L’Italia è un Paese in rovina, di Pier Carlo Lava

L’Italia non è un Paese Giusto

di Pier Carlo Lava

In Italia lo stipendio dei lavoratori è fra i più bassi in Europa, le pensioni di molti sono da fame, nel contempo negli ultimi 30 anni nonostante le crisi i ricchi sono diventati sempre più ricchi mentre la massa è diventata sempre più povera, per non parlare dell’evasione fiscale record, della corruzione, della criminalità organizzata, ecc. 

Il mondo delle imprese e per quanto gli concerne anche lo Stato sono miopi e arroganti in quanto se venisse concesso uno stipendio adeguato ai lavoratori questi si troverebbero con più soldi in tasca che ovviamente aumenterebbero i consumi a vantaggio di imprese, commercianti, ristoranti, bar, alberghi, ecc. ecc. ecc.

Ma purtroppo l’Italia in particolare in questi ultimi 20/30 anni “Non è più un Paese giusto”

La classe politica nostrana è sempre peggio rispetto al passato, ora quasi tutti pensano più alla propria poltrona che al bene del Paese e degli italiani, in particolare nei riguardi dei ceti più deboli. 

I politici fanno promesse elettorali pur sapendo che saranno irrealizzabili e quindi non le mantengono quasi mai e nonostante questo grazie alla memoria corta degli elettori vengono rieletti.

Occorre ricordare che in occasione delle elezioni le decisioni vengono prese nelle segrete stanze dei partiti che ovviamente non danno spazio ai giovani… forse l’unico movimento politico che in questi ultimi 10 anni lo ha dato anche se poi hanno commesso qualche errore per inesperienza, ma va sottolineato senza episodi di corruzione… e con l’obbligo di soli due mandati… è stato il M5S. 

La vergogna delle multinazionali e l’impotenza dell’Europa.

Le multinazionali per evitare di pagare le tasse ricorrono alla manipolazione dei prezzi: se un’entità nella filiera gonfia i suoi prezzi, aumenta i costi per la fase successiva della produzione, riducendo il profitto e dunque la tassazione nella giurisdizione dello stabilimento successivo.

Come fanno le multinazionali ad eludere le tasse e a scampare alla morsa del fisco? Un report del Peterson Institute for International Economics ha illustrato con chiarezza il meccanismo utilizzato tramite cui queste grandi imprese riescono a non rispettare i propri obblighi fiscali. O meglio a rispettarli solo in parte. Le modalità sono essenzialmente due: la manipolazione dei prezzi e la vendita dei beni immateriali. La nuova proposta, nata in seno all’OECD, dovrebbe perlomeno limitare questo “mal costume”, ma nuovi espedienti potrebbero essere utilizzati dalle multinazionali per fuggire, ancora una volta, al fisco.

Foto: italiachiamaitalia

La colomba pugnalata, di Pietro Citati

La colomba pugnalata, di Pietro Citati

Il Caffè Letterario

@SalaLettura

Citati è un incisore che s’incanta del lavoro del suo bulino, un gioielliere che incastona pietre preziose, un intarsiatore che conosce tutte le sfumature dei legni …, un mosaicista che trae da un testo…tessere luminose per combinarle in un modo sintetico, un miniaturista che inserisce colori sulla foglia d’oro della pagina. Ne risulta un’opera dedalea,rabescata,che richiama le miniature Moghul, i mosaici minuti, miracoli dei mosaicisti romani del primo ‘800:son colori assortiti a colori, pietruzze sapientemente selezionate” —Mario Praz #TuttoCitati

Festival mondiale di Arti e Sculture PIAF 2022

Joan Josep Barcelo presenta alcuni artisti del Festival PIAF 2022

Grande successo del Festival mondiale PIAF 2022 Arti e Sculture per i numerosi artisti partecipanti.

L’arte, la musica e la poesia uniscono le anime meravigliose dell’Universo, siamo tutti una piccola goccia necessaria dell’oceano.

http://nonsolopoesiarte.art.blog/2022/08/02/festival-mondiale-di-arti-e-sculture-piaf-2022/

Davanti al mare,Gabriella Paci

Mentre ascolto la voce del mare

rastrello pensieri arenati sulla riva

lambita da un falso sole d’inverno.

Resta aquilone vivente un gabbiano

sospeso controvento nell’aria:

sa che non è tempo di resa

ma di attesa paziente che

la stagione delle burrasche

 riporti a terra i corrotti relitti

prima del caldo sole che fa brillare

la sabbia lucente della prospettiva.

La distesa del mare è orizzonte

dove immergere gli occhi per

sentire nel cuore il battito

dell’onda su cui navigano,

 sfidando pescatori esperti,

tempeste e arenili sabbiosi,

le barchette di carta dei desideri.

