IL VERSO DELLA VITA

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Tintinnano
nel soave sottaciuto
le stagioni…
una appresso all’altra.
S’invaghisce allora il tempo
di svelati fregi
intinti nell’universo del profondo
e su fattezze del volto
evaporato di pensieri.
Fluttuano nelle domande mute
e su solinghe malinconie
precipitate nel vuoto
d’un remoto antico.
E in un valzer d’aria
si disperdano impronte digitali
nel dissenso 
d’una consapevolezza vaga
che scorra senza retrocessione alcuna
afferrando il verso della vita.
@Silvia De Angelis

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L’anima in attesa di Edith Södergran

Poetessa scandinava dello scorso secolo

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Edith Irene Södergran (1892 – 1923) è stata una poetessa finlandese di lingua svedese.

Sono sola tra gli alberi al lago,
vivo in amicizia con i vecchi abeti a riva
e in segreta intesa con tutti i giovani sorbi.
Sola, sto distesa ad aspettare,
non ho visto passare nessuno.
Grandi fiori mi guardano dall’alto di
lunghi steli,
pungenti rampicanti mi strisciano sul grembo,
ho un solo nome per tutto, ed è amore.

(Traduzione di Piero Pollesello)

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Su metànoia, vincolo elettorale, parlamentari, coerenza, voltagabbana, etc efc

Dalla Treccani apprendiamo: “Metànoia s. f. [traslitt. del gr. μετάνοια, der. di μετανοέω «cambiar parere», comp. di μετα- «meta-» e νοέω «intendere, pensare»]. – 1. Profondo mutamento nel modo di pensare, di sentire, di giudicare le cose. Nel Nuovo Testamento, il termine indica il totale capovolgimento che si deve operare in chi aderisce al messaggio di Cristo nel modo di considerare i valori etici, culturali, politici e sociali correnti (e le beatitudini evangeliche sono l’espressione della metanoia cristiana)”. Anticamente la  metànoia comprendeva anche un profondo pentimento. Nel ravvedimento c’era un rimorso postumo. Il problema non è tanto, come scriveva Prezzolini, che la coerenza è la virtù degli imbecilli. Il problema in questa Italia è che chi cambia idea o casacca troppo spesso è un furbastro e un venduto.  Secondo i dati di Openpolis dall’inizio della legislatura (il 23 marzo 2018) al 4 agosto 2022, hanno cambiato casacca 299 parlamentari sui 915 totali, ovvero quasi  un terzo. Diciamocelo francamente: in Italia c’è una vendita di parlamentari spaventosa. Vince chi ha più soldi. Da tempo si parla di non tradire il mandato elettorale, di mettere un vincolo di mandato, ma nessuno fa niente. A onor del vero questi buoni propositi rimangono carta straccia.  Cambiare idea, visione del mondo, sistema di pensiero è del tutto legittimo. Ci sono persone che erano di destra e diventano di sinistra e viceversa. Importante è che ciò avvenga in tutta onestà intellettuale e non per calcolo politico, né per tornaconto personale. Altrimenti cambiare può diventare molto sospetto. In Italia invece tutti vanno in soccorso del vincitore.  Purtroppo in questo Paese i voltagabbana di professione cambiano continuamente casacca per interesse, per soldi e per potere. La  cosa che fa più ridere è sentire a distanza di tempo molti parlamentari sconfessare totalmente ciò che dicevano di credere ieri o l’altro ieri. Dimostrano davvero molto pelo sullo stomaco e una grandissima faccia tosta. Forse la verità è che non credono in niente, che fanno finta di credere in qualcosa. Ma di questo mercato dei parlamentari non se ne parla mai, questo antico malcostume viene sempre sottaciuto. Soprattutto gli stessi partiti politici sono da condannare perché permettono questo stato di cose e vanno sempre a caccia di personaggi degli altri schieramenti, offrendo benefit e soldi, in una perenne cooptazione informale che a volte diventa corteggiamento cinico, spietato, ossessivo.  Insomma per una volta tanto è proprio il caso di dire che il pesce puzza dalla testa! In fondo se ci pensate bene ancora prima di incoerenza questo è un fatto di onestà o di disonestà.

Amore di cuore o di testa? Poco importa purché sia amore  e il 14 febbraio lo celebra in tutte le sue forme. Gabriella Paci

L’amore è un sentimento universale e che nasce con la nascita dell’uomo sulla terra e da sempre celebrato nelle varie espressioni dell’arte e della letteratura.

Tutti hanno presente ad esempio, la celebre storia d’amore di Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca, o addirittura Orlando e Angelica, o meglio, la pazzia di Orlando per non essere corrisposto nel poema “Orlando Furioso”

Amori questi,destinati all’infelicità ma caratterizzati da una grandissima passionalità, tanto che perfino Dante e Shakespeare,tanto per citare due nomi certamente noti, hanno trattato  la loro storia.

E dunque ,ogni anno ,il 14 febbraio si celebra questa ricorrenza con scambio di fiori,  biglietti, canzoni dedicate ,doni  e dichiarazioni da parte degli innamorati in molti paesi del mondo.

 Le origini della festa

Ma perché questa data? E perché “San Valentino”?

 Valentino era un vescovo cristiano che morì a Roma nel 723 d.C.  Nato ,secondo la leggenda a Interamna Nahars nel 176 ,fu ordinato vescovo di Terni nel 176 dopo la sua conversione al cristianesimo.

Recatosi nel 270 a Roma,cerca addirittura  di convertire l’imperatore Aureliano che voleva dissuaderlo dal seguire il cristianesimo  e perciò viene condannato e muore da martire il 14 febbraio.

Una leggenda vuole che ,avendo trovato due innamorati che litigavano furiosamente, abbia preso una rosa e l’abbia messa tra le mani congiunte dei due innamorati,spingendoli ala riconciliazione-

Secondo un’altra leggenda, il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro, necessaria come dote per il suo sposalizio, che, altrimenti non si sarebbe potuto celebrare La ragazza, priva di mezzi e di altro sostegno,si sarebbe potuta perdere o finire in preda di giovani senza scrupoli mentre così si potè sposare con chi amava:Ecco  la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

Nel  IV secolo a Terni venne costruita una basilica che conservava le sue spoglie  e venne istituita come festa  nel 496 grazie a  papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana dei Lupercalia, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana.

Tale festa pagana celebrava la fertilità attraverso un corteo di donne giovani che venivano percosse con fascine da giovani uomini nudi che rappresentavano le virilità selvaggia e libera.

