Un grandssimo della nostra letteratura
Mese: marzo 2023
punti d’amore
con gioia pericolosamente tendente allo straripamento

LA FRETTA, di Silvia De Angelis

Siamo sempre portati a voler risolvere una qualsivoglia controversia della nostra vita il più
presto possibile , anche se, raggiungere questo ambito traguardo non è sempre facile.
Soprattutto quando siamo vittime di una malessere fisico, ci barcameniamo, in un qui di rapidissime soluzioni mediche, per tornare quanto prima in ottima forma.
Purtroppo non sempre il nostro organismo, è disposto a venirci incontro, e impiega un tempo molto diverso dalle nostre aspettative, mettendoci davvero in crisi.
Non siamo educati mentalmente a saper attendere i tempi giusti di ogni cosa.
Anche nell’apprendimento di nuove mansioni lavorative, pretendiamo di ottenere, dei risultatistupefacenti, subito dopo che ci è stato spiegato in che consiste il nostro campito.
Non ci rendiamo conto che solo con l’esperienza, e la pratica quotidiana, saremo in grado di svolgerlo nel modo migliore e di essere veramente soddisfatti del nostro operato.
Anche nei sentimenti vorremmo avere a portata di mano la persona giusta, quanto prima, per poter trascorrere indimenticabili momenti intinti in grandi emozioni.
Purtroppo non accade quasi mai con rapidità.
E’ bene coltivare la pazienza, e attendere con calma che ogni cosa della vita si attui al momento giusto, senza voler precorrere le stagioni, che anticipate, potrebbero riservare sgradevoli sorprese…
Il discorso non è di facile portata, ma col ragionamento, e la tenacia, si sarà in grado di fare dei passi avanti, e di affrontare qualsiasi situazione nel suo giusto equinozio….
@Silvia De Angelis
Eventi: Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023 con l’artista Letizia Caiazzo
Letizia Caiazzo


Nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Agiografia/Iconografia 2023 – POESIA E ARTE
“Chi ha due tuniche, darà a chi non ne ha” Luca γ’11 La WRITERS CAPITAL FOUNDATION è orgogliosa di annunciare la Biennale di International Hagiography/Iconography Awards 2023 con l’obiettivo di evidenziare l’agiografia che instilla la Parola Divina e l’Amore di Cristo per l’uomo e la promozione dell’arte dell’iconografia.
Presentiamo la partecipazione alla Biennale 2023 Agiografia Iconografia Internazionale dell’ artista Letizia Caiazzo.
LETIZIA CAIAZZO
Residente a Pian di Sorrento (Na), Artista, Poetessa, Saggista, Diploma Accademico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, da sempre ha coltivato la passione per l’Arte che ha profuso, in qualità di Docente e per decenni, a generazioni di giovani. Molto attenta alle varie espressioni artistiche, ha sperimentato le tecniche più svariate, proponendosi e imponendosi anche nella Cyberpittura. Tale percorso eclettico e multivalente, intrapreso con forza, determinazione ed eccellenti scaturigini dell’estro, le ha permesso e le consente tutt’oggi d’essere protagonista di Grandi Mostre e Cataloghi d’Arte inerenti e, inoltre, d’essere lei stessa organizzatrice e collaboratrice di Mostre ed Eventi con relative pubblicazioni, per la promozione dell’Arte, della Letteratura, della Pace e della Solidarietà. Le sue opere pittoriche sono anche presso Musei, Gallerie, Collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.
Numerose anche le opere letterarie in cui, da sola o con altri Autori, ha dimostrato d’essere valida Poetessa, pluripremiata in Italia e all’estero poiché in grado di emozionare fortemente i fruitori con liriche su vari temi, dall’amore ad un purissimo erotismo, da scenari naturalistici a un rigoroso ed esemplare impegno sociale.

Titolo dell’opera: Icona n.1 cm. 20×30 Digital Painter
Eventi: Letizia Caiazzo partecipa alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023 della Writers Capital Foundation
Magia Nera di Anne Sexton
Notissima poetessa americana

Una donna che scrive è troppo sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Come se mestrui bimbi ed isole
non fossero abbastanza,
come se iettatori e pettegoli
e ortaggi non fossero abbastanza.
Crede di poter prevedere gli astri.
Nell’essenza una scrittrice è una spia.
Amore mio, così io son ragazza.
Un uomo che scrive è troppo colto e cerebrale,
quali fatture e feticci!
Come se erezioni congressi e merci
non fossero abbastanza;
come se macchine galeoni
e guerre non fossero già abbastanza.
Come un mobile usato costruisce un albero.
Nell’essenza uno scrittore è un ladro.
Amore mio, tu maschio sei così.
Mai amando noi stessi,
odiando anche le nostre scarpe,
i nostri cappelli,
ci amiamo preziosa, prezioso.
Le nostre mani sono azzurre e gentili,
gli occhi pieni di tremende confessioni.
Ma quando ci sposiamo
ci abbandoniamo ai figli, disgustati.
Il cibo è troppo e nessuno è…
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MENTE STANCA, di Silvia De Angelis

Il nostro cervello è sottoposto a una serie di notizie, nell’arco della giornata, e non sempre del tuttopositive. Queste informazioni provengono, sia dal mondo esterno, che dai dintorni del proprio ambiente.
Di certo la nostra mente farà una cernita cercando di distinguere le notizie più urgenti, alle quali bisogna provvedere in un tempo breve, e mettendo da parte, per modo di dire, quelle che considererà rimandabili e meno degne di un’attenzione subitanea.
Non ci siamo mai chiesti, in realtà, quanto il bombardamento di comunicazioni che riceviamo, sia cospicuo e, in un certo senso disordinato. Infatti il nostro io dovrà effettuare un certo assetto dell’attimo, cercando di dare la precedenza a quegli interventi, per cui occorre la nostra veloce presenza, e “riassemblare” gli altri, per cui anche un tempo non precoce sarà giusto per ottemperare all’evento che si presenta.
Naturalmente non abbiamo tutti lo stesso tipo di atteggiamento in queste occasioni della vita. Infatti le persone ansiose, e dinamiche, si metteranno subito in movimento, con adeguati ragionamenti, per dar
corso ad azioni mirate nel significato e nell’intervallo d’agire, mentre gli individui più calmi e superficiali si prenderanno del tempo, e nella maggior parte dei casi, si muoveranno nel termine ultimo dell’episodio.
Un altro discorso vale per l’apprendimento di notizie d’attualità, più o meno gravi, per le quali l’attenzione si fa forte, per un certo periodo, poi quando la mente non ne può più, di incamerare fatti negativi, di
qualsiasi genere, cerca di isolarsi o di cambiare argomento, per difendere quel lato interiore di positività, o buona speranza, che in molte circostanze, sa consigliare nel modo migliore.
@Silvia De Angelis
Vertigine alla ribalta di Nicole Brossard
Nicole Brossard

