SOLO TU MI FAI VOLARE, di Stefano Polo

SOLO TU MI FAI VOLARE

written by: Stefano Polo

Solo tu mi fai volare.
Solo tu mi fai volare
Lontano su nel cielo come un aquilone
che ride davanti alle nuvole.
Felice e innamorato
volo trascinato dall’amore…
Sei come un dolce eco
dentro il mio cuore
un dolce frastuono che mi fa vibrare
l’anima…
Sei come una sinfonia dentro me
una nota struggente che
mi suona dentro
una melodia solenne
che fa volare il mio essere
al di là del blu del mare
fino a perdersi nei tuoi occhi
pieni d’amore
fino a perdersi dolcemente dentro te
trovando la sua casa dell’amore.

Te vulesse…

La passione è sinonimo dell’amore vero che si traduce nel desiderio carnale di essere parte dell’altro quasi con dolce prepotenza…

Te vulesse piglià a’ muorze
doce, lente, pe’ te lascià
nu segno ca’ m’appartiene,
ca’ so pazze e’ te.
Te vulesse vasà
assaje, continue,
pure l’anima te vulesse
tuccà…
Te vulesse trasì
ind’o core
ind’a pelle
ind’o sangue
pe’ te fa sentì
o’ fuoco e’ sta passione.
Astrigneme chiù forte
nun me lassà…
Perdemmece…
Te porte fino e’ stelle
accussì tuccamme
pe’ na vota a’ felicità.

Ti vorrei dare dei morsi
dolci, lenti, per lasciarti
un segno che mi appartieni
che sono pazza di te.
Ti vorrei baciare
tanto, continuamente,
pure l’anima ti
vorrei toccare…
Vorrei entrare
nel cuore
nella pelle
nel sangue
per farti sentire
il fuoco di questa passione.
Abbracciami più forte
non lasciarmi…
Perdiamoci…
Ti porto fino alle stelle
così tocchiamo
per una volta la felicità.

Imma Paradiso

Ron Hicks e la dolcezza di un istante-Napoli:

Il colore della poesia, di Iris G. DM

Il colore della poesia: Iris G. DM

Date: 19 agosto 2022Author: irisgdm0 Commenti— Modifica

Ogni giorno io vivo dall’alba al tramonto,

ascolto lui,

lui da solo, al pianoforte,

fa volare le note,

quanto ci mettono a volare le stelle, la notte?

Posso essere felice, ma non lo sono!

Quanto ci mettono a volare le stelle , la notte?

Certe volte ho fame,

una bambina che spezza il pane, sporca di miele e di fantasia.

ho bisogno di troppe cose,

di scrivere,

di lavarmi,

di uscire con la mia borsa preferita,

uscire con te!

Mi sono fatta le unghie,

i capelli di cocco e di margherita.

Vado matta per il gelato alla liquerizia e tanta panna,

ma tu non vuoi vivere con me!

Quanto ci mettono a volare le stelle, la notte?

Mi tolgo le scarpe per non fare rumore, che strano, una vita scalza!

Non voglio fare rumore,

il rumore della musica dissonante nei miei pensieri,

il mio cuore?

Il mio cuore, tutto l’amore dov’è?

Muoio d’amore e di solitudine,

accartocciata nel mio destino,

fragile come una foglia,

io che ti ho preso il vino,

di prugne e di more,

io che ho sempre il tuo nome,

sulla punta della lingua

e dei miei desideri.

Quanto ci mettono a volare le stelle, la notte? Iris G. DM

foto dal web

Eppure accade : solo 30 euro per il kit on line che permette di diventare madre,Gabriella Paci

(Arezzo)

Una bella ragazza di Londra di 25anni,Bailey Ennis , ha deciso che era l’ora di diventare madre. Non aveva un boy friend ma non per questo voleva rinunciare al suo sogno di maternità. Detto e fatto ha acquistato on –line niente meno che un kit per l’inseminazione artificiale al prezzo di una pizza,dato che lo ha pagato solo 25 sterline,ovvero 30 euro!

Che acquistare on line sia diventata una abitudine e che si possano fare acquisti convenienti non stupisce più nessuno ma che si possa addirittura acquistare il necessario per una inseminazione artificiale e fare autonomamente tutto da sole è davvero superare una barriera finora esistente.

Eppure è quello che sostiene di aver fatto Bailey Ennis, che sarebbe rimasta incinta grazie a questo kit e allo sperma di un donatore che viveva poco distante da casa sua. Il giornale inglese Daily Mirror riporta la notizia che la giovane,lesbica e pertanto senza la volontà di avere un contatto fisico con un uomo,  ha deciso di acquistare il kit su internet – contenitori, siringa, test per sapere il momento dell’ovulazione –e che nel settembre 2021, ha  preso contatto con il donatore.