Febbraio era il mese in cui si vedevano i primi cenni di rinascita dopo  il periodo invernale .

Da ciò,dunque ,la celebrazione i questa data come data dell’amore:una festa,dunque ,in parte civile e in parte religiosa che,tuttavia,non viene riconosciuta come festività in nessuno dei due ambiti.

L’amore è dovuto a fattori chimici ?

Non esiste una formula chimica o matematica che possa descrivere l’amore o l’attrazione provati verso qualcuno.  Alcuni scienziati hanno però osservato i fenomeni che il nostro corpo manifesta nella fase dell’innamoramento e ne hanno attribuito la causa a ormoni e neurotrasmettitori :

Il  cervello, e non il cuore, è il responsabile della variegata serie di emozioni che proviamo da quando ci innamoriamo, a quando soffriamo per un amore finito. Tutto ciò è dovuto appunto a specifiche molecole, i neurotrasmettitori che agiscono a livello cerebrale: testosterone ed estrogeni, dopamina, serotonina, adrenalina, norepinefrina, ossitocina e vasopressina, che sono comunemente chiamati ormoni dell’amore e dell’attaccamento Questi entrano in gioco in fasi diverse dell’innamoramento che sono,fondamentalmente, tredesiderio, attrazione e attaccamento.

Preferiamo tuttavia credere che l’amore sia il trasporto che sentiamo verso una persona per il motivo che ci capisce, ci fa sentire importanti , con la quale condividiamo non solo l’appetito sessuale ma anche la progettazione di vita e i desideri essenziali per noi .

Ecco la mia personale spiegazione con una poesia….

Ti amai perché…

Forse perché eri il senso delle cose

 o il destino dei sogni che ti amai.

Ti amai per la tua aria di

mistero del tutto mai svelato

 il tuo costruire palazzi con

terrazze affacciate su

 l’orizzonte delle speranze,

il tuo coprire lo sguardo a non

rivelare la tenerezza aperta

nei gesti e nei silenzi gravidi

di parole intrise dalla luce

dell’inconsapevole gioventù

che rende vero l’impossibile.

Forse ti amai perché eri fuoco

 mai uguale a se stesso e acqua

dove io mi potevo specchiare

 bella  e trovare nel fondo

pietre colorate e conchiglie

come amuleti contro il vento

che sbatacchiava la banderuola

sul tetto della prospettiva acerba.

Ti amai per queste cose e per

tutte quelle che rendono magica

l’età che tesse la tela del futuro

con le  trame della contraddizione

ma che sa cercare nel dedalo dei

pensieri il magico filo di Arianna.

Photo by Leah Kelley on Pexels.com

Un libro per San Valentino su amore e amicizia

Cultura – “Una coppia per caso” (Land editore, 2022) nasce con l’intento di avvicinare le persone al mondo emotivo e, talvolta, alle difficoltà di relazione, dell’animo umano.

L’ autrice, psicoterapeuta, attinge alla sua esperienza nella stanza di terapia per raccontare, in maniera lieve e, a volte, ironica, come le paure, i desideri, le preoccupazioni, magari di diversa intensità,  non siano aliene alla maggior parte delle persone, ma facciano parte del proprio quotidiano.Solo provando a condividerle e cercando nell’altro uno specchio bonario e costruttivo esse possono evolvere e lasciare uno spazio nuovo e creativo, capace di donare strade più piene e soddisfacenti.

Non si tratta però di un saggio o un trattato ma di due storie di donne che si intrecceranno inconsapevolmente, in un finale per nulla scontato.

“Una coppia per caso”‘ è allora un romanzo dove introspezione, amicizia, amore e un pizzico di mistero diventano protagonisti, senza lasciare sullo sfondo il registro emotivo e riflessivo che lo contraddistingue.

Questo quarto lavoro dell’autrice è reperibile sia on line, nei principali store come Amazon e Ibs, sia in libreria su ordinazione.

Colloquio Sentimentale di Paul Verlaine

Il grande Poeta Maledetto

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Paul-Marie Verlaine(1844 – 1896) è stato un poeta francese. Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto come il maestro dei giovani poeti del suo tempo.

Nel vecchio parco gelido e deserto
sono appena passate due forme.

Hanno occhi morti, e labbra molli,
e le loro parole si odono a stento.

Nel vecchio parco gelido e deserto
due spettri hanno evocato il passato.

– Ricordi la nostra estasi d’allora?
– E perché vuoi che la ricordi?

Batte ancora il tuo cuore solo a udire il mio nome?
Ancora vedi in sogno la mia anima? – No.

Ah, i bei giorni d’indicibile felicità
quando univamo le nostre bocche! – Può darsi.

Com’era azzurro il cielo, e grande la speranza!
– Vinta, fuggì la speranza, nel cielo nero.

Andavano così tra l’avena selvatica,
e solo la notte udì le loro parole.

*

 

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SPESSO, di Silvia De Angelis

Esistono degli eventi, nella nostra vita, che si ripetono più volte e ci conducono riflettendo, sempre nella stessa direzione…a parer mio è il nostro imput a dare invio a quell’accadere così specifico, che nel suo ripetersi, ci pone dinanzi  a pensieri , affrontati in ottiche diverse .

E’ vero sono del tutto differenti le osservazioni che ci poniamo, anche se infine conducono  allo stesso traguardo: siamo noi con i nostri atteggiamenti, e il  nostro carisma, a procurare degli effetti sugli altri, che  si comportano, di conseguenza in modo pressoché uguale….

Non è facile modificare l’impronta della propria personalità, anzi direi che, nel tempo, essa si rafforza, definendosi in modo più delineato e consapevole, dando saggi raffinati del proprio modo di essere, che se ne bea, infischiandosene del suo prossimo…

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati maggio

Eventi: San Valentino 2023

14-2-2023

Immagine web

Un bacio nell’aria.

L’aria gelida di febbraio, mese dell’amore dall’energia del sentimento è riscaldata
si espande l’ aroma di viola profumata
pulsa dell’uomo e della natura il cuore.

Parole gridate all’universo che fa da eco
come immagine nello specchio riflessa
quasi sempre è una sfida a se stessa
quando si dice che l’amore è cieco.

