Un occhio attento a Sanremo e un occhio distratto ad Aleppo (sic!)…

Ognuno deve fare il suo show.  The show must go on! Ma io mi chiedo se invece di omaggiare Mattarella o di sorbirsi il discorso di Benigni sulla Costituzione non era meglio se cambiavano la scaletta e parlavano per un quarto d’ora del disastro immane della Turchia. C’è stato un silenzio molto colpevole a mio avviso. Un brevissimo accenno soltanto a quello che è successo deve a mio avviso essere considerato silenzio. Sanremo comunque è divisivo.  Si ama o si odia senza se e senza ma. Non esistono sfumature, aree di grigio. Ci sono i fan sfegatati, per cui Sanremo è l’evento dell’anno e che rimangono incollati per ore davanti alla TV a gustarsi canzoni, gossip, polemiche sterili, look dei cantanti. Ci sono intellettuali o sedicenti tali che disprezzano Sanremo perché al festival tutto è apparenza, showbusiness, futilità, stupidità,  disimpegno,  vanità di vanità! Che poi non si capisce perché questi intellettuali o presunti tali non si accaniscono con tanto sarcasmo e sagacia anche su tutto il resto della cultura di massa, almeno del nostro Paese. La cosa più saggia è valutare bene il fenomeno di costume che rappresenta Sanremo senza grande odio né grande amore. È vero che è difficile valutare obiettivamente questo evento perché gli intellettuali lo disprezzano come se non ci fosse domani, mentre esiste una grande pressione mediatica della RAI che lo promuove come un grande spettacolo imperdibile. Molti dei testi delle canzoni non valgono niente. Sono poca cosa. Diciamocelo onestamente: c’è molta superficialità,  leggerezza nel senso peggiore del termine. Nella stragrande maggioranza dei casi è puro intrattenimento e poca espressione artistica. C’è un’accozzaglia di giovani che devono ancora trovare la loro strada artistica e vecchie glorie incartopecorite. Ma è indubbio che ci sia anche del buono tra la tanta mediocrità. Succederà che ci ricorderemo di questo festival solo delle cose più stupide e irrilevanti, delle quisquilie, dei falsi scandali (dato che al mondo d’oggi niente scandalizza più nessuno). Tra l’accanimento terapeutico e l’esaltazione assoluta, tra chi lo snobba e giura di non vederlo e chi ne rimane estasiato finisce che tutti parlano di Sanremo e in questa settimana tutti vivono in funzione di Sanremo. Finiamo così con un occhio attento per quel che succede a Sanremo e un occhio distratto per quel che è successo ad Aleppo. Ma in fondo abbiamo bisogno di divertirci ed è l’overdose di informazione che ci rende disumani. Abbiamo tutti delle scusanti. La stessa Rai parla dedica molto più spazio a Sanremo che ad Aleppo e alla Turchia. Ci sono esigenze di budget. Ma io voglio ricordare le parole del grande Montale:

“….Se uno muore/ non importa a nessuno purché sia/ sconosciuto e lontano.”

Lucia triolo: ragnatele

era nell’aria il terremoto

lo avevo avvertito
a temperatura ambiente 
nel sentirmi fandonia senza patria
ne’ mandibola:

quando tuo spazio è
un sottoscala d’anima
il corpo guida l’orizzonte
solo con l’aguzzio dello sguardo

stridono cerniere nel cuore
al non senso del dire

dentro 
la cassapanca 
delle ragnatele fui accolta
come una di loro

mai visto un cavolo a merenda parlante?
non dissi nulla!

Sguardo animale di Flavia Sironi

Date: 7 febbraio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Flavia Sironi 7 febbraio 2023

Canicross per tutti.

Cosa vuol dire canicross per tutti?

Chi vuol conoscere il canicross sia a livello competitivo, sia a livello amatoriale, o semplicemente per curiosità, può venire sabato 25 febbraio a Paderno Dugnano in provincia di Milano.

Il percorso si svolge lungo un terreno sterrato, a Paderno Dugnano dove si correrà, la domenica, una tappa del cross per tutti, organizzato dalla squadra Euroatletica 2002.

L’evento è organizzato dalla squadra Dog Trail Canicross Lecchese in collaborazione con Euroatletica 2002.

Il sabato, sullo stesso percorso, tutti quelli che vogliono conoscere questa meravigliosa disciplina, possono col loro “quattrozampeeunacoda” venire a trovarci e provare insieme ai nostri atleti Andrea Sancini e Loredana Bartucci del team Dog Trail Canicross Lecchese, che accompagneranno i partecipanti che vogliono mettersi in gioco.

Il percorso, immerso nel verde all’esterno del centro sportivo prevalentemente pianeggiante si snoda interamente su un manto erboso che, ben curato, anche in caso di piogge abbondanti non diventa eccessivamente fangoso, è di due chilometri che si può percorrere due volte se si ha voglia di correre, altrimenti lo si può fare una volta sola.

Ci saranno premi simbolici e, dato che la manifestazione si svolgerà il giorno del carnevale ambrosiano, verrà premiata la maschera più simpatica.

Saranno presenti alla manifestazione, per dare preziose informazioni riguardanti la disciplina, un giudice di Canicross CSEN, Flavia Sironi ed un tecnico nonché giudice di Dog Trail CSEN Marco Drech.

Alla fine si potrà gustare dell’ottimo vinbrulè facendo quattro chiacchere con i nostri tecnici ai quali potrete fare tutte le domande di vostro interesse e togliervi tutte le curiosità riguardo questa disciplina sportiva.

Correre col proprio cane è un modo davvero molto divertente per passare del tempo con lui e rafforzare il vostro rapporto.

Dà la possibilità di vivere all’aria aperta immersi nella natura.

Inutile dire che vi aspettiamo numerosi.https://m.facebook.com/…/1iR2174MQuHdSX31u…/viewform…#camminacollcane#sguardoanimaledisironiflavia#sironiflavia#camminacolcane#sguardoanimale#canidiinstagram#canibellissimi#canifelici#caniche#caniliberi#canicross#flaviasironi#canifelici♥️#canichegiocano#sportcinofili.

Articolo di Flavia Sironi. 7 febbraio 2023

Le “Bad Girls” arrivano ad Alessandria

7/02/23

EVENTI: FINALMENTE ANCHE AD ALESSANDRIA, IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE DI CULTURA CINEMATOGRAFICA “LA VOCE DELLA LUNA”, ARRIVANO LE BAD GIRLS!

