Frullato di Banana, un pieno di Energia. Preparazione Facile e Veloce
Per preparare il frullato di banana cominciate prendendo il limone. Tagliato a metà e ricavatene il succo di una metà. Prendete ora una banana sbucciatela e tagliatela a rondelle. Riponete le rondelle della banana in una ciotola e cospargetela con il succo di mezzo limone. Ora prendete la banana a cui avete agito il succo di mezzo limone e mettetela in un mixer. Aggiungete quindi l’acqua. Frullate bene fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Servite ora il vostro frullato di banana in un bicchiere o in una caraffa.
ps. dal sacchetto del pane della panetteria di via San Lorenzo – Alessandria
Gli autori Garzanti insieme per sostenere l’associazione ResQ – People Saving People.
Salvare una vita per salvare il mondo intero. Un concetto semplice, ma al contempo dal potere fortissimo. Perché a volte bastano un gesto o uno sguardo per aiutare una persona – un piccolo passo verso qualcosa di più grande. Tredici scrittori si confrontano con queste parole, le fanno loro, le immergono in contesti, esperienze e vite diverse. Prendono l’idea del salvataggio e la trasformano in racconti, personaggi, saggi, dialoghi, interviste. Solo la letteratura riesce in questa magia. Solo la letteratura riesce a calarsi nella realtà per tendere la mano, per sposare una causa, per scuotere le coscienze, per aprire nuovi orizzonti. È quanto avviene con Una vita vale tutto, i cui proventi saranno interamente devoluti all’Associazione ResQ – People Saving People ONLUS, un progetto nato dalla volontà di un piccolo gruppo di amici e professionisti che, stanchi di veder morire migliaia di migranti nel tentativo disperato di attraversare il Mediterraneo cercando per sé e per i propri figli un domani migliore, hanno deciso di rompere il muro dell’indifferenza e mettersi in gioco, con un unico obiettivo: restare umani. Tra l’agosto e l’ottobre del 2021, la nave di ResQ ha salvato più di duecento persone. Perché per i volontari dell’associazione soccorrere è umano, e vogliono che la loro missione in mare diventi simbolo di speranza, trasmetta informazioni reali e aggiornate su quello che accade, racconti al mondo le storie delle persone che salveranno.
Il ricavato dalla vendita di questo libro verrà interamente devoluto all’associazione ResQ – People Saving People, impegnata quotidianamente nel salvataggio dei profughi.
Per preparare l’ananas alla piastra con miele e cannella iniziate pulendo l’ananas e tagliandolo a rondelle di circa 2 cm, state attenti a togliere tutti gli occhi scuri della polpa ed eliminate il torsolo centrale.
Adagiate quindi le fette su una piastra ben calda; rigiratele almeno due volte per parte, lasciandole sul fuoco per almeno 10-12 minuti.
Quando si saranno abbrustolite il tempo necessario, toglietele dalla piastra e adagiatele su di un piatto da portata, mettendo su ognuna di esse un cucchiaino di zucchero di canna, poi uno di miele ed infine un leggero velo di cannella.
ps. dal sacchetto del pane della panetteria di via San Lorenzo – Alessandria
Intervista di Filippo Sacchieri a Maga Guia Cervesato sul romanzo “VV – La Vita Vestita” (Readaction 2022).
Magda tiene i capelli sciolti, biondo stoppia, lunghi fin oltre le spalle, ondulati sulle punte. Due frange le si adagiano sulla fronte, come morbide tendine. Le sopracciglia sono lunghe e cespugliose, chiare e scure. Rendono lo sguardo ombroso, tenebroso. Gli occhi brillano verdeazzurri, miscellanea d’opale e cianite. Il naso è perfetto nella sua normalità: non alla francese, né alla greca, ma non aquilino o a patata. La bocca quando si apre mostra le estremità delle labbra rialzate, appuntite: ed è quello il segreto, forse, di un sorriso tagliente, un po’ cattivello, ma estremamente intrigante. Magda è donna tutta angoli e spigoli. Gli zigomi richiamano anche e clavicole, quanto alle stecchette delle braccia difficile resistere alla tentazione di chiudervi due dita intorno. Ma sono molte le tentazioni, se avvicini Magda. Una donna angoli, spigoli, bacchette, stecchette. Una donna ossea e membranosa. Ma anche spumosa, schiumante, per i seni e i capelli. Magda è uno scoglio sopra il quale s’infranga un’onda di mare: l’onda si sfrangia in schiuma e spuma incorniciando per un istante lo scoglio. Magda è quel preciso istante. Indossa una maglietta che lascia scoperto l’ombelico e un lembo di pelle. La pelle è aurea: in lei il callo bronzeo, di cui, peraltro, si fa cenno nel suo romanzo, bisognerebbe ridefinirlo aureo. Sembra una fata celtica o una strega verde in scarpe da ginnastica, blue jeans e maglietta. Magda. Accendo il registratore.
Io: Che cosa spinge un autore a scrivere un memoriale o un romanzo autobiografico, anche se non sono esattamente la stess…
Magda: No. Il memoir è un’altra cosa.
Io: Non sono esattamente la stessa cosa, però…
Magda: Nel memoir l’autrice sono io. Sono io nel 2009, mercoledì è successo questo, giovedì quello. Nel romanzo autobiografico no. Metti in un imbuto tanti elementi per arrivare alla costruzione del romanzo. Che tu ci metta elementi di fantasia o autobiografici, alla fine, la coesione del tutto dà forma a un romanzo. Personalmente, sono della linea: scrivi quello che conosci; e quindi, gli elementi autobiografici li uso. Alla domanda cosa mi ha spinto dieci anni fa a scrivere un memoriale senza tenere mai prima diari, la risposta è: mi è successo un evento inedito e improvviso, con tanti gravami di tutti i tipi, sociali, politici, clinici, terapeutici. Si è trattato di una testimonianza. Un servizio offerto agli altri. Per me (per elaborare il vissuto) e per chi ha avuto la mia stessa esperienza.
Io: Riformulo. Hai scritto un memoir nel 2011 TSO.
Magda: Sì, ogni dieci anni, esco. Questo nuovo è del 2021.
Io: E poi, un romanzo autobiografico. In un diario ci metti dentro tutto quello che ti succede nel corso della giornata. Nel diario metti dentro tutto. Nel memoir, invece, si selezionano scene. Poi arrivi al romanzo autobiografico: c’è una selezione di scene, e in più finzione. La domanda è: perché non hai fatto un memoir anche questa volta?
Perché volevo più libertà. Nel memoriale devi attenerti ai dati di fatto: attinenti alla realtà individuale, ai dati di fatto all’interno della tua personale memoria, ma ci vuole comunque fedeltà. Nel romanzo sei fuori da queste gabbie, e più libero. Più libertà d’espressione, rispetto alle gabbie della diaristica. Sono possibili letture omiletiche, nel linguaggio letterario, romanzesco, poi, e sono possibili varie altre letture. E: volevo cimentarmi con la forma romanzo.
Io: Allora, se ti sei cimentata nella forma romanzo, ti chiedo quali modelli hai seguito; e quali hai accuratamente evitato?
No, non ho seguito scientemente modelli particolari. Inconsciamente ho forse seguito i modelli che amo di più.
Io: Per esempio…?
Magda: Dovrebbe dirmelo il lettore. Quale modello gli risuona di più. Non so rispondere con nomi precisi. Mi piace la scrittura di Giuseppe Berto, assolutamente non normie, e la scrittura normie alla moda oggi non mi piace; e gli americani Anni 70: Richard Yates, Carver. Mi sono seduta. In tre settimane ho scritto il romanzo. Tre settimane, più altre due di editing. Per un altro romanzo non pubblicato ci ho messo otto anni. Perché, stavolta, la storia l’avevo dentro, da tanto tempo. E’ bastato qualcuno mi dicesse “Perché non la scrivi?”; e io fumm!, l’ho fatto, l’ho scritta. Forma e montaggio sono andati a posto da sé. Senza neppure tanto mestiere da parte mia. Venuto da sé.