il futuro sarebbe poesia sarebbe
occhi di silenzio e di aeroporti
occhi curiosi di velocità e di immenso
luglio ci renderebbe fertili
con leggi dimenticate che sfiorano le nostre guance
e insieme una folla di esistenze
tante vite utili alla vita
ben presto il mondo sarà riempito dalle nostre braccia
mutando senza sosta
noi avremo un falso aspetto
e la preoccupazione di fermare
nel cuore e nelle orecchie
le sillabe colmate di vissuto
non tocchiamo il silenzio
è la nostra riserva di speranza
funzione che rigenera il futuro
una fervida attesa che pazienta
sotto le nostre palpebre
*
Lucia Triolo; qualcosa da tacere
“I miei misteri, penzolano
all’aperto in terrificata preoccupazione”
(A. Rosselli, “preferiresti vedermi friggere nella minestra?”
da Sonno).
sono poliglotti i silenzi
parlano molte lingue
e ignorano
i segreti del mestiere
mai visto un silenzio che
stia zitto!
non sapevo fossero
autobiografici:
come in una tirannica alchimia
resta di noi alla fine qualcosa
da tacere

Il cibo è poesia: il pomodoro

Date: 14 marzo 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Marina Donnarumma. Roma 14 marzo 2023
La psicologia del colore è legata alle emozioni e i significati dei colori possono variare
anche a seconda delle culture. I colori hanno degli impatti sul nostro cervello
e la psicologia dei colori diventata essenziale per il neuromarketing.
Lo scopo è di studiare le reazioni del consumatore alla vista di un certo colore.
Molti pittori hanno utilizzato il colore per esprimere la spiritualità dell’anima, con l’armonia
deicolori. I colori esprimono delle emozioni ben precise, come i lineamenti del viso.
Parlerò di un colore preciso, il rosso. Ad esempio la rabbia è rossa, ma oltre che l’odio
rappresenta l’amore ed è un colore che spicca più di ogni altro.
Il rosso è il cuore, il sangue, le passioni violente, l’energia, il desiderio.
Un colore che viene usato per attirare l’attenzione, viene rappresentato anche come colore
di pericolo.
Io trovo che il rosso sia ” hot” ed è un colore che adoro, nel mio guardaroba ho molti vestiti
rossi, tacchi, stivaletti rossi, giacche rosse. Un colore emozionante, eplosivo, sensuale,
passionale. Il rosso ti veste in modo emozionale, emana presenza, emana luce.
Una rosa rossa, una ciliegia, rossa, una fragola rossa, un rossetto rosso, unghie laccate
di rosso, un bicchiere di vino rosso, lava rossa incandescente, tramonto rosso.
Il rosso è una poesia di amore, rabbia, furia, passione, ma è anche pomodoro rosso.
Impazzisco per il rosso e per il pomodoro, un calice di sauvignon blanc che esprime potente
la foglia del pomodoro. La fresella con i pomodorini, inondazione di olio evo, basilico
abbondante, olive di Gaeta. La salivazione aumenta, se poi aggiungi il peperoncino fresco,
le papille vanno in visibilio.
La mia discendenza è napoletana, il peperoncino e il pomodoro dovunque.
Tagliolini al pomodoro fresco, pizza margherita, alla marinara. Il pomodoro fa da padrone
ovunque e il suo aspetto, rotondo, oblungo, piccolo, grande, rigato, poesia pura per gli
occhi, per il cuore, per il sapore. Esistono tante qualità di pomodori, anche gialli.
Un orto di pomodori è qualcosa di sublime, in mezzo ad una folta vegetazione spiccano
lucidi, polposi, poetici. Pomodoro e sole, pomodoro e amore.
Pomodoro ed emozione, fame, tanta fame e tanto basilico.
Il pomodoro, un nobile che fa da padrone in ogni piatto, mai una nota stonata.
Uno spartito musicale che rende armonica ogni cucina.
Ode al pomodoro
Un estate adolescente con pezzi di frutta nei capelli,
Un sole che sa di pomodoro rosso maturo,
un tramonto che sorge dalla terra
con mazzi di basilico, pioggia di origano
e aglio sfrigolante.
Pomodori lucidi di olio, nevicati di sale
e fiori di capperi.
Grappoli del piennolo agli angoli delle porte di legno antico,
Alle persiane grigie di tempo
spiccano rossi ad asciugare.
Cesti di pomodori,
dopo il crepuscolo,
come lampade accese,
capaci porcellane di Vietri ricamate,
spaghetti di grano e acqua corrente,
arrotolati in punta di forchetta,
un ode alla terra e ai suoi pomi d’oro. Iris G. DM
Per finire una mia ricetta sul pomodoro molto semplice.
Io amo i pomodori rossi, polposi, carnosi. I miei preferiti i san marzano e i piccadilly.
Lavare i pomodori, togliere la parte del picciolo, tagliarli a pezzi. Mi raccomando in
un insalatiera di ceramica bianca.
Condirli con sale, olio evo, cipollotto fresco di tropea, olive se volete, tanto basilico.
Girare il tutto con delle posate degne di tale piatto e servire con abbondante pane
casareccio a fianco. Buono per mangiarli e scarpettare il tutto.
Bon appetit.


Articolo di Marina Donnarumma Roma 14 marzo 2023
Il colore della poesia: Iris G. DM

Date: 14 marzo 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica
Pochi mi conoscono,
ma la primavera si ricorderà di me,
una collana di margherite
che profuma di camomilla,
una cravatta di farfalle,
millefiori di dolcezza e nostalgia.
Il vento, scivoloso muschio,
la battigia color cammello,
morbida ed intonsa.
Le impronte svaniscono
nella terza onda,
le conchiglie sbiancano
come occhi ciechi,
cristalli di calcio,
giglio delle dune di marzo,
ai lati del leccio piccole viole.
Tra le dita migliaia di granelli,
disegno una vela,
il vento la porta via.
Ingoio troppe parole,
la gola graffia e fa male,
L’albero delle nespole
è ancora verde,
le fragole hanno macchiato
il bianco del mio vestito,
Io sono ancora ad osservare
La mia primavera,
non è ancora 21,
se devo morire lo voglio fare ora. Iris G. DM

GUFO REALE

Eccellente notturno rapace stupendo ipnotico strigiforme. Territorio nidifica europeo Tipico ruotante tondo capo frontali immobili occhi aranciati. Sfoggia due appariscenti ciuffi Rilevante corpo fiero spicca taciturno volo montando feroci artigli su sensibili vista e udito TEMIBILISSIMO PREDATORE Predilige boschi e piccole pareti rocciose. Intere ingoia prede preferendo piccoli mammiferi Non teme rivali Solitario e stanziale volatile non migratore sofferma personale territorio cacciando notturne ore Affascina suo atavico canto d'amore. Schiusa delle uova piccoli sopravvissuti godono duratura aspettativa di vita @Silvia De Angelis
Anselmo Pagani presenta: “Un’impresa rara e mirabile”, “un bellissimo inganno”, “un’azione degna dell’antica Roma”.

