
Quanto tempo ci vorrà, di Luigi Gilio
Quanto tempo ci vorrà
Quanto tempo ci vorrà per conoscerti, cercarti in questo arido vento e tra foglie cadenti e stelle filanti, tra nuvole cariche e pioggia elettrica con l’aria che condensa le parole da usare per invitarti a ballare, ad abbracciare la notte e sentire il rumore dei tuoi occhi.
Quanto tempo ci vorrà per capirti, par sapere del tuo cuore, il gioco delle ombre e delle paure e i vestiti che indossi sempre più diversi, sapere della tua umanità e raccogliere i frutti, pensare ad esserci d’aiuto senza farne un bando, salire le scale e coprire tutto d’amore.
Quanto tempo ci vorrà per ritrovarti, nonostante non è non più l’età dei difetti e delle virtù, il coraggio di sopportare gli sbalzi e le malinconie di un carattere umorale che annebbia le voglie, che allontana il desiderio di volerti stare accanto, che allontani la porta al sordo pianto.
Il tempo è quello che trovo da sempre e so che è un unguento che lenisce le ferite, che scherma il dolore e che tonifica i ricordi. Il tempo è un liquido dal sapore, a volte amaro, a volte dolce, si fa bello senza nessun pudore, padrone irriconoscente di ogni amore.