Io: Continuiamo su un piano prettamente letterario, ancorché sia presente il lato esoterico…
Magda: Sì, ci sono tre piani, in questo romanzo. Il lato mondano-privato. Il lato mondano-pubblico. E i due piani si intersecano. L’idea iniziale che avevo, il polpo sulla testa, è il sovrapporsi del dramma privato e del dramma pubblico nella vita di un cittadino italiano nell’Anno Domini 2021. C’è un doppio passo nell’osservare una speciazione seguita al dramma collettivo del 2021. Una devastazione sociale. Piena di conseguenze nella vita di ciascuno. Chi ha perso i cari. Chi ha subite divisioni. Il terzo elemento che tiene insieme tutto è il lato spirituale che la protagonista sviluppa nel corso del romanzo prima per sopravvivere al dramma che sta vivendo a livello collettivo e individuale, poi come ricerca di senso, e infine diviene a poco a poco l’unico modo per stare, secondo la mia weltanschauung, al mondo: e questo terzo elemento, secondo personaggio del romanzo, dopo Grazia, è proprio lo Spirito.
Lo Spirito Santo.
Spirito Santo che fa parlare, inspira, il narratore onnisciente, il quale è per me non il narratore onnisciente della narratologia, ma Narratore Onnisciente con le iniziali maiuscole, che osserva i terresti dall’alto, in modo distaccato, e può dire e vedere cose che dal basso, in chi è coinvolto, non si possono dire e vedere: più ti allontani vedi, più ti avvicini e più non vedi un cazzo.
Io: Questo è un romanzo, se vuoi, Magda, di incidenti. Grazia, la protagonista, cade dalle scale. Ha un litigio con la figlia e il giorno appresso cade. Poi, qualche mese dopo, parte per un viaggio, a Cremona, e ha un altro incidente. Una storta, alla caviglia della stessa gamba lussata nel primo incidente. Ci sono due incidenti in un romanzo di centoventi pagine. Grazia non è il tipo divertente, da commediola. Appare una guerriera, ed è drammatica. Perciò, questi incidenti il lettore li prende dal lato serio. Io non sono esoterista, ma ti chiedo se esotericamente gli incidenti potrebbero essere espressione di un disagio.
Magda: Domanda cui è difficilissimo rispondere. Ci ho pensato. Nulla succede a caso. Grazia nel romanzo fa un meta-pensiero di questo genere, ma per rispondere dovrei aprire un capitolo esoterico di centocinquanta ore…
Io: Sì, ma ti spiego. Per me, molto banalmente, leggendo, mi si presenta questo quadro: un personaggio in una situazione molto difficile, piena di conflitti, a casa sua: e ha un incidente, cade dalle scale. Un incidente, come mi dici, potenzialmente letale. Poi, fugge via da quella situazione, ma le succede un altro incidente. E allora, la mia domanda.
Magda: Ogni incidente non esce mai dal nulla.
Io: E poi c’è il discorso degli scontri, delle liti.
Magda: Sì, e poi ci sono gli scontri. C’è l’urlo. L’urlo di Munch. Le urla. Le urla sono per gli altri la più grande colpa di Grazia. E certamente, è un segno di non armonia.
Io: Grazia urla nella scena con la figlia più piccola G. Poi arriva la figlia più grande, J. Grande ritorno da Londra. E urla anche con lei…
Magda: Le urla le metto molto volentieri. Le urla sono un segno di disarmonia totale tra le persone e la doppia lama è l’elemento di disperazione per non riuscire a esprimere sé stessi in modo pacato, armonico, sensato e razionale. L’urlo animalesco. L’urlo di Munch. L’urlo dell’anima. Emesso per l’impossibilità di affermare la propria verità, il proprio pensiero. L’urlo è l’ultima stazione: dopodiché c’è solo il buttarsi oltre la balaustra, riprendendo l’immagine ritratta nell’Urlo di Munch. L’urlo allontana. Non c’è happy-ending, infatti, nel romanzo: chi si allontana non torna. Si può comunicare, nelle situazioni di stress e tensione, situazioni-limite, senza urla? L’urlo è l’ambiente della disperazione personale. Il romanzo pone anche questa questione.
Magda: Vuoi una birra?
Io: No, va bene un po’ d’acqua. Va bene. Birra.
(più tardi)
Io: Dunque, ricapitolando, in questa storia ci sono due incidenti importanti e ci sono scontri che sfociano in urla e discussioni. Grazia urla. Oh, intendiamoci, ci sono anche momenti belli. C’è un matrimonio. Grazia si sposa a Cremona con L. Un matrimonio di solito si mette alla fine. Tu l’hai messo a metà…
Magda: Ma finisce male anche quello. Nessuna cosa deve finire bene per forza…
Io: Sì, ma perché il romanzo focalizza un momento di frattura dal mondo da parte di Grazia…
Magda: Più radicale di una frattura. C’è un capovolgimento. Il matrimonio lo metto in mezzo perché è solo un elemento della vita. Non è un inizio e non è una conclusione. Anche quello mi serve per rimestare nel torbido del fatto che anche le cose belle finiscono, ma possono durare per sempre se uno guarda a ciò che è stato bello e non alla fine ossia alla dolorosa elaborazione che conduce alla fine del rapporto. Il matrimonio finisce, e non è un dramma, è normale finisca. Anche se non è semplice elaborare il lutto della normalità. Forse non lo è mai.
Io: Questa storia è un percorso accidentato che peraltro nemmeno conduce, come abbiamo detto, a un bel panorama, a un lieto fine…
Magda: No, la consolazione non c’è… Non spicciola.
Io:… e tu mi dici anche che il narratore onnisciente è ispirato dallo Spirito Santo…
Magda: Prendo spunto dalla definizione di “narratore onnisciente” in narratologia e la metto un’ottava sopra. E gli do lo spin di un significato superiore.
Io: Siccome hai comunque parlato di Spirito Santo, concludo che la protagonista si chiama Grazia non a caso. La domanda è: poiché quello di Grazia è un percorso accidentato, e la protagonista cade e poi cerca di rialzarsi, poi barcolla ancora, si alza di nuovo, più forte, “Grazia” va inteso nel senso di indulgenza verso sé stessi, perdono dei propri errori; o “Grazia” perché vive in uno stato di grazia e tutte le sue disavventure le vengono perdonate?
Magda: Non le vengono perdonate, nel libro…
Io: Nel libro non le vengono perdonate, però noi lettori proviamo simpatia ed empatia per Grazia, una donna, come la definisci nel libro, qualunque…
Magda: Grazia nella concezione mia non è indulgenza verso sé stessi, ma un elemento per arrivare ad autocomprensione. Non ci si può perdonare senza passare attraverso un percorso di autocomprensione. Il perdono è una grazia. Difatti il libro finisce: “Arriverà il giorno in cui Grazia troverà la forza di ringraziare i suoi nemici”. I suoi uomini-entità, come li definisco, nel romanzo. La grazia è un dono: la puoi cogliere o non cogliere. Grazia va inteso nel romanzo, e forse non solo, come autocomprensione di sé stessi.
Io: Che cos’è un matrimonio con rito akasico?
Magda: Il piano akasico è uno dei piani del sovrasensibile. Lo schema del settenario e del toroide, dell’evoluzione umana materiale e sovrasensibile, in antroposofia è piano akasico. Lo sposo akasiko, peraltro, contiene una nota umoristica.
Io: C’è ironia nel romanzo…
Magda: Sì, spero si noti, Certo. Un umorismo strano, autotafazziano, da cogliere nel fraseggio, non nella battuta. Un umorismo implicito nel linguaggio.
Io: Grazie è una donna guerriera. Di sicuro…
Magda: Sì, per riprendere l’inizio, sul genere di romanzo: questo è un romanzo di formazione iniziatica. Il terzo elemento è appunto lo Spirito con cui Grazia impara a prendere la sua vita. Per mandare in soffitta l’urlo, e le modalità di disperazione.
Io: Essendo iniziatico, bisogna procedere per sofferenze, crisi, tappe piene di dolore.
Magda: Senza crisi non c’è ascensione. Come nei romanzi di formazione classici.
Io: “Formazione iniziatica” può essere usato, in effetti, per tutti o quasi tutti i romanzi di formazione. Esplicitarlo così spiega bene che cos’è il romanzo di formazione.
Magda: “Formazione Iniziatica” innalza di un’ottava la definizione di romanzo di formazione. Tutti i romanzi di formazione sono romanzi di formazione iniziatica. Non è più il tempo del Padre e del Figlio: ma è tempo dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è l’asset, mettendola giù in modo pop, del Nuovo Millennio. Padre e Figlio hanno fatto il loro tempo. E’ il momento di smetterla di parlare tra iniziati. Non c’è nulla di esoterico nell’esoterismo: sono leggi di natura. Siamo figli delle stelle. Basta massoneria. Bisogna portare alla luce la verità. La verità è una e va urlata dai tetti. Lo Spirito Santo è il femminino. Bisogna integrare, nella nostra società, femminino e mascolino. Scelgo di parlare chiaro. Ogni percorso è un’iniziazione. Consapevole o meno. Fuori dalle logge, dalle tradizioni precostituite, l’iniziazione è un modo diverso di affrontare l’esistenza indipendente dalla materia: non siamo polvere stellare, siamo parte di un tutto.