Date: 14 marzo 2023Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Articolo di Anselmo Pagani, 14 marzo 2023
“Un’impresa rara e mirabile”, “un bellissimo inganno”, “un’azione degna dell’antica Roma”.
Sono le definizioni date, rispettivamente, da Niccolò Machiavelli, Paolo Giovio e Luigi XII di Francia di quello che oggi chiameremmo piuttosto eccidio o strage efferata.
Ad idearla fu Cesare Borgia, alias “il Valentino”, che, con la scusa di festeggiare il Capodanno del 31 dicembre del 1502, invitò ad un banchetto riconciliatore nel palazzo del Governatore di Senigallia coloro che sapeva essere stati gli ideatori della “Congiura della Magione”, località sul lago Trasimeno dove, nel settembre precedente, era stato ordito un piano, poi fallito, per sbarazzarsi di lui, da poco diventato Duca di Romagna, e restituire ai rappresentanti delle Casate sconfitte (Riario, Manfredi e Malatesta) i rispettivi Stati.
Una volta caduti in trappola, Vitellozzo Vitelli e Oliverotto da Fermo coi cugini Paolo e Francesco Orsini furono arrestati dalle guardie del Valentino, imprigionati e infine strangolati.
Questa la pasta di cui era fatto il ventisettenne Cesare Borgia, figlio naturale dello spagnolo Alessandro VI, eletto Papa nel 1492 al termine di uno dei conclavi più simoniaci della storia.
Creato cardinale dal padre a 18 anni, Cesare capì subito che la carriera ecclesiastica non faceva per lui. Bello, atletico e dotato di una straordinaria forza fisica, riusciva a piegare con le mani un ferro da cavallo e a decapitare un toro con un solo colpo di spada durante le corride.
Le donne se lo contendevano per i suoi modi da gentiluomo, l’aura da tenebroso e il parlare forbito. Deposto il galero cardinalizio, si dedicò anima e corpo al progetto che più gli stava a cuore: la creazione di uno Stato personale, per ottenere il quale il padre non gli fece mancare nulla, attingendo risorse un po’ dovunque pur di costituirgli un patrimonio che gli consentisse di armare un esercito di circa 4.000 mercenari svizzeri, più 2.000 italiani di varia provenienza.
“Gratta” di qua, arraffa di là, Cesare poté così presentarsi alla Corte di Francia nelle fiammanti vesti di condottiero militare nella primavera del 1499 per essere ricevuto come un principe da re Luigi XII, tanto più perché latore di bolle papali quanto mai attese.
L’astuto Papa Alessandro infatti, in uno scambio alla pari con quel sovrano, gli concesse l’annullamento delle nozze con la sterile Giovanna di Valois, così lasciandolo libero d’impalmare in seconde nozze la Duchessa Anna di Bretagna. Inoltre, concesse al suo ministro Georges d’Amboise il tanto agognato cappello cardinalizio, ottenendo in cambio per il figlio Cesare la mano della principessa Charlotte d’Albret insieme alla titolarità del Ducato di Valentinois, che gli sarebbe valso il famoso soprannome.
Rientrato trionfalmente a Roma dalla Porta del Popolo il 26 febbraio del 1500 Cesare Borgia fu onorato dal padre con la nomina a “Capitano generale e Gonfaloniere della Chiesa”, che accrebbe ulteriormente la sua insaziabile ambizione personale.
Sospettato d’aver fatto ammazzare il suo stesso fratello Giovanni, Duca di Gandia, fu il mandante certo dell’assassinio del cognato Alfonso, Duca di Bisceglie e secondo marito della sorella Lucrezia. Miracolosamente scampato ad una prima imboscata, quest’ultimo fu visitato da Cesare che, chinatosi su di lui, gli mormorò sibillino: “Ciò che non s’è fatto a pranzo, si farà a cena”. Pochi giorni dopo fu strangolato nel letto da un sicario.
La rapidità con cui Cesare Borgia conquistò gli Stati di Imola, Forlì, Rimini e Faenza, impressionò moltissimo Machiavelli, che di lui fece il prototipo del suo “Principe”, descrivendone ogni piccolo gesto con un misto di terrore, stupore ed ammirazione.
In politica si sa, però, che la ruota della fortuna può rapidamente girare in senso contrario e così, quando nell’afoso mese d’agosto del 1503 Alessandro VI spirò a causa di un attacco malarico, con la successiva elezione al soglio pontificio di Giulio II Della Rovere per Cesare il passaggio da persecutore a perseguitato fu veloce.
Fuggito prima in Aragona e poi in Navarra, qui trovò la morte trafitto da ventitré colpi di picca di fronte alla città di Viana, il 12 marzo del 1507.
Accompagna questo scritto il “Ritratto di Cesare Borgia”, di Bartolomeo Veneziano, 1510 circa, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Roma.
(Testo di Anselmo Pagani)

Articolo di Anselmo Pagani 14 marzo 2023
Foglio di via di Franco Fortini
Orgoglio della poesia italiana

Dunque nulla di nuovo da questa altezza
dove ancora un poco senza guardare si parla
e nei capelli il vento cala la sera.
Dunque nessun cammino per discendere
se non questo del nord dove il sole non tocca
e sono d’acqua i rami degli alberi.
Dunque fra poco senza parole la bocca.
E questa sera saremo in fondo alla valle
dove le feste han spento tutte le lampade.
Dove una folla tace e gli amici non riconoscono.
*
SU UN LAGO MORMORANTE, di Silvia De Angelis
Dimestichezza e contemporaneità di idee
accresciute nell’opacità
d’un senso assente di brio
rappreso in un fallace pertugio.
Un accadere mal riposto
anche se momentaneo
spezza grappoli di sole
imbalsamati dietro zigomi stupiti.
Sono alla ricerca d’una quieta luna
a specchiarsi sul cristallo
d’un lago mormorante….
@Silvia De Angelis
Tango argentino – di Frida la loka
Lombardia
Un po’ di storia