Non è un segreto nel profondo custodito,
nell’aria vaga un caldo bacio lasciato
per tutti non solo per chi è innamorato
prendilo quando vuoi è un semplice rito

che da sempre nel mondo si ripete
insieme a un abbraccio che forte si spera
ricevere da un’anima o folata sincera
per trascorrere attimi di ore liete.
Elisa Mascia 12-2-2023

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2023/02/14/evento-poetico-di-san-valentino-2023/
http://alessandria.today/2023/02/14/eventi-san-valentino-2023/

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Il colore della poesia: Iris G. DM

Date: 13 febbraio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

– È inverno! È inverno!-

mi dico spesso.

Spuntata da un ramo una piccola gemma!

Dovrei credere alla vita,

alla luna nel pozzo,

poi replico in me la fantasia.

Accasciata sulla sedia,

le membra sciolte

che non so dove appoggiare,

vorrei chiudere, ubriacarmi,

litigare con Dio, gli grido-

Ti abbraccio !Ti abbraccio!

Lasciamelo fare!-

Per una crosta di pane,

una zuppa di latte,

miliardi di stelle sciolte lattiginose.

-E’ inverno- me lo dico,

lo imparo a memoria,

come le parole di una filastrocca,

poi lego i filari dell’uva,

fascine legate che bruciano,

non mi scaldo e credo alla morte.

Ho freddo, trema la terra. Iris GDM

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Iris G. DM

  Non è sempre facile amarti,Gabriella Paci

Sei un cielo d’Irlanda

con nubi improvvise

sull’azzurro assoluto:

improvvisi dinieghi cocciuti

a riempire di ombre

verdi distese di quiete.

Vaganti cupezze che

rendono inquiete mansuete

greggi di abitudini

incerte al  rifugio.

Attendo che passi

quest’onda inattesa

opaca e stordente

e torni parola

d’amore e di pace

e torni il cielo sereno.

Non è sempre facile amarti.

Photo by Pixabay on Pexels.com

Le Sirene di Guillaume Apollinaire

E’ grandissimo!

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GUILLAUME APOLLINAIRE (1880-1918)

I cancelli incatenati, la recinzione di filo spinato è lì
come un’autorità di metallo contro la neve
e questo grigio monumento al senso comune
resiste alle stagioni. Ancora carica questa recinzione
delle paure di sciopero, di protesta, di uomini uniti
e della lenta corrosione delle loro menti.
Al di là, attraverso le finestre rotte, si vede
dove le grandi presse si sono fermate fra un colpo e l’altro
e così, sospese nell’aria, restano prese
al margine certo dell’eternità.
Le ruote di ghisa sono ferme; si contano i raggi.

*

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Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 13 febbraio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi. 13 febbraio 2023

L’ 11 febbraio è stata la giornata mondiale dedicata al malato, il cane Shakespeare della SICS vi racconterà dell’impegno riguardante il volontariato svolto da lui, dai suoi soci “quattrozampeeunacoda” e dai loro conduttori a due zampe.

Ecco cosa fanno i cani della SICS in inverno quando la stagione balneare chiude i battenti per andare in vacanza.

Ferruccio Pilenga Fondatore SICS Scuola Italiana Cani Salvataggio fa raccontare, a tutti noi, dal cane Shakespeare e i suoi collaboratori le loro attività invernali.

Ciao!

Sono Shakespeare, il Golden Retriever che qualche tempo fa ha fatto visita ai nonnini in Fondazione Castellini.

Questo pomeriggio sono tornato a trovarli, stavolta accompagnato da Kira, una mia amica della Scuola Italiana Cani Salvataggio, una femminuccia di Labrador Retriever proprio carina e da Mara, la sua conduttrice.

Mara è una persona molto discreta, dai modi gentili, si vede proprio che ci sa fare con i nonnini, sa metterli a proprio agio e li fa chiacchierare strappando loro bellissimi, solari sorrisi!

Eravamo appena entrati nella struttura, insieme alle nostre compagne umane Mara e Stefania, quando un signore seduto in un angolino ci ha chiamati chiedendo se poteva accarezzarci.

“Certo che sì” ho pensato, “siamo qui per questo!”

Questo gentil signore ha guardato la mia compagna umana e ha chiesto se ci ricordavamo di lui.

Lei, ricambiando il sorriso, gli ha risposto: sì.

Però ha detto una piccola bugia ma a fin di bene… Una bugia bianca, così le chiama lei, perché è vero che si ricordava di lui e dei pomeriggi passati insieme al Centro Diurno, una specie di asilo per nonnini dove si fanno tante cose divertenti per passare il tempo, ma non ero io il cane di cui lui si ricordava, bensì del mio fratellone Joyce.

Stefania non voleva rattristarlo dicendogli che il “quattrozampeeunacoda” col quale aveva passato ore spensierate è volato sul ponte dell’arcobaleno.

Joyce infatti non c’è più, è stato lui a insegnarmi tutto ciò di cui sono capace.

Oggi, insieme a noi, è venuto anche Maurizio, il compagno umano di un’altra mia amica che si chiama Margot, una labradorina chocolate molto bellina.

Maurizio ha detto che è stata proprio una bellissima esperienza perché noi quadrupedi portiamo allegria e colore nei reparti in punta di zampe.

Dovete sapere che non ci occupiamo solo degli anziani bisognosi di affetto ma anche di bambini malati.

Tutto ebbe inizio in occasione della festa organizzata per celebrare i 100 anni della Clinica De Marchi; durante la celebrazione ci fu il primo incontro fra i piccoli pazienti e noi cani della Scuola Italiana Cani Salvataggio.

Fu un incontro così positivo che, per via dell’entusiasmo dimostrato dai pazienti, dai medici e dagli infermieri, venne avviato un progetto di Solidarietà ed Amicizia che crebbe con il passare degli anni.

Il 17 settembre 2015 la Fondazione G. e D. De Marchi ONLUS, grazie alla collaborazione della SICS ed alla disponibilità della Direzione Sanitaria del Policlinico di Milano, iniziò il primo appuntamento presso la Clinica Pediatrica De Marchi del Policlinico di Milano, così questo progetto dedicato ai piccoli pazienti in cura presso la Clinica iniziò il suo duraturo percorso col coinvolgimento di tutto lo staff Sanitario.

La prima Unità Cinofila era composta dal binomio Mambio con Gianni.

Fu loro assegnato un lungo corridoio dove i bambini, scendendo in ascensore al piano, potevano raggiungerli senza prendere freddo.

Col passare del tempo iniziammo a frequentare anche altri reparti quali: Terapia del dolore, dove altri bravissimi istruttori con noi “quattrozampeeunacoda” si unirono in maniera regolare, Gino con Dylan e Ferruccio con Sethi.