Io: Lo Spirito Santo non esclude l’esoterismo?
Magda: No, per niente. Basta mediazioni. All’interno della Chiesa ci sono tutti i segreti (basti guardare alle opere d’arte) che la chiesa pietrina stessa vuol tenere per sé: per non far trovare in sé stessi la scintilla della divinità. Per non lasciare ci si avveda del taglia-e-cuci del Vangelo che ha escluso le divinità femminili. Scoperta la divinità in sé stessi non c’è più bisogno di pietra, sovrastruttura. Basta l’essenza.
Io: Pensi la letteratura strumento d’indagine del mondo o di se stessi?
Magda: Che differenza c’è?
Io: Beh, il mondo è quello fuori da te, mentre…
Magda: Peccato che nel romanzo la premessa del narratore è che non ci sia confine tra mondo e se stessi. Per me questa domanda è priva di senso. Proprio quello che con questo libro volevo superare. Riassumendo, non ci sono confini tra cose e persone (anche la scienza lo dice): è un’evidenza fisico-matematica e coscienziale. Anche se respinta, per ora, dal mainstream. Le esperienze di grandi donne e uomini tutte convergono nella presa di coscienza che siamo materia stellare e cosmica; e finché ci ostineremo a considerare tutto questo aulico o poetico non ci avvicineremo di un grammo alla nostra essenza. Per grandi uomini e grandi donne intendo coloro appartenenti al mondo iniziatico: dal mondo sumero a oggi. Tutto è uno. Fine.
Io: Un’altra domanda che comunque pone un dualismo. La letteratura è specchio o finestra?
Magda: La letteratura che ha superato l’esame del tempo: quella è letteratura. Ha valenza universale. La letteratura è specchio e finestra. Entrambe le cose: et… et. Non aut… aut. Non mi piace ragionare meccanicamente. Entrambe le cose. Et… et. Per chi scrive è uno specchio. Anche per chi legge è specchio. Ma è anche finestra su vari specchi.
Io: Cosa pensi degli esoteristi?
Magda: Né bene né male. C’è un po’ di tutto. C’è il coglione e c’è il serio.
Io: Se vuoi aggiungere qualcosa… Dove si svolge la vicenda?
Magda: L’unica città nominata è Cremona. L’ambientazione è comunque il Nord Italia. Nell’Anno Domini 2021. L’anno 2021 è l’anno della Rivelazione. Abbiamo iniziato a capire che ciò che ci è capitato non era uno scherzetto passeggero, ma l’incipit di un nuovo corso. L’anno 2021 il mondo ha capito. La realtà è un castello di carte menzognero. Il 2021 è l’anno dell’Apocalisse. Dopo si tratterà solo di assistere al Suo dispiegarsi.
Vengo rapita dal cielo
blù oltremare
raggomitolo il giorno
ostaggio di un sogno
nella distesa notte
si libera l'immaginazione
Roberta Calati
https://alessandria.today
Frammenti rilevanti della nostra storia vivono nelle lapidi disseminate sui muri delle città, espressioni del potere dedito a costruire una memoria pubblica ma anche segni fragili destinati spesso all’invisibilità. Marmi, targhe e cippi sono le pagine di pietra di un sapere esposto poco conosciuto e poco interpretato, ma appassionante patrimonio da indagare per la storiografia. Proprio su questa esplorazione si fonda la presente ricerca, che sviluppa un’analisi puntuale delle lapidi ebraiche fiorentine attraverso la particolare prospettiva delle guerre del Novecento e della Shoah. Sono messi a fuoco i capitoli decisivi della storia e della memoria di una comunità vivace come quella locale, ma anche le complesse interazioni tra minoranza ebraica e società maggioritaria nelle tormentate vicende del secolo scorso.
Secondo gli spiritualisti bisognerebbe vivere soprattutto di vita interiore, seguendo valori e obblighi morali. Ma di spiritualisti ne sono rimasti pochi. In realtà come scriveva Nietzsche Dio è morto, sono finiti i valori e la fede nella ragione umana. Il nichilismo sempre secondo il filosofo tedesco è diventato perciò lo stato psicologico perenne e incessante dell’uomo moderno occidentale. Perfino l’arte oltre alla religione è stata svalutata in nome della scienza. Il positivismo ha fallito con la fiducia smisurata nel fatto in sé e nella concezione unitaria del sapere. Il neopositivismo pure. È rimasto uno scientismo totalizzante. Però a onor del vero la società attuale è il culmine del materialismo e della frivolezza. I simbolisti deprecavano l’avvento dei nuovi barbari e proponevano l’artista come aristocratico. Ma tutto ciò a distanza di secoli è carta straccia. Cosa è rimasto all’uomo di massa da tempo immemorabile? Un disagio esistenziale, una angoscia simile a quella che già Baudelaire chiamava spleen. Domina incontrastata l’economia. Tutto è prodotto interno lordo. In realtà bisognerebbe essere felici di essere qui e ora, essere felici di esistere. Ma è molto difficile non avere aspettative. Siamo esseri desideranti. Dovremmo desiderare di non desiderare, ma se un giorno raggiungessimo la pace dei sensi rimpiangeremmo innanzitutto il desiderio. Non sappiamo ancora vivere senza Dio nonostante sia morto. L’avvento dell’oltreuomo non è ancora compiuto. E questa terra, questo mondo non hanno quindi ancora alcun senso. La nostra è un’epoca di transizione. Il nuovo deve ancora sostituire il vecchio nel cuore e nella mente degli uomini. La vita, appena rialziamo la testa, ci presenta subito il conto e ci assesta un nuovo colpo basso. Rileggevo Saba e definisce a un certo punto la vita come “un sorso amaro”. Qualcosa che dura pochissimo, appunto un sorso e per giunta amaro. Alcuni sostengono che bisogna saper distinguere tra ciò che passa e ciò che resta. Ma che cosa resta? Noi dobbiamo fingere che qualcosa resti. Questa è la più suprema delle illusioni per cui vivere. Un’altra illusione è che ne valga la pena di fare quel che stiamo facendo. E se invece fosse tutto vano, tutto inutile? Mi viene sempre in soccorso Saba, secondo cui il pensiero della morte aiuta a vivere. Ma ancora una volta sarà vero? Cosa siamo infine? Per Pirandello siamo uno, nessuno, centomila. Lo psicologo Kanizsa lo dimostrò scientificamente, proponendo a dei soggetti, dopo averli sottoposti a un test proiettivo fasullo, la descrizione dei loro tratti di personalità. Li sottopose due volte a questo test farlocco e propose due descrizioni totalmente opposte. I soggetti dissero entrambe le volte che le descrizioni corrispondevano totalmente alla loro personalità. Tutto ciò è paradossale. Siamo fatti di moltissime contraddizioni. Io sono qui, sono costretto ad ammazzare il tempo e vivere di ricordi. Io stesso sono immalinconito, intrististito, imbastardito dalla solitudine e dalla mancanza di stimoli sociali. A modo mio sono emarginato dalla vita, provo un sentimento di esclusione e di autoesclusione dalla vita. A volte mi chiedo a quanta solitudine devo arrivare? Un tempo ascoltavo la canzone Michel di Claudio Lolli, storia della fine di un’amicizia. Mi immedesimavo in Lolli trenta anni fa. Adesso ho scoperto che sono io Michel. Lolli intervistato disse che Michel aveva fatto una brutta fine: era solo, senza una donna, avvinazzato, in un paese morto della provincia francese, proprietario di una piccola officina. Almeno lui aveva un mestiere in mano e la libertà di ubriacarsi! Io nemmeno quelle! A ogni modo continuo a tirare avanti. Essendo fuori da ogni giro e da ogni gioco di potere ho anche il privilegio di una maggiore libertà interiore. Della vita non sono ancora sazio. Ho ancora molta voglia di vivere, nonostante alcune limitazioni di questa mia realtà. Non è con il nozionismo, con la concettualizzazione, nemmeno con lo spirito critico che si tira avanti. In certi casi è bene non pensare. Vivere e pensare è troppo. Bisogna pensare di vivere più che vivere per pensare. L’intelletto, i libri sono di troppo. A volte sono ingombranti. Non ha formule l’esistenza. Mallarmè scriveva che aveva letto molti libri, ma che la carne continuava a essere debole. Perfino l’eros non ha logica. La stessa vita è irrazionale. Oppure ha leggi arcane, inarrivabili per noi. Nonostante questo cerco ancora di capire e cogliere i nessi. Ci vuole ironia, autoironia, leggerezza. La profondità serve per capire sé stessi, gli altri, le cose, il mondo. Ma per affrontare la vita ci vuole un minimo di leggerezza per non finire schiacciati dalla vita stessa. Si rimane comunque feriti, nel migliore dei casi offesi dalla vita. Ma mai lasciarsi sopraffare dalla sfortuna, dall’arlia! Talvolta fatichiamo a riprenderci. Di solito le stesse novità sono cattive notizie o cattive cose. Sempre Saba scriveva del peso della vita, sperando naturalmente che non si faccia insostenibile.