Al primo tentativo, in cui è stata aiutata dal donatore di seme, suo vicino di casa, la ragazza è rimasta incinta e il 2 luglio scorso ha dato alla luce un maschietto a cui ha dato nome Lorenzo.

La giovane e il piccolo stanno bene e Bailey ha detto di essere felice di essere mamma,desiderio che aveva fin da ragazzina ,quando ha anche capito di essere lesbica.

Usando un sito che registra i donatori di seme,la ragazza ha trovato un donatore affidabile che aveva già donato il seme a due coppie e cosi’dopo averlo contattato su whatsapp e aver bevuto un caffè si sono accordati. Se vorrà altri figli, lo contatterà di nuovo, cosicchè Lorenzo  potrà avere dei fratelli .

L’opinione pubblica si divide tra chi trova immorale poter gestire la vita con un acquisto on line con il “fai da te” e mettere al  mondo un figlio senza una famiglia di base e chi invece ritiene che tale scelta non sia da condannare in quanto dettata da amore per la vita, mentre alcune ragazze mettono al mondo figli magari indesiderati e  con incontri occasionali .

Qual è la giusta opinione? Fatto è che sempre di più il concetto di autonomia,anche affettiva si sta facendo strada ,come pure quello della manipolazione genetica e questi sono due rischi ai quali bisogna stare molto  attenti .

Bailey Ennis con il piccolo Lorenzo

Vola da me, amore, con l’aereplano di carta della mia fantasia

NAPOLI:
“Vola da me” è una poesia profonda e delicata di Alda Merini, tutti sappiamo quanto sia stata dura e difficile la vita di Alda Merini. La sua mente sensibile e il suo cuore delicato l’hanno resa diversa agli occhi degli altri, pazza perfino. Le sue poesie, grida di aiuto e sfogo esplosivo, le hanno dato quel conforto che non riusciva a ricevere, quasi fosse una maledizione. In “Vola da me” la poetessa dei Navigli invoca l’amato per raggiungerla, una presenza fatta di fantasia e sentimento.

“Vola da me”

Amore,

vola da me

con l’aeroplano di carta

della mia fantasia,

con l’ingegno del tuo sentimento.

Vedrai fiorire terre piene di magia

e io sarò la chioma d’albero più alta

per darti frescura e riparo.

Fa’ delle due braccia

due ali d’angelo

e porta anche a me un po’ di pace

e il giocattolo del sogno.

Ma prima di dirmi qualcosa

guarda il genio in fiore.

*Che versi dolci, lievi, colmi d’amore. Invocare un sentimento anche solo sognato per quel conforto dell’anima a cui tutti aspiriamo ma che spesso neghiamo chiusi nelle nostre ottuse paure…ma lei animo puro o povera pazza, esprimeva con disarmante sincerità i suoi bisogni, le sue mancanze, la luce che si può vivere solo attraverso il cuore non c’è altro modo.

La «Filastrocca delle vacanze» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca delle vacanze» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca delle vacanze»di Mimmo Mòllica fa parte delle filastrocche per l’estate. E’ dedicata alle vacanze estive, con l’augurio che quest’anno le vacanze regalino gioie speciali.

«Filastrocca delle vacanze»

Era luglio, era agosto, era estate,

in vacanza con i genitori,

con le mamme tranquille e abbronzate

ed i giochi degli animatori.

Però già qualcheduno pensava

pure ai compiti delle vacanze,

ma un castello di sabbia sembrava

la casetta di sogni e speranze.

E se a scuola si studia e si insegna,

pure qua, sulla spiaggia, si impara,

e c’è chi sulla sabbia disegna,

chi modella, costruisce e ripara. 

Perché sempre le nostre radici 

si propagano dentro il terreno,

tra la gente del luogo e gli amici,

dentro il mare profondo e sereno:

è così la natura infinita 

che alimenta dell’uomo la vita. 

Cose semplici, a volte banali, 

sono i giochi di tutti i bambini,

che regalano gioie speciali 

per conoscersi e stare vicini.

Mimmo Mòllica

Il tempo dell’ozio e della libertà

Le vacanze sono il tempo dell’ozio, della libertà, del gioco? Sono i giorni in cui vanno in ‘vacanza’ il lavoro, gli impegni, la scuola, le preoccupazioni? Sono un’oasi nel deserto della quotidianità, una piazzola di sosta nell’itinerario annuale della nostra vita? 