Il tango è nato sulle rive del Río de la Plata nelle città portuali di Buenos Aires, Argentina e Montevideo, Uruguay, alla fine del 1800. È cresciuto gradualmente fino a diventare una miscela unica di persone e tradizioni musicali che sono cresciute allo stesso tempo . In quel momento, le città portuali hanno ricevuto grandi ondate di immigrazione mentre crescevano rapidamente. Man mano che la popolazione diventava più diversificata, gli stili musicali argentini e uruguaiani (che erano in realtà un mix di musica locale indigena e spagnola) furono affiancati da una vasta gamma di influenze che vanno dal candombe africano e dall'habanera ispano-cubana al valzer europeo, polka, chotis , mazurka e flamenco e dando vita a nuovi generi musicali: prima la milonga e poi il tango.
Ebbe inizio con le classi urbane inferiori, inclusi schiavi, immigrati e classi povere e operaie. La musica e la danza iniziarono a prendere forma nelle strade e nelle case popolari, dove molte persone vivevano insieme in quartieri con aree comuni per socializzare. Il quartiere La Boda di Buenos Aires è stato uno dei luoghi in cui il tango ha brillato di più. All'inizio, questa danza sensuale era famosa nei bordelli, sebbene fosse ballata tra due uomini. In ogni caso il tango aveva una pessima reputazione ed era disprezzato dalle classi superiori.
Tutto questo cambio dopo l'inizio del XX secolo, quando le prime copie del tango scritto hanno viaggiato attraverso l'Atlantico. Il tango divenne molto popolare in Europa dopo la prima guerra mondiale, soprattutto a Parigi, e anche la borghesia cominciò a ballarlo. Da quando la cultura parigina ed europea cominciò ad essere esaltata dalle classi alte di Buenos Aires, il tango iniziò ad essere visto in modo diverso, quindi, un genere che fino ad allora era stato considerato volgare, era stato abbracciato dalla popolazione in generale.
Per quanto riguarda la musica stessa, i primi tanghi erano puramente strumentali. Le prime band di tango erano composte da strumenti portatili: flauti, chitarre e violini; ma questa configurazione si è evoluta nella tipica orchestra, che comprende violini, pianoforte, contrabbasso e fisarmoniche. La fisarmonica, inventata in Germania e portata in Argentina da immigrati europei, divenne lo strumento del tango per eccellenza alla fine del XIX secolo. I cantanti di tango non sono apparsi fino all'inizio del XX secolo, quando hanno iniziato a inserire testi nella musica, incluso il lunfardo: parole gergali molto specifiche influenzate dalle lingue degli immigrati, in particolare l'italiano, che hanno iniziato a far parte dello spagnolo parlato a Buenos Aires.
La prima generazione di musicisti di tango, che suonò dalla fine del XIX secolo agli anni '20, era la cosiddetta Guardia Vieja. Crearono l'identità e la struttura del tango come genere musicale e iniziarono a utilizzare la tipica orchestra. Alcuni dei nomi più famosi in quel momento erano Francisco Canaro, Roberto Firpo e Ángel Villoldo. Divennero famose canzoni come El Entrerriano, Unión Cívica, La morocha, El Choclo o La Cumparsita.
La prima apparizione in scena di Carlos Gardel fu come cantante di tango nel 1917, quando cantò Mi Noche Triste. Il leggendario Gardel è noto per aver inventato la canzone del tango e la sua famosa voce ha avuto un ruolo enorme nella divulgazione del tango. Andò da solista nel 1925 e divenne una star internazionale fino alla sua tragica morte in un incidente aereo nel 1935. Alcune delle sue canzoni più famose furono Volver, Por una cabeza, Mano a Mano, Adiós Muchachos e Mi Buenos Aires querido.
Gardel e la comparsa della canzone del tango segnarono il passaggio tra la Guardia Vieja e la Guardia Nueva, che durò dal 1917/1920 fino al 1955 (gli studiosi di tango differiscono sulle date). Julio de Caro, Carlos Gardel, Sofía Bozán, Aníbal Troilo, Rodolfo Biaggi, Carlos di Sarli, Roberto Goyeneche e Francisco Lomuto sono i rappresentanti di questa generazione. L'ultima parte di questo periodo, quando il tango era già famoso ovunque, fu chiamata L'età dell'oro, e coincise con un importante momento politico con la nascita del peronismo in Argentina negli anni '40.
I club di tango iniziarono a chiudere uno dopo l'altro negli anni '60 e '70, quando la musica rock raggiunse i cuori e le menti degli amanti della musica di tutto il mondo, così il tango fu allontanato dai riflettori. Un artista di tango, virtuoso compositore e fisarmonicista di nome Astor Piazolla, ha reagito reinventando il genere, creando un nuovo tipo di tango chiamato nuevo tango, influenzato dal jazz e da altri stili. Molti puristi hanno criticato Piazolla dicendo che aveva ucciso il tango, ma oggi Piazolla è riconosciuto come uno dei più famosi artisti di tango e uno dei più importanti compositori del XX secolo.
La questione giunse a tal punto che Papa Pio X condannò questo ballo. Inoltre, fu censurato dai governi militari argentini.

Fonti: http://donquijote.org.es , http://todolochic.com
Tua
14 marzo, 2023
Dal blog personale di
Ripubblicato su
Eventi: Biennale 2023 Agiografia Iconografia Internazionale della Writers Capital Foundation International – Gabriella Paci e la sua poesia
Poesia – Preghiera silenziosa alla Vergine Maria

Nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Agiografia/Iconografia 2023 – POESIA E ARTE
“Chi ha due tuniche, darà a chi non ne ha” Luca γ’11 La WRITERS CAPITAL FOUNDATION è orgogliosa di annunciare la Biennale di International Hagiography/Iconography Awards 2023 con l’obiettivo di evidenziare l’agiografia che instilla la Parola Divina e l’Amore di Cristo per l’uomo e la promozione dell’arte dell’iconografia.
Presentiamo la partecipazione alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale della poetessa Gabriella Paci.
Gabriella Paci è nata a Cortona ,in provincia di Arezzo .Ha conseguito la maturità classica nel liceo “F.Petrarca” da Arezzo e la laurea in “storia e filosofia “ nell’Università degli studi di Firenze.
Vincitrice del concorso a cattedre subito dopo la laurea,ha insegnato italiano e storia in un Istituto superiore della sua città fino al 2020.
Da sempre appassionata di letteratura in ogni sua forma espressiva, ha scritto e diretto, a livello amatoriale, alcune commedie realizzate poi a livello scolastico. Ama leggere e viaggiare, meglio se in terre esotiche dove la fantasia è maggiormente sollecitata.
Solo dal 2014 scrive in modo più o meno continuativo, poesie : da quando ha sentito più fortemente l’esigenza di dare voce per condividere emozioni, sentimenti ed opinioni ritenendo la poesia l’espressione più immediata capace di cercare o di dare risposta ad inquietudini ed al fluire del pathos.
Ne sono derivati, nel tempo, raccolte edite :”Lo sguardo oltre…”edito da Aletti nel 2015;”Onde mosse “edito da Effigi nel 2017 ;“Le parole dell’inquietudine “edito da LuoghInteriori nel 2019 ; “Sfogliando il tempo” edito da Helicon nel 2021e “Dissonanze “ edito da Helicon 2023
Tutte le sillogi contengono per la quasi totalità, poesie vincitrici di concorsi nazionali ed internazionali e gli stessi libri hanno ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti tra i quali si annoverano: “Premio Internazionale AUPI “”premio Casentino” premio internazionale Quasimodo “ premio internazionale “Ut pictura poesis “;premio internazionale “Il canto delle muse “”premio “Alda Merini” premio mondiale “Nosside”, Premio “Giglio blu di Firenze “ premio “Apollo Dionisiaco” ecc..per un totale attuale di circa 300 riconoscimenti, molti da podio.
Fa parte di “Italian poetry “ ,di Wiki poesia di cui è membro fondatore, di “Poetas du mundo”e di “Writers capital foundation”
Le sue poesie sia edite che inedite, sono presenti in numerosissime antologie, sul giornale online” Alessandria today “ e sono state pubblicate su riviste letterarie quali “Luogos “ del “Giglio blu di Firenze, Euterpe e ”Buonasera Taranto.”
Scrive anche articoli di cultura e informazione, oltre che nel già citato “Alessandria today “anche su “Alessandria online “ e “la voce agli italiani”.
E’ critica e membro di giurie letterarie.
Preghiera silenziosa alla Vergine Maria
Tu,madre di tutte le madri
sei donna che conosce
il dolore e la solitudine
di tutti i figli qui,sulla terra.
Il tuo sguardo è un manto
sotto cui rifugiarsi nelle notti
scure ,quando il navigare a vista
fa temere ogni tempesta …
Tu sai ,Madre Santa quanta
pena sia il Figlio che s’immola
senza aver alcuna pietà per
salvare tutta questa umanità
che ancora oggi non sa quello
che fa .Ma il tuo sguardo d’amore
mentre tieni in braccio il Signore
ancora bambino è messaggio
che fa salire alle labbra una
preghiera silenziosa rivolta
a te,Vergine Maria,per
la salvezza dell’anima mia.
Eventi: Gabriella Paci alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023