BIENNALE DELL’INCISIONE DI ACQUI TERME: PREMIAZIONE E CONCERTO
(Acqui Terme, 12 giugno 2022) – Si avvia al gran gala finale la quindicesima edizione della Biennale Internazionale per l’incisione, organizzata dall’omonima Associazione e patrocinata da Rotary Club Acqui Terme, Regione Piemonte e Comune di Acqui Terme. Nella suggestiva piazza della Bollente, alle ore 18.00 di sabato 18 giugno si terrà la premiazione dei vincitori del Premio Acqui Incisione e Premio Acqui Giovani.
La manifestazione, condotta da Emanuela Folliero, proseguirà con un concerto dell’Orchestra Ritmico Sinfonica del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano diretta dal maestro Alberto Mandarini.
Lo stesso giorno e fino al 3 luglio, presso Palazzo Robellini, saranno esposte le 19 opere che erano state selezionate dalla giuria composta dai maestri Mario Benedetti, Elisabetta Diamanti e Alzek Misheff.
L’Editoriale Giorgio Mondadori ha curato quest’anno la pubblicazione e diffusione del catalogo che presenta una selezione di oltre 80 opere tra le partecipanti a quella che ormai è diventata una delle più importanti manifestazioni internazionali dedicate all’incisione.
Nata oltre trent’anni fa, la Biennale di Acqui Terme ha infatti ospitato nella sua storia oltre 5.000 artisti provenienti da 70 paesi del mondo e l’edizione 2022, dopo la sospensione dovuta alla pandemia, ha raccolto 240 adesioni confermandosi concorso di riferimento a livello mondiale per questa arte antica e affascinante.
“Giuseppe Avignolo e sua moglie Ilam, dando vita alla Biennale, lanciarono l’idea di promuovere l’arte grafica, in primis quella calcografica, così da favorire il dialogo interculturale e lo scambio di tecniche incisorie tra le diverse scuole sparse nel mondo,” sottolinea Luca Lamanna, presidente dell’Associazione Biennale per l’Incisione, che aggiunge: “in questi oltre 30 anni, la manifestazione acquese ha fatto conoscere e messo a confronto la produzione contemporanea della grafica mondiale nelle sue diverse forme, tradizionali e sperimentali”.
A fine gennaio, la giuria aveva selezionato le seguenti opere per concorrere al Premio Acqui 2022: ‘’Pico Grande XV’’ di Giroud Claude-Alain, ‘’Seguire ogni tua curva’’ di Angelo Pisano, ‘’Stultifera Navis’’ di Fabio Di Lizio, ‘’Periferia Urbana’’ – Artist: Gabriele Bordignon, ‘’Inner Voice’’ di Peter Kocak, ‘’Noite anoada! (Homenaxe a uxío novoneyra) di Yolanda Carbajales, ‘’Origin Thailand 9’’ di Yutthana Nimgate, ‘’Futuro prossimo venturo’’ – Artist: Gian Franco Civitico, ‘’Composition’’ di Ivan Ninov, ‘’Fabricantes de veneno’’ di Hérnandez Castillo Victor Manuel, ‘’Crio’’ di Elisabetta Gomirato, ‘’Presenze 11’’ di Federico Tosi, ‘’Ossigeno’’ di Juan Escudero, ‘’20.99909 – 89.60641’’ di Maria Luisa Sanchez, ‘’Erosione’’ di Domenico Garofalo, ‘’L’uliveto. Appunti di nostalgia’’ di Marta Tomczyk, ‘’Nuit’’ di Mercedes Puente, ‘’Nel Mezzo II’’ di Corina Surdu, ‘’Silence’’ di Malgorzata Chomicz.
La Biennale Internazionale per l’incisione si avvale dei contributi di Rotary Club Acqui Terme, Distretto 2032 del Rotary International, Cassa di Risparmio di Asti, Santero 958, CTE, CETIP, Istituto Nazionale Tributaristi, Banca d’Alba, Banca Generali, Fratelli Erodio, Brus Service, Pompe Garbarino.
Clima: Molinari (Lega), Letta e Pd filocinesi distruggono nostro automotive Alessandria, 11 giu. – “Letta e il Pd votano in Europa per smantellare l’automotive italiano facendo perdere migliaia di posti di lavoro in tutto il Piemonte a favore della Cina in nome di una falsa sostenibilità visto che la Cina inquina più di Usa, India, Russia e Giappone messe insieme. Poi scopriamo che lo stesso Letta nel recente passato, come raccontato da diverse fonti giornalistiche, è stato co-presidente di ToJoy Western Europe, la consociata di ToJoy, gruppo cinese impegnato su molti fronti. Rapporti che certo alimentano i nostri sospetti. Non vorremmo che dietro al tema dell’ambiente, ci sia un disegno per smantellare l’Italia e favorire la Cina”. Così Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera.
c’è una forza di futuro che si sdraia sulle pendici dell’ altro mentre la bestia ride: questo sentimento cugino lontano dell’orrore di oggi stacca sovente gli occhi verso te
Fossalta di Portogruaro (Venezia), coppia trovata morta: è omicidio-suicidio
Un vigilante di 55 anni ha soffocato la moglie 50enne prima di togliersi la vita con un taglierino alla gola
ansa
Una coppia di coniugi è stata trovata morta nella propria abitazione a Fossalta di Portogruaro (Venezia).
Si tratterebbe di un omicidio-suicidio.
L’uomo ha strangolato la moglie e poi si è ucciso tagliandosi la gola con un taglierino. Fondamentale per la ricostruzione del fatto la testimonianza di una nipote, che avrebbe assistito alla scena. Dalle prime informazioni, la coppia non avrebbe mai dato segni di dissidi.
La vittima è Lorena Puppo, 50enne di Stiago di Fossalta che lavorava per un impresa di pulizie. Mentre il marito che l’ha assassinata, Giuseppe Santarosa, aveva 55 anni e lavorava per un istituto di vigilanza, nella portineria della San Marco Gas di Noiari di Portogruaro. Non possedeva nessuna pistola – riferisce il quotidiano Il Gazzettino – e in effetti non sono state ritrovate armi nell’abitazione dei coniugi.
La senatrice a vita: «Lei serve alla causa. Quando la mia voce non ci sarà più, dovranno essere i ragazzi a ricordare e tramandare»
La senatrice a vita Liliana Segre spiega oggi in un’intervista rilasciata a Repubblica perché ha scelto Chiara Ferragni per visitare il Memoriale della Shoah: «A me preme che siano i giovani a fare vivere la Memoria di quel che è stato, la condanna per milioni di persone che avevano la sola colpa di esser nati. E Chiara parla con i giovani. Ho saputo che la stavano già cercando dopo che era andata agli Uffizi di Firenze, cosa che aveva portato un notevole aumento delle visite da parte dei ragazzi. Quando lei verrà a fare questa esperienza con me al Memoriale, lo conosceranno tante persone che oggi lo ignorano, come i turisti o i passeggeri della stazione. Gli studenti arrivano perché li portano i professori in gita scolastica. A me piacerebbe che venissero spontaneamente. Chiara Ferragni serve alla causa. Capite, io sono anziana, quando la mia voce non ci sarà più, dovranno essere i ragazzi a ricordare e tramandare»… leggi tutto su: https://www.open.online/2022/06/11/liliana-segre-chiara-ferragni-memoriale-shoah-perche/
Le famiglie si preparano a mettere mano al portafoglio. Per chi arriveranno gli aumenti?