E il paese delle vacanze quanto è distante dalla nostra dimora abituale, dalle nostre abitudini? Per Gianni Rodari “il paese delle vacanze / non sta lontano per niente: / se guardate sul calendario / lo trovate facilmente. Ci si arriva dopo gli esami, / passaporto, la pagella. 

Eppure in questi ultimi anni ‘qualcosa’ ha turbato le consuetudini, qualcosa di nuovo: la scuola e il lavoro hanno avuto una sosta inaspettata per colpa di un nemico invisibile ma molto insidioso, che ha cambiato le nostre abitudini. E le vacanze 2022 come saranno?

Illustrazione di Polina da Pixabay

Alda Merini, la forza di una donna, la grandezza di una poetessa

NAPOLI:

Alda Giuseppina Angela Merini, nota semplicemente come Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931– Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana.
Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano. . Il padre, Nemo Merini, originario di Brunate, primogenito degli otto figli di un conte comasco diseredato per aver sposato una contadina, è impiegato di concetto presso le assicurazioni “Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza”; la madre, Emilia Painelli, è casalinga. Alda vive tra un padre colto, affettuoso, dolce ed attento che a cinque anni le regala un vocabolario e che le spiega le parole tenendola sulle ginocchia, e una madre severa, pragmatica, distante ed altera, che tenta invano di proibirle di leggere i libri della biblioteca paterna in quanto vede per lei un futuro esclusivamente di moglie e madre. Emilia Painelli inoltre, quando la figlia, studentessa elementare, ha una crisi mistica, porta il cilicio, partecipa continuamente alle messe presso la vicina basilica di San Vincenzo in Prato e vuole farsi monaca, inizialmente scambia il suo malessere interiore per esteriore, e la riempie di vitamine. Poi, per farle passare l’impeto vocazionale, contatta la maestra per stabilire uno speciale ritiro scolastico. La figlia si vendica facendo dispetto all’alta considerazione dello status di famiglia che ha la madre: va a mendicare vestita di stracci, come se fosse di famiglia povera, per giunta dicendo di essere orfana. La madre la punisce con percosse. Dopo aver terminato il ciclo elementare con voti molto alti, è però il padre che le impone di frequentare i tre anni di avviamento al lavoro presso l’Istituto Professionale Femminile Mantegazza. Alda tenta in seguito di essere ammessa al Liceo – Ginnasio Alessandro Manzoni, ma non riesce in quanto non supera la prova di italiano. Nello stesso periodo si dedica allo studio del pianoforte, strumento da lei particolarmente amato. Esordisce come autrice giovanissima, a 15 anni. La sua insegnante la mise in contatto con Giacinto Spagnoletti, il quale divenne la sua guida, valorizzandone il talento. La quindicenne, torna a casa con una recensione di una sua poesia scritta da Spagnoletti; emozionatissima la mostra all’amato padre, che però la prende e straccia in mille pezzi dicendo alla figlia “Ascoltami, cara, la poesia non dà il pane”. Nel 1947, la Merini incontra “le prime ombre della sua mente”e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro a Milano, dove le viene diagnosticato un disturbo bipolare. Giacinto Spagnoletti sarà il primo a pubblicarla nel 1950, nell’Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949. Dal 1950 al 1953 frequenta per lavoro e per amicizia Salvatore Quasimodo. Terminata la difficile relazione con Giorgio Manganelli, il 9 agosto 1953 sposa Ettore Carniti, operaio e sindacalista, in seguito proprietario di alcune panetterie di Milano. Nel 1955 esce la seconda raccolta di versi, intitolata Paura di Dio, con le poesie scritte dal 1947 al ’53, alla quale fa seguito Nozze romane. Nasce in quello stesso anno, poco tempo dopo l’improvvisa morte per infarto del padre, la prima figlia, Emanuela[12]. Al suo pediatra, Pietro De Pascale, dedicherà la raccolta di versi Tu sei Pietro, pubblicata nel 1962 dall’editore Scheiwiller. Nel ’57 nasce la secondogenita Flavia. Dopo la pubblicazione di Tu sei Pietro inizia per lei un difficile periodo di silenzio e di isolamento, dovuto all’internamento nell’Ospedale Psichiatrico, con alcuni ritorni in famiglia, durante i quali nascono altre due figlie, Barbara e Simona, che saranno affidate ad altre famiglie. Si alterneranno in seguito periodi di salute e malattia, probabilmente dovuti al disturbo bipolare. Nel 1979 riprende a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell’ospedale psichiatrico, testi contenuti in quello che può essere inteso, “il suo capolavoro”: La Terra Santa con la quale vincerà nel 1993 il Premio Librex Montale. Il 