Eventi: Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023 della Writers Capital Foundation – Franca Balla


Nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Agiografia/Iconografia 2023 – POESIA E ARTE
“Chi ha due tuniche, darà a chi non ne ha” Luca γ’11 La WRITERS CAPITAL FOUNDATION è orgogliosa di annunciare la Biennale di International Hagiography/Iconography Awards 2023 con l’obiettivo di evidenziare l’agiografia che instilla la Parola Divina e l’Amore di Cristo per l’uomo e la promozione dell’arte dell’iconografia.
Presentiamo la partecipazione alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale dell’ artista Franca Balla.
Biografia
Franca Balla, nasce a Torino il 04 giugno 1949, dove frequenta gli studi primari poi segue la sua idea, iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti Albertina di Torino. Il famoso pittore futurista Giacomo Balla, nato a Torino il 18 luglio 1871 e scomparso a Roma il 1 marzo 1958, era il cugino diretto del nonno paterno di Franca.
Giacomo Balla, insieme a Gino Severini, Umberto Boccioni e Carlo Carrà, firmò il manifesto del Movimento Futurista.
“Insieme svilupparono la rappresentazione del concetto di movimento attraverso la molteplice riproduzione di un unico soggetto come in una sequenza di fotogrammi.”
Tratto da The Art edito da Mondadori (periodico bisettimanale n. 4 del 25/8/1998).
Franca Balla, dopo il Diploma Artistico, inizia a frequentare la bottega d’Arte del Maestro Giorgio Rocca, per imparare la tecnica della velatura. In seguito, si avvia verso una strada personale, attraverso sperimentazioni e nuove tecniche, affacciandosi dapprima alla pittura Fiamminga poi all’Impressionismo, copiando diversi quadri di Van Gogh, Monet e Renoir, passando poi successivamente al Verismo ed al Naturalismo, con nature morte raffiguranti cesti di frutti, fiori e paesaggi, approdando infine all’Iper-Realismo, tecnica con la quale dipinge attualmente.
Partecipa a diverse mostre personali e collettive, in Italia ed all’estero, ultima tra queste, quella organizzata dal 29 lug al 18 ago 2022 dall’Associazione Artistica Arte e Cultura di Manfredonia, nel Fossato Sud del Castello Svevo – Angioino – Aragonese, dove ha ottenuto consensi sia tra i visitatori, sia dalla Giuria Artistica, che ha apprezzato i suoi lavori di copiatura e non solo.
Dal 14 novembre al 2 dicembre, espone in collettiva alla Galleria delle Cornici al Lido di Venezia, l’opera dal titolo: Silenzio – Il Volo, abbinata ad una poesia scritta dalla Poetessa Dr.ssa Viviana Zanoboni, scomparsa recentemente.
Dal 2 al 15 dicembre, espone in personale, presso la Provveditoria del Comune di Venezia.
Dal 21 dicembre 2022 al 20 gennaio 2023, ha esposto in personale, presso l’Hotel President di Mestre (VE).
A seguire l’ opera con dal titolo
Maria – Madonna bambina
Olio su tela – Anno 1995 – cm 50 x cm 70


Lucia Triolo: c’era una volta
“Da dove venivano? Dal luogo più vicino. Dove andavano?
Si sa forse dove si va?” (D. Diderot, “Jacques le fataliste“)*
“C’era una volta”:
un inizio che
non voglio schivare
c’ero
quella volta
anche se non sapevo
cosa fare
anche se non sapevo
dove andare
Ma chi sa dove va?
Cercavo il mio
mutamento
quello che non appartiene
al sogno
né alla casa dai muri grigi
chi mi avrebbe
narrato con certe
parole
nella vita degli altri?
lui, il narratore sudato di
una trasmissione di
esperienze
di consigli pratici
e volti familiari!
e lui dormiva di buon’ora
mi svegliava
di buon’ora
tra mercanti di ricordi
come le lenzuola
veniva dal luogo
più vicino
e ricominciava:
“c’era una volta”
*”D’où venaient-ils ? Du lieu le plus prochain. Où allaient-ils ?
Est-ce que l’on sait où l’on va ?”

Eventi: Poesia di Antonietta Micali partecipante alla Biennale 2023 Agiografia Iconografia Internazionale – Writers Capital Foundation
Antonietta Micali alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023

Nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Agiografia/Iconografia 2023 – POESIA E ARTE
“Chi ha due tuniche, darà a chi non ne ha” Luca γ’11 La WRITERS CAPITAL FOUNDATION è orgogliosa di annunciare la Biennale di International Hagiography/Iconography Awards 2023 con l’obiettivo di evidenziare l’agiografia che instilla la Parola Divina e l’Amore di Cristo per l’uomo e la promozione dell’arte dell’iconografia.
Presentiamo la partecipazione alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale di Antonietta Micali con la poesia e la biografia.
A Maria
Pura , ancora bambina,
lo sguardo stupito
volto verso l’infinito.
Un angelo t’avvolse
di luce divina,
in grembo portavi la vita
di un figlio che nasce,
per un progetto di Dio.
Maria
negli occhi il bene,
il dolore e la paura,
per il figlio che muore
per redimere il mondo.
Tu, donna prescelta
senza peccato,
dal candido velo
e dal rosso manto
che avvolge
un cuore grande
pieno d’amore.
Antonietta Micali
Antonietta Micali, laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi “La Sapienza di Roma”, dopo la laurea, ha conseguito il Master in Giornalismo Culturale e Comunicazione, un Corso di Perfezionamento di Scrittura e un Corso di Alta Formazione in Scrittura Creativa ed Editing. Impegnata sul versante socio-culturale, si occupa di scrittura da parecchi anni.
È Accademica Tiberina Ordinaria dell’Accademia Tiberina, già Pontificia di Roma, ove riveste il ruolo di Direttore di Dipartimento di Letteratura.
E’ insegnante di Scuola Primaria. Organizza convegni ed eventi culturali. Ha pubblicato testi poetici insieme ad altri autori italiani in svariate antologie con vari editori in Italia e all’Estero, un. saggio storico- religioso “” ed. Andrea Lippolis, “Dedalo e Icaro” ed. Armando Curcio Editore, “Mentre eravamo altrove…” ed. G. Aletti, “Un ballo alla vita” ed. CTL Livorno “e “Il vento scompiglia i pensieri” ed. Armando Siciliano Ha partecipato a svariati concorsi ricevendo menzioni di merito e menzioni speciali tra cui: Milano Art Gallery, Biennale di Milano, Spoleto Arte, Pro Biennale di Venezia aggiudicandosi prestigiosi premi: Premio Canaletto, il Premio Modigliani. E’stata premiata alla Biennale Art Museum di Venezia 2022 e al Gran Prix de la Cote d’Azur affiancando con le sue poesie le opere del noto pittore Athos Faccincani. Ha collaborato al progetto di realizzazione di un’antologia per popoli anglofoni insieme al alcuni amici autori aggiudicandosi insieme a loro il riconoscimento dalla commissione cultura GMGA Publishing il premio come MIGLIORE ANTOLOGIA STRANIERA IN CONCORSO edita da CTL Livorno. Ha realizzato altri importanti progetti editoriali ed ha pubblicato in svariate antologie e riviste letterarie anche estere. Ha intervistato molti autori per l’agenzia editoriale romana TraLeRighe . Con le sue poesie riesce a dare voce alle opere d’arte, infatti, recentemente ha realizzato un progetto di poesia e pittura a Venezia con la nota pittrice Franca Balla. Ha vinto il 3° Premio all’Accademia Euromediterranea delle Arti di Messina. Pochi giorni fa, ha ricevuto il premio Award Women’s 2023della Write Capital Foundation International.
Ama ardentemente la vita e la cultura e pensa che bisogna essere volitivi e determinati nel perseguire i propri sogni, inoltre sostiene che la vita ci indica delle strade sempre nuove e sta a noi saper cogliere le sfide con intelligenza e con amore. E’ Socia Lions Roccalumera Quasimodo ricoprendo la carica di Presidente di Comunicazione.
Eventi: Biennale Agiografia Iconografia Internazionale della Writers Capital Foundation con Antonietta Micali
Eventi: Antonietta Micali partecipa alla Biennale 2023 Agiografia Iconografia Internazionale della Writers Capital Foundation

Carlos Gardel con poesie di Juan Rodolfo Wilcock
Ascolta e Leggi
Vieni con me non dico, dico portami.
Davanti a un Santo o a una Madonna chi
direbbe, «vieni, andiamo in Tunisia»?
Ma se l’immagine se ne andasse in giro
chi non vorrebbe accompagnarla, chi?
A trenta metri vedo molto bene,
vorrei seguirti sempre a trenta metri,
e a volte, presso un fiume o una fontana,
avvicinarmi a tanto irraggiamento,
se dormi, se riposi, se sorridi,
per poi la sera chiudermi nel buio
e accertare che splendo anche da solo
e che al di sopra del registratore
col nastro inciso con la tua voce
si addensano apparenze luminose
che in altri tempi si chiamavano angeli,
forme sospese, spiriti apprendisti
che da te vogliono in quei rari paraggi
imparare purezza e tenerezza,
ritegno, verità e altre arti angeliche
mai viste insieme, né in quei luoghi né altrove,
o come si asservisce una nazione
abbassando le palpebre semplicemente.
Preghiera al…
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Lucia Triolo: curve cieche
Mi scuserete se arriverò tardi.
Viaggio in una vita di curve cieche.
Dietro ogni curva c’è sempre
un’ ipoteca sul futuro,
un lasciare l’ora e qui.
Qualcosa che sa di
esilio.
O forse ci sei tu in jeans?
Potessi saperlo,
saprei come affrontarla,
la curva bastarda

Il cancello – di Frida la loka
Lombardia

Dietro; tutto è un mistero
Lo si percepisce nell'aria densa
La brezza spettina dolci e affascinanti chiome
Mentre il silenzio abbonda
Un paradiso racchiuso
Tranne che per gli uccelli
Grandi stormi
Disegnano maestose coreografie
Precipitando in paradiso
Si fiondano, decisi
Fraseggi da lontano si avvicinano
suoni accattivanti,
Annunciano il loro ritorno
quasi un jazz
Melodie uscite in armonici ritmi
Sull'erba, sui fusti, sulle coppe
trovano il mana, banchetto celebrativo
Finalmente sono qui, ancora una volta
L'orologio determina il tempo, come in una danza
A ciclo continuo
Cieli blu coloreranno arcobaleni!
E ancora un giorno saremo felici
Mentre il cancello chiuso, resterà.
Tua
8 marzo, 2023.
Blog personale
Ripubblicato su
ATTIMO ROSSO