FIC – Federazione Italiana Cineforum e “Cineforum” Rivista presentano BAD GIRLS | Le cattivissime del cinema di tutti i tempi (e di tutti i generi)

Un nuovissimo ciclo di 6 incontri in presenza, ciascuno della durata di 2 ore, dedicato alle cattivissime del cinema di tutti i tempi (e di tutti i generi): dark lady, vampire, vamp, donne fatali, assassine, serial killer, vendicatrici, regine, mammine (e sorelline) care. Il progetto è a cura di Emanuela Martini, direttore responsabile di “Cineforum”, e vede la partecipazione di nomi illustri della critica contemporanea (oltre ad Emanuela Martini: Pier Maria Bocchi, Luca Malavasi, Ilaria Feole, Barbara Rossi).

Successivamente all’esordio bresciano, Fondazione Brescia Musei (ottobre-dicembre 2022), il nuovo tour 2023 approda anche ad Alessandria dopo Bergamo, Genova e Reggio Emilia.

DETTAGLIO MODULI E CALENDARIO

(sei incontri di due ore ciascuno, il sabato pomeriggio dalle 15 alle 17. Ciascun incontro verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di dieci partecipanti).

1) Vampire, vamp, Marlene e donne fatali (a cura di Pier Maria Bocchi) – 11/03/2023

2) Il noir, Rita e le dark lady (a cura di Ilaria Feole) – 15/04/2023

3) Assassine, avvelenatrici, serial killer, vendicatrici (a cura di Barbara Rossi) – 27/05/2023

4) Le bastarde del mélo, da Bette Davis a Lady Macbeth (a cura di Emanuela Martini) – 25/03/2023

5) Mammine (e sorelline) care (a cura di Emanuela Martini) – 29/04/2023

6) Regine e altre cattive di Disney & co. (a cura di Luca Malavasi) – 13/05/2023

COSTI

Singolo appuntamento intero: euro 15; pacchetto sei corsi intero: euro 75

Singolo appuntamento ridotto*: euro 12; pacchetto sei corsi ridotto*: euro 60

* Le riduzioni sono offerte agli abbonati alla rivista “Cineforum” e ai tesserati alla Voce della Luna.

INFO E ISCRIZIONI

lavoce.dellaluna@virgilio.it: ros.barbara@tiscali.it

N.B. Per aggiornamenti sui corsi è possibile consultare anche il sito www.voceluna.altervista.org ; la pagina FB della Voce della Luna: http://www.facebook.com/Voce/Luna; oppure la pagina Instagram associazione_lavocedellaluna

Vampire, vamp, Marlene e donne fatali


a cura di Pier Maria Bocchi

Non è mai esistita una donna-vampiro star. L’immaginario maschile dai canini aguzzi è leggendario (Bela Lugosi, Christopher Lee), quello femminile no. È un caso se nell’horror l’immagine del femminino molto raramente coincide con l’immagine dello stardom? Le vampire del cinema nascono nell’ombra e nell’ombra ritornano (i kaidan giapponesi), sono delle figure. Nella Hammer la vampira è generalmente un’illustrazione. Le dive si prestano a succhiare il sangue una tantum (Delphine Seyrig, Catherine Deneuve, Grace Jones). La femme fatale e la vamp al contrario conquistano da sempre il centro dell’inquadratura, muovono la scena, fanno la scena; l’uomo ne ha paura, non vuole sconfiggerle, vuole innamorarsi, perciò soccombe. A questo proposito, non c’è nessuno al cinema che abbia saputo muovere e fare la scena come Marlene Dietrich, in particolare nel suo matrimonio artistico con Josef von Sternberg (7 film).

Pier Maria Bocchi è studioso e critico cinematografico. Collabora con “Film Tv”, è redattore di “Cineforum” e scrive per cineforum.it. Tra le sue pubblicazioni, Michael Mann (Il Castoro), Mauro Bolognini (con Alberto Pezzotta, Il Castoro), Mondo Queer – Cinema e militanza gay (Lindau), Woody Allen – Quarant’anni di cinema (Le Mani), Invasion Usa – Idee e ideologie del cinema americano anni ’80 (Bietti Heterotopia), Brivido caldo – Una storia contemporanea del neo-noir (Rubbettino) e Michael Mann – Creatore di immagini (minimum fax). Ha curato le interviste e le ricerche per il documentario Made in Hong Kong. Dal 2007 al 2019 ha fatto parte del comitato di selezione del Torino Film Festival. Dal 2020 al 2021 è stato curatore della sezione Le stanze di Rol del Torino Film Festival.

Il noir, Rita e le dark lady

a cura di Ilaria Feole

Dalla Barbara Stanwyck di La fiamma del peccato alla Carey Mulligan di Una donna promettente, passando per la Rita Hayworth di La signora di Shanghai, la Catherine Deneuve di La mia droga si chiama Julie e la Jessica Lange di Il postino suona sempre due volte: tutte le sfumature di nero delle dark lady, seduttrici fatali, mangiauomini e vamp, e le loro mutazioni dal cinema classico fino alla rivoluzione del #MeToo.

Ilaria Feole è nata a Milano nel 1983. Scrive di cinema e serialità per il settimanale «Film Tv» e fa parte del comitato di selezione della Settimana Internazionale della Critica. È autrice delle monografie Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali (Bietti, 2014) e C’era una volta in America di Sergio Leone (Gremese, 2018) ed è tra gli autori di Tutto Fellini (Gremese, 2019) e Architetture del desiderio. Il cinema di Céline Sciamma (Asterisco, 2021).

Assassine, avvelenatrici, serial killer, vendicatrici

a cura di Barbara Rossi

Si sa – come recita il titolo del celebre film di George Cukor del 1935, con Katharine Hepburn e Cary Grant – che “Il diavolo è femmina”. C’è di più: l’animo femminile – pare raccontarci il cinema della contemporaneità – è capace di sfoggiare, se messo duramente alla prova e in determinate situazioni, non soltanto astuzie mefistofeliche, ma anche temibili, impreviste e raccapriccianti capacità di reazione agli eventi avversi e ai reali o presunti oltraggi perpetrati a suo danno. Dalla Alex di Attrazione fatale alla Annie di Misery non deve morire, passando per La Sposa di Kill Bill: Volume 1 e 2 sino ad arrivare alla Alma di Il filo nascosto, un viaggio cinefilo tra i personaggi femminili più diabolici e violenti degli ultimi trent’anni, per i quali la vendetta può assumere molte forme, ma di sicuro non è un piatto che si consuma freddo.