Successivamente entrammo nel reparto di Dialisi, i bambini pazienti ormai conoscevano così bene Rambo e Leyla, altri due bau della Scuola Salvataggio, che spesso lasciavano un boccone della merenda per darla a loro, sia durante la terapia che quando facevano i compiti con le insegnanti di sostegno.

Ma cosa è la SICS ?

E’ la Scuola Italiana Cani Salvataggio, la più grande organizzazione Nazionale ed Internazionale dedicata alla preparazione dei cani e dei loro conduttori, le cosiddette Unità Cinofile, il cui obiettivo principale è l’addestramento al Salvataggio Nautico dei cani di tutte le razze, purché abbiano spiccate doti di acquaticità e un peso superiore ai trenta chili.

Per comprendere appieno la loro importanza, si pensi che solo l’Unità Cinofila è in grado di effettuare la rianimazione in acqua, cosa impossibile senza l’aiuto del cane. I cani da salvataggio raggiungono livelli di professionalità unici in acqua per via della loro potenza e della resistenza, si pensi che un unico cane è capace di trainare un battello con a bordo fino a trenta persone.

La Scuola Italiana Cani Salvataggio è l’unica che opera a livello Europeo per organizzare annualmente corsi di addestramento con Elisoccorso per Cani da Salvataggio e collaborare regolarmente nel corso di svariate esercitazioni con tutti i Nuclei Elicotteristi Italiani e con le Divise Preposte.

La SICS ed il suo fondatore Ferruccio Pilenga sono fieri ed entusiasti di come le Unità Cinofile, oltre ai numerosi salvataggi effettuati in tutta Italia finito il loro servizio sulle nostre spiagge, continuino ad operare nei reparti dell’Ospedale Pediatrico portando tanta gioia e svago ai malati e al personale medico.

La presenza dei cani è spesso capace di fare la differenza nei percorsi di guarigione dei pazienti e di ridurre lo stress del personale.

L’ultimo progetto ideato dalla Fondazione De Marchi, nella persona di Maria Cristina Pinoschi, Vicedirettrice della Città metropolitana di Milano e Direttrice dell’Istituzione Idroscalo e la SICS del fondatore Ferruccio Pilenga presso l’Idroscalo lo scorso sabato 3 luglio presso i giardini Aulì Ulè, è stato quello di dedicare un’area per i bambini in cura presso la Clinica De Marchi del Policlinico di Milano.

Questa nuova e bellissima iniziativa ha lo scopo di ridurre i momenti di dolore e di stress nei bambini insieme alle loro famiglie.

Da settembre l’appuntamento avverrà ogni sabato mattina. Il centro sarà a disposizione dei bimbi con patologie croniche o disabilità, i quali potranno godere di uno spazio a loro riservato a contatto con la natura. Potranno giocare e fare attività motorie insieme a noi, i loro preziosi amici a “quattrozampeeunacoda” della SICS sotto la guida e lo sguardo attento dei nostri conduttori.

Noi cani a contatto con chi soffre. L’inizio di una nuova e solidale avventura.

Nel 2015 iniziammo la nostra attività a fianco dei bambini affetti da malattie nella Clinica Pediatrica De Marchi e successivamente nello stesso anno iniziammo a visitare i reparti dell’Ospedale Buzzi e San Raffaele.

A seguito Covid dovemmo interrompere questi importanti e regolari appuntamenti con grande dispiacere di tutti.

Dall’aprile 2021 siamo tornati ad incontrare i piccoli pazienti.

Sempre nel 2021 iniziammo incontri regolari al centro di Seconda Navigazione di Buccinasco per ragazzi con gravi disabilità.

Noi cani da subito diventammo collaboranti, fungendo da mediatori per questi ragazzi che faticano a comunicare, poiché hanno deficit oltre che motori anche cognitivi.

Nonostante gli enormi problemi legati ai loro problemi psicosomatici siamo stati in grado di comunicare fiducia ai pazienti costruendo un rapporto solido ed empatico.

Si crea, tra cane e umano, una sintonia unica complessa e delicata che stimola l’emozione positiva.

Sono proprio le terapiste, i medici e le assistenti che confermano ai nostri conduttori i benefici che i ragazzi ed i bambini acquisiscono dalla relazione con noi, infatti manifestano entusiasmo e felicità ogni volta che li incontriamo.

Noi “quattrozampeeunacoda” non giudichiamo, non rifiutiamo e ci doniamo stimolando sorrisi, aiutando in questo modo la socializzazione.

Per noi che stiamo lì al loro fianco, ci siamo ogni volta emozionati vedendo i loro occhi diventare lucidi, notando il loro sorriso, scorgendo a volte un piccolo gesto per cercare di toccare il nostro caldo il pelo, l’orecchio o il naso umido.

Noi lavoriamo insieme al nostro conduttore a due zampe motivati dall’amore verso il prossimo fragile per annullare le sue fragilità.

Ci gratificano il sorriso di un bambino, la carezza di un anziano, la riconoscenza di un genitore, il sostegno del personale medico, infermieristico, sanitario e di tutti i presenti durante i nostri incontri dedicati a chi ne ha bisogno.

Scritto da Shakespeare con la collaborazione di Kira, Margot, Mambio, Dylan, Sethy, Rambo, Leyla e con lo spirito di Jojce e del primo unico grande Mass che iniziò tanti anni fa questo cammino verso il volontariato salvando Flavia ( io ) e Valentina che stavano annegando nelle acque del lago Moro. #camminacollcane#sguardoanimaledisironiflavia#sironiflavia#flaviasironi#sguardoanimale#canidiinstagram#canibellissimi#canifelici#caniche#canile#GiornataMondialeDelMalato#canisalvataggio

Lucia triolo: assolo

“Il mondo non c’è più, io debbo reggerti”
P. Celan, Svolta del respiro: “Grande, infocata volta”

C’è una pelle
una sostanza opaca
ora secca ora sudata
e una realtà che
ti ci ha sbalzato contro


ma è del tutto irrilevante: 
non eri lì
tu non eri lì

eri nel pugno di mosche di 
un nome dimenticato come una briciola 
in un tascapane

tu non eri
eri quella che non c’era
un assolo

e poi…
il continuum sghignazza

è finita la puntata

com’è lontano
?in un’altra identità?
quel diapason in cui ti eri infilata
per farti spazio e percorso
per non andar via
per incontrarti, per incontrarvi

in quale delle puntate precedenti?-

tu: quell’istante che non
basti a vivere!

linee

AIRONE CINERINO

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Rilevante dimensione
assoggetta airone cinerino
a diversità dai consanguinei
accentuata da splendida livrea
grigio cenere

Radiosa primavera
dona corallati toni al becco giallastro
e alle brune zampe

A frequentar si diletta stagni, risaie
e costemarine evidenziando
immobile stabilità
tramutata in fulmineo balzo nel catturar
rane, rettili, piccoli molluschi

Nidificare ama in intense colonie
prediligendo alberi d'alto fusto
situati nel nord Europa
riscontrando per gelo
elevato tasso mortalità

Immensa capacità recupero
delinea il carattere della specie
diffusissima e sempre in crescendo
ad allietare sfondi naturali
@Silvia De Angelis

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Fattene una raggione.