Scivolo sull’essenza della morte proponendo un patto di resa a cospargere la pelle di parole. Muta a riparare contrasti d’ombre chiede in prestito alla vita taciturna l’eccedenza d’un bagliore. Nella rugiada della prima luce oltre oscure lame di buio medito su sangue e ossa ignorando l’attesa di quell’attimo rosso nascosto che mi sorprenda…. @Silvia De Angelis
A palazzo Bonaparte, a Roma, una mostra da non perdere: 50 opere di Van Gogh, il pittore impressionista che fece della pennellata la sua vita.Gabriella Paci
La vita
Vincent Van Gogh nacque il 30 marzo 1853 a Zundert, nei Paesi Bassi. Era figlio di un pastore protestante e durante l’infanzia si sentì un sostituto di un fratello morto un anno prima,di cui ebbe il nome.Fu un ragazzino taciturno e poco amante degli studi che abbandonò a 15 anni.
Nel 1869 cominciò a lavorare come apprendista presso un aimpoertante compagnia internazionale di commercio d’arte a L’Aia dove lo zio Vincent era socio.Amava quel alvoro perché amava l’arte dei pittori come Rembrandt e i paesaggisti francesi.Da l’Aia fu trasferito prima a Bruxelles e poi a Londra dove ebbe una crisi amorosa a causa del rifiuto di matrimonio di Eugenie Lover,figlia della sua affittuaria. Trasferito dalla compagnia a Parigi,venne poi licenziato.
Decise allora di seguire il padre e si iscrisse ad una scuola evangelica ma non fu ammesso alla facoltà di teologia per cui andò come missionario evangelista a Wasmes in Belgio,dove si prese cura dei minatori fino a trascurare se stesso:fu qui che disegnò “I mangiatori di patate”,opera poi tra le più celebri.
Tornato a casa nel 1880 decise di dedicarsi alla pittura, dipingendo con realismo il mondo degli svantaggiati e come punto di partenza,si concentrò sui pittori realisti francesi. Caratteristica di questa fase l’uso di colori cupi e di scarsa illuminazione come nel “Tessitore”.Era supportato per le strette necessità dal fratello Teo,che,tra l’altro si proccupò di trovargli una compagnia in Paul Gauguin che andò a convivere con Vincent nella “Casa gialla ,così chiamata per il colore della facciata.
Ben presto il carattere deciso ed insofferente di entrambi, provocò attriti e Van Gogh arrivò minacciare Gauguin con un rasoio, tranne poi pentirsi e recidersi l’orecchio sinistro da offrire come discolpa all’amico, che inorridito, lo considerò un malato di mente. Di questo episodio ci restano due autoritratti :in uno di Vincent che ha un orecchio bendato,fuma malinconico la pipa.
Theo, preoccupato per la fama di squilibrato che il fratello si era fatto,lo convinse a farsi ricoverare nell’ospedale di Arles dove dipinse una gran quantità di quadri . Nel maggio 1889, spaventato all’idea di non poter più lavorare, lui stesso si fece ricoverare a Saint Remy -de Provence dove restò per un anno.
Aveva conosciuto e frequentato a Parigi gli impressionisti francesi e i puntinisti e la sua pittura,sia per l’influenza di questa scuola, sia per la sua indole irrequieta e visionaria, rappresenta un esempio altissimo dell’arte impressionistica.
Negli ultimi anni della sua vita,la sua instabilità si accentuò e aveva profonde crisi anche se la sua produzione, tranne brevi pause,andava avanti.
A 37 anni, un colpo di pistola pose fine alla sua vita .Anche in questa occasione Theo gli fu vicino fino alla morte. Restano dubbi sul suicidio perché quello sparo all’addome e il mancato ritrovamento dell’arma hanno posto domande senza risposta.
La produzione artistica.
Dal suo intenso rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una rassegnata quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne che si occupano di lavori domestici o curve nel trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno;umili personaggi colti nella loro abitudinarietà.
La sua mano coglie dunque l’intensa osservazione della realtà più umile del tempo
Particolare importanza riveste il periodo parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di immagini vibranti anche cromaticamente,come confermano i numerosi autoritratti ,che sono la voglia di lasciare traccia di sé,nella convinzione di una maggiore capacità rappresentativa ,anche della figura umana.
È di questo periodo l’Autoritratto a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza,colta da pennellate rapide,vibranti che danno l’idea della sua tumultuosa anima .
Il colore diventa protagonista a partire dal 1887 ,forse per l’influenza del colore e dell’aria del sud e ne sono esempi “Il seminatore “ , “il giardino dell’ospedale di Saint-Remy”o il burrone “ dove si riaffacciano però i fantasmi della sua anima nella voragine e nel “Vecchio disperato “chesimboleggia tutta la sua disperata solitudine.
La fama post-mortem
Grazie ad una nobildonna “Helene Kröller-Müller che era la moglie del ricco imprenditore olandese Anton Kröller, la collezione di Van Gogh fu salvata ed esposta .
Nata in una famiglia di industriali tedeschi, non era cresciuta in un ambiente particolarmente sensibile all’arte e iniziò ad apprezzare l’arte moderna quando aveva già superato da molto i 30 anni. Così tra il 1907 e il 38 cominciò a collezionare dipinti di ,Picasso,Mondrian,Signac Seurat, Redon e Van Gogh di cui era rimasta colpita vedendo “ I girasoli”.
Comprava dipinti come fossero oggetti come accessori e ne fece una collezione che solo dal 1913 rese aperta a visitatori selezionati. La scelta di Helene Kröller-Müller fu decisiva comunque per la conoscenza e l’apprezzamento dell’arte moderna da parte del pubblico.. Nelle lettere al fratello Theo e nelle opere di Van Gogh,fino allora semisconosciuto, la donna ritrovò lo stesso suo travaglio interiore. Anche lui si era liberato dalla fede intesa in senso tradizionale e da una ritualità borghese, non a caso il suo fervore religioso non è immediatamente percepibile nei dipinti.La scelta del pittore non fu dipingere scene religiose ma la vita tormentata di tanti.
L’idea di costruire un museo fu dettata dall’incontro con Bremmer ,suo maestro d’arte e primo estimatore di Van Gogh. Helene ,inoltre, contrasse una grave malattia che la portò, una volta superata,a voler lasciare una traccia di sè .
Subito dopo la Grande Guerra la Kröller-Müller incaricò l’architetto e artista belga Henry Van de Velde di costruire un immenso museo nelle sue proprietà . Purtroppo la sua impresa fu destabilizzata da una grave crisi economica ma l’esposizione delle opere in Europa e in America incrementarono le sue finanze e la fama dell’artista e così la donna potè realizzare il suo museo di cui divenne direttrice.
Per comprendere Van Gogh Helene studiò Spinoza d si sforzò di vedere Dio nella natura nella realtà quotidiana.
Secondo Helene l’arte moderna rappresentava una transizione ‘dal visibile all’Assoluto’. Selezionando pezzi di periodi e stili diversi, desiderava evidenziare questo movimento dal ‘realismo’ all’‘idealismo’, ovvero all’astrazione. Apprezzava molto il lavoro di artisti astratti come Picasso e Mondrian, ma il top per lei erano quelle opere capaci di stare in equilibrio tra i due poli. Nella sua visione i dipinti di Van Gogh erano il massimo esempio di questa sintesi.
La mostra di Roma
La mostra,dunque ,offre una panoramica utile a comprendere l’artista anche nei suoi risvolti personali e privati che emergono,oltre che dalle sue opere, dalle seu azioni e dal suo pensiero, noto attraverso al fitta corrispondenza con l’amato fratello Theo,che lo supporterà in ogni senso fino alla sua tragica morte,arrivando a comprender anche la sua decisione, poi fallita,di sposarsi con una prostituta incinta e madre di una bimba.
La mostra,attiva da ottobre , è stata prolungata fino al 6 maggio sembra che siano state 70mila le prevendite dei biglietti registrate prima dell’inizio della mostra. Esistono diverse tipologie di biglietti con i rispettivi prezzi, molte riduzioni previste per particolari fasce di popolazione. In biglietteria, il costo di ogni ingresso è di 18 euro l’intero e 16 il ridotto. L’acquisto on line come spese di prevendita: prevede un sovrapprezzo di euro 1,50 : l’intero, quindi, costa 19,50 e il ridotto 17.50, mentre la visita guidata, dalla durata di 80 minuti, 25 euro a persona.
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L’ERRORE, di Silvia De Angelis