La rata di un mutuo di 140 mila euro trentennale acceso costerà 105 euro in più di quella di uno acceso un anno fa, lo riporta il Corriere della Sera, da 467 a 572 euroal mese. è l’aumento dei tassi di interesse annunciato dalla presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde a pesare sui prestiti. Negli ultimi anni, accendere un mutuo è stato relativamente economico grazie alle condizioni favorevoli offerte da interessi fissi e bassi, ma le cose stanno cambiando.
La decisione dell’Unione Europea di incrementare i tassi di interesse, ricade anche sugli indici a cui le banche guardano per determinare le rate dei mutui. L’Eurirs per il tasso fisso, e l’Euribor per quello variabile. Questi due parametri cresceranno al crescere del costo del denaro, e con loro anche le rate per le famiglie. Con un aumento di 25 centesimi dell’Euribor, ad esempio, la rata di un mutuo per 200 mila euro a 20 anni acceso un anno fa con tasso dell’1 per cento, passerebbe da 920 euro al mese di giugno ai 959 di luglio. Con l’ulteriore aumento a settembre ipotizzato da Lagarde, la rata arriverebbe a 998 euro al mese. E l’Euribor è destinato ad aumentare. Come riporta la Repubblica, la Bce stima che – dal valore zero di quest’anno – salirà all’1,3 per cento nel 2023, e all’1,6 per cento nel 2024. Sono previsioni molto diverse da quelle di pochi mesi fa, quando ci si aspettava che l’Euribor sarebbe rimasto in negativo fino al 2025. Anche l’Eurirs è in salita. Presi ad esempio i mutui ventennali, l’indicatore è passato dallo 0,6 per cento di gennaio 2022 all’1,6 per cento di maggio. Ieri era al 2,18 per cento. Questo significa che un mutuo ventennale a tasso fisso che a gennaio poteva essere acceso con una rata mensile di 630 euro, a maggio ne richiedeva una di 690… leggi tutto su: https://www.open.online/2022/06/11/mutui-aumento-rata-cosa-succede/
Contrae il papillomavirus nell’auto del partner, l’assicurazione le deve 5,2 milioni
La protagonista della vicenda, che vive nel Missouri, ha sostenuto con successo il collegamento tra l’infezione contratta dal partner, che le ha trasmesso per negligenza l’HPV, e la sua polizza che la copriva per “lesioni e danni”tempo di lettura: 2 min
AGI – Una donna americana che ha contratto una malattia sessualmente trasmissibile durante un incontro romantico nell’auto del suo compagno ha ottenuto un risarcimento di 5,2 milioni di dollari dalla compagnia di assicurazione del veicolo.
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La protagonista della vicenda, che vive nel Missouri, ha sostenuto con successo il collegamento tra l’infezione contratta dal partner, che le ha trasmesso per negligenza il papillomavirus (HPV), e la sua polizza che la copriva per “lesioni e danni”. Indicata nei documenti del tribunale solo come M.O., la donna aveva chiesto un risarcimento di 9,9 milioni di dollari, ridimensionata da un arbitro secondo il quale è ‘sufficiente’ una somma di 5,2 milioni di dollari per ripagarla dei danni.
“L’assicurato avrebbe dovuto comunicare la sua diagnosi a M.O. prima dell’attività sessuale, ma non l’ha fatto”, si legge nel lodo arbitrale. Geico, l’assicuratore, aveva rifiutato l’offerta iniziale di risarcimento e l’anno scorso aveva presentato ricorso ma questa settimana è arrivata la pronuncia della Corte d’Appello del Missouri. Nell’offerta di transazione iniziale, la donna ha dichiarato di aver contratto l’HPV durante incontri sessuali non protetti nel veicolo del suo partner alla fine del 2017, nonostante lui fosse “a conoscenza della sua condizione”.
L’arbitro ha rilevato che il partner “sapeva di avere un tumore alla gola dopo la diagnosi di avere contratto l’HPV”. La donna ha chiesto un risarcimento per “spese mediche passate e future” e per “dolore e sofferenza mentale passata e futura”.
La notizia della sentenza è diventata rapidamente virale, provocando reazioni di umorismo e indignazione. “Richieste di risarcimento assurde come questa sono una parte importante del motivo per cui assicurare i veicoli costa cosi’ tanto”, ha scritto su Twitter il capo di Tesla Elon Musk. “Dovrebbe essere possibile denunciare gli studi legali che perseguono richieste di risarcimento danni assurde
7 crediti ECM: formazione in presenza a Bologna e online – sabato 18 giugno 2022, ore 10.00 – 18.15
Corso ECM – Disturbi Specifici Di Apprendimento: quali novità alla luce della nuova linea guida?
Associazione Italiana Dislessia promuove il corso ECM “Disturbi Specifici Di Apprendimento: quali novità alla luce della nuova linea guida?”.
L’evento formativo, residenziale in videoconferenza, si terrà sabato 18 giugno 2022, dalle ore 10.00 alle ore 18.15 (7 ore). Sarà possibile partecipare al corso sia in presenza, presso lo Zanhotel Europa di Bologna, sia a distanza, in modalità online.
Al corso sono stati attribuiti 7 Crediti formativi ECM per le seguenti categorie professionali: medici, psicologi, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, ortottisti/assistenti di oftalmologia.
N.B. il corso è riservato alle categorie professionali sopra indicate. La partecipazione non è aperta ad altre categorie (es. docenti, educatori, pedagogisti)
OBIETTIVI
Il corso si propone l’obiettivo di fornire conoscenze e competenze specifiche sulle più attuali procedure di valutazione, diagnosi, presa in carico e trattamento per i DSA, alla luce delle raccomandazioni cliniche prodotte dalla nuova Linea Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità.
In questi ultimi anni c’è stata una rapida evoluzione delle conoscenze sul tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento: di qui la necessità di fornire ai clinici impegnati quotidianamente nella diagnosi un quadro aggiornato della situazione e maggiori certezze nelle pratiche diagnostiche e riabilitative.
Il 20 gennaio 2022 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato la nuova Linea Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, che ha aggiornato le precedenti raccomandazioni cliniche, integrando anche aspetti precedentemente non presi in considerazione. Diversi sono stati i quesiti clinici affrontati. Il Disturbo di Comprensione della Lettura, questione rimasta irrisolta nelle precedenti Consensus Conference, ma tornata di attualità dopo la ridefinizione del Disturbo di Lettura proposta nelle versioni più recenti dei sistemi di classificazione internazionale DSM e ICD. Sono state prodotte raccomandazioni per la valutazione e la diagnosi di DSA negli studenti bilingui e nei giovani adulti, rispetto ai quali i clinici non avevano direttive diagnostiche chiare su cui basare il processo diagnostico.
Sono stati definiti i criteri e le procedure diagnostiche relativamente alla Disgrafia e al Disturbo del Calcolo che erano rimasti poco definiti dalle precedenti Consensus Conference. Sono state formulate le raccomandazioni per l’individuazione precoce dei DSA e sono state aggiornate quelle relative al trattamento.
Le nuove raccomandazioni contribuiranno certamente a migliorare e uniformare i protocolli diagnostici e riabilitativi e saranno un importante punto di riferimento per la comunità dei clinici per affrontare le problematiche cliniche delle persone con DSA.
CREDITI ECM – Educazione Continua in Medicina
Id evento nr. 490-355331 ed. 1
Nell’ambito del programma di Educazione Continua in Medicina, al corso sono stati attribuiti nr. 7 Crediti Formativi per le seguenti categorie professionali: medici, psicologi, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, ortottisti/assistenti di oftalmologia.
N.B. il corso è riservato alle categorie professionali sopra indicate. La partecipazione non è aperta ad altre categorie (es. docenti, educatori, pedagogisti)
L’attribuzione dei crediti formativi è subordinata alla partecipazione di almeno il 90% dell’intera durata dell’evento ed al corretto superamento del questionario di verifica (75% di risposte esatte).
Dal termine del corso e fino alle ore 18:15 del 21 giugno 2022 sarà possibile eseguire online i questionari di valutazione, soddisfazione e test di verifica dell’apprendimento ECM (questionario a risposta multipla), tramite la piattaforma A&R Eventi FAD.
PROGRAMMA
Il corso, residenziale in videoconferenza, ha una durata complessiva di 7 ore e si svolge in due sessioni, una al mattino e una al pomeriggio.
