Poeti: CRISTINA CAMPO, La tigre assenza, Adelphi, 1991. Recensione di Elvio Bombonato

Cristina Campo – Wikipedia

Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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E’ LA SUA VOCE

Scioglie il suo nastro azzurro primavera

nuovamente nell’aria.

Dolci, noti profumi,

rigano di presagi la campagna.

Trasognate viole

chiedono di sbocciare. –

Ascolta: un tocco d’arpa, chissà dove!

Primavera, sei giunta! E’ la tua voce!

CRISTINA CAMPO, La tigre assenza, Adelphi, 1991

Cristina Campo (Bologna 1923 – Roma 1977) fu una traduttrice eccelsa. Poetessa solitaria, riservata, “di natura anacoretica”, coltivava il culto per i mistici, come l’inglese del ‘600 John Donne e lo spagnolo Juan de la Cruz. Fu amica e sodale di Mario Luzi, Elémire Zolla, Roberto Bazlen. Questa lirica è la traduzione di una poesia dello scrittore tedesco Eduard Frederich Morike (1804 – 1875); concentrata e criptica, consta di 4 endecasillabi e 5 settenari, metricamente perfetti, in assenza di rime. La parola chiave, primavera, apre e chiude. Notevoli: Scioglie il suo nastro azzurro (il cielo); rigano di presagi; trasognate viole chiedono di sbocciare; un tocco d’arpa, chissà dove! L’ultimo verso ripete il titolo. Commento con una doppia citazione: “Poesia è l’arte di caricare ogni parola del suo massimo significato” (Ezra Pound) e “che ogni parola abbia un sapore massimo” (Simone Weil).

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