Di Frida la loka, Lombardia.

Perché non tornerà.

A te.

Ti chiedi, -dove ho sbagliato?
Mentre un cristallo d'acqua si riversa sulla tua guancia e tuoi occhi chinati accompagnano la postura della testa e del collo

Una mano appoggiata sul mento, per reggerlo mentre l'altro braccio si effonde, divaricato sul tavolo.
Lo sguardo ofuscato cerca di plasmare immagini, ma non ci riesce.

La domanda è sempre quella o quasi, -perché?
Il silenzio è accanto, ma il frastuono anche...
Il cuore si fa piccolo e non batte, galoppa velocemente.

L'universo, il tuo; ora è come quella biglia sul portagioie vicino alla porta, diminuto e fragile ornato da scintillanti colori, come le stelle in un cielo sereno, ma non fai caso...

Piuttosto quello che arriva, è un'aria gelida che traffigge, lacera viscere, dissangua l'anima.

E ti chiedi ancora, - e se tornasse? Avrà peso la sofferenza?, e il tempo?, avrò fiducia un'altra volta?

Tua.

12 febbraio, 2023

Dal blog personale

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alessandria.today

Cinema: Autopsy (2016)

Oggi cinema

Avatar di almerighialmerighi

Mi piace Brian Cox, è un bravissimo attore noto per aver interpretato Agamennone nel kolossal Troy. Mi piace Autopsy, un film a basso costo, claustrofobico e poco splatter, ma ricchissimo di tensione. La trama, giusto l’inizio per non rovinare e/o spoilerare nulla. Il cadavere non identificato di una giovane donna viene trovato semi-sepolto nel seminterrato di una casa in cui si è verificato un cruento pluri-omicidio, anomalo sotto più aspetti: nessun segno di effrazione, causa della morte incerta e movente non apparente. Nella piccola cittadina il medico legale Tommy Tilden (Brian Cox)  porta avanti l’obitorio-crematorio costruito e ampliato da generazioni sotto la casa di famiglia, assistito dal figlio Austin. Lo sceriffo consegna loro il corpo della ragazza per stabilire le cause della morte entro la mattina successiva. Austin, in procinto di vedere un film con la fidanzata Emma, decide di rimanere per aiutare il padre… vedetevelo, è un gran bel…

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INFORMAZIONE

Controluce: Eloì, Eloì, Lama Sabachtani.

Date: 10 febbraio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 10 febbraio 2023

Terremoto di magnitudo 7,8 della scala Richter, ha colpito la Siria e la Turchia, si contano oltre 21.000 morti, ma il numero è destinato a crescere paurosamente

Prego di leggere con attenzione la scala Richter, solo per avere una pallidissima idea di cosa sia accaduto

Grado Richteresplosione equivalenteGrado Mercalli
00.5 Kg TNT
115 Kg TNT (scontro camion di 2 tonnellate a 100 Km/h)
2500 Kg TNT (mina media di una cava)II-III°
315 Tonnellate TNTIII-IV°
4Atomica di HiroshimaV°-VI°
520 KilotoniVII°
6Bomba all’idrogenoVIII°
720 MegatoniIX°
81000 bombe atomiche all’idrogeno
9Energia totale consumata negli USA in 1 meseXII°

Sono passate ben più delle 72 ore che i soccorritori considerano in media la deadline oltre la quale è quasi impossibile trovare sopravvissuti sotto le macerie, ma la forza della vita riesce a superare la media statistica anche con temperature glaciali e senza acqua. E il miracolo è avvenuto per Mohammed, 9 o 10 anni, estratto vivo dopo 80 ore dalle macerie di un palazzo di quattro piani crollato nel distretto di Elbistan a Kahramanmaras, luogo dell’epicentro del terremoto del 6 febbraio e che finora ha registrato in totale 650 scosse di assestamento. Fragile e disidratato, con il pigiama e i calzini a righe che ha addosso da quella notte, ma già con quella flebo che significa vita mentre viene portato via in barella. Gli applausi della folla hanno festeggiato un altro salvataggio che ha del miracoloso a Belen, nella provincia devastata di Hatay. Gli uomini dell’Afad, l’Autorità turca per la gestione delle calamità, hanno portato alla luce un’intera famiglia, padre, madre e tre figli, dopo 82 ore. Ha sei anni invece Beren, tirata fuori a Gaziantep dalla squadra della National Disaster Response Force (Ndrf), il corpo indiano di risposta alle emergenze, che sta collaborando con il governo turco nelle aree più colpite.

Articolo di ANSA.it

Mesut Hancer tiene la mano della figlia quindicenne Irmak, morta nel terremoto di Kahramanmaras, vicino all’epicentro del sisma, il giorno dopo che un terremoto di magnitudo 7,8 ha colpito il sud-est del paese. Da Rai News