Siamo tutti soggetti a commettere degli errori nel corso del nostro viaggio su questa terra.
Alcuni di essi sono facilmente recuperabili, altri meno…..o forse per nessun motivo!
Naturalmente non è facile diventare vittime di un danno gravoso, perché suscita in noi un forte risentimento, ma talvolta la nostra mente si incaponisce col pensiero fisso su quell’evento, che diviene davvero insopportabile.
Chi sbaglia, non sempre è deciso ad ammettere di aver fallito e, talvolta, assume degli atteggiamenti poco chiari, o addirittura di indifferenza, per sminuire la rilevanza dell’episodio di cui si è fatto artefice.
La vittima, secondo me, se il danno che ha subito è riparabile, dovrebbe cercare di distrarsi, volgendo altrove il pensiero e minimizzando l’entità dell’accaduto.
Quando capitano, invece, dei fatti gravissimi, e senza soluzione, si passa alle vie legali, che in questo turbolento paese hanno la caratteristica di durare interi decenni e di addivenire a risultati non sempre soddisfacenti.
In realtà è sempre difficile il tipo di atteggiamento da assumere quando si è vittime di comportamenti distorti, che ci creano un disagio nel quotidiano, perché il nostro animo è visibilmente turbato e lascia trapelare, in qualsiasi azione, un senso di innato nervosisimo.
Ma questi accadimenti fanno parte, anche essi, della nostra vita, che ritengo sia una vera avventura, da affrontare quotidianamente con forza e molta pazienza, se si vuole giungere ad un’equlibrata meta
@Silvia De Angelis
Dialogo tra Gandalf e Pipino sulla morte – pubblicato da Frida la loka
Dal Signore degli anelli (Il ritorno del Re)
Lombardia
Pipino: non credevo sarebbe finita così...
Gandalf: finita? No, il viaggio non finisce qui...la morte è soltanto un'altra vita. Dovremo prenderla tutti. La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre, e tutto si trasforma in vetro argentato. E poi lo vidi...
Pipino: cosa, Gandalf? Vidi cosa?
Gandalf: bianche sponde e al di là di queste, un verde paesaggio sotto una lesta aurora.
Pipino: beh, non é così male!
Gandalf: no. Non lo è...
Buona domenica
Tua
12 marzo, 2023
Dal blog personale di
Ripubblicato su
Eventi: Writers Capital Foundation Internazionale – Preeth Nambiar – Irene Doura-Kavadia assegnano 20 Awards Women’s 2023
20 Donne dal mondo vincitrici del prestigioso Awards Women’s 2023



WRITERS CAPITAL FOUNDATION ANNOUNCES INTERNATIONAL WOMEN’S AWARDS 2023 WINNERS
La Writers Capital Foundation è orgogliosa di annunciare i nomi delle vincitrici delle
“International Women’s Awards 2023”,
che riconoscono e celebrano i risultati eccezionali delle donne in vari campi, tra cui Scienza, Arte, Istruzione, Affari e Attivismo Sociale.
I Premi vengono assegnati nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna, che mirano a promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne in tutto il mondo. Dopo aver ricevuto numerose nominations da tutto il mondo, la Fondazione è entusiasta di annunciare le seguenti vincitrici:
Aggeliki Kompocholi, Greece
Antonietta Micali, Italy
Bozena Helena Mazur Novak, Poland
Cristina Pizarro, Spain
Elham Hamedi, Iran
Elisa Mascia, Italy
Eralieva Umutkan Polotovna, Kyrgyzstan
Harinder Cheema, India
Irma Bacci, Italy
Kasturika Mishra, India
María Margarita Salirrosas Sánchez, Peru
Mou Modhubontee, Canada
Panagiota Zaloni, Greece
Patricia Magdalena Soto Vieyra, Mexico
Pipina D. Elles, Australia
Shalini Yadav, India
Stella Sorotou, Australia
Tanya Ivanova, Bulgaria
Vicky Papageorgopoulou, Greece
Zoe Valaoriti, Greece
La Fondazione porge le sue più sentite congratulazioni a tutte le vincitrici e riconosce il duro lavoro, la dedizione e i risultati che hanno portato loro a ottenere un prestigioso riconoscimento.
“Siamo onorati di riconoscere queste donne eccezionali che hanno dato un contributo significativo nei rispettivi campi. I loro successi servono come fonte di ispirazione e motivazione per le donne di tutto il mondo e speriamo che il loro successo incoraggi più donne a perseguire i propri sogni e ad avere un impatto positivo”, ha affermato il portavoce della Writers Capital Foundation.
La Writers Capital Foundation riconosce l’importanza dei contributi delle donne in vari settori e ritiene che sia imperativo riconoscere e apprezzare lo stesso.
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The Writers Capital Foundation is proud to announce the winners of its International Women’s Awards 2023, which recognize and celebrate the outstanding accomplishments of women in various fields, including science, arts, education, business, and social activism.
The awards are given as part of the International Women’s Day celebrations, which aim to promote gender equality and women’s empowerment around the world. After receiving numerous nominations from across the globe, the foundation is thrilled to announce the following winners:
Aggeliki Kompocholi, Greece
Antonietta Micali, Italy
Bozena Helena Mazur Novak, Poland
Cristina Pizarro, Spain
Elham Hamedi, Iran
Elisa Mascia, Italy
Eralieva Umutkan Polotovna, Kyrgyzstan
Harinder Cheema, India
Irma Bacci, Italy
Kasturika Mishra, India
María Margarita Salirrosas Sánchez, Peru
Mou Modhubontee, Canada
Panagiota Zaloni, Greece
Patricia Magdalena Soto Vieyra, Mexico
Pipina D. Elles, Australia
Shalini Yadav, India
Stella Sorotou, Australia
Tanya Ivanova, Bulgaria
Vicky Papageorgopoulou, Greece
Zoe Valaoriti, Greece
The foundation extends its warmest congratulations to all the winners and recognizes the hard work, dedication, and achievements that have earned them prestigious recognition.
“We are honoured to recognize these outstanding women who have made significant contributions in their respective fields. Their accomplishments serve as a source of inspiration and motivation for women around the world, and we hope that their success encourages more women to pursue their dreams and make a positive impact,” said the spokesperson of the Writers Capital Foundation.
The Writers Capital Foundation acknowledges the significance of women’s contributions in various sectors and believes that it is imperative to acknowledge and appreciate the same.
Eventi: Dalla Writers Capital Foundation Internazionale- Preeth Nambiar – Irene Doura-Kavadia: 20 nominations Awards Women’s 2023


Ciò che occorre è un uomo di Carlo Betocchi
Caposcuola dei poeti ermetici

Ciò che occorre è un uomo
non occorre la saggezza,
ciò che occorre è un uomo
in spirito e verità;
non un paese, non le cose
ciò che occorre è un uomo
un passo sicuro e tanto salda
la mano che porge, che tutti
possano afferrarla, e camminare
liberi e salvarsi.
Dal definitivo istante
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