Barbara Rossi, media e film educator, è vicepresidente della FIC (Federazione Italiana Cineforum) e presidente dell’Associazione di cultura cinematografica e umanistica “La Voce della Luna” di Alessandria. Dal 2018 è organizzatrice e curatrice, ad Alessandria, della Summer School sui linguaggi del cinema e dei media “Immersi nelle storie”. Giornalista pubblicista, collabora con la rivista “Cineforum”, con “Il Piccolo” di Alessandria e altre testate locali. Nel 2022 ha ripubblicato, con l’editore Petite Plaisance Anna Magnani, un’attrice dai mille volti tra Roma e Hollywood (prima edizione Le Mani, 2015); nel 2019, con la casa editrice Bietti, Edgar Reitz. Uno sguardo fatto di tempo, monografia dedicata a uno dei maestri fondatori del Nuovo Cinema Tedesco degli anni Sessanta; nel 2021 ha visto la luce per la casa editrice Petite Plaisance Recitare il tempo. Le voci della Heimat di Edgar Reitz.

Le bastarde del mélo, da Bette Davis a Lady Macbeth

a cura di Emanuela Martini

La terribile, ossessionata antieroina interpretata da Gene Tierney in Femmina folle (capolavoro fiammeggiante del 1945 di John Stahl) non è la più crudele né certamente la prima delle tante signore che hanno percorso il melodramma cinematografico senza mai piegarsi al riscatto morale, o chiedere perdono o, tantomeno, pentirsi. A partire dalle voraci vamp del muto, attraverso le numerose, volitive malvage cui diede volto e tempra Bette Davis e le insospettabili incursioni nella perfidia di Katharine Hepburn (Improvvisamente l’estate scorsa) e Isabelle Huppert (spesso, nei mélo-noir di Chabrol), per arrivare fino alla recente Florence Pugh di Lady Macbeth (raggelato mélo brönte-vittoriano diretto nel 2016 da William Oldroyd), le signore dilaniate per troppo amore o disamore, per odio o vendetta, per gelosia o rabbia, o per pura, intima ossessione di dominio hanno sedotto più di un secolo di cinema (e svariati secoli di narrativa e drammaturgia).

Mammine (e sorelline) care

a cura di Emanuela Martini

Un ramo della famiglia delle Bad Girls, non meno ricco di spunti e di figure interessanti, è quello delle mamme e delle sorelle. Qualcosa di più del mero rapporto di natura disfunzionale fra consanguinee, affonda le sue radici nelle zone più misteriose della mente e nei territori più impervi del mélo e del noir. Queste donne non sono dark ladies, non ambiscono a ricchezza, rivalsa o potere; sono mamme e sorelle che covano livori e desideri di controllo molto più profondi. Donne che rendono la vita impossibile alle proprie sorelle, vuoi per vendetta (Che fine ha fatto Baby Jane?) vuoi per invidia (Lo specchio scuro; Sisters), o che tormentano le proprie figlie spinte dal fanatismo religioso (Carrie, lo sguardo di Satana) o da una specie di complesso di superiorità (Mammina cara). Non bisogna cadere, però, in errore: fra loro vi sono anche madri amorevoli e affettuose come la protagonista La signora ammazzatutti, un vero angelo della famiglia che per il benessere e la sicurezza dei suoi cari è disposta a tutto. Fin troppo a tutto…

Emanuela Martini, romagnola, nata a Forlì, laureata in Scienze Politiche, appassionata di cinema fin dall’infanzia, cresciuta tra i generi più disparati (dai mélo di Sirk a Jerry Lewis, dai musical alla fantascienza) e tra le più eccentriche proiezioni dei cineclub (Bergman, Neorealismo, Stroheim, Busby Berkeley e Hammer horror). Critico cinematografico, nel comitato di redazione di «Cineforum» dalla fine degli anni ’70, direttore di «FilmTv» dal 1996 al 2007, a lungo collaboratore del Domenicale del «Sole 24 Ore», co-direttore di Bergamo Film Meeting dal 1987 al 2007, è stata membro della commissione di selezione della Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e poi selezionatore di altre sezioni della Mostra, e dal 2007 al 2019 vicedirettore e poi direttore del Torino Film Festival. Attualmente è direttore di “Cineforum”. Esperta di cinema anglo-americano, ha scritto: Storia del cinema inglese, Il lungo addio. L’America di Robert Altman, il Castoro su Powell e Pressburger e su Gianni Amelio, Shakespeare e il cinema e numerose altre monografie su generi e autori. Vive a Milano, prevalentemente con compagni felini.

Regine e altre cattive di Disney & co.

a cura di Luca Malavasi

Cattive, a volte cattivissime, ma anche, molto spesso, eccentriche, sensuali, divertenti. Le antagoniste del mondo dell’animazione non hanno nulla da invidiare, in termini di fascino e popolarità, alle (generalmente) giovani e belle cui si oppongono. Disney, di cattive, ne ha create di memorabili, da Grimilde (Cenerentola) a Ursula (La Sirenetta), da Crudelia De Mon (La carica dei 101) a Madre Gothel (Rapunzel), ma anche al di fuori della produzione di questo studio le “star” sono innumerevoli, dalla prima strega (dell’Ovest) a colori della storia del cinema protagonista (Il mago di Oz) alla spietata, sensualissima Catwoman, in malefico movimento tra fumetti, cinema e cartoni animati.

Luca Malavasi è professore associato presso l’Università di Genova, dove insegna Storia e analisi del film ed Elementi di cultura visuale. Si occupa prevalentemente di teoria dell’immagine, cultura visuale e cinema contemporaneo. È membro del comitato direttivo della rivista “La Valle dell’Eden”, redattore di “Cineforum” e collaboratore di “FilmTv”, “Limina” e “L’indice dei libri del mese”. Tra i suoi libri: Il cinema. Percorsi storici e questioni teoriche (con G. Carluccio e F. Villa, Carocci, 2015, nuova edizione 2022); Postmoderno e cinema. Nuove prospettive d’analisi (Carocci, 2017); Il linguaggio del cinema (Pearson, 2019); Dalla parte delle immagini. Temi di cultura visuale (con B. Grespi, McGraw-Hill Education, 2022); Pianeta Varda (con A. Masecchia, ETS, 2022), The Future of the Post. New Insights in the Postmodern Debate (con E. Bricco, Mimesis International, 2022).

NEL FIATO DELLA MEZZANOTTE, di Silvia De Angelis

Cognome d’un sogno ricorrente.

Essenzialità dello sguardo

disorientato dal profilo d’una lunga assenza.

Volti addomesticati

evocano gestualità inviolate

in un infinito

centillinato di leggende sfrangiate.

Scivolano allusioni e indugi appesi

a chiodi di nuvole ideali

rilasciando taciti bisbigli

nel fiato della mezzanotte

contagiato da un pugno di stelle….