Uno dei tanti miracoli che la vita riserva, non sappiamo perchè o a chi capita, ma succede. Come il bambino ancora attaccato al cordone ombelicale della madre morta, Storie strazianti di dolore, sofferenza per un paese, come la Siria, martirizzato da 12 anni di guerra. Soffrono freddo, gelo, fame, sete, piangono i loro cari seppelliti dalle macerie, i soccorsi arrivano? I soccorsi arrivano, ma nn potranno mai risolvere, colmare nulla, una tale devastazione! Dovrei raccontare la guerra civile in Siria, l’intervento della Russia e Turchia. La Russia che sostiene l’attuale presidente siriano in carica Bashar Al Assad, la Turchia che odia i curdi, la conclusione una guerra civile, più guerra nella guerra, ovviamente a rimetterci i civili, che non c’entrano nulla, solo carne da macello, città ridotte in macerie, una non vita e ora anche il terremoto. Cosa può importare a chi è al potere la morte di tanta gente, se poi già tanta gente muore per la guerra? a cosa serve la guerra? serve al potere, alle armi, alla distruzione di pochi uomini che non hanno interessi per l’umanità, se non l’egoismo, i soldi e il potere. Vorrei domandare a tutti, cosa ci faranno, una volta che saranno morti! Moriranno anche loro, nella loro cassa cosa ci sarà? il loro potere, i loro soldi, sul loro cadavere che prima marcirà e poi diventerà polvere. A cosa serve? Poi succede anche questo, disastri naturali come questo, dolore nel dolore, sofferenza nella sofferenza, impotenza nell’impotenza: Piangeranno i loro morti, ne hanno già pianti tanti! Forse le lacrime non ce le hanno più, desertificate in un cuore e in una mente diventati chiusi nel dolore, un unico grumo di dolore. Allora piangiamo tutta questa gente, gente che continua a morire per la follia umana, per disastri nei disastri, mi viene in mente una croce dove c’è un uomo crocefisso, per non aver fatto nulla, a cui il popolo ha preferito un assassino. Un uomo innocente di nome Gesù, crocefisso, bastonato, umiliato, dalle carni dilaniate, che si è visto abbandonato, come tutti noi, come tutti noi! Le sue parole furono«EloìEloìlemà sabactàni» ” Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato!”. Questo grido si eleva ancora e noi siamo ammutoliti,enoi chiediamo perchè!

https://www.lescienze.it/news/2023/02/07/news/terremoto_turchia_faglie_magnitudo_danni_catastrofe_prevenzione_costruzione_edifici-11278948/

Consiglio di leggere questo articolo di ” Le scienze” per approfondimenti.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 10 febbraio 2023

Cultura: Matera, Città dei Sassi di Caterina Alagna

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Link a quest’articolo nel mio blog https://farfallelibereblog.blogspot.com/2021/11/a-matera.html

Definita dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, la città di Matera è unica nella sua bellezza. Matera è una città che ti abbraccia con la sua arte e con la sua tranquilla, ma mai spenta, vita cittadina. Non poche le cose da vedere che ti lasciano a bocca aperta. La città antica, meglio conosciuta come I Sassi, sorge su due nuclei: il Barisano e il Caveoso. Una volta che ti inoltri nei vicoli, vieni avvolto da un’aura di rara bellezza che però mostra segni di un passato di sofferenza. E’ possibile visitare alcune case, oggi musei, che sono state arredate con i mobili e gli utensili originali del periodo in cui erano abitate, donati dai discendenti delle famiglie che vi abitarono fino a metà del secolo scorso. Le case, scavate nelle grotte, non hanno all’interno l’aspetto delle nostre case, sono piuttosto caratterizzate da una sola stanza senza finestre, con un povero mobilio costituito da una piccola tavola, qualche mensola, da un’umile dispensa e un cassettone. Negli angoli di questa unica stanza troviamo minuscoli vani: il vano cucina,  il vano stalla ( all’esterno non c’era spazio per gli animali per cui li ospitavano in casa) e il vano notte costituito da un un letto e una piccola culla. Queste case erano abitate da poveri contadini, erano luoghi molto umidi privi di luce, di finestre, di porte e di acqua corrente. Possiamo solo immaginare, quindi, le condizioni malsane in cui vivevano: scarsa igiene, poco cibo, odore nauseabondo anche a causa della presenza degli animali in casa (dove immaginiamo espletassero i loro bisogni fisiologici). Inoltre erano abitate da nuclei di famiglie molto numerose. Ogni famiglia, infatti, aveva in media otto figli. Si veniva a creare un vero e proprio microclima deleterio per la salute. In questi territori erano diffuse molte malattie che provocavano vari focolai endemici: tubercolosi, leishmaniosi, rachitismo, polmoniti, malaria. Altissima la mortalità infantile, che arrivò  tra il 1923 e il 1933 a raggiungere percentuali addirittura del 45%. Nel 1945 Carlo Levi nel suo capolavoro “Cristo si è fermato ad Eboli” pose la questione materana all’attenzione della politica nazionale. Nel 1948, il leader del Partito comunista italiano, dopo avervi fatto visita,  definì Matera “la vergogna nazionale”. Dello stesso avviso fu il primo ministro Alcide De Gasperi quando vi fece visita nei primi anni ’50 e con una legge del 1952 impose lo sgombero delle case grotte. I cittadini vennero trasferiti in nuove strutture che poi costituirono le abitazioni della città nuova. Solo negli anni ’80 i Sassi vennero di nuovo rivalutati e iniziò un graduale percorso di recupero che portò nel 1993 l’Unesco a definire Matera patrimonio mondiale dell’umanità. Nel 2019 Matera è stata capitale europea  della cultura. Ad ogni modo, oggi quando ti inoltri nei piccoli vicoli dei sassi, una forte emozione ti strugge il cuore. Grande attenzione merita il complesso di chiese rupestri scavate nelle grotte. Tra le  più importanti troviamo Santa Lucia alle Malve,  Santa Maria di Idris che sorge sulla sommità dell’omonima rupe e San Pietro Barisano che ospitano al loro interno numerosi affreschi importanti purtroppo deteriorati dal tempo ( alcuni ormai quasi totalmente perduti). Meritano una visita anche tutte le meravigliose chiese della città nuova. Sono in realtà molto antiche anche se costruite fuori dai sassi. Alcune risalgono al 1200. Degne di nota sono le grotte del Paleolitico nel parco materano della Murgia in cui sono stati ritrovati utensili e pitture rupestri risalenti a 400.000 anni fa, periodo in cui visse l’Homo Habilis e successivamente l’Homo Erectus. Insomma Matera è un esempio di un ecosistema  straordinario che parte dalla preistoria e arriva fino ai nostri giorni attraversando vari piani: culturale, artistico, architettonico, naturale e urbanistico.


A Matera ho voluto dedicare dei versi 

“A Matera”

Matera

dai vividi splendori, 

ti ergi su due cuori 

di sassi e di dolori.

Tempio consacrato alla 

filosofia povera,

adornato di atavici stenti 

e di giorni iti alla 

malora.

Tu,

intima alcova

di un’anima nuda

che nell’amore di Maria

si ristora.

Si eleva sincera 

la tua umile pietra 

che di arte e di gloria 

lasciò il suo segno

nella storia.

Matera,

la mia anima si sposa

alla tua pietra,

la tua magnificenza

gli occhi mi sottrae

mentre deliziata affondo

nella tua terra 

di bellezza soave.