MATTINO – ORE 09.30 – 13.00
09.30-10.00 – Registrazione dei partecipanti (solo per gli iscritti in presenza, a Bologna)
10.00-10.15 – Presentazione del corso, Andrea Novelli, psicologo
10.15-10.45 – Presentazione del progetto Linea Guida DSA, Mario Marchiori, psicologo
10.45-11.15 – Come leggere la Linea Guida, Giuseppe Aquino, psicologo
11.15-11.25 – Domande e discussione, Mario Marchiori – Giuseppe Aquino
11.25-12.00 – Indici predittivi per l’individuazione precoce dei DSA, Antonella De Cunto, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
12.00-12.10 – Domande e discussione, Antonella De Cunto
12.10-12.45 – La diagnosi del disturbo di Comprensione del Testo, Laura Bertolo, psicologa
12.45-13.00 – Domande e discussione, Laura Bertolo
POMERIGGIO – ORE 14.00 – 18.15
14.00-14.30 – La diagnosi del Disturbo del Calcolo, Irene Mammarella, psicologa
14.30-14.40 – Domande e discussione, Irene Mammarella
14.40-15.10 – La diagnosi della Disgrafia, Stefania Zoia, psicologa
15.10-15.20 – Domande e discussione, Stefania Zoia
15.20-15.50 – Abilità più frequentemente compromesse nei DSA, Roberta Penge, neuropsichiatra infantile
15.50-16.00 – Domande e discussione, Roberta Penge
16.00-16.30 – La diagnosi del DSA nei bambini bilingui, Enrico Savelli, psicologo
16.30-16.40 – Domande e discussione, Enrico Savelli
16.40-17.10 – Gli strumenti per la diagnosi di DSA nell’adulto, Roberto Ghiaccio, psicologo
17.10-17.20 – Domande e discussione, Roberto Ghiaccio
17.20-17.50 – Le evidenze sull’efficacia degli interventi Anna Giulia De Cagno, logopedista
17.50-18.15 – Domande e discussione, Anna Giulia De Cagno
18.15-18.30 – Questionario ECM
Responsabili Scientifici: Giuseppe Aquino, Roberta Penge, Enrico Savelli
Creare il proprio account, a seguito del quale si riceverà il link per confermare la registrazione all’account. La registrazione dell’account si intende completata solo dopo avere confermato il link.
Cliccare sul titolo del corso e richiedere l’iscrizione
In fase di iscrizione l’utente dovrà specificare se intende partecipare in modalità online o in presenza, utilizzando il campo “invia una comunicazione/richiesta”.
N.B. La sede del corso in presenza ha capienza limitata: massimo 50 posti.
N.B. il corso è riservato alle categorie professionali sopra indicate. La partecipazione non è aperta ad altre categorie (es. docenti, educatori, pedagogisti)
Il corso ha una quota di partecipazione di:
80 euro per i soci AID
120 euro per i non soci,
50 euro per specializzandi e tirocinanti.
La qualifica di socioAID in regola con il pagamento della quota associativa 2022 verrà verificata dalla Segreteria AID.
Il versamento deve essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a: A&R Eventi srl unipersonale IBAN: IT70G0623002409000046397573 con causale: Nome e Cognome dell’iscritto e “Corso Z22”. Gli oneri bancari sono a carico del partecipante. Una copia della ricevuta di pagamento va inviata a: fad@areventi.com
L’iscrizione sarà confermata dopo avere ricevuto il pagamento della quota di partecipazione.
Il termine per le iscrizioni è mercoledì 15 giugno 2022.
La video registrazione del corso resterà disponibile in piattaforma, per gli iscritti, fino al 21 giugno 2022 (3 giorni dal termine del corso).
N.B. per potere acquisire i crediti formativi ECM è necessario partecipare al corso in diretta (in presenza o a distanza) sabato 18 giugno.
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Per i partecipanti in presenza, il corso si terrà presso lo Zanhotel Europa di Bologna, via Boldrini 11.
Per i professionisti che scelgono di partecipare a distanza, in modalità online, i requisiti informatici per una corretta fruzione del corso sono i seguenti:
PC dotato di Casse e Collegamento ad Internet – (UMTS o ADSL)
Sistema Operativo: Microsoft Windows XP o superiore / Apple Mac OS X 10.2.x o superiore
Browser WEB: Internet Explorer 8 e successivi / Firefox 5 e successivi / Safari 5 e successivi / Google Chrome
CONTATTI
Per maggiori informazioni, escluse le modalità di iscrizione e pagamento, è possibile fare riferimento a info@aiditalia.org
Il riconoscimento arriva dopo un percorso di revisione dei processi di reclutamento e selezione, realizzato con AID
Autostrade per l’Italia ottiene la certificazione di Dyslexia Friendly Company
Autostrade per l’Italia ha ricevuto questa mattina da AID la certificazione di Dyslexia Friendly Company, entrando così nel novero delle aziende impegnate in percorsi di formazione e sensibilizzazione dedicati alle persone con disturbi del neurosviluppo e nell’avvio di buone pratiche per i processi di reclutamento e selezione che diventano così “dyslexia friendly”.
DSA Progress for Work
Il riconoscimento, consegnato dalla Vicepresidente AID Antonella Trentin a Gian Luca Orefice, Direttore Human Capital Organization and HSE di Autostrade per l’Italia, arriva al termine del progetto DSA Progress for Work, sviluppato con AID nell’ambito del programma di inclusione aziendale FareDI+ per aumentare la consapevolezza anche sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento e rimuovere qualunque barriera, assicurando ai candidati con DSA la possibilità di esprimere il loro potenziale attraverso una valutazione personalizzata.
Il percorso di selezione è infatti un momento di pressione per tutti e può celare diversi ostacoli per i candidati con DSA. Per questo oggi Autostrade per l’Italia è in grado di assicurare metodologie di reclutamento e selezione accessibili e inclusive per i candidati con DSA che decidono di dichiarare la loro caratteristica.
Autostrade per l’Italia è azienda “Dyslexia Friendly”
“Il processo di certificazione dyslexia friendly iniziato a gennaio 2022 – ha spiegato Alessia Ruzzeddu, responsabile Welfare Diversity & Inclusion Management di Aspi – ha visto una revisione dei processi di reclutamento e selezione, con l’obiettivo di garantire una profilazione bias free, utilizzare strumenti compensativi e strategie per migliorare il lavoro quotidiano e mettere a valore l’unicità di ciascuno. Abbiamo bisogno di rimuovere qualunque barriera e garantire opportunità per tutti, riscoprendo talenti nascosti anche da diversità invisibili come i disturbi del neurosviluppo. La capacità dell’impresa di creare valore passa dalla capacità di rendere il capitale umano una risorsa centrale e strategica per il nostro sviluppo, con un programma coerente e sostenibile che metta ciascuno nella condizione di esprimersi e contribuire al meglio con le proprie potenzialità. Questa certificazione rappresenta per Autostrade per l’Italia solo il primo tassello di un percorso più ampio di trasformazione culturale”.
“Il riconoscimento della certificazione di Dyslexia Friendly Company ad Autostrade per l’Italia rappresenta un significativo passo avanti per l’inclusione delle lavoratrici e dei lavoratori con disturbi specifici dell’apprendimento nelle imprese” – ha dichiarato Susanna Marchisi, Presidente del Comitato DSA e Lavoro di AID. “Autostrade per l’Italia ha potuto sperimentare metodologie di selezione dyslexia friendly attraverso simulazioni live di test e colloqui con candidate e candidati con DSA, un’attività tanto più importante oggi che una legge dello Stato, la 25/2022, garantisce alla lavoratrice e al lavoratore con DSA che ne facciano richiesta l’uso degli strumenti compensativi in azienda e nei colloqui per le assunzioni. Ringrazio Autostrade per l’Italia per la forte sensibilità sul tema dei DSA e l’impegno concreto nel garantire processi non discriminanti, valorizzando così le potenzialità di candidate e candidati”.
La riflessione di Antonella Trentin, genitore e Vicepresidente AID, in chiusura dell’anno scolastico
I diritti negati degli studenti con DSA: lettera aperta alla scuola
Come madre di un ragazzo dislessico, o semplicemente come genitore, mi piacerebbe scrivere (con qualche presunzione) una lettera aperta alla scuola italiana, ai docenti e ai dirigenti. Una lettera a chiusura dell’anno scolastico. Quando si fanno i bilanci.