La menzogna ha il vestito della verità. Iris G. DM

La verità, mi domando dove sia! Per me la verità è bianca o nera, senza sfumature. La vita è diversa è colorata è piena di colori, sfumature, luce. In Platone la verità è concordanza è la parola che la traduce la verità,, è svelatezza,, Platone dice.. Che l’essere vero di qualunque cosa è che esso, in ciò che dice, concorda con la cosa su cui dice qualcosa. In questo senso la verità risulta essere conformità con la cosa, concordanza con essa. In greco questa parola,, è svelatezza,,. Molti ostentano di sostenere la verità ma, purtroppo capita che anneghi in un mare di menzogna. Quello che fa male che quando incontri un amante della ricerca della verità ne rimani affascinata è a priori credi fiduciosamente a tutto ciò che dice, che legifera. La verità, una parola che spesso è solo mistificazione ma che sostieni con forza perché è l’unica alternativa alla vita. La verità è in punta a un fucile quando smetti di dirla parte un colpo è tutto viene massacrato. Quando credi in colui che la sostiene e ti chiede fiducia incondizionatamente pensi che la verità è la persona sono tutt’uno. Anche perché fidarsi è aprirsi, mettere le tue emozioni, i tuoi sentimenti, la tua intimità nelle mani di chi ha la tua fiducia a trecento sessantasei gradi. Che bello fidarsi! Lasciarsi cullare da parole che corrispondono, hanno concordanza con i fatti. Poi ti domandi quali fatti? Li hai visti? La verità è stata in azione? La concordanza? Quindi cerchi di giustificare il legiferatore di verità, mille scuse, un Odissea di promesse mai mantenute. Mille problemi, mille scuse, mille vittimismi, mille martiri, eppure la verità è sempre una sola, una sola. La verità è concordanza tra parole è azione. Allora ti domandi come è possibile aver creduto per tanto tempo a un mistificatore? Non lo so, non lo saprò mai, perché la menzogna è senza parole. La menzogna tace e si veste da tragedia greca per giustificare l’assenza di verità. Esatto l’assenza, senza giustificare nulla. La strada comoda della menzogna, rivestita di pietre che bruciano l’anima. La verità sarà sempre un punto interrogativo, non saprei mai dove inizia o finisce la verità o la menzogna. Qualcosa su cui meditare ma, senza risposte, perché la menzogna non ce l ha e la verità richiede coraggio, molto che, pochi possiedono. Ora mi domando perché accade tutto questo? Un quesito che mi dilaniera’l’anima tutta la vita. Spesso la menzogna viene accompagnata dal silenzio, menzogna e codardia tutto uno. Chi conosce la filosofia, sa che la ricerca della verità è importante ma, che soprattutto abbia concordanza, chi studia e conosce ciò, legge ma non capisce, non capisce il significato della verità. Allora, come direbbe il filosofo, non leggere ciò che non comprendi, non sostenere ciò che non capisci, magari leggi ,, Topolino, più a portata. Iris G. DM

art. Marina Donnarumma

Il colore della poesia Iris G. DM

Dalla mia riva risalgo al cielo,

prego la mia fede di darmi un angelo,

un angelo che sia mio amico,

che possa prestarmi le sue ali

e vedere il paradiso

Sono legata alla terra,

all’odore fresca di zolla,

di umori di bosco.

Sono legata alle cinture dei miei fianchi,

ai miei vestiti

che scendono di seta.

Dal mio cuore

Vedo il mio volto riflesso nello specchio,

il mio scialle sacro,

di lino scarlatto.

Gli occhi con ombre scure

E il bianco della mia pelle,

piccoli segni che il tempo passa.

Non so perché!

Rivoli lievi traboccano

e bagnano senza senso

lo smalto dei miei piedi.

Partono dagli angoli ,

segnano umidi il mio naso

e il riflesso appannato del mio specchio..

Il mio scialle rosso,

non basta a coprire la solitudine,

il mio angelo non mi consola!

Non lo vedo,

non lo sento.

Un soffio d’ali sospira

La teatralità dei gesti

E la mia anima sussulta

Nell’abbraccio delle sue ali.

Ho bisogno di appoggiarmi al suo petto,

ancora bambina,

con l’odore di talco

e di fiori della mia acqua. Iris G.DM

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Il colore della poesia Iris G. DM

Ho quel vestito che ha tanti bottoni,

88 bottoni,

52 bianchi e 36 neri.

Ottantotto volte che le tue dita,

mi sfiorano la schiena,

Ottantotto brividi

e io che ancora lo tengo su.

Ti vedo, dallo specchio,

dietro di me,

e ogni volta un bacio,

ottantotto volte fino alla fine.

Una tastiera di emozioni,

nel crepuscolo prima della sera,

prima delle stelle,

ora giù il mio vestito, semplice mucchio di seta

e note che io sento,

io sento! Iris G. DM

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MONFERRATO CLASSICA TERZO APPUNTAMENTO QUARTETTO DI CREMONA

MONFERRATO CLASSICA TERZO APPUNTAMENTO QUARTETTO DI CREMONA

4 agosto Acqui, 5 agosto Nizza, 6 agosto Casale, 7 agosto Alessandria

Alessandria, 30 luglio 2022

Al giro di boa il festival diffuso Monferrato Classica firmato dal Maestro Alex Leon e sostenuto dall’Associazione H.E.R, che vede questa volta, salire sul palco il Quartetto di Cremona con le note di Puccini, Crisantemi Elegia per Quartetto d’Archi; Giuseppe Verdi Quartetto in mi minore e Franz Schubert Quartetto in re minore -La morte e la fanciulla.

Le note dei grandi compositori, eseguite dal Quartetto di Cremona, risuoneranno per il Monferrato a partire da giovedì 4 agosto dalla Piazza Duomo di Acqui Terme, per toccare poi venerdì 5 agosto al Foro Boario di Nizza Monferrato, sabato 6 agosto a Casale e concludere domenica 7 agosto ad Alessandria.

“Prosegue con entusiasmo la rassegna Monferrato Classica che ha portato la musica classica più bella di sempre, eseguita dai maestri, tra i migliori sul piano nazionale e internazionale, nel nostro territorio. Monferrato Classica è una finestra aperta sulle nostre colline, è un calice del nostro vino, è l’aria che si respira tra i filari. È la nostra storia che viene raccontata ai tanti spettatori che anche da fuori regione arrivano per ascoltare le note interpretate dai concertisti.” Racconta Leon Monferrato Classica è soprattutto un messaggio culturale di sostenibilità, che trova nel pentagramma il suo vettore di diffusione.”

