Racconti: La zizzania e il grano, Antonino Salsone

La zizzania e il grano.

Il grande compositore Giacchino Rossini, ne “Il Barbiere di Siviglia”, fu geniale nel far cantare a Don Basilio l’aria principale:

“La calunnia è un venticello

Un’arietta assai gentile

Che insensibile, sottile, leggermente

Dolcemente incomincia a sussurrar …..”.

Tanti sono i Don Basilio che purtroppo incontriamo nella vita, suggeritori occulti di trame e infamie che aiutano gli altrettanto numerosi Don Bartolo a porsi da occulto ostacolo tra noi e i nostri desideri.

Nulla di male, ovviamente, se chi nutre desideri simili o uguali ai nostri agisce a volto scoperto e ha la fortezza di misurarsi. A questi “avversari” coraggiosi e leali va portato rispetto perchè loro lo portano.

Ma se invece essi si mascherano da Don Basilio e Don Bartolo e cercano di combatterci con l’insinuazione, con la maldicenza e, peggio ancora, con la menzogna, fabbricando accuse consapevolmente false e spargendo infamie per recarci danno e infamare la nostra reputazione, come reagire?

L’atteggiamento da adottare non è quello di raccogliere la zizzania, cioè di combatterla mettendosi sulla stessa lunghezza d’onda ed entrando così in un circolo vizioso che può solo danneggiare il nostro operato. Il giusto atteggiamento è quello di non darle credito, di non lasciarsi condizionare.

La zizzania ha il fine di farci perdere la rotta, di allontanarci dal nostro sentiero; compito nostro è non cadere in questa trappola, mantenendoci fedeli a noi stessi e continuando per la nostra strada.

Se poi il calunniatore non demorde, non ci resta che separare la zizzania dal grano: teniamo il seme buono e consegnamo senza tentennamento la calunnia e il calunniatore al giudice, che sa come trattarli e punirli.

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