La scuola, a dire il vero, io la “frequento” da un osservatorio speciale: da anni ricevo le telefonate di genitori della sezione AID di Roma, per cui curo l’help line, ma mi chiamano spesso anche da altre parti d’Italia. Certo, nessuno mi contatta per raccontarmi quant’è bella la scuola, accogliente e inclusiva, ma per parlarmi di incomprensioni, diritti negati, e dolore, tanto dolore da parte dei ragazzi.
So bene che, di contro, esiste una scuola, e cioè maestri e professori, d’eccellenza, persone entusiaste, appassionate, curiose dei propri studenti, fieri di vederli migliorare, insegnanti dotati di competenza e qualità umane, che spesso non ricevono adeguati riconoscimenti.
Però, dal mio osservatorio più triste, ho l’impressione di assistere a un’involuzione importante, anche se parziale, della scuola italiana.
Sta tornando pericolosamente indietro: rispetto alla sensibilità diffusa, alle conoscenze acquisite sui disturbi specifici dell’apprendimento, alla didattica personalizzata e individualizzata, che la legge 170/2010 ci aveva regalato.
Regalato, sì. Perché la legge 170, dodici anni fa, è stata una grande riforma che ha posto i docenti di fronte all’emozionante sfida di interrogarsi sul proprio metodo di insegnamento, sulle dinamiche dell’apprendimento, sull’uso di software compensativi, sulla fatica ma anche sull’arricchimento che rappresentano le diversità nella classe. A volte di tutto questo sembra essersi persa traccia.
E non bastano due terribili anni di pandemia, di DAD e didattica integrata a giustificarlo. Il ministero ha cercato con diverse circolari di guidare le scuole verso l’inclusione, ma queste linee di indirizzo vengono ignorate da molti docenti in nome di una supposta libertà di insegnamento. Potremmo definire questi insegnanti le “mele marce” della scuola, ma quando diventano troppe, occorre chiedersi se il problema non sia sistemico.
Ascanio, Fiammetta, Ernesto: tre storie di diritti negati
Vorrei raccontarvi tre storie, tra le molte, che si sono affacciate al mio cellulare negli ultimi mesi.
Quella di Ascanio, ad esempio. Diciassette anni, brillante, studente modello di un rinomato liceo classico del Centro Sud. Ascanio ha un DSA misto, un QI stellare, e soprattutto ama incondizionatamente la scuola. In italiano, latino, greco e filosofia ha tutti 8. Anche perché studia come un pazzo. Troppo. Nessuno spazio per lo svago. Ascanio andrebbe bene anche in fisica ma è sorta un’insanabile incompatibilità con il suo giovane insegnante.
Il primo incidente ha riguardato la certificazione di DSA che Ascanio, come molti ragazzi, non voleva fosse nota ai compagni. Peccato che il professore un giorno abbia esordito candidamente: “Non posso interrogare Ascanio, perché è handicappato, e ha diritto alle interrogazioni programmate”. Ascanio soffre di epilessia e per lo stress, la vergogna, e l’impaccio si è sentito male. L’episodio si è concluso con un ricovero in ospedale. La stessa crisi si è ripetuta, mesi dopo, all’inizio di un compito in classe, sempre di fisica, cui è seguito un altro ricovero. Lo stress, dicono i medici, non è la causa ma favorisce talvolta l’insorgenza delle crisi.
Il professore non ha mai chiesto come stesse il ragazzo, non gli ha parlato quand’è tornato a scuola. Gli ha messo 2 al compito che non ha fatto a causa del malore. E malgrado Ascanio abbia due 7 all’orale, ha deciso di delegare al consiglio di classe la decisione se dargli un debito da riparare a fine estate. Voi che voto dareste a questo professore? Che voto in empatia, in capacità di immedesimazione, in attenzione verso il prossimo? L’insegnamento non dev’essere per forza una vocazione, ma come si vede non è per tutti.
E la sofferenza patita da Fiammetta, nel primo anno di liceo scientifico, a Roma? Nessun professore le ha concesso il tempo aggiuntivo nei compiti in classe benché fosse scritto nel Piano didattico personalizzato. “Vuoi usare le mappe? Sei impazzita? Così copi durante la verifica!” l’ha ammonita la professoressa di italiano. E quella di inglese ha preteso che imparasse tutte le regole grammaticali a memoria. Salvo negarlo, quando lei in lacrime, davanti a tutti i compagni ha detto che non ce la faceva. Un altro insegnante, in uno slancio d’onestà, ha chiesto alla madre di Fiammetta: “Ma poi cosa sarebbe sta dislessia?”. Ora Fiammetta non vuole più andare a scuola e, anche se la famiglia vincesse il ricorso, sarà difficile restituirle la spensieratezza di prima.
Infine, Ernesto, 17 anni, studente di un liceo linguistico di una città del Nord, liceo finito sui giornali per le sue pratiche non propriamente inclusive. Diversi professori gli hanno negato strumenti e interrogazioni programmate, “un illecito vantaggio”. Finché il ragazzo ha mostrato segni di insofferenza, ha risposto male come può capitare a un adolescente. Risultato: i professori si sono irrigiditi con l’intera classe dando la colpa a Ernesto. E i compagni hanno chiesto a Ernesto di andarsene, perché creava solo problemi. Non c’è stata alcuna mediazione da parte dei docenti, gli adulti si sono defilati. Così i genitori, disperati, hanno dovuto portare il ragazzo in una scuola privata per concludere l’anno. Ed Ernesto è rinato, prendendo voti alti in diverse materie.
Come AID suggeriamo vie d’uscita a queste famiglie, spesso strategie di sopravvivenza, lezioni di dialogo con professori e dirigenti, solo in casi estremi le vie legali. Intavoliamo confronti con il ministero dell’istruzione. Per una didattica davvero inclusiva. Ma non basta. È vero, i genitori e anche i ragazzi hanno precisi doveri da rispettare, mentre spesso scelgono un atteggiamento aggressivo e non collaborativo nei confronti dei docenti.
Ognuno deve fare la sua parte. Per questo serve una vera riforma della scuola.
Finché il merito e il demerito grave non saranno riconosciuti anche tra i docenti, i voti si daranno soltanto ai ragazzi, la formazione non sarà obbligatoria, la conoscenza non sarà un valore per tutti, e chi insegna non si assumerà la responsabilità e le conseguenze dei sogni spezzati dei propri allievi…servirà a poco parlare di rispetto dei Piano Didattico Personalizzato.
Il nostro Paese è messo molto male sotto diversi punti vista, va detto che oltre alla situazione del contesto internazionale decisamente complessa, oggi più che mai, in Italia stiamo pagando anche le conseguenze di decenni di malgoverno.
La mancanza di lungimiranza, l’egoismo e la miopia della classe politica che si è avvicendata al Governo del nostro bellissimo Paese negli ultimi trent’anni ci ha portato a questa situazione, ora uscirne sarà un problema che difficilmente i politici italiani, sempre gli stessi… riusciranno a risolvere e alla fine ma già anche da ora a pagare il conto saranno sempre i soliti noti, cioè la massa fatta da quelli che hanno poco ma sono in tanti. Comunque Auguri Italia…
nel gioco stondato del giorno e della notte s’invaghisce la curva dello sguardo rovistando nel ventre di luce più o meno avvolgente nel fievole brusìo di luminosità pacata si scontra sgargiante un raggio deciso nell’impatto crudele di vuoto visivo… che spiazza
Ritenute Inps: multe da 16 mila euro anche per mancati versamenti di pochi euro
Pioggia di ingiunzioni di pagamento
Nelle ultime settimane molti datori di lavoro stanno ricevendo pesantissime ingiunzioni da parte dell’Inps per omesso versamento di ritenute previdenziali. Ciò che colpisce è che l’importo delle sanzioni risulta quanto mai spropositato rispetto all’importo del mancato pagamento. Federcontribuenti: “Le ritenute previdenziali sono tutti quei contributi obbligatori previdenziali e assistenziali, calcolati sulla retribuzione, trattenuti sia al dipendente che al datore di lavoro e versati alle Casse Previdenziali alle quali il dipendente è iscritto. Poi ci sono le ritenute fiscali, destinate all’Agenzia delle Entrate per il pagamento dell’IRPEF, e dalle ritenute extra-erariali destinate ad uno o più soggetti”. Se per stessa dichiarazione di Ernesto Maria Ruffini, in Italia abbiamo 19 milioni di cittadini in debito con il fisco le domande sono due ed è il parlamento a doverci rispondere: il carico fiscale italiano è insostenibile per i redditi degli italiani o gli italiani vanno considerati evasori per cultura? Interroghiamoci sul totale del cuneo fiscale e sulle modalità e sulla questione dei bassi redditi degli italiani!