Monferrato Classica, si inserisce all’interno del progetto culturale Revolution Culture, ideato sempre dal Maestro Leon e sostenuto anche questo dall’associazione H.E.R, che tra giugno e luglio, ha animato le piazze della città di Acqui Terme con dibattiti, confronti, tavole rotonde e tanta musica diffondendo il concetto di sostenibilità non solo economica ma anche sociale come spiega Graziella Boi, project manager di H.E.R: ”Con la presenza del Quartetto di Cremona al Monferrato Classica sicuramente possiamo sottolineare ancora una volta la vocazione internazionale non solo del festival ma dell’italianità. Made in Italy è un’espressione commerciale nota al mondo almeno quanto i marchi Coca Cola o VISA. Made in Italy rappresenta un brand legato alla storia, alle radici culturali, alla cucina, ai beni architettonici, ai paesaggi, made in Italy è uno tra i brand più importanti al mondo. Monferrato Classica vuole essere un’esperienza per chi lo ama e vuole approfondire un pezzo di questo made in Italy. L’obiettivo del festival è quello di confermare l’Italia, in particolare il Monferrato, come primo posto tra turismo e cultura, ma sicuramente aiutare a riposizionare tra i primi posti l’attrattiva in termini economici. L’Italia è un posto per ricchi, i dati sul Monferrato confermano l’interesse di investitori stranieri e questo dovrebbe restituire un risultato complessivo di attrattività e di prestigio. Ci auguriamo che con questa nostra iniziativa di marketing territoriale e con Revolution Culture sia possibile nei tre anni a venire raggiungere questi obiettivi. Vi aspettiamo alle prossime date del festival”.

Calendario Quartetto di Cremona

Acqui Terme, 4 agosto, ore 21.00, Hotel La Meridiana

Nizza Monferrato, 5 agosto, ore 21.00, Foro Boario

Casale Monferrato, 6 agosto, ore 21.00, Palazzo Langosco

Alessandria, 7 agosto, ore 21.00, Palazzo Cuttica

Il costo del biglietto è di euro 20 comprensivo di una degustazione vino e prodotti monferrini.

Per informazioni e biglietti contattare il numero: 339 408 3494 o consultare il sito https://monferratoclassica.it/

Per interviste e approfondimenti artisti

Laura Gobbi

Mobile 3383937605

Quartetto di Cremona

Sin dalla sua formazione nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come uno degli ensemble cameristici più interessanti sulla scena internazionale. Invitato regolarmente a esibirsi nei principali festival e società di concerti in Europa, America e Asia, raccoglie unanimi consensi di pubblico e critica per il suo alto livello artistico. Tra i successi più recenti, i concerti di Milano, Madrid, Roma, Napoli, Cuenca, Zurigo e i debutti al Rudolfinum di Praga, alla Bruckner Haus di Linz, alla Chamber Music Society del Lincoln Center di New York. La prossima stagione include concerti in Scandinavia, Austria, Germania, Spagna, tour in India e in Nord America, e numerosi concerti nelle principali società di concerti italiane. Nell’ottobre 2023 è previsto il debutto alla Carnegie Hall di New York e nel 2024 a Dvorak Festival di Praga.

Cartellone Monferrato Classica

Stagione 2022

Seconda edizione

Massimo Quarta & MCO

1° settembre Acqui Terme

2 settembre Nizza Monferrato

3 settembre Alessandria

4 settembre Casale Monferrato

BIOGRAFIE

L E O N – Direzione Artistica

Nome d’arte di Alex Florin Leonte è un giovane violinista di formazione classica volto alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi linguaggi musicali. Nasce nel 1987 a Sighetu Marmatiei, città del nord della Romania, e inizia lo studio del violino all’età di 5 anni in una piccola scuola di musica dedicata al grande violinista romeno George Enescu. All’età di 13 anni viene ammesso al prestigioso Liceo Musicale “Sigismund Toduta” a Cluj-Napoca sotto la guida del Maestro Soltan Viorel. Nel 2003 si trasferisce a vivere in Italia, per proseguire gli studi al Conservatorio “N. Paganini” di Genova, dove si diploma sotto la guida del Prof. Valerio Giannarelli. Nel 2011 studia alla “International Menuhin Music Academy” in Svizzera con Maxim Vengerov, Liviu Prunaru e Oleg Kasiv. Nel 2014 studia e si perfeziona con la violinista Bin Huang vincitrice di numerosi premi tra cui il 1° Premio Paganini. Dal 2016 al 2019 studia e si perfeziona in musica da camera con Massimo Quarta a Genova e successivamente Piergiorgio Rosso a Torino. Nel cammino musicale incontra vari musicisti con i quali collabora, tra i quali il pianista Stefano Nozzoli. I due artisti formano un duo stabile e costruiscono negli anni un repertorio cameristico che spazia da J. S. Bach, Mozart, Schubert a Beethoven, Brahms, Schumann, Poulenc, R. Strauss, Debussy e Prokofiev. Violinista versatile trova interesse anche verso altri generi musicali. Nel 2008 inizia la collaborazione con gli Yo Yo Mundi gruppo folk-rock Piemontese, con i quali inciderà diversi dischi, Album Rosso, Munfrà. Insieme agli Yo Yo Mundi terrà numerosi concerti in Italia e all’Estero in teatri e palchi prestigiosi. La collaborazione durata fino al 2013 con la band Piemontese, porterà un enorme bagaglio culturale ed artistico all’artista in divenire. Tra il 2010 e il 2013 sarà tra i fondatori di un progetto musicale e multiculturale chiamato “Orchestra Multietnica Furasté”, con il quale ha tenuto numerosi concerti in giro per l’Italia. Viene invitato come turnista in diversi concerti della band “The Vad Vuc” in Svizzera e insieme alla band “In Vivo Veritas” suona al Festival de Chassepierre in Belgio e a numerosi concerti in Italia. La ricerca di nuove forme e linguaggi lo portano ad approfondire la musica d’improvvisazione, attraverso la quale sente di poter esprimere al meglio le proprie idee ed emozioni. Studia improvvisazione jazz con Marco Tindiglia, Masa Kamaguchi, Dave Douglas, Karl Berger, Ingrid Sertso e Furio di Castri. Ha suonato con: Faondail, Orchestra Multietnica Furastè, In Vivo Veritas, The Vad Vuc, Sharon Shannon, Stefane Mellino (Les Negresses Vertes), Trivette Bluegrass Band, The Thomas, Class Ingstrom, Marius Seck, Valerio Carboni, Maria Teresa Lonetti, Miriam Gallea, Toti Canzoneri, 20 Strings, Andy Sheppard. L E O N suona un violino Ansaldo Poggi del 1974.