@Silvia De Angelis

Una poesia di Christine Lavant

Adoro questa poetessa e il suo scrivere

Avatar di almerighialmerighi

Christine Lavant poetessa austriaca (1915 – 1973)

Mentre io, turbata, scrivo,
nel disco della luna piena brilla
la parola che osservo
da quando la colomba mi ha deriso
perché dallo specchio dell’acqua
senza nome, senza sigillo,
entravo nell’arido.
Non fosse cresciuta
la semina dell’osservazione
dovrei uccidere luna e colomba
che sempre m’ingannano
e fanno il nido sul mio albero del sonno
che per questo rinsecchisce.
Spesso una parola s’imprime a fuoco
da sé nella sua corteccia,
e allora mando quel cieco
messaggio, che inutilmente si rigira
aggredendo il tuo sonno
mentre nel disco della luna
è in salvo la risposta.

*

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EPOCA DISSONANTE

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

Dissonanze di suoni e umanità
nella scansione di fiati incerti
al crocicchio d’echi equidistanti.
Scommesse nel dì
d’aliti graffianti
perduti nel bieco spessore
d’estranee sequenze.
Decadenti armonie del costume
nel disincanto d’un sogno
scivolato nel pozzo.
E’ passeggero balenio
nel passo cadenzato
d’un transito di luna nera
al confine d’un’eclisse
in bilico sulla costellazione di rinascita.
@Silvia De Angelis 

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“Itaca”: poesia  per chi ha una mèta da raggiungere, o ancora è alla ricerca.

Ripubblicato da Frida la loka,  Lombardia.

Costantino Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere di incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,

né nell’irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.



Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d’estate siano tanti

quando nei porti – finalmente e con che gioia –

toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, anche profumi

penetranti d’ogni sorta;

più profumi inebrianti che puoi,

va in molte città egizie

impara una quantità di cose dai dotti



Sempre devi avere in mente Itaca –

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull’isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

in viaggio: che cos’altro ti aspetti?


E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Breve biografia:

Un 29 Aprile 1863 nasceva ad Alessandria d’Egitto il poeta Constantino Kavafis. La sua produzione  è stata raccolta in un corpus di centocinquantaquattro poesie, originariamente scritte su fogli volanti e solo sporadicamente ordinate in fascicoli. La sua prima raccolta di poesie venne pubblicata, postuma, nel 1935.
Le liriche di Kavafis hanno spesso carattere epigrammatico ed essenziale; lo stile è caratterizzato da un vena ironica, rivelatrice di un atteggiamento disincantato verso la realtà. La poesia, occasione di nobilitazione e di riscatto dalla miseria umana, è per Kavafis fondamentalmente memoria, rielaborazione di un passato che se da un lato è biografico dall’altro si incarna nella storia e nella tradizione di un popolo, di una civiltà. In questa chiave si iscrive la scelta del poeta di usare il greco, lingua parlata dalla madre del poeta, e di far rivivere, attraverso le sue liriche, fatti e personaggi dell’epoca ellenistico-romana e bizantina.
Fonte: RaiCultura.
Fonte: Libraccio

Tua

7 febbraio,  2023.

Dal blog personale di

http://fridalaloka.com

Ripubblicato su

http://alessandria.today

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
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ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

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ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

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ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

lucia triolo

scompare ciò che finisce?

scandalo o benedizione
immagini inventate
ricoprono le vere
proteggono speranze ormai
dimenticate
parentele proibite

E tu, sasso nella scarpa,
indimenticata frenesia d’amore
dove giace solleticante follia
che nome indossi
la notte?

A Ana Flor di Kurt Schwitters

grande e poliedrico artista tedesco

Avatar di almerighialmerighi

Kurt Schwitters (1887 – 1948) è stato un artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l’utilizzo di mezzi d’avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto.

Oh, tu, amata dai miei 27 sensi, ti amo!
Tu, da te, a te, io a te, tu a me – – – noi?
Questo, a proposito, non è il posto.
Chi sei, innumerevole puttana, vero?
La gente dice che lo saresti.
Lasciali parlare, non sanno come si svolge il campanile.
.
Indossi il cappello in piedi e cammini sulle mani,
Sulle mani cammini.
.
Ciao, I tuoi vestiti rossi, plissettati in pieghe bianche,
Rosso Ti amo Ana Flor, rosso Ti amo.
Tu, da te, a te, io a te, tu a me – – – noi?
Il suo posto è, a proposito, tra le braci fredde.
Ana Flor…

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Controluce :Al via il carnevale di Viareggio che festeggia i suoi 150 anni di storia e di successi: risate e allegoria dei problemi,Gabriella Paci

Giunto alla 150esma  edizione ,il 4 febbraio 2023 parte la nuova edizione del Carnevale viareggino , che vede ,in questo primo giorno l’afflusso di oltre 70.000 visitatori di ogni parte d’Italia. Dopo lo storico carnevale di Venezia, rinomato in tutto il mondo,questo di Viareggio,nota località balneare degli anni 60 /70 vicino a Lucca è indubbiamente il secondo.

Le origini

 Nacque in un particolare Martedì Grasso del 1873 su impulsodi una brigata di ricchi borghesi viareggini che erano soliti riunirsi al Regio Casinò e che dettero il via alla tradizione del Corso Mascherato,sfilando per la via Regia (da cui viene il nome del posto : via regis ) con le carrozze addobbate di festoni e fiori.

Con un manifesto spiritoso rogato da un fantomatico notaio Chiassone iniziò la storia del Carnevale di Viareggio allo scopo unico di divertirsi e far divertire

La giuria composta dai signori Imparziale, Intendente e Buongusto, distribuì dopo il Corso del martedì grasso … alla migliore mascherata una immensa quantità di Bottiglie di vini più o meno generosi esteri e nazionali sia bianchi, rosè, neri.

Dopo la pausa della guerra,il Carnevale si è rinnovato ogni anno ,perfezionando la tecnica motoria dei carri e l’uso della cartapesta, tanto da diventare un vero e proprio lavoro di artisti che sono impeganti tutto l’anno per il suo allestimento e la realizzazione di carri, nella Cittadella, che a partire dagli anni 90,è un distretto dove appunto si realizza quanto serve  per il Carnevale.

I carri

I carri,nella loro fantasmagorica apparizione,accompagnati da danze e musiche,con circa 200 figuranti,  sono anche una denuncia sociale e politica e ,dunque,rispecchiano i tempi in cui vengono realizzati. A proseguire questa tradizione ,famiglie che si tramandano il mestiere da generazioni. Anche quest’anno è stato così e in primo luogo sono stati trattati i grandi problemi contemporanei: guerra e ambiente .

Ecco allora il carro “Pace-armata”di Alessandro Avanzini  con la bambina soldato vestita in tuta ermetica ,maschera antigas che sventola vessilli di pace o””Evoluzione della  specie con un  King kong,alto 20 metri  e  il suo esercito di uomini-scimmie a rappresentare l’involuzione dell’uomo con la sua volontà distruttiva del pianeta.  Come sottolineano Umberto, Stefano, Michele Cinquini e Silvia Cirri con  l'”Evoluzione della specie” l’uomo  ha trovato il suo punto di non ritorno

Quest’ultimo ha già suscitato delle critiche da parte degli animalisti,che ritengono degradante per i primati essere associati al regresso e alla distruzione.

