive; questo bambino faceva arrabbiare tutti e a tutti arrecava dei gran dolori con misfatti e insulti.
Un giorno però il bambino cominciò a capire il male che stava facendo e ne provò dolore anche egli, così decise di diventare “buono”.
Andò dal nonno e gli disse: “Nonno come posso fare per diventare più buono?”; e il nonno, saggia persona, gli rispose: “Vedi quella staccionata laggiù? Ogni volta che fai un’azione cattiva andrai presso quella staccionata e con un martello ci metterai un chiodo.”
Il bambino all’inizio fu un po’ sorpreso da questo consiglio, poi però fece come gli disse il nonno.
Nonostante le buone intenzioni del bambino, i chiodi nella staccionata furono molti! Ma cominciava a diminuire la frequenza con cui il bambino inchiodava, fino ad arrivare al giorno in cui il bambino non ne mise neppure uno!
Allora il bambino andò dal nonno e disse: “Nonno finalmente non faccio più cattive azioni, ma ancora non mi sento buono!”, e il nonno disse: “Bene, ora vai alla staccionata e con questo cacciavite comincia a togliere tutti i chiodi che hai messo”; il bambino fece come gli disse il nonno.
Ci volle un po’ di tempo ma i chiodi furono tutti rimossi, il bambino tornò dal nonno e il nonno gli disse: “cosa noti?”, e il bambino:
“beh, ora al posto dei chiodi ci sono tanti buchi!” e il nonno: “Ecco, quello è il male che hai causato, a volte non basta non fare cattive azioni per sentirci buoni, dovremmo cominciare a togliere i “chiodi” dalla nostra staccionata e vedere quanto profondi sono i “buchi lasciati”, a volte capita che il tempo otturi quei buchi, altre volte quei buchi sono talmente profondi che nemmeno il tempo riesce a chiudere, altre volte ancora lasciamo lì quei chiodi senza volerli rimuovere”.
La coscienza è come la staccionata in cui quel bambino poneva dei chiodi; a volte non vogliamo vederla ma è lì che aspetta che tu tolga quei chiodi e che ripari il male fatto; ma è molto più facile martellare un chiodo che toglierlo.
Un romanzo di formazione incentrato sull’adolescenza e l’importanza nella vita delle proprie passioni. Luca, orfano di madre, ha solo suo padre…e i suoi sogni. Non sarà per niente facile, qualche volta sarà tutto insopportabile, ma Luca, con la sua fanciullesca saggezza colorerà un mondo inizialmente grigio. L’amicizia, l’amore e i sogni faranno il resto. Un libro corale e familiare, sul mondo dell’adolescenza e il difficile rapporto tra genitori e figli, dove le storie di tutti gli altri personaggi, si intrecciano e fanno da sfondo, a quella del piccolo protagonista.
Un libro emozionante, fresco e attuale, con una narrazione immediata e efficace che rende piacevole la lettura, durante la quale è estremamente facile calarsi nei drammi e nelle gioie dei personaggi.
L’autrice riesce, con grande sensibilità, a farci vedere il mondo con gli occhi di un ragazzino. Un mondo pervaso da gioie e dolori, da luci e ombre.
“Vivi di sogni” l’ultimo libro di Cinzia Perrone, edito dalla PlaceBook Publishing
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Salve , buongiorno, buon pomeriggio, buona sera, da ovunque tu sia connesso. Sono Elisa Mascia, poetessa, declamatrice e promotrice culturale d’Italia, ringrazio Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy, Ambasciatrice Universale della Pace, amica speciale che ringrazio per avermi invitata a partecipare all’intervista della 𝟮 ° 𝗙𝗘𝗥𝗜𝗔 𝗩𝗜𝗥𝗧𝗨𝗔𝗟 𝗟𝗜𝗕𝗥𝗢 𝗠𝗘𝗫𝗜𝗖𝗢 2022. Mi sento onorata di essere qui con tutti voi cari amici e amiche.
Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy alla presentazione : “Talento puro, personalità, messa al servizio della Società. In primo piano Poeta, meraviglioso essere umano. È nata in Italia. Ci accompagnano? Scopriranno una bella persona. Grazie.” Abbracci Guainy
Hola, buenos días, buenas tardes Desde donde quiera que esté conectados soy Elisa Mascia poeta, declamadora y divulgadora cultural de Italia, agradezco Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy, Embajadora Universal de la Paz, muy especial amiga para invitarme a participar en la entrevista de la 𝟮° 𝗙𝗘𝗥𝗜𝗔 𝗩𝗜𝗥𝗧𝗨𝗔𝗟 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗜𝗕𝗥𝗢 𝗠𝗘́𝗫𝗜𝗖𝗢 🇲🇽 Me siento honrada de estar aquí con todos ustedes queridos amigos y amigas.
Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy dice di Elisa Mascia : Talento puro, personalidad, puesto al servicio de la Sociedad. Destacada Poeta, maravilloso ser humano. Nació en Italia. Nos acompañan? Van a descubrir una bella persona. Mil gracias. Abrazos Guainy ❤️🦋
S’accosta alla vena del silenzio
quel brusìo tacito del lago
mentre nel cerchio raffermo della coscienza
s’addentrano pensieri d’inconfessate smanie.
S’adagiano sul torace concavo
per discendere sull’estro dell’io
che ne esalti il fascino
intinto su cerchi concentrici d’acqua
mossi da un ciottolo intrigante.
Nella lucentezza metallica d’un riflesso
in un limpido abbandono
il disamore raffermo s’identifica
allo stupore d’un verbo
che si fa muto
sull’ebbrezza di sassi sbiaditi
al calore d’un ‘emozione
@Silvia De Angelis
Sabato 27 agosto si è tenuta la finale live della quarta edizione dell’Aquara Music Fest, organizzata dall’Associazione Culturale “L’Alveare”. Durante la serata si sono esibiti i cinque finalisti del contest musicale “Fioravante Serraino”: gli Aftersat da Pozzuoli (NA), Cornio da Torino, Simone Ruggiero da Anzio (RM), Valentina Indelicato & Vanja Maugeri da Catania, ed infine gli VRF Project da Bari. La giuria tecnica, presenziata dal maestro Guido Guglielminetti, ha decretato vincitori gli Aftersat con il premio “Aquara Music Fest” per la migliore performance live, mentre la giuria premio della critica presenziata dalla poetessa Rita Stanzione ha decretato vincitore il cantautore romano Simone Ruggiero per il testo di “Marco Polo alla corte di Kublai Khan”.
A completare le giurie vi erano i MM° Carlo Inglese e Luca Ferruzzi per la giuria tecnica, e la scrittrice Maria Capozzoli e il poeta Zairo Ferrante per la giuria premio della critica. Accanto ai due premi sono state conferite due menzioni speciali: la giuria tecnica ha ritenuto di assegnarla a Zärat e le isole per la presenza scenica e l’originalità della proposta artistica, mentre la giuria premio della critica a Valentina Indelicato e Vanja Maugeri per il brano “Biancospino rosso sangue”. Inoltre, agli Aftersat è stato conferito dall’Associazione Culturale L’alveare” il premio “colonna sonora” per il brano “Luntano ‘a te”, brano che farà da promozione alla prossima edizione dell’Aquara Music Fest. Infine, l’associazione ha assegnato due ultimi riconoscimenti che sono il brano più votato e il concorrente più votato nella fase iniziale dal gruppo di ascolto. Entrambi i riconoscimenti sono andati a Simone Ruggiero che, evidentemente, ha messo d’accordo sia la giuria premio della critica che il gruppo di ascolto.
L’evento live, svoltosi in piazza piazza Vittorio Venero ad Aquara, è stato trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Associazione @acalveare. Per ulteriori informazioni ed approfondimenti visitare il sito ufficiale http://www.acalveare.it su cui è possibile ascoltare brani, vedere video e rivedere il docufilm andato in prima visione streaming il 10 agosto scorso su FB e YouTube in cui sono stati presentati tutti i concorrenti. Infine, durante la mattina di domenica 28 agosto, presso il Centro Sociale e Culturale “Fioravante Serraino”, a chiusura della quarta edizione dell’Aquara Music Fest, c’è stata la masterclass di Guido Guglielminetti in produzione musicale, rivolta a tutti gli addetti, agli interessati al mondo della musica, ad appassionati e a gruppi musicali emergenti. L’evento è stato patrocinato dagli enti pubblici Comune di Aquara, UNCEM Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Regione Campania.
Alessandria: Lunedì 5 settembre la commemorazione delle vittime del bombardamento su Borgo Cittadella nel 78° anniversario(settembre 1944-settembre 2022)
Lunedì 5 settembre 2022, di fronte alla lapide in via Giordano Bruno, vi sarà la cerimonia in ricordo delle 39 vittime del bombardamento del 5 settembre 1944 suBorgo Cittadella.
«Cercavamo rifugio e trovammo la morte. Spose, mamme, bambini, mariti, padri, figli, fratelli, sorelle, un misto di carne e sangue… Oggi un solo spirito che grida a Dio per l’uomo: “Pace”»: sono queste le parole fissate sulla lapide che segnala gli alessandrini che in quel bombardamento perirono drammaticamente.
A 78 anni da quel tragico episodio — non l’unico che colpì la Città durante il secondo conflitto bellico mondiale — l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza e le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma alla commemorazione ufficiale.
L’incursione aerea avvenne nella tarda mattinata di quel primo martedì del settembre 1944 e le bombe, che avevano come obiettivo i ponti sul Tanaro, colpirono invece numerose case e centrarono l’estremità di un rifugio ricavato in un sottopassaggio della strada provinciale Alessandria-Torino, dove molti avevano cercato rifugio.
Per 20 di loro verrà stilato un certificato di “morte presunta” per l’impossibilità di una qualsiasi identificazione.