Trio Debussy

I torinesi Piergiorgio Rosso, Francesca Gosio e Antonio Valentino, dopo gli studi al Conservatorio, si sono formati nel 1989 alla scuola del Trio di Trieste e dell’Altenberg Trio Wien (grazie ad una borsa di studio della De Sono). Nel 1993 hanno debuttato alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna; nel 1995 ottengono il secondo premio al Concorso Internazionale “Gui” di Firenze; nel 1997 il primo premio al Concorso Internazionale “Trio di Trieste”; nel 1999 tengono un ciclo di concerti al Teatro Coliseum di Buenos Aires; nel 2002 sono protagonisti all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con il Concerto Albatro di Ghedini, diretti da Jeffrey Tate.

Quartetto di Cremona

Nasce nel 2000, durante un periodo di studio all’Accademia Stauffer di Cremona con Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini. L’ensemble, nell’attuale formazione dal 2002, si perfeziona con Piero Farulli del Quartetto Italiano presso la Scuola di Musica di Fiesole e con Hatto Beyerle dell’Alban Berg Quartett e in breve si afferma come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale. Si esibisce regolarmente nei principali festival e rassegne di tutto il mondo, in Europa, in Sudamerica, Australia e Stati Uniti.

Massimo Quarta e Monferrato Classic Orchestra

Vincitore del Primo Premio al Concorso Nazionale di Violino Città di Vittorio Veneto (1986) e del Primo Premio al Concorso di Violino Opera Prima Philips (1989), nel 1991 Massimo Quarta ha vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di Violino N. Paganini di Genova. La sua intensa attività concertistica lo porta ad esibirsi per le più prestigiose istituzioni concertistiche, suonando con direttori quali Yuri Temirkanov, Myun Wun Chung, Christian Thielemann e molti altri. Massimo Quarta è considerato uno dei piú importanti violinisti della sua generazione ed è stato ospite di alcuni tra i maggiori festival.

Human Evolution Resource

Siamo una sola associazione, ma costituita da persone, aziende, enti formativi, altre associazioni. Un unico gruppo, un insieme di persone che lavorano insieme per costruire qualcosa di grande. Ognuno conta perché porta qualcosa, aggiunge un pezzo al puzzle che una volta composto costruisce una risorsa imperdibile. Condividiamo e portiamo avanti un obiettivo: l’umanizzazione in ambiti quali l’educazione, la salute e il lavoro. Non si tratta solamente di ciò che possiamo fare, ma di come possiamo pensare insieme e di conseguenza agire.

L’Associazione HER si occupa di Ricerca, Salute e Formazione, si ispira al movimento dell’ecologia profonda di Arne Naesse e vuole fornire la base filosofica e spirituale per un vivere più vicino alla natura e con la sua costituzione e il suo nome segna il punto di svolta. H.E.R. “Di lei” segna la tendenza del cambiamento della nostra epoca dal maschile al femminile; nel pensiero: da auto assertivo a integrativo, da razionale a intuitivo, da analitico a sintetico, da riduzionistico a olistico, da lineare a non lineare. Dal punto di vista dei valori da auto assertivi a integrativi, da conservazione a espansione, da competizione a cooperazione, da quantità a qualità, da dominazione ad associazione.

L’associazione HER APS ETS è partner dei due progetti culturali, Monferrato Classica e Revolution Culture per supportare la realizzazione di eventi culturali in una logica di turismo sostenibile, sostenere le progettualità di transizione green e di economia circolare delle aziende dei territori coinvolti, attraverso la ricerca di fondi o con sostegno diretto.

La HER intende coinvolgere gli stakeholder al fine di definire la stesura del documento di politica di sviluppo sostenibile e la condivisione tra soggetti pubblici e privati di un nuovo modello economico a supporto dello sviluppo territoriale.