 Una macumba per dire basta!”. Fabrizio e Valentina Galli invece immaginano una grande astronave, guidata da Burlamacco e Ondina, pronta a salpare verso un Pianeta Terra 2.0 portando speranze e desideri in un pianeta lontano,migliore del nostro

C’è poi il carro dedicato alla “Depressione” con il suo Pulcinella che abbozza un sorriso dietro el note della canzone “meraviglioso “ di Modugno, come inno ad apprezzare la vita o quello sui veleni che appestano il mondo-E “Meraviglioso” è l’esclamazione del grande Pulcinella che si sveglia dall’incubo della depressione e riscopre la bellezza del mondo,

Jacopo Allegrucci immagina un vecchio cantastorie che irrompe nel Corso Mascherato con il suo carrozzone carico di emozioni e ricordi, per raccontare “Una storia fantastica”: quella dei 150 anni del Carnevale di Viareggio. “

Roberto Vannucci nell’allegoria dal titolo ”Io sono nessuno” vede nei girasoli un simbolo per indicare la strada migliore verso un ritorno alla luce, dopo anni bui e difficili in cui la povertà ha colpito ampie fasce di popolazione.

Direbbe il grande Pirandello che dietro ogni risata c’è l’amarezza di un pianto .Infatti tutta questa allegria nasconde timori, malattie, critica sociale e politica ,come è ,del resto ,nella migliore tradizione burlesca italiana come avevano fatto le maschere della commedia dell’arte

Le  sfilate dei carri in programma sui viali a mare di Viareggio. Oltre a quella del 5, si replicherà domenica 12, giovedì 16, domenica 19, martedì 21 e sabato 25 febbraio. Al termine dell’ultimo corso mascherato saranno decretati i carri vincitori dell’edizione 2023.

C’è anche una lotteria abbinata alla vincita del carro

I rioni 

A Viareggio non si può scindere il carnevale dai rioni che prevedono balli, musiche, cibi e giochi vari. Grandi serate all’aria aperta tra musica e piatti tipici che rappresentano quanto il Carnevale sia nelle vene dei viareggini. Ecco le date dei rioni: Vecchia Viareggio sabato 4 e domenica 5, Marco Polo venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 febbraio, Darsena da venerdì 17 a martedì 21 febbraio, Croce Verde Centro venerdì 24 febbraio. Le feste per i bambini: Campo d’Aviazione lunedì 6 febbraio, Torre del Lago (Gran teatro Puccini, nel foyer) sabato 11 febbraio, Vecchia Viareggio (giovedì 16 febbraio), Varignano (venerdì 17 febbraio), Darsena (sabato 18 febbraio).

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I SEGRETI

Avatar di silviadeangelis40dquandolamentesisveste

E’ nella proiezione d'un riflesso alternativo
lo sfiorare d'onde calme d'esistenza
attirano docili penombre
in quella piazza muta ove si rincorrono
al di là di sguardi altrui... i segreti
(nel buio immenso brillano di luce propria
in quel frizzo d'adrenalina che scatenano
misto a fumi d'arcano)

Celati fanno capolino al rabbuiare del sole
nello scantinato al sapor di ceralacca
catturando quell'intrinseco baleno
che sprizza invincibilità a musicare
una nota in più nell'accordo che intona...
@Silvia De Angelis

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IL DILEMMA, di Silvia De Angelis

Memorie spodestate

dal dilemma forsennato d’abbandono.

S’allinea

senza tregua

nel giorno

cercando un punto o un’insenatura

ove sgusciare

per rendere il dolore insano e acuto

nelle costole fiaccate dall’insidia.

Insidia o liberazione?

Labbra appiccicate al vetro

mantengono la ferita aperta

nel sottintendere roca

l’animosità d’un lato

spostato dalla soglia….

@Silvia De Angelis

ChiaroScuro: A Castiglion Fibocchi parte dal 4 febbraio un carnevale poco conosciuto ma dal volto sorprendente ,Gabriella Paci

 Breve storia del carnevale

Studi  storici ci dicono che il Carnevale derivi dalle feste dionisiache dei Greci ,che i Romani ripresero nelle feste Saturnali ,durante le quali poteva venir commesso ogni eccesso, nel nome del divertimento e della libertà da obblighi .Questo grazie all’uso delle maschere,che celavano l’identità e ,dunque, evitavano la punizione per gli eccessi commessi.

Apuleio, nelle sue “Metamorphosi” narra appunto di gruppi mascherati che portavano in processione un uomo chiamato Mamurio Venturio, coperto di pelli di capra ,colpito con bacchette ,che rappresentava il vecchio anno solare che se ne andava per lasciare posto al nuovo, trasportato su di un altro carro.

La parola “Carnevale “ invece sembra derivare da” Carnem levare” ovvero eliminare dal banchetto la carne, dato che era l’ultimo giorno in cui ,finito il periodo di baldoria, poteva esse consumata prima del periodo di astinenza.

Potrebbe però derivare da “carnualia ovvero giochi di campagna o da carrus navalis ovvero nave su ruote come carro particolare o corteo navale ,di origine prettamente pagana ad indicare appunto i festeggiamenti d’occasione.

I toscani Medici nel XV e XVI secolo organizzavano grandi festeggiamenti  con sfilata di carri ,chiamati “Trionfi”,accompagnati  da canzoni “A ballo “ come quella scritta da Lorenzo il Magnifico “il trionfo di bacco e Arianna”.

I festeggiamenti prevedevano un finale con un fantoccio di sterpi che veniva bruciato. Come simbolo dell’anno vecchio con i suoi guai.La chiesa però si oppose a certe sregolatezze,anche perché il martedi grasso non era il precursore di un periodo di astinenza.

Il carnevale di Castiglion Fibocchi e i figli di Bocco.

Indubbiamente il Carnevale toscano più rinomato è quello della Versilia, nota zona  marittima con Viareggio ma da alcuni anni si è incrementato un altro carnevale, in un bel borgo medievale a pochi km da Arezzo: quello di Castiglion Fibocchi,in zona Valdarno,  che alcuni dicono sia il più antico d’Italia . Il suo nome deriva da signore della zonaOttaviano Pazzi, chiamato “Bocco” per un deformità del volto. Ogni anno oltre 200 figuranti,detti appunto “Figli di Bocco” si esibiscono con il volto coperto da maschere di cartapesta e bellissimi costumi barocchi

Il primo documento che ci racconta l’esistenza di questo antico Carnevale risale al XII secolo, quando Betta di Ardimanno dovette anticipare la data delle nozze con il nobile del Valdarno Guglielmo di Bernardino poiché nel Castello de filiis Bocchi si festeggiava il Carnevale con grandi libagioni, prima dell’inizio della Quaresima.