Caterina Alagna

L’Arte di Herman Melville

Il grande Herman Melville era anche poeta.

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Herman Melville romanziere e poeta americano (1819 – 1981)

Compiaciuti, sogniamo nelle ore di calma
tanti bei progetti senza sostanza.
Ma per dare forma, far pulsare la vita,
quante cose diverse devono incontrarsi e sposarsi:
una fiamma per sciogliere, un vento per gelare,
mesta pazienza ed energia gioiosa:
umiltà, eppure orgoglio e spregio;
istinto e studio, amore e odio:
audacia, reverenza. Questi devono fondersi
e poi del cuore mistico di Giacobbe avere parte,
per lottare con l’angelo: l’Arte.

*
Traduzione di Massimo Bacigalupo

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NELLE NUBI, di Silvia De Angelis

Talvolta la nostra mente si condensa al grigio delle nubi, quasi ne diventasse parte integrante  e in quella fusione, pensiero/natura, ci si spersonalizza quasi per caricarsi d’essenze del passato,  che abbiamo accuratamente messo da parte, per crogiolarci in esse, quando ne capitasse  l’occasione.

Si rimugina su quelle scelte non fatte, che avrebbero potuto, in qualche modo donarci dei  vantaggi o facilitarci parte del percorso, sempre così accidentato….ma il timore di insuccessi  e quella parte predominante di insicurezza, che preme, nel momento sbagliato, ci ha fatto  soprassedere dal mutare quella stantia abitudine di sempre.

Anche quelle parole non dette, a una persona che consideravamo speciale, le riascoltiamo  amplificate dentro noi….e non possiamo più pronunciarle, perché il tempo implacabile ci  ha privato di quella focale presenza….

Quanti tasselli della vita compaiono, in un labirinto mentale senza uscita e senza ritorno, che  inducono ad attente riflessioni e a un’indispensabile crescita, che ci permetterà, in futuro  di mediare passi più attenti e precisi, evitando di scivolare in qualche trabocchetto del terreno,  sempre presente nel lungo cammino…..

@Silvia De Angelis

Lucia triolo: le parole e le ore, numeri a caso

certo
le parole:
più numerose delle ore vissute
quante per ogni ora?

(manca una emozione)

anche i silenzi
dilapidate parole a
calcoli muti
a calme raggelate
ad anime 
a cose…

parole fuggite
saltando le corde

(cosa sporge fuori dal contatto?)

non ti ho detto quella volta
dietro la tazza di the fumante
tu mia-non-detta-parola
mai

nel tuo occhio ora fa capolino
cosa si vede?

BASILICA DI SAN CELEMENTE, di Silvia De Angelis

La basilica di San Clemente è dedicata a San Clemente Papa, terzo successore di S. Pietro, morto alla fine del I secolo d.C, sorge su piazza di San Clemente e via di San Giovanni in Laterano, Rione Monti, Sant’Ireneo del II o III secolo,  parla di San Clemente, come contemporaneo di San Pietro e San Paolo, comunque fu martire al tempo di Domiziano, forse un liberto di origine ebraica della famiglia di Tito Flavio Clemente, nelle cui case si suppone sorgesse la domus ecclesiae. La sua leggenda può essere desunta dagli”acta” del IV secolo, in cui si narra che egli fosse Papa al tempo di Traiano, il quale lo condannò in esilio in Crimea e ai lavori forzati nelle miniere, qui convertì al cristianesimo soldati e compagni di prigionia, e terminò la vita con il martirio, gettato nel Mar Nero legato ad un’ancora, e sembra che per un miracolo le acque ogni anno si aprissero nel punto ove era la sua tomba e che ogni anno i pellegrini vi si recassero per rendergli devozione. Nell’VIII secolo, i santi Cirillo e Metodio, si recarono nei pressi del Mar Nero alla ricerca delle reliquie di San Clemente, e sembra che le ritrovarono insieme all’ancora.

 Papa Nicola I le richiese e i Santi Cirillo e Metodo le portarono a Roma, dove furono solennemente traslate nella Basilica dedicata al Santo, che qui esisteva già dal IV secolo, San Girolamo la menziona intorno all’anno 390. Nel 1837 furono condotti degli scavi ad opera del domenicano irlandese Joseph Mulloy e dall’archeologo De Rossi, altri scavi del 1912 – 1914, hanno portato alla luce vari strati di costruzione : la basilica inferiore, che non è la cripta, ma la prima chiesa, abbandonata e ricostruita su un livello superiore, quello attuale, agli inizi del XII secolo, forse perché semi-distrutta dai Normanni di Roberto il Guiscardo che nel 1084 invasero, distruggendo Roma. Al di sotto della prima basilica vi sono testimonianze romane, l’edificio più antico del periodo dell’incendio neroniano del 64 d.C. Forse era un edificio pubblico e si presenta come un fabbricato a pianta rettangolare suddiviso in ambienti con muri in opus reticulatus e con volte a botte. Nel II secolo fu costruita dietro l’edificio più antico dal quale la separava uno stretto viottolo tutt’ora esistente una casa per abitazioni, nel cui cortile interno nel III secolo fu ricavato un mitreo, poco tempo dopo il mitreo, fu trasformato in un grande ambiente.  Il mitreo era una sorta di sala suddivisa da file di pilastri o colonne.

 Forse era la domus ecclesiae corrispondente al Titulus Clementis, trasformato poi in basilica inferiore, nel IV secolo, ed è sulle rovine della prima basilica che si è costruita la seconda, nel 1099 al tempo di Papa Pasquale II e poi rinnovata dal Papa Clemente XI che ne diede incarico a Carlo Stefano Fontana tra il 1713 e il 1719. Attualmente la basilica di San Clemente ha un muro perimetrale nel quale si apre l’ingresso principale con un portico, su via San Giovanni in Laterano, il portale è ornato da una cornice marmorea con motivi floreali ad intreccio, Sui muri esterni della chiesa sono inseriti frammenti marmorei di recupero provenienti dalla basilica inferiore o dai fabbricati romani. Oltre all’ingresso c’è un cortile del XII secolo con quadriportico a colonne ioniche architravate, alcune delle quali realizzate dal Fontana per il pronao della facciata, questa è a due ordini separati da un marcapiano, ed è segnata da paraste corinzie nella parte superiore, ai lati del finestrone centrale, la completano due volute di raccordo ed un timpano. Sul fianco sinistro un campanile del XVIII secolo, al centro del cortile una fontana a forma di vasca a pianta ottagona.