Il “Poeta Maledetto”

Charles Pierre Baudelaire ( Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867) è stato un poeta, scrittore, critico letterario, critico d’arte, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore francese. È considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo, esponente chiave del simbolismo, nonché anticipatore del decadentismo. I fiori del male, la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Charles Baudelaire nacque a Parigi, in Francia, il 9 aprile 1821, suo padre si chiamava Joseph-François Baudelaire; si trattava di un ex-sacerdote e capo degli uffici amministrativi del Senato, la madre era la ventisettenne Caroline Archimbaut-Dufays, sposata da Joseph-François dopo la perdita della prima moglie. All’età di sei anni Baudelaire restò orfano del padre, allora sessantenne, Caroline, rimasta vedova, riversò sul figlio tutta la sua ricchezza affettiva, ma l’anno successivo decise di sposarsi con Jacques Aupick , un tenente colonnello che, a causa della sua freddezza e rigidità (nonché del perbenismo borghese di cui era intriso), si guadagnò ben presto l’odio del giovane Charles, in età adolescenziale.Baudelaire non perdonò mai alla madre questo “tradimento” e da allora il rapporto tra i due divenne sempre più tormentoso, nutrito dagli impulsi di vendetta del figlio, che non dissociava più l’amore per la madre dal bisogno di farla soffrire.all’età di 14 anni Baudelaire iniziò a frequentare il collegio Louis-le Grand, con risultati altalenanti.In collegio Baudelaire soffre di solitudine, legge molto, alterna momenti di profitto brillante a pause d’ozio e ribellione: viene espulso per indisciplina, ma riesce lo stesso a diplomarsi. Finito il liceo, il giovane si mostrò indeciso sul proprio futuro e insofferente alle scelte che Aupick aveva in mente per lui; si appassionò però alla carriera letteraria, che lo portò a conoscere artisti e scrittori dediti ad uno stile di vita bohémien, che lo spinse per altro ad accumulare debiti.
Durante questo periodo cominciò inoltre a frequentare prostitute e contrasse presumibilmente la gonorrea e la sifilide, che, probabilmente, sarà la causa della sua morte circa 27 anni dopo. Caroline e Aupick, a prendere provvedimenti: decidono di far imbarcare Charles su una nave, la Paquebot des Mers du Sud, verso l’India, un viaggio straordinario per l’epoca, Durante il viaggio Baudelaire comincia a comporre le prime poesie, dedicate ora all’esotismo dei luoghi che visita, ora alle donne bellissime e misteriose che incontrato. Le contrapposizioni cominciano a farsi spazio nella sua vita prima e nella sua poetica poi: Parigi diventa nera e fangosa, in contrapposizione alla bella, verde e rigogliosa Maurice, l’isola vicino al Madagascar nella quale Baudelaire ha vissuto per un po’. Nei suoi testi Baudelaire comincia a giocare con i sensi e con le parole: gli odori generano le visioni, le visioni diventano parole su carta, le poesie si riempiono di sinestesie e associazioni tematiche. Una volta rientrato a Parigi, ormai maggiorenne, Baudelaire comincerà a svolgere una vita da bohémien grazie all’eredità paterna, proseguendo la sua vita all’insegna della carriera letteraria. È in questo periodo che comincia a scrivere le prime composizioni de I fiori del male, affermandosi inoltre come critico d’arte e giornalista. Nel 1842 incontrò Jeanne Duval, “La Venere Nera” che “lo torturava ogni giorno” (così diceva la madre di Baudelaire), una danzatrice e attrice teatrale creola di origini haitiane, africane e francesi, figlia illegittima di una prostituta di Nantes, con la quale Baudelaire visse un’appassionata e turbolenta storia d’amore, che diverrà per il poeta fonte di notevoli spunti letterari. In questo periodo entrò a far parte del Club des Hashischins, un circolo di letterati e intellettuali dediti all’esplorazione delle esperienze e delle allucinazioni prodotte dalle droghe (prima fra tutte l’hashish), che si ritrovavano spesso all’Hôtel de Lauzun. Sempre in questi anni conobbe Balzac e continuò a produrre alcuni dei componimenti de I fiori del male. Al 1845 risale la prima pubblicazione, il lavoro di Baudelaire si guadagnò parecchie attenzioni in campo artistico, per l’audacia delle idee esposte e per la competenza dimostrata dall’autore. A questo primo “successo” personale faceva contrasto però il suo stile di vita: sempre più pressato da debiti, dubbioso sul proprio futuro, solo e con una condizione psicologica precaria, Baudelaire tentò per la prima volta il suicidio in maggio. Difficile a dir poco cercare di comprendere per quali motivi Baudelaire avesse deciso di vivere una vita così sregolata: da una parte, Baudelaire fonda la sua visione antropologica sulla convinzione che tutti gli uomini vivono in uno stato d’angoscia, della quale sono più o meno coscienti, perché non riescono a realizzarsi.Questa angoscia, questo stato di malessere fisico e psicologico, inquietudine, scontento, viene definita Spleen, che si associa al termine francese Ennui, ovvero la noia. Allo Spleen ci si può arrendere, accettando il non senso della vita e il vuoto cosmico che ne consegue, oppure ci si può opporre, rifuggendo la realtà e cercando l’Idéal. L’Idéal è, per Baudelaire, l’assoluto verso il quale ogni uomo tende naturalmente: per raggiungerlo – e quindi per allontanarsi dallo Spleen – l’essere umano deve evadere dalla realtà, cioè cercare il Dandismo allontanandosi dal brutto e banale – la realtà -, andando a rifugiarsi nell’artificiale, in tutto ciò che non è naturale, e per fare questo esistono alcuni strumenti, come l’alcool e le droghe. I fiori del male, definiti da Emilio Praga “un’imprecazione, cesellata nel diamante”, esprimono dunque la vita secondo Baudelaire. Baudelaire venne processato nel 1857 dal procuratore Pierre Ernest Pinard (lo stesso che aveva messo sotto accusa Madame Bovary di Gustave Flaubert), per la pubblicazione de I Fiori del Male, insieme al suo editore, Auguste Poulet-Malassis. Baudelaire venne accusato di “offendere la morale pubblica e il buon costume”
Tuttavia, Baudelaire non si arrese al volere della giustizia dell’imperatore Napoleone III e nel 1861 pubblicò una nuova edizione de I Fiori del Male, con l’aggiunta di 35 nuove poesie inedite. La sua salute peggiora: la sifilide, che fino a quel momento gli ha provocato crisi, nevralgie e una certa dipendenza dal laudano, non gli dà tregua. Completa però alcune opere, a partire dai Paradisi Artificiali, un saggio dedicato agli effetti delle droghe sul corpo. Nel testo, Baudelaire descrive con dovizia le sensazioni provate dopo l’assunzione di oppio, alcolici, hashish, vino. Negli ultimi anni, tra una crisi esistenziale e un attacco ischemico, Baudelaire subisce una serie di lutti dai quali non riuscirà a riprendersi, e tenterà nuovamente il suicidio. Baudelaire muore tra le braccia di sua madre il 31 agosto 1867, in preda a dolori lancinanti, per complicazioni della sifilide.

