«Il Guarracino» di Mimmo Mòllica e l’invasione di 200 nuovi pesci del Mediterraneo

«Il Guarracino» di Mimmo Mòllica e l’invasione di 200 nuovi pesci del Mediterraneo

Uno studio coordinato dal Cnr di Ancona ricostruisce la ‘storia’ delle invasioni biologiche nel mare nostrum, negli ultimi 130 anni. Circa 200 nuove specie ittiche sono oggi presenti, in conseguenza del cambiamento climatico. «La filastrocca del Guarracino» ebook di Mimmo Mòllica, descrive lo scenario di una celebre canzone napoletana di ignoto del ‘700, nella quale i pesci prendono parte ad una contesa amorosa, scontrandosi in una lotta apparentemente violenta, eppure divertente e godibile. Se la violenza deve essere raccontata così come essa si abbatte sull’ambiente, sul nostro Pianeta e sui nostri mari, non è certo la guerra del Guarracino. 

La rivista ‘Global Change Biology’ ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca, coordinata dall’Istituto per le risorse biologiche e biotecnologie marine del Cnr di Ancona, che ricostruisce la ‘storia’ delle invasioni biologiche nel mare nostrum, negli ultimi 130 anni, abitato da circa 200 nuove specie ittiche, in conseguenza del cambiamento climatico. 

Sono centinaia le specie esotiche che fanno oggi del Mar Mediterraneo “la regione marina più invasa al mondo”. La ricerca,  pubblicata sulla prestigiosa rivista Global Change Biology, ricostruisce tale ‘storia’ per le specie ittiche introdotte a partire dal 1896.

“Lo studio (coordinato dall’Istituto per le risorse biologiche e biotecnologie marine (Cnr-Irbim) di Ancona, ndr)  dimostra come il fenomeno abbia avuto un’importante accelerazione a partire dagli anni ’90 e come le invasioni più recenti siano capaci delle più rapide e spettacolari espansioni geografiche”, spiega Ernesto Azzurro del Cnr-Irbim e coordinatore della ricerca. 

“Da oltre un secolo, ricercatori e ricercatrici di tutti i paesi mediterranei hanno documentato nella letteratura scientifica questo fenomeno, identificando oltre 200 nuove specie ittiche e segnalando le loro catture e la loro progressiva espansione. Grazie alla revisione  di centinaia di questi articoli e alla georeferenziazione di migliaia di osservazioni, abbiamo potuto ricostruire la progressiva invasione nel Mediterraneo”. Tale processo ha cambiato per sempre la storia del nostro mare.

Gli effetti ambientali e socio-economici di queste ‘migrazioni ittiche’ in parte “costituiscono nuove risorse per la pesca, ben adattate a climi tropicali e già utilizzate nei settori più orientali 

del Mediterraneo”, spiega il ricercatore Cnr-Irbim. “Allo stesso tempo, tuttavia, molti ‘invasori’ provocano il deterioramento degli habitat naturali, riducendo drasticamente la biodiversità locale ed entrando in competizione con specie native, endemiche e più vulnerabili”. 

«La filastrocca del Guarracino», storia di pesci e di coltello

Ecco. La ‘storia’ si ripete e richiama il tema de «La filastrocca del Guarracino», storia di pesci e di coltello tra spose promesse e chi non le mantiene, titolo dell’ebook di Mimmo Mòllica. “Lo Guarracino” è una celebre canzone napoletana di autore ignoto del ‘700 che narra la surreale vicenda amorosa tra il coracino e una sardina, pesci dalla vita semplice e dagli amori complicati.

Il «Guarracino» (coracino), in cerca di una moglie, si innamora della Sardella, già fidanzata (o promessa) all’Alletterato (tonnetto alletterato), un pesce della famiglia dei tunnidi, certo assai più bello e forte del coracino. Lo Guarracino rientra nel repertorio della canzone popolare napoletana e racconta in maniera mirabile e geniale una vicenda amorosa di pesci e di mare per molti versi surreale, in una chiave divertente e fantastica, enumerando in lingua napoletana numerose varietà di pesci, la cui identificazione è stata oggetto di sfida tra studiosi, biologi marini, naturalisti ed esperti di fauna marina.

Benedetto Croce. una fantasia graziosa

Benedetto Croce definì Lo Guarracino “una singolare fantasia, capricciosa e graziosa e di un brio indiavolato”. Gino Doria la classificò “fra le cose più fresche, più festive, più colorite, più saporose e sarei a dire più odorose, della poesia semipopolare o semidotta che dir si voglia”. Mimmo Mòllica ha voluto proporre la sua versione in lingua italiana de “Lo Guarracino”. I pesci che prendono parte alla contesa amorosa si scontrano in una lotta apparentemente violenta, eppure divertente e godibile perché possibile solo nell’immaginazione dell’autore. Una lotta che può dare l’dea della forza dell’amore ma pure di passioni come la gelosia e l’appartenenza. La guerra tra pesci fa parte di una fantasiosa pantomima godibile e geniale.

Se una guerra è in atto, se la violenza deve essere raccontata così come essa si abbatte sull’ambiente, sul nostro Pianeta e sui nostri mari, non è certo la guerra del Guarracino. Così il canto (o filastrocca) riveste interesse scientifico, e didattico, sollecitando una serie di (amare) considerazioni sulla salvaguardia dell’ecosistema marino come patrimonio troppo spesso maltrattato e minacciato.

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