 E ancora, in un documento del 2 maggio 1174 si legge che in “Castellione de filiis Bocchi”, i bifolchi ed i Signori festeggiavano insieme la “festa de Carnesciale”.

Nel XIV secolo la tradizione fu interrotta,ma rimase nella gente la voglia di ritornare a festeggiare e così nel 1900 fu ripresa con il rito della pastasciutta,cotta nei pentoloni dove i contadini cuocevano i pastoni per gli animali e distribuita a tutti. Vi si aggiunse poi il rito dell”operazione “, tramite il quale si simulava una operazione chirurgica per estrarre da un grosso contenitore, salsicce, prosciutti ed altri cibi del posto.

Fu solo nel 1997 che il Carnevale riprese il suo spirito goliardico e vennero create le maschere con tanto di abiti fantastici,dettati dalla creatività dei suoi abitanti e dalle mani di sarte locali.

Cosa vedere e dove.

Andando a Castiglion Fibocchi ,passeggiando per le stradine del borgo ,si incontrano i 200 figuranti nel loro sfavillare di colori e forme. Ognuna è diversa e ogni volta stupisce la ricchezza dei decori e delle fogge degli abiti,tanto da solleticare anche fotografi professionisti ,che si cimentano nel concorso fotografico “22 sfumature di Bocco”con foto in bianco e nero o a colori .Ogni maschera ha un suo perché e vuol rappresentare qualcosa,come si può scoprire qui:  http://www.carnevaledeifiglidibocco.it/le_mura_castellane.html anche se il re Bocco è il protagonista che apre le porte del borgo e racconta la storia. Maschere bellissime insieme a cibo, musica, balli, sbandieratori, giochi circensi  e arte, che  si sono  meritate  anche il “Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo” e, nell’anno 2014, la prestigiosa “Medaglia del Presidente della Repubblica”.

Il Carnevale dei Figli di Bocco 2023 si svolgerà in due fine settimana e quattro date: 4, 5, 11, 12 febbraio. Quella di quest’anno è la 26ª edizione moderna Puoi vedere la bella scheda descrittiva di ciascuna maschera

Controluce: quando è lo stato a fare usura legale

Date: 4 febbraio 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma . Roma 4 febbraio 2023

Cosa sono i presidi ospedalieri e cosa c’entrano.

Mentre tutto il sistema nazionale crolla, tassi dei mutui altissimi, italiani completamente obnubilati, tartassati, spersonalizzati da tv e social, avvengono cose semplicemente scandalose, emanate come leggi dallo stato. Il servizio delle Iene del 24 gennaio ha scoperto un vero vaso di pandora, che lascia basiti, esterrefatti, tanto è vero che sembra una finzione, una burla.

I presidi ospedalieri sono tutti, ma tutti i materiali che servono a far funzionare un ospedale, indispensabili, essenziali in sala operatoria, tutti i materiali salvavita per operare, senza contare il resto. Io cerco di spiegarlo in modo semplice. L’ospedale di prassi indice un concorso a cui partecipano le ditte che possono procurare presidi ospedalieri. Chi vince l’appalto può fornire i propri presidi. Facciamo conto che un ospedale preveda una spesa di centomila euro, poi capita che, per necessità questo budget venga superato, premetto che la ditta in questione, non può comunque rifiutarsi di fornire il materiale, e questa spesa viene superata anche di altrettante centomila. In ogni fornitura c’è il lavoro di tanta gente, tasse, contributi, costi vari. Ebbene lo stato pretende dalla ditta vincitrice dell’appalto la restituzione delle centomila euro non contemplate dalla prima spesa prevista dell’ospedale. Questo vuol dire che ogni ditta appaltatrice sarà destinata a fallire, chiudere e qualsiasi ditta in futuro potrebbe rifiutare la collaborazione con gli ospedali, In poche parole gli ospedali non potranno curare e operare, perchè verrà a mancare tutto ciò che serve per farlo funzionare. Se gli ospedali superano il tetto della cifra stabilita, è colpa della ditta fornitrice che già paga tasse di suo su tutto ciò che fattura? Certo che no! Poi comodo per lo stato fare leggi su misura che sanno di usura e mettono a rischio posti di lavoro, e provocano la messa all’indice di tante oneste ditte, il fallimento di intere società per una legge ingiusta e assurda.

Una legge del Governo Renzi, nel 2015, introduce il PayBack sui dispositivi medici per le aziende sanitarie. Il Premier Draghi lo rende attuativo prima della sua definitiva uscita da Palazzo Chigi. Ma cos’è il Payback? In sintesi, se una Regione gestisce male la Sanità, si dà un obiettivo di spesa e non lo rispetta sforando tale “tetto”, per legge, a ripianare tale buco di bilancio, devono essere in parte anche le aziende che forniscono Dispositivi Medici.

«Un norma- dichiara Marco Parrivecchio (nella foto), business manager di GM srl- che per 7 anni era stata dimenticata e che in questi mesi si sta abbattendo sulle imprese mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia e centinaia in Sicilia. Una legge all’italiana che fonda i suoi calcoli su una base imponibile indeterminata ed in realtà già tassata. Infatti, non si tratta di una tassa ma di un prelievo forzoso, per cifre molto alte (a volte enormi) che molte piccole e medie aziende non potranno pagare dichiarando fallimento. Pertanto, lo Stato ha creato le condizioni per far fallire le PMI italiane a totale vantaggio delle Multinazionali che producono e pagano le tasse all’estero. Con questa legge si crea disoccupazione e si creano le basi per drenare sempre più ricchezza all’estero».

Oltre 100mila posti di lavoro a rischio e circa 3,6 miliardi di euro di liquidità che verrà sottratta alle imprese medie e piccole. Banalmente la prima delle conseguenze sarà la sospensione della fornitura di molti Dispositivi Medici (per buona pace dei pazienti che ne hanno bisogno). Ovviamente, da subito, vengono sospesi investimenti in Ricerca e Sviluppo nonché viene interrotto il finanziamento di Eventi Formativi (Corsi e Congressi).

«Ci chiedono di restituire i soldi con cui hanno acquistato, in virtù di regolari gare pubbliche, i dispositivi medici che abbiamo regolarmente fornito. È un meccanismo assurdo- continua l’imprenditore palermitano- Alle aziende vengono chiesti i soldi per ripianare i bilanci delle aziende sanitarie che vengono completamente deresponsabilizzate in questo processo». Una questione di responsabilità quindi che viene rimpallata fra governo, regioni e direzioni sanitarie.