Charles Baudelaire in “Ti adoro” paragona la donna amata alla volta celeste. La meraviglia del cielo stellato che gli tiene compagnia durante le notti insonni, triste e silenzioso quasi fosse un vaso pieno di tristezza. La donna di cui parla Baudelaire è però sfuggente e per questo lui la ama ancora di più. L’altra metà del componimento è quasi ironica, il poeta descrive se stesso mentre tenta la conquista con immagini decisamente più macabre. Si paragona infatti ad una fila di vermi che piano decompone un cadavere.

“Ti adoro”
Ti adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t’amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

*Il poeta maledetto con una visione così particolare della vita, l’ansia di godersi i momenti a qualsiasi costo, in qualsiasi modo, come una corsa contro il tempo, forse per il trauma di aver perso il padre così precocemente. Tutti gli eccessi sono distruttivi, sia questa fame di felicità fasulla da raggiungere in uno stato di stordimento artificiale e autolesionista, sia lasciar scorrere i giorni nell’indifferente apatia, magari come lui sosteneva accontentandosi del vuoto, della noia quotidiana inaridendo l’anima. Come sempre la verità sta nel mezzo, riuscire a cogliere un po’ di felicità e di emozione reale guardando la vita con occhi nuovi e il cuore aperto.

Jona e una sua poesia dall’italiano alla traduzione in catalano di Joan Josep Barcelo

Aldo Gallina in arte Jona

PROFONDITÀ

Ti temo
come un’insensata violenza
come un cieco scippato di riferimenti
come profondità oscurate da riflessi lunari.

Ti temo
ma sotto le mie paure
so che sei mare
sei vita.
.
.
PROFUNDITAT

Et temo
com una violència sense sentit
com un cec arrabassat de referències
com a profunditats enfosquides pels reflexos lunars.

Et temo
però sota les meves pors
sé que ets mar
tu ets vida.
.
.
Aldo Gallina – Jona

ANTICHI SGUARDI, di Paola Varotto

ANTICHI SGUARDI

Quando mi guardi

i tuoi occhi mi avvolgono

come una coperta d’amore.

Attimi impazienti

di antiche passioni

di segreti nascosti

in angoli bui..

Che vedranno la luce

attraverso noi

che ripercorriamo

strade tracciate in mille mondi

in mille illusioni..

Ancora si ripete

il rito della Vita!

Ancora respiriamo insieme

profumi di ibisco

di spezie dorate..

La vita che avremo

non sarà molto diversa

da quelle vissute

in antiche magioni

in mille fantastici viaggi

in mille inebrianti sguardi

che ci hanno ispirato

lo stesso amore

che stiamo vivendo!

©Copyright legge 633/1941

Paola Varotto

Occit’amo arriva domani in Valle Po con passeggiata musicale e laboratori per famiglie