Tra le vittime, quasi tutte di Alessandria, figurano intere famiglie, numerose le casalinghe, i ferrovieri e gli operai; molti i bambini e gli studenti.
Complessivamente, durante la seconda guerra mondiale, la Città di Alessandria — con i suoi 559 morti sotto i bombardamenti — risulta essere la realtà che, in rapporto alla popolazione, ha registrato in Piemonte la maggiore incidenza percentuale delle perdite i civili.
Questo il programma della cerimonia di commemorazione di lunedì 5 settembre:
ore 10.30: in via Giordano Bruno, di fronte alla Lapide, intervento introduttivo a cura dell’Amministrazione Comunale, alla presenza delleAutorità cittadine, con lettura dei nominativi delle vittime del bombardamento
ore 10.45: deposizione di una Corona d’Alloro alla Lapide in ricordo delle Vittime
a seguire: benedizione della Lapide commemorativa da parte di mons. Ivo Piccinini
La Sala degli Affreschi dell’Accademia di Belle Arti Tadini sul lungolago di Lovere (Bergamo) ospiterà la presentazione del libro «Il Signore di Notte», un giallo ambientato nella Venezia del 1605. L’evento è fissato per giovedì 8 settembre 2022 alle 21. Ingresso da piazza Garibaldi 5. A dialogare con l’autore Gustavo Vitali sarà il giornalista Sergio Cotti.
L’opera è un giallo storico con personaggi realmente vissuti che l’autore ripropone in una trama di fantasia. In più l’aggiunta di curiosità, aneddoti, fatti e fatterelli di vita reale dell’antica Serenissima costituisce un bagaglio di informazioni che calano il lettore nel clima di una Venezia appena uscita da un secolo di grande splendore per avviarsi verso un incerto futuro.
Tutto ha inizio il 16 aprile 1605. Nella sua misera casupola viene rinvenuto il cadavere di un nobile caduto in miseria, prima vittima di un racconto ricco di suspense. A farsi carico delle indagini è un magistrato goffo e pasticcione che irrompe sulla scena del delitto con una buona dose di spocchia; personaggio contorto, incerto, che cambia umore da un momento all’altro, tormentato da dolori di un passato che non riesce a buttarsi alle spalle. Per lo più si tuffa in una stramba relazione con una dama tanto bella quanto indecifrabile che gli procurerà nuovi tormenti.
Nel frattempo affronta le indagini con una presunzione pari solo alla propria inadeguatezza, incappando in clamorose sconfitte. Per fortuna giunge in suo soccorso un capitano delle guardie che ha l’esperienza che a lui manca, un personaggio che via via assurgerà al ruolo di co-protagonista. Costui instraderà lo sprovveduto verso la soluzione dell’enigma in un finale niente affatto scontato e del tutto sorprendente, ma solo dopo incessanti colpi di scena, agguati, nuovi delitti e quelli che riemergono dal passato.
Milanese di nascita, Gustavo Vitali, vive a Bergamo da più di 40 anni. È un appassionato di storia in generale e di Venezia in particolare, oltre che di volo in parapendio. Questa sua prima opera denota un lungo lavoro di ricerca e documentazione.
Il tempo come le stagioni è in continuo mutamento, qualsiasi cosa, anche la più immota è assoggettata ad esso…a volte quasi non ce ne accorgiamo, a volte il cambiamento ci sorprende come una tempesta improvvisa e devastante.
Napoli
È lento questo tempo chiaroscuro, isola persa, immobile nell’oceano. Abbarbicata alla dura roccia dalle radici profonde, sferzata dalle impetuose onde. I venti scuotono gli antichi palmeti e nembi minacciosi si stagliano all’orizzonte. Mare che lambiva come carezza ora si abbatte infuriato pronto a strappare quello che lieto sorrideva al sole. È lento il tempo e mutevole, ciò che era non è più e ciò che sarà vivrà i suoi istanti.
Ripenso ai tempi passati… Alla scuola, quando disperatamente Pensavo alle mie avventure ludiche… Unica fonte di distrazione, da una realtà Rovinata,devastata e invivibile. Al fumetto che disegnavo, sul diario odiato Del cannone laser sulla portaerei Che sparava alla portaerei nemica… Del sottomarino con cui lanciavo Siluri filoguidati contro il sottomarino nemico Del missile nucleare lanciato dalla mia base Verso la città nemica… Dell’unica soddisfazione che provavo Nella mia vita. Mai avrei pensato che avrei Riavuto quelle soddisfazioni, Stando bene, in pace, e non più Tormentato. Sogno una avventura di vita Che ogni giorno, viene Ringrazio il Signore Per tutti questi doni
L’ho ritrovata in sogno la mia infanzia. L’azzurro del settembre, il limite di un monte, bastavan quattro passi indugiando alle svolte, lo sguardo ad occidente dove il tramonto incanta. E quel profumo amaro di sterpi accesi un fuoco nell’orto alfine incolto. Se vuoi te lo racconto.
Rosa Maria Corti Tutti i diritti riservati all’autrice