Il 13 settembre 1928 moriva Italo Svevo,lo scrittore che ha messo a nudo la fragilità dell’uomo moderno e che è più che mai attuale,Gabriella Paci

(Arezzo)

Italo Svevo è stato lo scrittore, che con Pirandello, ha denunciato l’incapacità dell ‘uomo moderno di relazionarsi ed inserirsi  nella società

Svevo partì da una formazione culturale essenzialmente naturalistica ed è indiscutibile che nei primi romanzi ci siano diversi richiami alla letteratura del verismo  e del naturalismo : l’impegno nella descrizione di differenti categorie sociali, l’attenzione ai particolari minuti caratterizzanti un personaggio, la capacità di rappresentazione completa della figura umana, l’attenzione con cui viene reso un ambiente,nei suoi aspetti popolari e borghesi.

Ma tutto questo serve fondamentalmente a riflettersi nell’interiorità dei personaggi determinandone l’ambiguo rapporto col mondo esterno.

La novità di Svevo consiste proprio nell’attenzione che egli accorda al rapporto personaggio – realtà e alla scoperta della fondamentale falsità di questo rapporto.

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Alfonso Nitti e Emilio Brentani rispettivamente protagonisti dei romanzi “Una vita “ e “Senilità”si autoinganno poiché non riescono a dominare la realtà né a raggiungere  i loro obiettivi: sono degli inetti a vivere che con una serie di espedienti psicologici e pragmatici tentano di averla vinta ma essi saranno comunque sempre dei perdenti,degli anti-eroi ,degli inetti a vivere appunto.

Ma è con “La coscienza di Zeno”ovvero il diario che Zeno Cosini tiene,su consiglio del suo psicologo,S ,(Svevo stesso o Sigmund Freud’?)che Svevo giunge al suo apice. Qui subentra anche il rapporto con la nascente psicoanalisi che si rivela  incapace di sanare le difficoltà esistenziali in quanto in grado solo di dare la consapevolezza e ,dunque farci riuscire ad essere meno rigidi,più capaci di assecondare i mutamenti delle circostanze  e dunque, in un certo senso,migliori dei “sani” ,cristallizzati nei loro formalismi e dogmi.

I tre romanzi di Svevo costituiscono una sorta di trilogia narrativa, che in progressione sviluppa una tematica spirituale a sfondo autobiografico la quale tende non tanto ad una narrazione oggettiva dei fatti quanto a cogliere, attraverso un’analisi spregiudicata, i recessi più segreti e inconfessabili della coscienza. Per questo i protagonisti dei tre romanzi, Alfonso Nitti, Emilio Brentani, Zeno Cosini, appaiono sostanzialmente affini. Essi sono vinti dalla vita, uomini incapaci di vivere se non interiormente, intenti a sottoporsi ad un continuo esame e a sondare i meandri più segreti del loro Io, incapaci, specie i primi due, di inserirsi e di intervenire attivamente nel mondo. La senilità diviene consapevolmente un momento non solo cronologico, ma ideale dell’esistenza umana e diviene il simbolo di una radicale assenza dalla realtà, icona dell’incapacità di dominarla e trasformarla .Nessuno dei due riesce a progredire nel lavoro di impiegato né sul piano affettivo – personale e la loro inettitudine è ancora più rimarcata dalla presenza di un uomo forte e volitivo,che si contrappone a loro rimarcandone appunto la debolezza.

Nel romanzo viene anche a perdersi la dimensione temporale poiché ricordi e tempo presente assumono un durata del tutto soggettiva,dovuta cioè all’intensità con cui è vissuto dal protagonista stesso con  valutazioni dovute alle progressive modificazioni che quel ricordo ha assunto alla luce delle esperienze posteriori, con un notevole complicarsi dell’impostazione della trama e della tecnica narrativa

Una novità è anche la tecnica del monologo interiore ,portata avanti in modo continuo,anche  per contaminazione con l’amico scrittore irlandese James Joyce, che era anche suo insegnante di inglese ,dato che Svevo commerciava anche con l’estero e doveva sapere l’inglese.

Insomma, narrando oggi i fatti di ieri, Zeno scardina le categorie temporali in quanto il fatto o l’atteggiamento psicologico si presentano sfaccettati, con una contaminazione di presente e passato e con una molteplicità di variazioni.

Abbiamo come conseguenze principali il dissolversi del personaggio; infatti lo scrittore tradizionale ce lo presentava oggettivamente come una realtà autonoma, mentre ora questa realtà del personaggio la vediamo nel suo divenire.

 C’è chi sostiene che i suoi personaggi rispecchino anche lo stesso Svevo e in parte è vero perché se Svevo è un marito appagato e un industriale di successo, come i primi due personaggi,ambisce la ruolo di scrittore di fama,che gli sarà quasi del tutto negata durante la sua vita, per essere conclamata invece, dopo la sua morte ,avvenuta per incidente automobilistico il 13 settembre 1928

Ma è una società come l’attuale che ha ridotto così l’umanità e potrebbe produrre la catastrofe, come si capisce dall’ultima pagina del romanzo “la coscienza di Zeno”

«la vita attuale è inquinata alle radici […]. Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo […]. Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca a chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione alla sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che la forza dello stesso, ma oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione naturale. Altro che psico – analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie ed ammalati. Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie»

C’è chi sostiene che i suoi personaggi rispecchino anche lo stesso Svevo e in parte è vero perché se Svevo è un marito appagato e un industriale di successo, come i primi due personaggi, ambisce la ruolo di scrittore di fama,che gli sarà quasi del tutto negata durante la sua vita, per essere conclamata invece, dopo la sua morte, avvenuta per incidente automobilistico il 13 settembre 1928

Italo Svevo

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