Occit’amo continua il suo tour nelle vallate del cuneese e, da mercoledì 3 a domenica 7 agosto, sarà nelle Valli Po, Bronda e Infernotto
Domani, mercoledì 3 agosto, si inizia alle ore 10, a Crissolo dalla partenza della seggiovia con “Montagnaterapia”, una passeggiata musicale in compagnia del Consorzio Monviso Solidale con Flavia Barale e Silvia Mattiauda.
Alle ore 14.30 la Fabbrica dei Suoni ritorna con la proposta dedicata a famiglie con bambini in età compresa tra i 6 e i 10 anni. Un’ora in compagnia del gioco che racconta le Terres Monviso, insieme a operatori che sapranno far ridere, insegnare, far giocare, con il territorio che sta tutt’intorno al Re di Pietra. Ingresso gratuito. Prenotazioni al numero 0175/567840 (interno 1).
Sabato 6 agosto alle ore 10.30, per Occit’amo Festival, a Bagnolo Piemonte presso il Santuario Maria Vergine Assunta (via della Pineta, fr. Montoso) si esibisce “Laura Parodi Trio” che da una vita si dedica allo studio e alla riproposta del repertorio vocale ligure e norditaliano. Presenta un itinerario di canti legati alla tradizione della cultura ligure, dove si racconta di viaggi, di amori, di inganni e di speranze accompagnato da balli. Laura Parodi è una delle ospiti femminili con cui Occit’amo si mette in viaggio lungo lo Stivale attraverso i brani della tradizione popolare.
Alle 21.30, dalla collaborazione tra Borgate dal Vivo e Occit’amo, a Paesana presso il cortile Fonti Acqua Eva interviene Hervè Barmasse. L’alpinista e scrittore presenta il suo libro “Oltre l’orizzonte”. “L’estremo orizzonte è la parte più lontana a cui può giungere il nostro sguardo. Ma se con immaginazione e creatività proviamo ad andare oltre, riusciremo a dare forma ai nostri sogni, raggiungere i nostri obiettivi, affrontare le sfide che ci propone la nostra esistenza pur sapendo che potremmo anche fallire”. È seguendo questo mantra che Hervé, alpinista e scrittore, ha improntato la sua vita, istintivamente rivolta alla scoperta e all’avventura in montagna. Nelle conferenze di Hervé non si trova la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto cosa si nasconde dietro l’attività dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato con la fragilità e la paura; in parete come nella vita. Ingresso in prevendita 10 euro. Prenotazioni online su Vivaticket.
Domenica 7 agosto alle ore 10, Occit’amo Festival organizza a Crissolo presso il Rifugio dell’Aquila, “Passeggiata e Bal d’Istà Occitano” con Simonetta Baudino, maestra di ghironda e organetto diatonico, Giuseppe Quattromini e i loro allievi che offriranno un appuntamento musicale imperdibile ai piedi del Monviso.
Alle ore 15.30, con il Polo del Legno e il tavolo Giovani del festival, a Paesana in frazione Agliasco, c’è “Parlando di bosco”, un solo evento per tre appuntamenti tra musica, confronto e performance.
Alle ore 15.30 si inizia con la passeggiata-concerto dei Superbandia, formazione di sei musicisti riuniti per l’occasione che suoneranno all’aria aperta con cornamuse, flauti, percussioni e altri strumenti della tradizione occitana. A seguire sarà proposto un momento di riflessione su tematiche legate al bosco insieme a Lucio Vaira e Nicholas Sabena nell’ambito del progetto Greenchainsaw4life, finalizzato a gestire i boschi implementando un piano locale integrato per il clima, l’energia e la bioeconomia nelle Valli Po, Bronda e Infernotto. In attesa poi della performance serale sarà possibile prenotare un “cavagnin”, uno spuntino adatto per le escursioni per una cena dai sapori tradizionali firmato dal rifugio Pian Munè (prenotazioni all’indirizzo e-mail segreteria@fondazionebertoni.it entro venerdì 5 agosto).
Alle ore 21 Simone Sims Longo propone il live audiovisivo “Simultanea e astrazioni” con aperitivo nel bosco. “Simultanea e astrazioni” è una performance audiovisiva multicanale che presenta in versione live i brani dell’album pubblicato su Solitunes Records. L’origine del lavoro deriva dal fascino per gli stimoli sonori che ci circondano e che inconsapevolmente creano figure complesse diventando un’esperienza acustica personale. L’intento compositivo scaturisce dalla volontà di creare e controllare delle texture organiche cangianti che combinano suoni naturali e suoni di sintesi. Il video estende le possibilità soniche e si unisce all’audio con una correlazione di visual music creando una nuova dimensione sensoriale. Prodotta con il supporto di Château Éphémère, questa performance vuole essere un momento di confronto proposto dal tavolo Giovani di Occit’Amo festival tra le diverse anime della musica. 
Il calendario completo degli eventi è pubblicato sul sito www.occitamo.it, dove è possibile acquistare i biglietti per gli eventi a pagamento.

2 Agosto:  Bruno Mattu

Il Manifesto 2 agosto 1980

2 Agosto:  Bruno Mattu

2 Agosto:

questa data non si può dimenticare.

Sono trascorsi alcuni decenni,

ma ci sono ancora dei brandelli di un’esplosione

da rimettere a posto.

Sono lì dal millenovecentottanta,

dispersi nei cuori di tanti

e una città ferita che ancora aspetta

una Giustizia che tarda ad arrivare.

Una Nazione intera che ancora aspetta

di sapere il perché di quella esplosione

e di tutte quelle morti di innocenti.

Saremo capaci di trovare

finalmente una Risposta?

BM 02/08/2022

da:”Considerazioni”

Publishing Flower. Casa Editrice non a pagamento, di Ilaria Marconicchio

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Ilaria Marconicchio

Ilaria Marconicchio è nata il 31 Ottobre 2001, nel Rione Sanità di Napoli. Ha 20 anni, e nella sua vita ha avuto poche cose in cui credere, e restando sempre chiusa in casa si è focalizzata molto sulla sua crescita personale. All’età di 12 anni era già sopraffatta da tante emozioni negative, e grazie a un educatore ha scoperto che trascivere ciò che si prova su un diario rende tutto più semplice.

E così fece, rendendo lui l’unica persona partecipe dei suoi segreti. Le fece notare che nella scrittura era molto empatica e che rendeva le scene molto sentite così, provando a scrivere un piccolo racconto, le diede la conferma. E si appassionò fino a scrivere un libro all’età di 18 anni. Un libro che racconta la vita di una ragazzina che voleva solo una cosa: amarsi. Ma non ci riusciva per una società cruda e ben ferma a degli standard di bellezza che ai tempi non credeva le appartenessero.