Ritenute previdenziali non versate, cosa rischia il datore di lavoro?
Se l’ammontare delle ritenute non versate supera € 10.000,00 annui si realizza un illecito penale punibile con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino ad € 1.032. Se l’ammontare delle ritenute non versate, non supera € 10.000 annui non vi sono conseguenze penali ma l’inadempimento è punito con una sanzione da € 10.000 ad € 50.000. Permettere alle imprese di sopravvivere significa salvare posti di lavoro e se tagliassimo il peso fiscale a carico dei datori di lavoro questi potrebbero aumentare i salari.
Cosa fare quando arriva la cartella esattoriale.
Suggeriamo anzitutto di monitorare le caselle di posta elettronica certificata e verificare sempre che non vi siano eventuali atti giudiziari non ritirati in quanto in tali ipotesi si corre il rischio che le richieste dell’Inps diventino definitive e quindi l’Ente possa procedere con l’esecuzione forzata. Suggeriamo poi di segnalarci immediatamente il ricevimento di queste notifiche in modo da poter predisporre con attenzione una adeguata strategia difensiva.
I fatti risalgono alla notte del 19 maggio 2022, quando, nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Acqui Terme, erano stati imbrattati con vernici spray, di colore blu, rosso e verde, i luoghi simbolo dalla disfida elettorale.
Dapprima era stata presa di mira la sede della Lega, il cui ingresso era stato imbrattato con la scritta “SERVI DI UN GOVERNO CRIMINALE”, ma, nel corso delle attività di sopralluogo, i Carabinieri del Nucleo Operativo riscontravano altre scritte del medesimo tenore effettuate, verosimilmente dalla stessa mano, anche presso la sede del Partito Democratico e presso i point elettorali dei candidati sindaco Bruno Barosio (PD), Franca Roso (Lega) e dell’attuale sindaco Lorenzo Lucchini.
L’evento aveva creato apprensione in città, soprattutto tra i candidati, che temevano un possibile inasprimento dei toni della campagna elettorale.
Le immediate indagini, esperite anche mediante l’analisi dei sistemi di video sorveglianza, permettevano di notare un soggetto che si aggirava nei pressi dei punti oggetto degli imbrattamenti proprio nei momenti in cui erano comparse le scritte. La scrupolosa attività dei Carabinieri permetteva quindi di dare un nome al sospetto, un 71enne acquese, già vicino agli ambienti politici locali, e di identificarlo compiutamente.
I Carabinieri, su decreto della Procura della Repubblica di Alessandria, perquisivano l’abitazione del pensionato e rinvenivano numerose bombolette spray degli stessi colori utilizzati per provocare gli imbrattamenti, oltre agli indumenti indossati quella notte, che recavano elementi identificativi assolutamente inconfutabili. Inoltre, durante la perquisizione, venivano rinvenuti oltre 50 piccoli manifesti, colorati a mano con la scritta “2% del PIL per armi: Criminali”, con cui lo stesso avrebbe verosimilmente tappezzato la città nel pieno della campagna elettorale, e manoscritti inneggianti alla contrarietà dell’attuale governo.
Il tutto veniva sottoposto a sequestro e il 71enne veniva deferito in stato di libertà per il reato di danneggiamento e offesa al corpo politico.
Situazione pesante in un momento difficile per la guerra e rincari nel carrello della spesa
Siccità: nei campi manca l’acqua necessaria per le irrigazioni, rese e produzioni a rischio
Coldiretti. Alessandria: Cambia la scelta delle coltivazioni, meno riso più soia. Realizzare subito rete piccoli invasi
“La mancanza di precipitazioni sta causando gravi preoccupazioni per i produttori agricoli e il conseguente rischio sulla disponibilità di cibo”.
E’ quanto afferma il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco in riferimento all’ allarme siccità lanciato dall’Osservatorio del Po.
Nei campi manca l’acqua necessaria ad irrigare le coltivazioni che si trovano in una situazione di stress idrico che mette a rischio le produzioni in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate. Una situazione che ha cambiato anche le scelte di coltivazione sul territorio italiano con un calo stimato di diecimila ettari delle semine di riso, che ha più bisogno di acqua, a favore della soia.
A preoccupare è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come girasole, mais, grano e degli altri cereali ma anche quella dei foraggi per l’alimentazione degli animali e di ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere. Una situazione pesante in un momento difficile a causa della guerra in Ucraina e dei forti rincari nel carrello della spesa con aumenti di prezzi degli alimentari che hanno raggiunto a maggio il +7,1%.
Si rilevano problemi nelle coltivazioni a ciclo annuale come mais, patata, cipolla, pomodoro, soia, sorgo e prati irrigui e per tutte le colture orticole in generale. La possibilità d’irrigazione farà la differenza sul risultato. In questa situazione molte colture sono in sofferenza, in quanto l’evapotraspirazione è elevata e la riserva idrica del terreno si esaurisce rapidamente.
Ad essere colpito dalla siccità è l’intero territorio nazionale ma particolarmente grave è la situazione nella pianura padana dove per la mancanza di acqua è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo.
“In questo scenario di profonda crisi idrica è necessario agire nel breve periodo per definire le priorità di uso delle risorse idriche ad oggi disponibili, dando precedenza al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, prevedere uno stanziamento di risorse finanziarie adeguate per indennizzare le imprese agricole per i danni subiti a causa della siccità e favorire interventi infrastrutturali di medio-lungo periodo volti ad aumentare la capacità di accumulo dell’acqua e della successiva ottimizzazione nella gestione”, ha continuato il Presidente Mauro Bianco.
Gli agricoltori già da qualche settimana hanno avviato le irrigazioni di soccorso per salvare le colture in campo e i frutti maturi sulle piante che rischiano di essere feriti da colpi di calore e scottature rendendo più difficile il lavoro di raccolta.
Al momento, nella nostra provincia, i pozzi, soprattutto quelli meno profondi, iniziano a prosciugarsi e i tecnici di Coldiretti sono al lavoro per monitorare la situazione e poter prevedere misure idonee al sostegno delle colture che stanno soffrendo, oltre a prevenire ulteriori danni all’economia delle aziende.
“Per carenze infrastrutturali il terreno trattiene solo l’11% dell’acqua, per questo occorre un cambio di passo nell’attività di prevenzione”, ha aggiunto il Direttore Roberto Bianco sottolineando che “bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l’emergenza con interventi strutturali. Il primo passo è la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti d’ingegneria naturalistica. E’ necessario creare una rete di piccoli invasi su tutto l’arco alpino per evitare di arrivare a situazioni di crisi come quella attuale. Certo, vanno coinvolti tutti i soggetti interessati, superando l’attuale frammentazione anche in termini di competenze amministrative, in modo tale che sia possibile, a livello territoriale, definire un piano strategico unitario che possa rispondere alle esigenze idriche delle imprese agricole che ora, invece, si trovano a dover affrontare, oltre alle difficoltà dovute all’innalzamento dei costi delle materie prime e agli sconvolgimenti del mercato a causa della guerra ucraina, una vera e propria emergenza idrica”.
Polizia Municipale: consegnati gli encomi per il servizio sul territorio durante la pandemia.
Martedì 7 giugno u.s., presso la Sala Consiliare del Comune di Serravalle Scrivia, sono stati consegnati al personale della Polizia Municipale da parte del Sindaco Alberto Carbone, gli encomi per il contributo reso attraverso la presenza continua sul territorio, durante il periodo di pandemia da Covid 19.
Tale riconoscimento, proposto anche dalla Regione Piemonte per tutti gli appartenenti alle Polizie Municipali, attraverso l’apposizione di una spilla sulla divisa d’ordinanza per servizi di lungo impiego nell’ambito dell’emergenza epidemiologica, è stato fortemente voluto dalla Comandante del Corpo Antonella Toscanini che ha evidenziato il senso del dovere e di responsabilità percepito dal personale in un momento particolarmente difficile. Il lavoro svolto costantemente all’esterno per i controlli previsti dalle normative, oltre a garantire la vigilanza del nostro territorio, ha fatto emergere la disponibilità e la propensione al dialogo di ogni singolo operatore, costituendo un punto di riferimento per i cittadini e una tutela per la pubblica incolumità.