L’interno della basilica è a 3 navate, terminanti ciascuna in un abside, e con poche varianti, riprende l’andamento della basilica inferiore. Anche qui le colonne furono sistemate dal Fontana che vi adattò dei capitelli ionici in stucco. All’altezza del presbiterio le colonne sono sostituite da pilastri con capitelli a caulicolo rovesciato. Il pavimento ha varie epigrafi frammentarie ed è un bell’esemplare cosmatesco, i 3 soffitti sono a cassettoni e sono dorati con le armi di Papa Clemente XI Albani, al centro si trova la gloria di S. Servolo (di Pietro Rasini), e ai lati la Gloria di San Clemente (di Giuseppe Chiari) e l’incoronazione di Maria (tela del Rasini), nei riquadri con cornici a stucco  sono raffigurate la Storia di San Clemente e la Storia di Sant’Ignazio. Vi troviamo anche la Cappella di San Domenico, con decorazioni a stucco e tre vele attribuite a Sebastiano Conca, poi vi è la Cappella dei SS. Cirillo e Metodio che è stata aperta nel secolo scorso, sulle pareti gli affreschi di Salvatore Nobili del 1886, sull’altare la Madonna attribuita al Sassoferrato. Seguono i monumenti funebri quello a Giovan Francesco Brusati opera di Luigi Capponi del 1485 e quello al Cardinale Bartolomeo Roverella opera di Giovanni Dalmata. Nella Cappella del Battista affreschi della fine del XVI secolo. Il catino è rivestito da un bellissimo mosaico eseguito poco dopo il 1100 rimasto prodigiosamente intatto, al centro è raffigurato il Crocefisso tra i dolenti Maria e Giovanni e posate sui quattro bracci della croce 12 colombe bianche che rappresentano gli apostoli. Sotto il mosaico absidale, distinto da un cornicione di stucco un affresco più volte ridipinto del XIII secolo che rappresenta il Cristo tra gli Apostoli, poi una edicola marmorea donata da Giacomo Caetani, cardinale titolare di San Clemente dal 1295 al 1300 e nipote di Papa Bonifacio VIII, insieme al quale è effigiato in atto di adorare la Madonna con il Bambino, presentato da San Clemente, anno di donazione 1299. Nell’abside di sinistra vi è la Cappella del Rosario aperta nel 1627 dedicata alla Natività di Maria. Gli Angeli musicanti e le stimmate di San Francesco e l’Elemosina di S. Carlo Borromeo forse sono del XVII e attribuibili al Carracci. Di fianco all’ingresso laterale vi sono alcuni affreschi della Cappella di Santa Caterina, staccati e riportati su tela nel 1952, raffiguranti la Crocefissione, il martirio di Santa Caterina d’Alessandria, attribuiti a Masolino da Panicale (1383-1447) questa cappella venne affrescata per il Cardinale Branda di Castiglione, titolare di San Clemente dal 1411 al 1431. Sulla parete di destra sono affrescate le storie di Sant’Ambrogio danneggiate e anche queste opera del Masolino. 

Dalla Sagrestia si scende alla Basilica inferiore, lungo la parete della scala vi sono vari calchi in gesso e frammenti di sculture provenienti dalla Basilica del IV secolo e dal Mitreo, vari frammenti rinvenuti durante gli scavi del secolo scorso, e tra questi un affresco del IX secolo, raffigurante Cristo benedicente tra S. Michele, Sant’Andrea e San Clemente, due figure inginocchiate , forse, San Cirillo e San Metodio, sulla parete opposta affreschi dell’XI secolo che rappresentano il Miracolo del Bambino ritrovato, in basso San Clemente, il committente e la sua famiglia, Beno de Rapiza, Maria Macellaria, ed i figli Clemente e Altilia, poi la Traslocazione delle relique di San Clemente, con la dedica di Maria Macellaria per grazia ricevuta. La navata mediana ha dei pilastri e un muro di sostegno che ne hanno modificato lo spazio originario, a sinistra si vedono dei frammenti di un “ciclo cristologico” risalente all’Epoca di Papa Leone IV, al soglio tra l’847 e l’855, tra questi la Crocefissione, le Marie al Sepolcro, la discesa al limbo, le nozze di Cana. Sulla parete di sinistra la Morte e il Riconoscimento di S. Alessio, sembra che Sant’Alessio, giovane patrizio romano, fuggito di casa subito dopo il matrimonio, per vivere in povertà e verginità, tornò in incognito presso la casa paterna, dove svolse le più umili mansioni, e solo dopo la sua morte, per una straordinaria luce celeste che si sprigionò dal suo corpo, fu riconosciuto dalla sposa e dai familiari. Poi si vede il Cristo in trono tra gli angeli e i Santi, pannello mutilato nella parte alta dal pavimento della basilica superiore. Altri due affreschi raffigurano la Messa di San Clemente e San Clemente perseguitato da Sisinio, un altro affresco frammentario rappresenta la Madonna con il Bambino, vi sono anche i resti di una tomba che si suppone siano del Santo Cirillo.

lucia Triolo; una morte che mi somigli

“la morte assomiglia ad ogni uomo più ancora della vita” 
C. Campo, da Lettere ad A. Pizarnik, 25 luglio 65

guardare con occhi
chiusi in gabbia
dove maestro è il mistero
e la luce fioca presagio

costruire verdi coscienze
e metamorfosi
un peccare stupito
da ritagli di giornale
poi chiodi d’anima
su fake news

strani punti di slancio
per la raccolta degli esausti
tra un fuggire e
un tornare

e poi lasciami la nostra marmellata
e quei brandelli di morsi:
ha bisogno di una morte
che le somigli

lasciami il gesto
dove trovo le tue mani,
lì volano a precipizio i miei
fianchi
con un’allegra voglia di
pozzo senza fondo:

ho bisogno di una
morte che mi somigli

De natura rerum di Yves Bonnefoy

Tra i più grandi poeti francesi

Avatar di almerighialmerighi

Yves Bonnefoy (Tours, 24 giugno 1923 – Parigi, 1º luglio 2016) è stato un poeta, traduttore e critico d’arte.

Lucrezio lo sapeva:
Apri il baule,
vedrai, è colmo di neve
che turbina
e a volte due fiocchi
s’incontrano, unendosi
oppure uno si volta, graziosamente
nella sua poca morte.
Di dove quel chiarore
in alcune parole
quando l’una non è che notte,
l’altra, solo sogno?
Di queste due ombre
che, ridendo, vanno
e l’una raggomitolata
in una lana rossa?

*

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