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Casa Editrice

Dopo qualche mese lo fece togliere dalla vendita, ma è presente online ancora la pagina del prodotto non disponibile. Nel corso degli anni la passione per i libri diventa un’ossessione, addirittura ne leggeva 3 al giorno, con massimo 300 pagine l’uno. Sapeva come funzionava una Casa Editrice, che dava all’autore dall’8% al 10% e magari non dava la possibilità a tutti di essere pubblicati o di crescere come autori… motivo per cui nell’agosto 2021 ha fondato la Publishing Flower,: Casa Editrice non a pagamento di cui nome proviene dalla sua passione per i libri e per le rose.Casa Editrice

Non solo pubblica qualsiasi genere, ma dà il 30% dei guadagni e, se un autore viene valutato in maniera negativa dal team di valutazione, lo aiuta personalmente a migliorare il suo libro per poterlo riproporre a lei, o a un’altra Casa Editrice. Per se stessa questa realtà Editoriale non solo è una seconda casa, ma è la sua seconda famiglia perché vuole unire gli autori, vuole che si aiutino a vicenda e vuole accontentarli in tutto ciò che serve per renderli soddisfatti del loro libro e della loro pubblicazione, perché si sente complice del loro modo di agire nei suoi confronti: si sente rispettata, la ritengono come una loro amica e riceve da molte autrici davvero molte attenzioni.

Non c’è gente che ha creduto in lei, ma vorrebbe dimostrare che invece con un po’ di sano impegno le cose possono andare sempre per il verso giusto. Il suo quartiere viene ritenuto spesso arido per i pochi sogni che ci sono, il poco futuro che aspetta a ogni ragazzo che cresce con una certa educazione, ma vorrebbe dimostrare, ancora, che ci sono dei fiori che germogliano in mezzo alle crepe.

Ha studiato per aprire anche un sito web, nel novembre 2021, su cui ha creato una community e l’ha reso un secondo lavoro, in cui aiuta emotivamente le persone che le scrivono addirittura in privato. Qual è uno dei suoi desideri, e motivo per cui vuole farsi conoscere? Ha attestati di scrittura, seo specialist, editor, correttore di bozze, grafico pubblicitario e, a breve, apprenderà anche la lingua inglese per avere maggiore cultura.

Il motivo di tutti questi corsi? Desidera aiutare chi non riesce a comprendere cosa voglia dalla vita, dal suo futuro, così da mostrargli le varietà di mestieri che ci sono, oltre quelli manuali che già conosciamo. E magari fargli apprendere le stesse cose che conosce lei.

Non ritiene che siano chissà quante qualifiche, ma ha 20 anni e crede di riuscire sicuramente a fare di meglio, ma per ora i suoi desideri sono quelli di aiutare il prossimo per il suo futuro, mostrandogli varie possibilità di carriera (Non servono soldi, perché per lei non ha prezzo la soddisfazione che proverebbe nell’aiutare qualcuno) e far crescere la sua realtà editoriale per dare agli autori la possibilità di credere nei loro romanzi, e che ogni lavoro può sempre essere migliorato. Ma con lei non si sentiranno mai soli.

Talenti per la Pace – Larino in Molise

VISSI D’ARTE

Nella cornice dell’Anfiteatro di Larino
PRONTI #2022summer #NowarTour

R&GM DICARLO PRODUZIONI PRESENTANO
VISSI D’ARTE ORIGINI – TALENTO- EMPATIA- FUTURO

TALENTI PER LA PACE LARINO
Cerimonia Premiazione – Sezione Giovani

Gruppo Animatori Centro Storico Larino
                 IL ROSONE D’ORO 2022
                     INVITO

MERCOLEDÌ 3 AGOSTO 2022 Arena di LARINO. ANFITEATRO. h 21:00 INGRESSO LIBERO

  • Paolo Petrecca
  • Antonella Inno     
  • Erika Petti
  • Giovanni Manuel Di Carlo 
  • Vladimir Francesco Cascitelli
  • Pasquale D’Ambrosio Artigiano del Suono – Doriana Vizzarri 
  • Coreografie Corpo di Ballo: Ciavarra Francesco Teresa Cappiello FreeStyle Dance 
  • Valeria Vitulli
    Artista  Premio ROSONE D’oro

https://fb.watch/eE57njthsp/
https://www.facebook.com/roberto.dicarlo.3

VISSI D’ARTE

ORIGINI – TALENTO – EMPATIA – FUTURO

TALENTI PER LA PACE LARINO
CAST

SOPRANO:ANTONELLA INNO SAX:GIOVANNI MANUEL DI CARLO TROMBA:PAOLO PETRECCA –

D’AMBROSIO DJ TO EXCLUSIVE VOCE E CHITARRA:ERIKA PETTI –

VOCE E VIOLINO: DORIANA VIZZARRI VOCE:FRANCESCO CASCITELLI

FREE DANCE PERFORMING: FRANCESCO CIAVARRA-TERESA CAPPIELLO

MARIO MASCIA – ILENIA ROSATI FRANCESCO DI RIENZO – ANNA PETRUCCELLI-JENNI IZZO-LETIZIA D’ALFONSO-CLEMENTINA REA

ANTONIO VIZZARRI: SOUNDS & ARRANGEMENTS-VIDEO

DIRETTORE DI PRODUZIONE-REGIA TROMBA E CONDUZIONE: ROBERTO DI CARLO

PRODUTTORE ESECUTIVO-FOTOGRAFIA-AUDIO LUCI: DAG EVENTI

Ignare

Da Frida la loka

Piccole e grandi stelle variopinte,
nascoste dietro un cielo marmorato, giocano sicuramente nascondino
ignare spensierate innocenti come gli infanti.
Non sanno cos’è la tristezza, la sciagura.
Non sanno cos’è il sentimento,  il tradimento.

Sono troppo lontane per assaporare il sudore amaro d’un soldato o il dolce aroma d’un neonato.

Non sanno cos’è la diversità che per madre natura è cosa grande, per noi invece è disuguaglianza.

Probabilmente; nemmeno sanno di noi
piccoli uomini alla deriva;  immersi in una tempesta che con le nostre stesse mani abbiamo costruito…
E loro hanno questo privilegio.

Tua.

1 agosto, 2022.

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