«Se le aziende italiane devono pagare i debiti della mala gestione della Sanità pubblica allora vogliamo essere coinvolte, con pieni poteri, nella gestione delle stesse. Pagare debiti fatti da Direttori Generali che non abbiamo contribuito a nominare e ripianare sforamenti di spesa di piani sanitari che non abbiamo creato noi (e per i quali nemmeno veniamo consultati) è una norma senza alcuna logica, simile ad alcune leggi da regime totalitario».

Il meccanismo del Payback ha messo in subbuglio anche la politica. La Sardegna ha sospeso il provvedimento fino alla sentenza del TAR e in tutte le altre regioni il dibattito è accesissimo.

«Ho letto- conclude Marco Parrivecchio- che un emendamento per la sospensione è stato proposto anche all’Assemblea Regionale Siciliana. Chiedo al Presidente Schifani di prendere in seria considerazione la proposta al fine di tutelare il sistema sanitario siciliano e soprattutto la salute delle persone. Le aziende di forniture medicali vogliono contribuire alla crescita della qualità della sanità siciliana. Per raggiungere questo obiettivo ci devono essere le condizioni di sopravvivenza. Diversamente il Payback sarà una nuova pandemia per la sanità».

DISPOSITIVI MEDICI, IL PAYBACK SLITTA AL 30 APRILE

Più tempo per le aziende fornitrici di dispositivi medici per adempiere all’obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa. Incontro in Commissione Affari e Sociali del Senato con una delegazione Fifo Confcommercio- Aforp.

25 gennaio 2023

Le aziende fornitrici di dispositivi medici dovranno adempiere all’obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa  posto a loro carico per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, effettuando i versamenti in favore delle singole regioni e province, entro il 30 aprile prossimo invece che entro il 31 gennaio come originariamente previsto. Lo dispone un decreto legge approvato dal Consiglio dei il 10 gennaio scorso.

Il 25 gennaio scorso, una delegazione di Fifo Confcommercio-Aforp è stata ricevuta, a Palazzo Madama, dal presidente della Commissione Affari Sociali e Sanità, Francesco Zaffini, e dal Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione, Ignazio Zullo“L’incontro – ha commentato il presidente Fifo Sanita, Massimo Riem – è avvenuto in una logica di proficua collaborazione. La sensazione è che ci sia una forte attenzione al tema da parte del Governo e delle forze politiche, con un interesse e una voglia a trovare la soluzione migliore. Resta un tema non facile da risolvibile, ma constatiamo una grande  apertura a lavorare insieme con l’obiettivo di tutelare tutte le PMI del nostro settore dei fornitori di dispositivi medici”.

“L’ascolto di questo Governo – ha aggiunto la presidente Aforp, Grazia Guida – ci rende fiduciosi in una possibile soluzione del problema payback, per questa grande criticità che investe il nostro comparto e soprattutto per le PMI, che senza un adeguato provvedimento, vedrebbero svaniti anni di sacrifici e di investimenti e crollerebbe l’economia portante del nostro Paese. Noi continueremo a difendere i nostri diritti fino a raggiungere il risultato, che speriamo possa arrivare, coscienti che faremo fino in fondo la nostra parte”.

 

Il payback mette a rischio il sistema sanitario nazionale

Nella manovra economica il Governo non ha affrontato il tema del payback mettendo così a rischio il Sistema Sanitario Nazionale. Fifo Sanità, la Federazione italiana fornitori ospedalieri aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ribadisce così il rischio concreto di un’imminente mancanza di dispositivi medici negli ospedali e lancia l’allarme per l’intera tenuta del settore. La norma costringe le aziende fornitrici di dispositivi medici a pagare 2.1 miliardi di euro entro il 15 gennaio, con conseguente fallimento per centinaia di pmi che distribuiscono a tutti gli ospedali d’Italia dispositivi salvavita e altro materiale per il corretto svolgimento delle attività chirurgiche.

“Siamo inorriditi – dichiara il presidente Massimo Riem – per quello che potrà accadere se la norma non sarà superata. Stiamo parlando di una certezza, non una possibilità. Mancheranno dispositivi medici come strumenti chirurgici e diagnostici. Chiediamo al Governo, che in queste ore sta lavorando alla manovra, di superare la norma o almeno garantirne la sospensione”.

“Abbiamo lavorato e lavoreremo – conclude Riem – per tutelare il futuro prossimo delle pmi che rappresentiamo, e soprattutto la tenuta dell’intero Sistema Sanitario Nazionale. Il Governo ci dia ascolto per evitare un pericolo concreto e incombente per la salute dei cittadini. Di fronte a questo rischio, la politica non può girarsi dall’altra parte”.

Fifo Confcommercio e Confindustria Dispositivi Medici sconcertati: “mai fatto accordi sul payback”

“Siamo sconcertati dalle dichiarazioni che giungono da alcuni esponenti delle Istituzioni regionali che parlano di ‘accordo con le associazioni di categoria’ in riferimento al payback sui dispositivi medici”. Così la Federazione Italiana Fornitori in Sanità, aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, e Confindustria Dispositivi medici che ricordano che il payback resta un’imposizione di legge che richiede coattivamente parte di compensi precedentemente concordati secondo gare d’appalto regolarmente aggiudicate. Nessuna azienda, ribadiscono le due Associazioni, può sopportare tali richieste per entità e tempistiche.

“Dopo mesi di proposte e di richieste di aiuto alle istituzioni rimaste inascoltate, siamo sbalorditi dalle dichiarazioni in merito a un’intesa con le associazioni che rappresentano le aziende del comparto. È, inoltre, da rilevare l’assoluta illegittimità e incostituzionalità di questa misura che distrugge una filiera cruciale per il Sistema Sanitario Nazionale”, aggiunge Massimo Riem, presidente di Fifo Sanità.

“Restiamo sconcertati – dichiara Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi Medici – di fronte alle false dichiarazioni di una parte della classe politica che parla addirittura di un precedente accordo con le associazioni di categoria sul payback, senza considerare le catastrofiche conseguenze che questo avrà sulla salute dei cittadini. Vorremmo piuttosto poter discutere col Governo e le Regioni una soluzione”.

L’allarme era già stato lanciato dalla Federazione il 6 dicembre scorso nel corso di una conferenza stampa a seguito dell’approvazione nel Decreto aiuti bis della normativa sul payback che obbliga le aziende del comparto a rimborsare il 50% delle spese effettuate in eccesso dalle regioni. Per FIFO Sanitàil provvedimento mette a rischio il tessuto dei fornitori ospedalieri, composto nel 95% da micro, piccole e medie imprese, con oltre 100mila lavoratori coinvolti. Dispositivi salvavita, strumenti per dialisi, valvole cardiache, protesi e ferri chirurgici: sono solo alcuni dei dispositivi medici che potrebbero mancare negli ospedali a partire da gennaio.

