Il cibo e i poeti, a tavola con Trilussa

Il cibo, il vino e gli umani vizi sono amabilmente raccontati da Trilussa, sagace, pungente, preciso e lucido se non attratto dalle lusinghe del nettare degli dei.
Al secolo Carlo Alberto Salustri (1871-1950).
Un interprete divertente ed acuto della romanità, dei vizi e e delle virtu’ della bella capitale. Tanti gli scritti, i sonetti in romanesco, i detti, le massime e le poesie, che parlano di cibo e problematiche sociali.

La madre panza

Vedete quel’ometto sur cantone
che se guarda la panza e se l’alliscia
con una specie de venerazzione?
Quello è un droghiere ch’ha mischiato spesso
er zucchero còr gesso
e s’è fatta una bella posizzione.
Se chiama Checco e è un omo che je piace
d’esse lasciato in pace.
Qualunque cosa che succede ar monno
poco je preme: in fonno
nun vive che per quella
panzetta abbottatella.
E la panza j’ha preso er sopravvento
sur core e sur cervello, tant’è vero
che, quanno cerca d’esternà un pensiero
o deve espone quarche sentimento,
tiè d’occhio la trippetta e piano piano
l’attasta co’ la mano
perché l’ajuti ner raggionamento.
Quanno scoppiò la guerra l’incontrai.
Dico: – Ce semo… – Eh, – fece lui – me pare
che l’affare se mette male assai.
Mò stamo a la finestra, ma se poi
toccasse pure a noi?
Sarebbe un guajo! In tutte le maniere,
come italiano e come cittadino
io credo d’avè fatto er mi’ dovere.
Prova ne sia ch’ho proveduto a tutto:
ho preso l’ojo, er vino,
la pasta, li facioli, er pecorino,
er baccalà, lo strutto…. –
E con un’aria seria e pensierosa
aggricciò l’occhi come pe’ rivedé
se nun s’era scordato quarche cosa.
Perché, Checco, è così: vô la sostanza,
e unisce sempre ne la stessa fede
la Madre Patria co’ la Madre Panza.

*Gran poeta Trilussa, sagace, originale, il primo ad usare la satira per evidenziare le ingiustizie e il malcostume del suo tempo.
Anch’egli amante della buona tavola e del vino di cui ha scritto molto per poi esprimere verità più amare e profonde sulla differenza tra ricchi e poveri. Qui descrive un personaggio alquanto attuale, per Checco ormai il mondo si riduce ai suoi bisogni di “Panza” quindi venisse la guerra, poco importa avendo già arraffato ciò che ha potuto.

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