7 luglio 1983 muore il marito; rimasta sola e ignorata dal mondo letterario, cerca inutilmente di diffondere i propri versi, inizia a comunicare telefonicamente con l’anziano poeta Michele Pierri, che, in quel difficile periodo di ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato di apprezzare le sue poesie. Nell’ottobre del 1984 sposa Michele e vanno a vivere a Taranto. È curata e protetta dal marito, che prima di andare in pensione era un medico. Nel luglio del 1986 fa ricorso alle cure del reparto di neurologia dell’Ospedale di Taranto. Sono questi anni fecondi dal punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità. Nel 1991 escono Le parole di Alda Merini e Vuoto d’amore a cui fa seguito nel 1992 Ipotenusa d’amore; è questo l’anno in cui le viene assegnato il Premio Librex Montale per la Poesia, premio che la consacra tra i grandi letterati contemporanei. Nel luglio 1995 viene accettata la sua richiesta di poter usufruire del fondo destinato agli artisti che vivono in precarie condizioni economiche previsto dalla Legge Bacchelli, dati i debiti accumulati dall’autrice. Per cinque anni le era stato rifiutato a causa delle due pensioni che già riceveva. Risale al 1996 anche la pubblicazione di un libretto edito da La Vita Felice intitolato Un’anima indocile, composto da poesie vecchie e nuove, da un diario-confessione, da brevi racconti e da un’intervista fatta all’autrice. Sono questi gli anni in cui la sua produzione aforistica diventa molto ricca, nel 1999 in Aforismi e magie, pubblicato da Rizzoli, viene raccolto per la prima volta il meglio di quel genere. Molto importante è il carattere mistico della sua più recente poetica, che è connessa alla prima vena creativa con cui esordì e che aveva in sé una forte componente di misticismo e nascono una serie di libri editi da Frassinelli che hanno come filo conduttore la mistica della poetessa. Nel febbraio del 2004 viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Da tutta Italia vengono inviate e-mail a sostegno di un appello lanciato da un amico della scrittrice che richiede aiuto economico. Sorgono numerosi blog telematici e siti internet nei quali viene richiesto l’intervento del sindaco di Milano Gabriele Albertini. Nel marzo del 2004 esce l’album, intitolato Milva canta Merini, che contiene undici motivi cantati da Milva tratti dalle sue poesie, il 21 marzo, presente la stessa poetessa, in occasione del suo settantatreesimo compleanno, viene eseguito un recital al Teatro Strehler di Milano, in occasione della presentazione del disco. Muore il 1º novembre 2009, all’età di 78 anni, a causa di un tumore osseo (sarcoma) all’Ospedale San Paolo di Milano, dopo l’allestimento della camera ardente, aperta il 2 e il 3 del mese, i funerali di Stato sono stati celebrati nel pomeriggio del 4 novembre nel Duomo di Milano.
Alda Merini è stata per molti anni la poetessa dei reietti e degli emarginati, di tutti quegli esclusi di cui è riuscita a esprimere dall’interno la condizione delicata derivante da problematiche estreme di disagio sociale.”Scrivere versi non è dunque qualcosa che astrae dal mondo, ma è vero piuttosto il contrario, giacché il poeta, per essere tale, non può che immergersi nella realtà quotidiana, direi che la poesia è vita e la vita è poesia. Bisogna soprattutto vivere, stare fra la gente, la prima condizione della poesia è la libertà, la gioia. La poesia è gioia, è transfert; non si può fare poesia in un luogo ristretto della dimora del proprio essere.”

“Sorridi donna” di Alda Merini è uno dei più bei canti poetici dedicati alla donna. Con la dolcezza del vocativo “donna” ed il tono deciso dell’imperativo “sorridi” la Merini esorta ogni donna a sorridere sempre, anche di fronte ai dolori ed alle sofferenze della vita. Il sorriso sarà “luce per il tuo cammino”, segno tangibile di forza, coraggio, speranza. “Sorridi sempre […] sorridi comunque”, sono parole forti, scritte da una donna per le donne, rivolte a tutte coloro che sentono di non farcela più, spingendole a non arrendersi, a non lasciarsi vincere dalle violenze subite, a non pensare di essere inferiori.

SORRIDI DONNA

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

*Che bel messaggio “Sorridi donna!”, un’esortazione che solo una donna forte e consapevole come la Merini poteva fare. Lei che certo, nella vita, ha avuto poco da sorridere eppure dà voce a questo bellissimo invito. Sa che malgrado tutta la sofferenza, il sorriso di una donna è un grande dono, una luce che può rischiarare ogni giornata, un vero raggio di sole ed oggi soprattutto servono tanti sorrisi, quindi “Sorridi donna, sempre”.