Strumenti che potrebbero mancare negli ospedali in caso di stop forniture
Sterilizzatori
Prodotti per circolazione extracorporea
Protesi cardiache 
Valvole cardiache
Stent coronarici e cardiaci
Dispositivi protezione per radiologia e radioterapia
Protesi ortopediche
Stent vascolari
Dispositivi per traumatologia (ossa)
Ventilatori polmonari per rianimazioni, terapie intensive, reparti Covid 
Strumentario e ferri chirurgici
Disinfettanti e antisettici
Accessori per radioterapia
Camici monouso
Garze, bende e cerotti
Dispositivi per dialisi
Dispositivi salvavita
Dispositivi per pronto soccorso

 

NB. Tempi per stop alle forniture – Il lasso di tempo tra la chiusura delle imprese e la fornitura dei dispositivi può variare da pochi giorni a qualche settimana

 

La stima dell’impatto del payback 2015-2020 sulle imprese

Sulla base dei dati resi pubblici dalla Corte dei Conti (che, per quanto riguarda i tetti di spesa 2015-2020, ha ripreso quelli dei due Accordi Stato-Regioni sopracitati), FIFO ha stimato lo sforamento della spesa e il payback a carico delle imprese fornitrici del SSN.

La spesa è cresciuta nell’arco di tempo considerato del 18,3%, passando da 5,8 miliardi di euro nel 2015 a 6,8 nel 2020. Nell’ultimo anno, in particolare, la spesa è cresciuta del 7,3%, pari in valore assoluto a oltre 460 milioni di euro.

Dati i tetti lo sforamento complessivo è cresciuto nell’arco dei sei anni considerati sia in valore assoluto che in percentuale della spesa ammessa. Complessivamente il payback che le aziende sono tenute a pagare ammonterebbe alla cifra “monster” di 3,6 miliardi di euro, che confrontata alla spesa annua pubblica in dispositivi medici ne rappresenta ben oltre il 50%.

Sforamento nella spesa a livello nazionale e relativo al payback complessivo

Valori in milioni di euro e in %

 201520162017201820192020
Tetto di spesa4.8004.8564.9254.9625.0115.261
Spesa effettiva5.7825.8385.9866.2266.4306.842
Sforamento (mln.euro)1.0411.0521.1051.2871.4191.642
Sforamento (in %)21,721,722.425,928,331
Payback416474553643710821

Fonte: Elaborazioni FIFO Sanità su dati Corte dei Conti (2020, 2021) e Accordi Stato-Regioni 2019

 

Riem: “Centinaia di aziende saranno costrette a chiudere”

Come Federazione che rappresenta le pmi in Sanità – ha detto il presidente di FIFO, Massimo Riem – siamo assolutamente d’accordo a perseguire una spesa pubblica razionale e oculata. Ma questo obiettivo non può passare per una deresponsabilizzazione degli amministratori e un tracollo del tessuto delle pmi italiane. Con l’attuazione del payback centinaia di aziende saranno costrette a chiudere, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Le imprese non saranno più in grado di fornire dispositivi medici, a gennaio ci troveremo davanti a una crisi senza precedenti da un punto di vista economico e sanitario”. “Chiediamo la cancellazione di questa norma – ha concluso Riem – che è inapplicabile e chiediamo l’apertura di un tavolo di discussione con il governo”. 

https://www.confcommercio.it/-/fifo-su-payback#:~:text=Pi%C3%B9%20tempo%20per%20le%20aziende,una%20delegazione%20Fifo%20Confcommercio%2D%20Aforp.

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 24 gennaio 2023.

# 2 dell’assenza di Sebastiano A. Patanè Ferro

Ricordo di un poeta che stimo

Avatar di almerighialmerighi

Ricordo di un poeta che stimo

Mi colse di sorpresa quella potatura fuori stagione
la clamorosa ascensione della radice ancora colma d’acqua
e progettati e attesi sottorami ora divorati dall’assenza
Quanto ti somiglio adesso padre mio, quanto sono te!

E con tutte quelle lune e quelle barche dove vado senza direzione
se non verso un dolore sistemato dietro la ringhiera…
Mi gira attorno il gelsomino e quell’abbraccio perso nell’ultimo cuscino
senza più parole dietro la scatola piena di polvere soltanto

Sfumature in trasparenza nessun enigma chiara aritmetica
giustificatore dell’inesperienza… la roba le api e tutto quel ferro la campagna
sintomi del malessere tardivo del tempo ormai andato del poco ripetuto
ed io, solo di metafora accorcio la distanza

Non ci sarà per simmetria nessuna ricorrenza lungo la piena che mi travolgerà
cosi come io stesso sarò altrove quando mio figlio chiederà di me

*

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PASSATAMEPO,di Silvia De Angelis

Credo che tutti, nel corso della nostra vita abbiamo visitato un mercatino…..un mercatino

qualsiasi di abbigliamento, di antiquariato, di “carabattole” e  via dicendo.

Rispecchia davvero, un fascino particolare il clima del mercatino, con un’infinità di bancarelle

cariche di merce di tutti i tipi, e in cui puoi trovare le cose più impensate, per te, o per fare

un regalino diverso.

Esistono mercatini rionali, che in diversi giorni della settimana espongono capi sempre diversi,

e adatti al tipo di stagione che si sta vivendo, e mercati particolari aperti solo in alcuni periodi

dell’anno con articoli più sofisticati e costosi.

In ogni caso, in questi divertentissimi luoghi, chi ha fantasia riesce a “scovare” di tutto anche a

prezzi piuttosto accessibili, con una spietata concorrenza ai negozi e alle vendite online.

Personalmente ho “catturato” una bellissima borsa viola, che cercavo da diverso tempo in

una  tonalità carica, e di genere un po’ casual, con all’interno una pochette in tinta, davvero

meravigliosa, che in estate rifinisce, e rende più fascinosi molti abiti.

Gli esercenti di questo tipo di commercio ,sono persone affabilissime, e capaci a rifilarti qualsiasi

cosa, promettendo sconti megagalattici, e qualità imbattibile del prodotto…qualche volta è vero!

Il mercato di Porta Portese a Roma, aperto la domenica è un luogo immenso, e rinomato, infatti

vi si trovano oggettistica, abbigliamento nuovo e usato, casalinghi, scarpe, accessori, giocattoli

e gli oggetti più disparati, per chi è alla ricerca di cose originali e di figura.

Insomma questi luoghi sono una divertente attrattiva e un rappresentano un modo per trascorrere

ore spensierate….ma attenti alla tasca!@Silvia De Angelis